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  • Radical chic,contraddizione sociale e culturale

    Il termine “radical chic” indica una contraddizione sociale e culturale, più che un vero gruppo organizzato.

    Origine del termine

    L’espressione nasce nel 1970 da un saggio ironico del giornalista americano Tom Wolfe, Radical Chic & Mau-Mauing the Flak Catchers.

    Wolfe descriveva l’alta borghesia newyorkese che sosteneva cause rivoluzionarie (come i Black Panthers) nei salotti di lusso, trasformando l’impegno politico in un fatto mondano.

    Chi sono, in sostanza

    I radical chic sono generalmente :

    persone benestanti, colte, spesso élite culturali che abbracciano idee radicali, rivoluzionarie o anti-sistema senza però rinunciare ai propri privilegi economici e sociali

    La critica implicita è che

    l’impegno è estetico, simbolico, identitario più che concreto o rischioso la radicalità diventa uno stile, non una pratica

    Perché il termine è spesso dispregiativo

    “Radical chic” viene usato per accusare qualcuno di :

    ipocrisia (predicare uguaglianza vivendo nel privilegio) opportunismo morale militanza a costo zero uso delle cause sociali come capitale culturale o di prestigio

    Non è una categoria politica precisa

    Non indica :

    un’ideologia coerente un partito un movimento

    È piuttosto una etichetta polemica, spesso usata :

    da avversari politici per delegittimare intellettuali, artisti, giornalisti, celebrità

    Un punto importante

    Il termine può essere :

    strumento critico legittimo quando smaschera l’ipocrisia ma anche arma retorica per zittire qualunque posizione progressista proveniente da ambienti colti o agiati

    In breve :

    Il radical chic non è “chi ha idee radicali”, ma chi le consuma come un bene di lusso.

    radical chic

  • Bari . Riapertura dell’Hotel Leon d’Oro

    Piazza Aldo Moro a Bari . Inaugurazione : sabato 20 dicembre 2025 (dalle ore 12:00 alle 20:00) con giornata a porte aperte per cittadini, istituzioni e ospiti. 

    Fine lavori e ritorno alla vita urbana

    Dopo circa sei anni di chiusura, l’Hotel Leon d’Oro, simbolo storico dell’ospitalità barese, riapre i battenti al termine di un ristorante progetto di ristrutturazione e riqualificazione curato dalla proprietà. L’intervento ha mantenuto l’identità storica dell’edificio, integrando al contempo spazi moderni e funzionali per l’accoglienza. 

    Cosa offre oggi il Leon d’Oro

    74 camere completamente rinnovate, dotate di comfort contemporaneo e design curato.  Spazi comuni ripensati e più accoglienti.  Ristorante interno con proposte gastronomiche aperto anche a chi non soggiorna in hotel.  Roof garden panoramico, nuovo punto di riferimento per aperitivi, eventi e momenti di socialità con vista sulla città. 

    Valore per la città

    La riapertura dell’hotel rappresenta non solo il ritorno di una struttura ricettiva nel cuore di Bari, ma anche un elemento di rigenerazione urbana nell’area intorno alla Stazione Centrale, spesso considerata strategica per il tessuto cittadino. 

    Sintesi

    ✔️ Hotel storico riapre il 20 dicembre 2025 dopo anni di chiusura;

    ✔️ Restyling completo con 74 camere, ristorante e roof garden;

    ✔️ Evento di inaugurazione aperto a tutti dalle 12:00 alle 20:00;

    ✔️ Importante operazione per il rilancio dell’offerta alberghiera barese. 

  • Torino : sgomberato e sigillato il centro sociale Askatasuna dopo l’assalto alla sede de “La Stampa”

    Nella mattinata di oggi, la Digos della Polizia di Stato ha attuato un’operazione di sgombero e sequestro del centro sociale Askatasuna a Torino, situato in corso Regina Margherita 47.

    L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sugli assalti compiuti durante le manifestazioni pro-Palestina nei mesi scorsi, tra cui quello alla sede del quotidiano La Stampa. 

    Dettagli dell’operazione

    Le forze dell’ordine hanno trovato sei attivisti all’interno dell’edificio, alcuni dei quali dormivano nei piani superiori dello stabile occupato dal 1996. 

    Dopo la perquisizione, l’immobile è stato sigillato e dichiarato sequestrato. 

    L’operazione coinvolge anche perquisizioni nelle abitazioni di alcuni militanti riconducibili al centro sociale. 

    Cause e motivazioni ufficiali

    Secondo quanto riportato dalle autorità :

    L’intervento è collegato all’inchiesta sugli assalti alle sedi della stampa e di altri luoghi simbolici avvenuti durante manifestazioni pro-Palestina nelle settimane e nei mesi precedenti. 

    La presenza di persone nei piani superiori dello stabile ritenuti inagibili avrebbe violato le condizioni di un patto di collaborazione stipulato tra il Comune di Torino e un comitato di garanti, con conseguente cessazione immediata dell’accordo. 

    Dichiarazioni delle istituzioni

    Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato su X che l’azione rappresenta un “segnale chiaro dallo Stato”: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese. 

    Il Sindaco di Torino ha sottolineato che le violazioni al patto di collaborazione hanno portato alla sospensione del progetto di gestione condivisa degli spazi sociali. 

    Situazione sul posto

    Le vie attorno al centro sociale sono state interrotte, con deviazioni del traffico e modifiche al servizio di trasporto pubblico. 

    Un presidio di attivisti si è formato davanti all’edificio durante l’operazione. 

    Contesto precedente

    L’azione segue l’assalto alla redazione de La Stampa da parte di manifestanti pro-Palestina, episodio che aveva acceso il dibattito politico e sulla sicurezza in città. 

    18 dicembre 2025 . TGcom24 (Mediaset) 

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  • La laguna di Preveza non è un singolo lago distinto

    ma fa parte di un sistema molto più ampio di lagune e zone umide situate nel Golfo di Amvrakikos (chiamato anche Golfo di Preveza o Golfo di Arta) sulla costa ionica della Grecia, vicino alla città di Preveza. 

    Cos’è e dove si trova

    Questo territorio è costituito da un complesso di lagune costiere, paludi, estuari e zone di marsh collegate tra loro e al Golfo di Amvrakikos attraverso canali e aperture verso il mare. 

    Le lagune si trovano nella parte settentrionale del golfo, soprattutto dove i fiumi Louros e Arachthos sfociano nella baia, creando un mosaico di acque poco profonde e habitat umidi. 

    Importanza ecologica

    L’intero sistema delle lagune è parte del Parco nazionale delle zone umide di Amvrakikos, un’area protetta istituita per tutelare la biodiversità, inclusi habitat costieri, letti di piante acquatiche, canneti e paludi. 

    È riconosciuto a livello internazionale (tra cui sito Ramsar e rete Natura 2000) per la sua importanza come zona umida e come punto di sosta per moltissime specie di uccelli migratori e per specie rare come il pellicano e altre specie di aironi. 

    Le acque poco profonde e le lagune sono anche aree vitali per delfini, tartarughe marine e numerose specie ittiche. 

    Cosa aspettarsi

    Le lagune sono caratterizzate da acque salmastre/povere di profondità, canneti, sedimenti e isole naturali che emergono durante bassa marea. 

    Sono luoghi ideali per birdwatching, escursioni in barca, fotografia naturalistica e osservazione della fauna (specie acquatiche e migratorie). 

    La presenza di strumenti tradizionali di pesca e di ecosistemi ricchi rende l’area anche rilevante per la pesca sostenibile e l’economia locale. 

    In sintesi

    La “laguna di Preveza” è parte di un complesso sistema di lagune e zone umide nel golfo di Amvrakikos, una delle aree naturali più importanti del Mediterraneo orientale dal punto di vista ecologico, biologico e della conservazione delle specie. 

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  • Nevo di Miescher

    È un tipo di nevo melanocitico benigno (un “neo”), appartenente alla famiglia dei nevi intradermici.

    Caratteristiche principali

    Aspetto cupoliforme, simmetrico Colore carne, rosato o marrone chiaro Superficie liscia, talvolta con peli Dimensioni di solito piccole (pochi millimetri)

    Localizzazione frequente : viso e capo

    Dal punto di vista clinico

    È benigno e stabile nel tempo Non è un melanoma Il rischio di trasformazione maligna è molto basso

    Quando va controllato o rimosso

    Se cambia rapidamente forma, colore o dimensioni Se sanguina, prude o si ulcera Per motivi estetici o se soggetto a traumi continui

    La diagnosi definitiva, se c’è dubbio, avviene con esame istologico dopo rimozione.

  • Animali del deserto

    Quando il sole cala oltre le dune, il deserto cambia volto.

    La sabbia rossa e dorata si raffredda lentamente, e dal suo silenzio emergono creature minute e straordinarie.

    Tra i granelli caldi e le ombre lunghe, il gerboa salta agilmente, spostandosi su lunghe zampe posteriori come un piccolo acrobata, cercando semi nascosti e rifugi freschi.

    Non lontano, il topo canguro si muove silenzioso, bevendo appena e nutrendosi dei semi che il vento ha portato lontano.

    Sotto le rocce calde, occhi lucidi osservano: il gecko del deserto si arrampica veloce, mentre lo scinco scivola come un filo di sabbia tra le crepe.

    Di notte, piccoli scorpioni e insetti corrono senza sosta, scavando, cacciando, sopravvivendo.

    Anche lo scarabeo ha il suo trucco: raccoglie l’umidità della rugiada con movimenti precisi e misteriosi.

    In cielo, le allodole del deserto cantano appena, planando tra le correnti calde che si alzano dalle dune, mentre i passeri cercano insetti nascosti tra le pietre.

    Tutti questi piccoli abitanti, invisibili al visitatore distratto, conoscono ogni angolo di sabbia, ogni ombra, ogni piccolo rifugio : il deserto non è mai vuoto, basta sapere dove guardare.

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  • Stefano Bonaccini

    E’ un politico italiano di primo piano, attualmente europarlamentare e presidente del Partito Democratico (PD). 

    Stefano Bonaccini è nato il 1° gennaio 1967 a Campogalliano (provincia di Modena). 

    E’ del Partito Democratico (PD). 

    è presidente del Partito Democratico dal marzo 2023, dopo aver gareggiato per la segreteria del partito e ottenuto un forte sostegno interno. 

    Carriera Politica

    Presidente del PD

    Europarlamentare

    nel luglio 2024 è entrato ufficialmente come membro del Parlamento Europeo, eletto per la circoscrizione Nord-Est. 

    Presidente dell’Emilia-Romagna

    ha guidato questa importante regione dal novembre 2014 fino a luglio 2024, quando si è dimesso per assumere il mandato europeo. 

    Profilo e attività

    Bonaccini è considerato un politico moderato e pragmatico nell’area di centrosinistra italiana, con radici nel passato del PCI e della sua evoluzione fino al PD attuale. 

    Durante la sua lunga esperienza di amministratore regionale è stato spesso percepito come un leader capace di dialogare tra istituzioni e territori e di gestire sfide complesse come la pandemia. 

    All’interno del PD ha lanciato una corrente chiamata “Energia Popolare” (People’s Energy), che propone un approccio riformista e sociale-liberale nel centrosinistra. 

    Attività nel Parlamento Europeo

    Nel Parlamento Europeo, Bonaccini siede nei gruppi dei Socialisti e Democratici e lavora su temi quali agricoltura e sviluppo rurale, oltre ad occuparsi di relazioni internazionali e commercio. 

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  • Giovanni Donzelli 1975

    Chi è

    Giovanni Donzelli (nato il 28 novembre 1975 a Firenze) è un politico italiano, deputato della Camera dei Deputati eletto con Fratelli d’Italia (FdI). 

    Carriera politica

    Deputato alla Camera dal 2018, rieletto nel 2022 come capolista nella circoscrizione Toscana. 

    È parte dell’ufficio di presidenza della Camera: prima segretario dell’Aula e attualmente vicepresidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). 

    Responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ruolo chiave nella struttura interna del partito guidato da Giorgia Meloni. 

    In passato è stato consigliere comunale a Firenze (2004–2010) e consigliere regionale in Toscana (2010–2018). 

    Percorso e formazione

    Inizia la militanza politica giovanissimo, entrando nel Fronte Universitario d’Azione Nazionale (FUAN) del Movimento Sociale Italiano a 19 anni. 

    Ha proseguito fino a diventare presidente di Azione Universitaria e portavoce nazionale della Giovane Italia. 

    Ha frequentato l’Università di Firenze nelle facoltà di Lettere e poi Agraria, senza però completare gli studi. 

    Attività e posizioni politiche

    È noto per un ruolo molto operativo nell’organizzazione delle attività di FdI e nelle campagne elettorali. 

    In Parlamento è stato membro di diverse commissioni (Affari costituzionali, Unione Europea e altre). 

    Ha attirato l’attenzione mediatica in alcune occasioni per interventi polemici in Aula (ad es., accuse contro parlamentari di altri partiti su vicende istituzionali) ma è stato poi assolto dalle contestazioni formali. 

    Vita personale

    Vive nella zona di Prato; è sposato e ha figli. 

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  • Andrea Biavardi,giornalista e manager

    E’ un giornalista e manager dell’editoria italiana

    con una lunga carriera nel mondo dei quotidiani, delle riviste e dei media. 

    Profilo professionale

    Direttore di riviste importanti: Ha diretto e dirige tuttora diverse testate, tra cui Giallo, un settimanale di cronaca del gruppo Cairo Editore. 

    Nuovo ruolo a Oggi : Nel luglio 2024 è stato nominato direttore del settimanale Oggi, una delle riviste più conosciute e diffuse in Italia, succedendo a Carlo Verdelli e con incarico a partire dal 9 luglio. 

    Carriera giornalistica pluridecennale

    Ha iniziato nel 1977 a Il Giornale e in seguito ha diretto quotidiani come La Nazione e Il Giorno, oltre a mensili e riviste come Vera, Men’s Health, For Men Magazine, In Viaggio, Natural Style e Airone. 

    Consigliere di amministrazione: Ricopre anche ruoli di vertice manageriale all’interno della Cairo Editore. 

    Attività editoriali e scrittura

    Andrea Biavardi è anche autore di libri, tra cui saggi e romanzi. Alcuni titoli includono Sbuccia il maschio e Fuori dal coro; ha anche scritto opere che raccontano storie e ritratti sociali. 

    Personale

    Origini e vita privata : Nato a Varese il 12 agosto 1958 e cresciuto professionalmente in Emilia; è sposato e ha due figli. 

    Presenza mediatica : Oltre alla attività editoriale, è stato spesso ospite in programmi televisivi come commentatore e opinionista. 

    In sintesi

    Andrea Biavardi è una figura di spicco del giornalismo italiano, noto per la direzione di testate giornalistiche e riviste, la sua esperienza decennale nei media e il ruolo di leadership in importanti gruppi editoriali come Cairo Editore. 

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  • Oscar Pozzobon

    E’ un imprenditore italiano, ingegnere e innovatore nel campo dell’aerospazio, GNSS (sistemi di navigazione satellitare) e cybersecurity. 

    Ruolo e carriera

    Co-fondatore, Presidente e CEO di Qascom, un’azienda italiana con sede a Bassano del Grappa (Vicenza) che sviluppa tecnologie avanzate per la navigazione satellitare e applicazioni spaziali. 

    Ha una formazione accademica solida: laurea in Ingegneria Informatica (Università di Padova), master in Telecomunicazioni (University of Queensland) e dottorato in Applicazioni Aerospaziali e Satellitari (Università di Padova). 

    Vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nel settore spaziale, con collaborazioni e progetti con ESA, ASI, NASA, EUSPA e la Commissione Europea. 

    È stato pionieristico nei servizi di autenticazione per i sistemi GNSS e ha contribuito alla validazione dei primi satelliti Galileo. 

    Attività imprenditoriali e riconoscimenti

    Sotto la sua guida, Qascom è coinvolta in importanti progetti spaziali, inclusi strumenti tecnologici sulla Luna e contratti collaborativi con aziende come Telespazio ed ESA per sistemi satellitari avanzati. 

    Oscar Pozzobon è considerato un leader nel settore spaziale europeo ed è stato inserito in liste di “leader da tenere d’occhio” (es. 50 Leaders to Watch). 

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  • Torroncini Condorelli

    I torroncini Condorelli non sono solo dolci : sono piccoli gesti d’affetto incartati.

    Morbidi al morso, come parole dette piano, custodiscono mandorle di Sicilia e miele che sanno di sole antico. Il cioccolato li avvolge come una promessa mantenuta, sottile ma decisiva. Ogni incarto blu si apre con la lentezza dei riti familiari, quando il tempo sembra concedersi una pausa.

    Nascono ai piedi dell’Etna, dove la terra è scura e fertile, e forse per questo hanno qualcosa di intimo e profondo: non cercano l’eccesso, ma la memoria. Sono dolci che non si divorano, si ricordano. Passano di mano in mano, tra sguardi complici, come se dicessero : ti ho pensato.

    Un torroncino Condorelli è un frammento di festa che resiste, una carezza zuccherina che resta anche dopo, quando la carta è già stata piegata e il silenzio torna a sedersi a tavola.

  • Il ritorno necessario : la voce senza tempo di Mia Martini in “Di tanto amore”

    La voce di Mia Martini non è mai stata solo suono; è una geografia dell’anima, un territorio fatto di crepe luminose e abissi di tenerezza. Oggi, quella voce ritorna come un’eco gentile, portando con sé “Di tanto amore”, una perla scritta da Ivano Fossati e rimasta a lungo chiusa in una dimensione intima, quasi segreta, protetta dal tempo come un messaggio in una bottiglia.

    Un’estetica dell’essenziale

    Nel video lyric che accompagna il brano, le parole scorrono lente, quasi a voler rispettare il peso di ogni singola sillaba. Le immagini sono essenziali, scarne, e questa scelta non è casuale: serve a lasciare spazio a ciò che conta davvero. È il timbro di Mimì fragile e potentissimo al tempo stesso a farsi carico della narrazione, trasformando l’astrazione del sentimento in una presenza fisica, tangibile.

    Tra passato e presente: una confessione senza tempo

    Il brano, concepito alla fine degli anni Settanta, riaffiora oggi non come un reperto archeologico, ma come una confessione di sconcertante attualità. In queste note non c’è spazio per la nostalgia sterile, quella che guarda indietro con rimpianto. C’è invece una “presenza” vibrante.

    “Di tanto amore” ci parla di un sentimento detto sottovoce, un amore che non ha bisogno di gridare per dimostrare la propria forza. È un invito alla resistenza emotiva: un legame che sfida il passare dei decenni e continua a vibrare nelle corde di chi ascolta, ricordandoci che la vera arte non scade mai.

    La riscoperta come atto d’ascolto

    Ascoltare oggi questo inedito non è una semplice operazione di recupero discografico; è un atto di giustizia poetica. In un’epoca dominata dal rumore e dalla velocità, fermarsi davanti alla voce di Mia Martini diventa un esercizio di introspezione.
    Non è una riscoperta, ma un ritorno necessario. Un incontro che rinnova quel legame indissolubile tra un’interprete unica e un pubblico che, nonostante tutto, sa ancora riconoscere la verità dietro il canto.

    Mimì non canta la canzone : la abita, ci vive dentro, e ci invita a fare lo stesso.

  • Homeschooling

    è l’educazione dei figli svolta principalmente in ambito familiare, invece che in una scuola tradizionale.

    In breve

    Chi insegna : di solito i genitori (talvolta tutor esterni).

    Curricolo : può seguire i programmi nazionali oppure essere personalizzato.

    Metodo : flessibile (lezioni strutturate, apprendimento per progetti, online, esperienziale).

    Valutazioni : variano per paese; spesso sono previsti esami o verifiche periodiche.

    Socializzazione: attività sportive, gruppi di homeschooling, laboratori, volontariato.

    Pro

    Personalizzazione dei tempi e dei contenuti Ritmo su misura dello studente Ambiente di apprendimento più flessibile

    Contro

    Richiede tempo e competenze ai genitori Meno interazione quotidiana con coetanei (se non pianificata) Aspetti legali e burocratici da gestire.

  • Bruno Cassinari nasce a Piacenza nel 1912

    In un contesto ancora lontano dai fermenti artistici che avrebbero segnato la sua vita.

    Fin da giovanissimo manifesta una naturale inclinazione per l’arte : prima ancora di dedicarsi alla pittura, modella ritratti in creta, esercitando lo sguardo e la mano su ciò che gli è più vicino, come il volto della madre.

    La svolta avviene negli anni Trenta, quando si trasferisce a Milano per studiare all’Accademia di Belle Arti di Brera.

    Qui si forma sotto la guida di Aldo Carpi e viene a contatto con un ambiente culturale vivace, attraversato da tensioni etiche e artistiche che rifiutano l’arte ufficiale del regime.

    È in questo clima che Cassinari matura una pittura intensa, inquieta, già orientata verso una personale interpretazione dell’espressionismo.

    Alla fine degli anni Trenta entra nel gruppo di Corrente, condividendo il percorso con artisti come Guttuso, Birolli, Morlotti e Vedova.

    Non si tratta solo di una scelta stilistica, ma anche di una presa di posizione morale: la pittura diventa strumento di testimonianza, carica di partecipazione umana e tensione civile.

    Nel 1941 la sua prima mostra personale, presentata da Elio Vittorini, segna un riconoscimento importante, confermato dalla vittoria del Premio Bergamo.

    Il dopoguerra apre per Cassinari una fase di espansione e di confronto internazionale.

    Nel 1949 si stabilisce ad Antibes, sulla costa francese, dove entra in contatto diretto con alcuni dei protagonisti dell’arte europea del Novecento.

    L’incontro con Picasso, che lo invita a esporre al Museo di Antibes, rappresenta un passaggio decisivo, così come la vicinanza a figure come Chagall, Matisse e Braque.

    In questi anni la sua pittura si arricchisce di nuove soluzioni formali, mantenendo però una forte tensione espressiva.

    Il riconoscimento ufficiale arriva con la Biennale di Venezia : dopo la partecipazione del 1950, nel 1952 Cassinari ottiene il Gran Premio per la pittura italiana.

    È il momento della piena maturità, che lo porta a esporre in numerose città europee, negli Stati Uniti e in Sud America, consolidando una reputazione ormai internazionale.

    Il suo linguaggio pittorico si distingue per l’uso intenso del colore, per le deformazioni delle figure e per una costruzione dello spazio che dialoga con il cubismo senza mai rinunciare alla forza emotiva dell’immagine.

    Cassinari non ricerca l’astrazione pura, ma una figurazione tesa, vibrante, capace di restituire la complessità del reale.

    Muore a Milano nel 1992.

    Oggi le sue opere sono conservate in importanti musei e collezioni pubbliche, in Italia e all’estero.

    La sua figura resta centrale nel panorama dell’arte italiana del secondo Novecento : un artista che ha saputo coniugare rigore formale, libertà espressiva e una profonda attenzione alla dimensione umana.

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  • La “carta Maurillo” più correttamente Murillo

    spesso chiamata così dai pittori) è un tipo di cartoncino artistico di alta qualità prodotto da Fabriano, molto apprezzato da pittori, illustratori e artisti grafici per le sue caratteristiche tecniche e la sua versatilità. 

    Che cos’è Fabriano Murillo?

    È un cartoncino spesso e resistente, fabbricato con pura cellulosa ECF (Elemental Chlorine Free) e conforme alla norma ISO 9706 “Long Life”, il che significa che è acid‑free (senza acidi) e quindi ideale per lavori artistici duraturi che non ingialliscono o si deteriorano nel tempo.  È disponibile in molti colori vivaci e in varie grammature (da ~190 g/m² fino a 360 g/m² e oltre), quindi può adattarsi a tecniche diverse. 

