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  • Bordalo II

    nome d’arte di Artur Bordalo, è un artista portoghese nato a Lisbona nel 1987, noto per le sue imponenti opere di street art e sculture realizzate interamente con materiali di scarto.

    Ha una forte connessione con l’arte grazie alla famiglia di artisti da cui proviene, in particolare il nonno, a cui deve il nome d’arte “II” come omaggio.

    La sua carriera è iniziata come graffitista, ma è diventato famoso a livello internazionale per il suo impegno nell’arte del riciclo, utilizzando rifiuti come plastica, pneumatici e vecchi elettrodomestici per creare grandi sculture di animali e installazioni.

    L’arte di Bordalo II combina un’estetica vibrante con un messaggio ecologico potente, puntando a sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità, l’inquinamento e la lotta contro la distruzione ambientale.

    Le sue opere spesso raffigurano animali e sono realizzate con materiali di scarto raccolti nelle città, trasformando quello che sarebbe spazzatura in vere e proprie icone visive di denuncia ecologica.

    Bordalo II è considerato un “artivista” perché con la sua arte denuncia gli effetti del consumismo e dello spreco, invitando a una maggiore consapevolezza ambientale.

    Tra le sue opere più iconiche si trovano sculture esposte in molte città del mondo, compresa l’Italia, dove ha portato il suo messaggio attraverso installazioni di street art ecologica.

    Bordalo II ha creato centinaia di opere usando tonnellate di materiali riciclati, rendendolo una figura di spicco nel panorama dell’arte contemporanea e dell’arte sostenibile.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Danilo Gallinari

    Nato l’8 agosto 1988 a Sant’Angelo Lodigiano, Italia.  Alto 2,08 m (6′10″), giocava come small forward / power forward.  Ha iniziato la carriera professionistica in Italia (con squadre come Olimpia Milano e Casalpusterlengo) prima di debuttare in NBA. 

    Carriera NBA e numeri È stato selezionato al 6º posto nel Draft NBA 2008 da New York Knicks.  Ha giocato 16 stagioni in NBA, con diverse squadre: Knicks, Denver Nuggets, Los Angeles Clippers, Oklahoma City Thunder, Atlanta Hawks, Washington Wizards, Detroit Pistons e Milwaukee Bucks.  In carriera NBA ha totalizzato 11.607 punti, 3.618 rimbalzi, 1.469 assist. Media per partita: circa 14,9 punti e 4,7 rimbalzi.  È il giocatore italiano che ha segnato più punti in NBA.  Il suo massimo in una singola partita NBA: 47 punti record per un italiano in NBA. 

    Anche con la Nazionale e l’Europa Prima di andare in NBA, ha giocato in squadre italiane di alto livello : con Olimpia Milano e in Serie A.  Con le nazionali giovanili ha vinto una medaglia di bronzo al Campionato europeo Under-18 del 2005.  Con la nazionale maggiore italiana ha partecipato a Europei, Mondiali e qualificazioni olimpiche, diventando uno dei punti fermi del basket azzurro. 

    Fine della carriera Nel dicembre 2025, Gallinari ha annunciato il suo ritiro dal basket professionistico.  L’ultima sua stagione l’ha giocata nel 2025 con la squadra portoricana Vaqueros de Bayamón, dove ha vinto un campionato e ricevuto il premio di Finals MVP. 

  • Peripatetico e Peripatetica. Differenze

    PERIPATETICO
    Il significato di questa parola deriva dalla scuola filosofica di Aristotele, il quale era solito tenere le sue lezioni e discussioni passeggiando nel viale del liceo di Atene, detto Peripato. Dunque, il termine si riferisce a ciò che si fa o accade mentre si passeggia.

    Attenzione però!!!

    Il termine PERIPATETICA, al femminile, indica invece una passeggiatrice, una donna che quindi passeggia molto, e si riferisce in particolare a una prostituta, che appunto va avanti e indietro sul marciapiede.

  • Grazia Di Maggio

    E’ nata nel 1994

    ed è originaria di Pisticci, in provincia di Matera, ma si è trasferita a Milano per motivi di studio.  Ha conseguito due lauree in “Linguaggi dei Media” e in “Politiche Europee e Internazionali” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con il massimo dei voti.  Dal 2019 è iscritta come giornalista pubblicista, grazie a collaborazioni con testate giornalistiche e agenzie di stampa. 

    Carriera politica e ruolo in Fratelli d’Italia

    Alle elezioni politiche del 2022 è stata eletta alla Camera dei Deputati come rappresentante del collegio plurinominale Lombardia 1 – P02, diventando la deputata più giovane del suo partito. 

    In Parlamento fa parte di : la VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), la XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea), la Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza (dal luglio 2023).  Dal 2024 è anche responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia per la Lombardia e membro dell’esecutivo regionale del partito. 

    Le sue principali linee politiche

    Secondo gli atti e le sue dichiarazioni : Ha assunto posizioni tradizionaliste : difende la “famiglia tradizionale”, la “sacralità della vita” e si schiera per la tutela di donne e minori. 

    Si occupa di tematiche “valoriali”, spesso definendo la propria attività parlamentare come tutela dei diritti dell’infanzia, della famiglia e della “vita”. 

    Sui temi dell’istruzione, sostiene una visione basata sul merito e sull’uguaglianza delle opportunità scolastiche. 

    Altre informazioni rilevanti

    Prima di essere eletta alla Camera, nel 2021 si era candidata per il Comune di Milano nelle liste di Fratelli d’Italia; non risultò eletta per pochi voti. 

    Nel 2025 è convolata a nozze con un assessore locale anch’egli di Fratelli d’Italia evento che ha avuto risalto mediatico, anche per l’età giovane della deputata. 

    Spesso è attiva con dichiarazioni pubbliche e interviste su temi d’attualità, specialmente riguardanti famiglia, femminismo, diritti e identità, con posizione chiara su una linea conservatrice. 

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Claudio Giambene

    Origini e formazione

    Claudio Giambene è nato a Pistoia il 13 gennaio 1982. 

    Studio

    Si è laureato in Scienze Politiche presso l’università LUISS di Roma. 

    Passioni giovanili

    In gioventù ha giocato a basket per qualche anno anche da capitano nella sua squadra prima di dedicarsi definitivamente al giornalismo. 

    Carriera professionale

    Gli inizi

    Dopo la laurea, Giambene ha svolto uno stage a Sky TG24, poi si è iscritto alla scuola di giornalismo “Massimo Baldini” della LUISS. 

    Prime esperienze nel calcio

    Ha lavorato come redattore per il programma Calciomercato L’Originale su Sky. 

    Televisione

    Forum Nel 2015 entra a far parte della squadra giornalistica del programma Forum (Mediaset), contribuendo come giornalista-commentatore delle cause legali trattate. 

    Evoluzione verso lo sport e DAZN Nel 2018 è scelto come commentatore per le partite di Serie B per DAZN. 

    Nel 2022 lascia Forum e, secondo fonti, continua la collaborazione con DAZN come commentatore sportivo e autore di reportage sulla Serie B. 

    Vita privata & curiosità

    Fin da piccolo ha avuto la passione per la scrittura

    a 10 anni scrisse un suo “giornaletto” dal titolo “Ieri, oggi e domani”, in cui il protagonista era il magistrato Giovanni Falcone. 

    Tra le sue passioni

    politica, musica, cinema (dice di amare il cinema, il festival di Sanremo e di aver avuto un passato anche come critico di festival). 

    Circa la sua vita sentimentale: in passato è stato legato alla collega del programma Forum, Giulia Lea Giorgi; la relazione è finita. 

    Secondo alcuni articoli, in tempi più recenti è stato accostato a una donna di nome Micol Russo. 

    Come si definisce

    Sulla propria pagina personale, Giambene racconta che la voglia di fare il giornalista gli viene da molto lontano la scrittura e la curiosità gli sono sempre appartenute.

    Da piccolo voleva solo “stare al centro dell’attenzione” per raccontare, con passione e sincerità, le storie che lo circondavano. 

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  • Artisti pittori con vasta produzione che non vendono o vendono poco

    Sì, esistono moltissimi pittori anche molto produttivi che non vendono o vendono poco.

    Non è affatto raro

    La gestione della produzione varia molto da artista ad artista, ma ci sono diversi modi realistici e diffusi per “smaltire” o comunque gestire grandi quantità di opere.

    Ecco le strategie più comuni

    1. Conservazione personale (studio, deposito, casa di famiglia)

    Molti artisti tengono tutto :

    scaffali, archivi verticali, cassettiere depositi presi in affitto garages o stanze dedicate La maggior parte degli artisti emergenti o non commerciali vive così: un grande archivio personale che rappresenta anche la storia del proprio percorso.

    2. Donazioni

    Un modo molto più diffuso di quanto si pensi:

    a biblioteche, scuole, ospedali, associazioni a musei locali (soprattutto se l’artista ha un legame col territorio) a enti pubblici o fondazioni

    A volte gli enti accettano solo opere selezionate, ma succede spesso che gli artisti donino grandi quantità per liberare spazio.

    3. Regali a persone vicine

    Molti pittori regalano opere a

    amici e parenti collezionisti affezionati persone che hanno aiutato nella carriera

    È uno dei metodi principali di “circolazione” dell’opera quando non c’è un mercato.

    4. Distruzione o riciclo

    Anche se può sembrare drastico, è una pratica abbastanza comune :

    distruzione fisica delle opere non riuscite o datate riutilizzo delle tele (molti artisti dipingono sopra opere precedenti) riciclo dei materiali

    Questo permette di liberare spazio e mantenere solo ciò che si ritiene davvero rappresentativo.

    5. Mostre autofinanziate o collettive locali

    Anche senza vendere, alcuni fanno :

    mostre in spazi alternativi esposizioni in bar, uffici, associazioni Da cui a volte viene smaltita qualche opera tramite donazione o prezzi simbolici.

    6. Vendita a prezzi bassi o simbolici

    Quando la necessità di spazio diventa urgente, qualcuno :

    vende “a stock” propone prezzi ridotti partecipa a mercatini dell’arte o iniziative locali

    Non è vendita “commerciale” in senso professionale, ma aiuta a far circolare l’opera.

    7. Archivi digitali o fondi postumi

    In alcuni casi l’artista conserva tutto con l’idea di

    creare un archivio per futuri studi lasciare un fondo ai discendenti Molti artisti storici oggi noti avevano accumuli enormi di opere mai vendute.

    In sintesi

    Sì, è normalissimo produrre molto e vendere poco.

    E nella pratica :

    una parte si archivia, una parte si regala o si dona, una parte si distrugge o si ricicla.

    La produzione non venduta non è un problema insolubile : è semplicemente parte del percorso artistico di moltissime persone.

  • Sandokan

    Sandokan il “fenomeno” con Can Yaman

    Il boom d’ascolti

    La prima puntata della nuova serie ha ottenuto un ascolto record: circa 5,7 milioni di spettatori e 33,9% di share.  Il dato equivale a circa “un italiano su tre” incollato davanti alla tv. 

    Chi è Can Yaman

    Nato a Istanbul l’8 novembre 1989.  Laureato in Giurisprudenza, ha cambiato vita scegliendo la recitazione.  Ha iniziato a recitare nel 2014; il grande successo è arrivato nel 2017 con la serie “Bitter Sweet”.  In Italia il suo volto è diventato noto soprattutto dal 2022 in poi, con varie serie TV; ora interpreta Sandokan. 

