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  • Lubiana,capitale della Slovenia

    La capitale verde e vivace della Slovenia, è una città che incanta con la sua combinazione di storia, architettura affascinante e atmosfera rilassata.

    Situata sulle rive del fiume Ljubljanica, la città vecchia, con le sue stradine acciottolate e gli edifici color pastello, è dominata dall’imponente Castello di Lubiana, arroccato su una collina che offre viste panoramiche mozzafiato.

    La storia di Lubiana è ricca e variegata, con tracce di insediamenti che risalgono all’epoca romana, quando era conosciuta come Emona.

    Nel corso dei secoli, ha subito l’influenza di diverse culture, dagli Asburgo all’Impero Austro-Ungarico, fino a diventare la capitale della Repubblica Socialista di Slovenia e, infine, della Slovenia indipendente nel 1991.

    Il cuore pulsante di Lubiana è Prešeren Square, un vivace punto d’incontro dominato dal monumento al poeta France Prešeren e dal Triplo Ponte (Tromostovje), un’iconica opera dell’architetto Jože Plečnik, che ha lasciato un segno indelebile sull’aspetto della città con le sue creazioni uniche, come la Biblioteca Nazionale e Universitaria e il Mercato Centrale.

    Passeggiando lungo le rive del Ljubljanica, si possono ammirare pittoreschi caffè all’aperto, ponti decorati come il famoso Ponte dei Draghi (Zmajski most), simbolo della città legato alla leggenda di Giasone e del drago, e la Cattedrale di San Nicola con la sua imponente cupola verde.

    Lubiana è anche una città con una forte impronta culturale. Ospita numerosi musei, tra cui il Museo Nazionale della Slovenia e il Museo di Arte Moderna, teatri, gallerie d’arte e un calendario ricco di festival ed eventi durante tutto l’anno.

    Il quartiere di Metelkova Mesto, un ex complesso militare trasformato in un centro di cultura alternativa e arte di strada, testimonia la sua vivace scena artistica contemporanea.

    Circondata dal verde, con il grande Parco Tivoli che si estende fino al centro della città, Lubiana è stata insignita del titolo di “Capitale Verde d’Europa” nel 2016 per il suo impegno nella sostenibilità e nella qualità della vita.

    La sua atmosfera accogliente, la ricchezza storica e culturale e la sua attenzione all’ambiente la rendono una destinazione affascinante e piacevole da scoprire.

  • RUSSIA/SANPIETRONURGO/Prospettiva Nevskij

    E’ la via principale di San Pietroburgo, un’arteria pulsante di storia, cultura e vita quotidiana.

    Voluta da Pietro il Grande per collegare la città a Novgorod e Mosca, prende il nome dal principe Aleksandr Nevskij, eroe nazionale russo.

    Lunga circa 4,5 chilometri, la Prospettiva Nevskij è fiancheggiata da magnifici edifici che riflettono diverse epoche architettoniche, dal barocco al neoclassico, all’art nouveau.

    Tra i suoi punti salienti spiccano il maestoso Palazzo d’Inverno (sede del Museo dell’Ermitage), la Cattedrale di Kazan con il suo imponente colonnato, il Palazzo Stroganov in stile barocco, la Casa del Libro (ex sede della Singer Sewing Machine Company) e il Ponte Anichkov con le sue sculture equestri.

    Oltre ai monumenti, la Prospettiva Nevskij è un vivace centro di attività commerciale, con eleganti boutique, grandi magazzini come il Gostinij Dvor, caffè letterari ricchi di storia e moderni ristoranti.

    È un luogo ideale per passeggiare, ammirare la grandezza della città e immergersi nella sua atmosfera unica, animata da turisti e residenti a tutte le ore del giorno e della notte.

    La Prospettiva Nevskij ha ispirato numerosi artisti e scrittori russi, da Gogol a Dostoevskij a Tolstoj, che nelle loro opere ne hanno immortalato la vivacità e il fascino intramontabile.

    Percorrerla significa fare un viaggio nel cuore di San Pietroburgo, toccando con mano la sua storia gloriosa e la sua vibrante contemporaneità.

    Pvl

  • ROBY GIUSTI

    E’ nato a Modena il 29 marzo 1974.

    Creativo specializzato in video, grafica, web, audio e social media.

    Lavora come produttore di contenuti multimediali, mediadesigner, autore e giornalista (tirocinante).

    È anche un “Creator Meta”, risultando primo per crescita ed interazioni nel 2022/2023. Svolge attività di videomaker, direttore della fotografia e regista, con oltre 300 milioni di visualizzazioni.

    Nel suo percorso, nel 2009 ha creato insieme alla compagna Jenny D. il “Talent Vocal Selection”.

    Nel giugno 2010 è uscito il film “MICHAEL JACKSON FOREVER”, prodotto da Roberto Giusti e Ryan Carrassi e distribuito da 20th Fox Italia, che ha raggiunto la decima posizione nella classifica vendite italiana tra le compilation.

    Nel giugno 2011, sempre per SAIFAM, ha prodotto con Emilio Munda una cover remix di “Tanti auguri” di Raffaella Carrà, con la partecipazione vocale di Jenny D. e il remix dei 69 Lovers.

    Nell’estate 2018 ha co-prodotto il singolo “Il tatuaggio” di Leda Battisti, che è entrato nella classifica dei dischi più trasmessi dalle radio indipendenti italiane.

    Sempre nell’estate 2018 ha prodotto “Follow Me” di Gessica Taghetti e nell’estate 2019 ha co-prodotto il remix del singolo “T’immagini” di Vasco Rossi.

    Nell’estate 2020 ha co-prodotto un disco di Floriana Secondi (Grande Fratello), uscito nel 2021, in veste di produttore e DJ.

    Dal 2019 è attivo come creativo specializzato in vari ambiti multimediali, come menzionato in precedenza.

    Ha ricevuto il “Premio S.Remo Lirica P.Letterario”, è stato nella “Top 10 Remix Italiani” nell’ottobre 2008 e nella “Top 10 Giornalisti Italiani Social” nel 2022/2023.

    Ha una presenza attiva su YouTube, dove pubblica video con commenti su temi di attualità e politica, come si può vedere dai titoli di alcuni suoi video recenti.

    Pvl

  • SANPIETROBURGO

    LA VENEZIA DEL NORD

    Immagina una città nata dalla visione ambiziosa di un solo uomo, un luogo dove la maestosità dell’architettura imperiale si fonde con la vivacità della cultura contemporanea.

    Benvenuti a San Pietroburgo, la “Venezia del Nord”, un tesoro russo che incanta i visitatori con la sua eleganza senza tempo e la sua ricca storia.

    Fondata nel 1703 da Pietro il Grande

    Come “finestra sull’Europa”, San Pietroburgo ha saputo incarnare lo spirito di innovazione e grandezza del suo fondatore.

    Passeggiando lungo la Prospettiva Nevskij

    La sua arteria principale, si rimane subito colpiti dalla magnificenza dei palazzi, dalle chiese imponenti e dai ponti che attraversano i numerosi canali.

    Un Patrimonio Architettonico Ineguagliabile

    Il cuore storico della città è un vero e proprio museo a cielo aperto.

    Hermitage

    Uno dei musei più grandi e prestigiosi del mondo, custodisce capolavori di inestimabile valore all’interno di sfarzosi palazzi imperiali.

    Poco distante

    Palazzo d’Inverno

    Facciata barocca turchese e bianca, racconta secoli di storia zarista.

    Non si può lasciare San Pietroburgo senza ammirare la

    La Cattedrale di Sant’Isacco

    Con la sua cupola dorata che domina lo skyline

    La Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato

    Un tripudio di mosaici colorati eretta nel luogo in cui fu assassinato lo zar Alessandro II.

    Fascino Romantico dei Canali

    Come Venezia, San Pietroburgo è intessuta di canali pittoreschi che riflettono la bellezza degli edifici circostanti.

    Un giro in battello al tramonto offre una prospettiva unica sulla città, svelando scorci incantevoli e atmosfere romantiche, soprattutto durante le magiche Notti Bianche d’estate, quando il sole non tramonta mai completamente.

    Cultura Vibrante e Moderna

    Oltre alla sua storia gloriosa, San Pietroburgo è una città dinamica e culturalmente vivace.

    Teatri di fama mondiale come il Mariinskij (l’ex Kirov) continuano a incantare il pubblico con balletti e opere di altissimo livello.

    La scena artistica contemporanea è in fermento, con gallerie d’arte, locali alla moda e festival che animano le serate pietroburghesi.

    Un Viaggio Indimenticabile

    Visitare San Pietroburgo significa immergersi in un’atmosfera unica, dove la grandezza del passato si sposa con l’energia del presente.

    È un viaggio attraverso la storia, l’arte e la bellezza, un’esperienza che lascia un segno indelebile nel cuore di chi la vive.

    Consigli per il tuo viaggio

    Periodo migliore, la tarda primavera e l’estate (da maggio a settembre) offrono il clima più mite e la possibilità di vivere le Notti Bianche.

    Trasporti

    La metropolitana è efficiente ed economica, ma passeggiare lungo i canali e le vie del centro è il modo migliore per assaporare l’atmosfera della città.

    Lingua

    Il russo è la lingua ufficiale, ma nelle zone turistiche spesso si parla inglese.

    Imparare qualche frase di base sarà sicuramente apprezzato.

    Cucina

    Non perderti i bliny (simili a crêpes), la zuppa borscht e il beef stroganoff, accompagnati magari da un bicchiere di vodka locale.

    San Pietroburgo ti aspetta con la sua eleganza imperiale e il suo spirito indomito.

    Sei pronto a lasciarti conquistare dal suo fascino?

    Pvl

  • ALBA ADRIATICA

    e la bellezza del suo mare

    affacciata sulla costa adriatica abruzzese, è una rinomata località balneare che incanta i visitatori con la bellezza del suo mare cristallino e la sua lunga spiaggia dorata.

    Conosciuta anche come la “Spiaggia d’Argento” per la finezza e la luminosità della sua sabbia, Alba Adriatica offre un’esperienza balneare di alta qualità, ideale per famiglie, giovani e chiunque desideri una vacanza all’insegna del relax e del divertimento.

    La bellezza del suo mare:
    Il mare di Alba Adriatica è uno dei suoi maggiori punti di forza.

    Le sue acque sono generalmente calme, limpide e di un colore che varia dal turchese al verde smeraldo, specialmente nelle giornate di sole.

    La bassa profondità del fondale vicino alla riva lo rende particolarmente sicuro e adatto ai bambini, che possono giocare in tranquillità sotto l’occhio vigile dei genitori.

    La qualità dell’acqua è spesso premiata con la Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale che certifica l’eccellenza delle acque di balneazione, la pulizia delle spiagge, i servizi offerti e l’attenzione all’ambiente.

    Questo garantisce ai turisti un’esperienza balneare piacevole e sicura.

    La spiaggia d’argento :

    La lunga e ampia spiaggia di Alba Adriatica è un altro elemento distintivo.

    La sua sabbia fine e dorata, che brilla sotto il sole, si estende per chilometri, offrendo spazio sufficiente per tutti, anche durante i periodi di maggiore affluenza.

    Gli stabilimenti balneari attrezzati offrono una vasta gamma di servizi, dai lettini e ombrelloni alle attività sportive acquatiche, dai bar e ristoranti alle aree giochi per bambini.

    Un ambiente ideale per il relax e il divertimento :

    La combinazione di un mare invitante e di una spiaggia ben curata crea un ambiente ideale per il relax e il divertimento.

    Si può scegliere di trascorrere la giornata prendendo il sole, facendo lunghe passeggiate sulla battigia, nuotando nelle acque rinfrescanti o dedicandosi a sport acquatici come il windsurf, la vela e il paddleboarding.

    La pineta e il lungomare :

    A ridosso della spiaggia si estende una rigogliosa pineta che offre zone d’ombra fresche e piacevoli, ideali per picnic, momenti di riposo o attività all’aria aperta.

    Il lungomare alberato è perfetto per passeggiate serali, jogging o semplicemente per godersi la brezza marina e l’atmosfera vivace della località.

    Lungo il lungomare si trovano numerosi bar, gelaterie, ristoranti e negozi, che animano le serate estive.

    Un’esperienza a 360 gradi :

    La bellezza del mare di Alba Adriatica non è solo un piacere per gli occhi, ma un invito a vivere appieno la costa abruzzese.

    La sua accessibilità, la sicurezza per le famiglie, la qualità dei servizi e la cornice naturale incantevole la rendono una meta ambita per chi cerca una vacanza balneare rigenerante e appagante.

    In sintesi

    Alba Adriatica è un gioiello della costa adriatica, dove la bellezza del suo mare cristallino si sposa perfettamente con la dorata e accogliente spiaggia, creando un’esperienza balneare indimenticabile.

    Pvl

  • CINA/PECHINO/CAPITALE

    CINA/PECHINO/CAPITALE

    è una città con una storia millenaria e un patrimonio culturale straordinariamente ricco, testimoniato dai suoi imponenti monumenti.

    Passeggiando per le sue ampie strade e i suoi antichi vicoli (hutong), si respira la grandezza del passato imperiale cinese, sapientemente preservata e integrata nel tessuto urbano moderno.

    Monumenti Iconici di Pechino

    La Città Proibita (故宫 – Gùgōng) :

    Situata nel cuore di Pechino, è il più grande complesso palaziale del mondo e per quasi 500 anni fu la residenza degli imperatori cinesi delle dinastie Ming e Qing.

    Con le sue imponenti mura rosse, i tetti dorati e le migliaia di sale e cortili, è un capolavoro dell’architettura tradizionale cinese e un simbolo del potere imperiale.

    Oggi ospita il Museo del Palazzo, custode di inestimabili tesori artistici e storici.

    La Grande Muraglia Cinese (长城 – Chángchéng) :

    Sebbene non si trovi esattamente all’interno della città, diverse sezioni ben conservate della Grande Muraglia sono facilmente accessibili da Pechino (come Badaling e Mutianyu).

    Questa imponente fortificazione, costruita nel corso di secoli per proteggere il confine settentrionale dell’impero, è una delle Sette Meraviglie del Mondo e offre panorami spettacolari.

    Il Tempio del Cielo (天坛 – Tiāntán) :

    Un magnifico complesso di edifici religiosi risalente alla dinastia Ming, dove gli imperatori celebravano riti sacrificali per propiziare un buon raccolto.

    Il suo design riflette la cosmologia cinese, con forme circolari che simboleggiano il cielo e forme quadrate che rappresentano la terra.

    L’Altare Circolare e la Sala della Preghiera per il Buon Raccolto sono esempi straordinari dell’architettura sacra cinese.

    Piazza Tiananmen (天安门广场 – Tiān’ānmén Guǎngchǎng) :

    Una delle piazze più grandi del mondo, situata al centro di Pechino. Circondata da importanti edifici come la Porta Tiananmen, il Grande Palazzo del Popolo e il Mausoleo di Mao Zedong, è un luogo di grande importanza storica e politica.

    Il Palazzo d’Estate (颐和园 – Yíhéyuán) :

    Un vasto giardino imperiale situato a nord-ovest della città.

    Originariamente concepito come un luogo di riposo per la famiglia imperiale, comprende laghi artificiali, colline, templi, padiglioni e lunghi corridoi decorati, offrendo un’oasi di bellezza e tranquillità.

    Gli Hutong (胡同 – Hútòng) :

    Sono gli stretti vicoli tradizionali di Pechino, formatisi tra le case a corte (siheyuan).

    Passeggiare per gli hutong offre uno sguardo autentico sulla vita quotidiana della vecchia Pechino, con le sue case basse, i negozi tradizionali e l’atmosfera comunitaria.

    Alcuni hutong sono stati preservati e ospitano ora caffè, gallerie d’arte e boutique.

    Il Tempio dei Lama (雍和宫 – Yōnghégōng) :

    Uno splendido tempio buddista tibetano, uno dei più importanti al di fuori del Tibet.

    I suoi edifici riccamente decorati ospitano preziose statue e opere d’arte buddista.

    Il Parco Beihai (北海公园 – Běihǎi Gōngyuán) :

    Un antico giardino imperiale con un grande lago al centro, isole, padiglioni e templi.

    La Pagoda Bianca sull’isola di Qionghua è un punto di riferimento iconico.

    Le Tombe Ming (明十三陵 – Míng Shísānlíng) :

    Una necropoli imperiale situata a circa 50 km a nord-ovest di Pechino, dove sono sepolti 13 imperatori della dinastia Ming.

    Le tombe sono immerse in un paesaggio suggestivo e offrono un’idea della grandezza e dei rituali funerari imperiali.

    Questi sono solo alcuni dei principali monumenti che testimoniano la ricca storia e la vibrante cultura di Pechino.

    Ogni sito racconta una parte importante della storia cinese e offre un’esperienza unica ai visitatori.

    Esplorare Pechino è un viaggio affascinante attraverso secoli di civiltà e grandezza imperiale.

    Pvl

  • TOKYO/In giro per quartieri come Asakusa

    TOKYO/In giro per quartieri come Asakusa

    si ha l’impressione di fare un salto indietro nel tempo, in netto contrasto con l’immagine futuristica e frenetica che spesso si associa alla capitale giapponese.

    Asakusa conserva un’atmosfera tradizionale e un fascino d’altri tempi, offrendo un’esperienza culturale autentica e ricca di storia.

    Il cuore pulsante di Asakusa è il tempio Senso-ji, il tempio più antico di Tokyo, la cui storia risale al VII secolo.

    L’avvicinamento al tempio è un’esperienza in sé, attraverso la Kaminarimon (Porta del Tuono), con la sua imponente lanterna rossa e le statue dei guardiani, e la Nakamise-dori, una vivace strada fiancheggiata da bancarelle che vendono souvenir tradizionali, artigianato locale, kimono, dolci tipici e snack.

    L’atmosfera lungo la Nakamise-dori è sempre animata, con una folla di visitatori curiosi e locali che passeggiano, assaggiano le specialità e curiosano tra gli oggetti esposti.

    I profumi del cibo di strada, i colori vivaci dei tessuti e il vociare creano un’esperienza sensoriale unica.

    Una volta superata la Nakamise-dori, si arriva al maestoso Hozomon Gate, la seconda porta d’accesso al tempio, che custodisce importanti statue e un’altra grande lanterna. Infine, si giunge al Kannon-do Hall, l’edificio principale del Senso-ji, dove i fedeli pregano e offrono incenso.

    La pagoda a cinque piani, che si erge elegante accanto al tempio, è un altro simbolo iconico di Asakusa.

    Ma Asakusa non è solo il Senso-ji.

    Il quartiere offre molto altro da scoprire:

    Le stradine secondarie: Allontanandosi dalla via principale, si possono esplorare stradine più tranquille che conservano un’atmosfera da “shitamachi” (il vecchio quartiere popolare di Tokyo), con case basse, piccoli negozi tradizionali e ristoranti accoglienti.

    Il fiume Sumida

    Una passeggiata lungo il fiume Sumida offre una vista diversa della città, con la possibilità di fare una crociera sui tradizionali battelli “yakatabune” o ammirare lo skyline moderno in lontananza.

    L’Hanayashiki Amusement Park

    Un piccolo e storico parco divertimenti, il più antico del Giappone, che conserva un fascino un po’ retrò.

    I numerosi festival

    Asakusa è famosa per i suoi festival tradizionali, come il Sanja Matsuri in primavera, uno dei più grandi e vivaci di Tokyo, che coinvolge l’intero quartiere in processioni, musica e celebrazioni.

    Passeggiare per Asakusa significa immergersi in un’atmosfera che evoca il passato di Tokyo, offrendo un contrasto affascinante con i quartieri più moderni.

    È un luogo dove si possono apprezzare le tradizioni, l’artigianato locale, l’architettura storica e la vivacità di una comunità che tiene vive le proprie radici.

    A un’esperienza imperdibile per chi visita Tokyo e desidera scoprire un lato più autentico e tradizionale della metropoli.

    Pvl

  • Tokyo/Grattacieli di Shinjuku

    Tokyo/Grattacieli di Shinjuku

    E’ uno dei quartieri più vivaci e dinamici di Tokyo, famoso per la sua imponente skyline costellata di grattacieli moderni.

    Quest’area è un importante centro amministrativo e commerciale, ospitando il Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo e numerose sedi di grandi aziende.

    Caratteristiche distintive

    Concentrazione di grattacieli

    Shinjuku vanta una delle più alte concentrazioni di grattacieli di Tokyo, rendendola un punto focale iconico dello skyline della città.

    Varietà architettonica

    I grattacieli di Shinjuku presentano una notevole varietà di stili architettonici, dai design eleganti e minimalisti alle strutture più audaci e futuristiche come il Mode Gakuen Cocoon Tower con la sua forma distintiva.

    Centri di potere

    Molti di questi edifici ospitano uffici di importanti aziende, istituzioni finanziarie e il governo metropolitano, sottolineando il ruolo cruciale di Shinjuku nell’economia e nella politica di Tokyo.

    Punti panoramici

    Diversi grattacieli offrono punti panoramici spettacolari sulla città, come gli osservatori gratuiti del Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo, da cui nelle giornate limpide si può persino ammirare il Monte Fuji.

    Altri punti di osservazione si trovano in edifici come lo Shinjuku Park Tower e il Tokyo Opera City Tower.

