Autore: pierovillani

  • Orecchiette

    COME CONDIRE LE ORECCHIETTE

    Le orecchiette si prestano a moltissimi condimenti, sia tradizionali sia creativi. Ecco alcune idee con cui puoi insaporirle :

    Cime di rapa

    il classico pugliese prevede orecchiette saltate in padella con cime di rapa, acciughe, aglio, olio extravergine d’oliva e peperoncino.

    Sugo di pomodoro fresco e ricotta salata

    pomodorini saltati con aglio e basilico, condendo poi con ricotta salata grattugiata.

    Verdure di stagione

    zucchine, melanzane, peperoni, funghi o un mix di ortaggi saltati con olio, aglio ed erbe aromatiche come basilico e prezzemolo.

    Pesto

    sia il pesto classico genovese che un pesto di rucola e mandorle o altri tipi di creme verdi si abbinano bene.

    Funghi porcini

    trifolati con aglio, prezzemolo e un filo d’olio.

    Formaggi freschi

    crescenza, robiola, stracchino oppure gorgonzola e noci per un tocco più deciso.

    Condimento mare e monti

    tonno e fagiolini, oppure cozze e vongole con pomodorini e prezzemolo.

    Carciofi e pesce

    per esempio, carciofi e merluzzo con aromi di limone e prezzemolo.

    Altri abbinamenti sfiziosi includono orecchiette al ragù d’agnello, orecchiette con ceci e pomodori, pancetta e broccoli, oppure con pesto di pistacchi o di pomodori secchi.

    Queste idee valorizzano le orecchiette sia con ingredienti semplici sia con sapori più ricchi, passando dal vegetariano al pesce o alla carne.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Affinamento del vino di lusso

    I processi di affinamento del vino di lusso sono fasi fondamentali e molto curate che seguono la vinificazione per sviluppare e perfezionare le caratteristiche organolettiche del vino. Questi processi possono avvenire in diversi ambienti e contenitori, e coinvolgono tecniche tradizionali e moderne:

    Affinamento in legno (botti e barrique)

    Vini di alta qualità spesso maturano in botti di legno pregiate, come barrique di rovere francese da 225 litri, o botti più grandi da 500-1000 litri. Il legno, con la sua porosità, consente una micro-ossigenazione che ammorbidisce i tannini e arricchisce il vino con aromi di vaniglia, spezie e tostature, conferendo struttura e complessità, specialmente ai rossi strutturati [1][3]

    Affinamento in acciaio, cemento, terracotta o grandi contenitori

    Alcuni vini passano la maturazione in serbatoi di acciaio inox o altri materiali, che preservano la freschezza e gli aromi originali dell’uva senza aggiungere sentori da legno. Questa fase serve a sviluppare complessità e stabilizzare il vino prima dell’imbottigliamento [3]

    Affinamento in bottiglia

    Dopo l’imbottigliamento, il vino continua a evolversi, sviluppando una maggiore complessità aromatica e un bouquet più maturo. La durata di questo affinamento varia molto: da pochi mesi per vini giovani e freschi, fino a diversi anni per vini rossi strutturati o bianchi importanti con potenziale di invecchiamento. La conservazione in condizioni di temperatura e umidità controllate è essenziale [1][3]

    Affinamento negli spumanti di lusso (Metodo Classico)

    Nel caso degli spumanti di lusso, come Champagne o Franciacorta, il processo prevede una seconda fermentazione in bottiglia con contatto prolungato sui lieviti (affinamento sui lieviti), che conferisce finezza alla bollicina e aromaticità complessa (pane, lievito, tostature). Seguono poi fasi di remuage (rotazione delle bottiglie) e dégorgement (rimozione dei depositi) [2]

      In sintesi, l’affinamento del vino di lusso consiste in un’attenzione meticolosa a ogni fase dopo la fermentazione : scelta del contenitore, tempi di maturazione e invecchiamento, condizioni ambientali, e metodi specifici come quelli per gli spumanti. Tutto finalizzato a esaltare gusto, aroma, struttura e capacità di invecchiamento del vino [1][3][2]

      Fonti :
      [1] Cosa rende un vino “luxury”: marketing o vera qualità? – Berevecchio https://berevecchio.it/cosa-rende-un-vino-luxury-marketing-o-vera-qualita/
      [2] I Segreti degli Spumanti di Lusso Italiani – Berevecchio https://berevecchio.it/i-segreti-degli-spumanti-di-lusso-italiani/
      [3] Cos’è l’affinamento del vino e tecniche – Cantine Neri https://www.cantineneri.it/affinamento-vino/
      [4] Maturazione, Invecchiamento e Affinamento del vino – Quattrocalici https://www.quattrocalici.it/conoscere-il-vino/affinamento-del-vino/
      [5] Affinamento dei Vini: Consigli, Prodotti e Contenitori | HobbyCantina https://www.hobbycantina.it/vino/affinamento-dei-vini-consigli-e-prodotti/
      [6] Affinamento del vino: cos’è e perché è importante – Valdo https://it.valdo.com/blogs/perlage-magazine/affinamento-del-vino-cose-e-perche-e-importante
      [7] IL MERCATO DEL VINO HA DIMENTICATO IL CONCETTO DI TEMPO https://paulbalke.com/il-mercato-del-vino-ha-dimenticato-il-concetto-di-tempo/
      [8] IL RUOLO DELLA CANTINA: L’AFFINAMENTO DEL VINO … https://lacantinadipaul.wordpress.com/2014/11/24/il-ruolo-della-cantina-laffinamento-del-vino-capitolo-3-invecchiamento-in-bottiglia-ambiente-riduttivo/

    1. Skype non funziona più come app standalone dal 5 maggio 2025

      Skype non funziona più come app standalone dal 5 maggio 2025, data in cui Microsoft ha ufficialmente chiuso il servizio e spento i server dedicati.

      Fino a quella data, Skype era ancora utilizzabile normalmente, ma dal 5 maggio 2025 l’app Skype è stata dismessa e non è più possibile usarla per chiamate, messaggi o videochiamate.

      Microsoft ha spostato tutte le funzionalità di comunicazione su Microsoft Teams, offrendo agli utenti la possibilità di migrare certi dati (contatti, chat) automaticamente su Teams Free utilizzando le stesse credenziali Skype.

      Chi preferisce può esportare i dati da Skype prima della cessazione definitiva.

      Le funzioni di chiamata verso numeri fissi e mobili, disponibili con abbonamenti Skype, sono state integralmente integrate o trasferite nelle funzionalità di Teams, ma non sono più vendute direttamente su Skype dopo il 3 aprile 2025; il credito residuo può comunque essere utilizzato tramite Teams o il portale web di Skype.

      In sintesi, Skype come servizio autonomo ha cessato di funzionare definitivamente dal 5 maggio 2025, sostituito da Microsoft Teams come piattaforma principale per le comunicazioni Microsoft.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    2. Manager incapace o incompetente

      Questo tipo di manager spesso presenta caratteristiche come la difficoltà a prendere decisioni, la tendenza a evitare responsabilità, una comunicazione indiretta o scarsa trasparenza, la paura del talento altrui, la riluttanza a delegare o controllare il lavoro delegato, e la creazione di un ambiente di lavoro stressante e poco motivante [1][2][3]

      Indagini indicano che una percentuale molto alta di manager, tra il 50% e il 75%, può essere considerata incompetente in vari aspetti, come scarse abilità interpersonali, incoerenza negli obiettivi, incapacità di costruire un team efficace e mancanza di competenze tecniche specifiche [4]

      L’incompetenza può derivare da errori dovuti a inesperienza, ma anche da motivazioni personali come la volontà di mantenere il potere o dal timore di essere superati dai collaboratori più competenti [7] Inoltre, una “pseudo competenza” può far sembrare un manager molto capace a prima vista, mentre in realtà presenta lacune significative nelle sue capacità reali [7]

      In sintesi, il manager incapace non è solo una figura teorica, ma un fenomeno largamente riconosciuto e studiato nel mondo del lavoro.

      Fonti :
      [1] 12 Segni di un manager incompetente – LinkedIn https://it.linkedin.com/pulse/i-12-segnali-di-un-manager-incompetente-giuseppe-de-rosa
      [2] 12 Tratti che identificano un manager incompetente – parte 1 https://www.ferrarelli-coaching.com/12-tratti-identificano-manager-incompetente-1/
      [3] 12 Tratti che identificano un manager incompetente – parte 2 https://www.ferrarelli-coaching.com/12-tratti-manager-impreparato-2/
      [4] Perché tanti capi incompetenti? – Bruneau https://www.bruneau.it/it/mag/perche-tanti-capi-incompetenti
      [5] Manager, quando la direzione è incompetente – PMI.it https://www.pmi.it/professioni/psicologia-e-risorse-umane/192531/manager-quando-la-direzione-incompetente.html
      [6] L’incompetenza dei manager italiani. “Ripensare il metodo di … https://www.piacenzasera.it/2020/12/lincompetenza-del-manager/366306/
      [7] Incapacità dei manager – PMI.it https://www.pmi.it/impresa/business-e-project-management/articolo/7708/incapacita-dei-manager.html
      [8] LEADERSHIP INCOMPETENTE – Accademia del Benessere https://www.accademiadelbenessere-kondel.it/post/leadership-incompetente
      [9] I pattern dei manager incapaci – Foxwin https://www.foxwin.eu/blog/it/i-pattern-dei-manager-incapaci/
      [10] La verità scomoda: i manager incompetenti fanno più carriera (E … https://it.linkedin.com/pulse/la-verit%C3%A0-scomoda-i-manager-incompetenti-fanno-pi%C3%B9-carriera-leonte-zzsgf

    3. Maurizio Marangelli

      è un noto giornalista di Conversano, Puglia. Lavora per TELENORBA S.P.A., una televisione locale, ed è una figura di spicco nel giornalismo pugliese. Nel 2025 è stato eletto all’unanimità presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, diventando il primo presidente proveniente da una televisione locale [1][2][3]

      È figlio di Oronzo Marangelli, giornalista prematuramente scomparso, e nel 2006 ha fondato a Conversano l’associazione culturale “Oronzo Marangelli – La Voce del Mezzogiorno”, dedicata alla memoria del padre e al suo impegno giornalistico [1][4]

      Marangelli è riconosciuto per la sua lunga carriera iniziata nel 1978 e per la sua dedizione sia al giornalismo sia alla valorizzazione della cultura e della storia del territorio pugliese [5][6] In particolare, il suo lavoro con TG Norba si concentra su tematiche locali e sulla memoria storica della Puglia [7]

