è straordinariamente ricca, con autori che hanno espresso, attraverso la poesia, le tensioni storiche, sociali e spirituali del loro paese.
Classici del XIX secolo
Ecco una panoramica dei principali poeti ungheresi, dai classici agli autori moderni e contemporanei:
Sándor Petőfi 1823/1849
Eroe nazionale, figura centrale della Rivoluzione del 1848.
Poesia patriottica, lirica popolare, amore per la libertà. Celebre per “Nemzeti dal” (Canto nazionale), che fu un inno alla rivolta.
János Arany 1817/1882
Poeta epico, maestro della lingua ungherese.
Conosciuto per il Ciclo di Toldi, poema eroico con radici nel folclore.
Mihály Vörösmarty 1800/1855
Uno dei fondatori del romanticismo ungherese.
Scrisse l’inno nazionale “Szózat” (L’appello).
XX secolo – L’età d’oro della lirica ungherese
Endre Ady 1877/1919
Innovatore radicale della poesia ungherese. Simbolismo, esistenzialismo, tensioni religiose e sociali.
Figure ricorrenti : la morte, l’amore mistico, la crisi nazionale.
Mihály Babits 1883/1941
Lirico raffinato, intellettuale e traduttore di Dante.
Temi filosofici, religiosi, interiori. Celebre per la sua divina musicalità verbale.
Dezső Kosztolányi 1885/1936
Membro del gruppo letterario Nyugat.
Poesia malinconica, riflessiva, attenzione alla quotidianità.
Attila József 1905/1937
Tra i più grandi poeti del Novecento europeo.
Poesia politica e psicoanalitica, fortemente autobiografica.
Esprime il dolore esistenziale e la povertà con linguaggio accessibile ma profondo.
Seconda metà del XX secolo
Gyula Illyés 1902/1983
Poesia sociale e resistente al totalitarismo.
Scrisse “Una frase sul terrore”, un poema censurato contro il regime comunista.
Miklós Radnóti 1909/1944
Ebreo ungherese, morto durante una marcia forzata.
I Taccuini di Bor raccolgono le sue ultime poesie struggenti.
Sándor Weöres 1913/1989
Visionario, ironico, musicale. Lirismo fantastico e infantile, accanto a profonde riflessioni filosofiche.
Poeti contemporanei
János Pilinszky 1921/1981
Cristallino, teologico, mistico.
Testimonianza poetica dell’Olocausto.
La sua poesia affronta il dolore della guerra e la ricerca del divino. Opere intense come Apokrif e Il francese.
Ottó Orbán 1936–2002
Ironia, filosofia, linguaggio meticcio tra l’alto e il basso.
Grande traduttore di poeti anglosassoni.
Krisztina Tóth 1967–
Voce importante della poesia ungherese contemporanea.
Sensibilità urbana, femminile, psicologica.
Scrive anche narrativa.

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