    Infrastrutture integrate

    La zona dei grattacieli è perfettamente integrata con un’efficiente rete di trasporti, inclusa la trafficatissima stazione di Shinjuku, una delle stazioni ferroviarie più affollate del mondo.

    Sotto i grattacieli si estende spesso una vera e propria “città sotterranea” con negozi, ristoranti e passaggi pedonali.

    Coesistenza con la tradizione

    Nonostante la modernità dei grattacieli, Shinjuku riesce a conservare angoli di tradizione, come il tranquillo Shinjuku Gyoen National Garden, un’oasi di pace circondata dall’imponenza degli edifici.

    Alcuni grattacieli notevoli a Shinjuku includono :

    Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo

    (Tokyo Metropolitan Government Building):

    Famoso per i suoi osservatori gratuiti con viste panoramiche sulla città.

    Shinjuku Park Tower

    Un complesso elegante con uffici, negozi e il lussuoso Park Hyatt Tokyo (reso celebre dal film “Lost in Translation”).

    Shinjuku Mitsui Building

    Un grattacielo iconico con riconoscibili rinforzi diagonali sulla facciata.

    Shinjuku Center Building

    Un altro importante edificio per uffici.

    Tokyo Opera City Tower

    Un complesso che ospita anche una sala da concerto e un museo d’arte.

    Mode Gakuen Cocoon Tower

    Un edificio scolastico con un design a “bozzolo” molto particolare.

    Keio Plaza Hotel

    Uno dei primi grattacieli di Shinjuku e un hotel storico.

    Shinjuku Sumitomo Building

    Facilmente riconoscibile per la sua forma triangolare alla sommità.

    Tokyu Kabukicho Tower

    Un nuovo grattacielo che offre intrattenimento, un hotel e una vista panoramica.

    La vista dei grattacieli di Shinjuku, soprattutto di notte con le loro luci scintillanti, è uno spettacolo mozzafiato e un simbolo della modernità e della vitalità di Tokyo.

    Esplorare questa zona offre un’esperienza unica, tra imponenti strutture architettoniche e la frenetica vita urbana.

    Pvl

  • Tokyo/Metropoli vibrante e affascinante

    Tokyo/Metropoli vibrante e affascinante

    dove l’ultramoderno convive armoniosamente con le tradizioni secolari.

    Con una popolazione di oltre 13 milioni di abitanti nella sua area metropolitana, è una delle città più grandi e densamente popolate del mondo, un vero e proprio motore economico, culturale e tecnologico.

    Il paesaggio urbano di Tokyo è un susseguirsi di grattacieli scintillanti, luci al neon abbaglianti, intricate reti di trasporti pubblici efficientissimi e quartieri unici, ognuno con la propria identità distintiva.

    Da Shibuya, con il suo iconico incrocio pedonale più trafficato del mondo e la sua energia giovanile, a Shinjuku, con i suoi imponenti grattacieli governativi e la vivace vita notturna, fino a Ginza, con le sue boutique di lusso e i ristoranti raffinati, Tokyo offre un caleidoscopio di esperienze.

    Ma Tokyo non è solo modernità. Passeggiando per quartieri come Asakusa, si può respirare l’atmosfera del vecchio Edo (l’antico nome di Tokyo), con il suo storico tempio Senso-ji e le tradizionali botteghe.

    I curatissimi giardini imperiali offrono oasi di pace nel cuore della frenesia urbana, mentre i numerosi santuari shintoisti e templi buddisti disseminati in tutta la città invitano alla riflessione e alla scoperta spirituale.

    La cultura di Tokyo è un mix affascinante di usanze antiche e tendenze all’avanguardia.

    Si può assistere a una tradizionale cerimonia del tè, ammirare le stampe ukiyo-e, immergersi nel mondo dei manga e degli anime ad Akihabara, o lasciarsi sorprendere dalle ultime creazioni di moda nei quartieri di Harajuku.

    La gastronomia è un altro punto di forza di Tokyo

    Dai ristoranti stellati Michelin ai piccoli izakaya (pub giapponesi) e ai chioschi di street food, la città offre un’incredibile varietà di sapori.

    Il sushi e il ramen sono solo l’inizio di un viaggio culinario che spazia tra la cucina tradizionale giapponese e le influenze internazionali.

    Nonostante le sue dimensioni e la sua frenesia, Tokyo è sorprendentemente sicura e pulita.

    L’efficienza e la cortesia del popolo giapponese contribuiscono a rendere la visita un’esperienza piacevole e indimenticabile.

    In sintesi, Tokyo è una città che incanta e sorprende a ogni angolo, un luogo dove il passato e il futuro si incontrano creando un’atmosfera unica e dinamica.

    È una metropoli che non smette mai di evolversi, offrendo infinite possibilità di scoperta e avventura per chi la visita.

    Pvl

  • Rutigliano

    Rutigliano, pur essendo una cittadina non grandissima, offre diverse cose interessanti da vedere e fare, soprattutto se si è interessati alla sua storia, alle tradizioni e all’enogastronomia locale.

    Ecco alcuni suggerimenti:
    Centro Storico:

    Passeggiata nel Borgo Antico:

    Perditi tra le strette viuzze lastricate, ammira le case in pietra, i balconcini fioriti e le piccole piazze.

    L’atmosfera è tranquilla e suggestiva, soprattutto nelle ore meno affollate.

    Chiesa Madre di San Nicola di Bari:

    L’edificio religioso più importante di Rutigliano, con una facciata imponente e interni che conservano opere d’arte sacra.

    Palazzo Settanni: Un elegante palazzo storico che spesso ospita mostre ed eventi culturali.

    Anche solo ammirare la sua architettura esterna vale la pena.

    Torre dell’Orologio: Simbolo del paese, situata in una posizione centrale.

    Tradizioni e Cultura:

    Museo Archeologico: Se sei interessato alla storia antica del territorio, il museo locale conserva reperti che testimoniano insediamenti fin dall’epoca romana.

    Assistere alla Sagra dell’Uva (Settembre): Se ti trovi a Rutigliano in questo periodo, non perderti la celebre sagra, un’esplosione di colori, sapori e tradizioni legate al prodotto simbolo della città.

    Visitare le Botteghe Artigiane di Terracotta: Rutigliano ha una lunga tradizione nella lavorazione della terracotta.

    Puoi trovare oggetti unici, dalle ceramiche decorative agli utensili, visitando i laboratori artigianali locali.

    Natura e Dintorni:

    Campagna circostante: Rutigliano è immersa in una fertile campagna coltivata principalmente a uva da tavola.

    Fare una passeggiata o un breve giro in bicicletta nei dintorni può essere piacevole, soprattutto durante la fioritura o la vendemmia.

    Grotte di Castellana (a breve distanza): A pochi chilometri da Rutigliano si trovano le famose Grotte di Castellana, un complesso carsico di grande bellezza e interesse speleologico.

    Costa Adriatica (facilmente raggiungibile): In breve tempo in auto si possono raggiungere diverse località balneari sulla costa adriatica per una gita al mare.

    Enogastronomia:

    Degustare l’Uva da Tavola: Ovviamente, non puoi lasciare Rutigliano senza assaggiare la sua pregiata uva da tavola, disponibile in diverse varietà a seconda della stagione.

    Assaggiare i Prodotti Locali: Approfitta per gustare altri prodotti tipici della Puglia, come l’olio extravergine d’oliva, il pane, i formaggi e i vini locali nei ristoranti e nelle trattorie del paese.

    Eventi e Manifestazioni:

    Oltre alla Sagra dell’Uva, Rutigliano ospita diverse feste patronali, sagre e manifestazioni culturali durante l’anno.

    Informati sugli eventi in programma durante la tua visita.
    In sintesi, cosa vedere a Rutigliano dipende dai tuoi interessi:

    Storia e cultura: Centro storico, chiese, museo archeologico, botteghe di terracotta.

    Tradizioni: Sagra dell’Uva (se in periodo).

    Natura e dintorni: Campagna circostante, Grotte di Castellana, costa adriatica (per gite fuori porta).

    Enogastronomia: Degustazione dell’uva e dei prodotti locali.

    Ti consiglio di informarti sugli eventuali eventi in corso durante il tuo soggiorno per vivere appieno l’atmosfera di Rutigliano.

  • EGITTO

    Il Cairo (al-Qāhira)

    “la conquistatrice” o “la vittoriosa” è la capitale dell’Egitto e la città più popolosa dell’Africa, con circa 18 milioni di abitanti nel governatorato e oltre 20 milioni nell’area metropolitana, nota come Grande Cairo.

    Situata a sud del delta del Nilo, principalmente sulla sponda orientale del fiume, è un importante centro politico, culturale e storico del mondo arabo e islamico.

    Fondata nel 969 d.C. dai Fatimidi come nuova capitale, Il Cairo si sviluppò accanto a insediamenti arabi precedenti come Fusṭāṭ, al-ʿAskar e al-Qaṭāʾiʿ, diventando poi capitale di dinastie come gli Ayyubidi e i Mamelucchi, fino al dominio ottomano.

    Nel XIX secolo, sotto la dinastia di Mohammed Alì, la città assunse il suo aspetto moderno con importanti opere pubbliche, tra cui la celebre Moschea d’Alabastro e l’ampliamento urbano.

    Il Cairo è famosa per la sua ricca architettura islamica, tanto da essere soprannominata “la città dei mille minareti”[7] Tra i luoghi storici più importanti vi sono la Cittadella di Saladino, una fortezza medievale con moschee e musei, e la vicina Necropoli di Giza con le Piramidi e la Sfinge, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

    In sintesi, Il Cairo è una metropoli millenaria che unisce storia antica, cultura islamica e modernità, rappresentando il cuore politico e culturale dell’Egitto e una delle città più vibranti e complesse del continente africano.

    Pvl

  • Giancarlo Magalli

    Figura storica e molto riconoscibile della televisione italiana.

    Noto per la sua lunga carriera come conduttore di programmi di successo, in particolare nel daytime.

    Ecco alcune note brevi sui suoi aspetti caratteriali più distintivi

    Aspetti Caratteriali

    •Ironia e Umorismo: Una delle sue caratteristiche più spiccate è un’ironia spesso pungente e un umorismo a volte sottile, a volte più diretto. Sa sdrammatizzare le situazioni con una battuta e non prende sempre tutto sul serio.

    •Sarcasmo: Legato all’ironia, il suo sarcasmo è un tratto distintivo. Può usare il sarcasmo per commentare la realtà, i personaggi televisivi o anche se stesso, spesso con un tono apparentemente distaccato.

    •Rettitudine e Sincerità.

    Magalli ha spesso dato l’impressione di essere una persona che dice quello che pensa, senza troppi filtri. Questa sua “schiettezza” è stata apprezzata da alcuni e criticata da altri.

    •Autorevolezza e Professionalità: Grazie alla sua lunga esperienza, trasmette un senso di autorevolezza e grande professionalità nella conduzione. Conosce bene i meccanismi televisivi e sa gestire i tempi e i contenuti dei programmi.

    •A volte Burbero o Caustico: In alcune occasioni, il suo tono può apparire burbero o caustico, soprattutto quando non concorda con qualcosa o qualcuno. Questa sua “acidità” è un altro elemento che lo caratterizza.

    •Distacco e Apparente Indifferenza: A volte, il suo atteggiamento può sembrare distaccato o perfino indifferente, come se osservasse il mondo televisivo con un certo distacco critico.

    •Intelligenza e Cultura: Nonostante l’apparente leggerezza di alcuni suoi commenti, Magalli ha dimostrato in diverse occasioni una notevole intelligenza e una vasta cultura generale.

    •Legame con il Pubblico: Nonostante la sua a volte “ruvidità”, ha saputo costruire un legame duraturo con una parte significativa del pubblico televisivo italiano, che apprezza la sua personalitàUnique.

    In sintesi, Giancarlo Magalli è una personalità televisiva complessa e sfaccettata, il cui stile di conduzione e i cui commenti sono spesso caratterizzati da ironia, sarcasmo, una percepita direttezza e, a volte, un tono burbero ma sempre intriso di una sottile intelligenza.

    La sua lunga carriera testimonia un talento comunicativo che, nel bene e nel male, lo ha reso una figura iconica del piccolo schermo italiano.

  • Torah

    Torah

    E’ un testo fondamentale nell’Ebraismo con molteplici livelli di significato :

    I Cinque Libri di Mosè (Torah Shebichtav – La Torah Scritta) :

    Questa è la comprensione più specifica e comune della Torah, riferendosi ai primi cinque libri della Bibbia ebraica :

    Genesi (Bereshit)

    La storia della creazione, la prima storia dell’umanità e i patriarchi e le matriarche (Abramo, Isacco, Giacobbe, Sara, Rebecca, Rachele e Lea).

    Levitico (Vayikra)

    Leggi riguardanti il culto sacrificale nel Tabernacolo, la purezza rituale e varie istruzioni etiche e rituali, incluso il concetto di santità.

    Esodo (Shemot)

    La schiavitù degli Israeliti in Egitto, la loro liberazione, la consegna della Torah sul Monte Sinai e la costruzione del Tabernacolo (Mishkan).

    Numeri (Bamidbar)

    Le peregrinazioni degli Israeliti nel deserto, i censimenti, le ribellioni, le spie e le guerre, intervallate da passaggi legali e narrativi.

    Deuteronomio (Devarim)

    I discorsi finali di Mosè, che ripercorrono gli eventi del passato, rivedono ed espandono le leggi precedenti ed esortano alla fedeltà a Dio mentre gli Israeliti si preparano ad entrare nella Terra Promessa.

    Questi cinque libri sono anche conosciuti come il Pentateuco (dal greco, che significa “cinque rotoli”) o il Chumash (dalla parola ebraica per “cinque”).

    Per scopi liturgici, questi libri sono scritti su rotoli di pergamena (Sefer Torah) e letti ad alta voce nelle sinagoghe.

    Il testo è diviso in porzioni settimanali chiamate Parshiyot, assicurando che l’intera Torah venga letta nel corso di un anno ebraico, concludendosi e ricominciando nella festa di Simchat Torah.

    L’intera Bibbia Ebraica (Tanakh)

    A volte, il termine “Torah” è usato in senso più ampio per comprendere l’intera Bibbia ebraica, che include :

    Torah

    I Cinque Libri di Mosè.

    Nevi’im (Profeti)

    Libri che raccontano la storia e i messaggi dei profeti.

    Ketuvim

    Una raccolta diversificata di poesia, letteratura sapienziale e narrazioni storiche.

    La Torah Orale

    Torah Sheba’al Peh – La Torah Parlata):

    Nella tradizione ebraica rabbinica, la Torah include anche la Torah Orale, che è il corpo di interpretazioni, spiegazioni e tradizioni che inizialmente furono tramandate oralmente e successivamente messe per iscritto in testi come la Mishnah e il Talmud.

    La Torah Orale è considerata parte integrante dell’istruzione divina, fornendo il contesto e l’applicazione delle leggi e degli insegnamenti della Torah Scritta.

    Significato nell’Ebraismo

    Parola Divina

    Gli ebrei credono che la Torah (nella sua interezza, sia Scritta che Orale) contenga gli insegnamenti e le istruzioni dirette o divinamente ispirate di Dio per vivere una vita significativa e retta.

    I Cinque Libri di Mosè sono considerati la parte più sacra della Bibbia ebraica, ritenuti essere stati trasmessi da Dio a Mosè sul Monte Sinai.

    Fondamento della Legge e della Pratica Ebraica

    La Torah fornisce la struttura legale ed etica per la vita ebraica, contenendo 613 comandamenti (mitzvot) che guidano l’osservanza religiosa, il comportamento etico e la giustizia sociale.

    Narrazione Storica

    Racconta la storia antica del popolo ebraico, la sua alleanza con Dio e il suo viaggio verso il diventare una nazione santa.

    Fonte di Saggezza e Guida

    Oltre alle leggi, la Torah è una ricca fonte di storie, poesia e saggezza che offrono profonde intuizioni sulla natura umana, sul rapporto tra l’umanità e Dio e sullo scopo della vita.

    Centrale per l’Identità Ebraica

    Lo studio e l’osservanza della Torah sono centrali per l’identità e la pratica ebraica, connettendo gli ebrei attraverso generazioni e comunità.

    La lettura settimanale della Torah nelle sinagoghe è un rituale comunitario fondamentale.
    In sostanza, la Torah non è solo un libro di leggi, ma una fonte viva e dinamica di saggezza, storia e guida spirituale che plasma le credenze, le pratiche e l’identità del popolo ebraico.

    Pvl

  • Rutigliano/Palazzo Settanni

    Rutigliano/Palazzo Settanni

    è uno dei più importanti edifici storici di Rutigliano

    un comune della Puglia noto per la sua tradizione agricola e artigianale.

    Questo palazzo rappresenta un simbolo del patrimonio culturale e architettonico della città, oltre a essere un punto di riferimento per eventi e attività culturali.

    Il Palazzo Settanni risale al XVII secolo ed è un esempio significativo dell’architettura signorile dell’epoca.

    Fu costruito come residenza di una famiglia nobile locale, i Settanni, che lo utilizzarono come dimora privata.

    Nel corso dei secoli, l’edificio ha subito diverse modifiche e restauri, ma ha mantenuto intatto il suo fascino storico.

    Oggi il palazzo è stato recuperato e valorizzato, diventando un centro culturale e un luogo di incontro per la comunità di Rutigliano e per i visitatori.

    Il Palazzo Settanni si distingue per la sua elegante facciata in pietra, tipica dell’architettura pugliese.

    L’edificio presenta dettagli decorativi raffinati, come balconi in ferro battuto e cornici scolpite, che testimoniano l’importanza della famiglia che lo abitava. All’interno, il palazzo conserva ambienti spaziosi con soffitti affrescati e pavimenti originali, che riflettono il gusto e lo stile delle epoche passate.

    Alcune sale sono state adattate per ospitare mostre, conferenze ed eventi culturali. Oggi il Palazzo Settanni è un importante polo culturale per Rutigliano.

    Ospita il Museo Civico del Fischietto in Terracotta “Domenico Divella”, dedicato alla tradizione artigianale locale della lavorazione della terracotta.

    Il museo espone una vasta collezione di fischietti in terracotta, oggetti simbolici della cultura popolare rutiglianese, realizzati da artigiani locali con forme e colori vivaci.

    Inoltre, il palazzo è sede di eventi culturali, mostre temporanee, concerti e iniziative volte a promuovere la storia e le tradizioni di Rutigliano.

    È anche un luogo dove si tengono incontri e attività didattiche per coinvolgere scuole e giovani nella scoperta del patrimonio locale.

    Il Palazzo Settanni non è solo un edificio storico, ma un vero e proprio simbolo dell’identità culturale di Rutigliano.

    La sua trasformazione in centro culturale ha permesso di preservare un pezzo importante della storia cittadina, rendendolo accessibile a tutti e contribuendo a valorizzare le tradizioni locali.

    Il Palazzo Settanni è una tappa imperdibile per chi visita Rutigliano.

    La sua bellezza architettonica, unita alla ricchezza culturale che custodisce, lo rende un luogo speciale dove passato e presente si incontrano.

    È un esempio di come il patrimonio storico possa essere recuperato e messo al servizio della comunità, offrendo un’esperienza unica ai visitatori e rafforzando il legame con le radici del territorio.

    Pvl

  • Rutigliano

    Rutigliano

    Tradizione agricola e non solo

    Situato nella regione Puglia, più precisamente nella città metropolitana di Bari.

    Immersa nel cuore della fertile campagna pugliese, Rutigliano è rinomata per la sua ricca tradizione agricola, in particolare per la produzione di uva da tavola, tanto da essere conosciuta come la “città dell’uva”.

    La storia di Rutigliano

    affonda le radici in tempi antichi, con testimonianze di insediamenti risalenti all’epoca romana.

    Tuttavia, il suo sviluppo più significativo avvenne in epoca medievale.

    Il centro storico

    conserva ancora oggi un fascino autentico, con strette viuzze, case in pietra e graziose piazzette che invitano alla scoperta.

    Uno dei momenti più sentiti e caratteristici della vita rutiglianese è la Sagra dell’Uva, che si tiene generalmente nel mese di settembre, in concomitanza con il periodo di massima raccolta.

    Questa festa è un’occasione per celebrare il prodotto simbolo della città, con degustazioni, sfilate di carri allegorici, spettacoli musicali e folcloristici, attirando visitatori da tutta la regione e non solo.

    Oltre all’uva, Rutigliano vanta anche una vivace tradizione artigianale, in particolare nella lavorazione della terracotta.

    Le botteghe locali producono oggetti unici, dalle ceramiche decorative agli utensili per la casa, testimoniando un sapere tramandato di generazione in generazione.

    Dal punto di vista culturale

    Rutigliano offre alcuni luoghi di interesse, come la Chiesa Madre, dedicata a San Nicola di Bari, e il Palazzo Settanni, un elegante edificio storico che ospita eventi e mostre.

    La posizione strategica di Rutigliano la rende un punto di partenza ideale per esplorare le bellezze dei dintorni.

    In breve tempo si possono raggiungere la costa adriatica con le sue splendide spiagge, città d’arte come Bari e Alberobello con i suoi caratteristici trulli, e le affascinanti grotte di Castellana.

