E IL SUO ECLETTISMO
Nato a Teheran nel 1936 in seno a una nobile famiglia persiana e giunto in Italia negli anni Cinquanta, Bijan Parvizyar soprannominato affettuosamente “Il Principe” rappresenta una figura singolare e poliedrica nel panorama dell’antiquariato, del collezionismo e della divulgazione culturale italiana. Il suo eclettismo non è un semplice esercizio di stile, ma una vera e propria cifra esistenziale che intreccia origini orientali, conoscenza accademica, sensibilità estetica e una straordinaria capacità comunicativa.
La cultura del manufatto tessile profondo conoscitore dei tappeti persiani e caucasici, Parvizyar ha saputo trattare l’arte tessile non come mero elemento d’arredo, ma come linguaggio simbolico, storico e pittorico, muovendosi con disinvoltura tra rarità antiche, Kilim, Aubusson e arazzi fiamminghi.
L’attività galleristica e imprenditoriale dalla gestione di gallerie e spazi espositivi fino alla curatela di mostre d’antiquariato a livello nazionale e internazionale, ha costruito un ponte costante tra il mercato dell’arte e la tutela dei manufatti di pregio.
La divulgazione e il palcoscenico televisivo la sua notorietà presso il grande pubblico si è consolidata attraverso la conduzione televisiva su emittenti dedicate all’arte come Telemarket e Arte Investimenti. Con un registro elegante, colto e insieme accessibile, ha saputo trasformare la narrazione del pezzo d’arte in un racconto narrativo di alto profilo esthetico.
L’apertura all’arte contemporanea oltre alla passione per l’antico e per la tradizione d’oriente, la sua ricerca ha continuamente sconfinato nelle dinamiche dell’arte contemporanea, dimostrando uno sguardo curioso e incapace di farsi confinare in una singola epoca o disciplina.
In questo intreccio tra alto collezionismo, cultura persiana, mecenatismo e carisma comunicativo risiede il cuore dell’eclettismo di Bijan Parvizyar : la capacità di leggere il valore plastico e figurativo dell’immagine ovunque esso si manifesti.
Lascia un commento