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La nonna contemporanea
Il Conflitto tra Ruoli : “Nonna-Chioccia” vs “Donna-Individuo”
Siamo di fronte a una transizione identitaria
La nonna non accetta più il solo ruolo di “custode del focolare”, ma rivendica il diritto alla propria narrazione.
La Funzione Sociale
Accudire i nipoti le fornisce un senso di generatività (secondo Erik Erikson), ovvero la sensazione di contribuire al futuro, combattendo il senso di inutilità che può derivare dall’età avanzata.
La Funzione Individuale
Gli “appuntamenti privati per divagarsi” (teatro, amiche, corsi, mostre) sono atti di resistenza psicologica. Servono a mantenere viva l’identità adulta, separata da quella familiare, evitando che il “Sé” venga totalmente assorbito dai bisogni dei nipoti.
La Gestione delle Energie
L’Entusiasmo e il Limite
Dal punto di vista della psicologia cognitiva e fisica, questa figura opera in un regime di multitasking generazionale :
Stimolazione Cognitiva
Seguire i nipoti mantiene la mente elastica (attenzione divisa, risoluzione di problemi immediati).
Il Rischio di “Burnout del Caregiver”: Sebbene la definizione sembri eccessiva per una nonna, l’impegno costante può portare a una stanchezza cronica mascherata dal senso del dovere. Gli appuntamenti privati fungono da valvola di scarico indispensabile per ricaricare le batterie emotive.
Dinamiche Relazionali
Potere e Affetto
La “dolce vecchietta” esercita una forma di soft power all’interno della famiglia :
Il Ponte Emotivo
È l’elemento di stabilità tra i genitori (spesso stressati o assenti per lavoro) e i bambini.
La Negoziazione dei Confini
Curare i propri appuntamenti privati è un messaggio indiretto ai figli (i genitori dei nipoti): “Io ci sono, ma sono ancora un’entità autonoma”. Questo previene la dinamica del “nonno-baby sitter a chiamata” e ristabilisce un equilibrio di rispetto reciproco.
La Psicologia del “Tempo Ritrovato”
Per questa donna, il tempo ha un valore diverso :
I Nipoti rappresentano il tempo circolare (il ritorno all’infanzia, il gioco).
Gli Appuntamenti Privati rappresentano il tempo lineare (il godimento del presente, la cultura, la socialità).
Questa alternanza crea una psiche equilibrata che riduce drasticamente il rischio di depressione senile o solitudine, poiché la donna si sente amata (dai nipoti) e stimata (nella sua cerchia sociale).
Sintesi dello Stato Mentale
La situazione descritta è l’archetipo dell’invecchiamento di successo. La “dolcezza” non è debolezza, ma una scelta relazionale supportata da una struttura mentale solida che non rinuncia ai propri desideri. È una persona che ha integrato il passato (l’esperienza), il presente (il servizio alla famiglia) e il futuro (i propri interessi personali).
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La mostra monografica dedicata a Carla Accardi
La mostra monografica dedicata a Carla Accardi rappresenta un’occasione preziosa per immergersi nell’universo di un’artista che ha saputo ridefinire i confini del segno e del colore.
Attraverso le due sedi della Galleria Lombardi, il percorso espositivo delinea un’evoluzione creativa che muove dalle astrazioni geometriche del dopoguerra fino alla leggerezza trasparente del sicofoil, materiale che ha reso il suo stile immediatamente riconoscibile.
Questa seconda tappa del progetto curatoriale approfondisce la capacità dell’artista di far vibrare la superficie pittorica, trasformando la tela in un campo di forze dove l’ordine del segno dialoga costantemente con l’emozione cromatica.
La scelta di sdoppiare l’esposizione tra via di Monte Giordano e via di Panico permette una narrazione più ampia, capace di accogliere opere che testimoniano la sua incessante ricerca formale.
Visitare una rassegna di tale respiro nel cuore di Roma significa confrontarsi con l’eredità di una delle figure centrali dell’avanguardia italiana del Novecento.
Il lavoro della Accardi continua a suggerire una modernità intatta, dove la purezza dei tratti non è mai freddo esercizio stilistico, ma un’espressione profonda e vitale dell’anima stessa del quadro.
L’esposizione dedicata a Carla Accardi rimane un appuntamento di rilievo per chiunque voglia comprendere la portata rivoluzionaria della sua ricerca artistica nel panorama contemporaneo.
Il progetto curato da Lorenzo ed Enrico Lombardi riesce a restituire la complessità di una produzione che ha attraversato decenni di sperimentazione, mantenendo sempre un’identità visiva coerente e potente.
Le opere selezionate per questa monografica mettono in luce la transizione dai primi esperimenti con il Gruppo Forma 1 verso una maturità segnica che esplora lo spazio come dimensione dinamica e aperta.
La doppia sede espositiva favorisce un dialogo serrato tra le diverse fasi della sua carriera, offrendo al visitatore una prospettiva privilegiata sulla sua capacità di innovare i linguaggi della pittura.
La mostra monografica Carla Accardi. Segni dell’anima #2 resterà aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2026.
Tale data segna la conclusione di un percorso espositivo che ha saputo celebrare l’eleganza cromatica e la forza strutturale di una protagonista indiscussa dell’arte astratta internazionale.
avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”
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Il 2026 non arriva come una promessa, ma come una domanda aperta
Il 2026 non arriva come una promessa, ma come una domanda aperta.
Non porta con sé l’illusione di un nuovo inizio netto
né l’entusiasmo ingenuo delle svolte epocali.
È piuttosto un tempo che si deposita lentamente, chiedendo conto di ciò che è rimasto dopo l’usura degli anni precedenti.
Un anno che non grida, ma osserva.
Ciò che emerge è una stanchezza diffusa
stanchezza delle parole troppo grandi, dei valori proclamati e poco praticati, delle appartenenze gridate più che vissute.
Il mondo sembra aver perso fiducia nei racconti totali, in quelle narrazioni capaci di spiegare tutto e salvare tutti.
Eppure, proprio in questa perdita, si apre uno spazio nuovo : quello della scelta consapevole.
Nel 2026 non sarà tanto importante credere
quanto decidere.
Decidere come stare nelle relazioni, come attraversare il conflitto, come esercitare la propria libertà senza trasformarla in indifferenza.
Le relazioni tenderanno a ridursi di numero, ma non necessariamente di intensità.
Ci sarà meno tolleranza per ciò che è fittizio, più bisogno di autenticità anche a costo di qualche solitudine.
Non per cinismo, ma per sopravvivenza interiore.
E allora la domanda sull’amore universale diventa inevitabile.
Ha ancora senso parlarne
dopo le delusioni collettive, dopo la violenza normalizzata, dopo la semplificazione dell’altro in etichetta, nemico o bersaglio?
Forse no, se per amore universale intendiamo uno stato emotivo costante, una benevolenza ininterrotta, una fusione senza attriti.
Quell’idea appartiene a un tempo in cui si poteva ancora permettere una certa ingenuità morale.
Ma se l’amore universale viene inteso non come sentimento
bensì come principio operativo, allora non solo ha senso: diventa essenziale.
Amare universalmente, nel 2026
non significherà provare affetto per chiunque. Significherà qualcosa di più sobrio e più difficile: rifiutare la disumanizzazione.
Non ridurre l’altro a funzione, a colpa, a caricatura.
Non cedere alla tentazione di semplificare ciò che è complesso solo per poterlo odiare meglio.
Significherà scegliere, ogni volta che è possibile, di non chiudere del tutto lo sguardo.
Questo tipo di amore non consola
non pacifica, non risolve. Non promette salvezza collettiva.
È un amore senza enfasi, spesso silenzioso, talvolta scomodo.
Vive nei gesti minimi: nel modo in cui si ascolta, nel modo in cui si interrompe una catena di reazioni automatiche, nel modo in cui si accetta che l’altro resti irriducibile.
Il 2026 non chiederà di essere buoni. Chiederà di essere presenti.
Presenti a se stessi, alle proprie contraddizioni, ai propri limiti.
Presenti all’altro, senza la pretesa di capirlo fino in fondo.
In questo senso
credere ancora nell’amore universale non sarà un atto di fede cieca, ma una forma di resistenza lucida.
Una scelta contro la semplificazione, contro il cinismo elevato a intelligenza, contro l’idea che indurirsi sia l’unico modo per non soffrire.
Forse il compito del 2026 non sarà cambiare il mondo.
Ma non diventare peggiori vivendo in esso.
E questo, oggi, è già una forma alta di amore.
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I Sudei,il respiro cromatico nelle opere di Piero Villani
Quando mi avvicino a un’opera di Piero Villani, non vedo semplici aree di colore vedo spazi che respirano, che accolgono e che sembrano pulsare con una vita propria.
I Sudei non sono superfici piane : sono territori emotivi in cui lo sguardo trova riposo, un luogo dove fermarsi e sentire, più che guardare.
Per Villani il colore non è un elemento secondario o decorativo : è una presenza viva, capace di trasformare la percezione di chi osserva.
Ogni Sudeo si espande con vigore, intrecciando luce, superficie e spazio in un dialogo continuo tra memoria e sensazione.
Qui non si cercano forme precise : si lascia spazio all’intimità del colore, come se esso stesso invitasse a un’esperienza più profonda del semplice vedere.
I Sudei aprono una soglia fluida tra interno ed esterno, tra sentimento e riflessione.
In essi il colore pulsa, vibra e diventa simbolo di introspezione, accompagnando lo spettatore in un viaggio che è al tempo stesso visivo e interiore.
Ogni campitura cromatica sembra suggerire un respiro : calmo, intenso, personale.
Chi guarda non osserva più un oggetto, ma entra in uno spazio da abitare con gli occhi e con il cuore.
Piero Villani considera la pittura come un modo di vivere un impegno totale in cui colore e segno diventano strumenti per tradurre le sensazioni in vibrazioni visive.
Così, la tela non è più qualcosa da leggere, ma da sentire, come un paesaggio di emozioni.
C’è nei Sudei una sorta di ritualità cromatica : un gesto contemplativo che trascende la semplice percezione e si allarga fino a evocare un dialogo con sé stessi.
Il colore, in questo linguaggio visivo, diventa esperienza, risvegliando nello spettatore un senso di contemplazione che va oltre il visivo per trasformarsi in esperienza umana.
