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  • Roma

    Il Doney Café & Restaurant è un locale storico situato al numero 125 di Via Vittorio Veneto, nel cuore di Roma.

    Questo bar-ristorante è stato uno dei simboli della celebre “Dolce Vita” romana degli anni ‘50 e ‘60, insieme a luoghi iconici come l’Harry’s Bar e il Café de Paris .

    Orari di apertura

    Colazione: tutti i giorni dalle 7:00 alle 11:00

    All Day Dining: dalle 11:00 alle 22:30

    Menù à la carte: 12:30–15:00 e 19:00–22:30

    Café Doney: aperto dalle 7:00 alle 22:30 

    Cucina e atmosfera

    Il Doney offre un’esperienza culinaria che fonde la tradizione italiana con un tocco contemporaneo.

    Il menù, curato dallo chef James Foglieni, propone piatti ispirati ai sapori stagionali e del territorio, con un’attenzione particolare alla qualità degli ingredienti .

    L’ambiente, rinnovato con design moderni firmati da Artestudio e Baxter, mantiene l’eleganza storica del locale, offrendo una vista privilegiata su Via Veneto .

    Informazioni utili

    Indirizzo: Via Vittorio Veneto, 125, 00187 Roma

    Telefono: +39 06 4708 2783

    Sito web: restaurantdoney.com

    Prenotazioni: disponibili tramite TheFork e OpenTable

    Pvl

  • Lorenza Trucchi

    Lorenza Trucchi

    è un critico d’arte e giornalista italiana nata il 11 gennaio 1922 nel Principato di Monaco.

    Figlia di Olga Cassini e del noto medico chirurgo Lorenzo Trucchi, si trasferì a Roma nel 1934, dove completò gli studi classici e si laureò in giurisprudenza, ma rinunciò alla carriera forense per dedicarsi al giornalismo.

    Dal 1950 ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste, tra cui Il Momento, Il Gazzettino, Il Corriere mercantile, La Fiera Letteraria e Momento Sera, dove ha curato la rubrica settimanale “Arte per tutti” dal 1967 al 1977.

    Ha anche partecipato come esperta alle Biennali di Venezia (1988 e 1990) e ha insegnato Storia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti di L’Aquila e Roma dal 1969 al 1994.

    Dal 1995 al 2001 è stata presidente della XII Quadriennale nazionale d’arte di Roma.

    È nota per aver promosso in Italia artisti come Jean Dubuffet, di cui ha fatto la prima presentazione nel 1962, e per il suo approccio critico che unisce rigore e passione, basato su uno sguardo ravvicinato e conoscenza diretta degli artisti e dei contesti internazionali.

    Tra le sue pubblicazioni più importanti figurano monografie su Dubuffet e Francis Bacon, oltre a numerosi saggi e articoli sull’arte contemporanea.

    Lorenza Trucchi ha compiuto 100 anni nel gennaio 2022 ed è considerata una figura di riferimento nel panorama della critica d’arte italiana del XX e XXI secolo.

    AGGIORNAMENTO AL 4 FEBBRAIO 2026

    Lorenza Trucchi si è spenta a Roma proprio oggi, 4 febbraio 2026, alla straordinaria età di 104 anni.

    La notizia della sua scomparsa segna la fine di un’epoca per la cultura italiana, lasciandoci il ritratto di una donna che è stata la vera decana della critica d’arte nazionale.

    Nata nel Principato di Monaco nel 1922 e romana d’adozione dal 1934, ha attraversato il Novecento con una lucidità intellettuale raramente riscontrabile.

    La sua carriera, iniziata nel 1949 dopo aver abbandonato la professione forense per il giornalismo, l’ha vista diventare la prima donna a presiedere la Quadriennale di Roma tra il 1995 e il 2001.

    Fino agli ultimi anni della sua lunghissima vita ha mantenuto una presenza attiva e una curiosità vivace, partecipando a vernissage e dibattiti con l’eleganza e il rigore che l’hanno sempre contraddistinta.

    Il suo legame con artisti del calibro di Francis Bacon, Jean Dubuffet e Alberto Burri non è stato solo professionale, ma frutto di una profonda affinità intellettuale che ha saputo tradurre in saggi e monografie imprescindibili per chiunque studi l’arte contemporanea.

    Recentemente, nel 2024, le era stata dedicata una monografia scientifica dal titolo “Lorenza Trucchi Fare subito storia”, a testimonianza di quanto il suo metodo critico sia ancora considerato un pilastro fondamentale.

    La sua scomparsa oggi viene accolta dal mondo dell’arte come la perdita di una voce libera, indipendente e profondamente laica, capace di leggere l’evoluzione delle forme espressive oltre ogni pregiudizio accademico.

  • Valentina Furlanetto

    Valentina Furlanetto è una giornalista, conduttrice radiofonica e scrittrice italiana nata il 14 aprile 1972 a Montebelluna (TV).

    Lavora a :

    • Radio 24

    • Il Sole 24 Ore

    occupandosi principalmente di economia, immigrazione e temi sociali, e collabora con testate come :

    • Il Sole 24 Ore”

    • Il Foglio [2][5][6]

    Ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche dedicate al non profit e al sociale, come

    • Senza fine di lucro

    • Ascolto

    • Figli di un Dio minore [3]

    Tra i suoi libri più noti ci sono Si fa presto a dire madre (2010), un’inchiesta sulla maternità in Italia, e L’industria della carità (2013), che analizza il mondo della solidarietà e della beneficenza, evidenziandone luci e ombre [3][7] Nel 2021 ha pubblicato Noi schiavisti, che tratta lo sfruttamento di massa [5] È attiva anche sui social, con un profilo Instagram seguito da oltre 3.900 persone [1]

    okx

    Fonti :
    [1] valentina furlanetto (@valentina.furlanetto) • Instagram photos and … https://www.instagram.com/valentina.furlanetto/
    [2] Valentina Furlanetto – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Furlanetto
    [3] Valentina Furlanetto – Il Libraio https://www.illibraio.it/autori/valentina-furlanetto/
    [4] Valentina Furlanetto – Elastica https://elastica.eu/speakers/valentina-furlanetto/
    [5] Valentina Furlanetto – Autore – Laterza https://www.laterza.it/autore/?idautore=6119
    [6] Valentina Furlanetto: Libri dell’autore in vendita online – IBS https://www.ibs.it/libri/autori/valentina-furlanetto
    [7] L’industria della carità – Valentina Furlanetto – Chiarelettere https://www.chiarelettere.it/libro/lindustria-della-carita-valentina-furlanetto-9788861904255.html
    [8] Valentina Furlanetto: libri, biografia, ultimo aggiornamento – Amazon.it https://www.amazon.it/stores/author/B00E77WP4G

  • Ministeri&Ministri

    Ecco l’elenco aggiornato dei ministeri e dei ministri in carica nel governo italiano dal 22 ottobre 2022, con alcune modifiche fino al 2024

    Presidente del Consiglio:

    • Giorgia Meloni

    Ministri con portafoglio:

    • Antonio Tajani: Affari Esteri e Cooperazione Internazionale
    • Matteo Piantedosi: Interno
    • Carlo Nordio: Giustizia
    • Guido Crosetto: Difesa
    • Giancarlo Giorgetti: Economia e Finanze
    • Adolfo Urso: Imprese e Made in Italy
    • Francesco Lollobrigida: Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste
    • Gilberto Pichetto Fratin: Ambiente e Sicurezza Energetica
    • Matteo Salvini: Infrastrutture e Trasporti
    • Marina Elvira Calderone: Lavoro e Politiche Sociali
    • Giuseppe Valditara: Istruzione e Merito
    • Anna Maria Bernini: Università e Ricerca
    • Alessandro Giuli: Cultura (dal 6 settembre 2024)
    • Orazio Schillaci: Salute
    • Daniela Santanchè: Turismo

    Ministri senza portafoglio (Dipartimenti della Presidenza del Consiglio):

    • Luca Ciriani: Rapporti con il Parlamento
    • Paolo Zangrillo: Pubblica Amministrazione
    • Roberto Calderoli: Affari Regionali e Autonomie
    • Nello Musumeci: Protezione Civile e Politiche del Mare
    • Tommaso Foti: Affari Europei, Politiche di Coesione e PNRR (dal 2 dicembre 2024)
    • Andrea Abodi: Sport e Giovani
    • Eugenia Maria Roccella: Famiglia, Natalità e Pari Opportunità
    • Alessandra Locatelli: Disabilità
    • Maria Elisabetta Alberti Casellati: Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa

    Presidenti delle Regioni a Statuto Speciale con diritto di partecipazione:

    • Renato Schifani (Sicilia)
    • Alessandra Todde (Sardegna)
    • Renzo Testolin (Valle d’Aosta)
    • Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia)
    • Arno Kompatscher (Trentino-Alto Adige)

    Questa composizione riflette l’attuale governo italiano guidato da Giorgia Meloni, con i ministri nominati dal 22 ottobre 2022 e alcuni aggiornamenti successivi[1][4].

    Fonti
    [1] Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_dei_ministri_della_Repubblica_Italiana
    [2] Vice Presidenti, Ministri e Sottosegretari | http://www.governo.it https://www.governo.it/it/ministri-e-sottosegretari
    [3] I Ministeri | http://www.governo.it https://www.governo.it/it/i-ministeri-0
    [4] Elenco Ministri – Quirinale https://www.quirinale.it/elementi/72664
    [5] La composizione del Governo e il numero dei ministeri https://temi.camera.it/leg19/post/la-composizione-del-governo-e-il-numero-dei-ministeri.html?tema=temi%2Fd-l-173-2022-riordino-delle-attribuzioni-dei-miinisteri
    [6] Governo Italiano – Amministrazione Trasparente: organizzazione https://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Organizzazione/OrganiIndirizzoPolitico/index.html
    [7] Composizione del I Governo Meloni | Conoscere la Camera https://conoscere.camera.it/il-ruolo-della-camera/il-rapporto-fiduciario-con-il-governo/i-governi-della-legislatura/composizione-del-i-governo-meloni
    [8] Governo della Repubblica Italiana – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Governo_della_Repubblica_Italiana

  • MARC INNARO

    MARC INNARO

    E’ un giornalista italiano nato a Napoli il 5 agosto 1961, laureato in lingua e letteratura russa.

    Dal 1990 lavora in Rai, dove ha ricoperto ruoli di corrispondente in diverse aree geopolitiche chiave: Mosca dal 1994 al 2001 e dal 2014 al 2022, Gerusalemme 2001-2003 e Il Cairo dal 2003 fino al 2025.

    È stato caporedattore dell’ufficio di corrispondenza Rai per l’Egitto e i Paesi del Maghreb e dell’Africa subsahariana.

    Durante la sua carriera, si è distinto per reportage da zone di conflitto, come l’assedio alla basilica della Natività a Betlemme nel 2002.

    Nel 2022, a seguito della guerra in Ucraina, è stato oggetto di polemiche per aver riportato il punto di vista russo sull’allargamento della NATO, che ha suscitato accuse di “filo-putinismo” in Italia.

    La Rai lo ha poi spostato dal ruolo di corrispondente a Mosca al Cairo, ufficialmente per motivi di sicurezza legati a una legge russa che punisce la diffusione di notizie considerate false dal Cremlino.

    Innaro ha dichiarato di non riconoscersi più nell’azienda Rai e ha aderito al prepensionamento nel 2025, concludendo così la sua carriera nel servizio pubblico.

    In sintesi, Marc Innaro è un giornalista esperto di Russia e Medio Oriente, noto per la sua lunga esperienza sul campo e per le controversie legate alla copertura del conflitto russo-ucraino.

    Pvl

  • LAURA CHIMENTI 2

    Uno spaccato personale e sincero della sua vita. “Facevo perdere la testa agli uomini consapevolmente”. Laura Chimenti ammette di essere stata consapevole del proprio fascino, soprattutto in passato, sottolineando come “a noi donne piace piacere”.Il rapporto con il corpo: da giovane, intorno ai 18 anni, ha vissuto un conflitto con la propria immagine, ma oggi afferma di essere soddisfatta di sé. “Ho avuto un passato dark”: il primo amore, a 18 anni, l’ha introdotta alla musica e alla cultura dark. In quel periodo si vestiva di nero e aveva i capelli corti e rossi. Fede e spiritualità : prima di entrare in redazione, recita l’Ave Maria e considera la preghiera come uno “scudo” che la protegge.Dice : “Io chiedo e ottengo le mie grazie quotidiane”.

    Carriera e vita personale Laura Chimenti è stata anche sul palco del Festival di Sanremo 2020.È una donna di fede, madre e moglie, riservata sulla propria vita sentimentale.Ha rinunciato a una promettente carriera nel nuoto per seguire la sua vera passione: il giornalismo.

    Ruolo delle donne e lavoro Riconosce i progressi nella considerazione sociale e professionale delle donne, affermando che “se sappiamo gestire una famiglia, possiamo gestire anche imprese più grandi”.Ammette la presenza di invidia e competizione sul lavoro, ma dichiara di affrontarle con serenità grazie alla fede.

    Pvl

  • Glamping

    E’ la fusione delle parole “glamour” e “camping”, e indica una forma di campeggio che unisce il contatto con la natura al comfort e al lusso tipici di strutture ricettive di alta gamma.

    Caratteristiche principali

    A differenza del campeggio tradizionale, il glamping offre :

    Sistemazioni originali

    tende safari, yurta, case sugli alberi, cupole geodetiche, bolle trasparenti, tiny house, roulotte vintage. Letti veri, non materassini da campeggio. Bagni privati, spesso con doccia e acqua calda.

    Arredi curati

    design, tessuti naturali, dettagli eleganti.

    Servizi extra

    colazioni gourmet, spa, vasche idromassaggio, attività organizzate (yoga, escursioni, degustazioni).

    Dove si fa glamping

    Il glamping è diffuso in tutto il mondo, in particolare in :

    Italia

    dalla Toscana al Trentino, fino alla Sicilia, sono in crescita i glamping site tra vigneti, colline, montagne o coste.

    Francia e Spagna

    con tende tra lavanda e ulivi. Nord

    Europa

    glamping minimalista nei fiordi norvegesi o sotto l’aurora boreale.

    Africa

    lodge di lusso nei safari.

    USA e Australia

    glamping nei deserti, nei parchi nazionali o nei ranch.

    Perché sceglierlo

    Contatto con la natura senza rinunciare al comfort.

    Esperienza romantica e immersiva. Ideale per famiglie, coppie o gruppi di amici.

    Tendenza eco-friendly, spesso con strutture sostenibili, energia solare e materiali naturali.

    Esempio concreto (in Italia)

    Un glamping in Toscana potrebbe offrirti una tenda safari tra i vigneti con letto king-size, bagno privato, colazione biologica servita in veranda e magari una vasca idromassaggio all’aperto con vista sulle colline.

  • CORRISPONDENTI RAI DALL’ESTERO

    Corrispondenti Rai dall’Estero

    Ecco gli attuali principali corrispondenti Rai dall’estero, con le rispettive sedi e profili professionali :

    Oliviero Bergamini (New York)

    Capo redattore responsabile Esteri Tg1, esperto di realtà americana e aree di crisi.

    Dario Laruffa (New York)

    Inviato di punta Tg2, esperto di cronaca, politica ed economia internazionale.

    Iman Sabbah (Parigi)

    Capo servizio RaiNews24, madrelingua araba, con esperienza europea e internazionale.

    Lucia Goracci (Istanbul)

    Inviata di punta RaiNews24, specializzata in Medio Oriente e aree di crisi.

    Carmela Giglio (Istanbul)

    Inviata del Giornale Radio, con numerosi servizi dall’estero in aree di crisi e mondo anglosassone.

    Barbara Gruden (Berlino)

    Inviata Tg3 Esteri, esperta di cultura e politica tedesca.

    Sergio Paini (Mosca)

    Vicecaporedattore Esteri Tg1, con esperienza nei Balcani e paesi ex Urss.

    La Rai conta circa 23 corrispondenti esteri stanziali in varie parti del mondo, coprendo aree strategiche come New York, Parigi, Istanbul, Berlino, Mosca, Nairobi, Pechino, Londra, Il Cairo e Bruxelles[4]. Tuttavia, recentemente l’attività dei corrispondenti dalla Russia è stata sospesa.

    Questi nomi rappresentano la struttura attuale dei corrispondenti Rai all’estero, con un mix di professionalità e conoscenza delle lingue e culture locali.

    Pvl

  • BARI/GATTO VERDE

    BARI/GATTO VERDE

    L’articolo di Barinedita intitolato “Da Corso Sicilia al Gatto Verde: gli immortali punti di riferimento baresi” offre un affascinante viaggio attraverso i luoghi simbolici di Bari, quei riferimenti urbani che, pur non essendo sempre ufficiali o presenti sulle mappe, sono profondamente radicati nella memoria collettiva dei baresi.

    Luoghi che vivono nella memoria

    Tra i punti di riferimento citati, spiccano :

    Il Gatto Verde

    un ex bar situato all’incrocio tra via Giulio Petroni e viale Kennedy, nel quartiere Poggiofranco. Sebbene il locale non esista più da anni, i residenti continuano a utilizzare la sua denominazione per indicare quell’incrocio, dimostrando quanto certi nomi rimangano impressi nel linguaggio quotidiano.

    Corso Sicilia: una strada che, pur avendo cambiato nome ufficialmente, continua a essere chiamata così dai cittadini, evidenziando come le denominazioni storiche resistano al passare del tempo.

    Il “Palazzo dei Puffi”

    un edificio noto per la sua architettura particolare, che ha guadagnato questo soprannome popolare e affettuoso.

    Il “Cavallo di via Napoli”

    una scultura equina che funge da punto di riferimento per i passanti e i residenti della zona.

    Questi luoghi, tra gli altri menzionati nell’articolo, rappresentano come la toponomastica popolare e i ricordi condivisi possano superare le denominazioni ufficiali, mantenendo vivi nel tempo spazi che hanno segnato la vita quotidiana di una comunità.

    Un’identità urbana condivisa

    L’articolo sottolinea come questi “punti fermi” non siano solo riferimenti geografici, ma veri e propri simboli dell’identità barese.

    Essi raccontano storie di vita, cambiamenti urbani e trasformazioni sociali, fungendo da ancore di memoria per i cittadini.

    Pvl

  • Pooh

    Pooh

    sono una delle band più iconiche della musica italiana

    con una carriera che si estende per oltre cinquant’anni.

    Fondati a Bologna nel 1966, hanno saputo evolversi nel tempo, mantenendo sempre una forte identità musicale e conquistando generazioni di fan.

    Formazione e Stile Musicale

    La formazione classica dei Pooh, attiva dal 1973 al 2009, comprendeva:

    Roby Facchinetti: tastiere e voce Dodi Battaglia: chitarra e voce Red Canzian: basso e voce Stefano D’Orazio: batteria, flauto e voce

    A questi si aggiunge Riccardo Fogli, bassista e cantante, che lasciò il gruppo nel 1972 per poi rientrare in occasione della reunion del 2015-2016 e nuovamente nel 2023. 

    Il loro stile spazia tra pop rock, progressive pop e musica leggera, caratterizzato da arrangiamenti curati e armonie vocali a più voci. Una peculiarità del gruppo è l’assenza di un’unica voce solista: tutti i membri hanno contribuito come cantanti principali in diversi brani.

    Canzoni e Album Memorabili

    Tra i loro successi più noti si annoverano:

    “Tanta voglia di lei” (1971) “Pensiero” (1971) “Noi due nel mondo e nell’anima” (1972) “Chi fermerà la musica” (1981) “Uomini soli” (1990) – vincitrice del Festival di Sanremo

    Tra gli album più significativi

    Parsifal (1973): considerato un capolavoro del progressive italiano Memorie (1969): il primo concept album del gruppo Beat ReGeneration (2008): un omaggio al beat italiano degli anni ’60 

    Riconoscimenti

    I Pooh hanno venduto oltre 100 milioni di dischi, un record per un gruppo italiano.

    Nel 1986 sono stati insigniti del titolo di Cavalieri della Repubblica Italiana. Hanno ricevuto numerosi premi, tra cui 15 Telegatti e diversi Wind Music Awards. 

    Scioglimento e Reunion

    Dopo lo scioglimento nel 2016, i Pooh si sono riuniti nel 2023 con la formazione composta da Facchinetti, Battaglia, Canzian e Fogli, accompagnati dal batterista Phil Mer.

    Hanno lanciato il tour “Amici x Sempre”, culminato in un concerto trionfale allo stadio San Siro di Milano davanti a 50.000 spettatori. 

    Approfondimenti

    Per chi desidera conoscere meglio la storia dei Pooh, è disponibile il docufilm “Pooh – Un attimo ancora”, trasmesso su Rai 1 nel 2023, che ripercorre la loro carriera attraverso testimonianze e immagini d’archivio. 

    Ascolta i Pooh

    Puoi ascoltare la loro musica su Spotify o visitare il sito ufficiale per ulteriori informazioni e aggiornamenti.

    Pvl

  • Livorno

    IL CACCIUCCO


    È un piatto ricco e saporito, preparato con una varietà di pesci e frutti di mare, solitamente almeno cinque tipi diversi, da cui deriva il nome (che contiene cinque “c”).

    Ingredienti principali

    • Pesci di piccola taglia come scorfano, triglie, razze, o pesci poveri

    • Molluschi e crostacei come polpo, calamari, seppie, cozze e gamberi

    • Pomodori o passata di pomodoro

    • Aglio, prezzemolo, peperoncino e vino rosso

    • Pane toscano tostato, spesso usato come base su cui viene servito il cacciucco

    Preparazione

    Il cacciucco si cucina facendo prima un soffritto con aglio e peperoncino, a cui si aggiungono i pomodori e il vino rosso.

    I pesci e i frutti di mare vengono aggiunti in ordine di cottura, partendo da quelli che richiedono più tempo fino ai più delicati.

    La zuppa viene servita calda, spesso versata su fette di pane toscano tostato che assorbono il sapore del brodo.

    Origini e curiosità

    Il cacciucco nasce come piatto povero dei pescatori, che utilizzavano i pesci meno pregiati o quelli avanzati.

    Oggi è un simbolo della cucina livornese e molto apprezzato in tutta Italia per il suo gusto intenso e la varietà di sapori di mare.


  • RENATO ZERO

    Pseudonimo di Renato Fiacchini, è un cantautore, produttore discografico e showman italiano, nato a Roma il 30 settembre 1950.

    Con una carriera iniziata negli anni ‘60, è noto per la sua teatralità, i costumi eccentrici e l’energia sul palco.

    Ha pubblicato 45 album, di cui 33 in studio, 7 dal vivo e 5 raccolte ufficiali, scrivendo oltre 500 canzoni.

    È l’unico artista italiano ad aver raggiunto il primo posto nella classifica degli album più venduti in Italia in sei decenni consecutivi. 

    Infanzia e formazione

    Renato è cresciuto in una famiglia numerosa nel quartiere Montagnola di Roma.

    Fin da giovane ha mostrato una forte inclinazione artistica, frequentando l’Accademia Nazionale di Danza e il Centro Sperimentale di Cinematografia.

    Ha iniziato la sua carriera musicale esibendosi nei locali romani, distinguendosi per il suo stile provocatorio e anticonformista.

    Carriera musicale

    Il successo arriva negli anni ’70 con brani come “Mi vendo”, “Il cielo” e “Triangolo”, che lo consacrano come icona della musica italiana.

    Negli anni ’80 e ’90 continua a riscuotere consensi con album come “Artide Antartide” e “Calore”. Nel 2023 ha pubblicato “Autoritratto”, un album che include brani inediti e altri presentati durante i concerti al Circo Massimo nel 2022. 

    Vita privata

    Nel 2003, Renato Zero ha adottato Roberto Anselmi Fiacchini, nato a Roma il 5 luglio 1973.

    Roberto, orfano di entrambi i genitori, ha incontrato Renato per caso in un cinema.

    Inizialmente ha lavorato come guardia del corpo del cantante, e nel tempo il loro legame si è rafforzato fino all’adozione. 

    Roberto si è sposato nel 2004 con Emanuela Vernaglia, da cui ha avuto due figlie, Ada e Virginia.

    La coppia ha attraversato periodi difficili, inclusa una separazione e accuse di maltrattamenti, da cui Roberto è stato assolto nel 2019. 

    Eredità artistica

    Renato Zero è considerato uno dei cantautori più influenti della musica italiana.

    La sua capacità di reinventarsi e di affrontare tematiche sociali e personali nelle sue canzoni lo ha reso un punto di riferimento per diverse generazioni.

    Il suo rapporto con i fan, affettuosamente chiamati “sorcini”, testimonia il forte legame che ha saputo costruire nel tempo.

    Pvl

  • VENEZIA/GIUDECCA

    è un’isola situata a sud del centro storico di Venezia, separata dal sestiere di Dorsoduro dal Canale della Giudecca.

    Composta da otto isole collegate tra loro, è nota per la sua atmosfera tranquilla e residenziale, lontana dalle principali rotte turistiche .

    Origine del nome

    Il nome “Giudecca” ha origini incerte.

    Una teoria suggerisce che derivi dalla presenza di una comunità ebraica sull’isola, sebbene il ghetto ufficiale di Venezia sia stato istituito nel 1516 nel sestiere di Cannaregio.

    Un’altra ipotesi collega il nome al termine veneziano antico “zudegà”, che significa “giudicato”, in riferimento a terreni assegnati a famiglie esiliate e successivamente reintegrate nel IX secolo .

    Architettura e luoghi di interesse

    Chiesa del Redentore : Capolavoro di Andrea Palladio, costruita nel 1577 come ex voto per la fine della peste del 1575-1577.

    Ogni anno, a luglio, vi si celebra la tradizionale Festa del Redentore .

    Chiesa delle Zitelle : Parte di un complesso dedicato all’assistenza di giovani ragazze povere, risale alla fine del XVI secolo.

    Sebbene spesso attribuita a Palladio, la paternità dell’edificio è incerta .

    Molino Stucky : Ex molino neogotico del XIX secolo, oggi trasformato in hotel di lusso e centro congressi.