    Perché piace ai pittori?

    Proprio per le sue qualità tecniche, questa carta viene definita “quella che fa impazzire i pittori” — non perché sia esagerata, ma perché :

    Peso e rigidità ottimali

    la struttura pesante la rende ottima per disegno, collage, gouache o tecniche miste senza che si arricci facilmente. 

    Surface versatile

    la grana superficiale accoglie bene sia colori a secco (pastelli, grafite, inchiostri) sia a umido leggero (acquerello leggero, gouache), pur non essendo carta specifica per acquerello. 

    Acid‑free e durabilità

    le opere su Murillo resistono nel tempo senza ingiallire, il che la rende perfetta anche per stampe d’arte e progetti destinati a durare.

    Usi tipici

    Disegno e collage Edizioni pregiate e stampe d’arte Passe‑partout e inserti per album Tecniche miste leggere (gouache, inchiostro, pastello) Tutti questi usi derivano proprio dalla miscela di texture, colore, grammatura e superficie lavorabile. 

    In pratica, Murillo non è una carta “magica” ma è uno dei cartoncini artistici più amati per qualità e affidabilità, e per molti creativi diventa la superficie su cui sperimentare e creare lavori che durano. 

  • Le cravatte di Fumagalli, una collezione storica unica nel suo genere

    La collezione storica delle cravatte Fumagalli affonda le radici in oltre 130 anni di storia dell’eleganza italiana, facendo di questa maison di Como (nata ufficialmente nel 1891) una delle più antiche e raffinate realtà nella produzione artigianale di cravatte in seta e accessori sartoriali. 

    Origini e tradizione

    La storia comincia a Milano nel 1850 con una tessitura di seta artigianale, e nel 1891 Attilio Fumagalli dà vita alla produzione di cravatte in garza serica, leggere e preziose. 

    Ogni cravatta veniva scelta nei volumi campione d’epoca, realizzata a mano e personalizzata con cura sartoriale, una testimonianza perfetta dell’eleganza della Belle Époque. 

    Le collezioni storiche

    La collezione storica di cravatte di Fumagalli comprende modelli e edizioni nate nel corso di decenni, molte delle quali oggi considerate oggetti da collezione :

    Edizioni storiche (1925–1981):

    Nell’archivio storico di Fumagalli sono conservati libri di prove colore e disegni originali che documentano la produzione di cravatte, fazzoletti e accessori fin dai primi del Novecento. 

    Queste edizioni limitate includono serie iconiche dove ogni modello rappresenta un “momento stilistico” specifico della moda maschile del secolo scorso. 

    Cravatte in serie limitata

    Alcune creazioni sono realizzate oggi solo in numero molto limitato, basandosi su disegni originali dell’archivio.

    Ogni pezzo è unico, fatto a mano in seta purissima e porta con sé la storia del design che lo ha ispirato. 

    Stile e innovazione nel tempo

    Fumagalli ha saputo evolversi con i decenni.

    Dagli anni ’20 e ’30 con motivi razionalisti, passando per gli anni ’50 con il celebre Gold Twill una seta tecnicamente innovativa e dai colori vividi fino alla campagna iconica del 1967 “Il Cobra” che trasformava la cravatta in simbolo di fascino. 

    Negli anni ’70 e poi nei decenni successivi, le collezioni storiche includono reinterpretazioni di motivi classici, tartan rivisitati e disegni ispirati all’arte e alla natura. 

    Archivio storico e collezionismo

    Oggi l’Archivio Storico Fumagalli 1891, aperto su appuntamento, custodisce tessuti originali, schizzi, fotografie e campionari che raccontano oltre un secolo di gusto e artigianato.

    È una sorta di museo vivente della cravatta italiana, accessibile a studiosi, appassionati e collezionisti. 

    In breve

    Periodo

    Stile e innovazione

    1891–1900

    Prime cravatte in garza serica, artigianato puro 

    1906 Expo Milano

    Cravatta commemorativa evento 

    1920–1930

    Collezioni razionaliste 

    1950

    Gold Twill brevetto distintivo 

    1967

    Campagna Il Cobra 

    1970–oggi

    Archivi, edizioni limitate e collezione storica 

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  • Paolo Virzì

    Nel cinema di Paolo Virzì il talento si riconosce proprio lì dove la cronaca si scioglie in racconto.

    Non parte dai fatti nudi, ma da ciò che resta addosso alle persone : desideri mal riposti, illusioni tenaci, piccole vigliaccherie e improvvisi slanci. Anche quando lo sfondo è chiaramente sociale o politico, Virzì non osserva da lontano : entra nelle vite, le segue nei dettagli minimi, nei silenzi, nelle battute dette per difesa.

    La realtà non viene registrata, viene trasformata. Diventa memoria, deriva emotiva, percorso umano. I suoi personaggi non sono “casi”, ma compagni di viaggio: si muovono in un’Italia riconoscibile, sì, ma filtrata da uno sguardo partecipe, ironico, spesso indulgente.

    È qui che il racconto prende il posto della cronaca fredda :

    non nel giudizio, ma nella comprensione;

    non nella tesi, ma nella storia;

    non nel documento, ma nella vita che scorre, disordinata e vera.

    Virzì racconta perché sa che solo il racconto, e non la cronaca, riesce a restituire la complessità dell’umano.

  • Orologi Daniel Roth

    Storia e carattere del marchio

    Daniel Roth è stato un maestro orologiaio indipendente che ha fondato il suo marchio nel 1988 dopo una carriera prestigiosa presso grandi nomi dell’orologeria, tra cui Breguet (dove contribuì alla rinascita del marchio) e altri atelier svizzeri. 

    Cosa rende speciali questi orologi

    Forma iconica “double ellipse” una cassa a doppia ellisse che è riconoscibile al primo sguardo e diversissima dalle casse rotonde tradizionali.  Alta orologeria e complicazioni : tourbillon, cronografi, calendari retrogradi, riserve di carica e molto altro.  Produzione limitata e artigianale : pezzi spesso numerati e realizzati in piccole serie, apprezzati dai collezionisti.  Design ispirati alla tradizione: quadranti con guilloché, lancette in acciaio blu, dettagli finemente rifiniti. 

    La maison è stata più volte acquisita da gruppi più grandi (negli anni ’90 e poi da Bulgari) e oggi sta vivendo una nuova rinascita sotto LVMH con la supervisione di La Fabrique du Temps Louis Vuitton, con produzioni limitate in alta gamma. 

    Alta Orologeria / Modelli Iconici

    Daniel Roth DR001 Oro Rosa 2024 – Esemplare contemporaneo tourbillon di alta gamma, perfetto esempio dell’attuale rilancio e della tradizione meccanica. Daniel Roth dbbd01a1 Oro rosa – Classico in oro rosa: eleganza e finitura da collezione. Daniel Roth Extra Plat Rose Gold – Versione extra–plat per chi cerca sottigliezza e raffinatezza.

    Modelli classici e da collezione

    Daniel Roth Le Sentier S177 Acciaio – Referenza in acciaio con estetica distintiva. Daniel Roth 177.L.311.012.B3.BD Oro/Acciaio – Oro e acciaio — perfetto equilibrio tra prestigio e portabilità. Daniel Roth Academie Skeleton Chronograph – Cronografo scheletrato con finiture di pregio. Daniel Roth 197.X.40 Oro Rosa – Grande classico in oro. Daniel Roth S177 Acciaio Argento – Versione in acciaio con quadrante elegante.

    Consigli per collezionisti

    Ricerche su vintage e riferimenti storici : i modelli anni ’90, come il Tourbillon originale o cronografi storici, sono molto ricercati e apprezzati alle aste.  Mercato raro e specializzato : trattandosi di haute horlogerie, molti esemplari sono difficili da trovare e possono avere quotazioni stabili o in crescita. Stile unico : la forma “double ellipse” non è per tutti, ma è spesso citata come uno dei migliori esempi di design originale nell’orologeria moderna. 

  • New York, settembre 2024 . L’arrivo di Piero Villani

    Piero Villani sbuca dall’aeroporto con una valigia

    più che bagaglio sembra un piccolo scrigno di intenzioni e promesse : dentro, tele arrotolate strette come segreti, pennelli che odorano ancora di colori freschi, e una visione forte, affilata come una lama.

    Si ritrova rapidamente in un micro-mondo pulsante : un appartamento modesto ma pieno di luce, nel cuore di Brooklyn, dove i rumori della città non solo si sentono, ma ti abbracciano. 

    Le strade non sono solo strade : sono vene che pulsano, piene di passi, storie e voci che sembrano sempre portare tre nuovi stimoli.

    Piero Villani sente subito che qui l’arte non è una cosa da museo, ma un fatto vivo, caotico, in continuo divenire. 

    Chelsea, il primo tuffo nella scena artistica

    Non passa molto tempo che si trova a camminare tra gallerie ed eventi di Chelsea, il quartiere che ogni artista sogna di esplorare.

    Non è soltanto un vernissage: è una specie di rito di passaggio.

    I quadri viaggiano come onde di energia, i curatori parlano di idee e di linguaggi e qualcuno, più curioso, guarda dritto negli occhi quegli strati di colore così intensi, così inusuali. Ed è lì che succede

    Leo Maxwell il gallerista che vede oltre

    In una sala illuminata da luci calde, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera su tecniche e materiali, Piero incrocia lo sguardo di Leo Maxwell. Maxwell non è un semplice gallerista : ha quell’aria di chi sa sentire il lavoro di un artista prima ancora di vederlo davvero.

    Parlano a lungo di colore, di stratificazione, di visione.

    È come se Maxwell riuscisse a leggere le emozioni nascoste sotto ogni pennellata di Piero Villani. 

    Alla fine della conversazione, con un sorriso che sembra un invito più che una proposta, Leo gli parla di una collettiva chiamata “New Voices” un’esposizione che celebra nuove voci, potenze creative emergenti.

    È la prima volta che qualcuno a New York non guarda solo l’opera, ma legge la persona che la fa. 

    Eleanor Vance lo sguardo critico che fa parlare

    Qualche giorno dopo, alla lunga coda del MoMA, Piero Villani incontra Eleanor Vance, una critica di arte contemporanea la cui fama si estende tra le colonne delle riviste più autorevoli.

    Non è un incontro casuale : è come se il ritmo di New York, che non lascia nulla al caso, la mettesse sulla sua strada.

    Eleanor, con la sua intelligenza acuta e curiosa, non si limita ad ammirare : interroga, chiede, solleva interrogativi che portano subito la conversazione oltre la superficie.

    Il risultato? Un’intervista informale ma intensa, che finisce su un blog internazionale, aprendo a Piero Villani porte e occhi nuovi. 

    Quell’intervista diventa più di un post online : diventa un primo eco lontano, che raggiunge collezionisti e appassionati oltre oceano.

    Jax l’arte come dialogo notturno

    Ma New York non è soltanto grandi gallerie e riflettori chiari : è fatta anche di vicoli, luci basse, suoni improvvisati. In uno di questi spazi dell’East Village, tra poesie recitate e risate che si fondono con il jazz, Piero incontra Javier “Jax” Ramirez un artista concettuale che sembra portare in borsa non tele, ma idee incandescenti. Jax non parla di regole.

    Jax non pensa di dover insegnare. Jax propone dialoghi lunghi, accesi, dove pittura e oggetto diventano un unico gesto poetico.

    Le loro discussioni sono animate, profonde, fino alle luci dell’alba. 

    Da questi scambi nascono piccole esplosioni creative : insieme danno vita a un’installazione che combina segno pittorico gestuale e oggetti trovati, presentata in uno spazio indipendente di Bushwick il quartiere dove ogni idea può diventare sperimentazione. 

    L’addio e la promessa

    Dopo tre mesi che sembrano tre stagioni vissute in un battito, Piero Villani è pronto a ripartire.