Così, ogni Sudeo diventa un luogo da abitare con lo sguardo e con il respiro, uno spazio in cui fermarsi per un istante e accogliere le proprie emozioni.
Non è solo colore : è esperienza, è presenza, è territorio interiore.
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La stregoneria della tecnologia
E’ l’arte invisibile che fa sembrare naturale ciò che non comprendiamo.
Un tempo erano formule e talismani, oggi sono algoritmi e interfacce : cambiano i simboli, non l’incanto.
Premiamo un gesto minimo e accadono cose lontane : voci appaiono, immagini viaggiano, decisioni si anticipano.
La magia sta nell’opacità non nel mistero assoluto, ma nella distanza tra causa e effetto.
Quando il funzionamento si nasconde, il potere sembra soprannaturale.
Ogni tecnologia abbastanza avanzata chiede fiducia come un rito : credere che funzioni, accettare le regole, ignorare il fuoco sotto il calderone.
La differenza, forse, è etica : la stregoneria antica prometteva trasformazione; quella moderna promette efficienza.
Eppure l’incanto resta lo stesso : delegare il possibile a qualcosa che non vediamo, sperando che ci restituisca più tempo, più ordine, o almeno l’illusione di controllo.
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Vivere come un devoto di Krishna (bhakta) in Italia
E’ un percorso affascinante che richiede di bilanciare una millenaria tradizione orientale con la vita quotidiana occidentale.
La sfida non è “diventare indiani”, ma spiritualizzare la propria esistenza ovunque ci si trovi.
Ecco una guida pratica su come integrare i principi della Bhakti nella tua vita, rispettando i testi sacri e i principi regolatori .
I Quattro Principi Regolatori
Per un Vaisnava, questi pilastri sono fondamentali per mantenere la mente pulita e focalizzata sul servizio a Krishna.
Rappresentano la base della libertà spirituale :
Ahimsa (Non violenza)
Dieta rigorosamente vegetariana (o meglio, latto-vegetariana), evitando carne, pesce e uova.
L’ideale è consumare solo Prasadam (cibo offerto a Krishna).
Assenza di intossicanti
Evitare fumo, alcol, droghe e anche caffeina o teina (che alterano lo stato di coscienza).
Niente sesso illecito
La sessualità è vissuta all’interno del matrimonio e idealmente finalizzata alla procreazione in coscienza di Krishna.
Niente gioco d’azzardo
Evitare scommesse o speculazioni finanziarie rischiose, che alimentano l’avidità e l’illusione.
La Sadhana
La Tua Routine Spirituale. La vita spirituale si fonda sulla disciplina quotidiana (Sadhana). Anche se vivi in Italia e lavori, puoi adattare questi momenti :
Japa Meditation
Il cuore della pratica è il canto del Maha-mantra :
Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare
Cerca di dedicare un numero fisso di “giri” di corona (mala) ogni mattina .
Studio dei Testi
Dedica almeno 15-30 minuti al giorno alla lettura della Bhagavad-gita o dello Srimad Bhagavatam. Questo “nutre” l’intelligenza.
Mangiare in Coscienza
Impara a cucinare piatti italiani (pasta, verdure, legumi) e offrili a Krishna mentalmente o con un piccolo altare domestico prima di mangiare .
La cucina italiana si presta benissimo alla dieta Vaisnava!
Comportamento e Attitudine, Etica Vaisnava
Essere un devoto non significa isolarsi, ma agire nel mondo con una nuova consapevolezza.
Umiltà e Rispetto
La Siksastaka di Chaitanya Mahaprabhu insegna a essere “più umili di un filo d’erba”. Rispetta i tuoi genitori, i colleghi e la cultura in cui vivi, vedendo la presenza di Dio nel cuore di ogni essere .
Dovere (Dharma)
Svolgi il tuo lavoro o i tuoi studi con eccellenza, offrendo i risultati a Krishna.
Non essere pigro
un devoto dovrebbe essere un cittadino esemplare.
Satsanga (Associazione)
Cerca la compagnia di altri devoti.
Se non hai un tempio vicino, partecipa a incontri online o gruppi di studio.
L’associazione è il “carburante” della devozione.
Sfide Specifiche in Italia
Vivere in un paese con forti radici cattoliche e una cultura gastronomica centrata sulla carne richiede tatto:
Vita Sociale
Non c’è bisogno di essere fanatici.
Se vai a cena fuori, scegli opzioni vegetariane semplici (pizza marinara, pasta al pomodoro) senza fare troppe pressioni agli altri, ma rimanendo fermo nei tuoi principi.
Famiglia
Spiega la tua scelta con dolcezza.
Spesso, il modo migliore per convincere i propri cari della validità del tuo percorso non sono le prediche, ma vederti più felice, calmo e responsabile.
Un consiglio per iniziare
Non cercare di essere perfetto dal primo giorno.
La vita spirituale è una maratona, non uno sprint.
Focalizzati sulla qualità del tuo canto e sulla sincerità del tuo desiderio di servire.
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Grace Hartigan
Grace Hartigan (1922–2008) è stata una pittrice statunitense, figura centrale dell’Espressionismo Astratto e, in particolare, della New York School.
Alcuni punti chiave
Inizia come astrattista pura negli anni ’50, accanto a artisti come Pollock, de Kooning e Rothko. A differenza di molti colleghi, reintrodusse presto figure, oggetti e riferimenti narrativi, anticipando una svolta che la rese atipica nel movimento. Fu profondamente influenzata da poesia, miti, storia dell’arte e vita urbana. Negli anni ’50 firmava talvolta le opere con il nome “George Hartigan”, per aggirare i pregiudizi di genere del sistema artistico. Importante il suo ruolo anche come insegnante: per decenni ha diretto la Hoffberger School of Painting a Baltimora.
Il suo lavoro è spesso descritto come un equilibrio teso tra gesto emotivo e struttura figurativa, tra caos e memoria.
https://www.guggenheim-venice.it/it/arte/artisti/grace-hartigan/
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Caparezza
E’ il nome d’arte di Michele Salvemini rapper, cantautore e produttore italiano nato a Molfetta (1973).
È noto per testi ironici, satirici e politicamente consapevoli uso ricchissimo della lingua italiana (giochi di parole, citazioni storiche, letterarie e pop) un suono che mescola rap, rock, elettronica e funk
In breve
Esordi anni ’90 (inizialmente come Mikimix)
Svolta artistica con Verità supposte (2003)
Temi ricorrenti identità, potere, informazione, cultura di massa, libertà individuale
Stile live concerti molto curati, teatrali ed energici
Album principali Verità supposte (2003) Habemus Capa (2006) Le dimensioni del mio caos (2008) Il sogno eretico (2011) Museica (2014) Prisoner 709 (2017) Exuvia (2021)
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Benedetta Rossi,food blogger
Benedetta Rossi è una delle food blogger
e personalità della cucina italiana più amate e seguite del momento, famosa soprattutto per le sue ricette casalinghe semplici, genuine e alla portata di tutti.
Chi è
Benedetta Rossi è nata a Porto San Giorgio (Fermo) nelle Marche e ha iniziato a cucinare fin da giovane, seguendo gli insegnamenti di sua nonna e delle zie.
Dopo la laurea in biologia marina ha lavorato per più di quindici anni nella cucina dell’agriturismo di famiglia, prima di lanciarsi nel mondo online.
Dal Web alla TV
Ha debuttato su YouTube nel 2011 con il canale Fatto in casa da Benedetta, dove pubblicava video di ricette semplici senza parlare all’inizio, solo mostrando le preparazioni.
Con il tempo è diventata una vera e propria celebrità del web, accumulando milioni di follower su Instagram, YouTube e Facebook.
Il suo successo l’ha portata anche in televisione : ha condotto programmi come Fatto in casa per voi e più recentemente Ricette d’Italia, un format che esplora tradizioni culinarie italiane e coinvolge persone comuni nella preparazione dei loro piatti del cuore.
Stile di cucina
La cucina di Benedetta è focalizzata su : Ricette casalinghe, facili da replicare con ingredienti comuni.
Piatti della tradizione italiana, spesso della cucina marchigiana.
Preparazioni che spaziano da antipasti, primi, secondi e contorni fino a dolci, conserve e marmellate.
Le sue ricette sono pensate per chi ama cucinare con semplicità e gusto, anche se non si è esperti.
Libri di cucina
Benedetta ha pubblicato numerosi libri di ricette di grande successo in Italia, tutti improntati alla cucina di casa, con spiegazioni dettagliate e consigli pratici.
Alcuni titoli recenti includono: Fatto in casa da Benedetta In cucina con la friggitrice ad aria Il libro d’oro.
Tutte le mie ricette più amate La mia cucina per tutti (con ricette anche per esigenze specifiche come senza glutine o senza lattosio)
Dove trovare le sue ricette
La sua piattaforma principale è il sito “Fatto in casa da Benedetta”, dove puoi trovare tantissime ricette con indicazioni su tempi, ingredienti e preparazione.
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Giovanni Sylos Labini
Fisico e ricercatore nel settore spaziale
Giovanni Sylos Labini è un fisico italiano, attivo soprattutto nell’ambito di :
satelliti space debris (detriti spaziali) sicurezza orbitale sistemi di sorveglianza dello spazio (Space Situational Awareness)
Lavora come ricercatore e divulgatore scientifico, con particolare attenzione ai problemi legati a :
congestione delle orbite terrestri rischio di collisioni tra satelliti sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali implicazioni politiche e strategiche dell’uso dello spazio
È spesso coinvolto in
progetti di ricerca europei analisi tecnico-scientifiche su satelliti e infrastrutture spaziali divulgazione su temi spaziali in contesti pubblici e mediatici
Il suo profilo è quindi più vicino a:
fisica applicata / ingegneria spaziale / geopolitica dello spazio
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Cova da Iria è una località nei pressi di Fatima in Portogallo
Ecco i punti essenziali
Luogo : una conca naturale (in portoghese cova = avvallamento) situata nella parrocchia di Fátima, comune di Ourém.
Eventi : tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 vi si verificarono le presunte apparizioni mariane a tre pastorelli : Lucia dos Santos, Francisco e Jacinta Marto.
Evento culminante : il 13 ottobre 1917, davanti a migliaia di persone, avvenne il cosiddetto “miracolo del sole”.
Oggi : sul sito sorge il Santuario di Nostra Signora di Fátima, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio cattolico al mondo.
