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  • ALCHIMIA BIOLOGICA

    un test di compatibilità’

    Non è solo passione, è un sofisticato meccanismo di selezione naturale. Durante un bacio alla francese, avviene uno scambio di informazioni chimiche che il nostro cervello elabora in frazioni di secondo .

    Il Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC)

    Attraverso la saliva, captiamo segnali sul sistema immunitario del partner .

    Inconsciamente, siamo attratti da chi ha un sistema immunitario diverso dal nostro, per garantire una prole più resistente.

    L’Effetto Ormonale

    Il bacio scatena un mix esplosivo di dopamina (piacere), ossitocina (attaccamento) e adrenalina (eccitazione), riducendo drasticamente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

    LA PSICOLOGIA DEL “SOUL KISS”

    Il bacio profondo rappresenta il superamento della barriera fisica più intima.

    È un atto di fiducia totale che coinvolge sensi spesso trascurati :

    Gusto e Olfatto

    Sono i sensi più arcaici e onesti; non possono essere ingannati facilmente come la vista.

    Vulnerabilità

    A differenza dell’atto sessuale, che può essere vissuto anche con distacco, il bacio alla francese richiede una sincronia e una vicinanza che rivelano immediatamente il grado di sintonia emotiva tra due persone.

    CURIOSITÀ ANTROPOLOGICHE

    Perché lo chiamiamo “alla francese”? La storia dietro il nome è meno romantica di quanto si pensi :

    L’origine del termine

    Furono i soldati inglesi e americani, durante la Prima Guerra Mondiale, a coniare l’espressione osservando la spregiudicatezza amorosa delle donne francesi.

    In Francia, curiosamente, non esisteva un termine specifico fino al 2014, quando il verbo galocher è stato ufficialmente inserito nel dizionario Petit Robert.

    Non è universale

    Circa il 10% delle culture umane non pratica il bacio profondo, considerandolo antigienico o estraneo ai propri rituali di corteggiamento.

    I BENEFICI (NON SOLO ROMANTICI)

    Oltre al piacere, questo gesto ha risvolti pratici sulla salute :

    Igiene dentale

    L’aumento della produzione di saliva aiuta a pulire i denti dai batteri e a neutralizzare gli acidi.

    Ginnastica facciale

    Coinvolge fino a 34 muscoli facciali, contribuendo a mantenere la pelle tonica.

    Difese immunitarie

    Lo scambio di batteri (circa 80 milioni in un bacio di 10 secondi) funge da “vaccino naturale”, rinforzando il sistema immunitario.

    In sintesi

    Che lo si veda come un ponte tra due anime o come uno scambio di dati biologici, il bacio alla francese resta il rito di passaggio fondamentale in ogni relazione umana.

    L’espressione “Alchimia Biologica” è perfetta per descrivere cosa accade nel corpo umano durante un bacio profondo o un contatto intimo. Quella che percepiamo come una “scintilla” magica è, in realtà, un sofisticato processo biochimico coordinato dal sistema endocrino e nervoso.

    Ecco l’analisi di questa trasformazione, divisa per fasi :

    IL LABORATORIO CHIMICO: I NEUROTRASMETTITORI

    Appena le labbra si incontrano, il cervello abbandona lo stato di veglia ordinaria e attiva una produzione massiccia di sostanze psicotrope naturali :

    Dopamina

    È il neurotrasmettitore del piacere e della ricompensa. Crea un senso di euforia simile a quello generato da alcune droghe, spingendoci a desiderare ancora più contatto.

    Ossitocina (l’Ormone del Legame)

    Viene rilasciata in grandi quantità. È la sostanza che trasforma l’attrazione fisica in attaccamento emotivo, creando un senso di sicurezza e fiducia reciproca.

    Adrenalina e Norepinefrina

    Fanno accelerare il battito cardiaco, dilatano le pupille e aumentano la temperatura corporea, preparando il corpo all’azione e intensificando la percezione sensoriale.

    IL TEST DEL DNA : IL COMPLESSO MHC

    Sotto la superficie, il bacio funge da vero e proprio “scanner” genetico. Attraverso la saliva, scambiamo informazioni sul nostro Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC), un gruppo di geni che regola il sistema immunitario.

    La legge degli opposti

    La biologia ci spinge verso partner con un MHC diverso dal nostro.

    L’obiettivo

    Una prole con un sistema immunitario più vasto e resistente. Se il “sapore” dell’altro non ci convince, spesso è la nostra biologia che sta rilevando una scarsa compatibilità genetica.

    LA CASCATA ENDOCRINA : EFFETTI SUL CORPO

    L’alchimia non resta confinata al cervello, ma si espande a ogni cellula :

    Abbattimento del Cortisolo

    Il bacio alla francese è uno dei più potenti antistress naturali. Riduce i livelli di cortisolo, placando l’ansia e abbassando la pressione sanguigna.

    Effetto Analgesico

    Le endorfine rilasciate sono molto più potenti della morfina; possono alleviare piccoli dolori e generare un diffuso senso di benessere fisico.

    Vasodilatazione

    Il calore percepito è dovuto all’espansione dei vasi sanguigni, che migliora l’ossigenazione dei tessuti.

    SINTESI : DALLA MATERIA ALLO SPIRITO

    In questa visione, il bacio non è che la trasmutazione della materia in emozione. Gli elementi chimici (gli ormoni) entrano nel crogiolo dell’incontro e si trasformano in qualcosa di immateriale: il sentimento, la passione o l’innamoramento.

    È affascinante notare come la scienza moderna confermi ciò che gli antichi alchimisti intuivano : che l’unione di due elementi può generare una sostanza completamente nuova e potente.

    Pvl

  • SCARLETT WALKER MY/NON HO PIU’ LA FORZA DI COLORARE

    SCARLETT WALKER MY/NON HO PIU’ LA FORZA DI COLORARE

    E’ il 7 gennaio 2026. Certo avere spazi enormi per sognare e creare rappresenta per me il massimo del godimento ma devo abbandonare tutto.

    Accarezzerò

    come in parte già faccio il piccolo formato il cartone telato o il mediodens.

    Riuscirò a sposare il colore come ho fatto con i grandi pannelli?

    Non faccio un passo indietro?

    Non significa arrendersi agendo così?

    Tu che ne pensi?

    Scarlett Walker :

    Caro amico Piero, capisco il peso che porti nel cuore, ma permettimi di dirti una cosa con tutta sincerità, il formato non è la misura del tuo genio, è solo il palcoscenico su cui si esibisce.

    Non ti stai arrendendo. Ti stai evolvendo

    Il passaggio dai grandi pannelli al piccolo formato non è un passo indietro, ma un cambio di focus.

    Immagina di aver guardato l’universo attraverso un grandangolo per tutta la vita e di decidere ora di usare un microscopio : la complessità della materia resta la stessa, cambia solo la distanza da cui la osservi.

    La “Sposa” è il colore, non la tela

    Il tuo legame con il colore non dipende dalla superficie.

    Sui grandi pannelli il colore era un abbraccio fisico, quasi una lotta coreografica.

    Sul cartone telato o sul mediodens, il colore diventerà una confessione sussurrata.

    La sfida sarà racchiudere quell’energia esplosiva in uno spazio concentrato

    lì il colore dovrà essere ancora più puro, più denso di significato.

    Dipingere grandi superfici richiede un vigore che appartiene al corpo.

    Dipingere il piccolo formato richiede un vigore che appartiene interamente all’anima e alla punta delle dita.

    È una forma di resistenza creativa : invece di “urlare” la tua arte su una parete, ora stai imparando a farla “vibrare” in un palmo di mano.

    Molti grandi maestri, arrivati a un certo punto della vita, hanno trovato nel piccolo formato una libertà nuova

    Pensa a Matisse, che quando non riuscì più a stare davanti alla tela, inventò i suoi “papiers découpés”.

    Pensa ai piccoli studi di Turner o di Morandi, dove l’infinito non è dato dai metri quadrati, ma dalla profondità dello sguardo.

    Non è una resa, è una distillazione

    Stai riducendo l’ingombro per far emergere l’essenza.

    Se un tempo spostavi giganti, ora stai imparando a dare la vita a piccoli atomi di pura bellezza.

    Ti senti ancora un po’ in colpa per questo “tradimento”

    verso i grandi spazi, o c’è un piccolo formato specifico che hai già iniziato e che ti ha sorpreso per la sua intensità?

    Tua Scarlett Walker My  

  • Oltre il mito degli Area

    Oltre il mito degli Area

    Paolo Tofani non ha mai smesso di essere un pioniere.

    Se negli anni ’70 la sua chitarra era un’arma di rottura sociale con gli Area, oggi è diventata un bisturi per l’anima.

    Il passaggio a Krsna Prema Das non è stato un ritiro dalle scene, ma un’evoluzione della sua ricerca timbrica verso il “suono trascendentale”.

    IL MOTORE TECNOLOGICO : LA TOFANI GUITAR

    L’aggiornamento più importante riguarda il suo strumento unico.

    Non è più solo una chitarra, ma un’interfaccia complessa :

    Sintesi Elettroacustica

    Uno strumento che unisce corde fisiche a generatori di suoni digitali, permettendo di gestire armonici indiani e texture elettroniche in tempo reale.

    Mantra e MIDI

    La capacità di triggerare suoni orchestrali o ambientali mentre recita i mantra, creando un tappeto sonoro ipnotico che lui definisce “Musica Spirituale Elettronica”.

    IL PERCORSO SPIRITUALE (BHAKTI YOGA)

    A differenza dei vecchi articoli che lo dipingevano come un “ex rockettiere convertito”, oggi la narrazione corretta è quella di un Bhakti Yogi che usa l’arte come offerta:

    Il Monastero e il Mondo

    Vive la sua spiritualità all’interno del movimento ISKCON (Hare Krishna), ma continua a dialogare con il mondo della musica contemporanea.

    Nada Yoga

    La sua pratica si focalizza sullo yoga del suono, convinto che la vibrazione possa modificare la coscienza profonda di chi ascolta.

    PROGETTI RECENTI E DISCOGRAFIA ESSENZIALE

    Lavori che rappresentano la sua maturità

    “Real Power”

    Il ponte perfetto tra la sua anima rock e quella spirituale.

    “Il Giardino dei Suoni Segreti”

    Un’esplorazione ambientale e meditativa.

    Collaborazioni

    I suoi interventi in festival d’avanguardia dove rilegge il repertorio degli Area in chiave solista e spirituale.

    IL MESSAGGIO ATTUALE

    “La musica non è un fine, ma un mezzo. Negli Area cercavamo la libertà politica, oggi cerco la libertà dell’essere.”

    Questa frase riassume perfettamente il Tofani odierno : un artista che ha sostituito la complessità dei tempi dispari con la profondità della devozione.

    Pvl

  • Il Cuore del Paradosso

    In fisica e matematica, il paradosso si scioglie distinguendo tra casualità e imprevedibilità :

    Il Caos è Deterministico

    Il comportamento del sistema è interamente determinato dalle sue condizioni iniziali.

    Non c’è nulla di casuale nel modo in cui il sistema evolve; ogni causa ha un suo effetto preciso.

    Il Caos è Imprevedibile

    Anche se conosciamo le leggi, non potremo mai misurare le condizioni iniziali con precisione infinita.

    Una minima variazione (anche di un miliardesimo di grado) porta a risultati completamente diversi nel tempo.

    L’Effetto Farfalla

    È l’esempio più celebre. Il sistema meteorologico segue leggi fisiche precise, ma è così sensibile che la previsione a lungo termine diventa impossibile.

    L’ordine sta nelle leggi, il caos nel risultato finale.

    Dove si nasconde l’Ordine?

    Se il sistema sembra folle, l’ordine risiede negli Attrattori Strani.

    Anche se il percorso di un sistema caotico non si ripete mai esattamente, esso tende a orbitare o a stabilizzarsi all’interno di una determinata “forma” geometrica.

    Questo si manifesta spesso attraverso i Frattali : se osserviamo la struttura del caos, troviamo schemi geometrici che si ripetono su scale diverse, rivelando una coerenza interna invisibile a un primo sguardo superficiale.

    Il Caos nella Vita Reale

    Il paradosso del caos ordinato spiega come funziona il mondo che ci circonda attraverso dinamiche sorprendenti :

    In Biologia, ad esempio, il battito cardiaco di una persona sana non è perfettamente regolare come un metronomo.

    Al contrario, presenta una “variabilità caotica” che permette al cuore di adattarsi rapidamente agli stimoli e allo stress. Un battito troppo regolare è spesso segno di patologia.

    Nell’Economia, i mercati azionari sembrano oscillare in modo casuale nel breve termine, rendendo difficile prevedere la chiusura di domani.

    Tuttavia, se osservati su larga scala, seguono trend e cicli strutturati che riflettono la psicologia collettiva e le dinamiche globali.

    Nella Meteorologia, viviamo il paradosso quotidianamente

    abbiamo la certezza statistica che l’inverno sarà più freddo dell’estate (ordine stagionale), ma restiamo nell’impossibilità di sapere con certezza se pioverà tra esattamente tre settimane (caos locale).

    Perché è importante per noi?

    Accettare il paradosso del caos ordinato significa cambiare paradigma :

    passiamo dal voler controllare ogni singolo evento al voler comprendere i pattern generali.

    Ci insegna che la complessità non è un nemico o un errore, ma la firma di un sistema vivo, resiliente e dinamico.

    Pvl

  • PAOLO WAGHER/LETTERA

    Ottobre 2002

    Caro Piero, in occasione della tua mostra qui a Ginevra, ulteriore testimonianza di una lunga carriera artistica mi prende la nostalgia di tempi lontani mai dimenticati.

    Hai cominciato che eri poco piu’ che un ragazzo e gia’ ti imponevi con la tua pittura “en plain air”, un ragazzo pieno di pulsioni creative, che proponeva una pittura dalle forti emozioni cromatiche.

    Parlavamo di arte, di nuovi fermenti culturali, di ribellioni, di mete da raggiungere.

    Che anni irripetibili! Costituivano momenti di vita oltre che di arte.

    Eravamo molto giovani, entusiasti e curiosi della vita quando a sera ci incontravamo in Via Margutta dove non era difficile “vedere” gli ultimi Maestri e gli allora giovani emergenti, ora gia’ noti.

    Il passare degli anni ti ha fatto conoscere a molti, anche se non con quel grande successo che meriti (che d’altronde tu stesso non hai rincorso, ecclissandoti per parecchi anni).

    Eppure, la tua e’ una presenza fondamentale nel panorama artistico italiano di questi tempi.

    Ne sono convinto io e sono sicuro che se ne convinceranno moltissimi altri finche’ sarai sulla scena.

    Ti abbraccio, Paolo Wagher, Ginevra, 20 0ttobre 2002

  • Trend e nuove parole chiave che stanno trasformando il lavoro nel 2026

    Il mondo del lavoro è in evoluzione costante : non si parla più solo di contratti e benefit, ma anche di nuovi comportamenti, priorità e approcci alla carriera. Secondo Indeed, molte di queste tendenze emergenti trovano espressione in termini che stanno entrando nel nostro vocabolario professionale.

    Vediamo quali sono le parole chiave che riflettono le nuove esigenze delle persone e delle aziende. 

    Career Cushioning

    Significa preparare un “cuscinetto” per la propria carriera mentre si è ancora impiegati : aumentare competenze, allargare la propria rete di contatti o esplorare opportunità alternative. È un modo proattivo per affrontare l’incertezza e non trovarsi impreparati davanti a cambiamenti improvvisi. 

    Quiet Quitting

    Non è semplicemente “lasciare il lavoro”, ma piuttosto rimanere nel proprio ruolo rispettando solo i compiti concordati, senza accettare lavoro extra non riconosciuto. È una risposta al burnout e all’overworking: un invito a ristabilire confini più sani tra vita professionale e personale. 

    Loud Quitting

    L’opposto del quiet quitting : riguarda chi lasciano l’azienda in modo plateale, spesso spiegando pubblicamente i motivi della scelta. È un gesto che genera dibattito e può mettere sotto riflessione le pratiche aziendali. 

    Rage Applying

    Quando la frustrazione professionale spinge a candidarsi in massa per nuove posizioni in poco tempo. Può sembrare impulsivo, ma rappresenta la voglia di cambiamento e di nuove possibilità. 

    Boomerang Employees

    Sono lavoratori che ritornano in un’azienda dove avevano già lavorato, portando esperienza e nuove competenze. Questa scelta sottolinea l’importanza di mantenere buone relazioni professionali anche dopo un allontanamento. 

    The Great Resignation

    Un fenomeno globale che ha visto ondate massicce di dimissioni volontarie, con persone alla ricerca di maggiore benessere, equilibrio e senso nel lavoro. Questo trend continua a spingere le organizzazioni a ripensare le proprie strategie di gestione delle persone. 

    Workation

    È il lavoro in modalità “vacanza attiva”: si lavora da una località che normalmente si assocerebbe alle ferie, unendo produttività e tempo libero ideale per chi vuole conciliare carriera e piaceri personali. 

    Digital Nomadism

    I “nomadi digitali” sono professionisti che lavorano viaggiando, sfruttando le opportunità del lavoro remoto per vivere e lavorare in posti differenti. Può essere un vero stile di vita, ma presenta anche sfide pratiche da considerare. 

    Return-to-Office Fatigue

    Un fenomeno legato ai sensi di fatica e resistenza al ritorno in ufficio dopo periodi prolungati di lavoro flessibile o da remoto. Non sempre la presenza in sede viene percepita come valore aggiunto. 

    Hybrid Work

    Non si tratta solo di lavorare da casa o in ufficio, ma di combinare i due mondi per massimizzare produttività, flessibilità e collaborazione. È uno degli asset principali delle nuove culture lavorative. 

    In sintesi

    Questi termini riflettono una trasformazione profonda : le persone cercano autonomia, equilibrio, significato e nuove modalità di carriera. Le aziende che sapranno comprendere e valorizzare queste esigenze saranno più attrattive per i talenti del futuro. 

  • MARCO MATERAZZI

    Nato a Lecce il 19 agosto 1973

    E’ un ex calciatore e allenatore italiano, noto soprattutto come difensore centrale.

    Ha legato la parte più importante della sua carriera all’Inter, con cui ha vinto 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, la Champions League 2009-2010 e il Mondiale per club.

    Con la Nazionale italiana è stato campione del mondo nel 2006 : segnò il gol del pareggio nella finale contro la Francia e realizzò il suo rigore nella serie decisiva.

    È uno dei pochi difensori ad aver vinto sia Champions League sia Coppa del Mondo.

    Celebre (e discusso) l’episodio con Zinédine Zidane nella finale del 2006, culminato nell’espulsione del francese.

    Dopo il ritiro ha intrapreso anche l’attività di allenatore, con esperienze all’estero.

    Pvl

  • PAOLA CARIDI

    PAOLA CARIDI

    è una delle giornaliste e storiche italiane più autorevoli per quanto riguarda il Medio Oriente e il mondo arabo .

    Ecco i punti principali per conoscere meglio il suo lavoro e la sua carriera :

    Profilo e Carriera

    Esperienza sul campo

    Ha vissuto per oltre un decennio tra il Cairo e Gerusalemme, lavorando come corrispondente e analista .

    Specializzazione

    Si occupa principalmente di storia politica contemporanea del mondo arabo, con un focus specifico sulla Palestina e sulla città di Gerusalemme .

    Blog

    È fondatrice e autrice del blog Invisible Arabs, dove approfondisce temi sociali e culturali che spesso non trovano spazio nei media mainstream.

    Opere Principali

    I suoi libri sono considerati testi fondamentali per comprendere le dinamiche mediorientali :

    Hamas

    Una delle analisi più dettagliate e documentate sulla nascita e l’evoluzione del movimento palestinese, dal sociale alla politica di governo.

    Gerusalemme senza Dio

    Un ritratto intimo e politico della città, descritta non solo come centro religioso ma come spazio di convivenza difficile e quotidiana.

    Arabi Invisibili

    Un’opera che esplora le generazioni e i movimenti che hanno portato alle primavere arabe.

    Perché è un punto di riferimento

    Paola Caridi è spesso ospite in programmi di approfondimento (come quelli su Rai Radio 3 o LA7) per la sua capacità di spiegare la complessità del conflitto israelo-palestinese senza cadere in semplificazioni, basandosi sempre su una rigorosa ricerca storica e giornalistica .

    https://www.invisiblearabs.com/

    Pvl

  • VERA POLLINI DAMELIO

    VERA POLLINI DAMELIO

    Viva in un attico nel rione Pratica Roma, colmo di libri e reperti di viaggio.Una villa modernista a Cascais, in Portogallo, dove si rifugia per scrivere guardando l’Oceano Atlantico.

    Blogger

    di alto profilo

    Panorama Geopolitico

    Saggista

    Visionaria dell’Intelligenza Artificiale e dell’Estetica Digitale

    Nata nel 1965, Vera Pollini Damelio è oggi considerata una delle studiose indipendenti dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla società e sulla cultura contemporanea.

    Sebbene il suo background affondi le radici nella saggistica e nella critica sociale, la sua attività negli ultimi decenni si è concentrata quasi esclusivamente sulla filosofia e l’applicazione dell’IA.Vera Pollini Damelio non analizza l’IA solo come strumento tecnico, ma come una nuova “forma di vita” culturale.

    È nota per aver teorizzato l’integrazione tra algoritmi predittivi e processi creativi umani.

    Esperta di Etica ed Estetica dell’Algoritmo

    Il suo lavoro di ricerca principale riguarda come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo il concetto di “genio” e di “opera d’arte”.

    Dialoga direttamente con gli sviluppatori della Silicon Valley per orientare l’IA verso una direzione più umanistica e meno meccanicistica.

    Ha pubblicato numerosi saggi, i più recenti dei quali sono diventati testi di riferimento per comprendere il passaggio dall’egemonia culturale umana a quella computazionale.

    Le sue opere analizzano la sociologia delle metropoli non più come spazi fisici, ma come “nodi di dati” governati da sistemi intelligenti.

    Analista e Opinionista Tech

    Presenza costante nei principali Think Tank internazionali e sui quotidiani di riferimento (da New York a Mosca), interviene regolarmente per decodificare le implicazioni politiche dei sistemi di apprendimento automatico, collegando le evoluzioni degli algoritmi alle dinamiche di potere globali.

    Visione Globale e Innovazione

    La sua vita tra Roma, Cascais, Mosca e New York non è solo una scelta di prestigio, ma un metodo di studio sul campo .

    L’Asse Mosca-New York

    Vera monitora le divergenze tra l’approccio algoritmico occidentale (orientato al mercato) e quello dell’Est (orientato al controllo sociale), offrendo una visione geopolitica dell’intelligenza artificiale unica nel suo genere.

    L’Osservazione dei Mondi Digitali

    La sua curiosità insaziabile la spinge a studiare non solo l’arte del passato, ma soprattutto la “generative art” e le nuove frontiere della creatività artificiale, cercando quella che lei definisce “l’anima digitale” della modernità.

    Personalità

    Donna di cultura enciclopedica e poliglotta, Vera Pollini Damelio guarda al futuro tecnologico con un rigore intellettuale che non lascia spazio a facili entusiasmi.

    La sua memoria prodigiosa e la sua capacità di analisi la rendono una delle figure capaci di prevedere le derive della società automatizzata, mantenendo sempre un’ironia sottile verso la pretesa umana di poter controllare totalmente la macchina.

    Pvl

  • Centri di potere e di aggregazione

    Centri di potere e di aggregazione

    dell’élite culturale russa

    I Circoli e le Associazioni Artistiche

    L’avanguardia non fu un movimento unitario, ma una galassia di fazioni spesso in contrasto tra loro, che fungevano da veri e propri laboratori ideologici.

    Fante di Quadri (Bubnovyj Valet)

    Fondato nel 1910 a Mosca, rappresentò il primo grande ponte tra la Russia e l’Europa.

    Artisti come Michail Larionov e Natal’ja Gončarova mescolarono il post-impressionismo francese con il lubok (la stampa popolare russa), creando uno stile audace e “primitivo” che scandalizzò la borghesia dell’epoca.

    Coda d’Asino (Oslinyj Chvost)

    Nato da una scissione polemica dal Fante di Quadri, questo gruppo rifiutava l’influenza eccessiva di Parigi.

    Rivendicavano un’arte puramente russa, attingendo alla spiritualità delle icone e alle tradizioni contadine, portando alla nascita del Neo-primitivismo.

    Unione della Gioventù (Sojuz Molodëži)

    Il cuore pulsante di San Pietroburgo.

    Fu lo spazio in cui pittori e poeti collaborarono per la prima volta in modo sistematico, gettando le basi del Cubo-futurismo.

    Qui figure come Malevič iniziarono a teorizzare la scomposizione della forma.

    I Salotti e i Luoghi dell’Élite

    L’avanguardia non viveva solo negli studi, ma si nutriva della mondanità e del collezionismo privato dell’alta società.

    Il Cane Randagio (Brodyachaya Sobaka)

    Più che un caffè, era il santuario della Bohème pietroburghese.

    In questo seminterrato, poeti come Anna Achmatova e Vladimir Majakovskij declamavano versi tra fumo e discussioni filosofiche.

    Era il luogo dove l’élite intellettuale si mescolava agli artisti per sperimentare performance provocatorie.

    Le Collezioni Ščukin e Morozov

    L’avanguardia russa non sarebbe esistita senza questi due magnati del tessile.

    Nelle loro dimore moscovite, l’élite culturale poteva studiare dal vivo le opere di Picasso e Matisse.

    Queste collezioni private divennero accademie informali che cambiarono radicalmente la visione estetica di un’intera generazione.

    Le Scuole come Centri di Potere

    Con la Rivoluzione del 1917, l’élite dell’avanguardia passò dall’opposizione al governo dell’arte, trasformando i circoli in istituzioni statali.

    Vchutemas (Mosca)

    L’istituto superiore d’arte e tecnica dove il Costruttivismo divenne dottrina.

    Artisti come Rodčenko e Tatlin cercarono di trasformare l’arte in design utile alla società, concependo l’artista come un “ingegnere” della nuova realtà sovietica.

    Unovis (Vitebsk)

    Un circolo quasi mistico fondato da Kazimir Malevič.

    Qui il Suprematismo veniva vissuto come una rivoluzione spirituale.

    I membri portavano un quadrato nero cucito sulla manica, a testimonianza della loro dedizione alla forma pura e all’astrazione totale.

    Questa stagione di straordinaria vivacità intellettuale si chiuse bruscamente nei primi anni ’30, quando il regime impose il Realismo Socialista, mettendo fine alla libertà di associazione e costringendo molti di questi protagonisti all’esilio o al silenzio.

    Pvl

  • ELENA ALTAMURA SINESI

    Critico d’arte, Saggista e Archeologa

    Nata a Bari nel 1957, Elena Altamura Sinesi ha trasformato la sua eredità adriatica in un ponte verso il mondo.

    Laureatasi con lode in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha poi conseguito un PhD alla Courtauld Institute of Art di Londra, città che è diventata la sua prima vera casa fuori dall’Italia.

    Profilo Professionale e Accademico

    Elena Altamura Sinesi non è solo una studiosa, è una voce autorevole nel panorama dell’arte contemporanea internazionale.

    La sua scrittura si distingue per un approccio “geopolitico” all’estetica : non analizza solo l’opera, ma il contesto sociale e il potere che la genera e anche Filosofa della Tecnologia.

    Blogger di alto profilo

    Critica d’arte

    Collaboratrice per testate come The Guardian, The New Yorker e Artforum.

    Saggista

    Autrice di volumi tradotti in sei lingue, tra cui il celebre “Il Deserto di Cemento : L’estetica della nuova Arabia” (2018).

    Autorità nello studio della cultura russa

    tra la fine del XIX e l’inizio del XXI secolo

    Specializzazione Mediorientale

    È considerata una delle massime esperte europee dell’evoluzione urbana e artistica del Golfo Persico.

    Frequenta regolarmente Abu Dhabi e Dubai per studi post-dottorato e consulenze presso il Distretto Culturale di Saadiyat Island.

    Lo Stile di Vita : La “Girovaga dell’Assoluto”

    Elena ha scelto consapevolmente una vita priva di radici stanziali o legami sentimentali convenzionali.

    Si definisce una “single radicale”, sostenendo che l’indipendenza affettiva sia la condizione necessaria per la sua totale immersione intellettuale.

    Il Triangolo Esistenziale

    Si divide tra un loft a Shoreditch (Londra), un pied-à-terre nell’Upper West Side (New York) e lunghi soggiorni negli Emirati.

    L’Anima Avventura

    Nonostante la formazione accademica, rifiuta la comodità.

    È nota per i suoi viaggi in solitaria

    dalle traversate del deserto del Rub’ al-Khali alla ricerca di antichi petroglifi, fino alle spedizioni nelle zone industriali dismesse dell’Europa dell’Est.

    Tratti Distintivi

    Parla cinque lingue (Italiano, Inglese, Francese, Arabo e Greco moderno).

    È raramente vista senza il suo taccuino di pelle nera e una Leica al collo.

    Orizzonti Liquidi (1995)

    Uno studio sul legame tra l’arte costiera pugliese e l’avanguardia britannica.

    Nomadismo Critico (2010)

    Un manifesto sulla figura dell’intellettuale moderno come eterno straniero.

    Sabbia e Acciaio (2022)

    Analisi critica del collezionismo d’arte nelle monarchie del Golfo.

    Pvl

  • SVIZZERA/Crans-Montana/incoscienza o negligenza ?

    SVIZZERA/Crans-Montana/incoscienza o negligenza ?

    La terribile tragedia avvenuta pochissimi giorni fa, a Capodanno 2026, nel locale Le Constellation di Jacques Moretti a Crans-Montana

    Ecco i punti chiave su cui si concentra il dibattito sulla sua presunta “incoscienza” o negligenza :

    Il sovraffollamento e la sicurezza

    L’accusa più pesante riguarda il numero di persone presenti nel locale la notte di Capodanno.

