MARRAKESH

rappresenta un fondamentale crocevia culturale e urbanistico dell’Africa settentrionale, dove la memoria storica e la modernità convivono in una complessa stratificazione di spazi.

Fondata nel 1070 dalla dinastia almoravide come accampamento militare e capitale imperiale, la città si sviluppò rapidamente come centro propulsore dell’Islam occidentale.

La sua architettura in terracotta rosso-rosata, caratteristica dell’argilla locale, le valse il nome di Città Rossa.

Nel corso dei secoli, sotto le dinastie almohade, saadiana e alawita, la città arricchì il proprio tessuto urbano di corti, giardini e complessi monumentali, consolidando la propria identità di cerniera culturale tra il mondo arabo-mediterraneo e l’Africa subsahariana.

Il centro storico coincide con la Medina, racchiusa da un perimetro di imponenti mura in pisé dotate di storiche porte monumentali come Bab Agnaou.

Il cuore battente della Medina è la celebre piazza Djemaa el-Fna, uno spazio urbano dinamico e mutevole che si trasforma quotidianamente in un teatro a cielo aperto di narrazioni popolari, musica e vita sociale.

Intorno alla piazza si sviluppa un intricato sistema di souk organizzati per corporazioni artigianali, che rappresentano una struttura economica e sociale viva, legata alla produzione manuale e al commercio tradizionale.

Tra i principali monumenti di rilievo architettonico spicca la Moschea della Koutoubia, costruita nel XII secolo, il cui minareto alto quasi settanta metri costituisce il principale riferimento visivo della città e il modello stilistico per l’architettura islamica d’occidente.

La Medersa di Ben Youssef, antica scuola coranica, testimonia la maestria dell’intaglio del stucco, del legno di cedro e del mosaico di zellige.

Le Tombe Saadiane, riscoperte all’inizio del Novecento, offrono un raffinato esempio di architettura funeraria, mentre i resti del Palazzo El Badi e le eleganti sale del Palazzo della Bahia illustrano la magnificenza della vita di corte dei secoli passati.

La Città Nuova, sviluppatasi a partire dagli anni del protettorato francese all’inizio del Novecento, si articola principalmente nei quartieri di Guéliz e Hivernage.

Questa sezione urbana si contrappone alla struttura organica della Medina proponendo un impianto a ampi viali alberati, architetture Art Déco, spazi residenziali e centri direzionali moderni. All’interno di questa area si inseriscono celebri polmoni verdi come i Giardini Majorelle, creati dal pittore Jacques Majorelle e successivamente preservati da Yves Saint Laurent, dove la flora esotica si fonde con le geometrie cromatiche dell’architettura modernista.

Pvl

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