MARRAKECH

GIARDINI MAJORELLE

rappresentano uno degli esempi più straordinari di fusione tra arte, botanica e architettura del Novecento, un’oasi incantata situata nel cuore del quartiere Guéliz a Marrakech.

La storia di questo luogo straordinario ha inizio nel 1923, quando il pittore orientalista francese Jacques Majorelle, figlio del celebre ebanista dell’Art Nouveau Louis Majorelle, decise di acquistare un terreno ai margini del palmeto di Marrakech per stabilirvi la propria dimora e il proprio studio d’arte.

Affascinato dalla luce, dai colori e dalle tradizioni del Marocco, l’artista trasformò progressivamente la proprietà in un’opera d’arte totale, dedicando oltre quarant’anni della sua vita alla piantumazione e al perfezionamento del giardino.

L’elemento architettonico e stilistico che definisce l’identità del complesso è la villa d’ispirazione cubista e moresca, progettata negli anni Trenta dall’architetto Paul Sinoir.

È proprio sulle pareti di questo edificio, oltre che su fontane, pergolati, vasche e grandi vasi di terracotta, che Jacques Majorelle applicò un’intensa sfumatura di blu cobalto oltremare, profonda e vibrante, da lui creata e successivamente brevettata con il nome di “Blu Majorelle”.

Questa tonalità ipnotica fu scelta per contrastare in modo spettacolare con la rigogliosa vegetazione circostante e con la luce accecante del sole nordafricano.

Dal punto di vista botanico, il giardino si configura come una collezione viva di inestimabile valore, frutto dei viaggi di Majorelle in giro per il mondo.

Tra le centinaia di specie vegetali attentamente disposte lungo i sentieri all’ombra e i corsi d’acqua si trovano cactus giganti, succulente rare, ninfee, bouganville variopinte, palme secolari, felci e una vasta varietà di bambù, creando un microclima di grande freschezza e un ecosistema che richiama numerose specie di uccelli locali e migratori.

Dopo la morte di Jacques Majorelle nel 1962, il sito attraversò un lungo periodo di incuria e abbandono, rischiando di essere demolito per fare spazio a un complesso alberghiero.

A salvarlo da questo destino furono, nel 1980, lo stilista francese Yves Saint Laurent e il suo compagno e mecenate Pierre Bergé.

Profondamente legati a Marrakech, i due acquistarono la proprietà per restaurarla e preservarla, ripristinando la bellezza originale dei giardini e dotandoli di un moderno sistema di irrigazione automatizzato.

Oggi il complesso è gestito dalla Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent ed è una delle attrazioni culturali più visitate del Marocco.

L’antico atelier di pittura di Majorelle ospita il Museo Berbero, che custodisce una ricca collezione di oltre seicento manufatti tradizionali dedicati alla cultura, all’artigianato e all’identità delle popolazioni indigene del Nord Africa. Inoltre, adiacente ai giardini, sorge il Museo Yves Saint Laurent Marrakech, uno spazio museale d’avanguardia inaugurato nel 2017 e dedicato all’eredità creativa del celebre stilista e al suo indissolubile legame con la città rosa.

Pvl

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