Significato : Cova da Iria è diventata simbolo di devozione mariana, preghiera, penitenza e riflessione sul Novecento (guerre, ideologie, sofferenza umana).
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Il lirismo astratto dei sudei di Piero Villani
I sudei di Piero Villani intrecciano colore e pseudo-forma in un rapporto amoroso che approda a un autentico lirismo astratto. In queste opere, nulla è lasciato alla semplice gestualità o al decorativismo cromatico : ogni superficie appare come il risultato di una tensione interna, di un dialogo costante tra ciò che tende a definirsi e ciò che, deliberatamente, sfugge alla forma.
Il colore non agisce come riempimento né come elemento accessorio, ma come forza primaria, capace di generare spazio e ritmo. Le pseudo-forme che emergono mai completamente risolte, mai del tutto riconoscibili non cercano una stabilità iconica, bensì una condizione di sospensione. È in questa instabilità che si manifesta il carattere più intimo dei sudei: una pittura che non descrive, ma allude; che non afferma, ma invita.
Piero Villani sembra operare in una zona di confine, dove la forma non è negata ma costantemente rimessa in discussione. La pseudo-forma diventa così il luogo dell’incontro, il punto di contatto tra impulso emotivo e controllo compositivo. Il rapporto amoroso tra colore e struttura non è pacificato: è un confronto, talvolta un attrito, che produce vibrazione visiva e densità poetica.
Il lirismo astratto che ne deriva non è sentimentale né evasivo. Al contrario, è un lirismo consapevole, costruito attraverso stratificazioni, scarti e pause. La superficie pittorica si offre come campo di esperienza, dove lo sguardo è chiamato a muoversi lentamente, ad accettare l’ambiguità come valore e non come mancanza.
Nei sudei, l’astrazione non coincide con l’allontanamento dal reale, ma con un suo ripensamento profondo. Il colore diventa linguaggio emotivo, la pseudo-forma memoria di un ordine possibile ma mai definitivo. In questo equilibrio fragile e intenso risiede la forza del lavoro di Piero Villani : una pittura che sceglie la via della poesia senza rinunciare al rigore, e che trova nel lirismo astratto la propria voce più autentica.
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Giorgia Rombola’
E’ una giornalista e conduttrice italiana che lavora in Rai, in particolare legata al TG3 e ad alcune trasmissioni di approfondimento e informazione.
Carriera professionale
Fa parte della redazione di TG3 come giornalista e talvolta conduttrice/inviata. Ha condotto “Agorà Estate” su Rai3, programma di attualità e politica in onda in fascia mattutina, soprattutto durante l’estate.
È stata anche coinvolta nella conduzione del programma di approfondimento TG3 Linea Notte, alternandosi con un’altra giornalista nella gestione dell’edizione serale/notturna.
In passato ha lavorato anche a Rai News24 e ha esordito in tv conducendo altri programmi di informazione.
Origini e vita personale
Originaria di Soverato (in Calabria), vive a Roma. Ha una formazione giornalistica classica e ha frequentato la scuola di giornalismo.
È sposata e madre di quattro figli.
Curiosità
Nel corso della sua attività a RaiNews24 è stata al centro di una polemica nel 2018 dopo aver denunciato un episodio di violenza e aver ricevuto insulti e minacce sui social, con solidarietà espressa dalla Rai e dai sindacati giornalistici.
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Pesce Martello,commestibile ?

Pesce Martello Sì, il pesce martello è commestibile, ma ci sono alcune considerazioni importanti.
Sapore e uso in cucina : La carne del pesce martello è simile a quella di altri squali : soda e leggermente fibrosa. Viene consumata in alcune regioni, spesso grigliata, al forno o utilizzata per fare carpaccio o sashimi (dove è consentito).
Rischi per la salute
Come molti squali, può accumulare mercurio e altre tossine. Per questo motivo, il consumo frequente non è consigliato, soprattutto per donne in gravidanza, bambini e persone sensibili al mercurio.
Conservazione e legalità
In alcune zone, la pesca del pesce martello è regolamentata perché alcune specie sono minacciate. Quindi bisogna assicurarsi che sia pescato legalmente.
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Ecco una panoramica delle specie di pesce martello e della loro commestibilità/sicurezza
Specie più comuni di pesce martello
Sphyrna lewini (Martello comune o scalloped hammerhead)
Stato :
In pericolo secondo la IUCN.
Consumo :
Sconsigliato, sia per rischio di estinzione sia per possibile alta concentrazione di mercurio. Sphyrna mokarran (Martello grande o great hammerhead)
Stato :
Vulnerabile/In pericolo.
Consumo :
Sconsigliato, simili motivi di conservazione e mercurio. Sphyrna tiburo (Bonnethead o martello piccolo)
Stato :
Non minacciato in molte aree.
Consumo :
Più sicuro, carne simile ad altri squali di piccola taglia, ma va comunque consumato con moderazione. Sphyrna zygaena (Smooth hammerhead)
Stato :
Vulnerabile.
Consumo :
Meglio evitarlo, principalmente per motivi di conservazione.
Raccomandazioni generali
Prediligere le specie piccole e locali, non minacciate. Limitare il consumo a causa del mercurio, anche se si sceglie una specie “sicura”. Verificare sempre che il pesce sia stato pescato legalmente.
In pratica :
i martelli piccoli come il Bonnethead sono i più sicuri da mangiare, mentre i grandi martelli sono meglio evitarli sia per salute che per conservazione.
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Essere e comportarsi da vero Vaiṣṇava
Significa riferirsi a chi segue sinceramente la via del bhakti-yoga, la devozione verso Dio (Vishnu o Krishna) secondo la tradizione vaiṣṇava.
La vita di un vero Vaiṣṇava non è solo una questione di etichetta o di rituali esteriori, ma soprattutto di atteggiamento interiore e comportamento etico coerente.
Ecco una panoramica chiara e pratica
Amore e devozione a Dio
La priorità assoluta di un Vaiṣṇava è servire e amare Krishna (o Vishnu) in ogni aspetto della vita.
La devozione si manifesta attraverso la preghiera, il canto dei nomi divini (japa o kirtana) e lo studio delle scritture sacre come Bhagavad-gītā e Śrīmad Bhāgavatam.
Rispetto e cura per tutti gli esseri viventi
Un vero Vaiṣṇava pratica ahimsa (non violenza) e compassione verso tutti gli esseri.
Non fa male intenzionalmente agli altri, sia umani che animali, e cerca di servire il prossimo come manifestazione del divino.
Condotta morale elevata
Evita comportamenti considerati immorali o contaminanti spiritualmente, come :
• Menzogna o inganno Furto o corruzione
• Uso eccessivo di sostanze che alterano la mente
• Relazioni sessuali illecite o egoistiche
Coltiva qualità come :
• veridicità
• umiltà
• pazienza e autocontrollo.
Sincerità e umiltà
Un vero Vaiṣṇava non ostenta la propria devozione né cerca approvazione mondana.
È pronto a accettare correzioni e a imparare dai più esperti senza arroganza.
Disciplina spirituale
Mantiene una pratica regolare di :
• Japa (ripetizione del mantra)
• Puja (adorazione)
• Studio dei testi sacri
• Partecipazione a satsang (compagnia spirituale)
La disciplina è vista come mezzo per purificare il cuore e mantenere la mente concentrata su Dio.
Comportamento sociale
• Si astiene da critiche e pettegolezzi.
• Aiuta gli altri senza secondi fini, con un cuore generoso e sincero.
• È onesto nel lavoro e nella vita quotidiana, e cerca di guadagnarsi da vivere in modo lecito (artha).
Atteggiamento interiore
Il vero Vaiṣṇava vede Dio in ogni cosa e tutto ciò che accade come parte del piano divino.
Coltiva :
• pazienza
• gratitudine
distacco dagli attaccamenti materiali senza essere indifferente al mondo.
Sintesi pratica
Un vero Vaiṣṇava ama Dio e gli altri, vive con integrità, disciplina e umiltà, e cerca di purificare la mente e il cuore attraverso la devozione.
Non è il titolo o il vestito religioso a renderlo tale, ma l’attitudine interna e la coerenza tra pensiero, parola e azione.
COSA FARE SISTEMATICAMENTE :
Iniziare e chiudere la giornata con preghiera o mantra
• Ripetere il maṅtra di Krishna (come il Maha Mantra) al mattino e alla sera aiuta a mantenere la mente centrata su Dio.
Anche 5-10 minuti costanti producono un grande cambiamento interiore nel tempo.
Coltivare la veridicità
• Parlare sempre con onestà e sincerità, evitando bugie o esagerazioni.
• Se qualcosa non può essere detta gentilmente, meglio tacere.
Evitare pettegolezzi e critiche
• Non parlare male degli altri né diffondere voci.
• Se necessario, offrire consigli costruttivi con umiltà e amore.
Servire e aiutare il prossimo
• Offrire aiuto a chi ne ha bisogno, senza aspettarsi riconoscimenti. Anche piccoli gesti quotidiani (un sorriso, una parola gentile) sono parte del servizio.
Evitare sostanze e attività nocive
• Limitare o evitare alcol, droghe, e comportamenti che disturbano la mente o portano a perdita di autocontrollo. Questo aiuta la mente a rimanere chiara per la devozione.
Mangiare in modo consapevole
• Preferire cibo sattvico, pulito e vegetariano. Offrire il cibo a Dio prima di mangiare è un modo per trasformare l’azione quotidiana in devozione.
Studiare testi sacri
• Dedicare ogni giorno anche pochi minuti allo studio di Bhagavad-gītā o Śrīmad Bhāgavatam. Serve a nutrire la mente con insegnamenti spirituali e migliorare la condotta.
Coltivare l’umiltà
• Non vantarsi delle proprie conoscenze o pratiche spirituali.
• Accettare suggerimenti e critiche senza offesa, vedendole come opportunità di crescita.
Controllare la mente e le emozioni
• Evitare reazioni impulsive di rabbia, gelosia o egoismo.
• Praticare pazienza, tolleranza e gratitudine anche nelle difficoltà.
Condividere la devozione
• Partecipare a kirtan, satsang o attività di comunità.
La compagnia spirituale rinforza la pratica personale e ispira gli altri.
Suggerimento pratico
puoi segnarti questi 10 punti su un foglio e spuntarne uno al giorno come “obiettivo pratico”.
In un mese vedrai già un cambiamento significativo nella mente e nel comportamento.
