si allunga lungo la costa della Dalmazia centrale, collocandosi nel punto preciso in cui il fiume Cherca conclude il suo percorso e sfocia nelle acque dell’Adriatico.
La città presenta una conformazione geografica singolare, protetta da un ampio bacino naturale a cui si accede soltanto attraverso il stretto canale di San Antonio, un passaggio difensivo che ha condizionato per secoli la sua storia e la sua architettura.
A differenza di molti altri centri della costa dalmata, la fondazione di Sebenico non risale all’epoca greco-romana, bensì a un insediamento autoctono slavo, sviluppatosi successivamente sotto la spinta delle dinamiche politiche dell’Adriatico e la dominazione della Repubblica di Venezia.
L’impianto urbano si arrampica su un terreno roccioso e scosceso, articolandosi in una maglia densa di scalinate in pietra, vicoli stretti e passaggi coperti che convergono verso il nucleo storico.
Al centro di questa trama costruttiva sorge la cattedrale di San Giacomo, capolavoro del Rinascimento dalmata firmato da Giorgio da Sebenico e Niccolò di Giovanni Fiorentino, edificata interamente in pietra senza l’uso di malta o legante strutturale.
La presenza maestosa della cattedrale, con la sua sequenza di volti scolpiti nella roccia, dialoga direttamente con la struttura difensiva della città, dominata dall’alto dalle fortezze di San Michele, San Giovanni e del Barone.
L’intera struttura urbana riflette l’incontro tra la durezza della pietra carsica e la vastità dello specchio d’acqua interno, definendo un paesaggio solido in cui l’architettura civile e quella militare conservano intatta la propria misura storica.
Pvl
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