      Fonti :
      [1] Maurizio Marangelli: “Dedico a mio padre questo riconoscimento … https://www.oggiconversano.it/2025/04/08/maurizio-marangelli-dedico-a-mio-padre-questo-riconoscimento-professionale-la-videointervista-al-nuovo-presidente-dellordine-dei-giornalisti-di-puglia/
      [2] Maurizio Marangelli del TgNorba è il nuovo presidente dell’Ordine … https://norbaonline.it/2025/03/29/il-collega-maurizio-marangelli-e-il-nuovo-presidente-dellordine-dei-giornalisti-di-puglia/
      [3] Maurizio Marangelli – Giornalista televisivo – TELENORBA S.P.A. https://it.linkedin.com/in/maurizio-marangelli-1b5728253
      [4] [PDF] marangelli bartolomeo francesco maurizio https://webreport.ict.uniba.it/easyweb/apregistry_service.aspx?idreg=149912&idcv=3&dep=amministrazione
      [5] maurizio marangelli – giornalista professionista presso Telenorba https://it.linkedin.com/in/maurizio-marangelli-51666433
      [6] Maurizio Marangelli – oggiconversano.it https://www.oggiconversano.it/author/maurizio-marangelli/
      [7] Maurizio Marangelli, da marzo 2025 nuovo presidente Ordine dei … https://www.youtube.com/watch?v=1NyYTnKBA4w

    4. Ann Johnson

      Quasi 20 anni fa Ann Johnson, paralizzata e senza più la capacità di parlare a causa di un ictus, ha riacquistato la parola grazie a un impianto di elettrodi nel cervello e a un’interfaccia cervello-computer sviluppata dalle università di California San Francisco e Berkeley. La sua attività cerebrale è stata decodificata in parole pronunciate da un avatar digitale, che riproduceva anche le sue espressioni facciali. È la prima volta che linguaggio e mimica facciale vengono sintetizzati direttamente da segnali cerebrali. L’avatar scelto da Johnson riproduce un volto simile al suo e ha utilizzato la registrazione del brindisi del suo matrimonio per ricreare la voce. La tecnologia, pubblicata sulla rivista Nature, rappresenta un grande passo avanti per aiutare persone paralizzate o con malattie neurodegenerative a comunicare di nuovo. Attualmente il sistema richiede un collegamento cablato tra impianto e computer, ma sono in sviluppo versioni wireless con l’obiettivo di permettere conversazioni in tempo reale con espressione emotiva completa[2].

      Fonti :
      [1] Usa, recupera la parola dopo un ictus grazie all’AI e un avatar digitale https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-paralizzata-recupera-parola-grazie-ad-ai_68927965-202302k.shtml

    5. Capri

      MONTE TIBERIO

      E’ una collina situata sull’isola di Capri, famosa soprattutto per ospitare i resti della Villa Jovis, una delle residenze dell’imperatore romano Tiberio.

      Questa villa imperiale, costruita all’inizio del I secolo d.C., si trova sulla sommità del Monte Tiberio e rappresenta uno dei siti archeologici più importanti dell’isola.

      Il monte offre inoltre una vista panoramica eccezionale sul golfo di Napoli e sulle isole circostanti. Accanto alla villa si trova anche il cosiddetto “Salto di Tiberio”, un luogo leggendario dove, secondo alcune fonti, Tiberio avrebbe fatto gettare nemici o persone indesiderate da una rupe alta e a strapiombo.

      Monte Tiberio e Villa Jovis sono mete molto visitate dai turisti per il loro valore storico, archeologico e paesaggistico, rappresentando un legame diretto con la storia romana e la figura dell’imperatore Tiberio a Capri.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    6. Stretta di mano in Giappone

      In Giappone, la stretta di mano non è un modo comune di salutarsi tra sconosciuti o al primo incontro; i giapponesi preferiscono l’inchino come forma di saluto e rispetto.

      La stretta di mano è rara e, se avviene con stranieri, spesso è accompagnata da un inchino leggero per mostrare rispetto.

      Non dare la mano non è considerato maleducazione, ma semplicemente un diverso modo culturale di approcciarsi alle persone nuove.

      Inoltre, il contatto fisico è generalmente evitato in Giappone durante i saluti.

      Questo riflette un diverso modo di comunicare rispetto agli usi occidentali, dove la stretta di mano è un gesto standard.

      Il gesto dell’inchino varia in profondità e durata in base al grado di rispetto da mostrare verso l’altro.

      Riassumendo: in Giappone non è usuale dare la mano, ma ci si inchina; la stretta di mano può accadere con stranieri ma resta un’eccezione.

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    7. Dieta chetogenica

      E’ un regime alimentare a bassissimo contenuto di carboidrati (meno del 10% delle calorie giornaliere, spesso 20-50 grammi netti), ricco di grassi e con proteine in quantità moderate.

      L’obiettivo principale è indurre nel corpo uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui, a causa della scarsità di carboidrati, l’organismo utilizza i grassi immagazzinati trasformandoli in corpi chetonici (acetone, acetoacetato, beta-idrossibutirrato) che diventano la nuova fonte primaria di energia, sostituendo il glucosio.

      La dieta è originariamente nata agli inizi del XX secolo come trattamento per l’epilessia resistente ai farmaci, ma ora è molto utilizzata per la perdita di peso e il miglioramento di vari parametri metabolici.

      Gli alimenti permessi sono in prevalenza

      Carne (pollo, manzo, maiale), pesce grasso (salmone, sgombro),

      Uova,

      Verdure a basso contenuto di carboidrati (spinaci, broccoli, cavolfiore, zucchine, asparagi),

      Formaggi stagionati e grassi,

      Frutta secca (mandorle, noci),

      Piccole porzioni di frutta poco zuccherina (avocado, lamponi, fragole),

      Oli ricchi di grassi monoinsaturi (olio d’oliva, di semi di lino).

      Si limitano fortemente cereali, legumi, patate, frutta zuccherina, zuccheri raffinati, dolci, bevande zuccherate e alcolici.

      La dieta deve essere seguita sotto controllo medico, poiché non è bilanciata e non adatta a tutti (ad esempio non è indicata per persone con gravi dislipidemie, insufficienza renale grave o gotta.

      Tipicamente si articola in una fase iniziale intensiva di 3-4 settimane (o fino a 8-12 settimane in alcuni protocolli), con un apporto calorico molto basso (anche sotto 800 kcal) e successivamente si reintegrano nutrienti per arrivare a un regime mantenimento.

      In sintesi, la dieta chetogenica è uno strumento efficace per la perdita di peso e il miglioramento del metabolismo, basato sulla riduzione drastica dei carboidrati e l’utilizzo dei grassi come fonte primaria di energia attraverso la chetosi.

    8. Le tradizioni beduine

      L’essenza beduina risiede in un’esistenza scolpita dal deserto, dove l’ospitalità si fa sacra e la sopravvivenza si affida a una sapienza tramandata esclusivamente per via orale.

      Il nomadismo non è solo uno spostamento, ma un ritmo dettato dalla pastorizia di cammelli e capre, fulcri vitali di un’economia del necessario.

      Ogni gesto quotidiano, dalla ricerca dell’acqua alla tessitura di una khaima, riflette la leggerezza di chi deve poter smontare il proprio mondo in pochi istanti.

      Le trame dei tappeti e i ricami degli abiti femminili non sono semplici decori, bensì codici d’appartenenza che identificano la tribù in un orizzonte senza confini.

      Nelle notti illuminate dal fuoco, il suono della rababa e la declamazione poetica trasformano la memoria collettiva in un presente eterno e condiviso.

      Nonostante la spinta verso la stanzialità degli ultimi decenni, l’identità beduina resta ancorata a una gerarchia patriarcale e a un profondo senso del clan.

      I pilastri della cultura del deserto

      Ospitalità assoluta, celebrata attraverso il rito del tè e l’accoglienza dello straniero.

      Struttura sociale fondata sulla lealtà verso la tribù e la guida degli anziani.

      Estetica funzionale, dove l’abbigliamento in fibra naturale e i sandali di cuoio rispondono al rigore del clima.

      Il cammello come simbolo, ponte tra la necessità pratica e il prestigio culturale.

      Temporalità naturale, che scandisce il lavoro sotto il sole e il dialogo attorno al fuoco notturno.

      Questa civiltà rappresenta l’equilibrio estremo tra l’adattamento a un ambiente ostile e la conservazione di una libertà interiore che non conosce confini geografici.

      avviso 

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    9. Sassocorvaro

      è un borgo situato su un colle che domina la valle del fiume Foglia, nella provincia di Pesaro e Urbino, Marche, Italia.

      Fino al 31 dicembre 2018 era un comune autonomo; dal 1º gennaio 2019 è diventato il capoluogo del comune di Sassocorvaro Auditore, nato dalla fusione dei comuni di Sassocorvaro e Auditore.

      Il borgo è noto soprattutto per la Rocca Ubaldinesca, una fortezza costruita nel XV secolo dall’architetto Francesco di Giorgio Martini, che si erge al centro del paese.

      Tra Sassocorvaro e la sua frazione Mercatale si trova un lago artificiale chiuso da una diga, che fornisce acqua potabile ai paesi vicini.

      Storicamente, il castello originario risale al 1061, e il borgo ha avuto un ruolo strategico nelle contese tra le famiglie Montefeltro e Malatesta.

      Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Rocca Ubaldinesca fu usata per nascondere oltre 6.500 opere d’arte italiane, sotto la direzione del professore Pasquale Rotondi, per proteggerle dai saccheggi nazisti.

      Oggi Sassocorvaro è apprezzato per il suo centro storico incentrato sulla rocca e per il panorama sul lago e sulle colline circostanti.

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    10. Giacomo Princigalli

      E’ stato un importante militante e dirigente della sinistra italiana, originario di Bari, con un lungo impegno politico che ha attraversato il Partito Socialista Italiano (PSI), il PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria) e il Partito Comunista Italiano (PCI).

      Nato in una famiglia con forti radici politiche e resistenziali (con una sorella partigiana e un padre magistrato e tenente colonnello), Princigalli fu vicesegretario provinciale del PSI, membro del comitato centrale del PSIUP, e capogruppo del PCI nel Consiglio Regionale pugliese negli anni ’80.

      La sua figura è stata descritta come radicale ma mai estremista, con attenzione ai temi del lavoro, della solidarietà sociale, dei diritti civili e della pace.

      Fu anche critico verso alcuni sviluppi della sinistra italiana, come la trasformazione dei DS nel Partito Democratico.

      Era noto per la sua passione riformista, rigore etico e capacità di integrare in sé diverse anime della sinistra socialista, comunista, anarchico e libertario mantenendo un atteggiamento aperto al dialogo.

      Partecipò a molte iniziative di solidarietà internazionale e alla vita politica della Puglia e di Bari, dove è stato ricordato con l’intitolazione di un giardino pubblico. Morì nel 2017.

      In sintesi, Giacomo Princigalli è stato un protagonista storico della sinistra italiana soprattutto in Puglia, con un impegno politico basato su coerenza ideologica, apertura al confronto e passione civile.

    11. Roberto De Robertis

      Gravina in Puglia 1910/1978

      è stato un pittore italiano

      Nato in una famiglia benestante, mostrò passione per il disegno fin da piccolo e frequentò studi tecnici a Bari.

