Un telegiornale si definisce di parte quando la copertura informativa abbandona il criterio di neutralità e la ricerca dell’obiettività per favorire sistematicamente una specifica parte politica, economica, ideologica o un gruppo di interesse.
Questa condizione non si manifesta quasi mai attraverso una dichiarazione aperta, ma si traduce in scelte editoriali ben precise:
Selezione delle notizie
Viene dato ampio spazio a fatti e dati favorevoli alla propria tesi o parte politica, mentre le notizie scomode o le voci critiche vengono ignorate, relegate a brevi accenni o relegate nei margini del telegiornale.
Gerarchia dell’informazione
I fatti favorevoli alla propria linea editoriale aprono il telegiornale come notizie di copertina, mentre le notizie contrarie o critiche vengono posizionate in fondo alla scaletta, riducendone la rilevanza percepita.
Linguaggio e aggettivazione
L’uso delle parole perde la sua funzione descrittiva e diventa valutativo. Per la parte sostenuta si impiegano termini neutri o celebrativi, mentre per gli avversari si ricorre a un vocabolario denotativo, allusivo o colpevolizzante.
Spazio e tempo di parola
Il tempo concesso alle diverse posizioni non è bilanciato. La parte favorita dispone di interviste lunghe, inquadrature curate e possibilità di argomentare, mentre agli avversari vengono riservati brevi estratti fuori contesto o battute di replica impoverite.
Inquadratura delle immagini e montaggio
Le immagini di accompagnamento vengono selezionate per influenzare il giudizio: contesti autorevoli, luminosi e ordinati per la propria parte; inquadrature sfavorevoli, momenti di imbarazzo o contesti di disordine per la controparte.
Uso delle fonti e degli esperti
Vengono interpellati quasi esclusivamente opinionisti, analisti o esperti che confermano la linea editoriale del telegiornale, presentando il loro punto di vista come una verità oggettiva e condivisa.
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