Significa spesso rimanere imprigionati in un’identità che non ci appartiene più, legandosi a definizioni, errori o ruoli che appartengono unicamente al passato.
Quando il ricordo diventa una minaccia anziché un terreno di comprensione, si finisce per difendere una forma rigida di se stessi, impedendo a ogni nuova esperienza di trasformare il presente.
L’identità non è un dato immobile da preservare, ma un processo continuo che si nutre proprio della capacità di rielaborare ciò che è stato senza lasciarsene dominare.
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