Piero Villani

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ORAZIO COSTA GIOVANGIGLI

Rappresenta una delle vette più alte e rigorose della regia e della pedagogia teatrale europea del Novecento.

Il suo contributo non si limita alla messinscena ma si estende alla fondazione di una vera e propria filosofia dell’attore, concepita attraverso il celebre metodo mimico.

Nato a Roma nel 1911 e formatosi sotto la guida di Silvio D’Amico, Costa sviluppa una visione in cui l’interprete non deve semplicemente replicare un comportamento, ma farsi veicolo organico della parola poetica.

Il corpo e la voce diventano strumenti di una metamorfosi profonda, capaci di aderire all’essenza intima di testi complessi, da Shakespeare ai grandi tragici, fino alla drammaturgia russa e a Pirandello.

La sua attività di docente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ha plasmato intere generazioni di interpreti e registi italiani, che hanno ereditato da lui una disciplina ascetica e una devozione assoluta alla parola scritta.

L’attore, nella visione costiana, è un artigiano dello spirito che purifica la propria individualità per farsi forma pura, un tramite tra la dimensione letteraria e la realtà fisica del palcoscenico.

Il legame con la Puglia si fa concreto a metà degli anni Ottanta, quando fonda a Bari la Scuola di espressione e interpretazione scenica.

Questa esperienza, seppur breve, sposta temporaneamente il baricentro della sua ricerca pedagogica nel Mezzogiorno, portando il suo rigore metodologico a contatto con una nuova generazione di interpreti e lasciando un’impronta duratura nel panorama culturale del territorio.

Costa si spegne a Firenze nel 1999, lasciando in eredità un patrimonio teorico che continua a ridefinire il concetto stesso di presenza scenica e interpretazione critica.

Pvl



Una risposta a “ORAZIO COSTA GIOVANGIGLI”

  1. Buon giorno Gentile Recensore Piero Villani, letto il profilo di O. Costa  

    le segnalo l’uscita di un volume (cura di Eugenio Buonaccorsi) sul Libro di regia di Guido Salvini, sul Libro di Cristoforo Colombo di P. CLAUDEL da lui allestito nel 1951 in prima mondiale. Fac simile del documento annotato dal Regista e commentato da un gruppo di studiosi genovesi.  

    Grazie con cordiali auguri da Gianni Poli 

    (a quale MAIL inviare la Copertina?)

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