E IL SUO ODORE ACRE
si insinua tra le pieghe del tempo e dello spazio, portando con sé il peso di una memoria che non si lascia addomesticare dalla modernità.
È un sentore che parla di strade polverose e di una libertà pagata a caro prezzo, un miscuglio di fumo di legna, erbe selvatiche e cuoio vecchio che sfida la sterilità profumata delle nostre città ordinate.
In questo contrasto olfattivo si legge la distanza tra chi abita un luogo e chi, invece, attraversa il mondo senza mai appartenervi del tutto, lasciando dietro di sé soltanto una scia pungente e l’eco di uno sguardo che sembra conoscere verità dimenticate.
È una presenza che disturba perché ricorda l’esistenza di un altrove che non segue le nostre regole, un frammento di realtà cruda che rompe la superficie levigata del quotidiano.
Pvl
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