si adagia lungo la costa occidentale dell’Istria come una presenza solida e misurata, dove la pietra e il mare dialogano da secoli senza alcuna interruzione.
L’impianto urbano si è sviluppato originariamente su un’isola stretta, congiunta alla terraferma soltanto verso la metà del Diciottesimo secolo per assecondare la crescita della comunità e i mutamenti degli scambi commerciali.
I vicoli della città vecchia salgono compatti e sinuosi lungo il colle, tracciando percorsi lastricati su cui la luce si scompone tra le facciate alte e le architetture di chiara matrice veneta.
Ogni passaggio pedonale sembra conservare la memoria di una struttura difensiva che non ha mai perso la propria vocazione marinara, rimanendo ancorata alla dimensione quotidiana del porto.
Sulla sommità del rilievo si erge la basilica di Santa Eufemia, il cui campanile svetta sul profilo della costa come un riferimento visivo costante sia per chi giunge dal mare, sia per chi osserva il paesaggio dall’interno.
L’interno del duomo e la sua presenza imponente sintetizzano il passaggio dei secoli e la continuità culturale di un luogo che ha saputo integrare influenze diverse senza smarrire la propria identità.
Intorno al promontorio, l’arcipelago composto da una ventina di isolotti protegge il bacino costiero, definendo uno spazio geografico in cui la natura e l’opera dell’uomo convivono con un rigore e un’armonia misurata.
Pvl
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