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  • Bolzan

    Flaminia Bolzan

    PSICOLOGA E CRIMINOLOGA ITALIANA

    con una vasta esperienza nel suo campo, attiva sia nel settore accademico che in programmi televisivi e radiofonici.

    È autrice di libri e ha collaborato con università e trasmissioni di grande visibilità, come “Mattino 5” e “Unomattina” .

    Biografia e attività professionali

    Ha conseguito un dottorato di ricerca in pedagogia speciale presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” e una laurea in psicologia clinica e di comunità.

    Collabora con l’università e con varie istituzioni nel campo della criminologia, della psicologia forense e nella formazione.

    È autrice del romanzo “Turchese” e ha pubblicato una monografia intitolata “Il lato oscuro dell’animo umano”.

    È molto presente sui social media e partecipa attivamente a eventi pubblici e televisivi, approfondendo temi di cronaca nera e criminologia .

    Presenza mediatica e pubblicazioni

    Ha partecipato a vari programmi televisivi, tra cui “Mattino 5” e “Unomattina”, offrendo consulenze e commenti su casi di cronaca nera.

    La sua presenza sui social media, soprattutto su Instagram, evidenzia il suo ruolo pubblico e la sua attività divulgativa nel settore .

    Libri e pubblicazioni

    Oltre al romanzo “Turchese,” ha scritto anche una monografia sulla psicologia criminale e un progetto di ricerca su sport e carcere, che segue come parte del suo Dottorato .

    Pvl

  • GUALTIERO MARCHESI

    GUALTIERO MARCHESI

    (Milano, 19 marzo 1930 – Milano, 26 dicembre 2017) è stato un cuoco e gastronomo italiano considerato il fondatore della nouvelle cuisine italiana.

    È unanimemente riconosciuto come lo chef italiano più noto al mondo e uno dei maggiori artefici dello sviluppo della cucina italiana moderna, che ha popularizzato elevandola a una forma d’arte e cultura riconosciuta a livello internazionale.

    Nato in una famiglia di albergatori e ristoratori, Marchesi ha iniziato la sua formazione in Svizzera, frequentando la scuola alberghiera di Lucerna tra il 1948 e il 1950.

    Successivamente si è perfezionato in Francia, lavorando in ristoranti prestigiosi come il Ledoyen a Parigi.

    Nel 1977 ha aperto il suo primo ristorante a Milano, ottenendo nel 1978 la prima stella Michelin, e nel 1986 è stato il primo chef in Italia a ricevere tre stelle Michelin.

    Marchesi ha rivoluzionato la cucina italiana con una visione d’insieme che coinvolgeva non solo i piatti, ma anche il servizio e l’esperienza gastronomica.

    Tra i suoi piatti più celebri ci sono il risotto allo zafferano con foglia d’oro e il raviolo aperto.

    È stato anche un importante maestro per chef di fama successiva come Carlo Cracco e Davide Oldani.

    Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha preso parte all’insegnamento culinario, diventando rettore di ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

    Ha inoltre fondato una fondazione che promuove la cultura del bello e del gusto nelle arti.

    La sua eredità è quella di aver trasformato la cucina italiana in un fenomeno internazionale di alta gastronomia e cultura .

    Pvl

  • LAURA PEPE

    E’ una giornalista professionista italiana che lavora per Rai dal dicembre 1990.

    Attualmente è corrispondente Rai dagli Stati Uniti (dal 2023).

    Ha una lunga carriera come inviata e caporedattrice, con esperienze significative in cronaca e esteri, specializzandosi soprattutto su temi internazionali e politici.

    Ha seguito eventi importanti come l’inchiesta Mani pulite, il processo Marta Russo, gli attentati dell’11 settembre 2001, elezioni francesi, spagnole e americane (presidenziali dal 2012 e midterm).

    È stata autrice e conduttrice della rubrica “Super Tuesday” su Radio1, dedicata alle primarie presidenziali USA, e ha creato podcast originali su tematiche americane.

    In sintesi, come giornalista, Laura Pepe ha un profilo autorevole e consolidato nell’ambito del giornalismo politico-internazionale, con un ruolo di primo piano all’interno della Rai e una specializzazione sugli Stati Uniti .

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  • Il crollo parziale della Torre dei Conti 

    Il crollo parziale della Torre dei Conti a Roma, monumento storico del XIII secolo vicino ai Fori Imperiali, è avvenuto il 3 novembre 2025 durante lavori di restauro, coinvolgendo gli operai presenti e portando alla transennatura dell’area per verifiche di stabilità.

    La torre, simbolo del potere nobiliare medievale romano, aveva già subito danni in passato, ma mai un cedimento così grave negli ultimi decenni.

    Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha collegato l’incidente alla politica estera italiana, criticando il sostegno economico e militare che l’Italia fornisce all’Ucraina, pari a circa 2,5 miliardi di euro, definendolo uno “spreco” che simbolicamente avrebbe provocato il “crollo” del Paese stesso, dall’economia alle torri.

    Questo commento è stato visto come una provocazione rivolta al governo italiano.

    Da parte italiana, non è arrivata una risposta ufficiale dal governo, ma fonti della Farnesina hanno definito fuori luogo l’associazione tra un incidente edilizio e le scelte di politica estera.

    Le relazioni tra Italia e Russia continuano a essere tese a causa del supporto italiano al governo di Zelensky e alle sanzioni europee contro Mosca.

    Pvl

  • Alexey Vladimirovich Paramonov

    Alexey Vladimirovich Paramonov

    Profilo diplomatico

    Nato nel 1962 è un diplomatico russo con una lunga e prestigiosa carriera nel Ministero degli Esteri della Federazione Russa.

    Laureato nel 1986 presso il Moscow State Institute of International Relations (MGIMO), ha sviluppato competenze linguistiche in italiano, francese e inglese.

    Dal 1988

    ha ricoperto vari incarichi diplomatici, culminando nel ruolo di Console Generale della Russia a Milano (2008-2013) e successivamente come direttore del Primo Dipartimento Europeo del Ministero degli Esteri russo dal 2015.

    Nel 2023 è stato nominato Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Russia in Italia e San Marino.

    Tra i riconoscimenti ottenuti figurano la Medaglia dell’Ordine al Merito per la Patria di II grado e il Certificato di Onore del Presidente della Federazione Russa.

    Come ambasciatore a Roma, Paramonov ha promosso il dialogo diplomatico e l’importanza di sviluppare relazioni bilaterali vantaggiose tra Italia e Russia, anche in un contesto geopolitico complesso.

    Pvl

  • MATTIA BOTTOLO

    E’ un pallavolista italiano nato il 3 gennaio 2000 a Bassano del Grappa.

    È uno schiacciatore che attualmente milita nella squadra della Lube e ha ottenuto importanti successi sia a livello di club che di nazionale.

    Carriera e successi principali

    Bottolo ha iniziato la sua carriera nel 2015 nel Bassano e successivamente ha giocato nel Padova, arrivando alla Serie A1 nella stagione 2019-20.

    Nel 2022-23 si è trasferito alla Cucine Lube Civitanova, con cui ha vinto il campionato italiano e la Coppa Italia del 2024-25.

    A livello internazionale, ha fatto parte della nazionale italiana, partecipando a numerosi tornei e ottenendo medaglie d’oro ai campionati europei del 2021 e al mondiale del 2022.

    È stato anche convocato per le Olimpiadi di Parigi 2024, rappresentando l’Italia.

    Profilo e riconoscimenti

    È riconosciuto come uno dei talenti emergenti nella pallavolo italiana, con una carriera che vede già importanti riconoscimenti e partecipazioni ai principali tornei nazionali e internazionali.

    È attivo anche sui social media, come Instagram, dove condivide momenti della sua carriera e vita privata.

    Oltre alla pallavolo indoor, si distingue anche nel beach volley, avendo vinto il Trofeo delle Regioni nel 2017 e diverse convocazioni nella nazionale juniores.

    Pvl

  • Francesi ingenui

    se non proprio cretini.

    Le password di sicurezza del sistema di videosorveglianza del Louvre erano insensatamente semplici e facilmente indovinabili: “LOUVRE” per l’accesso al sistema e “THALES” per il software di sicurezza.

    Queste password banali e predefinite, che erano addirittura il nome del museo e del software, sono state segnalate in documenti ufficiali risalenti al 2014 e aggiornati fino al 2024.

    Non è chiaro se queste credenziali siano state cambiate dopo, ma la rivelazione ha evidenziato gravi mancanze nel sistema di sicurezza di uno dei musei più importanti e sorvegliati del mondo.

    La ministra della Cultura Rachida Dati ha ammesso pubblicamente che “qualcosa non ha funzionato” nel sistema, sottolineando l’esistenza di zone cieche nella videosorveglianza esterna e discrepanze negli standard di sicurezza, con la conseguente apertura di un’inchiesta amministrativa.

    Questa scoperta ha messo in luce una vulnerabilità elementare in un sistema che avrebbe dovuto essere impenetrabile, suscitando grande imbarazzo pubblico e forte critica sul piano della cybersecurity e della sicurezza fisica del museo.

    Questi fatti emergono a seguito di un furto spettacolare avvenuto al Louvre con conseguenze giudiziarie e politiche rilevanti.

    Pvl

  • Alessia Fabiani

    Alessia Fabiani

    E’ un’attrice, showgirl ed ex modella italiana

    nata a L’Aquila il 10 dicembre 1976.

    Ha iniziato la sua carriera da bambina recitando nella sit-com Orazio, interpretando la figlia dei protagonisti Maurizio Costanzo e Simona Izzo.

    Nel 1994 ha vinto il concorso di bellezza Bellissima, che le ha permesso di entrare nel mondo della televisione Mediaset, conducendo programmi e lavorando come modella.

    La sua grande popolarità è arrivata dal 1999 al 2002, quando è stata una delle celebre “letterine” nel programma televisivo Passaparola, condotto da Gerry Scotti.

    Negli anni successivi ha partecipato come tronista a Uomini e Donne, ha lavorato come inviata e conduttrice in diversi programmi Mediaset e ha partecipato a reality show come La Fattoria.

    Dal 2007 si è dedicata soprattutto al teatro e al cinema, oltre a occuparsi della famiglia.

    Nel 2018 ha recitato nel film Loro diretto da Paolo Sorrentino.

    Nel 2025 è tornata in televisione come concorrente de Isola dei Famosi. Alessia Fabiani è anche molto attiva sui social network, dove condivide aspetti della sua vita privata, inclusa la sua relazione con Dario Berrettini, il compagno che ha presentato pubblicamente di recente.

    In sintesi, Alessia Fabiani è una figura nota nel panorama dello spettacolo italiano per la sua versatilità come attrice, showgirl e conduttrice, con una carriera iniziata giovanissima e ancora attiva .

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  • Maria Veronica Zinnia

    Maria Veronica Zinnia

    Conosciuta come Beccamorta è una influencer bolognese di 30 anni

    che ha costruito la sua popolarità sui social raccontando storie di persone defunte, anche sepolte da oltre un secolo, attraverso video e foto realizzati nei cimiteri monumentali, in particolare alla Certosa di Bologna.

    Pulisce tombe abbandonate e dà loro nuova vita, raccontando le storie dietro le lapidi spesso segnate da vicende tragiche o suicidi.

    La sua passione per i cimiteri nasce già da piccola, quando il 2 novembre visitava con curiosità il cimitero, inizialmente con l’idea di diventare tanatoesteta, ma poi trasformando quel legame in un racconto pubblico.

    Il progetto Beccamorta si è concretizzato in un percorso personale, nato da un momento di difficoltà e depressione, durante il quale Maria Veronica ha trovato nei cimiteri uno spazio di riflessione e guarigione.

    Visitare tombe abbandonate e immaginare le vite di chi vi è sepolto le ha permesso di ritrovare speranza e di trasformare il dolore individuale in un messaggio collettivo di memoria e resilienza.

    Con i suoi contenuti, Beccamorta ha portato alla luce la bellezza dei cimiteri considerati musei a cielo aperto, ricchi di storia, arte e memoria.