      Nel 1925 si trasferì a Milano e si iscrisse alla Scuola per Artefici annessa all’Accademia delle Belle Arti di Brera, ottenendo il diploma in decorazione policroma. Gli anni a Milano furono fondamentali per la sua formazione artistica, influenzata dal movimento del Novecento italiano.

      Tornato a Bari nel 1930, iniziò a esporre le sue opere, caratterizzate da ritratti, nudi e paesaggi con uno stile che evolveva da una plasticità essenziale a un uso più libero e inquieto del colore influenzato dall’impressionismo e dal tonalismo romano. Partecipò a numerose mostre, tra cui la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia.

      Durante la seconda guerra mondiale si trasferì a Roma, si arruolò come volontario nell’Aeronautica e lavorò come disegnatore nel reparto, realizzando opere con soggetto aeronautico. Dopo il servizio militare tornò a Bari, dove fu tra i fondatori dell’Associazione fra Artisti pugliesi e contribuì molto all’attività artistica e culturale locale.

      Negli anni ’50 e ’60 consolidò la sua pittura focalizzandosi su nature morte e figure femminili, con una tavolozza calda e una sensibilità cromatica ricercata. Fu vicepresidente del comitato organizzatore del Maggio Barese, importante mostra nazionale di pittura, e insegnò presso l’Istituto Statale d’Arte di Bari, promuovendo la formazione artistica in Puglia.

      Negli anni ’70 fu primo direttore e titolare della cattedra di pittura della nuova Accademia di Belle Arti di Bari, impegnandosi nell’organizzazione e nella crescita dell’istituzione fino agli ultimi anni di vita, segnati da problemi di salute. Continuò a dipingere fino alla morte, avvenuta a Bari nel 1978. La sua opera è nota per la ricerca espressiva del colore, l’equilibrio tra forma e cromatismo, e per un ritratto sensibile delle figure umane e delle nature morte nel contesto artistico pugliese ed italiano del Novecento .

    12. Pasticceria Boccia a Bari

      E’ un’istituzione storica e simbolo dell’arte dolciaria pugliese, situata nel cuore della città, in corso Sonnino 31/33, una delle zone più rinomate e storiche di Bari.

      Fondata dalla famiglia Boccia, che ha saputo dare un forte impulso all’industria dolciaria meridionale, è diventata un punto di riferimento sociale e commerciale per tutta la comunità barese.

      La pasticceria è nota per la qualità, bontà e originalità dei suoi prodotti, dai classici dolci della domenica alle realizzazioni per catering ed eventi, passando per gelati artigianali e cioccolateria. La tradizione si unisce all’innovazione mantenendo vivo il cuore della cultura dolciaria locale.

      La Boccia accompagna i baresi con dolci soffici e gustosi per colazioni e momenti di dolcezza quotidiana, offrendo sempre soluzioni su misura per ogni occasione.

      Con una conduzione familiare che si tramanda da generazioni, è una realtà amata e rispettata, riconosciuta anche con premi e apprezzamenti dalla città di Bari.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    13. Vinicola Albano

      fondata nel 1973 da Al Bano Carrisi, è una storica azienda vinicola situata a Cellino San Marco, in Puglia, terra dalle antichissime tradizioni vinicole. L’azienda nasce dall’amore e rispetto per la terra, valori profondamente radicati nelle origini contadine di Al Bano. La produzione di vino segue un processo accurato che parte dalla selezione delle uve, in particolare bianche come il Sauvignon e rosse di qualità, lavorate al momento ottimale di maturazione per garantire la migliore espressione dei vitigni.

      La tenuta è anche una masseria del Seicento immersa tra vigneti, uliveti e boschi, che oggi si propone come un resort dedicato al benessere, con hotel, spa, piscina, ristorante e naturalmente la cantina. La coltivazione della vite e la produzione del vino sono curate con passione, rispettando la tradizione e le condizioni climatiche uniche della regione, nota fin dall’antichità per vini di qualità. Tra le etichette di punta c’è il “Don Carmelo”, vino dedicato al padre di Al Bano, e il “Felicità” ottenuto da una selezione di uve bianche con prevalenza Sauvignon.

      In sintesi, Vinicola Albano rappresenta una fusione di tradizione, territorio, e passione, offrendo vini autentici frutto di una cura artigianale e un’esperienza di ospitalità che celebra la cultura e la natura del Salento [1][2][3][4]

      Fonti :
      [1] I vini Albano Carrisi – La bottega del Salento http://www.labottegadelsalento.it/vinoalbano.html
      [2] Individuali e famiglie – Tenute Al Bano https://www.tenutealbano.com/individuali-e-famiglie/
      [3] Tenute Al Bano – Hotel Felicità – Ristorante Don Carmelo – Spa https://www.tenutealbano.com
      [4] Azienda Vinicola Albano Carrisi Sas – Puglia Wine World https://pugliawineworld.it/aziende/azienda-vinicola-albano-carrisi-sas/

    14. Andria

      ALBERTO MUCCI, ANDRIA

      E’ un nome storico nella produzione artigianale di confetti, con un’attività avviata nel 1954.

      La confetteria si distingue per la qualità degli ingredienti selezionati tra cui pregiate mandorle di Avola, cioccolato belga, nocciole Piemonte IGP e pistacchio utilizzati per realizzare confetti artigianali ricercati, adatti a ogni tipo di cerimonia, matrimonio, evento o regalo raffinato.

      L’azienda produce un’ampia gamma di confetti :

      • classici alla mandorla

      • al cioccolato

      • alle nocciole

      • specialità per celiaci e vegani

      • confetti colorati e personalizzati per eventi e bomboniere.

      Oltre ai gusti tradizionali, sono disponibili confezioni regalo curate nei dettagli, anche su richiesta e su misura per le esigenze del cliente.

      La produzione rimane fedele alla tradizione ma offre anche innovazione nei gusti e nella presentazione, rendendo i confetti di Alberto Mucci una scelta esclusiva per chi cerca eccellenza e varietà.

      La confetteria di Alberto Mucci si trova ad Andria, in Piazza Vittorio Emanuele II, 30, e offre anche servizi di vendita e spedizione, oltre alla possibilità di visitare il negozio per scoprire la vasta selezione di confetti artigianali disponibili al bancone.

      Chi visita il negozio trova personale accogliente e competente, pronto a consigliare tra le tante proposte dedicate a matrimoni e ricorrenze.

      I confetti di Alberto Mucci sono considerati tra i migliori nel panorama pugliese sia per la bontà e la varietà, sia per la cura nella lavorazione e nella scelta delle materie prime, con numerose recensioni entusiaste da clienti che sottolineano l’eccellenza, la ricercatezza e l’attenzione al dettaglio del prodotto.

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      “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    15. Sri Aurobindo

      E’ riconosciuto come uno yogi, filosofo e mistico di elevato livello, nonché fondatore dello yoga integrale o Purna Yoga.

      Questa pratica e filosofia integrano vari aspetti spirituali per guidare l’individuo verso una coscienza superiore chiamata Supermente, che rappresenta un livello evolutivo oltre la condizione umana normale.

      La sua visione include l’idea che la natura umana non rappresenti il massimo livello di coscienza, ma che possa evolvere verso uno stato superiore di unione tra spirito e materia.

      La sua esperienza spirituale si è consolidata durante la sua prigionia nel 1908-1909, quando meditò intensamente e raggiunse varie realizzazioni, come quella del Brahman silenzioso e della coscienza cosmica, che lo portarono a vedere il Divino in tutto ciò che esiste.

      Sri Aurobindo rifiutava la separazione tra pratica spirituale e impegno nel mondo: il suo yoga mira a trasformare la vita quotidiana e la materia stessa in una manifestazione della coscienza superiore.

      Inoltre, anche la sua carriera politica per l’indipendenza indiana contribuì alla formazione del suo pensiero, ma la pratica dello yoga e la filosofia spirituale divennero il fulcro della sua vita.

      Pur non considerandosi un filosofo nel senso accademico, la sua filosofia nasce dall’esperienza diretta del processo yogico, che traspose in scritti filosofici originali.

      Il suo pensiero ha influenzato profondamente la spiritualità e la filosofia moderna, integrando l’eredità indiana con elementi europei e promuovendo una sintesi innovativa tra spirito e materia.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    16. Sindrome di Lazzaro

      E’ un fenomeno medico raro in cui un paziente riprende spontaneamente a battere il cuore e la circolazione sanguigna (ROSC: Return of Spontaneous Circulation) dopo che la rianimazione cardiopolmonare (RCP) è stata interrotta, quindi dopo un apparente fallimento della rianimazione e la dichiarazione di morte.

      Prende il nome da Lazzaro di Betania, figura biblica resuscitata da Gesù.

      Il fenomeno è stato descritto per la prima volta nel 1982 e documentato in circa 65 casi nel mondo, con un terzo dei pazienti che è sopravvissuto, la maggior parte senza danni neurologici permanenti.

      Le cause non sono ancora completamente chiare, ma si ipotizzano fattori come la normalizzazione della pressione intratoracica dopo la sospensione della ventilazione artificiale, che permetterebbe al cuore di riprendere a pompare; un possibile effetto ritardato dei farmaci somministrati durante la rianimazione che finalmente raggiungerebbero il cuore; e risoluzioni spontanee di squilibri metabolici o elettrolitici.

      In pratica, durante la rianimazione, la pressione alta nel torace può impedire il ritorno del sangue al cuore, ostacolando la ripresa del battito, ma quando la pressione si normalizza, il cuore può ripartire da solo.

      Questo spiega come può sembrare che un paziente “torni in vita” dopo essere stato dato per morto.

      Per precauzione, si consiglia di monitorare i pazienti per almeno 10 minuti dopo la sospensione della rianimazione, poiché il battito può riprendere anche diversi minuti dopo.

      Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.

    17. Vinicio Coppola

      Vinicio Coppola giornalista e scrittore di grande rilievo, è venuto a mancare a Bari all’età di 91 anni. È stato un punto di riferimento per il giornalismo locale, avendo ricoperto ruoli importanti come redattore capo e segretario di redazione de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Inoltre, era noto al grande pubblico anche per il suo lavoro in televisione, dove ha coordinato il team giornalistico di Antenna Sud. La sua carriera ha lasciato un’impronta significativa nel panorama media pugliese, e la sua scomparsa rappresenta una perdita importante per il mondo dell’informazione e della cultura nella regione.

    18. Marina di Bibbona e Cecina Mare

      Sono due località costiere della Toscana, collegate da una bellissima pineta e una lunga spiaggia sabbiosa.

      La pineta di Marina di Bibbona fa parte della Riserva Naturale Tomboli di Cecina, un’area di circa 15 km di lunghezza che si estende tra Marina di Cecina e Marina di Bibbona, con un sentiero di circa 5-10 km percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, che collega i due paesi.

