Wanna Marchi all’anagrafe Vanna Marchi
E’ una figura complessa e divisiva della storia televisiva e di costume italiana, passata dal ruolo di icona del piccolo schermo a quello di protagonista di uno dei più noti casi giudiziari e di truffa del Paese.
I tratti fondamentali della sua vicenda si articolano in diverse fasi:
L’ascesa televisiva e il successo (Anni ’80 – ’90)
Nata a Castel Guelfo di Bologna nel 1936, inizia la sua carriera negli anni Settanta proponendo prodotti cosmetici nelle prime tv private emiliane. La svolta arriva negli anni Ottanta, quando conquista la popolarità nazionale con uno stile aggressivo, strillato e provocatorio, caratterizzato da toni perentori, dall’uso del celebre tormentone “D’accordo?!” e da un’invadenza verbale mai vista prima in televisione. Diventa la “regina delle televendite”, promuovendo creme dimagranti come lo “scioglipancia” e trattamenti estitici, affiancata dai figli Stefania Nobile e Maurizio Nobile.
Il passaggio alle pratiche esoteriche e le truffe
Negli anni Nineteen-Ninety, la sua attività si sposta dalla vendita di cosmetici alla speculazione sulla credulità popolare. Insieme alla figlia Stefania Nobile e all’imbonitore Mário Pacheco Do Nascimento (presentato come “maestro esoterico” brasiliano), fonda la società Ascié. Attraverso le trasmissioni televisive propongono amuleti, numeri del lotto vincenti, sacchetti di sale e rituali per scacciare il “malocchio”, chiedendo ingenti somme di denaro e ricorrendo a minacce e condizionamenti psicologici nei confronti dei clienti più vulnerabili.
L’inchiesta di Striscia la Notizia e il processo
Nel novembre 2001, il programma Striscia la Notizia trasmette un’inchiesta dettagliata che svela il meccanismo delle estorsioni e dei raggiri ai danni di centinaia di persone. L’indagine della magistratura porta all’arresto di Wanna Marchi e della figlia nel gennaio 2002. Il percorso giudiziario si conclude con la condanna definitiva per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e bancarotta fraudolenta, con pene superiori ai 9 anni di reclusione.
Il post-carcere e la riabilitazione mediatica
Dopo aver scontato la pena (tra carcere, affidamento ai servizi sociali e fine pena giunto negli anni Duemila), Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile si sono riproposte nei media e sul web come personaggi di discussione pubblica, partecipando a podcast, eventi e produzioni documentaristiche, tra cui la serie Netflix del 2022 intitolata Wanna.
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