    Attraverso un linguaggio visivo intenso, che mescola poesia e cronaca, coinvolge un pubblico variegato di studenti, appassionati d’arte, fotografi e curiosi, creando una comunità che vede nei cimiteri non solo luoghi di lutto, ma veri e propri archivi di storie e identità collettive.

    Il suo lavoro ha anche preso la forma di un volume editoriale autoprodotto, con l’obiettivo di conservare e diffondere queste memorie.

    In sintesi, Beccamorta trasforma i cimiteri da luoghi di dolore in spazi di bellezza, memoria e riflessione sociale, dando voce a storie dimenticate e invitando a un diverso sguardo verso la morte e il passato, costruendo così una forma originale e collettiva di racconto e memoria culturale .

    Pvl

  • Giallo Senegal

    Giallo Senegal

    Nel contesto culturale e simbolico del Senegal, rappresenta un colore di grande bellezza e significato.

    Esso è associato alla speranza, alla consapevolezza e alla forza femminile, specialmente nel ruolo di supporto, intuizione, nutrimento e saggezza nella comunità.

    È un giallo che, pur essendo apparentemente in ombra, racchiude una reale forza e vitalità che illumina ogni angolo della vita quotidiana in Senegal, come parte dei colori che emanano le donne e che raccontano storie di vita, resistenza e bellezza .

    In termini estetici e naturali, un giallo intenso e brillante può essere visto anche in varietà botaniche coltivate come la Rosa Senegal, che presenta un giallo intenso con sfumature più chiare verso il centro, creando un effetto luminoso, solare e di grande eleganza, evocando così la stessa intensità cromatica del giallo Senegal .

    In sintesi, la bellezza del colore nel giallo Senegal va oltre una semplice tinta, rappresentando un valore simbolico di vitalità, speranza e forza, così come un impatto estetico di brillantezza e calore nelle espressioni naturali e culturali del Paese.

    Questa ricchezza cromatica racconta una storia vibrante che unisce natura, cultura e significati profondi nella vita senegalese .

    Pvl

  • La potenza del Pattex

    si riferisce alla sua capacità di incollaggio forte e duraturo, adatto sia per lavori professionali che di fai-da-te. Il marchio Pattex, presente dal 1956, è noto per offrire una gamma molto potente di adesivi che funzionano su molti materiali per fissaggi, assemblaggi e riparazioni con risultati garantiti. In particolare, la colla “Pattex Montaggio Power” ha una forza di adesione iniziale molto alta, con una resistenza sui 150 kg/m², rendendola ideale per incollare materiali assorbenti come intonaco, ceramica, PVC, e può essere usata sia in interno che esterno. Le formule dei prodotti Pattex includono tecnologie avanzate, come la presa rapida e resistenza a condizioni ambientali varie, tra cui acqua e temperature da -30°C a +80°C.

    In sintesi, la potenza del Pattex si traduce in adesivi forti, resistenti, versatili per molte superfici, e facili da usare, con l’innovazione continua di Henkel per rispondere alle esigenze di artigiani e hobbisti con soluzioni efficienti e durature.[1][2][3]

    Fonti :
    [1] Tutto su Pattex https://www.pattex.it/a-proposito-di-pattex.html
    [2] PATTEX SALDATUTTO POWER EPOXY 24GR | 1659551 https://www.demattia.it/it/PATTEX-SALDATUTTO-POWER-EPOXY-24GR/1659551
    [3] Potenza per colla di installazione, cartuccia, bianco, 370G https://www.leroymerlin.it/prodotti/potenza-per-colla-di-installazione-cartuccia-bianco-370g-1829524-83851252.html
    [4] Pattex Adesivo di potenza Trasparente kaufen https://www.bauhaus.ch/it/pattex-adesivo-di-potenza-trasparente/p/15350803
    [5] Prodotti https://www.pattex.it/products.html
    [6] Pattex Potenza – acquista su Galaxus https://www.galaxus.it/it/s12/product/pattex-potenza-250-g-1000-ml-colla-6190176
    [7] Pattex 100% di potenza multipla – acquista su Galaxus https://www.galaxus.it/it/s12/product/pattex-100-di-potenza-multipla-50-g-colla-8050263
    [8] PATTEX Adesivi – Prodotti – Henkel Italia Srl https://www.portalehenkel.it/brands/prodotti/index.html?bid=5

  • Felice quando trasformo un rifiuto

    esprime un concetto di crescita personale e trasformazione positiva. Significa trovare felicità e realizzazione nel saper trasformare qualcosa di considerato inutile o negativo (un rifiuto) in qualcosa di utile e di valore. Questo riflette l’idea di cambiamento e di evoluzione come strada verso la felicità, dove si sceglie di non accettare passivamente ciò che fa soffrire ma di trasformarlo in opportunità di crescita e miglioramento.

    Questo concetto si collega a un approccio di vita in cui la felicità nasce dal potenziare e valorizzare ciò che si ha o ciò che si può trasformare, invece di concentrarsi sulle mancanze o sugli ostacoli. È un invito a vedere ogni esperienza, anche negativa, come una risorsa da cui poter trarre energia e forza per evolversi e realizzarsi pienamente

  • Trash Art

    Trash Art

    La Trash Art, o arte del rifiuto, è una corrente artistica contemporanea che trasforma materiali scartati, rifiuti o oggetti abbandonati in opere d’arte. Non si limita semplicemente al riciclo, ma rappresenta una vera e propria liberazione del valore estetico e simbolico di ciò che viene considerato inutile o spazzatura.

    L’arte del rifiuto nasce a partire dal gesto innovativo di artisti come Marcel Duchamp, che con i suoi «ready-made» ha mostrato come l’arte possa essere una questione di sguardo e di contesto, più che di tecnica manuale o bellezza tradizionale. Nel tempo, la Trash Art è diventata uno strumento di denuncia sociale e ambientale, mettendo in luce i problemi del consumismo e dello spreco. Questa forma d’arte invita a riflettere sul nostro rapporto con i materiali, il consumo e la sostenibilità.

    In Italia la Trash Art si intreccia spesso con tradizioni artigianali e religiose e sta uscendo dalle gallerie per entrare in spazi pubblici, scuole e quartieri, diventando occasione di educazione civica e rigenerazione sociale. In questo senso, la Trash Art non è solo estetica, ma un gesto etico che produce valore sociale attraverso il recupero e la trasformazione creativa dei materiali scartati.

    In sintesi, la Trash Art o arte del rifiuto:

    Trasforma i rifiuti in opere artistiche con un significato estetico e sociale.

    Ha origini nel gesto del ready-made di Duchamp e si è evoluta in una critica al consumismo.

    Promuove la sostenibilità e la consapevolezza ambientale attraverso l’arte.

    In Italia è legata anche a tradizioni culturali e ha un ruolo educativo e sociale .

  • Sigari Rossli

    I sigari “Rössli” sono una marca di sigari di qualità, riconosciuti per la loro miscela di tabacchi accuratamente selezionati provenienti dall’estero.

    Tra i prodotti più noti c’è il modello “Rössli 7 Lang Mezzo sigaro”, un sigaro di dimensioni medie (lunghezza circa 10 cm, diametro 1,2 cm) con una forma leggermente affusolata da un lato, che rende l’esperienza di fumo piacevole e maneggevole.

    Questi sigari offrono un aroma pieno e rotondo, con un gusto delicato ma distintivo, adatto sia ai principianti sia agli appassionati esperti.

    Sono confezionati in set pratici, ideali per un momento di pausa o per condividere con amici Rössli 7 Lang Mezzo sigaro.

    In sintesi, i “Sigari Rössli” sono una scelta di prima classe per chi cerca una fumata di qualità con una buona durata, apprezzata in particolare per la tradizione e l’eccellenza nella lavorazione e negli ingredienti del tabacco.

    Pvl

  • ELISABETTA CAMETTI

    ELISABETTA CAMETTI

    http://www.elisabettacametti.com/?page_id=59

    E’ una scrittrice italiana nata nel 1970 a Gattinara.

    Laureata in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha lavorato per oltre vent’anni nel settore editoriale, svolgendo il ruolo di direttore generale della divisione Collezionabili della casa editrice De Agostini e successivamente nel gruppo internazionale Eaglemoss a Londra.

    È conosciuta come “la signora italiana del thriller” e ha esordito nel 2013 con il romanzo thriller I guardiani della storia, che ha riscosso grande successo internazionale ed è il primo di una serie con protagonista Katherine Sinclaire.

    Ha continuato la serie K con altri titoli tra cui Nel mare del tempo (2014) e Dove il destino non muore (2018), vincitore del Premio Selezione Bancarella nel 2019.

    Nel 2015 ha dato avvio alla serie 29, con protagonisti personaggi come la fotoreporter Veronika Evans, con i romanzi Il regista e Caino. Nel 2021 si è distinta con un thriller psicologico con protagonista una fashion blogger, mentre nel 2023 ha pubblicato Una brava madre, un libro che esplora le pieghe oscure della mente criminale.

    Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti anche accademici: nel gennaio 2025 le è stato conferito un Master honoris causa in Scienze forensi e investigazione criminale dall’Istituto di Scienze Forensi per i suoi meriti nell’editoria legata all’investigazione criminale.

    Elisabetta Cametti è anche opinionista in programmi televisivi di attualità e cronaca su Rai 1 e Mediaset, e i suoi libri sono stati pubblicati in una dozzina di paesi.

    È conosciuta per la capacità di creare personaggi forti e storie adrenaliniche, spesso ancorate alla realtà del crimine e del thriller psicologico.

    Pvl

  • EGITTO

    IL CAIRO/GIZA/GRAND EGYPTIAN MUSEUM/GEM

    Inaugurato ufficialmente il 1° novembre 2025 a Giza, vicino al Cairo, è il più grande museo al mondo dedicato all’antica civiltà egizia.

    Ospita oltre 100.000 reperti, tra cui l’intero tesoro di Tutankhamon, che per la prima volta viene esposto insieme in una galleria di circa 7.000 metri quadrati.

    Un contributo italiano di eccellenza nel progetto è dato dall’azienda Goppion, specializzata in ingegneria museale, che ha realizzato le vetrine espositive ad altissimi standard di conservazione e sicurezza.

    Le vetrine di Goppion, ad esempio quella per il ventaglio cerimoniale di piume di struzzo del faraone, sono progettate per garantire condizioni ottimali grazie a un controllo del microclima e tecnologie all’avanguardia.

    Questo rappresenta un nuovo standard internazionale nella protezione e valorizzazione di beni culturali così delicati.

    Il museo si estende

    su quasi 500.000 metri quadrati e accoglie più di 57.000 reperti esposti, raccontando la storia dell’Egitto dalla preistoria fino all’epoca romana.

    Oltre al tesoro di Tutankhamon, vi sono imponenti statue come quella di Ramses II, spostata dalla piazza Ramses del Cairo, e altre opere di grandissimo valore storico e artistico.

    Il GEM è un simbolo

    di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica ed è destinato a diventare un importante polo culturale e turistico globale, con un’aspettativa di circa 5 milioni di visitatori l’anno .

    Pvl

  • Litfiba

    L’Eterna Danza tra New Wave e Rock Mediterraneo .

    Se esiste una band capace di incarnare lo spirito ribelle, teatrale e viscerale dell’Italia degli ultimi quarant’anni, quella band sono i Litfiba.

    Nati nel 1980 nel fumo della cantina di via de’ Bardi a Firenze, il gruppo ha saputo traghettare il suono oscuro della New Wave europea verso le coste soleggiate e polverose del Mediterraneo, creando un genere unico e inconfondibile.

    Gli Anni d’Oro e la “Trilogia del Potere”

    Il primo decennio dei Litfiba è un viaggio esoterico e politico.

    Con album come Desaparecido, 17 Re (considerato da molti il capolavoro assoluto del rock italiano) e Litfiba 3, la band esplora il tema del potere in tutte le sue forme : dittature, religione e controllo sociale.

    In questo periodo, la voce baritonale di Piero Pelù e le trame chitarristiche psichedeliche di Ghigo Renzulli creano un’alchimia perfetta.

    È un rock colto, influenzato dai suoni mediorientali, dal post-punk e da una poetica che non ha paura di essere criptica e provocatoria.