    In sintesi, Rutigliano è una città che sa coniugare la sua forte identità agricola con un ricco patrimonio storico e culturale, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica nel cuore della Puglia.

    La sua atmosfera accogliente e i suoi sapori genuini la rendono una meta piacevole da scoprire.

    Pvl

  • TARANTO/VILLA PERIPATO

    TARANTO/VILLA PERIPATO

    E’ uno dei luoghi più suggestivi e amati di Taranto

    una città situata nella regione Puglia, nel sud Italia.

    Questo parco pubblico rappresenta un’oasi verde nel cuore della città ed è ricco di storia, bellezze naturali e scorci panoramici.

    Storia della Villa Peripato

    La Villa Peripato prende il nome dal termine greco “peripatos”, che significa “passeggiata” o “luogo per camminare”.

    Questo richiama l’antica tradizione greca di creare spazi dedicati alla riflessione e al relax, in armonia con la natura.

    Taranto, essendo stata una delle più importanti colonie della Magna Grecia, conserva ancora oggi tracce del suo glorioso passato, e la Villa Peripato ne è un esempio simbolico.

    In origine, l’area su cui sorge la villa apparteneva a una famiglia nobile locale, i Beaumont Bonelli, che la utilizzava come giardino privato.

    Successivamente, fu trasformata in un parco pubblico, diventando uno dei principali polmoni verdi della città.

    Caratteristiche della Villa Peripato

    Posizione Panoramica

    La villa si trova in una posizione privilegiata, affacciata sul Mar Grande di Taranto.

    Da qui si possono ammirare splendide vedute del mare e del porto della città.

    Vegetazione Lussureggiante

    Il parco è caratterizzato da una ricca varietà di alberi e piante, tra cui pini, palme e altre specie mediterranee.

    È un luogo ideale per passeggiare, rilassarsi o leggere un libro all’ombra degli alberi.

    Fontane e Sculture

    All’interno della villa si trovano fontane decorative e sculture che aggiungono un tocco artistico e storico al paesaggio.

    Area Giochi e Spazi Ricreativi

    La Villa Peripato è un luogo frequentato sia dagli adulti che dai bambini, grazie alla presenza di aree giochi e spazi dedicati alle attività ricreative.

    Eventi Culturali

    Nel corso dell’anno, la villa ospita eventi culturali, spettacoli e manifestazioni che coinvolgono la comunità locale e i visitatori.

    Rilevanza Archeologica

    Essendo situata in una città ricca di storia come Taranto, la Villa Peripato potrebbe nascondere tracce archeologiche legate al passato greco-romano della zona.

    Importanza per la Comunità

    La Villa Peripato non è solo un luogo di svago, ma anche un punto di riferimento per i cittadini di Taranto.

    È uno spazio dove le persone possono incontrarsi, fare sport, partecipare a eventi o semplicemente godersi un momento di tranquillità lontano dal caos urbano.

    Conclusione

    La Villa Peripato è un gioiello verde nel cuore di Taranto, che combina bellezza naturale, storia e cultura.

    Visitandola, si può apprezzare non solo la sua atmosfera rilassante, ma anche il legame profondo che ha con la storia millenaria della città.

    Se ti trovi a Taranto, una passeggiata nella Villa Peripato è sicuramente un’esperienza da non perdere.

    Pvl

  • BUCAREST

    RICCA DI STORIA

    Capitale della Romania, è una città ricca di storia, cultura e architettura affascinante.

    Ecco alcune delle sue bellezze principali

    Palazzo del Parlamento

    Uno degli edifici amministrativi più grandi al mondo, il Palazzo del Parlamento è un esempio impressionante di architettura comunista.

    Offre visite guidate che permettono di esplorare le sue sale opulente.

    Ateneo Romeno

    Questo splendido edificio neoclassico è il cuore culturale di Bucarest.

    È sede dell’Orchestra Filarmonica George Enescu e ospita concerti ed eventi musicali di rilievo.

    Centro Storico (Lipscani)

    Un’area vivace con strade acciottolate, caffè, ristoranti e negozi.

    È il luogo ideale per passeggiare e scoprire l’atmosfera storica della città.

    Parco Herăstrău

    Situato intorno al Lago Herăstrău, questo parco offre ampi spazi verdi, sentieri per passeggiate e attività ricreative.

    È un luogo perfetto per rilassarsi e godersi la natura.

    Museo del Villaggio Dimitrie Gusti

    Un museo all’aperto che espone case tradizionali rumene provenienti da diverse regioni del paese.

    Offre uno sguardo sulla vita rurale e le tradizioni popolari della Romania.

    Chiesa Stavropoleos

    Una piccola chiesa ortodossa situata nel centro storico, famosa per la sua architettura in stile Brâncoveanu e i suoi splendidi affreschi.

    Arco di Trionfo

    Ispirato all’Arco di Trionfo di Parigi, questo monumento celebra le vittorie militari della Romania ed è un simbolo nazionale.

    Calea Victoriei

    Una delle strade più antiche e prestigiose di Bucarest, fiancheggiata da edifici storici, hotel di lusso e boutique eleganti.

    Giardini Cişmigiu

    Il parco pubblico più antico di Bucarest, ideale per passeggiate tranquille, gite in barca sul lago e momenti di relax.

    Teatro Nazionale di Bucarest

    Un importante centro culturale che ospita spettacoli teatrali, opere e balletti.

    Bucarest è una città che combina elementi storici e moderni, offrendo ai visitatori un’esperienza unica tra passato e presente.

    Pvl

  • Francesco Totti 1976

    Nato il 27 settembre 1976 a Roma è uno dei calciatori italiani più iconici e amati di tutti i tempi. Conosciuto come “Il Capitano” o “Er Pupone”, ha dedicato tutta la sua carriera calcistica alla AS Roma, diventando un simbolo della squadra e della città.

    Carriera Calcistica

    Totti ha esordito in Serie A con la Roma il 28 marzo 1993, a soli 16 anni.

    Da quel momento, ha costruito una carriera straordinaria, giocando per 25 stagioni consecutive con la maglia giallorossa.

    È il capocannoniere storico della Roma con 307 gol in tutte le competizioni e il secondo miglior marcatore nella storia della Serie A con 250 reti.

    Tra i suoi successi principali:

    Scudetto: Ha vinto il campionato italiano con la Roma nella stagione 2000-2001.

    Coppa Italia: Due vittorie (2006-2007, 2007-2008).

    Supercoppa Italiana: Due vittorie (2001, 2007).

    Mondiale 2006: Ha fatto parte della Nazionale italiana che ha trionfato ai Mondiali in Germania.

    Totti era noto per la sua visione di gioco, tecnica sopraffina e capacità di segnare gol spettacolari.

    Il suo ruolo principale era quello di trequartista, ma ha giocato anche come seconda punta e falso nueve.

    Vita Privata

    La vita privata di Francesco Totti è stata spesso sotto i riflettori. Nel 2005 ha sposato Ilary Blasi, conduttrice televisiva e showgirl.

    La coppia ha avuto tre figli: Cristian (nato nel 2005), Chanel (nata nel 2007) e Isabel (nata nel 2016). Tuttavia, nel 2022, Totti e Ilary hanno annunciato la loro separazione dopo 17 anni di matrimonio, un evento che ha suscitato grande interesse mediatico.

    Dopo la separazione, Totti ha iniziato una relazione con Noemi Bocchi, una donna romana legata al mondo del design floreale.

    La loro relazione è stata confermata pubblicamente dallo stesso Totti.

    Attività Post-Carriera

    Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2017, Totti ha intrapreso diverse attività:

    Ha lavorato brevemente come dirigente per la Roma, ma ha lasciato il club nel 2019 a causa di divergenze con la proprietà.

    Ha fondato un’agenzia di scouting e consulenza sportiva chiamata CT10 Management, dedicata alla scoperta e gestione di giovani talenti calcistici.

    Partecipa a eventi pubblicitari e televisivi ed è molto attivo sui social media, dove mantiene un rapporto diretto con i fan.

    Eredità

    Francesco Totti non è solo un simbolo calcistico, ma anche un’icona culturale per Roma e l’Italia.

    La sua fedeltà alla Roma, nonostante offerte da grandi club internazionali, lo ha reso un esempio di lealtà e amore per la propria squadra.

    Ancora oggi, è considerato uno dei migliori calciatori italiani di sempre e un punto di riferimento per le nuove generazioni.

  • Milano . Le Bande giovanili

    La presenza di bande giovanili in una città come Milano può certamente destare preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza pubblica e il benessere dei cittadini. È importante affrontare questo fenomeno con un approccio equilibrato e informato.

    Comprensione del Fenomeno Le bande giovanili spesso nascono in contesti di disagio sociale, economico o familiare. Comprendere le cause alla base della loro formazione è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di intervento.

    Prevenzione e Educazione Investire in programmi educativi e di prevenzione può aiutare a ridurre l’attrattiva delle bande tra i giovani. Attività extracurricolari, supporto psicologico e iniziative comunitarie possono offrire alternative positive.

    Collaborazione Comunitaria La collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie e organizzazioni locali è essenziale per creare un ambiente sicuro e inclusivo. Promuovere il dialogo e la partecipazione attiva può rafforzare il tessuto sociale.

    Intervento delle Forze dell’Ordine È importante che le forze dell’ordine agiscano con attenzione e rispetto dei diritti umani, concentrandosi sulla protezione dei cittadini e sulla prevenzione della criminalità.

    Supporto ai Giovani Offrire supporto ai giovani a rischio attraverso programmi di mentoring, formazione professionale e opportunità lavorative può contribuire a ridurre il coinvolgimento in attività criminali.

  • Tutto a Manhattan

    Racconto breve :

    Phil era sposato con Marylin, ma Sherry andava a letto con lui.

    Io ero sposato con Sherry. Tutto ciò accadeva a Manhattan.

    Phil cercava spesso di mettere “a pecora” la sua preda, la sua “porcona”, la sua Sherry.

    Quella posizione, “ti metto a pecora”, “girati a pecora”, era una sua fissa perenne, una vera ossessione.

    Phil era un buono a nulla che viveva di espedienti. Sherry, invece, lavorava in un’assicurazione e aveva due figli maschi, di undici e tredici anni, avuti da me, che facevo il portiere d’albergo, sempre a Manhattan.

    Phil e Sherry si incontravano ovunque e facevano sesso sfrenato nei posti più impensabili.

    Una volta, nel bagno di un bar a Manhattan, dopo un rapporto orale intenso, Sherry ebbe un problema respiratorio che la portò quasi al soffocamento.

    A quel punto, quel vigliacco di Phil, preso dal panico e dopo aver organizzato rapidamente il trasporto della sua vittima ormai morta, sistemata in un grande sacco grigio, la scaricò in un cassonetto davanti al MoMA, a pochi passi dall’Hilton, come se fosse spazzatura.

    Poi scappò per le strade di Manhattan.
    Adesso lo cercano.

    È caccia all’assassino.

    La mia Sherry è morta così, per una semplice leggerezza… quel bastardo di Phil prima o poi pagherà, ne sono certo come sono certo che metterà a pecora molte altre brave donne di Manhattan.

    TED

    sintesi

    Il testo, narrato in prima persona da un portiere d’albergo di Manhattan, racconta la tragica fine della moglie Sherry, madre dei suoi due figli.

    Sherry intratteneva una relazione clandestina, basata su dinamiche sessuali ossessive, con Phil, un uomo sposato e privo di scrupoli che viveva di espedienti.

    Durante un rapporto sessuale consumato nel bagno di un bar, Sherry viene colpita da un grave e fatale attacco respiratorio.

    Invece di soccorrerla, Phil viene preso dal panico e decide di sbarazzarsi del corpo, nascondendolo in un sacco della spazzatura per poi gettarlo in un cassonetto nei pressi del MoMA.

    Mentre la polizia ha dato il via a una caccia all’uomo per catturare il fuggitivo, il marito tradito piange la morte della moglie e medita vendetta, convinto che il predatore tornerà presto a colpire altre donne.

  • Federica Sciarelli 1958

    Nata a Roma, 9 ottobre 1958 è una figura di spicco del giornalismo e della televisione italiana, nota principalmente per essere il volto storico del programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”.

    Carriera Giornalistica

    Ha iniziato la sua carriera giornalistica vincendo una borsa di studio Rai all’età di vent’anni.

    Ha lavorato all’Ufficio informazioni parlamentari.

    Nel 1987 è entrata al TG3, diventando una delle prime donne a ricoprire il ruolo di cronista politica.

    Ha condotto diverse edizioni del TG3, tra cui quella delle 22:30 Roma-New York e poi quella delle 19:00.

    È stata inviata speciale, seguendo anche le attività del Presidente della Repubblica come quirinalista.

    Dal 2004 è autrice e conduttrice di “Chi l’ha visto?”, programma di punta di Rai 3 dedicato alla ricerca di persone scomparse e alla risoluzione di casi misteriosi.

    Ha condotto anche altri programmi e speciali per la Rai, tra cui “Primo Piano” e la docuserie “Dottori in corsia – Ospedale pediatrico Bambino Gesù”.

    È iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e ne è stata anche consigliera.

    Nel 1991 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

    Chi l’ha visto?

    È il programma che ha segnato maggiormente la sua carriera e di cui è diventata un simbolo.

    Con la sua conduzione appassionata e coinvolgente, Sciarelli è diventata un punto di riferimento per il pubblico che segue i casi di cronaca e le storie di persone scomparse.

    Il suo stile è caratterizzato da serietà, empatia e determinazione nel dare voce a chi cerca la verità.
    Vita Privata:

    È nota per la sua riservatezza riguardo alla sua vita privata.

    Ha un figlio, Giovanni Maria, nato nel 1996. In un’intervista ha dichiarato di averlo cresciuto da sola essendosi separata presto dal padre.

    Pratica sport, in particolare atletica leggera (mezzofondo) ed è appassionata di bicicletta campestre.

    Ha espresso in passato il desiderio di avere una famiglia numerosa.
    Federica Sciarelli è una professionista stimata nel panorama televisivo italiano, riconosciuta per il suo impegno nel giornalismo d’inchiesta e per la sua dedizione al servizio pubblico attraverso “Chi l’ha visto?”.

  • Fantastiche Madeleinette

    Fantastiche Madeleinette

    Un piccolo tesoro della pasticceria che evoca ricordi di infanzia, di tè pomeridiani e di una semplicità elegante.

    Andiamo a scoprire insieme la storia, le caratteristiche e i segreti di questi deliziosi biscotti a forma di conchiglia.

    Un Nome Evocativo e una Storia Avvolta nel Mistero

    Il nome “madeleine” risuona nella mente come un’eco letteraria, riportandoci immediatamente al celebre passo di Marcel Proust in “Alla ricerca del tempo perduto”.

    Tuttavia, l’origine precisa di questo biscotto è avvolta da diverse leggende.

    Una delle storie più popolari narra che una giovane cuoca di nome Madeleine, al servizio del duca Stanisław Leszczyński (suocero di Luigi XV), preparò questi piccoli dolcetti per un’occasione speciale. Il duca ne fu talmente conquistato da battezzarli con il nome della loro creatrice.

    Un’altra versione, meno romantica ma forse più plausibile, fa risalire la ricetta a delle monache del convento di Commercy, nella regione della Lorena, che preparavano questi biscotti per venderli e sostenere il convento.
    Indipendentemente dalla loro vera origine, le madeleine hanno attraversato i secoli mantenendo intatto il loro fascino e la loro bontà.

    La forma a conchiglia, ottenuta grazie a uno speciale stampo, è diventata il loro tratto distintivo inconfondibile.

    Le Caratteristiche Uniche delle Madeleinette

    Ciò che rende le madeleinette così speciali è la loro consistenza particolare: un esterno leggermente croccante che racchiude un cuore morbido e spugnoso.

    Il sapore è delicato e burroso, spesso arricchito da un tocco di limone o di vaniglia che ne esalta la fragranza.

    Gli ingredienti base sono semplici: farina, burro, zucchero, uova e un agente lievitante.

    La magia sta nel modo in cui questi ingredienti vengono combinati e cotti.

    Un passaggio cruciale è spesso il riposo dell’impasto in frigorifero, che contribuisce a sviluppare i sapori e a ottenere quella caratteristica “gobba” che si forma sulla superficie durante la cottura.

    Questa gobba, un piccolo rigonfiamento dorato, è considerata un segno di una madeleine ben riuscita.

    Un Biscotto Versatile: Dalla Tradizione all’Innovazione
    Sebbene la ricetta classica sia intramontabile, nel corso del tempo sono nate diverse varianti che giocano con gli aromi e gli ingredienti.

    Si possono trovare madeleinette al cioccolato, al pistacchio, all’arancia, o arricchite con miele e spezie.

    Questa versatilità le rende perfette per diverse occasioni, dalla colazione a una merenda golosa, fino a un elegante accompagnamento per il caffè o il tè.

    Le Madeleinette Oggi: Un Classico Sempre Attuale

    Ancora oggi, le madeleinette sono apprezzate in tutto il mondo per la loro semplicità e il loro gusto raffinato.

    Si trovano nelle pasticcerie più eleganti così come nelle case, dove vengono preparate con amore seguendo ricette tramandate di generazione in generazione.

    La loro forma iconica e il loro sapore confortante le rendono un simbolo di dolcezza e di ricordi preziosi.

    Che le si gusti in silenzio, assaporando ogni boccone, o che le si condivida con le persone care, le madeleinette continuano a regalarci piccoli momenti di felicità.

    E tu, hai mai provato a preparare le madeleinette in casa? Se sì, qual è il tuo tocco segreto?

    Pvl

  • LEONE XIV e BERGOGLIO

    LEONE XIV e BERGOGLIO

    Prof. Avv. Augusto Sinagra :

    Dirò solo due parole di stretta attualità sul nuovo Papa Robert Francis Prevost che ha assunto il nome di Leone XIV.

    Non conosco il personaggio e riservo la mia valutazione agli atti che compirà.

    Per quanto di nomina bergogliana non credo proprio che continuerà i pasticci del pampero argentino causati dalla sua profonda scarsezza culturale e ignoranza in senso proprio tecnico.

    Papa Leone XIV appartiene all’Ordine religioso degli Agostiniani che unitamente all’Ordine dei Dominicani è un Ordine religioso che si connota per la profonda cultura a differenza del pampero. Forse di più l’Ordine religioso dei Dominicani.

    Egli parla 5 lingue e parla benissimo la nostra lingua italiana ma quel che più conta è che legge e pronuncia correttamente la lingua latina.

    Dica qualcuno se mai Bergoglio pronunciò una sola parola in latino!

    Egli ha iniziato con un generalizzato auspicio: “La pace sia con voi” e nel prosieguo come anche nella omelia di inaugurazione del suo Pontificato con la Messa cui hanno partecipato tutti i Cardinali (quelli nominati legittimamente e anche quelli nominati illegittimamente), ha mostrato conoscenza della teologia e conformità al Messaggio evangelico.

    Ricordo ancora il discorso inaugurale del pampero dalla Loggia di San Pietro che iniziò con uno squallido “Buonasera”. Al pari di chi entra in una salumeria.

    Infine, non posso nascondere la mia soddisfazione per le non soddisfatte aspirazioni carrieristiche del Cardinale Pietro Parolin. Certo, Matteo Zuppi sarebbe stato il peggio del peggio per le sue paturnie immigrazionistiche e per i suoi non tranquillizzanti contatti con la Comunità di Sant’Egidio.

    L’impronta culturale e “politica” nel senso veramente più nobile, di Papa Prevost è la scelta del nome che si pone al seguito del grande Papa Leone XIII Autore della più importante Enciclica di tutti i tempi: la “Rerum novarum” fondativa della politica sociale della Chiesa cattolica che ha “attraversato” i più importanti movimenti politici del Secolo ventesimo, marcando l’impegno sociale del laicismo cattolico: il Comunismo, il Partito Popolare di Don Luigi Sturzo e il Fascismo.

    Pvl

  • Mosca/Chiesa di San Basilio

    Mosca/Chiesa di San Basilio

    Questa meraviglia architettonica, con le sue cupole a bulbo variopinte che sembrano sfidare il cielo, non è solo un simbolo di Mosca, ma un vero e proprio gioiello dell’arte e della storia russa. Nata da una Vittoria, Icona di un Impero. La storia di San Basilio affonda le sue radici nel XVI secolo. Voluta dal terribile zar Ivan il Terribile per commemorare la conquista del Khanato di Kazan nel 1552, la cattedrale fu completata nel 1561. La sua denominazione ufficiale è Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Dio presso il Fossato, ma il nome popolare di San Basilio si è radicato così profondamente nella cultura moscovita da eclissare quello originale. Questo appellativo è un omaggio a San Basilio il Benedetto, un venerato folle per Cristo le cui spoglie furono inumate proprio in questo luogo. Un’Architettura Unica al Mondo
    Ciò che rende San Basilio così straordinaria è la sua architettura inconfondibile. Nove cappelle distinte, ognuna sormontata da una cupola a bulbo unica per colore e decorazione, si ergono su un unico basamento. Questa disposizione crea un effetto visivo dinamico e sorprendente, quasi fiabesco. Le intricate decorazioni esterne, con i loro motivi geometrici e floreali vivacemente colorati, contrastano con la relativa sobrietà dell’interno. Un Labirinto di Fede e Arte
    Varcare la soglia di San Basilio significa immergersi in un labirinto di gallerie strette, passaggi tortuosi e piccole cappelle, ognuna con la propria iconostasi riccamente decorata. Gli affreschi antichi che adornano le pareti narrano storie bibliche e celebrano santi, offrendo uno spaccato profondo della spiritualità e dell’arte religiosa russa del tempo. La varietà degli stili e delle decorazioni all’interno riflette le diverse fasi della sua costruzione e le successive aggiunte.