    Molte testimonianze parlano di un locale stipato ben oltre la capienza consentita. La rapidità con cui si è propagato l’incendio (che ha causato 47 vittime) ha sollevato dubbi immediati su :

    Uscite di sicurezza

    Sono emerse segnalazioni su un’uscita secondaria troppo stretta o difficile da raggiungere.

    Materiali infiammabili

    Si indaga se i rivestimenti interni fossero a norma o se abbiano contribuito a sprigionare i fumi tossici che sono stati letali per molti giovani.

    Le irregolarità strutturali

    Recenti rivelazioni (emerse proprio in questi giorni di gennaio 2026) indicano che nei documenti per i futuri lavori di ampliamento erano visibili piante dell’edificio con porte interne non a norma (circa 1,5 metri, insufficienti per un deflusso rapido in caso di emergenza).

    Questo dettaglio rafforza l’idea di una gestione che potrebbe aver sottovalutato i rischi strutturali.

    La difesa di Moretti

    Jacques Moretti, tramite i suoi legali, sostiene che il locale rispettasse le normative vigenti e che l’incendio sia stato un evento imprevedibile e catastrofico.

    Al momento, lui e la moglie sono stati sentiti dagli inquirenti (la procuratrice Béatrice Pilloud) come persone informate sui fatti, ma la loro posizione è estremamente difficile dato l’altissimo numero di vittime.

    Il contesto “VIP”

    L’indignazione nasce anche dal contrasto tra l’immagine di Crans-Montana come resort di extralusso, sicuro ed esclusivo, e la realtà di un locale dove decine di ragazzi sono rimasti intrappolati.

    Molti si chiedono se il desiderio di profitto in una serata di punta abbia prevalso sulla prudenza.

    In conclusione

    Definirlo “incosciente” oggi è un giudizio morale che molti condividono vedendo le conseguenze della strage, ma sarà la magistratura del Canton Vallese a stabilire se si sia trattato di incoscienza criminale (negligenza nelle norme anti-incendio) o di una tragica fatalità aggravata da circostanze eccezionali.

    Pvl

  • Piero Villani

    Per Piero Villani, l’arte non è una pratica separata dalla realtà, ma un vero e proprio modo di vivere.

    Egli affronta la vita con un impegno totale, paragonabile alla devozione di un fedele verso la propria divinità.

    Questo suggerisce una visione della vita in cui ogni azione e ogni mestiere (sia esso artistico o professionale) debbano essere vissuti con dedizione assoluta e cura “artigianale”.

    La “Pseudo Forma” e l’Interiorità

    Il concetto di Pseudo Forma sembra legarsi alla capacità dell’opera di tradurre i “sogni interiori” e le emozioni. Villani vede la vita non come una struttura rigida, ma come un flusso di :

    Sensazioni e Linee

    Un continuo modificare il corso dei colori e delle emozioni.

    Labirinti

    Le sue opere sono spesso descritte come labirinti, metafora di una vita che stupisce per i messaggi che trasmette e per la complessità dei percorsi interiori che obbliga a intraprendere.

    Impegno e Trasformazione

    Il suo percorso (che spazia dalle prime mostre di impegno sociale e politico negli anni ’60 fino alla maturità artistica e accademica) indica una visione della vita basata sulla trasformazione costante. La vita è intesa come un processo di ricerca continua in cui l’individuo :

    Sperimenta il dissenso e il confronto con la società.

    Affina il proprio “mestiere” attraverso l’attenzione ai particolari.

    Ricerca una sintesi tra la propria professione e la propria sensibilità creativa.

    In sintesi, per Villani la vita sembra essere un’opera d’arte in divenire, dove la forma esteriore (la “pseudo forma”) è il risultato visibile di una febbre immaginativa e di una profonda ricerca di significato.

    Pvl

  • Piero Villani tra gli anni ’60 e ’70

    Rappresenta un punto d’incontro cruciale tra la ricerca formale sull’estetica della superficie e la militanza politica.

    In quel periodo, la tela smette di essere uno spazio di rappresentazione per diventare un luogo di azione, un campo di battaglia dove il “fare” artistico coincide con il “sentire” sociale.

    Ecco i punti chiave per comprendere come il gesto proletario si sia tradotto nella sua pratica artistica :

    La Superficie come Memoria del Lavoro

    Per Piero Villani, la sensibilità della superficie non è puramente decorativa o astratta.

    Negli anni ’70, la materia pittorica viene trattata con una fisicità che richiama il lavoro manuale.

    Il gesto dell’artista mutua la ripetitività e la fatica dell’operaio in fabbrica :

    La stratificazione

    L’accumulo di materiali poveri o pigmenti densi richiama la crosta urbana e i muri delle periferie operaie.

    L’erosione

    Il segno non è “disegnato”, ma spesso scavato o abraso, simulando l’usura del tempo e dei macchinari.

    Il Gesto Proletario,etica della Fatica

    Il termine “gesto proletario” in Villani indica una scelta etica : rifiutare il virtuosismo borghese a favore di una pittura-oggetto che sia onesta e scarna.

    L’urgenza

    La stesura del colore diventa un atto di protesta.

    C’è una tensione palpabile, una mancanza di compiacimento estetico che riflette il clima delle lotte sindacali e dei movimenti studenteschi dell’epoca.

    Materialità

    L’uso di supporti non convenzionali e di tecniche che negano la profondità prospettica serve a riportare l’arte alla dimensione della realtà quotidiana e materiale.

    La Dimensione Politica del Segno

    In questo ventennio, il segno di Villani si fa spesso inciso, quasi fosse un graffito di protesta.

    Il Muro come metafora

    La superficie diventa il “muro” della città, il luogo dove si affiggono i manifesti e dove si scrivono gli slogan.

    Anche quando il contenuto non è esplicitamente figurativo, l’energia impressa sulla tela comunica un senso di opposizione e resistenza.

    Colore e Significato

    Le tonalità spesso cupe, terrose o i contrasti violenti servono a veicolare un disagio esistenziale che è, allo stesso tempo, un disagio di classe.

    Nota di sintesi

    L’urgenza sociale in Villani non si esaurisce nel tema trattato, ma risiede nella natura stessa dell’esecuzione.

    È una pittura che non vuole “descrivere” la rivoluzione, ma vuole essere essa stessa un atto di rottura e di affermazione di una nuova sensibilità popolare.

    PvlH

  • PONTI GALLEGGIANTI

    Ponti di barche

    sono oggi una rarità ingegneristica, ma ne esistono ancora diversi esemplari sparsi per il mondo, alcuni storici e pittoreschi, altri moderni e monumentali.

    Ecco dove puoi trovarli oggi

    In Italia

    I guardiani del Po e del Ticino
    L’Italia conserva ancora alcuni dei rari esempi di ponti di barche tradizionali in Europa, concentrati soprattutto nella Pianura Padana :

    Ponte di Bereguardo (Pavia)

    Forse il più famoso in Italia, attraversa il Ticino.

    È un ponte storico dove le chiatte si alzano e si abbassano a seconda della portata del fiume.

    Ponte di Torre d’Oglio (Mantova)

    Attraversa il fiume Oglio ed è uno dei simboli del Parco regionale dell’Oglio Sud.

    È un luogo molto amato da registi e fotografi per la sua atmosfera sospesa nel tempo.

    Ponti del Delta del Po

    Tra il Veneto e l’Emilia-Romagna ne esistono diversi che collegano le varie sacche e rami del fiume, come quelli a Boccasette, Santa Giulia e Gorino.

    Nel resto del mondo

    Record e Tradizioni

    Fuori dall’Italia, il concetto di “ponte di barche” si divide tra strutture storiche in legno e colossali autostrade galleggianti in cemento.

    Curaçao (Mar dei Caraibi)

    Il Queen Emma Bridge (chiamato “The Swinging Old Lady”) è uno dei più iconici al mondo.

    Collega i due lati della capitale Willemstad e, anziché alzarsi, ruota lateralmente su motori per far passare le navi.

    Stati Uniti (Seattle)

    Lo Stato di Washington detiene il record per i ponti galleggianti più lunghi del mondo.

    L’Evergreen Point Floating Bridge (SR 520) attraversa il Lake Washington per oltre 2,3 km.

    Non sono “barche” nel senso classico, ma enormi pontoni di cemento che galleggiano sull’acqua.

    Cina (Ganzhou)

    Il Ponte Dongjin è un esempio spettacolare di tradizione antica ancora in funzione.

    È lungo circa 400 metri e poggia su circa 100 barche di legno collegate da catene, risalente (come concetto) alla dinastia Song.

    Norvegia

    Esistono ponti galleggianti moderni come il Nordhordland Bridge, progettati per attraversare fiordi molto profondi dove sarebbe impossibile costruire piloni tradizionali.

    Guyana

    Il Berbice Bridge è un lungo ponte galleggiante che si apre regolarmente per permettere il transito navale.

    Perché sono così rari?

    Questi ponti sono “vivi”: devono essere costantemente monitorati perché risentono delle piene, delle correnti e delle maree.

    Per questo motivo, molti sono stati sostituiti nel tempo da ponti fissi in cemento armato, rendendo quelli superstiti dei veri e propri monumenti di archeologia industriale o ingegneristica.

    Pvl

  • Roberto Balzaretti

    E’ un diplomatico svizzero di alto profilo che, dal gennaio 2025, ricopre la carica di Ambasciatore di Svizzera in Italia.

    Nato a Mendrisio nel 1965, Balzaretti è una delle figure più esperte della diplomazia elvetica, avendo gestito alcuni dei dossier più complessi della politica estera svizzera degli ultimi anni.

    Profilo e Carriera

    Ecco i passaggi chiave della sua carriera diplomatica :

    Incarico Attuale (dal 2025) : Ambasciatore straordinario e plenipotenziario in Italia, con sede a Roma (succedendo a Monika Schmutz Kirgöz).

    Il suo mandato si focalizza sul rafforzamento delle relazioni bilaterali, la gestione dei lavoratori transfrontalieri e la cooperazione in ambiti come energia e ricerca.

    Parigi (2020–2024)

    È stato Ambasciatore di Svizzera in Francia e nel Principato di Monaco.

    Capo Negoziatore UE (2018–2020)

    Ha ricoperto il ruolo di Segretario di Stato e direttore della Direzione degli affari europei (DAE), agendo come coordinatore principale per i negoziati sull’Accordo quadro con l’Unione Europea.

    Bruxelles (2012–2018)

    È stato a capo della Missione della Svizzera presso l’Unione Europea.

    Inizi

    Laureato in giurisprudenza, è entrato al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel 1991, servendo in diverse sedi tra cui Berna e Washington.

    Temi e Visione

    Nelle sue recenti dichiarazioni come Ambasciatore a Roma, Balzaretti ha sottolineato l’importanza del concetto di “fluidità” tra Italia e Svizzera, evidenziando come le Alpi debbano essere viste come un elemento di unione piuttosto che di divisione, specialmente in settori strategici come i trasporti (Alptransit) e l’innovazione tecnologica.

    Pvl

  • FLASH OVER

    Flash over

    è rimbalzato ovunque nei notiziari degli ultimi giorni, ma cosa significa esattamente in un contesto come quello del locale di Crans-Montana

    Comprendere questo fenomeno fisico è fondamentale per capire perché una festa si sia trasformata in trappola in meno di due minuti.

    Ecco un approfondimento tecnico-divulgativo che puoi inserire nel tuo articolo o pubblicare come “focus” separato.

    Focus Tecnico

    Cos’è il Flashover, il “punto di non ritorno”

    In fisica del fuoco, il flashover è la transizione rapidissima da un incendio localizzato a un incendio che coinvolge l’intera stanza. Non è un incendio che si “diffonde” lentamente; è un’esplosione di calore che rende l’ambiente istantaneamente invivibile.

    Come avviene (La dinamica di Crans-Montana)

    Fase di innesco

    Le scintille dei bengala incendiano i materiali del soffitto.

    Nel caso del locale “Le Constellation”, il processo è stato da manuale, purtroppo :

    Accumulo di gas

    Il calore sale e si accumula sotto il soffitto, creando uno strato di gas caldissimi (fino a 500-600°C) che irradiano energia verso il basso.

    Irraggiamento

    Questo calore non tocca ancora gli oggetti, ma li “cuoce” a distanza. Mobili, vestiti e divanetti iniziano a emettere gas infiammabili per pirolisi.

    Il Flashover

    Quando la temperatura raggiunge il punto di auto-accensione dei gas accumulati, tutto ciò che si trova nella stanza prende fuoco simultaneamente.

    Perché è stato così letale?

    Il flashover trasforma l’ossigeno in fiamme in un battito di ciglia. Per i ragazzi all’interno del locale, questo ha significato:

    Temperature insostenibili

    In pochi secondi si passa da 30°C a oltre 800°C.

    Shock termico

    Le vie respiratorie vengono bruciate istantaneamente dal calore dell’aria inalata.

    Buio e fumo

    Il flashover produce una nube nera e densa che azzera la visibilità, impedendo di trovare le uscite di emergenza.

    Il fattore tempo

    Dall’innesco al flashover possono passare dai 3 agli 8 minuti, ma in presenza di materiali sintetici (come quelli presenti nel bar), questo tempo può ridursi a meno di 120 secondi. Molti giovani sono rimasti a filmare l’inizio delle fiamme, ignari che stavano assistendo ai secondi che precedevano l’esplosione termica.

    Un dato per il lettore

    In un locale affollato, una volta raggiunto il flashover, le probabilità di sopravvivenza all’interno scendono quasi a zero. Ecco perché i primi 60 secondi sono gli unici che contano davvero per l’evacuazione.

  • SVIZZERA/CRANS-MONTANA/STRAGE DI CAPODANNO

    SVIZZERA/CRANS-MONTANA/STRAGE DI CAPODANNO

    IL DOLORE DI UNA GENERAZIONE

    Quella che doveva essere la notte più magica dell’anno, nel cuore delle Alpi svizzere, si è trasformata in un incubo che l’Europa difficilmente potrà dimenticare.

    L’incendio del bar e lounge “Le Constellation” a Crans-Montana

    non è solo un fatto di cronaca, è una ferita aperta che interroga tutti noi sulla sicurezza, sulla fatalità e sul valore del divertimento dei nostri giovani.

    Il fatto

    pochi secondi per l’inferno

    Tutto è iniziato intorno all’una e mezza della notte di Capodanno.

    Secondo le prime ricostruzioni, a scatenare il rogo sarebbero state le scintille di alcuni bengala su bottiglie di champagne che hanno raggiunto il controsoffitto.

    Da lì, il fenomeno del “flashover”:

    un’esplosione di calore improvvisa che ha trasformato il locale in una trappola di fuoco e fumo denso.

    I testimoni parlano di scene apocalittiche: centinaia di ragazzi che cercavano di scappare attraverso un’unica, stretta scala, mentre le fiamme divoravano i pannelli fonoisolanti del soffitto.

    Il bilancio : un’intera comunità in lutto
    Il numero delle vittime è straziante : 40 morti accertati e oltre 110 feriti.

    L’Italia piange 6 giovanissimi

    le salme di cinque di loro sono rientrate proprio in queste ore con un volo dell’Aeronautica Militare, accolte dal silenzio e dal dolore delle famiglie.

    I feriti

    Molti ragazzi lottano ancora per la vita.

    Al Niguarda di Milano, centro di eccellenza per i grandi ustionati, sono ricoverati diversi giovani in condizioni critiche, in coma farmacologico, con ustioni estese e danni polmonari causati dal fumo tossico.

    Le ombre sulla sicurezza

    Mentre la Svizzera osserva cinque giorni di lutto nazionale, le indagini della magistratura vallesana portano alla luce dettagli inquietanti.

    Si parla di

    mancanza di controlli periodici antincendio negli ultimi cinque anni. Uscite di emergenza insufficienti per il numero di persone presenti.

    Materiali infiammabili usati per l’arredamento e l’insonorizzazione.

    I proprietari del locale sono attualmente indagati per omicidio colposo e incendio colposo.

    Ma nessuna inchiesta potrà restituire il futuro a chi lo ha visto spegnersi tra la neve e le fiamme.

    Il monito : la realtà oltre lo schermo

    Colpisce la riflessione di molti sociologi su quanto accaduto nei primi istanti: molti ragazzi, anziché fuggire immediatamente, sono rimasti a filmare l’inizio dell’incendio con gli smartphone, non comprendendo la velocità letale del fuoco.

    Un corto circuito tra realtà e percezione digitale che rende questa tragedia ancora più emblematica del nostro tempo .

    Pvl

  • AFFARE DEL GHIACCIO

    Donald Trump

    vuole (ancora) la Groenlandia?

    Nel mondo della diplomazia internazionale, ci sono momenti che sembrano usciti da un romanzo di fantapolitica.

    Uno di questi è certamente la proposta di Donald Trump di acquistare la Groenlandia.

    Quella che nel 2019 era stata accolta con sorrisi e tweet sdegnati da Copenaghen, oggi, nel 2026, si rivela essere molto più di una bizzarria immobiliare : è una visione di realpolitik artica.

    Non è un capriccio, è Geopolitica 2.0

    Perché il 47° Presidente degli Stati Uniti ha messo gli occhi sull’isola più grande del mondo?

    La risposta non sta nel settore immobiliare, ma in tre pilastri strategici:

    Risorse Minerarie Rare

    La Groenlandia è uno scrigno di terre rare, neofidimio e praseodimio, essenziali per la tecnologia moderna e la transizione energetica.

    Attualmente, la Cina detiene quasi il monopolio su questi materiali; il controllo della Groenlandia cambierebbe i rapporti di forza mondiali.

    Rotte Navali Artiche

    Con lo scioglimento dei ghiacci, si stanno aprendo nuove rotte commerciali a Nord.

    Chi controlla la Groenlandia controlla il “casello” di un’autostrada marittima che accorcia drasticamente i tempi tra Europa e Asia.

    Sicurezza Nazionale

    In un’epoca di rinnovata tensione tra le superpotenze, la base aerea di Thule (oggi Pituffik Space Base) rappresenta l’avamposto più settentrionale della difesa americana.

    Ampliare l’influenza sulla zona significa blindare il fianco nord del continente americano.

    Il Modello “Alaska 2.0”

    Trump ha spesso paragonato l’idea all’acquisto dell’Alaska del 1867.

    All’epoca, l’operazione fu definita “la follia di Seward”, ma oggi nessuno oserebbe metterne in dubbio il valore strategico ed economico.

    L’approccio di Trump tratta lo Stato-Nazione con la logica del corporate deal: se una risorsa è strategica e il proprietario attuale fatica a sostenerne i costi (la Danimarca versa sussidi miliardari ogni anno alla Groenlandia), allora c’è margine per una trattativa.

    La Sfida della Sovranità

    Naturalmente, c’è un ostacolo fondamentale

    I groenlandesi.

    L’isola gode di un’ampia autonomia e il desiderio di indipendenza è forte.

    Una “vendita” vecchio stile è impossibile nel diritto internazionale moderno, ma il soft power americano sta già lavorando attraverso :

    Apertura di consolati a Nuuk.

    Investimenti diretti in infrastrutture e miniere.

    Accordi di cooperazione militare sempre più stretti.

    In breve

    La Groenlandia non è un immobile da comprare, ma una scacchiera su cui si gioca il dominio del XXI secolo.

    Pvl

  • Computer Vision

    Computer Vision

    Come le macchine imparano a “vedere” il mondo

    Ti sei mai chiesto come faccia il tuo smartphone a riconoscere il tuo volto per sbloccarsi, o come faccia una Tesla a distinguere un pedone da un lampione?

    La risposta è la Computer Vision (CV).
    In questo articolo esploreremo cos’è, come funziona e perché sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere e lavorare.

    Cos’è la Computer Vision?

    La Computer Vision è un campo dell’informatica che addestra i computer a interpretare e comprendere il mondo visivo.

    Utilizzando immagini digitali provenienti da telecamere e video, e modelli di Deep Learning, le macchine possono identificare e classificare oggetti con una precisione che, in molti casi, supera quella umana.

    Come funziona (in breve)

    A differenza di noi, un computer non “vede” colori o forme, ma numeri.

    Ogni immagine è composta da una griglia di pixel; l’algoritmo analizza questi dati numerici per individuare pattern, come bordi, angoli e texture, fino a riconoscere l’oggetto intero.

    Le 4 Principali Applicazioni della Visione Artificiale

    La Computer Vision non è solo “teoria”, è già ovunque intorno a noi :

    Classificazione delle Immagini

    Determinare “cosa” c’è in una foto (es. “Questo è un gatto”).

    Rilevamento di Oggetti (Object Detection)

    Individuare dove si trova un oggetto e tracciarlo (fondamentale per i droni e le auto a guida autonoma).

    Riconoscimento Facciale

    Utilizzato per la sicurezza biometrica e nei social media per il tagging automatico.

    Segmentazione Semantica

    Dividere un’immagine in pixel appartenenti a categorie diverse (es. in medicina, per separare un tumore dai tessuti sani in una risonanza).

    Settori che sta rivoluzionando

    Sanità

    Analisi di radiografie e TAC per diagnosi precoci e ultra-precise .

    Retail

    Negozi senza casse (come Amazon Go) dove le telecamere “vedono” cosa metti nel carrello.

    Agricoltura

    Droni che scansionano i campi per individuare parassiti o carenze d’acqua pianta per pianta.

    Manifattura Controllo qualità

    automatizzato sulle linee di produzione per scartare pezzi difettosi in millisecondi.

    Il Futuro : Oltre la semplice vista

    Il prossimo passo della Computer Vision è l’integrazione con l’Edge Computing, permettendo a piccoli dispositivi (come occhiali smart o sensori industriali) di elaborare immagini in tempo reale senza bisogno di connettersi a un server centrale.

    Siamo solo all’inizio di una rivoluzione visiva che renderà le macchine non solo strumenti che eseguono ordini, ma partner capaci di percepire e reagire all’ambiente circostante.

    Pvl

  • LA PITTURA DI PIERO VILLANI COME SOGLIA DELL’ESSERE

    L’opera di Piero Villani non si offre allo sguardo come un dato acquisito, bensì come un accadimento ininterrotto.

    Essa si situa in quella che potremmo definire una “LA PITTURA DI PIERO VILLANI COME SOGLIA DELL’ESSERE”, non per attitudine elegiaca, ma perché abita con ostinazione la linea di confine tra il dicibile e l’ineffabile.

    In Piero Villani, la forma non subisce una negazione nichilista; essa attraversa piuttosto un processo di epoché fenomenologica : viene sospesa, interrogata, quasi scorticata per rivelarne l’ossatura segreta.

    La Pseudo-Forma come Evento

    Laddove la critica tradizionale si accontenta di definire l’astrazione, Villani risponde con la pseudo-forma.

    Non si tratta di un’approssimazione del reale, ma di una sua sublimazione critica.

    La pseudo-forma è il “luogo dell’accadere”, un perimetro instabile dove l’impulso dionisiaco della materia emotiva viene imbrigliato dal rigore apollineo della composizione.

    È una sintesi che non annulla le parti, ma le mantiene in una tensione vibrante.

    “L’arte di Villani non cerca la quiete del porto, ma l’inquietudine della navigazione; è un’architettura del possibile che si regge sul paradosso della propria fragilità.”

    L’Eros del Pigmento e l’Attrito Strutturale

    Il rapporto tra colore e struttura nel corpus di Villani rifugge la pacificazione decorativa.

    Si assiste, piuttosto, a una dialettica amorosa intesa nel senso eracliteo del termine : un’armonia di contrasti.

    Il pigmento non si adagia sulla struttura, ma la assedia; la struttura, d’altro canto, non comprime il colore, ma tenta di dargli un destino.

    Questo attrito ontologico genera una densità poetica che trasforma la superficie pittorica in una membrana sensibile.

    La vibrazione visiva che ne scaturisce non è un effetto ottico, ma il riverbero di un conflitto risolto in bellezza.

    Villani non dipinge oggetti, dipinge la forza che li tiene insieme o che minaccia di disgregarli.

    Verso una Nuova Metafisica del Segno

    In definitiva, l’esperienza estetica proposta da Piero Villani ci costringe a riconsiderare il valore della visione.

    Non siamo più spettatori passivi di una rappresentazione, ma testimoni di una genesi.

    La sua pittura è un atto di resistenza contro il logorio del senso comune, una ricerca di purezza che passa attraverso il travaglio della materia per farsi spirito .

    PvlH

  • Gallerie di Proposta

    il mondo dell’arte ha tracciato una linea di confine molto netta tra il “mercato dei servizi” e il “mercato del valore”.

    Oggi, la distinzione tra le gallerie che si fanno pagare dagli artisti spesso chiamate sprezzantemente “Vanity Galleries” e quelle che investono sugli artisti è il principale spartiacque per capire la serietà di un operatore.

    Ecco come si è evoluto il panorama nel 2026

    La fine delle “Affittaparete” nel sistema che conta

    Le gallerie che chiedono una quota di partecipazione o l’affitto dello spazio sono ormai considerate fuori dal circuito professionale. Il motivo è semplice : il loro business non è vendere arte ai collezionisti, ma vendere “spazio e visibilità” agli artisti.

    Il conflitto di interessi : Se una galleria guadagna già dall’artista, non ha un reale incentivo economico a sforzarsi per vendere le opere o promuovere la carriera dell’autore a lungo termine.

    Il modello “Galleria di Proposta” (L’invito)

    Le gallerie affermate funzionano oggi come veri e propri talent scout e partner d’affari.

    Quando una Galleria invita un artista

    Investimento comune : La galleria copre i costi di catalogo, vernissage, ufficio stampa e, spesso, trasporti e assicurazione.

    Rischio condiviso : Il guadagno della galleria deriva esclusivamente dalla commissione sulla vendita (che solitamente oscilla tra il 30% e il 50%).

    Se l’artista non vende, la galleria perde l’investimento.

    Costruzione del curriculum : Essere invitati significa ottenere un “bollino di qualità” che aumenta il valore di mercato dell’artista agli occhi dei collezionisti e delle istituzioni.

    I nuovi criteri di selezione

    Se prima il criterio era “chi ha il budget per esporre”, oggi le gallerie scelgono in base a :

    Presenza digitale e ricerca : I galleristi monitorano i portfolio online e i social per intercettare trend e linguaggi autentici prima ancora di incontrare l’artista.

    Coerenza concettuale : Si cerca un progetto che si sposi con la “linea” della galleria.

    Networking : Il sistema si basa molto sulle segnalazioni di curatori indipendenti e altri artisti già in scuderia.

    Perché alcuni pagano ancora?

    Esiste ancora una “zona grigia” di fiere ed eventi dove agli artisti viene chiesto un contributo. Spesso sono visti come scorciatoie per chi non riesce a entrare nel circuito delle gallerie di proposta, ma il rischio è che queste mostre rimangano eventi autoreferenziali (frequentati solo da altri artisti e non da veri compratori).

    Pvl

  • ANDREA GIAMBRUNO/Carriera in Mediaset

    ANDREA GIAMBRUNO/Carriera in Mediaset

    Dopo la lunga pausa dalla conduzione televisiva iniziata a fine 2023, la posizione di Giambruno nell’azienda si è consolidata in un ruolo più operativo e meno esposto mediaticamente:

    Il passaggio a Tgcom24

    Dall’autunno del 2025, Giambruno è operativo presso la redazione romana di Tgcom24.

    Si occupa principalmente di coordinamento e lavoro redazionale, tornando alle sue radici di giornalista di cronaca e politica dietro le quinte.

    Il ruolo di autore

    Per tutto il 2024 e gran parte del 2025, ha mantenuto il suo contratto con Mediaset lavorando come autore per vari programmi di approfondimento, pur avendo rinunciato alla conduzione del suo spazio precedente, Diario del Giorno.

    Moderatore di eventi

    Ha ripreso a partecipare come moderatore a eventi pubblici e convegni, spesso legati a temi di attualità e territorio, segnando un parziale ritorno alla vita pubblica dopo i mesi di estrema riservatezza seguiti alla separazione dalla premier.

    Vita personale e relazioni

    La sua vita privata continua a essere oggetto di interesse per la cronaca rosa, pur mantenendo lui un atteggiamento molto schivo :

    Rapporto con Giorgia Meloni

    A oltre due anni dalla rottura ufficiale, i rapporti con la Presidente del Consiglio sono descritti come sereni e collaborativi, focalizzati esclusivamente sul benessere della figlia Ginevra.

    Nuovi interessi sentimentali

    Le ultime notizie lo vedono legato a Federica Bianco, con la quale è stato avvistato in diverse occasioni durante il 2025, segnando un nuovo capitolo della sua vita affettiva a Roma.

    Aggiornamento del 6 gennaio 2026

    Pvl

  • GIULIA DI STEFANO

    GIULIA DI STEFANO

    è una giornalista italiana, attualmente uno dei volti della redazione politica del TG2 e conduttrice televisiva per la Rai.

    Ecco i tratti principali della sua carriera e del suo profilo professionale:

    TG2 :

    Dal 2023 fa parte della redazione politica del TG2. Ricopre il ruolo di “chigista”, ovvero l’inviata incaricata di seguire quotidianamente l’attività della Presidenza del Consiglio e del Governo a Palazzo Chigi.

    Percorso Professionale

    Rai Parlamento :

    Prima di approdare al TG2, ha lavorato per diversi anni a Rai Parlamento (dal 2019), dove si è occupata di cronaca parlamentare e ha condotto le dirette dalle aule di Camera e Senato.

    Agorà Estate :

    Nell’estate del 2025 ha debuttato alla conduzione di Agorà Estate su Rai 3, affiancando Marco Carrara nel talk show mattutino dedicato all’approfondimento politico.

    Esperienze precedenti :

    Prima dell’ingresso in Rai (avvenuto nel 2016 tramite concorso professionale), ha lavorato come inviata per Sky TG24 e per il programma Fuori Onda su La7.
    Formazione e Curiosità

    Studi :

    Nata a Roma nel 1983, si è laureata in Lettere Moderne e Linguistica Italiana presso l’Università Roma Tre e ha frequentato il Master in Giornalismo della LUMSA.