    Casa dei Tre Oci : Palazzo neogotico che ospita mostre fotografiche e artistiche.

    Giardino Eden Hundertwasser : Storico giardino progettato nel 1884 da Frederic Eden, successivamente di proprietà dell’artista austriaco Friedensreich Hundertwasser .

    Vita quotidiana e quartieri

    La Giudecca è caratterizzata da una vita locale autentica.

    Tra i quartieri residenziali spiccano

    Quartiere Junghans : Complesso abitativo moderno realizzato su ex aree industriali, esempio di riqualificazione urbana .

    Sacca Fisola : Isola artificiale creata nel XX secolo, nota per le sue case popolari e l’atmosfera popolare .

    Collegamenti e trasporti

    L’isola è servita da diverse linee di vaporetto (ACTV), con fermate principali a Zitelle, Redentore, Palanca e Sacca Fisola.

    Le linee 2, 4.1, 4.2 e N (notturna) collegano la Giudecca al resto di Venezia .

    La Giudecca rappresenta una Venezia più intima e autentica, ideale per chi desidera esplorare la città lagunare lontano dai percorsi turistici più battuti.

    Pvl

  • VENEZIA/Accademia di Belle Arti

    è una delle istituzioni artistiche più antiche e prestigiose d’Italia, fondata il 24 settembre 1750 per volontà del Senato della Serenissima Repubblica di Venezia.

    Attualmente, è un’accademia statale appartenente al comparto universitario dell’alta formazione artistica e musicale (AFAM) .

    Sedi e Struttura

    Sede principale: Dal 2004, l’Accademia ha sede nell’ex Ospedale degli Incurabili, un edificio cinquecentesco situato lungo la Fondamenta delle Zattere, affacciato sul Canale della Giudecca.

    Questo complesso storico ospita i laboratori delle diverse arti e un vasto chiostro con colonnato .

    Sede distaccata: Presso l’isola di San Servolo si trova una sede dedicata alle “Nuove Tecnologie per l’Arte” (NTA), aperta nel 2008 con una lectio magistralis di Brian Eno .

    Offerta Formativa

    L’Accademia offre corsi di diploma accademico di primo e secondo livello in diverse discipline artistiche, tra cui :

    Pittura Scultura Grafica Decorazione Scenografia Nuove Tecnologie dell’Arte Restauro Didattica dell’Arte

    Per informazioni dettagliate sui corsi e sulle modalità di iscrizione, è possibile consultare il sito ufficiale dell’Accademia.

    Gallerie dell’Accademia

    Le Gallerie dell’Accademia, inizialmente parte integrante dell’Accademia di Belle Arti, sono oggi un museo autonomo che ospita una delle più importanti collezioni di pittura veneziana dal XIV al XVIII secolo. Le due istituzioni hanno condiviso gli stessi edifici fino al 2004, quando l’Accademia si è trasferita nella sede attuale .

    Risorse e Pubblicazioni

    Per approfondire la storia e le attività dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, sono disponibili diverse pubblicazioni :

    Tra queste, “L’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il Settecento” e “L’Ottocento” offrono una panoramica dettagliata dei primi due secoli di attività dell’istituzione.

    Gli annuari recenti documentano le attività e i progetti dell’Accademia negli ultimi anni, mentre il catalogo su Giacomo Quarenghi esplora il contributo dell’architetto all’Accademia. Infine, “Venezia.

    I Disegni delle Regie Gallerie dell’Accademia” presenta una selezione di opere conservate nelle Gallerie dell’Accademia.

    Pvl

  • Giuseppe Cesetti

    Giuseppe Cesetti

    1902/1990

    E’ stato un pittore italiano nato a Tuscania, in provincia di Viterbo.

    Cresciuto in una famiglia di agricoltori e allevatori di cavalli, la sua arte è fortemente influenzata dai paesaggi e dalla natura della Maremma, tanto da essere ricordato come “il pittore dei cavalli” o “il pittore maremmano” .

    Autodidatta, iniziò a viaggiare in Italia a 16 anni per studiare i grandi maestri e frequentare ambienti artistici e letterari, esponendo le prime opere a Como nel 1927 e tenendo la sua prima mostra personale a Firenze nel 1930, riscuotendo subito successo.

    Nel 1931 divenne assistente alla cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fondò con altri giovani artisti il movimento del Cavallino.

    Partecipò a importanti esposizioni come la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia negli anni ’30, e trascorse periodi a Parigi entrando in contatto con artisti come Giorgio de Chirico.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, si dedicò anche alla valorizzazione del patrimonio artistico della Tuscia danneggiato dai bombardamenti e continuò a insegnare e a esporre in Italia e all’estero.

    Nel 1971 tornò a vivere stabilmente a Tuscania, dove morì nel 1990.

    La sua pittura si caratterizza per l’ispirazione alla tradizione etrusca e ai macchiaioli, con una particolare attenzione ai colori chiari e luminosi e alle scene equestri, influenzata da artisti come Paolo Uccello e Piero della Francesca.

    Pvl

  • Striscia di Gaza

    News . Il 30 maggio 2025, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha dichiarato che è “ora di entrare nella Striscia di Gaza con tutta la forza necessaria” per distruggere completamente Hamas.

    Questa affermazione è stata rilasciata dopo che Hamas ha espresso riserve sulla proposta di cessate il fuoco avanzata dagli Stati Uniti.

    Ben-Gvir ha sottolineato che, dopo il rifiuto da parte di Hamas, non ci sono più scuse per non agire con decisione.

    Ha esortato il primo ministro Netanyahu a intensificare le operazioni militari per eliminare Hamas senza esitazioni .

    Questa posizione riflette la linea dura di Ben-Gvir, noto per le sue opinioni estremiste e per il suo sostegno a politiche di insediamento ebraico nei territori palestinesi.

    La sua retorica ha suscitato preoccupazioni a livello internazionale, con accuse di incitamento all’odio e di politiche discriminatorie nei confronti dei palestinesi .

    La proposta di cessate il fuoco, sostenuta da Stati Uniti, Egitto e Qatar, prevedeva un cessate il fuoco di 60 giorni in cambio del rilascio di ostaggi da parte di Hamas e della liberazione di prigionieri palestinesi da parte di Israele.

    Tuttavia, Hamas ha criticato l’accordo, affermando che non soddisfa le sue principali richieste, tra cui la fine immediata delle ostilità .

    Nel frattempo, la situazione umanitaria a Gaza continua a deteriorarsi, con notizie di saccheggi di magazzini alimentari e un crescente numero di vittime tra la popolazione civile.

    Le organizzazioni umanitarie hanno esortato la comunità internazionale a intervenire per fermare l’escalation della violenza e per fornire assistenza ai civili intrappolati nel conflitto.

  • Gregoraci

    Elisabetta Gregoraci

    E’ una showgirl, modella e conduttrice televisiva italiana, nota per la sua carriera nel mondo dello spettacolo e per la relazione con l’imprenditore Flavio Briatore.

    Biografia

    Nome completo : Elisabetta Gregoraci

    Data di nascita: 8 febbraio 1980

    Luogo di nascita : Soverato, provincia di Catanzaro, Calabria, Italia

    Altezza : 1,76 m

    Segno zodiacale: Acquario

    Genitori: Mario e Melina Francavilla (scomparsa nel 2011)

    Sorella : Marzia

    Successivamente, partecipa a diversi programmi come “Ciao Darwin” (2003), “Buona Domenica” (2006-2008), “Celebrity Bisturi!” (2009), “Made in Sud” (2012-2017), “Battiti Live” (2017-2023) e “Grande Fratello VIP” (2020). 

    Figlio : Nathan Falco Briatore (nato nel 2010)

    Partner attuale : Giulio Fratini (dal 2022).

    Carriera

    Esordi : Nel 1997 partecipa al concorso di bellezza Miss Italia, ottenendo il titolo di Miss Sorriso.

    Inizia poi a lavorare come modella per brand come Dolce & Gabbana, Giorgio Armani ed Ermanno Scervino. 

    Televisione : Debutta in TV nel 2002 con il programma “Veline” su Canale 5.

    Cinema :

    Recita in film come “Il cielo in una stanza” (1999), “C’era un cinese in coma” (2000), “Mata Hari” (2016) e “Aspromonte – La terra degli ultimi” (2019). 

    Libri :

    Nel 2014 pubblica il libro per bambini “Mamma Elisabetta racconta…”. 

    Vita privata :

    Relazione con Flavio Briatore

    Nel 2006 inizia una relazione con l’imprenditore Flavio Briatore.

    Si sposano il 14 giugno 2008 e hanno un figlio, Nathan Falco, nel 2010.

    La coppia si separa consensualmente nel dicembre 2017. 

    Attuale compagno :

    Dal 2022, Elisabetta è legata a Giulio Fratini. 

    Attività recenti

    2024: Partecipa al programma “Mad in Italy” su Rai 2, condotto da Gigi e Ross.  2024: Conduce “Questioni di stile”, un talk show sulla moda, sempre su Rai 2.  2025: Conduce “Audiscion”, un nuovo programma televisivo in prima serata su Rai 2.

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    flavio briatore

  • Briatore

    Flavio Briatore

    è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, noto per il suo ruolo di team manager in Formula 1 con le scuderie Benetton e Renault, e per le sue attività nel settore del lusso e dell’ospitalità.

    Carriera in Formula 1

    Benetton Formula: Briatore entra nel mondo della Formula 1 grazie alla famiglia Benetton, inizialmente come direttore commerciale e successivamente come team principal. Sotto la sua guida, la scuderia conquista due titoli mondiali con Michael Schumacher nel 1994 e 1995. Renault F1 Team: Dopo l’acquisizione della Benetton da parte di Renault nel 2001, Briatore diventa team principal. Conduce la squadra alla vittoria del campionato piloti con Fernando Alonso nel 2005 e 2006, e al titolo costruttori nel 2005. Controversia “Crashgate”: Nel 2009, Briatore è coinvolto nello scandalo “Crashgate” durante il Gran Premio di Singapore, dove si sospetta che un incidente sia stato orchestrato deliberatamente per favorire Alonso. La FIA inizialmente lo radia a vita, ma la decisione viene annullata nel 2010 da un tribunale francese. Ritorno in Formula 1: Nel 2024, Briatore torna nel paddock come executive advisor per il team Alpine, successivamente assumendo il ruolo di team principal nel maggio 2025, dopo le dimissioni di Oliver Oakes. 

    Attività nel Settore del Lusso

    Billionaire: Nel 1998, Briatore fonda il marchio “Billionaire”, che include locali esclusivi come discoteche e ristoranti di lusso. Crazy Pizza: Briatore lancia il brand “Crazy Pizza”, una catena di pizzerie gourmet con sedi in diverse città italiane e internazionali. Twiga: È proprietario del locale “Twiga” a Forte dei Marmi, noto per essere frequentato da celebrità e personaggi del jet set internazionale.

    Vita Privata

    Matrimoni e Relazioni: Briatore è stato sposato con la showgirl Elisabetta Gregoraci, da cui ha avuto un figlio, Nathan Falco. La coppia si è separata nel 2017, ma mantiene un rapporto cordiale per il bene del figlio.  Salute: Nel marzo 2024, Briatore è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore benigno al cuore. 

    Presenza Mediatica

    The Apprentice Italia: Nel 2013, Briatore partecipa come “boss” alla versione italiana del programma televisivo “The Apprentice”, trasmesso su Cielo. Documentari: La sua carriera e le sue controversie sono state oggetto di documentari, tra cui “Vita Smeralda” (2006), che esplora la sua vita nel mondo dell’alta società.

    elisabetta gregoraci

  • Snorkeling

    è un’attività acquatica molto divertente e accessibile, che permette di esplorare il mondo sottomarino in acque basse e tranquille, senza la necessità di particolari attrezzature complesse.

    Cos’è lo snorkeling?

    Consiste nel nuotare in superficie con maschera, boccaglio (snorkel) e spesso pinne, per osservare pesci, coralli, piante e fauna marina. A differenza delle immersioni subacquee, non richiede bombole o addestramento specifico. Può essere praticato in mare, laghi o fiumi con acqua limpida.

    Dove praticarlo?

    Zone tropicali con barriera corallina (es. Caraibi, Maldive, Australia, Indonesia) Aree marine protette e coste con fondali rocciosi ricchi di vita marina (es. Isole Tremiti, Sardegna, Liguria) Laghi e fiumi con acque limpide e fauna interessante.

    Attrezzatura base

    Maschera: per vedere sott’acqua senza entrare acqua negli occhi e nel naso Boccaglio (snorkel): tubo per respirare restando con la faccia sott’acqua Pinne: per facilitare il movimento in acqua Muta leggera (opzionale): utile in acque più fredde o per protezione da meduse e coralli.

    Consigli utili

    Impara a usare bene il boccaglio e a liberarlo dall’acqua soffiando Mai nuotare da soli, soprattutto in mare aperto Rispetta la natura: non toccare coralli o animali, non raccogliere nulla Mantieni la calma e osserva lentamente per non spaventare la fauna Usa crema solare biodegradabile per proteggere pelle e ambiente

    Benefici dello snorkeling

    Attività rilassante e a basso impatto fisico Ottima occasione per scoprire l’ecosistema marino Adatta a tutte le età (anche bambini, con supervisione) Perfetta come esperienza turistica o hobbistica

  • 20 milioni di Italiani

    Secondo un’indagine della CNA Turismo e Commercio, oltre 20 milioni di italiani sono in viaggio durante il ponte del 2 giugno, con un giro d’affari stimato attorno agli 8 miliardi di euro. Il bel tempo previsto, con temperature fino a 30°C, ha spinto molti a scegliere località di mare, laghi o fiumi. Le partenze massicce sono previste a partire da sabato 31 maggio, con autostrade e strade principali da “bollino rosso” fino a lunedì. Inoltre, si prevede l’arrivo di circa 3 milioni di turisti stranieri nelle località turistiche italiane durante questo periodo .

  • Cozze . Impepata

    Ecco la ricetta classica dell’impepata di cozze, uno dei piatti più semplici e gustosi della cucina mediterranea, soprattutto napoletana. Bastano pochi ingredienti, ma di qualità.

    •Impepata di Cozze

    Ingredienti (per 4 persone)

    1,5 kg di cozze freschissime Pepe nero macinato fresco (abbondante) 1 spicchio di aglio Prezzemolo fresco (facoltativo, tritato) Limone (a spicchi, per servire) 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

    Preparazione

    Pulizia delle cozze Raschia bene i gusci con una paglietta o coltello. Elimina il bisso (il “filamento”) tirandolo con forza. Sciacqua più volte sotto acqua corrente. Cottura In una casseruola capiente metti l’aglio schiacciato e l’olio. Fai insaporire per pochi secondi senza far bruciare l’aglio. Aggiungi le cozze, alza la fiamma e copri con coperchio. Cuoci a fuoco vivace per 5–6 minuti, scuotendo la pentola ogni tanto, finché tutte le cozze saranno aperte. Finale Spegni il fuoco, elimina le cozze rimaste chiuse. Spolvera abbondante pepe nero macinato fresco (essenziale!). A piacere, aggiungi un pizzico di prezzemolo tritato.

    Servizio

    Servi caldissima in ciotole con qualche spicchio di limone a parte. Accompagna con pane casereccio tostato per raccogliere il sughetto.

    Varianti

    Alcuni aggiungono vino bianco (mezzo bicchiere) in cottura. In Puglia e Sicilia si può trovare con un po’ di peperoncino fresco oltre al pepe.

  • Vasto

    Vasto

    E’ una splendida cittadina abruzzese affacciata sull’Adriatico, perfetta per una vacanza che unisce natura, cultura e relax.

    Ecco alcune delle principali attrazioni da non perdere

    Natura e Mare

    Riserva Naturale di Punta Aderci un’area protetta che offre paesaggi mozzafiato, sentieri per escursioni a piedi o in bicicletta e spiagge incontaminate come Punta Penna e Mottagrossa. 

    Spiaggia di Punta Penna

    una delle più belle della costa adriatica, caratterizzata da dune sabbiose e acque cristalline. 

    Costa dei Trabocchi

    una serie di antiche macchine da pesca su palafitte, alcune delle quali oggi ospitano ristoranti sul mare. 

    Centro Storico e Cultura

    Palazzo d’Avalos

    antica residenza nobiliare che ospita diversi musei, tra cui il Museo Archeologico, la Pinacoteca dei Fratelli Palizzi e il Museo del Costume Tradizionale Abruzzese. 

    Castello Caldoresco

    fortezza del XV secolo situata su un promontorio con vista sul mare. 

    Cattedrale di San Giuseppe

    duomo cittadino con facciata romanica e interni neogotici. 

    Loggia Amblingh

    passeggiata panoramica lungo le antiche mura con vista sul Golfo d’Oro.

    Attività e Divertimento

    Aqualand del Vasto

    il più grande parco acquatico del centro-sud Italia, ideale per famiglie. 

    Escursioni in kayak e gite in barca

    per esplorare la costa e, in alcuni casi, raggiungere le Isole Tremiti. 

    Pista ciclabile della Via Verde

    un percorso che collega Vasto a San Salvo, ideale per una pedalata tra mare e natura. 

    Siti Archeologici

    Terme Romane di Histonium

    resti di un antico complesso termale con splendidi mosaici, tra cui quello raffigurante Nettuno. 

    Panorami e Punti di Interesse

    Faro di Punta Penna il secondo faro più alto d’Italia, con una torre ottagonale di 70 metri. 

    Belvedere Marconi

    punto panoramico da cui ammirare la costa e i monti della Maiella. 

    Pvl

  • Forlì . Museo Civico San Domenico

    mostremuseisandomenico.it.

    Attualmente, il museo ospita la mostra “Il Ritratto dell’Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie”, aperta dal 23 febbraio al 29 giugno 2025.

    Mostra in corso : Il Ritratto dell’Artista

    Questa esposizione esplora l’autoritratto artistico attraverso i secoli, partendo dal mito di Narciso fino all’era del selfie. Il percorso espositivo presenta opere che riflettono sull’identità dell’artista, il concetto di maschera e la rappresentazione del sé.

    Opere in evidenza:

    Narciso di Ernest Eugène Hiolle (1868) Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini (1460) Doppio ritratto di amici di Jacopo Pontormo (circa 1519) La Pittura regge l’autoritratto del pittore di Gian Domenico Cerrini (1656–1657) Un leone e una tigre entro una gabbia con il ritratto del pittore di Francesco Hayez (circa 1831) Testa di Medusa di Arnold Böcklin (fine 1800) Autoritratto nello studio con amici di Pietro Annigoni (1936) Maschere di Cesare Sofianopulo (circa 1930)

    Orari di visita

    Lunedì – Venerdì: 9:30 – 19:00 Sabato, Domenica e Festivi: 9:30 – 20:00 La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura.

    Biglietti

    Intero: €14,00 Ridotto: €12,00 Ridotto bambini: €5,00

    Il biglietto include l’accesso alla mostra temporanea e alle collezioni permanenti del museo.

    Informazioni utili

    Indirizzo: Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì Telefono prenotazioni: 0543 36217 Email: mostraforli@civita.art Acquisto biglietti online: Civita Ticket

    Per ulteriori dettagli, visita il sito ufficiale: mostremuseisandomenico.it.

  • Bridgetown

    è la capitale delle Barbados, situata sulla costa sud-occidentale dell’isola. È il principale centro economico, culturale e politico del Paese, nonché un’importante meta turistica caraibica.

    Caratteristiche principali

    Patrimonio UNESCO

    Il centro storico di Bridgetown e la sua Guarnigione (Garrison) sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011. Questo riconoscimento celebra l’eredità coloniale britannica ben conservata, inclusi fortificazioni, architetture georgiane e strade storiche.

    Architettura e storia

    La città conserva edifici del periodo coloniale, come il Parlamento, tra i più antichi del Commonwealth, e la St. Michael’s Cathedral (Anglicana, risalente al XVII secolo).

    Careenage

    Un porto interno pittoresco che un tempo serviva come punto di attracco per le navi commerciali. Oggi è una zona molto frequentata da turisti, con ristoranti, boutique e bar sul lungomare. Musei e cultura:

    Museum & Historical Society

    ospitato in una ex prigione militare, racconta la storia sociale, africana ed europea delle Barbados.

    George Washington House

    luogo in cui George Washington soggiornò nel 1751 l’unico viaggio fuori dagli Stati Uniti del futuro primo presidente americano.

    Cosa fare a Bridgetown

    Shopping a Broad Street

    strada principale ricca di negozi duty-free, boutique di gioielli, moda e souvenir.

    Spiagge vicine

    Carlisle Bay è tra le più famose, con sabbia bianca e acque cristalline.

    Gite in catamarano

    popolari per fare snorkeling tra le tartarughe marine e visitare relitti sommersi.

    Mercato di Cheapside

    un vivace mercato locale per frutta tropicale, artigianato e spezie.

  • Barbados Org

    Il sito Barbados.org è una guida turistica online dettagliata su Barbados, ricca di informazioni utili per i viaggiatori. Offre sezioni dedicate a:

    •Attrazioni e attività: scopri le spiagge, la natura, la storia e la cultura dell’isola. 

    •Alloggi: trova hotel, ville, pensioni e appartamenti per il tuo soggiorno. Informazioni pratiche: consigli su sicurezza, trasporti, clima e documenti di viaggio. 

    •Cultura e storia: approfondimenti sulla storia coloniale, le tradizioni locali e i siti UNESCO come Bridgetown e la sua guarnigione. 

    Per ulteriori dettagli e per pianificare la tua visita, puoi consultare il sito ufficiale: Barbados.org.

  • Decreto Sicurezza

    Il Decreto Sicurezza, entrato in vigore l’11 aprile 2025, introduce significative novità in materia di sicurezza pubblica, tutela delle forze dell’ordine e contrasto alla criminalità. Ecco i principali punti:

    Nuovi reati e aggravanti

    14 nuovi reati: tra cui la detenzione di materiale con finalità di terrorismo (pena da 2 a 6 anni) e la diffusione online di istruzioni per atti violenti o sabotaggi. Aggravanti: aumento delle pene fino alla metà per violenze contro pubblici ufficiali, soprattutto se finalizzate a impedire la realizzazione di infrastrutture strategiche (norma “anti no-Tav” e “no-Ponte”).

    Occupazioni abusive

    Reato di occupazione arbitraria di immobile: la polizia giudiziaria può disporre il rilascio immediato dell’immobile occupato senza necessità di mandato del giudice.

    Tutele per le forze dell’ordine

    Aumento delle pene: per lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

    Bodycam: possibilità di dotare le forze di polizia di dispositivi di videosorveglianza indossabili per registrare le attività operative. Sostegno economico: fino a 10.000 euro per spese legali degli agenti coinvolti in procedimenti penali relativi al servizio.

    Carceri e centri per migranti

    Reato di rivolta: punisce la promozione, organizzazione o partecipazione a rivolte in istituti penitenziari o centri di permanenza per i rimpatri (CPR), con pene da 1 a 5 anni, fino a 18 anni se la rivolta causa morte o lesioni gravi.

    Lotta all’usura

    Supporto alle vittime: gli operatori economici vittime di usura, beneficiari di mutui ai sensi della legge 108/1996, saranno affiancati da un esperto per il rilancio economico e il reinserimento nel circuito legale.

    Per ulteriori dettagli, puoi consultare l’articolo completo su Tgcom24: Dl sicurezza, 14 nuovi reati e varie aggravanti.

  • Pasquale La Rocca

    è un ballerino e coreografo italiano nato a Napoli il 24 giugno 1989.

    Ha iniziato a ballare all’età di 9 anni e ha intrapreso la carriera dilettantistica nel 2003, partecipando a competizioni nazionali e internazionali con diverse partner, tra cui Concetta Picascia, Vincenza Napolitano e Marika Fondi.

    Nel 2014 è diventato ballerino professionista, entrando nel cast dello spettacolo teatrale “Burn the Floor” nel Regno Unito, che lo ha portato in tournée in tutto il mondo .

    Carriera televisiva

    La Rocca ha raggiunto la notorietà partecipando a diverse edizioni internazionali del programma “Dancing with the Stars”:

    Belgio (2019): ha vinto la seconda edizione del programma.

    Irlanda (2019 e 2022): ha vinto due edizioni del programma. Italia:

    2022 : ha vinto la diciassettesima edizione di “Ballando con le Stelle” in coppia con Luisella Costamagna.

    2023 : ha vinto la diciottesima edizione del programma in coppia con Wanda Nara .

    2024 : ha partecipato alla diciannovesima edizione, inizialmente in coppia con Nina Zilli, che si è ritirata per motivi personali.

    Successivamente, ha proseguito la competizione con Federica Pellegrini, subentrando a Samuel Peron e Angelo Madonia .

    Vita privata

    Pasquale La Rocca è molto riservato riguardo alla sua vita privata.

    Attualmente non risulta essere fidanzato né avere figli. È noto per i suoi numerosi tatuaggi, tra cui alcuni che coprono il braccio sinistro e uno sulla gamba.

    Parla fluentemente italiano, francese, inglese e spagnolo .

    Presenza online

    È possibile seguire Pasquale La Rocca su Instagram al profilo @pasqualelarocca, dove condivide momenti della sua carriera e della sua vita quotidiana.

  • LUISELLA COSTAMAGNA

    è una giornalista, autrice e conduttrice televisiva italiana, nota per il suo impegno nel giornalismo d’inchiesta e per la conduzione di programmi di approfondimento politico e sociale.

    Biografia e formazione

    Nata a Torino il 16 dicembre 1968, Costamagna si è laureata in Filosofia con 110 e lode, presentando una tesi su Alberto Savinio. È iscritta all’albo dei giornalisti professionisti dal 2000, dopo aver iniziato la carriera come pubblicista nel 1995. Ha mosso i primi passi nel giornalismo presso l’emittente locale Teletime, conducendo il telegiornale TGTime .