    Testimone Silenzioso della Storia Russa Nel corso dei secoli, San Basilio ha assistito a innumerevoli eventi storici, dalle incoronazioni degli zar alle parate militari dell’era sovietica. Ha resistito a incendi, invasioni e tentativi di distruzione, mantenendo intatta la sua bellezza e il suo fascino. La sua stessa esistenza è una testimonianza della resilienza dello spirito russo e della sua ricca eredità culturale.

    Oggi: Un Patrimonio Mondiale da Ammirare Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, la Cattedrale di San Basilio continua ad attrarre visitatori da ogni angolo del globo. Ammirare le sue cupole scintillanti sotto il sole di Mosca, perdersi nel dedalo dei suoi interni e respirare la sua storia millenaria è un’esperienza indimenticabile. Se state programmando un viaggio a Mosca, una visita a San Basilio è assolutamente imperdibile. Preparatevi a rimanere incantati dalla sua bellezza unica e dalla sua atmosfera intrisa di storia e spiritualità.

    Pvl

  • RUSSIA/MOSCA/KGB

    Ombra potente del secolo breve

    Il Komitet Gosudarstvennoy Bezopasnosti, meglio noto con l’acronimo KGB, è un nome che evoca un’aura di mistero, potere incontrastato e, spesso, timore.

    Nato nel 1954 come successore di una lunga serie di organizzazioni di sicurezza sovietiche, tra cui la famigerata NKVD, il KGB non fu semplicemente un’agenzia di intelligence e sicurezza; rappresentò un pilastro fondamentale del sistema sovietico, un’ombra onnipresente che si estendeva ben oltre i confini dell’URSS, influenzando la politica internazionale e la vita di milioni di persone.

    Per comprendere appieno il ruolo del KGB, è necessario inquadrarlo nel contesto della Guerra Fredda.

    In un mondo diviso in blocchi contrapposti, l’intelligence e la controspionaggio divennero armi cruciali.

    Il KGB si trovò al centro di questa battaglia silenziosa, incaricato di proteggere gli interessi dello Stato sovietico all’interno e all’esterno dei suoi confini, neutralizzare le minacce percepite e proiettare l’influenza del Cremlino a livello globale.

    Le molteplici facce del KGB

    Il KGB non era un’entità monolitica, ma un complesso apparato suddiviso in diverse direzioni e dipartimenti, ognuno con compiti specifici.

    Prima Direzione Principale

    Responsabile delle operazioni di intelligence all’estero, raccogliendo informazioni politiche, economiche, scientifiche e militari nei paesi occidentali e in altre nazioni non allineate.

    Le sue spie operavano sotto copertura diplomatica, commerciale o come presunti giornalisti e accademici, tessendo intricate reti di informatori.

    Seconda Direzione Principale

    Focalizzata sul controspionaggio interno e sulla sicurezza dello Stato, monitorando la popolazione, reprimendo il dissenso politico, sorvegliando gli stranieri e infiltrando organizzazioni potenzialmente ostili al regime.

    Terza Direzione Principale

    Con il compito di sorvegliare le forze armate e le istituzioni statali, assicurando la lealtà del personale e prevenendo infiltrazioni nemiche.

    Quinta Direzione Principale

    Creata negli anni ’60, si occupava specificamente della “lotta all’ideologia sovversiva”, ovvero la repressione del dissenso intellettuale, artistico e religioso.

    Ottava Direzione Principale

    Responsabile delle comunicazioni sicure, della crittografia e della decrittazione.

    Direzione delle Guardie di Frontiera

    Incaricata della sorveglianza dei vasti confini sovietici.

    Potere e metodi controversi

    Il KGB esercitava un potere immenso e spesso agiva al di sopra della legge, forte del sostegno del Partito Comunista.

    I suoi metodi erano spesso brutali e spietati

    Sorveglianza capillare

    La popolazione sovietica viveva sotto un costante velo di sorveglianza, con una vasta rete di informatori che segnalavano attività sospette o critiche nei confronti del regime.

    Repressione del dissenso

    Ogni forma di opposizione politica, espressione artistica non allineata o pratica religiosa non ortodossa veniva duramente repressa attraverso arresti, internamenti in ospedali psichiatrici, esili e, in alcuni periodi, esecuzioni.

    Operazioni segrete all’estero

    Il KGB orchestrò operazioni di influenza politica, disinformazione, sabotaggio e persino assassinii mirati per eliminare nemici del regime o destabilizzare governi ostili.

    Infiltrazione

    Agenti del KGB si infiltravano in organizzazioni politiche, movimenti sociali e agenzie governative straniere per raccogliere informazioni e influenzare gli eventi.

    Figure chiave e momenti storici

    Molte figure di spicco hanno guidato il KGB nel corso della sua esistenza, plasmando la sua strategia e la sua influenza.

    Tra questi spiccano Yuri Andropov, che in seguito divenne Segretario Generale del PCUS, e Vladimir Kryuchkov, l’ultimo presidente del KGB prima della dissoluzione dell’Unione Sovietica.

    Il KGB fu coinvolto in numerosi eventi cruciali della Guerra Fredda, dalla crisi dei missili di Cuba alla repressione della Primavera di Praga, dalle operazioni di spionaggio su scala globale al sostegno a movimenti di liberazione nazionale in diverse parti del mondo.

    La dissoluzione e l’eredità

    Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, il KGB fu smantellato e suddiviso in diverse agenzie di sicurezza indipendenti, tra cui il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) e il Servizio di Intelligence Estera (SVR) in Russia.

    L’eredità del KGB è complessa e controversa

    Da un lato, viene ricordato come uno strumento di repressione e terrore, responsabile di innumerevoli violazioni dei diritti umani e di un clima di paura e sospetto.

    Dall’altro, alcuni lo considerano un’organizzazione efficiente che ha protetto gli interessi dello Stato sovietico in un periodo di intensa rivalità internazionale.

    Indipendentemente dal giudizio storico, il KGB rimane una delle agenzie di intelligence più potenti e influenti del XX secolo, un’ombra lunga che continua a proiettarsi sul panorama geopolitico contemporaneo.

    La sua storia è un monito sui pericoli del potere incontrollato e sulla fragilità delle libertà individuali di fronte a un apparato di sicurezza onnipotente.

    Pvl

  • Piazza Rossa a Mosca

    Cuore Pulsante della Storia Russa

    Piazza Rossa.

    Solo il nome evoca immagini di maestosità, storia millenaria e un fascino quasi mistico. Situata nel cuore di Mosca, ai piedi delle imponenti mura del Cremlino, questa iconica piazza non è semplicemente uno spazio aperto; è un palcoscenico su cui si sono svolti eventi cruciali che hanno plasmato il destino della Russia e del mondo.
    Camminare sulla pavimentazione in pietra di Piazza Rossa significa ripercorrere secoli di storia. Le sue origini risalgono al XV secolo, quando Ivan III, il Grande, ordinò la demolizione delle costruzioni in legno che sorgevano ai piedi delle mura del Cremlino per creare uno spazio commerciale e cerimoniale. Inizialmente conosciuta come “Piazza del Mercato” o “Piazza degli Incendi” a causa dei frequenti roghi, assunse il nome di “Krasnaya Ploshchad” nel XVII secolo. La parola russa “krasnaya” anticamente significava sia “bella” che “rossa”, un doppio significato che ben si adatta alla sua bellezza intrinseca e ai mattoni rossi di molti degli edifici che la circondano.
    Un panorama di monumenti iconici:
    Piazza Rossa è un vero e proprio museo a cielo aperto, circondata da alcuni dei monumenti più emblematici della Russia:

    Il Cremlino: Imponente fortezza medievale e attuale residenza del Presidente russo, le sue mura merlate e le torri sormontate da stelle rosse dominano il lato occidentale della piazza. Al suo interno si trovano cattedrali storiche, palazzi e musei di inestimabile valore.

    La Cattedrale di San Basilio: Con le sue cupole a bulbo multicolore e dalle forme sinuose, questa meraviglia architettonica del XVI secolo è forse l’immagine più iconica di Mosca e della Russia stessa. Commissionata da Ivan il Terribile per commemorare la conquista di Kazan’, la sua bellezza fiabesca incanta i visitatori.

    Il Mausoleo di Lenin: Situato al centro della piazza, questa austera struttura in granito ospita la salma imbalsamata di Vladimir Lenin, figura centrale della Rivoluzione Russa.

    Il GUM (Grandi Magazzini Universali): Affacciato sul lato orientale della piazza, questo elegante complesso commerciale in stile neorusso è un simbolo del lusso e della storia commerciale di Mosca.

    Il Museo di Storia di Stato: Situato all’estremità settentrionale della piazza, questo imponente edificio in mattoni rossi ospita una vasta collezione che ripercorre la storia della Russia dalle sue origini fino ai giorni nostri.

    La Torre del Salvatore (Spasskaya Bashnya): Una delle torri più famose del Cremlino, il suo orologio ha scandito il tempo di Mosca per secoli ed è un punto di riferimento per l’intera nazione.
    Un palcoscenico di eventi storici:
    Piazza Rossa è stata testimone di innumerevoli eventi storici di portata mondiale. Parate militari imponenti durante l’era sovietica, incoronazioni zariste, processioni religiose, manifestazioni politiche e concerti di artisti internazionali: ogni pietra di questa piazza ha assorbito l’eco di questi momenti cruciali. Ancora oggi, la piazza ospita importanti celebrazioni e parate, mantenendo vivo il suo ruolo centrale nella vita del paese.
    Un’esperienza indimenticabile:
    Visitare Piazza Rossa è un’esperienza che lascia un segno indelebile. La grandiosità degli edifici circostanti, la vastità dello spazio e la consapevolezza della storia che vi è racchiusa creano un’atmosfera unica e suggestiva. Che siate appassionati di storia, amanti dell’architettura o semplicemente viaggiatori curiosi, Piazza Rossa vi conquisterà con la sua bellezza e la sua importanza culturale.
    Consigli per la visita:

    Il momento migliore: Visitare la piazza al mattino presto o alla sera tardi permette di evitare la folla e godere di una luce suggestiva.

    Vestitevi in modo appropriato: Ricordate che alcuni siti, come le cattedrali all’interno del Cremlino, richiedono un abbigliamento rispettoso.

    Dedicate tempo all’esplorazione: Ogni edificio e ogni angolo di Piazza Rossa merita attenzione.

    Informatevi sugli eventi in corso: Potreste avere la fortuna di assistere a una parata o a una celebrazione.
    Piazza Rossa non è solo una meta turistica; è un simbolo potente della storia, della cultura e dell’anima russa. Un luogo dove il passato e il presente si incontrano, lasciando nel cuore di ogni visitatore un ricordo indelebile.

  • MOSCA/CREMLINO

    Un nome che evoca immediatamente immagini di storia, potere e magnificenza.

    Situato nel cuore della città, sulla riva sinistra del fiume Moscova, questa imponente fortezza è molto più di un semplice complesso di edifici : è il simbolo stesso della Russia, un sito storico e culturale di importanza mondiale.

    Un Baluardo di Storia e Potere

    Origini Antiche

    Le sue origini risalgono al XII secolo, quando era una modesta fortificazione in legno.

    Nel corso dei secoli, è stato ricostruito in pietra bianca e poi in mattoni rossi, assumendo l’aspetto che ammiriamo oggi.

    Ogni epoca ha lasciato il suo segno, rendendolo un palinsesto vivente della storia russa.

    Cuore Politico e Religioso

    Per secoli, il Cremlino è stato il centro del potere politico e religioso della Russia.

    Ha ospitato zar, imperatori, leader sovietici e ora il presidente della Federazione Russa.

    Le sue cattedrali, con le loro cupole dorate scintillanti, sono state il fulcro della Chiesa Ortodossa Russa.

    Un Complesso Architettonico Straordinario

    All’interno delle sue mura merlate, che si estendono per oltre due chilometri, si trovano una serie di edifici di inestimabile valore storico e artistico:

    Le Cattedrali

    La Cattedrale dell’Assunzione, la Cattedrale dell’Arcangelo Michele e la Cattedrale dell’Annunciazione, ognuna con la propria storia e magnifici affreschi e icone.

    I Palazzi

    Il Grande Palazzo del Cremlino, un’imponente struttura del XIX secolo, e il Palazzo dei Congressi del Cremlino, un esempio di architettura sovietica moderna.

    Le Torri

    Le iconiche torri del Cremlino, ognuna con la sua forma e la sua storia, come la Torre Spasskaya con il suo famoso orologio.

    Il Campanile di Ivan il Grande

    Una torre imponente che per secoli è stata l’edificio più alto di Mosca e offriva una vista panoramica sulla città.

    Bellezza e Grandiosità Immortali

    Architettura Imponente: L’insieme degli edifici, con le loro cupole dorate, le facciate riccamente decorate e le mura merlate, crea un’immagine di maestosità e potenza che lascia senza fiato.

    Tesori Culturali Inestimabili

    All’interno dei musei del Cremlino si possono ammirare collezioni di inestimabile valore, tra cui gioielli della corona, carrozze cerimoniali, abiti sacri e opere d’arte.

    Un Simbolo Duraturo

    Il Cremlino non è solo un monumento storico, ma un simbolo vivo della resilienza e della grandezza della Russia.

    La sua immagine è indissolubilmente legata all’identità nazionale russa e continua ad affascinare milioni di visitatori da tutto il mondo.

    Visitare il Cremlino è come fare un viaggio attraverso i secoli, toccando con mano la storia e ammirando la bellezza di un luogo che ha plasmato il destino di una nazione.

    È un’esperienza che lascia un segno indelebile nella memoria.

    Pvl

  • MOSCA/GRANDI MAGAZZINI GUM

    MOSCA/GRANDI MAGAZZINI GUM

    Non sono semplicemente un centro commerciale, ma un’icona di bellezza, storia e grandezza architettonica incastonata nel cuore pulsante della capitale russa, proprio di fronte alla maestosa Piazza Rossa e al Cremlino.

    Bellezza Architettonica e Design Imponente

    Stile Neorusso

    L’edificio stesso è un capolavoro in stile neorusso, progettato dall’architetto Alexander Pomerantsev e dall’ingegnere Vladimir Shukhov.

    Inaugurato nel 1893, la sua facciata elaborata, con dettagli che richiamano l’antica architettura russa, cattura immediatamente lo sguardo.

    Archi a ferro di cavallo, torrette decorate e l’uso di materiali come il granito rosso finlandese, il marmo di Tarusa e la pietra calcarea contribuiscono a creare un’estetica unica e sontuosa.

    Gallerie Interne Luminose

    Varcando le sue porte, si è accolti da tre lunghe gallerie che si estendono per tre piani, inondate di luce naturale grazie a uno spettacolare tetto in vetro.

    Queste gallerie sono collegate da eleganti passerelle, creando una sensazione di spazio e ariosità.

    Dettagli Ornamentali

    L’interno è altrettanto impressionante, con colonne ornate, balaustre in ferro battuto e decorazioni che riflettono la ricchezza e la storia del luogo.

    I pavimenti stessi, realizzati con piastrelle di pregio, aggiungono un tocco di eleganza.

    Grandiosità e Atmosfera Unica

    Dimensioni Maestose

    Con una superficie di circa 80.000 metri quadrati, il GUM è uno dei più grandi magazzini d’Europa. La sua estensione lungo tutto il lato est della Piazza Rossa gli conferisce un’imponenza ineguagliabile.

    Un Crogiolo di Storia

    Nato come le “File Superiori di Commercio” in epoca zarista, il GUM ha attraversato la Rivoluzione Russa, il periodo sovietico (durante il quale fu persino trasformato in uffici) e la rinascita come lussuoso centro commerciale dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

    Questa storia stratificata si respira in ogni angolo.

    Un’Esperienza Oltre lo Shopping

    Il GUM non è solo un luogo dove acquistare beni di lusso. È un punto di riferimento culturale, un luogo di passeggio, di incontro e di ammirazione.

    Ospita eventi, mostre e persino una pista di pattinaggio durante l’inverno, trasformandosi in un vero e proprio polo di attrazione per moscoviti e turisti.

    Vetrina del Lusso e della Tradizione

    All’interno si trovano boutique di alta moda internazionali e marchi russi esclusivi, ma anche ristoranti e caffè in stile sovietico che offrono un tuffo nel passato.

    È possibile trovare souvenir tradizionali come le matrioske accanto alle ultime creazioni di stilisti famosi.

    In sintesi, i Grandi Magazzini GUM di Mosca sono un’esperienza sensoriale a 360 gradi.

    La loro bellezza architettonica mozzafiato, unita alla loro grandiosità storica e all’atmosfera vibrante, li rendono un luogo unico e indimenticabile, ben più di un semplice centro commerciale.

    Passeggiare tra le sue gallerie è come fare un viaggio nel tempo, ammirando la magnificenza di un’epoca passata che si fonde con l’eleganza del presente.

    Pvl

  • Vladimir Putin

    Primi anni e formazione :

    è nato il 7 ottobre 1952 a Leningrado (ora San Pietroburgo), in Russia.

    È cresciuto in una famiglia operaia e ha studiato legge all’Università statale di Leningrado, laureandosi nel 1975.

    Durante gli anni dell’università, è entrato a far parte del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

    Carriera nel KGB :

    Dopo la laurea, Putin ha lavorato come ufficiale dell’intelligence per il KGB, il servizio di sicurezza sovietico, per circa 16 anni.

    Ha prestato servizio sia a Leningrado che nella Germania dell’Est.

    Carriera politica iniziale :

    All’inizio degli anni ’90, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Putin è entrato in politica a San Pietroburgo.

    Ha ricoperto varie posizioni nel governo cittadino, diventando infine vice sindaco.

    Nel 1996, si è trasferito a Mosca per lavorare nell’amministrazione presidenziale.

    Ascesa alla presidenza :

    Nel 1999, il presidente Boris Eltsin ha nominato Putin primo ministro.

    Eltsin si è dimesso alla fine del 1999, e Putin è diventato presidente ad interim.

    Ha vinto le elezioni presidenziali nel 2000 ed è stato rieletto nel 2004.

    Dal 2008 al 2012 ha ricoperto la carica di primo ministro, a causa dei limiti costituzionali, per poi essere rieletto presidente nel 2012, 2018 e nel 2024.

    Presidenza :

    La presidenza di Putin è stata caratterizzata da una forte centralizzazione del potere, da una repressione dell’opposizione politica e da un controllo statale sui media.

    Ha perseguito una politica estera assertiva, che ha portato a tensioni con i paesi occidentali.

    Nel 2014, la Russia ha annesso la Crimea dall’Ucraina, e nel 2022, ha lanciato un’invasione su vasta scala dell’Ucraina.

    Nel 2020 sono state approvate riforme costituzionali che permettono a Putin di rimanere presidente fino al 2036.

  • Rabbino

    Il ruolo di un rabbino all’interno della comunità ebraica è molteplice e variegato, evolvendosi nel tempo e differenziandosi a seconda delle diverse correnti dell’ebraismo e delle specifiche esigenze della comunità.

    Tuttavia, si possono delineare alcune funzioni fondamentali

    Guida Spirituale e Religiosa

    Insegnamento della Torah e della legge ebraica (Halakhah):

    Il rabbino è un’autorità in materia di interpretazione e applicazione della legge ebraica, fornendo istruzione e guida ai membri della comunità.

    Predicazione e guida durante le funzioni religiose:

    In molte comunità, il rabbino pronuncia sermoni, guida le preghiere e officia le cerimonie religiose come matrimoni, funerali e conversioni.

    Consulenza spirituale e pastorale:

    Il rabbino offre supporto, consiglio e guida spirituale ai singoli membri e alle famiglie della comunità in momenti di gioia, difficoltà e transizione nella vita.

    Leadership Comunitaria

    Leader e rappresentante della comunità:

    Il rabbino spesso funge da leader spirituale e talvolta anche amministrativo della comunità, rappresentandola verso l’esterno e lavorando per il suo benessere.

    Educatore:

    Il rabbino è spesso coinvolto nell’educazione ebraica a tutti i livelli, dalla scuola domenicale per bambini all’istruzione per adulti.

    Giudice e arbitro:

    In alcune comunità, i rabbini possono far parte di tribunali rabbinici (Beth Din) che si occupano di questioni di legge ebraica e di dispute all’interno della comunità.

    Organizzatore:

    Il rabbino può essere coinvolto nell’organizzazione di attività comunitarie, eventi e programmi educativi e sociali.

    Studioso e Custode della Tradizione e studioso della Torah e dei testi rabbinici:

    Il rabbino dedica tempo allo studio approfondito dei testi sacri e della tradizione ebraica.

    Custode e trasmettitore della tradizione:

    Il rabbino ha il compito di preservare e trasmettere la ricchezza della tradizione ebraica alle nuove generazioni.