    Ma non parte “vuoto”. Nel suo zaino, oltre alle tele e ai materiali, ci sono : contatti nuovi, ricchi di potenziale, possibilità di collaborazioni che superano confini geografici, e una scintilla di fiducia che non aveva mai sentito così viva prima.

    New York non lo ha cambiato solo come artista, ma lo ha fatto sentire parte di una grande comunità creativa che non dorme mai. 

    Quando cala la scaletta dell’aereo, Piero Villani non pensa alla fine di un viaggio, ma al primo movimento di una sinfonia ancora tutta da comporre.

    Un epilogo che va oltre l’esperienza

    Questo soggiorno a New York rappresenta per Piero Villani più di una mostra o di una sfilza di eventi : è stato uno specchio in cui il suo linguaggio artistico si è riflesso in mille nuove prospettive, in mille voci e in mille possibilità di dialogo internazionale. 

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • I Sudei nei lavori di Piero Villani : quando il colore diventa emozione viva

    Nei quadri di Piero Villani, pittore italiano di profonda esperienza e visione espressionista-astratta, i Sudei non sono semplici porzioni di colore stese sulla superficie della tela: diventano territori emotivi, spazi di accoglienza dove l’occhio e il cuore dell’osservatore trovano rifugio e introspezione. 

    Anche senza definizioni formali di figura o narrazione, questi ampi campi di colore – i Sudei – respirano come fossero organismi viventi. Essi non raccontano storie predefinite, ma offrono spazio, detengono tensioni affettive ampie e inesprimibili, e accolgono un’energia interiore che dialoga con chi guarda. 

    Il colore come gesto e respiro

    Il colore nei lavori di Villani non è mero ornamento o elemento decorativo: è la struttura primaria del suo linguaggio pittorico, la materia prima di una espressione che attraversa sogno, memoria e interiorità. Il colore pulsa, vibra, e si pone come un linguaggio emotivo puro, capace di tradurre sensazioni sottili prima ancora di forme definite. 

    In questi Sudei, il colore si espande “come respiro”, invadendo lo spazio visivo con la stessa naturalezza di un soffio che entra ed esce. I pieni di colore – grandi campiture pigmentate generano una plasticità visiva che innalza il quadro dallo statuto di oggetto a quello di esperienza sensoriale e intuitiva. 

    Campiture cromatiche : spazi di emozioni accese

    Queste superfici non sono piatte o neutre : esse si animano di sfumature cangianti, di sfoci di tonalità che suggeriscono profondità e movimento interno. Il colore interagisce con la luce e con lo spazio circostante, creando campiture che danzano, si stratificano e si mescolano, richiamando sensazioni profonde piuttosto che descrivere oggetti riconoscibili. 

    Ed è proprio questa stratigrafia di colori – vibranti e sensibili – che fa sì che i Sudei non rappresentino, ma accarezzino, non narrino, ma accolgano. Ogni campo cromatico diventa allora testimonianza del bisogno umano di spazio, di silenzio, di accoglienza emotiva. 

    Il sogno e la fantasia come architetti del colore

    La pittura di Villani spesso procede come un atto di sogno : i Sudei nascono dall’incontro tra un’urgenza espressiva interiore e la ricerca visiva di una forma che non sia mera figura. In questo senso, il colore è fantasia pura, un linguaggio che precede il pensiero logico e si stabilisce nel regno intuitivo delle emozioni. 

    Ed è nelle zone di sovrapposizione cromatica, nelle transizioni impreviste di tono, che il colore cattura lo spettatore : come un sogno che si svela, progressivamente rivelando nuove profondità, nuove risonanze e nuove domande sul proprio mondo interiore. 

    La plastica bellezza dei Sudei

    Questa estetica non è mai fredda o concettuale; è corpo, potenza e vibrazione. Il colore si organizza in campiture piene, dense eppure dinamiche, che non si limitano a “essere” superficie, ma si trasformano in forme animate da tensioni cromatiche. È questa plasticità del colore che invita chi osserva a entrare, a smarrirsi e ritrovarsi dentro i quadri. 

    Il colore non si limita qui a “riempire” spazi: li plasma, li articola, li carica di significato emotivo. Qui la tela stessa diventa paesaggio interiore, la superficie diventa architettura del sentimento, e i Sudei sono stanze senza soglia – luoghi dell’anima dove il vissuto e il desiderio trovano un proprio eco visivo. 

    Conclusione : il colore come accoglienza

    Nei lavori di Piero Villani, allora, i Sudei non sono mai solo colore steso su tela : essi incarnano spazi di introspezione, campiture che non guardano ma accolgono, territori del cuore che si dispiegano oltre ogni forma narrativa. In questa dialettica tra colore e spettatore, il quadro vive non solo come oggetto d’arte, ma come esperienza viscerale di sogno, emozione e contemplazione. 

  • Artisti Complessati

    Ecco alcuni artisti moderni notoriamente “complessati”, nel senso di profonda inquietudine psicologica, ossessioni, conflitti identitari e tensione interiore che hanno inciso direttamente sulla loro opera (non in senso clinico, ma esistenziale):

    Edvard Munch

    Ossessionato da malattia, morte, sesso e colpa.

    Vita segnata da lutti familiari e depressione.

    L’arte come diario psichico continuo (L’urlo non è un’eccezione, è la regola).

    Egon Schiele

    Complesso rapporto con corpo, erotismo e auto-immagine.

    Autoritratti deformati, quasi punitivi.

    Processo per oscenità che amplificò il suo senso di persecuzione.

    Alberto Giacometti

    Ossessionato dall’impossibilità di “vedere davvero”.

    Distruggeva continuamente le proprie opere.

    Complesso di inadeguatezza cronico nonostante il successo.

    Francis Bacon

    Pittura come violenza contro se stessi. Relazioni autodistruttive, senso di colpa, attrazione per il caos.

    Il volto umano come campo di tortura psicologica.

    Mark Rothko

    Profondo conflitto tra spiritualità e nichilismo.

    Depressione crescente, culminata nel suicidio.

    Le sue tele come spazi mentali claustrofobici, non “astrazione decorativa”.

    Louise Bourgeois

    Trauma infantile mai risolto (tradimento del padre).

    Ossessioni ripetitive: madre, casa, corpo, sessualità.

    L’arte come psicoanalisi permanente.

    Amedeo Modigliani

    Complesso di esclusione e fragilità fisica. Autodistruzione lenta, alcool e droghe.

    Ricerca ossessiva di una purezza formale mai pacificata.

  • Paolo Bertolucci

    è un ex tennista italiano e noto commentatore sportivo.

    Nascita : 3 agosto 1951, Forte dei Marmi

    Carriera da giocatore : anni ’70–inizio ’80

    Specialità : soprattutto doppio

    Risultato più celebre : vittoria della Coppa Davis 1976 con l’Italia, insieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli

    Titoli ATP : diversi in doppio; in singolare raggiunse buoni piazzamenti ma senza titoli di grande rilievo .

    Stile di gioco : solido, tattico, molto efficace a rete

    Dopo il ritiro è diventato una delle voci più riconoscibili del tennis in TV, apprezzato per il tono diretto, l’ironia e la competenza tecnica, in particolare come commentatore su Sky Sport.

  • Cosa sono i sudari

    I sudari sono teli di stoffa usati tradizionalmente per avvolgere un corpo dopo la morte, prima o al posto della sepoltura in una bara.

    Il termine viene dal latino sudarium (“panno per asciugare il sudore”), ma nel tempo ha assunto soprattutto un significato funerario e simbolico.

    Significati principali

    Funerario Stoffa (lino, cotone) che avvolge il defunto.

    Presente in molte culture e religioni.

    Simbolo di passaggio, protezione, ritorno alla terra Religioso.

    Il più noto è la Sindone di Torino, considerata da molti il sudario di Cristo.

    In ambito cristiano richiama morte, attesa, resurrezione Metaforico e letterario “Sudario” come velo, copertura, silenzio, oblio Es.: “un sudario di nebbia”, “il sudario della notte”

    In senso più ampio

    Può indicare qualunque tessuto che copre o nasconde, spesso con un’aura di solennità, fine, sospensione.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Vestirsi come in Peaky Blinders

    Afghanistan. Quattro giovani ammoniti dai talebani per essersi vestiti come in Peaky Blinders

    Quattro giovani afgani della città di Jebrael, nella provincia occidentale di Herat, sono stati richiamati dalle autorità talebane per aver pubblicato sui social video in cui indossavano abiti che richiamano quelli della famosa serie televisiva Peaky Blinders completi scuri, cappotti e coppole come i personaggi dello show britannico. 

    Secondo il portavoce del Ministero per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizìo dell’emirato talebano, questi giovani promuovevano una “cultura cinematografica straniera” e imitavano attori, cosa ritenuta contraria ai valori afghani e islamici. Per questo motivo è stato avviato un programma per “rieducarli”. 

    Il ministero ha poi precisato che i giovani non sono stati arrestati in senso stretto, ma solo convocati, consigliati e liberati una volta ammoniti.

  • Matteo Pandini,giornalista

    è un giornalista italiano e figura di spicco nel mondo della comunicazione politica. 

    Ruolo professionale

    È stato portavoce e capo dell’ufficio stampa di Matteo Salvini, ex ministro e leader della Lega. 

    Dopo anni nel ruolo di capo ufficio stampa, nel 2025 ha cambiato funzione restando portavoce “politico”, con un lavoro diviso tra Milano e Roma. 

    Carriera giornalistica

    La sua carriera è iniziata nel mondo dell’informazione: ha lavorato come giornalista e redattore per diverse testate, collaborando anche come firma e commentatore. 

    Passioni personali

    Pandini ama il calcio, in particolare l’Inter, e in diverse occasioni ha scritto o commentato di sport, dimostrando questo interesse anche nella vita privata. 

    Nel privato

    La sua storia con Elenoire Casalegno è nata, secondo la showgirl, da uno scambio di messaggi sul calcio, la loro passione comune, e si è poi trasformata in una relazione seria. 

    Casalegno ha parlato di lui come di una persona positiva, semplice e trasparente, qualità che l’hanno colpita. 

    In sintesi, Matteo Pandini è un giornalista e comunicatore politico italiano molto attivo nella comunicazione istituzionale, conosciuto soprattutto per il suo ruolo accanto a Matteo Salvini, e oggi partner di Elenoire Casalegno. 

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  • La parola “sparanzare” esiste ?

    Sì, può essere ma dipende dal dialetto.

    In diversi parlari dell’Italia meridionale (soprattutto napoletano, lucano, calabrese e zone limitrofe) il verbo sparanzare / sparanzarsi esiste ed è usato con vari significati, tra cui :

    Significato attestato in molti dialetti

    Allontanarsi rapidamente Darsi alla fuga Sparire dalla vista Scappare / svignarsela

    Quindi l’interpretazione “sparire, andare via” è coerente e plausibile.

    Altri significati locali

    In alcune aree può anche significare :

    scuotere con forza, sbattere stendere o distendere (meno comune)

    Ma il senso di “andarsene di colpo” è quello più riconosciuto, specie nel Meridione.

    In italiano standard?

    Non è un verbo dell’italiano standard : è dialettale o regionalismo.

  • Anna Vagli

    Chi è e formazione

    Anna Vagli è nata nel 1989 a Forte dei Marmi (Versilia), in Toscana. 

    Ha studiato Giurisprudenza presso Università di Pisa.  Successivamente si è specializzata con master in criminologia e psicologia investigativa, e ha ottenuto certificazioni in sopralluogo tecnico sulla scena del crimine, criminal profiling e neuroscienze applicate. 

    Dal 2020 è iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come pubblicista: unisce quindi formazione giuridica e criminologica a capacità giornalistiche. 

    Carriera e attività professionali

    Vagli si è affermata come criminologa forense: collabora come consulente in casi di cronaca nera e come analista investigativa. 

    È anche autrice e giornalista : scrive articoli e approfondimenti su casi giudiziari e fatti di cronaca. 