    Carriera televisiva

    La sua carriera televisiva è iniziata nel 1996 con la collaborazione al programma “Moby Dick” di Michele Santoro su Italia 1. Successivamente, ha condotto l’edizione serale di “Studio Aperto” (1999-2000) e ha partecipato a programmi come “Il raggio verde”, “Sciuscià” e “Donne” su Rai 2. Ha lavorato anche a “Tutte le mattine” su Canale 5 e al “Maurizio Costanzo Show”.

    Dal 2007 al 2010 ha condotto “Omnibus” su La7, per poi passare a “In onda” fino al 2011. Nel 2012 ha ideato e condotto “Robinson” su Rai 3, un programma di approfondimento sull’attualità e il costume . Dal 2020 al 2022 ha condotto “Agorà” su Rai 3.

    Partecipazione a “Ballando con le stelle”

    Nel 2022 ha partecipato alla diciassettesima edizione di “Ballando con le stelle” su Rai 1, in coppia con il ballerino Pasquale La Rocca. Nonostante un infortunio che l’ha costretta al ritiro temporaneo, è rientrata in gara grazie al ripescaggio e ha vinto il programma .

    Programma “Tango”

    Dal 16 ottobre 2023, Costamagna conduce “Tango” su Rai 2, un programma di approfondimento strutturato in tre parti: dibattiti su temi di attualità, interviste a personaggi della cultura o della politica, e dialoghi con figure del mondo dello spettacolo. Il titolo del programma è un riferimento ironico alla sua partecipazione a “Ballando con le stelle” .

    Vita privata

    Luisella Costamagna è legata sentimentalmente allo scrittore Dario Buzzolan, con il quale ha un figlio di nome Davide .

    Riconoscimenti

    Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi premi, tra cui:

    2000 – Premio giornalistico Giuseppe Marrazzo come “giornalista rivelazione” 2007 – Premio giornalistico Roberto Ghinetti per il reportage “Parole come ferite” 2008 – Magna Grecia Award, Premio Maria Grazia Cutuli 2013 – Premio Letterario Caccuri – 2ª classificata per il libro “Noi che costruiamo gli uomini” 2024 – Premio giornalistico “Città di Foiano – Giancarlo Sbardellati ed Enrico Nottolini” per il suo impegno nella difesa dei diritti delle donne e contro la violenza di genere .

    Libri

    Ha pubblicato due opere:

    Noi che costruiamo gli uomini (Mondadori, 2012) Cosa pensano di noi (Mondadori, 2014)

  • CARLO QUATTRUCCI

    1932/1980 è stato un artista italiano poliedrico, attivo come pittore, incisore, scultore e grafico.

    La sua formazione artistica include studi presso il Liceo Scientifico e la Scuola di Nudo dell’Accademia di Francia a Roma.

    Nel 1960, ha partecipato all’“Antologia della giovane pittura italiana” organizzata da Dario Micacchi. 

    Carriera e stile

    Quattrucci ha soggiornato in diversi paesi, tra cui Francia, Messico, Russia e Spagna, esperienze che hanno influenzato la sua produzione artistica.

    Le sue opere spaziano dalla pittura alla scultura, con uno stile che riflette una profonda introspezione e una sensibilità espressiva.

    Tra i suoi lavori più noti si annoverano “Due figure in un interno” e “Morte di un accattone”, esposti nel 1963 alla IV Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio. 

    Opere e mercato

    Le opere di Quattrucci sono state vendute in varie aste, con prezzi che variano in base al tipo e alle dimensioni dell’opera.

    Ad esempio, una scultura in bronzo del 1979 è stata venduta per 800 €, mentre dipinti a olio del 1978 hanno raggiunto cifre tra 100 € e 150 €. 

    Acquisto di opere

    Attualmente, alcune opere di Carlo Quattrucci sono disponibili per l’acquisto online.

    Ad esempio, una litografia intitolata “Parrot” del 1971 è in vendita su Artsper a 330 €. 

    Pvl

  • Alberto Genovese

    Alberto Genovese

    E’ un imprenditore italiano, nato a Napoli il 28 maggio 1977, noto soprattutto per aver fondato alcune delle startup di maggior successo nel panorama tecnologico italiano, tra cui Facile.it e Prima Assicurazioni.

    Formazione e carriera iniziale

    Laureato con lode in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano, ha poi conseguito un MBA all’INSEAD di Fontainebleau e seguito un programma di Executive Education alla Harvard Business School.

    Ha iniziato la carriera nel 1999 presso Goldman Sachs, per poi lavorare come consulente strategico in McKinsey & Company e Bain & Company.

    Dal 2005 al 2009 ha ricoperto ruoli dirigenziali in eBay, occupandosi di Motors and New Businesses.

    Successi imprenditoriali

    Nel 2008 fonda Facile.it, piattaforma di comparazione di prodotti assicurativi e finanziari, che cresce rapidamente fino a superare i 1.000 dipendenti e viene venduta nel 2014 a Oakley Capital per oltre 100 milioni di euro.

    Dopo l’exit da Facile.it, lancia Prima Assicurazioni, una compagnia assicurativa digitale che in pochi anni raggiunge 800 dipendenti e oltre 3 milioni di clienti, ottenendo un investimento record di 100 milioni di euro da Goldman Sachs e Blackstone. Genovese vende le sue quote nel 2018, in un’operazione valutata circa 1 miliardo di euro.

    Ha partecipato anche alla fondazione di altre startup innovative come Brumbrum.it (compravendita di auto online), Abiby, Jobtech e Zappyrent (affitti a medio-lungo termine).

    Metodo e stile imprenditoriale

    Genovese è noto per individuare settori tradizionali poco digitalizzati e introdurre soluzioni tecnologiche innovative, puntando su team di persone fidate e su una gestione diretta dei progetti.

    Vicende giudiziarie

    Pur avendo lasciato ruoli operativi in alcune delle sue aziende, Genovese ha mantenuto incarichi nei consigli di amministrazione o come presidente in varie realtà da lui fondate, fino alle vicende giudiziarie che hanno portato al suo allontanamento dalla gestione diretta delle società.

    Dal 2020 la sua figura è stata al centro dell’attenzione mediatica per gravi accuse di violenza sessuale, sequestro di persona, spaccio e lesioni ai danni di una giovane ragazza.

    Le indagini sono ancora in corso e la vicenda ha avuto un forte impatto sulla sua immagine pubblica e sulle aziende da lui fondate.

    Ruoli attuali

    In sintesi, Alberto Genovese è stato uno dei principali protagonisti dell’innovazione digitale italiana, con una carriera segnata da grandi successi imprenditoriali e, più recentemente, da gravi controversie giudiziarie.

    Pvl

  • Empedocle Maffia

    Empedocle Maffia

    Biografia e carriera Dopo gli studi a Bari, Maffìa iniziò la sua carriera al CENSIS, dove si occupò dell’evoluzione della società italiana.

    Empedocle Maffìa (Napoli, 29 giugno 1943 – Roma, 2 luglio 2008) è stato un giornalista e saggista italiano, noto per la sua profonda conoscenza del mondo americano e per la capacità di analizzare le interconnessioni tra politica, economia e società. Nel 1968, partecipò al comitato elettorale di Robert Kennedy, esperienza che segnò profondamente il suo rapporto con gli Stati Uniti. Successivamente, ottenne una prestigiosa borsa di studio Fulbright, che gli permise di approfondire ulteriormente la sua conoscenza del contesto americano. Per anni, Maffìa lavorò come inviato del GR1 della RAI, distinguendosi per la sua capacità di raccontare con passione e competenza le dinamiche del mondo americano. Fu anche direttore del “New Italy Project” presso il Center for Strategic & International Studies a Washington, dove si concentrò sull’analisi delle politiche italiane e delle relazioni internazionali. 

    Opere principali Tra le sue pubblicazioni più significative si annoverano:

    “Bill Clinton. Una storia americana” (ERI, 1993): un’analisi della figura politica di Bill Clinton e del contesto socio-politico degli Stati Uniti negli anni ’90. 

    “Giovani del Sud” (Laterza, 1996): una raccolta di storie di undici giovani imprenditori meridionali che, grazie all’innovazione e al sostegno della legge 44, hanno creato imprese ad alta tecnologia nel Sud Italia. 

    “Effetto tunnel” (Einaudi, 2002): un saggio che esplora le dinamiche economiche e sociali contemporanee.

    Inoltre, Maffìa scrisse la prefazione all’edizione italiana del libro di Barack Obama “Yes, we can”, pubblicato dal Saggiatore, dimostrando il suo continuo interesse per la politica americana. 

    Eredità Empedocle Maffìa è ricordato come una figura di spicco nel giornalismo italiano, capace di offrire analisi profonde e competenti sulle relazioni internazionali e sulle dinamiche interne della società italiana. La sua esperienza e le sue opere continuano a essere un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere meglio il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti, nonché le sfide e le opportunità del Mezzogiorno italiano. Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare la sua biografia su Wikipedia e le sue opere disponibili su IBS.

    Pvl

  • Roma

    CARTOLERIA VERTECCHI è una storica cartoleria romana, fondata nel 1948 da Sergio Vertecchi in Via della Croce, nel cuore di Roma, vicino a Piazza di Spagna.

    Nel corso degli anni, è diventata un punto di riferimento per artisti, architetti, designer e appassionati delle belle arti, grazie alla qualità dei suoi prodotti e alla costante ricerca di innovazione.

    Storia e sviluppo

    Dopo l’apertura del primo negozio, Vertecchi ha ampliato la sua presenza con ulteriori punti vendita in Via della Croce e, successivamente, in Via Pietro da Cortona, nel quartiere Flaminio. Questi spazi hanno permesso di offrire una gamma sempre più ampia di prodotti, mantenendo l’attenzione alla qualità e all’innovazione.

    Negli anni ‘80, l’azienda è stata tra le prime in Italia a informatizzare completamente la gestione, migliorando l’efficienza e il servizio al cliente.

    Nel 2014, ha lanciato il proprio e-commerce, estendendo la sua offerta anche online.

    Offerta e servizi

    Vertecchi propone un vasto assortimento di articoli per la scuola, l’ufficio, le belle arti e la casa.

    Tra i prodotti disponibili si trovano penne di prestigio, materiali per artisti, articoli da regalo, decorazioni per le festività e accessori per la casa.

    L’azienda organizza anche corsi di pittura e hobbistica, supporta progetti artistici e ospita mostre di artisti emergenti e affermati. Inoltre, offre servizi di allestimento e decorazione per spazi pubblici e privati.

    Clientela e riconoscimenti

    Nel corso degli anni, Vertecchi ha servito clienti illustri come Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Corrado Cagli, Alberto Burri e Pericle Fazzini.

    È diventata una meta prediletta per studenti e docenti dell’Accademia di Belle Arti, architetti, designer e scenografi.

    Nel 2011, Luciano Vertecchi, attuale amministratore unico, è stato insignito del titolo di Cavaliere del Commercio, riconoscimento che testimonia l’importanza dell’azienda nel panorama commerciale italiano.

    Contatti e ulteriori informazioni

    Per scoprire l’intera gamma di prodotti e servizi offerti da Vertecchi, è possibile visitare il sito ufficiale: shop.vertecchi.com.

    Per informazioni specifiche o richieste particolari, è possibile contattare l’azienda tramite email all’indirizzo shoponline@vertecchi.com o telefonicamente al numero +39 06 33 22 821.

    Vertecchi rappresenta un esempio di eccellenza nel settore della cartoleria e delle belle arti, coniugando tradizione e innovazione per soddisfare le esigenze di una clientela variegata e appassionata.

  • LITOGRAFIA BULLA/ROMA

    LITOGRAFIA BULLA/ROMA

    Un laboratorio d’arte sospeso tra tradizione e contemporaneità.

    Nel cuore di Roma, a due passi da Piazza del Popolo, vive e lavora uno dei più antichi laboratori di litografia al mondo: la Litografia Bulla.

    Fondata nel 1818 a Parigi da Jean François Bulla, lo studio si trasferisce nella capitale italiana nel 1840, dove prosegue ininterrottamente da cinque generazioni l’arte della stampa litografica.

    In un’epoca di trasformazioni digitali e industriali, questo luogo conserva la delicatezza del gesto manuale, il rumore metallico delle presse e l’odore d’inchiostro, trasformando ogni foglio in un’opera irripetibile.

    La storia della Litografia Bulla è una narrazione stratificata, fatta di incontri illustri e silenziosa dedizione artigiana.

    Le sue pietre litografiche hanno accolto le mani e le visioni di artisti come Cy Twombly, Mario Schifano, Jannis Kounellis, Carla Accardi, Mimmo Paladino, fino ad arrivare alle collaborazioni più recenti con protagonisti della scena contemporanea come Iginio De Luca.

    Qui, le tecniche secolari dialogano con la sperimentazione, facendo del laboratorio non un museo vivente, ma un organismo dinamico, capace di rinnovarsi senza tradire le proprie origini.

    Nel corso degli ultimi anni, la Litografia Bulla ha ampliato il suo linguaggio aprendo le porte a nuovi linguaggi visivi e progettuali.

    L’idea di “vetrina su strada” ne è un esempio: un dispositivo espositivo pensato non solo per mostrare le opere prodotte all’interno, ma per instaurare un dialogo diretto con la città.

    È un invito a rallentare, a osservare, a cogliere l’essenza del processo creativo, che diventa narrazione pubblica.

    Ogni lastra litografica che prende vita in Bulla è il risultato di un’intesa tra artista e artigiano, tra idea e materia, tra tempo e gesto.

    Nel 2018, l’Istituto Centrale per la Grafica ha dedicato allo studio una mostra monografica, celebrandone i duecento anni di attività: un riconoscimento ufficiale del valore culturale e storico che la Litografia Bulla rappresenta per l’Italia e per il mondo dell’arte.

    Più che una retrospettiva, la mostra è stata la conferma che questo luogo è ancora oggi un cantiere vivo, un’officina della visione.

    Oggi, guidata da Rosalba e Alessandro Bulla, la bottega continua a essere un punto d’incontro tra generazioni e linguaggi, dove la manualità resta il tramite insostituibile di un pensiero visivo che si fa corpo.

    Le lastre di pietra, affiancate da nuovi strumenti, parlano ancora la lingua dell’arte con la voce dell’inchiostro.

    In un tempo che corre verso la smaterializzazione, la Litografia Bulla resta un presidio di resistenza poetica.

    Articolo originale pubblicato da Arshake : www.arshake.com/litografia-bulla.

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  • Vittoria Schisano

    Vittoria Schisano

    E’ un’attrice e doppiatrice italiana

    nata l’11 novembre 1977 a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.

    Ha intrapreso la carriera artistica nel 1998, trasferendosi a Roma per studiare recitazione.

    Dopo diverse esperienze teatrali, ha debuttato in televisione nel 2005 con la miniserie Mio figlio, interpretando il ruolo di Damien Crescenzi, che ha ripreso nel 2010 nella serie Io e mio figlio Nuove storie per il commissario Vivaldi .

    Percorso di transizione

    Nata con il nome di Giuseppe, Vittoria ha intrapreso un percorso di transizione che l’ha portata a vivere pienamente la sua identità di donna.

    Nel 2014 ha completato l’intervento chirurgico a Barcellona, descrivendolo come un passo affrontato con “incoscienza e ingenuità”, ma necessario per sentirsi finalmente in equilibrio con sé stessa.

    Ha raccontato di aver vissuto un’infanzia difficile, sentendosi “un bambino in un corpo sbagliato”, e di aver affrontato inizialmente incomprensioni anche all’interno della sua famiglia .

    Carriera e riconoscimenti

    Dopo la transizione, Vittoria ha continuato la sua carriera nel mondo dello spettacolo, ottenendo ruoli significativi sia al cinema che in televisione.

    Tra le sue interpretazioni più note, quella di Gloria nella serie Netflix La vita che volevi, dove ha dato vita a un personaggio transgender lontano dagli stereotipi, ricevendo il Nastro d’Argento Speciale come “Protagonista dell’anno” nel 2025 .

    Ha anche recitato in film come Nati 2 volte e Tutto tutto niente niente, e ha partecipato alla soap opera Un posto al sole .

    Impegno e visibilità

    Vittoria è diventata un simbolo di visibilità per la comunità transgender in Italia.

    Nel 2016 è stata la prima donna transgender a comparire sulla copertina dell’edizione italiana di Playboy, un gesto che ha voluto essere una risposta provocatoria a chi metteva in dubbio la sua identità di donna .

    In diverse interviste ha espresso il desiderio di essere considerata per ruoli femminili a tutto tondo, senza essere confinata a interpretazioni legate esclusivamente alla sua identità di genere .

    Vita privata

    Attualmente, Vittoria vive a Lecce con il compagno Donato Scardi, imprenditore e padre di un ragazzo di 19 anni.

    La loro relazione è iniziata otto anni fa durante la presentazione del libro La Vittoria che nessuno sa, e da allora condividono la vita insieme .

    Profilo Instagram: @vittoria_schisano.

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  • Vittoria Baldino

    è una politica e avvocata italiana, nata il 28 maggio 1988 a Rossano, in provincia di Cosenza. Dal 2018 è deputata alla Camera per il Movimento 5 Stelle (M5S), partito a cui è iscritta dal 2012.

    Formazione e carriera professionale

    Si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi in scienza delle finanze. Dal 2016 esercita la professione di avvocato a Roma, specializzandosi in diritto amministrativo e urbanistico. 

    Attività politica

    Baldino ha iniziato la sua attività politica nel 2012 come attivista del M5S, partecipando alle attività del meet-up del IV Municipio di Roma. Nel 2017 ha collaborato come consulente con l’assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative del Comune di Roma. 

    Alle elezioni politiche del 2018 è stata eletta deputata nella circoscrizione Lazio 1. Durante la XVIII legislatura, ha ricoperto il ruolo di capogruppo del M5S nella I Commissione Affari Costituzionali e ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia dal 2018 al 2021. 

    Nel 2022 è stata candidata nel collegio uninominale Calabria 1, dove ha ottenuto il 35,25% dei voti, venendo superata dal candidato del centro-destra. Tuttavia, è stata eletta deputata attraverso il sistema proporzionale nella stessa circoscrizione. Attualmente, nella XIX legislatura, ricopre il ruolo di vice-capogruppo vicario del M5S alla Camera e di segretario della IV Commissione Difesa. 

    Iniziative e posizioni

    Baldino è stata relatrice della proposta di legge sul lobbismo, dimostrando un impegno nella regolamentazione dei rapporti tra politica e lobby.  Ha inoltre partecipato attivamente alla campagna per il “Sì” al referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, sostenendo che tale riforma avrebbe portato a una maggiore efficienza nei lavori parlamentari. 

    Vita privata

    Oltre alla sua attività politica e professionale, Vittoria Baldino è madre di due figli, Gaetano e Nilde. 

    Contatti e profili ufficiali

    Facebook: Vittoria Baldino X (ex Twitter): @BaldinoVittoria

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  • MESCALINA

    https://www.mescalina.it/

    Recensioni, interviste, articoli e approfondimenti di Musica, Arte, Cultura e Società.

  • Cantautrice

    Asha Puthli è una cantante, cantautrice e attrice di origine indiana, nata a Bombay (oggi Mumbai). Ha raggiunto notorietà negli anni ’70, soprattutto in Europa, con un mix musicale che spazia tra pop, soul, funk, disco e jazz, caratterizzato da un tocco sofisticato e spesso lounge[2][4].

    La sua carriera discografica occidentale iniziò nel 1968 con l’EP Angel of the Morning per la EMI. Il suo album più celebre, The Devil Is Loose (1976), è considerato un classico istantaneo, un capolavoro di soul spaziale e disco pre-mainstream, con arrangiamenti curati e un’eccellente estensione vocale[2][4][8].

    Ha collaborato con artisti di rilievo come Ornette Coleman, con cui ha cantato nell’album Science Fiction (1971), e ha partecipato a colonne sonore e progetti vari, mantenendo uno stile che unisce elementi etnici a pulsioni dance e soul[2][4].

    Oltre alla musica, ha lavorato anche nel cinema, recitando in film come Savages di Merchant Ivory e Squadra Antigangsters di Bruno Corbucci, e ha avuto visibilità nel mondo della moda, frequentando ambienti come lo Studio 54[4].

    La sua musica è stata campionata da artisti hip-hop come P. Diddy e The Notorious B.I.G., confermando la sua influenza trasversale nel tempo[4].

    In sintesi, Asha Puthli è una figura di culto nel panorama musicale internazionale, nota per la sua voce unica e la capacità di fondere culture e generi musicali diversi con eleganza e originalità[2][4].

    Fonti
    [1] Chi era Asha Putli? – Il Paradiso degli Orchi http://www.paradisodegliorchi.com/Chi-era-Asha-Putli.39+M564a82f0495.0.html
    [2] Asha Puthli Lost – Mescalina.it https://www.mescalina.it/musica/recensioni/asha-puthli-lost
    [3] La leggenda indiana del jazz-pop – Asha Puthli : r/bollywood – Reddit https://www.reddit.com/r/bollywood/comments/i62qxz/the_indian_jazzpop_legend_asha_puthli/?tl=it
    [4] Asha Puthli – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Asha_Puthli
    [5] Asha Puthli e l’esordio discografico: l’inizio di una leggenda – OA Plus https://www.oaplus.it/musica/recensioni/asha-puthli-e-lesordio-discografico-linizio-di-una-leggenda/
    [6] ASHA PUTHLI – The Devil Is Loose – I MIGLIORI ANNI – 25-09-2010 https://www.youtube.com/watch?v=7xXLzTrmLBA
    [7] Asha Puthli – Biografia – IMDb https://www.imdb.com/it/name/nm0701176/bio/
    [8] Asha Puthli: The Devil Is Loose, un capolavoro disco-jazz – DeBaser https://www.debaser.it/asha-puthli/the-devil-is-loose/recensione

  • RomaVia Vittorio Veneto

    RomaVia Vittorio Veneto

    più comunemente nota come Via Veneto, è una delle strade più celebri di Roma, simbolo della “Dolce Vita” degli anni ’50 e ’60.

    Situata nel rione Ludovisi, collega Piazza Barberini a Porta Pinciana e al parco di Villa Borghese.

    Storia e notorietà

    La strada fu realizzata alla fine dell’Ottocento e intitolata alla battaglia di Vittorio Veneto (1918), decisiva nella Prima guerra mondiale.

    Divenne famosa a livello internazionale nel dopoguerra, quando divenne il cuore mondano e cinematografico della città, frequentata da attori, registi, artisti e paparazzi.

    È indissolubilmente legata al film “La Dolce Vita” di Federico Fellini (1960), che immortalò l’atmosfera frivola, notturna e sognante della Roma di quel periodo.

    Cosa vedere su Via Veneto

    Caffè storici e hotel di lusso:

    • Café de Paris e il Doney, punti d’incontro per star come Ava Gardner, Audrey Hepburn, Orson Welles, Frank Sinatra, e Federico Fellini.

    • Hotel Excelsior e Hotel Regina Baglioni, capolavori di eleganza e ospitalità, ancora oggi frequentati da celebrità.

    • Fontana delle Api di Bernini (Piazza Barberini), all’imbocco della via.

    • Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini: celebre per la Cripta dei Cappuccini, decorata con le ossa di circa 4.000 frati.

    • Villa Maraini, sede dell’Istituto Svizzero di Roma, un gioiello architettonico all’estremità settentrionale.

    Shopping e atmosfera

    Oggi Via Veneto conserva un fascino elegante, con boutique di alta moda, gioiellerie, ristoranti di classe e caffè all’aperto.

    L’area è tranquilla, curata e ricca di fascino borghese, amata anche per le sue vicinanze con :

    • Villa Borghese

    • Piazza di Spagna

    • Via del Tritone.

    Curiosità

    La via è stata punto d’incontro tra cultura alta e mondanità, tra scrittori (come Moravia) e divi del cinema. Era frequentata anche da fotoreporter e “paparazzi”, termine nato proprio grazie al personaggio Paparazzo del film di Fellini.

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  • ROMA/SALITA DI SAN SEBASTIANELLO

    ROMA/SALITA DI SAN SEBASTIANELLO

    è una suggestiva via pedonale nel cuore di Roma, che collega Piazza di Spagna al Viale della Trinità dei Monti, situata nel rione Campo Marzio.

    Questa strada si inerpica tra i muraglioni della Trinità dei Monti, offrendo un percorso pittoresco che conduce fino al piazzale antistante Villa Medici, accanto alla celebre Fontana della palla di cannone .

    Origini e significato del nome

    Il nome “San Sebastianello” deriva da una cappella dedicata a San Sebastiano, un tempo situata lungo la via.

    A causa delle sue dimensioni ridotte, la cappella veniva affettuosamente chiamata con il diminutivo “Sebastianello”.

    Nel 1733, un crollo del muro di contenimento del sovrastante Viale della Trinità dei Monti distrusse la cappella.

    Successivamente, al suo posto fu costruita una grande nicchia a volta con cornice spezzata, all’interno della quale è posto uno stemma araldico .

    Rilevanza culturale e artistica

    La Salita di San Sebastianello ha avuto un ruolo significativo nel panorama artistico romano.

    Nel 1957, al numero 16/C, fu inaugurata la Galleria La Salita da Gian Tomaso Liverani.

    Questa galleria divenne un punto di riferimento per l’arte contemporanea, ospitando artisti come Jannis Kounellis, Pino Pascali e Giulio Paolini .

    Come raggiungerla

    La Salita di San Sebastianello è facilmente accessibile :

    Metro : Linea A, stazione Spagna, a pochi passi dalla via. Bus: Linee 119, 490, 495, 628, 80, con fermate nelle vicinanze, come Mercede e Due Macelli/Capo Le Case .

    Per chi arriva dalla stazione Roma Termini, è possibile prendere la Metro A in direzione Battistini e scendere alla fermata Spagna; il tragitto dura circa 4 minuti .

    Esperienza visiva

    Passeggiare lungo la Salita di San Sebastianello offre scorci incantevoli di Roma, con viste panoramiche sulla città e un’atmosfera romantica, soprattutto al tramonto.

    La vicinanza a luoghi iconici come la Scalinata di Trinità dei Monti e Villa Medici rende questa via una meta imperdibile per chi desidera esplorare il centro storico romano.

