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  • L’arte di riciclare i regali non è solo una soluzione pratica

    Può diventare un gesto creativo, elegante e persino affettivo.

    Ecco alcune chiavi di lettura e idee, tra etica e immaginazione .

    Riciclare con stile

    Riciclare un regalo non significa “sbarazzarsene”, ma ridargli un destino migliore :

    Riconversione

    un oggetto diventa altro (una sciarpa, copricuscino, una scatola, contenitore prezioso).

    Ricontestualizzazione

    lo stesso oggetto, in un nuovo ambiente o con un nuovo uso, cambia valore.

    Assemblaggio

    più regali inutilizzati possono fondersi in qualcosa di nuovo e unico.

    Un gesto etico, senza moralismi

    Il riciclo dei regali

    riduce sprechi e accumuli, combatte il consumo automatico, invita a un rapporto più consapevole con gli oggetti. Se fatto con attenzione, è più rispettoso del donatore che lasciare un regalo dimenticato in un cassetto.

    Creatività invisibile

    L’aspetto più interessante è che questa arte è spesso silenziosa non ha bisogno di essere dichiarata, vive nel dettaglio, premia chi sa guardare oltre la funzione originaria.

    Un buon riciclo non si nota si intuisce.

    Una piccola regola d’oro

    Non riciclare mai un regalo così com’è trasformalo almeno un po’.

    Basta un gesto minimo per renderlo “altro” e farlo tuo.

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  • CLANISMO

    CLANISMO

    È un termine che indica la tendenza di individui o gruppi a organizzarsi e agire secondo logiche di appartenenza ristretta (il “clan”), privilegiando i membri interni e discriminando o escludendo gli esterni.

    Caratteristiche principali

    Lealtà interna forte :

    fiducia e protezione reciproca tra i membri.

    Confini rigidi :

    “noi” contro “loro”.

    Nepotismo e favoritismi :

    accesso a risorse e opportunità basato sull’appartenenza.

    Conformismo :

    pressione a seguire norme e decisioni del gruppo.

    Ambiti in cui si manifesta

    Politica (fazioni, clientelismo).

    Economia e lavoro (reti chiuse, assunzioni per appartenenza). Società e cultura (tribalismo identitario, gruppi esclusivi). Criminalità organizzata (clan in senso stretto).

    Effetti

    Positivi a breve termine per i membri (cohesione, mutuo aiuto).

    Negativi a livello collettivo : inefficienza, ingiustizia, conflitti, erosione della fiducia pubblica.

    Differenze utili

    Clanismo ≠ comunità : la comunità può essere aperta e inclusiva; il clanismo è chiuso ed escludente. Clanismo ≠ corporativismo : quest’ultimo tutela interessi di categoria in modo formale; il clanismo opera spesso in modo informale e opaco.

    Se vuoi, posso approfondire il termine in un contesto specifico (storico, politico, sociologico).

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  • SOMALILAND

    è una regione del Corno d’Africa che si è autoproclamata indipendente dalla Somalia nel 1991, ma non è riconosciuta ufficialmente dalla comunità internazionale come Stato sovrano.

    In breve

    Capitale : Hargeisa

    Popolazione: ~4–5 milioni

    Lingue : somalo (ufficiale), arabo; inglese diffuso

    Moneta : scellino del Somaliland

    Sistema politico : repubblica con elezioni relativamente stabili rispetto al resto della Somalia

    Status politico

    Funziona de facto come uno Stato (governo, parlamento, elezioni, forze di sicurezza).

    De jure è considerato parte della Somalia.

    Ha relazioni informali con vari Paesi, ma nessun riconoscimento formale ONU.

    Economia

    Basata su allevamento, rimesse della diaspora e porto di Berbera (strategico sul Golfo di Aden).

    Interesse crescente per risorse minerarie (inclusi rame, oro e terre rare), ancora in gran parte inesplorate o in fase iniziale.

    Sicurezza e stabilità

    Molto più stabile della Somalia meridionale.

    Ha evitato in larga parte l’influenza diretta di Al-Shabaab.

    Persistono però tensioni di confine (es. regione di Sool).

    Cultura e identità

    Forte senso di identità nazionale distinto dalla Somalia. Tradizione orale, poesia e clanismo ancora centrali nella vita sociale.

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  • Miniere cuprifere

    Miniere cuprifere

    sono siti di estrazione del rame (Cu), un metallo fondamentale per elettricità, edilizia, elettronica e transizione energetica.

    Principali tipi di giacimenti

    Porfirici : i più diffusi; grandi volumi, basse concentrazioni (es. Cile, Perù). Sedimentari (stratiformi) : rame associato a sedimenti (es. Copperbelt africano). Vulcanogenici (VMS): legati ad antica attività vulcanica sottomarina. Skarn : al contatto tra intrusioni magmatiche e rocce carbonatiche.

    Metodi di estrazione

    A cielo aperto: per giacimenti estesi e superficiali. In sotterraneo: per corpi mineralizzati profondi. Lisciviazione (heap leaching): soprattutto per minerali ossidati; spesso con elettroestrazione (SX-EW).

    Principali aree produttive

    Cile (leader mondiale) Perù Repubblica Democratica del Congo – Zambia Cina Stati Uniti Australia

    Minerali di rame comuni

    Calcopirite (CuFeS₂) Bornite Malachite e azzurrite (ossidati) Cuprite

    Aspetti ambientali

    Grande consumo di acqua ed energia Produzione di sterili e tailings Rischio di drenaggio acido Crescente attenzione a riciclo, riduzione impatti e miniere “green” .

  • CHIESA GALLICANA

    indica l’insieme delle tradizioni, delle posizioni teologiche e soprattutto giuridico-istituzionali della Chiesa cattolica in Francia che, per secoli, rivendicarono una notevole autonomia dal papa, pur restando formalmente cattoliche.

    Origine del gallicanesimo

    Il gallicanesimo si sviluppa nel Medioevo e si consolida tra XIV e XVII secolo, in un contesto di tensione costante tra:

    autorità papale potere del re di Francia episcopato francese

    L’idea centrale era che il papa avesse un primato spirituale, ma non un potere assoluto sugli affari temporali e disciplinari della Chiesa francese.

    I principi fondamentali

    La formulazione classica è quella dei Quattro Articoli del 1682, promulgati sotto Luigi XIV :

    Il papa non ha autorità sulle questioni temporali del re. I concili generali sono superiori al papa.

    Le consuetudini della Chiesa di Francia vanno rispettate.

    Le decisioni papali sono irreformabili solo con il consenso della Chiesa universale.

    Caratteri distintivi

    Forte nazionalizzazione della Chiesa Centralità del re nella nomina dei vescovi Diffidenza verso l’ultramontanismo (supremazia papale assoluta) Influenza del conciliarismo

    Declino e fine

    Il gallicanesimo entra in crisi con :

    la Rivoluzione francese il Concordato del 1801 (Napoleone–Pio VII) soprattutto il Concilio Vaticano I (1870), che definisce il dogma dell’infallibilità papale, rendendo incompatibile il gallicanesimo classico con la dottrina cattolica ufficiale.

    Eredità

    Oggi la Chiesa gallicana non esiste più come realtà istituzionale, ma il suo spirito sopravvive :

    nel dibattito su sinodalità e collegialità in alcune Chiese cattoliche “nazionali” e in movimenti cattolici indipendenti che si definiscono “gallicani” (non riconosciuti da Roma)

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  • Stinco di maiale

    Stinco di maiale

    E’ un taglio di carne ricavato dalla parte inferiore della zampa del maiale, caratterizzato da carne saporita attorno all’osso e ricco di tessuto connettivo che, se cotto lentamente, diventa tenero e succulento. 

    Descrizione

    È un taglio robusto e gustoso, usato spesso come secondo piatto nelle cucine tradizionali italiane e mitteleuropee. 

    La carne è molto saporita grazie alla presenza di tessuto connettivo che si scioglie con la cottura lenta, rendendo il piatto morbido e ricco di sapore. 

    Valori nutrizionali (indicativi)

    Per 100 g di stinco di maiale crudo:

    • Calorie ~213 kcal

    • Proteine ~23 g

    • Grassi ~13 g

    • Carboidrati ~0 g 

    Come si cucina

    Lo stinco di maiale richiede una cottura lunga per rendere la carne tenera. Ecco i modi più diffusi:

    Stinco di maiale al forno (classico)

    Massaggia gli stinchi con sale, pepe e erbe aromatiche (rosmarino, salvia, alloro).

    Rosola in padella con un po’ d’olio e sfuma con vino bianco o rosso. Trasferisci in forno basso e cuoci lentamente (anche 3–4 ore) con brodo o vino finché la carne è tenera.

    Servi con patate al forno o verdure. 

    In umido

    Un’altra versione prevede la cottura in una pentola coperta con verdure, vino rosso e brodo, per ottenere un piatto ricco e succulento. 

    Abbinamenti tipici

    Patate al forno o purè Crauti o verdure brasate Birra scura o vino rosso corposo.

    Consigli

    È un piatto ideale nei mesi freddi o per pranzi domenicali importanti, perché richiede tempo ma regala grande soddisfazione a tavola.

    La carne può essere servita anche con salse aromatiche o accompagnata da polenta, per un tocco più tradizionale. 

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  • MILANO/BEEF CLUB

    MILANO/BEEF CLUB

    Ristorante di carne

    Un locale elegante e molto apprezzato nel cuore di Milano, perfetto per gli amanti della carne di alta qualità e per chi cerca un’esperienza gastronomica raffinata senza rinunciare a un ambiente accogliente e curato. 

    Informazioni principali

    Indirizzo

    Via Giovanni Boccaccio 15, 20123 Milano (zona centro/Conciliazione) 

    Telefono +39 02 5182 3951 

    Orari tipici aperto tutti i giorni a pranzo e cena es.

    • 12:00–15:00

    • 19:00–23:30

    con varianti nei weekend

    Prezzo medio 40 € a persona 

    Cucina

    Steakhouse, carne alla griglia, piatti contemporanei con selezione di tagli pregiati. 

    Cosa aspettarsi

    Beef Club Milano è noto per la selezione di carni di alta qualità, con tagli che provengono dalle migliori fattorie, frollati in loco e cucinati con grande attenzione alla tecnica.

    L’atmosfera richiama quella delle steakhouse contemporanee, con un design caldo e sofisticato, ideale per cene romantiche, serate con amici o cene di lavoro. 

    Il menu include antipasti come carpaccio di Black Angus o piatti come beef sashimi con tartufo nero, oltre a tagli classici come filetto e bistecche alla griglia. 

    Atmosfera e recensioni

    Valutazione alta circa 9,3/10 su TheFork basata su centinaia di recensioni. 

    Punti di forza cibo di alta qualità, servizio professionale e ambiente elegante. 

    I clienti lodano spesso la carne e il servizio, sebbene qualche recensione menzioni variazioni nella cottura di alcune pietanze. 

    Ideale per

    • Amanti della carne di qualità e steakhouse moderne

    • Occasioni speciali, cene romantiche o incontri di lavoro

    • Chi vuole un ambiente curato e servizio attento

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  • Alfredo Tomaselli

    Alfredo Tomaselli

    E’ un ristoratore italiano meglio conosciuto come il patron dei ristoranti “Dal Bolognese”, locali storici e molto frequentati a Roma e Milano.

    È noto soprattutto per avere gestito per decenni il celebre ristorante “Il Bolognese” in Piazza del Popolo a Roma, diventato un punto di riferimento per personaggi famosi, celebrità internazionali, capi di stato e figure della cultura e dello spettacolo che vi si sono seduti nel corso degli anni. 

    Il Bolognese sotto la guida di Alfredo Tomaselli, questo ristorante ha ospitato star globali come Bruce Springsteen, Bono degli U2, George Clooney, Brad Pitt e molte altre personalità, diventando celebre quanto la sua cucina e la sua atmosfera unica. 

    Nel 2024 Alfredo e suo figlio Ettore hanno venduto la storica sede romana dopo oltre 60 anni di attività, sebbene il marchio e la tradizione del ristorante siano proseguiti con i nuovi proprietari.

    Tomaselli rimane fortemente legato alla sede di Milano e alla fama accumulata in decenni di vita nel mondo della ristorazione. 

    In sintesi, Alfredo Tomaselli è una figura significativa della ristorazione italiana, associata a una delle tavole più iconiche di Roma e Milano e conosciuta per il suo legame con la cultura popolare e l’alta società. 

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  • Lourdes Monteiro

    Attiva nel campo della pittura, anche se non è una figura ampiamente documentata su fonti ufficiali come Wikipedia.

    Alcune tracce della sua attività artistica emergono soprattutto da social media e gruppi di arte online, dove vengono condivise opere con questo nome : ad esempio dipinti in acrilico, lavori astratti e figurativi pubblicati su Instagram e in gruppi Facebook dedicati all’arte. 

    Chi è Lourdes Monteiro (artista)

    Appare come pittrice attiva, con opere condivise sui social, soprattutto Instagram sotto l’account @lurdesmonteiro50, dove pubblica immagini dei suoi quadri e brevi video reel legati alla pittura contemporanea. 

    Alcune delle sue opere compaiono anche in gruppi Facebook tematici sull’arte, sotto il nome Lourdes Monteiro, con dipinti di soggetti come A Menina da Praça (acrilico su tela) e altri lavori d’arte. 

    Non è possibile trovare una biografia formale o dettagliata (come data di nascita, museo di riferimento o profilo espositivo ufficiale) nelle principali banche dati artistiche pubbliche, quindi sembra trattarsi di un’artista non di grande fama istituzionale ma attiva come creatrice visiva e condividente delle proprie opere sulle piattaforme social. 

    Stile e presenza artistica

    Dalle immagini e dai post disponibili sui social, lo stile di Lourdes Monteiro sembra variare dagli astratti ai figurativi, con lavori in acrilico e tecniche miste. 

    L’attività principale è espressa tramite social media piuttosto che attraverso reti ufficiali di musei o gallerie online.

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  • SAINT MALO

    E’ una storica e affascinante città costiera nel nord-ovest della Francia, situata nella regione della Bretagna sulle sponde della Manica.

    Nota per la sua atmosfera marinara e corsara, combina storica architettura fortificata, spiagge suggestive e paesaggi marini spettacolari. 

    Storia e identità

    Saint-Malo ha origini antiche (VI secolo) e divenne famosa fra il XVII e XVIII secolo come città di corsari: marinai autorizzati dalla corona francese a attaccare navi nemiche.

    Grazie alla pirateria “ufficiale” la città prosperò e sviluppò un forte spirito indipendente. 

    Cosa vedere

    La città murata – Intra-Muros

    Il centro storico fortificato è uno dei cuori di Saint-Malo.

    Le imponenti mura antiche circondano strade strette, piazzette e case di granito tipico locale.

    Puoi camminare lungo le mura per splendidi panorami sul mare e sulle spiagge. 

    Château de Saint-Malo

    Castello medievale che ospita il Museo di Storia di Saint-Malo, con esposizioni sulla vita marittima, la pesca e personaggi famosi come esploratori e corsari. 

    Cattedrale di Saint-Malo

    La Cathédrale Saint-Vincent-de-Saragosse è un edificio romanico-gotico risalente al XII secolo.

    Al suo interno si trova la tomba dell’esploratore Jacques Cartier. 

    Fort National

    Fortezza costruita su un isolotto raggiungibile a piedi con la bassa marea; pensata per difendere il porto. 

    Great Aquarium

    Uno degli acquari più visitati della Francia, con migliaia di animali marini e mostre sensoriali. 

    Natura e mare

    Spiagge: come Grand Plage du Sillon e Plage de Bon Secours, perfette per passeggiate e bagni, attenzione alle maree!

    Isolotti e forti come Le Grand Bé (dove è sepolto lo scrittore Chateaubriand) e Petit Bé sono raggiungibili con la bassa marea. 

    La zona gode delle maree più alte d’Europa, con variazioni fino a oltre 10 m, che creano scenari naturali spettacolari. 

    Cultura e gastronomia

    Saint-Malo offre ottima cucina bretone: frutti di mare freschissimi (ostriche, cozze), galettes di grano saraceno, crepes, burro salato e caramello salato. 

    In sintesi

    Saint-Malo è una gemma costiera che unisce storia, mare e cultura :

    città fortificata con mura medievali e fortezze; ricca eredità di corsari e naviganti; spiagge e paesaggi marini unici; musei, castelli, acquario e gastronomia locale. 

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  • BRIONI

    sono un celebre arcipelago di isole situato nel Mar Adriatico al largo della costa occidentale dell’Istria, vicino alla città di Pula (Pola) e alla località costiera di Fažana. 

    Cos’è e dove si trova

    È un gruppo di 14 isole e isolotti (tra cui le principali Veliki Brijun e Mali Brijun), caratterizzato da una natura mediterranea rigogliosa, paesaggi verdi e coste frastagliate.

    La superficie complessiva del Parco nazionale di Brioni comprende sia le isole che le acque marine circostanti, rendendolo un’area protetta di grande valore ambientale. 

    Storia e patrimonio

    Le isole sono state abitare sin dall’antichità, con tracce umane risalenti anche all’età del Bronzo e numerosi siti archeologici romani, bizantini e veneziani sparsi su varie isole. 

    Nel XIX secolo l’imprenditore austro-ungarico Paul Kupelwieser trasformò Brioni da zona paludosa in un elegante resort di lusso frequentato dall’aristocrazia europea. Nel XX secolo divenne la residenza estiva di Josip Broz Tito, leader della Jugoslavia socialista, e sede di incontri politici internazionali, come la conferenza dei Paesi non allineati (Brioni Meeting). 

    Natura, fauna e attrazioni

    Il parco è un mix unico di flora mediterranea e specie animali, sia autoctone (come cervi, mufloni e uccelli) sia esotiche (come zebre e struzzi), retaggio del passato come parco safari.

    È possibile esplorare spiagge, sentieri, un giardino mediterraneo, siti archeologici, musei e un campo da golf storico. 

    Visitare Brioni

    L’arcipelago è raggiungibile in battello o traghetto da Fažana (vicino a Pula) con brevi traversate di mare.

    Il Parco nazionale di Brioni è un’importante meta turistica e naturale: molte attività includono tour guidati, escursioni nella natura, visite ai resti storici e possibilità di osservare gli animali.

    In sintesi, Brioni/Brijuni sono una delle destinazioni più affascinanti della Croazia : un luogo dove natura, storia e cultura si intrecciano, perfetto per chi ama paesaggi marini, reperti storici e atmosfere rilassanti. 

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  • Derapare

    Il verbo derapare è un termine ricco di sfumature, interessante proprio perché nasce in un ambito tecnico ma si è progressivamente esteso al linguaggio figurato e giornalistico.

    Di seguito trovi una trattazione ampia e articolata, adatta alla stesura di un articolo.

    Significato letterale

    Derapare significa, in senso proprio, scivolare lateralmente perdendo aderenza, soprattutto in riferimento a un veicolo su ruote.

    Il termine indica una perdita di controllo parziale o totale della traiettoria, dovuta al fatto che le ruote non aderiscono più correttamente alla superficie stradale.

    Esempi

    L’auto ha derapato in curva a causa dell’asfalto bagnato.

    La moto ha derapato frenando bruscamente.

    Le cause più comuni della derapata sono

    fondo stradale scivoloso (pioggia, ghiaccio, sabbia, olio); velocità eccessiva; manovre improvvise (frenate o sterzate brusche); pneumatici usurati.

    Dal punto di vista fisico, la derapata è il momento in cui l’attrito statico lascia il posto all’attrito dinamico, rendendo il movimento meno controllabile.

    Etimologia

    Il verbo deriva dal francese déraper, composto da :

    dé- (prefisso con valore di allontanamento o deviazione), rape / rap (radice legata all’idea di strisciamento).

    In origine il termine indicava lo slittamento di una slitta o di un oggetto trascinato, e solo in seguito è stato applicato ai veicoli moderni.

    L’italiano lo adotta nel Novecento, soprattutto con la diffusione dell’automobile.

    Uso figurato e metaforico

    Col tempo, derapare ha acquisito una forte valenza metaforica.

    Oggi è spesso usato per indicare una deviazione improvvisa, incontrollata o pericolosa rispetto a un percorso previsto, logico o accettabile.

    In senso figurato significa

    uscire dai limiti; perdere il controllo di una situazione; deviare da un’intenzione iniziale.

    Esempi

    Il dibattito è derapato in uno scontro personale.

    Il discorso politico ha derapato verso toni estremisti.

    La conversazione, nata in modo pacato, è derapata rapidamente.

    Qui l’elemento centrale non è solo la deviazione, ma l’improvvisazione e la perdita di equilibrio: qualcosa che scappa di mano.

    Valore semantico e suggestione simbolica

    “Derapare” è una parola fortemente dinamica e visiva.

    Evoca :

    velocità, instabilità, rischio, assenza di controllo.

    A differenza di verbi come deviare o allontanarsi, derapare suggerisce sempre una componente di pericolo e di urgenza. Non è una scelta ponderata: è un evento che accade, spesso all’improvviso.

    Per questo è molto usato

    nel linguaggio giornalistico; nella critica sociale e politica; nella narrazione psicologica (un pensiero che “derapa”, un comportamento che “scivola”).

    Differenze con termini affini

    Deviare, indica uno spostamento, anche volontario e controllato.

    Scivolare è più generico, meno legato alla perdita di direzione.

    Sbandare, simile a derapare, ma più colloquiale e meno tecnico.

    Derapare, unisce deviazione, movimento e perdita di controllo.

    Conclusione

    Derapare è una parola che nasce dalla meccanica ma si presta magnificamente alla descrizione dell’esperienza umana.

    Che si tratti di un’auto, di un discorso o di una scelta di vita, derapare significa oltrepassare un limite senza volerlo, scivolando fuori dalla traiettoria prevista.

    È proprio questa miscela di concretezza tecnica e potenza metaforica a renderla un termine efficace, evocativo e molto contemporaneo per un articolo di approfondimento.

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  • TORINO/PORTA PALATINA

    TORINO/PORTA PALATINA

    è uno dei monumenti romani meglio conservati d’Italia e uno dei simboli storici di Torino.

    Costruita nel I secolo d.C., faceva parte delle mura di Augusta Taurinorum, la città romana da cui deriva Torino.

    Era la porta settentrionale della città e consentiva l’accesso dal cardo maximus (l’attuale asse di via Porta Palatina–via Garibaldi).

