ASTRATTISMO EUROPEO
è stato uno dei massimi esponenti dell’astrattismo europeo e una figura centrale nel rinnovamento dell’arte italiana del secondo dopoguerra.
Nato a Roma nel 1927, iniziò giovanissimo gli studi di architettura prima di dedicarsi interamente alla ricerca visiva e alla pittura.
Nel 1947 fu tra i firmatari e fondatori del manifesto Forma 1, il gruppo che scosse l’ambiente culturale dell’epoca rivendicando la possibilità di essere sia formalisti sia marxisti.
Insieme a colleghi come Accardi, Sanfilippo, Perilli, Turcato e lo stesso Attardi, Dorazio sostenne che l’arte dovesse liberarsi dalla figurazione e dalla retorica celebrativa per concentrarsi esclusivamente sulla forma, sul segno e sul colore.
Il suo stile si evolverà rapidamente attraverso una fitta rete di contatti internazionali, che lo portarono a soggiornare a Parigi e a stringere rapporti duraturi con l’ambiente newyorkese.
Fu proprio negli Stati Uniti che l’artista consolidò la sua formula pittorica più celebre e riconoscibile, caratterizzata da reticoli cromatici e fitte trame di linee sovrapposte.
Queste griglie luminose non rappresentavano oggetti o simboli, ma esploravano la pura vibrazione della luce nello spazio e la reazione dell’occhio umano davanti alla stesura pura del colore.
Oltre all’intensa attività in studio, Dorazio fu un infaticabile operatore culturale e un teorico di rilievo.
Insegnò per oltre un decennio alla University of Pennsylvania, contribuendo a formare nuove generazioni di artisti e mantenendo un ponte costante tra la cultura visiva europea e quella americana.
Negli anni Settanta decise di stabilirsi a Todi, in Umbria, dove trasformò un antico monastero nel suo atelier principale e continuò a dipingere con inalterata energia.
La sua scomparsa, avvenuta a Perugia nel 2005, ha lasciato in eredità un corpus d’opere fondamentale per comprendere la transizione dell’arte del Novecento verso la modernità geometrica e percettiva.
Pvl
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