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  • Guillermo Mariotto

    Guillermo Mariotto

    è uno stilista e personaggio televisivo venezuelano naturalizzato italiano, noto per la sua creatività e per il ruolo di giudice nel programma televisivo Ballando con le Stelle.

    Biografia e formazione

    Nato a Caracas

    il 13 aprile 1966 da madre venezuelana e padre italiano, Mariotto si trasferisce giovanissimo negli Stati Uniti, dove si laurea al California College of Arts and Crafts di San Francisco.

    A 17 anni debutta come scenografo teatrale ne Gl’Innamorati di Carlo Goldoni, rappresentato al Vittoriale degli Italiani.

    Successivamente, approfondisce la sua formazione artistica tra Parigi, Londra e Milano, collaborando con importanti maison come Basile, Krizia e Dolce & Gabbana .

    Carriera nella moda

    Nel 1988, Mariotto entra in contatto con l’alta moda romana grazie a Raniero Gattinoni, figlio della fondatrice Fernanda Gattinoni.

    Dopo la prematura scomparsa di Raniero nel 1993, Mariotto assume la direzione creativa della Maison Gattinoni, firmando collezioni che uniscono arte, spiritualità e innovazione tecnologica.

    Tra le sue creazioni più celebri, l’abito “vivo” in fibra cava Meryl Nexten e i paramenti sacri donati a Papa Benedetto XVI nel 2007 .

    Attività televisiva

    Dal 2005, Mariotto è uno dei giudici storici del programma di Rai 1 Ballando con le Stelle, noto per il suo stile diretto e talvolta provocatorio.

    Ha partecipato anche ad altri programmi televisivi, tra cui Il cantante mascherato e ItaliaSì! .

    Riconoscimenti

    Nel 2020, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Mariotto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla promozione della moda italiana nel mondo .

    Presenza online

    Mariotto è attivo sui social media, in particolare su Instagram, dove condivide momenti della sua vita professionale e personale: @guillermomariottoreal.

    Pvl

  • Roma

    GATTINONI

    E’ una storica casa di moda italiana fondata nel 1946 a Roma da Fernanda Gattinoni, una delle figure più influenti dell’alta moda del XX secolo.

    Celebre per l’eleganza raffinata e l’artigianalità sartoriale, il marchio ha vestito icone del cinema e della politica, contribuendo a definire lo stile della “Hollywood sul Tevere”.

    Le origini : Fernanda Gattinoni e l’atelier romano

    Nata nel 1906 a Cocquio-Trevisago (Varese), Fernanda Gattinoni iniziò la sua carriera a Londra presso la maison Molyneux.

    Rientrata in Italia, lavorò per la sartoria Ventura, fornitrice ufficiale di Casa Savoia. Nel 1946 aprì il suo primo atelier in via Marche a Roma, vicino all’Hotel Excelsior, attirando una clientela internazionale e celebrità come Audrey Hepburn, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Evita Perón e Clare Boothe Luce. 

    Evoluzione del marchio

    Negli anni ’90, la maison ha ampliato la sua offerta con linee di prêt-à-porter e accessori, grazie al contributo di Raniero Gattinoni, figlio della fondatrice, e di Stefano Dominella, attuale presidente.

    Dopo la scomparsa di Raniero nel 1993, la direzione creativa è stata affidata a Guillermo Mariotto, che guida tuttora la linea Gattinoni Couture. 

    Collezioni e prodotti

    Oltre all’alta moda, Gattinoni propone una vasta gamma di prodotti, tra cui :

    Abbigliamento

    linee casual e formali per donna. Borse e accessori: modelli iconici come la linea Planetarium.

    Profumi e cosmetici

    dal 1997, con il lancio della prima fragranza Gattinoni.

    Biancheria per la casa

    sotto il marchio Gattinoni Domus.

    Puoi esplorare le collezioni complete sul sito ufficiale : gattinoni.com.

    Tra questi :

    La Gattinoni Shopping Bag Planetarium Large

    è particolarmente apprezzata per il suo design distintivo e la spaziosità, rendendola ideale per l’uso quotidiano.

    Il Pantalone Felpa Planetarium Panna

    offre comfort e stile, perfetto per un look casual-chic.

    La T-Shirt Bianco

    è un capo essenziale, versatile per ogni occasione.

    Il Beauty Case Donna

    combina eleganza e funzionalità, ideale per organizzare i tuoi cosmetici.

    La Shopping Coelum Gattinoni

    è una borsa capiente e alla moda, perfetta per lo shopping o il lavoro.

    Pvl

  • ENZO CUCCHI

    ENZO CUCCHI

    nato il 14 novembre 1949 a Morro d’Alba, in provincia di Ancona è un pittore, scultore e artista italiano, considerato uno dei principali esponenti della Transavanguardia italiana, movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva alla fine degli anni ’70.

    Autodidatta, Cucchi ha iniziato la sua carriera artistica con un interesse per la poesia, per poi dedicarsi completamente alle arti visive, sviluppando uno stile distintivo caratterizzato da simbolismo, mitologia e un uso espressivo del colore.

    Carriera e stile

    Dopo essersi trasferito a Roma negli anni ’70, Cucchi ha abbandonato la poesia per concentrarsi sulla pittura, entrando in contatto con artisti come Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Nicola De Maria.

    Insieme, hanno dato vita alla Transavanguardia, un movimento che segnava un ritorno alla pittura figurativa e all’espressione soggettiva, in contrasto con l’arte concettuale dominante dell’epoca.

    Le opere di Cucchi si distinguono per l’uso di simboli ricorrenti come teschi, cavalli e paesaggi onirici, spesso ispirati alla sua terra natale, le Marche.

    Il suo stile è caratterizzato da una pennellata energica e da colori intensi, con una predilezione per il nero, che conferisce alle sue opere un senso di drammaticità e introspezione.

    Ha anche sperimentato con materiali diversi, tra cui terra, legno bruciato, neon e ferro, come nella serie Vitebsk-Harar, dedicata a Arthur Rimbaud e Kazimir Malevič. 

    Opere e installazioni

    Cucchi ha realizzato numerose opere pubbliche e installazioni permanenti :

    Cappella di Monte Tamaro (1992-1994) :

    decorazioni interne della cappella progettata da Mario Botta vicino a Lugano.

    Chiostro della Pace (2005) :

    in collaborazione con Ettore Sottsass, presso l’Università degli Studi di Salerno, con sculture in terracotta e ceramica invetriata. 

    Chiesa di San Giacomo Apostolo (2021) :

    ciclo di opere in ceramica nera raffiguranti episodi biblici, nella chiesa progettata dallo Studio Miralles Tagliabue a Ferrara. 

    Sipario del Teatro La Fenice di Senigallia (1996) :

    realizzazione del sipario per il teatro della sua città natale.

    Presenza nei musei

    Le opere di Enzo Cucchi sono presenti in importanti collezioni museali, tra cui :

    Museum of Modern Art di New York

    Tate Gallery di Londra

    Centro Georges Pompidou di Parigi

    Guggenheim Museum di Bilbao

    Museo nazionale di Capodimonte di Napoli

    Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma

    Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

    Pubblicazioni e film :

    Nel 1976, Cucchi ha pubblicato il volume di poesie Il veleno è stato sollevato e trasportato.

    Tra il 2000 e il 2007, il regista tedesco Georg Brintrup ha realizzato il film Enzo Cucchi, dedicato alla sua vita e alla sua opera. 

    Per ulteriori informazioni su Enzo Cucchi e le sue opere, puoi visitare:

    Il sito ufficiale dell’Archivio Enzo Cucchi: www.archivioenzocucchi.com

    La pagina dedicata su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Cucchi

    Pvl

  • Dinamiche culturali post-globali

    Dinamiche culturali post-globali

    Si riferisce a quei fenomeni e processi sociali, artistici, identitari e comunicativi che emergono dopo la fase più intensa della globalizzazione, e ne rappresentano in parte una trasformazione, una reazione o una rielaborazione critica.

    Ecco una sintesi dei principali significati :

    Reazione alla globalizzazione culturale

    La fase “post-globale” si apre quando le società iniziano a mettere in discussione l’omologazione culturale promossa dal capitalismo globale; rivalutare tradizioni locali, lingue minoritarie, forme di vita autoctone; cercare modelli alternativi allo standard “occidentale” diffuso nel mondo attraverso media, economia e tecnologia.

    Ibridazione e identità multiple

    Le culture post-globali non tornano semplicemente al passato, ma ibridano elementi locali e globali (es. musica trap con dialetti regionali); costruiscono nuove identità che non si riconoscono più nei vecchi dualismi (locale/globale, est/ovest, tradizione/innovazione); danno spazio a soggettività ibride (diasporiche, migranti, transnazionali).

    Nuove forme estetiche e artistiche

    Nel campo dell’arte e della cultura visiva emerge un’estetica che riflette la complessità geopolitica contemporanea (postcolonialismo, decentramento, ecocritica); si moltiplicano le reti culturali orizzontali, fuori dai circuiti canonici dell’arte occidentale; l’arte diventa uno strumento per ripensare i rapporti tra periferia e centro, tra Sud e Nord globale.

    Cultura digitale e algoritmica

    Nel contesto post-globale, le piattaforme digitali diffondono e frammentano contenuti culturali a velocità inedita; creano bolle identitarie e forme di “tribalismo” mediatico; trasformano la cultura in performance algoritmica, spesso guidata da logiche di visibilità piuttosto che di significato.

    Esempi di ambiti in cui si parla di dinamiche culturali post-globali : Sociologia urbana (città globali vs micro-comunità locali) Teoria dell’arte contemporanea Antropologia postcoloniale Studi culturali e post-identitari Critica dei media digitali.

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  • Enzo Fratti-Longo

    Enzo Fratti-Longo

    sociologo, saggista e critico d’arte Roma, 1963 vivente.

    Enzo Fratti-Longo è noto per i suoi scritti sul rapporto tra estetica contemporanea, fenomenologia urbana e dinamiche culturali post-globali.

    Nato nel 1963 e cresciuto a Roma ha mantenuto un legame costante con la sua città natale, pur avendo trascorso lunghi periodi all’estero, in particolare a Parigi, Buenos Aires, Montréal e Tokyo, città che hanno fortemente influenzato la sua visione interculturale dell’arte e della società.

    Dopo la laurea in Sociologia alla Sapienza, si è specializzato in teoria critica presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.

    Dagli anni ’90 ha collaborato con riviste italiane e internazionali di filosofia, estetica e critica d’arte, distinguendosi per un approccio ibrido tra il rigore accademico e la scrittura saggistica letteraria.

    È autore di numerosi volumi, tra cui :

    L’arte e l’informe

    sociologia del disordine visivo (2003)

    Corpi e città

    estetiche della presenza nello spazio pubblico (2011)

    Il silenzio delle immagini

    Note per una fenomenologia critica (2019)

    Critico d’arte non convenzionale, ha curato retrospettive e cataloghi in contesti museali e indipendenti, con particolare attenzione per le poetiche marginali e le espressioni visive nate fuori dal mercato ufficiale.

    Fratti-Longo è considerato un intellettuale riservato, estraneo al mondo mediatico, single per scelta e noto per il suo stile di vita solitario e contemplativo.

    Attualmente vive nel quartiere romano di Monti, in un appartamento colmo di libri, opere d’arte ricevute in dono e taccuini pieni di annotazioni.

    Continua a scrivere e a tenere seminari privati in varie città europee.

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  • Luciano Montrone

    Luciano Montrone

    E’ un attore italiano originario di Bari, nato nel 1947.

    Con una carriera che abbraccia teatro, cinema e televisione, Montrone ha consolidato la sua reputazione come interprete versatile e di talento.

    Biografia e formazione

    Montrone ha iniziato la sua formazione artistica negli anni ’70, frequentando corsi di recitazione, stages e workshops. Ha perfezionato la sua dizione in italiano, acquisendo una buona pronuncia, e ha sviluppato una fluente padronanza dei dialetti pugliesi, in particolare del barese e del salentino. 

    Filmografia

    Nel corso della sua carriera, Montrone ha partecipato a diverse produzioni cinematografiche e televisive.

    Tra i suoi ruoli più noti:

    Quo vado? (2016) – interpretando Don Tino Tulipani – Amore, Onore e una Bicicletta (2017) – nel ruolo di un altro abitante del villaggio Respirare stanca (2020) – come Dottor Luciani Quasi orfano (2022) nel ruolo di Don Danilo W Muozzart! (2025) – come professor Bellomo

    Inoltre, ha preso parte al film drammatico La mia bella famiglia italiana (2014). 

    Teatro

    Oltre al cinema, Montrone ha una solida esperienza teatrale.

    Ha recitato in diverse produzioni, tra cui :

    La Mandragola di Niccolò Machiavelli – nel ruolo di frate Timoteo Bianca Lancia di Nicola Saponaro – come Pier delle Vigne Il Candelieri di Alfred de Musset – nel ruolo di Fortunio Girotondo di Arthur Schnitzler – come Alfred

    Queste esperienze dimostrano la sua versatilità e impegno nell’arte teatrale.

    Televisione e pubblicità

    Montrone ha anche partecipato a produzioni televisive e pubblicitarie.

    Ha interpretato il ruolo di Novarini nel film per la TV Il ritorno di Ulisse (2009), diretto da Pietro Loprieno.

    In ambito pubblicitario, è stato protagonista di uno spot per le “Gift Card” trasmesso su Telenorba nel periodo 2015-2016. 

    Dove vederlo

    Molte delle sue opere sono disponibili su piattaforme come Plex, IMDb e MYmovies.

    Per ulteriori informazioni sulla sua carriera e per visualizzare il suo showreel, puoi visitare il suo profilo su e-TALENTA. 

    Pvl

  • FRANCO PASSARO

    è stato un avvocato e politico socialista di rilievo, nato a Napoli nel 1934.

    Si iscrisse al Partito Socialista Italiano (PSI) nel 1954, a soli vent’anni, intraprendendo una lunga carriera politica e professionale che lo ha visto protagonista soprattutto nella città di Bari e nella regione Puglia.

    Carriera politica e istituzionale

    Passaro ha ricoperto numerosi incarichi pubblici: è stato consigliere comunale a Grumo Appula, presidente dell’Azienda Municipalizzata del Gas di Bari, vicesindaco e assessore all’edilizia privata e all’urbanistica del Comune di Bari.

    La sua attività politica si è svolta principalmente nell’ambito del PSI, dove ha militato attivamente, ricoprendo incarichi anche a livello nazionale. 

    Presidente della Cassa di Risparmio di Puglia

    Dal 1981 al 1994, Passaro è stato presidente della Cassa di Risparmio di Puglia (Caripuglia).

    Durante il suo mandato, la banca ha attraversato un periodo di trasformazioni significative, culminate nel 1993 con l’assorbimento da parte della Cariplo, in seguito a una visita ispettiva della Banca d’Italia.

    Questo evento si inserisce nel contesto più ampio della crisi del sistema creditizio meridionale degli anni ’90, che ha visto molte banche del Sud Italia essere acquisite da istituti con sede nel Nord. 

    Attività culturale e memoria storica

    Franco Passaro ha anche contribuito alla documentazione della storia politica e finanziaria del Mezzogiorno.

    Nel suo libro La resa, edito da Progedit, analizza gli avvenimenti che hanno portato alla crisi delle banche meridionali, escludendo che essa sia stata causata esclusivamente da episodi di cattiva gestione.

    Il libro offre una riflessione approfondita sulle dinamiche economiche e politiche che hanno influenzato il destino delle istituzioni finanziarie del Sud Italia. 

    Impegno politico e collaborazioni

    Nel corso della sua carriera, Passaro ha collaborato con figure di spicco del socialismo pugliese, come Rino Formica e Giuseppe Di Vagno.

    È stato attivo in numerose campagne elettorali, come testimoniato da fotografie conservate presso la Fondazione Giuseppe Di Vagno. 

    Scomparsa e ricordo

    Franco Passaro è scomparso nel 2021.

    La sua figura è stata ricordata come quella di un professionista serio e un politico appassionato, che ha lasciato un segno significativo nella storia politica e istituzionale di Bari e della Puglia.

    La sua carriera si è svolta parallelamente a quella di altri esponenti socialisti della regione, come l’ex sindaco di Bari Franco De Lucia, con il quale condivideva l’anno di nascita e l’impegno nel PSI. 

    Pvl

  • Alex Zanardi

    è una figura emblematica dello sport italiano e internazionale, noto per la sua straordinaria resilienza e determinazione.

    Nato a Bologna nel 1966, ha iniziato la sua carriera come pilota automobilistico, vincendo due titoli nel campionato CART nel 1997 e 1998. Nel 2001, durante una gara al Lausitzring in Germania, ha subito un grave incidente che ha comportato l’amputazione di entrambe le gambe. Nonostante ciò, Zanardi è tornato alle competizioni, diventando un campione paralimpico nel ciclismo su handbike, conquistando quattro medaglie d’oro ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali .

    Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike in Toscana, Zanardi è stato coinvolto in un altro grave incidente, riportando lesioni cerebrali significative. Dopo diverse operazioni e un periodo in coma farmacologico, ha iniziato un lungo percorso di riabilitazione. Nel dicembre 2021 è tornato a casa, dove continua la terapia assistito dalla famiglia e da specialisti .

    Le informazioni sulle sue condizioni attuali sono limitate, poiché la famiglia mantiene un riserbo comprensibile. Tuttavia, è noto che Zanardi prosegue con determinazione il suo percorso di recupero .

    Oltre alla sua carriera sportiva, Zanardi ha condotto programmi televisivi come “E se domani” e “Sfide” su Rai 3, e ha prestato la voce al personaggio di Guido nei film d’animazione “Cars” . La sua storia continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo.

  • MF

    MF Milano Finanza

    E’ un quotidiano economico-finanziario italiano, fondato nel 1989 e pubblicato dal gruppo editoriale Class Editori.

    Il giornale è noto per la sua copertura approfondita dei mercati finanziari, dell’economia e delle imprese, ed è particolarmente apprezzato da professionisti del settore, investitori e risparmiatori.

    Frequenza di pubblicazione

    MF esce dal lunedì al venerdì, offrendo aggiornamenti quotidiani sui mercati finanziari.

    Milano Finanza, la versione settimanale, viene pubblicata il sabato, fornendo analisi e approfondimenti.

    Accesso digitale

    È possibile leggere MF Milano Finanza in formato digitale attraverso diverse piattaforme:

    Il sito ufficiale : milanofinanza.it

    L’edicola digitale : edicola.milanofinanza.it L’app per dispositivi mobili disponibile su Google Play

    Contenuti principali

    Il quotidiano offre sezioni dedicate a :

    Trading online Analisi tecnica Covered warrant Immobiliare Private equity

    Inoltre, pubblica inserti speciali come Gentleman, un mensile dedicato al lifestyle maschile.

    Direzione editoriale

    Paolo Panerai : fondatore, editore e direttore responsabile dal 1986.

    Gabriele Capolino : direttore ed editore associato dal 1999.

    Roberto Sommella : direttore esecutivo dal 2020, con una lunga esperienza nel giornalismo economico e nella comunicazione istituzionale.

    Diffusione

    Secondo i dati disponibili, MF Milano Finanza ha una diffusione di circa 39.327 copie e raggiunge un’audience stimata di 217.000 lettori, posizionandosi come uno dei principali quotidiani economici in Italia.

    www.milanofinanza.it.

    Pvl

  • Cosplay

    Il cosplay (dall’inglese costume play) è una forma di espressione artistica e performativa in cui le persone indossano costumi e accessori per rappresentare un personaggio specifico, solitamente tratto da anime, manga, film, videogiochi, fumetti o serie TV. I partecipanti, chiamati cosplayer, non solo ricreano l’aspetto del personaggio, ma spesso ne imitano anche il comportamento, la voce e le pose iconiche.

    Origini e cultura

    Il termine nasce in Giappone negli anni ’80, ma la pratica ha radici anche negli Stati Uniti, dove già negli anni ’30 e ’40 alcuni fan si vestivano come i personaggi dei romanzi di fantascienza. Oggi il cosplay è un fenomeno globale, con eventi, convention e gare dedicate in tutto il mondo (come il Lucca Comics & Games in Italia, o il Comic-Con in USA).

    Tipi di cosplay

    Screen-accurate: costumi fedelissimi all’originale. Original cosplay (OC): personaggi inventati. Crossplay: quando si interpreta un personaggio di genere diverso dal proprio. Genderbend: reinterpretazioni di un personaggio cambiandone il genere.

    Aspetti creativi e sociali

    Molti cosplayer realizzano da sé i propri costumi, unendo sartoria, make-up, artigianato e recitazione. Le community online e gli eventi sono spazi di incontro, scambio e riconoscimento. È un’attività che promuove l’inclusività, la libertà di espressione e la celebrazione della cultura pop.

  • SLAV SQUAT

    è una posa iconica associata a certi stereotipi della cultura giovanile dell’Europa dell’Est, in particolare Russia, Ucraina, Polonia e altri paesi slavi.

    Consiste nello squat profondo (accovacciarsi completamente, con i talloni appoggiati a terra), spesso con:

    piedi ben piantati a terra, gomiti appoggiati sulle ginocchia, sigaretta o birra in mano, tuta Adidas come outfit tipico.

    Origini e contesto culturale

    Nasce come posa comune tra i giovani delle periferie urbane dell’ex blocco sovietico, spesso chiamati “gopnik”. Il modo di accovacciarsi deriva anche da una postura naturale per riposarsi senza una sedia, comune tra operai o soldati. È diventato un meme globale, simbolo di una certa estetica “post-soviet”, spesso ironica e nostalgica.

    Usi moderni

    Diffuso nei meme, nei cosplay, nei videoclip e persino nella moda. Spesso usato in chiave ironica per rappresentare lo “Slav life”, cioè uno stile di vita duro, spartano, ma fiero.

  • Vanni Scheiwiller

    Vanni Scheiwiller

    1934/1999

    E’ stato

    un influente editore, critico d’arte e giornalista italiano, noto per il suo impegno nella promozione della letteratura e dell’arte del Novecento.

    Biografia e formazione

    Figlio di Giovanni Scheiwiller, editore e direttore della libreria Hoepli, Vanni crebbe in un ambiente culturale stimolante.

    Il nonno paterno

    anch’egli di nome Giovanni, era originario del Cantone di San Gallo e fu uno dei primi collaboratori di Ulrico Hoepli.

    Il nonno materno

    era lo scultore Adolfo Wildt.

    Vanni si laureò in lettere moderne

    all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1960, con una tesi su Alberto Savinio e il surrealismo in Italia, ma già dal 1951 aveva iniziato a collaborare con il padre nell’attività editoriale. 

    Attività editoriale

    Nel 1951, Vanni Scheiwiller assunse la direzione delle edizioni “All’insegna del Pesce d’Oro”, fondate dal padre nel 1936.

    Nel 1977, fondò un secondo marchio editoriale, “Libri Scheiwiller”, con il quale pubblicò importanti collane in collaborazione con enti e fondazioni bancarie. 

    In quasi cinquant’anni di attività

    Scheiwiller pubblicò oltre tremila titoli suddivisi in 44 collane, collaborando con numerosi autori italiani e stranieri.

    Tra gli italiani : Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Clemente Rebora, Dino Campana, Alda Merini, Antonio Pizzuto, Elio Vittorini, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Sandro Penna, Ennio Flaiano, Piero Chiara, Luciano Erba, Nanni Balestrini, Sergio Romano, Paolo Savona, Giampaolo Rugarli, Vittorio Bodini, Mario La Cava, Bartolo Cattafi, Manlio Cancogni, Stefano D’Arrigo, Cristina Campo, Cesare Zavattini, Fausto Melotti, Carlo Bernari, Leonardo Sinisgalli, Aldo Buzzi, Mario De Micheli, Gian Ruggero Manzoni, Libero de Libero, Biagio Marin, Cesare Vivaldi, Gavino Ledda, Antonia Pozzi, Gianfranco Draghi, Francesco Leonetti, Francesco Masala, Tonino Guerra, Sebastiano Addamo, Attilio Bertolucci, Carlo Betocchi, Giovanni Comisso, Raffaele La Capria, Paolo De Benedetti, Albino Pierro, Silvio Ceccato, Enzio Cetrangolo, Roberto Rebora, Alessandro Parronchi, Alessandro Dommarco, Julius Evola, Mario Grasso, Luciano Cecchinel, Mirando Haz, Monica Sarsini, Romano Bilenchi. Tra gli stranieri: Charles Baudelaire, Apollinaire, Ezra Pound, Jorge Guillén, Robert Lowell, Henri Michaux, André Du Bouchet, Costantino Kavafis, Murilo Mendes, Gyula Illyés, Allen Mandelbaum, Yiannis Ritsos, Michel Seuphor, Lajos Kassák, Dámaso Alonso, Margherita Dalmati, Zbigniew Herbert, Miljenko Jergović, Sławomir Mrożek, Jacqueline Risset, Philippe Jaccottet, Georgios Seferis, Vicente Aleixandre, Séamus Heaney, Czesław Miłosz, Jean-Pierre Velly, Wisława Szymborska. 

    Collaborazioni e riconoscimenti

    Scheiwiller fu anche giornalista e critico d’arte. Dal 1969 al 1978, tenne rubriche d’arte su riviste come “Panorama” e “L’Europeo”, collaborando saltuariamente anche con “Il Giornale Nuovo” di Indro Montanelli.

    Dal 1984

    fino alla sua morte nel 1999, collaborò con “Il Sole 24 Ore”, contribuendo alla nascita del supplemento domenicale dedicato alla cultura. 

    Eredità

    Vanni Scheiwiller è ricordato come un editore raffinato e coraggioso, capace di scoprire e valorizzare talenti letterari e artistici.

    La sua attività

    ha lasciato un’impronta significativa nella cultura italiana del Novecento.

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  • GUIDO BALLO

    GUIDO BALLO

    1914/2010

    E’ stato un importante critico d’arte, poeta e docente italiano, noto per il suo contributo alla promozione dell’arte moderna e contemporanea in Italia.