    Caratteristiche principali

    Struttura in mattoni e pietra Due torri poligonali ai lati (alte circa 30 metri) Corpo centrale con quattro fornici : due per i carri e due per i pedoni Resti della cinta muraria romana visibili nell’area circostante

    Contesto attuale

    Si trova accanto al Duomo di San Giovanni Battista Inserita nel Parco Archeologico della Porta Palatina Restaurata più volte, in particolare nel Novecento, per valorizzarne l’aspetto romano originario

    È una testimonianza fondamentale della continuità storica di Torino, che conserva nel suo tessuto urbano l’impianto della città romana.

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  • VENEZIA/Trumpizzazione della Biennale

    Viene usata in senso critico e metaforico per indicare una possibile deriva spettacolare, ideologica e polarizzante di una delle istituzioni culturali più autorevoli al mondo.

    Non allude tanto a Donald Trump come individuo, quanto a un modello culturale associato al trumpismo.

    In genere il termine richiama alcuni fenomeni intrecciati :

    Spettacolarizzazione e semplificazione

    La Biennale, storicamente luogo di complessità, ambiguità e ricerca, rischierebbe di trasformarsi in un grande evento mediatico dove contano più lo slogan, l’immagine virale e la provocazione immediata che la stratificazione concettuale.

    Un’arte “a colpo d’occhio”, facilmente condivisibile e rapidamente consumabile.

    Polarizzazione ideologica

    La “trumpizzazione” implica una logica amico/nemico : opere e curatele che non aprono domande ma prendono posizione in modo frontale, spesso moralistico.

    L’arte diventa strumento di conferma identitaria più che spazio di dubbio, contraddizione o pensiero critico.

    Retorica del potere e del brand

    Come nel trumpismo politico, il brand conta più del contenuto.Curatori-star, artisti-brandizzati, padiglioni concepiti come operazioni di marketing culturale o geopolitico.

    La Biennale come vetrina di soft power più che come laboratorio di senso.

    Populismo culturale “alto

    Paradossalmente, non si tratta di abbassare il livello, ma di usare un linguaggio apparentemente sofisticato per veicolare messaggi semplificati e prevedibili, che rassicurano un pubblico già convinto e allineato.

    Perdita di ambiguità

    Uno degli effetti più gravi:la riduzione dell’ambiguità, che è sempre stata una forza dell’arte contemporanea.

    Nella “trumpizzazione” tutto deve essere leggibile, dichiarativo, posizionato.

    L’opera che non si capisce subito diventa sospetta o irrilevante.In sintesi, parlare di “trumpizzazione della Biennale” significa denunciare il rischio che una grande istituzione culturale adotti le stesse logiche della politica-spettacolo:consenso rapido, narrazioni forti, identità rigide, conflitto simbolico permanente.

    Non è una questione di destra o sinistra, ma di impoverimento del pensiero critico e di trasformazione dell’arte in strumento di comunicazione anziché di conoscenza.

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  • Sapore di mare,musical

    Il Musical è l’adattamento teatrale del celebre film dei fratelli Vanzina (1983), trasformato in uno spettacolo musicale che celebra l’immaginario dell’estate italiana degli anni ’60.

    In breve

    • Genere: commedia musicale

    • Ambientazione: una località balneare della Versilia, primi anni ’60

    • Tema centrale: amori estivi, amicizia, leggerezza e nostalgia

    • Tono: brillante, romantico, malinconico al punto giusto

    Musica

    Lo spettacolo è costruito attorno ai grandi successi italiani dell’epoca (rock’n’roll, twist, canzoni da jukebox), usati non solo come accompagnamento ma come vera struttura narrativa.

    Storia

    Un gruppo di ragazzi e ragazze vive un’estate fatta di flirt, gelosie, sogni e promesse.

    Come nel film, la spensieratezza iniziale lascia spazio al passaggio all’età adulta, con un finale che guarda al futuro con dolce nostalgia.

    Messa in scena

    • Scene che evocano stabilimenti balneari

    • spiagge

    • cabine

    • dancing

    • Costumi iconici anni ’60

    • Coreografie energiche, stile twist e balli da spiaggia

    Perché funziona a teatro

    Il musical amplifica l’effetto nostalgico del film: la musica dal vivo e il canto corale trasformano i ricordi collettivi in un’esperienza emotiva condivisa.

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  • Fatima Trotta

    E’ una attrice, comica e conduttrice televisiva italiana, nota soprattutto per il suo ruolo di presentatrice nello show comico Made in Sud e per varie apparizioni in tv e cinema. 

    Chi è ?

    Nome : Fatima Trotta

    Data di nascita : 2 luglio 1986

    Luogo di nascita : Napoli, Italia

    Professione : Attrice, comica, conduttrice televisiva e personaggio televisivo italiano. 

    Carriera

    Inizia nel 2005 partecipando al programma televisivo I raccomandati su Rai 1, condotto da Carlo Conti. 

    Subito dopo recita nella soap Un posto al sole d’estate. 

    Lavora anche in teatro con la compagnia napoletana del Teatro Tam Tunnel. 

    La svolta arriva con Made in Sud : Fatima diventa conduttrice dello show comico a partire dal 2008, prima su Comedy Central e poi su Rai 2, guadagnando grande popolarità grazie al suo stile brillante. 

    Nel corso della sua carriera ha anche recitato in diversi film italiani, tra cui 10 regole per fare innamorare, Colpi di fortuna e Matrimonio al Sud. 

    Ha lavorato anche in altri programmi TV e nel 2021 ha condotto Honolulu insieme a Francesco Mandelli. 

    Cinema e TV

    Fatima è apparsa sia al cinema che nel piccolo schermo, con ruoli in diverse commedie italiane e partecipazioni televisive che ne hanno consolidato la fama. 

    Vita privata

    Fatima Trotta è sposata dal 1° luglio 2016 con Luigi De Falco, comico del duo I Gemelli De Falco, con cui si è conosciuta sul set di Made in Sud. 

    In sintesi, Fatima Trotta è una figura molto nota del panorama televisivo italiano, apprezzata per la sua simpatia, la versatilità e la capacità di intrattenere il pubblico sia in programmi comici sia in altri ruoli artistici. 

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  • Come artista scrivo questo

    Posso davvero stupire solo quando smetto di cercare di stupire.

    L’astrazione non sorprende più per la forma in sé

    lo ha già fatto.

    Oggi può farlo soltanto attraverso l’intensità, la necessità, il rischio.

    Ciò che mi interessa è la radicalità interiore

    quando ciò che arriva sulla tela non è progettato per funzionare, ma è inevitabile.

    Quando l’opera non nasce come decorazione, ma come necessità

    Credo nella coerenza portata all’estremo. Non nella varietà, ma nell’ossessione.

    Tornare sullo stesso problema per anni, consumarlo, abitarlo.

    Un’ossessione riconoscibile vale più della semplice bravura.

    Accetto l’errore come linguaggio

    L’astrazione vive quando l’errore non viene corretto, ma accolto.

    È lì che il rischio diventa reale e la superficie smette di essere controllata.

    Cerco di rendere visibile il tempo

    stratificazioni, ripensamenti, cancellazioni. Non l’istante, ma la durata.

    Non il gesto, ma la sua persistenza.

    Scelgo il silenzio, non il rumore

    In un mondo saturo di immagini, mi interessa ciò che resiste allo sguardo rapido, ciò che non si concede subito e chiede permanenza.

    Rivendico una certa inattualità consapevole

    non seguire le tendenze, né opporvisi per posa.

    Essere fuori tempo in modo naturale.

    In fondo, per me, stupire significa questo

    non voler comunicare, ma testimoniare.

    Non dire guardami, ma sono qui perché non potevo essere altrove.

  • Curtis Yarvin

    Curtis Yarvin

    Noto anche con lo pseudonimo Mencius Moldbug

    è uno scrittore e teorico politico statunitense, figura centrale del cosiddetto movimento neoreazionario (NRx).

    In sintesi

    Idee principali Yarvin critica duramente la democrazia liberale, sostenendo che sia inefficiente e instabile.

    Propone modelli alternativi di governo ispirati alla monarchia, alla corporatocrazia o a sistemi in cui lo Stato funzioni come un’azienda (CEO-style governance). “The Cathedral”

    Un suo concetto chiave

    indica l’insieme informale di università, media, burocrazia e istituzioni culturali che, secondo lui, impongono un’ideologia progressista dominante senza un vero controllo democratico.

    Influenza

    Anche se resta una figura marginale e controversa, le sue idee hanno influenzato parte della destra tecnologica e alcuni ambienti della Silicon Valley, oltre a essere discusse (spesso criticamente) nel dibattito su populismo, autoritarismo e crisi della democrazia.

    Attività

    Ha scritto per anni sul blog Unqualified Reservations e più recentemente su Gray Mirror.

    È anche un programmatore: ha fondato una startup legata a sistemi di computing decentralizzati.

    Controversie

    Le sue posizioni sono spesso accusate di essere antidemocratiche, elitiste e di fornire una cornice teorica a derive autoritarie.

    Pvl

  • Gli individui sovrani

    Sono persone che esercitano un alto grado di autodeterminazione : pensano, decidono e agiscono assumendosi pienamente la responsabilità delle proprie scelte.

    In senso filosofico e civile, la sovranità individuale non coincide con l’isolamento né con l’onnipotenza.

    È piuttosto la capacità di :

    governare se stessi (autonomia morale e intellettuale), non delegare ciecamente il giudizio ad autorità, ideologie o consuetudini, riconoscere limiti e doveri, oltre ai diritti, partecipare alla vita collettiva senza rinunciare alla propria coscienza critica.

    L’individuo sovrano non rifiuta le regole in quanto tali, ma distingue tra obbedienza passiva e consenso consapevole.

    Sa che la libertà non è assenza di vincoli, bensì scelta informata dentro vincoli riconosciuti.

    In epoca contemporanea il concetto assume nuove tensioni :

    la dipendenza da sistemi tecnologici e informativi, la delega decisionale ad algoritmi o apparati burocratici, la confusione tra espressione di sé e reazione emotiva.

    Per questo, oggi, essere individui sovrani significa soprattutto coltivare attenzione, memoria, discernimento e responsabilità, qualità lente in un mondo veloce.

    Pvl

  • L’erre moscia

    L’erre moscia

    tecnicamente chiamata rotacismo,

    è un fenomeno che da secoli oscilla tra l’essere considerato un vezzo aristocratico, un difetto fonetico o una semplice variante regionale .

    Ecco un’analisi dei tuoi dubbi, tra linguistica e psicologia sociale

    Provocazione o ostentazione?

    Nella stragrande maggioranza dei casi, no.

    Il rotacismo è quasi sempre involontario.

    Si tratta di una “dislalia”, ovvero una difficoltà nell’articolare il suono /r/ facendo vibrare la punta della lingua contro gli alveoli (la zona dietro i denti).

    Chi ha l’erre moscia fa vibrare l’ugola o il velo palatino.

    Tuttavia, esiste una sfumatura storica e sociale

    Vezzo aristocratico

    In passato, soprattutto tra la fine del ‘700 e l’800, l’influenza della cultura francese (dove la “r” è naturalmente uvulare) portò le classi elevate a emulare questo suono.

    In questo senso, poteva essere una forma di ostentazione dello status sociale.

    Oggi

    È percepita come una caratteristica della personalità.

    Sebbene alcuni possano usarla per darsi un tono “sofisticato” (raro), per la maggior parte delle persone è semplicemente il modo naturale in cui hanno imparato a parlare.

    Difetto grave?

    Dal punto di vista clinico-logopedico, non è un difetto grave.

    Non compromette quasi mai la comprensibilità del discorso (a differenza di altre dislalie).

    Percezione soggettiva

    Diventa un “difetto” solo se la persona che lo possiede lo vive con disagio o se impedisce carriere specifiche (come il doppiaggio o la recitazione classica, anche se oggi c’è molta più apertura).

    Origine

    Può dipendere da un frenulo linguale corto, da una scarsa mobilità della lingua o semplicemente da un’abitudine appresa nell’infanzia per imitazione di un genitore o per pigrizia articolatoria.

    È contagiosa?

    In termini medici, ovviamente no. Tuttavia, esiste un fenomeno psicologico chiamato “accomodamento linguistico” :

    Negli adulti

    Se passi molto tempo con una persona che ha l’erre moscia, potresti inconsciamente iniziare a imitare alcune sue inflessioni o ritmi, ma è difficilissimo che tu “prenda” l’erre moscia in modo permanente. Il tuo cervello ha già consolidato il movimento motorio per produrre la “r” standard.

    Nei bambini

    Qui il rischio è reale.

    Se un bambino in fase di apprendimento del linguaggio è esposto costantemente solo a modelli con rotacismo, potrebbe imparare a produrre il suono in quel modo per imitazione.

    In sintesi

    l’erre moscia è spesso più un tratto distintivo che un limite.

    Se ti capita di notarla in qualcuno, solitamente è solo una “firma” vocale senza alcuna intenzione polemica o esibizionista.

    Pvl

  • ENNIO CALABRIA

    Nato sotto il sole di Tripoli nel ’37, dipingeva sogni e ombre fino al marzo ’24, quando Roma lo accolse nel silenzio eterno.

    Dalle dune libiche al Tevere, il suo spirito si accese nel ’58 alla Galleria La Feluca, dove pennelli danzarono la prima personale.

    Nel ’59, la Quadriennale di Roma lo abbracciò, eco di mostre future nel ’72, ’86 e ’99, come stelle in un cielo figurativo.

    Nel ’61, con Vespignani, Attardi e i loro fili di pro e contro, tessé il gruppo che sfidava l’astratto, radicando l’uomo nella tela viva.

    Opere volarono in Australia nel ’63, in Medio Oriente e Nordafrica, sino alla Biennale veneziana del ’64, dove la forma si fece luce interiore.

    L’antologica del ’85 a Milano, Besana rotonda, e l’87 a Castel Sant’Angelo, Roma, cantarono monografie di Carandente e De Micheli.

    Nel 2008 Livorno sussurrò “La luce e la forma”, Milano e Viareggio “La forma da dentro” nel ’09; il Guatemala lo chiamò nel 2015 per “Sweet Death”.

    Palazzo Cipolla nel 2018 narrò “Verso il tempo dell’essere”, da ’58 a ’18, curata da Simongini.

    Pittore e illustratore, esponente del figurativismo, svanì sei giorni prima degli 87, lasciando tele che pulsano vita sociale e esistenziale .

    https://it.wikipedia.org/wiki/Ennio_Calabria

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  • Cremona e il Torrazzo

    Cremona e il Torrazzo

    è una città che si riconosce da lontano grazie alla sua torre unica : il Torrazzo, simbolo identitario e punto di riferimento visivo e storico.

    Con i suoi oltre 110 metri, è una delle torri medievali in muratura più alte d’Europa e domina con sobrietà la piazza del Duomo, creando un insieme architettonico di rara armonia.

    Il Torrazzo non è solo altezza: è misura del tempo e dello spazio.

    Il grande orologio astronomico sulla facciata racconta la visione medievale dell’universo, mentre l’interno custodisce secoli di vita civile e religiosa.

    Salire fino in cima significa attraversare la storia della città passo dopo passo, fino ad aprirsi su una pianura che sembra non avere confini.

    Cremona, come la sua torre, non ostenta: si afferma.

    Il Torrazzo è verticale, essenziale, inconfondibile un segno che rende la città immediatamente riconoscibile e che continua, da secoli, a indicare il centro.

    Pvl

  • NICOL DI GIULIO

    E’ una giornalista e cronista italiana attiva nel giornalismo televisivo, conosciuta soprattutto come inviata della Rai (Radiotelevisione Italiana), dove lavora per i servizi di informazione e cronaca, incluso il programma Ore 14 su Rai 2. 

    Ruolo e attività

    È inviata Rai, con esperienze sul campo per servizi giornalistici e cronache in diretta da luoghi di attualità e inchieste. 

    Su Instagram si presenta come professionista impegnata nei reportage, compresi collegamenti e live da luoghi di cronaca (ad esempio da via del Ciclamino a Rimini, collegata alle indagini sull’omicidio di Pierina Paganelli). 

    La sua presenza sui social mostra interventi e aggiornamenti da tribunali e scene di cronaca. 

    Collegamento al Caso Pierina Paganelli

    Laureata, con esperienza nel giornalismo televisivo di cronaca e inchieste. 

    Attiva nei servizi di informazione e collegamenti per la Rai, con competenze nel raccontare vicende giudiziarie e sociali. 

    Nicole Di Giulio ha seguito e raccontato, nei panni di cronista/inviata, la vicenda dell’omicidio di Pierina Paganelli (la donna di 78 anni uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023), facendo reportage e colloqui con la telecamera sui fatti e sugli sviluppi giudiziari del caso. 

    Pvl

  • LUCA FAZZO

    LUCA FAZZO

    E’ un giornalista italiano

    noto principalmente per il suo lavoro di cronista giudiziario e opinionista. 

    È nato a Milano nel 1959 e ha una lunga carriera nel giornalismo di cronaca giudiziaria. Attualmente è inviato di cronaca giudiziaria per il quotidiano Il Giornale, dove lavora dal 2007. 

    In passato ha collaborato come cronista anche con altre testate come La Repubblica. 

    Nel corso della sua carriera ha seguito numerosi casi di criminalità e processi, e ha scritto anche libri su vicende giudiziarie. 

    Negli ultimi mesi Luca Fazzo è apparso come opinionista nella trasmissione Ore 14 Sera, il talk di approfondimento condotto da Milo Infante su Rai 2, soprattutto nelle puntate dedicate a casi di cronaca nera come quello di Garlasco. 

    Opinionista a Ore 14 Sera

    In studio interviene commentando sviluppi e interpretazioni legali o giornalistiche delle vicende trattate, offrendo spesso un punto di vista basato sulla sua esperienza come giornalista giudiziario. 

    Pvl

  • ALESSANDRO POGGI

    ALESSANDRO POGGI

    E’ un giornalista e inviato televisivo italiano, noto per il suo lavoro nei media e nella divulgazione giornalistica in Italia. 

    Profilo professionale

    Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1982 sulla rivista L’Astronomia, diretta da Margherita Hack. 

    Negli anni ’80 e ’90 ha scritto per numerosi quotidiani (tra cui La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Piccolo e altri) e riviste di divulgazione scientifica e culturale. 

    Nel 1996 entra nell’Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani (UGAI) e nel 1997 fonda la TASTI, la prima agenzia italiana di informazione scientifica online. 

    Ha lavorato in Rai: è stato inviato per programmi come La vita in diretta e Ballarò, dove si occupava di politica ed esteri per molti anni. 

    Nel corso della sua carriera ha anche realizzato format, rubriche e documentari per la televisione italiana. 

    Vita privata e premi

    Originario di Montignoso (provincia di Massa-Carrara), vive a Roma. 

    Ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Ilaria Alpi e il Premio Carlo Sforza. 

    Opere

    Tra i suoi libri : Il tempo illustrato (1998) e Bocca coperta (2020). 

    Pvl

  • CROAZIA

    ZARA (ZADAR) UN PIATTO TIPICO

    Sulla costa dalmata, è il brudet (o brodet)

    Si tratta di uno stufato di pesce preparato con diverse varietà pescate nell’Adriatico, cotte lentamente con cipolla, aglio, pomodoro, vino e aceto, e servito tradizionalmente con polenta.

    Altri piatti molto rappresentativi della zona sono :

    Crni rižot – risotto nero al nero di seppia

    Paški sir – formaggio di pecora dell’isola di Pag (vicinissima a Zadar)

    Il Brudet di Zara

    Non è semplicemente una zuppa di pesce, ma il racconto liquido di una costa che ha saputo mescolare la sapidità dell’Adriatico con la precisione veneziana e il carattere dalmata.

    Questa variante si distingue per una stratificazione di sapori dove la freschezza della materia prima deve necessariamente incontrare la nota acida e persistente dell’aceto e del vino bianco.

    La preparazione richiede una selezione di pesci di scoglio, come lo scorfano, la gallinella o il grongo, che devono essere lasciati interi o in grossi tranci per non disperdersi nel calore della cottura.

    A differenza di altre versioni mediterranee, a Zara la cipolla viene soffritta dolcemente in abbondante olio d’oliva fino a diventare quasi una crema invisibile che sostiene il corpo del brodo senza mai sovrastarlo.

    Il segreto della sua riuscita risiede nel divieto assoluto di mescolare il pesce con il cucchiaio, poiché l’integrità delle carni è sacra e si ottiene soltanto scuotendo ritmicamente la pentola di coccio.

    L’aggiunta della polenta bianca, spesso servita come accompagnamento imprescindibile, serve a bilanciare la forza del pomodoro e delle spezie, trasformando il piatto in un’esperienza sensoriale completa.

    È un rito che celebra il ritorno della flotta e la pazienza del fuoco, dove ogni ingrediente sembra voler testimoniare la storia complessa di un porto che è sempre stato un incrocio di culture.

    Il Brudet di Zara rimane così una testimonianza gastronomica di resistenza e identità, un ponte tra il mare profondo e la terraferma.

    Pvl

  • L’impronta vocale o voiceprint

    è l’insieme delle caratteristiche uniche della voce di una persona che permettono di riconoscerla, in modo simile a come le impronte digitali identificano un individuo.

    In parole semplici

    Quando parli, produci suoni che dipendono da :

    forma e dimensioni delle corde vocali conformazione di bocca, naso e gola modo personale di articolare, intonare e ritmare le parole

    Tutti questi elementi creano una sorta di “firma sonora”.

    Come funziona

    La voce viene registrata Un sistema analizza parametri come: frequenza fondamentale timbro armoniche ritmo e inflessione Questi dati vengono trasformati in un modello matematico Il modello può essere confrontato con altre registrazioni per verificare l’identità

    A cosa serve

    Sicurezza : accesso a servizi bancari o dispositivi Indagini forensi: confronto di voci in ambito giudiziario Assistenti vocali: riconoscimento dell’utente Archiviazione e analisi audio

    È infallibile?

    No. L’impronta vocale può variare con:

    età emozioni malattia qualità della registrazione

    Per questo oggi è spesso usata insieme ad altri sistemi di autenticazione.

    Pvl

  • Radical chic

    Il termine “radical chic” indica una contraddizione sociale e culturale, più che un vero gruppo organizzato.

    Origine del termine

    L’espressione nasce nel 1970 da un saggio ironico del giornalista americano Tom Wolfe, Radical Chic & Mau-Mauing the Flak Catchers.

    Wolfe descriveva l’alta borghesia newyorkese che sosteneva cause rivoluzionarie (come i Black Panthers) nei salotti di lusso, trasformando l’impegno politico in un fatto mondano.

