LA CHIESA RUSSA DI BARI

La storia della Chiesa Russa di Bari (dedicata a San Nicola e situata nel quartiere Carrassi) rappresenta un capitolo fondamentale nei rapporti spirituali e culturali tra l’Europa orientale e la Puglia.

La sua origine si intreccia direttamente con il profondo culto che la Chiesa ortodossa nutre per San Nicola, le cui reliquie sono custodite a Bari dal 1087.

•Le origini e la devozione russa

Nel corso dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, il flusso di pellegrini ortodossi provenienti dall’Impero Russo verso Bari crebbe in modo esponenziale. I fedeli affrontavano lunghi e faticosi viaggi per venerare le spoglie del Santo.

Per garantire un’adeguata accoglienza e un luogo di culto idoneo, nel 1911 la Società Imperiale Ortodossa di Palestina, patrocinata dalla famiglia reale dei Romanov e dallo zar Nicola II, promosse l’edificazione di un complesso che comprendesse un tempio ortodosso e un grande ospizio per i pellegrini.

•La progettazione e la posa della prima pietra

La progettazione venne affidata al celebre architetto russo Aleksej Viktorovič Ščusev, uno dei massimi interpreti dello stile neo-russo. Ščusev si ispirò alle forme tradizionali dell’architettura di Novgorod e Pskov dei secoli XIV-XV, caratterizzate da volumi bianchi e compatti e coperture a carena.

La cerimonia per la posa della prima pietra si tenne il 22 maggio 1913 (data della festa di maggio di San Nicola secondo il calendario giuliano), alla presenza delle autorità cittadine e di delegazioni diplomatiche e religiose russe.

•La guerra, la Rivoluzione e il passaggio al Comune

L’insorgere della Prima Guerra Mondiale e il successivo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 interruppero i finanziamenti e stravolsero i piani iniziali. I lavori vennero completati a fatica negli anni successivi, ma il flusso dei pellegrini dalla Russia si bloccò quasi totalmente a causa delle vicende politiche sovietiche.

Priva di sostegno e di risorse finanziarie dalla madrepatria, nel 1937 la struttura fu ceduta al Comune di Bari. La municipalità barese si impegnò a preservare la destinazione d’uso religiosa del tempio e a destinare parte degli ambienti dell’ospizio a scopi sociali e assistenziali.

•Il valore ecumenico nel Novecento

Nel corso del secondo Novecento, specialmente dopo il Concilio Vaticano II e le aperture ecumeniche avviate nel 1969, la presenza della Chiesa Russa a Bari divenne un simbolo centrale di dialogo interconfessionale tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse. La struttura ha continuato a servire da punto di riferimento per la comunità ortodossa locale e per i pellegrini dell’Europa dell’Est.

•La restituzione alla Russia

All’inizio del XXI secolo sono state avviate le trattative diplomatiche tra le autorità italiane e la Federazione Russa per la restituzione del complesso edilizio al Patriarcato di Mosca.

Dopo gli accordi preliminari del 2007-2008, la cerimonia ufficiale di consegna ha avuto luogo nel 2009, alla presenza dei Capi di Stato dei due Paesi, fino al formale passaggio di proprietà completato nel 2012.

Oggi il complesso della Chiesa Russa di Bari costituisce un bene storico e architettonico tutelato, nonché uno snodo religioso e culturale tra la città di Bari e il mondo ortodosso.

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