    Biografia e carriera

    Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Palermo, Ballo si trasferì a Milano nel 1939.

    Qui si legò a figure di spicco dell’arte italiana come Arnaldo Pomodoro, Lucio Fontana e Filiberto Sbardella.

    Fu docente di storia dell’arte presso l’Accademia di Brera e curatore di importanti mostre dedicate a artisti come Umberto Boccioni, Edvard Munch e Lucio Fontana, nonché di esposizioni sul Futurismo e sull’astrattismo .

    Attività editoriale e critica

    Ballo collaborò con le pagine culturali di quotidiani come l’Avanti! e il Corriere della Sera.Fu membro della redazione della rivista “Movimento Nuovo”, fondata nel 1946 come organo del Centro di Rinnovamento Culturale Italiano, insieme a intellettuali come Guido Piovene e Renato Guttuso .

    Pubblicazioni principali

    Tra le sue opere più significative si annoverano:

    Pittori italiani dal Futurismo ad oggi (1956)

    Preistoria del futurismo (1960)

    Vero e falso nell’arte moderna (1962)

    La linea dell’arte italiana (1964)

    Boccioni (1964)

    Lucio Fontana, idee per un ritratto (1970)

    Occhio critico (data non specificata)

    Nel 1994 pubblicò la raccolta poetica Il muro ha un suono, curata da Vanni Scheiwiller e Arnaldo Pomodoro, con prefazione di Stefano Agosti .

    Attività musicale

    Nel 1972 Ballo pubblicò il disco Metràpolis, in cui recita alcune sue poesie accompagnato da musiche di Detto Mariano, eseguite da musicisti come Gianni Leone e Gianchi Stinga de Il Balletto di Bronzo .

    Famiglia

    Guido Ballo era fratello del fotografo Aldo Ballo, noto per il suo lavoro nel campo del design e della fotografia d’arte .

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  • Maria Grazia Chiuri

    ha annunciato la sua uscita da Dior dopo nove anni alla guida della maison, segnando la fine di un’era caratterizzata da una forte impronta femminista e da una significativa crescita commerciale. La sua ultima collezione, la Cruise 2026, è stata presentata a Roma il 27 maggio 2025, nella suggestiva Villa Albani Torlonia, con un dress code bianco e un’atmosfera evocativa del cinema italiano, accompagnata da un film diretto da Matteo Garrone. 

    Chiuri è stata la prima donna a ricoprire il ruolo di direttrice creativa delle collezioni femminili di Dior, portando con sé una visione di moda impegnata e inclusiva. Il suo debutto nel 2016 è stato segnato dalla celebre t-shirt con la scritta “We Should All Be Feminists”, ispirata al saggio di Chimamanda Ngozi Adichie, che ha dato il tono alla sua direzione. Durante il suo mandato, ha collaborato con artiste come Judy Chicago e ha rivisitato icone come la Saddle Bag, contribuendo a un aumento significativo delle vendite, con un picco di 9,5 miliardi di euro nel 2023. 

    Delphine Arnault, CEO di Christian Dior Couture, ha elogiato il lavoro di Chiuri, sottolineando la sua capacità di progettare collezioni altamente desiderabili, intrise dello spirito di Monsieur Dior, e di scrivere un capitolo fondamentale nella storia della maison. 

    Al momento, Dior non ha annunciato ufficialmente un successore, ma le speculazioni indicano Jonathan Anderson, attuale direttore creativo delle collezioni maschili della maison, come possibile erede. 

  • ESAME URODINAMICO

    E’ un test diagnostico utilizzato per studiare il funzionamento della vescica e dell’uretra, ossia i meccanismi di riempimento e svuotamento dell’urina.

    Viene indicato nei casi in cui ci siano disturbi urinari non spiegati da altri esami (come ecografie o analisi delle urine), soprattutto in presenza di:

    Incontinenza urinaria Ritenzione urinaria Minzione frequente o urgente Difficoltà a iniziare la minzione Sospetto di ostruzione urinaria o disfunzione neurologica

    In cosa consiste l’esame

    L’esame urodinamico può includere diverse fasi, tra cui:

    Flussometria

    il paziente urina in un apposito strumento che misura il flusso e il volume dell’urina.

    Cistomanometria

    viene introdotto un catetere nella vescica per misurare le pressioni durante il riempimento vescicale.

    Studio pressione-flusso

    valuta come la vescica e l’uretra lavorano insieme durante la minzione.

    Elettromiografia (EMG)

    in alcuni casi, registra l’attività dei muscoli del pavimento pelvico.

    Uretrocistoscopia dinamica (in alcuni casi)

    consente di visualizzare l’interno dell’uretra e della vescica.

    Come si svolge

    Preparazione

    spesso non è necessaria una preparazione specifica.

    A volte viene chiesto di arrivare con la vescica piena.

    Durata

    in genere dura tra i 30 e i 60 minuti.

    Dove si fa

    in ospedale o in ambulatori specialistici. Dolore: può causare fastidio, soprattutto per l’inserimento dei cateteri, ma è generalmente ben tollerato.

    Dopo l’esame

    Potrebbero esserci bruciori temporanei durante la minzione.

    È consigliabile bere molta acqua nelle ore successive per ridurre il rischio di infezioni.

    Se compaiono febbre, dolore intenso o sangue persistente nelle urine, è bene contattare il medico.

    Quando è indicato

    L’esame viene prescritto soprattutto da urologi o ginecologi, ad esempio nei seguenti casi:

    Prima di un intervento chirurgico per incontinenza o prolasso In pazienti con malattie neurologiche (Parkinson, sclerosi multipla, lesioni spinali) Quando altri esami non chiariscono i sintomi urinari

    Pvl

  • ALBERTO SAVINIO

    Pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891 Roma, 5 maggio 1952), è stato una figura poliedrica dell’arte e della cultura del XX secolo: scrittore, pittore, musicista, drammaturgo e saggista.

    Fratello minore del pittore Giorgio de Chirico, condivise con lui l’interesse per la pittura metafisica, contribuendo in modo significativo alla sua teorizzazione e diffusione.

    Biografia

    Nato in Grecia da genitori italiani, Savinio mostrò precocemente un talento musicale, diplomandosi in pianoforte a soli dodici anni.

    Dopo la morte del padre nel 1905, la famiglia si trasferì in Italia e successivamente a Monaco di Baviera, dove Savinio studiò composizione con Max Reger e si avvicinò alla filosofia tedesca, in particolare alle opere di Schopenhauer, Nietzsche e Weininger .

    Nel 1910 si stabilì a Parigi, entrando in contatto con le avanguardie artistiche e letterarie dell’epoca, tra cui Guillaume Apollinaire, Pablo Picasso e Jean Cocteau.

    Fu in questo contesto che adottò lo pseudonimo di Alberto Savinio e pubblicò nel 1914 “Les chants de la mi-mort”, testo che influenzò il movimento surrealista .

    Opere e contributi

    Savinio fu un artista eclettico, autore di romanzi, saggi, opere teatrali e composizioni musicali.

    Tra le sue opere più note si annoverano:

    “Hermaphrodito” (1918) “La casa ispirata” (1920) “Capitano Ulisse” (1934) “Narrate, uomini, la vostra storia” (1942) “Ascolto il tuo cuore, città” (1944) “Tutta la vita” (1945)

    La sua pittura, inizialmente influenzata dal fratello Giorgio, si distinse per l’uso di simboli onirici e figure ibride, spesso cariche di ironia e riferimenti letterari.

    Negli anni ’30 e ’40, Savinio partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, consolidando la sua reputazione nel panorama artistico italiano ed europeo .

    Eredità

    Dopo la sua morte nel 1952, l’opera di Savinio ha continuato a suscitare interesse e studi.

    Nel 1954 gli fu dedicata una retrospettiva alla Biennale di Venezia, e nel 1955 una mostra alla VII Quadriennale di Roma, curata dal fratello Giorgio de Chirico .

    La sua influenza è riconosciuta in ambito surrealista e nella letteratura del Novecento.

    Opere disponibili

    Per approfondire l’opera di Alberto Savinio, ecco una selezione di suoi libri disponibili:

    Questi testi offrono una panoramica sulla vasta produzione letteraria di Savinio, spaziando dalla narrativa alla saggistica, e sono disponibili presso diversi rivenditori online.

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  • GINO BONICHI (SCIPIONE)

    Meglio conosciuto con lo pseudonimo di Scipione, è stato un pittore, disegnatore e scrittore italiano, figura centrale dell’arte italiana del primo Novecento.

    Vita e formazione

    Nato a Macerata il 25 febbraio 1904, Scipione si trasferì con la famiglia a Roma nel 1909.

    Nel 1919, a seguito di una polmonite, contrasse la tubercolosi, malattia che influenzò profondamente la sua vita e la sua arte.

    Durante il lungo periodo di convalescenza, sviluppò un’intensa attività intellettuale, dedicandosi alla lettura e allo studio dell’arte.

    Frequentò la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove entrò in contatto con artisti come :

    Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Renato Marino Mazzacurati.

    La Scuola Romana e lo stile espressivo

    Nel 1928, Scipione fu tra i fondatori della Scuola Romana, un gruppo di artisti attivi a Roma che si opponevano al conservatorismo del movimento Novecento e all’arte ufficiale del regime fascista.

    Il suo stile pittorico, influenzato da maestri come :

    El Greco, Goya, Chaïm Soutine e James Ensor

    si caratterizza per un’espressività intensa, simbolismo personale e una forte componente visionaria.

    Le sue opere spesso raffigurano una Roma barocca e decadente, popolata da figure ecclesiastiche e personaggi inquietanti, con colori accesi e forme distorte.

    Opere principali

    Tra le sue opere più significative si annoverano:

    Natura morta con bombetta (1929) Il cardinale decano (1929–1930) Gli uomini che si voltano (1930) Il profeta in vista di Gerusalemme (1930)

    Queste opere esprimono la sua visione tormentata e la sua critica alla società del tempo.

    Attività letteraria

    Oltre alla pittura, Scipione si dedicò alla scrittura di poesie e prose.

    Nel 1931, fondò insieme a Mazzacurati la rivista Fronte, che, sebbene durò solo due numeri, ospitò contributi di importanti intellettuali come :

    Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Alberto Savinio.

    Eredità e riconoscimenti

    Nonostante la sua breve vita — morì di tubercolosi il 9 novembre 1933 ad Arco di Trento, a soli 29 anni Scipione lasciò un’impronta duratura nell’arte italiana.

    Le sue opere sono esposte in importanti musei, tra cui il Museo Novecento di Firenze e il Museo Palazzo Ricci di Macerata.

    Nel 1951, il Comune di Macerata istituì il Premio Scipione per promuovere le nuove tendenze dell’arte contemporanea.

    Nel 1955, le sue opere furono esposte alla prima edizione della documenta di Kassel, confermando la sua rilevanza internazionale.

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  • Church’s

    Ci sono scarpe che si consumano. Altre che accompagnano. Le Church’s appartengono a questa seconda categoria: non si indossano, si portano con sé, come si fa con una buona educazione o con una memoria d’infanzia. Fondate a Northampton nel 1873, in quella zona dell’Inghilterra dove le scarpe si costruiscono come si costruirebbe una cattedrale, queste calzature non hanno mai inseguito la moda. Semmai, ne hanno segnato il confine.

    Ogni paio richiede otto settimane di lavoro, più di 250 passaggi manuali, pelli selezionate una ad una, cuciture Goodyear che non temono il tempo ma lo attraversano. È una bellezza discreta, quella delle Church’s, fatta di simmetrie misurate, di lucentezze che non abbagliano, di silhouette che non cercano attenzione, ma la ottengono comunque.

    Indossare una Church’s è un atto di continuità. Si cammina su una linea che collega Londra e Torino, Parigi e Tokyo, senza mai rinunciare alla propria postura interiore. La scarpa si adatta al piede, ma non cede: come ogni cosa ben fatta, pone delle regole. E chi la sceglie, le accetta.

    Ci sono oggetti che parlano. Le Church’s sussurrano. Raccontano l’amore per il dettaglio, la pazienza dell’artigiano, il rispetto per ciò che dura. Sono, in fondo, una dichiarazione silenziosa: “Io non passo. Resto.”

    https://pierovillani.com/2025/10/01/churchs-leccellenza-artigianale-delle-scarpe-inglesi-di-lusso/

  • NIZZA/HOTEL LE NEGRESCO

    è un’icona storica a 5 stelle situata sulla celebre Promenade des Anglais a Nizza, in Francia.

    Camere e Suite

    Inaugurato nel 1913, l’hotel è celebre per la sua architettura Belle Époque e per la sua collezione d’arte che spazia dal XVII secolo all’arte contemporanea.

    Nel 2003, è stato dichiarato monumento storico dal governo francese .

    Le 102 camere e 26 suite dell’hotel sono arredate individualmente, ispirate a epoche storiche e stili artistici francesi, dal periodo Luigi XIII all’arte moderna.

    Ogni stanza è dotata di mobili d’epoca o contemporanei di alta qualità, offrendo un’esperienza unica e raffinata .

    Ristoranti

    L’hotel ospita due ristoranti distinti:

    Le Chantecler :

    un ristorante stellato Michelin che propone una cucina gastronomica raffinata in un ambiente decorato con boiserie del XVIII secolo .

    La Rotonde :

    una brasserie elegante e informale, aperta tutti i giorni per colazione, pranzo e cena, che offre piatti della cucina mediterranea .

    Servizi e Posizione

    Situato a soli 150 metri dalla spiaggia e a circa 900 metri dal centro di Nizza, l’hotel offre una posizione ideale per esplorare la città.

    Tra i servizi disponibili vi sono una spiaggia privata, piscina, centro benessere, sauna, jacuzzi, centro fitness e connessione Wi-Fi gratuita .

    Prenotazioni e Contatti

    Per ulteriori informazioni o per effettuare una prenotazione, è possibile visitare il sito ufficiale dell’hotel

    In alternativa, è possibile contattare l’hotel ai seguenti recapiti:

    Telefono: +33 (0)4 93 16 64 00 Email per prenotazioni: reservations@lenegresco.com Indirizzo: 37, Promenade des Anglais, 06000 Nizza, Francia .

    Pvl

  • Giovanna Botteri

    Giovanna Botteri

    E’ una giornalista italiana di grande rilievo, nata a Trieste il 14 giugno 1957.

    Figlia del giornalista Guido Botteri, ex direttore della sede Rai del Friuli-Venezia Giulia, e di madre montenegrina, ha intrapreso una brillante carriera nel giornalismo, diventando uno dei volti più noti dell’informazione italiana.

    Formazione e Carriera. Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Trieste, ha conseguito un dottorato in Storia del cinema alla Sorbona di Parigi.

    Ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1985 presso la Rai di Trieste, per poi entrare nel 1988 nella redazione esteri del TG3.

    Come inviata speciale, ha seguito eventi internazionali di grande importanza, tra cui il crollo dell’Unione Sovietica, le guerre nei Balcani, il conflitto in Iraq e la pandemia di COVID-19 dalla Cina. Dal 2007 al 2019 è stata corrispondente della Rai dagli Stati Uniti, successivamente in Cina e infine a Parigi fino al 2024. 

    Nel giugno 2024, Giovanna Botteri è andata in pensione dalla Rai, ricevendo numerosi riconoscimenti per la sua carriera.

    Tuttavia, ha dichiarato che continuerà a raccontare il mondo, sottolineando che “un mestiere così non si abbandona”. 

    Pvl

  • Nicola Gratteri

    Nicola Gratteri

    E’ un magistrato e saggista italiano, noto per il suo impegno nella lotta contro la ’ndrangheta, la potente organizzazione mafiosa calabrese.

    Dal 13 settembre 2023 ricopre la carica di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli .

    Biografia

    Nato il 22 luglio 1958 a Gerace, in Calabria, Gratteri proviene da una famiglia umile: suo padre era camionista e sua madre casalinga.

    Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si laurea in Giurisprudenza all’Università di Catania.

    Nel 1983, a soli 25 anni, entra in magistratura .

    Carriera e lotta alla mafia

    Gratteri è considerato una delle figure di spicco nella lotta alla ’ndrangheta.

    Vive sotto scorta dal 1989, dopo che una sua indagine ha portato alle dimissioni dell’assessore regionale socialista Giovanni Palamara per una vicenda di corruzione, causando la crisi della Giunta regionale calabrese .

    Nel corso della sua carriera, ha coordinato importanti inchieste sui legami tra ’ndrangheta, politica, massoneria e sul traffico di droga e armi.

    Nel settembre del 1993, è sfuggito a tre attentati organizzati nel giro di tre settimane .

    Attività editoriale

    Oltre alla sua attività giudiziaria, Gratteri è autore di numerosi saggi, spesso scritti in collaborazione con lo storico delle mafie Antonio Nicaso.

    Tra i più noti:

    La malapianta (2010): descrive la ’ndrangheta come fenomeno criminale di portata internazionale .

    Fratelli di sangue (2006): analizza la storia, la struttura e i codici della ’ndrangheta .

    Acqua santissima (2013): esamina le contiguità tra ’ndrangheta e Chiesa cattolica .

    Oro bianco (2015): tratta delle rotte internazionali del narcotraffico .

    Non chiamateli eroi (2021): racconta storie di lotta alle mafie, tra cui quelle di Falcone e Borsellino .

    Riconoscimenti

    Nel 2014, Gratteri ha ricevuto il Civil Courage Prize, un riconoscimento internazionale per il suo coraggio nella lotta contro la criminalità organizzata .

    Presenza online

    Gratteri è attivo sui social media, dove condivide aggiornamenti sulla sua attività e riflessioni sulla lotta alla mafia. Il suo profilo ufficiale su X (ex Twitter) è @NicolaGratteri.

    Pvl

  • TANO FESTA

    1938/1988 eclettico, visionario, profondamente poetico

    Figura di spicco della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, insieme a Mario Schifano, Franco Angeli e Giosetta Fioroni, ha attraversato con originalità il clima della Pop Art italiana, mantenendo sempre un tratto personale e lirico, sospeso tra citazione, memoria e immagine collettiva.

    Formazione e primi anni

    Nasce a Roma e si forma come fotografo, poi frequenta l’Accademia di Belle Arti nella sezione pittura.

    I suoi primi lavori, a cavallo tra astrattismo e surrealismo, mostrano una precoce attenzione per lo spazio, la materia e la struttura dell’immagine.

    L’arte come soglia: porte, finestre e citazioni

    A partire dagli anni ’60, realizza le sue “finestre” e “porte” dipinte, elementi che diventano simboli di passaggio, soglia, mistero.

    Sono oggetti evocativi, volutamente enigmatici, che mettono in scena l’assenza dell’immagine, invitando a pensare la pittura come apertura mentale.

    Dialogo con la Pop Art, ma con differenze

    Festa viene spesso associato alla Pop Art, ma il suo rapporto con le immagini della cultura di massa è più colto, più malinconico.

    Invece della pubblicità o dei fumetti americani, cita Michelangelo, Raffaello, la pittura classica.

    Celebre è la serie su la Cappella Sistina, in cui reinterpreta dettagli michelangioleschi in chiave pop: il gesto, il volto, la citazione diventano frammenti sacri nel caos visivo contemporaneo.

    Un artista eclettico e inquieto

    Festa è un artista di tensione interiore, dalla vita tormentata, ma sempre guidata da una profonda necessità espressiva.

    Alterna pittura, fotografia, collage, scrittura poetica e installazione.

    Ha anche momenti di ritiro e silenzio creativo, ma poi ritorna con cicli potenti come i “Corpi celesti” e le “Schegge”.

    La parola nell’immagine

    In molte opere compare la scrittura: titoli dipinti, frasi, nomi propri, parole isolate.

    La parola diventa immagine, ritmo, interruzione. Una componente fondamentale nella sua estetica, quasi come in un poema visivo.

    Un’arte tra ironia e sacralità

    L’eclettismo di Festa si manifesta nella capacità di fondere linguaggi apparentemente opposti: l’ironia e la tragedia, il frammento e l’icona, la cultura alta e l’immaginario popolare.

    Anche quando lavora su oggetti o simboli semplici, li carica di un pathos personale, trasformandoli in elementi mitici.

    Morte prematura e riscoperta

    Muore a soli 49 anni, segnato da anni di sofferenza e fragilità. Dopo la morte, la sua figura è stata a lungo trascurata, ma negli ultimi anni è stato ampiamente rivalutato dalla critica e dal mercato.

    Oggi è considerato uno dei più originali interpreti italiani del secondo Novecento, capace di unire concettualismo e visione poetica.

    Frase emblematica

    “Io non ho fatto arte, ho fatto soltanto poesia visiva.”

    In sintesi

    Tano Festa è un artista eclettico perché ha saputo spaziare tra linguaggi diversi (pittura, fotografia, installazione, poesia), tematiche complesse (dal mito classico al contemporaneo), e stili contaminati.

    La sua opera è fatta di aperture, visioni, citazioni e frammenti, sempre in bilico tra memoria e modernità.

    Pvl

  • MARIO SCHIFANO

    1934/1998

    Nato ad Homs, Libia.

    E’ stato uno dei protagonisti assoluti della scena artistica italiana del secondo Novecento.

    Figura eclettica, controversa e potentemente visionaria

    Ha attraversato numerosi linguaggi espressivi, anticipando tendenze e intercettando le nevrosi e le seduzioni della società dei consumi.

    Origini e formazione

    Nato in Libia da genitori italiani, si trasferisce presto a Roma.

    Il padre, restauratore al Museo Etrusco di Villa Giulia, influisce sulla sua precoce familiarità con l’arte.

    Dopo una breve esperienza come restauratore, Schifano abbandona il mestiere per dedicarsi totalmente alla pittura.

    Prime opere e “monocromi”

    Alla fine degli anni ’50 realizza i famosi monocromi, grandi superfici uniformi che superano l’informale e si collegano al concettualismo e all’astrazione post-pittorica.

    Viene subito notato dalla critica, in particolare da Emilio Villa e Pierre Restany.

    Anni ’60 il successo e la Pop Art

    Partecipa alla mitica mostra “Nuove tendenze dell’arte italiana” (1960) e alla Biennale di Venezia (1964).

    Si avvicina alla Pop Art, senza copiarla

    La sua è una Pop italiana, più lirica e più malinconica.

    Compaiono simboli della modernità

    Coca-Cola, Esso, paesaggi televisivi, segnali stradali, loghi, palme.

    Lavora tra Roma, New York e Parigi, stringendo rapporti con poeti, registi e intellettuali (Pasolini, Moravia, Angeli, Festa).

    Televisione, fotografia e sperimentazione

    Anticipa il concetto di immagine mediatica riciclata: fotografa lo schermo televisivo e lo rielabora sulla tela.

    Usa emulsioni fotografiche, smalti, serigrafie, acrilici.

    La pittura diventa processo mentale e fisico, contaminato da cinema, musica, pubblicità.

    Lavora anche con la pellicola: gira film sperimentali e si interessa al linguaggio del video.

    Anni ’70-’80 crisi, ritorni e nuove icone

    Alterna periodi di isolamento a momenti di intensa produzione.

    Rielabora la pittura di paesaggio e cita la storia dell’arte in modo ironico o sentimentale (i “Paesaggi anemici”, le citazioni da De Chirico o Van Gogh).

    È prolifico ma discontinuo, spesso al limite dell’autodistruzione (dipendenze, eccessi, isolamento).

    Malgrado ciò, il mercato e le gallerie continuano a cercarlo.

    Ultimi anni e morte

    Negli anni ’90 Schifano lavora intensamente, spesso assistito da collaboratori e tecnici.

    Continua a usare mezzi tecnologici, emulsioni fotografiche, immagini digitali.

    Muore a Roma nel 1998, lasciando un vasto corpus di opere, molte delle quali ancora oggetto di dispute sull’autenticità.

    Stile e visione

    Schifano è un artista ibrido, anticipatore, trasversale.

    Ha saputo intuire il potere delle immagini, la crisi della pittura, e il fascino della riproducibilità tecnica, ben prima della digitalizzazione.

    È stato postmoderno prima del postmoderno, capace di accogliere contraddizioni, ironia e lirismo in un solo gesto pittorico.

    Frasi celebri

    “La pittura è l’unica cosa che non riesco a smettere di fare.”

    Pvl

  • Il problema delle opere false attribuite a Mario Schifano è piuttosto noto e ampiamente documentato nel mondo dell’arte.

    Alta incidenza di falsi

    Schifano, artista prolifico e centrale nella scena italiana del secondo Novecento, è stato spesso oggetto di contraffazioni, anche a causa del valore crescente delle sue opere e della varietà dei media che utilizzava.

    Ecco alcuni aspetti importanti

    Dopo la sua morte nel 1998

    si è registrata un’esplosione di opere sul mercato attribuite a lui, molte delle quali risultate false. L’artista aveva una produzione vasta, ma ciò è stato sfruttato da falsari che hanno imitato il suo stile, specialmente quello più riconoscibile (es. i paesaggi con palme, gli smalti su carta intelata, i cicli televisivi).

    Indagini giudiziarie

    Diversi sequestri sono stati effettuati dalle forze dell’ordine in Italia, specie tra gli anni 2000 e 2020.

    La Guardia di Finanza ha smantellato reti di falsari che producevano centinaia di opere Schifano contraffatte.

    Alcuni falsi erano accompagnati da certificati d’autenticità contraffatti o rilasciati da soggetti privi di autorità legittima.

    Certificazione delle opere

    Le opere autentiche di Schifano dovrebbero essere accompagnate da certificazioni rilasciate da archivi ufficiali, in particolare: Archivio Mario Schifano (istituito da sua moglie Monica De Cardenas).

    Fondazione Mario Schifano (nata successivamente, con un’altra linea di gestione).

    Negli anni ci sono stati conflitti tra archivi sull’autenticità di alcune opere.

    Questo ha creato confusione e ambiguità nel mercato, favorendo ulteriormente l’ingresso dei falsi.

    Stile imitabile

    Schifano utilizzava tecniche come: emulsione fotografica su tela, acrilico, smalto, collage.