    La Svolta Rock e la “Tetralogia degli Elementi”

    Negli anni ’90, i Litfiba cambiano pelle. Il suono si fa più duro, diretto e “fisico”. Inizia la celebre Tetralogia degli Elementi, dove ogni disco rappresenta una forza della natura :

    El Diablo (1990)

    Il Fuoco. Un successo commerciale travolgente che sdogana il rock duro nelle radio italiane.

    Terremoto (1993)

    La Terra. L’album più pesante e arrabbiato, influenzato dal clima di Tangentopoli.

    Spirito (1994)

    L’Aria. Un ritorno a sonorità solari e gitane.

    Mondi Sommersi (1997)

    L’Acqua. Sperimentazione elettronica e grandissimo successo pop-rock.

    L’Addio e il Ritorno

    L’Ultimo Girone

    Dopo la separazione nel 1999 e i rispettivi percorsi solisti, la reunion del 2010 ha dimostrato che il marchio Litfiba è rimasto indelebile.

    Fino ad arrivare al 2022 con l’Ultimo Girone, il tour d’addio che ha chiuso un cerchio iniziato quarant’anni prima, lasciando un’eredità fatta di migliaia di concerti incendiari e canzoni che sono diventate inni generazionali (Cangaceiro, Proibito, Regina di Cuori, Fata Morgana).

    Perché i Litfiba sono ancora fondamentali?

    Oggi, in un panorama musicale spesso dominato dall’effimero, i Litfiba ci ricordano l’importanza della fisicità sul palco e dell’impegno civile tradotto in arte.

    Hanno insegnato a intere generazioni che si può fare rock in italiano senza scimmiottare gli anglosassoni, ma attingendo dalle proprie radici culturali, dal folklore e dalla forza del linguaggio.

    Curiosità

    Il nome “Litfiba” non è casuale, ma è un acronimo telegrafico legato alla loro storia fiorentina: L (Località) IT (Italia) FI (Firenze) BA (Via de’ Bardi).

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  • Cosmary Fasanelli

    Cosmary Fasanelli

    E’ una giovane ballerina e modella pugliese, nota per essere la velina mora del programma televisivo satirico “Striscia la Notizia”.

    Originaria di Brindisi, ha iniziato a studiare danza fin da piccola e ha partecipato a diversi concorsi di bellezza, vincendo anche il titolo di Miss Cinema a Miss Italia.

    Dopo aver preso parte al talent show Amici di Maria De Filippi come ballerina, nel 2022 è entrata a far parte di Striscia la Notizia come velina mora, ruolo che ricopre anche per la stagione 2023/24.

    Insieme alla collega Anastasia Ronca, Cosmary si esibisce negli stacchetti del programma, portando freschezza e talento sul bancone satirico del tg di Canale 5.

    Nonostante il successo, Cosmary ha confessato in interviste di trovare sgradevole lo stereotipo della ballerina “bella ma…” e di considerare la danza la sua vera passione e una vera “università” per la crescita personale e professionale.

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  • Abitare vicino al Cimitero Monumentale

    Abitare vicino al Cimitero Monumentale

    In occasione di Halloween, un’analisi di Immobiliare.it Insights ha esaminato i prezzi degli immobili situati a cinque minuti a piedi dai cimiteri monumentali più celebri d’Italia, mostrando come vivere vicino a questi luoghi possa avere impatti diversi sul mercato immobiliare.

    A Milano, abitare vicino al Cimitero Monumentale, luogo di grande valore artistico e storico, significa pagare in media oltre 7.100 euro al metro quadro, cifra superiore di circa 1.500 euro rispetto alla media della città (5.564 euro/mq).

    Firenze segue con prezzi medi di circa 5.700 euro/mq vicino al Cimitero delle Porte Sante, ben sopra la media cittadina di 4.669 euro/mq, mentre a Roma il costo vicino al Cimitero del Verano supera i 5.000 euro/mq contro una media di 3.641 euro/mq.

    In altre città come Bologna, il mercato è più equilibrato: il Cimitero Monumentale della Certosa è circondato da case con prezzi in linea con la media comunale (circa 3.600 euro/mq).

    A Napoli, il prezzo vicino al Cimitero delle Fontanelle è inferiore alla media cittadina (2.600 euro/mq contro quasi 3.000 euro/mq).

    Situazione simile si riscontra a Torino vicino al Cimitero Monumentale con prezzi di 2.000 euro/mq, leggermente sotto la media locale.

    Nei centri del Sud come Palermo (Cimitero dei Cappuccini) e Messina (Cimitero Monumentale) i prezzi sono ancora più bassi rispetto alle medie cittadine, rispettivamente 1.232 euro/mq contro 1.519 euro/mq a Palermo e 874 euro/mq contro 1.049 euro/mq a Messina.

    Genova, con il suo Cimitero Monumentale di Staglieno, offre un vero affare abitativo con prezzi intorno a 1.034 euro/mq rispetto a una media cittadina di 1.735 euro/mq.

    In sintesi, la vicinanza ai cimiteri monumentali può rappresentare un investimento di prestigio e più costoso nelle grandi città del Nord e Centro Italia, mentre nel Sud i prezzi spesso risultano più convenienti rispetto alla media urbana, offrendo una combinazione di verde, silenzio, arte e storia

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  • Alfredo Mantovano

    Alfredo Mantovano

    E’ un politico e magistrato italiano, nato a Lecce il 14 gennaio 1958.

    Attualmente ricopre il ruolo di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Meloni, con funzione di Segretario del Consiglio.

    Carriera e incarichi principali

    Mantovano ha una lunga carriera nel settore giudiziario e politico.

    È stato magistrato di cassazione e ha svolto vari ruoli di rappresentanza politica :

    Deputato alla Camera in diverse legislature (XIII, XIV, XVI).

    Senatore nella XV legislatura.

    Sottosegretario di Stato al Ministero dell’interno nel governo Berlusconi II, III e IV, tra il 2001 e il 2011.

    Consigliere alla Corte di Cassazione e alla Corte di appello di Roma.

    Attualmente, sottosegretario nel governo Meloni dal 23 ottobre 2022, con delega anche alla cybersicurezza e alle politiche antidroga.

    Attività e visibilità pubblica

    Mantovano è stato anche coinvolto in iniziative legislative e ha collaborato con diverse istituzioni, con un focus su sicurezza, legalità e riforme giudiziarie.

    È stato inoltre oggetto di critiche e dibattiti politici, come mostrato in recenti attacchi pubblici, tra cui commenti di Matteo Renzi che lo ha accusato di aver fatto parte delle correnti della magistratura.

    Pvl

  • Nicolas Maduro Moros

    E’ un politico e sindacalista venezuelano nato a Caracas il 23 novembre 1962.

    È presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela dal 19 aprile 2013, dopo essere stato presidente ad interim dal 5 marzo al 19 aprile 2013.

    Maduro ha iniziato come autista di autobus e dirigente sindacale, entrando in politica con l’elezione all’Assemblea nazionale nel 2000.

    È considerato il successore e delfino di Hugo Chávez, avendo servito come Ministro degli Esteri dal 2006 al 2013 e vicepresidente nel 2012-2013.

    Durante la sua presidenza, il Venezuela ha subito un grave peggioramento economico caratterizzato da corruzione, inflazione elevata, aumento della povertà, carenza di generi di prima necessità e un aumento del crimine.

    Questo ha portato a proteste e sommosse a partire dal 2016. Dal 2019, Juan Guaidó, allora presidente dell’Assemblea Nazionale, ha dichiarato illegittimo il mandato di Maduro e si è autoproclamato presidente ad interim, ottenendo il riconoscimento di diversi Paesi occidentali, mentre altri Stati continuano a riconoscere Maduro come legittimo presidente.

    Maduro è accusato dagli Stati Uniti di traffico di droga ed esercita un controllo forte sulle istituzioni venezuelane, incluso il sistema giudiziario, la polizia e l’esercito, tanto che il Venezuela viene definito una dittatura da vari osservatori internazionali. Il suo governo cerca di mantenere il potere anche attraverso elezioni contestate e propaganda, mentre l’opposizione denuncia brogli e repressioni. Recentemente il suo partito ha ottenuto vittorie elettorali importanti, ma la crisi economica e sociale nel paese rimane grave.

    In sintesi, Nicolás Maduro è una figura politica controversa, leader del Venezuela dal 2013, al centro di una profonda crisi politica, economica e sociale che coinvolge riconoscimenti internazionali contrastanti e accuse di autoritarismo e corruzione .

  • Perché l’America attacca il Venezuela ?

    Gli Stati Uniti hanno intensificato le azioni militari contro il Venezuela principalmente sotto la giustificazione della lotta al narcotraffico.

    L’amministrazione Trump ha condotto attacchi letali contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga e ha dispiegato una massiccia presenza militare nel Mar dei Caraibi, incluso l’invio della portaerei USS Gerald R. Ford.

    Questo è stato motivato dall’accusa che il Venezuela sia un “narco-Stato”, con il presidente Nicolás Maduro accusato di essere coinvolto personalmente nel traffico della droga tramite il presunto cartello dei Soles.

    In aggiunta, gli Stati Uniti accusano il governo venezuelano di aver svuotato le prigioni, permettendo ai criminali di emigrare e creare problemi negli USA, e segnalano un aumento dell’afflusso di droga proveniente dal Venezuela verso il territorio americano.

    Le azioni militari e le operazioni segrete della CIA sono viste anche come un tentativo di destabilizzazione del governo di Maduro, che il governo venezuelano percepisce come una minaccia di invasione per il controllo delle risorse petrolifere.

    Le tensioni sono molto elevate, con accuse reciproche, raid militari e una possibile escalation verso un conflitto più ampio.

    Alcuni esperti suggeriscono che dietro la lotta alla droga ci sia in realtà l’obiettivo di contenere governi non allineati in America Latina e possibilmente rimuovere Maduro dal potere.

    Gli Stati Uniti giustificano le azioni dichiarando di combattere organizzazioni di narco-terrorismo, mentre il Venezuela parla di aggressione illegale e preparazione di un’invasione militare .

    Pvl

  • RITA CAVALLARO

    RITA CAVALLARO

    Ecco una panoramica sull’autrice e giornalista italiana Rita Cavallaro.

    Biografia e formazione

    Rita Cavallaro è nata in Calabria e vive a Roma. 

    Ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza Università di Roma. 

    La sua carriera giornalistica è cominciata all’agenzia Adnkronos, poi al quotidiano Libero, e successivamente collabora con testate come Il Tempo, L’Identità e il settimanale Giallo. 

    Si è specializzata in cronaca nera e giudiziaria, con attenzione anche all’investigazione giornalistica d’inchiesta. 

    Opere e riconoscimenti

    Ha scritto diversi libri tra cui: Oltre l’indizio.

    Segreti e verità nell’omicidio Bergamini che indaga un noto caso di cronaca giudiziaria. 

    Il verminaio.

    L’inchiesta sui dossier dell’Antimafia su dossieraggi all’interno dell’antimafia. 

    Chico Forti.

    Tutta la verità su un caso internazionale italiano. 

    È stata insignita di vari premi internazionali per il giornalismo d’inchiesta. 

    Stile e temi principali

    Il suo approccio giornalistico si caratterizza per rigore, dettaglio investigativo e volontà di fare luce su vicende complesse con dimensione sociale e giudiziaria.

    I suoi libri non solo riportano i fatti ma analizzano retroscena, dossier, verità nascoste rendendo il suo lavoro interessante per chi ama la cronaca d’inchiesta.

    Lo stile narrativa è anche “racconto” oltre che “inchiesta”: l’autrice cerca di connettere il lettore con le vicende, non solo come spettatore ma come partecipante dell’indagine.

    Perché potresti seguirla

    Se sei interessato a giornalismo d’inchiesta in Italia, Rita Cavallaro rappresenta una voce attiva e riconosciuta.

    I suoi libri offrono spunti anche per comprendere come funzionano dossier, indagini, processi nel contesto italiano.

    Anche le sue collaborazioni con quotidiani e settimanali rendono il suo lavoro accessibile in forma di articolo, intervento pubblico, trasmissione.