    Il progetto “Sandokan”

    Si tratta di un nuovo adattamento per la televisione dei romanzi di Emilio Salgari, rivisitati dopo 50 anni dalla storica versione degli anni ’70.  Nel cast, oltre a Can Yaman (Sandokan), anche Alessandro Preziosi, Alanah Bloor, Ed Westwick, e altri.  La storia è ambientata nel Borneo dell’Ottocento, e racconta l’avventura, l’amore e la lotta per la libertà di Sandokan : da pirata solitario a “Tigre della Malesia”. 

    Un’eredità importante

    La prima serie con lo stesso nome, andata in onda nel 1976 con Kabir Bedi, fu un enorme successo : 27 milioni di spettatori su 55 milioni di italiani.  Il remake 2025 quindi riprende una storia che ha una forte memoria televisiva e culturale per l’Italia. 

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  • Luca Pappagallo . Cuciniere italiano

    nato a Grosseto nel 1964, noto per le sue ricette semplici e genuine diffuse via web e TV. Pioniere della cucina online, ha fondato nel 1999 Cookaround, uno dei primi siti italiani dedicati alle ricette, e dal 2019 gestisce Casa Pappagallo su YouTube, Facebook e Instagram, canale con milioni di follower. Preferisce definirsi “cuciniere curioso” piuttosto che chef, trasmette dal programma “In Cucina con Luca Pappagallo” su Food Network e ha pubblicato libri come “Cookaround… La cucina degli italiani”.

    Carriera

    Iniziò condividendo ricette casalinghe e rustiche online, collaborando poi con Antonella Clerici ne “La Prova del Cuoco”. Oggi propone piatti economici e territoriali dalla sua cucina ad Arcidosso, in Toscana, enfatizzando ingredienti genuini e divertimento in cucina. Il suo approccio ha reso Casa Pappagallo un punto di riferimento per ricette veloci come spaghetti con cipollotti (“spunzali”)

    Curiosità personali

    Ama la natura, condivide foto di piante e fiori su Instagram, ha un gatto di nome Briciolo e i suoi piatti preferiti includono le zuppe. È attivo nel volontariato, come cucinare per la Caritas a Mesagne nel 2022, e mantiene riservata la vita privata. I follower lo paragonano spesso a Benedetta Rossi per il suo stile accessibile e appassionato

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  • Un contorno raffinato nella sua semplicità

    Finocchi in agrodolce

    un equilibrio croccante tra dolcezza e carattere
    I finocchi in agrodolce rappresentano un contorno raffinato nella sua semplicità, capace di trasformare un ortaggio spesso considerato “povero” in un’esperienza gustativa sorprendente.

    In questa preparazione, la naturale freschezza del finocchio incontra la nota decisa dell’aceto balsamico e la dolcezza dello zucchero di canna, creando un contrasto di sapori e consistenze esaltato dalla nota tostata del sesamo.

    È un piatto versatile, ideale da gustare a temperatura ambiente, perfetto per accompagnare secondi di carne o per arricchire un antipasto vegetariano con un tocco gourmet.

    Scheda tecnica

    Difficoltà : Molto facile

    Costo : Economico

    Tempo di preparazione : 10 minuti

    Tempo di cottura : 25 minuti

    Dosi : per 4 persone

    Metodo di cottura : Fornello
    Ingredienti

    2-3 Finocchi freschi (tagliati a fettine sottili)

    1 spicchio d’Aglio (schiacciato)

    Olio extravergine d’oliva q.b.

    Peperoncino secco (secondo i gusti)

    Sale fino

    1 cucchiaio di Zucchero di canna

    2 cucchiai di Aceto balsamico

    Semi di sesamo tostati

    Barba di finocchio (per la decorazione)
    Procedimento

    La base aromatica

    Iniziate mondando i finocchi : privateli della base e delle parti esterne più dure, quindi tagliateli a fettine sottili. In un’ampia padella antiaderente, fate scaldare un giro d’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato e il peperoncino, lasciando che sprigionino i loro profumi.

    La cottura

    Unite i finocchi, regolate di sale e mescolate bene. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti. I finocchi dovranno ammorbidirsi senza sfaldarsi, mantenendo una leggera resistenza al morso.

    L’agrodolce

    Togliete il coperchio e alzate leggermente la fiamma per far evaporare l’eventuale liquido in eccesso.

    Spolverate uniformemente con lo zucchero di canna e sfumate con l’aceto balsamico.

    Fate saltare a fiamma vivace per un paio di minuti, finché i finocchi non risulteranno lucidi e piacevolmente glassati.

    Il tocco finale

    In un padellino a parte, tostate brevemente i semi di sesamo finché non diventeranno dorati e fragranti.

    Unite i semi ai finocchi, aggiungete la barba del finocchio sminuzzata finemente per un tocco di colore e freschezza, e spegnete il fuoco.

    Consiglio dello chef

    Lasciate riposare i finocchi per qualche minuto prima di servirli. L’agrodolce dà il meglio di sé quando i sapori hanno il tempo di stabilizzarsi, rendendo il piatto perfetto anche se preparato con qualche ora di anticipo.

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  • Matteo Torretta,chef italiano

    E’ uno chef italiano nato nel 1980

    a Rho, vicino a Milano, noto per la sua esperienza in cucine prestigiose e per il suo stile culinario influenzato dalle origini miste : fantasia mediterranea dalla madre pugliese e pragmatismo dal padre milanese fotografo .

    Carriera

    Ha lavorato in ristoranti di alto livello

    come quelli di Marchesi e Cracco, per poi diventare executive chef a El Porteño Gourmet in Argentina, un ruolo scelto per la sua abilità come cuoco.

    Attualmente è executive chef presso Villa La Bollina a Serravalle Scrivia, offrendo anche consulenze ristorative .

    Presenza Online

    Gestisce profili attivi su Instagram

    (@matteotorrettachef) con oltre 150.000 follower, condividendo contenuti sulla sua attività di chef executive e resident a El Porteño, e su Facebook con una pagina ufficiale seguita da migliaia di persone.

    È presente anche su LinkedIn e in interviste su Milano come hub gourmet .

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  • Le spezie Cajun

    sono una miscela piccante tipica della cucina della Louisiana, negli Stati Uniti, nata da diverse culture culinarie e oggi molto diffusa soprattutto nel sud degli USA.

    Questa miscela unisce il calore del peperoncino e del pepe con l’aroma di erbe come timo e origano, insieme ad aglio, cipolla e altre spezie come pepe nero, pepe bianco, paprika, zenzero e talvolta anche peperoncini come cayenna, ancho e habanero.

    Questa combinazione speziata è usata principalmente per insaporire carni (pollo, manzo, selvaggina), pesce e piatti tipici come il gumbo o il jambalaya.

    Viene spesso impiegata per marinare o condire alla griglia, dando ai piatti un caratteristico sapore piccante e aromatico con un retrogusto leggermente tostato, molto amato nelle cucine barbecue e creole.

    Le spezie Cajun richiamano un gusto caldo e solare, equilibrato dalla dolcezza caramellata di alcune note, che si sposa bene con ingredienti come ananas, zenzero, coriandolo fresco e agrumi, ampliandone l’uso anche a zuppe, riso o piatti di verdure.

    Si presenta come una polvere fine che si può usare pure per insaporire semplici patatine o grigliate, oppure per preparare intingoli e salse.

    In sintesi

    le spezie Cajun sono un mix versatile e ricco di aromi intensi, che regala un tocco deciso, piccante e aromatico tipico della tradizione culinaria di New Orleans e del sud degli Stati Uniti.

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  • Krapfen

    La ricetta classica dei Krapfen si fonda su un impasto lievitato estremamente soffice, che trova la sua massima espressione nella frittura e nella successiva farcitura con confettura di albicocche, completata da un velo di zucchero.

    Questa preparazione, radicata nella tradizione austro-tedesca e spesso identificata come Berliner, richiede l’impiego di farine Manitoba e 00, lievito di birra fresco, uova, burro, latte, zucchero, scorza di limone e semi di vaniglia per ottenere circa venticinque pezzi dalla consistenza impalpabile.

    L’equilibrio degli ingredienti prevede l’uso di farina Manitoba e 00 in parti uguali per garantire una struttura elastica, supportata da lievito fresco, tuorli, un uovo intero, burro ammorbidito, latte intero, zucchero, miele e aromi naturali.

    Per la cottura è necessario circa un litro di olio di arachidi, mentre la finitura richiede esclusivamente marmellata di albicocche e zucchero a velo.

    Il procedimento inizia con l’unione degli ingredienti secchi al lievito sciolto nel latte tiepido, seguita dall’aggiunta graduale di uova e burro in planetaria fino a ottenere un composto elastico che si stacca perfettamente dalle pareti.

    Dopo una lievitazione di circa due ore a 24°C, necessaria per triplicare il volume, l’impasto viene steso a uno spessore di un centimetro e ritagliato in dischi da otto centimetri, lasciati poi riposare per altri sessanta minuti.

    La frittura deve avvenire in olio a 170-180°C per un paio di minuti per lato, garantendo una doratura uniforme prima della farcitura con siringa e della spolverata finale.

    Esistono varianti che prevedono l’uso di patate per accentuare la morbidezza o versioni più strutturate, come quella di Iginio Massari che include il Rum e una doppia lievitazione.

    Sebbene la tradizione esiga l’albicocca, l’impasto si presta a essere accompagnato da Nutella o crema pasticcera, a patto di mantenere il rigore tecnico nelle temperature per evitare che i dolci perdano la loro forma caratteristica.

  • Iman Sabbah

    Biografia e origini

    Iman Sabbah è nata a Nazareth nel 1977. 

    Di origine arabo-israeliana e di religione cristiana. 

    Nel 1997 si trasferisce a Roma grazie a una borsa di studio. 

    Studia all’università, conseguendo una laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo giornalismo presso LUMSA. 

    Carriera giornalistica

    Dal 2002 si iscrive all’albo dei giornalisti nella sezione “elenco stranieri”. 

    Dal 2003 inizia a collaborare con Rai Med il canale bilingue per Europa/Medio Oriente in concomitanza con lo scoppio della guerra in Iraq. 

    In seguito partecipa a programmi come Il Caffè su Rai News 24; precedentemente aveva collaborato con programmi incentrati sul mondo arabo e medio-orientale (tra cui Il Chiosco sguardo sulla stampa euro-araba). 

    Iman Sabbah si è spesso descritta come “il volto arabo della Rai”, capace di raccontare il Medio Oriente con esperienza personale e linguistica, grazie alla sua conoscenza dell’arabo, dell’ebraico e delle lingue europee. 

    Il suo background un mix di culture e identità (araba, israeliana, italiana) lo considera non come un peso, ma come una risorsa che le permette di offrire una prospettiva più ricca e sfumata. 

    In anni più recenti è stata corrispondente Rai da Parigi. 

    Identità, percezione e ruolo mediatico

    Controversie / criticità

    Nel 2019 un comitato di giornalisti professionisti contestò alla RAI l’affidamento a Sabbah di ruoli di alto profilo (tra cui l’eventuale nomina a vicedirettrice di una testata) in quanto risultava iscritta solo all’ “elenco stranieri” e non all’albo nazionale dei giornalisti professionisti condizione prevista dalla legge per esercitare certe cariche. 

    Nonostante questo, la sua attività come giornalista è proseguita : la vicenda ha evidenziato limiti normativi e dibattiti sul ruolo di giornalisti “stranieri naturalizzati” nelle grandi testate italiane. 