    Chi sono, in sostanza

    I radical chic sono generalmente :

    persone benestanti, colte, spesso élite culturali che abbracciano idee radicali, rivoluzionarie o anti-sistema senza però rinunciare ai propri privilegi economici e sociali

    La critica implicita è che

    l’impegno è estetico, simbolico, identitario più che concreto o rischioso la radicalità diventa uno stile, non una pratica

    Perché il termine è spesso dispregiativo

    “Radical chic” viene usato per accusare qualcuno di :

    ipocrisia (predicare uguaglianza vivendo nel privilegio) opportunismo morale militanza a costo zero uso delle cause sociali come capitale culturale o di prestigio

    Non è una categoria politica precisa

    Non indica :

    un’ideologia coerente un partito un movimento

    È piuttosto una etichetta polemica, spesso usata :

    da avversari politici per delegittimare intellettuali, artisti, giornalisti, celebrità

    Un punto importante

    Il termine può essere :

    strumento critico legittimo quando smaschera l’ipocrisia ma anche arma retorica per zittire qualunque posizione progressista proveniente da ambienti colti o agiati

    In breve :

    Il radical chic non è “chi ha idee radicali”, ma chi le consuma come un bene di lusso.

    radical chic

  • BARI/RIAPERTURA HOTEL LEON D’ORO

    BARI/RIAPERTURA HOTEL LEON D’ORO

    Piazza Aldo Moro a Bari.

    Inaugurazione

    sabato 20 dicembre 2025 (dalle ore 12:00 alle 20:00)

    con giornata a porte aperte per cittadini, istituzioni e ospiti. 

    Fine lavori e ritorno alla vita urbana

    Dopo circa sei anni di chiusura, l’Hotel Leon d’Oro, simbolo storico dell’ospitalità barese, riapre i battenti al termine di un ristorante progetto di ristrutturazione e riqualificazione curato dalla proprietà.

    L’intervento ha mantenuto l’identità storica dell’edificio, integrando al contempo spazi moderni e funzionali per l’accoglienza. 

    Cosa offre oggi il Leon d’Oro

    74 camere completamente rinnovate, dotate di comfort contemporaneo e design curato. 

    Spazi comuni ripensati e più accoglienti. 

    Ristorante interno con proposte gastronomiche aperto anche a chi non soggiorna in hotel. 

    Roof garden panoramico, nuovo punto di riferimento per aperitivi, eventi e momenti di socialità con vista sulla città. 

    Valore per la città

    La riapertura dell’hotel rappresenta non solo il ritorno di una struttura ricettiva nel cuore di Bari, ma anche un elemento di rigenerazione urbana nell’area intorno alla Stazione Centrale, spesso considerata strategica per il tessuto cittadino. 

    Sintesi

    ✔️ Hotel storico riapre il 20 dicembre 2025 dopo anni di chiusura;

    ✔️ Restyling completo con 74 camere, ristorante e roof garden;

    ✔️ Evento di inaugurazione aperto a tutti dalle 12:00 alle 20:00;

    ✔️ Importante operazione per il rilancio dell’offerta alberghiera barese. 

    Pvl

  • TORINO/ASKATASUNA

    Nella mattinata di oggi, la Digos della Polizia di Stato ha attuato un’operazione di sgombero e sequestro del centro sociale Askatasuna a Torino, situato in corso Regina Margherita 47.

    L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sugli assalti compiuti durante le manifestazioni pro-Palestina nei mesi scorsi, tra cui quello alla sede del quotidiano La Stampa. 

    Dettagli dell’operazione.

    Le forze dell’ordine hanno trovato sei attivisti all’interno dell’edificio, alcuni dei quali dormivano nei piani superiori dello stabile occupato dal 1996. 

    Dopo la perquisizione, l’immobile è stato sigillato e dichiarato sequestrato. 

    L’operazione coinvolge anche perquisizioni nelle abitazioni di alcuni militanti riconducibili al centro sociale. 

    Cause e motivazioni ufficiali. Secondo quanto riportato dalle autorità :

    L’intervento è collegato all’inchiesta sugli assalti alle sedi della stampa e di altri luoghi simbolici avvenuti durante manifestazioni pro-Palestina nelle settimane e nei mesi precedenti. 

    La presenza di persone nei piani superiori dello stabile ritenuti inagibili avrebbe violato le condizioni di un patto di collaborazione stipulato tra il Comune di Torino e un comitato di garanti, con conseguente cessazione immediata dell’accordo. 

    Dichiarazioni delle istituzioni. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato su X che l’azione rappresenta un “segnale chiaro dallo Stato”: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese. 

    Il Sindaco di Torino ha sottolineato che le violazioni al patto di collaborazione hanno portato alla sospensione del progetto di gestione condivisa degli spazi sociali. 

    Situazione sul posto. Le vie attorno al centro sociale sono state interrotte, con deviazioni del traffico e modifiche al servizio di trasporto pubblico. 

    Un presidio di attivisti si è formato davanti all’edificio durante l’operazione. 

    Contesto precedente. L’azione segue l’assalto alla redazione de La Stampa da parte di manifestanti pro-Palestina, episodio che aveva acceso il dibattito politico e sulla sicurezza in città. 

    18 dicembre 2025 . TGcom24 (Mediaset) 

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  • GRECIA/LAGUNA DI PREVEZA

    GRECIA/LAGUNA DI PREVEZA

    NON E’ UN SINGOLO LAGO DISTINTO

    ma fa parte di un sistema molto più ampio di lagune e zone umide situate nel Golfo di Amvrakikos (chiamato anche Golfo di Preveza o Golfo di Arta) sulla costa ionica della Grecia, vicino alla città di Preveza. 

    Cos’è e dove si trova

    Questo territorio è costituito da un complesso di lagune costiere, paludi, estuari e zone di marsh collegate tra loro e al Golfo di Amvrakikos attraverso canali e aperture verso il mare. 

    Le lagune si trovano nella parte settentrionale del golfo, soprattutto dove i fiumi Louros e Arachthos sfociano nella baia, creando un mosaico di acque poco profonde e habitat umidi. 

    Importanza ecologica

    L’intero sistema delle lagune è parte del Parco nazionale delle zone umide di Amvrakikos, un’area protetta istituita per tutelare la biodiversità, inclusi habitat costieri, letti di piante acquatiche, canneti e paludi. 

    È riconosciuto a livello internazionale (tra cui sito Ramsar e rete Natura 2000) per la sua importanza come zona umida e come punto di sosta per moltissime specie di uccelli migratori e per specie rare come il pellicano e altre specie di aironi. 

    Le acque poco profonde e le lagune sono anche aree vitali per delfini, tartarughe marine e numerose specie ittiche. 

    Cosa aspettarsi

    Le lagune sono caratterizzate da acque salmastre/povere di profondità, canneti, sedimenti e isole naturali che emergono durante bassa marea. 

    Sono luoghi ideali per birdwatching, escursioni in barca, fotografia naturalistica e osservazione della fauna (specie acquatiche e migratorie). 

    La presenza di strumenti tradizionali di pesca e di ecosistemi ricchi rende l’area anche rilevante per la pesca sostenibile e l’economia locale. 

    In sintesi

    La “laguna di Preveza” è parte di un complesso sistema di lagune e zone umide nel golfo di Amvrakikos, una delle aree naturali più importanti del Mediterraneo orientale dal punto di vista ecologico, biologico e della conservazione delle specie. 

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  • Nevo di Miescher

    È un tipo di nevo melanocitico benigno (un “neo”), appartenente alla famiglia dei nevi intradermici.

    Caratteristiche principali

    Aspetto cupoliforme, simmetrico Colore carne, rosato o marrone chiaro Superficie liscia, talvolta con peli Dimensioni di solito piccole (pochi millimetri)

    Localizzazione frequente : viso e capo

    Dal punto di vista clinico

    È benigno e stabile nel tempo Non è un melanoma Il rischio di trasformazione maligna è molto basso

    Quando va controllato o rimosso

    Se cambia rapidamente forma, colore o dimensioni Se sanguina, prude o si ulcera Per motivi estetici o se soggetto a traumi continui

    La diagnosi definitiva, se c’è dubbio, avviene con esame istologico dopo rimozione.

  • Animali del deserto

    Animali del deserto

    Quando il sole cala oltre le dune, il deserto cambia volto.

    La sabbia rossa e dorata si raffredda lentamente, e dal suo silenzio emergono creature minute e straordinarie.

    Tra i granelli caldi e le ombre lunghe, il gerboa salta agilmente, spostandosi su lunghe zampe posteriori come un piccolo acrobata, cercando semi nascosti e rifugi freschi.

    Non lontano, il topo canguro si muove silenzioso, bevendo appena e nutrendosi dei semi che il vento ha portato lontano.

    Sotto le rocce calde, occhi lucidi osservano: il gecko del deserto si arrampica veloce, mentre lo scinco scivola come un filo di sabbia tra le crepe.

    Di notte, piccoli scorpioni e insetti corrono senza sosta, scavando, cacciando, sopravvivendo.

    Anche lo scarabeo ha il suo trucco: raccoglie l’umidità della rugiada con movimenti precisi e misteriosi.

    In cielo, le allodole del deserto cantano appena, planando tra le correnti calde che si alzano dalle dune, mentre i passeri cercano insetti nascosti tra le pietre.

    Tutti questi piccoli abitanti, invisibili al visitatore distratto, conoscono ogni angolo di sabbia, ogni ombra, ogni piccolo rifugio : il deserto non è mai vuoto, basta sapere dove guardare.

    Pvl

  • STEFANO BONACCINI

    E’ un politico italiano di primo piano, attualmente europarlamentare e presidente del Partito Democratico (PD). Stefano Bonaccini è nato il 1° gennaio 1967 a Campogalliano (provincia di Modena). 

    E’ del Partito Democratico (PD).E’ presidente del Partito Democratico dal marzo 2023, dopo aver gareggiato per la segreteria del partito e ottenuto un forte sostegno interno. 

    Carriera Politica

    Presidente del PD

    Europarlamentare nel luglio 2024 è entrato ufficialmente come membro del Parlamento Europeo, eletto per la circoscrizione Nord-Est. 

    Presidente dell’Emilia-Romagna

    ha guidato questa importante regione dal novembre 2014 fino a luglio 2024, quando si è dimesso per assumere il mandato europeo. 

    Profilo e attività

    Bonaccini è considerato un politico moderato e pragmatico nell’area di centrosinistra italiana, con radici nel passato del PCI e della sua evoluzione fino al PD attuale.

    Durante la sua lunga esperienza di amministratore regionale è stato spesso percepito come un leader capace di dialogare tra istituzioni e territori e di gestire sfide complesse come la pandemia.

    All’interno del PD ha lanciato una corrente chiamata “Energia Popolare” (People’s Energy), che propone un approccio riformista e sociale-liberale nel centrosinistra. 

    Attività nel Parlamento Europeo

    Nel Parlamento Europeo, Bonaccini siede nei gruppi dei Socialisti e Democratici e lavora su temi quali agricoltura e sviluppo rurale, oltre ad occuparsi di relazioni internazionali e commercio. 

    Pvl

  • GIOVANNI DONZELLI / politico italiano

    nato il 28 novembre 1975 a Firenze è un politico italiano, deputato della Camera dei Deputati eletto con Fratelli d’Italia (FdI). 

    Carriera politica

    Deputato alla Camera dal 2018, rieletto nel 2022 come capolista nella circoscrizione Toscana. 

    È parte dell’ufficio di presidenza della Camera: prima segretario dell’Aula e attualmente vicepresidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). 

    Responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ruolo chiave nella struttura interna del partito guidato da Giorgia Meloni. 

    In passato è stato consigliere comunale a Firenze (2004–2010) e consigliere regionale in Toscana (2010–2018). 

    Percorso e formazione

    Inizia la militanza politica giovanissimo, entrando nel Fronte Universitario d’Azione Nazionale (FUAN) del Movimento Sociale Italiano a 19 anni. 

    Ha proseguito fino a diventare presidente di Azione Universitaria e portavoce nazionale della Giovane Italia. 

    Ha frequentato l’Università di Firenze nelle facoltà di Lettere e poi Agraria, senza però completare gli studi. 

    Attività e posizioni politiche

    È noto per un ruolo molto operativo nell’organizzazione delle attività di FdI e nelle campagne elettorali. 

    In Parlamento è stato membro di diverse commissioni (Affari costituzionali, Unione Europea e altre). 

    Ha attirato l’attenzione mediatica in alcune occasioni per interventi polemici in Aula (ad es., accuse contro parlamentari di altri partiti su vicende istituzionali) ma è stato poi assolto dalle contestazioni formali. 

    Vita personale

    Vive nella zona di Prato; è sposato e ha figli. 

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  • ANDREA BIAVARDI

    ANDREA BIAVARDI

    E’ un giornalista e manager dell’editoria italiana

    con una lunga carriera nel mondo dei quotidiani, delle riviste e dei media. 

    Profilo professionale

    Direttore di riviste importanti: Ha diretto e dirige tuttora diverse testate, tra cui Giallo, un settimanale di cronaca del gruppo Cairo Editore. 

    Nuovo ruolo a Oggi : Nel luglio 2024 è stato nominato direttore del settimanale Oggi, una delle riviste più conosciute e diffuse in Italia, succedendo a Carlo Verdelli e con incarico a partire dal 9 luglio. 

    Carriera giornalistica pluridecennale

    Ha iniziato nel 1977 a Il Giornale e in seguito ha diretto quotidiani come La Nazione e Il Giorno, oltre a mensili e riviste come Vera, Men’s Health, For Men Magazine, In Viaggio, Natural Style e Airone. 

    Consigliere di amministrazione: Ricopre anche ruoli di vertice manageriale all’interno della Cairo Editore. 

    Attività editoriali e scrittura

    Andrea Biavardi è anche autore di libri, tra cui saggi e romanzi. Alcuni titoli includono Sbuccia il maschio e Fuori dal coro; ha anche scritto opere che raccontano storie e ritratti sociali. 

    Personale

    Origini e vita privata : Nato a Varese il 12 agosto 1958 e cresciuto professionalmente in Emilia; è sposato e ha due figli. 

    Presenza mediatica : Oltre alla attività editoriale, è stato spesso ospite in programmi televisivi come commentatore e opinionista. 

    In sintesi

    Andrea Biavardi è una figura di spicco del giornalismo italiano, noto per la direzione di testate giornalistiche e riviste, la sua esperienza decennale nei media e il ruolo di leadership in importanti gruppi editoriali come Cairo Editore. 

    Pvl

  • Oscar Pozzobon

    E’ un imprenditore italiano, ingegnere e innovatore nel campo dell’aerospazio, GNSS (sistemi di navigazione satellitare) e cybersecurity. 

    Ruolo e carriera

    Co-fondatore, Presidente e CEO di Qascom, un’azienda italiana con sede a Bassano del Grappa (Vicenza) che sviluppa tecnologie avanzate per la navigazione satellitare e applicazioni spaziali. 

    Ha una formazione accademica solida: laurea in Ingegneria Informatica (Università di Padova), master in Telecomunicazioni (University of Queensland) e dottorato in Applicazioni Aerospaziali e Satellitari (Università di Padova). 

    Vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nel settore spaziale, con collaborazioni e progetti con ESA, ASI, NASA, EUSPA e la Commissione Europea. 

    È stato pionieristico nei servizi di autenticazione per i sistemi GNSS e ha contribuito alla validazione dei primi satelliti Galileo. 

    Attività imprenditoriali e riconoscimenti

    Sotto la sua guida, Qascom è coinvolta in importanti progetti spaziali, inclusi strumenti tecnologici sulla Luna e contratti collaborativi con aziende come Telespazio ed ESA per sistemi satellitari avanzati. 

    Oscar Pozzobon è considerato un leader nel settore spaziale europeo ed è stato inserito in liste di “leader da tenere d’occhio” (es. 50 Leaders to Watch). 

    Pvl

  • Torroncini Condorelli

    I torroncini Condorelli non sono solo dolci : sono piccoli gesti d’affetto incartati.

    Morbidi al morso, come parole dette piano, custodiscono mandorle di Sicilia e miele che sanno di sole antico. Il cioccolato li avvolge come una promessa mantenuta, sottile ma decisiva. Ogni incarto blu si apre con la lentezza dei riti familiari, quando il tempo sembra concedersi una pausa.

    Nascono ai piedi dell’Etna, dove la terra è scura e fertile, e forse per questo hanno qualcosa di intimo e profondo: non cercano l’eccesso, ma la memoria. Sono dolci che non si divorano, si ricordano. Passano di mano in mano, tra sguardi complici, come se dicessero : ti ho pensato.

    Un torroncino Condorelli è un frammento di festa che resiste, una carezza zuccherina che resta anche dopo, quando la carta è già stata piegata e il silenzio torna a sedersi a tavola.

  • LA VOCE DI MIA MARTINI

    LA VOCE DI MIA MARTINI

    Non è mai stata solo suono; è una geografia dell’anima, un territorio fatto di crepe luminose e abissi di tenerezza.

    Oggi, quella voce ritorna come un’eco gentile, portando con sé “Di tanto amore”, una perla scritta da Ivano Fossati e rimasta a lungo chiusa in una dimensione intima, quasi segreta, protetta dal tempo come un messaggio in una bottiglia.

    Un’estetica dell’essenziale

    Nel video lyric che accompagna il brano, le parole scorrono lente, quasi a voler rispettare il peso di ogni singola sillaba.

    Le immagini sono essenziali, scarne, e questa scelta non è casuale: serve a lasciare spazio a ciò che conta davvero.

    È il timbro di Mimì fragile e potentissimo al tempo stesso a farsi carico della narrazione, trasformando l’astrazione del sentimento in una presenza fisica, tangibile.

    Tra passato e presente: una confessione senza tempo

    Il brano, concepito alla fine degli anni Settanta, riaffiora oggi non come un reperto archeologico, ma come una confessione di sconcertante attualità.

    In queste note non c’è spazio per la nostalgia sterile, quella che guarda indietro con rimpianto.

    C’è invece una “presenza” vibrante.

    “Di tanto amore” ci parla di un sentimento detto sottovoce, un amore che non ha bisogno di gridare per dimostrare la propria forza.

    È un invito alla resistenza emotiva: un legame che sfida il passare dei decenni e continua a vibrare nelle corde di chi ascolta, ricordandoci che la vera arte non scade mai.

    La riscoperta come atto d’ascolto

    Ascoltare oggi questo inedito non è una semplice operazione di recupero discografico; è un atto di giustizia poetica.

    In un’epoca dominata dal rumore e dalla velocità, fermarsi davanti alla voce di Mia Martini diventa un esercizio di introspezione.

    Non è una riscoperta, ma un ritorno necessario.

    Un incontro che rinnova quel legame indissolubile tra un’interprete unica e un pubblico che, nonostante tutto, sa ancora riconoscere la verità dietro il canto.

    Mimì non canta la canzone : la abita, ci vive dentro, e ci invita a fare lo stesso.

    Pvl

  • Homeschooling

    è l’educazione dei figli svolta principalmente in ambito familiare, invece che in una scuola tradizionale.

    In breve

    Chi insegna : di solito i genitori (talvolta tutor esterni).

    Curricolo : può seguire i programmi nazionali oppure essere personalizzato.

    Metodo : flessibile (lezioni strutturate, apprendimento per progetti, online, esperienziale).

    Valutazioni : variano per paese; spesso sono previsti esami o verifiche periodiche.

    Socializzazione: attività sportive, gruppi di homeschooling, laboratori, volontariato.

    Pro

    Personalizzazione dei tempi e dei contenuti Ritmo su misura dello studente Ambiente di apprendimento più flessibile

    Contro

    Richiede tempo e competenze ai genitori Meno interazione quotidiana con coetanei (se non pianificata) Aspetti legali e burocratici da gestire.

    Pvl

  • Bruno Cassinari

    Bruno Cassinari

    NASCE A PIACENZA NEL 1912

    In un contesto ancora lontano dai fermenti artistici che avrebbero segnato la sua vita.

    Fin da giovanissimo manifesta una naturale inclinazione per l’arte : prima ancora di dedicarsi alla pittura, modella ritratti in creta, esercitando lo sguardo e la mano su ciò che gli è più vicino, come il volto della madre. La svolta avviene negli anni Trenta, quando si trasferisce a Milano per studiare all’Accademia di Belle Arti di Brera. Qui si forma sotto la guida di Aldo Carpi e viene a contatto con un ambiente culturale vivace, attraversato da tensioni etiche e artistiche che rifiutano l’arte ufficiale del regime. È in questo clima che Cassinari matura una pittura intensa, inquieta, già orientata verso una personale interpretazione dell’espressionismo. Alla fine degli anni Trenta entra nel gruppo di Corrente, condividendo il percorso con artisti come Guttuso, Birolli, Morlotti e Vedova. Non si tratta solo di una scelta stilistica, ma anche di una presa di posizione morale: la pittura diventa strumento di testimonianza, carica di partecipazione umana e tensione civile. Nel 1941 la sua prima mostra personale, presentata da Elio Vittorini, segna un riconoscimento importante, confermato dalla vittoria del Premio Bergamo. Il dopoguerra apre per Cassinari una fase di espansione e di confronto internazionale. Nel 1949 si stabilisce ad Antibes, sulla costa francese, dove entra in contatto diretto con alcuni dei protagonisti dell’arte europea del Novecento. L’incontro con Picasso, che lo invita a esporre al Museo di Antibes, rappresenta un passaggio decisivo, così come la vicinanza a figure come Chagall, Matisse e Braque. In questi anni la sua pittura si arricchisce di nuove soluzioni formali, mantenendo però una forte tensione espressiva. Il riconoscimento ufficiale arriva con la Biennale di Venezia : dopo la partecipazione del 1950, nel 1952 Cassinari ottiene il Gran Premio per la pittura italiana. È il momento della piena maturità, che lo porta a esporre in numerose città europee, negli Stati Uniti e in Sud America, consolidando una reputazione ormai internazionale. Il suo linguaggio pittorico si distingue per l’uso intenso del colore, per le deformazioni delle figure e per una costruzione dello spazio che dialoga con il cubismo senza mai rinunciare alla forza emotiva dell’immagine. Cassinari non ricerca l’astrazione pura, ma una figurazione tesa, vibrante, capace di restituire la complessità del reale. Muore a Milano nel 1992. Oggi le sue opere sono conservate in importanti musei e collezioni pubbliche, in Italia e all’estero. La sua figura resta centrale nel panorama dell’arte italiana del secondo Novecento:un artista che ha saputo coniugare rigore formale, libertà espressiva e una profonda attenzione alla dimensione umana.

    Pvl

  • La “carta Maurillo” più correttamente Murillo

    spesso chiamata così dai pittori) è un tipo di cartoncino artistico di alta qualità prodotto da Fabriano, molto apprezzato da pittori, illustratori e artisti grafici per le sue caratteristiche tecniche e la sua versatilità. 