    Opere seriali o prodotte con assistenti, che talvolta firmava successivamente.

    Alcune opere autentiche appaiono “di mano leggera” o stilisticamente altalenanti, complicando la distinzione tra autentico e falso.

    Cosa fare per verificare un’opera

    Non affidarti solo alla firma: Schifano firmava in modi molto diversi.

    Controlla la provenienza: gallerie storiche, collezioni pubbliche o private rinomate.

    Richiedi perizia tecnico-scientifica: analisi dei pigmenti, supporti, materiali. Rivolgiti all’Archivio ufficiale o a esperti riconosciuti dal mercato.

    Pvl

  • Richard von Krafft-Ebing 1840–1902

    Richard von Krafft-Ebing 1840–1902 – è stato un medico psichiatra e neurologo tedesco di origine austriaca, considerato uno dei pionieri nello studio della sessualità umana dal punto di vista medico e psicopatologico.

    La sua opera più celebre è “Psychopathia Sexualis” (pubblicata per la prima volta nel 1886), un testo che ebbe un’enorme influenza nello sviluppo della sessuologia e della psichiatria forense.

    Cenni biografici

    Nascita: 14 agosto 1840, Mannheim, Germania. Morte: 22 dicembre 1902, Graz, Austria.

    Studiò medicina a Heidelberg, si specializzò in psichiatria e lavorò in varie cliniche, terminando la carriera come professore all’Università di Graz.

    📘 “Psychopathia Sexualis”

    È un catalogo di deviazioni sessuali (allora chiamate “perversioni”) come il sadismo, il masochismo, la feticizzazione, la necrofilia, il travestitismo e l’omosessualità.

    L’opera fu scritta in latino per alcune parti, nel tentativo di limitare l’accesso ai non-medici.

    Krafft-Ebing considerava molte di queste “perversioni” come espressioni patologiche e cercava di inquadrarle come disturbi mentali piuttosto che come reati morali.

    Fu il primo a descrivere sistematicamente termini come sadismo e masochismo, traendo ispirazione da Marquis de Sade e Leopold von Sacher-Masoch.

    Contributi e contraddizioni

    È stato precursore della sessuologia moderna, ma anche espressione di un tempo in cui le differenze sessuali erano medicalizzate e stigmatizzate.

    Cercò di decriminalizzare l’omosessualità, sostenendo che fosse una condizione congenita e non una colpa morale — ma la descrisse pur sempre come una “degenerazione”.

    La sua opera è vista oggi come ambivalente: innovativa per l’approccio scientifico, ma limitata dai pregiudizi dell’epoca.

    Eredità

    Krafft-Ebing aprì la strada a studiosi come Havelock Ellis, Magnus Hirschfeld e Sigmund Freud, che approfondirono e in parte riformularono le teorie sulla sessualità. “Psychopathia Sexualis” resta un documento fondamentale per comprendere la nascita della psichiatria sessuale e le sue implicazioni culturali, mediche e giuridiche.

  • Gianfranco Cosma

    è stato un editore italiano di rilievo, noto per aver fondato nel 1989 la Casa Editrice Palomar a Bari.

    La sua carriera editoriale è iniziata come agente per la casa editrice Einaudi, e nel tempo è riuscito ad aprire una libreria e a fondare la casa editrice di cui è stato il fondatore. 

    Palomar si è distinta per un catalogo ricco e variegato, comprendente circa 500 titoli suddivisi in 23 collane dirette da prestigiosi nomi della cultura italiana.

    La casa editrice ha cercato di mantenere fede al suo nome, proponendosi come osservatorio per riscoprire e indagare i fermenti nuovi che agitano la società, pubblicando anche classici inediti e saggistica qualificata. 

    Gianfranco Cosma è scomparso nel 2011.

    In suo ricordo, nel maggio 2013, è stato organizzato un incontro pubblico a Palazzo di Città a Bari, con la partecipazione delle sue figlie e di docenti dell’Università Aldo Moro di Bari. 

    Pvl

  • LUCA CASARINI/MOVIMENTO NO GLOBAL

    LUCA CASARINI/MOVIMENTO NO GLOBAL

    Nato l’8 maggio 1967 a Venezia. E’ un noto attivista italiano

    emerso come figura di spicco nel movimento no-global e successivamente impegnato nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo.

    Attivismo e Movimento No-Global

    Casarini ha iniziato la sua attività politica nei centri sociali del Veneto, come il “Pedro” di Padova e il “Rivolta” di Porto Marghera.

    È stato uno dei leader delle Tute Bianche, un movimento che praticava la disobbedienza civile indossando tute imbottite bianche per proteggersi durante le manifestazioni.

    Nel 2001, il gruppo si è evoluto nei Disobbedienti, partecipando a proteste contro guerre, globalizzazione e politiche migratorie, tra cui le manifestazioni al G8 di Genova. 

    Mediterranea Saving Humans e il Caso Mare Jonio

    Nel 2018, Casarini ha co-fondato Mediterranea Saving Humans, una piattaforma della società civile che opera con la nave Mare Jonio per monitorare e soccorrere migranti nel Mediterraneo centrale.

    L’organizzazione si distingue per la sua natura politica e sociale, unendo diverse realtà laiche e religiose. 

    Attualmente, Casarini è imputato in un processo presso il Tribunale di Ragusa, insieme ad altri membri dell’equipaggio della Mare Jonio, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

    L’accusa riguarda un’operazione del 2020, durante la quale la nave ha trasportato 27 migranti dalla petroliera danese Maersk Etienne a un porto siciliano, dopo che erano rimasti bloccati in mare per oltre un mese.

    I pubblici ministeri sostengono che un pagamento di 125.000 euro da parte di Maersk a Idra Social Shipping, proprietaria della Mare Jonio, costituisse un incentivo finanziario; Mediterranea nega l’accusa, definendo il pagamento una donazione trasparente. 

    Casarini ha dichiarato che il processo rappresenta un’opportunità per esaminare il comportamento delle autorità che hanno lasciato i migranti in mare. 

    Altre Attività e Riconoscimenti

    Nel 2008, ha pubblicato il romanzo La parte della Fortuna con Mondadori. 

    Nel 2023, è stato invitato come ospite speciale al Sinodo dei Vescovi in Vaticano, su invito personale di Papa Francesco, per condividere la sua esperienza nel soccorso ai migranti. 

    Nel 2025, Casarini ha rivelato di essere stato tra le 90 persone informate da WhatsApp di essere state probabilmente bersaglio di spyware militare sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions.

    Il software sarebbe stato utilizzato da un cliente governativo non identificato. 

    mediterranearescue.org.

    Pvl

  • Franco Angeli

    Franco Angeli

    1935/1988

    E’ stato un pittore italiano autodidatta, noto per la sua arte simbolica e politica, e figura centrale della “Scuola di Piazza del Popolo” insieme a Mario Schifano e Tano Festa.

    Biografia

    Nato nel quartiere San Lorenzo di Roma da una famiglia di umili origini e tradizione antifascista, Angeli prese il cognome della madre, Erminia, come i suoi fratelli Omero e Otello.

    Dopo la morte del padre

    Iniziò a lavorare fin da giovane per sostenere la famiglia, svolgendo vari mestieri come magazziniere, tappezziere e carrozziere.

    Queste esperienze influenzarono profondamente la sua arte, portandolo a utilizzare materiali come tessuti, sagome e ritagli nelle sue opere. 

    Carriera artistica

    Angeli iniziò a dipingere nel 1957 durante il servizio militare a Orvieto.

    Tornato a Roma

    frequentò lo studio dello scultore Edgardo Mannucci, dove entrò in contatto con l’opera di Alberto Burri.

    Fu influenzato dalle tecniche di Burri

    In particolare nell’uso di materiali poveri e combusti, che adottò nelle sue prime opere. 

    Nel 1959 espose per la prima volta alla Galleria La Salita di Roma, in una collettiva con Tano Festa e Giuseppe Uncini.

    Nel 1960 tenne la sua prima mostra personale nella stessa galleria, presentando opere caratterizzate da veli di pittura a olio e collocazioni di nylon e garze, che evocavano memorie e assenze. 

    Stile e temi

    L’arte di Angeli è intrisa di simboli politici e sociali, spesso legati a regimi e alla città di Roma.

    Utilizzava materiali come garze e veli per coprire le superfici delle tele, rendendo i soggetti appena visibili, come ricordi lontani nel tempo. 

    La sua opera “E da una ferita scaturì la bellezza” (1957) è basata sui suoi ricordi del bombardamento di San Lorenzo del 19 luglio 1943.

    Angeli descriveva la materia come un frammento della grande ferita che devastò l’Europa, e le sue prime pitture come ferite da cui rimuoveva pezzi di una benda. 

    Eredità

    Franco Angeli è considerato una figura chiave nell’arte italiana del dopoguerra.

    Le sue opere sono presenti in importanti collezioni e musei, e il suo stile ha influenzato numerosi artisti contemporanei.

    La sua arte continua a essere oggetto di studi e mostre, sottolineando la sua rilevanza nel panorama artistico italiano.

    Pvl

  • Hollow men

    Dal 29 maggio al 31 agosto 2025, Palazzo Strozzi a Firenze ospita the hollow men, una mostra site-specific dell’artista italiana Giulia Cenci, curata dal Direttore Generale della Fondazione, Arturo Galansino. L’esposizione inaugura il nuovo Project Space, un ambiente dedicato all’arte emergente e alla sperimentazione contemporanea, accessibile direttamente dal cortile del palazzo. 

    Un viaggio tra materia e memoria

    Ispirata all’omonima poesia del 1925 di T. S. Eliot, the hollow men esplora la fragilità e le contraddizioni della condizione umana, sospesa tra naturale e artificiale, passato e presente. Cenci trasforma scarti industriali e materiali di recupero in paesaggi post-organici popolati da figure ibride, che sfumano i confini tra umano e animale. 

    Tra le opere in mostra, spicca una grande scultura composta da una vite idraulica di Archimede, circondata da figure in alluminio che mescolano elementi anatomici umani, animali e vegetali. Una figura tricefala, irrigidita in una posa interrotta, e una serie di disegni che documentano la fase germinale del processo creativo completano l’allestimento. 

    Informazioni pratiche

    Date: 29 maggio – 31 agosto 2025 Orari: tutti i giorni 10:00–20:00; giovedì fino alle 23:00 Ingresso: gratuito Luogo: Project Space, Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, Firenze

  • Alessandro Orsini

    Alessandro Orsini

    è un sociologo, saggista e docente universitario italiano, noto per i suoi studi sul terrorismo e per le sue frequenti apparizioni televisive in programmi come PiazzaPulita e #Cartabianca.

    Biografia e carriera accademica

    Nato a Napoli il 14 aprile 1975, Orsini si è laureato in Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito un dottorato presso l’Università Roma Tre.

    Attualmente è professore associato nel Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli, dove insegna Sociologia generale e Sociology of Terrorism and Political Violence. 

    Ha fondato e diretto l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS e il quotidiano Sicurezza Internazionale dal 2016 al 2022. 

    È stato anche research affiliate presso il Center for International Studies del Massachusetts Institute of Technology (MIT) dal 2011 al 2022. 

    Pubblicazioni principali

    Orsini ha scritto numerosi saggi e libri, tra cui:

    Anatomia delle Brigate Rosse (Rubbettino, 2009), tradotto in inglese da Cornell University Press. Gramsci e Turati : le due sinistre (Rubbettino, 2012). ISIS : I terroristi più fortunati del mondo e tutto ciò che è stato fatto per favorirli (Rizzoli, 2016). Teoria Sociologica Classica e Contemporanea (UTET, 2021).

    Le sue opere si concentrano sull’analisi ideologica del terrorismo e dei movimenti radicali, con un approccio sociologico e storico.

    Attività di ricerca e consulenze

    Orsini ha coordinato progetti di studio su conflitti in Siria, Iraq, Ucraina, Libia, Yemen, Somalia ed Etiopia. È stato invitato a presentare analisi e relazioni da istituzioni come la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Esteri, il Ministero della Difesa e il Parlamento Italiano. 

    È diventato un volto noto al grande pubblico televisivo a partire dagli anni 2010, nel periodo che ha visto l’Europa teatro di attacchi terroristici (Parigi, Bruxelles).

    Un nuovo periodo di notorietà mediatica è arrivato a partire dal febbraio 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. 

    Presenza mediatica e controversie

    Vita privata

    Nonostante la sua visibilità pubblica, Orsini mantiene una certa riservatezza sulla sua vita privata. 

  • CORRADO AUGIAS

    CORRADO AUGIAS

    è una figura di spicco nel panorama culturale italiano: giornalista, scrittore, conduttore televisivo e politico. Nato a Roma il 26 gennaio 1935, ha origini francesi e sarde. Suo padre, Carlo Augias, era un ufficiale della Regia Aeronautica, mentre la nonna materna era ebrea. È stato battezzato cattolico, religione condivisa da entrambi i genitori. 

    Carriera giornalistica

    Augias ha iniziato la sua carriera in Rai nel 1960 come funzionario. Negli anni successivi, è stato corrispondente da New York e Parigi per testate come L’Espresso, Panorama e La Repubblica. Dal 2001 al 2021, ha curato la rubrica delle lettere dei lettori su La Repubblica, rispondendo a quasi seimila missive su temi quali la laicità, l’etica e i diritti civili. 

    Attività televisiva

    In televisione, Augias è noto per aver ideato e condotto programmi di successo come Telefono giallo (dal 1987), Babele e Città segrete (2018–2023), quest’ultimo dedicato alla scoperta di città come Parigi, Londra e Roma attraverso storie, arte e personaggi celebri. 

    Opere letterarie

    Come scrittore, ha pubblicato romanzi e saggi di grande impatto. Tra i suoi romanzi si annoverano Quel treno da Vienna, Il fazzoletto azzurro e Tre colonne in cronaca, quest’ultimo scritto con la moglie Daniela Pasti e adattato in un film nel 1990. 

    Tra i suoi saggi più noti figurano I segreti di Londra, I segreti del Vaticano e La vita s’impara, un’autobiografia che intreccia la sua storia personale con quella dell’Italia del Novecento. 

    Impegno civile e politico

    Augias è stato membro del Parlamento Europeo dal 1994 al 1999 per il Partito Democratico della Sinistra. Si è sempre dichiarato ateo e ha sostenuto attivamente campagne per i diritti civili, come quella per la legalizzazione dell’eutanasia, collaborando con l’Associazione Luca Coscioni. 

    Vita privata

    È sposato con Daniela Pasti, con la quale ha avuto una figlia, Natalia Augias, giornalista Rai. 

    Corrado Augias continua a essere una voce autorevole nel dibattito culturale e civile italiano, apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore intellettuale e divulgazione accessibile.

    Pvl

  • Gino Paoli

    Gino Paoli

    nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone

    è uno dei più importanti cantautori italiani.

    È famoso per canzoni che sono diventate veri e propri classici della musica italiana, come “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “Senza fine”, “Che cosa c’è” e “Quattro amici al bar”.

    Gli inizi e la carriera

    Paoli si trasferì da giovane a Genova, dove entrò a far parte della celebre “Scuola Genovese” insieme ad altri grandi artisti come Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André.

    Firmò il suo primo contratto discografico nel 1959, ma il successo arrivò nel 1960 con la canzone “Il cielo in una stanza”, che ancora oggi è considerata un pilastro della musica leggera italiana.

    Carriera e collaborazioni

    Ha partecipato al Festival di Sanremo in cinque occasioni.

    Ha collaborato spesso con Ornella Vanoni, con cui ha realizzato tour e album dal vivo di grande successo.

    Ha scritto canzoni anche per altri artisti, adattando brani di autori francesi come Jacques Brel e Léo Ferré.

    Impegno politico

    Nel 1987 è stato eletto alla Camera dei Deputati con il Partito Comunista Italiano, pur non essendo formalmente un iscritto al partito.

    Ha fatto parte del gruppo dei Sinistra Indipendente fino al 1992, quando è tornato a dedicarsi completamente alla musica.

    Vita privata e ultimi anni

    Paoli è stato sposato due volte e ha avuto quattro figli.

    Nel 2023 ha pubblicato le sue memorie intitolate Cosa farò da grande.

    I miei primi 90 anni, in cui racconta la sua lunga carriera e la sua vita.

    Alcuni riconoscimenti

    Premio Tenco (1974) Miglior testo al Festival di Sanremo (2002) Premio alla carriera al Festival di Sanremo (2004) Riccio d’Argento come miglior autore italiano (2005)

    ginopaoli.it.

    Pvl

  • BRUNO LAUZI

    BRUNO LAUZI

    1937/2006

    E’ stato un cantautore, compositore e cabarettista italiano, considerato una delle figure di spicco della cosiddetta “scuola genovese” dei cantautori, insieme a Luigi Tenco, Gino Paoli, Umberto Bindi e Fabrizio De André .

    Biografia

    Nato ad Asmara, nell’allora colonia italiana d’Eritrea, Lauzi si trasferì a Genova in giovane età.

    Durante gli anni ’50 frequentò il liceo Andrea Doria, dove fu compagno di banco di Luigi Tenco.

    In quegli anni, insieme a Tenco, Paoli e Bindi, formò un gruppo musicale ispirato al jazz .

    La sua carriera musicale iniziò nei primi anni ’60, con la scrittura di canzoni per altri artisti, tra cui Mia Martini e Ornella Vanoni.

    Il suo primo grande successo come interprete arrivò nel 1963 con il brano “Ritornerai”, che divenne uno dei suoi pezzi più iconici .

    Nel corso della sua carriera, Lauzi pubblicò numerosi album e scrisse canzoni per altri artisti, consolidando la sua reputazione nel panorama musicale italiano .

    Successi principali

    “Ritornerai” (1963): Il suo primo grande successo come interprete, che divenne uno dei suoi pezzi più iconici . “Amore caro amore bello” (1972): Un brano romantico che ha riscosso un grande successo in Italia.

    “Onda su onda” (1974): Un altro dei suoi successi più noti, che ha consolidato la sua popolarità

    “Genova per noi” (1975): Un omaggio alla sua città natale, che è diventato un inno per molti genovesi.

    Altre attività

    Oltre alla musica, Lauzi si dedicò anche alla scrittura.

    Pubblicò opere in prosa, come Il caso del pompelmo levigato (2005), e raccolte di poesie, tra cui I mari interni (1994) e Versi facili (1999) .

    Riconoscimenti

    Nel 2006, poco prima della sua morte, Lauzi ricevette il Premio Tenco alla Carriera, un riconoscimento importante per la sua lunga e significativa carriera musicale .

    Morte

    Bruno Lauzi morì il 24 ottobre 2006 a Peschiera Borromeo, in Lombardia, all’età di 69 anni, a causa di un cancro al fegato, dopo aver combattuto contro il morbo di Parkinson .

    Pvl

  • Stefania Orlando

    E’ una nota showgirl, conduttrice televisiva, cantante e attrice italiana, nata a Roma il 23 dicembre 1966.

    Con un’altezza di 1,77 metri, ha costruito una carriera poliedrica nel mondo dello spettacolo italiano.

    Carriera televisiva

    Orlando ha debuttato in televisione nel 1993 come valletta nel programma “Sì o no?” su Canale 5, condotto da Claudio Lippi.

    Successivamente, ha partecipato a numerosi programmi televisivi, tra cui “Scommettiamo che…?” su Rai 1, “TG Rosa” su Odeon TV e “Il Boom” su Canale 5.

    La sua popolarità è cresciuta grazie alla conduzione di “I fatti vostri” su Rai 2 dal 1997 al 2003, con ritorni nel 2015 e nel 2017.

    Ha inoltre partecipato a programmi come “Il lotto alle otto”, “Piazza Grande”, “Unomattina in famiglia” e “Buon pomeriggio” su Telenorba.

    Nel 2020, ha preso parte come concorrente al reality show “Grande Fratello VIP” su Canale 5. 

    Carriera musicale

    Parallelamente alla televisione, Stefania Orlando ha intrapreso una carriera musicale.

    Nel 2005, ha iniziato a esibirsi con la band “Sex Machine Band” e successivamente ha formato il gruppo “Orlando Furiosi”.

    Ha debuttato come solista nel 2007 con il singolo “Sotto la luna”, seguito da “Marimbabà” nel 2008.

    Nel 2009, ha pubblicato il suo primo album “Su e giù”. Altri singoli includono “Crazy Dance”, “A Troia”, “Frappé”, “Vita bastarda”, “Omologazione”, “Legami al letto”, “Babilonia” e “Bandolero”. 

    Attività teatrale e cinematografica

    Nel teatro, Orlando ha recitato in spettacoli come “Isso, esso e ’a Mala Femmena” e “Ragioné voi dovete ragionà”, entrambi diretti da Vittorio Marsiglia.

    Al cinema, ha avuto un cameo nel film “Fantozzi 2000 – La clonazione” (1999) e ha recitato nel film indipendente “Nuovo ordine mondiale” (2015).

    In televisione, è apparsa in un episodio della serie “Don Matteo” e ha avuto un ruolo nella soap opera “Il paradiso delle signore” nel 2019. 

    Vita privata

    Stefania Orlando è figlia di Pietro Romano Orlando, magistrato e professore universitario, e di Annamaria.

    Ha due fratelli maggiori: Gianni, artista residente a Parigi, e Fabio Massimo, avvocato.

    Nel 1997, ha sposato l’attore Andrea Roncato, da cui si è separata due anni dopo. Successivamente, ha avuto una relazione con Paolo Macedonio.

    Nel 2008, ha iniziato una relazione con il musicista Simone Gianlorenzi, con cui si è sposata nel 2019; la coppia si è separata nel 2022.

    Attualmente, è legata sentimentalmente a Marco Zechini. 

    Stefania Orlando continua a essere una figura di spicco nel panorama dello spettacolo italiano, distinguendosi per la sua versatilità e il suo impegno in diversi ambiti artistici.

    Pvl

  • Jannik Sinner

    Jannik Sinner è un tennista italiano nato il 16 agosto 2001 a San Candido, in Alto Adige.

    Attualmente è il numero 1 del mondo nel ranking ATP, diventando il primo italiano a raggiungere questa posizione, traguardo ottenuto il 10 giugno 2024. 

    Carriera e Successi

    Titoli del Grande Slam: Sinner ha vinto tre titoli del Grande Slam: l’Australian Open nel 2024 e 2025, e lo US Open nel 2024.  Altri Titoli Importanti: Ha conquistato le ATP Finals nel 2024 e quattro titoli Masters 1000, tra cui il Miami Open nel 2024.  Coppa Davis: Ha guidato l’Italia alla vittoria della Coppa Davis nel 2023 e 2024.

    Stile di Gioco e Formazione

    Sinner è noto per il suo potente gioco da fondo campo e per la sua solidità mentale. È allenato da Simone Vagnozzi e Darren Cahill, e ha iniziato a giocare a tennis all’età di 7 anni, dopo una promettente carriera nello sci alpino. 

    Attualità

    Al Roland Garros 2025, Sinner ha raggiunto il terzo turno dopo aver sconfitto Richard Gasquet con un netto 6-3, 6-0, 6-4, chiudendo la carriera del tennista francese. Con questa vittoria, Sinner ha esteso la sua striscia di vittorie nei tornei del Grande Slam a 16 partite consecutive, un record per un giocatore nato dopo il 1990. 

    Curiosità

    Parla fluentemente italiano, tedesco e inglese.  Ha lasciato la sua città natale a 13 anni per allenarsi a Bordighera, in Liguria.  È soprannominato “The Fox” per la sua astuzia in campo. 

  • LEA PERICOLI

    Lea Pericoli

    è stata una figura emblematica del tennis italiano e un’icona di stile, la cui carriera ha attraversato decenni di successi sportivi e innovazioni culturali.

    Nata a Milano il 22 marzo 1935, ha trascorso l’infanzia in Etiopia e ha iniziato a giocare a tennis durante gli studi in Kenya.

    Rientrata in Italia a 17 anni, ha intrapreso una carriera sportiva che l’ha portata ai vertici del tennis nazionale e internazionale.

    Carriera sportiva

    Pericoli ha dominato il tennis italiano tra gli anni ’50 e ’70, conquistando 27 titoli nazionali assoluti in singolare, doppio e doppio misto, un record ancora imbattuto.

    È stata la numero uno d’Italia per 14 anni consecutivi, dal 1959 al 1976.

    A livello internazionale, ha raggiunto gli ottavi di finale al Roland Garros in quattro occasioni (1955, 1960, 1964 e 1971) e a Wimbledon tre volte (1965, 1967 e 1970).

    In doppio, ha disputato cinque finali agli Internazionali d’Italia in coppia con Silvana Lazzarino e ha raggiunto le semifinali al Roland Garros sia nel doppio femminile che nel doppio misto.

    Ha rappresentato l’Italia nella Fed Cup (oggi Billie Jean King Cup) fin dalla sua prima edizione nel 1963, disputando 30 incontri e ottenendo 15 vittorie complessive. 

    Icona di stile

    Oltre ai successi sportivi, Lea Pericoli è ricordata per il suo stile audace e innovativo.

    Collaborando con il celebre stilista Ted Tinling, ha indossato outfit che hanno fatto storia, come abiti ornati di piume, pizzi e pellicce, sfoggiati soprattutto a Wimbledon.

    Queste scelte stilistiche l’hanno resa una figura di spicco non solo nel tennis, ma anche nel mondo della moda.

    Il giornalista Gianni Clerici la soprannominò “La Divina” per la sua eleganza e carisma. 

    Vita dopo il tennis

    Dopo il ritiro dalle competizioni, Pericoli ha intrapreso una carriera nel giornalismo e nella televisione.

    Ha esordito come giornalista su “Il Giornale” nel 1974 e ha condotto programmi televisivi come “Paroliamo” su Telemontecarlo e “Caccia al tesoro” sulla Rai.

    È stata anche direttrice del torneo degli Internazionali d’Italia e promotrice di iniziative per la prevenzione e la cura dei tumori. 

    Riconoscimenti

    Nel 2007, la ITF le ha conferito il Fed Cup Award of Excellence per il suo contributo al tennis.

