MADONNARI

E SAN FRANCESCO

La figura di San Francesco d’Assisi occupa un posto di rilievo nell’iconografia dei madonnari, ponendosi accanto ai tradizionali soggetti mariani e cristologici dell’arte gessistica su asfalto.

La scelta del Santo di Assisi risponde a ragioni sia formali che concettuali, legate alla natura stessa dell’arte di strada epimera.

L’iconografia francescana nell’arte dei gessetti si articola su direttrici stilistiche e simboliche ben definite.

L’affinità espressiva con il pauperismo

Il gesto del madonnaro, che lavora inginocchiato per terra utilizzando pigmenti gessosi destinati a dissolversi con la pioggia o il calpestio, riflette la filosofia francescana di umiltà, spogliazione ed effimerità. La materia gessosa, polverosa e povera, si sposa con la narrazione della povertà e della vicinanza alla terra.

Tradizione giottesca e reinterpretazione moderna

Nelle manifestazioni storiche, come l’Incontro Nazionale dei Madonnari di Grazie di Curtatone o i raduni ad Assisi, gli artisti attingono spesso ai cicli affrescati di Giotto nella Basilica Superiore di Assisi o alle opere di Cimabue. Le scene più riprodotte comprendono la Predica agli uccelli, il Riconoscimento della regola, le Stimmate e l’abbraccio con il lebbroso.

Resa cromatica e plasticità

La saio francescano, con le sue tonalità terra di siena, bruno e ocra, offre ai maestri madonnari la possibilità di lavorare su chiaroscuri accentuati e volumi plastici. Il contrasto tra i toni caldi dell’abito e le sfumature di luce attorno al volto o alle stimmate sfrutta al massimo la resa dei gessetti sfumati a mano direttamente sull’asfalto.

Valore narrativo e devozionale

Oltre all’aspetto estetico, la raffigurazione di San Francesco mantiene una forte carica comunicativa nei contesti di festa popolare e pellegrinaggio, dove l’opera d’arte stradale diventa un punto di fermata, meditazione e dialogo visivo immediato con il pubblico di passaggio.

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