Ugo Attardi
è stato una figura poliedrica e di grande spessore nel panorama culturale italiano del secondo Novecento.
Nato a Sori nel 1923 da genitori siciliani e cresciuto a Palermo, si trasferì a Roma nel dopoguerra, inserendosi immediatamente nel vivace dibattito artistico della capitale.
Il suo percorso iniziale lo vide tra i fondatori, nel 1947, del celebre gruppo astrattista Forma 1, insieme ad artisti come Carla Accardi, Pietro Dorazio, Perilli, Sanfilippo e Turcato.
Tuttavia, la sua urgenza espressiva lo portò ben presto a prendere le distanze dal rigore geometrico e dall’astrattismo puro per rimettere al centro l’uomo e la realtà.
Nel corso degli anni Cinquanta, Attardi abbracciò così una potente cifratura espressionista e figurativa, fortemente influenzata dalla durezza formale di George Grosz e Francis Bacon.
Questa svolta si tradusse in una pittura tesa, drammatica, intrisa di impegno civile e politico, capace di indagare le contraddizioni della società contemporanea con uno sguardo crudo e visionario.
All’inizio degli anni Sessanta consolidò questa posizione teorica e poetica partecipando alla fondazione del gruppo Il Pro e il Contro.
A partire dalla fine degli anni Sessanta, la sua urgenza plastica trovò un canale d’elezione nella scultura monumentale.
Le sue opere monumentali, spesso realizzate in bronzo o in legno, sono dislocate in spazi pubblici di rilievo internazionale.
Si ricordano in particolare il complesso Nelle Americhe a Buenos Aires, il monumento Il Vascello della Rivoluzione a Roma e la scultura Il Cristo donata a Papa Giovanni Paolo II, oggi conservata nei Musei Vaticani.
Attardi non fu solo pittore e scultore, ma anche un raffinato incisore e uno scrittore di talento, vincendo nel 1971 il Premio Viareggio Opera Prima con il romanzo L’erede selvaggio.
La sua intera traiettoria artistica, conclusasi a Roma nel 2006, resta una testimonianza di totale indipendenza intellettuale e di costante tensione morale.
Pvl
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