Puttana

Il termine “puttana” possiede una storia etimologica complessa, legata all’evoluzione della lingua latina e alle sue trasformazioni all’interno dei dialetti gallo-italici e delle lingue romanze medievali.

La tesi più accreditata dagli etimologisti fa risalire la parola al latino tardo puttus, una variante di putus, che significava originariamente “fanciullo” o “ragazzo”, termine a sua volta strettamente connesso alla radice di puer.

Nel passaggio al latino volgare e successivamente al francese antico, la forma femminile puta ha assunto inizialmente il significato neutro di “ragazza” o “giovane donna”.

Col tempo, attraverso un processo di scivolamento semantico tipico delle lingue volgari, il termine ha subito una degradazione morale, passando a indicare una donna dai costumi liberi, fino a stabilizzarsi nel significato odierno di prostituta.

Un’altra ipotesi, storicamente discussa ma considerata complementare da alcuni linguisti, collega il termine alla radice del verbo latino putere, che significa “puzzare” o “essere corrotto”.

In questa prospettiva, la parola avrebbe assunto una valenza dispregiativa immediata, associata alla decomposizione morale o alla marginalità sociale delle figure a cui veniva riferita nelle realtà urbane medievali.

La sovrapposizione tra la radice legata alla giovinezza e quella legata al disprezzo ha così consolidato la parola nella forma che è poi entrata stabilmente nella lingua italiana a partire dal Trecento.

Pvl

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