      Questa zona è caratterizzata da una pineta secolare, dune e una spiaggia di sabbia fine che si alterna a zone con ciottoli.

      Marina di Bibbona è una località tranquilla durante l’anno che si anima in estate con molti turisti, offre spiagge attrezzate con stabilimenti balneari e servizi per famiglie, villaggi turistici e campeggi.

      Alle spalle delle spiagge si trova la pineta e una zona vinicola famosa per vini come il Bolgheri DOC, Sassicaia e Ornellaia.

      La spiaggia è ampia e sabbiosa, con alcune zone attrezzate e altre libere, ed è apprezzata per la varietà degli ambienti naturali, tra cui dune e zone protette con specie come i gigli di mare.

      La pineta lungo il percorso è molto apprezzata per passeggiate e attività all’aperto.

      In sintesi, Marina di Bibbona e Cecina Mare offrono un connubio di mare, natura e relax, con un percorso naturalistico molto apprezzato e spiagge sabbiose ideali per le famiglie.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    19. Luca Ronconi

      Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma nel 1953, iniziò la carriera come attore lavorando con importanti registi come Luigi Squarzina e Michelangelo Antonioni.

      Dagli anni ’60 si affermò come regista, diventando un esponente di spicco dell’avanguardia teatrale italiana.

      La sua consacrazione internazionale arrivò nel 1969 con la regia del “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, versione di Edoardo Sanguineti, uno spettacolo innovativo che ebbe un grande successo anche all’estero. Nel tempo, Ronconi sperimentò con spazi teatrali non convenzionali, durate estese, e complessi allestimenti scenici, cambiando profondamente il modo di fare teatro. Fu direttore artistico di prestigiose istituzioni teatrali come il Teatro Stabile di Torino, il Teatro Stabile di Roma e il Piccolo Teatro di Milano.

      Fu anche direttore della Sezione Teatro della Biennale di Venezia dal 1975 al 1977 e fondò il Laboratorio di progettazione teatrale di Prato. La sua produzione spaziò dal teatro alla lirica e alla televisione.

      Ronconi morì a Milano nel 2015, dopo una lunga carriera che lo rese uno dei più importanti registi italiani del Novecento, noto per la sua rigore, innovazione e influenza sulle generazioni di attori e registi successivi .

    20. Ferzan Ozpetek

      E’ un regista, sceneggiatore e scrittore turco naturalizzato italiano, nato nel 1959 a Istanbul.

      Si è trasferito in Italia nel 1978 per studiare Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, completando anche la formazione in storia dell’arte, costume e regia.

      Ha iniziato nel cinema come assistente alla regia, lavorando con importanti registi italiani, e ha esordito da regista nel 1997 con il film “Il bagno turco – Hamam”, ottenendo successo internazionale.

      Tra i suoi film più noti ci sono “Le fate ignoranti” (2001), “La finestra di fronte” (2003), “Cuore sacro” (2005) e “Saturno contro” (2007).

      Il suo cinema è riconosciuto per la capacità di raccontare storie intime e profonde, spesso con temi di amore e inclusione, e ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali.

      Ozpetek è considerato uno dei registi più influenti del panorama cinematografico italiano contemporaneo.

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    21. L’io antropologico e l’io storico

      sono due concetti che riguardano la comprensione dell’identità personale dal punto di vista culturale, sociale e temporale.

      Io antropologico

      è il concetto dell’io legato all’antropologia culturale, che studia come l’essere umano si concepisce e si rappresenta in relazione alla cultura e alla società. L’io antropologico si concentra sul rapporto tra l’individuo e le altre persone (“l’altro”) nella costruzione dell’identità, riconoscendo che il sé non è un dato naturale e immutabile, ma un prodotto della relazione sociale e culturale. Questo concetto tiene conto anche della dimensione intersoggettiva e dell’autocoscienza riflessiva, come evidenziato da correnti filosofiche e sociologiche moderne.

      Io storico

      è l’io inteso come individualità che si forma e si costruisce nel tempo, attraverso l’educazione, l’esperienza e la storia personale. È un io “storico” perché porta con sé la memoria degli eventi vissuti, che contribuiscono a definire chi si è. L’io storico è quindi un prodotto storico-culturale, che emerge dall’interazione con la propria epoca e con le vicende personali e collettive [6]

      In sintesi, l’io antropologico enfatizza la dimensione sociale e culturale dell’identità, mentre l’io storico si concentra sulla dimensione temporale e personale della formazione del sé. Entrambi i concetti sottolineano che l’io non è una realtà fissa, ma una costruzione dinamica influenzata dalla storia e dalla relazione con gli altri.

      Questa distinzione è rilevante anche nella filosofia, nella sociologia e nell’antropologia per comprendere come si forma l’identità in senso ampio, sia a livello individuale che collettivo [2][4][6]

      Fonti :
      [1] Romanzo storico – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_storico
      [2] Io – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/io_(Universo-del-Corpo)/
      [3] Stòria – Significato ed etimologia – Vocabolario – Treccani https://www.treccani.it/vocabolario/storia/
      [4] L’Essere e l’Io – EXAGERE Rivista https://www.exagere.it/lessere-e-lio/
      [5] Archivio storico – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Archivio_storico
      [6] Dialoghi fra l’io e l’anima, di Luigi Russolo – L’INDISCRETO https://www.indiscreto.org/dialoghi-fra-lio-e-lanima-di-luigi-russolo/
      [7] Stòrico – Significato ed etimologia – Vocabolario – Treccani https://www.treccani.it/vocabolario/storico/
      [8] Alla scoperta dell’io: dagli dèi all’uomo (III) – Il Pensiero Storico https://ilpensierostorico.com/alla-scoperta-dellio-3/
      [9] storico – Grande Dizionario della lingua italiana https://www.gdli.it/contesti/storico/1372571
      [10] L’io nell’altro – Carocci editore https://www.carocci.it/prodotto/lio-nellaltro

    22. Giorgio Armani,Armani Beach Residences Ras Al Khaimah

      Ha inaugurato una nuova e ambiziosa sfida nel mondo del real estate di lusso, svelando le sue prime ville firmate negli Emirati Arabi Uniti.

      Si tratta delle “Armani Beach Residences Ras Al Khaimah”, un esclusivo progetto residenziale che sorge sull’isola di Raha, a Ras Al Khaimah, in una baia tranquilla affacciata sul Golfo Persico.

      Il progetto nasce dalla collaborazione tra Giorgio Armani, Rak Properties e Sie Group, e rappresenta la prima volta che il marchio Armani firma delle ville fronte mare nel mondo.

      Le residenze sono progettate per fondere l’eccellenza del design italiano con la purezza di un ambiente naturale incontaminato.

      Ogni villa e appartamento gode di accesso diretto a una spiaggia privata con vista panoramica sul Golfo, integrando materiali pregiati e soluzioni architettoniche che riflettono la luce e si armonizzano con il paesaggio circostante.

      L’estetica delle ville prende ispirazione dalle abitazioni private di Giorgio Armani, con linee pulite, palette sofisticate e un’atmosfera di lusso discreto.

      Oltre all’aspetto abitativo, le Armani Beach Residences offrono una gamma di servizi esclusivi, tra cui accesso a un beach club riservato, concierge dedicato, eventi privati e vantaggi specifici legati al brand Armani.

      Questo progetto, presentato in occasione dei 25 anni di Armani/Casa e dei 50 anni della maison, segna anche un importante passo strategico per il brand italiano nell’espansione verso il mercato immobiliare di lusso internazionale, in linea con la visione di sviluppo sostenibile e crescita economica dell’emirato di Ras Al Khaimah.

      avviso  “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    23. Alessandro Pessoli

      originario di Cervia, vive e lavora a Los Angeles.

      Affrontando vari temi, tra cui politica, religione, storia, cultura e identità, l’opera di Alessandro Pessoli è caratterizzata dall’utilizzo di disegni, dipinti e sculture che spesso rappresentano figure espressive e apparentemente malinconiche all’interno di spazi isolati e indeterminati.

      Nel corso della sua carriera ha tenuto mostre personali presso istituzioni e gallerie quali:

      Palazzo Vizzani, Bologna (2021); 17a Quadriennale d’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2021); Anton Kern Gallery, New York (2017 e 2021); Greengrassi, Londra (2014 e 2020); Nino Mier, Los Angeles (2019 e 2020); Xavier Hufkens, Bruxelles (2014 e 2018); Marc Foxx Gallery, Los Angeles (2017); ZERO…, Milano (2014 e 2015); MAN, Nuoro (2016); Palazzo della Triennale di Milano (2015–16); Villa Paloma, Nouveau Musée National de Monaco, Montecarlo, Monaco (2015); San Francisco Museum of Modern Art (2012); Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2011); Nottingham Contemporary (2010). Il suo lavoro è stato anche presentato in numerose mostre collettive, tra cui: Fondazione Stelline, Milano (2017–18); DESTE Foundation, Centre for Contemporary Art, Atene (2013); Museum of Contemporary Art, Chicago (2009).

      Una serie di disegni a tema religioso è stata esposta in occasione della 53° Biennale di Venezia curata nel 2009 da Daniel Birnbaum.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    24. Pamela Anderson e Liam Neeson

      sono ufficialmente in una relazione sentimentale. Stanno insieme da un po’ di tempo, e la loro storia d’amore sarebbe iniziata durante le riprese del sequel di “Una pallottola spuntata” (un reboot e sequel del film parodia del 1988), le cui riprese sono iniziate a maggio 2024 ad Atlanta. La coppia ha mostrato affetto in pubblico durante red carpet ed eventi promozionali, alimentando così le voci sulla loro relazione.

      Liam Neeson ha dichiarato apertamente di essere “follemente innamorato” di Pamela Anderson, lodandola sia professionalmente che personalmente. Anderson ha reciprocato descrivendo Neeson come umile e un perfetto gentiluomo, sottolineando il loro legame forte e sincero. Entrambi hanno parlato affettuosamente l’uno dell’altra in interviste, confermando che la loro connessione è cresciuta in modo naturale, basata su rispetto e affetto reciproco.

      La loro relazione è stata mantenuta relativamente privata, con Neeson che trascorre molto tempo nella casa di Anderson in Canada, godendosi uno stile di vita tranquillo e semplice insieme a lei. Entrambi gli attori stanno promuovendo il film insieme, che esce il 1° agosto 2025.

      Questa storia rappresenta un capitolo importante per entrambi: Anderson sta vivendo una rinascita professionale e personale, mentre Neeson, vedovo dal 2009, sembra aver ritrovato l’amore a 73 anni.