    È importante sottolineare che il ruolo specifico del rabbino può variare significativamente a seconda della dimensione e delle tradizioni della comunità, nonché della corrente specifica dell’ebraismo (ortodossa, conservatrice, riformata, ricostruzionista). In alcune comunità più piccole, il rabbino potrebbe svolgere quasi tutte queste funzioni, mentre in comunità più grandi, queste responsabilità potrebbero essere condivise con altri professionisti.
    In sintesi, il rabbino è una figura centrale nella vita ebraica, agendo come guida spirituale, leader comunitario, educatore e custode della ricca tradizione dell’ebraismo.

  • Slovenia

    E’ stata una delle sei repubbliche che costituivano la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

    Ha fatto parte della Jugoslavia dalla sua fondazione nel 1918 (inizialmente come Regno dei Serbi, Croati e Sloveni) fino alla sua dichiarazione di indipendenza nel 1991.

    Le altre repubbliche che componevano la Jugoslavia erano:

    Bosnia ed Erzegovina

    Croazia

    Macedonia del Nord

    Montenegro

    Serbia

    La Slovenia era considerata una delle repubbliche più sviluppate e occidentalizzate della Jugoslavia.

  • Gianluigi Nuzzi

    Gianluigi Nuzzi

    Ha collaborato con diverse testate giornalistiche italiane, tra cui Espansione, CorrierEconomia, L’Europeo, Gente Money e il Corriere della Sera, lavorando a lungo per Il Giornale e Panorama.

    Si è specializzato nel seguire importanti inchieste giudiziarie italiane a partire dal 1994.

    Oltre alla sua attività giornalistica, Nuzzi è anche un saggista di successo.

    Ha scritto diversi libri inchiesta che hanno suscitato un ampio dibattito, tra cui:

    • Vaticano S.p.A. (2009)

    Un’inchiesta sugli scandali finanziari e politici della Chiesa Cattolica.

    • Metastasi (2010)

    Scritto con Claudio Antonelli, un libro sulla ‘ndrangheta basato sulla confessione di un pentito.

    • Sua Santità

    Le carte segrete di Benedetto XVI (2012): Un libro che rivela documenti riservati del pontificato di Benedetto XVI.

    • Via Crucis (2015)

    Un’indagine interna sulla lotta di Papa Francesco per riformare la Chiesa.

    • Peccato originale (2017)

    Un’altra inchiesta sul potere e i segreti del Vaticano.

    • Giudizio universale (2019)

    Un’analisi della battaglia finale di Papa Francesco per salvare la Chiesa dal fallimento.

    • Il libro nero del Vaticano (2020)

    Un ulteriore approfondimento sugli scandali e le dinamiche interne al Vaticano.

    • I predatori (tra noi) (2022)

    Un’indagine sulla deriva barbarica di alcuni italiani tra soldi, droga e stupri.

    In televisione, Gianluigi Nuzzi ha condotto diversi programmi di approfondimento e inchiesta, tra cui “Gli intoccabili” e “Le inchieste di Gianluigi Nuzzi” su LA7.

    Dal 2013 conduce con successo “Quarto Grado” su Rete 4, un programma focalizzato su casi di cronaca nera che hanno diviso l’opinione pubblica.

    In passato, dal 2010 al 2013, il conduttore del programma era Salvo Sottile.

    Nelle prime edizioni, Sabrina Scampini affiancava Sottile, mentre dal 2013 al fianco di Nuzzi troviamo Alessandra Viero.

    Elena Tambini ha co-condotto il programma per un breve periodo tra il 2016 e il 2017.

    Nel 2025, Nuzzi ha portato in teatro uno spettacolo intitolato “La fabbrica degli innocenti”, rileggendo da una prospettiva diversa alcuni noti casi di cronaca come la strage di Erba, il delitto di Garlasco e il caso di Yara Gambirasio.

    Nello stesso anno, ha condotto su Rete 4 uno speciale di Videonews in occasione della morte di Papa Francesco.

    Per quanto riguarda la sua vita privata, Gianluigi Nuzzi è sposato con la giornalista Valentina Fontana e hanno due figli.

    Si professa cattolico.

    Un tratto distintivo è la cicatrice sul suo volto, risultato di un grave incidente stradale avvenuto nel 1998.

    Pvl

  • Umberto Brindani

    è un giornalista italiano nato a Busseto il 4 aprile 1958.

    Ha avuto una lunga carriera nel giornalismo, iniziata con collaborazioni con la Gazzetta di Parma e la casa editrice Il Mulino.

    Dopo aver lavorato per diverse testate, tra cui Espansione, Italia Oggi e Panorama, nel 2004 ha assunto la direzione del settimanale Gente.

    Successivamente ha diretto anche i settimanali Chi e Tv Sorrisi e Canzoni.

    Dal 2010 al gennaio 2022 è stato direttore del settimanale Oggi.

    Dal febbraio 2023 è nuovamente direttore responsabile del settimanale Gente.

    Nel 2012 ha pubblicato il libro “Elogio dell’uomo perbene”.

    Pvl

  • Pietro Parolin

    Pietro Parolin, nato il 17 gennaio 1955 a Schiavon, in provincia di Vicenza, è un cardinale e arcivescovo cattolico italiano che ricopre il ruolo di Segretario di Stato della Santa Sede dal 2013. Con una carriera diplomatica di grande spessore, Parolin è considerato uno degli uomini più influenti della Chiesa cattolica e un protagonista della scena internazionale.

    Dopo gli studi teologici e filosofici, Parolin è stato ordinato sacerdote nel 1980. Ha poi conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense. La sua carriera diplomatica lo ha portato a servire in diverse nunziature apostoliche in tutto il mondo, tra cui in Nigeria, Messico e Venezuela.

    Come Segretario di Stato, Parolin è il principale consigliere del Papa per gli affari esteri e interni della Chiesa cattolica. Ha giocato un ruolo chiave nella gestione delle relazioni tra la Santa Sede e gli Stati, promuovendo la diplomazia pontificia e lavorando per risolvere questioni complesse come la crisi migratoria e il cambiamento climatico.

    Parolin è noto per la sua abilità diplomatica e la sua capacità di mediazione. Ha lavorato per migliorare le relazioni tra la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, e ha promosso la difesa dei diritti umani e della dignità della persona.

    Pietro Parolin è un protagonista della scena internazionale, che con la sua esperienza e la sua abilità diplomatica contribuisce a plasmare la politica estera della Santa Sede. La sua figura è un esempio di come la Chiesa cattolica possa giocare un ruolo importante nella promozione della pace e della giustizia nel mondo.

  • Frattura Omero

    Frattura Omero

    E TREMORE ALLA MANO

    In presenza di una frattura all’omero destro associata a tremore alla mano, è cruciale rivolgersi subito a un medico.

    Il tremore potrebbe indicare un danno nervoso conseguente alla frattura o essere sintomo di un’altra patologia.

    Una valutazione medica completa, con esame obiettivo e diagnostica per immagini (come una radiografia), è indispensabile per stabilire la causa e l’estensione del problema.

    Perché la mano trema?

    Lesione nervosa

    La frattura omerale può ledere i nervi responsabili del movimento di mano e dita, causando tremore, formicolio o debolezza.

    Forte dolore

    Il dolore intenso dovuto alla frattura può anch’esso provocare tremore.

    Altre cause

    Il tremore potrebbe anche essere legato a condizioni mediche preesistenti (es. Parkinson) o a una forte reazione da stress.
    Cosa fare immediatamente?

    Vai subito al pronto soccorso o dal tuo medico curante.

    Evita di manipolare la frattura autonomamente, anche in caso di forte dolore.

    Segui scrupolosamente le indicazioni mediche.

    Potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per la riduzione e stabilizzazione della frattura, oppure l’applicazione di un tutore o gesso.

    Svolgi la fisioterapia prescritta.

    La riabilitazione è essenziale per recuperare la piena funzionalità dell’arto superiore.

    Mantieni i contatti con il tuo medico.

    Sarà lui a monitorare la tua guarigione e a fornirti le istruzioni necessarie.

    Ricorda

    Non sottovalutare il tremore.

    Una valutazione medica tempestiva è fondamentale per escludere complicazioni nervose o altre patologie.

    Pvl

  • Piet Mondrian

    Piet Mondrian

    Un vero pioniere dell’astrattismo e una figura fondamentale per l’evoluzione dell’arte del XX secolo.

    La sua ricerca di un linguaggio pittorico purificato e universale lo ha portato a sviluppare uno stile inconfondibile, caratterizzato da linee rette, angoli retti e l’uso esclusivo dei colori primari (rosso, giallo, blu) combinati con il bianco, il nero e il grigio.

    Nato Pieter Cornelis Mondriaan ad Amersfoort, nei Paesi Bassi, nel 1872, il suo percorso artistico iniziò in modo piuttosto tradizionale.

    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Amsterdam tra il 1892 e il 1895 e i suoi primi lavori erano prevalentemente paesaggi naturalistici, spesso con influenze post-impressioniste e un uso espressivo del colore.

    Tuttavia, anche in queste opere giovanili si intravede una tendenza alla semplificazione delle forme che preannunciava la sua futura evoluzione.

    Un momento cruciale nella sua formazione fu l’incontro con le teorie teosofiche alla fine del XIX secolo.

    Questa filosofia, che cercava un’unità spirituale sottostante il mondo materiale, ebbe un profondo impatto sul suo pensiero e sulla sua arte.

    Mondrian credeva che l’arte dovesse riflettere questa realtà universale e armonia interiore, andando oltre la rappresentazione superficiale del mondo visibile.
    L’influenza delle avanguardie parigine fu altrettanto determinante.

    Nel 1911 si trasferì a Parigi, rimanendo affascinato dal Cubismo di Picasso e Braque. Pur riconoscendo al Cubismo il merito di aver “rotto la forma limitata”, Mondrian sentiva che non spingeva l’astrazione abbastanza lontano.

    Iniziò così un processo di graduale astrazione delle forme naturali, come si può osservare nelle sue serie dedicate agli alberi, dove le figure vengono progressivamente ridotte a linee e piani.

    Durante la Prima Guerra Mondiale, Mondrian rimase nei Paesi Bassi, dove conobbe Theo van Doesburg e Bart van der Leck. Insieme a Van Doesburg, nel 1917 fondò il movimento De Stijl (“Lo Stile”), un gruppo di artisti e architetti che promuovevano un’arte astratta rigorosa e geometrica, basata su principi di ordine, chiarezza e armonia universale.

    La rivista omonima divenne l’organo ufficiale del movimento, e gli scritti teorici di Mondrian pubblicati qui, tra il 1917 e il 1922, gettarono le basi per la sua concezione artistica, che egli stesso definì Neoplasticismo (in olandese “Nieuwe Beelding”).

    I principi fondamentali del Neoplasticismo, codificati da Mondrian nel suo saggio del 1920 intitolato appunto “Neoplasticismo”, erano i seguenti:

    • Uso esclusivo di linee rette orizzontali e verticali: Queste linee, secondo Mondrian, rappresentavano le forze fondamentali dell’universo: l’orizzontale simboleggiava la quiete e la terra, mentre la verticale rappresentava la forza vitale e lo spirito.
    • Impiego dei soli colori primari (giallo, rosso, blu) e dei “non-colori” (bianco, nero e grigio): I colori primari erano considerati puri ed elementari, mentre il bianco e il nero rappresentavano rispettivamente l’assenza e la presenza di colore, e il grigio una loro neutralizzazione.
    • Composizioni basate su campiture rettangolari o quadrate: Le forme geometriche semplici erano viste come espressioni universali, prive di connotazioni individuali o emotive.
    • Ricerca di un equilibrio dinamico e asimmetrico: Mondrian evitava la simmetria statica, preferendo composizioni in cui le diverse parti si bilanciassero attraverso rapporti di tensione e contrasto.
    • Esclusione di ogni elemento decorativo o simbolico: L’arte doveva essere autonoma e autoreferenziale, concentrandosi unicamente sui propri mezzi espressivi.
    • Bidimensionalità: La pittura doveva rimanere fedele alla superficie piatta della tela, senza illusioni di profondità o prospettiva.
    • Tornato a Parigi nel 1919, Mondrian si dedicò con rigore a sviluppare il suo linguaggio neoplastico, creando opere iconiche caratterizzate da griglie nere che definiscono campiture di colore puro e ampie zone di bianco. Quadri come la “Composizione con rosso, giallo e blu” (1921) sono esempi emblematici di questo periodo e sono diventati simboli dell’arte astratta geometrica.
    • Nonostante la sua apparente rigidità teorica, Mondrian era un uomo socievole e appassionato, con un grande amore per la musica jazz. Trasferitosi a New York nel 1940 a causa dell’avanzata nazista in Europa, trovò nella vibrante atmosfera della città e nel ritmo sincopato del boogie-woogie una nuova fonte di ispirazione.
    • Le sue ultime opere, come il celebre “Broadway Boogie Woogie” (1942-43) e l’incompiuto “Victory Boogie Woogie”, mostrano una maggiore dinamicità e una frammentazione delle linee e dei colori, quasi a voler tradurre visivamente l’energia e il ritmo della musica.
    • Piet Mondrian morì a New York nel 1944, lasciando un’eredità artistica immensa e duratura.
    • La sua radicale semplificazione del linguaggio visivo ha avuto un’influenza profonda non solo sulla pittura, ma anche sul design, l’architettura e la grafica, continuando a ispirare artisti e creativi ancora oggi.
    • La sua ricerca di un’armonia universale attraverso un’arte essenziale e rigorosa lo consacra come uno dei maestri indiscussi dell’arte moderna.
  • Giuseppe Conte

    Giuseppe Conte, figura centrale della politica italiana degli ultimi anni.

    Ha segnato la scena pubblica con un percorso politico atipico e in continua evoluzione.

    Gli inizi e l’ascesa a Palazzo Chigi:

    Professore di diritto privato, Conte ha fatto il suo ingresso in politica nel 2018, quando è stato indicato come Presidente del Consiglio dei Ministri dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.

    La sua figura, inizialmente percepita come quella di un tecnico, ha rapidamente assunto un ruolo di maggiore centralità.

    Durante il suo primo governo, Conte ha dovuto gestire dossier complessi come la crisi economica, i rapporti con l’Unione Europea e le tensioni politiche interne alla maggioranza.

    Il secondo governo e la pandemia:

    La crisi di governo del 2019 ha portato alla formazione di un nuovo esecutivo, con Conte nuovamente alla guida, sostenuto da una coalizione diversa.

    Il suo secondo mandato è stato dominato dalla pandemia di COVID-19, che ha messo a dura prova il paese e il suo sistema sanitario.

    Conte ha gestito l’emergenza con misure restrittive e politiche di sostegno economico, diventando un volto familiare per gli italiani durante i mesi di lockdown.

    La leadership del Movimento 5 Stelle:

    Dopo la fine del suo secondo governo, Conte ha assunto la leadership del Movimento 5 Stelle, imprimendo una svolta al partito e ridefinendone l’identità politica.

    La sua leadership è stata caratterizzata da una maggiore attenzione ai temi sociali e ambientali, e da una posizione più netta nei confronti delle politiche economiche.

    Il dibattito e le prospettive future:
    La figura di Conte continua a suscitare dibattito e opinioni contrastanti.

    I suoi sostenitori ne apprezzano la capacità di mediazione, la competenza giuridica e la determinazione nel gestire situazioni di crisi.

    I suoi critici, invece, lo accusano di opportunismo politico e di una gestione eccessivamente centralizzata del potere.

    Il futuro politico di Giuseppe Conte rimane incerto.

    La sua leadership all’interno del Movimento 5 Stelle e il suo ruolo nel panorama politico italiano dipenderanno dalla sua capacità di consolidare il consenso e di definire una visione politica chiara e convincente.

    Punti chiave:

    Ascesa politica atipica da professore a Presidente del Consiglio.

    Gestione di crisi complesse, inclusa la pandemia di COVID-19.

    Leadership del Movimento 5 Stelle e ridefinizione dell’identità del partito.

    Figura politica controversa, con sostenitori e critici.

  • Milly Carlucci

    è una delle voci più note e amate della televisione italiana. Con una carriera che abbraccia decenni, Milly ha conquistato il cuore del pubblico con la sua simpatia, la sua energia e la sua passione per la musica e lo spettacolo.

    Carriera televisiva

    Milly Carlucci ha iniziato la sua carriera televisiva negli anni ’70, lavorando come conduttrice e showgirl in vari programmi televisivi. Ha poi raggiunto la fama con la conduzione di programmi come “Domenica in” e “Ballando con le Stelle”, che è diventato uno dei programmi più seguiti della televisione italiana.

    Musica e spettacolo

    Milly Carlucci ha anche lavorato nel mondo della musica, partecipando a vari festival e programmi musicali. La sua passione per la musica e lo spettacolo l’ha portata a collaborare con artisti di alto livello e a promuovere talenti emergenti.

    Solidarietà e impegno sociale

    Milly Carlucci è nota anche per il suo impegno sociale e la sua solidarietà verso le cause umanitarie. Ha sostenuto varie organizzazioni benefiche e ha partecipato a progetti per aiutare le persone in difficoltà.

    Milly Carlucci è una figura iconica della televisione italiana, che ha conquistato il cuore del pubblico con la sua simpatia e la sua passione per la musica e lo spettacolo.

    La sua carriera è un esempio di come la televisione possa essere utilizzata per promuovere la cultura, la solidarietà e l’impegno sociale.

  • GUILLERMO MARIOTTO

    GUILLERMO MARIOTTO

    E’ uno stilista, designer e personaggio televisivo venezuelano naturalizzato italiano, nato a Caracas il 13 aprile 1966.

    Nel mondo della moda, Mariotto è noto principalmente come direttore creativo della maison Gattinoni, ruolo che ricopre dal 1994.

    Ha iniziato a collaborare con Gattinoni nel 1988.

    Nel corso della sua carriera, ha vestito numerose personalità di spicco a livello nazionale e internazionale, tra cui Raffaella Carrà, Beyoncé e Papa Benedetto XVI, per il quale ha disegnato i paramenti sacri in occasione della visita ad Assisi nel 2007.

    Nel 2018 ha disegnato anche i paramenti sacri per la Madonna Fiumarola.

    Mariotto ha anche lavorato come costumista per televisione, cinema e teatro, curando i costumi per produzioni come la miniserie TV “Le ali della vita” e il cinepanettone “Vacanze di Natale a Cortina”.

    Oltre alla sua carriera come stilista, Guillermo Mariotto è un volto noto della televisione italiana.

    Dal 2005 è un giudice fisso del programma Ballando con le Stelle.

    Ha inoltre partecipato come giurato a “Notti sul ghiaccio” e a diverse edizioni di “Miss Italia”.

    Nel 2020 è stato anche giudice de “Il cantante mascherato”.

    Nel 2020, ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo contributo come ambasciatore della moda italiana nel mondo.

    Pvl

  • Home&Cerca

    Contattami : piero.villani@gmail.com

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  • Banane

    Banane

    Sono davvero un frutto fantastico con un sacco di benefici per la salute.

    Ecco alcuni aspetti salutari che le rendono così speciali :

    Ricche di potassio

    Le banane sono famose per il loro alto contenuto di potassio, un minerale essenziale per la regolazione della pressione sanguigna, la funzione muscolare e nervosa.

    Un adeguato apporto di potassio può aiutare a prevenire l’ipertensione e ridurre il rischio di ictus.

    Fonte di energia naturale

    Grazie al loro contenuto di zuccheri naturali come fruttosio, glucosio e saccarosio, le banane forniscono un rapido e duraturo apporto di energia. Sono uno spuntino ideale prima o dopo l’esercizio fisico.

    Benefiche per la digestione

    Le banane contengono fibre, sia solubili che insolubili, che favoriscono la regolarità intestinale e aiutano a prevenire la stitichezza.

    Le banane verdi, in particolare, contengono amido resistente, un tipo di fibra che funge da prebiotico, nutrendo i batteri benefici nell’intestino.

    Ricche di vitamine

    Oltre al potassio, le banane sono una buona fonte di diverse vitamine, tra cui la vitamina B6 (piridossina), importante per la funzione cerebrale e il metabolismo delle proteine, e la vitamina C, un potente antiossidante che supporta il sistema immunitario.

    Contengono antiossidanti

    Le banane contengono diversi composti antiossidanti, come la dopamina e le catechine, che aiutano a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi.

    Possono migliorare l’umore

    Le banane contengono triptofano, un amminoacido che il corpo converte in serotonina, un neurotrasmettitore associato a sensazioni di benessere e felicità.

    Aiutano a sentirsi sazi

    Grazie al loro contenuto di fibre, le banane possono contribuire a farti sentire pieno più a lungo, il che può essere utile per la gestione del peso.

    Insomma, includere le banane nella tua dieta può apportare diversi benefici per la tua salute generale.

    Sono uno spuntino comodo, gustoso e nutriente.