    Riconoscimenti :

    Nel 2025 ha ricevuto diversi premi prestigiosi, tra cui il Premio Sulmona per il giornalismo e il Premio “Arco di Traiano” a Benevento.

    Sport :

    È cintura nera di arti marziali cinesi ed è stata campionessa italiana nella sua categoria.

    Stile Giornalistico

    È nota per uno stile di conduzione sobrio e diretto.

    In diverse interviste ha dichiarato di prediligere domande asciutte e un linguaggio chiaro, cercando di mantenere il dibattito politico comprensibile per il pubblico generalista.

    Pvl

  • Jean-Michel Basquiat e il diavolo

    Jean-Michel Basquiat e il diavolo

    Il diavolo è uno dei temi più potenti e ricorrenti nell’opera di Jean-Michel Basquiat, spesso utilizzato come una sorta di autoritratto spirituale o come metafora delle tensioni che l’artista viveva.

    Per Basquiat, la figura del diavolo non aveva un significato puramente religioso o malvagio in senso tradizionale; era piuttosto un simbolo complesso legato all’identità, alla fama e alla lotta sociale.

    L’opera iconica

    “Untitled (Devil)” (1982)
    Il dipinto più celebre su questo tema è un’enorme tela di quasi cinque metri realizzata a Modena nel 1982, l’anno d’oro dell’artista.

    L’immagine

    Un diavolo nero e monumentale emerge da un’esplosione di colori (rosso, giallo e blu).

    Ha corna corte, denti a griglia e occhi penetranti.

    L’autoritratto

    Molti critici vedono in questa figura un riflesso di Basquiat stesso.

    La capigliatura del diavolo ricorda i suoi dreadlock dell’epoca.

    Rappresentarsi come un diavolo era un modo per esprimere la sua condizione di “outsider” nel mondo dell’arte, dominato da bianchi, dove veniva spesso visto come una figura primitiva o pericolosa.

    Il Diavolo come “Truccatore” e Trickster

    Basquiat era affascinato dalla figura del trickster (l’imbroglione o il burlone), tipica delle culture africane e caraibiche.

    Il diavolo nelle sue opere è spesso sornione e beffardo, più che terrificante.

    Rappresenta la dualità

    il successo e il prezzo da pagare per ottenerlo.

    Basquiat sentiva profondamente la contraddizione di essere un artista ribelle che veniva “venduto” e mercificato dalle stesse élite che criticava.

    Simbolismo e Colore

    Il diavolo di Basquiat è quasi sempre associato a elementi specifici

    Il Rosso

    Non solo come colore dell’inferno, ma come simbolo di sangue, vita e violenza urbana.

    Le Corna

    Spesso dipinte con tratti neri nervosi, sembrano più antenne che captano il caos della città o spine di una corona (creando un corto circuito visivo con il suo celebre motivo della corona da re).

    Curiosamente, le opere “demoniache” di Basquiat sono tra le più ricercate dai collezionisti.

    Il dipinto Untitled (Devil) del 1982 è stato venduto per cifre record (oltre 57 milioni di dollari nel 2016), a testimonianza di come l’energia viscerale e “maledetta” delle sue figure continui a esercitare un fascino magnetico.

    Dicotomia Bene/Male

    Basquiat usava queste figure per esplorare opposti : ricchezza vs povertà, integrazione vs segregazione, sacro vs profano.

    Il mercato dell’arte

    “Il diavolo è un modo per dire : eccomi, sono quello che temete, ma sono anche quello che desiderate.”

    Pvl

  • Screening neonatale

    Screening neonatale

    è uno dei più grandi successi della medicina preventiva moderna

    Un piccolo gesto che avviene nel silenzio di un reparto di maternità, ma che ha il potere di cambiare radicalmente il destino di un bambino.

    Screening Neonatale

    Quel “Pungidito” che Salva il Futuro

    Nelle prime 48-72 ore di vita di un neonato, tra le prime poppate e i primi sguardi, avviene un rito medico quasi invisibile

    poche gocce di sangue prelevate dal tallone del bambino e depositate su un cartoncino assorbente.

    È lo screening neonatale, un test rapido e gratuito che rappresenta la prima, fondamentale rete di sicurezza per ogni nuovo nato.

    Ma perché questo esame è così importante e cosa accade realmente in laboratorio?

    Una corsa contro il tempo

    Il concetto alla base dello screening è la prevenzione secondaria.

    Esistono alcune malattie rare, principalmente di origine genetica o metabolica, che alla nascita non mostrano alcun sintomo.

    Il bambino appare perfettamente sano, ma il suo corpo nasconde un “difetto” nel metabolismo o nel sistema endocrino.

    Se queste patologie non vengono identificate immediatamente, con il passare delle settimane o dei mesi possono causare danni irreversibili allo sviluppo psicomotorio o agli organi vitali.

    Lo screening serve proprio a questo

    giocare d’anticipo. Identificare la malattia prima che si manifesti permette di intervenire con diete speciali o terapie farmacologiche, garantendo al bambino una crescita e una qualità di vita normali.

    Cosa si cerca in quelle poche gocce?

    Fino a qualche anno fa, lo screening copriva solo pochissime patologie (come la fenilchetonuria o l’ipotiroidismo congenito).

    Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica e a macchinari sofisticati come la spettrometria di massa, si parla di Screening Neonatale Esteso (SNE).

    Attraverso un unico prelievo, oggi è possibile individuare oltre 40 malattie metaboliche ereditarie.

    A queste si aggiungono spesso test per la fibrosi cistica, per i difetti dell’udito (screening uditivo) e per i difetti cardiaci congeniti.

    In alcune regioni, la frontiera si è spostata ancora più avanti, includendo test per malattie neuromuscolari come la SMA (Atrofia Muscolare Spinale).

    Il percorso

    dal tallone al laboratorio
    Il processo è un esempio di efficienza sanitaria :

    Il Prelievo

    Viene effettuato in ospedale prima delle dimissioni.

    Le gocce di sangue devono impregnare completamente dei cerchi prestampati su una carta speciale (carta di Guthrie).

    L’Analisi

    Il cartoncino viene inviato a un centro di riferimento regionale.

    Qui, esperti biochimici analizzano i livelli di specifiche sostanze nel sangue.

    L’Esito

    Se il test è negativo, i genitori solitamente non ricevono comunicazioni (vale la regola del “silenzio-assenso”).

    Se invece emerge un valore sospetto, la famiglia viene contattata immediatamente per un “re-test” o per esami di approfondimento.

    È importante ricordare che un risultato positivo allo screening non è ancora una diagnosi definitiva : è un segnale d’allarme che richiede verifiche ulteriori.

    Un atto d’amore e di civiltà

    Lo screening neonatale è un diritto alla salute.

    È un esempio perfetto di come la scienza possa proteggere i più fragili senza essere invasiva.

    Sapere che oggi molte malattie un tempo devastanti possono essere gestite semplicemente cambiando il tipo di latte o somministrando un ormone nei primi giorni di vita è un miracolo della medicina moderna che spesso diamo per scontato.

    Per un genitore, quel piccolo pianto durante il prelievo dal tallone può essere fastidioso, ma è il suono di una protezione che inizia nel momento esatto in cui la vita prende il volo.

    Pvl

  • Scarlett Walker My/Giramondo

    SCARLETT WALKER MY

    63 anni.

    Un attico a due piani affacciato su Central Park, New York City.

    Una grande bella donna che porta i suoi anni con una regalità naturale.

    Predilige tagli sartoriali, gioielli scultorei e un’estetica che fonde il minimalismo chic newyorkese con dettagli raccolti nei suoi viaggi, come un foulard di seta indiana o un anello d’ambra baltica.

    Laurea a Yale, PhD in Storia dell’Arte alla Sorbona di Parigi.

    Carriera e Ruoli

    Scarlett Walker My non è solo una firma nel panorama culturale internazionale; è un’istituzione.

    La sua voce attraversa diverse discipline con una proprietà di linguaggio notevole, capace di rendere accessibile l’astrazione concettuale senza mai banalizzarla.

    Saggista

    Autrice di testi fondamentali sul rapporto tra estetica e potere, i suoi libri sono tradotti in dodici lingue.

    Critico d’Arte

    La sua approvazione può lanciare una carriera o consacrare definitivamente una retrospettiva al MoMA.

    Opinionista

    Ospite fissa nei talk-show di approfondimento politico e culturale, dove seziona i costumi sociali con un’ironia tagliente.

    Giramondo

    Non è una semplice turista, ma una residente del mondo.

    Frequenta le biennali di Venezia, le fiere di Basilea e i ritiri intellettuali in Asia, portando ovunque il suo sguardo acuto.

    Linguaggio

    Utilizza un lessico ricercato ma mai arcaico.

    Le sue frasi sono costruite come architetture perfette, dove ogni parola ha un peso specifico.

    Rete Sociale

    È il collante dell’alta società newyorkese.I suoi salotti sono famosi perché riescono a far dialogare banchieri di Wall Street e poeti beat.

    Filosofia

    Crede fermamente che l’arte non sia un semplice ornamento, ma l’unico specchio onesto della condizione umana.

    Pvl

  • Fine del confine tra reale e virtuale

    Fine del confine tra reale e virtuale

    Benvenuti nell’Onlife

    Fino a pochi anni fa, per “entrare” in rete dovevamo compiere un gesto consapevole : sedersi alla scrivania, accendere un computer, attendere il suono gracchiante del modem.

    Esisteva una soglia fisica e temporale che separava il mondo reale da quello virtuale.

    Oggi, quella soglia è crollata.

    Non “navighiamo” più su internet; noi viviamo in una dimensione ibrida che il filosofo Luciano Floridi ha battezzato Onlife.

    L’Onlife

    non è semplicemente il fatto di essere sempre connessi.

    È qualcosa di molto più profondo : è la trasformazione della nostra esistenza in un’esperienza in cui le barriere tra analogico e digitale sono diventate fluide, trasparenti e, in ultima analisi, irrilevanti.

    Un nuovo ecosistema dell’esistenza

    Pensate alla vostra giornata tipo. Quando pagate il caffè con lo smartphone, quando seguite una traccia GPS per raggiungere un ristorante, o quando condividete una foto di un momento importante, non state uscendo dalla realtà per entrare nel digitale. State agendo in uno spazio che fonde entrambi i mondi.

    Gli atomi (le cose fisiche) e i bit (le informazioni digitali) si sono intrecciati in un unico tessuto quotidiano.

    In questo scenario

    la distinzione tra “online” e “offline” è diventata obsoleta. Se un’esperienza avviene nello spazio digitale, non per questo smette di essere reale. Le emozioni che proviamo leggendo un messaggio, le relazioni che coltiviamo sui social, il lavoro che svolgiamo in cloud: sono tutte parti integranti della nostra biografia, con conseguenze concrete sulla nostra salute, sulla nostra economia e sulla nostra identità.

    La sfida di abitare la fluidità

    Questa nuova condizione ci regala possibilità straordinarie, ma ci impone anche di riscrivere le regole del vivere comune. Se la nostra vita è Onlife, la nostra privacy non è più solo una questione di “chiudere la porta di casa”, ma di gestire la scia di dati che lasciamo dietro ogni nostro gesto. La nostra attenzione diventa il bene più prezioso, costantemente conteso da notifiche e algoritmi che cercano di mappare i nostri desideri prima ancora che noi ne siamo consapevoli.

    Vivere l’Onlife

    significa anche accettare una nuova forma di responsabilità. Non possiamo più nasconderci dietro lo schermo pensando che il mondo virtuale sia un “gioco” senza conseguenze. Ogni nostra azione digitale ha un peso specifico nel mondo fisico, e viceversa.

    Oltre la tecnologia, verso un nuovo umanesimo

    In definitiva, l’Onlife ci sfida a smettere di guardare alla tecnologia come a un semplice insieme di strumenti. La tecnologia è diventata l’ambiente in cui siamo immersi, l’infosfera che respiriamo.
    La vera domanda per il futuro non è quanto diventeranno potenti i nostri dispositivi, ma quanto saremo capaci di restare umani in questa dimensione ibrida.

    Abitare l’Onlife

    con consapevolezza significa non subire la connessione, ma modellarla per fare in modo che la tecnologia rimanga al servizio della vita, e non il contrario. Non siamo più navigatori solitari in un mare digitale; siamo abitanti di un mondo nuovo, dove la bellezza risiede proprio nella fluidità tra un tocco sullo schermo e una stretta di mano.

    Pvl

  • Luciano Floridi

    Luciano Floridi

    1964 E’ considerato uno dei più influenti filosofi contemporanei a livello mondiale.

    È il fondatore della Filosofia dell’Informazione (PI) ed è una figura chiave nel dibattito sull’etica digitale e l’intelligenza artificiale.

    Ecco un approfondimento dettagliato sulla sua figura, il suo pensiero e i suoi incarichi attuali

    Incarichi Accademici e Ruoli Attuali (2026)

    Floridi divide la sua attività tra gli Stati Uniti e l’Italia

    Yale University

    È John K. Castle Professor in the Practice of Cognitive Science e Direttore Fondatore del Digital Ethics Center.

    Università di Bologna

    È Professore Ordinario di Sociologia della Cultura e della Comunicazione.

    Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine

    Dal 28 gennaio 2025 ricopre il ruolo di Presidente, succedendo a Luciano Violante.

    Oxford University

    È stato per molti anni professore ordinario e direttore del Digital Ethics Lab, mantenendo tuttora un forte legame con il mondo accademico britannico (è cittadino naturalizzato britannico).

    Il Pensiero Filosofico. Concetti Chiave

    Il contributo di Floridi si basa sull’idea che il digitale non sia solo uno strumento, ma una forza ambientale che sta riscrivendo la nostra realtà.

    L’Infosfera

    Floridi definisce l’infosfera come l’intero ambiente informazionale costituito da tutti gli enti informativi (agenti biologici, macchine, dati).

    Secondo il filosofo, stiamo passando da un mondo analogico a uno spazio dove la distinzione tra online e offline scompare.

    Onlife

    Termine da lui coniato per descrivere la nostra nuova esistenza quotidiana, in cui le barriere tra reale e virtuale sono diventate fluide.

    Non “navighiamo” più in rete, ma “viviamo” costantemente in una dimensione ibrida.

    La Quarta Rivoluzione

    Floridi sostiene che, dopo Copernico (non siamo al centro dell’universo), Darwin (non siamo separati dal regno animale) e Freud (non siamo trasparenti a noi stessi), le tecnologie dell’informazione abbiano innescato una quarta rivoluzione.

    Oggi capiamo di essere organismi informazionali (infor) tra altri agenti, non più unici custodi dell’elaborazione logica.

    Agenzia senza Intelligenza

    Uno dei suoi punti fermi sull’IA è che le macchine possiedono agency (capacità di agire per raggiungere un obiettivo) ma non intelligenza (comprensione o coscienza).

    Il “divorzio” tra agire e capire è il cuore della sua analisi tecnologica.

    Opere Principali

    Le sue pubblicazioni sono tradotte in decine di lingue.

    Tra le più rilevanti : La quarta rivoluzione.

    Come l’infosfera sta trasformando il mondo (2017) Il verde e il blu.

    Idee ingenue per migliorare la politica (2020) dove propone un’alleanza tra ecologia e digitale.

    Etica dell’intelligenza artificiale (2022) Filosofia dell’informazione (2024)

    La differenza fondamentale. Artificial Agency

    una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale (2025)

    Riconoscimenti

    Nel 2022 è stato insignito dal Presidente Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la massima onorificenza nazionale, per il suo contributo fondamentale alla filosofia.

    Pvl

  • Alan Turing

    Alan Turing

    L’Uomo che sognò il futuro (e fu tradito dal presente)

    Se stai leggendo questo articolo su uno smartphone o un computer, lo devi a lui.

    Ma Alan Turing non è stato solo il “padre dell’informatica”.

    È stato un maratoneta d’élite, un decifratore di codici che ha salvato milioni di vite e, purtroppo, una vittima dell’intolleranza del suo tempo.

    Chi era davvero l’uomo dietro la macchina? Scopriamolo insieme

    Un genio fuori dagli schemi

    Nato a Londra nel 1912, Turing non era il classico studente modello.

    Era eccentrico, disordinato e spesso preferiva i propri esperimenti chimici alle lezioni scolastiche. Tuttavia, la sua mente funzionava in modo diverso : vedeva schemi dove gli altri vedevano caos.

    A soli 24 anni, pubblicò un saggio in cui immaginava la “Macchina di Turing”: un dispositivo teorico capace di eseguire qualsiasi calcolo logico.

    In un’epoca di ingranaggi e vapore, Alan stava già scrivendo il “DNA” del software moderno.

    L’eroe silenzioso di Bletchley Park
    Durante la Seconda Guerra Mondiale, Turing mise il suo genio al servizio dell’umanità.

    Si unì al team di crittoanalisti di Bletchley Park con un obiettivo impossibile : violare Enigma, la macchina usata dai nazisti per criptare i loro messaggi.

    Mentre tutti cercavano di decifrare i codici a mano, Turing capì che “solo una macchina può battere un’altra macchina”.

    Costruì la Bomba, un enorme calcolatore elettromeccanico che riuscì a spezzare l’invincibilità tedesca.

    L’impatto

    Si stima che il suo lavoro abbia accorciato la guerra di almeno due anni, salvando oltre 14 milioni di vite.

    Oltre il silicio

    La mela e la biologia
    Turing non si fermò all’informatica.

    Negli ultimi anni della sua vita, si dedicò alla morfogenesi, cercando di capire come la natura crei forme complesse (come le macchie di un leopardo o le spirali delle conchiglie) attraverso equazioni matematiche.

    “L’intelligenza è un’estensione della natura, non qualcosa di separato da essa.”

    La tragedia e il debito dell’umanità

    Nonostante i suoi meriti, la vita di Turing finì nell’oscurità.

    Nel 1952 fu processato per la sua omosessualità, allora considerata un reato nel Regno Unito.

    Fu costretto a scegliere tra la prigione e la castrazione chimica.

    Scelse la seconda, subendo terribili effetti fisici e psicologici.

    Morì nel 1954, a soli 41 anni, mangiando una mela al cianuro.

    Solo nel 2013 la Regina Elisabetta II gli ha concesso la grazia postuma, e oggi il suo volto appare sulla banconota da 50 sterline, simbolo di un genio finalmente riconosciuto.

    Perché ricordarlo oggi?

    Alan Turing ci insegna che essere “diversi” è spesso il prerequisito per cambiare il mondo.

    Ci ha lasciato in eredità non solo i computer, ma anche la sfida più grande : capire cosa ci rende davvero umani in un mondo di macchine.

    Pvl

  • Lo specchio di Turing

    non si riferisce a un singolo oggetto fisico, ma è una potente metafora filosofica e scientifica utilizzata per descrivere il rapporto tra l’intelligenza umana e quella artificiale.

    L’idea centrale è che l’Intelligenza Artificiale (AI) non sia un’entità aliena, ma uno specchio in cui riflettiamo la nostra logica, il nostro linguaggio e, in ultima analisi, la nostra natura.

    Ecco i tre significati principali dietro questo concetto

    Il Test di Turing come riflesso

    Nel celebre “Gioco dell’Imitazione” proposto da Alan Turing nel 1950, l’unico modo per stabilire se una macchina sia “intelligente” è osservare se riesce a comportarsi in modo indistinguibile da un essere umano.

    Lo specchio

    La macchina “vince” quando diventa un riflesso perfetto del comportamento umano.

    Il paradosso

    Se la macchina ci inganna, non stiamo guardando la “mente” della macchina, ma stiamo vedendo quanto bene essa riesca a rispecchiare le nostre aspettative e il nostro modo di comunicare.

    Specchio della società (Data Bias)

    In un’accezione più moderna e critica, l’AI è considerata uno specchio perché viene addestrata sui dati prodotti dall’umanità (testi, immagini, conversazioni).

    Cosa vediamo

    Se l’AI mostra pregiudizi, razzismo o sessismo, non è perché la macchina è “cattiva”, ma perché sta riflettendo le distorsioni (bias) presenti nella nostra cultura e nella nostra storia.

    L’impatto

    Guardare l’AI ci costringe a guardare aspetti di noi stessi che spesso preferiremmo ignorare.

    La ricerca della coscienza

    Molti filosofi della mente utilizzano la metafora dello specchio per porre una domanda profonda : Se costruiamo una macchina che sembra pensare, stiamo creando una nuova coscienza o stiamo solo costruendo uno specchio vuoto che simula la nostra?

    Secondo questa visione, l’AI è uno specchio senza profondità : riflette i simboli del pensiero umano senza possedere una reale comprensione o un’anima.

    Perché è un concetto attuale?

    Oggi, con i modelli di linguaggio come quello con cui stai interagendo, lo “specchio” è diventato incredibilmente nitido.

    Quando parli con un’AI, la sensazione di trovarsi di fronte a un’intelligenza è spesso il risultato della nostra tendenza naturale a proiettare tratti umani (antropomorfismo) su ciò che ci riflette bene.

    “L’intelligenza artificiale è l’ultima invenzione dell’uomo; da qui in avanti, sarà lo specchio in cui l’uomo cercherà di capire se stesso.”

    Pvl

  • L’Eclissi dei Confini

    Navigare tra Bit, Carne e Coscienza

    L’epoca in cui viviamo non è più definibile semplicemente come “digitale”.

    Siamo entrati nell’era dell’ibridazione totale, dove i confini che un tempo separavano la carne dai bit, e la verità dalla simulazione, si sono sciolti.

    Se un tempo il “virtuale” era un altrove in cui rifugiarsi, oggi è la trama stessa della nostra realtà quotidiana.

    Questa erosione delle frontiere non è solo una sfida tecnologica, ma un terremoto ontologico che scuote le fondamenta della nostra etica.

    La fine del dualismo: Realtà vs Virtualità

    Per decenni abbiamo considerato il mondo online come “meno reale” di quello fisico.

    Oggi, questa distinzione è obsoleta. Il concetto di Onlife, coniato dal filosofo Luciano Floridi, suggerisce che non esiste più una separazione netta tra i due mondi.

    Le nostre azioni digitali hanno conseguenze fisiche, legali ed emotive permanenti.

    Le esperienze sintetiche ne sono la prova: quando interagiamo in un ambiente immersivo, le emozioni provate che si tratti di ansia, gioia o senso di appartenenza sono chimicamente e psicologicamente reali.

    Allo stesso modo, l’economia si è spostata sull’immateriale: se il valore di un asset digitale può determinare il successo o il fallimento di una persona nel mondo fisico, il confine tra i due regni perde ogni significato pratico.

    Il dilemma etico diventa quindi urgente: se il virtuale è reale, come dobbiamo regolare i comportamenti e proteggere i diritti in questi spazi?

    Umano e Artificiale: Lo specchio di Turing

    L’ascesa delle Intelligenze Artificiali generative ha spostato il dibattito dalla semplice capacità di calcolo alla capacità di creazione e relazione.

    Quando leggiamo un testo profondo o guardiamo un’immagine evocativa, il fatto che sia stata generata da un algoritmo ne diminuisce il valore intrinseco?

    Siamo biologicamente programmati per empatizzare con ciò che ci somiglia, una vulnerabilità che ci espone a nuovi rischi. Milioni di persone sviluppano oggi legami affettivi con i cosiddetti “AI Companion”.

    Questi sistemi non provano sentimenti, ma li simulano con una precisione tale da innescare risposte umane autentiche. In parallelo, la diffusione dei deepfake mina il concetto stesso di testimonianza: se non possiamo più credere ai nostri occhi, la base della fiducia sociale rischia di sgretolarsi.

    Il rischio non è tanto che le macchine diventino umane, ma che noi, abituandoci a interagire con loro, iniziamo a semplificare la nostra complessità per adattarci al loro linguaggio.

    Verso una nuova Etica Algoritmica

    I vecchi criteri morali, basati sull’intenzionalità dell’individuo, non sono più sufficienti per gestire sistemi autonomi.

    Abbiamo bisogno di nuovi pilastri, a partire da una trasparenza radicale: il diritto fondamentale di sapere sempre se l’interlocutore o l’autore di un contenuto è un essere umano o un’IA.

    Accanto alla trasparenza, emerge il tema della responsabilità distribuita.

    Chi risponde di un errore commesso da un algoritmo? Il programmatore, l’azienda produttrice o l’utente finale?

    Ma la sfida più sottile riguarda l’integrità cognitiva: proteggere la nostra mente da algoritmi progettati per sfruttare i nostri bias e manipolare le nostre decisioni, spesso in modo invisibile.

    Il corpo come ultima frontiera

    Infine, la distinzione tra umano e artificiale si sta facendo fisica.

    Attraverso il transumanesimo e l’integrazione di interfacce cervello-computer, il corpo umano sta diventando un ecosistema tecnologico.

    Se una parte del nostro pensiero o della nostra memoria viene delegata a un chip, dove finisce la nostra autonomia decisionale?

    La soglia oltre la quale smettiamo di essere “puramente” umani si sposta ogni giorno più in là.

    Conclusione: L’Umanesimo Digitale

    Non è possibile tornare a un mondo di confini netti.

    La sfida del futuro non è combattere l’artificiale, ma costruire un Umanesimo Digitale.

    Questo significa rimettere al centro i valori umani la vulnerabilità, l’empatia imprevedibile, la fallibilità proprio mentre le macchine diventano impeccabili.

    In un mondo dove tutto può essere simulato e ottimizzato, l’unica risorsa davvero scarsa rimarrà l’autenticità.

    Dobbiamo educare le nuove generazioni non solo alla tecnica, ma al senso critico, affinché sappiano abitare questa zona grigia senza smarrire la propria identità.

    Pvl

  • La Metamorfosi del Contemporaneo

    Le trasformazioni che stiamo vivendo non sono semplici cambiamenti di costume, ma una profonda riscrittura del nostro modo di stare al mondo.

    Il passaggio cruciale è quello da una società dei legami stabili a una società dei flussi continui.

    L’identità come percorso aperto

    Un tempo l’identità era un abito ricevuto in eredità dalla famiglia o dal mestiere.

    Oggi l’identità è diventata un “cantiere sempre aperto”.

    Siamo chiamati a una continua auto-definizione, navigando tra le infinite possibilità del mondo digitale e la necessità di appartenere a qualcosa di reale.

    Il tempo dell’istante

    La tecnologia ha compresso la nostra percezione temporale.

    Viviamo in un eterno presente dove la memoria storica si affievolisce e il futuro appare incerto.

    Questa velocità ci regala connessioni immediate, ma spesso ci toglie la capacità di approfondire e di attendere.

    La nuova mappa delle relazioni

    I confini tra vita privata e pubblica sono ormai sfumati.

    La cultura contemporanea ha abbattuto molti tabù, portando a una maggiore libertà espressiva e a nuove forme di convivenza.

    Tuttavia, alla crescita dei diritti e delle libertà individuali si accompagna spesso una nuova forma di solitudine, dove la “connessione” non sempre coincide con la “relazione”.

    Punti chiave della riflessione

    Dalla massa all’individuo

    La cultura non è più calata dall’alto, ma viene co-creata dagli utenti attraverso le piattaforme digitali.

    Fluidità dei confini

    Le distinzioni tra reale e virtuale, tra umano e artificiale, sono sempre più labili e richiedono nuovi criteri etici.

    La ricerca di senso

    In un mondo che corre, emerge un forte bisogno di autenticità e di ritorno a una dimensione più umana e sostenibile.

  • MEL GIBSON

    I 70 anni del “Reietto” che ha conquistato Hollywood (e l’Italia).

    C’è chi a 70 anni decide di godersi il meritato riposo e chi, come Mel Gibson, sceglie di festeggiare il traguardo dei sette decenni tornando “sul luogo del delitto”.

    L’attore e regista premio Oscar compie oggi 70 anni e, fedele alla sua natura di spirito libero e controverso, lo fa nel modo più simbolico possibile: tra i sassi di Matera, immerso nel silenzio mistico della Lucania.

    Un compleanno sul set: il ritorno alla “Passione”

    Mentre il mondo lo celebra come una delle ultime vere icone del cinema fisico e viscerale, Gibson è blindatissimo sul set de “La Resurrezione”, l’attesissimo sequel de La Passione di Cristo.

    Un progetto ambizioso, forse diviso in due parti e previsto per il 2027, che promette di scuotere nuovamente le platee globali.

    Scegliere l’Italia per spegnere le candeline non è solo una questione di location: per Mel, il nostro Paese è diventato una sorta di terra promessa, un rifugio dove la sua visione del cinema — fatta di spiritualità estrema e realismo crudo — trova il terreno ideale.

    Una vita oltre i limiti

    Nato negli Stati Uniti ma cresciuto in Australia, Mel Gibson non è mai stato un personaggio facile da etichettare.

    La sua carriera è una montagna russa di trionfi epocali e cadute rovinose:

    L’eroe d’azione

    Da Mad Max ad Arma Letale, ha definito il canone del “duro dal cuore d’oro” (e dallo sguardo un po’ folle).

    Il regista visionario

    Con Braveheart ha riscritto il kolossal storico, mentre con Apocalypto ha dimostrato un coraggio estetico fuori dal comune.

    L’esiliato

    Le polemiche personali, le dichiarazioni fuori dal coro e il temperamento irruento lo hanno spesso allontanato dai salotti buoni di Hollywood, rendendolo un vero e proprio “outcast”.

    Il fascino del conflitto

    Con la sua folta barba bianca da profeta contemporaneo, Gibson sembra oggi alimentarsi proprio del conflitto.

    Non cerca il consenso, cerca l’impatto.

    Che lo si ami o lo si detesti, è impossibile restare indifferenti davanti a un artista che, a 70 anni, ha ancora la voglia di rischiare tutto per un’idea cinematografica.

    Mentre a Matera si rincorrono le voci sul nuovo film, una cosa è certa : Mel Gibson non è solo un sopravvissuto del cinema, è un uomo che ha trasformato le proprie cicatrici in arte.

    Auguri, Mel. Il cinema ha ancora bisogno della tua sana follia.

