Thomas Houseago — scultore britannico-americano, uno dei più visibili scultori figurativi degli ultimi 20 anni.
Chi è
Nato nel 1972 a Leeds, Inghilterra, cresciuto da una madre single legata alla cultura.
Ha studiato al Jacob Kramer Foundation College (1990-91) e ha preso il B.A. alla St. Martins School of Art di Londra nel 1994, poi De Ateliers ad Amsterdam, ha vissuto 8 anni a Bruxelles prima di trasferirsi a Los Angeles nel 2003, dove vive e lavora ancora.
Vive a LA, oggi rappresentato a NY/Londra da Lévy Gorvy Dayan e in Europa da Xavier Hufkens.
Come si presenta il lavoro
Teste e corpi monumentali, astratti, che appaiono allo stesso tempo mitici e goffi — figure mastodontiche che sembrano cedere sotto il loro stesso peso.
Mescola il linguaggio della scultura classica con un fare diretto e ruvido:
Materiali: gesso bianco, Tuf-Cal, canapa, tondino di ferro, argilla, bronzo, legno, pietra cenere — lo si vede chiaramente nei post recenti che documentano una singola testa in pietra cenere su base in bronzo grezzo, passando dall’intaglio del legno alla pietra/bronzo.
Superficie: fortemente scavata, segni lineari dell’utensile, occhi cavi, armature a vista. Opere come Striding Figure II (Ghost) del 2012 mostrano la gabbia scheletrica sotto, e Box Figure e Sitting Nude del 2006 usavano Tuf-cal, canapa e ferro.
Temi: Minotauro, maschere, nudi in piedi, il corpo come contenitore del trauma. Le sue sculture di Minotauro — teste di toro, nudi, muscolosi, esplicitamente sessualizzati come statuaria classica — sono state centrali nelle mostre 2024-2026.
Il percorso di cui si parla ora
Dopo essere stato “scoperto” intorno al 2006 per opere primordiali e potenti di grande scala, Houseago ha avuto importanti mostre museali tra cui The Artist’s Museum al MOCA LA (2010) e What Went Down al Modern Art Oxford.
Nel 2020 si è pubblicamente allontanato dalla scultura durante un crollo mentale che ha collegato a un trauma infantile preverbale, elaborandolo con disegni a inchiostro e dipinti in un centro di cura in Arizona. L’articolo di copertina di CULTURED del 2024 lo ha inquadrato come “C’è speranza” — come è passato dal sentirsi “per niente in controllo del lavoro” al ritorno alla scultura, con il Minotauro come “la metafora perfetta del trauma… nato dalla perversione”.
Quel ritorno ha definito gli ultimi due anni:
2024: Mostra di ritorno da Lévy Gorvy Dayan New York — monumentali Minotauri scuri e dipinti infuocati di lune.
2026: Thomas Houseago: Death’s Sacred Mirror da Lévy Gorvy Dayan Londra fino al 19 settembre 2026 — allestita come una camera delle meraviglie, mescola le sue figure grezze con maschere funerarie egizie, figure di Anubis e maestri moderni come Lucio Fontana, Jacob Epstein, Louise Bourgeois, Joseph Beuys. La critica la descrive come una meditazione su trauma, mortalità e sopravvivenza.
2026: First Light al Rubell Museum di Miami — tre figure monumentali (nudo in piedi in bronzo scuro, nudo in piedi in legno chiaro, figura seduta in legno) dove l’illuminazione è stata progettata per un “gioco di ombre”.
2026: Minotaur—Janus, 2024 in mostra all’Hirshhorn Museum di Washington DC fino al 29 novembre 2026, accompagnata da un talk come Distinguished Artist.
Perché gli artisti come te lo seguono
Per gli scultori che lavorano tra figurazione e astrazione, Houseago è un riferimento per mantenere viva la figurazione su scala architettonica senza lucidatura — lasciando canapa, gesso e tondino a vista, lasciando la figura vulnerabile. Se lavori con intaglio del legno e gesso come nella tua pratica a Milano, il suo passaggio legno → pietra cenere → bronzo documentato quest’estate è una linea tecnica molto diretta da osservare.
Pvl
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