    Nel 2015, è stata inserita nella Walk of Fame dello sport italiano al Foro Italico di Roma, un riconoscimento riservato ai più grandi atleti della storia italiana. 

    Scomparsa e tributi

    Lea Pericoli è scomparsa il 4 ottobre 2024 a Milano, all’età di 89 anni.

    Il mondo del tennis ha reso omaggio alla sua figura leggendaria; il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, l’ha descritta come “una madre per tutti noi”.

    Anche il tennista Jannik Sinner ha ricordato con affetto un incontro con lei, definendola “una grande signora e leggenda del tennis italiano”. 

    Pvl

  • LUDOVICO GEYMONAT 2

    1908/1991

    è stato uno dei più influenti filosofi italiani del XX secolo, noto per il suo impegno nel coniugare scienza, filosofia e politica.

    Biografia e formazione

    Geymonat si laureò in filosofia nel 1930 e in matematica nel 1932 presso l’Università di Torino.

    Durante il regime fascista, aderì al marxismo e fu parte del gruppo di intellettuali torinesi legati all’editore Giulio Einaudi.

    Dopo la guerra, divenne professore all’Università di Milano, dove insegnò filosofia della scienza e svolse un ruolo chiave nella diffusione dell’epistemologia in Italia. 

    Pensiero filosofico

    Il pensiero di Geymonat si sviluppò in due fasi principali. Inizialmente, fu influenzato dal neopositivismo e dal Circolo di Vienna, che reinterpretò attraverso la lente del marxismo.

    Successivamente, si orientò verso un approccio più critico e dialettico, integrando elementi del materialismo storico.

    Fu un sostenitore del “neoilluminismo”, una corrente che mirava a umanizzare la scienza e a storicizzare la filosofia, opponendosi a ogni forma di dogmatismo. 

    Geymonat fu anche un critico dell’epistemologia di Karl Popper, che considerava incompatibile con il marxismo.

    Introdusse in Italia le opere di Thomas Kuhn, contribuendo al dibattito filosofico sulla scienza. 

    Opere principali

    Tra le sue opere più significative:

    “Storia del pensiero filosofico e scientifico”: una serie di volumi che tracciano l’evoluzione del pensiero filosofico e scientifico dall’antichità al Novecento. “Galileo Galilei”: un’analisi della figura di Galileo e del suo ruolo nella storia della scienza. “Filosofia e filosofia della scienza”: un’opera che esplora il rapporto tra filosofia e scienza. 

    “Riflessioni critiche su Kuhn e Popper”: una critica alle teorie epistemologiche di Kuhn e Popper.

    Impegno politico e culturale

    Politicamente, Geymonat fu inizialmente vicino al Partito Comunista Italiano, ma successivamente aderì a Democrazia Proletaria e contribuì alla fondazione del Partito della Rifondazione Comunista.

    Partecipò attivamente alla vita culturale italiana, promuovendo la filosofia della scienza e contribuendo alla formazione di una cultura scientifica critica. 

    Ludovico Geymonat è ricordato come un pensatore che ha saputo integrare rigore scientifico, profondità filosofica e impegno politico, lasciando un’impronta duratura nella cultura italiana.

  • Fabrizio Franceschelli è un regista e sceneggiatore televisivo italiano con una lunga carriera nella RAI, iniziata nel 1976. Originario di Chieti, ha studiato presso il Liceo Classico Giambattista Vico e si è laureato in Storia e Scienze Umane. Nel corso degli anni, ha collaborato con diverse sedi della RAI, tra cui Rai 3 e Rai Educational, realizzando documentari e servizi giornalistici che esplorano la storia, la cultura e le tradizioni dell’Abruzzo.

    Uno dei suoi lavori più noti è la collaborazione con la trasmissione “Chi l’ha visto?” su Rai 3, iniziata nel 1994, dove ha realizzato quasi 300 servizi come inviato di Federica Sciarelli, distinguendosi per la capacità di far emergere gli aspetti umani e sociali delle storie trattate. 

    Insieme alla moglie Anna Cavasinni, anch’essa regista, ha prodotto numerosi documentari storici, tra cui “La guerra in casa”, una serie trasmessa su Rai Storia che racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso testimonianze locali. Il loro ultimo lavoro, “La Vittoria di Monte Marrone”, è andato in onda su Rai Storia nell’aprile 2024 ed è disponibile su RaiPlay. 

    Franceschelli ha ricevuto oltre 40 premi di Qualità del Ministero del Turismo e dello Spettacolo per i suoi cortometraggi in 35mm, distribuiti nelle sale cinematografiche tra il 1979 e il 1992. 

    Per ulteriori informazioni sulla sua carriera e i suoi progetti, è possibile visitare il suo profilo LinkedIn. 

  • NOVELLA PARIGINI

    NOVELLA PARIGINI

    1921/1993

    è stata una pittrice, poetessa e personaggio iconico della scena artistica e mondana italiana del Novecento.

    Conosciuta non solo per la sua attività pittorica ma anche per il suo stile eccentrico e inconfondibile, Parigini ha saputo fondere arte e vita in un modo profondamente personale.

    Biografia essenziale

    Nata a Chiusi nel 1921, si trasferì giovanissima a Roma, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti.

    La sua carriera decollò negli anni Cinquanta e Sessanta, un periodo in cui diventò celebre non solo per le sue opere, ma anche per la sua presenza nei salotti culturali e nei luoghi simbolo della Dolce Vita romana.

    Stile e poetica

    Lo stile pittorico di Novella Parigini è riconoscibile per l’uso di colori accesi, figure femminili dai tratti onirici e un certo lirismo fiabesco.

    Le sue opere sono spesso popolate da giovani donne dagli occhi grandi e sognanti, immerse in paesaggi irreali o ambientazioni floreali.

    Le tematiche ricorrenti sono l’amore, l’infanzia, la femminilità, trattate con un tono a volte malinconico, a volte gioioso.

    Oltre alla pittura, Parigini scriveva poesie e testi che accompagnavano spesso le sue opere, contribuendo a creare un universo poetico coerente e distintivo.

    L’immagine pubblica

    Novella Parigini fu anche un personaggio mediatico: famosa per i suoi abiti sgargianti, il trucco teatrale, i cappelli vistosi e l’inseparabile barboncino.

    Partecipò a numerosi programmi televisivi e amava sfilare sui red carpet con la stessa teatralità che metteva nei suoi quadri. Fu anche musa per fotografi e stilisti.

    L’eredità

    Sebbene a lungo guardata con un certo snobismo dalla critica ufficiale, negli ultimi anni si è assistito a una rivalutazione del suo lavoro, anche grazie all’interesse per le figure eccentriche e anticonformiste del passato.

    La sua arte è oggi considerata parte di un filone importante della cultura visiva italiana del dopoguerra, che ha saputo coniugare popolarità, poesia e autobiografia.

    Pvl

  • Astana

    è la capitale del Kazakistan, situata nel nord del paese sulle rive del fiume Ishim. Con una popolazione di oltre 1,4 milioni di abitanti, è la seconda città più popolosa del Kazakistan dopo Almaty .

    Storia e sviluppo

    Fondata nel 1830 come fortezza cosacca con il nome di Akmolinsk, la città ha subito diversi cambiamenti di nome nel corso della sua storia: Tselinograd durante l’epoca sovietica, Akmola dopo l’indipendenza, e infine Astana nel 1998, quando è diventata ufficialmente la capitale del Kazakistan . Tra il 2019 e il 2022, la città è stata rinominata Nur-Sultan in onore del primo presidente del paese, Nursultan Nazarbayev, per poi tornare al nome Astana nel 2022 .

    Architettura e attrazioni principali

    Astana è rinomata per la sua architettura moderna e futuristica, frutto di un ambizioso piano urbanistico post-indipendenza. Tra le principali attrazioni:

    Torre Baiterek: simbolo della città, rappresenta l’albero della vita della mitologia kazaka ed è alta 105 metri. Dalla sua piattaforma panoramica si gode una vista a 360° sulla città . Khan Shatyr: un centro commerciale e di intrattenimento unico al mondo, ospitato all’interno di una gigantesca tenda trasparente alta 150 metri, progettata dallo studio Foster + Partners . Palazzo della Pace e della Riconciliazione: una piramide di vetro e acciaio alta 77 metri, anch’essa progettata da Foster + Partners, che ospita eventi culturali e religiosi internazionali . Moschea Hazret Sultan: una delle più grandi moschee dell’Asia centrale, inaugurata nel 2012, con un’architettura imponente e decorazioni elaborate . Kazakhstan Central Concert Hall: una sala da concerto progettata dall’architetto italiano Manfredi Nicoletti, caratterizzata da una forma che richiama i petali di un fiore e da un’acustica avanzata .

    Clima e consigli di viaggio

    Astana ha un clima continentale estremo, con inverni molto freddi e ventosi, e estati calde e secche. Le temperature invernali possono scendere fino a -35 °C, rendendola la seconda capitale più fredda del mondo dopo Ulaanbaatar, in Mongolia . Per questo motivo, è consigliabile visitare la città durante la primavera o l’estate, quando il clima è più mite.

    Come arrivare

    Astana è ben collegata grazie al Nursultan Nazarbayev International Airport, situato a circa 17 km dal centro città, che offre voli nazionali e internazionali. La città è anche un importante nodo ferroviario e stradale, facilmente raggiungibile da altre città kazake come Almaty .

    Astana rappresenta un esempio affascinante di città moderna emersa nel cuore della steppa eurasiatica, simbolo del Kazakistan indipendente e della sua visione per il futuro.

  • Enrico Paolucci

    1901/1999

    è stato un pittore, scenografo e docente italiano, tra le figure centrali dell’arte moderna del Novecento.

    Nato a Genova, si trasferì a Torino nel 1911, dove intraprese inizialmente studi in economia e giurisprudenza, ma presto la sua vera vocazione lo condusse verso l’arte.

    Nel 1928 visse a Parigi per circa un anno, entrando in contatto diretto con le opere di Matisse, Dufy e Braque.

    Questo soggiorno parigino fu decisivo per la formazione del suo stile, caratterizzato da un uso audace e lirico del colore, e da una libertà espressiva ispirata al fauvismo e al post-impressionismo francese.

    Nel 1929, al suo ritorno a Torino, fu tra i fondatori del Gruppo dei Sei Pittori di Torino, insieme a Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi e Francesco Menzio.

    Nel 1940 Paulucci divenne professore di pittura all’Accademia Albertina di Torino, di cui fu anche direttore dal 1954.

    Il gruppo, sostenuto dal critico Lionello Venturi, rappresentava una risposta modernista e anti-fascista alle tendenze ufficiali del regime, come il Futurismo e il Novecento Italiano.

    La loro pittura cercava la verità interiore dell’immagine, svincolata da ogni dogma ideologico o accademico.

    Il suo insegnamento si basava sull’idea di una pittura libera, personale, aperta alla modernità ma sempre attenta alla qualità poetica dell’immagine.

    Accanto all’attività pittorica, Paulucci si dedicò anche alla scenografia teatrale, collaborando con registi come Giorgio Strehler e Mario Soldati, e lavorando per teatri di prestigio come il Teatro La Fenice di Venezia.

    La sua opera si concentra su paesaggi, nature morte e marine, spesso realizzati con olio, gouache e tecniche grafiche.

    I suoi quadri colpiscono per la loro forza emotiva e l’equilibrio tra istinto e costruzione formale.

    Enrico Paulucci ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia e le sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private.

    È ricordato come un artista che ha saputo coniugare l’amore per la pittura con un profondo senso etico e civile, restando sempre fedele a una visione libera dell’arte.

    Pvl

  • UGO NESPOLO

    è un artista italiano nato il 29 agosto 1941 a Mosso Santa Maria, in provincia di Biella.

    È noto per la sua produzione eclettica che abbraccia pittura, scultura, cinema sperimentale, arti applicate e design.

    Il suo stile è caratterizzato da ironia, colore vivace e un approccio giocoso all’arte.

    Formazione e primi anni

    Dopo essersi trasferito a Torino, Nespolo ha studiato pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti con Enrico Paulucci e si è laureato in Lettere Moderne all’Università di Torino, con una tesi in semiologia .

    Negli anni Sessanta ha debuttato sulla scena artistica italiana, influenzato dalla Pop Art americana, dall’Arte Concettuale, dall’Arte Povera e dal movimento Fluxus .

    Cinema sperimentale

    A partire dal 1966, Nespolo ha realizzato numerosi cortometraggi sperimentali, coinvolgendo artisti come Lucio Fontana, Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto e Allen Ginsberg.

    Le sue opere cinematografiche sono state proiettate in istituzioni prestigiose come il Centre Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum of Art e la Biennale di Venezia .

    Arti applicate e design

    Negli anni Ottanta, Nespolo ha ampliato la sua attività artistica includendo ceramiche, vetri soffiati, manifesti e campagne pubblicitarie per marchi come Campari e Azzurra .

    Ha anche collaborato con la Vetreria muranese Barovier & Toso e ha assunto la direzione artistica di Richard Ginori .

    Progetti pubblici e incarichi istituzionali

    Nel 2002, Nespolo è stato nominato coordinatore artistico della Metropolitana di Torino, contribuendo alla realizzazione di un “museo sotterraneo di arte moderna” con incisioni e immagini decorative nelle stazioni .

    Nel 2007 ha disegnato il Drappellone per il Palio di Siena e, nello stesso anno, è diventato presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, incarico mantenuto fino al 2014 .

    Opere monumentali

    Tra le sue opere pubbliche più note vi è il “Monumento Nespolo”, installato nel 1998 a San Benedetto del Tronto.

    La scultura, alta sette metri e realizzata in acciaio dipinto, incorpora versi di Dino Campana e rappresenta una critica ironica al mondo del lavoro .

    Stile e riconoscimenti

    L’arte di Nespolo è riconoscibile per l’uso di colori vivaci, forme geometriche e un approccio ludico.

    Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha esposto le sue opere in musei e gallerie internazionali, consolidando la sua posizione come figura di spicco dell’arte contemporanea italiana.

    www.nespolo.comunque.com

  • Hjalmar Schacht

    è una figura complessa della storia economica e politica tedesca del XX secolo, spesso definito come “il banchiere di Hitler” per il ruolo che ricoprì nella Germania nazista.

    Tuttavia, il suo rapporto con il regime fu articolato e, col tempo, sempre più critico.

    Chi era Hjalmar Schacht?

    Hjalmar Horace Greeley Schacht (1877–1970) fu un economista e banchiere tedesco, presidente della Reichsbank (la banca centrale tedesca) e poi ministro dell’Economia sotto il regime nazista.

    Prima ancora, si era distinto come tecnico brillante già durante la Repubblica di Weimar.

    Il ruolo negli anni ’20: il salvatore del marco

    Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, la Germania fu colpita da una devastante iperinflazione.

    Schacht divenne famoso per il suo intervento nel 1923-24, quando contribuì alla stabilizzazione del marco attraverso l’introduzione del Rentenmark, guadagnandosi grande stima internazionale.

    Nel 1924 fu nominato presidente della Reichsbank.

    L’ascesa del nazismo e la collaborazione con Hitler

    Nel 1933, con l’ascesa al potere di Adolf Hitler, Schacht tornò alla guida della Reichsbank e fu nominato Ministro dell’Economia nel 1934.

    Fu lui l’architetto della ripresa economica della Germania nei primi anni del regime nazista.

    Le sue misure inclusero:

    Programmi di lavori pubblici (come l’autostrada, Autobahn), Finanziamenti indiretti al riarmo tedesco, mascherati con ingegnose tecniche contabili (i cosiddetti “Mefo-Wechsel”), Controllo sui movimenti di capitale e sul commercio estero.

    Schacht non era un nazista in senso ideologico, ma vide in Hitler uno strumento per riportare potenza e stabilità alla Germania.

    Il distacco da Hitler

    Dal 1936 in poi, Schacht cominciò a prendere le distanze dalla politica economica aggressiva e sempre più militarizzata del regime.

    Era contrario al deficit cronico causato dal riarmo e ai metodi autoritari di gestione economica introdotti da Hermann Göring con il “Piano quadriennale”.

    Nel 1939 fu costretto a lasciare sia la Reichsbank che il governo.

    Anche se non fu mai attivamente coinvolto nella resistenza, Schacht ebbe contatti con ambienti conservatori ostili a Hitler, e fu brevemente arrestato dopo il fallito attentato del 20 luglio 1944.

    Dopo la guerra

    Schacht fu arrestato dagli Alleati e processato a Norimberga, ma fu assolto nel 1946, in quanto non ritenuto partecipe diretto dei crimini di guerra o contro l’umanità.

    In seguito, lavorò come consulente economico e scrisse diverse memorie.

    In sintesi

    Tecnocrate e patriota, Schacht fu fondamentale nel risollevare l’economia tedesca due volte: dopo la Prima guerra mondiale e nei primi anni del nazismo.

    Complice tecnico ma non ideologico del Terzo Reich, contribuì al suo consolidamento, ma se ne distaccò prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale.

    La sua figura resta ambigua: da un lato il genio finanziario, dall’altro il complice involontario (o parzialmente consapevole) di un regime totalitario.

  • Guido Maria Brera

    Nato a Roma nel 1969, è noto sia per la sua carriera nel mondo della finanza sia per la sua attività letteraria e nel campo dell’intrattenimento.

    Carriera

    Brera ha cominciato la sua carriera nella finanza negli anni ’90, diventando uno dei fondatori del gruppo Kairos Partners, una società di gestione patrimoniale con sede a Milano. È conosciuto per la sua capacità di coniugare visione economica e analisi culturale, diventando una figura pubblica riconosciuta anche al di fuori del mondo finanziario.

    Attività letteraria e mediatica

    Guido Maria Brera è autore di diversi libri, tra cui:

    “I diavoli” (2014): un romanzo che racconta la crisi finanziaria europea attraverso gli occhi di un insider della City di Londra. Il libro ha avuto un forte impatto e ha ispirato una serie televisiva omonima, Diavoli, prodotta da Sky, con protagonisti Patrick Dempsey e Alessandro Borghi. “La fine del tempo” (2023): un’opera che affronta i temi del cambiamento climatico, delle disuguaglianze sociali e della transizione energetica, mostrando l’intersezione tra economia, finanza e sostenibilità.

    Brera è anche co-fondatore della piattaforma culturale The New Institute for the Future, che si occupa di esplorare i grandi cambiamenti sociali e culturali del nostro tempo.

    Vita privata

    È sposato con la conduttrice televisiva Caterina Balivo, con cui ha figli. È noto per un’immagine pubblica che mescola rigore professionale e riflessione critica sul sistema finanziario globale.

    Pensiero

    Brera è tra le voci italiane più attive nel promuovere una riflessione etica sulla finanza. Nei suoi scritti e nelle interviste denuncia spesso le derive speculative del capitalismo contemporaneo, auspicando una transizione verso modelli più sostenibili ed equi.

  • Parlamento di Belfast

    Parlamento di Belfast

    è comunemente conosciuto come Stormont, dal nome del quartiere orientale di Belfast in cui si trova l’edificio che lo ospita.

    È la sede dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord (Northern Ireland Assembly), l’organo legislativo devoluto responsabile per una serie di materie interne alla regione, tra cui sanità, istruzione, agricoltura e giustizia.

    Breve panoramica storica

    Costruzione

    L’edificio di Stormont è stato completato nel 1932 e originariamente ospitava il Parlamento dell’Irlanda del Nord, istituito nel 1921 dopo la suddivisione dell’isola d’Irlanda.

    Sospensione

    Il parlamento fu sospeso nel 1972, in seguito al peggioramento della situazione politica e alla crescente violenza durante i Troubles.

    Rinascita

    Dopo gli Accordi del Venerdì Santo (Good Friday Agreement) del 1998, fu istituita una nuova Assemblea con poteri devoluti da Westminster (il Parlamento del Regno Unito).

    Funzioni principali

    L’Assemblea di Stormont

    Legifera su materie devolute (non riservate a Westminster) Elegge il Primo Ministro e il Vice Primo Ministro Supervisiona il lavoro dei ministeri nordirlandesi

    Architettura

    L’edificio è noto per la sua maestosa facciata neoclassica e la lunga Prince of Wales Avenue, una strada alberata che conduce al parlamento.

    All’interno ospita le aule dell’assemblea, gli uffici dei ministri e spazi per eventi ufficiali.

    Crisi politiche ricorrenti

    Stormont ha vissuto vari periodi di sospensione delle attività dovuti a tensioni politiche tra i partiti unionisti e nazionalisti.

    Questi momenti riflettono la complessità della governance condivisa prevista dagli accordi di pace.

    Pvl

  • SIBARI

    PARCO ARCHEOLOGICO

    situato nella frazione omonima del comune di Cassano all’Ionio (CS), è uno dei siti più significativi della Magna Grecia.

    Fondato nel 720 a.C. da coloni achei, Sibari divenne una delle città più ricche e influenti dell’antichità.

    Oggi, il parco conserva testimonianze delle epoche greca, ellenistica e romana, tra cui resti urbani, strade ortogonali, edifici pubblici e un teatro.

    Come arrivare

    Il parco si trova a circa 6 km dalla stazione ferroviaria di Sibari.

    RED@

  • Parco del Lago Trasimeno

    Parco del Lago Trasimeno

    è un’area naturale protetta istituita nel 1995 per tutelare e valorizzare il lago Trasimeno e il suo territorio circostante, che comprende i comuni di Castiglione del Lago, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno e Tuoro sul Trasimeno, oltre ad altri comuni della Comunità Montana Monti del Trasimeno.

    Caratteristiche principali

    Il parco copre una superficie di circa 13.200 ettari e include il lago Trasimeno, il quarto lago più grande d’Italia per superficie, e le sue sponde.

    Comprende tre isole principali: Isola Polvese (la più grande, con un centro didattico e ambientale), Isola Maggiore (abitata tutto l’anno, con un borgo medievale e monumenti storici) e Isola Minore (privata) .

    L’area è di grande interesse naturalistico, con zone umide fondamentali per l’avifauna acquatica e habitat per numerose specie ittiche, alcune autoctone .

    Il parco è anche ricco di storia e cultura, con paesaggi, borghi storici e tradizioni legate alla pesca .

    Cosa vedere e fare

    Visitare le isole con il servizio di navigazione di Busitalia, che collega i principali centri lacustri e le isole .

    Esplorare l’Isola Polvese, con la Rocca del XV secolo, il Giardino delle Piante Acquatiche e la spiaggia attrezzata per famiglie .

    Scoprire l’Isola Maggiore, con la chiesa di San Salvatore, la casa del Capitano del Popolo, il Museo del Merletto e i luoghi legati a San Francesco d’Assisi .

    Fare attività all’aperto come birdwatching, escursioni tra ulivi e vigneti, e pedalate lungo le strade di campagna che collegano i borghi storici .

    Il Parco del Lago Trasimeno rappresenta quindi un luogo ideale per chi ama natura, storia e cultura, offrendo un ambiente protetto e ricco di attrazioni sia naturali che artistiche .

    Pvl

  • ISOLE MATSU

    ISOLE MATSU


    Le Isole Matsu sono un arcipelago di 19 isole e isolette situato nello Stretto di Taiwan, amministrate come Contea di Lienchiang dalla Repubblica di Cina (Taiwan), anche se sono geograficamente parte della provincia cinese del Fujian. La Cina continentale (RPC) rivendica l’arcipelago come parte della sua Contea di Lianjiang.

    Origine del nome

    Le isole prendono il nome dalla dea del mare Matsu (o Mazu), molto venerata nelle culture costiere cinesi.


    Geografia

    Localizzazione:

    Fujian orientale, vicino alla costa della Cina continentale

    Coordinate principali:

    26°09′N 119°56′E

    Superficie totale:

    29,6 km²

    Numero di isole:

    19 (di cui solo alcune abitate stabilmente)

    Altitudine massima:

    298 m (Beigan)

    Centro principale:

    Nangan

    Popolazione:

    Circa 12.700 abitanti (2016)

    Lingua:

    Dialetto di Fuzhou (Min Dong)

    Isole principali

    Nangan

    (capoluogo)

    Beigan

    Dongyin

    Dongju e Xiju

    (nel comune di Juguang)


    Storia

    Migrazione storica:

    Gli abitanti originari provenivano dal Fujian, soprattutto dalla zona di Changle.

    Epoca Qing:

    Le isole furono rifugio di pirati e subirono periodi di abbandono.

    Non occupate dal Giappone:

    A differenza di Taiwan e Penghu, non furono cedute al Giappone nel 1895 né occupate nella Seconda guerra mondiale.

    Dopo il 1949:

    Rimasero sotto il controllo di Taiwan dopo la guerra civile cinese.

    Importanza strategica:

    Durante la Guerra Fredda, furono al centro di tensioni tra USA, Cina e Taiwan (famoso il dibattito “Quemoy e Matsu” tra Kennedy e Nixon nel 1960).


    Amministrazione

    La Contea di Lienchiang è suddivisa in 4 comuni:

    Nangan

    Beigan

    Juguang

    (che comprende Dongju e Xiju)

    Dongyin


    Economia

    Agricoltura:

    Riso, canna da zucchero, tè, arance

    Pesca:

    Pesci, vongole, meduse

    Turismo:

    Crescente, grazie a siti storici, tunnel militari, fortezze e paesaggi naturali


    Attrazioni e Turismo

    Tunnel di granito

    (Nangan e Beigan): Costruiti a scopo militare negli anni ’60, ora visitabili.

    Forte di Ferro

    (Nangan): Ex postazione militare su una scogliera.

    Villaggio di Chin Be

    (Beigan): Architettura storica e spiaggia panoramica.

    Tempio di Matsu

    (Nangan): Dedicato alla dea omonima, con il sarcofago della leggendaria Lin Muoniang.

    Santuario degli uccelli:

    Area protetta per specie rare, tra cui la sterna di Bernstein.


    Curiosità

    Le isole sono il luogo della morte (non della nascita) della dea Matsu.

    Il clima è rigido per la latitudine (media annua 8,9°C).

