PALERMO

Palermo segreta e svelata: 7 luoghi imperdibili per i 20 anni de Le Vie dei Tesori

Il festival Le Vie dei Tesori compie vent’anni e torna a Palermo con un’edizione monumentale che celebra due decenni di valorizzazione e riappropriazione del patrimonio culturale siciliano.

Nata nel 2006 da un’idea di Laura Anello, la manifestazione si è trasformata nel tempo in un modello virtuoso di festival diffuso capace di conquistare numerose città dell’isola.

A Palermo la nuova stagione apre le porte di oltre cento siti, affiancati da passeggiate guidate, esperienze immersive e laboratori dedicati ad appassionati di storia, architettura e memoria urbana.

Tra dimore private, teatri storici e presidi di riscatto sociale, abbiamo selezionato sette tappe emblematiche per esplorare la città da prospettive inedite.

Casa Savona, un capolavoro Art Déco riemerso nel tempo

Tra le aperture più attese figura Casa Savona, straordinario appartamento di trecento metri quadri interamente decorato tra il 1936 e il 1937 dall’artista, scenografo e pittore Gino Morici.

Acquistato dalla Regione Siciliana nel 2023 dopo essere rimasto intatto per quasi un secolo, l’immobile svela una totale compenetrazione tra architettura e arti applicate.

Morici ha disegnato ogni dettaglio dell’abitazione, dalle pareti affrescate agli arredi realizzati da maestranze locali, fino alle maniglie delle porte e ai mosaici del bagno.

Il Monte di Pietà e la memoria del credito solidale

Per la prima volta apre al pubblico la sede storica del Monte di Pietà, istituito alla metà del Quattrocento dai frati Francescani Osservanti per sostenere i ceti indigenti del quartiere Panneria contro l’usura.

Il complesso conserva intatti i raffinati soffitti a cassettone del Cinquecento e l’impianto monumentale con porticato settecentesco.

Varcare la sua soglia permette di ricostruire il funzionamento di un’istituzione nata per offrire prestiti su pegno privi di fini speculativi.

Teatro Finocchiaro, eleganza e innovazione d’inizio Novecento

Inaugurato nel 1923 con la commedia Don Pietro Caruso di Roberto Bracco, il Teatro Finocchiaro rappresenta un singolare esperimento tipologico progettato da Paolo Bonci.

La struttura fonde lo schema del teatro all’italiana con soluzioni di derivazione wagneriana, arricchendosi dei decori Jugendstil curati dallo scultore Geraci e da un singolare tetto apribile.

Sul suo palco si sono esibiti alcuni tra i più grandi interpreti dello spettacolo italiano, da Totò ad Aldo Fabrizi, fino ad Angelo Musco e Giovanni Grasso.

Casa La Duca, l’eredità di uno storico della città

La dimora di Rosario La Duca (1923-2008), tra i principali studiosi dell’evoluzione urbanistica e culturale palermitana, costituisce uno scrigno inestimabile per la memoria della città.

Affidata per lascito alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, la casa custodisce una sterminata raccolta di volumi, mappe storiche, manoscritti e documenti grafici che documentano la stratificazione storica del capoluogo.

Il Convento di Baida, uno sguardo sul Golfo di Palermo

Arroccato sulle pendici del Monte Cuccio, il complesso del Convento di Baida vanta un’origine antecedente al XII secolo e una complessa successione di ordini religiosi, dai Benedettini fino ai Frati Minori Osservanti.

Oltre a godere di uno dei panorami più estesi su tutta la piana palermitana, il luogo conserva testimonianze scultoree di rilievo, come il portale attribuito alla bottega di Antonello Gagini e i capitelli scolpiti superstiti dell’antico chiostro benedettino.

Radio 100passi, le frequenze della memoria e della legalità

Inserita nei percorsi dedicati alla storia civile e all’impegno sociale, la sede di Radio 100passi raccoglie il testimone dell’esperienza di Radio AUT e dell’eredità di Peppino Impastato.

Situata all’interno di un immobile confiscato nel centro di Palermo, la radio ospita la strumentazione originale d’epoca e opera come laboratorio permanente di educazione alla legalità e al giornalismo per studenti provenienti da tutta Italia.

Villino Ida, la manifattura e il genio di Ernesto Basile

Realizzato nel 1903 dall’architetto Ernesto Basile come residenza privata per sé e per la moglie Ida Negrini, il Villino Ida rappresenta una sintesi perfetta dello stile Liberty palermitano.

Caratterizzato dal celebre motto Dispar et Unum che ne sormonta l’ingresso, il palazzetto racchiude lo studio dell’architetto, soffitti in legno finemente decorati e arredi progettati su misura, affiancati da un giardino interno riservato.

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