    Che cos’è Fabriano Murillo?

    È un cartoncino spesso e resistente, fabbricato con pura cellulosa ECF (Elemental Chlorine Free) e conforme alla norma ISO 9706 “Long Life”, il che significa che è acid‑free (senza acidi) e quindi ideale per lavori artistici duraturi che non ingialliscono o si deteriorano nel tempo.  È disponibile in molti colori vivaci e in varie grammature (da ~190 g/m² fino a 360 g/m² e oltre), quindi può adattarsi a tecniche diverse. 

    Perché piace ai pittori?

    Proprio per le sue qualità tecniche, questa carta viene definita “quella che fa impazzire i pittori” — non perché sia esagerata, ma perché :

    Peso e rigidità ottimali

    la struttura pesante la rende ottima per disegno, collage, gouache o tecniche miste senza che si arricci facilmente. 

    Surface versatile

    la grana superficiale accoglie bene sia colori a secco (pastelli, grafite, inchiostri) sia a umido leggero (acquerello leggero, gouache), pur non essendo carta specifica per acquerello. 

    Acid‑free e durabilità

    le opere su Murillo resistono nel tempo senza ingiallire, il che la rende perfetta anche per stampe d’arte e progetti destinati a durare.

    Usi tipici

    Disegno e collage Edizioni pregiate e stampe d’arte Passe‑partout e inserti per album Tecniche miste leggere (gouache, inchiostro, pastello) Tutti questi usi derivano proprio dalla miscela di texture, colore, grammatura e superficie lavorabile. 

    In pratica, Murillo non è una carta “magica” ma è uno dei cartoncini artistici più amati per qualità e affidabilità, e per molti creativi diventa la superficie su cui sperimentare e creare lavori che durano. 

  • Cravatte

    LA COLLEZIONE STORICA DELLE CRAVATTE FUMAGALLI

    affonda le radici in oltre 130 anni di storia dell’eleganza italiana, facendo di questa maison di Como (nata ufficialmente nel 1891) una delle più antiche e raffinate realtà nella produzione artigianale di cravatte in seta e accessori sartoriali. 

    Origini e tradizione

    La storia comincia a Milano nel 1850 con una tessitura di seta artigianale, e nel 1891 Attilio Fumagalli dà vita alla produzione di cravatte in garza serica, leggere e preziose.

    Ogni cravatta veniva scelta nei volumi campione d’epoca, realizzata a mano e personalizzata con cura sartoriale, una testimonianza perfetta dell’eleganza della Belle Époque. 

    Le collezioni storiche

    La collezione storica di cravatte di Fumagalli comprende modelli e edizioni nate nel corso di decenni, molte delle quali oggi considerate oggetti da collezione :

    Edizioni storiche (1925–1981)

    Nell’archivio storico di Fumagalli sono conservati libri di prove colore e disegni originali che documentano la produzione di cravatte, fazzoletti e accessori fin dai primi del Novecento. 

    Queste edizioni limitate includono serie iconiche dove ogni modello rappresenta un “momento stilistico” specifico della moda maschile del secolo scorso. 

    Cravatte in serie limitata

    Alcune creazioni sono realizzate oggi solo in numero molto limitato, basandosi su disegni originali dell’archivio.

    Ogni pezzo è unico, fatto a mano in seta purissima e porta con sé la storia del design che lo ha ispirato. 

    Stile e innovazione nel tempo

    Fumagalli ha saputo evolversi con i decenni.

    Dagli anni ’20 e ’30 con motivi razionalisti, passando per gli anni ’50 con il celebre Gold Twill una seta tecnicamente innovativa e dai colori vividi fino alla campagna iconica del 1967 “Il Cobra” che trasformava la cravatta in simbolo di fascino. 

    Negli anni ’70 e poi nei decenni successivi, le collezioni storiche includono reinterpretazioni di motivi classici, tartan rivisitati e disegni ispirati all’arte e alla natura. 

    Archivio storico e collezionismo

    Oggi l’Archivio Storico Fumagalli 1891, aperto su appuntamento, custodisce tessuti originali, schizzi, fotografie e campionari che raccontano oltre un secolo di gusto e artigianato.

    È una sorta di museo vivente della cravatta italiana, accessibile a studiosi, appassionati e collezionisti. 

    In breve

    Periodo Stile e innovazione

    1891–1900 Prime cravatte in garza serica, artigianato puro 

    1906 Expo Milano. Cravatta commemorativa evento 

    1920–1930 Collezioni razionaliste 

    1950 Gold Twill brevetto distintivo 

    1967 Campagna Il Cobra 

    1970–oggi. Archivi, edizioni limitate e collezione storica 

    Pvl

  • Paolo Virzi’

    Nel cinema di Paolo Virzì il talento si riconosce proprio lì dove la cronaca si scioglie in racconto.

    Non parte dai fatti nudi, ma da ciò che resta addosso alle persone : desideri mal riposti, illusioni tenaci, piccole vigliaccherie e improvvisi slanci. Anche quando lo sfondo è chiaramente sociale o politico, Virzì non osserva da lontano : entra nelle vite, le segue nei dettagli minimi, nei silenzi, nelle battute dette per difesa.

    La realtà non viene registrata, viene trasformata. Diventa memoria, deriva emotiva, percorso umano. I suoi personaggi non sono “casi”, ma compagni di viaggio: si muovono in un’Italia riconoscibile, sì, ma filtrata da uno sguardo partecipe, ironico, spesso indulgente.

    È qui che il racconto prende il posto della cronaca fredda :

    non nel giudizio, ma nella comprensione;

    non nella tesi, ma nella storia;

    non nel documento, ma nella vita che scorre, disordinata e vera.

    Virzì racconta perché sa che solo il racconto, e non la cronaca, riesce a restituire la complessità dell’umano.

    Pvl

  • DANIEL ROTH

    DANIEL ROTH

    Storia e carattere del marchio

    Daniel Roth è stato un maestro orologiaio indipendente che ha fondato il suo marchio nel 1988 dopo una carriera prestigiosa presso grandi nomi dell’orologeria, tra cui Breguet (dove contribuì alla rinascita del marchio) e altri atelier svizzeri. 

    Cosa rende speciali questi orologi

    Forma iconica “double ellipse” una cassa a doppia ellisse che è riconoscibile al primo sguardo e diversissima dalle casse rotonde tradizionali. 

    Alta orologeria e complicazioni

    tourbillon, cronografi, calendari retrogradi, riserve di carica e molto altro. 

    Produzione limitata e artigianale

    pezzi spesso numerati e realizzati in piccole serie, apprezzati dai collezionisti. 

    Design ispirati alla tradizione

    quadranti con guilloché, lancette in acciaio blu, dettagli finemente rifiniti. 

    La maison è stata più volte acquisita da gruppi più grandi (negli anni ’90 e poi da Bulgari) e oggi sta vivendo una nuova rinascita sotto LVMH con la supervisione di La Fabrique du Temps Louis Vuitton, con produzioni limitate in alta gamma. 

    Alta Orologeria / Modelli Iconici

    Daniel Roth DR001 Oro Rosa 2024 – Esemplare contemporaneo tourbillon di alta gamma, perfetto esempio dell’attuale rilancio e della tradizione meccanica.

    Daniel Roth dbbd01a1 Oro rosa – Classico in oro rosa: eleganza e finitura da collezione.

    Daniel Roth Extra Plat Rose Gold – Versione extra–plat per chi cerca sottigliezza e raffinatezza.

    Modelli classici e da collezione

    Daniel Roth Le Sentier S177 Acciaio – Referenza in acciaio con estetica distintiva.

    Daniel Roth 177.L.311.012.B3.BD Oro/Acciaio – Oro e acciaio — perfetto equilibrio tra prestigio e portabilità.

    Daniel Roth Academie Skeleton Chronograph – Cronografo scheletrato con finiture di pregio.

    Daniel Roth 197.X.40 Oro Rosa – Grande classico in oro.

    Daniel Roth S177 Acciaio Argento – Versione in acciaio con quadrante elegante.

    Consigli per collezionisti

    Ricerche su vintage e riferimenti storici

    i modelli anni ’90, come il Tourbillon originale o cronografi storici, sono molto ricercati e apprezzati alle aste. 

    Mercato raro e specializzato

    trattandosi di haute horlogerie, molti esemplari sono difficili da trovare e possono avere quotazioni stabili o in crescita.

    Stile unico

    la forma “double ellipse” non è per tutti, ma è spesso citata come uno dei migliori esempi di design originale nell’orologeria moderna. 

    Pvl

  • PIERO VILLANI A NEW YORK

    SETTEMBRE 2024

    INTENZIONI E PROMESSE

    Piero Villani sbuca dall’aeroporto con una valigia.

    Dentro, tele arrotolate strette come segreti, pennelli che odorano ancora di colori freschi, e una visione forte, affilata come una lama.

    Si ritrova rapidamente in un micro-mondo pulsante : un appartamento modesto ma pieno di luce, nel cuore di Brooklyn, dove i rumori della città non solo si sentono, ma ti abbracciano. 

    Le strade non sono solo strade : sono vene che pulsano, piene di passi, storie e voci che sembrano sempre portare tre nuovi stimoli.

    Piero Villani sente subito che qui l’arte non è una cosa da museo, ma un fatto vivo, caotico, in continuo divenire. 

    Chelsea, il primo tuffo nella scena artistica

    Non passa molto tempo che si trova a camminare tra gallerie ed eventi di Chelsea, il quartiere che ogni artista sogna di esplorare.

    Non è soltanto un vernissage: è una specie di rito di passaggio.

    I quadri viaggiano come onde di energia, i curatori parlano di idee e di linguaggi e qualcuno, più curioso, guarda dritto negli occhi quegli strati di colore così intensi, così inusuali. 

    Leo Maxwell il gallerista che vede oltre

    In una sala illuminata da luci calde, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera su tecniche e materiali, Piero incrocia lo sguardo di Leo Maxwell.

    Maxwell non è un semplice gallerista : ha quell’aria di chi sa sentire il lavoro di un artista prima ancora di vederlo davvero.

    Parlano a lungo di colore, di stratificazione, di visione.

    È come se Maxwell riuscisse a leggere le emozioni nascoste sotto ogni pennellata di Piero Villani. 

    Alla fine della conversazione, con un sorriso che sembra un invito più che una proposta, Leo gli parla di una collettiva chiamata “New Voices” un’esposizione che celebra nuove voci, potenze creative emergenti.

    È la prima volta che qualcuno a New York non guarda solo l’opera, ma legge la persona che la fa. 

    Eleanor Vance lo sguardo critico che fa parlare

    Qualche giorno dopo, alla lunga coda del MoMA, Piero Villani incontra Eleanor Vance, una critica di arte contemporanea la cui fama si estende tra le colonne delle riviste più autorevoli.

    Non è un incontro casuale : è come se il ritmo di New York, che non lascia nulla al caso, la mettesse sulla sua strada.

    Eleanor, con la sua intelligenza acuta e curiosa, non si limita ad ammirare : interroga, chiede, solleva interrogativi che portano subito la conversazione oltre la superficie.

    Il risultato? Un’intervista informale ma intensa, che finisce su un blog internazionale, aprendo a Piero Villani porte e occhi nuovi. 

    Quell’intervista diventa più di un post online : diventa un primo eco lontano, che raggiunge collezionisti e appassionati oltre oceano.

    Jax l’arte come dialogo notturno

    Ma New York non è soltanto grandi gallerie e riflettori chiari : è fatta anche di vicoli, luci basse, suoni improvvisati. In uno di questi spazi dell’East Village, tra poesie recitate e risate che si fondono con il jazz, Piero incontra Javier “Jax” Ramirez un artista concettuale che sembra portare in borsa non tele, ma idee incandescenti. Jax non parla di regole.

    Jax non pensa di dover insegnare.

    Jax propone dialoghi lunghi, accesi, dove pittura e oggetto diventano un unico gesto poetico.

    Le loro discussioni sono animate, profonde, fino alle luci dell’alba. 

    Da questi scambi nascono piccole esplosioni creative : insieme danno vita a un’installazione che combina segno pittorico gestuale e oggetti trovati, presentata in uno spazio indipendente di Bushwick il quartiere dove ogni idea può diventare sperimentazione. 

    L’addio e la promessa

    Dopo tre mesi che sembrano tre stagioni vissute in un battito, Piero Villani è pronto a ripartire.

    Ma non parte “vuoto”. Nel suo zaino, oltre alle tele e ai materiali, ci sono : contatti nuovi, ricchi di potenziale, possibilità di collaborazioni che superano confini geografici, e una scintilla di fiducia che non aveva mai sentito così viva prima.

    New York non lo ha cambiato solo come artista, ma lo ha fatto sentire parte di una grande comunità creativa che non dorme mai. 

    Quando cala la scaletta dell’aereo, Piero Villani non pensa alla fine di un viaggio, ma al primo movimento di una sinfonia ancora tutta da comporre.

    Un epilogo che va oltre l’esperienza

    Questo soggiorno a New York rappresenta per Piero Villani più di una mostra o di una sfilza di eventi : è stato uno specchio in cui il suo linguaggio artistico si è riflesso in mille nuove prospettive, in mille voci e in mille possibilità di dialogo internazionale. 

    PvlH

  • Piero Villani

    I SUDEI NON SONO SEMPLICI PORZIONI DI COLORE

    Nei quadri di Piero Villani, pittore italiano di profonda esperienza e visione espressionista-astratta, i Sudei non sono semplici porzioni di colore stese sulla superficie della tela: diventano territori emotivi, spazi di accoglienza dove l’occhio e il cuore dell’osservatore trovano rifugio e introspezione.

    Anche senza definizioni formali di figura o narrazione, questi ampi campi di colore – i Sudei – respirano come fossero organismi viventi.

    Essi non raccontano storie predefinite, ma offrono spazio, detengono tensioni affettive ampie e inesprimibili, e accolgono un’energia interiore che dialoga con chi guarda. 

    Il colore come gesto e respiro

    Il colore nei lavori di Villani non è mero ornamento o elemento decorativo: è la struttura primaria del suo linguaggio pittorico, la materia prima di una espressione che attraversa sogno, memoria e interiorità.

    Il colore pulsa, vibra, e si pone come un linguaggio emotivo puro, capace di tradurre sensazioni sottili prima ancora di forme definite.

    In questi Sudei, il colore si espande “come respiro”, invadendo lo spazio visivo con la stessa naturalezza di un soffio che entra ed esce.I pieni di colore – grandi campiture pigmentate generano una plasticità visiva che innalza il quadro dallo statuto di oggetto a quello di esperienza sensoriale e intuitiva. 

    Campiture cromatiche,spazi di emozioni accese

    Queste superfici non sono piatte o neutre : esse si animano di sfumature cangianti, di sfoci di tonalità che suggeriscono profondità e movimento interno. Il colore interagisce con la luce e con lo spazio circostante, creando campiture che danzano, si stratificano e si mescolano, richiamando sensazioni profonde piuttosto che descrivere oggetti riconoscibili.

    Ed è proprio questa stratigrafia di colori – vibranti e sensibili – che fa sì che i Sudei non rappresentino, ma accarezzino, non narrino, ma accolgano.

    Ogni campo cromatico diventa allora testimonianza del bisogno umano di spazio, di silenzio, di accoglienza emotiva. 

    Il sogno e la fantasia come architetti del colore

    La pittura di Villani spesso procede come un atto di sogno : i Sudei nascono dall’incontro tra un’urgenza espressiva interiore e la ricerca visiva di una forma che non sia mera figura.

    In questo senso, il colore è fantasia pura, un linguaggio che precede il pensiero logico e si stabilisce nel regno intuitivo delle emozioni.

    Ed è nelle zone di sovrapposizione cromatica, nelle transizioni impreviste di tono, che il colore cattura lo spettatore : come un sogno che si svela, progressivamente rivelando nuove profondità, nuove risonanze e nuove domande sul proprio mondo interiore. 

    La plastica bellezza dei Sudei

    Questa estetica non è mai fredda o concettuale; è corpo, potenza e vibrazione. Il colore si organizza in campiture piene, dense eppure dinamiche, che non si limitano a “essere” superficie, ma si trasformano in forme animate da tensioni cromatiche.

    È questa plasticità del colore che invita chi osserva a entrare, a smarrirsi e ritrovarsi dentro i quadri.

    Il colore non si limita qui a “riempire” spazi: li plasma, li articola, li carica di significato emotivo.Qui la tela stessa diventa paesaggio interiore, la superficie diventa architettura del sentimento, e i Sudei sono stanze senza soglia – luoghi dell’anima dove il vissuto e il desiderio trovano un proprio eco visivo. 

    Conclusione,il colore come accoglienza

    Nei lavori di Piero Villani, allora, i Sudei non sono mai solo colore steso su tela : essi incarnano spazi di introspezione, campiture che non guardano ma accolgono, territori del cuore che si dispiegano oltre ogni forma narrativa.

    In questa dialettica tra colore e spettatore, il quadro vive non solo come oggetto d’arte, ma come esperienza viscerale di sogno, emozione e contemplazione. 

    Pvl

  • Artisti “Complessati”

    Ecco alcuni artisti moderni notoriamente “complessati”, nel senso di profonda inquietudine psicologica, ossessioni, conflitti identitari e tensione interiore che hanno inciso direttamente sulla loro opera (non in senso clinico, ma esistenziale):

    Edvard Munch

    Ossessionato da malattia, morte, sesso e colpa.

    Vita segnata da lutti familiari e depressione.

    L’arte come diario psichico continuo (L’urlo non è un’eccezione, è la regola).

    Egon Schiele

    Complesso rapporto con corpo, erotismo e auto-immagine.

    Autoritratti deformati, quasi punitivi.

    Processo per oscenità che amplificò il suo senso di persecuzione.

    Alberto Giacometti

    Ossessionato dall’impossibilità di “vedere davvero”.

    Distruggeva continuamente le proprie opere.

    Complesso di inadeguatezza cronico nonostante il successo.

    Francis Bacon

    Pittura come violenza contro se stessi.

    Relazioni autodistruttive, senso di colpa, attrazione per il caos.

    Il volto umano come campo di tortura psicologica.

    Mark Rothko

    Profondo conflitto tra spiritualità e nichilismo.

    Depressione crescente, culminata nel suicidio.

    Le sue tele come spazi mentali claustrofobici, non “astrazione decorativa”.

    Louise Bourgeois

    Trauma infantile mai risolto (tradimento del padre).

    Ossessioni ripetitive: madre, casa, corpo, sessualità.

    L’arte come psicoanalisi permanente.

    Amedeo Modigliani

    Complesso di esclusione e fragilità fisica.

    Autodistruzione lenta, alcool e droghe.

    Ricerca ossessiva di una purezza formale mai pacificata.

    Pvl

  • Paolo Bertolucci

    Paolo Bertolucci

    è un ex tennista italiano e noto commentatore sportivo.

    Nascita : 3 agosto 1951, Forte dei Marmi

    Carriera da giocatore : anni ’70–inizio ’80

    Specialità : soprattutto doppio

    Risultato più celebre : vittoria della Coppa Davis 1976 con l’Italia, insieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli

    Titoli ATP : diversi in doppio; in singolare raggiunse buoni piazzamenti ma senza titoli di grande rilievo .

    Stile di gioco : solido, tattico, molto efficace a rete

    Dopo il ritiro è diventato una delle voci più riconoscibili del tennis in TV, apprezzato per il tono diretto, l’ironia e la competenza tecnica, in particolare come commentatore su Sky Sport.

    Pvl

  • COSA SONO I SUDARI

    I sudari sono teli di stoffa usati tradizionalmente per avvolgere un corpo dopo la morte, prima o al posto della sepoltura in una bara.

    Il termine viene dal latino sudarium (“panno per asciugare il sudore”), ma nel tempo ha assunto soprattutto un significato funerario e simbolico.

    Significati principali

    Funerario Stoffa (lino, cotone) che avvolge il defunto.

    Presente in molte culture e religioni.

    Simbolo di passaggio, protezione, ritorno alla terra Religioso.

    Il più noto è la Sindone di Torino, considerata da molti il sudario di Cristo.

    In ambito cristiano richiama morte, attesa, resurrezione Metaforico e letterario “Sudario” come velo, copertura, silenzio, oblio Es.: “un sudario di nebbia”, “il sudario della notte”

    In senso più ampio

    Può indicare qualunque tessuto che copre o nasconde, spesso con un’aura di solennità, fine, sospensione.

    Pvl

  • Vestirsi come in Peaky Blinders

    Vestirsi come in Peaky Blinders

    Afghanistan. Quattro giovani ammoniti dai talebani per essersi vestiti come in Peaky Blinders

    Quattro giovani afgani della città di Jebrael, nella provincia occidentale di Herat, sono stati richiamati dalle autorità talebane per aver pubblicato sui social video in cui indossavano abiti che richiamano quelli della famosa serie televisiva Peaky Blinders completi scuri, cappotti e coppole come i personaggi dello show britannico. 

    Secondo il portavoce del Ministero per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizìo dell’emirato talebano, questi giovani promuovevano una “cultura cinematografica straniera” e imitavano attori, cosa ritenuta contraria ai valori afghani e islamici.

    Per questo motivo è stato avviato un programma per “rieducarli”. 

    Il ministero ha poi precisato che i giovani non sono stati arrestati in senso stretto, ma solo convocati, consigliati e liberati una volta ammoniti.

    Pvl

  • Matteo Pandini

    E’ un giornalista italiano e figura di spicco nel mondo della comunicazione politica. 

    Ruolo professionale. È stato portavoce e capo dell’ufficio stampa di Matteo Salvini, ex ministro e leader della Lega. 

    Dopo anni nel ruolo di capo ufficio stampa, nel 2025 ha cambiato funzione restando portavoce “politico”, con un lavoro diviso tra Milano e Roma. 

    Carriera giornalistica. La sua carriera è iniziata nel mondo dell’informazione: ha lavorato come giornalista e redattore per diverse testate, collaborando anche come firma e commentatore. 

    Passioni personali. Pandini ama il calcio, in particolare l’Inter, e in diverse occasioni ha scritto o commentato di sport, dimostrando questo interesse anche nella vita privata. 

    Nel privato. La sua storia con Elenoire Casalegno è nata, secondo la showgirl, da uno scambio di messaggi sul calcio, la loro passione comune, e si è poi trasformata in una relazione seria. 

    Casalegno ha parlato di lui come di una persona positiva, semplice e trasparente, qualità che l’hanno colpita. 

