Robert Mapplethorpe

E’ stato una delle figure più rilevanti e controverse della fotografia del Novecento.

La sua opera si distingue per una ricerca formale rigorosa, dove il rigore della composizione classica si unisce a un’esplorazione cruda e diretta dei soggetti.

•La formazione e gli esordi

Nato nel Queens nel 1946 e cresciuto in un ambiente cattolico conservatore, Mapplethorpe studia inizialmente pittura, disegno e scultura al Pratt Institute di Brooklyn.

Negli anni Sessanta stringe un legame profondo con la poetessa e musicista Patti Smith, con la quale condivide gli anni della formazione artistica a New York e la vita al Chelsea Hotel.

I suoi primi lavori fotografici nascono nei primi anni Settanta attraverso l’uso della Polaroid, utilizzata inizialmente per realizzare immagini da inserire nei suoi collage e assemblaggi.

•Lo stile e la visione estetica

Passato successivamente al formato medio con una fotocamera Hasselblad, Mapplethorpe sviluppa un linguaggio visivo caratterizzato da un controllo assoluto della luce e del contrasto in bianco e nero.

Il suo lavoro si muove lungo direttrici tematiche ben definite:

•Il nudo e la scultura del corpo

Tratta la figura umana, in particolare il corpo maschile e afroamericano, come se fosse una scultura classica, enfatizzando linee, rilievi muscolari e simmetrie.

•I fiori e le nature morte

Le sue celebri immagini di gigli, orchidee e tulipani restituiscono una sensualità fredda e geometrica, caricandosi di una forte tensione erotica attraverso la pura forma.

I ritratti

Fotografa artisti, intellettuali, celebrità e figure della sottocultura newyorchese, restituendo immagini sobrie e prive di orpelli scenografici.

•I temi feticisti e BDSM

Negli anni Settanta documenta la comunità sadomasochista di New York con il celebre X Portfolio, un ciclo di opere che suscita accesi dibattiti culturali.

•La polemica e l’eredità

La sovrapposizione tra la perfezione formale neoclassica e contenuti spesso ritenuti espliciti o trasgressivi ha reso la sua opera oggetto di accesi dibattiti sulla libertà d’espressione e sulla censura negli Stati Uniti.

Scomparso nel 1989 a soli 42 anni per complicazioni legate all’AIDS, ha fondato prima di morire la Robert Mapplethorpe Foundation, destinata alla tutela della sua opera e al finanziamento della ricerca medica contro il virus.

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