L’Unione della Gioventù, conosciuta in lingua originale come Sojuz Molodëži, rappresenta la prima vera associazione strutturata e legalmente riconosciuta delle avanguardie storiche russe.
Fondata a San Pietroburgo nel 1910 su iniziativa del mecenate Levkij Ževeržeev e del pittore Vol’demar Matvej, l’unione divenne rapidamente il fulcro propulsore di un radicale rinnovamento estetico.
L’associazione si impose come un vivace laboratorio interdisciplinare capace di far dialogare le arti visive con la poesia, il teatro e la nascente riflessione teorica.
Attraverso l’organizzazione di celebri mostre collettive, la pubblicazione di una propria rivista teorica e la messa in scena di opere teatrali rivoluzionarie, il gruppo mise in discussione i canoni accademici tradizionali dell’epoca.
Tra i principali esponenti e frequentatori delle attività del gruppo figurano personalità del calibro di Michail Larionov, Natal’ja Gončarova, Kazimir Malevič, Pavel Filonov e Ol’ga Rozanova.
La spinta teorica e creativa dell’Unione della Gioventù favorì l’ibridazione tra le suggestioni del cubofuturismo europeo e il recupero delle radici primitive dell’arte popolare russa, come i lubki e le icone.
L’esperienza del gruppo si concluse formalmente intorno al 1914, ma lasciò un’eredità imprescindibile per gli sviluppi successivi del suprematismo e del costruttivismo.
Le sue attività hanno segnato in modo indelebile la transizione verso il superamento definitivo della figurazione e la nascita dell’astrazione pura del Novecento.
Pvl
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