    25. Tesla

      non ha ancora rilasciato ufficialmente uno smartphone, ma si parla da tempo del possibile “Tesla Phone” o “Tesla Model P (Pi)”, un dispositivo che potrebbe rivoluzionare il settore con caratteristiche innovative. Questo smartphone sarebbe integrato con la rete satellitare Starlink di Tesla, permettendo connettività indipendente dagli operatori tradizionali. Il design del Model P è futuristico con un display OLED da 6,7 pollici a 120 Hz, supporto HDR10+ e avrebbe caratteristiche hardware di fascia alta come memoria espandibile e fotocamere invisibili o nascoste sotto lo schermo, secondo alcune immagini e rumor trapelati. Potrebbe inoltre usare un sistema operativo proprietario, non basato su Android o iOS, per integrarsi con l’ecosistema Tesla, ma non ci sono conferme su questo punto [1][5]

      Tuttavia, Elon Musk ha più volte dichiarato che Tesla al momento non intende entrare nel mercato degli smartphone se non fosse strettamente necessario, come in caso di problemi con Apple o Google nel controllo delle app. Quindi, anche se il progetto esiste come idea e ci sono molte speculazioni e concept, non è ancora nei piani concreti di Tesla il lancio di uno smartphone a breve termine. Alcune voci addirittura stimano un possibile arrivo solo dopo il 2030 [2][3][6]

      In sintesi, esiste un forte interesse e numerose ipotesi su un nuovo smartphone Tesla chiamato Model P o Pi, con funzioni avanzate e integrazione Starlink, ma nessun prodotto ufficiale è stato ancora annunciato o messo in commercio, e Musk stesso ha detto che non è una priorità per Tesla per ora.

      Fonti :
      [1] Tesla Model Pi: Lo smartphone che potrebbe rivoluzionare il settore https://www.marcellomigliosi.it/tesla-model-pi-lo-smartphone-che-potrebbe-rivoluzionare-il-settore/
      [2] Il primo Tesla Phone arriverà davvero? La verità svelata da Elon Musk https://www.virgilio.it/motori/curiosita/tesla-phone-verita-elon-musk/253152/
      [3] Allora arriva il Tesla Phone? – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=0_lWTDxhuZc
      [4] Nessun Tesla Phone in Arrivo: Ecco Perché – TikTok https://www.tiktok.com/@smartworld.it/video/7439679206151195936
      [5] IL NUOVO TELEFONO DELLA TESLA! – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=mDy349ydjPk
      [6] Elon Musk, a quando il lancio del Tesla Phone 6G? – Key4biz https://www.key4biz.it/elon-musk-a-quando-il-lancio-del-tesla-phone-6g/474571/

    26. Francia, Gran Bretagna e Canada

      sono i tre Paesi del G7 che hanno deciso di riconoscere lo Stato di Palestina. Anche il Portogallo sta valutando il riconoscimento e ha avviato una procedura che potrebbe concludersi durante la prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. Con queste adesioni, saranno 150 su 193 i membri delle Nazioni Unite che riconoscono la Palestina. Questa scelta è stata motivata in parte dalla volontà di condannare le violenze di Israele nella Striscia di Gaza e di spingere verso un cessate il fuoco e una soluzione a due Stati. Il riconoscimento della Palestina comporta effetti giuridici, politici, diplomatici e simbolici importanti, come il rafforzamento della personalità internazionale della Palestina e la possibilità di stipulare accordi bilaterali e partecipare a organizzazioni sovranazionali [1]

      Fonti :
      [1] Dopo Francia e Gran Bretagna, riconosce la Palestina anche il Canada | Cosa cambia dal punto di vista giuridico e diplomatico https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/dopo-francia-e-gb-canada-riconosce-palestina_101688918-202502k.shtml

    27. Adriana Asti

      Nata a Milano il 30 aprile 1931, deceduta il 31 luglio 2025.

      E’ stata una celebre attrice e doppiatrice italiana, riconosciuta per la sua vasta carriera nel teatro e nel cinema.

      Esordì molto giovane nel cortometraggio “Buio in sala” di Dino Risi nel 1948 e debuttò a teatro nel 1951 con “Miles gloriosus” di Plauto.

      Il suo primo grande successo teatrale fu in “Il crogiuolo” di Arthur Miller diretto da Luchino Visconti, che la introdusse anche nel cinema, facendola recitare in film come “Rocco e i suoi fratelli” e “Ludwig” (dove interpretava Lila Von Buliowski).

      Nel cinema esordì con “Città di notte” di Leopoldo Trieste nel 1958; tra i ruoli più noti ricordiamo la prostituta Amore in “Accattone” (1961) di Pier Paolo Pasolini, un amico personale, e la zia nel film “Prima della rivoluzione” (1964) di Bernardo Bertolucci, che fu anche il suo primo marito.

      Ha lavorato anche con registi come Luis Buñuel, Tinto Brass, e Marco Tullio Giordana, ricevendo premi importanti come vari Nastri d’Argento e David di Donatello.

      Asti fu nota anche per il suo impegno teatrale con compagnie come quelle di Giorgio Strehler e Luca Ronconi e per la sua capacità di passare con naturalezza tra cinema d’autore e teatro, mantenendo sempre una forte identità milanese e un’ironia personale.

      La sua carriera si estese per più di mezzo secolo, comprendendo anche ruoli televisivi e nel doppiaggio.

      È considerata una figura iconica del teatro e del cinema italiano e una delle grandi interpreti del Novecento, scomparsa all’età di 94 anni a Roma nel 2025.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

      AdrianaAsti

    28. Camouflage

      Inteso come travestimento, si riferisce a tutte quelle strategie o tecniche utilizzate per nascondere la propria identità, le proprie intenzioni o per assumere un aspetto diverso da quello reale.

      In senso figurato, “camouflage” indica qualsiasi metodo di mascheramento, sotterfugio o dissimulazione, sia fisico sia psicologico.

      Nella vita quotidiana, il camouflage come travestimento può manifestarsi in vari modi :

      Travestimento fisico

      Indossare abiti, accessori o trucco per assumere una nuova identità, per esempio durante il Carnevale, feste in maschera o in eventi teatrali.

      Mimetizzazione comportamentale

      Modificare il proprio comportamento, modo di parlare o atteggiamento per integrarsi in un gruppo o per non attirare l’attenzione.

      Camouflage sociale o psicologico

      Adottare atteggiamenti o ruoli per adattarsi ad ambienti diversi, evitare discriminazioni o per proteggere la propria privacy.

      Nell’ambito della psicologia, il camouflage può essere osservato, ad esempio, in alcune persone autistiche che nascondono o compensano certe caratteristiche per “mimetizzarsi” nella società.

      In sintesi, come travestimento, il camouflage assume il significato di “mascheramento” o “dissimulazione” sia a livello esteriore (aspetto fisico) sia interiore (comportamento e atteggiamento) per confondersi o non essere riconosciuti.

    29. La famiglia Odescalchi

      E’ ancora presente oggi con discendenti viventi. In particolare, Carlo Odescalchi, nato a Roma nel 1954, è una figura attuale che gestisce attività legate al castello Odescalchi di Bracciano e altre proprietà.

      Carlo è sposato con Lucia Nalli e hanno due figli, Sofia (nata nel 1992) e Baldassarre (nato nel 1993). Vivono tra Roma e Santa Marinella.

      Pertanto, membri della famiglia Odescalchi sono attualmente in vita e attivi nella gestione del patrimonio familiare storico.

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    30. La cucina kosher

      E’ la cucina che rispetta le regole alimentari dettate dalla religione ebraica, basate sulla Torah e codificate nel Talmud e nello Shulkan Aruk.

      Il termine “kosher” significa letteralmente “permesso” o “adatto”, indicante cibi e pratiche conformi alle norme della kasherut, l’insieme di regole religiose che definiscono cosa è lecito mangiare e come prepararlo.

      Le caratteristiche principali della cucina kosher includono:

      Separazione assoluta tra carne e latticini non si possono mescolare né cucinare insieme, né usare gli stessi utensili o stoviglie per entrambi. In cucina kosher si usano quindi doppi set di pentole, piatti, posate e coltelli.

      Alimenti permessi solo animali che ruminano e hanno lo zoccolo diviso (come mucca, pecora, capra) e alcuni tipi di pollame; pesci con pinne e squame sono kosher; è proibito consumare sangue animale per motivi spirituali.

      Macellazione rituale gli animali devono essere macellati seguendo pratiche specifiche per essere kosher.

      Rispetto delle festività e del Sabbath per esempio, si preparano piatti che si possono consumare senza cuocere o accendere fuochi durante lo Shabbat.

      La cucina kosher rappresenta anche una cultura conviviale, un luogo dove si preparano e condividono i pasti secondo tradizioni antiche, che richiedono attenzione non solo agli ingredienti ma anche all’ambiente di preparazione, che deve essere progettato appositamente per evitare contaminazioni.

      Tra i piatti tipici kosher ci sono specialità come gefilte fish (polpette di pesce), challah (pane intrecciato dolce), pastrami, e molte ricette influenzate dalla tradizione sefardita e ashkenazita, rispettando le regole kosher nei loro metodi e abbinamenti.

      In sintesi

      La cucina kosher è molto più di un insieme di ricette : è uno stile di vita che unisce norme alimentari rigorose a pratiche culturali e spirituali consolidate che guidano ogni aspetto della preparazione e consumo del cibo nella tradizione ebraica.

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    31. Conrad Hilton

      è stato un imprenditore statunitense, nato il 25 dicembre 1887 a San Antonio, New Mexico, e fondatore della celebre catena alberghiera Hilton Hotels .

      Cresciuto in una famiglia di origine norvegese e tedesca, iniziò a lavorare nel negozio di famiglia e poi come portiere notturno in un piccolo albergo del padre .

      Dopo aver servito nell’esercito durante la Prima Guerra Mondiale e brevemente fatto politica, nel 1919 acquistò per caso il suo primo hotel, il Mobley Hotel a Cisco, Texas, mentre cercava di comprare una banca .

      Da quel momento iniziò a costruire un impero alberghiero, espandendosi rapidamente in Texas con altri hotel e poi in grandi città statunitensi come Chicago, New York e California .

      Nel 1946 fondò la Hilton Hotels Corporation e nel 1948 avviò l’espansione internazionale .

      Tra le sue acquisizioni più note vi sono lo Stevens Hotel di Chicago (ribattezzato Conrad Hilton) e il prestigioso Waldorf-Astoria di New York .

      Hilton è stato anche un innovatore nel settore, introducendo per esempio l’installazione di televisori nelle camere d’hotel e l’hotel commerciale pensato per l’uomo d’affari con camere private e bagno incluso .

      Nella sua vita personale si sposò tre volte, tra cui con l’attrice Zsa Zsa Gabor, e ebbe quattro figli, tra cui Barron Hilton che ne ereditò la presidenza della catena .

      Hilton è considerato un simbolo del self-made man americano, partito da umili origini per trasformarsi in un magnate dell’ospitalità mondiale .

      Morì nel 1979 a Santa Monica, California .

      In sintesi, Conrad Hilton ha rivoluzionato il settore alberghiero creando una delle più grandi catene di hotel al mondo e lasciando una forte eredità imprenditoriale e filantropica .

