ANTHONY VACCARELLO

YVES SAINT LAURENT

La fine del percorso di Anthony Vaccarello alla guida di Saint Laurent chiude un capitolo fondamentale per l’architettura visiva della moda contemporanea.

Dopo dieci anni di direzione creativa, il designer lascia la maison di proprietà del gruppo Kering con una cifra stilistica nettamente delineata, fondata su un rigore formale che incontra una sensualità mai accessoria.

Formatosi alla scuola La Cambre attraverso lo studio della scultura, Vaccarello ha impostato fin dal suo arrivo nel 2016 un dialogo serrato con il corpo umano, inteso come vero e proprio perno plastico del processo costruttivo.

Invece di rifugiarsi in un’operazione di mera memoria nostagica verso l’eredità del fondatore, ha estratto i vettori stilistici più radicali dell’archivio per ricodificarli in un linguaggio rigoroso e immediato.

Silhouette scolpite, tagli netti, spalle strutturate e un uso del nero capace di farsi spazio volumetricamente hanno definito un decennio di coerenza espressiva.

L’ultima sfilata per la stagione primavera estate 2027, allestita come una distesa dorata e metallica, sintetizza in modo esemplare la tensione tra la dimensione scenografica e la precisione millimetrica della sartoria.

L’uscita di scena di Vaccarello lascia in eredità un modello di continuità estetica e rigore formale che ha saputo resistere alle accelerazioni e ai ritmi frammentati del sistema moda attuale.

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