    Pvl

  • Milly D’Abbraccio

    Milly D’Abbraccio

    Vero nome Emilia Cucciniello. Nata ad Avellino il 3 novembre 1964, Milly ha un background artistico niente male! Pensa che suo nonno suonava il violino nientemeno che nell’orchestra del Teatro San Carlo, la nonna era una pittrice, la madre faceva la regista e sua sorella è l’attrice teatrale Mariangela D’Abbraccio. Insomma, l’arte ce l’aveva proprio nel sangue!
    Prima di diventare famosa nel mondo del cinema a luci rosse, Milly ha iniziato con la musica. Sotto lo pseudonimo di Milli Mou, ha inciso un 45 giri intitolato “Superman Supergalattico”. Con lo stesso nome ha anche partecipato a due programmi televisivi di Gianni Boncompagni: “Galassia 2” e “Vedette”.
    Poi, nel 1989, la sua carriera ha preso una svolta inaspettata quando è diventata attrice pornografica tramite l’agenzia Diva Futura di Riccardo Schicchi. Lei stessa ha raccontato che Schicchi le offrì una cifra importante, 500 milioni di lire, per un contratto di 15 mesi. Ricorda anche i suoi timori iniziali: “La settimana prima del debutto sul set – ha spiegato – di notte avevo solo incubi…”. E ha aggiunto una riflessione sulle sue esperienze: “Sui set normali mi divertivo. In quelli hard non sempre”.
    In realtà, la sua prima esperienza cinematografica è arrivata qualche anno prima, nel 1983, nel film “Tu mi turbi” di Roberto Benigni. A proposito del regista toscano, in un’intervista ha rivelato un aneddoto divertente: “Una volta ci siamo incontrati nello studio e appena mi ha vista è impazzito. Ci ha provato immediatamente. Una storiella; lui geniale: per strapparmi una risata e sedurmi si è pure messo a quattro zampe”.
    Nella sua carriera nel cinema per adulti, Milly D’Abbraccio ha girato più di venti film. Ad un certo punto, però, ha deciso di cambiare rotta e ora si dedica a Onlyfans. Riflettendo sul suo percorso, ha detto: “E mi sento come una che ha vissuto in maniera spericolata, che si è divertita. Però sono un po’ stanca…”.

  • Leone XIV

    Papa agostiniano proveniente dal mondo delle missioni, un ambito hubp della Chiesa spesso percepito come decentrato, il primo Papa agostiniano ha costruito quasi interamente la sua carriera ecclesiastica in Perù, nella periferia di un paese esso stesso periferico. Questi luoghi di frontiera, tanto cari a Papa Francesco, hanno plasmato il suo percorso. Condivide con il suo predecessore Leone XIV un forte legame con la Dottrina Sociale della Chiesa, progressista nella sua visione della società ma conservatrice in materia dottrinale. Il neocardinale Prevost ha continuato a dedicarsi all’America Latina e all’evangelizzazione per il Vaticano. La sua concezione di Chiesa è affine a quella di Francesco, radicandosi nel lavoro con gli emarginati e unendo fede e diritti civili. È anche il primo Papa statunitense, una nazione segnata da divisioni interne al cattolicesimo e dove le frange più estreme del conservatorismo trovano un sostenitore nel Vice Presidente J.D. Vance.
    I pilastri del suo pontificato saranno presumibilmente gli stessi che hanno caratterizzato quello di Bergoglio: la lotta alle disuguaglianze, il dialogo interreligioso e la pace. Per coloro che nutrivano dubbi sull’eredità di Francesco, l’elezione di questo nuovo Pontefice conferma una continuità su questi temi, indicando una direzione che la Chiesa, si auspica, non intende abbandonare.

  • Bologna/Galleria de’ Foscherari “Di Traverso”

    Bologna/Galleria de’ Foscherari “Di Traverso”

    Luca Bertolo, Giuseppe De Mattia, Enej Gala, Eva Marisaldi, Liliana Moro

    A cura di Enrico Camprini

     venerdì 9 maggio, ore 18 

    Galleria de’ Foscherari è felice di presentare, da venerdì 9 maggio, la mostra collettiva “Di traverso” a cura di Enrico Camprini, con opere di Luca Bertolo (Milano, 1968), Giuseppe De Mattia (Bari, 1980) Enej Gala (Ljubljana, Slovenia, 1990), Eva Marisaldi (Bologna, 1966) e Liliana Moro (Milano, 1961).

    Il progetto espositivo si propone di mettere in relazione lavori di artiste e artisti di generazioni diverse non tanto con l’obiettivo di rintracciare linee di ricerca condivise, o di abbozzare con esse un orizzonte tematico entro i cui limiti collocare lo sguardo dello spettatore, quanto con l’esigenza di evidenziare una condizione comune. Qualcosa di simile a un atteggiamento, una postura nei confronti della pratica artistica, che si riflette in opere capaci di esserne a loro volta testimoni – pur in modo autonomo, imprevisto, mutevole – generando non discorsi e narrazioni ma, al contrario, un campo aperto di ipotesi discorsive e suggestioni narrative. Tale attitudine è evocata dal titolo della mostra, una semplice formula della lingua italiana il cui utilizzo è quotidiano e curiosamente polisemico. Può indicare forme di dichiarata opposizione (“mettersi di traverso”) e di ostilità (“guardare di traverso”), ma anche imprevisti e risvolti fallimentari (“andare di traverso”), così come può connotare l’andamento di chi, per indole o necessità, sceglie una strada altra – con la sicura leggerezza di un passo claudicante.

    Comune denominatore del progetto è dunque il sottofondo ambivalente e interrogativo che anima i lavori esposti. Di carattere principalmente oggettuale, le opere si presentano al pubblico interpellandolo come possibile complice, ma anche nemico; come attivatore e promotore di dinamiche inconsuete e testimone di apparenti paradossi, mettendolo metaforicamente al centro di uno scenario in cui pare dichiarato uno stato di ambiguità permanente. Di traverso è il frutto di uno sguardo diagonale e obliquo sulle cose, che rifiuta la descrizione del reale e una sua interpretazione monolitica. Uno sguardo che caratterizza la pratica eterodossa e multidisciplinare di una generazione di cui Marisaldi e Moro sono tra le più significative rappresentanti; sguardo che, nel caso di Gala e Bertolo, prova a rinegoziare il ruolo di scultura e pittura all’insegna di una funzionalità presunta ma mai davvero risolta. Il medesimo sguardo, per De Mattia, si esprime invece nel furto a fin di bene di storie e spunti narrativi da rivivificare.

    Galleria de’ Foscherari is pleased to present, starting Friday, May 9th, the group exhibition Di traverso, curated by Enrico Camprini, featuring works by Luca Bertolo (Milan, 1968), Giuseppe De Mattia (Bari, 1980), Enej Gala (Ljubljana, Slovenia, 1990), Eva Marisaldi (Bologna, 1966) and Liliana Moro (Milan, 1961).

    The exhibition aims to connect the works of artists from different generations, not necessarily with the goal of identifying shared research lines or outlining a thematic horizon within which to situate the viewer’s perspective, but rather with the intention of highlighting a common condition. Something akin to an attitude, a posture toward artistic practice, reflected in works that, in turn, bear witness to it—albeit in an autonomous, unpredictable, and changeable manner—generating not discourses and narratives, but, on the contrary, an open field of discursive hypotheses and narrative suggestions. This attitude is evoked by the title of the exhibition, a simple phrase in the Italian language whose usage is both everyday and curiously polysemic. It can indicate forms of declared opposition (“mettersi di traverso”) and hostility (“guardare di traverso”), but also unexpected and failed outcomes (“andare di traverso”), as well as describing the path of someone who, by nature or necessity, chooses another road—with the assured lightness of a faltering step.

    The common denominator of the project is, therefore, the ambivalent and questioning undertone that animates the exhibited works.

    Primarily object-based, the pieces address the public as a potential accomplice, but also as an adversary; as an activator and promoter of unusual dynamics and a witness to apparent paradoxes, metaphorically placing them at the center of a scenario where a state of permanent ambiguity seems to be declared. Di traverso is the product of a diagonal and oblique gaze upon things, one that rejects the description of reality and its monolithic interpretation. It is a gaze that characterizes the unorthodox and multidisciplinary practice of a generation, of which Marisaldi and Moro are among the most significant representatives; a gaze that, in the case of Gala and Bertolo, attempts to renegotiate the roles of sculpture and painting, guided by an assumed functionality that is never truly resolved. For De Mattia, this same gaze is expressed in the “theft” of stories and narrative cues, to be brought back to life.

    Info:
    Galleria de’ Foscherari 
    Via Castiglione 2/b – Bologna 
    tel + 39  051221308  
    www.defoscherari.com
    galleria@defoscherari.com
    Orari: 10:30-13:30 / 15:30-18.30 (chiuso domenica e lunedì)

  • WOODOO

    Il voodoo è un culto sincretico nato ad Haiti nel XVIII secolo dalla fusione di animismo africano e cattolicesimo. Le bambole voodoo (dagide) sono strumenti rituali usati sia per magia bianca che nera, rappresentando l’anima della persona a cui il rito è destinato. Sono create con oggetti personali del soggetto (unghie, capelli, ecc.). I rituali prevedono la preparazione e purificazione della bambola, l’invocazione di divinità come Papa Legba, e l’uso di colori specifici per diversi scopi (nero per malefici, bianco per guarigione, ecc.). Il voodoo mira a ottenere l’intercessione divina per influenzare la persona rappresentata. Nonostante la credenza popolare che le associ solo alla magia nera, le sue origini erano anche benefiche. L’uso improprio delle bambole può avere conseguenze negative per chi lo pratica, e in generale, il voodoo è considerato una forma di magia nera poiché interferisce con la libertà altrui, sebbene tali pratiche non siano scientificamente provate.

  • Cristiano Malgioglio

    Cristiano Malgioglio

    Attualmente legato a Onur,

    un uomo turco di 41 anni.

    La loro relazione è iniziata nel 2020, quando si sono incontrati al Gran Bazar di Istanbul.

    Onur gestisce una palestra a Istanbul insieme al fratello.

    Si sa molto poco di lui, anche per l’attenzione alla privacy da parte del cantante e autore 79enne.

    Dopo aver passato qualche tempo in Italia, Onur vive a Istanbul e i due si incontrano nella capitale turca.

    Si dice che potrebbe comparire prima o poi nella tv italiana (lo dichiarò Malgioglio a ‘Verissimo’ nell’autunno scorso).

    In alcune interviste recenti, Malgioglio ha detto di avere tendenzialmente innamoramenti stagionali, e che “Oggi sono felice, ho una storia, ma finirà sicuramente”.

    Pvl

  • MARIO MAFAI

    1902/1965 E’ stato un pittore italiano

    figura centrale della cosiddetta “Scuola di via Cavour” o “Scuola Romana”, movimento artistico moderno che fondò nel 1929 insieme alla moglie Antonietta Raphaël e a Scipione (Gino Bonichi).

    Abbandonò gli studi formali

    per dedicarsi alla pittura e frequentò la Scuola Libera del Nudo all’Accademia di Belle Arti di Roma con Scipione.

    Insieme ad Antonietta Raphaël, che sposò, creò un vivace ambiente artistico e culturale nella loro casa-studio in via Cavour a Roma, punto di incontro per artisti e intellettuali.

    La sua pittura si distinse

    per un linguaggio nuovo e libero, sensibile ai temi sociali, con una particolare attenzione al colore e alla luce.

    Tra i soggetti più ricorrenti nelle sue opere si trovano nature morte, paesaggi romani (in particolare i “Tetti di Roma” e le “Demolizioni”), scene di mercato e interni.

    Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, i suoi quadri assunsero toni più cupi e drammatici.

    Nel dopoguerra

    sperimentò anche l’astrattismo nella serie dei “Fiori Secchi”.

    Le opere di Mario Mafai sono oggi molto ricercate dai collezionisti, specialmente quelle realizzate negli anni ’20 e ’30.

    Pvl

  • ROMA/SCUOLA DI VIA CAVOUR

    Fu un gruppo eterogeneo di artisti attivi a Roma tra il 1928 e il 1945.

    Il nome deriva dalla strada in cui Antonietta Raphaël e Mario Mafai stabilirono il loro studio nel 1927, diventando un punto di ritrovo per altri artisti e intellettuali.

    Sebbene spesso associata alla più ampia “Scuola Romana”, la Scuola di via Cavour si distinse per una spiccata attitudine espressionista.

    Gli artisti di questo gruppo tra cui Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Scipione (Gino Bonichi).

    Il critico Roberto Longhi coniò il termine “Scuola di via Cavour” nel 1929, notando la coesione stilistica e culturale di questo gruppo.

    Tuttavia, è importante sottolineare che non si trattò di un movimento artistico organico con un manifesto programmatico preciso, ma piuttosto di un sodalizio di artisti con affinità stilistiche e un comune ambiente di riferimento.

    Oltre ai tre artisti principali, frequentarono l’ambiente di via Cavour anche figure come Renato Marino Mazzacurati e Corrado Cagli, sebbene le loro traiettorie artistiche si siano poi sviluppate in direzioni diverse.

    In sintesi, la Scuola di via Cavour rappresentò una corrente artistica originale e intensa nel panorama romano tra le due guerre, caratterizzata da una pittura espressionista, materica e carica di emotività, in dialogo con la tradizione ma con uno sguardo rivolto alla modernità e, in alcuni casi, con una velata critica al contesto politico dell’epoca.

    Pvl

  • Antonio Vangelli

    1917/2003 . Figura di spicco nel panorama artistico italiano del secondo Novecento.

    Nato a Roma da una famiglia di artisti, Vangelli ha sviluppato uno stile pittorico unico caratterizzato da una vivacità di colori e una forza del segno che restituiscono l’energia e la leggerezza del mondo.
    La sua arte spazia da figure e maschere degli esordi a paesaggi industriali e visioni cosmiche, mostrando una continua evoluzione e una grande libertà espressiva.
    Pur essendo attivo sulla scena artistica nazionale, Vangelli ha mantenuto una volontaria autonomia, portando avanti una ricerca personale e inconfondibile.
    Le sue opere sono state esposte in numerose mostre e la critica ha riconosciuto la sua originalità e il suo contributo all’arte contemporanea italiana.

  • Musei di arte moderna e contemporanea

    Museum of Modern Art (MoMA)

    Fondato nel 1929, è considerato uno dei musei più importanti al mondo per l’arte moderna e contemporanea. La sua collezione spazia dalla pittura e scultura al design, alla fotografia e al cinema, con opere iconiche di artisti come Van Gogh, Picasso, Warhol e molti altri. L’edificio stesso è un’opera d’arte architettonica.

    Metropolitan Museum of Art (The Met)

    Uno dei musei più grandi e completi del mondo, la sua collezione enciclopedica copre oltre 5000 anni di storia dell’arte da tutto il globo. Sebbene non esclusivamente focalizzato sull’arte moderna, il Met ospita importanti opere del XX e XXI secolo e organizza mostre di arte contemporanea.

    Solomon R. Guggenheim Museum

    Famoso per la sua iconica architettura a spirale progettata da Frank Lloyd Wright, il Guggenheim ospita una collezione di arte moderna e contemporanea che si concentra in particolare sull’arte astratta e le avanguardie del XX secolo, con opere di Kandinsky, Mondrian, Chagall e Picasso.

    Questi tre musei offrono una panoramica eccezionale sull’evoluzione dell’arte moderna e contemporanea a New York e nel mondo.

  • Robert Broderson 1920/1992

    Pittore figurativo che ha lavorato principalmente con oli e sperimentando in seguito acrilici e pastelli a olio.

    La sua arte esplora la condizione umana con figure spesso enigmatiche in paesaggi spogli. Ha ricevuto importanti riconoscimenti come le borse di studio Guggenheim e Ford Foundation ed è stato membro dell’American Academy of Arts and Letters.

    Le sue opere sono state esposte in importanti musei come il Whitney Museum e il MoMA.

    http://robertbroderson.com/

  • Catherine Viviano

    Catherine Viviano attiva a New York dal 1949 al 1970 e fondata da Catherine Viviano, si specializzò in arte contemporanea, introducendo importanti artisti italiani come Afro, Mirko e Cremonini negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Espose anche artisti americani ed europei come Broderson e Sage. La galleria chiuse nel 1970, ma Viviano continuò la sua attività come mercante d’arte fino alla sua morte. La sua galleria fu fondamentale per la diffusione dell’arte contemporanea a New York e per l’introduzione di artisti italiani negli USA. I suoi archivi sono conservati presso lo Smithsonian Institution. Non risulta avesse una sede a Chicago, anche se artisti da lei rappresentati potrebbero aver esposto lì altrove.

  • Bari vecchia. Un labirinto di vicoli

    Bari Vecchia pulsa come il cuore antico della città, un labirinto di vicoli racchiuso tra le sue mura secolari, stretto nella sua penisola tra l’abbraccio dei due porti.

    L’identificazione quasi viscerale dei baresi con il quartiere di San Nicola, il suo epicentro spirituale e storico, aggiunge un velo di fascino e profonda appartenenza a questo luogo magico.

  • Roberto Vecchioni

    E’ ASSURDO

    Educazione sessuale a scuola, Vecchioni contro Valditara: “I genitori devono starsene zitti e a casa loro, perché cos’è questo consenso? Non lo si chiede per storia o filosofia”

  • Pakistan . Schiavitu’

    Questo dato è davvero inquietante e mette in luce una grave violazione dei diritti umani in Pakistan. Il fatto che 10,6 persone su 1.000 vivano in condizioni di schiavitù è un numero elevatissimo e indica una situazione di profonda ingiustizia sociale.
    L’assenza di tutela da parte del governo rende la situazione ancora più critica, poiché lascia queste persone vulnerabili allo sfruttamento e all’abuso senza alcuna possibilità di ricorso o protezione. È fondamentale che la comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani prestino attenzione a questa realtà e si impegnino per esercitare pressione sul governo pakistano affinché adotti misure concrete per contrastare la schiavitù e garantire la protezione dei diritti di tutti i suoi cittadini.
    Questo dato ci ricorda che, purtroppo, la schiavitù non è un fenomeno relegato al passato, ma una realtà ancora presente in diverse parti del mondo e che richiede un impegno costante per essere sradicata.

  • FERNAND LEGER. MOSTRA MAGGIO 2025

    UN CAPOLAVORO DI LÉGER AL CENTRO DELL’ASTA DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA IN PROGRAMMA IL 13 E IL 14 MAGGIO DA ASTE BOLAFFI

  • Unghie . Crescita

    La velocità di crescita delle unghie è influenzata da una serie di fattori. Oltre a età, sesso, salute generale, nutrizione e attività fisica, possiamo considerare anche:

    Stagione: In generale, le unghie tendono a crescere più velocemente durante i mesi estivi rispetto all’inverno. Questo potrebbe essere legato a una migliore circolazione sanguigna e a un metabolismo più attivo.

    Dominanza della mano: Le unghie della mano dominante tendono a crescere leggermente più velocemente rispetto a quelle della mano non dominante. Questo è probabilmente dovuto a una maggiore attività e a microtraumi che stimolano la crescita.

    Specifiche dita: Le unghie delle dita più lunghe (come il medio) spesso crescono più rapidamente rispetto a quelle delle dita più corte (come il pollice).

    Traumi: Un trauma all’unghia o alla matrice ungueale (la zona da cui l’unghia cresce) può temporaneamente accelerare o rallentare la crescita. Tuttavia, in genere, dopo un trauma, l’unghia cercherà di rigenerarsi.
    Perché a te capita il contrario?
    Il fatto che tu stia sperimentando una crescita delle unghie più rapida con l’età, contrariamente alla tendenza generale, potrebbe essere dovuto a diverse ragioni specifiche per la tua situazione:

    Salute generale: Potrebbe esserci una condizione medica sottostante che sta influenzando la crescita delle tue unghie. Alcune condizioni, come l’ipertiroidismo, possono accelerare la crescita delle unghie. È sempre una buona idea consultare un medico per escludere eventuali problemi di salute.

    Nutrizione: Un cambiamento nella tua dieta con l’avanzare dell’età potrebbe aver introdotto nutrienti che favoriscono la crescita delle unghie. Ad esempio, un aumento dell’apporto di biotina, zinco o proteine potrebbe avere questo effetto.

    Attività fisica: Se hai aumentato il tuo livello di attività fisica nel tempo, ciò potrebbe aver migliorato la circolazione sanguigna anche alle estremità, potenzialmente stimolando la crescita delle unghie.

    Fattori ormonali: Sebbene la tendenza generale sia un rallentamento con l’età, variazioni ormonali individuali potrebbero avere un impatto diverso sulla crescita delle unghie.

    Fattori genetici: Potrebbe semplicemente trattarsi di una tua peculiarità genetica. La velocità di crescita delle unghie può variare significativamente da persona a persona.

    Altri fattori ambientali o abitudini: Anche cambiamenti nelle tue abitudini quotidiane o nell’esposizione a determinati fattori ambientali potrebbero giocare un ruolo.
    Cosa potresti fare?
    Se sei preoccupato per questo cambiamento, o se noti altre anomalie nelle tue unghie (cambi di colore, forma, spessore), ti consiglio vivamente di consultare un medico o un dermatologo. Un professionista sarà in grado di valutare la tua situazione specifica, escludere eventuali cause mediche e fornirti indicazioni più precise.
    In sintesi, la crescita delle unghie è un processo complesso influenzato da molti fattori, e le variazioni individuali sono comuni.

  • Sivoni

    Chi mange sckitte sevüne perde u guste de pane e cardune

    Traduzione : chi mangia solo “sivoni” perde il gusto di pane e cardoni.

    I “sivoni” Un vero tesoro della nostra Puglia.