    In un’altra occasione, durante una diretta televisiva su Rai, commise una gaffe traducendo un’espressione inglese in modo inappropriato: definì un attore come “the coolest man, il più cu*o…”, correggendosi subito dopo ma attirando ampia attenzione. 

    Perché è significativa

    Iman Sabbah rappresenta una figura-emblema di come la complessità delle identità radici mediorientali, formazione europea, cittadinanza e carriera nel giornalismo italiano possa offrire una chiave particolare per raccontare fatti di attualità e contesti internazionali.

    La sua esperienza personale le consente di affrontare temi delicati (immigrazione, Medio Oriente, dialogo interculturale) con una sensibilità e competenza che non sempre si trovano nei profili tradizionali.

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  • Rosa Louise McCauley (poi Parks)

    è nata il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, Alabama (USA) e morta il 24 ottobre 2005 a Detroit, Michigan. 

    Cresciuta in un contesto segnato dalle leggi di segregazione razziale (il regime del “Jim Crow”), la sua famiglia era di origini afroamericane ed ebbe esperienza precoce delle difficoltà e delle disuguaglianze razziali. 

    Nel 1932 sposò Raymond Parks, un barbiere e attivista per i diritti civili, e lavorò come sarta.  Nel 1943 divenne segretaria della sezione di NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) a Montgomery un ruolo che la fece entrare in prima linea nelle lotte contro le ingiustizie razziali. 

    L’atto che la rese famosa

    Il 1º dicembre 1955 a Montgomery, Alabama, chiedendo solo di tornare a casa dopo il lavoro, salì su un autobus segregato. Le persone di colore potevano sedersi solo in certe aree, e dovevano cedere il posto a bianchi se necessario. 

    Quando l’autista (James F. Blake) le ordinò di cedere il posto a un passeggero bianco salito dopo di lei, Rosa Parks pur essendo esausta — rifiutò con calma e dignità. Non è vero che lo fece “perché stanca” nel senso fisico: «l’unica cosa di cui ero stanca era subire». 

    Fu arrestata e condannata per “condotta impropria”, ma la sua resistenza diventò simbolo di dignità e rifiuto dell’ingiustizia. 

    Conseguenze e (R)esultati. Il boicottaggio di Montgomery

    L’arresto di Rosa Parks diede il via al Montgomery bus boycott (boicottaggio dei bus di Montgomery), una protesta da parte della comunità afro-americana che durò 381 giorni. 

    La campagna, guidata da comunità locali ed attivisti emergenti tra cui Martin Luther King Jr., ottenne forte sostegno: la riduzione dei passeggeri afro-americani fece vacillare le entrate della compagnia di trasporti. 

    Il 13 novembre 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la segregazione sugli autobus di Montgomery.

    Il giorno dopo (20 dicembre) fu ordinata l’integrazione e il boicottaggio terminò.  Grazie a ciò, Rosa Parks fu riconosciuta come “madre del movimento per i diritti civili“. 

    Vita successiva e impegno continuo

    Dopo il boicottaggio, si trasferì a Detroit, continuò a essere attiva nella NAACP e, dal 1965 al 1988, lavorò per un deputato del Michigan, impegnandosi su temi di giustizia sociale. 

    Nel 1987 contribuì a fondare il Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development, per offrire formazione e opportunità ai giovani, insegnando loro la storia dei diritti civili. 

    Ricevette molti riconoscimenti: medaglie civili, lauree honoris causa, e il rispetto di generazioni — affermando sempre che la lotta per l’uguaglianza era tutt’altro che conclusa. 

    Eredità e importanza storica

    Con la sua protesta pacifica e il ruolo da protagonista nel boicottaggio, Rosa Parks ha dato inizio a un movimento nazionale per i diritti civili e contribuito a demolire le istituzioni della segregazione. 

    La sua storia è diventata simbolo universale di resistenza, dignità e fermezza contro l’oppressione, ispirando generazioni in tutto il mondo.

    Ancora oggi, il suo nome è ricordato quando si parla di diritti civili, libertà, giustizia e uguaglianza.

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  • Passaporto. Cosa cambia da dicembre 2025

    Passaporto : addio al bollettino postale. Ecco cosa cambia dal 1° dicembre

    A partire dal 1° dicembre 2025 entra in vigore la nuova modalità di pagamento per il rilascio del passaporto ordinario. Non sarà più possibile utilizzare il bollettino postale per versare il contributo richiesto.  Invece, il pagamento dovrà essere effettuato tramite i canali abilitati a PagoPA oppure con i servizi messi a disposizione da Poste Italiane.

    I pagamenti effettuati tramite bollettino prima del 1° dicembre 2025 resteranno comunque validi. 

    Nuovo importo

    Il contributo per ottenere il passaporto passa da € 42,50 a € 42,70.  Nessun costo aggiuntivo, salvo per chi sceglie la consegna a domicilio opzione con costo extra di € 9,53, da pagare in contrassegno al personale di Poste Italiane. 

    Modalità di pagamento

    Il cittadino potrà pagare comodamente da casa oppure allo sportello. È possibile effettuare il pagamento presso un Ufficio Postale, presso sportelli bancari, nelle tabaccherie, nelle ricevitorie oppure tramite le piattaforme online di Poste Italiane, banche e prestatori di servizio.  Nel caso di domanda per un minore, anche per lui/restano obbligatori: nome, cognome e codice fiscale. 

    Come e dove presentare la domanda

    La richiesta di rilascio va fatta presso gli uffici Passaporto del luogo di residenza, domicilio o dimora. Se il richiedente si trova all’estero : la domanda va presentata presso ambasciate o consolati italiani. 

    Perché il cambiamento

    L’introduzione di PagoPA e delle piattaforme online rappresenta un ulteriore passo verso la semplificazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici.  L’obiettivo è rendere la procedura più rapida, tracciabile e accessibile tramite molteplici canali, sia fisici che digitali. 

  • I Sudei di Piero Villani non sono semplici campiture cromatiche

    Nei lavori di Piero Villani, i SUDEI non sono semplici campiture cromatiche : diventano spazi di accoglienza e introspezione, territori dove l’osservatore può trovare un rifugio emotivo.

    Qui il colore si espande come respiro, come gesto di cura verso chi osserva

    Ogni SUDEI nelle opere di Villani assume una funzione quasi filantropica : trattiene emozioni troppo vaste per essere raccontate, le rende presenti senza imporre narrazioni.

    Non rappresenta, ma accoglie. Non giudica, ma offre spazio

    Il gesto pittorico di Villani si fonde con i SUDEI : larghe porzioni di colore che respirano, si sovrappongono, dialogano con la luce e con lo spazio circostante.

    Chi osserva un SUDEI in un’opera di Villani avverte subito la soglia tra dentro e fuori, tra pensiero e sentimento, tra memoria e presente.

    Così i SUDEI diventano una presenza viva nelle opere di Villani : territori interiori resi visibili, silenzi abitati dal colore, dove qualcosa di essenziale può finalmente trovare dimora.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Zelig

    Origini e storia Il programma nasce dal locale cabaret milanese Zelig Cabaret, luogo-cult per la stand-up e la comicità italiana.  Il debutto televisivo avviene il 29 ottobre 1996 su Italia 1 con uno speciale per il decennale del locale.  La prima edizione “regolare”, intitolata Zelig – Facciamo cabaret, parte nel maggio 1997, con conduzione di Claudio Bisio e Antonella Elia.  A partire dal 2000 il titolo viene semplificato in Zelig e lo show guadagna ampia popolarità.  Negli anni Zelig si conferma fucina di talenti della comicità italiana : alcuni tra i comici diventati celebri grazie allo show in teatro o in altri media sono passati proprio per il palco di Zelig. 

    Evoluzioni, spin-off e momenti chiave Nel 2003 Zelig si trasforma in prima serata con la versione Zelig Circus : lo show lascia il locale milanese e si trasferisce in un tendone circense a Sesto San Giovanni, segno di un salto di scala molto importante.  Tra gli spin-off c’è anche Zelig Off, che in vari anni ha dato spazio a comici emergenti e a nuovi format.  Con il passare del tempo Zelig ha attraversato fasi alterne: grandi successi, cambi di rete e periodo di inferiore visibilità, grazie anche a cambiamenti nei gusti del pubblico e nella televisione italiana. 

    Le edizioni recenti e l’attualità Dopo un periodo di assenza, Zelig è tornato nel 2025 : la nuova edizione annunciata come ricca di novità va in onda a partire dal 15 gennaio 2025 su Canale 5, con la storica coppia di conduttori Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.  L’edizione 2025 è registrata al Teatro degli Arcimboldi di Milano.  Nel novembre 2025 prende il via anche un nuovo spin-off : Zelig On, in onda su Italia 1. Lo show vuole essere una “fucina di nuovi talenti comici”: la conduzione è affidata a Paolo Ruffini e Lodovica Comello, con la partecipazione fissa del duo Ale & Franz.  Zelig On sottolinea l’idea di “laboratorio della risata”: mix di nuovi comici, stili diversi, sketch, monologhi, con un cast ampio e vario. 

    Il lascito di Zelig Zelig ha rappresentato e continua a rappresentare una vera e propria “scuola” per la comicità in Italia : molti comici oggi famosi sono passati per il suo palco.  Il formato tra cabaret, varietà, satira di costume, stand-up ha contribuito a cambiare la televisione italiana, portando in prima serata un tipo di comicità popolare, accessibile e spesso irriverente. Anche oggi, con le sue nuove incarnazioni (Zelig 2025, Zelig On), il brand mantiene l’idea di “fucina di talenti” e di sperimentazione comica, combinando volti storici e nuove generazioni.

  • 🇲🇦🇩🇿🇹🇳🇱🇾🇪🇬 Uso dello smalto rosso nel Nord Africa

    Diffusione Lo smalto rosso è molto diffuso in tutto il Nord Africa, soprattutto: tra le giovani generazioni urbane; in contesti festivi, cerimonie e matrimoni; tra le donne che seguono mode globali, influencer, estetica occidentale e mediorientale. È particolarmente popolare nei saloni di bellezza (molto presenti in Marocco, Tunisia ed Egitto).

    Simbolismo e percezione sociale La percezione dello smalto rosso può variare in base al contesto.

    In generale è associato a femminilità, eleganza e sensualità; è a volte considerato “forte”, “audace” o “vistoso”. In contesti più conservatori (aree rurali, ambienti religiosi tradizionalisti): il rosso può essere percepito come troppo appariscente; spesso si preferiscono colori più neutri o naturali.

    Aspetti religiosi L’Islam non vieta lo smalto, ma : per la preghiera, l’acqua deve toccare l’unghia durante l’abluzione (wudu). Lo smalto classico impedisce questo, quindi alcune donne: lo rimuovono prima di pregare, usano “smalti traspiranti halal” diventati popolari negli ultimi anni, lo mettono solo in occasioni specifiche.

    Tradizioni localinAccanto allo smalto moderno, esiste una forte tradizione di colorazione delle unghie con henne (ḥinnāʾ): colore rossastro naturale, molto legata a feste, matrimoni e femminilità tradizionale, ancora molto praticata in Marocco, Algeria e Tunisia. Lo smalto rosso si inserisce oggi tra queste pratiche come variante moderna.

    Moda e tendenze Le città nordafricane grandi (Casablanca, Rabat, Algeri, Tunisi, Il Cairo) sono molto aperte ai trend : smalti rossi classici, toni ciliegia, bordeaux, lampone, combinazioni con nail art in stile europeo o coreano. Influencers marocchine e tunisine spesso promuovono look con smalto rosso.