      Red@ Hilton@

    32. Vulcano Klyuchevskoy

      Situato nella penisola russa della Kamchatka, è attualmente in eruzione a seguito di un potente terremoto di magnitudo circa 8.8 che ha colpito la regione.

      L’eruzione è stata confermata dal Servizio geofisico unificato dell’Accademia russa delle Scienze.

      Questo evento segue un potente sisma, il più forte registrato in Kamchatka dal 1952, che ha provocato anche un allarme tsunami rientrato dopo circa 11 ore.

      Il Klyuchevskoy, alto circa 4.850 metri sul livello del mare, aveva già mostrato attività con un’eruzione recente ad aprile 2025.

      Inoltre, le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza in alcune aree per via del terremoto e della minaccia tsunami.

      La zona è nota per la presenza di molti vulcani attivi, tra cui Avachinsky, Bezymyanny, Shiveluch e Karymsky, tutti sconsigliati per visite a causa dell’intensa attività vulcanica recente.

      Ključevskaja Sopka (il nome ufficiale del vulcano Klyuchevskoy in russo) è il vulcano attivo più alto dell’Eurasia, parte del patrimonio naturale mondiale della Kamchatka, con una storia di eruzioni quasi continue a partire dal 1697.

      In sintesi, il vulcano Klyuchevskoy sta attualmente eruttando in conseguenza del forte terremoto in Kamchatka, causando allerta e misure di sicurezza nella regione.

    33. Camaleonti

      sono una storica band musicale italiana, nata a Milano nel 1963 e attiva principalmente tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.

      Il loro nome deriva dalla loro capacità di adattarsi musicalmente ai diversi gusti del pubblico, cambiando genere dal rock agli standard statunitensi. Il gruppo inizialmente si è specializzato nella musica beat, molto popolare all’epoca, eseguendo anche cover italiane di brani stranieri.

      La formazione originaria comprendeva Livio Macchia (chitarra), Antonino Cripezzi (tastiere), Paolo de Ceglie (batteria) e Gerardo Manzoli (basso); nel 1965 si unì Riki Maiocchi come cantante e chitarrista. Dopo l’uscita di Maiocchi nel 1966, il gruppo cambiò sonorità verso un pop più melodico, ottenendo successo con brani come “Portami tante rose” e altri singoli che raggiunsero la vetta delle classifiche italiane, quali “Applausi”, “Io per lei” e “L’ora dell’amore”.

      I Camaleonti hanno partecipato più volte al Festival di Sanremo, ottenendo il terzo posto nel 1979 con “Quell’attimo in più”. Nel corso della loro carriera, che dura da oltre 60 anni, hanno venduto oltre 20 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d’oro. Nonostante cambi di formazione, il gruppo è ancora attivo oggi.

      Tra gli eventi recenti, nel 2024 è scomparso Livio Macchia, uno dei membri fondatori e storico bassista della band [1][2][3][4]

      In sintesi, i Camaleonti sono una delle band pionieristiche del beat italiano con una lunga carriera di successi nel pop melodico e la loro musica ha segnato la scena italiana dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri.

      Fonti :
      [1] I Camaleonti – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/I_Camaleonti
      [2] I Camaleonti – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/I_Camaleonti
      [3] I Camaleonti gruppo musicale – Organizzazione eventi e spettacoli … https://www.spettacolitalia.it/i-camaleonti.html
      [4] Addio a Livio Macchia, storico bassista dei Camaleonti https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/morto-livio-macchia-bassista-camaleonti_101593425-202502k.shtml
      [5] Lutto nel mondo della musica: è morto Livio Macchia, storico bassista e fondatore dei Camaleonti. Aveva 83 anni https://www.open.online/2025/07/29/lutto-mondo-musica-morto-livio-macchia-bassista-fondatore-camaleonti/
      [6] Addio a Livio Macchia, bassista e fondatore dei Camaleonti https://ilmanifesto.it/addio-a-livio-macchia-bassista-e-fondatore-dei-camaleonti
      [7] Addio a Livio Macchia, muore a 83 anni il fondatore dei Camaleonti https://www.adnkronos.com/spettacoli/livio-macchia-morto-oggi-camaleonti-musica_6jU18WqsWQ8f1uBXcy3Lrh

    34. Livio Macchia

      È morto Livio Macchia, chitarrista, bassista e fondatore della celebre band italiana I Camaleonti, all’età di 83 anni.

      La scomparsa è avvenuta il 29 luglio 2025 a Melendugno, nel Salento, dove viveva da tempo e combatteva contro una lunga malattia incurabile.

      Nato ad Acquaviva delle Fonti (Bari) l’11 novembre 1941, Macchia fu tra i fondatori della band milanese negli anni Sessanta insieme a Paolo De Ceglie, Riki Maiocchi e Gerry Manzoli.

      I Camaleonti furono tra le prime formazioni italiane ad adattare il rock e il beat internazionale in chiave italiana, ottenendo grande successo con brani come “L’ora dell’amore”, “Applausi”, “Eternità” e “Perché ti amo” .

      Nonostante la malattia, il 30 giugno 2025 Livio Macchia ha tenuto il suo ultimo concerto a Roca Nuova, in provincia di Lecce, per celebrare i 60 anni di carriera della band, accompagnato anche dal figlio.

      Il sindaco di Melendugno lo ha ricordato come “una stella della musica italiana e internazionale” e un amico caro, sottolineando la sua generosità e il suo attaccamento alla musica fino alla fine.

      I Camaleonti hanno venduto circa 30 milioni di copie nel corso della loro carriera e sono stati una presenza fondamentale nella scena musicale italiana dagli anni Sessanta ai Settanta, mantenendo viva la loro eredità artistica anche negli anni successivi.

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      “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    35. Antigua

      E’ un’isola delle Piccole Antille situata nei Caraibi, facente parte dello Stato di Antigua e Barbuda.

      Ha una superficie di circa 280 km² e una popolazione di circa 80.000 abitanti. La capitale è Saint John’s, che è anche la capitale nazionale dello Stato.

      Antigua è nota per le sue splendide spiagge di sabbia bianca, il clima tropicale soleggiato quasi tutto l’anno, e per essere una meta turistica molto ambita.

      L’isola fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493, che le diede il nome ispirandosi alla chiesa di Santa Maria La Antigua di Siviglia.

      Gli inglesi colonizzarono l’isola nel 1632, e Antigua ottenne l’indipendenza nel 1981 insieme a Barbuda e Redonda, formando lo Stato di Antigua e Barbuda.

      L’economia di Antigua si basa principalmente sul turismo, che rappresenta più della metà del prodotto interno lordo, oltre che su servizi finanziari e produzione agricola limitata (canna da zucchero, ananas, agrumi, cotone).

      L’isola è caratterizzata da numerose spiagge, oltre 365, una per ogni giorno dell’anno, molte delle quali protette da barriere coralline che rendono il mare ideale per nuotare e praticare sport acquatici.

      Antigua è circondata dall’Oceano Atlantico a nord e a est e dal Mar dei Caraibi a sud e a ovest. Il punto più alto è il Mount Obama (ex Boggy Peak), alto circa 400 metri.

      La lingua ufficiale è l’inglese e la popolazione è prevalentemente di discendenza africana, discendenti degli schiavi deportati nel periodo coloniale.

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      “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    36. Piccole Antille

      Sono un arcipelago di circa 30 isole situate nel Mar dei Caraibi, che si estendono ad arco da Porto Rico verso sud fino alla costa venezuelana e proseguono verso il litorale colombiano.

      Queste isole fanno parte delle Antille, contrapposte alle Grandi Antille che comprendono isole più grandi come Cuba e Giamaica.

      Le Piccole Antille si dividono in tre gruppi principali :

      • Le Isole Sopravento Settentrionali

      • Le Isole Sopravento Meridionali

      • Le Isole Sottovento

      I gruppi di isole Sopravento fungono da limite geografico tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico.

      Tra le isole più famose delle Piccole Antille ci sono Anguilla, Antigua, Martinica, Guadalupe, Barbados, Saint Martin, Curaçao e Aruba.

      Dal punto di vista amministrativo, esse sono suddivise in numerosi stati indipendenti e territori dipendenti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, e comprendono anche alcune isole del Venezuela.

      Alcune isole francesi sono dipartimenti d’oltremare che non richiedono passaporto per la visita da cittadini UE.

      Le Piccole Antille sono conosciute per il mare cristallino, le spiagge di sabbia bianca, le barriere coralline, la natura tropicale e una ricca offerta turistica grazie a località caratteristiche e città note come The Valley (Anguilla), Saint John’s (Antigua) e Saint Pierre (Martinica).

      Nel 2017 il gruppo fu colpito duramente dagli uragani Irma e Maria, con danni gravi ad alcune isole.

      In sintesi, le Piccole Antille costituiscono una parte importante e affascinante dei Caraibi, ricca di bellezze naturali, diversità culturale e storica, e una meta turistica molto apprezzata.

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    37. Ignazio Lopez

      E’ un ceramista, pittore e scultore nato a Bari il 10 dicembre 1940

      È stato

      allievo del Maestro Francesco Spizzico una figura di riferimento nell’ambito artistico barese.

      Ignazio Lopez

      ha partecipato a numerose rassegne artistiche regionali, nazionali e internazionali, tra cui edizioni del Maggio di Bari, mostre nazionali di pittura e grafica, e una mostra internazionale a Bilbao nel 1999.

      Dal 1985

      ha approfondito una riflessione storica e simbolica sul territorio la città di Bari e le civiltà del Mediterraneo ed Europa, esprimendosi soprattutto attraverso la ceramica con temi legati alla Magna Grecia, tradizioni popolari e liturgiche, e simboli ellenistici.

      Ha esposto

      le sue opere ceramiche in molteplici rassegne e personali, tra cui una mostra nel 2013 al Fortino Sant’Antonio di Bari intitolata “Odós”, dedicata all’Odissea.

      Lopez è considerato una personalità artistica

      che ha mantenuto viva una tradizione culturale unica legata alla storia e all’arte di Bari e del Mediterraneo, e che si distingue per un linguaggio simbolico nei suoi lavori.

      In sintesi

      Ignazio Lopez è un ceramista di Bari con una lunga carriera, erede e continuatore della tradizione del maestro Francesco Spizzico, noto per le sue opere ispirate alla storia mediterranea e per la sua riflessione simbolica nella ceramica .

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    38. Un territorio intatto

      Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, un vero gioiello naturalistico e culturale del sud Italia

      Dati and Natura

      Superficie e posizione : Creato nel 1991, è il secondo parco nazionale più esteso d’Italia, con oltre 181.000 ha, che si estendono dalla costa tirrenica fino alle catene montuose dei Monti Alburni, Gelbison, Stella e Cervati.

      Status UNESCO : Dichiarato Patrimonio dell’Umanità (1998), Riserva della Biosfera MAB (1997) e Geoparco UNESCO (2010), anche per l’alto valore storico, naturalistico e geologico del territorio  .

