Piero Villani

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La bouillabaisse

LA GRANDE ZUPPA DI PESCE DI MARSIGLIA

Non è una zuppa di pesce qualunque, è quasi un rito.

Nasce come piatto povero dei pescatori provenzali.

A fine giornata prendevano i pesci di scoglio che non riuscivano a vendere al mercato – scorfani, gallinelle, gronghi, rana pescatrice – troppo spinosi o brutti per i clienti ricchi, e li buttavano a bollire in acqua di mare con olio d’oliva, pomodori, zafferano e aglio.

Il nome viene da bouille-abaisse, cioè “bolle e abbassa” la fiamma.

Come è fatta davvero

La ricetta tradizionale di Marsiglia è protetta da una carta del 1980 e prevede regole precise :

Il pesce

almeno 4 varietà di pesci di scoglio del Mediterraneo.

Fondamentali lo scorfano rosso, la gallinella, il grongo, il san Pietro.

Niente pesci nobili tipo branzino, niente cozze o vongole.

Il fondo

soffritto di cipolla, pomodoro, aglio, finocchio, bouquet garni, scorza d’arancia amara, e tanto zafferano, che le dà il colore oro-arancio.

La cottura

pesci e patate bolliti velocemente e forte, non una lunga stufatura.

Come si serve

È in due tempi, ed è questo che la rende diversa dalla nostra zuppa di pesce o dal cacciucco :

• Prima ti portano il brodo, filtrato, in cui inzuppi crostini di pane strofinati all’aglio con la rouille, una maionese piccante allo zafferano, aglio e peperoncino.

• Poi ti portano i pesci interi a parte, da sfilettare al tavolo.

• Se te la servono già tutta mescolata in un unico piatto come un minestrone, non è bouillabaisse marsigliese.

• Ha un profumo molto intenso di mare, iodio, zafferano e finocchio.

È ricca, saporita, ma non cremosa.

Pvl



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