    In sintesi, Matteo Pandini è un giornalista e comunicatore politico italiano molto attivo nella comunicazione istituzionale, conosciuto soprattutto per il suo ruolo accanto a Matteo Salvini, e oggi partner di Elenoire Casalegno. 

    Pvl

  • La parola “sparanzare” esiste ?

    La parola “sparanzare” esiste ?

    Sì, può essere ma dipende dal dialetto.

    In diversi parlari dell’Italia meridionale (soprattutto napoletano, lucano, calabrese e zone limitrofe) il verbo sparanzare / sparanzarsi esiste ed è usato con vari significati, tra cui :

    Significato attestato in molti dialetti

    Allontanarsi rapidamente Darsi alla fuga Sparire dalla vista Scappare / svignarsela

    Quindi l’interpretazione “sparire, andare via” è coerente e plausibile.

    Altri significati locali

    In alcune aree può anche significare :

    scuotere con forza, sbattere stendere o distendere (meno comune)

    Ma il senso di “andarsene di colpo” è quello più riconosciuto, specie nel Meridione.

    In italiano standard?

    Non è un verbo dell’italiano standard : è dialettale o regionalismo.

  • ANNA VAGLI

    è nata nel 1989 a Forte dei Marmi (Versilia), in Toscana. 

    Ha studiato Giurisprudenza presso Università di Pisa. 

    Successivamente si è specializzata con master in criminologia e psicologia investigativa, e ha ottenuto certificazioni in sopralluogo tecnico sulla scena del crimine, criminal profiling e neuroscienze applicate. 

    Dal 2020 è iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come pubblicista: unisce quindi formazione giuridica e criminologica a capacità giornalistiche. 

    Carriera e attività professionali

    Vagli si è affermata come criminologa forense: collabora come consulente in casi di cronaca nera e come analista investigativa. 

    È anche autrice e giornalista : scrive articoli e approfondimenti su casi giudiziari e fatti di cronaca. 

    Spesso è ospite in programmi televisivi e radiofonici sulla cronaca nera: in questo modo porta le sue analisi al grande pubblico. 

    Dal 2024-2025 ha ottenuto riconoscimenti ufficiali per il suo lavoro: per esempio, un premio dell’associazione Il Guiscardo per “eccellenza del territorio” in Versilia. 

    Opere e casi mediatici segnati

    Una delle sue opere più note è il libro Al di là di ogni ragionevole dubbio, in cui analizza in profondità il caso Yara Gambirasio uno dei più noti casi di cronaca nera italiana. 

    Grazie a questa pubblicazione e alle sue analisi sul caso, Vagli è diventata un nome di riferimento quando si discute di cronaca nera, giustizia e criminologia. 

    Approccio e visione personale

    Vagli dichiara che la sua passione per i noir/gialli sin da bambina l’ha spinta ad approfondire il crimine non come pura morbosità, ma come fenomeno sociale e psicologico da comprendere. 

    Per lei la criminologia non è solo analisi tecnica: è ricerca di verità, giustizia e comprensione dei traumi umani, con una forte componente empatica. 

    Nonostante la giovane età, ha scelto di affrontare critiche e scetticismi con determinazione: secondo lei, il merito è solo delle sue capacità («non sono mai stata raccomandata»). 

    Pvl

  • SUSAN SONTAG

    SUSAN SONTAG

    1933 è stata una delle più influenti intellettuali statunitensi del XX secolo : scrittrice, saggista, regista, attivista politica e figura centrale nel dibattito culturale internazionale.

    Infanzia e formazione

    Nata Susan Rosenblatt da una famiglia ebrea, trascorse parte dell’infanzia tra Arizona e California.

    Dimostrò un precoce talento intellettuale : entrò all’università a soli 16 anni, studiando filosofia, letteratura e teologia tra l’Università di Chicago, Harvard e Oxford.

    Questi anni di studio plasmarono la sua visione interdisciplinare e la sua apertura verso la cultura europea.

    Gli esordi e la scena culturale newyorkese

    Negli anni Sessanta si affermò come una delle voci più originali della critica culturale americana.

    Il saggio “Notes on ‘Camp’” (1964) la rese famosa: con uno stile brillante e provocatorio, definì il “camp” come sensibilità estetica consapevolmente artificiosa, aprendo nuovi percorsi negli studi culturali e queer.

    Temi e opere principali

    La sua attività spaziò tra critica d’arte, riflessioni filosofiche, politica internazionale e narrativa.

    Fra i suoi contributi più importanti: “Against Interpretation” (1966) una critica radicale alla tradizione esegetica, in favore di un’esperienza estetica immediata. “On Photography” (1977) un testo seminale sull’impatto culturale e politico dell’immagine fotografica. “Illness as Metaphor” (1978) e “AIDS and Its Metaphors” (1989) analisi fondamentali sul linguaggio con cui le società raccontano la malattia.

    Romanzi come The Benefactor (1963), Death Kit (1967) e In America (2000), con cui vinse il National Book Award.

    Impegno civile e politico

    Sontag fu una voce critica e spesso controcorrente sulle questioni globali: condannò la guerra del Vietnam, sostenne i dissidenti dell’Europa dell’Est e nel 1993 si recò a Sarajevo durante l’assedio per mettere in scena Aspettando Godot, gesto simbolico di solidarietà culturale in tempo di guerra.

    Cinema e regia

    Si dedicò anche alla regia cinematografica, realizzando film sperimentali come Duet for Cannibals (1969) e Brother Carl (1971), caratterizzati da un’estetica europea e da una marcata ricerca psicologica.

    Ultimi anni e eredità

    Colpita da un cancro, Sontag continuò a scrivere e partecipare al dibattito pubblico fino alla fine.

    Morì nel 2004 a 71 anni. La sua influenza è tuttora enorme : il suo pensiero ha ridefinito la critica culturale contemporanea, il rapporto tra estetica e politica e la riflessione sul potere delle immagini.

    Sontag rimane una figura faro dell’intellettualismo moderno, amata per la sua lucidità, la sua ribellione contro i cliché e la sua inesauribile curiosità.

    Pvl

  • GERMANIA/BERLINO/SONY CENTER

    GERMANIA/BERLINO/SONY CENTER

    E’ un complesso architettonico moderno progettato dall’architetto Helmut Jahn (studio Murphy/Jahn), realizzato su vetro e acciaio.

    Inaugurato ufficialmente nel 2000, l’area ha lo scopo di essere un luogo “ibrido”: un insieme di uffici, abitazioni, negozi, ristoranti, cinema e spazi di intrattenimento.

    Al centro del complesso c’è una grande piazza coperta da una struttura a cupola una tenda in vetro/acciaio, che si illumina con giochi di luce la sera.

    In pratica, si potrebbe dire che il Sony Center sia “una piccola città sotto una cupola”: tutto quello che serve vivere, lavorare, mangiare, divertirsi è contenuto in un unico spazio. 

    Perché è speciale e cosa offre

    Architettura e atmosfera:la struttura futuristica, il vetro e l’acciaio, il gioco di luci:tutto crea un effetto scenografico molto suggestivo, soprattutto la sera. 

    Vita sociale, ristoranti e divertimento: al suo interno ci sono ristoranti, bar, negozi, e almeno fino a poco tempo fa cinema ed eventi. 

    Cultura e cinema

    all’interno del complesso si trovavano un cinema multiplo, idealmente il luogo di riferimento per visioni in lingua originale e grandi proiezioni, e per un periodo anche sede di festival cinematografici.

    Simbolo della rinascita di Berlino: il Sony Center si trova nella zona di Potsdamer Platz, un’area che dopo la caduta del Muro e la riqualificazione degli anni ’90 è diventata il centro nevralgico della Berlino contemporanea un mix di modernità, memoria e vitalità urbana. 

    Cambiamenti recenti e stato attuale

    Dal 2023 il complesso ha cambiato nome ufficiale: da “Sony Center” a “Center am Potsdamer Platz”, perché è scaduto l’accordo di denominazione.

    È in corso una ristrutturazione importante un investimento da circa 200 milioni di euro per ammodernare gli spazi: uffici, aree commerciali, ristorazione, spazi verdi, e ridefinire l’area centrale come una piazza più vivibile, con panchine, alberi, illuminazione, nuovi pavimenti e aree per eventi.

    Il cinema multiplo che un tempo era un punto forte sembra avere perso parte della sua importanza originaria (o almeno la struttura è cambiata), con l’idea di puntare su esperienze meno “multiplex” e più “boutique/esperienziali”. 

    Per chi è consigliata la visita

    Se ami architettura contemporanea e urbanistica moderna, il Sony Center è un esempio riuscito di rigenerazione urbana post-Muro.

    Per chi cerca un’esperienza mista

    passeggiata, cena, relax, shopping, atmosfera da grande città europea.Per chi cerca una Berlino “viva” e cosmopolita, un luogo che rispecchia la città oggi dinamica, elegante, moderna.

    E anche per chi è interessato a storia + modernità: tutto intorno al Sony Center, a Potsdamer Platz, si può riflettere sul passato e vedere la rinascita della capitale tedesca.

    Pvl

  • Bruno Cassinari

    I COLORI DI BRUNO CASSINARI

    Sono come voci che si intrecciano, melodie visive che raccontano emozioni più che forme.

    Non si limitano a descrivere ciò che vediamo, ma trasformano il mondo in un paesaggio interiore, fatto di luce, calore, respiro.

    Il rosso delle sue nature morte non è semplicemente il rosso di un frutto, ma il rosso pulsante della vita stessa, un’energia che sembra vibrare sulla tela.

    Gli aranci e i gialli brillano come raggi di sole mediterraneo che cadono obliqui, accarezzando superfici e oggetti con una luce intensa, quasi tattile, mentre i blu profondi e i verdi smeraldo evocano il mare e i boschi, lo spazio infinito e l’intimità segreta insieme.

    Nei suoi paesaggi marini e rurali, il colore diventa atmosfera

    I cieli non sono mai semplici sfondi

    sono campiture emotive, onda dopo onda di emozione, dove il vento sembra muovere ogni cosa e l’aria stessa vibra di vita.

    Gli oggetti delle sue nature morte, frutti, piatti, bottiglie, diventano corpi pieni, solidi e al tempo stesso luminosi, capaci di trasmettere un senso di calore domestico e di eternità sospesa.

    Ogni colore è una scelta emotiva, mai casuale: ogni ombra, ogni luce, ogni contrasto ha un respiro interiore, un ritmo che richiama la poesia e il canto.

    Con il passare degli anni, la tavolozza di Cassinari evolve

    le campiture si fanno più fluide, trasparenti, e i toni più delicati rosa, lilla, azzurro tenue sembrano sussurrare melodie sottili e intime.

    È un colore che non urla, ma parla con voce piena e vibrante, una voce che penetra lo sguardo e l’anima, capace di trasformare un semplice oggetto o un paesaggio in esperienza sensoriale e emotiva totale.

    Cassinari non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente

    il suo colore è gesto, respiro, ritmo, canto silenzioso.

    Ogni tela diventa così un invito a fermarsi, a guardare con gli occhi dell’anima, a sentire il calore e la forza della luce mediterranea, a percepire il ritmo segreto che muove la vita.

    In questo universo cromatico, ogni tonalità è poesia, ogni contrasto è musica, e il colore stesso diventa protagonista, in grado di evocare gioia, malinconia, energia e contemplazione in un unico, potente respiro.

    Pvl

  • CARMELO LOPAPA

    CARMELO LOPAPA

    E’ un giornalista che collabora da tempo con La Repubblica.  Secondo fonti del 2022, ha circa 50 anni. 

    Nel corso della sua carriera ha coperto inchieste e cronache politiche di rilievo, seguendo eventi parlamentari, modifiche istituzionali, crisi di governo e temi chiave della politica nazionale. 

    Carriera e incarichi principali. In passato si è occupato come cronista di politica, seguendo da vicino partiti, istituzioni, figure politiche e i loro cambiamenti. 

    Nel maggio 2021 ha lasciato Roma (dove secondo “da Montecitorio operava) per tornare a Palermo, assumendo la guida della redazione siciliana di La Repubblica. 

    Poco dopo, nel 2022, è stato nominato “capo della redazione Interni / Politico” del giornale.

    In pratica, ha assunto una posizione di responsabilità sul desk politico-nazionale. 

    Questa promozione è stata vista dalla direzione come un “investimento su una nuova generazione di quadri”, segnale di fiducia nel suo lavoro e nelle sue capacità. 

    Il suo stile e cosa lo distingue. Lopapa viene descritto da colleghi e osservatori come un “esempio di buon giornalismo”: nei suoi articoli anche come capo redazione non ha esitato a denunciare “vizi, inconcludenze o arroganze” di amministratori e politici, mantenendo al tempo stesso rigore, correttezza, professionalità ed eleganza. 

    In Sicilia, durante la sua direzione della redazione di Palermo, è stato particolarmente attivo nel raccontare temi di cronaca, legalità, questioni sociali e inchieste, valorizzando un giornalismo d’inchiesta e di denuncia. 

    Anche dopo il passaggio al desk nazionale politico, ha mantenuto uno stile diretto e impegnato: i suoi articoli spesso affrontano temi sensibili come diritti, equilibri di governo, crisi politiche, proposte di legge, dinamiche di partiti e rapporti di potere. 

    Alcuni esempi di lavori e momenti significativi. In un’intervista nel 2019, durante un dibattito con il politico Matteo Salvini, Lopapa ha posto domande incisive che hanno portato Salvini ad accusarlo pubblicamente, dicendo che “ogni mattina vi svegliate pensando a come insultarmi”.

    L’episodio mostra come Lopapa non abbia paura di mettere in crisi interlocutori anche forti e mediatici. 

    Ha seguito da vicino le trasformazioni del centro-destra, gli spostamenti politici e lo scenario parlamentare in più momenti chiave della politica italiana. 

    Nel periodo alla guida della redazione siciliana, ha contribuito a dare alla testata un profilo attento alle questioni di giustizia, legalità e memoria come nel ricordo degli anniversari delle stragi di mafia, affrontando tematiche delicate con rigore e impegno. 

    Il suo ruolo oggi e l’importanza per il giornalismo italiano. Oggi, in veste di capo della redazione Interni/Politico di La Repubblica, Carmelo Lopapa rappresenta una voce autorevole non solo come firma nel panorama dell’informazione nazionale.

    La sua carriera testimonia un equilibrio tra attenzione locale (soprattutto in Sicilia) e capacità di analisi politica nazionale.

    Molti lo considerano un professionista “di razza”: non un giornalista “da titolo facile”, ma uno che tiene alla profondità, alla denuncia quando serve, e al giornalismo come strumento di controllo democratico.

    L’approccio scrupoloso, onesto, e spesso critico verso il potere rende il suo nome spesso associato a reportage seri e articoli politici di peso.

    Pvl

  • Maura Gancitano

    Origini e formazione

    Maura Gancitano è nata a Mazara del Vallo nel 1985.  È filosofa, saggista e divulgatrice. 

    Carriera e progetti principali

    Fondazione di Tlon Maura Gancitano è co-fondatrice di Tlon, una “factory culturale” che promuove divulgazione filosofica, editoria, eventi culturali e progetti di immaginazione collettiva.  Con Tlon contribuisce a rendere la filosofia accessibile fuori dalle aule accademiche, portandola nel dibattito pubblico, sui media e nella cultura contemporanea. 

    Attività di divulgazione e media Collabora con testate e media come Vanity Fair, La Repubblica e linus.  È attiva anche con conferenze, eventi pubblici e incontri culturali, spesso sul tema della bellezza, del corpo, dell’identità e della società contemporanea. 

    Alcuni titoli

    Alcuni dei libri pubblicati da Maura Gancitano I lacci bianchi (2007) – raccolta di poesie.  Igiene e cosmesi naturali (2013)  Malefica. Trasformare la rabbia femminile (2015, Tlon)  Tu non sei Dio (2016, con Andrea Colamedici)  Lezioni di Meraviglia (2017)  La società della performance (2018) — critica dei modelli sociali contemporanei Legata ai temi di Tlon.  Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire (2019, HarperCollins)  Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (2021, con Colamedici)  L’alba dei nuovi dèi. Da Platone ai big data (2021)  Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (2022, Einaudi)  Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo (2023)  Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentale (2024, Einaudi) 

    Temi ricorrenti e orientamento intellettuale Spesso affronta questioni legate a femminilità, corpo, identità e genere: con attenzione particolare a come le pressioni estetiche e sociali influenzino la soggettività. 

    Critica la società contemporanea, con il suo culto della performance, dell’immagine e della produttività, proponendo riflessioni su bellezza, autenticità, lavoro, desiderio, emancipazione. 

    Propone una filosofia applicata alla vita quotidiana, intesa come strumento per la crescita personale, l’autoconsapevolezza, la libertà interiore. 

    Ruolo nella cultura contemporanea Con Tlon e le sue attività di editoria e divulgazione, Maura Gancitano contribuisce a rendere la filosofia accessibile e popolare, al di fuori dei circuiti accademici. 

    È spesso ospite di eventi culturali, dibattiti, conferenze: il suo approccio “filosofia + attualità” è apprezzato da un pubblico vasto, non solo specialistico. 

  • L’anno d’oro dei super-ricchi

    196 nuovi miliardari e patrimonio globale record.

    Nel 2025 il patrimonio globale detenuto dai super-ricchi raggiunge 15.800 miliardi di dollari: livello più alto mai registrato.  Secondo il rapporto UBS, quest’anno si contano 196 nuovi miliardari “self-made”: il numero più alto dal 2021.  Gli Stati Uniti restano il paese con più miliardari: 924 individuali, ovvero circa un terzo di tutti i super-ricchi del mondo.  Di questi nuovi “self-made”, molti in particolare 89 provengono dal mondo delle start-up e da investimenti in grandi aziende tecnologiche (ad esempio nel settore dell’IA e del software come Nvidia, Oracle, etc.). 

    Scenario europeo : la ricchezza grazie alle eredità

    In Europa occidentale la nascita di nuovi miliardari è più spesso legata a eredità di patrimoni consolidati, non da imprese create ex novo.  Nel 2025, 91 persone sono diventate miliardarie grazie a eredità per un totale stimato di 297,8 miliardi di dollari, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente.  Di questi trasferimenti di patrimonio, quasi due terzi si concentrano in Europa occidentale; gli Stati Uniti registrano circa 86,5 miliardi in eredità. 

    Guardando al futuro : eredità, mobilità e nuovi stili di vita

    Secondo UBS, entro il 2040 si prevede che circa 6.900 miliardi di dollari passeranno agli eredi dei miliardari attuali.  La mobilità dei super-ricchi è in aumento : il 36% si è trasferito almeno una volta, e un ulteriore 10% sta valutando un trasferimento spesso per motivi di qualità della vita, stabilità geopolitica o ottimizzazione fiscale.  Inoltre, con l’aumento dell’aspettativa di vita, molti miliardari stanno rivedendo testamenti e piani di successione : circa 4 su 10 prevedono di vivere molto più a lungo rispetto a qualche anno fa.  Si nota anche una evoluzione nei criteri di investimento : sempre più ricchi puntano su tecnologia, sostenibilità e investimenti a impatto sociale, oltre che sul classico patrimonio da conservare. 

    Conclusione

    Il 2025 segna un punto di svolta nella distribuzione globale della ricchezza : da un lato 196 nuovi miliardari “self-made”, soprattutto grazie al boom dell’hi-tech e dell’IA; dall’altro, una crescente rilevanza delle eredità e un’ereditocrazia soprattutto in Europa che consolida fortune esistenti. Il passaggio generazionale atteso nei prossimi decenni rischia di amplificare ulteriormente la concentrazione di ricchezza globale.

  • Il panettone diventa un lusso

    Il panettone diventa un lusso

    Natale 2025 : il panettone diventa un lusso prezzi alle stelle e caccia ai pezzi artigianali

    Negli ultimi quattro anni si è registrato un aumento costante dei prezzi, dovuto soprattutto ai rincari delle materie prime : cacao, burro e uova in particolare. 

    Quanto costa oggi

    Un panettone o pandoro “da scaffale” (industriale) oggi costa tra 5,5 € (versioni più economiche da grande distribuzione) e 17 € (per prodotti più curati).  Rispetto al 2021, è un aumento medio del +42%.  Le versioni al cioccolato (con creme cacao, gocce fondenti, glasse e farciture) hanno subito rincari ancora più drastici: in media +89%, in alcuni casi addirittura il prezzo è raddoppiato. 

    Anche pandori, torroni e decorazioni subiscono rincari

    Anche il torrone è schizzato al rialzo: le versioni classiche con mandorle/nocciole/pistacchi segnano aumenti intorno al +20%, quelle al cioccolato arrivano a +56,5%.  Molti pasticceri artigianali afflitti da costi elevati per materie prime, uova, burro, packaging segnalano prenotazioni già chiuse in anticipo. 

    Il panettone artigianale sempre più “di nicchia”

    Se nel 2020 un panettone artigianale costava circa 30 €, nel 2024 il prezzo base si era assestato su 40 €. Ora, nel 2025, il prezzo parte generalmente da 42-45 €.  Alcune pasticcerie cercano di contenere gli aumenti offrendo degustazioni scontate o varianti personalizzabili : dolci con creme da aggiungere al momento (zabaione, abbinamenti esotici), gusti alternativi come lamponi e fondente, pere, limone e zenzero, cantucci al Vinsanto oltre al classico uvetta e canditi. 

    Perché questi rincari

    Il prezzo del cacao ha superato quota 10.000 dollari a tonnellata nel 2025, triplicando rispetto al 2021.  Anche il burro e le uova hanno subito aumenti molto consistenti, aggravati da costi maggiori per imballaggi e materie prime generiche.  Di conseguenza, i produttori industriali e artigianali hanno dovuto adeguare i prezzi : un fenomeno accentuato dalla domanda, che rimane forte nonostante il caro prezzi. 

    Cosa significa per il consumatore

    Il panettone simbolo immancabile delle tavole natalizie è oggi un “lusso” per molti : conviene valutare bene se puntare su prodotti industriali (più economici, ma spesso di qualità inferiore) o su artigianali (costosi, ma più curati). Per chi cerca il giusto equilibrio, può avere senso aspettare offerte o puntare su versioni meno “blasonate” di artigianali. Inoltre, la diversificazione di gusti e formati (mini, varianti al cioccolato, dolci “speciali”) può dare un po’ di flessibilità rispetto al budget.

    Pvl

  • Gerold Miller

    E’ un artista nato nel 1961 ad Altshausen (Germania). 

    Ha studiato scultura presso la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda.  Vive e lavora tra Berlino e Pistoia. 