    Spesso è ospite in programmi televisivi e radiofonici sulla cronaca nera: in questo modo porta le sue analisi al grande pubblico. 

    Dal 2024-2025 ha ottenuto riconoscimenti ufficiali per il suo lavoro: per esempio, un premio dell’associazione Il Guiscardo per “eccellenza del territorio” in Versilia. 

    Opere e casi mediatici segnati

    Una delle sue opere più note è il libro Al di là di ogni ragionevole dubbio, in cui analizza in profondità il caso Yara Gambirasio uno dei più noti casi di cronaca nera italiana. 

    Grazie a questa pubblicazione e alle sue analisi sul caso, Vagli è diventata un nome di riferimento quando si discute di cronaca nera, giustizia e criminologia. 

    Approccio e visione personale

    Vagli dichiara che la sua passione per i noir/gialli sin da bambina l’ha spinta ad approfondire il crimine non come pura morbosità, ma come fenomeno sociale e psicologico da comprendere. 

    Per lei la criminologia non è solo analisi tecnica: è ricerca di verità, giustizia e comprensione dei traumi umani, con una forte componente empatica. 

    Nonostante la giovane età, ha scelto di affrontare critiche e scetticismi con determinazione: secondo lei, il merito è solo delle sue capacità («non sono mai stata raccomandata»). 

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  • Susan Sontag 1933

    Susan Sontag è stata una delle più influenti intellettuali statunitensi del XX secolo : scrittrice, saggista, regista, attivista politica e figura centrale nel dibattito culturale internazionale.

    Infanzia e formazione

    Nata Susan Rosenblatt da una famiglia ebrea, trascorse parte dell’infanzia tra Arizona e California.

    Dimostrò un precoce talento intellettuale : entrò all’università a soli 16 anni, studiando filosofia, letteratura e teologia tra l’Università di Chicago, Harvard e Oxford.

    Questi anni di studio plasmarono la sua visione interdisciplinare e la sua apertura verso la cultura europea.

    Gli esordi e la scena culturale newyorkese

    Negli anni Sessanta si affermò come una delle voci più originali della critica culturale americana.

    Il saggio “Notes on ‘Camp’” (1964) la rese famosa: con uno stile brillante e provocatorio, definì il “camp” come sensibilità estetica consapevolmente artificiosa, aprendo nuovi percorsi negli studi culturali e queer.

    Temi e opere principali

    La sua attività spaziò tra critica d’arte, riflessioni filosofiche, politica internazionale e narrativa.

    Fra i suoi contributi più importanti: “Against Interpretation” (1966) una critica radicale alla tradizione esegetica, in favore di un’esperienza estetica immediata. “On Photography” (1977) un testo seminale sull’impatto culturale e politico dell’immagine fotografica. “Illness as Metaphor” (1978) e “AIDS and Its Metaphors” (1989) analisi fondamentali sul linguaggio con cui le società raccontano la malattia.

    Romanzi come The Benefactor (1963), Death Kit (1967) e In America (2000), con cui vinse il National Book Award.

    Impegno civile e politico

    Sontag fu una voce critica e spesso controcorrente sulle questioni globali: condannò la guerra del Vietnam, sostenne i dissidenti dell’Europa dell’Est e nel 1993 si recò a Sarajevo durante l’assedio per mettere in scena Aspettando Godot, gesto simbolico di solidarietà culturale in tempo di guerra.

    Cinema e regia

    Si dedicò anche alla regia cinematografica, realizzando film sperimentali come Duet for Cannibals (1969) e Brother Carl (1971), caratterizzati da un’estetica europea e da una marcata ricerca psicologica.

    Ultimi anni e eredità

    Colpita da un cancro, Sontag continuò a scrivere e partecipare al dibattito pubblico fino alla fine.

    Morì nel 2004 a 71 anni. La sua influenza è tuttora enorme : il suo pensiero ha ridefinito la critica culturale contemporanea, il rapporto tra estetica e politica e la riflessione sul potere delle immagini.

    Sontag rimane una figura faro dell’intellettualismo moderno, amata per la sua lucidità, la sua ribellione contro i cliché e la sua inesauribile curiosità.

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  • Sony Center a Berlino

    E’ un complesso architettonico moderno progettato dall’architetto Helmut Jahn (studio Murphy/Jahn), realizzato su vetro e acciaio. 

    Inaugurato ufficialmente nel 2000, l’area ha lo scopo di essere un luogo “ibrido”: un insieme di uffici, abitazioni, negozi, ristoranti, cinema e spazi di intrattenimento. 

    Al centro del complesso c’è una grande piazza coperta da una struttura a cupola una tenda in vetro/acciaio, che si illumina con giochi di luce la sera. 

    In pratica, si potrebbe dire che il Sony Center sia “una piccola città sotto una cupola”: tutto quello che serve vivere, lavorare, mangiare, divertirsi è contenuto in un unico spazio. 

    Perché è speciale e cosa offre

    Architettura e atmosfera: la struttura futuristica, il vetro e l’acciaio, il gioco di luci: tutto crea un effetto scenografico molto suggestivo, soprattutto la sera. 

    Vita sociale, ristoranti e divertimento: al suo interno ci sono ristoranti, bar, negozi, e almeno fino a poco tempo fa cinema ed eventi. 

    Cultura e cinema

    all’interno del complesso si trovavano un cinema multiplo, idealmente il luogo di riferimento per visioni in lingua originale e grandi proiezioni, e per un periodo anche sede di festival cinematografici. 

    Simbolo della rinascita di Berlino: il Sony Center si trova nella zona di Potsdamer Platz, un’area che dopo la caduta del Muro e la riqualificazione degli anni ’90 è diventata il centro nevralgico della Berlino contemporanea un mix di modernità, memoria e vitalità urbana. 

    Cambiamenti recenti e stato attuale

    Dal 2023 il complesso ha cambiato nome ufficiale: da “Sony Center” a “Center am Potsdamer Platz”, perché è scaduto l’accordo di denominazione. 

    È in corso una ristrutturazione importante un investimento da circa 200 milioni di euro per ammodernare gli spazi: uffici, aree commerciali, ristorazione, spazi verdi, e ridefinire l’area centrale come una piazza più vivibile, con panchine, alberi, illuminazione, nuovi pavimenti e aree per eventi. 

    Il cinema multiplo che un tempo era un punto forte sembra avere perso parte della sua importanza originaria (o almeno la struttura è cambiata), con l’idea di puntare su esperienze meno “multiplex” e più “boutique/esperienziali”. 

    Per chi è consigliata la visita

    Se ami architettura contemporanea e urbanistica moderna, il Sony Center è un esempio riuscito di rigenerazione urbana post-Muro.

    Per chi cerca un’esperienza mista

    passeggiata, cena, relax, shopping, atmosfera da grande città europea.

    Per chi cerca una Berlino “viva” e cosmopolita, un luogo che rispecchia la città oggi dinamica, elegante, moderna.

    E anche per chi è interessato a storia + modernità: tutto intorno al Sony Center, a Potsdamer Platz, si può riflettere sul passato e vedere la rinascita della capitale tedesca.

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  • I colori di Bruno Cassinari

    sono come voci che si intrecciano, melodie visive che raccontano emozioni più che forme.

    Non si limitano a descrivere ciò che vediamo, ma trasformano il mondo in un paesaggio interiore, fatto di luce, calore, respiro.

    Il rosso delle sue nature morte non è semplicemente il rosso di un frutto, ma il rosso pulsante della vita stessa, un’energia che sembra vibrare sulla tela.

    Gli aranci e i gialli brillano come raggi di sole mediterraneo che cadono obliqui, accarezzando superfici e oggetti con una luce intensa, quasi tattile, mentre i blu profondi e i verdi smeraldo evocano il mare e i boschi, lo spazio infinito e l’intimità segreta insieme.

    Nei suoi paesaggi marini e rurali, il colore diventa atmosfera

    I cieli non sono mai semplici sfondi

    sono campiture emotive, onda dopo onda di emozione, dove il vento sembra muovere ogni cosa e l’aria stessa vibra di vita.

    Gli oggetti delle sue nature morte, frutti, piatti, bottiglie, diventano corpi pieni, solidi e al tempo stesso luminosi, capaci di trasmettere un senso di calore domestico e di eternità sospesa.

    Ogni colore è una scelta emotiva, mai casuale: ogni ombra, ogni luce, ogni contrasto ha un respiro interiore, un ritmo che richiama la poesia e il canto.

    Con il passare degli anni, la tavolozza di Cassinari evolve

    le campiture si fanno più fluide, trasparenti, e i toni più delicati rosa, lilla, azzurro tenue sembrano sussurrare melodie sottili e intime.

    È un colore che non urla, ma parla con voce piena e vibrante, una voce che penetra lo sguardo e l’anima, capace di trasformare un semplice oggetto o un paesaggio in esperienza sensoriale e emotiva totale.

    Cassinari non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente

    il suo colore è gesto, respiro, ritmo, canto silenzioso.

    Ogni tela diventa così un invito a fermarsi, a guardare con gli occhi dell’anima, a sentire il calore e la forza della luce mediterranea, a percepire il ritmo segreto che muove la vita.

    In questo universo cromatico, ogni tonalità è poesia, ogni contrasto è musica, e il colore stesso diventa protagonista, in grado di evocare gioia, malinconia, energia e contemplazione in un unico, potente respiro.

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  • Carmelo Lopapa

    E’ un giornalista che collabora da tempo con La Repubblica.  Secondo fonti del 2022, ha circa 50 anni. 

    Nel corso della sua carriera ha coperto inchieste e cronache politiche di rilievo, seguendo eventi parlamentari, modifiche istituzionali, crisi di governo e temi chiave della politica nazionale. 

    Carriera e incarichi principali

    In passato si è occupato come cronista di politica, seguendo da vicino partiti, istituzioni, figure politiche e i loro cambiamenti. 

    Nel maggio 2021 ha lasciato Roma (dove secondo “da Montecitorio operava) per tornare a Palermo, assumendo la guida della redazione siciliana di La Repubblica. 

    Poco dopo, nel 2022, è stato nominato “capo della redazione Interni / Politico” del giornale.

    In pratica, ha assunto una posizione di responsabilità sul desk politico-nazionale. 

    Questa promozione è stata vista dalla direzione come un “investimento su una nuova generazione di quadri”, segnale di fiducia nel suo lavoro e nelle sue capacità. 

    Il suo stile e cosa lo distingue

    Lopapa viene descritto da colleghi e osservatori come un “esempio di buon giornalismo”: nei suoi articoli anche come capo redazione non ha esitato a denunciare “vizi, inconcludenze o arroganze” di amministratori e politici, mantenendo al tempo stesso rigore, correttezza, professionalità ed eleganza. 

    In Sicilia, durante la sua direzione della redazione di Palermo, è stato particolarmente attivo nel raccontare temi di cronaca, legalità, questioni sociali e inchieste, valorizzando un giornalismo d’inchiesta e di denuncia. 

    Anche dopo il passaggio al desk nazionale politico, ha mantenuto uno stile diretto e impegnato: i suoi articoli spesso affrontano temi sensibili come diritti, equilibri di governo, crisi politiche, proposte di legge, dinamiche di partiti e rapporti di potere. 

    Alcuni esempi di lavori e momenti significativi

    In un’intervista nel 2019, durante un dibattito con il politico Matteo Salvini, Lopapa ha posto domande incisive che hanno portato Salvini ad accusarlo pubblicamente, dicendo che “ogni mattina vi svegliate pensando a come insultarmi”.

    L’episodio mostra come Lopapa non abbia paura di mettere in crisi interlocutori anche forti e mediatici. 

    Ha seguito da vicino le trasformazioni del centro-destra, gli spostamenti politici e lo scenario parlamentare in più momenti chiave della politica italiana. 

    Nel periodo alla guida della redazione siciliana, ha contribuito a dare alla testata un profilo attento alle questioni di giustizia, legalità e memoria come nel ricordo degli anniversari delle stragi di mafia, affrontando tematiche delicate con rigore e impegno. 

