EDMONDO BACCI

Edmondo Bacci (Venezia, 21 luglio 1913 – Venezia, 16 ottobre 1978) è stato una delle figure più singolari e incandescenti dello Spazialismo e dell’Informale italiano nel secondo dopoguerra.

La sua formazione si compie all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di maestri come Ettore Tito e Virgilio Guidi. Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta la sua ricerca vive una fondamentale metamorfosi: parte dalle visioni industriali delle Fabbriche e dei Cantieri di Marghera, per poi spingere l’osservazione dei bagliori e dei fuochi degli altiforni verso un’astrazione pura.

Nel 1953 firma il manifesto dello Spazialismo veneziano, affiancando artisti come Tancredi Parmeggiani e Mario Deluigi. È proprio in questo periodo che nascono i celebri Avvenimenti, la serie di opere che segna la piena maturità del suo linguaggio pittorico. Nei suoi quadri la superficie diventa il luogo di vere e proprie detonazioni cromatiche, dove la materia, la tempera e la sabbia si fondono in impasti intensi, attraversati da una luce cosmica e da rossi di straordinaria potenza.

La sua pittura attira ben presto l’attenzione di Peggy Guggenheim, che ne diventa grande mecenate e sostenitrice. La collezionista americana intuisce la forza magnetica della sua visione e promuove il lavoro di Bacci negli Stati Uniti, facendolo entrare nelle collezioni di istituzioni prestigiose come il MoMA e il Guggenheim Museum di New York.

Nel 1958 gli viene dedicata una sala personale alla XXIX Biennale di Venezia, consacrando la sua posizione nel panorama internazionale. Negli anni successivi, affianca all’attività espositiva l’insegnamento, ottenendo nel 1974 la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ruolo che ricoprirà fino alla sua scomparsa.

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