    Il suo linguaggio artistico

    Miller opera sul confine tra scultura, pittura e installazione : la sua ricerca indaga la natura dell’immagine, della forma e dello spazio. 

    All’inizio lavorava con strutture in acciaio (e talvolta pietra)

    alcune anche installate all’aperto; con la serie del 1990 intitolata “Anlagen” ha dato forma a una prima sintesi tra scultura e pittura. 

    Nelle sue opere recenti

    Miller sperimenta materiali industriali alluminio laccato, metallo lucidato e superfici visive precise, cercando di decostruire la tradizionale distinzione tra “cornice” e “immagine”. 

    Esposizioni e rilevanza oggi

    Nel 2025 la Dep Art Gallery di Milano ospita la prima mostra personale italiana di Gerold Miller : “Gerold Miller. Opere”, con 20 lavori appositamente realizzati per l’occasione. 

    Le opere esposte fanno parte

    delle serie “set”, “instant vision”, “Profil” e “Verstärker”. Alcune sono collocate a parete, altre liberamente nello spazio : in tutti i casi l’allestimento mira a coinvolgere lo spettatore in un dialogo spaziale e percettivo. 

    Il lavoro di Miller viene oggi considerato

    tra i più significativi nell’ambito dell’arte contemporanea europea, proprio per la sua capacità di mettere in discussione le tradizionali categorie artistiche e stimolare una riflessione su immagine, spazio e percezione. 

    Pvl

  • DANIELA MECENATE

    è una giornalista italiana, attualmente lavora per TG2 il telegiornale della seconda rete del servizio pubblico radiotelevisivo. 

    In passato ha collaborato o lavorato per la radio: tra le sue esperienze c’è la partecipazione al programma Zapping su RAI Radio 1. 

    Dal suo profilo LinkedIn emerge che ha un master in Giornalismo e Comunicazione di Massa conseguito presso LUISS Guido Carli. 

    Cosa fa / Alcune sue attività

    Come giornalista e conduttrice radio, Mecenate ha realizzato interviste di rilievo: ad esempio, durante la pandemia ha intervistato persone colpite da COVID-19 raccontandone esperienze e criticità. 

    Ha anche intervistato ricercatori (es. una puntata con una ricercatrice dell’Istituto Demopolis), figure coinvolte in attualità sociale, culturale e di cronaca. 

    Continua oggi a operare in ambito giornalistico, tramite TG2 e probabilmente altri media, occupandosi di temi di attualità, società, magari anche politica o cultura come spesso accade a giornaliste della Rai. 

    Perché è nota / rilevanza

    Daniela Mecenate rappresenta un esempio di professionista che dal mondo radiofonico ha raggiunto un ruolo importante nella televisione nazionale, segno di una carriera consolidata.

    Le sue interviste affrontano temi spesso delicati salute, crisi, attualità contribuendo ad informare su questioni sociali significative.

    Il fatto di lavorare per TG2 le conferisce visibilità su scala nazionale, quindi la sua voce ha un impatto ampio nel dibattito pubblico.

    Pvl

  • Francisca De Candia

    Profilo e formazione

    Francisca De Candia è originaria di Cagliari. 

    Si è laureata in Giurisprudenza nel 2008 all’Università Bocconi. 

    Durante gli studi, nel 2007, ha partecipato a un campus abroad presso la New York University, dove si avvicinò al mondo dei media un’esperienza che le indicò la strada del giornalismo. 

    Carriera nel giornalismo

    Dopo aver lavorato come stagista come «producer» per l’RAI a New York (nel periodo dell’elezione di Obama), ha iniziato la sua carriera giornalistica negli Stati Uniti, collaborando per la redazione di un quotidiano italo-americano. 

    Tornata in Italia nel 2011 e superato l’esame da giornalista professionista, ha maturato esperienze in web radio, editoria tecnica e media company. 

    Nel 2014 è tornata in RAI, entrando nello staff del programma Ballarò grazie alla sua esperienza internazionale. 

    Oggi è reporter e autrice televisiva per RAI, spesso impegnata come inviata su temi internazionali e in particolare sugli Stati Uniti un Paese che, come lei stessa ha dichiarato, sente molto vicino. 

    Il suo “sguardo” e tematiche di interesse

    De Candia racconta spesso l’“America vera”: non la versione stereotipata che molti conoscono dall’Italia, ma la parte profonda, le aree meno mediatizzate, che si scoprono vivendo e andando sul campo. 

    In più, affronta spesso il tema dell’esperienza delle donne nel giornalismo : è consapevole delle difficoltà, ma sostiene che l’esperienza internazionale e la tenacia possano fare la differenza. 

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  • SCROCCONI SERIALI

    SCROCCONI SERIALI

    Che sfruttano la generosita’

    Sono persone che, in modo abituale e ripetuto, sfruttano la generosità o le risorse degli altri senza dare nulla in cambio, spesso senza nemmeno riconoscere il favore ricevuto.

    Non si tratta di un termine tecnico, ma di un’espressione comune usata in vari contesti.

    Caratteristiche tipiche di uno “scroccone seriale”

    Chiede spesso piccoli favori (passaggi in auto, sigarette, cene, prestiti) ma non ricambia mai. Si approfitta della disponibilità altrui come se fosse dovuta.

    Trova scuse

    Quando arriva il momento di contribuire o restituire.

    Si muove dove c’è convenienza : amici generosi, eventi gratuiti, situazioni in cui può ottenere senza pagare.

    Minimizza il proprio comportamento, dicendo che “non è un problema” oppure che “tanto a te non costa niente”.

    Non tutti gli “scrocconi” sono uguali

    Alcune persone scroccano per abitudine o pigrizia, altre per difficoltà economiche che faticano ad ammettere.

    Ci sono anche scrocconi “sociali”, che usano il gruppo come una risorsa permanente.

    Pvl

  • PISCINA IN VETRORESINA

    PISCINA IN VETRORESINA

    è una vasca prefabbricata realizzata in un unico blocco di materiale composito (vetroresina + resine speciali). È una delle alternative più rapide e pratiche alle piscine in cemento armato.

    Ecco una panoramica chiara e utile :

    Vantaggi delle piscine in vetroresina

    Installazione molto rapida

    La vasca arriva già pronta: serve solo preparare lo scavo, il letto di appoggio e collegare gli impianti. In genere si installa in pochi giorni.

    Superficie liscia e confortevole

    La finitura interna (gelcoat) è piacevole al tatto, non abrasiva e riduce il deposito di alghe.

    Manutenzione ridotta

    Il gelcoat è impermeabile e richiede meno interventi rispetto a intonaci o liner.

    Durata elevata

    Le buone piscine in vetroresina hanno un’ottima resistenza meccanica e chimica.

    Costo inferiore rispetto al cemento

    Di solito più economica di una piscina tradizionale in muratura.

    Svantaggi da considerare

    Forme e dimensioni limitate

    Essendo prefabbricate, non possono essere personalizzate liberamente come quelle in cemento.

    Trasporto Difficoltoso

    Le vasche più grandi richiedono trasporti eccezionali e accessi ampi al luogo di installazione.

    Espansione/contrazione termica

    Se non installata bene può deformarsi leggermente o creare microcrepe nella finitura.

    Riparazioni estetiche non sempre invisibili

    Una riparazione del gelcoat può risultare visibile.

    Costo indicativo (in Italia)

    Piscina in vetroresina base: 10.000 – 18.000 € Piscina con accessori (luci, filtro, pompe, robot, pannelli): 18.000 – 28.000 € Installazione completa e scavo: +5.000 – 10.000 €

    (Le cifre variano in base a marca, dimensioni e complessità del terreno.)

    Manutenzione

    Controllo pH e cloro regolare Pulizia con robot aspiratore Lavaggio dei filtri Rinnovo del gelcoat dopo molti anni (opzionale)

    Consiglio finale

    È una soluzione ottima se cerchi rapidità, costi contenuti e facilità di manutenzione.

    Se invece vuoi una piscina totalmente su misura, meglio il cemento.

    Pvl

  • Tove Villfor

    TOVE VILLFOR

    Tove è nata il 19 dicembre 1996 a Stoccolma in Svezia. 

    Nazionalità

    Svedese

    Diploma

    Si è diplomata nel 2015 al Thorildsplans Gymnasium. 

    Carriera, danza, televisione e modella

    Fin da bambina ha studiato danza : la famiglia l’ha sempre supportata e incoraggiata nel seguire la sua passione. 

    Prima di trasferirsi in Italia ha gareggiato come ballerina : tra i suoi partner nelle competizioni ci sono stati il connazionale Oscar Widén, poi un italiano (tra il 2016 e il 2020) e infine un francese, con cui nel 2022 avrebbe vinto i Campionati nazionali svedesi. 

    Dal 2020 è entrata a far parte del cast di professionisti del talent show italiano Ballando con le Stelle, su Rai 1. 

    Nel corso delle stagioni del programma ha avuto vari partner: nel 2020 con Antonio Catalani (detto Holaf), poi con Alvise Rigo, e più recentemente con Ricky Tognazzi. 

    Oltre alla danza, Tove lavora come modella e — in passato ha recitato in una puntata della fiction italiana Che Dio ci Aiuti. 

    Social e presenza mediatica

    Sul suo profilo Instagram (@tove_villfor) condivide immagini legate alla danza, ai suoi viaggi e al suo lavoro come modella. 

    Sebbene appaia spesso sui media, Tove è piuttosto riservata sulla sua vita privata. 

    Vita privata & rumors

    Non ci sono conferme ufficiali su relazioni recenti. In passato le è stato attribuito un flirt con un altro ballerino del programma, Stefano Oradei, ma non è mai stato confermato. 

    Nel 2022, durante l’edizione di Ballando con le Stelle in cui ha ballato con Alessandro Egger, molti hanno ipotizzato una possibile relazione tra loro a causa dell’intesa in pista.

    Tuttavia, fonti attendibili specificano che Egger era già fidanzato con un’altra persona perciò la loro è stata definita solo un’amicizia e un’ottima collaborazione artistica. 

    Pvl

  • Luigi Pirandello

    Parlare delle tensioni interiori di Luigi Pirandello significa esplorare il labirinto di un uomo.

    che ha vissuto sulla propria pelle il crollo delle certezze dell’Ottocento, diventando il più lucido testimone della crisi dell’io moderno.

    Le sue tensioni non erano solo speculazioni filosofiche, ma scaturivano da un vissuto profondamente tormentato.

    Il Dramma Familiare : La Pazzia come Specchio

    La tensione più lacerante fu quella legata alla moglie, Maria Antonietta Portulano.

    Dopo il tracollo finanziario della famiglia (l’allagamento della zolfara del padre), la donna sprofondò in una forma gravissima di paranoia e gelosia ossessiva.

    La convivenza con il delirio : Pirandello visse anni prigioniero delle accuse infondate della moglie, che vedeva amanti ovunque.

    La “Forma” e la “Vita”: Questa esperienza lo portò a concludere che la pazzia non è che un modo per rompere la “forma” (la maschera sociale) e liberare il flusso caotico della “vita”. Come scrisse lui stesso: “La pazzia di mia moglie sono io”, intendendo che era la sua stessa presenza a scatenare il corto circuito nella mente di lei.

    Uno, Nessuno e Centomila : La Frammentazione dell’Identità .

    Pirandello avvertiva con angoscia che l’identità non è un monolite, ma un mosaico frantumato.

    La tensione interiore nasceva dalla scoperta che :

    Siamo “centomila” : Esistiamo in modo diverso nella testa di ogni persona che incontriamo.

    Siamo “nessuno” : Se siamo così tanti, chi siamo veramente? Sotto le maschere che la società ci impone (padre, impiegato, marito), non c’è un volto definito, ma un vuoto fluido.

    La Filosofia del “Lanternino”

    Ne Il fu Mattia Pascal, Pirandello espone la “lanterninosofia”.

    Ogni uomo porta con sé un lanternino acceso (la coscienza) che illumina un piccolo cerchio intorno a sé e gli fa credere che quella sia la “verità”.

    L’angoscia del buio : La tensione nasce quando ci accorgiamo che fuori da quel cerchio c’è il mistero assoluto e che i “lanternoni” (le grandi ideologie, la religione, la scienza) a volte si spengono, lasciandoci smarriti nell’oscurità più fitta.

    L’Umorismo : Il “Sentimento del Contrario”

    Per Pirandello, l’unico modo per sopravvivere a queste tensioni era l’umorismo. A differenza del comico (che ride di ciò che è strano), l’umorista riflette.

    Se vedo una vecchia signora eccessivamente truccata, rido (avvertimento del contrario).

    Ma se rifletto sul fatto che lo fa per pietà verso se stessa, per non perdere l’amore di un marito più giovane, allora non rido più : provo un sentimento misto di riso e pianto (sentimento del contrario).

    Conclusione : L’Oltre
    Pirandello ha vissuto in un perenne stato di “esilio” dalla vita stessa.

    Scriveva perché non poteva vivere, o meglio, viveva solo attraverso la scomposizione dei suoi personaggi.

    La sua tensione interiore è il grido di chi ha capito che la realtà è una costruzione soggettiva e che siamo tutti, inevitabilmente, soli dietro la nostra maschera.

    Pvl

  • LE COLLINE DEL GENOVESATO

    LE COLLINE DEL GENOVESATO

    Sono l’insieme dei rilievi che circondano Genova e il suo entroterra, formando una fascia verde e ondulata che separa la costa dal versante padano dell’Appennino ligure.

    Sono un tratto distintivo del paesaggio genovese : pendii ripidi, crinali panoramici, borghi antichi e vallate profonde che scendono verso il mare.

    Ecco i principali elementi che caratterizzano queste colline :

    Aspetti geografici

    Fanno parte dell’Appennino Ligure, subito alle spalle della città. Le vallate più note che le attraversano sono Val Bisagno, Val Polcevera, Val Varenna, Val Cerusa, Val Gargassa e, più a levante, la Val Fontanabuona.

    I rilievi raggiungono quote moderate (600–1000 m), ma la loro vicinanza al mare crea forti dislivelli e paesaggi molto scenografici.

    Paesaggi e paesi

    Sono disseminate di borghi medievali e nuclei rurali (come Campomorone, Ceranesi, Davagna, Sori Superiore, Crevari Alto, Lumarzo, ecc.).

    Qua e là emergono forti ottocenteschi, parte del sistema difensivo di Genova : Forte Diamante, Forte Ratti, Forte Sperone, e molti altri.

    Natura e sentieri

    Le colline ospitano boschi misti di castagni, querce, pini marittimi e macchia mediterranea.

    Ricchissima la rete di sentieri, tra cui alcuni celebri : l’Alta Via dei Monti Liguri, i percorsi attorno ai forti di Genova, le passeggiate panoramiche sopra Voltri, Pegli, Rivarolo e Staglieno.

    Perché sono speciali

    Sono un paesaggio di confine : a pochi chilometri dalla costa si passa immediatamente a una natura aspra, silenziosa e antica, dove l’entroterra genovese custodisce tradizioni gastronomiche e rurali che sopravvivono ancora oggi.

    Pvl

  • COSTA EST AFRICANA

    nota anche come costa swahili الساحل السواحلي, è una regione costiera dell’Oceano Indiano in Africa orientale, abitata principalmente dal popolo swahili e caratterizzata da influenze arabe, persiane e africane.

    Si estende lungo le coste di paesi come Kenya, Tanzania e Mozambico, includendo città storiche come Mombasa, Lamu, Dar es Salaam e l’isola di Zanzibar.

    Geografia e Storia

    La costa presenta spiagge bianche, barriere coralline e arcipelaghi, con un patrimonio culturale legato a commerci antichi portoghesi e arabi dal XV secolo.

    Siti come Fort Jesus a Mombasa, patrimonio UNESCO, testimoniano secoli di scambi tra Africa, Arabia e India.

    Importanza Culturale

    Questa zona è un mosaico etnico e linguistico, con il swahili come lingua franca, e attrae turisti per savane vicine, città antiche e ritmi locali.

    Influenze si riflettono in architetture in pietra corallina e tradizioni come il muezzin e il profumo di cocco.

    Pvl

  • Maurizio Caprara

    Maurizio Caprara

    Nato nel 1961. Attualmente è editorialista di Corriere della Sera, con un focus sulla politica internazionale. 

    Ha iniziato a scrivere per il Corriere già nel 1979, ed è stato assunto come cronista nel 1982. 

    Ha lavorato prima nella redazione centrale di Milano, poi a Roma nel servizio Politico e per oltre 14 anni come corrispondente diplomatico, con reportage da più di 60 Paesi. 

    Esperienze professionali e istituzionali

    È stato Consigliere del Presidente della Repubblica (all’epoca Giorgio Napolitano) e Direttore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Quirinale. 

    Ha collaborato con grandi emittenti come RAI, Mediaset e Sky Italia come conduttore, curatore o consulente per programmi radio/TV. 

    Ha coperto anche ruoli nel settore comunicazione-politica : ad esempio, è stato scelto come Capo della Comunicazione del Dipartimento per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione. 

    È stato nominato Capo Ufficio Stampa della Presidenza del Senato. 

    Opere e contributi

    È autore del libro Lavoro riservato.

    I cassetti segreti del Pci (Feltrinelli, 1997) un’indagine sulle dinamiche interne del Partito Comunista Italiano. 

    Un’altra sua pubblicazione è Il caso Lockheed in Parlamento (2001), inserita nella collana “Storia d’Italia” della casa editrice Einaudi. 

    Ha curato per varie edizioni sezioni di storia del Novecento, politica italiana e internazionale nella Enciclopedia Universale Garzanti. 

    Altri incarichi e riconoscimenti

    Fa parte di varie istituzioni e comitati : il comitato scientifico del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), del comitato di indirizzo della Fondazione Ugo La Malfa, e ha avuto incarichi nell’Istituto Affari Internazionali (IAI). 

    È stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 

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  • MARIA GRAZIA SARROCCO

    MARIA GRAZIA SARROCCO

    è una giornalista italiana che lavora come inviata per la televisione, in particolare nella redazione di programmi del servizio pubblico. 

    È nota soprattutto per il suo ruolo come inviata del programma Storie Italiane su Rai 1, condotto da Eleonora Daniele. 

    Il suo lavoro

    In “Storie Italiane” svolge reportage e inchieste su temi di attualità, spesso contribuendo con collegamenti dal campo. 

    In altre occasioni è intervenuta anche per altri programmi televisivi di attualità, documentando fatti di cronaca, emergenze e vicende che coinvolgono le comunità.  

    Pvl

  • FEDERICO FACCHINETTI

    FEDERICO FACCHINETTI

    Di seguito quello che si sa pubblicamente riguardo Federico Facchinetti.

    Purtroppo le informazioni su di lui sono molto scarse e spesso confuse (anche nei media), quindi quello che segue va preso con cautela.

    Chi è Federico Facchinetti

    Federico Facchinetti è noto soprattutto per essere stato il secondo marito della celebre attrice Ornella Muti. 

    Dal loro matrimonio (che è durato dal 1988 al 1996) sono nati due figli : Carolina Fachinetti e Andrea Fachinetti. 

    Inoltre, Federico ha svolto il ruolo di “padre affettivo” per Naike Rivelli, primogenita di Ornella Muti da una precedente relazione. 

    Perché è noto anche per uno scandalo

    Federico Facchinetti è comparso sulle cronache a causa di un procedimento giudiziario :

    Nel 1994 fu arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere. 

    Secondo gli inquirenti all’epoca, l’accusa era che avesse rilevato delle società in stato di fallimento con la promessa di risanarle, per poi svuotarle e dichiarare bancarotta in sostanza un presunto schema fraudolento. 

    La vicenda del processo ebbe grande risonanza proprio per il coinvolgimento di una figura pubblica come Ornella Muti. 

    Cosa non si sa con certezza

    Non sono note pubblicamente data di nascita, origini, carriera professionale affidabile o biografia dettagliata di Federico Facchinetti : molti articoli affermano che “si hanno pochissime informazioni”. 

    Alcune fonti sottolineano che non sarebbe parente di altre persone famose con lo stesso cognome (es. il musicista Roby Facchinetti). 

    Conclusione

    Federico Facchinetti è una figura largamente nota al pubblico per il legame con Ornella Muti e per lo scandalo giudiziario degli anni ’90, ma a dispetto della notorietà rimane un personaggio con pochissime informazioni certe disponibili.

    Molti aspetti della sua vita (origine, lavoro, attuale situazione) non sono documentati in modo affidabile.

    Pvl

  • CERVELLO

    Come il cervello decide quali ricordi tenere e quali lasciare andare

    Non tutti i ricordi hanno la stessa sorte : alcuni rimangono vividi per anni, altri svaniscono nel giro di poche ore.

    Ma cosa determina questa selezione? Un nuovo studio della Rockefeller University fa luce su un meccanismo sorprendente, capace di ridefinire ciò che sappiamo sulla memoria.

    I ricercatori hanno scoperto che il cervello non consolida subito un ricordo, ma lo passa attraverso una serie di “timer molecolari” che si attivano in momenti diversi.

    Ogni attivazione rappresenta una sorta di verifica : questo ricordo merita davvero di essere conservato?

    Le proteine coinvolte sono tre Camta1, Tcf4 e Ash1l e ognuna interviene in una fase specifica del processo, dal primo immagazzinamento nell’ippocampo alla stabilizzazione definitiva nella memoria a lungo termine.

    È un lavoro di squadra che coinvolge diverse regioni cerebrali, tra cui il talamo e la corteccia cingolata anteriore.

    La parte più affascinante è che queste “revisioni” avvengono anche molto tempo dopo l’esperienza iniziale.

    Ciò spiega perché alcuni ricordi riemergono più forti col passare del tempo, mentre altri si affievoliscono : è il cervello stesso che li valuta e decide.

    Comprendere questo sistema potrebbe aprire la strada a nuove soluzioni per i disturbi della memoria, specialmente nelle malattie neurodegenerative. Intervenire su questi timer molecolari potrebbe un giorno aiutare a preservare ricordi che altrimenti andrebbero perduti.

    Un promemoria eloquente : il nostro cervello non è un archivio statico, ma un costante lavoro di editing.

    E i ricordi che rimangono non sono solo quelli che abbiamo vissuto, ma quelli che il cervello ha scelto di tenere.