      Flora

      Ospita circa 1.800–3.000 specie di piante, tra cui 256 specie di orchidee selvatiche su 319 europee, una concentrazione botanica eccezionale.

      Specie rare e simboliche includono la Primula di Palinuro (endemismo esclusivo delle falesie del Cilento), il giglio marino della costa e la statice salernitana.

      Crescono anche boschi di leccio, aceri, castagni, faggi e macchia mediterranea, insieme a rarità come Portenschlagiella ramosissima sulle pareti rocciose  .

      Fauna

      Una fauna ricca e variegata: lupo, cinghiale, lontra, volpe, tasso, gatto selvatico, rarità come la salamandrina dagli occhiali, la lepre italica e la coturnice.

      Tra i rapaci

      Aquila reale, falco pellegrino, lanario, corvo imperiale, gracchio corallino, oltre al nibbio reale e ad uccelli di bosco come il picchio muratore, il ciuffolotto e l’astore.

      Nei corsi d’acqua : la lontra, forse la più numerosa d’Italia, tritoni, anguille, le specie rare lungo ruscelli e laghi, e dinosauri di piccoli uccelli waders e anfibi  .

      Cultura, Archeologia e Geologia

      All’interno del parco si trovano siti storici di enorme rilevanza : i templi di Paestum e l’antica colonia Velia, oltre alla splendida Certosa di Padula nel Vallo di Diano, oggi Museo delle Antichità Lucane.

      Il paesaggio naturale mostra fenomeni carsici, tra cui le famose grotte di Pertosa e Castelcivita, e la spettacolare costa tribolata dei Flysch dell’Infreschi, Punta Licosa e Palinuro.

      Attività e Turismo

      Il parco offre una rete di sentieri e attività outdoor : trekking panoramici, percorsi come il Sentiero degli Innamorati, escursioni alle cascate Capelli di Venere, Gole del Calore, Valle delle Orchidee e tanto altro ancora.

      È una destinazione ideale per chi cerca pace, natura autentica e bellezza lontano dal turismo di massa : giornalisti come The Guardian lo descrivono come un itinerario immerso in boschi, borghi storici e incontri ravvicinati con la fauna selvatica, dove si scopre l’ospitalità e le tradizioni della gente del luogo  .

      Perché visitarlo?

      Un territorio intatto, con oltre 100 km di costa incontaminata Patrimonio di biodiversità, arte e storia Esperienza autentica a contatto con la natura, la cultura, la gastronomia (dieta mediterranea riconosciuta UNESCO) e borghi pittoreschi come Castellabate, Acciaroli, Pioppi.

      Eventi locali

      ad esempio il Festival delle mongolfiere a Paestum in settembre-ottobre, con voli panoramici sui templi antichi e sul mare.

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    39. Palinuro

      Una delle località più affascinanti della Campania, ideale per chi ama mare, natura e storia.

      Palinuro (Campania) Guida alla località

      Palinuro è una frazione del comune di Centola, in provincia di Salerno, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Patrimonio UNESCO.

      Dove si trova

      Regione : Campania

      Provincia : Salerno

      A sud di Marina di Camerota, affacciata sul Mar Tirreno Famosa per Capo Palinuro, un promontorio che si protende nel mare con pareti scoscese e numerose grotte marine.

      Cosa vedere e fare a Palinuro

      Spiagge

      Spiaggia del Buon Dormire

      insenatura paradisiaca, raggiungibile in barca o a piedi.

      Spiaggia delle Saline

      sabbia dorata e mare limpido.

      Arco Naturale

      spettacolare formazione rocciosa, simbolo iconico della zona.

      Spiaggia della Marinella

      tranquilla, perfetta per famiglie.

      Escursioni in barca

      Grotte marine (da non perdere)

      • Grotta Azzurra

      • Grotta dei Monaci

      • Grotta del Sangue

      • Grotta Sulfurea

      Tour in barca disponibili dal porto turistico.

      Natura e trekking

      • Capo Palinuro

      • sentieri con viste mozzafiato sul Tirreno.

      • Molpa

      • zona collinare ricca di resti archeologici. Sentieri CAI nel Parco del Cilento.

      Storia e mito

      Palinuro prende il nome dal timoniere di Enea (Eneide di Virgilio), caduto in mare proprio in questa zona. Numerosi resti archeologici (tra cui grotte preistoriche e necropoli).

      Cucina tipica

      Alici di Menaica

      presidio Slow Food. Frittura di pesce, calamari locali, cozze e zuppe. Fusilli cilentani, spesso fatti a mano.

      Vini locali

      Aglianico e Fiano del Cilento

      Turismo e ospitalità

      Palinuro è molto attrezzata per accogliere visitatori :

      Hotel, B&B, agriturismi Campeggi immersi nella natura Ristoranti e lidi attrezzati

      Come arrivare

      In auto :

      via A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Buonabitacolo–Padula, poi SS 517 e SS 18.

      In treno :

      fermata più vicina :

      Pisciotta–Palinuro (linea Salerno–Reggio Calabria).

      In autobus :

      da Salerno o Napoli.

      In estate : collegamenti marittimi dal Cilento o da Salerno con traghetti.

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    40. Alzheimer

      Uno studio recente guidato dall’University College London (uscito il 27 luglio 2025) ha confermato proprio che in media servono circa 3,5 anni dal primo avvistamento dei sintomi a una diagnosi di demenza, e circa 4,1 anni per i casi di demenza ad esordio precoce, tipo Alzheimer in persone più giovani  .

      Ecco una panoramica utile

      Dettagli chiave

      3,5 anni è il tempo medio globale tra esordio dei sintomi e diagnosi di demenza. 4,1 anni è invece il tempo medio per demenza insorta prima dei 65 anni (early-onset)  .

      Questo dato è significativo perché conferma quanto riportato da ANSA: “Servono 3,5‑4,1 anni per diagnosi Alzheimer da comparsa sintomi”  .

      Perché è così lungo?

      Sintomi iniziali spesso ignorati o scambiati per invecchiamento normale. Stigma e scarsa consapevolezza su demenza e Alzheimer. Accesso limitato a specialisti e ritardi nei percorsi di valutazione clinica, in particolare per le persone più giovani  .

      Altri dati rilevanti

      In una meta-analisi con oltre 30.000 pazienti, i dati sostengono la media di 3,5 → 4,1 anni come intervallo tra esordio e diagnosi. Studi specifici su Alzheimer ad insorgenza precoce indicano tempi ancora più lunghi in media: circa 5,5 anni con forte variabilità (deviazione standard ~2,8 anni)  . Per la demenza in generale, altre fonti stimano tempi da 2,8 a 4,4 anni, in base all’età e al tipo di demenza.

      In sintesi

      Il periodo indicato da ANSA è confermato da evidenze scientifiche aggiornate al 2025. Riferito a demenza in generale, ma con valori leggermente più alti per Alzheimer in età precoce. Conferma l’urgenza di diagnosi precoce, nuovi strumenti diagnostici (come test del sangue o imaging avanzato) e il miglioramento dei percorsi sanitari per ridurre questi ritardi.

    41. Vaticano

      ha riconosciuto formalmente lo Stato di Palestina già nel 2015, attraverso la firma dell’Accordo Globale (Comprehensive Agreement) con le autorità palestinesi il 26 giugno 2015, e l’entrata in vigore è avvenuta il 2 gennaio 2016  .

      Già allora lo Stato di Palestina era riconosciuto come osservatore non membro all’ONU (da novembre 2012), riconoscimento che il Vaticano ribadiva anche nella propria Annuario ufficiale  .

      Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, non ha annunciato un nuovo riconoscimento oggi perché la linea è coerente e già esistente : il Vaticano riconosce lo Stato di Palestina da tempo, da quella data.

      Tuttavia Parolin ha espresso negli ultimi mesi posizioni molto nette a sostegno dei diritti palestinesi, criticando in particolare le deportazioni forzate : «la popolazione palestinese deve rimanere sulla propria terra, nessuna deportazione»  .

      Quindi, se con “noi l’abbiamo fatto” intendi il Vaticano, sì : il riconoscimento esiste ufficialmente dal 2015‑16, incluso nei titoli diplomatici e negli accordi bilaterali.

      Non si tratta di un’azione recente da parte di Parolin, ma di un’affermazione della linea già stabilita, con un ulteriore impegno morale e diplomatico contro le violenze e in favore di una soluzione pacifica basata sulla due‑Stati  .

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    42. L’astice al vapore

      L’astice al vapore è una preparazione che esalta la delicatezza naturale di questo pregiato crostaceo.

      Cuocendolo al vapore, si evita il rischio di sovrastare il suo sapore dolce e marino con condimenti eccessivi o metodi aggressivi.

      Ecco perché si parla di “bontà”: è una bontà essenziale, pura, che celebra la materia prima.

      Perché è così buono?

      Cottura gentile

      il vapore cuoce lentamente, mantenendo la carne tenera e succosa. Sapore autentico: non viene alterato da oli, spezie forti o rosolature.

      L’astice rimane sé stesso.

      Consistenza perfetta

      né molle né gommosa, ma soda e vellutata.

      Eleganza naturale

      servito con qualche goccia di limone, burro fuso o una leggera emulsione, diventa un piatto raffinato e leggerissimo.

      Un piacere che non ha bisogno di orpelli

      La bontà dell’astice al vapore non è solo gusto, ma anche esperienza sensoriale

      il profumo iodato che si sprigiona, il colore rosso brillante del carapace, il contrasto tra la delicatezza della polpa e la fermezza della sua fibra.

      È un piatto che parla di mare, di cura, di rispetto per il cibo.

    43. Las Vegas . Beyonce

      Il 26 luglio 2025, Beyoncé ha concluso il suo Cowboy Carter Tour con un concerto straordinario all’Allegiant Stadium di Las Vegas 

      Reunion a Las Vegas – Il 26 luglio 2025, Beyoncé ha concluso il suo Cowboy Carter Tour con un concerto straordinario all’Allegiant Stadium di Las Vegas. Durante lo show, improvvisamente scompare dal palco per poi riapparire insieme a Kelly Rowland e Michelle Williams, facendo esplodere l’entusiasmo del pubblico. Le tre hanno eseguito un medley di hit principali: partendo da “Independent Women”, passando per “Lose My Breath”, la sfida del mute con “Energy”, fino al gran finale con “Bootylicious”. Beyoncé ha introdotto il momento scandendo : “Destiny’s Child, bitch!”, prima di scatenarsi sulle note dei brani storici. È stata la prima performance sul palco del trio dal Coachella del 2018  . La serata ha anche visto le apparizioni impreviste di Shaboozey e Jay‑Z, oltre alla partecipazione di Blue Ivy, la figlia di Beyoncé, per un momento dance sul palco  . Il tour, iniziato ad aprile 2025 a Los Angeles, ha attraversato 9 città tra USA ed Europa con 32 tappe totali; Las Vegas ha segnato la conclusione perfetta della tournée  .