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Il fiume Yamuna, uno dei principali affluenti del Gange
E’ uno dei fiumi più inquinati dell’India, nonostante la sua importanza culturale, religiosa ed economica.
La situazione del fiume è allarmante e deriva da una combinazione di cause antropiche e naturali.
Ecco un’analisi dettagliata :
Cause principali dell’inquinamento
Scarichi domestici e urbani Le città lungo il fiume, in particolare Delhi, contribuiscono con enormi quantità di acque reflue non trattate.
Si stima che ogni giorno milioni di litri di acque reflue vengano riversati nel fiume senza alcun trattamento adeguato.
Industria Industrie chimiche, tessili e conciarie scaricano rifiuti tossici, metalli pesanti e sostanze chimiche pericolose.
Questi scarichi rendono l’acqua tossica e dannosa per la fauna e per le persone che la utilizzano.
Rifiuti solidi Plastica, immondizia domestica e rifiuti industriali vengono spesso gettati direttamente nel fiume o nelle sue sponde.
Pratiche agricole L’uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi nelle zone agricole lungo il fiume contribuisce a un fenomeno di eutrofizzazione, con crescita eccessiva di alghe che impoverisce l’ossigeno dell’acqua.
Attività religiose Bagni rituali, immersione di statue e offerta di fiori contribuiscono all’inquinamento organico e chimico.
Effetti dell’inquinamento
Ambientali Diminuzione drastica della biodiversità acquatica.
Crescita di alghe tossiche e cattivo odore.
Contaminazione dei suoli lungo le sponde.
Sanitari Malattie trasmissibili dall’acqua (come colera, dissenteria, epatite A).
Metalli pesanti nell’acqua possono accumularsi nella catena alimentare.
Socio-economici Limitazione delle attività di pesca.
Riduzione dell’uso dell’acqua per irrigazione e consumo umano.
Interventi e sfide
Progetti governativi :
Il governo indiano ha avviato progetti come il “Yamuna Action Plan” per costruire impianti di trattamento delle acque e ridurre gli scarichi industriali.
Ostacoli
Inadeguata manutenzione degli impianti di trattamento.
Crescita urbana rapida e incontrollata.
Mancanza di consapevolezza tra la popolazione locale.
Conclusione
Il Yamuna è ormai un simbolo della crisi dei fiumi urbani in India : pur essendo sacro e centrale nella vita di milioni di persone, è gravemente compromesso dalla contaminazione umana.
La sua bonifica richiede non solo interventi tecnologici, ma anche un cambiamento culturale e comportamentale nella gestione dei rifiuti e nell’uso delle risorse idriche.
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Il social cyberstalking è una forma di stalking online
che avviene soprattutto tramite social network, app di messaggistica e piattaforme digitali. Consiste in comportamenti ripetuti, indesiderati e invasivi che causano ansia, paura o disagio nella vittima.
Come si manifesta
Può includere una o più di queste azioni :
Messaggi insistenti o minacciosi (DM, commenti, email) Controllo ossessivo dei profili social (like sistematici, visualizzazioni continue) Creazione di account falsi per contattare o sorvegliare la vittima Diffusione di informazioni personali (doxxing) Manipolazione, ricatto emotivo o intimidazioni pubbliche Monitoraggio delle attività online e offline (“so dove sei”, “ho visto con chi eri”)
Caratteristiche chiave
Ripetitività (non è un singolo episodio) Non consensualità (la vittima ha espresso o dimostrato rifiuto) Impatto psicologico (stress, paura, senso di controllo)
Conseguenze per la vittima
Ansia, insonnia, depressione Isolamento sociale Cambiamenti nelle abitudini quotidiane Sensazione di perdita di controllo e sicurezza
Cosa fare
Non rispondere e non alimentare il contatto Bloccare e segnalare l’account sulla piattaforma Raccogliere prove (screenshot, link, date, orari) Rafforzare la privacy dei profili social Parlarne con qualcuno di fiducia Rivolgersi alle autorità: in molti paesi (Italia inclusa) il cyberstalking è perseguibile per legge
In Italia
Il cyberstalking rientra nel reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.), anche se commesso esclusivamente online.
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Singapore è spesso citata come modello globale di città giardino
e questa definizione non è casuale : riflette una combinazione unica di urbanistica, sostenibilità e qualità della vita. Posso spiegarti in dettaglio perché viene considerata così.
Origine del concetto L’idea di “città giardino” nasce dal movimento urbanistico britannico di inizio ‘900, che puntava a combinare i benefici del verde con quelli della vita urbana, evitando sovraffollamento e degrado ambientale. Singapore ha adattato questo concetto al contesto moderno e tropicale, diventando un esempio di città “verde” contemporanea.
Strategie di Singapore come città giardino
Verde diffuso e integrato parchi, giardini verticali, tetti verdi, corsi d’acqua naturali e artificiali, e alberi lungo strade e marciapiedi.
Urbanistica pianificata ogni quartiere è progettato con spazi verdi, centri ricreativi, scuole e infrastrutture, riducendo la dipendenza dall’auto e aumentando la vivibilità.
Sostenibilità e biodiversità Singapore ha creato riserve naturali, corridoi ecologici e progetti per proteggere la fauna urbana.
Esempi celebri Gardens by the Bay e il Singapore Botanic Gardens, patrimonio UNESCO.
Edilizia verde edifici con facciate vegetali, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, pannelli solari, e norme di certificazione ambientale (Green Mark).
Politiche pubbliche incentivi per spazi verdi privati, educazione ambientale e piani di mobilità sostenibile.
Risultati Singapore è spesso definita la città più verde dell’Asia. Ha un’alta qualità dell’aria e ottima gestione delle risorse idriche e ambientali. Il verde urbano contribuisce al benessere psicologico, alla riduzione del calore urbano e alla mitigazione dell’inquinamento.
Rilevanza globale È un modello replicabile in città ad alta densità grazie alla pianificazione integrata. Organizzazioni internazionali citano Singapore come esempio di sviluppo urbano sostenibile e resiliente.
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FBI e CIA
L’FBI (Federal Bureau of Investigation) e la CIA (Central Intelligence Agency) sono due agenzie degli Stati Uniti, ma hanno ruoli e compiti diversi.
L’FBI è la polizia federale americana. Si occupa di investigare e far rispettare le leggi federali all’interno degli Stati Uniti. Tra i suoi compiti ci sono : combattere la criminalità organizzata, il terrorismo interno, le frodi, la corruzione e i crimini informatici. Lavora principalmente sul territorio nazionale e può arrestare persone.
La CIA, invece, è un’agenzia di intelligence. Il suo compito principale è raccogliere e analizzare informazioni dall’estero per proteggere la sicurezza nazionale. Si occupa di spionaggio, operazioni segrete e analisi dei rischi internazionali, ma non ha poteri di polizia negli Stati Uniti.
In sintesi
FBI : opera negli USA, fa indagini e arresta criminali.
CIA : opera fuori dagli USA, raccoglie informazioni e fa spionaggio.
Un modo semplice per ricordarlo
FBI = dentro, polizia.
CIA = fuori, spionaggio.
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L’arte di riciclare i regali non è solo una soluzione pratica
Può diventare un gesto creativo, elegante e persino affettivo.
Ecco alcune chiavi di lettura e idee, tra etica e immaginazione .
Riciclare con stile
Riciclare un regalo non significa “sbarazzarsene”, ma ridargli un destino migliore :
Riconversione
un oggetto diventa altro (una sciarpa, copricuscino, una scatola, contenitore prezioso).
Ricontestualizzazione
lo stesso oggetto, in un nuovo ambiente o con un nuovo uso, cambia valore.
Assemblaggio
più regali inutilizzati possono fondersi in qualcosa di nuovo e unico.
Un gesto etico, senza moralismi
Il riciclo dei regali
riduce sprechi e accumuli, combatte il consumo automatico, invita a un rapporto più consapevole con gli oggetti. Se fatto con attenzione, è più rispettoso del donatore che lasciare un regalo dimenticato in un cassetto.
Creatività invisibile
L’aspetto più interessante è che questa arte è spesso silenziosa non ha bisogno di essere dichiarata, vive nel dettaglio, premia chi sa guardare oltre la funzione originaria.
Un buon riciclo non si nota si intuisce.
Una piccola regola d’oro
Non riciclare mai un regalo così com’è trasformalo almeno un po’.
Basta un gesto minimo per renderlo “altro” e farlo tuo.
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Clanismo
È un termine che indica la tendenza di individui o gruppi a organizzarsi e agire secondo logiche di appartenenza ristretta (il “clan”), privilegiando i membri interni e discriminando o escludendo gli esterni.
Caratteristiche principali
Lealtà interna forte :
fiducia e protezione reciproca tra i membri.
Confini rigidi :
“noi” contro “loro”.
Nepotismo e favoritismi :
accesso a risorse e opportunità basato sull’appartenenza.
Conformismo :
pressione a seguire norme e decisioni del gruppo.
Ambiti in cui si manifesta
Politica (fazioni, clientelismo). Economia e lavoro (reti chiuse, assunzioni per appartenenza). Società e cultura (tribalismo identitario, gruppi esclusivi). Criminalità organizzata (clan in senso stretto).
Effetti
Positivi a breve termine per i membri (cohesione, mutuo aiuto). Negativi a livello collettivo : inefficienza, ingiustizia, conflitti, erosione della fiducia pubblica.
Differenze utili
Clanismo ≠ comunità : la comunità può essere aperta e inclusiva; il clanismo è chiuso ed escludente. Clanismo ≠ corporativismo : quest’ultimo tutela interessi di categoria in modo formale; il clanismo opera spesso in modo informale e opaco.
Se vuoi, posso approfondire il termine in un contesto specifico (storico, politico, sociologico).
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Il Somaliland
è una regione del Corno d’Africa che si è autoproclamata indipendente dalla Somalia nel 1991, ma non è riconosciuta ufficialmente dalla comunità internazionale come Stato sovrano.
In breve
• Capitale : Hargeisa Popolazione: ~4–5 milioni
• Lingue : somalo (ufficiale), arabo; inglese diffuso
• Moneta : scellino del Somaliland
• Sistema politico : repubblica con elezioni relativamente stabili rispetto al resto della Somalia
Status politico
Funziona de facto come uno Stato (governo, parlamento, elezioni, forze di sicurezza).