    Pvl

  • Differenze tra doner kebab, shish kebab e gyro

    Differenze tra doner kebab, shish kebab e gyro

    Doner kebab

    Origine :

    Turchia Carne: agnello, manzo o pollo (a volte mischiati) Cottura: carne a fette sottili impilate su uno spiedo verticale e cotte lentamente girando Servizio tipico: tagliata e servita in pane tipo pita o lavash con insalata, salse e verdure

    Shish kebab

    Origine :

    Medio Oriente e Turchia Carne: agnello, manzo o pollo, tagliata a cubetti Cottura: infilzata su spiedini orizzontali e grigliata Servizio tipico: spesso servito con riso, pane e verdure, oppure come antipasto

    Gyro

    Origine :

    Grecia Carne: maiale, pollo o agnello Cottura: simile al döner, su spiedo verticale Servizio tipico: servito in pita con pomodori, cipolle e salsa tzatziki

    In pratica

    Döner e gyro :

    carne a fette sottili su spiedo verticale.

    Shish :

    carne a cubetti su spiedini orizzontali.

    Le carni possono cambiare a seconda del paese, ma l’agnello è tradizionalmente il più usato nei kebab autentici.

    Pvl

  • Endocrinologia

    Endocrinologia

    E’ la branca della medicina che studia il sistema endocrino, ossia l’insieme delle ghiandole e dei tessuti che producono e rilasciano ormoni nel sangue.

    Gli ormoni sono messaggeri chimici che regolano numerose funzioni vitali dell’organismo: crescita, metabolismo, riproduzione, sonno, umore e molto altro.

    Principali ghiandole endocrine

    Ipotalamo e ipofisi: coordinano l’attività dell’intero sistema endocrino.

    Tiroide e paratiroidi

    regolano il metabolismo e il bilancio del calcio. Surreni: producono cortisolo, adrenalina e aldosterone, coinvolti nella risposta allo stress.

    Pancreas endocrino (isole di Langerhans)

    Produce insulina e glucagone, regolando la glicemia.

    Ovaie e testicoli

    Producono ormoni sessuali (estrogeni, progesterone, testosterone).

    Principali disturbi endocrini

    • Diabete mellito (alterazione dell’insulina).

    • Ipotiroidismo / ipertiroidismo (alterazione degli ormoni tiroidei).

    • Sindrome di Cushing (eccesso di cortisolo).

    • Morbo di Addison (deficit di cortisolo).

    • Disturbi della crescita (deficit o eccesso di GH).

    • Disfunzioni gonadiche (alterazioni ormonali sessuali).

    Ruolo dell’endocrinologo

    L’endocrinologo è il medico specialista che diagnostica e tratta le patologie legate agli squilibri ormonali, attraverso esami del sangue, test ormonali, ecografie e, se necessario, terapie sostitutive o regolatrici.

    Pvl

  • Abu Dhabi/Saadiyat beach

    Abu Dhabi/Saadiyat beach

    E’ una delle spiagge più belle e rinomate degli Emirati Arabi Uniti.

    Si trova sull’isola di Saadiyat, a pochi minuti dal centro di Abu Dhabi, e fa parte di un’area sviluppata con grande attenzione al lusso, alla sostenibilità e all’arte (ospita anche il Louvre Abu Dhabi e il Guggenheim Abu Dhabi, ancora in fase di completamento).

    Ecco alcuni punti chiave

    La spiaggia

    Sabbia bianca finissima e mare turchese, tra i più limpidi del Golfo Persico.

    L’accesso principale è tramite il Saadiyat Public Beach Club, con servizi eccellenti (lettini, docce, spogliatoi, ristorazione).

    È una spiaggia protetta, dove durante la stagione estiva nidificano le tartarughe marine Hawksbill, specie in via d’estinzione.

    Atmosfera e servizi

    L’ambiente è curato ma rilassato, molto diverso dalle spiagge più mondane di Dubai.

    È possibile fare yoga sulla spiaggia, paddleboarding, o semplicemente passeggiare lungo la costa.

    I resort di lusso lungo la spiaggia includono il Park Hyatt Abu Dhabi, il Saadiyat Rotana Resort & Villas, e il Jumeirah Saadiyat Island Resort.

    Dintorni culturali

    L’isola di Saadiyat è anche un centro culturale in crescita : oltre al Louvre Abu Dhabi, ospiterà il Zayed National Museum e il Guggenheim Abu Dhabi, rendendola un polo unico tra arte, natura e architettura.

    Pvl

  • GIORGIA CARDINALETTI

    GIORGIA CARDINALETTI

    E’ una giornalista e conduttrice televisiva italiana nata il 23 aprile 1987 a Fabriano, nelle Marche.

    Dopo il diploma al liceo classico Francesco Stelluti di Fabriano, si è laureata in Lettere con indirizzo storico all’Università degli Studi di Perugia e ha completato il suo percorso formativo alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia.

    Dal 2012 è giornalista professionista iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

    Ha iniziato la sua carriera come inviata e poi conduttrice a Rai News 24.

    Nel 2016 si è fatta conoscere come inviata della Formula 1 e conduttrice del programma sportivo Pole Position. Successivamente è stata conduttrice de La Domenica Sportiva fino al 2019.

    Nel 2019 è passata al TG1, dove ha condotto le edizioni “60 secondi”, notturna e infine l’edizione serale delle 20, debuttando nel giugno 2022 in quest’ultima fascia oraria.

    Durante il Festival di Sanremo 2020 ha condotto il programma Dentro il Festival su RaiPlay e dal gennaio 2023 è conduttrice di Via delle storie, un programma di approfondimento sociale in seconda serata su Rai1.

    È una delle giornaliste più in vista del TG1 e ha ricevuto premi come il Telegiornalista dell’anno.

    Riservata nella vita privata, è stata legata a Francesco Caldarola, autore Rai3, e in passato è stata anche al centro dell’attenzione per una relazione con il cantante Cesare Cremonini.

    È nota anche per un servizio nel 2021 rivolto ai non vaccinati che suscitò forti reazioni.

    In sintesi, Giorgia Cardinaletti è un volto importante del giornalismo Rai con una carriera in continua ascesa e riconoscimenti per il suo lavoro.

    Pvl

  • GIULIA MERLO

    GIULIA MERLO

    E’ una giornalista italiana classe 1988, originaria del Trentino.

    Laureata in giurisprudenza a Roma, con un Erasmus a Berlino dove ha approfondito il diritto costituzionale comparato, ha lavorato in diverse testate tra cui Il Dubbio, La Stampa, Il Fatto Quotidiano e Il Dolomiti.

    Attualmente scrive di politica e giustizia per il quotidiano Domani, dove cura anche un podcast e una newsletter.

    Prima di diventare giornalista, è stata avvocata.

    Ha esperienza anche come scrittrice di cronaca giudiziaria e politica e mantiene un forte legame con il Trentino, divisa tra Roma e la sua terra d’origine.

    Nel 2019 è stata candidata del centrosinistra alle elezioni suppletive per la Camera nel collegio di Trento, sostenendo temi come autonomia, ambiente e diritti, con un forte focus sulla green economy e la valorizzazione del territorio.

    Ha un blog su ilDolomiti e una presenza attiva sui social media.

    La sua attività giornalistica si concentra su temi giuridici e politici con un approccio giovane ma competente .

  • FABRIZIO RONCONE

    FABRIZIO RONCONE

    E’ un giornalista e scrittore italiano nato a Roma nel 1963.

    Ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1984, lavorando inizialmente per Paese Sera e poi per L’Unità.

    Dal 1998 è inviato speciale del quotidiano Corriere della Sera, uno dei più importanti giornali italiani.

    Roncone è noto per il suo stile lucido, ironico e incisivo, capace di affrontare temi delicati e complessi con analisi profonde.

    Oltre al giornalismo, è autore di romanzi noir e saggi politici.

    Ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo La paura ti trova, che introduce il personaggio di Marco Paraldi, un ex giornalista protagonista di una serie di thriller ambientati a Roma.

    Nel 2018 ha pubblicato Razza poltrona, un saggio che fotografa la classe politica italiana della seconda Repubblica, criticandone etica e profondità.

    Ha inoltre co-scritto un romanzo con Aldo Cazzullo nel 2019.

    Roncone è molto presente nei media e sui social, dove si distingue per un approccio diretto e senza filtri, spesso accompagnato da ironia sagace.

    La sua attività giornalistica include anche denunce di malcostume e malaffare politico, sempre con domande e analisi incisive La paura ti trova Razza poltrona.

    Pvl

  • MARCO VALERIO LO PRETE

    MARCO VALERIO LO PRETE

    E’ un giornalista italiano nato nel 1985 sull’Isola Tiberina.

    Ha una laurea in Scienze Politiche conseguita all’Università Luiss di Roma.

    Attualmente è corrispondente-responsabile per la RAI a New York, incarico che ha assunto dal 20 ottobre 2025 fino al dicembre 2027, con possibilità di proroga.

    Prima di questo ruolo è stato caporedattore della redazione economico sindacale del Tg1-Rai, occupandosi in particolare di economia e politica, e ha avuto esperienze internazionali importante per coprire missioni giornalistiche estere per TG1.

    Il suo ruolo a New York è particolarmente strategico, poiché la città rappresenta un punto di osservazione privilegiato sulla politica americana, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine del 2026 e poi delle presidenziali del 2028.

    Il suo incarico non si limita al racconto degli eventi, ma si focalizza su un’analisi più profonda di ciò che accade, offrendo una narrazione internazionale più articolata e autorevole per il pubblico italiano.

    La nomina di Lo Prete fa parte di un progetto più ampio di rilancio del racconto internazionale della RAI, volto a rafforzare la credibilità dell’informazione pubblica italiana all’estero, coinvolgendo interlocutori come testate estere, istituzioni internazionali, mondo accademico e culturale.

    Prima della nomina a corrispondente a New York, Lo Prete ha ricoperto vari incarichi di rilievo nella RAI ed è noto anche per la sua presenza attiva sui social media e per le sue analisi sui temi di geopolitica ed economia .

    Pvl

  • ELENA BIGGIOGGERO

    ELENA BIGGIOGGERO

    E’ una giornalista italiana specializzata in attualità e cultura, noto volto della Rai.

    È inviata per TG1 Mattina e conduce anche programmi come “La Vita in Diretta”.

    Collabora con Rai5 per la presentazione di concerti e opere, mostrando una forte attenzione verso eventi culturali.

    Nel suo lavoro si distingue per i servizi di approfondimento e le interviste su tematiche sociali e culturali.

    È presente sui social media, dove condivide contenuti legati alla cultura sotto il profilo Instagram @biggi_cultura.

    Negli anni ha consolidato la sua fama come giornalista e conduttrice televisiva nel panorama italiano .

    Pvl

  • Vito Schepisi . Blogger e opinionista

    è un blogger e opinionista pugliese, autore del blog “Il Blog di Vito Schepisi” e della pagina “Il Libero Pensiero di Vito Schepisi”. Attivo nel panorama dell’informazione indipendente, si occupa principalmente di temi politici, sociali ed economici, con particolare attenzione alla realtà del Mezzogiorno e alle dinamiche dello sviluppo nel Sud Italia.

    Nel corso degli anni, i suoi articoli si sono distinti per il tono critico e riflessivo, spesso caratterizzato da un approccio civico e disincantato verso la politica nazionale e locale. Schepisi analizza questioni legate al lavoro, alla disoccupazione, alla coesione territoriale e ai processi di governance, con uno stile diretto e argomentato.

    Oltre alla scrittura online, ha maturato esperienze nel campo della comunicazione e dell’editoria, presentandosi come professionista del settore “writing and editing”. La sua attività si inserisce nel contesto di una tradizione di commento indipendente, che mira a stimolare il dibattito pubblico e la partecipazione civile.

  • BARI/SCUOLA BALILLA

    Situata nel quartiere Madonnella in Largo Carabellese, ha una storia che risale all’anno scolastico 1926-1927.

    Fu istituita per rispondere alla penuria di locali disponibili per il numero crescente di scolari nel quartiere.

    Originariamente, la scuola era intitolata al poeta Dante Alighieri, ma nel 1929 cambiò nome in Balilla, in onore del soprannome dato al ragazzo che secondo la tradizione diede il segnale alla rivolta di Genova contro gli austriaci nel 1746.

