DIVENTA PREGHIERA
Nella tradizione hindu la musica cessa di essere puro intrattenimento per farsi preghiera quando l’atto del cantare o del suonare diventa Bhakti, ovvero devozione incondizionata, orientando la mente verso il divino.
Questo passaggio da suono profano a esperienza sacra avviene attraverso forme e concetti ben precisi.
Il concetto di Nada Brahma
Nelle filosofie dell’India il suono stesso è la sostanza primaria dell’universo. Nada Brahma significa letteralmente “il Divino come suono”. Suonare o cantare con la giusta intenzione non è un semplice fare musica, ma un entrare in risonanza con la vibrazione primordiale che sostiene il creato.
Kirtan e Bhajan
La musica si trasforma in preghiera comunitaria e individuale soprattutto attraverso il canto devozionale. Nel Kirtan, la chiamata e risposta tra il leader e la comunità crea uno stato di assorbimento collettivo, dove la ripetizione dei nomi divini abbassa le barriere dell’ego. Nel Bhajan, la dimensione si fa spesso più intima e contemplativa, esprimendo la nostalgia dell’anima per la congiunzione con il divino.
I Raga e lo stato d’animo devozionale
Ogni Raga della musica classica indiana è progettato per evocare un determinato Rasa (uno stato emotivo). Quando la musica è rivolta al sacro, domina il Bhakti Rasa o il Shanta Rasa (la pace profonda). L’esecuzione di un raga non cerca la virtuosità fine a se stessa, ma la meditazione attraverso l’esplorazione meticolosa delle note.
Il Mantra e il passaggio al silenzio
La musica diventa preghiera quando la parola cantata agisce come Mantra, uno strumento di concentrazione per la mente. Il suono fonde l’ascoltatore o l’esecutore nell’oggetto della devozione, fino a condurre naturalmente al Mouna, il silenzio interiore che segue il dissolversi dell’ultima nota.
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