De jure è considerato parte della Somalia. Ha relazioni informali con vari Paesi, ma nessun riconoscimento formale ONU.
Economia
Basata su allevamento, rimesse della diaspora e porto di Berbera (strategico sul Golfo di Aden).
Interesse crescente per risorse minerarie (inclusi rame, oro e terre rare), ancora in gran parte inesplorate o in fase iniziale.
Sicurezza e stabilità
Molto più stabile della Somalia meridionale.
Ha evitato in larga parte l’influenza diretta di Al-Shabaab.
Persistono però tensioni di confine (es. regione di Sool).
Cultura e identità
Forte senso di identità nazionale distinto dalla Somalia. Tradizione orale, poesia e clanismo ancora centrali nella vita sociale.
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Le miniere cuprifere
sono siti di estrazione del rame (Cu), un metallo fondamentale per elettricità, edilizia, elettronica e transizione energetica.
Principali tipi di giacimenti
Porfirici : i più diffusi; grandi volumi, basse concentrazioni (es. Cile, Perù). Sedimentari (stratiformi) : rame associato a sedimenti (es. Copperbelt africano). Vulcanogenici (VMS): legati ad antica attività vulcanica sottomarina. Skarn : al contatto tra intrusioni magmatiche e rocce carbonatiche.
Metodi di estrazione
A cielo aperto: per giacimenti estesi e superficiali. In sotterraneo: per corpi mineralizzati profondi. Lisciviazione (heap leaching): soprattutto per minerali ossidati; spesso con elettroestrazione (SX-EW).
Principali aree produttive
Cile (leader mondiale) Perù Repubblica Democratica del Congo – Zambia Cina Stati Uniti Australia
Minerali di rame comuni
Calcopirite (CuFeS₂) Bornite Malachite e azzurrite (ossidati) Cuprite
Aspetti ambientali
Grande consumo di acqua ed energia Produzione di sterili e tailings Rischio di drenaggio acido Crescente attenzione a riciclo, riduzione impatti e miniere “green” .
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La Chiesa Gallicana
indica l’insieme delle tradizioni, delle posizioni teologiche e soprattutto giuridico-istituzionali della Chiesa cattolica in Francia che, per secoli, rivendicarono una notevole autonomia dal papa, pur restando formalmente cattoliche.
Origine del gallicanesimo
Il gallicanesimo si sviluppa nel Medioevo e si consolida tra XIV e XVII secolo, in un contesto di tensione costante tra:
autorità papale potere del re di Francia episcopato francese
L’idea centrale era che il papa avesse un primato spirituale, ma non un potere assoluto sugli affari temporali e disciplinari della Chiesa francese.
I principi fondamentali
La formulazione classica è quella dei Quattro Articoli del 1682, promulgati sotto Luigi XIV :
Il papa non ha autorità sulle questioni temporali del re. I concili generali sono superiori al papa.
Le consuetudini della Chiesa di Francia vanno rispettate.
Le decisioni papali sono irreformabili solo con il consenso della Chiesa universale.
Caratteri distintivi
Forte nazionalizzazione della Chiesa Centralità del re nella nomina dei vescovi Diffidenza verso l’ultramontanismo (supremazia papale assoluta) Influenza del conciliarismo
Declino e fine
Il gallicanesimo entra in crisi con :
la Rivoluzione francese il Concordato del 1801 (Napoleone–Pio VII) soprattutto il Concilio Vaticano I (1870), che definisce il dogma dell’infallibilità papale, rendendo incompatibile il gallicanesimo classico con la dottrina cattolica ufficiale.
Eredità
Oggi la Chiesa gallicana non esiste più come realtà istituzionale, ma il suo spirito sopravvive :
nel dibattito su sinodalità e collegialità in alcune Chiese cattoliche “nazionali” e in movimenti cattolici indipendenti che si definiscono “gallicani” (non riconosciuti da Roma)
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Stinco di maiale
E’ un taglio di carne ricavato dalla parte inferiore della zampa del maiale, caratterizzato da carne saporita attorno all’osso e ricco di tessuto connettivo che, se cotto lentamente, diventa tenero e succulento.
Descrizione
È un taglio robusto e gustoso, usato spesso come secondo piatto nelle cucine tradizionali italiane e mitteleuropee.
La carne è molto saporita grazie alla presenza di tessuto connettivo che si scioglie con la cottura lenta, rendendo il piatto morbido e ricco di sapore.
Valori nutrizionali (indicativi)
Per 100 g di stinco di maiale crudo:
• Calorie ~213 kcal
• Proteine ~23 g
• Grassi ~13 g
• Carboidrati ~0 g
Come si cucina
Lo stinco di maiale richiede una cottura lunga per rendere la carne tenera. Ecco i modi più diffusi:
Stinco di maiale al forno (classico)
Massaggia gli stinchi con sale, pepe e erbe aromatiche (rosmarino, salvia, alloro).
Rosola in padella con un po’ d’olio e sfuma con vino bianco o rosso. Trasferisci in forno basso e cuoci lentamente (anche 3–4 ore) con brodo o vino finché la carne è tenera.
Servi con patate al forno o verdure.
In umido
Un’altra versione prevede la cottura in una pentola coperta con verdure, vino rosso e brodo, per ottenere un piatto ricco e succulento.
Abbinamenti tipici
Patate al forno o purè Crauti o verdure brasate Birra scura o vino rosso corposo.
Consigli
È un piatto ideale nei mesi freddi o per pranzi domenicali importanti, perché richiede tempo ma regala grande soddisfazione a tavola.
La carne può essere servita anche con salse aromatiche o accompagnata da polenta, per un tocco più tradizionale.
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Beef Club,milano
Ristorante di carne
Un locale elegante e molto apprezzato nel cuore di Milano, perfetto per gli amanti della carne di alta qualità e per chi cerca un’esperienza gastronomica raffinata senza rinunciare a un ambiente accogliente e curato.
Informazioni principali
Indirizzo
Via Giovanni Boccaccio 15, 20123 Milano (zona centro/Conciliazione)
Telefono: +39 02 5182 3951
Orari tipici
aperto tutti i giorni a pranzo e cena es.
• 12:00–15:00
• 19:00–23:30
con varianti nei weekend
Prezzo medio
~40 € a persona
Cucina
Steakhouse, carne alla griglia, piatti contemporanei con selezione di tagli pregiati.
Cosa aspettarsi
Beef Club Milano è noto per la selezione di carni di alta qualità, con tagli che provengono dalle migliori fattorie, frollati in loco e cucinati con grande attenzione alla tecnica.
L’atmosfera richiama quella delle steakhouse contemporanee, con un design caldo e sofisticato, ideale per cene romantiche, serate con amici o cene di lavoro.
Il menu include antipasti come carpaccio di Black Angus o piatti come beef sashimi con tartufo nero, oltre a tagli classici come filetto e bistecche alla griglia.
Atmosfera e recensioni
Valutazione alta
circa 9,3/10 su TheFork basata su centinaia di recensioni.
Punti di forza
cibo di alta qualità, servizio professionale e ambiente elegante. I clienti lodano spesso la carne e il servizio, sebbene qualche recensione menzioni variazioni nella cottura di alcune pietanze.
Ideale per
• Amanti della carne di qualità e steakhouse moderne
• Occasioni speciali, cene romantiche o incontri di lavoro
• Chi vuole un ambiente curato e servizio attento
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Alfredo Tomaselli
è un ristoratore italiano meglio conosciuto come il patron dei ristoranti “Dal Bolognese”, locali storici e molto frequentati a Roma e Milano.
È noto soprattutto per avere gestito per decenni il celebre ristorante “Il Bolognese” in Piazza del Popolo a Roma, diventato un punto di riferimento per personaggi famosi, celebrità internazionali, capi di stato e figure della cultura e dello spettacolo che vi si sono seduti nel corso degli anni.
Il Bolognese sotto la guida di Alfredo Tomaselli, questo ristorante ha ospitato star globali come Bruce Springsteen, Bono degli U2, George Clooney, Brad Pitt e molte altre personalità, diventando celebre quanto la sua cucina e la sua atmosfera unica.
Nel 2024 Alfredo e suo figlio Ettore hanno venduto la storica sede romana dopo oltre 60 anni di attività, sebbene il marchio e la tradizione del ristorante siano proseguiti con i nuovi proprietari.
Tomaselli rimane fortemente legato alla sede di Milano e alla fama accumulata in decenni di vita nel mondo della ristorazione.
In sintesi, Alfredo Tomaselli è una figura significativa della ristorazione italiana, associata a una delle tavole più iconiche di Roma e Milano e conosciuta per il suo legame con la cultura popolare e l’alta società.
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Lourdes Monteiro
Attiva nel campo della pittura, anche se non è una figura ampiamente documentata su fonti ufficiali come Wikipedia.
Alcune tracce della sua attività artistica emergono soprattutto da social media e gruppi di arte online, dove vengono condivise opere con questo nome : ad esempio dipinti in acrilico, lavori astratti e figurativi pubblicati su Instagram e in gruppi Facebook dedicati all’arte.
Chi è Lourdes Monteiro (artista)
Appare come pittrice attiva, con opere condivise sui social, soprattutto Instagram sotto l’account @lurdesmonteiro50, dove pubblica immagini dei suoi quadri e brevi video reel legati alla pittura contemporanea.
Alcune delle sue opere compaiono anche in gruppi Facebook tematici sull’arte, sotto il nome Lourdes Monteiro, con dipinti di soggetti come A Menina da Praça (acrilico su tela) e altri lavori d’arte.
Non è possibile trovare una biografia formale o dettagliata (come data di nascita, museo di riferimento o profilo espositivo ufficiale) nelle principali banche dati artistiche pubbliche, quindi sembra trattarsi di un’artista non di grande fama istituzionale ma attiva come creatrice visiva e condividente delle proprie opere sulle piattaforme social.
Stile e presenza artistica
Dalle immagini e dai post disponibili sui social, lo stile di Lourdes Monteiro sembra variare dagli astratti ai figurativi, con lavori in acrilico e tecniche miste.
L’attività principale è espressa tramite social media piuttosto che attraverso reti ufficiali di musei o gallerie online.
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Saint Malo
è una storica e affascinante città costiera nel nord-ovest della Francia, situata nella regione della Bretagna sulle sponde della Manica.
Nota per la sua atmosfera marinara e corsara, combina storica architettura fortificata, spiagge suggestive e paesaggi marini spettacolari.