  • Daria Bignardi

    E’ nata a Ferrara il 14 febbraio 1961. 

    Ha frequentato il Liceo Classico “Ludovico Ariosto” a Ferrara e successivamente si è iscritta al corso DAMS dell’Università di Bologna, anche se non ha completato gli studi universitari. 

    Nel 1984 si è trasferita a Milano : lì ha iniziato la sua carriera giornalistica, collaborando con testate come Panorama, Chorus, La Stampa, Vanity Fair e altre riviste. 

    Carriera nella televisione, radio e giornalismo

    Il suo esordio in televisione risale ai primi anni ’90 con il programma Milano, Italia su Rai 3.  Successivamente è passata a reti come Canale 5 e Italia .

    Uno fra i suoi programmi principali : A tutto volume (rubrica letteraria), Tempi moderni, Corto circuito. 

    Celebre anche per essere stata la conduttrice della prima edizione italiana di Grande Fratello (2000-2001). 

    Dal 2005 al 2015 (con una pausa) ha condotto su La7 il talk-show Le Invasioni Barbariche, divenuto per anni un punto di riferimento per interviste e approfondimenti culturali. 

    Tra il 2016 e il 2017

    è stata nominata direttrice di Rai 3 è stata una delle prime donne a ricoprire tale ruolo. 

    Ha anche una lunga carriera radiofonica : per anni ha curato trasmissioni legate ai libri (come su Radio Deejay). 

    Carriera da scrittrice

    Parallelamente al giornalismo e alla televisione, Bignardi ha sviluppato una intensa attività di autrice. 

    Tra i suoi libri

    Non vi lascerò orfani (2009) memoir autobiografico uscito poco dopo la morte di sua madre; libro che le ha conferito riconoscimenti importanti. 

    Altri titoli : Un karma pesante (2010), L’acustica perfetta (2012), L’amore che ti meriti (2014), Santa degli impossibili (2015), Storia della mia ansia (2018), Oggi faccio azzurro (2020), Libri che mi hanno rovinato la vita (2022), Ogni prigione è un’isola (2024) e Nostra solitudine (2025). 

    I suoi testi esplorano memorie familiari, relazioni, emozioni intime e temi esistenziali: generano riflessioni personali attraverso una prosa accessibile e spesso empatica. 

    Stile e impatto

    La Bignardi è riconoscibile per la sua capacità di “far parlare” le persone sia nelle interviste televisive sia nella scrittura.

    In televisione ha spesso condotto con stile colloquiale e diretto, affrontando temi socioculturali e personali. 

    Nei suoi romanzi e memoir tende a scavare dentro le dinamiche familiari, le ansie, i traumi, offrendo racconti che risuonano con molti lettori per autenticità e introspezione. 

    Ha avuto il coraggio di affrontare momenti personali difficili pubblicamente : tra questi, una malattia un tumore che ha dichiarato con sincerità.

    Questo ha reso la sua figura anche simbolo di resilienza e autenticità. 

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Saint Barthelemy

    Che cos’è Saint Barthélemy Saint Barthélemy è un’isola delle Antille, zona caraibica, appartenente alla Francia come collettività d’oltremare.  Si trova nel Mar dei Caraibi, a sud-est di Saint Martin.  La superficie è molto ridotta attorno a ~21–25 km² secondo le fonti.  La popolazione è relativamente contenuta : nell’ultimo censimento risultano poche migliaia di abitanti. 

    Storia & Status politico L’isola fu visitata per la prima volta da europei con Cristoforo Colombo nel 1493.  Per lungo tempo Saint Barthélemy fu parte di diversi domini coloniali; dal 1648 passò sotto la Francia.  Fino al 2007 l’isola era amministrativamente legata a Guadalupa. Dal 2007 ha acquisito lo status di collettività d’oltremare autonoma. 

    Natura, clima e ambiente Saint Barth è di origine vulcanica, con coste rocciose alternate a spiagge di sabbia bianca e mare cristallino.  Il clima è tropicale-marittimo : temperature calde tutto l’anno, con una stagione secca da dicembre a maggio e una più umida da giugno a novembre.  Le acque intorno all’isola offrono ottime opportunità per snorkeling, immersioni e vela. 

    Turismo e stile di vita, un’isola esclusiva Saint Barth è considerata una meta di lusso: villa eleganti, resort esclusivi, boutique di alta moda, ristoranti raffinati.  Non è un’isola di massa : dimensioni ridotte, poca popolazione e infrastrutture su piccola scala rendono l’esperienza piuttosto intima.  Il turismo è il pilastro dell’economia locale in prevalenza turismo di élite, ma l’isola conserva anche una natura ricca e paesaggi mozzafiato. 

    Perché potrebbe interessarti Saint Barthélemy è ideale se cerchi un’esperienza che unisca : Natura caraibica incontaminata (spiagge, acque turchesi, fondali marini), Relax e tranquillità, lontano dal turismo di massa, Comfort, eleganza e lusso, con un tocco di lifestyle europeo grazie al suo status di territorio francese.

  • Ester Di Cosmo,flautista

    è una giovane flautista nata a Bari nel 2000. 

    Ha iniziato a suonare il flauto traverso all’età di 11 anni, all’interno di una scuola media ad indirizzo musicale. 

    Dal 2014 ha studiato presso il Conservatorio di Musica Niccolò Piccinni di Bari, prima con il M° Francesco Girardi e poi con il M° Michele Bozzi. 

    Nel 2021 ha conseguito il “Diploma Accademico di I livello” in flauto con il massimo dei voti e la Lode. 

    Successivamente ha proseguito con un biennio di II livello al Conservatorio di Bari. 

    Attività e carriera

    Ester ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali come solista e in ensemble, ottenendo buoni risultati. 

    Ha seguito masterclass e seminari con flautisti internazionali famosi come il M° Peter‑Lukas Graf, il M° Lello Narcisi e il M° Paolo Taballione. 

    Lavora come strumentista in varie orchestre: ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, coprendo ruoli che includono Primo e Secondo flauto, ottavino, flauto in sol e flauto solista in diverse produzioni. 

    Nel 2024 (stagione concertistica 2024) risulta nella lista dei flautisti attivi del Conservatorio di Bari/Orchestra Metropolitana. 

    Nel 2025 è ancora attiva: a fine agosto 2025 ha suonato in un “concerto al tramonto” in duo con arpa a Rutigliano (BA). 

    Perché è interessante

    Ester rappresenta una nuova generazione di musicisti classici italiani : giovane, ben formata, con esperienze concertistiche già attive e con una solida preparazione accademica.

    La sua formazione è avvenuta in un conservatorio pugliese il che la rende un buon esempio di talento emergente anche al di fuori dei centri tradizionalmente “centrali” (Milano, Roma).

    Il fatto che abbia già alle spalle esibizioni con orchestre e concerti di musica da camera rende la sua carriera degna di attenzione per chi studia o segue musica classica.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Il Lago di Nemi

    E’ un piccolo lago vulcanico situato nei Castelli Romani, nel Lazio, a pochi chilometri da Roma.

    È noto anche come “lo specchio di Diana” perché nell’antichità era dedicato al culto della dea Diana Nemorense.

    Caratteristiche principali

    Origine: vulcanica, formatosi nel cratere di un antico vulcano.

    Dimensioni: circa 1,7 km², molto più piccolo rispetto al vicino Lago Albano.

    Paesi vicini: Nemi e Genzano di Roma, che offrono splendide viste dall’alto.

    Prodotti tipici: le celebri fragoline di Nemi, che crescono spontaneamente sulle pendici intorno al lago.

    Curiosità storiche

    L’imperatore Caligola fece costruire due enormi navi cerimoniali sul lago.

    I loro resti erano conservati nel Museo delle Navi Romane (parzialmente danneggiato da un incendio e poi ricostruito).

    L’area era un importante centro religioso nell’epoca romana, con il Santuario di Diana Aricina immerso nei boschi circostanti.

    Perché è speciale

    Il Lago di Nemi ha un’atmosfera intima e quasi fiabesca: uno specchio d’acqua placido circondato da boschi fitti, lontano dal traffico, con un microclima particolare e un patrimonio storico raro.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Giada Bocellari, formazione e carriera

    Giada Bocellari è nata a Milano il 2 novembre 1984. 

    Si è laureata con lode in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2009. 

    Dal 2014 è iscritta all’albo degli avvocati di Milano. 

    Opera principalmente nel diritto penale e nella responsabilità amministrativa degli enti (ex d.lgs. 231/2001). 

    Ha collaborato

    come “cultore della materia” in diritto processuale penale presso la sua Università. 

    È co-fondatrice, insieme a un collega, dello BS Studio Legale con sede a Milano. 

    Il ruolo nel caso Alberto Stasi / Chiara Poggi il delitto di Garlasco

    Bocellari è nota al grande pubblico soprattutto per essere la difensore di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. 

    Nel 2016 lei, insieme a un collega, fece emergere già in sede di difesa la presenza di un DNA maschile “ignoto” sotto le unghie della vittima, come elemento da non trascurare. 

    Recentemente (2025) Bocellari ha rivendicato l’esistenza di un “DNA completo, leggibile, nucleare e Y” fra le tracce un dato che, secondo lei, potrebbe essere decisivo nel far riaprire o rivalutare il caso. 

    Nel corso delle nuove indagini, ha denunciato pubblicamente sospetti di “pedinamenti”, presunte pressioni e contatti da parte di persone che avrebbero evocato pericolose teorie ad esempio riferimenti al satanismo come possibili piste alternative. 

    In un’intervista recente ha spiegato che per il suo assistito parlare dell’omicidio oggi “è pericoloso”, data la pressione mediatica e l’esposizione pubblica, pur ribadendo che lui sarebbe “lucido, consapevole e con forte interiorità”. 

    Impegno professionale e attività extra-processuali

    Oltre all’attività in tribunale, Bocellari è autrice di pubblicazioni in materia di diritto penale e responsabilità degli enti (ex d.lgs. 231/2001). 

    Ha partecipato come relatrice in convegni giuridici e in programmi di formazione. 

    È considerata parte della generazione di penalisti più giovani in Italia che affrontano casi mediatici complessi con approccio tecnico-giuridico e determinazione. 

    Nelle cronache recenti (2025)

    A giugno 2025, durante l’incidente probatorio sugli ultimi reperti del caso Poggi, Bocellari ha dichiarato che la difesa vuole verificare la catena di custodia e che la “spazzatura” e altri oggetti sequestrati tra cui utensili da cucina saranno analizzati per rilevare eventuali DNA aggiuntivi. 

    A luglio 2025 ha sostenuto che l’impronta “33” trovata in casa Poggi secondo la difesa sarebbe compatibile con il tocco dell’altro indagato, il Andrea Sempio, e non con Stasi. 

    A novembre 2025, in un’intervista televisiva, ha ribadito che secondo lei l’impianto investigativo che ha portato alla condanna era monolitico e ha accusato le indagini di aver trascurato piste potenziali alternative che il suo team difensivo aveva individuato. 