    Il suo ruolo oggi e l’importanza per il giornalismo italiano

    Oggi, in veste di capo della redazione Interni/Politico di La Repubblica, Carmelo Lopapa rappresenta una voce autorevole non solo come firma nel panorama dell’informazione nazionale.

    La sua carriera testimonia un equilibrio tra attenzione locale (soprattutto in Sicilia) e capacità di analisi politica nazionale.

    Molti lo considerano un professionista “di razza”: non un giornalista “da titolo facile”, ma uno che tiene alla profondità, alla denuncia quando serve, e al giornalismo come strumento di controllo democratico.

    L’approccio scrupoloso, onesto, e spesso critico verso il potere rende il suo nome spesso associato a reportage seri e articoli politici di peso.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Maura Gancitano

    Origini e formazione

    Maura Gancitano è nata a Mazara del Vallo nel 1985.  È filosofa, saggista e divulgatrice. 

    Carriera e progetti principali

    Fondazione di Tlon Maura Gancitano è co-fondatrice di Tlon, una “factory culturale” che promuove divulgazione filosofica, editoria, eventi culturali e progetti di immaginazione collettiva.  Con Tlon contribuisce a rendere la filosofia accessibile fuori dalle aule accademiche, portandola nel dibattito pubblico, sui media e nella cultura contemporanea. 

    Attività di divulgazione e media Collabora con testate e media come Vanity Fair, La Repubblica e linus.  È attiva anche con conferenze, eventi pubblici e incontri culturali, spesso sul tema della bellezza, del corpo, dell’identità e della società contemporanea. 

    Alcuni titoli

    Alcuni dei libri pubblicati da Maura Gancitano I lacci bianchi (2007) – raccolta di poesie.  Igiene e cosmesi naturali (2013)  Malefica. Trasformare la rabbia femminile (2015, Tlon)  Tu non sei Dio (2016, con Andrea Colamedici)  Lezioni di Meraviglia (2017)  La società della performance (2018) — critica dei modelli sociali contemporanei Legata ai temi di Tlon.  Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire (2019, HarperCollins)  Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (2021, con Colamedici)  L’alba dei nuovi dèi. Da Platone ai big data (2021)  Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (2022, Einaudi)  Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo (2023)  Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentale (2024, Einaudi) 

    Temi ricorrenti e orientamento intellettuale Spesso affronta questioni legate a femminilità, corpo, identità e genere: con attenzione particolare a come le pressioni estetiche e sociali influenzino la soggettività. 

    Critica la società contemporanea, con il suo culto della performance, dell’immagine e della produttività, proponendo riflessioni su bellezza, autenticità, lavoro, desiderio, emancipazione. 

    Propone una filosofia applicata alla vita quotidiana, intesa come strumento per la crescita personale, l’autoconsapevolezza, la libertà interiore. 

    Ruolo nella cultura contemporanea Con Tlon e le sue attività di editoria e divulgazione, Maura Gancitano contribuisce a rendere la filosofia accessibile e popolare, al di fuori dei circuiti accademici. 

    È spesso ospite di eventi culturali, dibattiti, conferenze: il suo approccio “filosofia + attualità” è apprezzato da un pubblico vasto, non solo specialistico. 

  • L’anno d’oro dei super-ricchi

    196 nuovi miliardari e patrimonio globale record.

    Nel 2025 il patrimonio globale detenuto dai super-ricchi raggiunge 15.800 miliardi di dollari: livello più alto mai registrato.  Secondo il rapporto UBS, quest’anno si contano 196 nuovi miliardari “self-made”: il numero più alto dal 2021.  Gli Stati Uniti restano il paese con più miliardari: 924 individuali, ovvero circa un terzo di tutti i super-ricchi del mondo.  Di questi nuovi “self-made”, molti in particolare 89 provengono dal mondo delle start-up e da investimenti in grandi aziende tecnologiche (ad esempio nel settore dell’IA e del software come Nvidia, Oracle, etc.). 

    Scenario europeo : la ricchezza grazie alle eredità

    In Europa occidentale la nascita di nuovi miliardari è più spesso legata a eredità di patrimoni consolidati, non da imprese create ex novo.  Nel 2025, 91 persone sono diventate miliardarie grazie a eredità per un totale stimato di 297,8 miliardi di dollari, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente.  Di questi trasferimenti di patrimonio, quasi due terzi si concentrano in Europa occidentale; gli Stati Uniti registrano circa 86,5 miliardi in eredità. 

    Guardando al futuro : eredità, mobilità e nuovi stili di vita

    Secondo UBS, entro il 2040 si prevede che circa 6.900 miliardi di dollari passeranno agli eredi dei miliardari attuali.  La mobilità dei super-ricchi è in aumento : il 36% si è trasferito almeno una volta, e un ulteriore 10% sta valutando un trasferimento spesso per motivi di qualità della vita, stabilità geopolitica o ottimizzazione fiscale.  Inoltre, con l’aumento dell’aspettativa di vita, molti miliardari stanno rivedendo testamenti e piani di successione : circa 4 su 10 prevedono di vivere molto più a lungo rispetto a qualche anno fa.  Si nota anche una evoluzione nei criteri di investimento : sempre più ricchi puntano su tecnologia, sostenibilità e investimenti a impatto sociale, oltre che sul classico patrimonio da conservare. 

    Conclusione

    Il 2025 segna un punto di svolta nella distribuzione globale della ricchezza : da un lato 196 nuovi miliardari “self-made”, soprattutto grazie al boom dell’hi-tech e dell’IA; dall’altro, una crescente rilevanza delle eredità e un’ereditocrazia soprattutto in Europa che consolida fortune esistenti. Il passaggio generazionale atteso nei prossimi decenni rischia di amplificare ulteriormente la concentrazione di ricchezza globale.

  • Il panettone diventa un lusso

    Natale 2025 : il panettone diventa un lusso prezzi alle stelle e caccia ai pezzi artigianali

    Negli ultimi quattro anni si è registrato un aumento costante dei prezzi, dovuto soprattutto ai rincari delle materie prime : cacao, burro e uova in particolare. 

    Quanto costa oggi

    Un panettone o pandoro “da scaffale” (industriale) oggi costa tra 5,5 € (versioni più economiche da grande distribuzione) e 17 € (per prodotti più curati).  Rispetto al 2021, è un aumento medio del +42%.  Le versioni al cioccolato (con creme cacao, gocce fondenti, glasse e farciture) hanno subito rincari ancora più drastici: in media +89%, in alcuni casi addirittura il prezzo è raddoppiato. 

    Anche pandori, torroni e decorazioni subiscono rincari

    Anche il torrone è schizzato al rialzo: le versioni classiche con mandorle/nocciole/pistacchi segnano aumenti intorno al +20%, quelle al cioccolato arrivano a +56,5%.  Molti pasticceri artigianali afflitti da costi elevati per materie prime, uova, burro, packaging segnalano prenotazioni già chiuse in anticipo. 

    Il panettone artigianale sempre più “di nicchia”

    Se nel 2020 un panettone artigianale costava circa 30 €, nel 2024 il prezzo base si era assestato su 40 €. Ora, nel 2025, il prezzo parte generalmente da 42-45 €.  Alcune pasticcerie cercano di contenere gli aumenti offrendo degustazioni scontate o varianti personalizzabili : dolci con creme da aggiungere al momento (zabaione, abbinamenti esotici), gusti alternativi come lamponi e fondente, pere, limone e zenzero, cantucci al Vinsanto oltre al classico uvetta e canditi. 

    Perché questi rincari

    Il prezzo del cacao ha superato quota 10.000 dollari a tonnellata nel 2025, triplicando rispetto al 2021.  Anche il burro e le uova hanno subito aumenti molto consistenti, aggravati da costi maggiori per imballaggi e materie prime generiche.  Di conseguenza, i produttori industriali e artigianali hanno dovuto adeguare i prezzi : un fenomeno accentuato dalla domanda, che rimane forte nonostante il caro prezzi. 

    Cosa significa per il consumatore

    Il panettone simbolo immancabile delle tavole natalizie è oggi un “lusso” per molti : conviene valutare bene se puntare su prodotti industriali (più economici, ma spesso di qualità inferiore) o su artigianali (costosi, ma più curati). Per chi cerca il giusto equilibrio, può avere senso aspettare offerte o puntare su versioni meno “blasonate” di artigianali. Inoltre, la diversificazione di gusti e formati (mini, varianti al cioccolato, dolci “speciali”) può dare un po’ di flessibilità rispetto al budget.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Gerold Miller

    è un artista nato nel 1961 ad Altshausen (Germania).  Ha studiato scultura presso la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda.  Vive e lavora tra Berlino e Pistoia. 

    Il suo linguaggio artistico

    Miller opera sul confine tra scultura, pittura e installazione : la sua ricerca indaga la natura dell’immagine, della forma e dello spazio.  All’inizio lavorava con strutture in acciaio (e talvolta pietra), alcune anche installate all’aperto; con la serie del 1990 intitolata “Anlagen” ha dato forma a una prima sintesi tra scultura e pittura.  Nelle sue opere recenti, Miller sperimenta materiali industriali alluminio laccato, metallo lucidato e superfici visive precise, cercando di decostruire la tradizionale distinzione tra “cornice” e “immagine”. 

    Esposizioni e rilevanza oggi

    Nel 2025 la Dep Art Gallery di Milano ospita la prima mostra personale italiana di Gerold Miller : “Gerold Miller. Opere”, con 20 lavori appositamente realizzati per l’occasione.  Le opere esposte fanno parte delle serie “set”, “instant vision”, “Profil” e “Verstärker”. Alcune sono collocate a parete, altre liberamente nello spazio : in tutti i casi l’allestimento mira a coinvolgere lo spettatore in un dialogo spaziale e percettivo.  Il lavoro di Miller viene oggi considerato tra i più significativi nell’ambito dell’arte contemporanea europea, proprio per la sua capacità di mettere in discussione le tradizionali categorie artistiche e stimolare una riflessione su immagine, spazio e percezione. 

  • Daniela Mecenate

    è una giornalista italiana, attualmente lavora per TG2 il telegiornale della seconda rete del servizio pubblico radiotelevisivo.  In passato ha collaborato o lavorato per la radio: tra le sue esperienze c’è la partecipazione al programma Zapping su RAI Radio 1.  Dal suo profilo LinkedIn emerge che ha un master in Giornalismo e Comunicazione di Massa conseguito presso LUISS Guido Carli. 

    Cosa fa / Alcune sue attività

    Come giornalista e conduttrice radio, Mecenate ha realizzato interviste di rilievo: ad esempio, durante la pandemia ha intervistato persone colpite da COVID-19 raccontandone esperienze e criticità.  Ha anche intervistato ricercatori (es. una puntata con una ricercatrice dell’Istituto Demopolis), figure coinvolte in attualità sociale, culturale e di cronaca.  Continua oggi a operare in ambito giornalistico, tramite TG2 e probabilmente altri media, occupandosi di temi di attualità, società, magari anche politica o cultura come spesso accade a giornaliste della Rai. 

    Perché è nota / rilevanza

    Daniela Mecenate rappresenta un esempio di professionista che dal mondo radiofonico ha raggiunto un ruolo importante nella televisione nazionale, segno di una carriera consolidata. Le sue interviste affrontano temi spesso delicati salute, crisi, attualità contribuendo ad informare su questioni sociali significative. Il fatto di lavorare per TG2 le conferisce visibilità su scala nazionale, quindi la sua voce ha un impatto ampio nel dibattito pubblico.

  • Francisca De Candia

    Profilo e formazione

    Francisca De Candia è originaria di Cagliari. 

    Si è laureata in Giurisprudenza nel 2008 all’Università Bocconi. 

    Durante gli studi, nel 2007, ha partecipato a un campus abroad presso la New York University, dove si avvicinò al mondo dei media un’esperienza che le indicò la strada del giornalismo. 