      Perché è stato un momento storico

      Rarità assoluta sul palco: le Destiny’s Child si erano riunite solo nel 2013 al Super Bowl e nel 2018 al Coachella; da allora nessuna performance pubblica insieme  . Scelta di scaletta iconica: un mix nostalgico tra i grandi successi del gruppo e momenti del repertorio solista di Beyoncé, incluso il segmento “mute challenge” su “Energy”  . Sguardo emozionante sul legame tra le artiste: l’abbraccio finale fra Beyoncé, Kelly e Michelle è stato descritto come un momento toccante e rappresentativo della loro storia condivisa  

    44. Teatro Quirino a Roma

      Il panorama teatrale romano sta vivendo una profonda fase di trasformazione, segnata da passaggi di proprietà storici e attese rinascite che ridefiniscono la mappa culturale della capitale.

      A inizio marzo 2025 l’INVIMIT, società partecipata del Ministero dell’Economia, ha posto in vendita l’immobile del Teatro Quirino con una base d’asta fissata a circa 4,65 milioni di euro.

      La gestione della struttura era affidata dal 2015 alla società Quirino Srl, a fronte di un costo per la stagione teatrale superiore ai 200.000 euro all’anno.

      In questo scenario si è inserita l’offerta della società United Artists di Roberta Lucca, moglie dell’attore Geppy Gleijeses, che ha formalizzato la proposta versando una caparra pari al 10% del prezzo base.

      Secondo l’iter stabilito, Quirino Srl disponeva di un termine di sessanta giorni per esercitare il diritto di prelazione, a cui sarebbe seguito un ulteriore margine riservato al Ministero dei Beni Culturali.

      L’evoluzione della vicenda ha visto prevalere la United Artists, dopo che il 26 maggio 2025 la stessa Quirino Srl ha comunicato l’impossibilità di procedere all’acquisto del teatro.

      In quella circostanza la vecchia gestione ha annunciato future iniziative legali, contestando un comportamento ritenuto scorretto da parte di INVIMIT.

      Il 28 maggio 2025 la United Artists è stata comunque riconosciuta in modo ufficiale come proprietaria esclusiva dello storico spazio, avviando le procedure per richiederne la liberazione così da poter preparare la nuova stagione teatrale 2025-2026.

      Parallelamente a queste tensioni si registra il rilancio del Teatro della Cometa, uno spazio fondato nel 1958 da Mimì Pecci Blunt, poi distrutto e riaperto nel 1986, ma rimasto completamente inattivo dal 2000.

      Nel corso del 2025 la struttura è stata acquisita da Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica di Dior, insieme alla figlia Rachele Regini.

      Un attento restauro filologico basato sui progetti originali dell’architetto Tommaso Buzzi ha permesso di restituire il teatro alla città di Roma con una capienza di 233 posti.

      La riapertura ufficiale ha avuto luogo il 25 maggio 2025, inaugurando una programmazione che prevede performance, visite guidate, residenze artistiche e una mostra d’archivio aperta fino al 25 luglio.

      La nuova direzione ha espresso la chiara volontà di dare al teatro una vocazione multidisciplinare, aperta alla prosa, alla danza e alla musica attraverso festival, rassegne contemporanee e workshop concepiti per dialogare attivamente con la comunità creativa romana.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    45. Lisa Gastoni

      compie 90 anni nel 2025, e questo traguardo offre l’occasione per ripercorrere una carriera straordinaria e multiforme, che attraversa il cinema italiano dagli anni ’50 ai giorni nostri, con alcune incursioni indimenticabili nel teatro e nella televisione.

      Gli esordi e il successo internazionale

      Nata il 28 luglio 1935 a Alassio, in Liguria, da madre italiana e padre britannico, Lisa Gastoni si trasferisce giovanissima in Inghilterra. Qui inizia la carriera artistica come modella e attrice nei film di produzione britannica degli anni ’50. Ma è il ritorno in Italia a sancire la sua vera consacrazione: la sua bellezza magnetica e il talento drammatico la rendono rapidamente una delle protagoniste del cinema italiano.

      La svolta con Samperi

      La vera svolta artistica arriva negli anni ’70 con Salvatore Samperi, regista che riesce a far emergere la parte più intensa, trasgressiva e profonda del suo talento. Indimenticabile il suo ruolo in Grazie, zia (1968), dove interpreta una donna sensuale e ambigua in un’opera disturbante e sofisticata. Con Samperi, Gastoni inaugura una stagione di film che sfidano i tabù e raccontano il desiderio femminile con coraggio e complessità.

      Una pausa, poi il ritorno con Ozpetek

      Dopo un lungo periodo di silenzio, negli anni ’80 Gastoni si allontana dallo schermo, dedicandosi alla scrittura e al teatro. Ma il grande cinema la richiama nel 2005, quando Ferzan Ozpetek la sceglie per Cuore sacro. In questo film Gastoni interpreta con intensità una donna enigmatica, segnata dal passato. È una parte breve ma potentissima, che dimostra come la sua presenza scenica sia ancora capace di lasciare un segno profondo.

      Un’attrice fuori dagli schemi

      Lisa Gastoni ha incarnato, nei suoi ruoli, donne complesse, spesso inquiete, sempre lontane dai cliché. Ha saputo attraversare le stagioni del cinema italiano senza mai farsi imprigionare da etichette, trasformandosi di continuo, rifiutando facili compromessi e seguendo un percorso artistico personale, quasi eremitico.

      90 anni di eleganza e mistero

      Nel festeggiare i suoi 90 anni, il cinema italiano rende omaggio a una figura che non ha mai cercato il protagonismo mediatico, ma ha lasciato un’impronta profonda e silenziosa. Lisa Gastoni resta una delle attrici più affascinanti e misteriose del Novecento, capace di rinnovarsi e sorprendere anche a distanza di decenni.

    46. Nouveau Realisme

      è un movimento artistico nato in Francia intorno al 1960, che si distingue per l’integrazione diretta del reale nell’arte.

      Il termine fu coniato dal critico d’arte Pierre Restany, che nel 1960 redasse il manifesto fondatore insieme a un gruppo di artisti tra cui Yves Klein, Arman, Jean Tinguely, Daniel Spoerri, Raymond Hains, Jacques Villeglé e César.

      Contesto Nel secondo dopoguerra, mentre l’Espressionismo Astratto domina la scena americana, in Europa alcuni artisti cercano un linguaggio alternativo.

      Il Nouveau Réalisme nasce come reazione alla società dei consumi alla produzione industriale e all’accumulo di oggetti nella vita quotidiana. Il movimento si caratterizza per una vena critica, giocosa e spesso spettacolare. Gesti diretti: compressione, accumulo, distruzione, assemblaggio.

      Principi fondamentali Appropriazione del reale: gli artisti utilizzano oggetti trovati, rifiuti, manifesti strappati, rottami, macchinari. Rifiuto dell’arte tradizionale: abbandono del quadro classico, superamento della pittura da cavalletto. Fusione arte/vita: l’artista diventa un “nuovo realista”, cioè un testimone attivo del proprio tempo.

      Artisti e pratiche

      Yves Klein famoso per i suoi monocromi blu e le “Antropometrie” (impronte di corpi femminili sulla tela).

      Arman accumulazioni di oggetti di uso quotidiano, spesso inglobati nella resina o tagliati a fette.

      César compressioni di automobili, espansioni di schiuma poliuretanica.

      Jean Tinguely macchine in movimento, spesso autodistruttive o ironiche.

      Daniel Spoerri “quadri trappola” fatti con resti di pasti fissati su piani verticali.

      Villeglé e Hains manipolano manifesti strappati dai muri delle città, creando collage urbani.

      Eredità Il Nouveau Réalisme è considerato il corrispettivo europeo della Pop Art americana, ma con un atteggiamento più critico e meno celebrativo verso la cultura di massa. Ha avuto un impatto duraturo sull’arte contemporanea, ampliando i confini dell’opera d’arte e rivalutando materiali considerati “poveri” o “banali”.

      avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

    47. Pierre Restany

      1930/2003 E’ stato un critico d’arte, teorico, filosofo e curatore francese, figura di spicco dell’arte del Novecento.

      Nato ad Amélie-les-Bains, trascorse l’infanzia a Casablanca e studiò in Francia, Italia e Irlanda, laureandosi in Estetica e Storia dell’Arte.

      Negli anni Cinquanta iniziò a pubblicare testi critici su riviste italiane e dell’Europa dell’Est, diventando critico per il quotidiano francese Combat e co-direttore della rivista Plexus.

      Il Nouveau Réalisme

      Restany è noto soprattutto per aver fondato e teorizzato il movimento del Nouveau Réalisme (Nuovo Realismo) nel 1960, dopo l’incontro con Yves Klein.

      Il movimento fu concepito come una risposta europea alla Pop Art americana e al Neo-Dada.

      Tra gli artisti coinvolti: Yves Klein, Arman, Jean Tinguely, Raymond Hains, Niki de Saint Phalle, Christo, Spoerri, Rotella, Raysse, Villeglé.

      Il principio centrale era la poetica del reale: fare arte con materiali e oggetti quotidiani, simboli della nuova società industriale del dopoguerra.

      L’attività critica e teorica

      Nel 1961 fondò a Parigi la Galerie J, spazio dedicato al Nouveau Réalisme.

      Dal 1963 iniziò a scrivere regolarmente per la rivista italiana Domus, e poi diresse la pubblicazione D’Ars a partire dal 1985.

      Tra i suoi scritti più noti: Une vie dans l’art (1983) L’autre Face de l’Art (pubblicato a puntate su Domus nel 1978) Monografie su Yves Klein, César, Arman e altri artisti contemporanei.

      Il Naturalismo Integrale

      Nel 1978, durante un viaggio lungo il Rio Negro in Amazzonia, scrisse il “Manifesto del Rio Negro o del Naturalismo Integrale”, in cui proponeva una nuova visione dell’arte in dialogo con la natura, l’etica e la coscienza collettiva.

      Fu un precursore dell’ecologia estetica, con un forte interesse per le culture extra-europee, in particolare l’America Latina.

      Impegno globale e arte sociologica

      Negli anni ’80 e ’90 sostenne.

      L’Arte Sociologica La Body Art Le arti multimediali e digitali.

      Contribuì a ridefinire il ruolo dell’artista come attore sociale e politico, sostenendo linguaggi artistici emergenti in dialogo con tecnologia, ecologia e comunità.

      Ruoli istituzionali e influenza duratura

      Negli ultimi anni fu presidente del Palais de Tokyo a Parigi, uno dei principali centri per l’arte contemporanea europea.

      Partecipò a giurie internazionali per la Biennale di Venezia, UNESCO, Biennale di Shanghai, Istanbul, Havana, ecc.

      La sua eredità è quella di un pensatore trasversale, che ha unito arte, teoria, attivismo, pedagogia e spiritualità.

      Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.