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  • Kateryna Sadurska

    E’ un’atleta ucraina ex nuotatrice sincronizzata, nata il 19 luglio 1992 a Mykolaiv.  Dopo la carriera nel nuoto sincronizzato, si è dedicata all’apnea e al freediving, distinguendosi rapidamente nel panorama internazionale. Il record più recente : 86 metri in apnea senza pinne (CNF)

    Il 24 novembre 2025 durante la competizione Blue Element Competition 2025 in Dominica, Sadurska ha stabilito un nuovo record mondiale nella disciplina Constant weight without fins (CNF), raggiungendo la profondità di 86 metri (282 piedi).  L’immersione è durata 3 minuti e 32 secondi; Sadurska ha iniziato la discesa con 10 bracciate, poi entrata in caduta libera, ed è risalita con 31 bracciate tutto con un solo respiro.  Questo risultato segna il suo ottavo record mondiale in apnea. 

    Evoluzione dei suoi record Nel corso degli anni, Sadurska ha progressivamente migliorato i propri limiti : dal 2023 (all’inizio della sua carriera in apnea) a oggi ha aumentato la profondità raggiunta di ben 10 metri.  La progressione comprende diversi record intermedi: 74 m, 76 m, 78 m, 80 m, poi 82 m, 84 m e ora 86 m. 

    Perché è importante la disciplina CNF è tra le più dure CNF (without fins) significa che l’atleta si immerge senza pinne, scendendo e risalendo “a forza di gambe/braccia + apnea”, senza aiutarsi con attrezzi né cambi di zavorra : per molti freediver, è la disciplina più impegnativa.  Raggiungere 86 metri senza alcun equipaggiamento accessorio rappresenta un limite estremo per il corpo umano per questo il record di Sadurska è considerato notevole anche rispetto ai top internazionali.

  • Bastia umbra

    Bastia Umbra : Tra Storia, Tradizione e Dinamismo Umbro .
    Situata strategicamente nella Valle Umbra, tra Perugia e Assisi, Bastia Umbra non è solo un importante polo economico e fieristico, ma un centro con un’identità storica e culturale profonda, le cui radici affondano nell’epoca romana e medievale.

    Cenni Storici

    Dall’Antica “Insula” al Borgo Fortificato .

    In origine il territorio era occupato dal cosiddetto Lacus Umber, una vasta zona paludosa.

    Con la bonifica delle terre, sorse l’abitato che in epoca medievale prese il nome di “Insula Romana”, proprio per la sua posizione elevata rispetto alle zone circostanti ancora acquitrinose.

    Il nome attuale, “Bastia”, compare intorno al XIV secolo e deriva dalle fortificazioni (le “bastie”) erette per difendere il borgo durante le aspre contese tra le città di Perugia e Assisi.

    Il centro storico conserva ancora oggi l’andamento circolare tipico del castello medievale, un tempo cinto da solide mura e bastioni.

    Il Patrimonio Artistico e Monumentale

    Pur essendo una città moderna e dinamica, Bastia custodisce tesori artistici di grande rilievo :

    Chiesa di Santa Croce

    Affacciata sulla piazza principale (Piazza Mazzini), è il cuore spirituale della città.

    Di origine trecentesca ma rifatta in stile gotico-moderno, conserva al suo interno opere preziose, tra cui un polittico di Niccolò Alunno (1499), capolavoro del Rinascimento umbro che raffigura la Madonna con Bambino e Santi.

    Chiesa di San Rocco

    Una struttura raccolta che ospita affreschi di scuola umbra, testimonianza della devozione popolare locale.

    Rocca Sant’Angelo

    Un piccolo borgo fortificato poco distante dal centro, che offre uno sguardo suggestivo sull’architettura militare medievale e sulla valle circostante.

    Cultura e Tradizioni

    Il Palio di San Michele .
    L’evento che definisce l’anima di Bastia Umbra è senza dubbio il Palio di San Michele, che si svolge a settembre.

    Non è una semplice rievocazione, ma una competizione accesa tra i quattro rioni (Monciocca, Portella, San Rocco e Sant’Angelo) che si sfidano in tre prove:

    Le Sfilate

    Vere e proprie rappresentazioni teatrali itineranti con scenografie imponenti.

    I Giochi

    Gare di abilità in piazza.

    La Lizza

    Una spettacolare staffetta 4×400 metri corsa su strada, che culmina con la proclamazione del rione vincitore.

    Eccellenze del Territorio

    Costano e la Porchetta .
    Menzione d’onore va alla frazione di Costano, un antico borgo legato storicamente all’abbazia di San Lorenzo.

    Costano è celebre a livello nazionale per la Sagra della Porchetta, un’arte norcina che qui si tramanda di generazione in generazione e che rappresenta un pilastro della cultura gastronomica locale.

    Bastia Oggi

    Centro di Scambio e Modernità . Oggi Bastia Umbra è sede di Umbriafiere, il principale centro espositivo della regione, che ospita manifestazioni di rilievo nazionale come Agriumbria e Eurochocolate.

    La sua posizione la rende il punto di partenza ideale per esplorare l’Umbria mistica di Assisi e quella colta di Perugia, pur mantenendo un’autonomia industriale e commerciale che la distingue nel panorama regionale.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Angelo Peruzzi

    è stato uno dei portieri italiani più forti e riconosciuti degli anni ’90 e 2000.

    Ecco un breve profilo :

    Chi è

    Nato a Blera (VT) il 16 febbraio 1970. Ex portiere di Juventus, Inter, Roma e soprattutto Lazio. Soprannominato “il cinghialone” per la sua struttura fisica potente e la grande esplosività.

    Carriera

    Juventus (1991–1999): il periodo di maggior successo. 3 Scudetti 2 Supercoppe italiane 1 Coppa Italia 1 Champions League (1996) 1 Supercoppa UEFA 1 Coppa Intercontinentale Inter (1999–2000): una sola stagione. Lazio (2000–2007): lunga seconda fase di carriera, con cui ha vinto una Coppa Italia.

    Nazionale

    31 presenze.

    Convocato per diverse competizioni, tra cui Europei e Mondiali.

    Campione del mondo 2006 come membro della rosa (non giocò a causa di un infortunio).

    Dopo il ritiro

    Ha ricoperto ruoli dirigenziali, tra cui team manager della Nazionale italiana.

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  • Funghi prataioli

    I funghi prataioli (genere Agaricus, in particolare Agaricus campestris) sono tra i funghi spontanei più conosciuti e apprezzati.

    Ecco una panoramica chiara e utile :

    Caratteristiche principali

    Cappello : bianco, liscio, inizialmente emisferico e poi più aperto; diametro 5–10 cm.

    Lamelle : rosa da giovani, poi brune e infine color cioccolato.

    Gambo : bianco, cilindrico, spesso con un anello sottile.

    Carne : bianca, tende a diventare leggermente rosata al taglio.

    Habitat

    Cresce :

    in prati, pascoli, giardini, campi aperti; spesso in gruppo, dalla primavera all’autunno.

    È uno dei funghi spontanei più simili ai comuni “champignon” coltivati.

    Commestibilità

    Il prataiolo è commestibile e molto buono, ma va raccolto con attenzione, perché può essere confuso con specie tossiche.

    Attenzione alle possibili confusioni

    Amanita phalloides (velenosa mortale) : cappello verde/olivastro ma da giovane può trarre in inganno; lamelle bianche (dettaglio decisivo!). Agaricus xanthodermus (tossico) : odore sgradevole di inchiostro/fenolo e ingiallimento marcato alla base del gambo quando strofinato. Amanita verna/virosa (velenose): cappello e lamelle bianchi.

    Regola d’oro : i veri prataioli hanno sempre lamelle che diventano scure con la maturazione.

    In cucina

    Si prestano bene a :

    trifolatura risotti creme e vellutate grigliate o cotture alla piastra frittate

    Hanno un sapore delicato, simile ai classici champignon ma più intenso.

  • Spaghetti al limone

    Ricetta semplice e buonissima degli spaghetti al limone, nella versione classica italiana: fresca, cremosa e pronta in 15 minuti.

    Spaghetti al limone – Ricetta Ingredienti (per 2 persone) 180–200 g di spaghetti 1 limone non trattato (succo + scorza grattugiata) 40 g di burro 50 ml di panna fresca oppure 40 g di parmigiano grattugiato (versione senza panna) Sale q.b. Pepe nero (facoltativo) Basilico o prezzemolo tritato (facoltativo)

    Preparazione Cuoci gli spaghetti in abbondante acqua salata. Nel frattempo, in una padella capiente sciogli il burro a fiamma dolce. Aggiungi scorza di limone (solo la parte gialla!) e fai insaporire 1 minuto. Versa il succo di limone filtrato. Scegli la tua base cremosa : Con panna : aggiungi la panna e mescola pochi secondi. Senza panna : spegni il fuoco e aggiungi il parmigiano con un mestolino d’acqua di cottura per creare la crema. Scola la pasta al dente, trasferiscila in padella e manteca per 1 minuto con un po’ di acqua di cottura. Aggiusta di sale e pepe. Servi con altra scorza di limone e, se vuoi, basilico o prezzemolo.

    Consigli Usa un limone fresco e profumato : la qualità cambia tutto. Non eccedere con il succo per non coprire gli altri sapori (mezzo limone grande di solito basta). Per un tocco in più : aggiungi un cucchiaino di limoncello durante la mantecatura.

  • Maria Latella,giornalista

    Maria Latella è una nota giornalista e conduttrice italiana.

    È nata a Reggio Calabria il 13 giugno 1957 .

    Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Genova .

    Giornalista professionista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio dal 1983 .

    Ha iniziato la sua carriera come cronista giudiziaria

    al quotidiano Il Secolo XIX . Dal 1990 al 2005 è stata inviata politica per il Corriere della Sera .

    Ha diretto il settimanale “A” (gruppo Rizzoli) per diversi anni .

    Ha condotto vari programmi televisivi

    su Rai 3 (“Dalle venti alle venti” e “Salomone”) e su Sky TG24, dove conduce “L’Intervista” .

    Ha scritto diversi libri, tra cui : Tendenza Veronica, biografia di Veronica Berlusconi  Come si conquista un paese .

    I sei mesi in cui Berlusconi ha cambiato l’Italia  Il potere delle donne, su lavoro, carriera e femminismo .

    Fatti privati e pubbliche tribù, in cui racconta anche la sua vita privata .

    Collabora con il quotidiano Il Messaggero

    come editorialista .

    Ha un forte impegno nelle tematiche di parità di genere e formazione .

    Dal 2024 è tornata in Rai

    con il programma “A casa di Maria Latella”, talk show conviviale con ospiti .

    Su Radio24 conduce (o ha condotto) programmi come Nessuna è perfetta, sul tema delle donne e del lavoro .

    È membro del consiglio del Centro Studi Americani

    e ha fatto ricerca anche all’Università di Chicago.

    Ha ricevuto il Premio Ischia per il suo programma su Sky TG24 .

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Guerriglia urbana

    “Guerriglia urbana” è un’espressione che indica forme di conflitto armato o violento che avvengono all’interno di aree urbane, condotte tipicamente da gruppi piccoli, mobili e spesso non riconducibili a eserciti regolari.

    Ecco i punti chiave del concetto

    Caratteristiche principali

    Ambiente cittadino : vie strette, edifici, sottopassi, infrastrutture che diventano parte del “campo di battaglia”.

    Tattiche mordi e fuggi : imboscate, sabotaggi, attacchi improvvisi.

    Gruppi ridotti : cellule autonome, spesso clandestine, difficili da localizzare.

    Obiettivi simbolici o logistici : trasporti, comunicazioni, forze dell’ordine, luoghi ad alta visibilità.

    Asimmetria : chi pratica la guerriglia è in netto svantaggio militare e si affida a mobilità, sorpresa e conoscenza del territorio.

