1799/1837
è considerato il padre della letteratura russa moderna. Poeta, romanziere, drammaturgo e saggista, Pushkin ha rivoluzionato la lingua letteraria russa, liberandola dai formalismi e rendendola capace di esprimere con naturalezza emozioni, idee e drammi umani.
Breve biografia
Nato: 6 giugno 1799, Mosca Famiglia: Nobile, con ascendenze africane da parte del bisnonno materno, Abram Gannibal, uno schiavo africano diventato generale sotto Pietro il Grande.
Educazione: Collegio imperiale di Tsarskoe Selo, dove iniziò a scrivere giovanissimo. Morte: 10 febbraio 1837, a San Pietroburgo, in seguito a un duello per difendere l’onore della moglie.
Opere principali
“Eugenio Onegin” (1825–1832): romanzo in versi, capolavoro della letteratura russa. È un ritratto ironico e tragico della società russa del tempo. “Il cavaliere di bronzo”: poema narrativo che affronta il rapporto tra l’individuo e il potere imperiale. “La dama di picche”: racconto gotico e psicologico, antesignano di Dostoevskij. “Boris Godunov”: dramma storico che anticipa la grande tradizione teatrale russa. “La figlia del capitano”: romanzo storico ambientato durante la rivolta di Pugačëv.
Importanza nella cultura russa
Pushkin è al centro della cultura russa: la sua lingua, elegante e naturale, ha posto le basi per tutta la letteratura successiva, da Gogol’ a Tolstoj.
È amato non solo come scrittore, ma anche come simbolo nazionale, poeta della libertà e dell’identità russa.
Duello e morte
Morì in duello contro Georges d’Anthès, sospettato di intrattenere una relazione con la moglie di Pushkin, Natal’ja Gončarova.
La sua morte fu percepita come una tragedia nazionale e segnò profondamente la società russa dell’epoca.
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