Storia e identità
Saint-Malo ha origini antiche (VI secolo) e divenne famosa fra il XVII e XVIII secolo come città di corsari: marinai autorizzati dalla corona francese a attaccare navi nemiche.
Grazie alla pirateria “ufficiale” la città prosperò e sviluppò un forte spirito indipendente.
Cosa vedere
La città murata – Intra-Muros
Il centro storico fortificato è uno dei cuori di Saint-Malo.
Le imponenti mura antiche circondano strade strette, piazzette e case di granito tipico locale.
Puoi camminare lungo le mura per splendidi panorami sul mare e sulle spiagge.
Château de Saint-Malo
Castello medievale che ospita il Museo di Storia di Saint-Malo, con esposizioni sulla vita marittima, la pesca e personaggi famosi come esploratori e corsari.
Cattedrale di Saint-Malo
La Cathédrale Saint-Vincent-de-Saragosse è un edificio romanico-gotico risalente al XII secolo.
Al suo interno si trova la tomba dell’esploratore Jacques Cartier.
Fort National
Fortezza costruita su un isolotto raggiungibile a piedi con la bassa marea; pensata per difendere il porto.
Great Aquarium
Uno degli acquari più visitati della Francia, con migliaia di animali marini e mostre sensoriali.
Natura e mare
Spiagge: come Grand Plage du Sillon e Plage de Bon Secours, perfette per passeggiate e bagni, attenzione alle maree!
Isolotti e forti come Le Grand Bé (dove è sepolto lo scrittore Chateaubriand) e Petit Bé sono raggiungibili con la bassa marea.
La zona gode delle maree più alte d’Europa, con variazioni fino a oltre 10 m, che creano scenari naturali spettacolari.
Cultura e gastronomia
Saint-Malo offre ottima cucina bretone: frutti di mare freschissimi (ostriche, cozze), galettes di grano saraceno, crepes, burro salato e caramello salato.
In sintesi
Saint-Malo è una gemma costiera che unisce storia, mare e cultura :
città fortificata con mura medievali e fortezze; ricca eredità di corsari e naviganti; spiagge e paesaggi marini unici; musei, castelli, acquario e gastronomia locale.
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Brioni in croato Brijuni. Croazia 🇭🇷
Le Brioni sono un celebre arcipelago di isole situato nel Mar Adriatico al largo della costa occidentale dell’Istria, vicino alla città di Pula (Pola) e alla località costiera di Fažana.
Cos’è e dove si trova
È un gruppo di 14 isole e isolotti (tra cui le principali Veliki Brijun e Mali Brijun), caratterizzato da una natura mediterranea rigogliosa, paesaggi verdi e coste frastagliate.
La superficie complessiva del Parco nazionale di Brioni comprende sia le isole che le acque marine circostanti, rendendolo un’area protetta di grande valore ambientale.
Storia e patrimonio
Le isole sono state abitare sin dall’antichità, con tracce umane risalenti anche all’età del Bronzo e numerosi siti archeologici romani, bizantini e veneziani sparsi su varie isole.
Nel XIX secolo l’imprenditore austro-ungarico Paul Kupelwieser trasformò Brioni da zona paludosa in un elegante resort di lusso frequentato dall’aristocrazia europea.
Nel XX secolo divenne la residenza estiva di Josip Broz Tito, leader della Jugoslavia socialista, e sede di incontri politici internazionali, come la conferenza dei Paesi non allineati (Brioni Meeting).
Natura, fauna e attrazioni
Il parco è un mix unico di flora mediterranea e specie animali, sia autoctone (come cervi, mufloni e uccelli) sia esotiche (come zebre e struzzi), retaggio del passato come parco safari.
È possibile esplorare spiagge, sentieri, un giardino mediterraneo, siti archeologici, musei e un campo da golf storico.
Visitare Brioni
L’arcipelago è raggiungibile in battello o traghetto da Fažana (vicino a Pula) con brevi traversate di mare.
Il Parco nazionale di Brioni è un’importante meta turistica e naturale: molte attività includono tour guidati, escursioni nella natura, visite ai resti storici e possibilità di osservare gli animali.
In sintesi, Brioni/Brijuni sono una delle destinazioni più affascinanti della Croazia : un luogo dove natura, storia e cultura si intrecciano, perfetto per chi ama paesaggi marini, reperti storici e atmosfere rilassanti.
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Derapare
Il verbo derapare è un termine ricco di sfumature, interessante proprio perché nasce in un ambito tecnico ma si è progressivamente esteso al linguaggio figurato e giornalistico.
Di seguito trovi una trattazione ampia e articolata, adatta alla stesura di un articolo.
Significato letterale
Derapare significa, in senso proprio, scivolare lateralmente perdendo aderenza, soprattutto in riferimento a un veicolo su ruote.
Il termine indica una perdita di controllo parziale o totale della traiettoria, dovuta al fatto che le ruote non aderiscono più correttamente alla superficie stradale.
Esempi
L’auto ha derapato in curva a causa dell’asfalto bagnato.
La moto ha derapato frenando bruscamente.
Le cause più comuni della derapata sono
fondo stradale scivoloso (pioggia, ghiaccio, sabbia, olio); velocità eccessiva; manovre improvvise (frenate o sterzate brusche); pneumatici usurati.
Dal punto di vista fisico, la derapata è il momento in cui l’attrito statico lascia il posto all’attrito dinamico, rendendo il movimento meno controllabile.
Etimologia
Il verbo deriva dal francese déraper, composto da :
dé- (prefisso con valore di allontanamento o deviazione), rape / rap (radice legata all’idea di strisciamento).
In origine il termine indicava lo slittamento di una slitta o di un oggetto trascinato, e solo in seguito è stato applicato ai veicoli moderni.
L’italiano lo adotta nel Novecento, soprattutto con la diffusione dell’automobile.
Uso figurato e metaforico
Col tempo, derapare ha acquisito una forte valenza metaforica.
Oggi è spesso usato per indicare una deviazione improvvisa, incontrollata o pericolosa rispetto a un percorso previsto, logico o accettabile.
In senso figurato significa
uscire dai limiti; perdere il controllo di una situazione; deviare da un’intenzione iniziale.
Esempi
Il dibattito è derapato in uno scontro personale.
Il discorso politico ha derapato verso toni estremisti.
La conversazione, nata in modo pacato, è derapata rapidamente.
Qui l’elemento centrale non è solo la deviazione, ma l’improvvisazione e la perdita di equilibrio: qualcosa che scappa di mano.
Valore semantico e suggestione simbolica
“Derapare” è una parola fortemente dinamica e visiva.
Evoca :
velocità, instabilità, rischio, assenza di controllo.
A differenza di verbi come deviare o allontanarsi, derapare suggerisce sempre una componente di pericolo e di urgenza. Non è una scelta ponderata: è un evento che accade, spesso all’improvviso.
Per questo è molto usato
nel linguaggio giornalistico; nella critica sociale e politica; nella narrazione psicologica (un pensiero che “derapa”, un comportamento che “scivola”).
Differenze con termini affini
Deviare, indica uno spostamento, anche volontario e controllato.
Scivolare è più generico, meno legato alla perdita di direzione.
Sbandare, simile a derapare, ma più colloquiale e meno tecnico.
Derapare, unisce deviazione, movimento e perdita di controllo.
Conclusione
Derapare è una parola che nasce dalla meccanica ma si presta magnificamente alla descrizione dell’esperienza umana.
Che si tratti di un’auto, di un discorso o di una scelta di vita, derapare significa oltrepassare un limite senza volerlo, scivolando fuori dalla traiettoria prevista.
È proprio questa miscela di concretezza tecnica e potenza metaforica a renderla un termine efficace, evocativo e molto contemporaneo per un articolo di approfondimento.
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Porta Palatina a Torino
La Porta Palatina è uno dei monumenti romani meglio conservati d’Italia e uno dei simboli storici di Torino.
Costruita nel I secolo d.C., faceva parte delle mura di Augusta Taurinorum, la città romana da cui deriva Torino.
Era la porta settentrionale della città e consentiva l’accesso dal cardo maximus (l’attuale asse di via Porta Palatina–via Garibaldi).
Caratteristiche principali
Struttura in mattoni e pietra Due torri poligonali ai lati (alte circa 30 metri) Corpo centrale con quattro fornici : due per i carri e due per i pedoni Resti della cinta muraria romana visibili nell’area circostante
Contesto attuale
Si trova accanto al Duomo di San Giovanni Battista Inserita nel Parco Archeologico della Porta Palatina Restaurata più volte, in particolare nel Novecento, per valorizzarne l’aspetto romano originario
È una testimonianza fondamentale della continuità storica di Torino, che conserva nel suo tessuto urbano l’impianto della città romana.
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L’espressione : Trumpizzazione della Biennale di Venezia
viene usata in senso critico e metaforico per indicare una possibile deriva spettacolare, ideologica e polarizzante di una delle istituzioni culturali più autorevoli al mondo.
Non allude tanto a Donald Trump come individuo, quanto a un modello culturale associato al trumpismo.
In genere il termine richiama alcuni fenomeni intrecciati :
Spettacolarizzazione e semplificazione
La Biennale, storicamente luogo di complessità, ambiguità e ricerca, rischierebbe di trasformarsi in un grande evento mediatico dove contano più lo slogan, l’immagine virale e la provocazione immediata che la stratificazione concettuale.
Un’arte “a colpo d’occhio”, facilmente condivisibile e rapidamente consumabile.
Polarizzazione ideologica
La “trumpizzazione” implica una logica amico/nemico : opere e curatele che non aprono domande ma prendono posizione in modo frontale, spesso moralistico.
L’arte diventa strumento di conferma identitaria più che spazio di dubbio, contraddizione o pensiero critico.
Retorica del potere e del brand
Come nel trumpismo politico, il brand conta più del contenuto.
Curatori-star, artisti-brandizzati, padiglioni concepiti come operazioni di marketing culturale o geopolitico.
La Biennale come vetrina di soft power più che come laboratorio di senso.
Populismo culturale “alto”
Paradossalmente, non si tratta di abbassare il livello, ma di usare un linguaggio apparentemente sofisticato per veicolare messaggi semplificati e prevedibili, che rassicurano un pubblico già convinto e allineato.
Perdita di ambiguità
Uno degli effetti più gravi : la riduzione dell’ambiguità, che è sempre stata una forza dell’arte contemporanea.