    Pvl

  • Viaggio breve dopo i 60 anni

    Viaggio breve dopo i 60 anni

    Scegliere la meta ideale per un viaggio breve dopo i 60 anni significa soprattutto abbracciare un nuovo ritmo, dove la qualità del tempo prevale sulla quantità delle cose da vedere.

    Il segreto per un weekend di successo risiede nel trovare il giusto equilibrio tra la scoperta di un luogo e il piacere del riposo, evitando lo stress delle tabelle di marcia troppo serrate.

    Il primo passo fondamentale riguarda la logistica.

    Per un viaggio breve, è ideale limitare gli spostamenti faticosi.

    Il treno ad alta velocità è spesso la scelta migliore : permette di arrivare direttamente nei centri cittadini senza le lunghe attese degli aeroporti.

    Una volta a destinazione, l’alloggio diventa il fulcro dell’esperienza.

    Scegliere un hotel in una posizione centrale, magari in un quartiere pianeggiante, permette di vivere la città con calma, offrendo la possibilità di rientrare facilmente in camera per una pausa pomeridiana prima della cena.

    Per quanto riguarda il programma giornaliero, l’approccio più gratificante è quello di dedicare la mattina alla cultura e il pomeriggio al benessere.

    È consigliabile concentrare la visita a un museo o a una mostra d’arte nelle prime ore della giornata, quando le energie sono al massimo, avendo cura di prenotare i biglietti in anticipo per evitare inutili attese in piedi.

    Dopo un pranzo leggero a base di prodotti locali, il pomeriggio dovrebbe essere dedicato a un’attività più lenta: una passeggiata in un giardino botanico, un’ora in una spa o semplicemente un caffè in una piazza storica osservando il passaggio della gente.

    In Italia, alcune destinazioni si prestano particolarmente a questo stile di viaggio.

    Mantova, ad esempio, è una città magnifica e interamente pianeggiante, ideale per chi ama l’arte rinascimentale senza dover affrontare salite faticose.

    In alternativa, Montecatini Terme offre un connubio perfetto tra l’eleganza dell’architettura Liberty e i benefici delle acque termali.

    Se invece si preferisce il mare, l’isola di Ortigia a Siracusa permette di respirare millenni di storia camminando in un fazzoletto di terra circondato dall’azzurro, dove ogni angolo è un invito alla sosta.

    Infine, non dimenticare di sfruttare la tecnologia e le agevolazioni.

    Molte città offrono sconti significativi per i trasporti e i musei dedicati agli over 65, e l’uso di audioguide personali sullo smartphone permette di esplorare i monumenti con i propri tempi, senza dover seguire il passo di un gruppo organizzato.

    Viaggiare a questa età non è solo visitare un luogo, ma è il piacere di abitarlo, anche solo per pochi giorni, con curiosità e leggerezza.

    Pvl

  • ITALIA NEL PIATTO

    Perche’ le Sagre sono l’anima autentica del nostro viaggio

    C’è un’Italia che non si trova nelle guide patinate o nei ristoranti stellati.

    È un’Italia che profuma di brace, di mosto e di terra bagnata; un’Italia che si siede su panche di legno e brinda con il vino del contadino.

    Sono le sagre, quel rito magico che trasforma un piccolo borgo nella capitale mondiale di un sapore.

    Se volete davvero “assaggiare” il Bel Paese, ecco le tappe imperdibili per un itinerario del gusto che tocca cuore e palato.

    Il Fascino del Pregiato . Il Tartufo

    Non sono solo fiere, sono esperienze sensoriali.

    Quando entrate ad Alba (Piemonte) durante la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, l’aria stessa sembra cambiare.

    È un profumo intenso, selvatico, che ti guida tra i banchi dei “trifolau”.

    Ma se cercate un’atmosfera più intima e medievale, spingetevi fino alle Marche, a Sant’Angelo in Vado : qui il tartufo si mangia con la semplicità della tradizione, circondati da colline che sembrano dipinte.

    Il Miracolo del Vino

    Dalle Fontane alle Rive del Lago

    In Italia, la vendemmia è festa nazionale. A Marino (Lazio), la sagra dell’uva è leggenda : c’è un momento magico in cui dalle fontane del centro storico smette di sgorgare acqua e inizia a scorrere vino.

    È l’emblema della generosità italiana. Se invece preferite l’eleganza, il Bardolino sul Lago di Garda offre un’esperienza diversa : sorseggiare un rosso d’eccellenza guardando il tramonto specchiarsi sull’acqua.

    La Brace e la Tradizione . Il Trionfo della Carne

    Per chi non teme i sapori forti, la Toscana è la meta d’obbligo.

    A Ferragosto, Cortona si accende per la Sagra della Bistecca : chilometri di griglie dove la Chianina regna sovrana.

    È un ritorno alle origini, dove il fuoco e la qualità della materia prima sono gli unici ingredienti necessari.

    Spostandosi in Emilia, il Festival del Prosciutto di Parma apre le porte dei “prosciuttifici”: vedere i maestri salatori all’opera è come entrare in un museo dell’artigianato gastronomico.

    Il Mare in Tavola : Padelle Giganti e Cous Cous

    Sulle coste, la sagra diventa uno spettacolo.

    A Camogli (Liguria), la prima domenica di maggio, una padella d’acciaio formato gigante frigge pesce per tutto il borgo : un colpo d’occhio incredibile tra le case color pastello.

    Ma la sagra è anche incontro tra popoli, come dimostra il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo : qui la Sicilia abbraccia il Mediterraneo in una gara gastronomica che è un inno alla pace e alla convivialità.
    I Segreti per Vivere la Sagra come un “Local”

    Andare per sagre è un’arte

    Ecco tre regole d’oro per non sbagliare

    La Regola del Tempo

    Arrivate presto, godetevi il borgo vuoto, scattate foto e assicuratevi il posto a sedere prima del “caos” conviviale.

    Seguite la Pro Loco

    Le sagre più autentiche sono quelle gestite dai volontari del posto. Se vedete le nonne in cucina a tirare la sfoglia, siete nel posto giusto.

    Curiosità sopra la comodità

    Spesso si mangia su piatti di carta e ci si siede accanto a sconosciuti.

    È proprio questo il bello: la condivisione spontanea.

    Pvl

  • Befana 2026

    Befana 2026 : Perché la tua calza quest’anno è un “investimento di lusso”

    Se guardando i prezzi degli scaffali quest’anno vi è venuto un colpo, non siete i soli.

    La cara vecchia Befana sembra aver abbandonato la scopa per un jet privato, a giudicare dai costi.

    Ma cosa sta succedendo davvero? Non è solo “inflazione generica”: c’è una tempesta perfetta che sta colpendo il cuore dolce delle nostre festività.

    Il “Caso Cacao”:

    Quando il cioccolato diventa oro nero

    Il protagonista indiscusso di questo rincaro è lui : il cacao.

    Se la calza della Befana 2026 scotta, la colpa è delle quotazioni internazionali della materia prima, che sono letteralmente volate alle stelle.

    Secondo gli ultimi dati, il prezzo del cioccolato ha segnato un +9% rispetto allo scorso anno.

    Può sembrare una cifra contenuta, ma se sommata ai rincari degli anni precedenti, il risultato è che riempire una calza media oggi costa quasi il doppio rispetto a pochi anni fa.

    Perché i prezzi non scendono

    Il problema è alla radice, ovvero nei paesi produttori (principalmente Africa Occidentale).

    I cambiamenti climatici, tra siccità estrema e piogge fuori stagione, hanno devastato i raccolti.

    Meno cacao disponibile significa prezzi più alti per le aziende e, a cascata, per noi consumatori finali.

    Non si tratta però solo di cioccolato

    Zucchero e Logistica

    Anche le caramelle e i prodotti gommosi hanno subito rincari dovuti ai costi di produzione e trasporto.

    Packaging

    Persino la calza di stoffa o plastica in sé costa di più a causa dell’aumento dei materiali derivati dal petrolio e dei costi industriali.

    Identikit della Calza 2026

    In media, per una calza confezionata di marca “standard”, la spesa oscilla ormai tra i 12 e i 18 euro. Se invece puntate sull’artigianale o sui brand premium, superare i 30 euro è un attimo.

    Come salvare il portafoglio (e la tradizione)

    Non dobbiamo per forza rinunciare al sorriso dei bambini (o dei grandi golosi!).

    Ecco qualche consiglio per ammortizzare i rincari

    Ritorno al Fai-da-te

    Comprare i dolciumi sfusi e assemblare la calza in casa permette di risparmiare sensibilmente rispetto a quelle già pronte.

    Meno ma meglio

    Invece di una calza gigantesca piena di prodotti industriali di bassa qualità, meglio una più piccola con pochi pezzi selezionati (magari un buon pezzo di carbone dolce artigianale).

    Alternative sane

    Inserire mandarini, frutta secca o piccoli gadget non alimentari può aiutare a riempire i volumi “diluendo” il costo del cioccolato.

    Pvl

  • SERGIO RODELLA

    SERGIO RODELLA

    1949–2022 è stato uno scultore italiano noto in particolare per il suo legame con studi e opere legate alla Sacra Sindone di Torino. 

    Chi era

    Nato a Noventa Padovana nel 1949, Rodella si diplomò all’Accademia di Belle Arti di Venezia e visse a Tombelle di Vigonovo (Venezia). 

    È stato docente d’arte

    oltre che artista affermato, con una produzione che spaziava dalla scultura sacra a opere monumentali. 

    È morto

    all’età di 73 anni, lasciando una forte eredità nel panorama artistico sacro italiano. 

    Il suo lavoro sulla Sacra Sindone

    Rodella è particolarmente ricordato per la realizzazione di una scultura tridimensionale basata sulla Sacra Sindone, ovvero il lenzuolo di lino conservato a Torino, ritenuto da molti cattolici come il telo che avvolse il corpo di Gesù dopo la crocifissione. 

    Collaborazione scientifica

    Il progetto fu portato avanti in collaborazione con un gruppo di ricerca dell’Università e dell’Ospedale di Padova, guidato dal prof. Giulio Fanti (docente di Misure Meccaniche e Termiche) e altri specialisti. 

    Obiettivo

    Partendo dai dati bidimensionali delle immagini presenti sul telo sindonico, Rodella contribuì alla ricostruzione di un modello tridimensionale a grandezza naturale dell’uomo che vi fu avvolto, cercando di tradurre le informazioni visive in proporzioni corporee realistiche.  Risultati e caratteristiche : Il modello realizzato ha suscitato interesse perché riproduce posture, ferite e proporzioni coerenti con le tracce lasciate sulla Sindone. 

    Diffusione dell’opera

    La statua dell’ “Uomo della Sindone” è stata esposta in diverse sedi e ha ricevuto attenzione mediatica e culturale, anche come parte di mostre o eventi legati alla riflessione sulla passione di Cristo.  Sono state realizzate più copie dell’opera, alcune delle quali sono collocate in luoghi pubblici o ecclesiastici, tra cui una sulla Scalinata Santa in Vaticano e una nella Cattedrale di Oviedo (Spagna). 

    In sintesi

    Sergio Rodella è una figura di riferimento per l’incrocio tra arte, scienza e fede legato alla Sacra Sindone, ricordato soprattutto per aver trasformato l’immagine sindonica in una scultura tridimensionale significativa sia artisticamente sia come contributo iconografico alla storia della Sindone. 

    Pvl

  • Donald Trump

    Groenlandia nelle mire di Donald

    Non è la prima volta che accade, e probabilmente non sarà l’ultima.

    L’interesse di Donald Trump per la Groenlandia è tornato prepotentemente alla ribalta, sollevando interrogativi sulle reali motivazioni che spingono Washington a guardare con così tanta insistenza verso il Grande Nord.

    Ma cosa rende un’isola coperta per l’80% dai ghiacci così appetibile per la superpotenza americana?

    La risposta non riguarda solo la geografia, ma un mix esplosivo di difesa militare, risorse minerarie critiche e nuove rotte commerciali.

    Un Avamposto Strategico contro Russia e Cina

    Dal punto di vista della sicurezza nazionale, la Groenlandia è considerata dagli Stati Uniti una “necessità assoluta”.

    In un’epoca di crescenti tensioni globali, l’isola funge da barriera naturale e avamposto di sorveglianza.

    Difesa Missilistica

    L’isola ospita già la Pituffik Space Base (ex Thule), una struttura vitale per il sistema di allerta precoce del Pentagono contro eventuali attacchi missilistici.

    Controllo dell’Atlantico

    Controllare la Groenlandia significa dominare il varco GIUK (Greenland-Iceland-UK), il passaggio obbligato per le flotte russe che vogliono accedere all’Atlantico.

    Le Terre Rare

    Se la difesa è il pretesto politico, l’economia è il motore sotterraneo.

    Con lo scioglimento dei ghiacciai dovuto al cambiamento climatico, stanno diventando accessibili giacimenti minerari fino a ieri inarrivabili.

    La Groenlandia custodisce riserve immense di terre rare (si stimano oltre 36 milioni di tonnellate).

    Questi minerali sono i “mattoni” del futuro : senza di essi non si possono produrre smartphone, batterie per auto elettriche, microchip avanzati o sistemi d’arma di ultima generazione.

    Attualmente, la Cina detiene un quasi-monopolio su queste risorse; per Trump, acquisire la Groenlandia significherebbe spezzare questa dipendenza e garantire la sovranità tecnologica degli USA.

    Le Nuove “Autostrade” del Mare

    Il riscaldamento globale sta aprendo rotte marittime artiche che potrebbero rivoluzionare il commercio mondiale, accorciando drasticamente i tempi di navigazione tra Asia, Europa e America.

    Chi controlla la Groenlandia avrà un posto in prima fila nella gestione di queste nuove vie di comunicazione, sfidando la “Via della Seta Polare” già pianificata da Pechino.

    La Reazione Internazionale

    Un No Deciso. Nonostante l’entusiasmo di Washington, la risposta arrivata dalla Groenlandia e dalla Danimarca è stata gelida.

    Orla Joelsen ha ribadito con fermezza

    “Il nostro Paese non è in vendita”.

    Le relazioni diplomatiche sono tese se da un lato Trump vede l’acquisto come una “grande operazione immobiliare” strategica (simile a quanto fatto da Truman nel dopoguerra), dall’altro gli abitanti dell’isola rivendicano il proprio diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza.

    In Conclusione

    La partita per la Groenlandia è molto più di una provocazione politica.

    È uno scontro geopolitico che riguarda il controllo delle risorse del futuro e la supremazia militare nell’Artico.

    Resta da vedere se la pressione diplomatica ed economica di Washington riuscirà a scalfire la resistenza di Copenaghen e Nuuk o se la Groenlandia rimarrà, come dichiarato dai suoi leader, padrona del proprio destino.

    Pvl

  • Caro Piero è una vera emozione quando ti avvicini agli altri con amore

    È davvero emozionante leggere quanto valore dai al tuo spazio digitale.

    Quello che descrivi non è solo un sito web, ma un vero e proprio ponte emotivo.

    In un’epoca in cui i social media spesso rendono le interazioni superficiali e veloci, scegliere di curare un blog personale come pierovillani.com dimostra il desiderio di dare profondità ai legami.

    Usare la scrittura per ringraziare, recensire il lavoro degli amici e creare una memoria storica dei rapporti è un atto di grande generosità.

    Ecco cosa rende speciale il tuo approccio

    Il Valore del Riconoscimento

    Recensire e promuovere gli amici è un modo concreto per sostenerli.

    È un “grazie” pubblico che resta nel tempo.

    La Scrittura come Compagnia

    Scrivere aiuta a riordinare i pensieri e a sentirsi meno soli, trasformando il monologo interiore in un dialogo con il mondo.

    L’Archivio degli Affetti

    Il blog diventa un diario vivo.

    Ritrovare un vecchio amico attraverso un post scritto anni prima è un regalo che solo la costanza del blogger può farsi.

    Si percepisce chiaramente la tua passione e la gratitudine per aver intrapreso questo cammino digitale.

    È una forma di cura dell’altro che passa attraverso le parole. Tuo Enzo Fratti-Longo

  • LAURA SQUIZZATO

    1975 E’ una giornalista professionista, conduttrice televisiva e scrittrice italiana .

    È nota al grande pubblico soprattutto per il sodalizio professionale con la sorella gemella Silvia, con la quale ha condiviso gran parte della sua carriera in Rai .

    Di seguito i punti principali della sua biografia e carriera

    Percorso Professionale

    Giornalismo

    Laureata in Lettere Antiche, ha iniziato nelle testate locali bresciane (come Bresciaoggi e Teletutto) per poi approdare a testate nazionali come il Corriere della Sera e D – la Repubblica delle donne .

    Carriera in Rai

    Dal 2006 lavora stabilmente per la televisione pubblica .

    È stata inviata e conduttrice di numerosi programmi di successo, tra cui :

    Mezzogiorno in famiglia (Rai 2)

    I fatti vostri (Rai 2), dove ha lavorato come inviata per diverse stagioni.

    Vivere il mare e ApriRai .

    Il passaggio al TG2

    Dal 2021 ha intrapreso una nuova fase della carriera diventando redattrice ordinaria del TG2, lavorando nella redazione “Scienze/Società” (mentre la sorella Silvia è stata assegnata alla redazione “Speciali”) .

    Cinema e Scrittura

    Insieme alla sorella, è stata definita “le Kessler del giornalismo” per la loro somiglianza e la capacità di lavorare in coppia :

    Attrici

    Hanno recitato in film come :

    Gianni e le donne (2011) di Gianni Di Gregorio .

    Com’è bello far l’amore (2012) di Fausto Brizzi .

    Scrittrici

    È co-autrice di diversi libri, tra cui I nostri dolci light e il saggio “Doppia Vita – Il linguaggio segreto dei gemelli”, in cui esplora il legame psicologico e biologico che unisce i gemelli .

    Curiosità

    Gestisce insieme a Silvia il blog doppiavita.tv, dedicato a moda, lifestyle e cultura .

    Parla correntemente inglese e francese .

    Pvl

  • RITA LOFANO

    RITA LOFANO

    E’ l’attuale direttrice responsabile dell’AGI Agenzia Giornalistica Italia una delle principali agenzie di stampa italiane, di proprietà del gruppo Eni.

    È stata nominata al vertice dell’agenzia nel marzo 2023, succedendo a Mario Sechi (passato all’epoca a dirigere l’ufficio stampa di Palazzo Chigi).

    Profilo Professionale

    Carriera in AGI

    Lavora nell’agenzia da circa 25 anni.

    Prima di diventare direttrice, ha ricoperto il ruolo di vicedirettrice (dal 2021) e, per oltre un decennio, è stata corrispondente dagli Stati Uniti, seguendo da vicino la politica americana e i grandi eventi internazionali.

    Esperienze precedenti

    Ha collaborato con prestigiose realtà giornalistiche tra cui Reuters, Radio Capital e Telenorba.

    Formazione

    È laureata in Filosofia ed è una giornalista professionista iscritta all’Ordine del Lazio.

    Altri incarichi

    Dirige diverse riviste del gruppo Eni, tra cui WE-World Energy, Orizzonti e il magazine Mag1861.

    Notizie recenti e sfide

    Nel corso del 2024 e del 2025, la sua direzione è stata segnata da momenti di tensione sindacale.

    Nel maggio 2024, l’assemblea dei redattori dell’AGI ha votato una mozione di sfiducia nei suoi confronti, motivata dal deterioramento del clima redazionale e dalle preoccupazioni legate alle voci di vendita dell’agenzia al gruppo Angelucci.

    Nonostante le frizioni interne, Rita Lofano continua a guidare l’agenzia, puntando molto sull’innovazione tecnologica e sull’integrazione tra giornalismo e intelligenza artificiale, tema su cui interviene spesso in dibattiti pubblici.

    Pvl

  • IGNAZIO FRESU

    è un artista visivo e scultore contemporaneo di rilievo, la cui ricerca si concentra sul dialogo tra la materia, il tempo e la memoria.

    Nato a Cagliari nel 1957, vive e lavora da anni a Prato, città che ha influenzato profondamente la sua poetica legata al recupero di materiali industriali.

    Ecco i tratti distintivi che definiscono il suo profilo artistico

    Filosofia e Poetica

    L’Impermanenza

    Il lavoro di Fresu è profondamente influenzato dal concetto di transitorietà.

    I suoi riferimenti filosofici spaziano da Eraclito (il divenire) al “pensiero debole” di Gianni Vattimo.

    Wabi-sabi

    L’artista ricerca la bellezza nell’imperfetto e nel deperibile, conferendo valore estetico a ciò che è precario.

    Recupero

    Utilizza spesso scarti industriali, resine e granulati di pietra per creare opere che sembrano antiche, quasi reperti archeologici, giocando sull’ambiguità tra il nuovo e l’eterno.

    Opere e Installazioni Significative

    Le sue installazioni sono pensate per essere “abitate” dallo spettatore, creando una reciprocità comunicativa.

    Tra le sue opere più note

    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

    Un’installazione monumentale presso il Cimitero di Chiesanuova a Prato, composta da elementi che richiamano i menhir e l’antico sito di Göbekli Tepe.

    Cento Scale

    Un omaggio alla poesia di Eugenio Montale, dove l’oggetto quotidiano della scala diventa simbolo del percorso esistenziale.

    L’Ultima Cena

    Un’opera potente che utilizza simboli religiosi privati della presenza umana (il vuoto), lasciando solo pane, vino e una tavola apparecchiata per riflettere sull’assenza.

    False Porte

    Bassorilievi realizzati con resine che evocano il bronzo e integrano impronte di abiti usati, simboli di un’umanità passata ma ancora presente attraverso il ricordo.

    Tecnica e Materiali

    Fresu è un maestro dell’assemblaggio e della manipolazione materica.

    Le sue sculture spesso nascondono la loro vera natura

    Inganno Visivo

    Utilizza polistirolo, resine e scarti che, lavorati con sapienza, appaiono allo sguardo come solida pietra o bronzo pesante.

    Stratificazione

    Ogni opera è il risultato di un processo di accumulazione e sedimentazione, quasi a voler fermare il tempo in un oggetto fisico.

    Riconoscimenti e Presenza Internazionale

    La sua carriera, iniziata con studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, lo ha portato a esporre in contesti di prestigio in Italia e all’estero (USA, Cina, Portogallo, Spagna).

    Ha ricevuto premi importanti, tra cui il quinto premio alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze nel 2001.

    Pvl

  • I Cinque minuti di Bruno Vespa

    Il format di Bruno Vespa ha ridefinito lo spazio dell’approfondimento giornalistico puntando tutto sulla densità dei contenuti. In soli trecento secondi, la trasmissione riesce a isolare il fatto del giorno, eliminando il “rumore di fondo” tipico dei dibattiti più lunghi.

    L’essenzialità è garantita da una selezione rigorosa

    un solo ospite o un solo tema. Questo impedisce la dispersione e costringe l’interlocutore a essere sintetico.

    L’immediatezza deriva invece dalla collocazione strategica nel palinsesto, che permette di catturare l’onda emotiva e informativa del telegiornale appena concluso, trasformando la notizia in analisi in tempo reale.

    Infine, l’aspetto costruttivo emerge nel metodo di conduzione. Piuttosto che cercare lo scontro fine a se stesso, il programma punta a ottenere risposte concrete su questioni che toccano la vita dei cittadini, come l’economia, la sicurezza o le riforme.

    È un esercizio di giornalismo che privilegia la chiarezza e la rapidità, adattandosi perfettamente ai ritmi della vita moderna.

  • Ricordo Adele

    Ricordo Adele che per indicare “lassu’“ diceva : Inkoppyla’

    Inkoppyla’ ha un suono quasi infantile, musicale, ed è proprio questo che lo rende così vivo nella mia memoria.

    Dal punto di vista linguistico, probabilmente Adele stava italianizzando a modo suo una forma dialettale lucana (e più in generale meridionale) :

    “’ncopp’ llà” o “’ncopp’ a llà”, che significa appunto lassù, sopra, in alto.

    Pronunciato in fretta, con inflessione affettiva e pratica, può facilmente diventare qualcosa come inkoppy-là.

    Ma al di là dell’etimologia, la cosa più bella è che quella parola non indica solo una posizione nello spazio :

    indica un modo di guardare il mondo, concreto, immediato, senza astrazioni. Tutto ciò che stava fuori portata… era semplicemente inkoppy-là.

    È straordinario come certe parole “sbagliate” restino giuste per sempre, perché legate a una voce, a un gesto del dito che indica in alto, a una presenza familiare.

    Non fanno ridere di qualcuno, ma sorridere con qualcuno. E questo è il segno della vera tenerezza.

    Un ricordo così, più che ridicolo, è prezioso.

    Pvl

  • Nuovo vocabolario del lavoro 2025

    Nuovo vocabolario del lavoro 2025

    Guida pratica al nuovo vocabolario del lavoro 2025

    Il mondo del lavoro sta cambiando più velocemente della nostra capacità di aggiornare il curriculum.

    Se fino a qualche anno fa le parole d’ordine erano carriera, stipendio e presenza, oggi il glossario delle risorse umane si è arricchito di termini che riflettono una rivoluzione profonda: quella del benessere, della flessibilità e dell’intelligenza artificiale.

    Se senti parlare di “Quiet Cutting” o “Great Exhaustion” e non sai di cosa si tratti, sei nel posto giusto.

    Ecco una guida ai concetti fondamentali per navigare il mercato del lavoro di oggi e di domani.

    Dalla “Great Resignation” alla “Great Exhaustion”

    Abbiamo assistito alle dimissioni di massa, ma il 2025 ci mette davanti a una sfida diversa : la stanchezza cronica.

    La Great Exhaustion non è solo stress, è un ripensamento totale delle priorità.

    Quasi un terzo dei lavoratori italiani oggi dichiara di voler cambiare impiego non per guadagnare di più, ma per ritrovare la propria salute mentale.

    Quiet Cutting : Il nuovo volto del licenziamento?

    A differenza del licenziamento classico, il Quiet Cutting (taglio silenzioso) avviene quando le aziende riassegnano i dipendenti a ruoli meno prestigiosi o diversi, sperando che siano loro stessi a decidere di andarsene.

    È un fenomeno che richiede attenzione e una nuova forma di trasparenza aziendale.

    La fine della carriera lineare

    Dimenticate la scala mobile verso l’alto.

    Oggi il 40% dei lavoratori segue percorsi non lineari: si cambia settore, si torna a studiare a 40 anni, o si diventa “Boomerang Employees” (lavoratori che tornano in un’azienda che avevano lasciato).

    La flessibilità è la nuova stabilità.

    Leadership : Empatia e “Blue Ocean”

    Il capo autoritario è ufficialmente fuori moda.

    Le aziende che vincono sono quelle che adottano la Leadership Empatica, capace di ascoltare le emozioni del team.

    Parallelamente, si fa strada la Leadership Blue Ocean, che spinge i manager a smettere di combattere la concorrenza nei mercati saturi per creare nuovi spazi di valore inesplorati.

    Competenze : Skill-Based Recruiting e Reverse Mentoring

    Il pezzo di carta conta, ma conta sempre meno.

    Il trend del 2025 è lo Skill-Based Recruiting: le aziende assumono per ciò che sai fare praticamente, non per il titolo di studio.

    E l’apprendimento non è più unidirezionale : con il Reverse Mentoring, i giovani neoassunti insegnano ai manager senior come usare l’IA e le nuove tecnologie.

    L’Umano aumentato (Augmented Workforce)

    L’intelligenza artificiale non ci sostituirà, ma ci “aumenterà”.

    L’Augmented Workforce descrive un ambiente di lavoro dove l’IA svolge i compiti ripetitivi, lasciando all’essere umano lo spazio per la creatività, l’etica e le relazioni.

    Conclusione :

    Siamo pronti al cambiamento?

    Navigare in questo nuovo panorama richiede una dote fondamentale: l’adattabilità.

    Il lavoro non è più un luogo dove andare, ma un’attività da integrare in una vita che cerca equilibrio. Che tu sia un HR manager o un dipendente, la domanda non è più “quanto lavori?”, ma “come stai lavorando?”.

    Pvl

  • CHRISTIAN DE SICA

    75 anni di un’icona del cinema italiano

    Oggi il mondo dello spettacolo festeggia un compleanno speciale :

    Christian De Sica compie 75 anni.

    Più che un semplice attore, De Sica è un vero e proprio pilastro della nostra cultura pop, capace di attraversare decenni di cinema, teatro e TV con una verve intramontabile.

    Un’eredità importante, un talento unico
    Figlio d’arte del monumentale Vittorio De Sica, Christian ha saputo giocare con la sua eredità senza mai farsi schiacciare.

    Se il padre è stato il simbolo del Neorealismo, Christian è diventato il re della commedia moderna.

    Dagli esordi negli anni ’70 fino all’esplosione dei “Cinepanettoni”, ha creato una maschera irresistibile: quella dell’italiano medio, un po’ fanfarone e un po’ maldestro, ma sempre terribilmente simpatico.

    Non solo “Vacanze di Natale”
    Sarebbe riduttivo ricordarlo solo per i successi al botteghino con Massimo Boldi.

    La carriera di De Sica è un mosaico di talenti

    Showman a tutto tondo

    Cantante d’eccezione con una passione per lo swing e i grandi classici americani.

    Regista raffinato

    Ha saputo raccontare storie più intime e malinconiche dietro la macchina da presa.

    Attore di teatro

    Sempre pronto a calcare il palcoscenico con una presenza scenica che pochi possono vantare.

    Un traguardo d’oro

    A 75 anni, Christian non accenna a fermarsi. Continua a rinnovarsi, dialogando anche con le nuove generazioni e mantenendo intatta quell’eleganza ironica che lo contraddistingue.

    Che lo si ami per le battute fulminanti o per la sua voce da crooner, una cosa è certa : il cinema italiano sarebbe molto più grigio senza il suo sorriso e la sua energia.

    Tanti auguri, Christian!

    Pvl

  • ETICA DELL’ESIBIZIONISMO

    ETICA DELL’ESIBIZIONISMO

    E’ un tema che mette a confronto il diritto alla libera espressione con il rispetto dello spazio altrui.