    La scuola Balilla è riconosciuta come una struttura storica e architettonica, molto significativa per il quartiere Madonnella.

    Nel corso degli anni, ha avuto un ruolo importante come punto di riferimento educativo e sociale.

    Durante l’anno scolastico 1938-1939, il circolo didattico contava 70 classi, 69 aule e 3621 alunni.

    Negli anni ’60 era il primo circolo didattico della città e successivamente, dal 1963 al 2011, è stato il IV Circolo con annessa scuola dell’infanzia.

    La scuola fa parte oggi dell’Istituto Comprensivo “Balilla-Imbriani”, formatosi nel 2011-2012 dall’unione del IV Circolo Didattico Balilla con la Scuola Secondaria di Primo Grado “M.R. Imbriani”.

    L’istituto comprende due edifici storici poco distanti tra loro e ospita la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria, rappresentando un punto di riferimento educativo multiculturale nel quartiere Madonnella.

    L’edificio Balilla ha un caratteristico aspetto con colori rosa e un apparato decorativo neoclassico, con una facciata ispirata al Rinascimento, che lo rende uno dei simboli del quartiere. In sintesi, la scuola Balilla di Bari è una istituzione storica nata negli anni ’20 per rispondere alle esigenze educative di un quartiere in crescita, con una lunga tradizione che continua ancora oggi all’interno di un istituto comprensivo che la collega alla scuola Imbriani, mantenendo un forte legame con la comunità locale e con la storia educativa della città di Bari .

  • ISOLA DI TAVOLARA

    ISOLA DI TAVOLARA

    E’ un’imponente formazione rocciosa calcarea e granitica alta circa 560 metri e lunga intorno ai 4-7 chilometri, situata al largo della costa nord-orientale della Sardegna, di fronte al paese di Porto San Paolo, tra Olbia e San Teodoro.

    Fa parte dell’Area Marina Protetta di Tavolara e Capo Cavallo ed è nota per le sue spiagge incontaminate, acque cristalline ideali per snorkeling e immersioni, e una natura selvaggia che offre sentieri per trekking e arrampicate, come la Via Ferrata degli Angeli.

    Storicamente, l’isola è celebre

    per essere il “regno più piccolo del mondo”: alla fine del Settecento un certo Giuseppe Bertoleoni si stabilì sull’isola e si presentò come re al re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia, titolo che è stato tramandato ai suoi discendenti che ancora abitano l’isola.

    L’isola è quasi disabitata

    con un piccolo centro abitato chiamato Spalmatore di Terra, dove si trovano un porticciolo, spiagge di sabbia bianca, e qualche servizio di ristoro.

    Alcune zone sono militari e non accessibili.

    È raggiungibile in barca da Porto San Paolo, Olbia, o Golfo Aranci.

    In sintesi

    l’Isola di Tavolara è una destinazione perfetta per gli amanti della natura, del mare e delle escursioni, con una storia unica e un paesaggio spettacolare nel cuore del Mediterraneo .

    Pvl

  • Scarpe con i tacchi alti e calzini

    L’abbinamento tra scarpe con i tacchi alti e calzini è il trend più cool e trendy dell’autunno 2025. Questa combo, presente nello street style da diverse stagioni, vede protagoniste le décolleté abbinate a calzini, un accostamento che sembra azzardato ma che consolida sempre di più il suo primato. I calzini, spesso abbinati a gonne longuette e abiti midi, rimandano allo stile preppy, caratterizzato da un’eleganza raffinata e originale. Il trend è confermato dalle sfilate autunno-inverno 2025 di brand come Etro e Ulla Johnson, dove questa combinazione è stata ampiamente mostrata.

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  • NOSTALGIA PARESTESICA

    NOSTALGIA PARESTESICA

    è una patologia nervosa cronica che colpisce i nervi sensoriali cutanei nella parte superiore della schiena, principalmente tra le scapole.

    È caratterizzata da prurito persistente, spesso unilaterale, con sensazioni di formicolio, bruciore o intorpidimento.

    Può associarsi a iperpigmentazione cutanea dovuta al grattamento cronico e a variazioni della sensibilità della pelle.

    Questa condizione può durare mesi o anni e spesso è sottodiagnosticata.

    Le cause possono essere idiopatiche o legate a compressioni nervose da problemi spinali come ernie discali o artrite spinale.

    Il disturbo colpisce maggiormente donne e persone anziane e l’impatto sulla qualità della vita può essere significativo.

    Il trattamento include corticosteroidi topici, anestetici locali, terapie manuali per la colonna toracica e, in alcuni casi, iniezioni di botulino per ridurre la sensibilità della zona interessata.

    Pvl

  • Artist-driven

    Il termine artist-driven in italiano si può definire come un approccio o una realtà in cui sono gli artisti a essere i protagonisti e i leader della creazione, gestione e direzione creativa di un progetto o opera.

    Più precisamente, significa che l’artista detiene il controllo centrale sulla visione creativa e sulle decisioni, guidando il processo artistico, piuttosto che essere un esecutore subordinato a forze esterne o commerciali.

    Nel contesto di imprese o progetti creativi, “artist-driven” indica realtà in cui la creatività e la cultura dell’artista rappresentano il cuore dell’attività, spesso potenziando il valore competitivo attraverso innovazione e narrazioni che coinvolgono emotivamente e culturalmente il pubblico.

    Queste dinamiche si traducono in leadership artistica, autonomia creativa e spesso in un equilibrio tra arte e aspetti organizzativi o di business.

    In sintesi, “artist-driven” si traduce come “guidato dall’artista” o “a conduzione artistica,” sottolineando un modello dove l’artista è il motore e guida della creazione artistica e culturale.

  • ALBERTA PANE/GALLERISTA

    ALBERTA PANE/GALLERISTA

    Profilo e filosofia curatoriale

    Alberta Pane è una gallerista italiana attiva nel mondo dell’arte contemporanea: ha fondato la sua galleria a Parigi nel 2008 e nel 2017 ha aperto una sede a Venezia nel sestiere di Dorsoduro. 

    La sua operazione curatoriale si distingue per alcuni punti chiave

    La galleria sostiene «artist­-driven» progetti : seleziona artisti nei cui lavori crede profondamente, per accompagnarli nella “promozione e scouting” a livello internazionale. 

    Lo spazio veneziano è stato ricavato da una ex-falegnameria di circa 350 m², trasformato in un “contenitore evocativo” piuttosto che una semplice white cube. 

    L’idea è di promuovere non solo esposizioni, ma un dialogo con la città di Venezia, attraverso workshop, incontri, ricerche e un uso dello spazio che va oltre la pura mostra. 

    C’è un forte orientamento all’innovazione nello spazio, nei media e nelle pratiche degli artisti: installazioni, lavori site-specific, media ibridi, performance e riflessioni curate sul contemporaneo.

    Sede veneziana : Galleria Alberta Pane

    Indirizzo e contesto

    Via: Calle dei Guardiani 2403/H, 30123 Venezia (Dorsoduro)  Orari tipici: Martedì-Sabato 10:30-18:30 + su appuntamento. 

    Inaugurata nel 2017 nel contesto veneziano: la scelta è significativa perché porta un laboratorio di contemporaneo in una città che ha forti tradizioni ma anche necessita di stimoli dinamici. 

    Focus espositivo

    Mostre recenti includono ad esempio: Romina De Novellis, Architetture Terrone (9 maggio – 10 settembre 2025) — focalizzata su strutture fragili e effimere, eco-femminismo, territorio e identità. 

    Luciana Lamothe, Folding Roads (16 aprile – 27 luglio 2024) — rassegna della sua produzione: scultura, video, disegno; forte relazione corpo/materia.  João Vilhena, Predizione Perdizione (20 settembre – 22 novembre 2025) — nuova mostra in calendario. 

    Interviste e approfondimenti

    La galleria pubblica “mini-interviste” con gli artisti: ad esempio con Davide Sgambaro, in cui viene esplorata la sua pratica sul rapporto individuale/contemporaneo. 

    Pvl

  • SALVATORE PALELLA

    E’ un imprenditore italo-americano, nato ad Acireale, Sicilia, il 29 settembre 1987.

    La sua carriera è iniziata lavorando in Irlanda e poi in Italia nel settore del food, dove aveva avviato un’azienda specializzata in macchinari per la spremitura automatica di agrumi.

    Nel 2016 ha fondato Helbiz

    una società innovativa nel campo della micromobilità elettrica, che ha lanciato nel 2017 in Italia il primo servizio di condivisione di monopattini elettrici.

    Grazie all’attività di Helbiz e a un decreto apposito, è stata legalizzata in Italia la micromobilità elettrica condivisa.

    Helbiz è diventata un’azienda globale con sedi a New York, Milano, Belgrado e Singapore, impiegando circa 300 dipendenti e operando in circa 40 città nel mondo.

    Nel 2021 la società è stata la prima azienda di micromobilità a quotarsi sul Nasdaq, dimostrando il riconoscimento internazionale della sua leadership nel settore.

    Helbiz ha ampliato la sua offerta includendo oltre ai monopattini anche biciclette e scooter elettrici in sharing.

    Nel 2022 Helbiz ha cambiato nome in Micromobility.com per riflettere una visione più ampia della mobilità urbana inclusiva di diverse soluzioni.

    Nel 2024 Salvatore Palella ha fondato Palella Holdings per coordinare le sue imprese e ha acquisito Everli, piattaforma leader nella consegna di generi alimentari, estendendo così il suo impegno nel campo dell’e-commerce.

    Palella è riconosciuto come un protagonista importante nella rivoluzione della mobilità urbana elettrica e nella diffusione della micro-mobilità condivisa, con un focus sulla sostenibilità e sull’innovazione tecnologica.

    Attualmente risiede in Connecticut con la sua famiglia e continua a guidare iniziative in ambiti diversi, mantenendo una visione orientata al progresso e alla trasformazione digitale.

    Pvl

  • PERICLE FAZZINI

    Lo scultore del vento

    Pericle Fazzini (Grottammare, 4 maggio 1913 – Roma, 4 dicembre 1987) è stato un importante artista, scultore e pittore italiano, spesso definito “lo scultore del vento” dal poeta Giuseppe Ungaretti.

    Formatosi alla bottega del padre falegname, si trasferì a Roma nel 1930 per studi artistici e partecipò a numerose mostre e concorsi, ottenendo riconoscimenti significativi.

    Tra le sue opere più celebri figura la grande scultura “La Resurrezione” (1972-1977), commissionata dal Vaticano e collocata nella Sala Nervi in Vaticano, un’opera monumentale che rappresenta il Cristo risorto con dinamismo ed espressività straordinari, considerata un segno distintivo della sua arte sacra.

    Ha esposto in importanti manifestazioni come la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia, collaborando con il movimento artistico “Corrente” e sviluppando una poetica che unisce fede e arte, con opere fra sculture, bozzetti, disegni e grafiche.

    Fazzini ha vissuto e lavorato principalmente a Roma, in via Margutta, dove ha avuto il suo studio per oltre cinquant’anni.

    Morì a Roma nel 1987; i suoi funerali si tennero nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, e fu sepolto nella sua città natale.

    La sua produzione artistica spazia dagli anni Trenta agli anni Settanta e viene celebrata per la sua capacità di fondere tradizione e innovazione plastica, soprattutto nel campo dell’arte sacra del XX secolo .

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  • PANTELLERIA

    E’ una suggestiva isola italiana situata nel Mar Mediterraneo, nota anche come la “Perla nera” del Mediterraneo.

    È la più grande delle isole circumsiciliane, con una superficie di circa 83 km², e si trova a circa 70-110 km rispettivamente dalla Tunisia e dalla Sicilia .

    L’isola ha un territorio di origine vulcanica con fenomeni di vulcanismo secondario ancora attivi, tra cui acque calde e vapori sulfurei.

    Le ultime eruzioni vulcaniche risalgono al XIX secolo, con l’eruzione del 1891, e possono ancora essere osservate con la presenza di coni di pomice, caldere e sorgenti termali, tra cui lo “Specchio di Venere” .

    Pantelleria è lunga circa 15 km

    e si caratterizza per un paesaggio surreale formato da colate laviche, conetti vulcanici, cale e faraglioni.

