L’indiscrezione riportata dal quotidiano spagnolo El Mundo tratteggia uno scenario d’impatto sul piano della sicurezza dell’Europa meridionale, spostando il baricentro dell’attenzione strategica dal fronte orientale direttamente al bacino del Mediterraneo.
L’ipotesi delineata dall’informativa
attribuisce a Mosca l’intento di ampliare il raggio d’azione della cosiddetta guerra ibrida.
L’impiego di vettori leggeri, come i droni a basso costo del tipo Gerbera, mimetizzati e azionati da mercantili commerciali in transito, rappresenterebbe una tattica asimmetrica pensata per eludere i tradizionali sistemi di sorveglianza e difesa aerea costiera.
Più che puntare alla distruzione su larga scala di infrastrutture militari, una simile strategia mirerebbe a creare danni mirati a nodi logistici o energetici vulnerabili. L’obiettivo primario di tali azioni s’inserirebbe in una logica di pressione psicologica e politica, volta a generare instabilità interna, alimentare insicurezza nell’opinione pubblica ed incrinare la coesione dei Paesi alleati nel sostenere lo sforzo bellico ucraino.
Mentre i comandi strategici e le agenzie di intelligence europee valutano la fondatezza operativa di queste minacce, la rivelazione evidenzia come la complessa gestione delle rotte marittime civili nel Mediterraneo rappresenti una sfida difensiva sempre più fluida ed insidiosa.
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