dalla 46esima edizione delle Olimpiadi di scacchi a Samarcanda firma il terzo capitolo consecutivo di una frattura oramai insanabile.
Le nazionali Open e femminile restano fuori dal torneo a squadre in programma in Uzbekistan dal 15 al 27 settembre.
A confermare la decisione è stato Alexander Tkachev, direttore esecutivo della Federazione scacchistica russa, sancendo una distanza che va ben oltre le scacchiere.
La reazione di Mosca non si è fatta attendere.
La decisione della FIDE conferma quanto la geopolitica abbia ormai occupato ogni spazio libero sulle sessantaquattro case.
La disciplina che per decenni ha rappresentato il punto di forza della diplomazia e del prestigio sovietico si ritrova oggi isolata dalle sue stesse istituzioni.
Samarcanda sarà il palcoscenico di un torneo privo di una delle scuole più rilevanti della storia degli scacchi.
Resta l’amarezza per un confronto atletico e intellettuale mutilato dalla storia contemporanea, dove le logiche del blocco internazionale continuano a prevalere sul principio della neutralità dello sport.
Pvl
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