    La sua architettura tradizionale

    include dammusi in pietra lavica, muri a secco, giardini panteschi e altre strutture architettoniche che rispecchiano il rapporto spirituale tra uomo e ambiente naturale .

    Fin dall’antichità

    l’isola ha avuto un ruolo importante nelle rotte commerciali, con insediamenti fenici, romani e bizantini.

    Oggi, grazie alla sua bellezza selvaggia e misteriosa, è un luogo di turismo e cultura, ricco di storia e tradizioni autentiche .

    Pantelleria è dotata di un aeroporto e di un porto

    che la collegano regolarmente sia con Trapani che con altre destinazioni italiane e internazionali.

    Il sito ufficiale del Comune di Pantelleria offre servizi digitali, tra cui richieste online di atti pubblici e servizi amministrativi .

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  • Manduria/Masseria Li Reni

    Manduria/Masseria Li Reni

    è una masseria storica situata a circa 4 km da Manduria, nel cuore del Salento.

    Si distingue per l’atmosfera elegante che fonde tradizione e design contemporaneo, completamente restaurata dalla famiglia Vespa a partire dal 2015 .

    La struttura offre 16 suites, incluse le esclusive Pool Suites con mini-piscina idromassaggio privata, tutte dotate di confort moderni. Sono disponibili ampi spazi interni con volte a stella, due piscine all’aperto (una riscaldata), sauna, palestra, giardini curati e una grande aia pavimentata .

    Il servizio è apprezzato per la professionalità e la cordialità dello staff, diretto da Paolo Pupillo, con menzione particolare al maitre Damiano Caforio per empatia e attenzione al cliente .

    La masseria ospita eventi, matrimoni e cerimonie, offrendo supporto completo nell’organizzazione e decorazione degli spazi. È presente anche un ristorante interno, Donna Augusta, che valorizza la cucina pugliese e la produzione vinicola locale .

    Le recensioni degli ospiti sottolineano pulizia, comfort, servizi di alto livello e location immersa nel verde fra vigneti e alberi da frutta; il WiFi è eccellente .

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  • CATANIA

    MIMMO GERMANA’

    E’ stato un pittore italiano nato a Catania nel 1944.

    Ha iniziato la sua carriera artistica da autodidatta, lasciandosi influenzare dal clima post-concettuale.

    Dopo aver completato gli studi classici, si è trasferito a Roma per approfondire la sua formazione artistica.

    Negli anni ’80 è emerso come uno dei protagonisti della Transavanguardia, un movimento artistico italiano che ha ripristinato la pittura figurativa e l’uso intenso del colore, opponendosi alla fredda arte concettuale degli anni ’70.

    La sua pittura si distingue

    per l’uso di colori caldi e vivaci e per una stile che fonde primitivismo e carica dionisiaca, creando scene dal sentore mitico e onirico.

    Tra i soggetti ricorrenti nelle sue opere vi sono figure femminili con volti ovali e paesaggi mediterranei, espressione delle sue radici popolari e della tradizione ancestrale del Sud Italia.

    Curato per la sua estrema forza espressiva e manualità, è stato chiamato anche “lo Chagall italiano” per la sua vena poetica e fantastica.

    Germanà partecipò

    alla Biennale di Venezia nel 1980, nella sezione “Aperto ’80” curata da Achille Bonito Oliva, importante critico d’arte che valorizzò il suo lavoro.

    Nel 1987 gli fu assegnato il Premio Gallarate, riconoscendo la complessità e l’anticonformismo della sua personalità artistica. Malato di AIDS, morì a Busto Arsizio nel 1992, a soli 48 anni.

    Le sue opere sono conservate in musei europei e americani e continuano a essere oggetto di mostre e riconoscimenti postumi .

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  • Jean Gabin

    Nato Jean-Alexis Moncorgé il 17 maggio 1904 a Parigi e morto il 15 novembre 1976 a Neuilly-sur-Seine, è stato uno degli attori francesi più grandi e influenti del Novecento.

    Proveniva da una famiglia di artisti: il padre, Ferdinand Gabin, era attore e autore di operette, mentre la madre era sarta, decoratrice e cantante.

    Dopo un’iniziale esperienza nel teatro di rivista e operetta, debuttò nel cinema nel 1930 con il film Chacun sa chance.

    La carriera di Gabin

    si distinse per la sua capacità di incarnare personaggi di uomo semplice, duro, spesso oppresso da un destino ineluttabile, rappresentando con autenticità e forza emotiva la tragedia umana nelle sue diverse sfumature: violenza, disperazione e rassegnazione.

    Divenne celebre soprattutto negli anni Trenta con film come La bandera (1935), La grande illusione (1937), Il porto delle nebbie (1938) e Alba tragica (1939).

    Fu spesso diretto da grandi registi come Julien Duvivier, Jean Renoir, Marcel Carné e Jacques Becker, e formò una celebre coppia artistica con Michèle Morgan, sua partner in diversi film.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale

    rifiutò di lavorare nell’industria cinematografica sotto controllo tedesco e scappò in America dove non ebbe però fortuna. Ritornato in Europa, si arruolò volontario nelle forze armate francesi come comandante di carri armati, partecipando a diverse battaglie tra cui quella a Berchtesgaden nel quartier generale di Hitler.

    Dopo la guerra

    riprese la carriera cinematografica con ruoli più maturi, tra cui quello del commissario Maigret tratto dai romanzi di Simenon, consolidando la sua fama internazionale.

    Nel corso della sua vita vinse numerosi premi prestigiosi, tra cui David di Donatello, Coppa Volpi e riconoscimenti ai festival di Berlino e Venezia.

    Jean Gabin è ricordato

    come un’icona del cinema francese, capace di raccontare, con il suo volto e la sua recitazione, la complessità dell’animo umano e la realtà sociale del suo tempo

    La carriera di Gabin

    si distinse per la sua capacità di incarnare personaggi di uomo semplice, duro, spesso oppresso da un destino ineluttabile, rappresentando con autenticità e forza emotiva la tragedia umana nelle sue diverse sfumature: violenza, disperazione e rassegnazione. Divenne celebre soprattutto negli anni Trenta con film come La bandera (1935), La grande illusione (1937), Il porto delle nebbie (1938) e Alba tragica (1939). Fu spesso diretto da grandi registi come Julien Duvivier, Jean Renoir, Marcel Carné e Jacques Becker, e formò una celebre coppia artistica con Michèle Morgan, sua partner in diversi film.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale

    rifiutò di lavorare nell’industria cinematografica sotto controllo tedesco e scappò in America dove non ebbe però fortuna. Ritornato in Europa, si arruolò volontario nelle forze armate francesi come comandante di carri armati, partecipando a diverse battaglie tra cui quella a Berchtesgaden nel quartier generale di Hitler.

    Dopo la guerra

    riprese la carriera cinematografica con ruoli più maturi, tra cui quello del commissario Maigret tratto dai romanzi di Simenon, consolidando la sua fama internazionale. Nel corso della sua vita vinse numerosi premi prestigiosi, tra cui David di Donatello, Coppa Volpi e riconoscimenti ai festival di Berlino e Venezia.

    Jean Gabin è ricordato

    come un’icona del cinema francese, capace di raccontare, con il suo volto e la sua recitazione, la complessità dell’animo umano e la realtà sociale del suo tempo .

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  • Panino al prosciutto è un romanzo semi-autobiografico di Charles Bukowski

    scritto in prima persona e pubblicato nel 1982. Racconta la vita del giovane Henry Chinaski, alter ego dell’autore, durante la sua adolescenza in una Los Angeles periferica e segnata dalla Grande Depressione degli anni Trenta. La narrazione è un percorso di apprendistato alla vita fatto di ribellione, povertà, violenza familiare, esclusione sociale a causa di un’acne devastante, esperienze di scuola, piccole risse, primi rapporti sessuali, alcol e scoperta della scrittura come possibile via di salvezza e auto-conoscenza.

    Il titolo “Panino al prosciutto” (traduzione dell’originale inglese “Ham on Rye”) simboleggia il protagonista che si sente come il “prosciutto” in un panino, cioè schiacciato e vittima delle circostanze. Il romanzo si chiude il 7 dicembre 1941, giorno dell’attacco a Pearl Harbor, che rappresenta un momento di svolta storico e personale. L’opera è caratterizzata da uno stile diretto, sarcastico e talvolta tenero, esplorando temi di alienazione, lotta interiore, rifiuto delle ipocrisie sociali e ricerca di libertà. È il primo libro di un ciclo autobiografico in cui Bukowski racconta la sua vita sotto pseudonimo, seguito da altri titoli come “Post Office” e “Factotum”.

    Questa edizione è molto apprezzata in Italia, anche per la cura della traduzione e l’introduzione adatta alla comprensione del contesto storico e personale di Bukowski.

  • NAIMA GUIDI

    Naima Guidi

    E’ una personalità italiana, nota come modella, content creator e influencer molto seguita sui social network come Instagram e TikTok.

    Ha 57 anni ed è originaria di Roma.

    Ha iniziato la sua carriera come speaker radiofonica e ha guadagnato notorietà partecipando a programmi televisivi come Pomeriggio Cinque e Ciao Darwin.

    Negli ultimi anni Naima ha trovato successo anche su piattaforme come OnlyFans e Bigo Live, dove offre contenuti esclusivi, una scelta stimolata dalla figlia.

    È molto seguita nelle sue dirette streaming, dove condivide momenti della sua vita quotidiana.

    Sta inoltre lavorando a un libro erotico che ha riscosso grande interesse.

    Vita privata

    Naima convive con un compagno vent’anni più giovane ed è mamma di Leonardo.

    È soprannominata “La Nonna Puma” e si è sottoposta a una riduzione del seno.

    La sua presenza si distingue per autenticità, carisma e uno stile personale che ispira molte donne e mamme.

    In sintesi, Naima Guidi è una figura pubblica che combina con successo carriera mediatica, attività online e una vita privata trasparente mostrando che l’età è solo un numero quando si parla di passione e autenticità.

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  • Sempre più bambini con nomi ispirati alle armi

    Sempre più bambini con nomi ispirati alle armi

    29 ottobre 2025 Negli Stati Uniti si registra una crescente tendenza: alcuni genitori scelgono per i figli nomi collegati a armi o ad aziende produttrici di armi.

    “Wesson, Caliber e Shooter: se ti trovi negli Stati Uniti questo potrebbe ormai essere un nome comune. Infatti oltreoceano è in corso una tendenza da parte dei genitori di dare ai propri figli nomi legati alle armi, o comunque che inneggino alla violenza. Secondo i dati forniti dalla Social Security Administration, tra i nomi ispirati alle armi in crescita in questi anni ci sarebbero anche Blade e Cannon.

    Questa “mania” americana non si limita agli ordigni, stanno spopolando anche nomi che richiamano alle aziende produttrici di armi come Remington, Colt, Ruger e Winchester. Questo fenomeno ha avuto un picco tra il 2021 e il 2022, ma per gli esperti è lontano dal tramontare.”

    Perché i genitori fanno queste scelte?

    Ci sono diverse interpretazioni dietro la volontà dei genitori di dare un nome del genere ai figli: In generale, la scelta attiene alle caratteristiche che vorrebbero che avesse il figlio: la forza, la ribellione e la potenza.

    Molti sono invece influenzati dagli scenari dei film o delle serie TV: in particolare è stato notato dagli esperti come si faccia riferimento all’immaginario dei cowboy, con nomi come Dutton, Stetson e Boone.

    Una terza opzione ha invece una natura politica e culturale: uno studio condotto dal sito Nameberry evidenzia che i genitori che vivono in Stati repubblicani sono più propensi a scegliere nomi che rimandino alle armi da fuoco per i propri figli.

    Perplessità. “Trovo i nomi delle armi particolarmente allarmanti perché associano il proprio figlio a uno strumento di distruzione o di morte”, ha dichiarato Jennifer Moss, fondatrice di BabyNames.com.

    Questa tendenza preoccupa buona parte degli esperti, che sottolineano come nomi del genere inneggino alla violenza in un contesto delicato come quello degli Stati Uniti.