Nella “trumpizzazione” tutto deve essere leggibile, dichiarativo, posizionato.
L’opera che non si capisce subito diventa sospetta o irrilevante.
In sintesi, parlare di “trumpizzazione della Biennale” significa denunciare il rischio che una grande istituzione culturale adotti le stesse logiche della politica-spettacolo : consenso rapido, narrazioni forti, identità rigide, conflitto simbolico permanente.
Non è una questione di destra o sinistra, ma di impoverimento del pensiero critico e di trasformazione dell’arte in strumento di comunicazione anziché di conoscenza.
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Sapore di mare,musical
Il Musical è l’adattamento teatrale del celebre film dei fratelli Vanzina (1983), trasformato in uno spettacolo musicale che celebra l’immaginario dell’estate italiana degli anni ’60.
In breve
• Genere: commedia musicale
• Ambientazione: una località balneare della Versilia, primi anni ’60
• Tema centrale: amori estivi, amicizia, leggerezza e nostalgia
• Tono: brillante, romantico, malinconico al punto giusto
Musica
Lo spettacolo è costruito attorno ai grandi successi italiani dell’epoca (rock’n’roll, twist, canzoni da jukebox), usati non solo come accompagnamento ma come vera struttura narrativa.
Storia
Un gruppo di ragazzi e ragazze vive un’estate fatta di flirt, gelosie, sogni e promesse.
Come nel film, la spensieratezza iniziale lascia spazio al passaggio all’età adulta, con un finale che guarda al futuro con dolce nostalgia.
Messa in scena
• Scene che evocano stabilimenti balneari
• spiagge
• cabine
• dancing
• Costumi iconici anni ’60
• Coreografie energiche, stile twist e balli da spiaggia
Perché funziona a teatro
Il musical amplifica l’effetto nostalgico del film: la musica dal vivo e il canto corale trasformano i ricordi collettivi in un’esperienza emotiva condivisa.
avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”
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Fatima Trotta, attrice
è una attrice, comica e conduttrice televisiva italiana, nota soprattutto per il suo ruolo di presentatrice nello show comico Made in Sud e per varie apparizioni in tv e cinema.
Chi è ?
Nome : Fatima Trotta
Data di nascita : 2 luglio 1986
Luogo di nascita : Napoli, Italia
Professione : Attrice, comica, conduttrice televisiva e personaggio televisivo italiano.
Carriera
Inizia nel 2005 partecipando al programma televisivo I raccomandati su Rai 1, condotto da Carlo Conti. Subito dopo recita nella soap Un posto al sole d’estate. Lavora anche in teatro con la compagnia napoletana del Teatro Tam Tunnel.
La svolta arriva con Made in Sud : Fatima diventa conduttrice dello show comico a partire dal 2008, prima su Comedy Central e poi su Rai 2, guadagnando grande popolarità grazie al suo stile brillante. Nel corso della sua carriera ha anche recitato in diversi film italiani, tra cui 10 regole per fare innamorare, Colpi di fortuna e Matrimonio al Sud. Ha lavorato anche in altri programmi TV e nel 2021 ha condotto Honolulu insieme a Francesco Mandelli.
Cinema e TV
Fatima è apparsa sia al cinema che nel piccolo schermo, con ruoli in diverse commedie italiane e partecipazioni televisive che ne hanno consolidato la fama.
Vita privata
Fatima Trotta è sposata dal 1° luglio 2016 con Luigi De Falco, comico del duo I Gemelli De Falco, con cui si è conosciuta sul set di Made in Sud.
In sintesi, Fatima Trotta è una figura molto nota del panorama televisivo italiano, apprezzata per la sua simpatia, la versatilità e la capacità di intrattenere il pubblico sia in programmi comici sia in altri ruoli artistici.
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Come artista scrivo questo
Posso davvero stupire solo quando smetto di cercare di stupire.
L’astrazione non sorprende più per la forma in sé
lo ha già fatto.
Oggi può farlo soltanto attraverso l’intensità, la necessità, il rischio.
Ciò che mi interessa è la radicalità interiore
quando ciò che arriva sulla tela non è progettato per funzionare, ma è inevitabile.
Quando l’opera non nasce come decorazione, ma come necessità
Credo nella coerenza portata all’estremo. Non nella varietà, ma nell’ossessione.
Tornare sullo stesso problema per anni, consumarlo, abitarlo.
Un’ossessione riconoscibile vale più della semplice bravura.
Accetto l’errore come linguaggio
L’astrazione vive quando l’errore non viene corretto, ma accolto.
È lì che il rischio diventa reale e la superficie smette di essere controllata.
Cerco di rendere visibile il tempo
stratificazioni, ripensamenti, cancellazioni. Non l’istante, ma la durata.
Non il gesto, ma la sua persistenza.
Scelgo il silenzio, non il rumore
In un mondo saturo di immagini, mi interessa ciò che resiste allo sguardo rapido, ciò che non si concede subito e chiede permanenza.
Rivendico una certa inattualità consapevole
non seguire le tendenze, né opporvisi per posa.
Essere fuori tempo in modo naturale.
In fondo, per me, stupire significa questo
non voler comunicare, ma testimoniare.
Non dire guardami, ma sono qui perché non potevo essere altrove.
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Curtis Yarvin 1973
Noto anche con lo pseudonimo Mencius Moldbug
è uno scrittore e teorico politico statunitense, figura centrale del cosiddetto movimento neoreazionario (NRx).
In sintesi
Idee principali Yarvin critica duramente la democrazia liberale, sostenendo che sia inefficiente e instabile.
Propone modelli alternativi di governo ispirati alla monarchia, alla corporatocrazia o a sistemi in cui lo Stato funzioni come un’azienda (CEO-style governance). “The Cathedral”
Un suo concetto chiave
indica l’insieme informale di università, media, burocrazia e istituzioni culturali che, secondo lui, impongono un’ideologia progressista dominante senza un vero controllo democratico.
Influenza
Anche se resta una figura marginale e controversa, le sue idee hanno influenzato parte della destra tecnologica e alcuni ambienti della Silicon Valley, oltre a essere discusse (spesso criticamente) nel dibattito su populismo, autoritarismo e crisi della democrazia.
Attività
Ha scritto per anni sul blog Unqualified Reservations e più recentemente su Gray Mirror.
È anche un programmatore: ha fondato una startup legata a sistemi di computing decentralizzati.
Controversie
Le sue posizioni sono spesso accusate di essere antidemocratiche, elitiste e di fornire una cornice teorica a derive autoritarie.
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Gli individui sovrani
Sono persone che esercitano un alto grado di autodeterminazione : pensano, decidono e agiscono assumendosi pienamente la responsabilità delle proprie scelte.
In senso filosofico e civile, la sovranità individuale non coincide con l’isolamento né con l’onnipotenza.
È piuttosto la capacità di :
governare se stessi (autonomia morale e intellettuale), non delegare ciecamente il giudizio ad autorità, ideologie o consuetudini, riconoscere limiti e doveri, oltre ai diritti, partecipare alla vita collettiva senza rinunciare alla propria coscienza critica.
L’individuo sovrano non rifiuta le regole in quanto tali, ma distingue tra obbedienza passiva e consenso consapevole.
Sa che la libertà non è assenza di vincoli, bensì scelta informata dentro vincoli riconosciuti.
In epoca contemporanea il concetto assume nuove tensioni :
la dipendenza da sistemi tecnologici e informativi, la delega decisionale ad algoritmi o apparati burocratici, la confusione tra espressione di sé e reazione emotiva.
Per questo, oggi, essere individui sovrani significa soprattutto coltivare attenzione, memoria, discernimento e responsabilità, qualità lente in un mondo veloce.
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L’erre moscia, tecnicamente chiamata rotacismo
L’erre moscia, tecnicamente chiamata rotacismo, è un fenomeno che da secoli oscilla tra l’essere considerato un vezzo aristocratico, un difetto fonetico o una semplice variante regionale .
Ecco un’analisi dei tuoi dubbi, tra linguistica e psicologia sociale
Provocazione o ostentazione?
Nella stragrande maggioranza dei casi, no.
Il rotacismo è quasi sempre involontario.
Si tratta di una “dislalia”, ovvero una difficoltà nell’articolare il suono /r/ facendo vibrare la punta della lingua contro gli alveoli (la zona dietro i denti).
Chi ha l’erre moscia fa vibrare l’ugola o il velo palatino.
Tuttavia, esiste una sfumatura storica e sociale
Vezzo aristocratico
In passato, soprattutto tra la fine del ‘700 e l’800, l’influenza della cultura francese (dove la “r” è naturalmente uvulare) portò le classi elevate a emulare questo suono.
In questo senso, poteva essere una forma di ostentazione dello status sociale.
Oggi
È percepita come una caratteristica della personalità.
Sebbene alcuni possano usarla per darsi un tono “sofisticato” (raro), per la maggior parte delle persone è semplicemente il modo naturale in cui hanno imparato a parlare.
Difetto grave?
Dal punto di vista clinico-logopedico, non è un difetto grave.
Non compromette quasi mai la comprensibilità del discorso (a differenza di altre dislalie).
Percezione soggettiva
Diventa un “difetto” solo se la persona che lo possiede lo vive con disagio o se impedisce carriere specifiche (come il doppiaggio o la recitazione classica, anche se oggi c’è molta più apertura).
Origine
Può dipendere da un frenulo linguale corto, da una scarsa mobilità della lingua o semplicemente da un’abitudine appresa nell’infanzia per imitazione di un genitore o per pigrizia articolatoria.
È contagiosa?
In termini medici, ovviamente no. Tuttavia, esiste un fenomeno psicologico chiamato “accomodamento linguistico” :
Negli adulti
Se passi molto tempo con una persona che ha l’erre moscia, potresti inconsciamente iniziare a imitare alcune sue inflessioni o ritmi, ma è difficilissimo che tu “prenda” l’erre moscia in modo permanente. Il tuo cervello ha già consolidato il movimento motorio per produrre la “r” standard.
Nei bambini
Qui il rischio è reale.
Se un bambino in fase di apprendimento del linguaggio è esposto costantemente solo a modelli con rotacismo, potrebbe imparare a produrre il suono in quel modo per imitazione.
In sintesi
l’erre moscia è spesso più un tratto distintivo che un limite.
