BARI
Il panorama calcistico e urbanistico di Bari ruota attorno a un imponente progetto di rigenerazione che interessa non la costruzione di un impianto del tutto nuovo da zero, ma una profonda ristrutturazione integrata dei due stadi storici della città :
Lo Stadio San Nicola e lo Stadio della Vittoria.
L’iniziativa fa capo alla proposta avanzata dalla società Stadio&Co (legata al gruppo facente capo a Tim Vaughn e a partner internazionali, con il sostegno finanziario garantito da fondi come Sixth Street) per un investimento complessivo stimato intorno ai 250 milioni di euro.
I punti chiave del progetto e le novità principali comprendono :
Il restyling del San Nicola
Il piano recupera e reinterpreta l’idea originaria di ristrutturazione concepita dallo studio di Renzo Piano. L’intervento prevede l’eliminazione della pista di atletica e il ribassamento del terreno di gioco di diversi metri, consentendo la realizzazione di nuove gradinate a ridosso del campo. In questo modo la capienza dell’“astronave” verrebbe non solo preservata ma potenzialmente ampliata, superando i 60.000 posti (fino a circa 64.000), anche in ottica di candidatura per i campionati europei del 2032.
Il ruolo dello Stadio della Vittoria
L’impianto di Via Pisanelli è pensato per svolgere una funzione complementare e temporanea fondamentale. Durante i lavori di cantiere al San Nicola, il Della Vittoria verrebbe temporaneamente adeguato per ospitare le partite casalinghe della squadra, garantendo la continuità sportiva. Successivamente, verrebbe riconvertito in un polo multifunzionale urbano per eventi culturali, concerti e altre discipline sportive.
Tempistiche e iter amministrativo
Il cronoprogramma programmatico ipotizza l’avvio dei cantieri a partire dal biennio successivo, con un orizzonte di completamento fissato tra il 2027 e il 2031. L’Amministrazione comunale ha avviato la conferenza di servizi preliminare e la fase di istruttoria per valutare l’interesse pubblico dell’opera, ponendo al contempo paletti rigorosi (come il no a volumetrie residenziali speculative) e dialogando con gli enti coinvolti per definire la fattibilità definitiva del piano.
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