    Inoltre, un altro aspetto evidenziato è quello di non dover dare delle etichette al proprio figlio prima ancora che nasca, ma di lasciare che si costruisca un’identità indipendente, a costo che possa essere in contrasto con quella familiare.

    “Quando scegliete come chiamare il vostro bambino, valutate le vostre paure e i vostri pregiudizi personali prima di instillarli nel nome”, ha concluso Moss.

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  • L’ORA DI PALERMO

    L’ORA DI PALERMO

    Fondazione e primi anni

    Il giornale nacque a Palermo il 22 aprile 1900 su iniziativa della famiglia Florio. 

    Fin dalla nascita fu orientato in senso democratico‑radicale, per parte della borghesia siciliana che cercava voce propria. 

    Nell’era del fascismo subì restrizioni : dal 1927 ebbe un direttore vicino al regime e diventò organo della Federazione fascista di Palermo. 

    Dopoguerra e “anni d’oro”

    Riprese la pubblicazione il 8 aprile 1946, dopo la seconda guerra mondiale. 

    Tra il 1954 e il 1975 la direzione di Vittorio Nisticò segnò la stagione più significativa: il giornale divenne un laboratorio di giornalismo d’inchiesta e di impegno civile. 

    L’Ora fu tra i primi giornali italiani e sicuramente in Sicilia a parlare apertamente della organizzazione mafiosa, quando ancora era largamente negata o minimizzata. 

    Tale impegno comportò costi elevati: attentati, minacce, giornalisti uccisi. 

    Orientamento politico e impegno civile

    Pur avendo avuto una proprietà legata al Partito Comunista Italiano (PCI) in quegli anni, L’Ora mantenne autonomia e fu attento al rigore giornalistico piuttosto che alla propaganda partitica. 

    Il suo orientamento era progressista, con forte attenzione alle questioni sociali, culturali, politiche della Sicilia. 

    Chiusura e lascito

    Dopo diverse crisi economiche e editoriali, L’Ora cessò la pubblicazione il 9 maggio 1992. 

    Il suo lascito è alto : ha formato generazioni di giornalisti, messo al centro della cronaca siciliana la mafia e gli intrecci di potere, inoltre resta un punto di riferimento per lo studio del giornalismo civile in Italia. 

    Perché è importante ricordarlo

    È testimonianza concreta del ruolo del giornalismo in contesti difficili, del rapporto tra stampa, mafia, potere locale in Sicilia.

    Offre una cartina di tornasole del cambiamento sociale e politico della Sicilia (e dell’Italia) del XX secolo: autonomia regionale, riforma agraria, sviluppo industriale, mafia.

    Oggi può essere fonte preziosa per chi studia la storia della comunicazione, della mafia, della cultura siciliana.

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  • Federica Pacela

    Nasce a Biella nel 1986. Da parrucchiera specializzata in colorazione, in seguito si è trasformata in “influencer” e modella. 

    Ha vissuto in parte a Tenerife, che ha scelto come base d’adozione. 

    Nel 2021 ha esordito anche nel mondo della musica con il singolo “Vai col tanga”, in stile reggaeton. 

    Carriera e attività principali

    Inizi come hairstylist

    Federica racconta che quando lavorava come parrucchiera ha scoperto la fotografia e il set, che l’hanno portata verso l’immagine pubblica. 

    Influencer/modella

    con un seguito consistente sui social (Instagram, Facebook, YouTube) promuove brand, fa shooting fotografici, e cura molto l’aspetto fitness, estetico e visivo. 

    Reality TV

    ha partecipato alla prima edizione italiana di Ex on the Beach Italia. 

    Musica

    l’uscita del singolo “Vai col tanga” segna l’ingresso nel mondo discografico. 

    Curiosità e dichiarazioni

    Federica ha dichiarato che dietro ogni scatto c’è tanto lavoro, dieta, sacrifici, palestra e impegno. 

    A proposito dei social, ha detto :

    «Dei social detesto il girone dantesco dell’invidia…» 

    Ha detto anche che non vuole che i suoi profili mostrino solo “festa e lusso”, ma anche la quotidianità, la fatica e la normalità. 

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  • LOREDANA BERTE’

    LOREDANA BERTE’

    Non ho mai superato la morte di Mia Martini.

    La cantante ha ricordato la sorella scomparsa nel 1995 nel programma di Silvia Toffanin.

    30 ottobre 2025

    Il ricordo

    «Siamo partiti io, Mimì e Renato Zero. Andavamo in giro con l’autostop. E poi c’era Mimì: “Con Renato Zero eravamo inseparabili, lui dormiva a casa mia di nascosto dai suoi genitori”», ha raccontato la cantante.

    Bertè, intervistata da Silvia Toffanin, confessa di vivere ancora oggi il trauma per la morte della sorella: «Era severa ha detto , io non ho mai superato la morte di Mimì. Il dolore non ha scadenze, da quel giorno non sono mai riuscita a superarla. Ancora oggi. Dormo con un orsetto che ha la foto mia e di Mimì. Ce l’ho da quando avevo cinque anni e dorme con me tutte le notti e tutti i giorni.»

    L’omaggio

    Al termine della puntata, Loredana Bertè si è esibita in un toccante omaggio dedicato proprio alla sorella. La cantante infatti ha interpretato, insieme all’ex vincitore di Amici Alberto Urso, una delle canzoni di Mia Martini che ha segnato la storia della musica italiana: Almeno tu nell’universo.

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  • Australia,

    80enne abbandonata su un’isola : trovata morta

    Tragedia nella Grande Barriera Corallina : un’anziana passeggera della nave da crociera Coral Adventurer è stata dimenticata su Lizard Island dopo un’escursione. La donna, che si era allontanata dal gruppo per riposarsi, è stata ritrovata senza vita il giorno seguente.

    Le autorità australiane indagano sull’accaduto e interrogheranno l’equipaggio, che si è accorto della sua assenza solo dopo la partenza. La crociera, di 60 giorni, era alla sua prima tappa.

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  • Gauloises

    Gauloises

    Sono un marchio storico di sigarette francese, tra i più iconici d’Europa.

    Origini e storia

    Fondazione : 1910 in Francia, prodotte originariamente dalla Société d’exploitation industrielle des tabacs et des allumettes (SEITA), poi confluita in Altadis, oggi parte del gruppo Imperial Brands.

    Nome: “Gauloises” deriva da les Gaulois, gli antichi Galli, simbolo dell’identità nazionale francese.

    Durante il XX secolo, le Gauloises divennero un simbolo di spirito bohemien, artistico e intellettuale : furono fumate da personalità come Jean-Paul Sartre, Albert Camus, Pablo Picasso e Jean Gabin.

    Caratteristiche

    Le versioni tradizionali (“Bleues” e “Brunes”) erano celebri per il loro gusto forte e l’aroma intenso di tabacco francese scuro, spesso non filtrato.

    Col tempo, per adeguarsi alle normative e ai gusti moderni, sono nate versioni più leggere, con filtro, e varianti “blonde” a tabacco chiaro.

    Presenza internazionale

    Anche se profondamente legate alla Francia, le Gauloises sono distribuite in molti Paesi europei e in alcune zone dell’Asia e del Medio Oriente.

    Negli ultimi anni la produzione e il packaging si sono uniformati agli standard europei di salute pubblica, con immagini di avvertimento e limitazioni pubblicitarie.

    Immagine culturale

    Le Gauloises rappresentano un mito della cultura francese del Novecento : simbolo di libertà, malinconia e ribellione artistica.

    Il loro pacchetto blu opaco e il logo con l’elmo alato sono ormai elementi di design riconoscibili e spesso reinterpretati in arte e moda.

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  • Sabrina Annlynn Carpenter

    Sabrina Annlynn Carpenter

    11 maggio 1999 . Lehigh Valley, Pennsylvania (USA) Cantautrice, attrice e performer .

    Pop, dance-pop, synth-pop, con influenze R&B . Island Records

    Negli ultimi anni è diventata una delle popstar più in vista, grazie al successo di brani come

    Nonsense, Feather, Espresso (2024, grande hit mondiale), e Please Please Please (2024, prodotta da Jack Antonoff).

    Il suo stile unisce ironia, sensualità e una notevole abilità vocale; è anche nota per i suoi testi spiritosi e autoironici.

    Prima del successo musicale, ha recitato in serie Disney come Girl Meets World.

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  • Food blogger

    Food blogger

    E’ una persona che crea contenuti (testi, foto, video, ricette, recensioni) legati al cibo e li pubblica su un blog o sui social network. Il suo lavoro può spaziare tra diversi ambiti:

    Ricette e cucina : condivisione di piatti originali, reinterpretazioni di ricette tradizionali, consigli su tecniche e ingredienti.

    Fotografia e styling del cibo : cura estetica delle immagini per rendere i piatti invitanti.

    Recensioni e viaggi gastronomici : esplorazione di ristoranti, street food, mercati e prodotti locali.

    Storytelling e cultura del cibo: racconti legati a esperienze personali, tradizioni, ingredienti, o storie di produttori.

    Collaborazioni e brand content : partnership con aziende alimentari, editori o piattaforme digitali.

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  • Roma/Truffe e borseggi a Fontana di Trevi

    Roma/Truffe e borseggi a Fontana di Trevi

    Nel cuore della Capitale agisce un gruppo pronto a tutto pur di depredare chi passa da quelle parti.

    La tradizione si sa, è quella di lanciare una monetina nella Fontana di Trevi, un’usanza che raduna qui migliaia di turisti.

    Ma, tra la folla, si nasconde anche una vera e propria banda organizzata di malfattori che opera indisturbata nel cuore di Roma.

    Quella dei bicchierini, la variante delle tre carte, è la truffa più in voga per raggirare i malcapitati.

    Ma c’è anche chi, con mano lesta, sfila portafogli e telefonini direttamente dalle tasche dei malcapitati.

    È la “banda di Fontana di Trevi”, pronta a rovinare le vacanze di tanti turisti e non solo.

  • GIACOMO FRAZZITTA

    Giacomo Frazzitta

    Biografia e profilo professionale

    Ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Palermo (o comunque in Sicilia). 

    È titolare dello Studio Legale Frazzitta, studio fondato nel 1956 da suo padre, l’avvocato Gaspare Frazzitta. 

    Dal giugno 1999 opera in campo penale (oltre al civile) con specializzazione in vari settori : reati contro la persona, reati contro il patrimonio mediante frode, reati contro la pubblica amministrazione, responsabilità medica, reati urbanistici e fallimentari. 

    Ha svolto anche attività didattica : docente a contratto di indagini difensive presso il Master di Criminologia dell’Università telematica “@campus”. 

    È stato presidente della Camera Penale di Marsala dal 2015 al 2019. 

    Nel febbraio 2024 è stato nominato responsabile nazionale dell’Osservatorio Errore Giudiziario presso la Unione Camere Penali Italiane. 

    Aree di competenza

    Tra le specializzazioni principali vi sono

    Diritto penale : reati contro la persona, reati contro il patrimonio, reati nella pubblica amministrazione. 

    Diritto civile e commerciale : lo studio originariamente si occupava di diritto civile/commerciale, specialmente connesso a multinazionali e istituti bancari (in epoca dello studio fondato dal padre) e poi è evoluto. 

    Criminologia : vista la sua docenza in indagini difensive e l’impegno nell’osservatorio errori giudiziari, ha anche una dimensione accademica e di ricerca. 

    Ubicazione dello studio

    Lo studio ha sede principale in :

    Via Camillo Finocchiaro Aprile 52, 91025 Marsala (TP) – Sicilia.  Sono indicate anche altre sedi:

    • Via Circonvallazione Clodia 5 – Roma; Via Maifreni 45 –

    • Castiglione delle Stiviere (Mantova); Via Duchessa 29/C –

    • Castellammare del Golfo; Corso dei Mille 23 – Salemi. 

    Considerazioni e contesto

    Il profilo di Frazzitta mostra una figura con forte esperienza in materia penale, e con anche un impegno pubblico significativo (in osservatori, docenza, associazioni di categoria).

    La combinazione di pratica forense, attività didattica e partecipazione istituzionale rende il suo profilo interessante per casi complessi, specialmente in ambito penale, ma anche con implicazioni più ampie nel sistema giudiziario.

