Giulio Turcato

Giulio Turcato rappresenta una delle figure più libere, poliedriche e originali dell’astrattismo italiano del secondo Novecento.

Nato a Mantova nel 1912, l’artista si forma tra Venezia, Palermo e Milano, per poi stabilirsi definitivamente a Roma nel dopoguerra, inserendosi da protagonista nel vivace clima del rinnovamento culturale della capitale.

Nel 1947 è tra i firmatari del manifesto del gruppo Forma 1, insieme a esponenti come Consagra, Dorazio, Perilli e Sanfilippo, schierandosi apertamente a favore di un’arte astratta che rifiutasse sia il provincialismo figurativo sia il realismo precettistico di stampo politico.

La sua ricerca artistica si distingue immediatamente per un nomadismo stilistico costante che rifiuta ogni gabbia formale o ripetizione di comodo.

Turcato non si adagia mai su una sigla riconoscibile, ma sperimenta continuamente attraverso la materia, la forma e, soprattutto, una sensibilità cromatica straordinaria.

Per lui il colore non è mai semplice decorazione, ma una sostanza viva, dinamica e pulsante, capace di farsi luce e spazio sulla superficie della tela.

La sua produzione attraversa stagioni memorabili, dai celebri Comizi e Rivolte degli anni Quaranta, dove la tensione sociale si traduce in geometrie e bandiere rosse stilizzate, fino alle geometrie liquide e ai reticoli fluttuanti dei decenni successivi.

La sua curiosità lo spinge a esplorare materiali inediti e d’avanguardia per l’epoca, come il catrame, la gommapiuma, i colori fluorescenti e persino la sabbia, alla ricerca di una tridimensionalità tattile e visiva sempre nuova.

Un vertice di questa sperimentazione è rappresentato dalla serie delle Superfici lunari, avviata negli anni Sessanta, in cui l’artista utilizza la gommapiuma scavata e scavalcata dal colore per evocare paesaggi sconosciuti, porosi e siderali, anticipando le suggestioni dell’esplorazione dello spazio.

L’eredità di Turcato risiede proprio in questa sua instancabile capacità di metamorfosi, un percorso in cui l’astrazione diventa un territorio di libertà assoluta e il quadro si trasforma in un campo di infinite possibilità luminose e cromatiche.

https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Turcato?wprov=sfti1#

Pvl

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