Piero Villani

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FENOMENOLOGIA DEL VISIBILE SENZA PRIVATO

È la condizione in cui il visibile ha smesso di essere una parte del reale ed è diventato il suo criterio di esistenza. Ciò che non appare, non è. Ciò che non è tracciabile, registrabile, condivisibile, è considerato non avvenuto.

La struttura

Nella fenomenologia classica il visibile implica sempre un invisibile. Ogni apparizione ha un retro, un’ombra, una riserva. Il privato era quella riserva ontologica: lo spazio in cui l’esperienza poteva rimanere incompleta, ambigua, non ancora formata per l’esterno. Nel regime attuale questa struttura si rovescia. Il retro viene illuminato preventivamente. L’invisibile non è più condizione del visibile, ma suo difetto da correggere. Si afferma un imperativo di trasparenza integrale. Il modello non è più il teatro con palcoscenico e quinte ma lo schermo. Sul teatro si sale. Sullo schermo si è costantemente dentro.

I dispositivi

a) Conversione dell’intimità in contenuto

Il privato cessa di essere ciò che è privo di valore pubblico e diventa la materia prima più pregiata dell’economia dell’attenzione. Affetti, crisi, corpo, domesticità vengono estratti e messi in circolazione come contenuti.

b) Esternalizzazione della memoria

La memoria interna è opaca, selettiva, soggetta a oblio. L’archivio digitale è totale, indicizzabile, richiamabile. Il privato non può più contare sull’oblio naturale come protezione. Viene ricordato dall’esterno.

c) Dissoluzione dell’architettura del privato

La distinzione moderna tra facciata pubblica e interno domestico viene meno. Lo spazio domestico è attraversato da dispositivi di ripresa, trasmissione e ascolto. La casa non è più un ritiro, ma un nodo della rete.

d) Inversione morale del pudore

La rivendicazione di opacità viene percepita non come diritto, ma come sospetto. Chi non si mostra viene letto come inautentico, come se nascondesse una colpa. La trasparenza viene equiparata a onestà.

3. Gli effetti

Sull’interiorità

L’interiorità richiede un tempo di latenza, uno spazio non esposto allo sguardo altrui in cui il pensiero possa restare contraddittorio e informe. Senza quella latenza, il pensiero si appiattisce in enunciato immediatamente comunicabile. Perde profondità a favore di leggibilità.

Sull’alterità

L’altro totalmente visibile cessa di essere altro. Viene consumato. Il desiderio, l’immaginazione, l’interpretazione vivono di distanza e di velo. La visibilità totale produce un regime pornografico in senso filosofico: mostra tutto e, mostrandolo, annulla la tensione conoscitiva.

Sull’opera

Quando il processo creativo deve essere reso visibile mentre accade, l’opera perde il suo statuto di apparizione separata. Viene sostituita dalla performance continua della propria produzione.

In sintesi

la fenomenologia del visibile senza privato non è semplicemente una società più controllata. È una società in cui è stata rimossa la condizione stessa del nascondimento fertile, e con essa la possibilità del segreto, della trasformazione silenziosa e dell’apparizione come evento.



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