    Sono facilmente esplorabili in scooter; Nangan e Beigan hanno anche aeroporti.


    Approfondimenti e link utili

    Sito ufficiale della Contea di Lienchiang

    Matsu su Wikivoyage (EN)

    Immagini su Wikimedia Commons


    Pvl

  • Oskar Schindler

    era un imprenditore tedesco e membro del Partito Nazista che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvò circa 1.100-1.200 ebrei dallo sterminio nazista impiegandoli nelle sue fabbriche di smalti e munizioni, inizialmente a Cracovia e poi a Brünnlitz (Moravia).

    Sfruttando il programma nazista di “arianizzazione” delle imprese e la sua posizione, Schindler acquistò una fabbrica e assunse ebrei come lavoratori forzati, proteggendoli dalla deportazione nei campi di sterminio.

    Durante la liquidazione del ghetto di Cracovia, permise ai suoi operai di restare nella fabbrica, offrendo loro rifugio sicuro.

    Per giustificare la loro importanza, creò un reparto per la produzione di armi, sostenendo che fossero essenziali allo sforzo bellico tedesco.

    Schindler usò abilità diplomatiche e corruzione per proteggere i suoi operai, corrompendo ufficiali delle SS e impedendo l’accesso di guardie non autorizzate.

    Fu arrestato tre volte, ma mai condannato per le accuse di aiuto agli ebrei.

    Nel 1944 trasferì la fabbrica a Brünnlitz, portando con sé circa 1.200 ebrei indicati nella celebre “Lista di Schindler”, salvandoli così dalla deportazione ad Auschwitz.

    Per il suo coraggioso operato, nel 1967 fu riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” da Yad Vashem.

    La sua storia è diventata celebre grazie al libro “L’Arca di Schindler” e al film “Schindler’s List”.

  • CRACOVIA/Fabbrica di Oskar Schindler

    a Cracovia è una delle mete storiche più significative per chi desidera comprendere la storia della città durante l’occupazione nazista e il ruolo straordinario di Schindler nel salvare oltre mille ebrei dalla Shoah.

    Oggi la fabbrica è un museo che offre un’esperienza immersiva e toccante, consigliata a chiunque sia interessato alla storia della Seconda Guerra Mondiale, alla memoria della Shoah e alle storie di coraggio individuale.

    Ecco perché visitarla e cosa aspettarsi

    Fabbrica di Oskar Schindler (Fabryka Emalia Oskara Schindlera)

    La Fabbrica di Oskar Schindler è oggi un museo storico di primaria importanza a Cracovia, situato nell’edificio originale in via Lipowa 4.

    La sua fama internazionale deriva dal ruolo di Schindler, imprenditore tedesco che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvò circa 1.100 ebrei impiegandoli nella sua fabbrica e proteggendoli dalla deportazione nei campi di sterminio.

    La storia è stata resa celebre dal romanzo ‘La lista di Schindler’ e dal film di Steven Spielberg.

    Il museo ospita una mostra permanente che racconta la vita a Cracovia durante l’occupazione nazista, la persecuzione degli ebrei, la resistenza, e il coraggio di Schindler.

    L’esposizione è articolata in 45 sale tematiche, con documenti, fotografie, testimonianze e ricostruzioni immersive che permettono di comprendere sia la grande storia sia le vicende personali dei protagonisti.

    Il percorso è intenso e consigliato a un pubblico adulto o adolescente, data la drammaticità dei temi trattati.

    Il museo è accessibile, ben organizzato e spesso molto frequentato: si raccomanda la prenotazione anticipata.

    La visita può essere arricchita da tour guidati che approfondiscono la storia di Schindler e dei suoi lavoratori.

    La Fabbrica fa parte anche del Sentiero della Memoria di Cracovia, insieme ad altri luoghi simbolo della memoria ebraica e della resistenza cittadina.

    Un’esperienza imprescindibile per chi visita Cracovia e desidera confrontarsi con la memoria storica europea.

    Pvl

  • Marco Bigego


    Novità e Highlights

    INCANTO BLU

    Collezione di stagione “Incanto Blu” è presentata come la tonalità più affascinante della stagione, suggerendo nuove creazioni ispirate a questa nuance elegante.

    MARTA ORTEGA – Nuova Brand Ambassador

    Collaborazione Marta Ortega, celebre campionessa internazionale di padel, è la nuova ambasciatrice del marchio.

    Valori condivisi Marco Bicego celebra con Marta Ortega la passione per la bellezza, l’autenticità e l’eccellenza, accompagnandola sia dentro che fuori dal campo di gioco.

    LE NOSTRE BOUTIQUE

    Esperienza in boutique Invito a scoprire la creatività e l’ospitalità delle boutique Marco Bicego, dove è possibile vivere l’esperienza del brand e ammirare le collezioni dal vivo.



    [1] it https://marcobicego.com/it

  • Donatella Cinelli Colombini

    Donatella Cinelli Colombini è una figura di rilievo nel mondo del vino e dell’enoturismo italiano, nata nel 1953 in una famiglia storica produttrice di Brunello di Montalcino. Laureata in Storia dell’Arte Medievale, nel 1993 ha fondato il “Movimento del turismo del vino” e ideato “Cantine Aperte”, evento che ha rivoluzionato l’enoturismo in Italia[3].

    Nel 1998 ha creato la sua azienda unendo la Fattoria del Colle a Trequanda e il Casato Prime Donne a Montalcino, quest’ultimo la prima cantina italiana gestita esclusivamente da donne, dando vita al Progetto Prime Donne, che promuove il ruolo femminile nel settore vinicolo[3][4].

    Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’Oscar come miglior produttore italiano (2003), il Premio Internazionale Vinitaly (2012), la presidenza del Consorzio del vino Orcia e delle Donne del Vino, e la nomina a Cavaliere della Repubblica Italiana[3][4].

    Le sue tenute si trovano in Toscana, tra le Crete Senesi e la Val d’Orcia, e producono vini di alta qualità come Brunello di Montalcino, Chianti DOCG e Orcia DOC. La sua cantina Casato Prime Donne è nota per vini di riferimento e per essere un simbolo di imprenditoria femminile nel settore[1][4][5].

    Oltre alla produzione vinicola, offre esperienze di enoturismo uniche con degustazioni, soggiorni tematici e wine tour nelle sue cantine a Montalcino e Trequanda[1][2].

    Fonti
    [1] Donatella Cinelli Colombini – Wine destination in Toscana https://www.cinellicolombini.it
    [2] Donatella Cinelli Colombini (@donatellacinellicolombini) – Instagram https://www.instagram.com/donatellacinellicolombini/
    [3] Vini della cantina Donatella Cinelli Colombini Online su Tannico https://www.tannico.it/cantina/donatella-cinelli-colombini.html
    [4] Donatella Cinelli Colombini, Grandi vini di Toscana – Millesima.it https://www.millesima.it/produttore-donatella-cinelli-colombini.html
    [5] Vino di Donatella Cinelli Colombini – Italvinus https://www.italvinus.it/it/cantina/donatella-cinelli-colombini/

  • Gopnik


    Gopnik: Chi sono e cosa rappresentano

    Cos’è un Gopnik?

    Il Gopnik è una subcultura giovanile tipica della Russia, dei paesi dell’ex-Unione Sovietica e di altre nazioni slave. Si tratta di giovani (solitamente sotto i 25 anni) appartenenti alle classi sociali più basse, spesso associati a comportamenti antisociali e a un particolare stile di vita.


    Origini sociali e culturali

    • Provenienza da famiglie a basso reddito e basso livello di istruzione.
    • Simbolo del degrado culturale e sociale post-sovietico.
    • Paragonabili a figure come i “white trash” negli USA o i “chav” nel Regno Unito.

    Etimologia del termine

    • Deriva probabilmente da “gop-stop”, termine russo per rapina.
    • Potrebbe essere collegato agli ospizi per indigenti (GOP) creati dopo la Rivoluzione d’Ottobre.
    • Altra possibile origine è il verbo desueto “gopat’” (dormire per strada).

    Caratteristiche e stereotipi

    • Postura tipica: “Slav squat” (accovacciati), legata alla cultura carceraria russa.
    • Abbigliamento: tute sportive Adidas, simbolo di status dal 1980.
    • Comportamenti: riunioni in gruppo, consumo di semi di girasole (semyon), e spesso coinvolgimento in attività antisociali come furti.
    • Aspetto culturale: simbolo di una generazione marginalizzata e in crisi.

    Curiosità

    • La posa dello “slav squat” è diventata un meme virale su internet.
    • Il fenomeno è studiato in ambito sociologico per comprendere le trasformazioni post-sovietiche.


  • Gotthard (band heavy metal/hard rock)


    I Gotthard sono una band heavy metal/hard rock svizzera, fondata a Lugano nel 1992.

    Il gruppo nacque inizialmente col nome di Krak, con Steve Lee (voce), Leo Leoni (chitarra), Marc Lynn (basso) e Hena Habegger (batteria).

    Successivamente, sotto la guida di Chris von Rohr (ex Krokus), cambiarono nome in Gotthard, ispirandosi al Passo del San Gottardo.

    • Debutto (1992): L’album Gotthard ebbe subito successo, restando per mesi nelle classifiche svizzere e ottenendo il disco di platino.
    • Dial Hard (1994): Consolidò il successo, raggiungendo il primo posto in classifica in Svizzera e buoni risultati anche in Germania e Giappone.
    • G. (1996): Ancora un numero uno in Svizzera, con tour sold out e presenza nelle classifiche europee e giapponesi.
    • D-Frosted (1997): Album live acustico che ampliò il pubblico della band, ottenendo doppio platino.
    • Open (1999), Homerun (2001), Human Zoo (2003): Altri album di successo, con Homerun che divenne il loro disco più venduto grazie al singolo Heaven.
    • Lipservice (2005), Domino Effect (2007), Need to Believe (2009): Continuano a dominare le classifiche svizzere, con diversi tour internazionali e riconoscimenti.

    • 2010: Il cantante Steve Lee muore tragicamente in un incidente stradale. La band si prende una pausa per decidere il futuro.
    • 2011: Viene scelto come nuovo cantante Nic Maeder, con cui pubblicano Firebirth (2012) e continuano la carriera internazionale.

    • Oltre 3 milioni di dischi venduti nel mondo, di cui un milione solo in Svizzera.
    • Più di 560 settimane complessive nelle classifiche svizzere.
    • Numerosi dischi di platino e premi, tra cui il Diamond Award per il milione di copie vendute in Svizzera.

    I Gotthard sono considerati tra i gruppi rock più importanti della Svizzera, con grande seguito anche in Germania e Giappone. Hanno partecipato a festival internazionali, tour in Europa, Sud America, Giappone e persino una crociera metal negli USA.

    • Il nome “Gotthard” gioca sia sul passo svizzero che sulle parole inglesi “got” e “hard”.
    • Hanno reinterpretato celebri brani come Hush (Joe South) e Ruby Tuesday (Rolling Stones).
    • Hanno collaborato con artisti come Vivian Campbell (Def Leppard).

    • Nic Maeder: voce
    • Leo Leoni: chitarra
    • Freddy Scherer: chitarra
    • Marc Lynn: basso
    • Hena Habegger: batteria

    Puoi trovare la pagina completa qui su Wikipedia.

  • PORTOGALLO/CATTEDRALE DI BRAGA

    PORTOGALLO/CATTEDRALE DI BRAGA



    La Cattedrale di Braga è uno dei monumenti più importanti della città e uno dei principali edifici religiosi del Portogallo.

    La sua costruzione fu iniziata dal vescovo Pedro I e la cattedrale venne consacrata nel 1089, anche se inizialmente furono completate solo le cappelle orientali.

    La costruzione riprese nel XII secolo e si protrasse fino alla metà del XIII secolo.

    L’edificio originario era in stile romanico-borgognone, simile a quello della famosa abbazia di Cluny in Francia.

    La cattedrale ebbe una forte influenza su molte chiese e monasteri portoghesi successivi.

    Nel corso dei secoli, la cattedrale è stata ampiamente modificata e ampliata, diventando un vero e proprio mosaico di stili architettonici:

    Romanico

    struttura originaria.

    Gotico

    aggiunta di nuove cappelle e dei portici d’ingresso.

    Manuelino

    nuova cappella principale.

    Barocco

    torrette, cappelle e gran parte della decorazione interna.

    Dal 1552 la cattedrale ospita le reliquie di San Pietro di Rates.


    La cattedrale è uno dei simboli spirituali e storici della città di Braga.

    È considerata la più antica cattedrale del Portogallo.

    La sua architettura è un vero viaggio attraverso i secoli, riflettendo le trasformazioni artistiche e religiose del Paese.


    Cattedrale di Braga


    Pvl

  • Isole Spratly


    Isole Spratly: panoramica

    Le Isole Spratly (in tagalog: Kapuluan ng Kalayaan, in cinese: 南沙群岛, in vietnamita: Quần Đảo Trường Sa) sono un arcipelago situato nel Mar Cinese Meridionale, tra le Filippine, il Vietnam e il Brunei, attorno al 10º parallelo nord (coordinate: 8°38′N 111°55′E).

    Caratteristiche geografiche

    • Superficie emersa: circa 5 km²
    • Area totale (incluso mare circostante): circa 410.000 km²
    • Composizione: Circa 30 isolotti e 40 atolli, per un totale di un centinaio di isole e isolotti di dimensioni molto ridotte
    • Ambiente: Territorio inospitale, ma ricco di risorse energetiche (petrolio e gas naturale) nei fondali marini

    Suddivisione territoriale de facto

    • Vietnam (provincia di Khanh Hoa): 7 isole, 16 reef, 3 banchi
    • Cina (provincia di Hainan): 8 atolli
    • Filippine (provincia di Palawan): 7 isole, 2 reef
    • Malaysia (stato di Sabah): 1 isola artificiale, 5 reef, 1 banco sabbioso
    • Taiwan (municipalità di Kaohsiung): 1 isola, 1 reef
    • Brunei: 1 reef

    Alcune aree sono disabitate e contese; altre non sono occupate né controllate da alcuno Stato.


    Status politico e contese

    Le Spratly sono oggetto di una disputa territoriale tra diverse nazioni del Sud-est asiatico:

    • Vietnam
    • Filippine
    • Cina
    • Malaysia
    • Taiwan
    • Brunei

    Le Filippine controllano la porzione più estesa, mentre il Vietnam occupa il maggior numero di isole. L’interesse strategico e le risorse energetiche hanno portato a numerosi scontri diplomatici e militari, oltre a concessioni petrolifere a compagnie occidentali e statunitensi sia da parte del Vietnam che della Cina.

    Isole artificiali cinesi

    Negli ultimi anni, la Cina ha costruito isole artificiali, tra cui una pista d’atterraggio di 3 km su Fiery Cross Reef e una base navale su Subi Reef. Queste azioni hanno suscitato proteste da parte degli Stati Uniti e degli altri paesi rivendicatori, portando a pattugliamenti della US Navy vicino alle isole artificiali.


    Cultura e letteratura

    Le Spratly sono ambientazione di romanzi come Quota periscopio di Tom Clancy e Operazione Vulcano di Jack Du Brul.


    Collegamenti utili


    Approfondimenti correlati

    • Isole Paracelso
    • Linea dei nove tratti (Nine-dash line)
    • Azione del 14 marzo 1988 (scontro tra Cina e Vietnam)

    [1] Isole_Spratly https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Spratly

  • Meloni in Asia Centrale


    Missione di Giorgia Meloni in Asia Centrale

    Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, è partita per una missione strategica in Asia Centrale, che prevede diverse tappe e incontri di alto livello.

    Tappe principali

    Samarcanda (Uzbekistan)
    Incontro bilaterale con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev.

    Astana (Kazakistan)
    Partecipazione all’Astana International Forum (30 maggio), dedicato a temi come politica estera, sicurezza internazionale, transizione energetica, cambiamento climatico, economia e finanza.

    Obiettivi e incontri

    Incontri bilaterali anche con i presidenti di Kirghizistan (Sadir Japarov), Tagikistan (Emomali Rahmon) e Turkmenistan (Serdar Berdimuhamedow).

    Firma di una Dichiarazione congiunta sul partenariato strategico bilaterale con il Kazakistan e accordi di cooperazione in settori chiave: infrastrutture, energia, materie prime critiche, sostegno alle PMI.

    Vertice Italia-Asia Centrale (formato 1+5) ad Astana, con i Capi di Stato e di governo di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.

    Temi centrali della missione

    Rafforzamento delle relazioni bilaterali e nuove sinergie in ambito politico, economico e regionale.

    Cooperazione regionale su energia, materie prime strategiche, gestione sostenibile delle risorse idriche, sicurezza (lotta a terrorismo e narcotraffico), connettività, formazione accademica e professionale.

    Importanza strategica

    L’Italia è il terzo partner commerciale del Kazakistan e punta a rafforzare il dialogo con l’Asia Centrale, area di crescente importanza strategica.


  • ORFEO TAMBURI

    Orfeo Tamburi


    Biografia

    1910/1994 è stato un importante pittore italiano del Novecento.

    Primi anni e formazione

    Nato da Rodolfo Tamburi (barbiere) e Rosa Papa (sarta e casalinga).

    Dopo il diploma all’Istituto tecnico nel 1926, ottiene una borsa di studio e si iscrive al Liceo Artistico di Roma nel 1927.

    Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma.

    Carriera artistica

    Nel 1936 si trasferisce a Parigi, dove entra in contatto con i maggiori pittori dell’epoca e scopre l’arte di Cézanne.

    Tornato in Italia, collabora con teatri romani e riceve la commissione per decorare l’atrio del teatro EUR.

    Partecipa più volte alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia, conoscendo anche lo scrittore Curzio Malaparte.

    Dopo la Seconda guerra mondiale si stabilisce nuovamente a Parigi, esponendo in Belgio, Francia, Svizzera e Paesi Bassi.

    Nel 1949-1950 aderisce alla Collezione Verzocchi sul tema del lavoro, inviando l’opera La fornace e un autoritratto.

    Esperienze e viaggi

    Nel 1952 recita nell’episodio “Invidia” del film “I sette peccati capitali” diretto da Roberto Rossellini.

    Tra il 1955 e il 1956 viaggia negli Stati Uniti, esponendo a Los Angeles, San Francisco e New York, anche come inviato della rivista “Fortune”.

    Negli anni ’60 visita Londra, la Grecia, l’Austria e continua a esporre in Italia e all’estero.

    Nel 1963-64 partecipa alla mostra “Peintures italiennes d’aujourd’hui” in Medio Oriente e Nordafrica.

    Nel 1964 dona numerose opere alla pinacoteca civica di Jesi; nel 1969 fonda il premio “Rosa Papa Tamburi”.

    Nel 1975 pubblica il “Quaderno del Pittore”.

    Ultimi anni

    Negli anni successivi riduce i viaggi ma continua a esporre nelle principali città italiane.

    Muore a Ermont, in Francia, nel 1994.


    Opere principali

    • Piccola Roma (1944)

    • La modella (1942)

    • La fornace (1949-1950, Collezione Verzocchi, Forlì)

    • Il pane (1960)

    • Incontri (1965)

    • Itinerari: America ’57 (1970)

    • Quaderno del pittore (1975)

    • Malaparte come me (1979)


    Orfeo Tamburi nei musei

    Le sue opere sono conservate in :

    Museo civico e della mail art di Montecarotto (AN)

    Museo nazionale d’Abruzzo (L’Aquila)

    Pinacoteca civica e Galleria d’Arte contemporanea di Jesi (AN)

    Collezione Verzocchi, Palazzo Romagnoli (Forlì)

    Museo Palazzo Ricci (Macerata)


    Curiosità

    Nel 1952 ebbe una breve esperienza come attore cinematografico.

    Fondò il premio “Rosa Papa Tamburi” in onore della madre.

    Fu anche pubblicista e scrittore di quaderni e itinerari artistici.


    Per approfondire:
    Orfeo Tamburi

    Pvl

  • Govinda

    Govinda ha diversi significati e riferimenti:

    • Religioso: Govinda è uno dei nomi sanscriti di Krishna (o Vishnu), che significa letteralmente “colui che procura le vacche” o “capo bovaro”, un appellativo che indica Krishna come protettore delle mandrie e del creato. È legato anche ai nomi Gopāla e Gopīnātha, che si riferiscono a Krishna come pastore e signore delle pastorelle. Questo nome riflette l’origine pastorale e guerriera di Krishna, integrata nella tradizione vedica e brahmanica[1].
    • Personaggio pubblico: Govinda è anche il nome di un famoso attore e politico indiano, Govind Arun Ahuja (nato nel 1963), noto per aver recitato in oltre 120 film di Bollywood e per la sua carriera politica con l’Indian National Congress Party[5].
    • Ristorante a Milano: Govinda è un ristorante vegetariano e vegano a Milano, gestito dalla comunità Hare Krishna. Offre cucina indiana e italiana con menù a prezzo fisso, servendo “Prasadam”, cibo offerto alle divinità. Il locale include anche un tempio e propone un’esperienza spirituale oltre che culinaria[3][4].
    • Marchio di prodotti biologici: Govinda è anche un marchio di prodotti biologici naturali, disponibili online con consegna rapida[6].

    Quindi “Govinda” può riferirsi a una divinità, a una persona famosa, a un ristorante o a un marchio, a seconda del contesto.

    Fonti
    [1] Govinda – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Govinda
    [2] Govinda a Milano – Menu, prezzi, immagini, recensioni e … – TheFork https://www.thefork.it/ristorante/govinda-r755763
    [3] GOVINDA, Milano – Menu, Prezzo, Ristorante Recensioni … https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187849-d25460775-Reviews-Govinda-Milan_Lombardy.html
    [4] Govinda Milano (@govinda_milano) • Instagram photos and videos https://www.instagram.com/govinda_milano/
    [5] Govinda (attore) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Govinda_(attore)
    [6] Acquista online prodotti biologici del marchio Govinda – Ayurveda 101 https://www.ayurveda101.it/govinda
    [7] govinda108 | Instagram, Facebook – Linktree https://linktr.ee/govinda108
    [8] Menù completo e carta 2025 – Govinda a Milano – TheFork https://www.thefork.it/ristorante/govinda-r755763/menu

  • BARBARA GRUDEN

    BARBARA GRUDEN

    E’ una giornalista triestina, laureata in germanistica, con una lunga carriera nel giornalismo iniziata già al liceo collaborando con il quotidiano Primorski dnevnik, dove è diventata professionista.

    Ha lavorato come free-lance raccontando i conflitti nell’ex Jugoslavia e poi è entrata in Rai, occupandosi di esteri prima al Giornale Radio e poi al Tg3.

    Da inviata ha coperto importanti eventi internazionali come il terremoto di Haiti, la catastrofe nucleare di Fukushima, la guerra di Gaza nel 2014, il conflitto in Ucraina tra il 2014 e il 2017, la rotta balcanica dei profughi e gli attentati islamisti in Europa tra il 2015 e il 2017.

    Dal 2017 è corrispondente Rai da Berlino, città che conosce da oltre 30 anni e dove segue la politica e la cultura tedesca.

    Barbara Gruden è nota per il suo approfondito lavoro di corrispondenza internazionale e partecipa regolarmente a eventi e festival, come il Link Media Festival a Trieste, dove parla di temi europei e della Germania.

    Tiene inoltre incontri pubblici, come quello al Circolo della Stampa di Trieste, per raccontare la sua esperienza professionale e il suo legame con Trieste.

    La giornalista mantiene riservata la sua vita privata.

    Barbara Gruden, triestina doc, è oggi corrispondente per la Rai dalla Germania, un ruolo che racchiude anni di esperienza e una profonda passione per l’estero e la cultura tedesca.

    La carriera di Barbara è iniziata già ai tempi del liceo, quando ha iniziato a collaborare con il Primorski Dnevnik, quotidiano per cui è stata assunta nel 1988, subito dopo la laurea.

    Qui ha mosso i primi passi nel giornalismo, occupandosi soprattutto di cronaca nera.

    Successivamente ha lavorato per testate locali come TriesteOggi e Il Gazzettino, e ha collaborato con testate nazionali, fino ad approdare alla Rai nel 1995, nella redazione slovena del Friuli Venezia Giulia.

    Dopo anni di precariato tra Trieste e Roma, è stata finalmente assunta nella redazione italiana del FVG. Nel 2004, grazie al Giornale Radio Rai, ha potuto seguire la sua grande passione per l’estero, lavorando prima al Tg3 e poi ottenendo nel 2017 la nomina a corrispondente, un incarico che richiedeva una profonda conoscenza del territorio e della lingua.

    Berlino non è una città scelta a caso da Barbara, ma un luogo che conosce da oltre trent’anni.

    La sua prima visita risale al 1981, in un’epoca in cui la città era ancora divisa dal Muro e attraversata da frontiere militarizzate.

    Negli anni ha continuato a frequentarla, anche per motivi di studio, laureandosi in germanistica con il celebre Claudio Magris.

    Oggi Berlino è molto cambiata: da città emarginata e depressa, ma ricca di fermenti artistici basti pensare ai capolavori musicali di David Bowie nati proprio qui è diventata la capitale della Germania riunificata, una metropoli vibrante con una vita culturale straordinaria.

    Barbara sottolinea come la città offra grandi mostre, concerti di livello mondiale con artisti come Barenboim e Petrenko, e un teatro internazionale di altissima qualità, spesso a prezzi accessibili, soprattutto per i giovani.

    Nonostante la sua grandezza, Berlino conserva una qualità della vita quasi da piccola città: traffico gestibile, piste ciclabili ovunque, ampi parchi, boschi e laghi facilmente raggiungibili con mezzi pubblici o bici.

    Barbara Gruden incarna perfettamente la figura del giornalista appassionato, radicato nel suo territorio d’origine ma con lo sguardo sempre rivolto al mondo, capace di raccontare con competenza e sensibilità le trasformazioni di una città simbolo come Berlino.

    E, soprattutto, mantiene quell’anima anarchica, artistica e bohémien che l’ha sempre contraddistinta, anche ai tempi del Muro.



    Pvl