    Carriera nel giornalismo

    Dopo aver lavorato come stagista come «producer» per l’RAI a New York (nel periodo dell’elezione di Obama), ha iniziato la sua carriera giornalistica negli Stati Uniti, collaborando per la redazione di un quotidiano italo-americano. 

    Tornata in Italia nel 2011 e superato l’esame da giornalista professionista, ha maturato esperienze in web radio, editoria tecnica e media company. 

    Nel 2014 è tornata in RAI, entrando nello staff del programma Ballarò grazie alla sua esperienza internazionale. 

    Oggi è reporter e autrice televisiva per RAI, spesso impegnata come inviata su temi internazionali e in particolare sugli Stati Uniti un Paese che, come lei stessa ha dichiarato, sente molto vicino. 

    Il suo “sguardo” e tematiche di interesse

    De Candia racconta spesso l’“America vera”: non la versione stereotipata che molti conoscono dall’Italia, ma la parte profonda, le aree meno mediatizzate, che si scoprono vivendo e andando sul campo. 

    In più, affronta spesso il tema dell’esperienza delle donne nel giornalismo : è consapevole delle difficoltà, ma sostiene che l’esperienza internazionale e la tenacia possano fare la differenza. 

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Scrocconi Seriali

    Sono persone che, in modo abituale e ripetuto, sfruttano la generosità o le risorse degli altri senza dare nulla in cambio, spesso senza nemmeno riconoscere il favore ricevuto. Non si tratta di un termine tecnico, ma di un’espressione comune usata in vari contesti.

    Caratteristiche tipiche di uno “scroccone seriale” Chiede spesso piccoli favori (passaggi in auto, sigarette, cene, prestiti) ma non ricambia mai. Si approfitta della disponibilità altrui come se fosse dovuta.

    Trova scuse quando arriva il momento di contribuire o restituire. Si muove dove c’è convenienza : amici generosi, eventi gratuiti, situazioni in cui può ottenere senza pagare. Minimizza il proprio comportamento, dicendo che “non è un problema” oppure che “tanto a te non costa niente”.

    Non tutti gli “scrocconi” sono uguali Alcune persone scroccano per abitudine o pigrizia, altre per difficoltà economiche che faticano ad ammettere. Ci sono anche scrocconi “sociali”, che usano il gruppo come una risorsa permanente.

  • Piscina in vetroresina

    Una piscina in vetroresina è una vasca prefabbricata realizzata in un unico blocco di materiale composito (vetroresina + resine speciali). È una delle alternative più rapide e pratiche alle piscine in cemento armato.

    Ecco una panoramica chiara e utile :

    Vantaggi delle piscine in vetroresina

    Installazione molto rapida

    La vasca arriva già pronta: serve solo preparare lo scavo, il letto di appoggio e collegare gli impianti. In genere si installa in pochi giorni.

    Superficie liscia e confortevole

    La finitura interna (gelcoat) è piacevole al tatto, non abrasiva e riduce il deposito di alghe.

    Manutenzione ridotta

    Il gelcoat è impermeabile e richiede meno interventi rispetto a intonaci o liner.

    Durata elevata

    Le buone piscine in vetroresina hanno un’ottima resistenza meccanica e chimica.

    Costo inferiore rispetto al cemento

    Di solito più economica di una piscina tradizionale in muratura.

    Svantaggi da considerare

    Forme e dimensioni limitate

    Essendo prefabbricate, non possono essere personalizzate liberamente come quelle in cemento.

    Trasporto Difficoltoso

    Le vasche più grandi richiedono trasporti eccezionali e accessi ampi al luogo di installazione.

    Espansione/contrazione termica

    Se non installata bene può deformarsi leggermente o creare microcrepe nella finitura.

    Riparazioni estetiche non sempre invisibili

    Una riparazione del gelcoat può risultare visibile.

    Costo indicativo (in Italia)

    Piscina in vetroresina base: 10.000 – 18.000 € Piscina con accessori (luci, filtro, pompe, robot, pannelli): 18.000 – 28.000 € Installazione completa e scavo: +5.000 – 10.000 €

    (Le cifre variano in base a marca, dimensioni e complessità del terreno.)

    Manutenzione

    Controllo pH e cloro regolare Pulizia con robot aspiratore Lavaggio dei filtri Rinnovo del gelcoat dopo molti anni (opzionale)

    Consiglio finale

    È una soluzione ottima se cerchi rapidità, costi contenuti e facilità di manutenzione. Se invece vuoi una piscina totalmente su misura, meglio il cemento.

  • Tove Villfor

    Tove è nata il 19 dicembre 1996 a Stoccolma in Svezia. 

    Nazionalità

    Svedese. 

    Si è diplomata nel 2015 al Thorildsplans Gymnasium. 

    Carriera, danza, televisione e modella

    Fin da bambina ha studiato danza : la famiglia l’ha sempre supportata e incoraggiata nel seguire la sua passione. 

    Prima di trasferirsi in Italia ha gareggiato come ballerina : tra i suoi partner nelle competizioni ci sono stati il connazionale Oscar Widén, poi un italiano (tra il 2016 e il 2020) e infine un francese, con cui nel 2022 avrebbe vinto i Campionati nazionali svedesi. 

    Dal 2020 è entrata a far parte del cast di professionisti del talent show italiano Ballando con le Stelle, su Rai 1. 

    Nel corso delle stagioni del programma ha avuto vari partner: nel 2020 con Antonio Catalani (detto Holaf), poi con Alvise Rigo, e più recentemente con Ricky Tognazzi. 

    Oltre alla danza, Tove lavora come modella e — in passato ha recitato in una puntata della fiction italiana Che Dio ci Aiuti. 

    Social e presenza mediatica

    Sul suo profilo Instagram (@tove_villfor) condivide immagini legate alla danza, ai suoi viaggi e al suo lavoro come modella. 

    Sebbene appaia spesso sui media, Tove è piuttosto riservata sulla sua vita privata. 

    Vita privata & rumors

    Non ci sono conferme ufficiali su relazioni recenti. In passato le è stato attribuito un flirt con un altro ballerino del programma, Stefano Oradei, ma non è mai stato confermato. 

    Nel 2022, durante l’edizione di Ballando con le Stelle in cui ha ballato con Alessandro Egger, molti hanno ipotizzato una possibile relazione tra loro a causa dell’intesa in pista.

    Tuttavia, fonti attendibili specificano che Egger era già fidanzato con un’altra persona perciò la loro è stata definita solo un’amicizia e un’ottima collaborazione artistica. 

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  • Luigi Pirandello,le tensioni interiori

    Parlare delle tensioni interiori di Luigi Pirandello significa esplorare il labirinto di un uomo che ha vissuto sulla propria pelle il crollo delle certezze dell’Ottocento, diventando il più lucido testimone della crisi dell’io moderno.

    Le sue tensioni non erano solo speculazioni filosofiche, ma scaturivano da un vissuto profondamente tormentato.

    Il Dramma Familiare : La Pazzia come Specchio

    La tensione più lacerante fu quella legata alla moglie, Maria Antonietta Portulano.

    Dopo il tracollo finanziario della famiglia (l’allagamento della zolfara del padre), la donna sprofondò in una forma gravissima di paranoia e gelosia ossessiva.

    La convivenza con il delirio : Pirandello visse anni prigioniero delle accuse infondate della moglie, che vedeva amanti ovunque.

    La “Forma” e la “Vita”: Questa esperienza lo portò a concludere che la pazzia non è che un modo per rompere la “forma” (la maschera sociale) e liberare il flusso caotico della “vita”. Come scrisse lui stesso: “La pazzia di mia moglie sono io”, intendendo che era la sua stessa presenza a scatenare il corto circuito nella mente di lei.

    Uno, Nessuno e Centomila : La Frammentazione dell’Identità .

    Pirandello avvertiva con angoscia che l’identità non è un monolite, ma un mosaico frantumato.

    La tensione interiore nasceva dalla scoperta che :

    Siamo “centomila” : Esistiamo in modo diverso nella testa di ogni persona che incontriamo.

    Siamo “nessuno” : Se siamo così tanti, chi siamo veramente? Sotto le maschere che la società ci impone (padre, impiegato, marito), non c’è un volto definito, ma un vuoto fluido.

    La Filosofia del “Lanternino”

    Ne Il fu Mattia Pascal, Pirandello espone la “lanterninosofia”.

    Ogni uomo porta con sé un lanternino acceso (la coscienza) che illumina un piccolo cerchio intorno a sé e gli fa credere che quella sia la “verità”.

    L’angoscia del buio : La tensione nasce quando ci accorgiamo che fuori da quel cerchio c’è il mistero assoluto e che i “lanternoni” (le grandi ideologie, la religione, la scienza) a volte si spengono, lasciandoci smarriti nell’oscurità più fitta.

    L’Umorismo : Il “Sentimento del Contrario”

    Per Pirandello, l’unico modo per sopravvivere a queste tensioni era l’umorismo. A differenza del comico (che ride di ciò che è strano), l’umorista riflette.

    Se vedo una vecchia signora eccessivamente truccata, rido (avvertimento del contrario).

    Ma se rifletto sul fatto che lo fa per pietà verso se stessa, per non perdere l’amore di un marito più giovane, allora non rido più : provo un sentimento misto di riso e pianto (sentimento del contrario).

    Conclusione : L’Oltre
    Pirandello ha vissuto in un perenne stato di “esilio” dalla vita stessa.

    Scriveva perché non poteva vivere, o meglio, viveva solo attraverso la scomposizione dei suoi personaggi.

    La sua tensione interiore è il grido di chi ha capito che la realtà è una costruzione soggettiva e che siamo tutti, inevitabilmente, soli dietro la nostra maschera.

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  • Le colline del Genovesato

    sono l’insieme dei rilievi che circondano Genova e il suo entroterra, formando una fascia verde e ondulata che separa la costa dal versante padano dell’Appennino ligure. Sono un tratto distintivo del paesaggio genovese : pendii ripidi, crinali panoramici, borghi antichi e vallate profonde che scendono verso il mare. Ecco i principali elementi che caratterizzano queste colline :

    Aspetti geografici Fanno parte dell’Appennino Ligure, subito alle spalle della città. Le vallate più note che le attraversano sono Val Bisagno, Val Polcevera, Val Varenna, Val Cerusa, Val Gargassa e, più a levante, la Val Fontanabuona. I rilievi raggiungono quote moderate (600–1000 m), ma la loro vicinanza al mare crea forti dislivelli e paesaggi molto scenografici.

    Paesaggi e paesi Sono disseminate di borghi medievali e nuclei rurali (come Campomorone, Ceranesi, Davagna, Sori Superiore, Crevari Alto, Lumarzo, ecc.). Qua e là emergono forti ottocenteschi, parte del sistema difensivo di Genova : Forte Diamante, Forte Ratti, Forte Sperone, e molti altri.

    Natura e sentieri Le colline ospitano boschi misti di castagni, querce, pini marittimi e macchia mediterranea. Ricchissima la rete di sentieri, tra cui alcuni celebri : l’Alta Via dei Monti Liguri, i percorsi attorno ai forti di Genova, le passeggiate panoramiche sopra Voltri, Pegli, Rivarolo e Staglieno.

    Perché sono speciali Sono un paesaggio di confine : a pochi chilometri dalla costa si passa immediatamente a una natura aspra, silenziosa e antica, dove l’entroterra genovese custodisce tradizioni gastronomiche e rurali che sopravvivono ancora oggi.