Se ti capita di notarla in qualcuno, solitamente è solo una “firma” vocale senza alcuna intenzione polemica o esibizionista.
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Ennio Calabria colui che dipingeva sogni e ombre
Ennio Calabria, nato sotto il sole di Tripoli nel ’37, dipingeva sogni e ombre fino al marzo ’24, quando Roma lo accolse nel silenzio eterno.
Origini e Primi Passi
Dalle dune libiche al Tevere, il suo spirito si accese nel ’58 alla Galleria La Feluca, dove pennelli danzarono la prima personale.
Nel ’59, la Quadriennale di Roma lo abbracciò, eco di mostre future nel ’72, ’86 e ’99, come stelle in un cielo figurativo.
Il Gruppo e le Visioni
Nel ’61, con Vespignani, Attardi e i loro fili di pro e contro, tessé il gruppo che sfidava l’astratto, radicando l’uomo nella tela viva.
Opere volarono in Australia nel ’63, in Medio Oriente e Nordafrica, sino alla Biennale veneziana del ’64, dove la forma si fece luce interiore .
Antologiche e Orazioni
L’antologica del ’85 a Milano, Besana rotonda, e l’87 a Castel Sant’Angelo, Roma, cantarono monografie di Carandente e De Micheli.
Nel 2008 Livorno sussurrò “La luce e la forma”, Milano e Viareggio “La forma da dentro” nel ’09; il Guatemala lo chiamò nel 2015 per “Sweet Death”.
Eredità Eterna
Palazzo Cipolla nel 2018 narrò “Verso il tempo dell’essere”, da ’58 a ’18, curata da Simongini.
Pittore e illustratore, esponente del figurativismo, svanì sei giorni prima degli 87, lasciando tele che pulsano vita sociale e esistenziale .
https://it.wikipedia.org/wiki/Ennio_Calabria
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Arianna Lofoco
E’ una professionista italiana attiva nel settore dei media e della comunicazione, con esperienze come giornalista e autrice televisiva.
È presente online come giornalista e creatrice di contenuti, ad esempio tramite il suo profilo Instagram professionale (@ari_aribo).
Nel mondo audiovisivo figura anche nei credits di produzioni come Così è la vita (2012) un titolo in cui appare il suo nome nel cast tecnico (coordinating supervisor) secondo i dati di IMDb.
Lofoco è inoltre attiva nel giornalismo televisivo, partecipando a servizi per programmi come Agorà su Rai (video e post pubblicati online la vedono in relazione a servizi su vari argomenti).
Dal suo profilo LinkedIn risulta professionalmente basata a Roma e con connessioni nel campo della comunicazione.
Riassumendo
Giornalista e television writer / professionista della comunicazione.
Ha lavorato in produzioni audiovisive come Così è la vita (2012) nei credits tecnici.
Attiva anche nella conduzione o nella realizzazione di servizi televisivi per programmi come Agorà (Rai).
Professionale con base a Roma.
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Cremona e il Torrazzo
Cremona è una città che si riconosce da lontano grazie alla sua torre unica : il Torrazzo, simbolo identitario e punto di riferimento visivo e storico.
Con i suoi oltre 110 metri, è una delle torri medievali in muratura più alte d’Europa e domina con sobrietà la piazza del Duomo, creando un insieme architettonico di rara armonia.
Il Torrazzo non è solo altezza: è misura del tempo e dello spazio.
Il grande orologio astronomico sulla facciata racconta la visione medievale dell’universo, mentre l’interno custodisce secoli di vita civile e religiosa.
Salire fino in cima significa attraversare la storia della città passo dopo passo, fino ad aprirsi su una pianura che sembra non avere confini.
Cremona, come la sua torre, non ostenta: si afferma.
Il Torrazzo è verticale, essenziale, inconfondibile un segno che rende la città immediatamente riconoscibile e che continua, da secoli, a indicare il centro.
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Nicol Di Giulio
E’ una giornalista e cronista italiana attiva nel giornalismo televisivo, conosciuta soprattutto come inviata della Rai (Radiotelevisione Italiana), dove lavora per i servizi di informazione e cronaca, incluso il programma Ore 14 su Rai 2.
Ruolo e attività
È inviata Rai, con esperienze sul campo per servizi giornalistici e cronache in diretta da luoghi di attualità e inchieste.
Su Instagram si presenta come professionista impegnata nei reportage, compresi collegamenti e live da luoghi di cronaca (ad esempio da via del Ciclamino a Rimini, collegata alle indagini sull’omicidio di Pierina Paganelli).
La sua presenza sui social mostra interventi e aggiornamenti da tribunali e scene di cronaca.
Collegamento al Caso Pierina Paganelli
Laureata, con esperienza nel giornalismo televisivo di cronaca e inchieste.
Attiva nei servizi di informazione e collegamenti per la Rai, con competenze nel raccontare vicende giudiziarie e sociali.
Nicole Di Giulio ha seguito e raccontato, nei panni di cronista/inviata, la vicenda dell’omicidio di Pierina Paganelli (la donna di 78 anni uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023), facendo reportage e colloqui con la telecamera sui fatti e sugli sviluppi giudiziari del caso.
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Luca Fazzo
Luca Fazzo è un giornalista italiano noto principalmente per il suo lavoro di cronista giudiziario e opinionista.
Chi è
È nato a Milano nel 1959 e ha una lunga carriera nel giornalismo di cronaca giudiziaria.
Attualmente è inviato di cronaca giudiziaria per il quotidiano Il Giornale, dove lavora dal 2007.
In passato ha collaborato come cronista anche con altre testate come La Repubblica.
Nel corso della sua carriera ha seguito numerosi casi di criminalità e processi, e ha scritto anche libri su vicende giudiziarie.
Negli ultimi mesi Luca Fazzo è apparso come opinionista nella trasmissione Ore 14 Sera, il talk di approfondimento condotto da Milo Infante su Rai 2, soprattutto nelle puntate dedicate a casi di cronaca nera come quello di Garlasco.
Opinionista a Ore 14 Sera
In studio interviene commentando sviluppi e interpretazioni legali o giornalistiche delle vicende trattate, offrendo spesso un punto di vista basato sulla sua esperienza come giornalista giudiziario.
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Alessandro Poggi,giornalista e autore
Alessandro Poggi è un giornalista e inviato televisivo italiano, noto per il suo lavoro nei media e nella divulgazione giornalistica in Italia.
Profilo professionale
Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1982 sulla rivista L’Astronomia, diretta da Margherita Hack.
Negli anni ’80 e ’90 ha scritto per numerosi quotidiani (tra cui La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Piccolo e altri) e riviste di divulgazione scientifica e culturale.
Nel 1996 entra nell’Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani (UGAI) e nel 1997 fonda la TASTI, la prima agenzia italiana di informazione scientifica online.
Ha lavorato in Rai: è stato inviato per programmi come La vita in diretta e Ballarò, dove si occupava di politica ed esteri per molti anni.
Nel corso della sua carriera ha anche realizzato format, rubriche e documentari per la televisione italiana.
Vita privata e premi
Originario di Montignoso (provincia di Massa-Carrara), vive a Roma.
Ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Ilaria Alpi e il Premio Carlo Sforza.
Opere
Tra i suoi libri : Il tempo illustrato (1998) e Bocca coperta (2020).
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Un piatto tipico di Zadar (Zara)
Un piatto tipico di Zadar (Zara)
Sulla costa dalmata, è il brudet (o brodet)
Si tratta di uno stufato di pesce preparato con diverse varietà pescate nell’Adriatico, cotte lentamente con cipolla, aglio, pomodoro, vino e aceto, e servito tradizionalmente con polenta.
Altri piatti molto rappresentativi della zona sono :
• Crni rižot – risotto nero al nero di seppia
• Paški sir – formaggio di pecora dell’isola di Pag (vicinissima a Zadar)
Il Brudet di Zara
Non è semplicemente una zuppa di pesce, ma il racconto liquido di una costa che ha saputo mescolare la sapidità dell’Adriatico con la precisione veneziana e il carattere dalmata.
Questa variante si distingue per una stratificazione di sapori dove la freschezza della materia prima deve necessariamente incontrare la nota acida e persistente dell’aceto e del vino bianco.
La preparazione richiede una selezione di pesci di scoglio, come lo scorfano, la gallinella o il grongo, che devono essere lasciati interi o in grossi tranci per non disperdersi nel calore della cottura.
A differenza di altre versioni mediterranee, a Zara la cipolla viene soffritta dolcemente in abbondante olio d’oliva fino a diventare quasi una crema invisibile che sostiene il corpo del brodo senza mai sovrastarlo.
Il segreto della sua riuscita risiede nel divieto assoluto di mescolare il pesce con il cucchiaio, poiché l’integrità delle carni è sacra e si ottiene soltanto scuotendo ritmicamente la pentola di coccio.
L’aggiunta della polenta bianca, spesso servita come accompagnamento imprescindibile, serve a bilanciare la forza del pomodoro e delle spezie, trasformando il piatto in un’esperienza sensoriale completa.
È un rito che celebra il ritorno della flotta e la pazienza del fuoco, dove ogni ingrediente sembra voler testimoniare la storia complessa di un porto che è sempre stato un incrocio di culture.
Il Brudet di Zara rimane così una testimonianza gastronomica di resistenza e identità, un ponte tra il mare profondo e la terraferma.
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L’impronta vocale o voiceprint
è l’insieme delle caratteristiche uniche della voce di una persona che permettono di riconoscerla, in modo simile a come le impronte digitali identificano un individuo.
In parole semplici
Quando parli, produci suoni che dipendono da :
forma e dimensioni delle corde vocali conformazione di bocca, naso e gola modo personale di articolare, intonare e ritmare le parole
Tutti questi elementi creano una sorta di “firma sonora”.
Come funziona
La voce viene registrata Un sistema analizza parametri come: frequenza fondamentale timbro armoniche ritmo e inflessione Questi dati vengono trasformati in un modello matematico Il modello può essere confrontato con altre registrazioni per verificare l’identità
A cosa serve
Sicurezza : accesso a servizi bancari o dispositivi Indagini forensi: confronto di voci in ambito giudiziario Assistenti vocali: riconoscimento dell’utente Archiviazione e analisi audio
È infallibile?
No. L’impronta vocale può variare con:
età emozioni malattia qualità della registrazione
Per questo oggi è spesso usata insieme ad altri sistemi di autenticazione.
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