    Li conosco bene,

    li raccoglievo da bambino con mia nonna nella Murgia. Sentire parlare di loro mi riporta indietro nel tempo.

    I “sivoni”: un dono selvatico della Puglia

    Conosciuti anche con i suggestivi nomi di cicoria selvatica o graspignolo, i “sivoni” rappresentano un autentico emblema della ricca biodiversità della Puglia. Questa vigorosa pianta spontanea, particolarmente diffusa nella zona della Murgia, si distingue per le sue foglie carnose e dal profilo frastagliato, che racchiudono un sapore inconfondibilmente amarognolo, un tratto distintivo che ne esalta il carattere selvatico.

    Un concentrato di benessere naturale

    I sivoni non sono solo un piacere per il palato, ma anche un prezioso alleato per la nostra salute, grazie al loro notevole profilo nutrizionale.

    •Ricchezza di fibre: Queste contribuiscono in modo significativo alla regolarità intestinale e promuovono un duraturo senso di sazietà, un aspetto importante per il benessere generale.

    •Fonte di vitamine essenziali: I sivoni apportano vitamine cruciali per il corretto funzionamento dell’organismo, tra cui spiccano la vitamina C, nota per le sue proprietà antiossidanti e il supporto al sistema immunitario, e la vitamina K, fondamentale per la coagulazione del sangue e la salute delle ossa.

    •Miniera di minerali preziosi: Questi umili germogli selvatici sono una fonte generosa di minerali vitali come il ferro, essenziale per il trasporto dell’ossigeno nel corpo; il calcio, cruciale per la salute di ossa e denti; e il magnesio, coinvolto in numerose reazioni metaboliche.

    •Potenziali virtù epatoprotettive e depurative: Studi preliminari suggeriscono che il consumo di sivoni potrebbe esercitare effetti benefici sul fegato, favorendo i processi di depurazione dell’organismo.

    Un viaggio di sapori nella tradizione pugliese

    La versatilità dei sivoni si esprime appieno nella cucina tradizionale pugliese, dove vengono interpretati in svariati modi, esaltandone il gusto unico.

    •Semplici e genuini: lessi: Lessati con cura, i sivoni si trasformano in un contorno leggero e saporito, esaltato da un filo d’olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale e una spruzzata di limone. Un abbinamento classico e delizioso è quello con la purea di fave, un piatto simbolo della nostra terra.

    •Vivaci e profumati: saltati in padella: In padella, con un soffritto di aglio e un tocco di peperoncino, i sivoni sprigionano un aroma intenso e un sapore più deciso. Si sposano splendidamente con altri prodotti dell’orto, come pomodori maturi o patate rustiche, creando piatti ricchi e appaganti.

    •Un tocco di freschezza: in insalata: I più audaci apprezzano i sivoni anche crudi, aggiungendoli a insalate miste insieme ad altre erbe spontanee, per un tocco di amarognolo che vivacizza il palato.

    I sivoni non sono solo un ingrediente, ma un pezzo della nostra storia, un legame con la terra e le antiche tradizioni culinarie della Puglia.

  • PAPPAGALLO

    Mantenere la propria autonomia è fondamentale soprattutto quando la mobilità fa un po’ i capricci. Il “Pappagallo per Urinare” nasce proprio per questo. È una soluzione pratica e dignitosa per chi ha difficoltà a raggiungere il bagno.
    Vi aiuta a non dipendere dagli altri per una necessità così personale.
    Qualità dei materiali, comfort nell’uso, un design funzionale e la semplicità di pulizia sono i suoi punti di forza. Con questo “pappagallo”, riacquistare un po’ di indipendenza e vivere la quotidianità con più serenità diventa un obiettivo raggiungibile. Un aiuto concreto per sentirsi più liberi e a proprio agio.
    Non vergognarti di usare il pappagallo, più lo userai e più diventerai suo amico.

  • Riccardo Schicchi

    Riccardo Schicchi

    POLIEDRICO TALENTO ITALIANO

    Spaziò con audacia tra regia, fotografia e imprenditoria.

    Nato ad Augusta, in Sicilia, il 12 marzo 1953, si trasferì ben presto a Roma, dove coltivò la sua vena artistica diplomandosi al liceo artistico con specializzazione in fotografia e proseguendo gli studi all’accademia d’arte.

    La sua carriera fu caratterizzata da un singolare dualismo : da un lato, documentò con la sua macchina fotografica le crude realtà di conflitti in Cambogia, Tibet e Vietnam; dall’altro, intraprese un percorso nel mondo dell’intrattenimento conducendo su Radio Luna il provocatorio programma “Voulez-vous coucher avec moi?” insieme a Ilona Staller, in seguito celebre come Cicciolina, con la quale portò in scena anche uno spettacolo hard itinerante.

    Il celebre attore a luci rosse Rocco Siffredi riconobbe in Riccardo Schicchi una figura paterna e professionale determinante per la sua ascesa.

    Fu proprio grazie a lui, infatti, che Siffredi divenne un’icona del cinema per adulti.

    In un’intervista rilasciata dopo la scomparsa del regista, Siffredi ricordò : “Sono nato con lui, nell’agenzia Diva Futura.

    Avevo 20 anni quando mi scelse : sono stato l’unico uomo tra tutte le sue donne Cicciolina, Moana, Malù, Ramba, accettato perché era un amante della bellezza.

    È stato lui a sdoganare tutto il mondo del porno, all’epoca di Ilona Staller, del partito dell’Amore e di Diva Futura.

    Io sono venuto dopo e grazie a lui, a me dicevano che ero un figo, lui si prendeva gli insulti dei benpensanti.

    Schicchi ha sempre fatto questo lavoro con passione, pensando a un’arte.

    Certo aveva fiutato il business, è stato un genio del porno italiano, ma lavorava con grande trasporto”.

  • CRACOVIA/VERO GIOIELLO

    CRACOVIA/VERO GIOIELLO

    Ripenso a quando l’ho visitata e posso dire che è davvero una città che ti entra nel cuore.

    Anche se Varsavia ora detiene il titolo di capitale, percepisci chiaramente che Cracovia continua a pulsare di un’energia fatta di arte, storia e un’incredibile sete di sapere.

    È un vero gioiello della Polonia, un faro che attira visitatori da ogni angolo del globo.

    Camminare per i corridoi dell’Università Jagellonica mi ha fatto sentire parte di una storia secolare.

    Sapere che figure di spicco come Niccolò Copernico hanno studiato tra quelle mura ti fa capire il ruolo cruciale che Cracovia ha sempre avuto nel panorama intellettuale europeo.

    E poi, perdermi nel suo centro storico, così splendidamente preservato e giustamente protetto dall’UNESCO, con la sua maestosa Piazza del Mercato (Rynek Główny) brulicante di vita e la cintura verde del Planty che l’abbraccia dolcemente… beh, è un’esperienza quasi magica.

    Si respira la storia ad ogni passo, si immagina la vivacità che ha animato quelle strade per secoli.

    Ricordo ancora il suono dei trombettieri dalla Torre di Santa Maria, un richiamo che sembra echeggiare attraverso il tempo.

    E la “Dama con l’ermellino”.

    Sapevo della sua importanza, ma trovarmi di fronte a un capolavoro di Leonardo da Vinci, custodito per così tanto tempo tra le mura del Castello del Wawel e ora ammirabile al Museo Nazionale, ha aggiunto un ulteriore, inestimabile, strato di prestigio culturale a questa città già splendida.

    Pensare alle sue vicissitudini storiche, al suo viaggio attraverso i secoli, rende la sua bellezza ancora più intensa.

    Cracovia non è solo una bella città da vedere, è un luogo da vivere, da sentire, un concentrato di storia, arte e cultura che ti lascia un segno indelebile.

    ••• •••

    Cracovia è una città dal fascino senza tempo, ricca di storia, arte e atmosfere uniche.

    Che tu abbia pochi giorni o un soggiorno più lungo, ci sono tappe imprescindibili che raccontano il meglio della cultura polacca e del suo passato glorioso.

    Ecco i luoghi e le esperienze che non puoi perdere durante una visita a Cracovia.

    Rynek Główny (Piazza del Mercato)

    Il cuore pulsante di Cracovia, Rynek Główny, è una delle piazze medievali più grandi e suggestive d’Europa.

    Circondata da edifici storici, caffè e mercatini, ospita il Mercato dei Tessuti e la Basilica di Santa Maria.

    È il punto di partenza ideale per esplorare la città vecchia, immergendosi nella sua vivace atmosfera e ammirando la straordinaria architettura gotica e rinascimentale.

    Wawel Royal Castle e Wawel Cathedral

    Il complesso del Wawel domina la città dall’omonima collina ed è simbolo della storia polacca.

    Il Castello Reale offre stanze di stato, appartamenti reali e musei, mentre la Cattedrale di Wawel è il luogo di incoronazione dei sovrani polacchi e ospita tombe reali e la famosa campana di Sigismondo.

    Entrambi sono tappe fondamentali per comprendere il passato glorioso di Cracovia.

    Czartoryski Museum

    Questo museo storico custodisce una delle collezioni d’arte più prestigiose della Polonia, tra cui la celebre ‘Dama con l’ermellino’ di Leonardo da Vinci.

    Perfetto per gli amanti dell’arte, offre un viaggio tra dipinti, oggetti storici e testimonianze del patrimonio culturale europeo.

    Basilica di Santa Maria

    Situata proprio sulla Rynek Główny, la Basilica di Santa Maria è uno degli edifici religiosi più iconici della città.

    Spicca per il suo altare gotico di Veit Stoss e per la tradizione dell’Hejnal, la tromba che ogni ora risuona dalla torre.

    Salire sulle sue torri regala una vista spettacolare su tutta Cracovia.

    Wieliczka Salt Mine

    A pochi chilometri dal centro, la Miniera di Sale di Wieliczka è una meraviglia sotterranea dichiarata Patrimonio UNESCO.

    Offre un percorso tra gallerie, cappelle scolpite nel sale e laghi sotterranei: un’esperienza unica che affascina adulti e bambini, perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dal solito tour cittadino.

    Planty

    Il parco Planty è un anello verde che circonda il centro storico, ideale per una passeggiata rilassante tra alberi, statue e aiuole.

    Offre una pausa rigenerante tra una visita e l’altra, permettendo di ammirare le antiche mura della città e di cogliere scorci pittoreschi.

    Porta di San Floriano e Barbacane

    Questi resti delle antiche fortificazioni medievali sono tra i simboli più affascinanti della Cracovia storica.

    La Porta di San Floriano, con il suo Barbacane, racconta la storia difensiva della città e offre una passeggiata suggestiva lungo le mura, perfetta per gli appassionati di storia e fotografia.

    Museo Sotterraneo della Piazza del Mercato

    Situato proprio sotto la Rynek Główny, questo museo innovativo permette di esplorare le fondamenta medievali della città attraverso percorsi interattivi e tecnologie moderne.

    Ideale per chi vuole scoprire la Cracovia nascosta e vivere un’esperienza coinvolgente, soprattutto in famiglia.

    Pvl

  • MICHELE MARVULLI

    Dal repertorio lirico a quello sinfonico

    Un nome che risuona con la nobiltà di un pianoforte Steinway e l’autorevolezza di una bacchetta d’ebano .

    Nato nel fertile 1929 ad Altamura, questa terra generosa di talenti, Marvulli non ha semplicemente intrapreso una carriera musicale, ma l’ha forgiata con la tenacia di un artigiano e la visione di un profeta del suono .

    Già in tenera età, le sue mani danzavano sulla tastiera con una naturalezza disarmante, conquistando allori nei più prestigiosi concorsi pianistici dell’epoca .

    Genova nel ’48, un trampolino di lancio, e poi Ginevra nel ’55, dove la sua intesa cameristica con la violinista Ludmilla Kutznetsoff si fuse in un’unica voce, meritando l’oro .

    Un presagio di quella rara capacità di ascolto e dialogo che lo avrebbe contraddistinto .

    Il suo apprendistato fu un crogiolo di eccellenze: il “Piccinni” di Bari, fucina di talenti, dove Nicola Costa gli disvelò i segreti del pianoforte e Nino Rota, genio multiforme, gli instillò la scintilla della composizione .

    Un legame, quello con Rota, che trascendeva la semplice relazione maestro-allievo, trasformandosi in una profonda intesa intellettuale e umana .

    La parentesi svizzera, alla Hohe Musikschule di Basilea, fu un ulteriore arricchimento, un affacciarsi su orizzonti musicali diversi .

    Roma e l’Accademia di Santa Cecilia con Rodolfo Caporali affinarono ulteriormente la sua tecnica, mentre il diploma in Musica da Camera con Arturo Bonucci cementava la sua sensibilità per l’ensemble .

    Ma è al suo ritorno in Italia, a partire dagli anni ’60, che Michele Marvulli ha lasciato un segno indelebile .

    Per oltre quarant’anni, nei conservatori di Bari, Firenze e Pesaro, non ha solo insegnato, ma ha plasmato una vera e propria scuola pianistica italiana .

    Nomi come Emanuele Arciuli, Luigi Ceci, Gregorio Goffredo, Giovanna Valente, Angela Montemurro Lentini… una costellazione di talenti che oggi brillano nel firmamento musicale, testimoni della sua sapienza didattica .

    Il rapporto con Nino Rota fu un capitolo fondamentale della sua esistenza artistica .

    Non un semplice consulente, ma un confidente, un testimone privilegiato del suo genio creativo.

    Marvulli ha diretto prime esecuzioni di opere cruciali, come il Concerto in mi minore per pianoforte con lo stesso Rota al solista per la RAI di Napoli, e l’opera “I due timidi” al Teatro Petruzzelli di Bari .

    Ha interpretato con profonda comprensione i capolavori rotiani nei teatri più importanti, curando con amore filiale anche l’edizione postuma di preziose pagine pianistiche, come i “Preludi” .

    Un atto di devozione e di profonda amicizia .

    E poi, la direzione d’orchestra, una vocazione coltivata fin dall’infanzia, incoraggiata dalle parole illuminanti di Nino Rota .

    I corsi di Franco Ferrara all’Accademia Chigiana di Siena nel biennio ’71-’72 furono la scintilla definitiva .

    Il plauso di Ferrara, un maestro di tale caratura, fu la spinta propulsiva verso una nuova, entusiasmante carriera .

    Michele Marvulli si è imposto come direttore autorevole e rispettato, accolto con entusiasmo dalle migliori orchestre italiane .

    Le sue collaborazioni con solisti del calibro di Arnaldo Cohen, Aldo Ciccolini, e il profondo sodalizio con Sergio Fiorentino sono pagine memorabili della storia musicale italiana .

    Pubblico e critica ne hanno sempre riconosciuto la profonda musicalità e la sua capacità di infondere vita e colore ad ogni partitura .

    Ha spaziato con naturalezza dal repertorio lirico a quello sinfonico, spesso esibendosi nella duplice veste di direttore-solista, un’ulteriore prova della sua versatilità e del suo dominio della scena .

    Il suo talento ha varcato i confini nazionali, portandolo a dirigere prestigiose orchestre straniere : dalla Camera di Praga al Festival internazionale di Ljubljana, all’orchestra del Festival Internazionale di Pola per una “Turandot” vibrante, fino all’omaggio a Nino Rota con l’orchestra del Festival Internazionale di Reykjavik. Polonia, Romania, Ungheria, Germania, Francia, Spagna, USA, Australia, Messico… un itinerario che testimonia la sua statura internazionale .

    In Italia, ha avuto un ruolo cruciale nella fondazione dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, guidandola come direttore stabile prima di assumere la direzione principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, traghettandola fino al prestigioso riconoscimento di Istituzione Concertistica .

    Parallelamente alla sua intensa attività direttoriale, Marvulli ha sempre mantenuto vivo l’impegno didattico, partecipando con la sua autorevolezza alle giurie dei più importanti concorsi pianistici internazionali .

    La sua saggezza pedagogica è stata richiesta anche all’estero, con Masterclass tenute in Germania, Francia, negli Stati Uniti e in Australia, seminando passione e conoscenza tra le nuove generazioni di musicisti .

    La sua dedizione all’educazione musicale lo ha portato a ricoprire la carica di Direttore del Conservatorio di Cosenza dal 1977 al 1980, per poi approdare nel 1981 alla guida del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, un’istituzione di risonanza europea .

    Durante i suoi tredici anni di mandato, fino al 1994, il Conservatorio Rossini ha vissuto una stagione di straordinaria fioritura, grazie allo sviluppo di un’orchestra di livello professionale e all’organizzazione di produzioni operistiche di altissimo profilo, come la “Francesca da Rimini” di Zandonai con Raina Kabajvanska e “Il Barbiere di Siviglia” in occasione del bicentenario rossiniano .

    Il riconoscimento del suo straordinario contributo alla cultura italiana è culminato con la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana da parte del Presidente Pertini .

    E nel 1991, una commissione di luminari della musica italiana, presieduta da Goffredo Petrassi e composta da Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Carlo Maria Giulini, Gianandrea Gavazzeni, Maurizio Pollini, Riccardo Muti, insieme ai più autorevoli critici musicali, gli ha conferito il prestigioso Premio “Massimo Mila” per “l’alto Magistero didattico e l’impegno di una vita” .

    Un magistero che continua a coltivare con la stessa passione e dedizione verso le nuove leve di musicisti, attraverso Masterclass in accademie, conservatori e associazioni musicali, un faro che illumina il futuro della musica. Michele Marvulli, un nome inciso nel pantheon dei grandi musicisti italiani .

    Pvl

  • MARIO PIERGIOVANNI

    Mario Piergiovanni

    A dieci anni dalla sua scomparsa avvenuta il 19 ottobre 2019.

    Il.ricordo vivo di Mario Piergiovanni, un artista che ha scolpito l’anima di Bari.

    Bari ricorda con affetto e ammirazione Mario Piergiovanni, un artista poliedrico e profondamente legato alla sua terra.

    Pittore, scultore, scrittore e uomo di rara sensibilità, Piergiovanni ha lasciato un segno indelebile nel tessuto culturale della nostra città, onorandola con opere che narrano storie profonde e con un instancabile impegno filantropico.

    La sua produzione artistica spaziava dalla pittura alla scultura, con una particolare predilezione per la pietra, materia viva che nelle sue mani si trasformava in messaggera di emozioni intense.

    Le sue sculture, spesso ispirate alla tradizione marinara barese, evocano un mondo di legami autentici e di memorie collettive.

    Emblematica in tal senso è la sua commovente «pietas» dedicata ai militari italiani trucidati a Cefalonia, un monito silenzioso contro l’oblio.

    Tra le sue innumerevoli creazioni donate generosamente alla città, spicca il maestoso «Monumento alla Donna», una figura femminile struggente che accoglie e saluta i naviganti dai giardini sottostanti il Fortino Sant’Antonio Abate.

    In quest’opera iconica, Piergiovanni ha saputo immortalare l’immagine di una madre o di una sposa barese che, affacciata al mare, con un fazzoletto bianco salutava il figlio imbarcato sul sommergibile Scirè, un addio carico di affetto e di presagio.

    Ma l’impronta di Piergiovanni è visibile in diversi angoli della città : dalla riproduzione della «statua del pescatore» a Torre a Mare, un omaggio alla laboriosa comunità marinara (l’originale fu tragicamente perduta durante la Seconda guerra mondiale), al raffinato bassorilievo dedicato al compianto sindaco Enrico Dalfino, custodito nel Palazzo di Città.

    E ancora, la vibrante penna bronzea nelle mani del celebre maestro Niccolò Piccinni, che orna Corso Vittorio Emanuele, e il toccante monumento ai martiri di Cefalonia, размещенный nell’atrio di Piazza Umberto dell’Università Aldo Moro, un’opera che riporta alla luce una pagina dolorosa della nostra storia nazionale, a lungo rimossa dalla coscienza collettiva.

    Vincitore di numerosi concorsi per la realizzazione di importanti monumenti pubblici, Piergiovanni ha visto le sue creazioni varcare i confini nazionali, trovando collocazione in prestigiose sedi come il Vaticano, il Ministero degli Esteri a Roma, la Fondazione Mikawa di Tokyo e persino la Casa Bianca di Washington.

    Le sue opere pittoriche e scultoree sono state esposte nelle principali città italiane ed europee, in America e in Australia, testimoniando un talento riconosciuto a livello internazionale.

    Instancabile promotore dell’arte e della cultura, con una particolare attenzione verso le giovani generazioni, Piergiovanni è stato anche un prolifico autore di libri e testi teatrali, preziosi custodi delle tradizioni pugliesi e baresi.

    Indimenticabile la sua fortunata collaborazione con il Piccolo Teatro di Eugenio D’Attoma, da cui nacque la celebre pièce «Jarche jalde».

    In occasione del ventennale dell’Auditorium Diocesano Vallisa di Bari, nel 2006, l’associazione culturale Terrae ha voluto rendere omaggio alla sua opera discografica «Bari, Sole e Cerase», un gioiello impreziosito dalla voce intensa di Riccardo Cucciolla, grazie a un’iniziativa di Rocco Capri Chiumarulo.

    Artista eclettico e profondamente innamorato della sua Bari e del suo mare, che ammirava dalla sua pittoresca terrazza di Via Venezia, Piergiovanni traeva ispirazione dal panorama adriatico che si apriva di fronte al suo studio.