  • Costa est africana

    La costa est africana, nota anche come costa swahili الساحل السواحلي, è una regione costiera dell’Oceano Indiano in Africa orientale, abitata principalmente dal popolo swahili e caratterizzata da influenze arabe, persiane e africane. Si estende lungo le coste di paesi come Kenya, Tanzania e Mozambico, includendo città storiche come Mombasa, Lamu, Dar es Salaam e l’isola di Zanzibar [1][3][4]

    Geografia e Storia

    La costa presenta spiagge bianche, barriere coralline e arcipelaghi, con un patrimonio culturale legato a commerci antichi portoghesi e arabi dal XV secolo. Siti come Fort Jesus a Mombasa, patrimonio UNESCO, testimoniano secoli di scambi tra Africa, Arabia e India [3][4]

    Importanza Culturale

    Questa zona è un mosaico etnico e linguistico, con il swahili come lingua franca, e attrae turisti per savane vicine, città antiche e ritmi locali. Influenze si riflettono in architetture in pietra corallina e tradizioni come il muezzin e il profumo di cocco [4][5][1]

    Fonti :
    [1] Costa swahili https://it.wikipedia.org/wiki/Costa_swahili
    [2] Costa d’Avorio https://it.wikipedia.org/wiki/Costa_d’Avorio
    [3] Africa orientale https://it.wikipedia.org/wiki/Africa_orientale
    [4] Costa del Kenya: dove l’oceano incontra la savana https://www.africavera.it/costa-del-kenya-dove-loceano-incontra-la-savana/
    [5] Africa orientale – Wikivoyage, guida turistica di viaggio https://it.wikivoyage.org/wiki/Africa_orientale
    [6] La Geografia del Bats: L’Africa orientale https://www.batsweb.org/scienza/geografia/resto/estafrica.htm
    [7] viaggi in Africa Orientale https://www.harmattan.it/africa-orientale
    [8] Costa orientale https://turistipercaso.it/diari-di-viaggio/costa-orientale.html
    [9] Africa orientale https://online.scuola.zanichelli.it/geograficamente/wp-content/uploads/Zanichelli_Dinucci_Geograficamente_vol3_04_Africa_orient.pdf
    [10] Costa d’Avorio – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Costa_d%E2%80%99Avorio

  • Maurizio Caprara

    Nato nel 1961. 

    Attualmente è editorialista di Corriere della Sera, con un focus sulla politica internazionale. 

    Ha iniziato a scrivere per il Corriere già nel 1979, ed è stato assunto come cronista nel 1982. 

    Ha lavorato prima nella redazione centrale di Milano, poi a Roma nel servizio Politico e per oltre 14 anni come corrispondente diplomatico, con reportage da più di 60 Paesi. 

    Esperienze professionali e istituzionali

    È stato Consigliere del Presidente della Repubblica (all’epoca Giorgio Napolitano) e Direttore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Quirinale. 

    Ha collaborato con grandi emittenti come RAI, Mediaset e Sky Italia come conduttore, curatore o consulente per programmi radio/TV. 

    Ha coperto anche ruoli nel settore comunicazione-politica : ad esempio, è stato scelto come Capo della Comunicazione del Dipartimento per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione. 

    È stato nominato Capo Ufficio Stampa della Presidenza del Senato. 

    Opere e contributi

    È autore del libro Lavoro riservato.

    I cassetti segreti del Pci (Feltrinelli, 1997) un’indagine sulle dinamiche interne del Partito Comunista Italiano. 

    Un’altra sua pubblicazione è Il caso Lockheed in Parlamento (2001), inserita nella collana “Storia d’Italia” della casa editrice Einaudi. 

    Ha curato per varie edizioni sezioni di storia del Novecento, politica italiana e internazionale nella Enciclopedia Universale Garzanti. 

    Altri incarichi e riconoscimenti

    Fa parte di varie istituzioni e comitati : il comitato scientifico del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), del comitato di indirizzo della Fondazione Ugo La Malfa, e ha avuto incarichi nell’Istituto Affari Internazionali (IAI). 

    È stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Maria Grazia Sarrocco

    è una giornalista italiana che lavora come inviata per la televisione, in particolare nella redazione di programmi del servizio pubblico. 

    È nota soprattutto per il suo ruolo come inviata del programma Storie Italiane su Rai 1, condotto da Eleonora Daniele. 

    Il suo lavoro

    In “Storie Italiane” svolge reportage e inchieste su temi di attualità, spesso contribuendo con collegamenti dal campo.  In altre occasioni è intervenuta anche per altri programmi televisivi di attualità, documentando fatti di cronaca, emergenze e vicende che coinvolgono le comunità.  

  • Federico Facchinetti

    Di seguito quello che si sa pubblicamente riguardo Federico Facchinetti.

    Purtroppo le informazioni su di lui sono molto scarse e spesso confuse (anche nei media), quindi quello che segue va preso con cautela.

    Chi è Federico Facchinetti

    Federico Facchinetti è noto soprattutto per essere stato il secondo marito della celebre attrice Ornella Muti. 

    Dal loro matrimonio (che è durato dal 1988 al 1996) sono nati due figli : Carolina Fachinetti e Andrea Fachinetti. 

    Inoltre, Federico ha svolto il ruolo di “padre affettivo” per Naike Rivelli, primogenita di Ornella Muti da una precedente relazione. 

    Perché è noto anche per uno scandalo

    Federico Facchinetti è comparso sulle cronache a causa di un procedimento giudiziario :

    Nel 1994 fu arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere. 

    Secondo gli inquirenti all’epoca, l’accusa era che avesse rilevato delle società in stato di fallimento con la promessa di risanarle, per poi svuotarle e dichiarare bancarotta in sostanza un presunto schema fraudolento. 

    La vicenda del processo ebbe grande risonanza proprio per il coinvolgimento di una figura pubblica come Ornella Muti. 

    Cosa non si sa con certezza

    Non sono note pubblicamente data di nascita, origini, carriera professionale affidabile o biografia dettagliata di Federico Facchinetti : molti articoli affermano che “si hanno pochissime informazioni”. 

    Alcune fonti sottolineano che non sarebbe parente di altre persone famose con lo stesso cognome (es. il musicista Roby Facchinetti). 

    Conclusione

    Federico Facchinetti è una figura largamente nota al pubblico per il legame con Ornella Muti e per lo scandalo giudiziario degli anni ’90, ma a dispetto della notorietà rimane un personaggio con pochissime informazioni certe disponibili.

    Molti aspetti della sua vita (origine, lavoro, attuale situazione) non sono documentati in modo affidabile.

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  • Come il cervello decide quali ricordi tenere e quali lasciare andare

    Non tutti i ricordi hanno la stessa sorte : alcuni rimangono vividi per anni, altri svaniscono nel giro di poche ore. Ma cosa determina questa selezione? Un nuovo studio della Rockefeller University fa luce su un meccanismo sorprendente, capace di ridefinire ciò che sappiamo sulla memoria.

    I ricercatori hanno scoperto che il cervello non consolida subito un ricordo, ma lo passa attraverso una serie di “timer molecolari” che si attivano in momenti diversi. Ogni attivazione rappresenta una sorta di verifica : questo ricordo merita davvero di essere conservato?

    Le proteine coinvolte sono tre Camta1, Tcf4 e Ash1l e ognuna interviene in una fase specifica del processo, dal primo immagazzinamento nell’ippocampo alla stabilizzazione definitiva nella memoria a lungo termine. È un lavoro di squadra che coinvolge diverse regioni cerebrali, tra cui il talamo e la corteccia cingolata anteriore.

    La parte più affascinante è che queste “revisioni” avvengono anche molto tempo dopo l’esperienza iniziale. Ciò spiega perché alcuni ricordi riemergono più forti col passare del tempo, mentre altri si affievoliscono : è il cervello stesso che li valuta e decide.

    Comprendere questo sistema potrebbe aprire la strada a nuove soluzioni per i disturbi della memoria, specialmente nelle malattie neurodegenerative. Intervenire su questi timer molecolari potrebbe un giorno aiutare a preservare ricordi che altrimenti andrebbero perduti.

    Un promemoria eloquente : il nostro cervello non è un archivio statico, ma un costante lavoro di editing. E i ricordi che rimangono non sono solo quelli che abbiamo vissuto, ma quelli che il cervello ha scelto di tenere.

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  • Thomas Raggi

    Thomas Raggi è il chitarrista della band italiana Måneskin, nota per il successo internazionale con hit rock come “Zitti e buoni” vincitrice all’Eurovision 2021. Sta per lanciare il suo primo album solista, Masquerade, in uscita il 5 dicembre 2025 e già disponibile in pre-order [1][2][8]

    Album Masquerade

    L’album, composto da otto tracce rock è prodotto da Tom Morello dei Rage Against the Machine e include collaborazioni con artisti come Beck, Chad Smith, Sergio Pizzorno, Alex Kapranos, Nic Cester e Upsahl. Raggi descrive il progetto come un’espressione libera della sua visione musicale, nata da un rapporto consolidato con Morello attraverso concerti e festival condivisi. Morello elogia Raggi per il suo spirito rock autentico, vedendo l’album come un ponte per avvicinare le nuove generazioni al rock’n’roll .

    Carriera e Presenza Online

    Raggi ha oltre 2 milioni di follower su Instagram (@thomasraggi__) dove annuncia il nuovo album e condivide contenuti musicali. È apparso in programmi TV come Schlag den Star e performance live epiche, come un assolo di chitarra a San Francisco nel 2022. Merch esclusivo, inclusi CD e vinili autografati, è disponibile sullo store Sony Music .

  • Agadir

    Dov’è e contesto geografico

    Agadir si trova sulla costa atlantica del Marocco, ed è capitale della regione Souss‑Massa. 

    La città sorge vicino all’imbocco della valle del Sous e tra la costa e le montagne (alto Atlante / Anti-Atlante), in una regione che combina pianura fertile e mare. 

    Storia e ricostruzione

    Le origini sono antiche : la zona fu occupata dai portoghesi intorno al 1500, poi passò sotto il dominio saadita e, nel XX secolo, sotto il protettorato francese. 

    Nel 1960 Agadir fu devastata da un terremoto seguito da tsunami e incendi : la vecchia città fu distrutta e persero la vita migliaia di persone. 

    Dopo il disastro, Agadir fu quasi interamente ricostruita : oggi è una città moderna, con ampi viali, palazzi bianchi, hotel, caffè in stile europeo molto diversa dalla “classica” città marocchina tradizionale. 

    Perché visitarla : mare, clima, spiagge e relax

    Agadir è famosa per la sua lunga costa : circa 10 km di spiagge sabbiose, con clima mite, acque dell’Atlantico, ideali per chi cerca sole, mare e relax. 

    Il clima è uno dei punti forti: molti giorni di sole all’anno (spesso si legge “300+ giorni di sole”), clima piacevole anche in inverno ciò la rende meta perfetta anche nei mesi freddi in Europa. 

    Oltre al mare : surf, sport acquatici, passeggiate sul lungomare e un’atmosfera rilassata e “resort-style”. 

    Cultura, passeggiate e cosa vedere

    Una tappa consigliata è la collina/hilltop Kasbah Agadir Oufella : da lì si gode un bel panorama sulla baia e sulla città.

    Anche se la Kasbah è stata danneggiata dal terremoto del 1960, le sue rovine sono ancora tappa interessante. 

    Per un’esperienza “marocchina” moderna : conviene visitare Souk El Had, il mercato principale : un grande souk con botteghe, artigianato, prodotti locali, spezie tipico per immergersi nella vita quotidiana locale. 

    Se ami arte e cultura contemporanea/tradizionale: dal 2023 è attivo Agadir Museum of Art, con collezioni di arte contemporanea e patrimonio culturale berbero. 

    Ci sono anche spazi “verdi / natura”: parchi cittadini, aree vicine per esplorare la natura, oltre alla vicinanza della costa + entroterra che rendono possibile combinare mare e natura. 

    Economia e società

    L’economia di Agadir si basa su turismo, pesca e agricoltura : il porto peschereccio è importante (la città è famosa per le sardine), e la vicina valle del Sous sostiene agrumi, olive e altri prodotti agricoli. 

    Turismo “moderno”: grazie a spiagge, resort, hotel e infrastrutture, la città attira molti visitatori, in particolare da Europa, grazie a voli economici e collegamenti. 

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