FRANCIA SACCHEGGIATA

RUBATO UN DALI’

L’ennesimo colpo ai danni del patrimonio artistico in terra francese svela una ferita che va ben oltre la perdita materiale o il mero valore di mercato. Nel silenzio della notte tra domenica e lunedì, dal Centro d’arte contemporanea di Issoire, nell’Auvergne, è stato sottratto L’Apocalypse, opera monumentale legata al nome di Salvador Dalí e a lungo considerata il libro più prezioso del mondo.

Non si tratta soltanto di un volume dal peso imponente di circa duecentodieci chilogrammi, impreziosito da una scultorea copertina in bronzo di centocinquanta chili modellata dal maestro surrealista, né unicamente di un manufatto ornato d’oro e pietre preziose. L’Apocalypse rappresenta il punto d’incontro di un’architettura intellettuale irripetibile, concepita nel 1959 dall’editore Joseph Forêt a partire dal testo dell’Apocalisse di san Giovanni.

In quell’opera titanica convergono le visioni figurative di sette maestri del Novecento, da Georges Mathieu a Bernard Buffet, da Leonor Fini a Léonard Foujita, da Pierre-Yves Trémois a Ossip Zadkine, affiancate dai contributi teorici e letterari di personalità quali Jean Cocteau, Emil Cioran, Jean Guitton, Jean Rostand, Daniel-Rops, Jean Giono ed Ernst Jünger. Un’opera totale, insomma, dove la tensione estetica si intrecciava con la forza della parola e del segno.

Acquistato nel 2002 dal collezionista Christian Karoutzos dopo un lungo itinerario espositivo e collezionistico tra Svizzera e Giappone, il volume era tornato accessibile al pubblico soltanto questa estate. La sua scomparsa, che segue altri recenti e clamorosi episodi di cronaca nei musei d’Oltralpe, interrompe brutalmente la condivisione di una testimonianza rara, lasciando un vuoto profondo nella memoria culturale collettiva.

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