    Pvl

  • Thomas Raggi

    Thomas Raggi è il chitarrista della band italiana Måneskin, nota per il successo internazionale con hit rock come “Zitti e buoni” vincitrice all’Eurovision 2021. Sta per lanciare il suo primo album solista, Masquerade, in uscita il 5 dicembre 2025 e già disponibile in pre-order [1][2][8]

    Album Masquerade

    L’album, composto da otto tracce rock è prodotto da Tom Morello dei Rage Against the Machine e include collaborazioni con artisti come Beck, Chad Smith, Sergio Pizzorno, Alex Kapranos, Nic Cester e Upsahl. Raggi descrive il progetto come un’espressione libera della sua visione musicale, nata da un rapporto consolidato con Morello attraverso concerti e festival condivisi. Morello elogia Raggi per il suo spirito rock autentico, vedendo l’album come un ponte per avvicinare le nuove generazioni al rock’n’roll .

    Carriera e Presenza Online

    Raggi ha oltre 2 milioni di follower su Instagram (@thomasraggi__) dove annuncia il nuovo album e condivide contenuti musicali. È apparso in programmi TV come Schlag den Star e performance live epiche, come un assolo di chitarra a San Francisco nel 2022. Merch esclusivo, inclusi CD e vinili autografati, è disponibile sullo store Sony Music .

  • MAROCCO/AGADIR

    MAROCCO/AGADIR

    Si trova sulla costa atlantica del Marocco, ed è capitale della regione Souss‑Massa.

    La città sorge vicino all’imbocco della valle del Sous e tra la costa e le montagne (alto Atlante / Anti-Atlante), in una regione che combina pianura fertile e mare. 

    Storia e ricostruzione

    Le origini sono antiche : la zona fu occupata dai portoghesi intorno al 1500, poi passò sotto il dominio saadita e, nel XX secolo, sotto il protettorato francese.

    Nel 1960 Agadir fu devastata da un terremoto seguito da tsunami e incendi:la vecchia città fu distrutta e persero la vita migliaia di persone.

    Dopo il disastro, Agadir fu quasi interamente ricostruita : oggi è una città moderna, con ampi viali, palazzi bianchi, hotel, caffè in stile europeo molto diversa dalla “classica” città marocchina tradizionale. 

    Perché visitarla:mare, clima, spiagge e relax

    Agadir è famosa per la sua lunga costa,circa 10 km di spiagge sabbiose, con clima mite, acque dell’Atlantico, ideali per chi cerca sole, mare e relax. 

    Il clima è uno dei punti forti: molti giorni di sole all’anno (spesso si legge “300+ giorni di sole”), clima piacevole anche in inverno ciò la rende meta perfetta anche nei mesi freddi in Europa. 

    Oltre al mare,surf, sport acquatici, passeggiate sul lungomare e un’atmosfera rilassata e “resort-style”. 

    Cultura, passeggiate e cosa vedere

    Una tappa consigliata è la collina/hilltop Kasbah Agadir Oufella : da lì si gode un bel panorama sulla baia e sulla città.Anche se la Kasbah è stata danneggiata dal terremoto del 1960, le sue rovine sono ancora tappa interessante.

    Per un’esperienza “marocchina” moderna : conviene visitare Souk El Had, il mercato principale : un grande souk con botteghe, artigianato, prodotti locali, spezie tipico per immergersi nella vita quotidiana locale. 

    Se ami arte e cultura contemporanea/tradizionale: dal 2023 è attivo Agadir Museum of Art, con collezioni di arte contemporanea e patrimonio culturale berbero.

    Ci sono anche spazi “verdi / natura”: parchi cittadini, aree vicine per esplorare la natura, oltre alla vicinanza della costa + entroterra che rendono possibile combinare mare e natura. 

    Economia e società

    L’economia di Agadir si basa su turismo, pesca e agricoltura : il porto peschereccio è importante (la città è famosa per le sardine), e la vicina valle del Sous sostiene agrumi, olive e altri prodotti agricoli.

    Turismo “moderno”: grazie a spiagge, resort, hotel e infrastrutture, la città attira molti visitatori, in particolare da Europa, grazie a voli economici e collegamenti. 

    Pvl

  • Bordalo II

    Nome d’arte di Artur Bordalo, è un artista portoghese nato a Lisbona nel 1987.

    Noto per le sue imponenti opere di street art e sculture realizzate interamente con materiali di scarto.

    Ha una forte connessione con l’arte grazie alla famiglia di artisti da cui proviene, in particolare il nonno, a cui deve il nome d’arte “II” come omaggio.

    La sua carriera

    e’ iniziata come graffitista, ma è diventato famoso a livello internazionale per il suo impegno nell’arte del riciclo, utilizzando rifiuti come plastica, pneumatici e vecchi elettrodomestici per creare grandi sculture di animali e installazioni.

    L’arte di Bordalo II

    combina un’estetica vibrante con un messaggio ecologico potente, puntando a sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità, l’inquinamento e la lotta contro la distruzione ambientale.

    Le sue opere

    spesso raffigurano animali e sono realizzate con materiali di scarto raccolti nelle città, trasformando quello che sarebbe spazzatura in vere e proprie icone visive di denuncia ecologica.

    Bordalo II è considerato

    un “artivista” perché con la sua arte denuncia gli effetti del consumismo e dello spreco, invitando a una maggiore consapevolezza ambientale.

    Tra le sue opere più iconiche si trovano

    sculture esposte in molte città del mondo, compresa l’Italia, dove ha portato il suo messaggio attraverso installazioni di street art ecologica.

    Bordalo II ha creato

    centinaia di opere usando tonnellate di materiali riciclati, rendendolo una figura di spicco nel panorama dell’arte contemporanea e dell’arte sostenibile.

    Pvl

  • Danilo Gallinari

    Danilo Gallinari

    Nato l’8 agosto 1988 a Sant’Angelo Lodigiano, Italia. 

    Alto 2,08 m (6′10″), giocava come small forward / power forward. 

    Ha iniziato la carriera professionistica in Italia (con squadre come Olimpia Milano e Casalpusterlengo) prima di debuttare in NBA. 

    Carriera NBA e numeri

    È stato selezionato al 6º posto nel Draft NBA 2008 da New York Knicks. 

    Ha giocato 16 stagioni in NBA, con diverse squadre: Knicks, Denver Nuggets, Los Angeles Clippers, Oklahoma City Thunder, Atlanta Hawks, Washington Wizards, Detroit Pistons e Milwaukee Bucks. 

    In carriera NBA ha totalizzato 11.607 punti, 3.618 rimbalzi, 1.469 assist. Media per partita: circa 14,9 punti e 4,7 rimbalzi. 

    È il giocatore italiano

    che ha segnato più punti in NBA. 

    Il suo massimo in una singola partita NBA: 47 punti record per un italiano in NBA. 

    Anche con la Nazionale e l’Europa

    Prima di andare in NBA, ha giocato in squadre italiane di alto livello : con Olimpia Milano e in Serie A. 

    Con le nazionali giovanili ha vinto una medaglia di bronzo al Campionato europeo Under-18 del 2005. 

    Con la nazionale maggiore italiana ha partecipato a Europei, Mondiali e qualificazioni olimpiche, diventando uno dei punti fermi del basket azzurro. 

    Fine della carriera

    Nel dicembre 2025, Gallinari ha annunciato il suo ritiro dal basket professionistico. 

    L’ultima sua stagione l’ha giocata nel 2025 con la squadra portoricana Vaqueros de Bayamón, dove ha vinto un campionato e ricevuto il premio di Finals MVP. 

    Pvl

  • Peripatetico e Peripatetica

    PERIPATETICO E PERIPATETICA. DIFFERENZE

    Il significato di questa parola deriva dalla scuola filosofica di Aristotele, il quale era solito tenere le sue lezioni e discussioni passeggiando nel viale del liceo di Atene, detto Peripato.

    Dunque, il termine si riferisce a ciò che si fa o accade mentre si passeggia.

    Attenzione però!!!

    Il termine PERIPATETICA, al femminile, indica invece una passeggiatrice, una donna che quindi passeggia molto, e si riferisce in particolare a una prostituta, che appunto va avanti e indietro sul marciapiede.

    Pvl

  • GRAZIA DI MAGGIO

    E’ nata nel 1994 ed è originaria di Pisticci, in provincia di Matera, ma si è trasferita a Milano per motivi di studio. 

    Ha conseguito due lauree in “Linguaggi dei Media” e in “Politiche Europee e Internazionali” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con il massimo dei voti. 

    Dal 2019 è iscritta come giornalista pubblicista, grazie a collaborazioni con testate giornalistiche e agenzie di stampa. 

    Carriera politica e ruolo in Fratelli d’Italia

    Alle elezioni politiche del 2022 è stata eletta alla Camera dei Deputati come rappresentante del collegio plurinominale Lombardia 1 – P02, diventando la deputata più giovane del suo partito. 

    In Parlamento fa parte di : la VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), la XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea), la Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza (dal luglio 2023). 

    Dal 2024 è anche responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia per la Lombardia e membro dell’esecutivo regionale del partito. 

    Le sue principali linee politiche

    Secondo gli atti e le sue dichiarazioni : Ha assunto posizioni tradizionaliste : difende la “famiglia tradizionale”, la “sacralità della vita” e si schiera per la tutela di donne e minori. 

    Si occupa di tematiche “valoriali”, spesso definendo la propria attività parlamentare come tutela dei diritti dell’infanzia, della famiglia e della “vita”. 

    Sui temi dell’istruzione, sostiene una visione basata sul merito e sull’uguaglianza delle opportunità scolastiche. 

    Altre informazioni rilevanti

    Prima di essere eletta alla Camera, nel 2021 si era candidata per il Comune di Milano nelle liste di Fratelli d’Italia; non risultò eletta per pochi voti. 

    Nel 2025 è convolata a nozze con un assessore locale anch’egli di Fratelli d’Italia evento che ha avuto risalto mediatico, anche per l’età giovane della deputata. 

    Spesso è attiva con dichiarazioni pubbliche e interviste su temi d’attualità, specialmente riguardanti famiglia, femminismo, diritti e identità, con posizione chiara su una linea conservatrice. 

    Pvl

  • CLAUDIO GIAMBENE

    CLAUDIO GIAMBENE

    Origini e formazione

    Claudio Giambene è nato a Pistoia il 13 gennaio 1982. 

    Studio

    Si è laureato in Scienze Politiche presso l’università LUISS di Roma. 

    Passioni giovanili

    In gioventù ha giocato a basket per qualche anno anche da capitano nella sua squadra prima di dedicarsi definitivamente al giornalismo. 

    Carriera professionale

    Gli inizi

    Dopo la laurea, Giambene ha svolto uno stage a Sky TG24, poi si è iscritto alla scuola di giornalismo “Massimo Baldini” della LUISS. 

    Prime esperienze nel calcio

    Ha lavorato come redattore per il programma Calciomercato L’Originale su Sky. 

    Televisione

    Forum Nel 2015 entra a far parte della squadra giornalistica del programma Forum (Mediaset), contribuendo come giornalista-commentatore delle cause legali trattate. 

    Evoluzione verso lo sport e DAZN Nel 2018 è scelto come commentatore per le partite di Serie B per DAZN. 

    Nel 2022 lascia Forum e, secondo fonti, continua la collaborazione con DAZN come commentatore sportivo e autore di reportage sulla Serie B. 

    Vita privata & curiosità

    Fin da piccolo ha avuto la passione per la scrittura

    a 10 anni scrisse un suo “giornaletto” dal titolo “Ieri, oggi e domani”, in cui il protagonista era il magistrato Giovanni Falcone. 

    Tra le sue passioni

    politica, musica, cinema (dice di amare il cinema, il festival di Sanremo e di aver avuto un passato anche come critico di festival). 

    Circa la sua vita sentimentale: in passato è stato legato alla collega del programma Forum, Giulia Lea Giorgi; la relazione è finita. 

    Secondo alcuni articoli, in tempi più recenti è stato accostato a una donna di nome Micol Russo. 

    Come si definisce

    Sulla propria pagina personale, Giambene racconta che la voglia di fare il giornalista gli viene da molto lontano la scrittura e la curiosità gli sono sempre appartenute.

    Da piccolo voleva solo “stare al centro dell’attenzione” per raccontare, con passione e sincerità, le storie che lo circondavano. 

    Pvl

  • Artisti che non vendono o vendono poco

    Artisti che non vendono o vendono poco.

    Sì, esistono moltissimi pittori anche molto produttivi che non vendono o vendono poco.

    Non è affatto raro

    La gestione della produzione varia molto da artista ad artista, ma ci sono diversi modi realistici e diffusi per “smaltire” o comunque gestire grandi quantità di opere.

    Ecco le strategie più comuni

    1. Conservazione personale (studio, deposito, casa di famiglia)

    Molti artisti tengono tutto :

    scaffali, archivi verticali, cassettiere depositi presi in affitto garages o stanze dedicate La maggior parte degli artisti emergenti o non commerciali vive così: un grande archivio personale che rappresenta anche la storia del proprio percorso.

    2. Donazioni

    Un modo molto più diffuso di quanto si pensi:

    a biblioteche, scuole, ospedali, associazioni a musei locali (soprattutto se l’artista ha un legame col territorio) a enti pubblici o fondazioni

    A volte gli enti accettano solo opere selezionate, ma succede spesso che gli artisti donino grandi quantità per liberare spazio.

    3. Regali a persone vicine

    Molti pittori regalano opere a :

    amici e parenti collezionisti affezionati persone che hanno aiutato nella carriera

    È uno dei metodi principali di “circolazione” dell’opera quando non c’è un mercato.

    4. Distruzione o riciclo

    Anche se può sembrare drastico, è una pratica abbastanza comune :

    distruzione fisica delle opere non riuscite o datate riutilizzo delle tele (molti artisti dipingono sopra opere precedenti) riciclo dei materiali

    Questo permette di liberare spazio e mantenere solo ciò che si ritiene davvero rappresentativo.

    5. Mostre autofinanziate o collettive locali

    Anche senza vendere, alcuni fanno :

    mostre in spazi alternativi esposizioni in bar, uffici, associazioni da cui a volte viene smaltita qualche opera tramite donazione o prezzi simbolici.

    6. Vendita a prezzi bassi o simbolici

    Quando la necessità di spazio diventa urgente, qualcuno :

    vende “a stock” propone prezzi ridotti partecipa a mercatini dell’arte o iniziative locali

    Non è vendita “commerciale” in senso professionale, ma aiuta a far circolare l’opera.

    7. Archivi digitali o fondi postumi

    In alcuni casi l’artista conserva tutto con l’idea di :

    creare un archivio per futuri studi lasciare un fondo ai discendenti Molti artisti storici oggi noti avevano accumuli enormi di opere mai vendute.

    In sintesi

    Sì, è normalissimo produrre molto e vendere poco.

    E nella pratica :

    una parte si archivia, una parte si regala o si dona, una parte si distrugge o si ricicla.

    La produzione non venduta non è un problema insolubile : è semplicemente parte del percorso artistico di moltissime persone.

    Pvl

  • SANDOKAN

    SANDOKAN

    Il “fenomeno” con Can Yaman

    Il boom d’ascolti

    La prima puntata della nuova serie ha ottenuto un ascolto record: circa 5,7 milioni di spettatori e 33,9% di share.  Il dato equivale a circa “un italiano su tre” incollato davanti alla tv. 

    Chi è Can Yaman

    Nato a Istanbul l’8 novembre 1989.  Laureato in Giurisprudenza, ha cambiato vita scegliendo la recitazione.  Ha iniziato a recitare nel 2014; il grande successo è arrivato nel 2017 con la serie “Bitter Sweet”.  In Italia il suo volto è diventato noto soprattutto dal 2022 in poi, con varie serie TV; ora interpreta Sandokan. 

    Il progetto “Sandokan”

    Si tratta di un nuovo adattamento per la televisione dei romanzi di Emilio Salgari, rivisitati dopo 50 anni dalla storica versione degli anni ’70.  Nel cast, oltre a Can Yaman (Sandokan), anche Alessandro Preziosi, Alanah Bloor, Ed Westwick, e altri.  La storia è ambientata nel Borneo dell’Ottocento, e racconta l’avventura, l’amore e la lotta per la libertà di Sandokan : da pirata solitario a “Tigre della Malesia”. 

    Un’eredità importante

    La prima serie con lo stesso nome, andata in onda nel 1976 con Kabir Bedi, fu un enorme successo : 27 milioni di spettatori su 55 milioni di italiani.  Il remake 2025 quindi riprende una storia che ha una forte memoria televisiva e culturale per l’Italia. 

    Pvl

  • GROSSETO/LUCA PAPPAGALLO

    Il cuciniere italiano è nato a Grosseto nel 1964 e’ noto per le sue ricette semplici e genuine diffuse via web e TV.

    Pioniere della cucina online, ha fondato nel 1999 Cookaround, uno dei primi siti italiani dedicati alle ricette, e dal 2019 gestisce Casa Pappagallo su YouTube, Facebook e Instagram, canale con milioni di follower.

    Preferisce definirsi “cuciniere curioso” piuttosto che chef, trasmette dal programma “In Cucina con Luca Pappagallo” su Food Network e ha pubblicato libri come “Cookaround… La cucina degli italiani”.

    Iniziò condividendo ricette casalinghe e rustiche online, collaborando poi con Antonella Clerici ne “La Prova del Cuoco”.

    Oggi propone piatti economici e territoriali dalla sua cucina ad Arcidosso, in Toscana, enfatizzando ingredienti genuini e divertimento in cucina.

    Il suo approccio ha reso Casa Pappagallo un punto di riferimento per ricette veloci come spaghetti con cipollotti (“spunzali”)

    Ama la natura, condivide foto di piante e fiori su Instagram, ha un gatto di nome Briciolo e i suoi piatti preferiti includono le zuppe.

    È attivo nel volontariato, come cucinare per la Caritas a Mesagne nel 2022, e mantiene riservata la vita privata.

    I follower lo paragonano spesso a Benedetta Rossi per il suo stile accessibile e appassionato.

    Pvl

  • Contorno raffinato

    Un contorno raffinato nella sua semplicità.

    Finocchi in agrodolce

    un equilibrio croccante tra dolcezza e carattere
    I finocchi in agrodolce rappresentano un contorno raffinato nella sua semplicità, capace di trasformare un ortaggio spesso considerato “povero” in un’esperienza gustativa sorprendente.

    In questa preparazione, la naturale freschezza del finocchio incontra la nota decisa dell’aceto balsamico e la dolcezza dello zucchero di canna, creando un contrasto di sapori e consistenze esaltato dalla nota tostata del sesamo.

    È un piatto versatile, ideale da gustare a temperatura ambiente, perfetto per accompagnare secondi di carne o per arricchire un antipasto vegetariano con un tocco gourmet.

    Scheda tecnica

    Difficoltà : Molto facile

    Costo : Economico

    Tempo di preparazione : 10 minuti

    Tempo di cottura : 25 minuti

    Dosi : per 4 persone

    Metodo di cottura : Fornello
    Ingredienti

    2-3 Finocchi freschi (tagliati a fettine sottili)

    1 spicchio d’Aglio (schiacciato)

    Olio extravergine d’oliva q.b.

    Peperoncino secco (secondo i gusti)

    Sale fino

    1 cucchiaio di Zucchero di canna

    2 cucchiai di Aceto balsamico

    Semi di sesamo tostati

    Barba di finocchio (per la decorazione)
    Procedimento

    La base aromatica

    Iniziate mondando i finocchi : privateli della base e delle parti esterne più dure, quindi tagliateli a fettine sottili. In un’ampia padella antiaderente, fate scaldare un giro d’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato e il peperoncino, lasciando che sprigionino i loro profumi.

    La cottura

    Unite i finocchi, regolate di sale e mescolate bene. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti. I finocchi dovranno ammorbidirsi senza sfaldarsi, mantenendo una leggera resistenza al morso.

    L’agrodolce

    Togliete il coperchio e alzate leggermente la fiamma per far evaporare l’eventuale liquido in eccesso.

    Spolverate uniformemente con lo zucchero di canna e sfumate con l’aceto balsamico.

    Fate saltare a fiamma vivace per un paio di minuti, finché i finocchi non risulteranno lucidi e piacevolmente glassati.

    Il tocco finale

    In un padellino a parte, tostate brevemente i semi di sesamo finché non diventeranno dorati e fragranti.

    Unite i semi ai finocchi, aggiungete la barba del finocchio sminuzzata finemente per un tocco di colore e freschezza, e spegnete il fuoco.

    Consiglio dello chef

    Lasciate riposare i finocchi per qualche minuto prima di servirli. L’agrodolce dà il meglio di sé quando i sapori hanno il tempo di stabilizzarsi, rendendo il piatto perfetto anche se preparato con qualche ora di anticipo.

    Pvl

  • Torretta

    MATTEO TORRETTA. CHEF ITALIANO

    Nato nel 1980 a Rho, vicino a Milano, noto per la sua esperienza in cucine prestigiose e per il suo stile culinario influenzato dalle origini miste : fantasia mediterranea dalla madre pugliese e pragmatismo dal padre milanese fotografo .

    Ha lavorato in ristoranti di alto livello.

    Come quelli di Marchesi e Cracco, per poi diventare executive chef a El Porteño Gourmet in Argentina, un ruolo scelto per la sua abilità come cuoco.

    Attualmente è executive chef presso Villa La Bollina a Serravalle Scrivia, offrendo anche consulenze ristorative .

    Gestisce profili attivi su Instagram. (@matteotorrettachef) con oltre 150.000 follower, condividendo contenuti sulla sua attività di chef executive e resident a El Porteño, e su Facebook con una pagina ufficiale seguita da migliaia di persone.

    È presente anche su LinkedIn e in interviste su Milano come hub gourmet .

    Pvl

  • LE SPEZIE CAJUN

    LE SPEZIE CAJUN

    sono una miscela piccante tipica della cucina della Louisiana, negli Stati Uniti, nata da diverse culture culinarie e oggi molto diffusa soprattutto nel sud degli USA.

    Questa miscela unisce il calore del peperoncino e del pepe con l’aroma di erbe come timo e origano, insieme ad aglio, cipolla e altre spezie come pepe nero, pepe bianco, paprika, zenzero e talvolta anche peperoncini come cayenna, ancho e habanero.

    Questa combinazione speziata è usata principalmente per insaporire carni (pollo, manzo, selvaggina), pesce e piatti tipici come il gumbo o il jambalaya.

    Viene spesso impiegata per marinare o condire alla griglia, dando ai piatti un caratteristico sapore piccante e aromatico con un retrogusto leggermente tostato, molto amato nelle cucine barbecue e creole.

    Le spezie Cajun richiamano un gusto caldo e solare, equilibrato dalla dolcezza caramellata di alcune note, che si sposa bene con ingredienti come ananas, zenzero, coriandolo fresco e agrumi, ampliandone l’uso anche a zuppe, riso o piatti di verdure.

    Si presenta come una polvere fine che si può usare pure per insaporire semplici patatine o grigliate, oppure per preparare intingoli e salse.

