GIULIO BOLLATI

Giulio Bollati di Saint Pierre (Parma, 1924 – Torino, 1996) è stato una delle figure centrali della cultura e dell’editoria italiana del secondo Novecento.

In formazione alla Scuola Normale Superiore di Pisa con maestri quali Luigi Russo e Delio Cantimori, ha intrecciato per decenni un sodalizio profondo con la casa editrice Einaudi, di cui è stato a lungo condirettore generale e direttore editoriale. Nel suo lavoro di redazione ha affiancato la progettazione delle grandi opere enciclopediche e storiche della casa torinese a una costante attenzione all’equilibrio tra rigore intellettuale e visione d’impresa.

Nel 1987 ha acquisito la casa editrice fondata da Paolo Boringhieri, dando vita al marchio Bollati Boringhieri. Sotto la sua guida la casa editrice ha rinnovato il proprio catalogo unendo la saggistica scientifica, la psicoanalisi e le scienze umane a nuove collezioni di letteratura e storiografia.

Accanto alla professione di editore, Bollati si è distinto come acuto italianista e saggista. Tra le sue opere principali spicca L’italiano. Il carattere nazionale come storia e come invenzione (pubblicato originariamente all’interno della Storia d’Italia Einaudi e poi in volume), un’indagine fondamentale sull’identità morale, civile e culturale dell’Italia contemporanea, oltre ai suoi studi su Manzoni, Leopardi e la prosa civile tra Settecento e Ottocento.

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