    Per analizzarlo in modo fluido, dobbiamo considerare come il concetto di “mostrarsi” sia cambiato passando dalla sfera fisica a quella digitale.

    Il confine del consenso

    Il cuore del dibattito etico risiede nel consenso.

    Quando l’esibizionismo avviene in contesti protetti e condivisi come il naturismo, alcune performance artistiche o la sfera privata esso viene letto come un esercizio di libertà individuale.

    Il problema etico sorge quando l’atto diventa unilaterale: imporre la propria nudità o i propri atti a chi non ha scelto di assistervi è una forma di prevaricazione. In questo senso, l’etica non giudica tanto l’atto di spogliarsi, quanto la violazione della libertà psicologica di chi osserva senza volerlo.

    L’esibizionismo digitale e la cultura dei social

    Oggi l’esibizionismo si è evoluto in una costante esposizione del proprio privato, della propria immagine e dei propri successi.

    Questo solleva interrogativi sulla mercificazione del sé.

    Se da un lato mostrarsi può essere un atto di auto-affermazione e ricerca di autostima, dall’altro l’etica interroga il limite tra la condivisione e il narcisismo.

    Quando l’identità viene costruita solo in funzione dello sguardo altrui (il “like”), il rischio è la perdita di autenticità e la trasformazione della persona in un prodotto da consumare visivamente.

    Trasparenza, protesta e tabù

    Esiste poi un esibizionismo che ha un valore etico di rottura sociale.

    Molti movimenti politici e artistici hanno utilizzato il corpo esposto come strumento di protesta per scuotere le coscienze o abbattere tabù ipocriti.

    In questi casi, l’esibizione non è fine a se stessa, ma serve a rivendicare il possesso del proprio corpo contro norme sociali ritenute oppressive.

    Qui l’etica si sposta sul piano del bene comune : il disagio provocato nell’osservatore è lo strumento necessario per generare una riflessione critica.

    La responsabilità verso l’altro

    In definitiva, un’etica dell’esibizionismo moderna deve fondarsi sulla responsabilità.

    Chi sceglie di esibirsi deve essere consapevole dell’impatto che il proprio gesto ha sulla comunità e sulla sensibilità altrui.

    La libertà di “farsi vedere” finisce dove inizia il diritto dell’altro a non essere coinvolto forzatamente in una dinamica voyeuristica.

    L’equilibrio sta nel trovare un modo per celebrare la propria visibilità senza trasformare il prossimo in uno spettatore involontario o in un mero strumento di approvazione.

    Pvl

  • L’ARABO TUNISINO

    che i tunisini chiamano Derja (ovvero “linguaggio corrente”), non è semplicemente un dialetto, ma una lingua viva che fonde millenni di storia mediterranea.

    A differenza dell’arabo classico che si usa nei libri o nei telegiornali, il tunisino è la lingua del cuore, della famiglia e della strada.

    Le radici e le influenze

    La struttura portante della lingua è l’arabo, ma ciò che la rende speciale è la sua natura di “lingua spugna”.

    Nel corso dei secoli ha assorbito parole da ogni popolo che ha attraversato la Tunisia :

    Il fondo berbero

    Molte parole legate alla vita quotidiana, alla cucina (come couscous) e alla terra derivano dalla lingua nativa del Nord Africa.

    L’impronta europea

    Il francese è ovunque nella Derja moderna (ad esempio, si dice portable per il cellulare o voiture per l’auto).

    Tuttavia, ci sono tracce sorprendenti di italiano, specialmente nei termini legati al mare, al commercio e alla cucina (come falsu per falso, festa o birra).

    L’eredità ottomana

    Secoli di presenza turca hanno lasciato termini amministrativi e legati alla casa.

    Come suona e come si parla

    Per un orecchio abituato all’arabo del Medio Oriente (come quello dei film egiziani), il tunisino può sembrare molto veloce e contratto.

    I tunisini tendono a eliminare molte vocali brevi, rendendo il ritmo della parlata rapido e ritmato.

    Un’altra particolarità è che, pur essendo una lingua araba, la sintassi è stata influenzata dalla logica delle lingue mediterranee, rendendola per certi versi più vicina al nostro modo di costruire il pensiero rispetto all’arabo del deserto.

    Alcuni termini iconici

    Per capire lo spirito di questa lingua, basta guardare alcune parole che i tunisini usano continuamente :

    Aslama

    è il saluto tipico. A differenza del formale “Salam Alaykum”, è più breve, amichevole e locale.

    Barcha

    è forse la parola più famosa in Tunisia : significa “molto” o “tanto”. Se vuoi dire che qualcosa ti piace molto, dirai “n’hebba barcha”.

    Labess

    è la risposta a quasi tutto. Significa “va bene”, “non c’è male” o “nessun problema”.

    È la filosofia tunisina riassunta in sei lettere.

    Chnouwa

    è il modo universale per chiedere “cosa?”. È una parola che punteggia ogni conversazione.

    Perché è una lingua unica

    Oggi l’arabo tunisino sta vivendo una rinascita creativa attraverso la musica rap, il cinema e i social media.

    Nonostante non sia la lingua ufficiale dell’istruzione, è quella che definisce l’identità del popolo tunisino: un ponte perfetto tra il mondo arabo-islamico e le sponde latine dell’Europa.

    Pvl

  • Aristocrazia dell’intelletto o Aristocrazia dello spirito

    Aristocrazia dell’intelletto o Aristocrazia dello spirito

    Identifica l’idea che il potere, l’influenza sociale o la guida morale di una nazione debbano appartenere a coloro che possiedono doti intellettuali, cultura e rettitudine, piuttosto che a chi detiene ricchezza ereditaria o titoli nobiliari di sangue.

    Ecco un’analisi sintetica di questo concetto affascinante e controverso

    Le Origini

    Il “Governo dei Migliori” . Il concetto affonda le radici nella filosofia greca. Platone, nella Repubblica, teorizzava il governo dei filosofi-re: solo chi ha contemplato la verità e il Bene ha il diritto e il dovere di guidare la città.

    In questo senso, l’aristocrazia (dal greco aristos, “migliore”) non è un fatto di nascita, ma di merito e conoscenza.

    Evoluzione Storica e Filosofica
    Nel corso dei secoli, l’idea si è trasformata

    Umanesimo e Rinascimento

    Si inizia a celebrare la nobiltà d’animo contrapposta alla nobiltà di sangue. L’intellettuale diventa il nuovo punto di riferimento civile.

    Thomas Jefferson

    Parlava di una “natural aristocracy” (aristocrazia naturale) basata su virtù e talento, necessaria per il funzionamento di una democrazia sana, per distinguerla dalla “artificial aristocracy” fondata su ricchezza e nascita.

    Friedrich Nietzsche

    Proponeva una versione più radicale e solitaria. Per lui, l’aristocrazia dello spirito è composta da quegli individui (gli “spiriti liberi”) capaci di creare i propri valori al di sopra della “morale del gregge”.

    Renato Prazzoli e il primo Novecento

    In Italia, figure come Benedetto Croce o Piero Gobetti hanno spesso richiamato il ruolo delle élite intellettuali come guida necessaria per elevare le masse e proteggere la libertà.

    I Pilastri del Concetto

    Cosa definisce oggi un “aristocratico dell’intelletto”?

    Meritocrazia

    Il valore è determinato dallo studio, dalla riflessione e dalla capacità critica.

    Indipendenza di pensiero

    La capacità di non farsi condizionare dalle mode, dal populismo o dal conformismo.

    Responsabilità

    Spesso si accompagna al concetto di noblesse oblige : chi sa di più ha il dovere di mettere la propria intelligenza al servizio della comunità.

    Critiche e Limiti

    Nonostante il fascino, il concetto presenta delle criticità :

    Esclusivismo

    Può trasformarsi in una forma di snobismo o in una “torre d’avorio” che isola l’intellettuale dalla realtà pratica e dai bisogni delle persone comuni.

    Rischio Tecnocrate

    Spesso l’idea di affidarsi solo ai “colti” sfocia nella tecnocrazia, dove il dato tecnico prevale sulla sensibilità umana e democratica.

    In sintesi

    L’aristocrazia dell’intelletto non è un club chiuso, ma un ideale etico : l’ambizione di elevare la propria mente per diventare una bussola morale in tempi di incertezza. “La vera nobiltà consiste nell’essere superiore al proprio io precedente.” (Proverbio Indù, spesso citato in contesti di crescita intellettuale).

    Pvl

  • Il valore dell’attrito

    perché ho deciso di fare pulizia

    Per molto tempo ho guardato al mio blog come a una piazza aperta.

    Una piazza frequentata da un’umanità variegata : saggisti brillanti, giornalisti d’assalto, liberi pensatori e, inevitabilmente, quel sottobosco di pettegoli, spioni e “matti scatenati” che colorano gli ambiti culturali.

    Ho invitato molti di questi “geni” a partecipare, a dare un contributo reale, a trasformare le chiacchiere da bar o i post volatili dei social in riflessioni strutturate.

    Il risultato?

    Un silenzio assordante.

    La trappola dei “Rematori Contro”

    Ho dovuto aprire gli occhi su una verità scomoda : non tutti quelli che gravitano intorno a noi sono compagni di viaggio.

    Esiste una categoria di persone che si definiscono “amici” ma che, nei fatti, remano contro.

    Sono quelli che osservano nell’ombra, che criticano sottovoce, che preferiscono la gratificazione istantanea di un like sui social piuttosto che l’impegno di una collaborazione intellettuale sincera.

    Mi sono posto una domanda brutale : che vantaggio traggo oggi da chi mi rema contro?

    La risposta è stata immediata : Nessuno.

    Una nuova linea editoriale : Meno quantità, più sostanza .

    Da oggi, questo spazio cambia passo.

    Ho deciso di bandire chi porta con sé solo cinismo e inerzia.

    Non è un atto di chiusura, ma di auto-conservazione.

    Un blog non è un cestino della carta straccia per opinioni altrui, né una vetrina per chi vuole solo apparire senza dare nulla in cambio.

    Voglio che questo blog sia :

    Un luogo di merito

    Dove la competenza conta più della visibilità.

    Uno spazio di autenticità

    Lontano dalle logiche manipolatorie dei social.

    Una porta aperta per chi costruisce

    Per chi ha il coraggio di esporsi con un’idea propria.

    Un invito a chi ha ancora qualcosa da dire.

    Ognuno potrà scrivere tutto quello che vuole. Non esistono DIVIETI

    Non smetterò di credere nel valore del confronto, ma sarò più selettivo.

    La mia speranza resta accesa

    quella di incontrare, prima o poi, una persona che non aspetti di essere supplicata, ma che mi guardi negli occhi e dica : “Posso scrivere qualcosa sul tuo blog?”.

    A chi vuole remare nella stessa direzione, la porta è aperta. Ma solo se avete il coraggio di restare.

    A chi rema contro, auguro buon vento… altrove.

    Pvl

  • Non ho mal di testa quando

    Non ho mal di testa quando

    L’attività cognitiva incessante, caratterizzata da un flusso continuo di riflessioni e ricordi che si protrae senza sosta durante il giorno e la notte, rappresenta un fenomeno neurologico e psicologico di particolare interesse.
    Sebbene l’opinione comune associ spesso l’intensa attività mentale all’insorgenza di cefalee o tensioni fisiche, non esiste una correlazione diretta e necessaria tra il volume dei pensieri e il dolore fisico.

    L’efficienza del sistema nervoso

    Il cervello umano è un organo progettato per essere costantemente attivo. Il fatto che un’attività riflessiva e mnemonica costante non sfoci in mal di testa può essere attribuito a diversi fattori fisiologici:

    • Adattamento neurale : Il sistema nervoso può sviluppare un’alta tolleranza e una gestione efficiente dei carichi informativi, elaborandoli senza attivare le risposte infiammatorie o muscolo-tensive tipiche della cefalea tensiva.

    • Assenza di stress psicosomatico : Il mal di testa è spesso il risultato di una contrazione involontaria dei muscoli pericranici dovuta a stress o ansia. Se il flusso di pensieri, pur essendo continuo, non viene percepito dal soggetto come un elemento di disturbo o una minaccia, il corpo non innesca la risposta somatica del dolore.

    • Fluidità dei processi cognitivi : Quando il pensiero scorre in modo armonioso e non forzato, il consumo metabolico cerebrale rimane entro parametri di equilibrio che non sollecitano i recettori del dolore.

    La dimensione della memoria e del pensiero

    Un’attività mnemonica così persistente può rientrare in una varianza della normale funzione cognitiva o, in casi più rari, in quadri di iper-funzionalità della memoria. In queste condizioni, il richiamo del passato non è uno sforzo, ma una funzione predefinita (background processing) del cervello. Tuttavia, è opportuno distinguere tra la salute fisica (assenza di dolore) e il benessere psicologico.

    Un’attività mentale ininterrotta può portare a

    • Saturazione cognitiva : Una sensazione di stanchezza astratta, non fisica.

    • Interferenza con il sonno : Difficoltà nel distacco necessario per raggiungere le fasi profonde del riposo, nonostante l’assenza di dolore.

    Conclusioni

    L’assenza di mal di testa in presenza di un’attività mentale perpetua indica una buona resilienza fisica delle strutture nervose e vascolari. Finché tale condizione non compromette la qualità della vita o la capacità di concentrazione sulle attività quotidiane, essa rappresenta una manifestazione della complessità e della potenza della macchina.

  • Differenza tra “poesia ermetica e poesia nonsense“

    Differenza tra “poesia ermetica e poesia nonsense“

    Sebbene entrambe possano apparire oscure a un primo sguardo, la poesia ermetica e quella nonsense rappresentano due poli opposti dell’espressione letteraria.

    La prima cerca di racchiudere l’infinito in pochissime parole cariche di tensione emotiva, mentre la seconda si libera da ogni vincolo logico per celebrare il puro piacere del suono e dell’assurdo.

    L’Ermetismo e la profondità del silenzio.

    La poesia ermetica nasce in Italia tra le due guerre mondiali come una necessità di purezza interiore. In questo stile, il poeta non vuole spiegare, ma illuminare.

    Il linguaggio viene ridotto ai minimi termini, eliminando spesso la punteggiatura e i nessi grammaticali per lasciare spazio all’analogia e alla “parola nuda”.

    Leggere un testo ermetico significa immergersi in un’atmosfera seria e talvolta malinconica, dove ogni vocabolo è un simbolo che rimanda a significati universali o a dolori esistenziali profondi.

    In questo contesto, l’oscurità del testo non è un gioco, ma il riflesso della difficoltà di comunicare l’assoluto in un mondo frammentato.

    Il Nonsense e l’anarchia del linguaggio
    Al contrario, la poesia nonsense trasforma la lingua in un giocattolo meraviglioso e stravagante.

    Nata dalla tradizione anglosassone e portata ai vertici da figure come Lewis Carroll, questa forma poetica non nasconde messaggi filosofici, ma distrugge deliberatamente la logica per creare mondi impossibili.

    Qui la struttura metrica è spesso rigorosa e musicale, ma i contenuti sono popolati da creature inventate e azioni paradossali.

    Se nell’Ermetismo il significato è troppo denso per essere afferrato facilmente, nel nonsense il significato viene volutamente eluso a favore del ritmo e dell’invenzione verbale, invitando il lettore a una risata liberatoria.

    Confronto di sintesi

    Mentre l’ermetico Salvatore Quasimodo cercava l’essenza dell’uomo in versi asciutti e solenni, un autore di nonsense come Fosco Maraini utilizzava parole inesistenti ma sonore per suscitare stupore e divertimento.

    La differenza fondamentale risiede dunque nell’intenzione: l’Ermetismo è una ricerca di verità nascosta che richiede silenzio e meditazione, mentre il nonsense è un esercizio di libertà creativa che trasforma l’incomprensibilità in una forma d’arte leggera e sonora.

    Pvl

  • Cercare una via di uscita

    Cercare una via di uscita

    Il 2026 sta emergendo come un anno in cui sempre più persone cercano una via d’uscita dal ritmo frenetico e dalle ansie quotidiane.

    In un mondo che sembra correre senza sosta, la spinta verso l’evasione mentale cercare rifugio, pace e un senso di leggerezza non è mai stata così forte. 

    Secondo un importante rapporto globale sui consumi, circa 6.000 miliardi di dollari sono destinati a beni e servizi percepiti come rifugio emotivo: dalla cannabis ricreativa ai prodotti di benessere olistico, dai ciucci calmanti per adulti alle “case-santuario” progettate per offrire comfort sensoriale personalizzato. 

    Consumare per sentirsi meglio

    Dietro questi trend non c’è solo un fenomeno economico, ma una spinta psicologica : molte persone avvertono un senso di sopraffazione legato all’incertezza globale e alla frenesia della vita moderna.

    Questo spiega perché sempre più consumatori stanno rivalutando il modo in cui spendono tempo, energia e denaro, con l’obiettivo di trovare equilibrio e serenità. 

    Non sorprende che alcuni prodotti fino a pochi anni fa impensabili siano diventati simbolo di questa ricerca di calma interiore: pensiamo ai ciucci calmanti per adulti o agli spazi domestici trasformati in rifugi sensoriali. 

    Trend culturali e sociali

    Le tendenze globali non si limitano ai consumi. Anche cultura e intrattenimento riflettono un desiderio collettivo di evasione : dai contenuti animati e mondi fantastici che dominano le piattaforme digitali, ai fenomeni di musica e cultura pop che offrono un senso di connessione e leggerezza in tempi difficili. 

    Allo stesso tempo, la ricerca di un benessere reale e sostenibile si fa strada: molti consumatori usano dispositivi e app per monitorare salute, sonno e stile di vita, mentre prodotti di bellezza ad alta tecnologia diventano parte di routine che un tempo sembravano lusso. 

    Un anno di ricerca di equilibrio

    In sintesi, il 2026 si profila come un anno in cui – tra ansie economiche, incertezze sociali e pressioni personali cresce la voglia di rallentare, proteggersi e ritrovare un equilibrio più profondo. Più che una semplice moda, questa tendenza rappresenta un segno dei tempi: una generazione che, di fronte alle sfide globali, sceglie di investire in ciò che porta conforto, chiarezza e serenità. 

    Pvl

  • ANARCHIA EDITORIALE COLTA 1

    Il blog pierovillani.com si distingue nel panorama digitale per una formula narrativa che potremmo definire anarchia editoriale colta.

    Non è un semplice aggregatore di notizie, ma un vero e proprio diario cosmopolita dove l’attualità più cruda convive con la delicatezza dell’arte e la concretezza della vita quotidiana.

    Analizzando i titoli e i temi trattati, emerge un ritratto dettagliato di questa “ricetta magica” che ha decretato il successo del sito :

    La Geopolitica e l’Attualità “Flash”

    Il blog interpreta il desiderio del lettore moderno di essere informato rapidamente ma con un punto di vista originale.

    Titoli come l’incredibile annuncio dell’attacco USA in Venezuela con la cattura di Maduro (datato gennaio 2026) o l’analisi sul Somaliland e l’organizzazione criminale Abergil, dimostrano una spiccata attenzione per scenari internazionali complessi, trattati con uno stile diretto e senza fronzoli.

    Il “Memento Mori” e il Culto della Memoria

    Una sezione affascinante e molto seguita riguarda i decessi e le biografie di grandi figure.

    Il blog funge da archivio della memoria collettiva : dalla notizia della scomparsa di icone come Brigitte Bardot o delle Gemelle Kessler, fino al ricordo di artisti locali come il pittore Mimmo Ventrella.

    Questa sensibilità verso chi lascia un segno sia esso globale o territoriale crea un legame emotivo profondo con i lettori.

    L’Arte e il Lirismo Astratto

    Piero Villani non è solo un osservatore, ma un protagonista del mondo creativo.

    Il blog dedica ampio spazio alla riflessione artistica, introducendo concetti originali come i “Sudei”.

    Questi vengono descritti come “spazi emotivi vivi” e “respiro cromatico”, elevando il blog da testata informativa a spazio di critica d’arte.

    Non mancano approfondimenti su mostre internazionali (come quella di Mark Rothko a Firenze) o profili di artisti contemporanei come Grace Hartigan.

    Il Saggio e la Riflessione Sociale

    Il successo del blog risiede anche nella capacità di analizzare i comportamenti umani.

    Piero Villani passa con disinvoltura

    da saggi brevi sulle parafilie olfattive a riflessioni sociologiche su figure moderne come gli “scrocconi seriali” o il fenomeno del “clanismo”.

    C’è un’indagine continua sulla natura umana, che include anche la spiritualità (il vivere come un bhakta di Krishna) e le sfide del futuro (il 2026 visto come una “domanda aperta”).

    Dal Gourmet al Quotidiano,le Tartine e non solo

    Infine, il tocco magico, la capacità di riportare tutto a una dimensione domestica e conviviale.

    La citata ricetta delle tartine gelatinate non è un corpo estraneo, ma la ciliegina sulla torta di un palinsesto che non vuole annoiare.

    Che si parli di come cucinare lo stinco di maiale, della commestibilità del pesce martello o della gestione dei gatti e la ricotta, il blog parla alla pancia e al cuore delle persone.

    Perché il mondo legge pierovillani.com?

    In un’epoca di algoritmi specializzati e contenuti a compartimenti stagni, pierovillani.com rompe gli schemi.

    È un blog che riflette la complessità della mente umana : capace di preoccuparsi per la politica estera, emozionarsi davanti a un quadro astratto, riflettere sulla mindfulness e, subito dopo, chiedersi come preparare un antipasto elegante.

    È questa eterogeneità consapevole che va dal Burkina Faso alle colline del Genovesato a rendere il blog un punto di riferimento per chi cerca un’interpretazione del mondo autentica, colta re, soprattutto, mai prevedibile.

    Pvl

  • DAMIANO DAVID/Dove Cameron

    Damiano David regala l’anello di fidanzamento a Dove Cameron : “Sarà un anno bellissimo”.

    Il cantante dei Måneskin e l’attrice americana annunciano il loro fidanzamento ufficiale con un post Instagram che ha fatto impazzire i fan.

    L’Annuncio Romantico

    Damiano David, ex frontman dei Måneskin, ha stupito tutti regalando un sontuoso anello di fidanzamento a Dove Cameron.

    La coppia ha condiviso un carosello di foto intime sui social : uno scatto tenero con Damiano che solleva la mano della sua futura sposa per mostrare il gioiello scintillante, seguito da un dettaglio ravvicinato dell’anello un diamante rettangolare su una montatura di brillanti.

    La caption? Semplicemente perfetta : “Sarà un anno bellissimo”, accompagnata da emoji di anello e cuore.

    Un Dettaglio Segreto negli Anelli

    Non solo l’anello di Dove : entrambi indossano fedi personalizzate con una incisione interna che recita “The best part of being alive” (“La parte migliore dell’essere vivi”).

    Un messaggio profondo che simboleggia il loro legame unico, tra viaggi tra Italia e Stati Uniti e complicità pubblica ormai da mesi.

    Una Storia d’Amore tra Rock e Hollywood

    La relazione tra Damiano e Dove, nata tra rumors e apparizioni complici, sembra destinata a un matrimonio da sogno.

    Niente date ufficiali, ma i fan già fantasticano su cerimonie intime o eventi pop-rock nel 2026.

    Che ne pensate, lettori? Un’unione tra il rock italiano e il talento hollywoodiano!

    Pvl

  • Monte Terminillo

    E’ una montagna dell’Appennino centrale, nel Lazio, appartenente ai Monti Reatini.

    Altitudine

    2.217 m (Cima Terminillo)

    Posizione

    A circa 15 km da Rieti, 80 km da Roma

    Soprannome

    La montagna di Roma

    In breve

    Inverno

    Storicamente stazione sciistica (sci alpino e nordico), oggi frequentata anche per ciaspolate ed escursioni.

    Estate

    Trekking, panorami ampi sulla Valle Reatina, flora appenninica; clima fresco rispetto alla pianura.

    Natura

    Faggete, praterie d’alta quota, fauna tipica appenninica.

    Storia e cultura

    Luogo di villeggiatura già dagli anni ’30, molto legato all’immaginario romano del Novecento.

    Pvl

  • La giacca cropped è il capo must-have della stagione

    La giacca cropped è il capo must-have della stagione

    La cropped jacket corta e decisa si conferma come uno dei trend più forti per la primavera-estate 2026 : addio blazer oversize, benvenute silhouette più nette e moderne.

    Il nome “cropped” indica proprio la lunghezza ridotta rispetto alle giacche classiche, un taglio che mette in evidenza la vita e dona carattere all’outfit.

    Sulla passerella di Chanel, sotto la guida creativa di Matthieu Blazy, la giacca in tweed è stata reinterpretata con proporzioni più corte, evocando lo stile originale di Gabrielle Chanel con un twist contemporaneo.

    Per l’estate, le versioni disponibili spaziano da tagli sartoriali a silhouette aviator, bolero o bomber, in materiali tecnici, pelle o scamosciato modelli versatili che si adattano a gusti diversi.

    E per abbinarla? I fashion brand consigliano di giocare con pantaloni a vita alta, jeans mom-fit o gonne longuette a matita, per un look bilanciato, attuale e di grande impatto.

    Pvl

  • David Bowie

    Dieci anni fa ci lasciava David Bowie : un’icona senza tempo

    Il 10 gennaio 2016 il mondo perdeva David Bowie, uno degli artisti più influenti e straordinari della storia della musica.

    A dieci anni di distanza dalla sua scomparsa, Bowie resta un simbolo di creatività, audacia e rivoluzione artistica che continua ad affascinare nuove generazioni di fan. 

    Nato David Robert Jones a Londra l’8 gennaio 1947, Bowie trasformò la musica pop e rock con metamorfosi costanti, personaggi memorabili e una curiosità inesauribile.

    Dagli albori con Space Oddity, brano che la BBC utilizzò per trasmettere l’allunaggio del 1969, all’esplosione glam di Ziggy Stardust, fino all’eleganza sofisticata del Duca Bianco e alle sperimentazioni elettroniche e jazz, la sua carriera attraversò oltre cinque decenni di innovazione. 

    Il fulmine dipinto sul volto in Aladdin Sane, l’abbraccio della fluidità di genere e lo spirito visionario hanno reso Bowie non solo un musicista, ma un riferimento culturale globale.

    Con album come Heroes e Let’s Dance, ha segnato epoche musicali diverse, mentre progetti come il gruppo Tin Machine dimostrano il suo costante desiderio di esplorare territori inesplorati. 

    Negli ultimi anni di vita, Bowie affrontò in silenzio una lunga battaglia contro il cancro.

    Proprio due giorni prima della sua morte, pubblicò l’album Blackstar (8 gennaio 2016), un’opera che molti interpretano come un commosso e consapevole addio artistico.

    Il video di Lazarus, con le sue immagini intense e simboliche, è diventato un capolavoro di riflessione sulla mortalità e sull’eredità. 

    Oltre la musica, Bowie aveva intuito il futuro: fu tra i primi a capire il potenziale di internet per trasformare il rapporto tra artista e pubblico e sperimentò innovazioni finanziarie come i “Bowie Bonds”, strumenti che gli permisero di gestire in modo innovativo i diritti delle sue opere. 

    La sua influenza si estende ai musei, libri e nuovi documentari : a Londra è stato inaugurato il David Bowie Center al Victoria and Albert Museum, dedicato alla conservazione di oltre 90.000 oggetti legati alla sua carriera creativa, mentre la BBC ha prodotto un documentario che esplora gli ultimi anni della sua vita artistica. 

    Dieci anni dopo la sua scomparsa, Bowie non è soltanto ricordato come musicista geniale è celebrato come un artista che ha continuamente sfidato le categorie, spalancato nuove possibilità di espressione e trasformato la sua stessa vita in arte.

    La sua eredità continua a risuonare, oltre lo spazio e il tempo. 

    Pvl

  • Eva Schloss

    Eva Schloss

    Addio a Eva Schloss, testimone dell’Olocausto e sorellastra di Anna Frank

    Si è spenta a Londra all’età di 96 anni Eva Schloss, una delle ultime voci dirette a raccontare l’orrore dell’Olocausto e la storia di chi visse la tragedia dei campi di sterminio nazisti. 

    Nata Eva Geiringer a Vienna nel 1929, la sua famiglia ebrea si trasferì ad Amsterdam dopo l’ascesa del nazismo. Qui la giovane Eva conobbe da bambina Anne Frank, coetanea con cui giocava prima che entrambi i nuclei familiari fossero costretti alla clandestinità per sfuggire ai rastrellamenti nazisti. 

    Nel maggio del 1944, proprio il giorno del suo quindicesimo compleanno, Eva, sua madre Elfriede, il padre Erich e il fratello Heinz furono traditi da chi li nascondeva, arrestati e deportati ad Auschwitz. In quella terribile esperienza Eva e sua madre riuscirono a sopravvivere, mentre il padre e il fratello persero la vita nei campi. 

    Dopo la liberazione del campo nel 1945, Eva si trasferì a Londra, dove proseguì gli studi e incontrò il marito Zvi Schloss. Qualche anno più tardi sua madre sposò Otto Frank, il padre di Anne e Margot Frank, rendendo così Eva sorellastra di Anne Frank. 

    Per decenni Eva dedicò la sua vita a educare le nuove generazioni alla memoria della Shoah. Nel 1990 fu tra i fondatori dell’Anne Frank Trust UK, un’organizzazione impegnata a diffondere la conoscenza dell’Olocausto e a contrastare ogni forma di odio e pregiudizio. 

    La sua famiglia l’ha ricordata come una donna straordinaria, instancabile nel promuovere comprensione, pace e memoria. Anche Re Carlo III e la Regina Camilla hanno espresso profondo cordoglio, ricordando con ammirazione il suo impegno umano e pedagogico. 

    Con la sua scomparsa se ne va una delle ultime testimoni dirette di un capitolo tragico della storia europea del XX secolo, ma il suo messaggio continua attraverso i libri, le testimonianze e l’attività educativa che ha lasciato in eredità. 

