I nostri politici

COME LI VEDO

L’osservazione del panorama politico attuale rivela una diffusa e profonda stanchezza, un sentimento che nasce dalla constatazione di una distanza sempre più incolmabile tra le reali necessità dei cittadini e le dinamiche del potere.

La figura del politico contemporaneo appare troppo spesso intrappolata in una recita perenne, un esercizio di pura retorica e posizionamento tattico che ha smarrito ogni autentica tensione ideale o capacità di visione a lungo termine.

Ciò che emerge è una gestione del potere frammentata, ridotta alla manutenzione del proprio consenso immediato e alla difesa di piccoli orti burocratici o di corrente.

La mediocrità dei singoli si maschera dietro linguaggi standardizzati e formule comunicative studiate a tavolino, mentre i problemi strutturali delle comunità rimangono privi di risposte concrete e coraggiose.

Questo scenario genera inevitabilmente un senso di estraneità e di lucido disincanto.

La politica, intesa come alto servizio e progetto culturale di trasformazione sociale, sembra aver ceduto definitivamente il passo a un pragmatismo sterile, dove l’apparenza e la scaltrezza contano molto più della sostanza e del merito.

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