    Contesti in cui si parla di guerriglia urbana

    Movimenti rivoluzionari nelle città. Conflitti civili o insurrezioni. Attività terroristiche con struttura “cellulare”. Rivolte che degenerano in scontri organizzati.

    Perché il tema è rilevante oggi

    L’urbanizzazione crescente fa sì che molti conflitti moderni si spostino in aree urbane, rendendo la guerriglia urbana un elemento centrale delle guerre contemporanee.

  • Cosa succede durante il Natale-Avvento a Spalato

    Consigli per visitare la Fiera di Natale a Spalato .

    Periodo dell’Avvento L’Avvento a Spalato si tiene generalmente dal 30 novembre al 6 gennaio .

    Secondo il sito del Comune / dell’ufficio turistico, ci sono manifestazioni in vari punti della città : Pjaca (piazza della Repubblica), Riva (lungomare), Prokurative, Mertojak, Zvončac .

    Mercatini di Natale Sul lungomare “Riva”

    ci sono casette di legno (stalli) con artigianato, decorazioni, cibo natalizio . In Piazza della Repubblica (Pjaca) si svolgono eventi e bancarelle .

    Si possono trovare prodotti artigianali croati, oggetti fatti a mano, regali tipici e dolci natalizi .

    Cibo & bevande tipiche

    Durante il mercatino puoi gustare specialità locali, come le fritule, che sono piccole ciambelle dolci tipiche della tradizione croata natalizia. 

    Anche vin brulé e altre bevande calde sono spesso presenti nei chioschi . Attività & intrattenimento Musica dal vivo: concerti, DJ set sul lungomare .

    Presepi viventi o rappresentazioni

    la città ha tradizioni natalizie culturali.  Pista di pattinaggio su ghiaccio : durante le festività natalizie viene allestita una pista, almeno secondo alcune fonti .

    Laboratori per bambini

    artigianato natalizio nei workshop (per decorazioni, ornamenti, ecc.) .

    Eventi religiosi Messe di mezzanotte nella Cattedrale di San Duje (Cattedrale di Spalato) durante la Vigilia di Natale .

    Celebrazioni nelle chiese storiche della città

    Atmosfera

    Le vie del centro storico vengono decorate con luci natalizie, e l’illuminazione rende suggestivo camminare tra le pietre antiche del Palazzo di Diocleziano .

    Il lungomare Riva diventa un punto centrale per la festa

    bancarelle, musica, decorazioni .

    Capodanno Il 31 dicembre ci sono celebrazioni in Riva con concerti e fuochi d’artificio. 

    I mercatini e l’Avvento continuano anche fino all’Epifania (6 gennaio) secondo alcune fonti. 

    Periodo

    Se puoi, vai fra inizio e metà dicembre per vivere l’Avvento al pieno della sua atmosfera.

    Abbigliamento

    Anche se è costa, in inverno può fare freddo e esserci vento : porta un giubbotto caldo.

    Esplora più zone

    Non restare solo sulla Riva

    passeggia anche nelle piazze interne come Pjaca e nei quartieri storici.

    Fotografia

    Le luci natalizie combinate con l’architettura antica rendono la città perfetta per foto.

    Cibo

    Approfitta dei chioschi per provare specialità locali, ma anche fai una cena in una konoba (trattoria croata) per un’esperienza più autentica.

    Eventi

    Controlla il calendario ufficiale (sito VisitSplit o ufficio turistico) perché durante l’Avvento ci sono concerti, spettacoli e workshop.

    https://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Body scan

    Ecco un breve body scan guidato, semplice e pratico. Puoi leggerlo lentamente oppure registrarlo con la tua voce.

    Body Scan (5–7 minuti)

    Preparazione Trova una posizione comoda: sdraiato oppure seduto con la schiena sostenuta. Chiudi gli occhi, se ti è facile farlo.

    Respiro Inspira profondamente dal naso…ed espira lentamente dalla bocca. Fai due o tre respiri lenti, lasciando che il corpo inizi a sciogliersi.

    Scansione del corpo Testa e volto. Porta l’attenzione alla fronte. Rilassa i muscoli degli occhi, le guance, la mascella. Nota qualsiasi tensione… e lascia andare.

    Collo e spalle Senti il peso delle spalle scendere. Rilascia il collo, come se diventasse un po’ più morbido.

    Braccia e mani Percepisci le braccia lungo il corpo, o appoggiate sulle gambe. Senti le mani, la temperatura, il lieve contatto con ciò che toccano.

    Petto e respiro Osserva il movimento naturale del respiro nel petto. Non modificarlo. Solo sentilo.

    Addome Porta l’attenzione alla pancia. Nota se è tesa o rilassata. Con l’espirazione, permettile di ammorbidirsi.

    Schiena Senti il contatto della schiena con il supporto. Percepisci i punti in cui sostiene e quelli in cui si lascia sostenere.

    Bacino Riconosci il peso del bacino. Lascia che diventi pesante, ancorato.

    Gambe Scendi lentamente lungo le cosce, le ginocchia, i polpacci. Senti le gambe come due colonne che si rilassano.

    Piedi Arriva infine ai piedi. Nota la loro forma, la loro presenza. Lascia che si distendano completamente.

    Conclusione Fai un ultimo respiro profondo. E quando te la senti, riapri lentamente gli occhi.

  • Paolo Fresu . Trombettista jazz

    E’ uno dei più importanti trombettisti jazz italiani e una figura di rilievo internazionale.

    Chi è Paolo Fresu Nato il 10 febbraio 1961 a Berchidda (Sardegna)

    Strumento Tromba e flicorno Stile. Unisce jazz, world music, mediterraneità, lirismo e sperimentazione elettronica.

    Carriera Attivo dagli anni ’80, ha collaborato con musicisti come Ralph Towner, Uri Caine, Omar Sosa, Richard Galliano, Daniele di Bonaventura, e molti altri.

    Progetti noti Paolo Fresu Quintet (uno dei gruppi italiani più longevi del jazz) Devil Quartet Collaborazione con il bandoneonista Daniele di Bonaventura e il coro sardo A Filetta (splendido il progetto Mistico Mediterraneo) Duo con Omar Sosa.

    Stile distintivo Suono morbido, introspettivo, poetico; spesso paragonato a Chet Baker per lirismo, pur mantenendo una propria identità molto forte.

    Curiosità È fondatore del Time in Jazz, un festival internazionale che si svolge ogni agosto nel suo paese natale, Berchidda. È attivo anche come produttore e promotore culturale.

  • L’Estetica dell’Informe e il Disordine Visivo

    L’Estetica dell’Informe e il Disordine Visivo

    Il contributo di Fratti-Longo alla sociologia dell’arte si concentra sulla rottura degli schemi classici. Nel suo lavoro L’arte e l’informe (2003), egli non analizza il “disordine” come assenza di forma, ma come una nuova categoria estetica propria della contemporaneità.

    Per Fratti-Longo

    l’immagine contemporanea è spesso un flusso caotico che riflette la frammentazione della società post-globale.

    Urban Phenomenology

    La Città come Corpo Vivo. Un tema centrale della sua riflessione è il rapporto tra lo spazio pubblico e l’individuo.

    In Corpi e città (2011), Fratti-Longo esplora come l’architettura e l’urbanistica influenzino la percezione sensoriale.

    Egli sostiene che la città non sia solo un contenitore di cemento, ma un “teatro della presenza” dove il corpo umano cerca di riappropriarsi di spazi spesso alienanti e mediati dalla tecnologia.

    La Dialettica del Silenzio

    Con Il silenzio delle immagini (2019), l’autore introduce una nota di resistenza critica. In un’epoca dominata dal rumore visivo e dall’iper-comunicazione, Fratti-Longo individua nel “silenzio” dell’opera d’arte una forma di pausa necessaria.

    La sua è una fenomenologia che invita l’osservatore a fermarsi, a guardare oltre la superficie digitale per ritrovare un contatto autentico con il significato dell’opera.

    La Collaborazione con Piero Villani

    Oltre alla sua attività saggistica, Fratti-Longo mantiene un legame intellettuale profondo con l’artista Piero Villani.

    Questo sodalizio rappresenta l’unione tra la teoria sociologica e la pratica artistica. Il dialogo tra i due si configura come una ricerca comune sulle dinamiche culturali contemporanee, dove la critica d’arte di Fratti-Longo diventa lo specchio e il supporto teorico per la produzione visiva di Villani.

    Sintesi delle Opere Principali

    2003 : L’arte e l’informe : sociologia del disordine visivo. Un’analisi sul superamento del concetto di forma nell’arte del XXI secolo. 2011 : Corpi e città: estetiche della presenza nello spazio pubblico.

    Studio sul vissuto corporeo all’interno delle metropoli moderne. 2019 : Il silenzio delle immagini : Note per una fenomenologia critica. Riflessione sulla necessità di un ritorno alla contemplazione e alla profondità visiva.

    Questa scheda evidenzia come Enzo Fratti-Longo non sia solo un osservatore dei fenomeni artistici, ma un teorico che cerca di decodificare lo smarrimento dell’uomo moderno attraverso la lente dell’estetica e della sociologia urbana.

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  • Bernard Dika

    E’ una figura politica italiana molto giovane e attiva, con un ruolo significativo nella Regione Toscana :

    Nato in Albania nel 1998

    si è trasferito in Toscana quando era ancora piccolo. 

    Laureato in Scienze dei servizi giuridici all’Università di Firenze. 

    È stato nominato Alfiere della Repubblica da Sergio Mattarella per il suo impegno civile da studente. 

    Ha ricoperto il ruolo di portavoce del Presidente della Regione Toscana (Eugenio Giani), con deleghe su politiche giovanili, innovazione e il progetto “Giovanisì”. 

    Ideatore del Next Generation Fest, una manifestazione che coinvolge i giovani su temi di futuro, innovazione e impegno civico. 

    Alle elezioni regionali del 2025 è stato eletto Consigliere regionale della Toscana con oltre 14.000 preferenze. 

    Dopo le elezioni, è diventato sottosegretario alla Presidenza nella giunta Giani bis. 

    È attivo come oratore motivazionale sulle questioni giovanili e sociali, invitando i giovani ad essere “sognatori ma concreti” e a partecipare per cambiare la società. 

    Ha subito anche attacchi razzisti per le sue origini, ma ha ricevuto sostegno pubblico da parte del Pd e delle istituzioni. 

    Perché è rilevante

    Rappresenta una nuova generazione in politica : giovane, attivo, con esperienza istituzionale nonostante la giovane età. 

    Il suo impegno è centrato sul tema dei giovani: non solo come interlocutori, ma come attori di cambiamento (Giovanisì, Next Generation Fest).

    È un esempio di integrazione : figlio di migranti, ma radicato nella comunità toscana.

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  • Chiara Barzini

    Chiara Barzini è una scrittrice e sceneggiatrice italiana, nota per la sua voce narrativa intensa e per i temi legati all’identità, al mito americano e alla trasformazione dei luoghi.

    Ecco una panoramica della sua biografia e delle sue opere principali

    Chi è

    È nata nel 1979 a Roma, in una famiglia legata al mondo del giornalismo e della cultura (suo padre è il regista Andrea Barzini). 

    Ha vissuto per molti anni negli Stati Uniti : ha studiato all’Università della California, Santa Cruz, e poi a New York.  Scrive sia in italiano che in inglese. 

    Collabora con testate internazionali e italiane come Vogue, Rolling Stone, Vice, e altre.  Ha una rubrica su “d – la Repubblica”, chiamata “Zona di Sconforto” 

    È sceneggiatrice : ha scritto per il cinema, ad esempio ha lavorato sul film Arianna (2015). 