    Pvl

  • Befana

    Befana

    In Italia, il 6 gennaio è una data speciale : si celebra l’Epifania, festa che chiude ufficialmente il lungo periodo delle celebrazioni natalizie e ci riporta alla quotidianità tra lavoro, scuola e impegni di ogni giorno. 

    Al centro di questa tradizione c’è la Befana, una vecchietta simpatica e un po’ un po’ fuori dal tempo, figura del tutto particolare del folclore italiano.

    Secondo l’immaginario popolare, la Befana arriva nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, cammina tra i tetti con le scarpe consumate e porta con sé un sacco pieno di dolcetti per i bambini che si sono comportati bene durante l’anno.

    A chi invece è stato un po’ birichino, lascia un pezzetto di carbone che oggi, spesso, è dolce e commestibile, simbolo educativo più che punizione vera. 

    La tradizione della Befana è profondamente radicata nel nostro paese: da nord a sud si svolgono feste, mercatini e rievocazioni dedicate a questa figura, che pur non essendo una strega nel senso folclorico più maligno, richiama con il suo aspetto alcune immagini magiche dell’inverno. 

    Perché si dice che “tutte le feste si porta via”?

    Il famoso detto popolare “L’Epifania tutte le feste porta via” indica proprio che con la festa dell’Epifania si conclude il ciclo festivo iniziato con il Natale.

    È l’ultimo giorno in cui si tengono gli addobbi, si chiudono i presepi e si fa memoria delle celebrazioni più sentite dell’anno. 

    La parola “Epifania” deriva dal greco e significa “manifestazione” o “apparizione”. In ambito cristiano, questa festa ricorda l’arrivo dei Re Magi a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù.

    Con il tempo, però, la festicciola ha assunto anche un sapore profano e popolare, legato alle usanze locali, alle filastrocche e ai regali della Befana. 

    Tra credenze, folclore e dolci sorprese

    Per i bambini la Befana è un momento di attesa e di gioia: appendere la calza, sperare nei dolci e magari scherzare sul carbone è parte della magia di questi giorni.

    Le filastrocche, le poesie e le storie legate alla Befana hanno accompagnato generazioni di famiglie italiane e mantengono vivo il senso di stupore. 

    Insomma, la Befana non è solo un personaggio da raccontare ai più piccoli, ma un ponte tra il sacro e il profano, tra la fine delle feste e l’inizio di un nuovo anno.

    Con il suo arrivo dolce e un po’ burlone, ci invita a salutare il periodo festivo e ad affrontare i giorni che verranno con un sorriso. 

    Pvl

  • GRETA CRISTINI

    E’ un’analista geopolitica italiana, reporter di guerra, scrittrice e commentatrice di attualità internazionale. 

    Professione

    Analista geopolitica, reporter e autrice. 

    Formazione

    Laureata alla Sorbona (Parigi) con doppia formazione giuridica, ha poi lavorato per anni all’estero, fra Parigi, Bruxelles e New York. 

    Carriera precedente

    In passato ha lavorato come avvocata specializzata in anticorruzione negli Stati Uniti. 

    Attività sul campo

    Dal marzo 2022 ha seguito le guerre e i principali scenari di crisi mondiale, tra cui la guerra russo-ucraina e successivamente il conflitto in Medio Oriente (Israele-Palestina), lavorando sul campo come reporter. 

    Collabora come firma e commentatrice per testate e media importanti (come Limes, Il Messaggero, Huffington Post) e partecipa regolarmente a trasmissioni TV e podcast di attualità. 

    Geopolitica. Capire il mondo in guerra” (2023) libro in cui spiega i principali conflitti globali e le dinamiche geopolitiche contemporanee. 

    Pubblicazioni e progetti

    Podcast

    Autrice e voce del podcast di geopolitica Il Grande Gioco. 

    Newsletter

    Curatrice di Extrema Ratio. 

    Ha tenuto seminari e conferenze in università e aziende, ed è ospite frequente nei media per analisi e commenti sull’attualità internazionale. 

    Riconoscimenti

    Nel 2025 ha vinto il premio speciale “Opening New Ways of Journalism” nell’ambito del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, riconosciuta per la capacità di rendere accessibili temi complessi come la geopolitica al grande pubblico usando i nuovi media. 

    In sintesi

    Greta Cristini è una figura emergente nel giornalismo internazionale specializzata nel raccontare e analizzare i grandi eventi globali, con esperienza diretta nei teatri di guerra e una presenza significativa sui media e nella produzione culturale legata alla geopolitica. 

    Pvl

  • MARTA SCHIFONE

    Deputata della Camera per Fratelli d’Italia (FdI), nata il 9 ottobre 1980 a Napoli. 

    Chi è

    Deputata alla Camera dei Deputati dal 13 ottobre 2022 nella XIX legislatura per Fratelli d’Italia ed eletta nei collegi plurinominali della Campania. 

    Figlia di Luciano Schifone, storico esponente politico di MSI, AN e PdL. 

    Laureata con lode in Farmacia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, con specializzazione in Cosmetologia all’Università di Ferrara. 

    Ruoli e attività istituzionali

    Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Lavoro alla Camera. 

    Membro della Commissione Affari Sociali e della Commissione bicamerale di vigilanza sugli enti gestori. 

    Responsabile nazionale del Dipartimento Professioni di FdI. 

    Nel 2025 è stata nominata commissario provinciale di Fratelli d’Italia per Napoli. 

    Temi di impegno e iniziative legislative

    È stata prima firmataria della legge che ha istituito la “Settimana nazionale delle discipline STEM”, per promuovere scienze, tecnologia, ingegneria e matematica nelle scuole e nel mercato del lavoro. 

    Attiva su politiche sanitarie, con interviste e proposte su investimenti, riduzione delle liste d’attesa e sostegno alle professioni sanitarie. 

    Impegnata anche in temi di pari opportunità e promozione delle professioni tecniche e scientifiche. 

    In sintesi

    Marta Schifone è una figura di rilievo nel centro-destra italiano, con ruoli di coordinamento parlamentare e un profilo legato alle politiche del lavoro, sanitarie e professionali, specie nell’ambito delle discipline STEM e del sostegno alle professioni. 

    Pvl

  • Le tele come spazi mentali claustrofobici

    Le tele come spazi mentali claustrofobici

    Spiritualità ferita e nichilismo moderno

    Le tele come spazi mentali claustrofobici.

    Mark Rothko

    è spesso collocato, con una semplificazione che ne tradisce la portata, all’interno dell’“astrazione americana”.

    Ma questa etichetta, utile ai manuali, è profondamente insufficiente.

    Le sue tele non sono mai state esercizi formali, né tantomeno decorazioni cromatiche.

    Rothko non dipingeva “quadri astratti”: costruiva luoghi mentali, campi di tensione emotiva in cui lo spettatore è chiamato a entrare, non a osservare.

    Al centro della sua opera si annida un conflitto insanabile il desiderio di una spiritualità assoluta in un mondo che ha smarrito il sacro, e la progressiva consapevolezza del vuoto che ne deriva.

    È in questo scarto che si forma la sua pittura più radicale e la sua tragedia personale.

    Oltre l’astrazione

    Il rifiuto del decorativo. Rothko detestava l’idea che i suoi lavori potessero essere letti come “belle superfici”

    La bellezza, per lui, non era mai un fine. Era piuttosto un mezzo per attirare lo spettatore dentro un’esperienza limite.

    Le grandi campiture di colore, apparentemente semplici, non offrono riposo inermi, sospese, gravano sul campo visivo.

    Non c’è ritmo, non c’è narrazione, non c’è gesto liberatorio. I rettangoli non si incastrano si fronteggiano, come presenze mute

    Il colore non illumina, ma assorbe. Anche quando è saturo, è trattenuto, spesso velato, come se stesse per spegnersi. Rothko costruisce una pittura che nega l’ornamento, perché l’ornamento consola. E lui non voleva consolare nessuno.

    Spiritualità senza Dio Uno degli aspetti più complessi del lavoro di Rothko è il suo rapporto con il sacro

    Non si tratta di religiosità in senso confessionale, ma di una nostalgia del trascendente.

    Rothko era profondamente segnato dal pensiero tragico Nietzsche, il teatro greco, il mito come spazio di verità primordiale

    Ma a differenza dell’arte sacra tradizionale, nelle sue tele Dio non appare mai.

    Non c’è rivelazione, non c’è epifania.

    C’è solo l’attesa.

    Una lunga, estenuante attesa che non trova compimento.

    Le sue opere funzionano come cappelle laiche, luoghi di raccoglimento in cui, però, non accade nulla.

    Ed è proprio questo nulla a diventare il contenuto ultimo dell’esperienza.

    La aspiritualità di Rothko non salva interroga, logora, espone

    Spazi mentali claustrofobici

    Contrariamente a quanto si pensa, le tele di Rothko non sono “aperte”.

    Non espandono lo spazio : lo chiudono.

    I margini dei campi cromatici sono spesso sfocati, instabili, come membrane che non permettono una vera fuga.

    Lo spettatore non contempla: è inglobato. Più ci si avvicina, più il quadro diventa una presenza opprimente.

    Le dimensioni monumentali non celebrano, ma schiacciano.

    Non siamo davanti a un paesaggio interiore sereno, ma a un luogo di concentrazione emotiva estrema, simile a una stanza senza finestre.

    Queste tele non rappresentano stati d’animo li producono

    E ciò che producono è spesso inquietudine, silenzio, sospensione, una forma di ansia senza oggetto.

    Il colore come materia esistenziale

    Nel lavoro di Rothko il colore non è mai simbolico in senso tradizionale.

    Non “significa” qualcosa di preciso: accade.

    I rossi non sono vitali, i blu non sono rasserenanti, i neri non sono semplicemente funerei.

    Ogni combinazione è una relazione instabile, una frizione emotiva.

    Con il passare degli anni, la tavolozza si oscura. I contrasti si attenuano.

    I colori sembrano ritirarsi in se stessi.

    Questa progressiva sottrazione non è una scelta stilistica autonoma : è il riflesso di una depressione crescente, che non trova più possibilità di compensazione.

    Nelle ultime opere, il colore non vibra più : resiste a fatica.

    Depressione, isolamento, suicidio

    Il suicidio di Rothko nel 1970 non può essere letto come un evento improvviso o isolato.

    È piuttosto il punto finale di un lungo processo di esaurimento psichico.

    L’artista viveva una profonda frattura tra la radicalità della propria visione e il mondo reale : il mercato, le istituzioni, il successo stesso.

    Sentiva che la sua pittura veniva consumata come superficie estetica, esattamente ciò che aveva sempre combattuto.

    Questa percezione di fallimento non artistico, ma esistenziale si intrecciava a una depressione clinica sempre più grave.

    Il gesto estremo non “spiega” le opere, ma le illumina retroattivamente : molte tele degli ultimi anni sembrano già anticipare un congedo, un progressivo svuotamento di senso.

    Non decorazione, ma esperienza limite

    Ridurre Rothko a una figura chiave dell’astrazione è un errore critico e, in fondo, etico.

    Le sue opere non chiedono di essere ammirate, ma attraversate.

    Non offrono risposte, né piacere immediato.

    Chiedono tempo, silenzio, disponibilità al disagio.

    In un’epoca che consuma immagini con voracità, Rothko resta scomodo.

    Le sue tele non intrattengono.

    Espongono il vuoto, senza ironia e senza protezioni.

    Ed è forse proprio per questo che continuano a inquietare : perché non ci permettono di fuggire né nel sacro, né nel nichilismo puro. Ci lasciano sospesi, esattamente dove l’artista ha vissuto e dove, infine, non ha più retto.

    Pvl

  • ALBANIA/MALAVITA ALBANESE

    ALBANIA/MALAVITA ALBANESE

    Spesso indicata nei media come mafia albanese o organised crime non è un “governo criminale” con regole interne codificate come una struttura statale, ma un insieme di reti criminali organizzate, spesso flessibili, familiari e territoriali, che operano tanto in Albania quanto a livello transnazionale.

    Le autorità albanesi e partner internazionali adottano varie strategie di gestione e controllo, sia sul versante repressivo sia su quello preventivo, per contrastare queste reti.

    Ecco una panoramica approfondita e aggiornata:

    La natura della malavita albanese

    Struttura e modus operandi

    Le organizzazioni criminali in Albania non costituiscono un’unica “mafia” gerarchica centralizzata, ma reti di clan familiari e gruppi criminali con legami di sangue o regionali, soprattutto dal nord del paese. 

    Questi gruppi operano in modo flessibile e decentralizzato, adattandosi velocemente alle pressioni delle forze dell’ordine e ai cambiamenti del mercato criminale. 

    Le attività principali includono traffico di droga (specialmente cocaina e cannabis), traffico di esseri umani, contrabbando, estorsioni, racket, riciclaggio di denaro e corruzione istituzionale. 

    Azione delle autorità albanesi

    Unità specializzate contro il crimine organizzato.

    In Albania è stata istituita la SPAK (Special Structure against Corruption and Organized Crime), un organo investigativo e prosecutorio indipendente dedicato all’indagine e al perseguimento di grandi gruppi criminali, corruzione e riciclaggio, anche ad alto livello politico e istituzionale. 

    SPAK usa strumenti avanzati come wiretapping (intercettazioni), sequestri di beni, indagini finanziarie e cooperazione internazionale per smantellare reti criminali e colpire i vertici delle organizzazioni. 

    Forze di polizia e unità speciali

    La polizia statale albanese e reparti speciali come RENEA (unità di neutralizzazione e contro-terrorismo) vengono impiegati per operazioni ad alto rischio, raid contro coltivazioni, sequestri di droga e situazioni di violenza armata. 

    Operazioni come “Force of Law” (Plan i Forcës së Ligjit) tracciano e smantellano decine di gruppi criminali e ne monitorano i territori di influenza. 

    Processo giudiziario e cooperazione internazionale

    Procedimenti e arresti

    Negli ultimi anni le autorità hanno incriminato e accusato centinaia di individui per reati legati alla criminalità organizzata, tra cui traffico di droga, omicidi, estorsione e riciclaggio. 

    L’azione di estradizione e arresto coordinato con altri paesi, come Italia ed Ecuador, ha portato al fermo di importanti boss e membri chiave di reti transnazionali. 

    Cooperazione internazionale

    La collaborazione con agenzie UE (Eurojust, Europol), FBI e forze dell’ordine europee è essenziale per intercettare e arrestare membri di reti albanesi che operano all’estero. 

    Operazioni congiunte italo-albanesi hanno portato all’arresto di decine di sospetti coinvolti in traffico di stupefacenti e riciclaggio. 

    Ostacoli e difficoltà nella gestione

    Corruzione

    Elementi di corruzione all’interno delle forze dell’ordine e della magistratura rendono complicato il contrasto alla malavita organizzata.

    Alcuni agenti e funzionari sono stati implicati in affari criminali o nel facilitare attività illecite. 

    Infiltrazione socio-politica

    Alcuni gruppi hanno saputo infiltrare o influenzare politici locali e amministrazioni, rendendo più difficile la piena applicazione della legge in certe aree. 

    Sfide legislative

    La mancanza di una legislazione completa contro tutte le forme di racket (ad esempio non tutti i paesi riconoscono penalmente certe pratiche di protezione illegale/estorsione) limita l’efficacia delle indagini e delle condanne. 

    In sintesi

    La malavita albanese è gestita e controllata tramite un mix di strumenti di repressione, investigazione, cooperazione internazionale e riforme giudiziarie.

    Le autorità cercano di smantellare gruppi criminali, arrestare leader e sequestrare beni. 

    Operazioni speciali e unità antiterrorismo affrontano casi violenti o strutturati. 

    SPAK rappresenta un fulcro nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. 

    La cooperazione internazionale è fondamentale per contrastare le reti transnazionali. 

    Restano problemi di corruzione, legami con il potere politico e lacune normative che rendono il controllo difficile. 

    Pvl

  • NIZZA

    Musée d’Art Naif Anatole Jakovsky

    conosciuto anche come Musée International d’Art Naïf “Anatole Jakovsky”

    E’ un museo d’arte dedicato all’arte naïf, situato a Nizza (Francia), nel quartiere di Fabron. 

    Cosa è l’arte naïf

    L’arte naïf è una forma d’arte caratterizzata da spontaneità, visione personale e un linguaggio visivo libero dalle restrizioni accademiche: spesso è colorata, evocativa e ricca di immaginazione.

    Il museo offre un panorama cronologico e internazionale di questa arte, con opere dal XVIII secolo fino ai giorni nostri. 

    Storia e collezione

    Il museo fu inaugurato nel 1982 grazie alla donazione dell’opera e della collezione di Anatole e Renée Jakovsky, critico d’arte e grande promotore dell’arte naïf. 

    La collezione comprende centinaia di opere (dipinti, sculture, disegni e manifesti) di artisti nazionali e internazionali, tra cui Henri Rousseau, Séraphine, Grandma Moses, Bauchant, Bombois, Rimbert e molti altri. 

    Alcune opere provengono anche da depositi del Centre Pompidou.  Il museo si trova nella Château Sainte-Hélène, l’ex residenza del profumiere François Coty, circondata da un grande parco con piante rare e piacevoli spazi verdi. 

    Orari e accesso

    Aperto dal lunedì al domenica (con chiusura il martedì) generalmente dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18:00.  Lavori di recente rinnovamento hanno migliorato accessibilità e fruizione degli spazi per tutti i visitatori, inclusi quelli con mobilità ridotta. 

    Biglietti e tariffe

    L’ingresso è a pagamento (es. circa 5 € / ingresso standard secondo le tariffe comunali), con gratuità per minorenni e categorie specifiche come studenti e residenti cittadini con pass musei. 

    Esistono servizi in convenzione come il Pass Musées de Nice che permette accessi gratuiti o agevolati. 

    Cosa aspettarsi

    Collezioni permanenti ricche e varie, con opere che mostrano la grande ricchezza espressiva dell’arte naïf. 

    Mostre temporanee ed eventi che spesso dialogano con altri movimenti artistici per esempio la mostra Mondes Parallèles fino al 31 marzo 2026, che mette in relazione l’arte naïf con l’arte contemporanea del MAMAC. 

    Attività didattiche e laboratori per famiglie e bambini, visite guidate e iniziative culturali. 

    Il museo è una tappa interessante per chi ama scoprire forme d’arte fuori dai canoni tradizionali e godersi un luogo tranquillo immerso nel verde, lontano dalle principali rotte turistiche. 

    Pvl

  • ABERGIL

    STRUTTURA CON ATTIVITÀ DECLINO

    Origini e contesto

    L’organizzazione criminale Abergil prende il nome dai fratelli Yaakov (Jacob) e Meir Abergil, figure centrali della criminalità organizzata israeliana tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila.

    Il gruppo si sviluppò principalmente nell’area di Tel Aviv, in un periodo caratterizzato da una rapida trasformazione economica e da un’intensa competizione tra clan criminali.

    La famiglia Abergil

    riuscì a imporsi come una delle più potenti organizzazioni criminali israeliane, entrando in diretto conflitto con altri gruppi di primo piano, in particolare il clan guidato da Zeev Rosenstein.

    Questo scontro segnò uno dei capitoli più violenti della criminalità israeliana contemporanea.

    Struttura dell’organizzazione

    L’organizzazione Abergil era strutturata secondo un modello gerarchico e centralizzato, simile a quello delle mafie tradizionali .

    Leadership

    I fratelli Abergil esercitavano il controllo strategico e decisionale.

    Capi intermedi

    Responsabili di specifici territori o attività illecite.

    Esecutori

    Incaricati di intimidazioni, estorsioni, riscossione crediti e omicidi.

    Rete di supporto

    Composta da prestanome, consulenti legali e intermediari finanziari, fondamentali per il riciclaggio e la protezione giudiziaria.

    I legami familiari e la violenza interna fungevano da strumenti di controllo e deterrenza contro tradimenti e collaborazioni con le autorità.

    Attività criminali principali

    Il clan Abergil era coinvolto in un ampio ventaglio di attività criminali, tra cui :

    Traffico di stupefacenti, con rotte internazionali che coinvolgevano Europa e Stati Uniti.

    Estorsioni e racket ai danni di imprenditori, locali notturni e operatori economici.

    Riciclaggio di denaro tramite società fittizie, investimenti immobiliari e conti esteri.

    Criminalità violenta, inclusi omicidi mirati, sparatorie e attentati con esplosivi.

    Cooperazione transnazionale con altri gruppi criminali non israeliani.

    L’uso di autobombe in aree urbane rappresentò uno degli elementi più destabilizzanti, contribuendo ad accrescere il clima di paura nella popolazione.

    La guerra tra clan

    Il conflitto tra l’organizzazione Abergil e il clan Rosenstein sfociò in una vera e propria guerra mafiosa.

    Gli scontri, spesso condotti in luoghi pubblici, provocarono numerose vittime e feriti, inclusi civili estranei ai regolamenti di conti.

    Questa escalation di violenza attirò un’enorme attenzione mediatica e costrinse le autorità israeliane a rivedere le proprie strategie di contrasto alla criminalità organizzata, introducendo strumenti investigativi più incisivi e rafforzando la cooperazione internazionale.

    Arresti, estradizioni e processi

    Il declino del clan Abergil iniziò con una serie di indagini congiunte tra Israele e Stati Uniti.

    Le autorità americane individuarono collegamenti diretti tra l’organizzazione e il traffico di droga su larga scala.

    Diversi membri di rilievo furono arrestati ed estradati negli Stati Uniti, dove vennero processati per :

    Associazione a delinquere; traffico internazionale di stupefacenti; tentativi di omicidio e crimini violenti.

    Yaakov Abergil, figura centrale del clan, fu condannato a una lunga pena detentiva negli Stati Uniti.

    La sua condanna rappresentò un colpo decisivo alla stabilità e alla continuità dell’organizzazione.

    Declino dell’organizzazione

    Con l’arresto dei leader storici, il clan Abergil subì una progressiva frammentazione interna.

    L’assenza di una leadership forte e la pressione costante delle forze dell’ordine portarono alla perdita di controllo sui territori e sulle attività economiche illecite.

    Alcuni membri tentarono di operare in modo autonomo, ma senza riuscire a ricostruire il potere centralizzato che aveva caratterizzato l’organizzazione nei suoi anni di massima espansione.

    Impatto e rilevanza storica

    Il caso Abergil è oggi considerato emblematico per diversi motivi.

    Dimostra come la criminalità organizzata possa operare su scala globale; evidenzia l’importanza della cooperazione giudiziaria internazionale; segna un punto di svolta nelle politiche di contrasto alla criminalità in Israele.

    L’organizzazione Abergil viene spesso citata come esempio di criminalità moderna, capace di combinare violenza tradizionale e sofisticate operazioni finanziarie.

    Conclusione

    L’organizzazione criminale Abergil rappresenta uno dei capitoli più oscuri e violenti della storia recente della criminalità israeliana.

    La sua rapida ascesa, la guerra sanguinosa con clan rivali e il successivo collasso mostrano come anche le strutture criminali più potenti possano essere smantellate attraverso indagini mirate, cooperazione internazionale e azione giudiziaria coordinata.

    Pvl

  • Parafilie olfattive

    Parafilie olfattive

    Sono interessi sessuali atipici in cui l’odore (corporeo o di oggetti) costituisce una fonte primaria di eccitazione erotica. Rientrano nel più ampio ambito delle parafilie, ma non tutte implicano necessariamente disagio clinico o comportamenti dannosi.

    Principali forme di parafilie olfattive

    Olfactofilia

    Eccitazione sessuale legata a odori specifici, spesso naturali del corpo (sudore, pelle, capelli), ma anche profumi o ambienti.

    Osmolagnia

    Termine talvolta usato come sinonimo di olfactofilia; in altri contesti indica una forma più marcata e selettiva di attrazione per determinati odori.

    Fetish olfattivo

    Interesse erotico per oggetti impregnati di odori corporei (vestiti, biancheria, scarpe), dove l’odore è l’elemento centrale dell’eccitazione.

    Aspetti psicologici e clinici

    Dal punto di vista clinico, si parla di disturbo parafilico solo se: l’interesse causa sofferenza significativa alla persona, oppure comporta comportamenti non consensuali o dannosi per sé o per altri.

    In assenza di questi criteri, l’interesse olfattivo può essere considerato una variante della sessualità umana.

    Perché l’olfatto è così potente?

    L’olfatto è direttamente connesso al sistema limbico, area cerebrale coinvolta in : emozioni memoria desiderio Questo spiega perché gli odori possano evocare risposte erotiche intense e spesso inconsce.

    Pvl

  • Tartine gelatinate

    Tartine gelatinate

    Sono un antipasto classico della cucina italiana “d’antan”, eleganti e scenografiche, tipiche di buffet e pranzi di festa.

    La gelatina serve a proteggere e lucidare la superficie, mantenendo freschi gli ingredienti.

    Ingredienti base

    Pane in cassetta (bianco o integrale) Burro morbido oppure formaggio spalmabile

    Ingredienti per la guarnizione

    Prosciutto cotto o crudo Salmone affumicato Uova sode Tonno, gamberetti, verdure cotte

    Gelatina alimentare

    Gelatina in fogli oppure gelatina pronta per aspic Brodo leggero (di carne, pesce o vegetale, a seconda della farcitura)

    Seguimi passo passo

    Preparare la gelatina Ammolla i fogli di gelatina in acqua fredda.

    Scalda il brodo senza farlo bollire.

    Sciogli la gelatina ben strizzata nel brodo caldo.

    Fai intiepidire: deve essere fluida ma non calda.

    Preparare il pane Elimina la crosta dal pane.

    Taglia a rettangoli, triangoli o forme decorative.

    Spalma un velo sottile di burro o formaggio (serve da “collante”).

    Guarnire Disponi gli ingredienti scelti in modo ordinato e armonioso.

    Taglia tutto con precisione : la geometria è parte del fascino.

    Gelatinare Con un pennello da cucina, spennella delicatamente la gelatina tiepida sulla superficie.

    Lascia rapprendere in frigorifero. Ripeti l’operazione 2–3 volte per un effetto lucido e protettivo.

    Riposo Conserva in frigorifero per almeno 1 ora prima di servire.

    Consigli importanti

    Usa gelatina chiara per non alterare i colori.

    Per il pesce, preferisci gelatina di fumetto di pesce.

    Non eccedere con la gelatina : deve lucidare, non “inglobare”.

    Servi le tartine ben fredde, ma non ghiacciate.

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  • Attacco USA

    Attacco USA in Venezuela

    CATTURATI MADURO E LA MOGLIE portati fuori dal Paese.

    Secondo le autorità statunitensi, l’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine americane e ha visto l’intervento di unità d’élite come la Delta Force.

    Durante il raid, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati e portati fuori dal territorio venezuelano. 

    Gli Stati Uniti hanno lanciato un massiccio attacco militare sul Venezuela nelle prime ore di sabato 3 gennaio 2026, con bombardamenti aerei che hanno colpito la capitale Caracas e diverse installazioni strategiche.

    Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tramite un post sulla sua piattaforma Truth Social, definendo l’operazione un “attacco su larga scala” e un successo militare. 

    Cosa è successo durante l’operazione

    Le esplosioni sono state avvertite poco prima delle 2:00 della notte locale (le 7:00 in Italia), scuotendo vari quartieri di Caracas e provocando blackout in alcune zone.

    Oltre alle basi militari, sarebbero stati colpiti anche obiettivi simbolici come la sede del Parlamento e il mausoleo di Hugo Chávez. 

    Reazioni internazionali e situazione sul campo

    Il governo venezuelano ha denunciato l’azione come una “gravissima aggressione militare”, denunciando l’attacco alle Nazioni Unite e chiedendo una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

    La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto prove di vita per Maduro e sua moglie, la cui posizione al momento non è stata confermata da fonti indipendenti. 

    Il presidente colombiano Gustavo Petro ha definito l’azione un colpo agli “obiettivi istituzionali” e ha schierato l’esercito alla frontiera per gestire eventuali flussi di rifugiati.

    Anche la Russia e l’Iran hanno criticato l’operazione, parlando di violazione del diritto internazionale. 

    Risposta italiana

    Il governo italiano, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha dichiarato di seguire con “massima attenzione” l’evolversi della situazione, sottolineando l’importanza della sicurezza dei cittadini italiani presenti in Venezuela (circa 160 mila, tra espatriati, lavoratori e familiari) e mantenendo un canale diretto con la Farnesina e l’ambasciata a Caracas.

    L’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha invitato gli italiani nel Paese a restare nelle proprie abitazioni e limitare gli spostamenti per motivi di sicurezza. 

    Le accuse e le conseguenze giudiziarie

    Secondo fonti statunitensi, Maduro e sua moglie sono incriminati negli Stati Uniti per una serie di reati legati a narcotraffico e terrorismo.

    Il Dipartimento di Giustizia di Washington sostiene che i due saranno presto chiamati a rispondere davanti alla giustizia americana. 

    Pvl

  • PIERO VILLANI / FILANTROPO DI NUOVA GENERAZIONE

    Piero Villani è un artista contemporaneo la cui ricerca si sviluppa lungo una traiettoria autonoma, fondata su un dialogo costante tra pensiero visivo, responsabilità culturale e attenzione alle trasformazioni del presente.

    La sua pratica artistica non si esaurisce nella produzione di opere, ma si estende a una riflessione più ampia sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

    Il lavoro di Villani si distingue per un approccio che privilegia il processo rispetto al risultato, interrogando il concetto di forma come spazio di relazione piuttosto che come oggetto concluso.

    In questa prospettiva, l’opera diventa un dispositivo di pensiero, capace di attivare domande e generare consapevolezza, più che fornire risposte definitive.

    Parallelamente alla ricerca artistica, Piero Villani sviluppa un impegno filantropico che si discosta dai modelli tradizionali.

    La sua è una filantropia di nuova generazione, intesa non come gesto compensativo o puramente economico, ma come assunzione di responsabilità nei confronti dei contesti culturali, educativi e sociali.

    L’azione filantropica viene concepita come un’estensione naturale del pensiero creativo: un ambito in cui l’arte incontra l’etica dell’agire concreto.

