VENEZIA/ISOLA DELLA GIUDECCA/GIARDINO EDEN

Sull’isola della Giudecca, lontano dai percorsi battuti dai flussi turistici e protetto da un velo di leggendaria inaccessibilità, si estende il Giardino Eden, un’oasi di verde e pietra che racchiude oltre un secolo di stratificazioni storiche, artistiche ed esistenziali.

Nato sul finire dell’Ottocento per intuizione di Frederic Eden, un gentiluomo inglese rimasto folgorato dalla luce e dalla singolare bellezza della laguna, il sito venne concepito originariamente come un paradiso terrestre privato, caratterizzato da percorsi fioriti, pergolati di rose e un dialogo intimo tra l’architettura vegetale e il margine della laguna.

Nel corso dei primi decenni del Novecento, il giardino divenne un rifugio elettivo e un vero e proprio mito letterario, frequentato da intellettuali e figure carismatiche del calibro di Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse e Marcel Proust, i quali vi trovarono un’atmosfera sospesa e decadente.

La natura del luogo, tuttavia, conobbe una cesura radicale e una metamorfosi teorica nel 1979, anno in cui l’intera proprietà fu acquistata dal pittore e architetto visionario austriaco Friedensreich Hundertwasser.

Hundertwasser scelse di applicare al Giardino Eden il proprio manifesto filosofico fondato sul rispetto assoluto dei cicli vitali e sul rifiuto della prevaricazione umana sull’ambiente. Invece di rimodellare o addomesticare la vegetazione secondo i canoni classici della botanica decorativa, l’artista austriaco decise di sospendere ogni intervento invasivo, consentendo alle piante di crescere liberamente, di decomporsi e di rigenerarsi secondo ritmi puramente biologici.

Il giardino cessò così di essere un semplice luogo di diletto estetico per trasformarsi in un laboratorio concettuale a cielo aperto, dove il tempo e la natura riprendevano il sopravvento sull’artificio.

Con la scomparsa di Hundertwasser nel 2000, la custodia dell’area è passata alla fondazione a lui intitolata, che ha scelto di preservare con assoluto rigore questa visione estetica, mantenendo il cancello chiuso al pubblico e garantendo la prosecuzione di quel silenzioso processo di selvatica rinascita.

Oggi il Giardino Eden rimane una delle presenze più fascinose di Venezia proprio per la sua invisibilità, un’opera d’arte vivente e inviolabile in cui l’idea del paesaggio si affranca del tutto dalla fruizione di massa per riaffermare il valore sacro dell’incontaminato.

Pvl

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