Palomar – L’editore del Sud che ha scelto Calvino
La fondazione
La casa editrice Palomar viene fondata a Bari nel 1989 da Gianfranco Cosma.
Non nasce come impresa commerciale, ma come progetto culturale militante.
Cosma – libraio, intellettuale, animatore culturale morto l’8 dicembre 2011 – decide di aprire una casa editrice nel Sud, fuori dal triangolo Milano-Torino-Roma dove si concentra tutta l’industria editoriale italiana.
La notizia fece rumore già allora che : come scriveva L’Unità nel febbraio 1992, da Bari arrivava “il cinquantanovesimo editore”, un’anomalia in una regione considerata periferica per il mercato del libro.
Perché Palomar?
Il nome non è casuale.
Viene da Palomar di Italo Calvino (1983), l’ultimo romanzo di Calvino, quello del signor Palomar che guarda il mondo cercando di descriverlo pezzo per pezzo, con rigore scientifico e stupore poetico.
Cosma scelse quel titolo come manifesto : fare l’editore come Palomar guarda il mare, un’onda alla volta.
La citazione di Marguerite Yourcenar che apriva il primo catalogo andava nella stessa direzione.
Intorno a lui si raccolse un nucleo di intellettuali – soprattutto dell’Università di Bari – ispirati proprio da quel pensiero critico, anti-sistematico, calviniano.
Il progetto: decentrare l’editoria
L’idea di Cosma era dimostrare che si poteva fare editoria di alta ricerca stando a Bari.
Non libri sul folklore pugliese, ma saggistica internazionale tradotta e prodotta al Sud.
Il culmine di questa visione è nel 2010: il catalogo Palomar conta 24 collane attive che coprono filosofia, semiotica, linguistica, storia meridionale, letteratura.
Le più importanti:
1. La semiotica di Bari – con Augusto Ponzio
Il cuore del catalogo. La collaborazione con Augusto Ponzio, professore ordinario di Filosofia del linguaggio a Bari Aldo Moro, ha generato una vera scuola.
Palomar ha pubblicato:
• Tra Bachtin e Lévinas. Scrittura, dialogo, alterità (2008)
• La collana Passages e Athanor, la serie monografica annuale di semiotica nata nel 1990 e diretta da Ponzio
• Traduzioni fondamentali di Emmanuel Lévinas (Su Blanchot, 1994), Maurice Blanchot, Michail Bachtin, che altrimenti non sarebbero mai arrivate in Italia al di fuori dei grandi editori del Nord
2. La questione meridionale
Palomar è stata una delle poche case editrici a trattare il Sud non come folklore ma come problema storiografico.
Ha pubblicato saggi sul Risorgimento, sul brigantaggio, sulla storia di Bari e della Puglia, curati da storici come Leuzzi ed Esposito.
Libri presentati nei licei classici baresi con dibattiti pubblici, con l’editore stesso presente.
3. La letteratura e il teatro
Accanto alla saggistica, una collana di narrativa italiana e traduzioni, sempre con attenzione alla sperimentazione linguistica, alla poesia e al teatro di ricerca.
L’identità
Palomar è riuscita in quello che pochi hanno fatto: costruire un’identità culturale riconoscibile a livello nazionale pur operando con distribuzione indipendente.
Non ha inseguito best-seller, ha puntato su tirature medio-piccole, su apparati critici curati, su traduzioni fatte da studiosi e non da traduttori a cottimo.
Dopo la morte di Gianfranco Cosma nel 2011, la casa editrice ha proseguito l’attività sotto forma di Palomar di Alternative srl, mantenendo la sede a Bari e la stessa linea: un’editoria lenta, artigianale, universitaria nel senso migliore del termine – dove il libro è ancora strumento di pensiero, non solo prodotto.
Pvl
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