    Amava ripetere di possedere «una finestra sulla città che abbracciava il mare».

    Forse Bari, presa dai ritmi frenetici della vita contemporanea, ha in parte dimenticato questo suo figlio illustre, come spesso accade a coloro che hanno dedicato la propria esistenza al fragile e potente connubio tra vita e arte.

    Tuttavia, le sue opere rimangono lì, silenziose testimoni della sua creatività feconda e del suo profondo amore civile per le sue radici.

    Sarebbe un gesto significativo e doveroso dedicare a Mario Piergiovanni una strada o una corte nel cuore di Barivecchia, il quartiere che un tempo ospitava il suo laboratorio artistico.

    Un piccolo tributo postumo a un uomo che ha saputo interpretare con generosità e talento l’anima più autentica della baresità, declinandola nelle sue molteplici forme espressive.

    Un modo per onorare la sua memoria e per tramandare alle future generazioni la ricchezza del suo lascito artistico e umano.

    Pvl

  • A Dublino&Belfast con Piero Villani

    A Dublino&Belfast con Piero Villani

    Paolo Wagher:Era il 2017 quando l’eco di un’Irlanda sognata si materializzò in un viaggio condiviso con l’anima creativa di Piero Villani.Un’esperienza che, come un cesello paziente, ha scolpito ricordi indelebili, iniziando con la vibrante tela di Dublino e proseguendo verso il cuore pulsante di Belfast.

    Dublino, un Battito di Storia e Anima Dublino ci accolse come un abbraccio caldo, rivelandosi non una semplice capitale, ma un borgo intimo, avvolgente come il fumo denso di un pub al crepuscolo.Incastonata tra la dolce carezza delle montagne e il sinuoso serpeggiare del fiume, bagnata dalla placida eleganza della sua baia, la città si offrì a noi come un palcoscenico di contrasti affascinanti.Le sue arterie brulicavano di palazzi che narrano secoli, scrigni di arte e storia che sussurrano storie di vichinghi audaci, fiancheggiati da caffè dal design audace e da quei “vecchietti” pub, custodi di chiacchiere e risate che solo un dublinese sa intonare.

    Passeggiare per le sue vie acciottolate significava immergersi in un flusso millenario di energia, dove il passato danzava con la vivacità del presente.

    La musica degli artisti di strada si fondeva con il brusio elegante delle boutique, mentre i parchi settecenteschi si animavano di festival effervescenti, proiezioni sotto le stelle e mercati traboccanti di delizie.

    Dublino si svelò come un crogiolo sociale un’esplosione di cultura, creatività e quell’intangibile “craic”, quell’allegria contagiosa che permea ogni angolo.Lo percepivamo nei pub gremiti, nelle notti illuminate da una vitalità contagiosa, nel ritmo incalzante della musica e nel fluire ininterrotto delle conversazioni.Ma questa gemma antica non si limitava al suo fermento urbano.Bastava allontanarsi di poco per essere avvolti dalla maestosità della natura.

    La Dublin Bay un’oasi protetta dall’UNESCO, ci accolse con la sua bellezza selvaggia.Le montagne facevano da sfondo a sentieri costieri che invitavano all’esplorazione, a piccoli villaggi incastonati come gioielli e a orizzonti marini che si perdevano nell’infinito.

    Ci avventurammo sulle Dublin Mountains per un’escursione rigenerante, sfidando le pareti rocciose di Dalkey Quarry, percorrendo il sentiero a picco sul mare di Howth.Persino osservare gli impavidi abitanti di Dublino sfidare le acque gelide in una nuotata mattutina, con qualsiasi condizione climatica, divenne una piccola epopea quotidiana.Ad ogni svolta, Dublino prometteva una nuova avventura, un nuovo frammento di bellezza da scoprire.

    Belfast,Cicatrici di Ieri, Speranza di domani Poi il nostro viaggio ci condusse a Belfast, una città che portava ancora le cicatrici profonde dei “Troubles”, quel conflitto fratricida tra chi sognava un’Irlanda unita e chi restava fedele alla corona inglese.

    Una ferita aperta nella storia contemporanea dell’Irlanda del Nord Eppure, in quel silenzio operoso seguito al Belfast Agreement del 1998, percepivamo una palpabile aria di rinascita, una quiete conquistata dopo decenni di tempesta.Le testimonianze di quegli anni difficili si manifestavano con forza nei vibranti murales che adornavano i muri, espressioni crude e potenti di un dolore collettivo, di una protesta che risuonava da entrambe le sponde del conflitto.La Peace Line, una cicatrice urbana creata per separare le comunità lealiste e protestanti di Shankill dai repubblicani e cattolici di Falls Road, era un monito silenzioso di un passato ancora vicino.Tra tutti, il murale dedicato a Bobby Sands, il giovane volontario dell’IRA morto durante uno straziante sciopero della fame, si ergeva come un simbolo potente di una lotta per l’identità.

    Belfast, pur segnata ci accolse con una dignità silenziosa, con la promessa di un futuro costruito sulla riconciliazione.Camminare tra quei murales era come sfogliare le pagine di un libro di storia vivo, un invito a comprendere, a riflettere, a sperare.

    Quel viaggio in Irlanda in compagnia dello sguardo sensibile di Piero Villani, non fu una semplice sequenza di tappe geografiche.Fu un’immersione profonda in un’anima vibrante, un dialogo silenzioso con la storia e la bellezza di una terra che sa commuovere e ispirare.Un’esperienza che resterà per sempre incisa nella mia memoria, come un prezioso affresco di emozioni condivise.

    https://pierovillani.wordpress.com/2025/05/03/paolo-wagher/?preview=true&preview_id=6&preview_nonce=03c7ac2c94

    Very Good

  • BARI/COLONNA INFAME

    Ricordo ancora nitidamente le storie che mi raccontavano da bambino, seduto sulle ginocchia di mia nonna, proprio qui, nel cuore pulsante di Bari Vecchia.

    Mi parlava di tempi andati, di usanze curiose e di una colonna, una singolare testimone di giustizia e, ahimè, anche di umana fragilità.

    Un tempo, in questa vivace città che amo, quando un’ombra di insolvenza o di fallimento si allungava su un mercante o un cittadino, la pena non era quella, forse più sbrigativa, della gogna comune ad altre terre.

    No, qui a Bari si seguiva un rituale più… diciamo, espositivo.

    I malcapitati venivano condotti con una certa solennità fino a una colonna eretta proprio nel cuore del Mercato, la pulsante Piazza Mercantile.

    Lì, venivano legati a quel fusto di marmo bianco, offerti agli occhi curiosi e, talvolta, beffardi della folla.

    Ecco perché, ancora oggi, passeggiando tra questi antichi basolati, sento risuonare il nome di quella colonna: la Colonna della Giustizia, anche se un sussurro popolare la connota in modo più severo, chiamandola Colonna Infame.

    La sua presenza è innegabile, proprio lì, accanto all’austero Palazzo del Sedile, quasi a voler ricordare le alterne vicende umane.

    La sua sommità è ornata da una sfera, quasi un globo che tutto osserva, e alla base, un leone di pietra accovacciato sembra vegliare.

    Sul suo petto, scolpite nella pietra, risuonano le parole latine: “Custos Iusticiae”, custode della giustizia.

    Un monito silenzioso, un’eco di un passato in cui la giustizia si manifestava in forme così… dirette.

    Alcuni studiosi, con la loro sapienza, fanno risalire questa colonna alla metà del Cinquecento, voluta, pare, da Pietro di Toledo, il viceré spagnolo.

    Si dice che il suo intento fosse quello di ammorbidire la pena della berlina, rendendola, forse, meno cruenta.

    Così, quella colonna divenne una sorta di gogna cittadina, certo, meno affilata, ma pur sempre umiliante: i condannati venivano fatti sedere a cavallo di quel leone di pietra, con il fondoschiena esposto e le mani strette al freddo marmo della colonna.

    Ma il tempo, si sa, è un gran narratore di paradossi. Se un tempo era quella colonna a “punire”, a esporre le debolezze umane, oggi sembra che le sorti si siano tristemente invertite.

    La Colonna della Giustizia, testimone muta di secoli di storia, è diventata un bersaglio, un’attrazione per la cieca furia dei vandali. Ricordo ancora quel febbraio del 2013, quando una crepa si aprì alla sua base, una ferita inflitta all’anima di questa pietra.

    Gli abitanti di queste strade strette e piene di storie mi raccontano, con un velo di tristezza nella voce, di gruppi di ragazzini che, sera dopo sera, prendono a calci la colonna, che si arrampicano irriverenti sul leone, che imbrattano la sua superficie con scritte senza senso.

    Un oltraggio alla storia, alla memoria di questa città.

    Eppure, una scintilla di speranza si accende nei progetti dell’Amministrazione comunale, in sinergia con i commercianti che animano queste antiche vie.

    Si parla della realizzazione di un’aiuola recintata, un abbraccio verde per proteggere questo simbolo.

    Ma, ahimè, per ora tutto resta immobile, in attesa di concretizzarsi.

    E io, passeggiando ancora oggi accanto a questa colonna, sento un misto di malinconia e di speranza, guardando questo Custos Iusticiae ferito, ma ancora lì, nel cuore pulsante della mia amata Bari Vecchia.

  • Achille Lauro e McDonald’s di Diego Fusaro

    Sta facendo molto discutere, con posizioni decisamente contrastanti, la scelta dell’artista sedicente anticonformista Achille Lauro di prestarsi per una pubblicità di McDonald’s, la nota panineria globalista in prima linea nella omologazione planetaria dei palati. Severe critiche sono giunte, ad esempio, dai sindacati, che hanno accusato l’artista sedicente controcorrente di appoggiare, con la pubblicità, una battaglia contraria a quella dell’interesse dei lavoratori. Il punto su cui desidero richiamare l’attenzione, però, è un altro. Il circo mediatico e il clero giornalistico hanno per diversi anni ribadito a tambur battente che Achille Lauro rappresenta l’artista anticonformista per eccellenza. Nelle sue prestazioni sempre al centro della società dello spettacolo, egli ha dissacrato il sacro, ha ridicolizzato il divino, ha celebrato l’odierna imperante sdivinizzazione del mondo. Ancora lo ricordiamo quando, sul palco di Sanremo, si svestiva come San Francesco, ridicolizzando la sua figura. La verità è che oggi, nel tempo della Tecnica e del capitale, non vi è nulla di più conformistico che dissacrare il sacro e offendere il religioso: si tratta infatti del movimento fondamentale posto in essere dal capitale e dalla tecnica, che devono mettere in congedo ogni residua trascendenza e ogni residua religione, di modo che la circolazione della merce e la valorizzazione del valore procedano senza impedimenti. Perfino tre suore che leggessero e traducessero appartate Tommaso D’Aquino o Bonaventura da Bagnoregio sarebbero più anticonformiste di Achille Lauro. E adesso abbiamo oltretutto la prova provante dell’anticonformismo di facciata dell’artista, anticonformismo di facciata dietro il quale si nasconde il più radicale conformismo, la più totale adesione ai moduli della civiltà di mercato dominante. Achille Lauro, sempre intento a dissacrare il sacro, celebra poi la religione del nostro tempo, quella del capitale e del mercato, delle multinazionali e dei grandi gruppi no border del big business. Altro che anticonformismo: siamo qui al cospetto del conformismo più radicale, proprio di chi asseconda integralmente la dinamica del mercato, che annienta il sacro per sostituirsi ad esso.

  • VIOLENZA GIOVANILE CONTEMPORANEA

    Si manifesta con una preoccupante mancanza di rispetto interpersonale. Si assiste a una diffusione di comportamenti ostili e all’utilizzo di armi senza alcuna remora. L’umanità sembra recedere di fronte a una crescente brutalità. Questo fenomeno si estende anche all’ambito familiare, dove alcuni giovani adottano atteggiamenti maneschi ed estorsivi nei confronti dei genitori. L’uso di sostanze stupefacenti appare, per questa fascia di individui, come una consuetudine radicata.

  • Volvolo

    Volvolo

    le mie paure e l’assistenza ricevuta.

    Piero Villani : Sono trascorsi alcuni anni da quell’evento che ha segnato la mia vita.

    Ricordo ancora la sorpresa e la preoccupazione quando, in seguito ad accertamenti medici, mi diagnosticarono un volvolo intestinale.

    Devo dire che l’assistenza che ricevetti in quei giorni fu a dir poco commovente.

    Il ricovero fu immediato, un turbine di emozioni contrastanti che mi condusse all’Ospedale di Putignano.

    L’intero staff, dagli infermieri ai medici, si distinse per una preparazione impeccabile e una dedizione che mi fece sentire non solo un paziente, ma una persona al centro delle loro attenzioni.

    Un pensiero speciale va al mio chirurgo.

    Le sue mani, le definirei davvero “d’oro”, furono capaci di realizzare un vero e proprio capolavoro di alta chirurgia.

    Ancora oggi ripenso a quell’esperienza con gratitudine e ammirazione per il grande chirurgo e per la sua competenza.

    Quell’episodio mi ha lasciato una convinzione profonda: nonostante le difficoltà e le negatività che a volte ci circondano, esistono ancora persone brave, gentili e preparate in strutture ospedaliere di altissimo livello.

    L’Ospedale di Putignano ne è stata per me una prova tangibile, e per questo non smetterò mai di ringraziarlo.

    Volvolo del sigma

    Pvl

  • Sappada nella mia mente

    Rivedo nella mente Sappada e le sue montagne maestose. Avevo appena sei anni e questa vacanza era un evento speciale, perché c’era tutta la mia famiglia. Era così raro avere anche papà con noi, sempre preso dal suo lavoro di medico dermatologo. Ricordo la mia grande gioia di potermeli godere entrambi, questi genitori fantastici e premurosi. Purtroppo, momenti come quelli si ripeterono solo poche altre volte nella mia infanzia.

    Sappada, incastonata nelle Dolomiti friulane, è un vero paradiso per gli amanti delle escursioni.

    Qui si trovano sentieri per tutti i livelli, dalle semplici passeggiate a fondovalle alle avventure più impegnative in quota, con panorami spettacolari, laghi alpini, cascate e rifugi accoglienti. Ecco una selezione delle migliori escursioni e itinerari da non perdere a Sappada, ideali per scoprire la natura incontaminata e i paesaggi mozzafiato della zona.

    Sentiero Naturalistico Piave – Val Sesis

    Questo sentiero è perfetto per chi cerca una passeggiata facile e immersa nella natura. Costeggia il fiume Piave e attraversa boschi e prati, offrendo scorci rilassanti e la possibilità di avvistare la fauna locale. Il percorso è adatto anche a famiglie con bambini e cani, rendendolo una scelta inclusiva e accessibile.

    Laghi d’Olbe

    L’escursione ai Laghi d’Olbe è una delle più amate della zona. Si tratta di tre laghi alpini di origine glaciale, raggiungibili con diversi sentieri di media difficoltà. Il panorama sull’altopiano roccioso e sulle acque cristalline è spettacolare in ogni stagione. Ideale per chi desidera una meta suggestiva senza affrontare dislivelli eccessivi.

    Passeggiata alle Cascatelle di Sappada

    Questa breve escursione conduce a delle pittoresche cascate formate dal Rio Mühlbach, a pochi passi dal centro. Il sentiero è facile e adatto a tutti, perfetto per una pausa rigenerante immersi nel verde e nel suono dell’acqua. Un’opzione ideale per famiglie o per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alla bellezza della montagna.

    Monte Peralba

    Per gli escursionisti esperti, la salita al Monte Peralba rappresenta una sfida entusiasmante. Con i suoi 2.693 metri, è la cima più alta di Sappada e regala una vista impareggiabile sulle Alpi Carniche. L’itinerario richiede allenamento e passo sicuro, ma la soddisfazione di arrivare in vetta ripaga ogni sforzo.

    Passeggiata a Sappada Vecchia e Val Sesis

    Una camminata tra le borgate storiche di Sappada Vecchia e la pittoresca Val Sesis permette di unire natura e cultura. Il percorso è semplice, adatto anche a chi desidera scoprire l’architettura tipica e le tradizioni locali, immersi in uno scenario alpino di rara bellezza.

    Rifugio Calvi

    L’escursione al Rifugio Calvi è tra le più panoramiche e gratificanti della zona. Il rifugio, situato in posizione strategica tra le vette, è una meta perfetta per una sosta gustando piatti tipici e ammirando il paesaggio. Il sentiero è di media difficoltà, consigliato a chi ha un minimo di esperienza in montagna.

    Fonti
    [1] Escursioni da non perdere – Sappada Dolomiti https://www.sappadadolomiti.com/attivita/escursioni/
    [2] Passeggiate a Sappada e dintorni https://www.visitsappada.it/passeggiate-dolomiti.php
    [3] I MIGLIORI 10 Sentieri per trekking a Sappada (Aggiornato 2025) https://www.tripadvisor.it/Attractions-g1440400-Activities-c61-t87-Sappada_Province_of_Udine_Friuli_Venezia_Giulia.html
    [4] Le 10 escursioni e trekking migliori nei dintorni di Sappada – Plodn https://www.komoot.com/it-it/guide/621404/fantastici-trekking-e-escursioni-nei-dintorni-di-sappada-plodn
    [5] Escursioni a Sappada | Dolomiti https://www.visitsappada.it/escursioni-sappada.php
    [6] Girovagando per Sappada https://www.sappada.blog/girovagando-per-sappada/
    [7] escursioni in montagna a Sappada https://www.sappada.biz/escursioni-sappada.php
    [8] Le più belle passeggiate ed escursioni a Sappada – Outdooractive https://www.outdooractive.com/mobile/it/escursioni/sappada/escursioni-a-sappada/3899754/

  • Francesca Donato . Bambini italiani portarli in moschea

    Io sono da sempre schierata contro l’islamofobia, sono per il dialogo, la tolleranza e la tutela delle minoranze. Ma che dei bambini italiani delle elementari vengano portati in una moschea dalle maestre e iniziati alla religione musulmana è totalmente fuori da ogni canone dell’istruzione scolastica e della funzione stessa della scuola pubblica.

    WIKIPEDIA

  • ISTANBUL/CISTERNA BASILICA

    ISTANBUL/CISTERNA BASILICA

    (in turco Yerebatan Sarnıcı o Yerebatan Sarayı, cioè “palazzo sommerso”), è la più grande cisterna sotterranea ancora conservata in città.

    Fu costruita nel 532 d.C. dall’imperatore Giustiniano I durante l’Impero romano d’Oriente, ampliando una struttura preesistente del tempo di Costantino.

    La sua funzione principale era fornire acqua al grande palazzo imperiale e agli edifici circostanti tramite un sistema alimentato dall’acquedotto di Valente, capace di contenere fino a 80.000 metri cubi d’acqua.

    La cisterna misura circa 143 metri di lunghezza per 70 metri di larghezza, con una superficie che ospita 336 colonne alte circa 9 metri, di diversi stili architettonici, tra Ionico, Corinzio e Dorico, molte recuperate da edifici precedenti.

    La struttura sotterranea crea un effetto di grande suggestione per i visitatori, che possono passeggiare su passerelle sopra lo specchio d’acqua, ammirando colonne illuminate, e due iconiche teste di Medusa che fungono da basi di alcune colonne.

    La cisterna fu riscoperta casualmente nel XVI secolo, ma fu abbandonata fino al XX secolo, quando fu restaurata e aperta al pubblico nel 1987.

    Oggi è una meta turistica imperdibile a Istanbul, apprezzata per il suo valore storico, architettonico e per l’atmosfera unica di questo “palazzo sommerso”.

    Pvl

  • Once Again : 8/5/2025 – 7/9/2025

    Sono lieto di annunciare che dall’8 maggio al 7 settembre 2025, la magnifica Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano, uno spazio della Grande Brera restituito al pubblico lo scorso dicembre, ospiterà “Once Again”, una straordinaria installazione site-specific di Chiara Dynys, sapientemente curata da Anna Bernardini. Quest’opera monumentale trasformerà l’ambiente ipogeo in un paesaggio onirico di grande suggestione, con al centro una imponente macchina scenica che trae ispirazione dai fastosi teatri barocchi del Seicento. Tre rulli prospettici rotanti di notevoli dimensioni – dodici metri di lunghezza per dieci di larghezza – daranno vita alla simulazione del moto perpetuo delle onde che si infrangono dolcemente sulla riva. L’esperienza sarà arricchita da un suono meccanico ipnotico, conducendo lo spettatore a riflettere sul potente simbolismo del mare come metafora intrinseca di viaggio, trasformazione interiore e preziosa memoria.

  • Intervista televisiva con la Nbc

    Donald Trump ha dichiarato di non sapere se debba rispettare la Costituzione degli Stati Uniti.

    A un’altra domanda, ha risposto di non poter giudicare se i cittadini americani, come i non cittadini, meritino il giusto processo secondo quanto stabilito dalla legge suprema degli Usa, e ha commentato: “Non sono un avvocato”.

    Ha anche affermato di non essere alla ricerca di “un terzo mandato” e ha detto che intende estendere la scadenza per TikTok qualora non si raggiunga un accordo.

    Successivamente, sulla sua piattaforma Truth, ha annunciato la riapertura del carcere di Alcatraz e l’imposizione di dazi sui film stranieri.

    Pvl