Antonio Vangelli

Pittore italiano nato a Roma nel 1917 e attivo fino alla sua morte nel 2003, si caratterizza per uno sviluppo artistico che attraversa diverse fasi e stili.

Inizialmente legato alla “Scuola romana” a partire dal 1943, Vangelli si muove tra soggetti figurativi con un uso intenso del colore.

Dal 1945 al 1950 si allontana dai paesaggi tradizionali per concentrarsi su paesaggi industriali e urbani come ferrovie, complessi industriali, porti e gazometri, con una cromia dominata da sonorità di blu intenso e rosso cupo su masse scure o nere.

Ciò conferisce alle sue opere un’atmosfera profonda e vigorosa attraverso l’uso sapiente di queste tonalità.

Negli anni ’50, invece, si dedica a soggetti e scene del circo, mantenendo una stesura cromatica lirica e vibrante.

Successivamente, tra il 1955 e il 1965, sviluppa tematiche simboliche come la Torre di Babele, galassie e l’atomica, con colori e forme che riflettono una visione più astratta e concettuale.

Quindi, la cromia di Vangelli si distingue per l’uso espressivo e a tratti simbolico del colore, che va dal figurativo intenso agli spazi più metaforici e lirici, con prevalenza di toni forti come il blu e il rosso nella sua fase industriale e lirica.

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