E’ stato uno dei più straordinari e radicali artisti giapponesi del ventesimo secolo.
Nato ad Amagasaki nel 1924, è ricordato principalmente per essere stato una figura centrale del Gruppo Gutai, un movimento d’avanguardia fondato nel 1954 che intendeva superare i confini della pittura tradizionale, unendo la materia, il corpo e lo spirito in un’unica azione creativa.
La sua firma stilistica inconfondibile risiede nella tecnica esecutiva, poiché Shiraga dipingeva letteralmente con i piedi, aggrappandosi a una corda sospesa sopra il soffitto del suo studio e scivolando sulla tela stesa a terra, impastando grandi quantità di colore a olio con un vigore fisico sorprendente.
Questo approccio performativo, che trasformava l’atto del dipingere in un corpo a corpo violento e coreografico con la materia, anticipò di molti anni le tendenze occidentali della performance art e dell’happening.
I suoi quadri, densi di accumuli cromatici, solchi profondi e movimenti dinamici, esprimono una forza primordiale e un’energia vitale purissima, fortemente influenzata anche dalla sua successiva conversione al buddismo esoterico Tendai, che lo portò a concepire la pittura come un vero e proprio rituale spirituale.
Oggi le sue opere sono celebrate nei maggiori musei del mondo e la sua figura è considerata un pilastro fondamentale dell’astrazione informale a livello globale.
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