    Opere principali

    “Things That Happened Before the Earthquake” / “Terremoto” È il suo primo romanzo. 

    Ambientato nella San Fernando Valley di Los Angeles nei primi anni ’90. 

    Il titolo italiano è Terremoto.  Il romanzo è semi-autobiografico: riflette il suo vissuto tra Italia e USA. 

    Ha avuto riscontri positivi su riviste internazionali. 

    È in progetto un film basato su questo libro.  “Sister Stop Breathing” Una raccolta di racconti.  “L’ultima acqua” (in inglese “Aqua: A Story of Water and Lost Dreams”) Pubblicato da Einaudi in italiano. 

    Racconta la storia dell’acquedotto di Los Angeles e riflette sul mito americano, ma anche sul collasso: un viaggio geografico, storico e simbolico. 

    Tema centrale: l’acqua come risorsa, simbolo di vita e potere e come segno del declino dell’impero americano. 

    Graphic novel / sceneggiatura “Corpo libero”

    Ha collaborato alla graphic novel (edita da Hop!) riguardante il mondo della ginnastica e gli abusi. 

    Temi ricorrenti e stile

    È molto legata ai luoghi: nella sua scrittura, la geografia (città, spazi naturali) ha un ruolo emotivo ed esistenziale. 

    I suoi racconti oscillano tra nostalgia e critica: il sogno americano, la libertà, ma anche la decadenza. 

    Ha un approccio saggistico-narrativo quando affronta temi reali (es. il cambiamento ambientale, la crisi dell’acqua) nel suo ultimo libro.

    Riconoscimenti

    È stata nominata tra le 100 donne più influenti nel 2020 da Forbes Italia. 

    Ha vinto premi letterari, ad esempio il San Fernando Valley Award per la narrativa. 

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  • Sandro Trotti

    E’ un pittore italiano contemporaneo, molto significativo.

    Ecco una panoramica sulla sua vita e la sua arte

    Biografia

    Nato nel 1934 a Monte Urano (nelle Marche, Italia). 

    Si trasferisce a Roma.  Nel 1972 diventa professore di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, incarico che ricopre fino al 2000. 

    Ha avuto un forte legame con la Cina : è stato invitato lì, ha insegnato e ha ricoperto ruoli accademici in diverse accademie cinesi. 

    Nel 2016 ha donato oltre 100 sue opere (dipinti e disegni) alla città di Fermo, che gestisce una sezione permanente dedicata a lui. 

    Stile e Temi Artistici

    Negli anni ’60 : ricerca astratta, con sperimentazione su vetro e materiali plastici (cellophane, forme geometriche, …). 

    Negli anni ’70 : torna a una figurazione più riconoscibile, pur mantenendo elementi geometrici.

    In questo periodo realizza serie di “nudi bianchi” e ritratti, tra cui donne orientali (es. “Yoko”). 

    Temi ricorrenti nella sua arte: nudi femminili, paesaggi (di Roma, delle Marche), figure orientali, spiritualità orientale (Buddha).

    Parallelamente alla pittura, ha un’importante produzione grafica : litografie, incisioni, acqueforti. 

    La sua tecnica è “molto materica”: usa il segno, il colore e sperimenta passaggi dall’astratto all’informale. 

    Riconoscimenti e Mostre

    Ha esposto già negli anni ‘50 (prima mostra personale nel 1954 a Porto San Giorgio). 

    Mostre importanti : antologica al Palazzo dei Diamanti (Ferrara) nel 1985; anche all’estero (USA, Russia, Cina, Sud America). 

    A Fermo (nell’ex filanda) c’è un dipinto di 30 metri quadrati di sua “Marcia dell’umanità,” parte della donazione alla città. 

    Nel 2024 : gli è stata dedicata una mostra che esplora il tema dell’erotismo nella sua pittura. 

    Significato Culturale

    Trotti è considerato uno dei principali ambasciatori dell’arte italiana in Cina. 

    Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche e private; la donazione a Fermo ne sottolinea l’importanza per il patrimonio culturale italiano. 

  • Joseph Beuys 1921/1986, l’Uomo come Scultura Sociale

    Il Trauma e la Genesi del Mito

    La figura di Joseph Beuys non può essere compresa senza partire dal suo “mito d’origine”: l’abbattimento del suo aereo in Crimea nel 1943.

    Soccorso dai nomadi tartari che ne curarono le ferite avvolgendolo nel grasso e nel feltro, Beuys trasforma l’evento biografico in fondamento estetico.

    Questi materiali il feltro (isolante termico e spirituale) e il grasso (energia pura, mutevolezza dallo stato solido a quello liquido) diventeranno i pilastri della sua grammatica visiva.

    La Scultura Sociale

    “Ogni uomo è un artista” Il contributo più radicale di Beuys alla sociologia dell’arte (tema centrale anche nelle tue riflessioni, Enzo) è il concetto di Soziale Plastik (Scultura Sociale).

    Per Beuys, l’arte non è più la produzione di un oggetto statico, ma un processo dinamico che mira a plasmare la società stessa.

    Il concetto

    Se il pensiero è una forma di scultura, allora ogni essere umano, attraverso l’esercizio della creatività e della partecipazione politica, contribuisce a modellare l’organismo sociale.

    Lo Sciamanesimo e la Natura

    A differenza delle correnti razionaliste del dopoguerra, Beuys agisce come uno sciamano moderno.

    La sua arte è un rito di guarigione per una Germania ferita dal nazismo e per un Occidente inaridito dal materialismo.

    L’Azione iconica

    In I Like America and America Likes Me (1974), l’artista si chiuse per tre giorni in una galleria di New York con un coyote, simbolo della natura ancestrale americana calpestata dall’uomo bianco, cercando una riconciliazione rituale attraverso il silenzio e il bastone da pastore.

    L’Impegno Ecologico e Politico

    Le 7.000 Querce. Beuys non si limitò alla teoria. Fu tra i fondatori dei Verdi in Germania.

    La sua opera più monumentale, presentata a Documenta 7 (1982), fu l’installazione delle 7.000 Querce.

    Il dato

    Accanto a ogni quercia piantata a Kassel, veniva posto un blocco di basalto.

    Un’operazione di “urbanistica ecologica” che trasforma il paesaggio urbano in un’opera d’arte vivente e collettiva, perfettamente in linea con le tue ricerche sulla fenomenologia dello spazio pubblico.

    Conclusione

    L’Eredità Critica. Beuys ci lascia l’idea di un’arte che è “scienza della libertà”.

    Non si tratta di produrre “forme” per il mercato, ma di generare “energia” per la trasformazione del mondo.

    Come hai sottolineato spesso nei tuoi saggi, l’immagine in Beuys non è mai silenziosa, ma grida la necessità di un nuovo disordine visivo che sia, in realtà, un ordine etico superiore.

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  • Addio a Ornella Vanoni, la voce senza tempo dell’Italia

    L’icona della canzone italiana

    si è spenta a 91 anni, lasciando un vuoto profondo nel panorama musicale.

    Milano, 22 novembre 2025

    È morta nella tarda serata di venerdì 21 novembre Ornella Vanoni, a 91 anni.

    La leggenda della musica italiana si è spenta nella sua casa di Milano a causa di un arresto cardiocircolatorio. 

    Una vita dedicata all’arte

    Nata a Milano il 22 settembre 1934, Ornella Vanoni ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attrice al Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. 

    La sua voce si fece presto notare, e già alla fine degli anni ’50 iniziò a incidere canzoni che avrebbero segnato la storia della musica italiana. 

    Nel corso di oltre sette decenni di carriera, ha pubblicato più di cento album, EP e raccolte. 

    Il suo timbro vocale, elegante e al tempo stesso profondo, le ha permesso di spaziare tra generi diversi da ballate malinconiche, alla bossa nova, al jazz. 

    Canzoni che restano nel cuore

    Tra i suoi brani più celebri, emergono titoli che hanno fatto la storia della musica italiana: “Senza fine”, “L’appuntamento”, “La musica è finita”, “Domani è un altro giorno” e molti altri. 

    Ha collaborato con artisti del calibro di Gino Paoli (con cui ebbe anche una relazione sentimentale), Paolo Conte, Fabrizio De André, Dario Fo e molti altri. 

    Carattere, ironia, libertà

    Vanoni era nota non solo per la sua voce, ma anche per la sua personalità schietta, ironica e indipendente. 

    Negli ultimi anni è riapparsa con forza in tv, partecipando a programmi come Che tempo che fa, dove mostrava una lucidità e un’ironia mai perdute. 

    In un’intervista recente aveva detto: «Non ho paura della morte. Credo che capirò quando sarà il momento di andarmene, quando io sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me». 

    Il cordoglio

    La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione in Italia. Il Ministro della Cultura l’ha definita “una delle artiste più originali e raffinate”, capaci di scrivere “pagine importanti nella storia della canzone e dello spettacolo”. 

    Personalità del mondo dello spettacolo come Luciana Littizzetto la ricordano come “tesora adorata” e la chiamano “regina”. 

    Altri, come Enrico Mentana, si limitano a un “addio regina”, a testimonianza dell’importanza che aveva nella cultura italiana. 

    Un’eredità destinata a durare

    Con la scomparsa di Ornella Vanoni se ne va una delle voci più autentiche e longeve della musica italiana.

    Il suo repertorio, ricco e sfaccettato, continuerà a vivere nel cuore di milioni di persone.

    La sua capacità di emozionare, di interpretare la malinconia ma anche la forza, il suo stile elegante, l’ironia e la sincerità resteranno parte del patrimonio artistico del Paese.

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  • Ilaria Dalle Palle

    E’ una giornalista. inviata di Mediaset. 

    Lavora come inviata, ad esempio per Pomeriggio 5. 

    Ha una lunga carriera

    ha iniziato in tv locali in Veneto, poi ha lavorato per Class Editor e Intesa Sanpaolo, e infine è arrivata in Mediaset. 

    Ha scritto anche articoli per TGCom24. 

    In un’intervista ha detto che le piace il suo lavoro da inviata anche se è “duro, senza orari” ma le dà soddisfazione. 

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  • Nero di Troia

    E’ un vitigno a bacca rossa tipico della Puglia, considerato uno dei tre grandi rossi regionali insieme a Primitivo e Negroamaro.

    Ecco le caratteristiche principali :

    Origini

    Le sue radici sono avvolte nel mito : si racconta che il nome derivi da Troia, città fondata da Diomede dopo la guerra di Troia.

    In realtà, è un vitigno autoctono probabilmente diffuso tra il Gargano e la Daunia.

    Profilo aromatico

    I vini da Nero di Troia sono noti per :

    Colore

    rosso rubino intenso.

    Aromi

    frutti rossi maturi, prugna, more, spesso note di violetta; con l’affinamento emergono spezie, tabacco e liquirizia.

    Tannini

    presenti e ben strutturati, a volte vigorosi.

    Acidità

    moderata, che dona freschezza.

    Abbinamenti

    Perfetto con :

    carni rosse selvaggina formaggi stagionati piatti ricchi e speziati della tradizione pugliese

    Tipologie

    Si trova come :

    Nero di Troia in purezza Blend con altre uve pugliesi Riserva con affinamento in legno

    Se vuoi, posso suggerire bottiglie specifiche, raccontarti qualche cantina notevole oppure confrontarlo con Primitivo o Negroamaro.