    In sintesi

    le spezie Cajun sono un mix versatile e ricco di aromi intensi, che regala un tocco deciso, piccante e aromatico tipico della tradizione culinaria di New Orleans e del sud degli Stati Uniti.

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  • Krapfen

    La ricetta classica dei Krapfen

    si fonda su un impasto lievitato estremamente soffice, che trova la sua massima espressione nella frittura e nella successiva farcitura con confettura di albicocche, completata da un velo di zucchero.

    Questa preparazione, radicata nella tradizione austro-tedesca e spesso identificata come Berliner, richiede l’impiego di farine Manitoba e 00, lievito di birra fresco, uova, burro, latte, zucchero, scorza di limone e semi di vaniglia per ottenere circa venticinque pezzi dalla consistenza impalpabile.

    L’equilibrio degli ingredienti prevede l’uso di farina Manitoba e 00 in parti uguali per garantire una struttura elastica, supportata da lievito fresco, tuorli, un uovo intero, burro ammorbidito, latte intero, zucchero, miele e aromi naturali.

    Per la cottura è necessario circa un litro di olio di arachidi, mentre la finitura richiede esclusivamente marmellata di albicocche e zucchero a velo.

    Il procedimento inizia con l’unione degli ingredienti secchi al lievito sciolto nel latte tiepido, seguita dall’aggiunta graduale di uova e burro in planetaria fino a ottenere un composto elastico che si stacca perfettamente dalle pareti.

    Dopo una lievitazione di circa due ore a 24°C, necessaria per triplicare il volume, l’impasto viene steso a uno spessore di un centimetro e ritagliato in dischi da otto centimetri, lasciati poi riposare per altri sessanta minuti.

    La frittura deve avvenire in olio a 170-180°C per un paio di minuti per lato, garantendo una doratura uniforme prima della farcitura con siringa e della spolverata finale.

    Esistono varianti che prevedono l’uso di patate per accentuare la morbidezza o versioni più strutturate, come quella di Iginio Massari che include il Rum e una doppia lievitazione.

    Sebbene la tradizione esiga l’albicocca, l’impasto si presta a essere accompagnato da Nutella o crema pasticcera, a patto di mantenere il rigore tecnico nelle temperature per evitare che i dolci perdano la loro forma caratteristica.

    Pvl

  • IMAN SABBAH

    Biografia e origini

    Iman Sabbah è nata a Nazareth nel 1977. 

    Di origine arabo-israeliana e di religione cristiana. 

    Nel 1997 si trasferisce a Roma grazie a una borsa di studio. 

    Studia all’università, conseguendo una laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo giornalismo presso LUMSA. 

    Carriera giornalistica

    Dal 2002 si iscrive all’albo dei giornalisti nella sezione “elenco stranieri”. 

    Dal 2003 inizia a collaborare con Rai Med il canale bilingue per Europa/Medio Oriente in concomitanza con lo scoppio della guerra in Iraq. 

    In seguito partecipa a programmi come Il Caffè su Rai News 24; precedentemente aveva collaborato con programmi incentrati sul mondo arabo e medio-orientale (tra cui Il Chiosco sguardo sulla stampa euro-araba). 

    Iman Sabbah si è spesso descritta come “il volto arabo della Rai”, capace di raccontare il Medio Oriente con esperienza personale e linguistica, grazie alla sua conoscenza dell’arabo, dell’ebraico e delle lingue europee. 

    Il suo background un mix di culture e identità (araba, israeliana, italiana) lo considera non come un peso, ma come una risorsa che le permette di offrire una prospettiva più ricca e sfumata. 

    In anni più recenti è stata corrispondente Rai da Parigi. 

    Identità, percezione e ruolo mediatico

    Controversie / criticità

    Nel 2019 un comitato di giornalisti professionisti contestò alla RAI l’affidamento a Sabbah di ruoli di alto profilo (tra cui l’eventuale nomina a vicedirettrice di una testata) in quanto risultava iscritta solo all’ “elenco stranieri” e non all’albo nazionale dei giornalisti professionisti condizione prevista dalla legge per esercitare certe cariche. 

    Nonostante questo, la sua attività come giornalista è proseguita : la vicenda ha evidenziato limiti normativi e dibattiti sul ruolo di giornalisti “stranieri naturalizzati” nelle grandi testate italiane. 

    In un’altra occasione, durante una diretta televisiva su Rai, commise una gaffe traducendo un’espressione inglese in modo inappropriato: definì un attore come “the coolest man, il più cu*o…”, correggendosi subito dopo ma attirando ampia attenzione. 

    Perché è significativa

    Iman Sabbah rappresenta una figura-emblema di come la complessità delle identità radici mediorientali, formazione europea, cittadinanza e carriera nel giornalismo italiano possa offrire una chiave particolare per raccontare fatti di attualità e contesti internazionali.

    La sua esperienza personale le consente di affrontare temi delicati (immigrazione, Medio Oriente, dialogo interculturale) con una sensibilità e competenza che non sempre si trovano nei profili tradizionali.

    Pvl

  • Rosa Louise McCauley (poi Parks)

    è nata il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, Alabama (USA) e morta il 24 ottobre 2005 a Detroit, Michigan. 

    Cresciuta in un contesto segnato dalle leggi di segregazione razziale (il regime del “Jim Crow”), la sua famiglia era di origini afroamericane ed ebbe esperienza precoce delle difficoltà e delle disuguaglianze razziali. 

    Nel 1932 sposò Raymond Parks, un barbiere e attivista per i diritti civili, e lavorò come sarta.  Nel 1943 divenne segretaria della sezione di NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) a Montgomery un ruolo che la fece entrare in prima linea nelle lotte contro le ingiustizie razziali. 

    L’atto che la rese famosa

    Il 1º dicembre 1955 a Montgomery, Alabama, chiedendo solo di tornare a casa dopo il lavoro, salì su un autobus segregato. Le persone di colore potevano sedersi solo in certe aree, e dovevano cedere il posto a bianchi se necessario. 

    Quando l’autista (James F. Blake) le ordinò di cedere il posto a un passeggero bianco salito dopo di lei, Rosa Parks pur essendo esausta — rifiutò con calma e dignità. Non è vero che lo fece “perché stanca” nel senso fisico: «l’unica cosa di cui ero stanca era subire». 

    Fu arrestata e condannata per “condotta impropria”, ma la sua resistenza diventò simbolo di dignità e rifiuto dell’ingiustizia. 

    Conseguenze e (R)esultati. Il boicottaggio di Montgomery

    L’arresto di Rosa Parks diede il via al Montgomery bus boycott (boicottaggio dei bus di Montgomery), una protesta da parte della comunità afro-americana che durò 381 giorni. 

    La campagna, guidata da comunità locali ed attivisti emergenti tra cui Martin Luther King Jr., ottenne forte sostegno: la riduzione dei passeggeri afro-americani fece vacillare le entrate della compagnia di trasporti. 

    Il 13 novembre 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la segregazione sugli autobus di Montgomery.

    Il giorno dopo (20 dicembre) fu ordinata l’integrazione e il boicottaggio terminò.  Grazie a ciò, Rosa Parks fu riconosciuta come “madre del movimento per i diritti civili“. 

    Vita successiva e impegno continuo

    Dopo il boicottaggio, si trasferì a Detroit, continuò a essere attiva nella NAACP e, dal 1965 al 1988, lavorò per un deputato del Michigan, impegnandosi su temi di giustizia sociale. 

    Nel 1987 contribuì a fondare il Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development, per offrire formazione e opportunità ai giovani, insegnando loro la storia dei diritti civili. 

    Ricevette molti riconoscimenti: medaglie civili, lauree honoris causa, e il rispetto di generazioni — affermando sempre che la lotta per l’uguaglianza era tutt’altro che conclusa. 

    Eredità e importanza storica

    Con la sua protesta pacifica e il ruolo da protagonista nel boicottaggio, Rosa Parks ha dato inizio a un movimento nazionale per i diritti civili e contribuito a demolire le istituzioni della segregazione. 

    La sua storia è diventata simbolo universale di resistenza, dignità e fermezza contro l’oppressione, ispirando generazioni in tutto il mondo.

    Ancora oggi, il suo nome è ricordato quando si parla di diritti civili, libertà, giustizia e uguaglianza.

    Pvl

  • PASSAPORTO

    PASSAPORTO

    Addio al bollettino postale.

    Ecco cosa cambia dal 1° dicembre

    A partire dal 1° dicembre 2025 entra in vigore la nuova modalità di pagamento per il rilascio del passaporto ordinario.

    Non sarà più possibile utilizzare il bollettino postale per versare il contributo richiesto. 

    Invece, il pagamento dovrà essere effettuato tramite i canali abilitati a PagoPA oppure con i servizi messi a disposizione da Poste Italiane.

    I pagamenti effettuati tramite bollettino prima del 1° dicembre 2025 resteranno comunque validi. 

    Nuovo importo

    Il contributo per ottenere il passaporto passa da € 42,50 a € 42,70. 

    Nessun costo aggiuntivo, salvo per chi sceglie la consegna a domicilio opzione con costo extra di € 9,53, da pagare in contrassegno al personale di Poste Italiane. 

    Modalità di pagamento

    Il cittadino potrà pagare comodamente da casa oppure allo sportello.

    È possibile effettuare il pagamento presso un Ufficio Postale, presso sportelli bancari, nelle tabaccherie, nelle ricevitorie oppure tramite le piattaforme online di Poste Italiane, banche e prestatori di servizio. 

    Nel caso di domanda per un minore, anche per lui/restano obbligatori: nome, cognome e codice fiscale. 

    Come e dove presentare la domanda

    La richiesta di rilascio va fatta presso gli uffici Passaporto del luogo di residenza, domicilio o dimora.

    Se il richiedente si trova all’estero : la domanda va presentata presso ambasciate o consolati italiani. 

    Perché il cambiamento

    L’introduzione di PagoPA e delle piattaforme online rappresenta un ulteriore passo verso la semplificazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici. 

    L’obiettivo è rendere la procedura più rapida, tracciabile e accessibile tramite molteplici canali, sia fisici che digitali. 

    Pvl

  • Piero Villani

    I SUDEI

    non sono semplici campiture cromatiche : diventano spazi di accoglienza e introspezione, territori dove l’osservatore può trovare un rifugio emotivo.

    Qui il colore si espande come respiro, come gesto di cura verso chi osserva

    Ogni SUDEI nelle opere di Villani assume una funzione quasi filantropica : trattiene emozioni troppo vaste per essere raccontate, le rende presenti senza imporre narrazioni.

    Non rappresenta, ma accoglie. Non giudica, ma offre spazio

    Il gesto pittorico di Villani si fonde con i SUDEI : larghe porzioni di colore che respirano, si sovrappongono, dialogano con la luce e con lo spazio circostante.

    Chi osserva un SUDEI in un’opera di Villani avverte subito la soglia tra dentro e fuori, tra pensiero e sentimento, tra memoria e presente.

    Così i SUDEI diventano una presenza viva nelle opere di Villani : territori interiori resi visibili, silenzi abitati dal colore, dove qualcosa di essenziale può finalmente trovare dimora.

    Pvl

  • ZELIG

    Origini e storia

    Il programma nasce dal locale cabaret milanese Zelig Cabaret, luogo-cult per la stand-up e la comicità italiana.

    Il debutto televisivo avviene il 29 ottobre 1996 su Italia 1 con uno speciale per il decennale del locale. 

    La prima edizione “regolare”, intitolata Zelig – Facciamo cabaret, parte nel maggio 1997, con conduzione di Claudio Bisio e Antonella Elia.

    A partire dal 2000 il titolo viene semplificato in Zelig e lo show guadagna ampia popolarità.

    Negli anni Zelig si conferma fucina di talenti della comicità italiana : alcuni tra i comici diventati celebri grazie allo show in teatro o in altri media sono passati proprio per il palco di Zelig. 

    Evoluzioni, spin-off e momenti chiave Nel 2003 Zelig si trasforma in prima serata con la versione Zelig Circus : lo show lascia il locale milanese e si trasferisce in un tendone circense a Sesto San Giovanni, segno di un salto di scala molto importante. 

    Tra gli spin-off c’è anche Zelig Off, che in vari anni ha dato spazio a comici emergenti e a nuovi format.

    Con il passare del tempo Zelig ha attraversato fasi alterne: grandi successi, cambi di rete e periodo di inferiore visibilità, grazie anche a cambiamenti nei gusti del pubblico e nella televisione italiana. 

    Le edizioni recenti e l’attualità Dopo un periodo di assenza, Zelig è tornato nel 2025 : la nuova edizione annunciata come ricca di novità va in onda a partire dal 15 gennaio 2025 su Canale 5, con la storica coppia di conduttori Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. 

    L’edizione 2025 è registrata al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

    Nel novembre 2025 prende il via anche un nuovo spin-off : Zelig On, in onda su Italia 1.

    Lo show vuole essere una “fucina di nuovi talenti comici”: la conduzione è affidata a Paolo Ruffini e Lodovica Comello, con la partecipazione fissa del duo Ale & Franz.Zelig On sottolinea l’idea di “laboratorio della risata”: mix di nuovi comici, stili diversi, sketch, monologhi, con un cast ampio e vario. 

    Il lascito di Zelig Zelig ha rappresentato e continua a rappresentare una vera e propria “scuola” per la comicità in Italia : molti comici oggi famosi sono passati per il suo palco.

    Il formato tra cabaret, varietà, satira di costume, stand-up ha contribuito a cambiare la televisione italiana, portando in prima serata un tipo di comicità popolare, accessibile e spesso irriverente.

    Anche oggi, con le sue nuove incarnazioni (Zelig 2025, Zelig On), il brand mantiene l’idea di “fucina di talenti” e di sperimentazione comica, combinando volti storici e nuove generazioni.

  • 🇲🇦🇩🇿🇹🇳🇱🇾🇪🇬 Uso dello smalto rosso nel Nord Africa

    Diffusione

    Lo smalto rosso è molto diffuso in tutto il Nord Africa, soprattutto: tra le giovani generazioni urbane; in contesti festivi, cerimonie e matrimoni; tra le donne che seguono mode globali, influencer, estetica occidentale e mediorientale.

    È particolarmente popolare nei saloni di bellezza (molto presenti in Marocco, Tunisia ed Egitto).

    Simbolismo e percezione sociale

    La percezione dello smalto rosso può variare in base al contesto.

    In generale

    è associato a femminilità, eleganza e sensualità; è a volte considerato “forte”, “audace” o “vistoso”. In contesti più conservatori (aree rurali, ambienti religiosi tradizionalisti): il rosso può essere percepito come troppo appariscente; spesso si preferiscono colori più neutri o naturali.

    Aspetti religiosi

    L’Islam non vieta lo smalto, ma : per la preghiera, l’acqua deve toccare l’unghia durante l’abluzione (wudu).

    Lo smalto classico impedisce questo, quindi alcune donne: lo rimuovono prima di pregare, usano “smalti traspiranti halal” diventati popolari negli ultimi anni, lo mettono solo in occasioni specifiche.

    Tradizioni locali

    Accanto allo smalto moderno, esiste una forte tradizione di colorazione delle unghie con henne (ḥinnāʾ): colore rossastro naturale, molto legata a feste, matrimoni e femminilità tradizionale, ancora molto praticata in Marocco, Algeria e Tunisia.

    Lo smalto rosso si inserisce oggi tra queste pratiche come variante moderna.

    Moda e tendenze

    Le città nordafricane grandi (Casablanca, Rabat, Algeri, Tunisi, Il Cairo) sono molto aperte ai trend : smalti rossi classici, toni ciliegia, bordeaux, lampone, combinazioni con nail art in stile europeo o coreano. Influencers marocchine e tunisine spesso promuovono look con smalto rosso.

    Pvl

  • DARIA BIGNARDI

    Daria Bignardi

    E’ nata a Ferrara il 14 febbraio 1961

    Ha frequentato il Liceo Classico

    “Ludovico Ariosto” a Ferrara e successivamente si è iscritta al corso DAMS dell’Università di Bologna, anche se non ha completato gli studi universitari. 

    Nel 1984 si è trasferita a Milano

    lì ha iniziato la sua carriera giornalistica, collaborando con testate come Panorama, Chorus, La Stampa, Vanity Fair e altre riviste. 

    Carriera nella televisione, radio e giornalismo

    Il suo esordio in televisione risale ai primi anni ’90 con il programma Milano, Italia su Rai 3.  Successivamente è passata a reti come Canale 5 e Italia.

    Uno fra i suoi programmi principali : A tutto volume (rubrica letteraria), Tempi moderni, Corto circuito. 

    Celebre anche per essere stata la conduttrice della prima edizione italiana di Grande Fratello (2000-2001). 

    Dal 2005 al 2015 (con una pausa) ha condotto su La7 il talk-show Le Invasioni Barbariche, divenuto per anni un punto di riferimento per interviste e approfondimenti culturali. 

    Tra il 2016 e il 2017

    è stata nominata direttrice di Rai 3 è stata una delle prime donne a ricoprire tale ruolo. 

    Ha anche una lunga carriera radiofonica : per anni ha curato trasmissioni legate ai libri (come su Radio Deejay). 

    Carriera da scrittrice

    Parallelamente al giornalismo e alla televisione, Bignardi ha sviluppato una intensa attività di autrice. 

    Tra i suoi libri

    Non vi lascerò orfani (2009) memoir autobiografico uscito poco dopo la morte di sua madre; libro che le ha conferito riconoscimenti importanti. 

    Altri titoli : Un karma pesante (2010), L’acustica perfetta (2012), L’amore che ti meriti (2014), Santa degli impossibili (2015), Storia della mia ansia (2018), Oggi faccio azzurro (2020), Libri che mi hanno rovinato la vita (2022), Ogni prigione è un’isola (2024) e Nostra solitudine (2025). 

    I suoi testi esplorano memorie familiari, relazioni, emozioni intime e temi esistenziali: generano riflessioni personali attraverso una prosa accessibile e spesso empatica. 

    Stile e impatto

    La Bignardi è riconoscibile per la sua capacità di “far parlare” le persone sia nelle interviste televisive sia nella scrittura.

    In televisione ha spesso condotto con stile colloquiale e diretto, affrontando temi socioculturali e personali. 

    Nei suoi romanzi e memoir tende a scavare dentro le dinamiche familiari, le ansie, i traumi, offrendo racconti che risuonano con molti lettori per autenticità e introspezione.

    Ha avuto il coraggio di affrontare momenti personali difficili pubblicamente : tra questi, una malattia un tumore che ha dichiarato con sincerità.

    Questo ha reso la sua figura anche simbolo di resilienza e autenticità. 

    Pvl

  • Saint Barthelemy

    Saint Barthelemy

    E’ un’isola delle Antille, zona caraibica, appartenente alla Francia come collettività d’oltremare. 

    Si trova nel Mar dei Caraibi, a sud-est di Saint Martin.  La superficie è molto ridotta attorno a ~21–25 km² secondo le fonti. 

    La popolazione è relativamente contenuta : nell’ultimo censimento risultano poche migliaia di abitanti. 

    Storia & Status politico

    L’isola fu visitata per la prima volta da europei con Cristoforo Colombo nel 1493. 

    Per lungo tempo Saint Barthélemy fu parte di diversi domini coloniali; dal 1648 passò sotto la Francia. 

    Fino al 2007 l’isola era amministrativamente legata a Guadalupa. Dal 2007 ha acquisito lo status di collettività d’oltremare autonoma. 

    Natura, clima e ambiente

    Saint Barth è di origine vulcanica, con coste rocciose alternate a spiagge di sabbia bianca e mare cristallino. 

    Il clima è tropicale-marittimo : temperature calde tutto l’anno, con una stagione secca da dicembre a maggio e una più umida da giugno a novembre. 

    Le acque intorno all’isola offrono ottime opportunità per snorkeling, immersioni e vela. 

    Turismo e stile di vita, un’isola esclusiva

    Saint Barth è considerata una meta di lusso: villa eleganti, resort esclusivi, boutique di alta moda, ristoranti raffinati. 

    Non è un’isola di massa : dimensioni ridotte, poca popolazione e infrastrutture su piccola scala rendono l’esperienza piuttosto intima. 

    Il turismo è il pilastro dell’economia locale in prevalenza turismo di élite, ma l’isola conserva anche una natura ricca e paesaggi mozzafiato. 

    Perché potrebbe interessarti

    Saint Barthélemy è ideale se cerchi un’esperienza che unisca : Natura caraibica incontaminata (spiagge, acque turchesi, fondali marini), Relax e tranquillità, lontano dal turismo di massa, Comfort, eleganza e lusso, con un tocco di lifestyle europeo grazie al suo status di territorio francese.

  • Di Cosmo

    Ester Di Cosmo

    E’ una giovane flautista nata a Bari nel 2000. 

    Ha iniziato a suonare il flauto traverso all’età di 11 anni, all’interno di una scuola media ad indirizzo musicale. 

    Dal 2014 ha studiato presso il Conservatorio di Musica Niccolò Piccinni di Bari, prima con il M° Francesco Girardi e poi con il M° Michele Bozzi. 

    Nel 2021 ha conseguito il “Diploma Accademico di I livello” in flauto con il massimo dei voti e la Lode. 

    Successivamente ha proseguito con un biennio di II livello al Conservatorio di Bari. 

    Attività e carriera

    Ester ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali come solista e in ensemble, ottenendo buoni risultati. 

    Ha seguito masterclass e seminari con flautisti internazionali famosi come il M° Peter‑Lukas Graf, il M° Lello Narcisi e il M° Paolo Taballione. 

    Lavora come strumentista in varie orchestre: ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, coprendo ruoli che includono Primo e Secondo flauto, ottavino, flauto in sol e flauto solista in diverse produzioni. 

    Nel 2024 (stagione concertistica 2024) risulta nella lista dei flautisti attivi del Conservatorio di Bari/Orchestra Metropolitana. 

    Nel 2025 è ancora attiva: a fine agosto 2025 ha suonato in un “concerto al tramonto” in duo con arpa a Rutigliano (BA). 

    Perché è interessante

    Ester rappresenta una nuova generazione di musicisti classici italiani : giovane, ben formata, con esperienze concertistiche già attive e con una solida preparazione accademica.

    La sua formazione è avvenuta in un conservatorio pugliese il che la rende un buon esempio di talento emergente anche al di fuori dei centri tradizionalmente “centrali” (Milano, Roma).

    Il fatto che abbia già alle spalle esibizioni con orchestre e concerti di musica da camera rende la sua carriera degna di attenzione per chi studia o segue musica classica.

    Pvl