NUOVA FIGURAZIONE ROMANA
Non è un movimento con manifesto, è un clima.
Nasce a Roma tra il 1960 e il 1963 come risposta esistenziale e politica alla crisi dell’Informale e all’arrivo della Pop americana.
Il suo atto di nascita ufficiale è il gruppo :
“Il pro e il Contro”
fondato nel 1963 da :
Renzo Vespignani
Gianfranco Ferroni
Ennio Calabria
Giuseppe Guerreschi
Alberto Gianquinto
critici :
Dario Micacchi
Antonio Del Guercio
Duilio Morosini
Tutti ruotavano intorno alla
Galleria Il Fante di Spade
di Mario Roncaglia in via del Babuino e alla Galleria La Nuova Pesa – luoghi che diventeranno l’Archivio della Scuola Romana. Cosa li univa?
Il ritorno alla figura, ma senza retorica
Non il realismo socialista di Guttuso, non il Novecento. Una figura ferita, espressionista, a volte quasi sfigurata. Vespignani nel suo Autoritratto del 1966 è l’esempio perfetto: un tono “dolorosamente poetico” e di “sofferta inquietudine”.
La realtà come impegno
Periferie, baracche, fabbriche, lager, interni claustrofobici dello studio. Ferroni dal 1962-64 costruisce lo spazio attraverso “presenze che vengono dalla memoria autobiografica, dalla memoria storica, immagini che emergono dagli abissi di orrore dei lager nazisti” e dai “fantasmi che popolano la mente del pittore”.
Controcorrente
Nel 1968 alla Biennale di Venezia, mentre la contestazione esplode, Ferroni espone i suoi quadri girati contro il muro. Gli altri li girarono per un giorno, lui per tutta la durata della mostra. È il gesto simbolo della Nuova Figurazione : non spettacolo, ma testimonianza.
Da lì si allarga la genealogia che la critica chiama :
Figurazione anni ’60 e ’70:
Maestri di riferimento
Fausto Pirandello
Alberto Ziveri e soprattutto
Renato Guttuso.
Prima linea romana : oltre al gruppo fondatore
Titina Maselli
Bruno Canova
Franco Sarnari
Vincenzo Gaetaniello.
Filiazioni Enzo Guaricci, che si forma nella seconda metà degli anni Sessanta “nel solco della Nuova Figurazione Romana, anche grazie all’apprezzamento e alla vicinanza del maestro Renzo Vespignani”. E Carlo Roselli che espone nel 1973 alla Galleria N.F.1 (Nuova Figurazione 1) in via Margutta.
In sostanza
se la Scuola Romana degli anni ’30 era lirica e intimista, la Nuova Figurazione romana è urbana, dura, politica. Usa il disegno classico, il chiaroscuro, l’acquaforte – Ferroni diventerà uno dei maestri indiscussi dell’incisione italiana – per raccontare l’alienazione dell’uomo nella metropoli.
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