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  • Bari. Galleria d’Arte il Sottano (aggiornamento del 21/11/2025)

    Il Sottano piccolo grande cenacolo d’arte a Bari.

    Nel cuore di Bari, in quegli anni intensi del secondo dopoguerra, il caffè “Il Sottano” non era solo un locale : era un laboratorio d’idee, una minuscola galleria d’arte, un crocevia di intellettuali.

    Pur essendo un posto fisicamente molto piccolo “non ci entrava nessuno”, come ricordava Vittore Fiore esso esercitava una forza magnetica straordinaria.

    Lì, seduti su sedie modeste, tra gradini e scalini, si riunivano le menti creative più fertili della città : pittori, poeti, scrittori, drammaturghi, con la voglia di discutere, cambiare, sognare.

    Il Sottano era gestito

    da Armando Scaturchio, arrivato a Bari dalla Campania come pasticcere, insieme alla moglie Rosa Di Napoli.

    Il loro era un progetto che univa la convivialità gastronomica all’aspirazione culturale : la bottega-pasticceria diurno forniva dolci come le famose sfogliatelle, mentre il retro del locale, dopo pochi scalini, si trasformava in uno spazio di fermento artistico.

    La coppia Scaturchio incarnava un’intuizione meridionale

    creare un luogo in cui l’arte potesse essere parte della vita quotidiana, dove il confronto non fosse élitista, ma autenticamente “dal basso”.

    Negli anni ’40 e ’50, il Sottano divenne un punto di riferimento per figure di grande rilievo

    artisti locali come

    • Franco Pucciarelli

    • Michele Lomaglio

    • Vittore Fiore

    ma anche scrittori e intellettuali nazionali.

    Era un luogo in cui

    la cultura meridionale si miscelava con stimoli più cosmopoliti si parlava di pittura astratta contro la tradizione vedutista, si dibatteva sul neorealismo, sulla modernizzazione dell’arte, e su che cosa significasse essere meridionali in un’Italia che si stava ricostruendo. 

    Il critico Gustavo D’Arpe

    Fu uno dei “severi osservatori” di quegli incontri al Sottano si respirava un’aspirazione alla bellezza, ma anche la consapevolezza del ruolo sociale dell’artista : discutere, mostrare, confrontarsi. 

    Secondo alcuni, le due salette nel retro, cui si accedeva con pochi gradini, rappresentavano una “galleria d’arte ante litteram” : lo spazio era umile, ma le idee erano grandi.

    Qui si tenevano vernissage per pittori locali, ma anche incontri con voci letterarie come Oronzo Valentini, Ernesto De Martino, Carlo Bernari, Rocco Scotellaro, e poeti come Alfonso Gatto e Vittorio Bodini. 

    Non è un caso che questo luogo sia entrato nella memoria storica di Bari grazie anche al lavoro di Rino Bizzarro, che gli dedicò un libro dal titolo Il Sottano : un caffè e una cultura sparita. 

    In quel volume, viene ricostruita la vita di quel salotto culturale, le sue voci, le conversazioni, le tensioni artistiche e sociali dell’epoca. Il testo è accompagnato anche da un’ “epistola” di Vittore Fiore, a testimonianza di quanto quel locale fosse sentito come casa dell’intelletto e del sentimento artistico. 

    Il significato storico e culturale del Sottano

    Incubatrice culturale Il Sottano non era solo un punto di ritrovo ma un incubatore : per giovani pittori, per intellettuali emergenti, per scrittori che non avevano ancora la ribalta.

    Era un “laboratorio”, dove anche la semplice discussione era produttiva : idee che nascevano tra una tazza di caffè e un vassoio di sfogliatelle, ma che potevano tradursi in mostre, testi, spettacoli.

    Tradizione e innovazione. Nel Sottano si è vissuto il contrasto tra l’eredità artistica locale e le nuove correnti d’avanguardia.

    Da una parte, artisti più legati alla tradizione meridionale; dall’altra, chi guardava a una pittura moderna, astratta, sperimentale.

    Questo dialogo fu fondamentale per “aggiornare” la scena artistica pugliese, senza cancellare le radici, ma con il desiderio di proiettarsi verso il nuovo.

    Riflessione sul Mezzogiorno Non era un ritrovo elitario ma profondamente radicato in una cultura meridionalista : non solo arte fine a sé stessa, ma arte come impegno, come specchio di una società.

    Intellettuali come Vittore Fiore riflettevano sul ruolo del Sud e della sua identità, discutendo dell’importanza del patrimonio culturale meridionale in un’Italia che stava cambiando.

    Memoria collettiva

    Sebbene il locale fisico non esista più nei fasti di un tempo, il Sottano sopravvive nella memoria, nei libri (come quello di Bizzarro), nelle testimonianze di chi lo frequentò.

    È un simbolo di “cultura sparita”, ma non dimenticata, un punto di riferimento di ciò che Bari fu e di ciò che poteva essere.

    Altri aspetti interessanti

    Il Sottano era in Via Putignani via centrale, ma il locale aveva una struttura nascosta, con un ingresso che richiedeva di scendere alcuni scalini questo gli dava un’aura di “segreto”, di luogo sotterraneo non solo fisicamente ma anche simbolicamente. 

    Nella microstoria barese il Sottano ha dato un contributo anche all’arte contemporanea regionale : secondo lo storico Pietro Marino, dopo la chiusura del locale, Armando Scaturchio continuò il suo impegno culturale con una galleria d’arte (“La Vernice”), confermando che il Sottano non fu solo un momento, ma l’inizio di una tradizione. 

    Il ruolo di Rino Bizzarro è centrale : scrittore, regista, figura teatrale pugliese, ha saputo raccogliere e dare forma narrativa a questa memoria, rendendo il Sottano non solo oggetto di nostalgia, ma anche fonte di ispirazione culturale per generazioni successive. 

    Conclusione evocativa

    Il Sottano non era un luogo grandioso era troppo piccolo per apparire potente, ma dentro quei pochi metri quadrati la cultura respirava forte.

    Era una “galleria con tavolini”, un teatro di conversazioni, un cantiere di futuro.

    E in questa semplicità risiedeva la sua forza : un centro propulsore di creatività che ha contribuito, silenziosamente ma in modo decisivo, a plasmare l’identità artistica e intellettuale di Bari, della Puglia e del Mezzogiorno.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Vincenzo Ciardo

    Uno dei più importanti pittori pugliesi del Novecento.

    Vincenzo Ciardo (1894–1970) Pittore pugliese. Gagliano del Capo (LE). Esponente del Novecento italiano, molto legato alla sua terra e ai paesaggi del Salento.

    Biografia essenziale Nascita: 30 settembre 1894, Gagliano del Capo (Lecce). Formazione : Accademia di Belle Arti di Napoli, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico meridionale e con maestri del realismo e del simbolismo. Carriera : Nel 1920 si trasferisce a Roma, dove partecipa alle Esposizioni internazionali e alle Quadriennali. Dal 1930 aderisce, con una sua personale sensibilità, al clima del Novecento italiano, pur mantenendo una forte autonomia poetica. Successivamente fu docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

    Morte : Firenze, 1970.

    Stile : Il suo linguaggio pittorico è noto per :

    Paesaggi salentini essenziali e luminosi Masserie Ulivi secolari Scogliere e marine del Capo di Leuca Atmosfere sospese, quasi metafisiche.

    Sintesi formale Le sue composizioni uniscono : Influenze del Novecento (linearità, composizioni solide) Echi post-impressionisti Un forte senso della luce mediterranea.

    Colori caldi e asciutti Ocre, verdi polverosi, azzurri essenziali: una tavolozza che restituisce la Puglia profonda senza idealizzarla.

    Temi principali Paesaggi pugliesi (il suo tratto distintivo) Scene di vita rurale Ritratti Nudi Interni essenziali.

    Dove si possono vedere le sue opere Pinacoteca Provinciale di Lecce Museo Sigismondo Castromediano (Lecce) Collezioni private in Puglia e Toscana Presente in molte Quadriennali di Roma e in mostre storiche del Novecento.

    Perché è importante Vincenzo Ciardo è considerato : Uno dei massimi interpreti pittorici del Salento. Un artista capace di fondere la modernità del Novecento con il radicamento nella cultura contadina pugliese. Un autore riconosciuto e apprezzato nel mercato dell’arte, soprattutto per i paesaggi.

  • Street food

    Si riferisce al cibo preparato e venduto per strada, spesso in bancarelle, chioschi, food truck o mercati all’aperto. È caratterizzato da alcuni elementi chiave :

    Velocità e praticità

    È pensato per essere consumato rapidamente, spesso senza bisogno di sedersi a un tavolo.

    Prezzo accessibile. In genere è economico, adatto a chi vuole uno spuntino o un pasto veloce.

    Varietà culturale

    Ogni paese ha le sue specialità :

    In Italia

    arancini, panini con lampredotto, pizza al taglio.

    In Messico

    tacos, elotes (mais arrostito), tamales.

    In Thailandia

    pad thai, satay, mango sticky rice.

    In USA

    hot dog, burger, pretzel. Ingredienti freschi e locali. Molti venditori si basano su prodotti del territorio.

    Esperienza sociale

    Oltre al cibo, lo street food crea spesso un ambiente conviviale, mercati animati o festival gastronomici.

    Negli ultimi anni, lo street food è diventato anche un fenomeno gourmet, con chef che sperimentano piatti creativi in chiave veloce e accessibile.

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  • Barbara Serra,giornalista

    E’ una giornalista italiana‑britannica con una carriera internazionale.

    Ecco alcuni punti chiave sulla sua vita e sul suo lavoro

    Biografia

    Nata a Milano nel 1974. 

    Cresciuta a Copenaghen (in Danimarca) per gran parte dell’infanzia. 

    Si trasferisce a Londra nel 1993 per studiare : laurea in Relazioni Internazionali presso la London School of Economics; poi un master in giornalismo alla City University di Londra. 

    Parla più lingue: italiano, inglese, danese, francese. 

    Carriera professionale

    Ha iniziato la carriera alla BBC (radio / TV) a Londra. 

    Ha lavorato per Sky News e per il TG di Channel 5 nel Regno Unito; per Channel 5 è diventata la prima conduttrice non madrelingua inglese a guidare un telegiornale serale UK. 

    Dal 2006 al 2022 è stata conduttrice e corrispondente per Al Jazeera English, con reportage da Medio Oriente, Europa, USA. 

    Dal 2023 è tornata a Sky News UK, dove presenta programmi serali. 

    Attività editoriali e documentaristiche

    Ha scritto il libro “Gli italiani non sono pigri” (Garzanti), per smontare stereotipi legati agli italiani e al Sud Europa. 

    Ha realizzato un documentario intitolato “Fascism in the Family”, basato sulla storia del suo nonno, Vitale Piga, che fu podestà fascista. 

    Nel 2025 ha pubblicato il libro “Fascismo in famiglia”, edito da Garzanti, che esplora le sue radici familiari e il passato fascista. 

    Riconoscimenti

    Nel 2019 è stata insignita del titolo Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per la sua attività giornalistica. 

    Ha ricevuto premi letterari, tra cui il Premio Caccuri per “Gli italiani non sono pigri”. 

    Temi di interesse

    Si occupa molto di politica internazionale e dinamiche culturali. 

    È particolarmente attiva nella riflessione sul ruolo della lingua inglese nel giornalismo globale ha una newsletter chiamata “News with a Foreign Accent”. 

    Affronta anche questioni di memoria storica, fascismo, identità familiare.

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