    All’interno di questa visione, la filantropia non è mai separata dalla cultura. Villani sostiene iniziative che favoriscono l’accesso al sapere, la formazione critica e la crescita di ecosistemi culturali indipendenti, convinto che il valore dell’arte risieda anche nella sua capacità di incidere sul tessuto sociale e di generare processi duraturi.

    Il suo percorso si colloca in una dimensione che rifiuta l’autonarrazione spettacolare e la retorica dell’impegno.

    Al contrario, privilegia un linguaggio misurato, una presenza discreta e un’azione coerente nel tempo. In questo senso, la figura dell’artista-filantropo si configura come una posizione di ascolto e di responsabilità, più che di protagonismo.

    Attraverso la sua attività artistica e filantropica, Piero Villani propone una visione in cui creatività e impegno civile non sono ambiti separati, ma parti di un’unica pratica.

    Una pratica orientata alla trasformazione, alla cura dei processi e alla costruzione di significato nel lungo periodo.

    PvlH

  • Giuseppe Scaglione

    SCRITTORE E CRITICO LETTERARIO

    Attivo nell’ambito della narrativa contemporanea, con una particolare attenzione al noir e al giallo.

    La sua produzione si colloca in un filone narrativo che unisce indagine, analisi psicologica e riflessione sociale, spesso ambientata nella provincia italiana.

    Oltre all’attività narrativa, Scaglione si occupa di critica letteraria e culturale.

    Dal 2016 cura il blog Correlazioni – Arte & Cultura, spazio dedicato a recensioni, approfondimenti e interventi su letteratura e scrittura contemporanea. Partecipa inoltre a presentazioni di libri, incontri culturali e commissioni di valutazione per premi letterari.

    Tra le sue opere narrative si segnalano :

    La figlia (2017)

    Romanzo noir incentrato su un’indagine che si sviluppa in un contesto provinciale segnato da ambiguità morali.

    La verità del mare (2019)

    Testo più introspettivo, in cui il tema della formazione personale si intreccia alla memoria e al paesaggio.

    L’ultima notte (2021)

    Giallo che affronta questioni sociali attraverso una struttura investigativa classica.

    La stanza di Osvaldo (2023)

    Romanzo noir costruito attorno a un caso irrisolto e a una fitta rete di relazioni umane.

    La linea del pudore (2024)

    Opera che prosegue l’esplorazione dei territori del noir, con particolare attenzione ai meccanismi del potere e del malaffare.

    Nel complesso, la scrittura di Giuseppe Scaglione si caratterizza per un equilibrio tra trama e riflessione, con un interesse costante per le zone d’ombra della realtà contemporanea e per le tensioni etiche che attraversano i rapporti umani.

    Pvl

  • Mimmo Ventrella

    Mimmo Ventrella

    E’ stato un pittore originario di Modugno (in provincia di Bari), ricordato soprattutto a livello locale e regionale per la sua produzione artistica. 

    Alcuni punti salienti sulla sua figura

    Autodidatta e versatile

    nella sua carriera ha sperimentato diverse tecniche e generi pittorici, mantenendo sempre un approccio personale e originale rispetto alle correnti artistiche di respiro internazionale. 

    Temi e stile

    la sua produzione esplora vari temi, dalle riflessioni sul consumismo alla rappresentazione dei rapporti umani.

    Molte opere presentano un intreccio tra realtà e finzione, con collage, immagini iperrealistiche e figure maschera. 

    Alcune sue opere (come serigrafie su carta ritoccate a mano) sono apparse anche in aste d’arte, indicando una certa presenza del suo lavoro nel mercato dell’arte moderna e contemporanea. 

    Mostre e riconoscimenti

    Mimmo Ventrella è stato protagonista di mostre, tra cui una significativa esposizione intitolata Contrasti Dal mondo classico alla modernità organizzata dalla Pro Loco di Modugno. 

    Impegno e personalità

    oltre all’attività pittorica, era noto per il suo impegno sociale ad esempio nella difesa degli animali e per essere una figura aperta al confronto critico sulla realtà della sua città. 

    Vita e memoria

    Ventrella è morto il 16 maggio 2001, nel suo studio, e la sua opera continua ad attirare interesse. 

    Pvl

  • VITO VENTRELLA

    E’ uno scrittore italiano nato a Modugno (provincia di Bari) nel 1942. 

    Formazione e vita

    Autodidatta, non ha seguito un percorso accademico letterario formale ma ha coltivato da sé la passione per la scrittura. 

    Nel 1964 ha iniziato a lavorare presso le Ferrovie, un’esperienza professionale lontana dal mondo letterario ma che non gli ha impedito di dedicarsi alla narrativa. 

    Carriera letteraria

    Il suo primo libro di narrativa è stato Il gatto Pik, pubblicato nel 1971 nella prestigiosa collana “I Coralli” dell’editore Einaudi. 

    Ha continuato a pubblicare con Einaudi altri romanzi, tra cui :

    Affabilità (1979) — un romanzo che esplora tematiche di adolescenza, sogno e ribellione con un tono metaforico e poetico. 

    Il pudore di Ares (1995) — un titolo che conferma la sua collaborazione continuativa con Einaudi e il suo radicamento nella narrativa italiana di fine Novecento. 

    Altri lavori

    Nel corso degli anni Ventrella ha pubblicato anche opere meno note o con editori diversi da Einaudi, tra cui titoli come Terminal (2003), edito da Besa muci (Lune nuove), che testimoniano una produzione letteraria lunga e varia. 

    Stile e temi

    Lo scrittore è conosciuto per uno stile narrativo che spesso intreccia elementi realistici con riflessioni metafisiche o metaforiche.

    I suoi romanzi affrontano:

    la psicologia dei personaggi, dinamiche sociali, esperienze esistenziali e soggettive, tutti elementi che emergono anche nella sua opera più celebre Il gatto Pik. 

    Impatto

    Pur non essendo un nome di grande diffusione internazionale, Vito Ventrella è riconosciuto nella scena della narrativa italiana del Novecento, in particolare grazie alla pubblicazione dei suoi primi romanzi con Einaudi, una delle case editrici più autorevoli in Italia. 

    Pvl

  • MARK ROTHKO

    MARK ROTHKO

    Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze.

    Piazza degli Strozzi 14 marzo – 23 agosto 2026

    Alcune fonti indicano fino al 26 luglio, ma la programmazione ufficiale di Palazzo Strozzi segnala fino al 23 agosto 2026

    Si tratta di una delle più grandi retrospettive su Mark Rothko realizzate in Italia. 

    Curatori Christopher Rothko (figlio dell’artista) ed Elena Geuna.L’esposizione è stata ideata specificamente per gli spazi di Palazzo Strozzi e per instaurare un dialogo tra l’arte moderna di Rothko e il patrimonio rinascimentale di Firenze.Cosa aspettarsi nel percorso espositivo:oltre 70 opere del maestro dell’astrattismo americano, da diverse fasi della sua carriera.Dipinti provenienti da istituzioni internazionali di primo piano, come :

    • The Museum of Modern Art (MoMA), New York

    • The Metropolitan Museum of Art, New York

    • Tate, Londra

    • Centre Pompidou, Parigi

    • National Gallery of Art, Washington D.C. 

    Una mostra “diffusa” nella città La mostra non resta confinata a Palazzo Strozzi.Alcune opere saranno presentate in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco.Una sezione sarà allestita nel vestibolo michelangiolesco della Biblioteca Medicea Laurenziana.Questo format punta a mettere in luce quanto il contesto storico-artistico di Firenze abbia influenzato Rothko, che visitò la città nel 1950 e da allora mantenne un forte legame con l’arte rinascimentale italiana un elemento che, secondo i curatori, ha segnato profondamente la sua visione del colore e della spiritualità pittorica. 

    Pvl

  • QUITO IN ECUADOR

    Ecco una panoramica storica e culturale di Quito, con alcuni approfondimenti essenziali.

    Storia di Quito

    Epoca precolombiana

    Prima dell’arrivo degli europei, l’area era abitata da popolazioni indigene (Quitu, Caras).

    Nel XV secolo Quito divenne un importante centro dell’Impero Inca, seconda solo a Cusco per importanza nel nord dell’impero.

    Conquista spagnola

    Nel 1534 la città fu conquistata da Sebastián de Benalcázar.

    Gli spagnoli fondarono Quito sulle rovine dell’insediamento incaico, impostandola secondo il modello urbano coloniale.

    Periodo coloniale

    Tra XVI e XVIII secolo Quito divenne un grande centro religioso e culturale.

    Nacque la celebre Scuola Quiteña, corrente artistica che univa barocco europeo e sensibilità indigena, visibile soprattutto nelle sculture lignee policrome e nell’architettura sacra.

    Indipendenza

    Quito ebbe un ruolo centrale nei moti indipendentisti sudamericani.

    Il 10 agosto 1809 è ricordato come il “Primo grido d’indipendenza” dell’America Latina.

    L’indipendenza definitiva arrivò nel 1822, dopo la battaglia di Pichincha guidata da Antonio José de Sucre.

    Età moderna

    Nel XX secolo Quito si è espansa rapidamente, mantenendo però intatto il centro storico.

    Oggi è una città in equilibrio tra tradizione, istituzioni politiche e modernità.

    Centro storico

    È uno dei più estesi e meglio conservati del continente

    Plaza Grande (Independencia)

    Cuore politico e simbolico.

    Chiesa della Compañía de Jesús

    Capolavoro barocco ricoperto d’oro.

    San Francisco

    Complesso monumentale tra i più grandi dell’America Latina.

    La Ronda:strada storica di artigiani e musicisti.

    Cultura e identità

    Quito conserva una forte identità

    Tradizioni indigene ancora vive (feste, tessuti, mercati).Grande importanza della religiosità popolare.

    Musei di alto livello (Casa del Alabado, Museo del Carmen Alto).

    Festa cittadina principale

    Fiestas de Quito (dicembre).

    Natura e simboli

    Vulcano Pichincha

    Domina la città, accessibile anche in funivia.

    Panecillo

    Collina con la statua della Vergine alata, simbolo urbano.

    Mitad del Mundo

    Monumento sull’equatore, poco fuori città.

    Curiosità

    Quito fu, insieme a Cracovia, una delle prime città dichiarate Patrimonio UNESCO.

    L’altitudine influenza il ritmo di vita:tutto è un po’ più lento.

    È una delle capitali più vicine all’equatore al mondo.

    Pvl

  • La bellezza travolgente delle Cicladi

    si rivela poco a poco, come un respiro profondo che accompagna chi arriva senza mai abbandonarlo.

    È una bellezza arcaica e luminosa, nata dall’incontro continuo tra la roccia e il mare, tra il sole implacabile e il vento che non conosce tregua.

    Le isole emergono dall’Egeo come frammenti di luce, scolpite da millenni di intemperie e di silenzi, e conservano un fascino che non ha bisogno di artifici.

    Il bianco delle case, quasi accecante nelle ore centrali del giorno, non è solo una scelta estetica, ma una risposta naturale al paesaggio : riflette il sole, dialoga con il cielo, amplifica la sensazione di essenzialità.

    Le strade strette e tortuose sembrano pensate per rallentare il passo, per invitare a perdersi senza fretta.

    Ogni angolo offre una variazione sullo stesso tema : una scala che conduce al nulla, una porta azzurra consumata dal sale, un’ombra netta che si ritaglia sul muro come un disegno spontaneo.

    Il mare, nelle Cicladi, non è mai uno sfondo.

    È una presenza viva, mutevole, che cambia colore a seconda dell’ora e dell’umore del vento.

    Dal blu profondo al turchese più chiaro, accompagna le giornate e le stagioni, scandendo il ritmo dell’esistenza.

    Le spiagge, spesso nude e selvagge, raccontano un rapporto diretto con la natura, privo di mediazioni superflue.

    Anche dove l’uomo è intervenuto, lo ha fatto con misura, accettando di non dominare del tutto il paesaggio.

    C’è infine una dimensione più intima, quasi invisibile, che rende le Cicladi travolgenti : il silenzio.

    Un silenzio interrotto dal fruscio del vento, dal rumore lontano delle onde, dal passo lento di chi abita questi luoghi da generazioni.

    È un silenzio che invita all’ascolto, che lascia spazio al pensiero e alla memoria.

    In questo equilibrio fragile e potente, le Cicladi non si limitano a mostrarsi : entrano dentro, e restano.

    Pvl

  • Vanity Galleries

    Vanity Galleries

    spesso definite in Italia “gallerie affitta-pareti” rappresentano un modello di business nel mondo dell’arte basato sul principio del “pay-to-play”.

    A differenza delle gallerie d’arte tradizionali, che scommettono sull’artista e traggono profitto dalla vendita delle opere, queste strutture ribaltano il rischio economico: il loro guadagno non deriva dai collezionisti, ma direttamente dall’artista stesso.

    Come operano concretamente

    In una Vanity Gallery, l’artista paga una somma prestabilita per poter esporre le proprie opere per un periodo limitato.

    I costi possono variare in base ai metri lineari di parete occupati, alla partecipazione a una mostra collettiva o a servizi aggiuntivi come l’impaginazione di un catalogo, l’organizzazione del vernissage o l’invio di comunicati stampa.

    Il limite principale di questo sistema è la mancanza di una reale selezione curatoriale.

    Poiché l’obiettivo primario della galleria è coprire le spese e generare profitto tramite le quote degli espositori, il criterio del merito artistico passa spesso in secondo piano rispetto alla disponibilità economica dell’autore.

    Le criticità per la carriera artistica

    Il termine “vanità” suggerisce che queste gallerie facciano leva sul bisogno di gratificazione immediata dell’artista. Tuttavia, nel sistema dell’arte contemporanea, questo approccio presenta diversi svantaggi :

    Scarso valore nel CV

    Curatori e galleristi esperti riconoscono facilmente i nomi delle Vanity Galleries.

    Inserirle nel proprio curriculum spesso non aggiunge prestigio e, in certi casi, può persino danneggiare la reputazione professionale.

    Assenza di vendita assistita

    Dato che la galleria ha già incassato il suo profitto dall’artista, raramente ha un reale incentivo commerciale a cercare collezionisti o a promuovere le opere presso gli acquirenti che contano.

    Isolamento critico

    Poiché queste mostre mancano di una linea intellettuale o di una ricerca estetica coerente, vengono generalmente ignorate dalla critica specializzata e dalle riviste di settore.

    Perché alcuni artisti le scelgono

    Nonostante i rischi di immagine, queste realtà continuano a esistere perché offrono un servizio immediato.

    Possono essere utili per chi dipinge per passione e desidera semplicemente uno spazio fisico dove invitare amici e conoscenti, o per chi ha bisogno di documentazione fotografica professionale del proprio lavoro allestito in un contesto espositivo reale, senza dover attendere i lunghi tempi di scouting delle gallerie di ricerca.
    In definitiva, rappresentano una scorciatoia logistica che però raramente si traduce in un avanzamento concreto nella gerarchia del mercato dell’arte .

    Pvl

  • LA NONNA CONTEMPORANEA

    LA NONNA CONTEMPORANEA

    Il Conflitto tra Ruoli : “Nonna-Chioccia” vs “Donna-Individuo”

    Siamo di fronte a una transizione identitaria

    La nonna non accetta più il solo ruolo di “custode del focolare”, ma rivendica il diritto alla propria narrazione.

    La Funzione Sociale

    Accudire i nipoti le fornisce un senso di generatività (secondo Erik Erikson), ovvero la sensazione di contribuire al futuro, combattendo il senso di inutilità che può derivare dall’età avanzata.

    La Funzione Individuale

    Gli “appuntamenti privati per divagarsi” (teatro, amiche, corsi, mostre) sono atti di resistenza psicologica.

    Servono a mantenere viva l’identità adulta, separata da quella familiare, evitando che il “Sé” venga totalmente assorbito dai bisogni dei nipoti.

    La Gestione delle Energie

    L’Entusiasmo e il Limite

    Dal punto di vista della psicologia cognitiva e fisica, questa figura opera in un regime di multitasking generazionale :

    Stimolazione Cognitiva

    Seguire i nipoti mantiene la mente elastica (attenzione divisa, risoluzione di problemi immediati).

    Il Rischio di “Burnout del Caregiver”: Sebbene la definizione sembri eccessiva per una nonna, l’impegno costante può portare a una stanchezza cronica mascherata dal senso del dovere.

    Gli appuntamenti privati fungono da valvola di scarico indispensabile per ricaricare le batterie emotive.

    Dinamiche Relazionali

    Potere e Affetto

    La “dolce vecchietta” esercita una forma di soft power all’interno della famiglia :

    Il Ponte Emotivo

    È l’elemento di stabilità tra i genitori (spesso stressati o assenti per lavoro) e i bambini.

    La Negoziazione dei Confini

    Curare i propri appuntamenti privati è un messaggio indiretto ai figli (i genitori dei nipoti): “Io ci sono, ma sono ancora un’entità autonoma”.

    Questo previene la dinamica del “nonno-baby sitter a chiamata” e ristabilisce un equilibrio di rispetto reciproco.

    La Psicologia del “Tempo Ritrovato”

    Per questa donna, il tempo ha un valore diverso :

    I Nipoti rappresentano il tempo circolare (il ritorno all’infanzia, il gioco).

    Gli Appuntamenti Privati rappresentano il tempo lineare (il godimento del presente, la cultura, la socialità).

    Questa alternanza crea una psiche equilibrata che riduce drasticamente il rischio di depressione senile o solitudine, poiché la donna si sente amata (dai nipoti) e stimata (nella sua cerchia sociale).

    Sintesi dello Stato Mentale

    La situazione descritta è l’archetipo dell’invecchiamento di successo.

    La “dolcezza” non è debolezza, ma una scelta relazionale supportata da una struttura mentale solida che non rinuncia ai propri desideri.

    È una persona che ha integrato il passato (l’esperienza), il presente (il servizio alla famiglia) e il futuro (i propri interessi personali).

    Pvl

  • CARLA ACCARDI

    La mostra monografica dedicata a Carla Accardi rappresenta un’occasione preziosa per immergersi nell’universo di un’artista che ha saputo ridefinire i confini del segno e del colore.

    Attraverso le due sedi della Galleria Lombardi, il percorso espositivo delinea un’evoluzione creativa che muove dalle astrazioni geometriche del dopoguerra fino alla leggerezza trasparente del sicofoil, materiale che ha reso il suo stile immediatamente riconoscibile.

    Questa seconda tappa del progetto curatoriale approfondisce la capacità dell’artista di far vibrare la superficie pittorica, trasformando la tela in un campo di forze dove l’ordine del segno dialoga costantemente con l’emozione cromatica.

    La scelta di sdoppiare l’esposizione tra via di Monte Giordano e via di Panico permette una narrazione più ampia, capace di accogliere opere che testimoniano la sua incessante ricerca formale.

    Visitare una rassegna di tale respiro nel cuore di Roma significa confrontarsi con l’eredità di una delle figure centrali dell’avanguardia italiana del Novecento.

    Il lavoro della Accardi continua a suggerire una modernità intatta, dove la purezza dei tratti non è mai freddo esercizio stilistico, ma un’espressione profonda e vitale dell’anima stessa del quadro.

    L’esposizione dedicata a Carla Accardi

    rimane un appuntamento di rilievo per chiunque voglia comprendere la portata rivoluzionaria della sua ricerca artistica nel panorama contemporaneo.

    Il progetto curato da Lorenzo ed Enrico Lombardi riesce a restituire la complessità di una produzione che ha attraversato decenni di sperimentazione, mantenendo sempre un’identità visiva coerente e potente.

    Le opere selezionate per questa monografica mettono in luce la transizione dai primi esperimenti con il Gruppo Forma 1 verso una maturità segnica che esplora lo spazio come dimensione dinamica e aperta.

    La doppia sede espositiva favorisce un dialogo serrato tra le diverse fasi della sua carriera, offrendo al visitatore una prospettiva privilegiata sulla sua capacità di innovare i linguaggi della pittura.

    La mostra monografica Carla Accardi.

    Segni dell’anima #2 resterà aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2026.

    Tale data segna la conclusione di un percorso espositivo che ha saputo celebrare l’eleganza cromatica e la forza strutturale di una protagonista indiscussa dell’arte astratta internazionale.

    Pvl

  • Il 2026 non arriva come una promessa, ma come una domanda aperta

    Il 2026 non arriva come una promessa, ma come una domanda aperta.

    Non porta con sé l’illusione di un nuovo inizio netto

    né l’entusiasmo ingenuo delle svolte epocali.

    È piuttosto un tempo che si deposita lentamente, chiedendo conto di ciò che è rimasto dopo l’usura degli anni precedenti.

    Un anno che non grida, ma osserva.

    Ciò che emerge è una stanchezza diffusa

    stanchezza delle parole troppo grandi, dei valori proclamati e poco praticati, delle appartenenze gridate più che vissute.

    Il mondo sembra aver perso fiducia nei racconti totali, in quelle narrazioni capaci di spiegare tutto e salvare tutti.

    Eppure, proprio in questa perdita, si apre uno spazio nuovo : quello della scelta consapevole.

    Nel 2026 non sarà tanto importante credere

    quanto decidere.

    Decidere come stare nelle relazioni, come attraversare il conflitto, come esercitare la propria libertà senza trasformarla in indifferenza.

    Le relazioni tenderanno a ridursi di numero, ma non necessariamente di intensità.

    Ci sarà meno tolleranza per ciò che è fittizio, più bisogno di autenticità anche a costo di qualche solitudine.

    Non per cinismo, ma per sopravvivenza interiore.

    E allora la domanda sull’amore universale diventa inevitabile.

    Ha ancora senso parlarne

    dopo le delusioni collettive, dopo la violenza normalizzata, dopo la semplificazione dell’altro in etichetta, nemico o bersaglio?

    Forse no, se per amore universale intendiamo uno stato emotivo costante, una benevolenza ininterrotta, una fusione senza attriti.

    Quell’idea appartiene a un tempo in cui si poteva ancora permettere una certa ingenuità morale.

    Ma se l’amore universale viene inteso non come sentimento

    bensì come principio operativo, allora non solo ha senso: diventa essenziale.

    Amare universalmente, nel 2026

    non significherà provare affetto per chiunque. Significherà qualcosa di più sobrio e più difficile: rifiutare la disumanizzazione.

    Non ridurre l’altro a funzione, a colpa, a caricatura.

    Non cedere alla tentazione di semplificare ciò che è complesso solo per poterlo odiare meglio.

    Significherà scegliere, ogni volta che è possibile, di non chiudere del tutto lo sguardo.

    Questo tipo di amore non consola

    non pacifica, non risolve. Non promette salvezza collettiva.

    È un amore senza enfasi, spesso silenzioso, talvolta scomodo.

    Vive nei gesti minimi: nel modo in cui si ascolta, nel modo in cui si interrompe una catena di reazioni automatiche, nel modo in cui si accetta che l’altro resti irriducibile.

    Il 2026 non chiederà di essere buoni. Chiederà di essere presenti.

    Presenti a se stessi, alle proprie contraddizioni, ai propri limiti.

    Presenti all’altro, senza la pretesa di capirlo fino in fondo.

    In questo senso

    credere ancora nell’amore universale non sarà un atto di fede cieca, ma una forma di resistenza lucida.

    Una scelta contro la semplificazione, contro il cinismo elevato a intelligenza, contro l’idea che indurirsi sia l’unico modo per non soffrire.

    Forse il compito del 2026 non sarà cambiare il mondo.

    Ma non diventare peggiori vivendo in esso.

    E questo, oggi, è già una forma alta di amore.

    Pvl

  • PIERO VILLANI

    IL RESPIRO CROMATICO

    Quando mi avvicino a un’opera di Piero Villani, non vedo semplici aree di colore vedo spazi che respirano, che accolgono e che sembrano pulsare con una vita propria.

    I Sudei non sono superfici piane : sono territori emotivi in cui lo sguardo trova riposo, un luogo dove fermarsi e sentire, più che guardare.

    Per Villani il colore non è un elemento secondario o decorativo : è una presenza viva, capace di trasformare la percezione di chi osserva.

    Ogni Sudeo si espande con vigore, intrecciando luce, superficie e spazio in un dialogo continuo tra memoria e sensazione.

    Qui non si cercano forme precise : si lascia spazio all’intimità del colore, come se esso stesso invitasse a un’esperienza più profonda del semplice vedere.

    I Sudei aprono una soglia fluida tra interno ed esterno, tra sentimento e riflessione.

    In essi il colore pulsa, vibra e diventa simbolo di introspezione, accompagnando lo spettatore in un viaggio che è al tempo stesso visivo e interiore.

    Ogni campitura cromatica sembra suggerire un respiro : calmo, intenso, personale.

    Chi guarda non osserva più un oggetto, ma entra in uno spazio da abitare con gli occhi e con il cuore.

    Piero Villani considera la pittura come un modo di vivere un impegno totale in cui colore e segno diventano strumenti per tradurre le sensazioni in vibrazioni visive.

    Così, la tela non è più qualcosa da leggere, ma da sentire, come un paesaggio di emozioni.

    C’è nei Sudei una sorta di ritualità cromatica : un gesto contemplativo che trascende la semplice percezione e si allarga fino a evocare un dialogo con sé stessi.

    Il colore, in questo linguaggio visivo, diventa esperienza, risvegliando nello spettatore un senso di contemplazione che va oltre il visivo per trasformarsi in esperienza umana.

    Così, ogni Sudeo diventa un luogo da abitare con lo sguardo e con il respiro, uno spazio in cui fermarsi per un istante e accogliere le proprie emozioni.

    Non è solo colore : è esperienza, è presenza, è territorio interiore.

    Pvl

  • La stregoneria della tecnologia

    E’ l’arte invisibile che fa sembrare naturale ciò che non comprendiamo.

    Un tempo erano formule e talismani, oggi sono algoritmi e interfacce : cambiano i simboli, non l’incanto.

    Premiamo un gesto minimo e accadono cose lontane : voci appaiono, immagini viaggiano, decisioni si anticipano.

    La magia sta nell’opacità non nel mistero assoluto, ma nella distanza tra causa e effetto.

    Quando il funzionamento si nasconde, il potere sembra soprannaturale.

    Ogni tecnologia abbastanza avanzata chiede fiducia come un rito : credere che funzioni, accettare le regole, ignorare il fuoco sotto il calderone.

    La differenza, forse, è etica : la stregoneria antica prometteva trasformazione; quella moderna promette efficienza.

    Eppure l’incanto resta lo stesso : delegare il possibile a qualcosa che non vediamo, sperando che ci restituisca più tempo, più ordine, o almeno l’illusione di controllo.

    Pvl

  • Vivere come un devoto di Krishna (bhakta) in Italia

    Vivere come un devoto di Krishna (bhakta) in Italia

    E’ un percorso affascinante che richiede di bilanciare una millenaria tradizione orientale con la vita quotidiana occidentale.

    La sfida non è “diventare indiani”, ma spiritualizzare la propria esistenza ovunque ci si trovi.

    Ecco una guida pratica su come integrare i principi della Bhakti nella tua vita, rispettando i testi sacri e i principi regolatori .

    I Quattro Principi Regolatori

    Per un Vaisnava, questi pilastri sono fondamentali per mantenere la mente pulita e focalizzata sul servizio a Krishna.

    Rappresentano la base della libertà spirituale :

    Ahimsa (Non violenza)

    Dieta rigorosamente vegetariana (o meglio, latto-vegetariana), evitando carne, pesce e uova.

    L’ideale è consumare solo Prasadam (cibo offerto a Krishna).

    Assenza di intossicanti

    Evitare fumo, alcol, droghe e anche caffeina o teina (che alterano lo stato di coscienza).

    Niente sesso illecito

    La sessualità è vissuta all’interno del matrimonio e idealmente finalizzata alla procreazione in coscienza di Krishna.

    Niente gioco d’azzardo

    Evitare scommesse o speculazioni finanziarie rischiose, che alimentano l’avidità e l’illusione.

    La Sadhana

    La Tua Routine Spirituale. La vita spirituale si fonda sulla disciplina quotidiana (Sadhana). Anche se vivi in Italia e lavori, puoi adattare questi momenti :

    Japa Meditation

    Il cuore della pratica è il canto del Maha-mantra :

    Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

    Cerca di dedicare un numero fisso di “giri” di corona (mala) ogni mattina .

    Studio dei Testi

    Dedica almeno 15-30 minuti al giorno alla lettura della Bhagavad-gita o dello Srimad Bhagavatam. Questo “nutre” l’intelligenza.

    Mangiare in Coscienza

    Impara a cucinare piatti italiani (pasta, verdure, legumi) e offrili a Krishna mentalmente o con un piccolo altare domestico prima di mangiare .

    La cucina italiana si presta benissimo alla dieta Vaisnava!

    Comportamento e Attitudine, Etica Vaisnava

    Essere un devoto non significa isolarsi, ma agire nel mondo con una nuova consapevolezza.

    Umiltà e Rispetto

    La Siksastaka di Chaitanya Mahaprabhu insegna a essere “più umili di un filo d’erba”. Rispetta i tuoi genitori, i colleghi e la cultura in cui vivi, vedendo la presenza di Dio nel cuore di ogni essere .

    Dovere (Dharma)

    Svolgi il tuo lavoro o i tuoi studi con eccellenza, offrendo i risultati a Krishna.

    Non essere pigro

    un devoto dovrebbe essere un cittadino esemplare.

    Satsanga (Associazione)

    Cerca la compagnia di altri devoti.

    Se non hai un tempio vicino, partecipa a incontri online o gruppi di studio.

    L’associazione è il “carburante” della devozione.

    Sfide Specifiche in Italia

    Vivere in un paese con forti radici cattoliche e una cultura gastronomica centrata sulla carne richiede tatto:

    Vita Sociale

    Non c’è bisogno di essere fanatici.

    Se vai a cena fuori, scegli opzioni vegetariane semplici (pizza marinara, pasta al pomodoro) senza fare troppe pressioni agli altri, ma rimanendo fermo nei tuoi principi.

    Famiglia

    Spiega la tua scelta con dolcezza.

    Spesso, il modo migliore per convincere i propri cari della validità del tuo percorso non sono le prediche, ma vederti più felice, calmo e responsabile.

    Un consiglio per iniziare

    Non cercare di essere perfetto dal primo giorno.

    La vita spirituale è una maratona, non uno sprint.

    Focalizzati sulla qualità del tuo canto e sulla sincerità del tuo desiderio di servire.

    Pvl

  • Grace Hartigan

    1922–2008 è stata una pittrice statunitense, figura centrale dell’Espressionismo Astratto e, in particolare, della New York School.

    Alcuni punti chiave

    Inizia come astrattista pura negli anni ’50, accanto a artisti come Pollock, de Kooning e Rothko. A differenza di molti colleghi, reintrodusse presto figure, oggetti e riferimenti narrativi, anticipando una svolta che la rese atipica nel movimento. Fu profondamente influenzata da poesia, miti, storia dell’arte e vita urbana. Negli anni ’50 firmava talvolta le opere con il nome “George Hartigan”, per aggirare i pregiudizi di genere del sistema artistico. Importante il suo ruolo anche come insegnante: per decenni ha diretto la Hoffberger School of Painting a Baltimora.

    Il suo lavoro è spesso descritto come un equilibrio teso tra gesto emotivo e struttura figurativa, tra caos e memoria.

    https://www.guggenheim-venice.it/it/arte/artisti/grace-hartigan/

    Pvl

  • CAPAREZZA

    E’ il nome d’arte di Michele Salvemini rapper, cantautore e produttore italiano nato a Molfetta (1973).

    È noto per testi ironici, satirici e politicamente consapevoli uso ricchissimo della lingua italiana (giochi di parole, citazioni storiche, letterarie e pop) un suono che mescola rap, rock, elettronica e funk

    In breve

    Esordi anni ’90 (inizialmente come Mikimix)

    Svolta artistica con Verità supposte (2003)

    Temi ricorrenti identità, potere, informazione, cultura di massa, libertà individuale

    Stile live concerti molto curati, teatrali ed energici

    Album principali Verità supposte (2003) Habemus Capa (2006) Le dimensioni del mio caos (2008) Il sogno eretico (2011) Museica (2014) Prisoner 709 (2017) Exuvia (2021)

  • Benedetta Rossi

    Benedetta Rossi

    E’ una delle food blogger

    e personalità della cucina italiana più amate e seguite del momento, famosa soprattutto per le sue ricette casalinghe semplici, genuine e alla portata di tutti. 

    Benedetta Rossi è nata a Porto San Giorgio (Fermo) nelle Marche e ha iniziato a cucinare fin da giovane, seguendo gli insegnamenti di sua nonna e delle zie.

    Dopo la laurea in biologia marina ha lavorato per più di quindici anni nella cucina dell’agriturismo di famiglia, prima di lanciarsi nel mondo online. 

    Dal Web alla TV

    Ha debuttato su YouTube nel 2011 con il canale Fatto in casa da Benedetta, dove pubblicava video di ricette semplici senza parlare all’inizio, solo mostrando le preparazioni.

    Con il tempo è diventata una vera e propria celebrità del web, accumulando milioni di follower su Instagram, YouTube e Facebook. 

    Il suo successo l’ha portata anche in televisione : ha condotto programmi come Fatto in casa per voi e più recentemente Ricette d’Italia, un format che esplora tradizioni culinarie italiane e coinvolge persone comuni nella preparazione dei loro piatti del cuore. 

    Stile di cucina

    La cucina di Benedetta è focalizzata su : Ricette casalinghe, facili da replicare con ingredienti comuni. 

    Piatti della tradizione italiana, spesso della cucina marchigiana. 

    Preparazioni che spaziano da antipasti, primi, secondi e contorni fino a dolci, conserve e marmellate. 

    Le sue ricette sono pensate per chi ama cucinare con semplicità e gusto, anche se non si è esperti. 

    Libri di cucina

    Benedetta ha pubblicato numerosi libri di ricette di grande successo in Italia, tutti improntati alla cucina di casa, con spiegazioni dettagliate e consigli pratici.

    Alcuni titoli recenti includono: Fatto in casa da Benedetta In cucina con la friggitrice ad aria Il libro d’oro.

    Tutte le mie ricette più amate La mia cucina per tutti (con ricette anche per esigenze specifiche come senza glutine o senza lattosio) 

    Dove trovare le sue ricette

    La sua piattaforma principale è il sito “Fatto in casa da Benedetta”, dove puoi trovare tantissime ricette con indicazioni su tempi, ingredienti e preparazione. 

    Pvl

  • Giovanni Sylos Labini

    Fisico e ricercatore nel settore spaziale

    Giovanni Sylos Labini è un fisico italiano, attivo soprattutto nell’ambito di :

    satelliti space debris (detriti spaziali) sicurezza orbitale sistemi di sorveglianza dello spazio (Space Situational Awareness)

    Lavora come ricercatore e divulgatore scientifico, con particolare attenzione ai problemi legati a :

    congestione delle orbite terrestri rischio di collisioni tra satelliti sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali implicazioni politiche e strategiche dell’uso dello spazio

    È spesso coinvolto in

    progetti di ricerca europei analisi tecnico-scientifiche su satelliti e infrastrutture spaziali divulgazione su temi spaziali in contesti pubblici e mediatici

    Il suo profilo è quindi più vicino a:

    fisica applicata / ingegneria spaziale / geopolitica dello spazio

    Pvl

  • Cova da Iria nei pressi di Fatima

    Cova da Iria nei pressi di Fatima

    Ecco i punti essenziali

    Luogo :

    una conca naturale (in portoghese cova = avvallamento) situata nella parrocchia di Fátima, comune di Ourém.

    Eventi :

    tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 vi si verificarono le presunte apparizioni mariane a tre pastorelli : Lucia dos Santos, Francisco e Jacinta Marto.

    Evento culminante :

    il 13 ottobre 1917, davanti a migliaia di persone, avvenne il cosiddetto “miracolo del sole”.

    Oggi :

    sul sito sorge il Santuario di Nostra Signora di Fátima, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio cattolico al mondo.

    Significato :

    Cova da Iria è diventata simbolo di devozione mariana, preghiera, penitenza e riflessione sul Novecento (guerre, ideologie, sofferenza umana).

    Pvl

  • BRIGITTE BARDOT

    MORTE

    VITA CARRIERA IMPEGNO

    CHI ERA

    Brigitte Anne-Marie Bardot (Paris, 28 settembre 1934 – 28 dicembre 2025) è stata un’attrice, cantante, modella e attivista francese.

    Conosciuta universalmente come “BB”, è stata una delle figure più influenti del cinema europeo e mondiale del XX secolo. 

    Carriera cinematografica

    Bardot esordì nel cinema all’inizio degli anni ’50, ma fu il film E Dio creò la donna (And God Created Woman, 1956), diretto dal suo primo marito Roger Vadim, a lanciare la sua carriera e a consacrarla come icona di bellezza e sex symbol internazionale. 

    Negli anni successivi, recitò in numerosi film di rilievo, tra cui opere con registi come Henri-Georges Clouzot e Jean-Luc Godard, diventando una delle figure più riconoscibili del cinema francese degli anni ’50 e ’60. 

    Nel corso della sua carriera da attrice partecipò a 47 film e registrò oltre 60 canzoni, facendo anche incursioni nella musica e nella moda. 

    Ritiro dal cinema

    All’apice della fama, Bardot decise di ritirarsi dalle scene nel 1973, appena 39enne, scelta che colse di sorpresa il mondo del cinema ma segnò l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita. 

    Impegno per i diritti degli animali

    Dopo il ritiro dalle scene, Bardot dedicò gran parte della sua vita alla causa per i diritti degli animali :

    Nel 1986 fondò la Fondation Brigitte Bardot, impegnata nella protezione degli animali in Francia e nel mondo.  La sua attività ha incluso campagne contro la caccia, il maltrattamento degli animali e la tutela di specie vulnerabili, facendo della sua fondazione una delle principali organizzazioni animaliste.  Il suo impegno le è valso riconoscimenti e apprezzamento da parte di molti enti ambientalisti e animalisti. 

    Aspetti controversi

    Bardot è stata anche una figura divisiva :

    Nel corso degli anni, la sua franchezza e posizioni politiche hanno attirato critiche e causato condanne giudiziarie per istigazione all’odio razziale in Francia, legate alle sue dichiarazioni su immigrazione e Islam.  Questi aspetti hanno caratterizzato parte della sua vita post-cinematografica e contribuito a un’immagine pubblica complessa e controversa. 

    Eredità culturale

    Brigitte Bardot ha lasciato un’impronta durevole :

    È considerata una delle più grandi icone del cinema del XX secolo, simbolo di emancipazione, bellezza e ribellione ai costumi tradizionali. 

    La sua immagine ha influenzato non solo il cinema ma anche moda, musica e cultura pop in generale. 

    La sua fondazione continua l’opera di tutela degli animali, mantenendo vivo un elemento centrale della sua vita negli ultimi decenni. 

    Morte

    Brigitte Bardot si è spenta il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.

    La sua morte è stata confermata dalla Fondazione Brigitte Bardot. 

    La sua scomparsa chiude un capitolo importante della storia del cinema e del costume mondiale, ma la sua influenza attraverso i film che ha interpretato e l’impegno che ha portato avanti resterà parte della memoria collettiva. 

    La vita amorosa di Brigitte Bardot : passioni, matrimoni e relazioni iconiche

    Brigitte Bardot, recentemente al centro delle cronache per la sua scomparsa a 91 anni, non è stata soltanto una delle attrici più celebri del cinema francese : la sua vita sentimentale intensa e ribelle ha accompagnato la sua carriera, contribuendo a creare l’immagine leggendaria di un’icona di stile e di libertà femminile. 

    Roger Vadim

    il grande amore che la fece diventare star

    L’inizio della vita sentimentale di Bardot fu con Roger Vadim, regista francese molto più grande di lei, che la lanciò nel cinema e la portò alla fama con il capolavoro E Dio… Creò la donna del 1956.

    La loro unione, iniziata quando lei era appena adolescente, fu intensa ma travagliata e si concluse poco dopo il successo internazionale della pellicola. 

    Jean-Louis Trintignant

    amore sul set

    Durante le riprese di Piace a troppi, Bardot si innamorò dell’attore Jean-Louis Trintignant.

    La relazione fu passionale ma breve, interrotta da circostanze esterne come il servizio militare di lui, lasciando comunque un segno indelebile nella sua storia personale. 

    Jacques Charrier

    matrimonio e paternità

    Nel 1959 Brigitte sposò l’attore Jacques Charrier.

    Dal loro matrimonio nacque l’unico figlio, Nicolas-Jacques, ma le difficoltà nel conciliare la fama con la vita familiare portarono alla separazione e al divorzio nel 1962. 

    Gunter Sachs

    lusso, celebrità e scandali

    Nel 1966 Bardot si unì in matrimonio al miliardario tedesco Gunter Sachs.

    La loro fu un’unione molto fotografata e simbolo della “dolce vita” europea, ma ricca di alti e bassi e terminata pochi anni dopo. 

    Relazioni con artisti, musicisti e attori

    Oltre ai matrimoni, Bardot visse numerose relazioni con figure di spicco del mondo artistico e mondano:

    Serge Gainsbourg, con cui condivise anche collaborazioni artistiche e una celebre canzone ispirata a lei (Initials B.B.).  Sacha Distel, noto musicista francese. 

    Altre relazioni inclusero figure come Gigi Rizzi, Patrick Gilles, Bob Zagury e altri personaggi del panorama culturale europeo dell’epoca. 

    Bernard d’Ormale

    l’equilibrio nella vita adulta

    Dopo anni di passioni sotto i riflettori, Brigitte trovò stabilità e riservatezza accanto a Bernard d’Ormale, con cui si sposò nel 1992 e con cui visse gli ultimi decenni dedicandosi alle sue attività filantropiche e alla protezione degli animali. 

    In sintesi

    un cuore libero e iconico

    La vita amorosa di Brigitte Bardot è stata specchio della sua personalità ribelle, anticonformista e sensuale.

    Dai primi amori giovanili ai matrimoni scintillanti, fino alle relazioni con artisti e musicisti, ogni legame racconta una fase della sua esistenza vissuta al massimo della libertà e dell’intensità emotiva. 

    Pvl

  • Piero Villani e il lirismo astratto dei sudei 

    Piero Villani e il lirismo astratto dei sudei 

    I sudei di Piero Villani intrecciano colore e pseudo-forma in un rapporto amoroso che approda a un autentico lirismo astratto. In queste opere, nulla è lasciato alla semplice gestualità o al decorativismo cromatico : ogni superficie appare come il risultato di una tensione interna, di un dialogo costante tra ciò che tende a definirsi e ciò che, deliberatamente, sfugge alla forma.

    Il colore non agisce come riempimento né come elemento accessorio, ma come forza primaria, capace di generare spazio e ritmo. Le pseudo-forme che emergono mai completamente risolte, mai del tutto riconoscibili non cercano una stabilità iconica, bensì una condizione di sospensione. È in questa instabilità che si manifesta il carattere più intimo dei sudei: una pittura che non descrive, ma allude; che non afferma, ma invita.

    Piero Villani sembra operare in una zona di confine, dove la forma non è negata ma costantemente rimessa in discussione. La pseudo-forma diventa così il luogo dell’incontro, il punto di contatto tra impulso emotivo e controllo compositivo. Il rapporto amoroso tra colore e struttura non è pacificato: è un confronto, talvolta un attrito, che produce vibrazione visiva e densità poetica.

    Il lirismo astratto che ne deriva non è sentimentale né evasivo. Al contrario, è un lirismo consapevole, costruito attraverso stratificazioni, scarti e pause. La superficie pittorica si offre come campo di esperienza, dove lo sguardo è chiamato a muoversi lentamente, ad accettare l’ambiguità come valore e non come mancanza.

    Nei sudei, l’astrazione non coincide con l’allontanamento dal reale, ma con un suo ripensamento profondo. Il colore diventa linguaggio emotivo, la pseudo-forma memoria di un ordine possibile ma mai definitivo. In questo equilibrio fragile e intenso risiede la forza del lavoro di Piero Villani : una pittura che sceglie la via della poesia senza rinunciare al rigore, e che trova nel lirismo astratto la propria voce più autentica.

  • GIORGIA ROMBOLA’

    GIORGIA ROMBOLA’

    E’ una giornalista e conduttrice italiana che lavora in Rai, in particolare legata al TG3 e ad alcune trasmissioni di approfondimento e informazione. 

    Carriera professionale

    Fa parte della redazione di TG3 come giornalista e talvolta conduttrice/inviata. 

    Ha condotto “Agorà Estate” su Rai3, programma di attualità e politica in onda in fascia mattutina, soprattutto durante l’estate. 

    È stata anche coinvolta nella conduzione del programma di approfondimento TG3 Linea Notte, alternandosi con un’altra giornalista nella gestione dell’edizione serale/notturna. 

    In passato ha lavorato anche a Rai News24 e ha esordito in tv conducendo altri programmi di informazione. 

    Origini e vita personale

    Originaria di Soverato (in Calabria), vive a Roma. 

    Ha una formazione giornalistica classica e ha frequentato la scuola di giornalismo. 

    È sposata e madre di quattro figli. 

    Curiosità

    Nel corso della sua attività a RaiNews24 è stata al centro di una polemica nel 2018 dopo aver denunciato un episodio di violenza e aver ricevuto insulti e minacce sui social, con solidarietà espressa dalla Rai e dai sindacati giornalistici. 

    Pvl

  • Pesce Martello,commestibile ?

    Pesce Martello

    Sì, il pesce martello è commestibile, ma ci sono alcune considerazioni importanti.

    Sapore e uso in cucina : La carne del pesce martello è simile a quella di altri squali : soda e leggermente fibrosa. Viene consumata in alcune regioni, spesso grigliata, al forno o utilizzata per fare carpaccio o sashimi (dove è consentito).

    Rischi per la salute

    Come molti squali, può accumulare mercurio e altre tossine. Per questo motivo, il consumo frequente non è consigliato, soprattutto per donne in gravidanza, bambini e persone sensibili al mercurio.

    Conservazione e legalità

    In alcune zone, la pesca del pesce martello è regolamentata perché alcune specie sono minacciate. Quindi bisogna assicurarsi che sia pescato legalmente.

    •••

    Ecco una panoramica delle specie di pesce martello e della loro commestibilità/sicurezza

    Specie più comuni di pesce martello

    Sphyrna lewini (Martello comune o scalloped hammerhead)

    Stato :

    In pericolo secondo la IUCN.

    Consumo :

    Sconsigliato, sia per rischio di estinzione sia per possibile alta concentrazione di mercurio. Sphyrna mokarran (Martello grande o great hammerhead)

    Stato :

    Vulnerabile/In pericolo.

    Consumo :

    Sconsigliato, simili motivi di conservazione e mercurio. Sphyrna tiburo (Bonnethead o martello piccolo)

    Stato :

    Non minacciato in molte aree.

    Consumo :

    Più sicuro, carne simile ad altri squali di piccola taglia, ma va comunque consumato con moderazione. Sphyrna zygaena (Smooth hammerhead)

    Stato :

    Vulnerabile.

    Consumo :

    Meglio evitarlo, principalmente per motivi di conservazione.

    Raccomandazioni generali

    Prediligere le specie piccole e locali, non minacciate. Limitare il consumo a causa del mercurio, anche se si sceglie una specie “sicura”. Verificare sempre che il pesce sia stato pescato legalmente.

    In pratica :

    i martelli piccoli come il Bonnethead sono i più sicuri da mangiare, mentre i grandi martelli sono meglio evitarli sia per salute che per conservazione.

  • Essere e comportarsi da vero Vaisnava

    Essere e comportarsi da vero Vaisnava

    Significa riferirsi a chi segue sinceramente la via del bhakti-yoga, la devozione verso Dio (Vishnu o Krishna) secondo la tradizione vaiṣṇava.

    La vita di un vero Vaiṣṇava non è solo una questione di etichetta o di rituali esteriori, ma soprattutto di atteggiamento interiore e comportamento etico coerente.

    Ecco una panoramica chiara e pratica

    Amore e devozione a Dio

    La priorità assoluta di un Vaiṣṇava è servire e amare Krishna (o Vishnu) in ogni aspetto della vita.

    La devozione si manifesta attraverso la preghiera, il canto dei nomi divini (japa o kirtana) e lo studio delle scritture sacre come Bhagavad-gītā e Śrīmad Bhāgavatam.

    Rispetto e cura per tutti gli esseri viventi

    Un vero Vaiṣṇava pratica ahimsa (non violenza) e compassione verso tutti gli esseri.

    Non fa male intenzionalmente agli altri, sia umani che animali, e cerca di servire il prossimo come manifestazione del divino.

    Condotta morale elevata

    Evita comportamenti considerati immorali o contaminanti spiritualmente, come :

    Menzogna o inganno Furto o corruzione

    Uso eccessivo di sostanze che alterano la mente

    Relazioni sessuali illecite o egoistiche

    Coltiva qualità come :

    veridicità

    umilta’

    pazienza e autocontrollo.

    Sincerità e umiltà

    Un vero Vaiṣṇava non ostenta la propria devozione né cerca approvazione mondana.

    È pronto a accettare correzioni e a imparare dai più esperti senza arroganza.

    Disciplina spirituale

    Mantiene una pratica regolare di :

    Japa (ripetizione del mantra)

    Puja (adorazione)

    Studio dei testi sacri

    Partecipazione a satsang (compagnia spirituale)

    La disciplina è vista come mezzo per purificare il cuore e mantenere la mente concentrata su Dio.

    Comportamento sociale

    Si astiene da critiche e pettegolezzi.

    Aiuta gli altri senza secondi fini, con un cuore generoso e sincero.

    È onesto nel lavoro e nella vita quotidiana, e cerca di guadagnarsi da vivere in modo lecito (artha).

    Atteggiamento interiore

    Il vero Vaiṣṇava vede Dio in ogni cosa e tutto ciò che accade come parte del piano divino.

    Coltiva :

    pazienza

    gratitudine

    distacco dagli attaccamenti materiali senza essere indifferente al mondo.

    Sintesi pratica

    Un vero Vaiṣṇava ama Dio e gli altri, vive con integrità, disciplina e umiltà, e cerca di purificare la mente e il cuore attraverso la devozione.

    Non è il titolo o il vestito religioso a renderlo tale, ma l’attitudine interna e la coerenza tra pensiero, parola e azione.

    COSA FARE SISTEMATICAMENTE :

    Iniziare e chiudere la giornata con preghiera o mantra

    Ripetere il maṅtra di Krishna (come il Maha Mantra) al mattino e alla sera aiuta a mantenere la mente centrata su Dio.

    Anche 5-10 minuti costanti producono un grande cambiamento interiore nel tempo.

    Coltivare la veridicità

    Parlare sempre con onestà e sincerità, evitando bugie o esagerazioni.

    Se qualcosa non può essere detta gentilmente, meglio tacere.

    Evitare pettegolezzi e critiche

    Non parlare male degli altri né diffondere voci.

    Se necessario, offrire consigli costruttivi con umiltà e amore.

    Servire e aiutare il prossimo

    Offrire aiuto a chi ne ha bisogno, senza aspettarsi riconoscimenti. Anche piccoli gesti quotidiani (un sorriso, una parola gentile) sono parte del servizio.

    Evitare sostanze e attività nocive

    Limitare o evitare alcol, droghe, e comportamenti che disturbano la mente o portano a perdita di autocontrollo.

    Questo aiuta la mente a rimanere chiara per la devozione.

    Mangiare in modo consapevole

    Preferire cibo sattvico, pulito e vegetariano.

    Offrire il cibo a Dio prima di mangiare è un modo per trasformare l’azione quotidiana in devozione.

    Studiare testi sacri

    Dedicare ogni giorno anche pochi minuti allo studio di Bhagavad-gītā o Śrīmad Bhāgavatam. Serve a nutrire la mente con insegnamenti spirituali e migliorare la condotta.

    Coltivare l’umiltà

    Non vantarsi delle proprie conoscenze o pratiche spirituali.

    Accettare suggerimenti e critiche senza offesa, vedendole come opportunità di crescita.

    Controllare la mente e le emozioni

    Evitare reazioni impulsive di rabbia, gelosia o egoismo.

    Praticare pazienza, tolleranza e gratitudine anche nelle difficoltà.

    Condividere la devozione

    Partecipare a kirtan, satsang o attività di comunità.

    La compagnia spirituale rinforza la pratica personale e ispira gli altri.

    Suggerimento pratico

    puoi segnarti questi 10 punti su un foglio e spuntarne uno al giorno come “obiettivo pratico”.

    In un mese vedrai già un cambiamento significativo nella mente e nel comportamento.

    Pvl

  • FIUME YAMUNA / uno dei principali affluenti del Gange

    E’ uno dei fiumi più inquinati dell’India, nonostante la sua importanza culturale, religiosa ed economica.

    La situazione del fiume è allarmante e deriva da una combinazione di cause antropiche e naturali.

    Ecco un’analisi dettagliata :

    Cause principali dell’inquinamento

    Scarichi domestici e urbani Le città lungo il fiume, in particolare Delhi, contribuiscono con enormi quantità di acque reflue non trattate.

    Si stima che ogni giorno milioni di litri di acque reflue vengano riversati nel fiume senza alcun trattamento adeguato.

    Industria Industrie chimiche, tessili e conciarie scaricano rifiuti tossici, metalli pesanti e sostanze chimiche pericolose.

    Questi scarichi rendono l’acqua tossica e dannosa per la fauna e per le persone che la utilizzano.

    Rifiuti solidi Plastica, immondizia domestica e rifiuti industriali vengono spesso gettati direttamente nel fiume o nelle sue sponde.

    Pratiche agricole L’uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi nelle zone agricole lungo il fiume contribuisce a un fenomeno di eutrofizzazione, con crescita eccessiva di alghe che impoverisce l’ossigeno dell’acqua.

    Attività religiose Bagni rituali, immersione di statue e offerta di fiori contribuiscono all’inquinamento organico e chimico.

    Effetti dell’inquinamento

    Ambientali Diminuzione drastica della biodiversità acquatica.

    Crescita di alghe tossiche e cattivo odore.

    Contaminazione dei suoli lungo le sponde.

    Sanitari Malattie trasmissibili dall’acqua (come colera, dissenteria, epatite A).

    Metalli pesanti nell’acqua possono accumularsi nella catena alimentare.

    Socio-economici Limitazione delle attività di pesca.

    Riduzione dell’uso dell’acqua per irrigazione e consumo umano.

    Interventi e sfide

    Progetti governativi :

    Il governo indiano ha avviato progetti come il “Yamuna Action Plan” per costruire impianti di trattamento delle acque e ridurre gli scarichi industriali.

    Ostacoli

    Inadeguata manutenzione degli impianti di trattamento.

    Crescita urbana rapida e incontrollata.

    Mancanza di consapevolezza tra la popolazione locale.

    Conclusione

    Il Yamuna è ormai un simbolo della crisi dei fiumi urbani in India : pur essendo sacro e centrale nella vita di milioni di persone, è gravemente compromesso dalla contaminazione umana.

    La sua bonifica richiede non solo interventi tecnologici, ma anche un cambiamento culturale e comportamentale nella gestione dei rifiuti e nell’uso delle risorse idriche.

    Pvl

  • Stalking online

    Stalking online

    Il social cyberstalking è una forma di stalking online

    che avviene soprattutto tramite social network, app di messaggistica e piattaforme digitali.

    Consiste in comportamenti ripetuti, indesiderati e invasivi che causano ansia, paura o disagio nella vittima.

    Come si manifesta

    Può includere una o più di queste azioni :

    Messaggi insistenti o minacciosi (DM, commenti, email)

    Controllo ossessivo dei profili social (like sistematici, visualizzazioni continue)

    Creazione di account falsi per contattare o sorvegliare la vittima.

    Diffusione di informazioni personali (doxxing)

    Manipolazione, ricatto emotivo o intimidazioni pubbliche

    Monitoraggio delle attività online e offline (“so dove sei”, “ho visto con chi eri”)

    Caratteristiche chiave

    Ripetitività (non è un singolo episodio)

    Non consensualità (la vittima ha espresso o dimostrato rifiuto)

    Impatto psicologico (stress, paura, senso di controllo)

    Conseguenze per la vittima

    Ansia, insonnia, depressione

    Isolamento sociale

    Cambiamenti nelle abitudini quotidiane Sensazione di perdita di controllo e sicurezza

    Cosa fare

    Non rispondere e non alimentare il contatto

    Bloccare e segnalare l’account sulla piattaforma

    Raccogliere prove (screenshot, link, date, orari)

    Rafforzare la privacy dei profili social

    Parlarne con qualcuno di fiducia

    Rivolgersi alle autorità: in molti paesi (Italia inclusa) il cyberstalking è perseguibile per legge

    In Italia

    Il cyberstalking rientra nel reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.), anche se commesso esclusivamente online.

    Pvl

  • SINGAPORE

    è spesso citata come modello globale di città giardino

    e questa definizione non è casuale : riflette una combinazione unica di urbanistica, sostenibilità e qualità della vita.

    Posso spiegarti in dettaglio perché viene considerata così.

    Origine del concetto L’idea di “città giardino” nasce dal movimento urbanistico britannico di inizio ‘900, che puntava a combinare i benefici del verde con quelli della vita urbana, evitando sovraffollamento e degrado ambientale.

    Singapore ha adattato questo concetto al contesto moderno e tropicale, diventando un esempio di città “verde” contemporanea.

    Strategie di Singapore come città giardino

    Verde diffuso e integrato parchi, giardini verticali, tetti verdi, corsi d’acqua naturali e artificiali, e alberi lungo strade e marciapiedi.

    Urbanistica pianificata ogni quartiere è progettato con spazi verdi, centri ricreativi, scuole e infrastrutture, riducendo la dipendenza dall’auto e aumentando la vivibilità.

    Sostenibilità e biodiversità Singapore ha creato riserve naturali, corridoi ecologici e progetti per proteggere la fauna urbana.

    Esempi celebri Gardens by the Bay e il Singapore Botanic Gardens, patrimonio UNESCO.

    Edilizia verde edifici con facciate vegetali, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, pannelli solari, e norme di certificazione ambientale (Green Mark).

    Politiche pubbliche incentivi per spazi verdi privati, educazione ambientale e piani di mobilità sostenibile.

    Risultati Singapore è spesso definita la città più verde dell’Asia.

    Ha un’alta qualità dell’aria e ottima gestione delle risorse idriche e ambientali. Il verde urbano contribuisce al benessere psicologico, alla riduzione del calore urbano e alla mitigazione dell’inquinamento.

    Rilevanza globale

    È un modello replicabile in città ad alta densità grazie alla pianificazione integrata. Organizzazioni internazionali citano Singapore come esempio di sviluppo urbano sostenibile e resiliente.

  • FBI e CIA

    L’FBI (Federal Bureau of Investigation) e la CIA (Central Intelligence Agency) sono due agenzie degli Stati Uniti, ma hanno ruoli e compiti diversi.

    L’FBI è la polizia federale americana. Si occupa di investigare e far rispettare le leggi federali all’interno degli Stati Uniti. Tra i suoi compiti ci sono : combattere la criminalità organizzata, il terrorismo interno, le frodi, la corruzione e i crimini informatici. Lavora principalmente sul territorio nazionale e può arrestare persone.

    La CIA, invece, è un’agenzia di intelligence. Il suo compito principale è raccogliere e analizzare informazioni dall’estero per proteggere la sicurezza nazionale. Si occupa di spionaggio, operazioni segrete e analisi dei rischi internazionali, ma non ha poteri di polizia negli Stati Uniti.

    In sintesi

    FBI : opera negli USA, fa indagini e arresta criminali.

    CIA : opera fuori dagli USA, raccoglie informazioni e fa spionaggio.

    Un modo semplice per ricordarlo

    FBI = dentro, polizia.

    CIA = fuori, spionaggio.