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  • Sofia Goggia

    Sofia Goggia

    15 novembre 1992 Bergamo

    Sci alpino, specializzata in discesa libera e supergigante

    È considerata una delle migliori sciatrici italiane di sempre.

    Ha vinto numerose gare di Coppa del Mondo, soprattutto in discesa libera.

    Olimpiadi Invernali 2018 (PyeongChang)

    medaglia d’oro in discesa libera. Ha anche conquistato medaglie mondiali, inclusa una medaglia d’argento ai Mondiali di sci alpino.

    Goggia è nota per il suo approccio aggressivo e spettacolare sulle piste, con grande velocità e tecnica impeccabile.

    Nonostante infortuni e periodi di recupero, riesce sempre a tornare competitiva ai massimi livelli.

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  • HENRI ALEXANDRE NEGRESCU

    HENRI ALEXANDRE NEGRESCU

    HOTEL NEGRESCO/NIZZA

    Figura davvero affascinante e poco conosciuta oggi, nonostante abbia lasciato un segno duraturo nella storia dell’hôtellerie europea.

    Ecco un ritratto completo

    Henri (Alexandre) Negrescu 1868/1929

    Fu l’imprenditore e albergatore rumeno che ideò e fondò il celebre Hotel Negresco di Nizza, inaugurato nel 1913, simbolo della Belle Époque sulla Promenade des Anglais.

    Origini

    Nato nel 1868 a Bucarest, il suo vero nome era Henri Alexandru Negrescu (in romeno Henric Negrescu).

    Era figlio di un locandiere rumeno, e fin da giovane mostrò un talento naturale per il settore dell’ospitalità.

    Si trasferì giovanissimo in Francia, dove lavorò inizialmente come cameriere e poi come direttore d’albergo, fino a diventare una figura di riferimento per la nobiltà e l’alta borghesia parigina.

    Il sogno del Negresco

    Dopo aver accumulato esperienza e conoscenze nel mondo del lusso, Negrescu decise di creare un hotel che potesse competere con i grandi palazzi di Parigi e Montecarlo.

    Trovò a Nizza il luogo perfetto:la Promenade des Anglais, dove fece costruire un edificio spettacolare progettato dall’architetto Édouard Niermans, uno dei più noti del periodo (autore anche del Moulin Rouge e del Casino de Paris).

    L’hotel, inaugurato nel 1913, era una meraviglia di tecnologia e raffinatezza:una cupola rosa diventata simbolo della città, un sistema di riscaldamento e aspirazione dell’aria all’avanguardia, una collezione d’arte di livello museale, e un mobilio di straordinaria eleganza.

    Il Negresco attirò immediatamente sovrani, aristocratici e magnati:da re Leopoldo II del Belgio a il sultano d’Abdülaziz d’Egitto, passando per famiglie russe e britanniche in villeggiatura sulla Costa Azzurra.

    La guerra e la rovina

    Lo scoppio della Prima guerra mondiale (1914) segnò la fine del sogno: l’hotel fu requisito e trasformato in ospedale militare. Negrescu, che aveva investito tutto il suo patrimonio nel progetto, non riuscì più a risollevarsi economicamente dopo la guerra.

    Nel 1920 dovette vendere l’hotel e tornò in patria, in Romania, praticamente in rovina.

    Gli ultimi anni

    Visse gli ultimi anni della sua vita a Bucarest, in condizioni modeste, lontano dalla mondanità che aveva contribuito a creare.

    Morì nel 1929, dimenticato dai più, ma la sua creazione l’Hotel Negresco è rimasta come monumento alla Belle Époque e alla visione cosmopolita di un uomo che unì gusto francese e ambizione europea.

    Curiosità

    La celebre cupola rosa del Negresco, secondo la tradizione, fu modellata sul busto di Mistinguett, la diva dei music-hall parigini, anche se questa leggenda è più romantica che storicamente provata.

    L’hotel è oggi classificato monument historique dal governo francese (dal 1974).

    Dal 1957 appartiene alla famiglia Augier, che ha mantenuto la sua vocazione d’arte e ospitalità, con una collezione di oltre 6.000 opere, da Luigi XIV a contemporanei.

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  • Francesca Albanese

    Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, e sui dubbi emersi riguardo al suo mandato e all’immunità associata.

    I fatti accertati

    Albanese è stata nominata come relatrice (Special Rapporteur) dal United Nations Human Rights Council (UNHRC) il 1° aprile 2022 e ha assunto formalmente il mandato il 1° maggio 2022. 

    Secondo la dichiarazione dell’ufficio diritti umani dell’ONU, il mandato per tale ruolo (mandato “country-specific”) non è soggetto al regime di due cicli di tre anni ciascuno (come avviene per alcuni mandati tematici), bensì può durare fino a un massimo di sei anni complessivi. 

    Il 9 luglio 2025 gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni economiche e restrizioni a Francesca Albanese, accusandola tra l’altro di promuovere azioni che avrebbero messo in discussione la sovranità statunitense e israeliana. 

    L’ONU, tramite il suo portavoce, ha espresso preoccupazione per il precedente che una sanzione contro un titolare di mandato delle “Special Procedures” può creare, e ha chiesto il ritiro delle sanzioni. 

    Il controverso “giallo” sul mandato

    L’ONG UN Watch ha prodotto una lettera datata 23 aprile 2025, indirizzata a Albanese, nella quale si afferma che la presunta riconferma (o secondo mandato) del suo incarico è «invalida e priva di qualsiasi effetto giuridico, e pertanto nulla». 

    In particolare, UN Watch contesta che l’iter previsto dalla dichiarazione presidenziale 8/PRST/2 e dall’articolo 7 del Manuale operativo delle Procedura Speciali non sia stato rispettato.

    In breve : secondo l’ONG, al Presidente del Consiglio diritti umani doveva essere comunicata dagli Stati o dal Comitato di Coordinamento la segnalazione di mancata conformità al Codice di Condotta del titolare del mandato, prima del rinnovo.

    Questa comunicazione sostiene UN Watch non sarebbe stata fatta. 

    Sulla base di ciò, UN Watch ritiene che dal 1° maggio 2025 Albanese non abbia più un mandato valido ONU, e dunque non goda più dell’immunità che tale funzione potrebbe comportare. 

    Tuttavia, l’ufficio dell’ONU contraddice questa versione: secondo un portavoce, non è stato effettuato alcun rinnovo formale al 58° sess­ione del Consiglio (marzo/aprile 2025) e il mandato di Albanese, in base al calcolo del termine massimo di sei anni, è valido fino al 30 aprile 2028. 

    In bilico : immunità e validità del mandato

    La disputa riguarda due nodi principali

    Validità del mandato dopo il 30 aprile 2025 Se si aderisce alla versione di UN Watch, il mandato è decaduto il 30 aprile 2025 e ogni attività successiva è priva di base giuridica.

    (Secondo loro, dunque, Albanese non più relatrice ONU da maggio 2025).

    Se si aderisce alla versione dell’ONU, il mandato prosegue senza rinnovo formale fino al massimo consentito di sei anni, ossia fino ad aprile 2028.

    Immunità e privilegi legali Se il mandato è decaduto, Albanese non avrebbe più i privilegi/immunità riconosciuti ai titolari dei mandati ONU.

    UN Watch sottolinea che la “immunità” derivante dal mandato non sussisterebbe più. 

    Se invece il mandato è ancora valido, lei potrebbe continuare a godere delle immunità connesse, e qualsiasi sanzione o rivendicazione legale dovrebbe tenere conto dello status di mandato ONU.

    L’ONU ha già fatto notare che sanzionare un titolare di mandato può costituire un pericoloso precedente. 

    Considerazioni aggiuntive

    Il contrasto tra ONG e ONU su uno stesso punto (validità del mandato) rende la situazione giuridica complessa e potenzialmente controversa.

    È importante distinguere tra mandati “tematici” e “country-specific”: per quelli country-specific (come quello di Albanese) la normativa sul rinnovo può differire.

    L’ufficio ONU ha citato esattamente che per tali mandati non c’è automatismo di due cicli da tre anni ciascuno. 

    Qualunque azione legale o sanzione nei suoi confronti se basata sulla perdita dell’immunità dovrà fare i conti con questa disputa interna agli atti ONU e con la natura del suo mandato (personale, indipendente; non dipendente dall’ONU come staff).

    Le accuse contro di lei (bias anti-Israele, antisemitismo, sostegno terrorista) sono alla base del contendere e vengono usate come motivo della contestazione della sua riconferma. 

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  • Collezione Verzocchi

    Collezione Verzocchi

    Detta anche “Il lavoro nella pittura”, è una delle più significative raccolte d’arte italiana del secondo dopoguerra.

    Fu ideata da Giuseppe Verzocchi (Bologna, 1887 – 1970), industriale del settore dei laterizi e grande appassionato d’arte, che volle creare un progetto unico nel suo genere : un dialogo fra arte e lavoro.

    Ecco i punti essenziali

    Origine e intento

    Nel 1949, Verzocchi scrisse a numerosi pittori italiani chiedendo loro di realizzare un quadro sul tema del lavoro.

    Chiese anche che ogni artista realizzasse un autoritratto e utilizzasse una tela delle stesse dimensioni (90 × 70 cm), per uniformare la collezione.

    L’idea era quella di celebrare la dignità del lavoro come valore umano e sociale nel contesto della ricostruzione postbellica.

    Gli artisti

    Risposero all’appello oltre 70 pittori italiani di rilievo, rappresentativi di diverse tendenze stilistiche del Novecento, tra cui: Renato Guttuso Giorgio Morandi Carlo Carrà Mario Sironi Massimo Campigli Felice Casorati Ottone Rosai Filippo de Pisis Bruno Saetti Fausto Pirandello Afro e Mirko Basaldella e molti altri.

    Tema e simboli

    Ogni opera raffigura un aspetto del lavoro umano manuale, intellettuale, artigianale o industriale.

    Spesso compare un mattone con il marchio “V.&D.” (Verzocchi & De Romano), simbolo del mecenate e dell’idea di costruzione, non solo materiale ma anche morale e culturale.

    Il destino della collezione

    Nel 1950, Verzocchi donò l’intera raccolta alla Pinacoteca Civica di Forlì, dove tuttora è conservata ed esposta.

    La collezione comprende 72 dipinti, di cui 71 sul lavoro e 71 autoritratti, per un totale di 142 opere.

    Significato

    La Collezione Verzocchi rappresenta un manifesto collettivo dell’Italia che ricostruisce sé stessa, in cui il lavoro diventa soggetto poetico, sociale e politico.

    È anche un raro esempio di mecenatismo illuminato privato, capace di unire impresa e arte senza strumentalizzazione propagandistica.

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  • Angelo Giarda

    1936–2023 è stato un avvocato, accademico e politico italiano, noto soprattutto per la sua competenza nel diritto penale e per la sua lunga carriera universitaria.

    Ecco un breve profilo

    Formazione e carriera accademica

    Professore ordinario di diritto processuale penale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove ha formato generazioni di giuristi.

    È considerato uno dei maggiori esperti italiani della materia.

    Attività professionale

    Avvocato penalista di grande rilievo, ha partecipato a numerosi processi di importanza nazionale, spesso in difesa di esponenti del mondo politico ed economico.

    Ruolo politico e istituzionale

    Ha ricoperto il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia nel governo Monti (2011–2013), contribuendo alle riforme in materia penale e processuale.

    Contributo scientifico

    Autore di saggi e manuali di riferimento sul processo penale, con un approccio sempre rigoroso e pragmatico, volto a coniugare teoria e prassi.

    Stile e reputazione

    Era noto per la sua sobrietà, competenza e indipendenza intellettuale, nonché per un tratto umano profondo e rispettoso.

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  • Dharma

    Dharma

    è un concetto complesso e fondamentale nelle tradizioni religiose e filosofiche dell’India (induismo, buddhismo, giainismo e sikhismo), ma assume sfumature diverse a seconda del contesto.

    Ecco una sintesi dei principali significati

    Nell’Induismo

    Dharma significa legge cosmica, ordine universale, ma anche dovere morale e rettitudine.

    È ciò che mantiene l’armonia del mondo e dell’individuo.

    Ogni persona ha un proprio svadharma, il “proprio dovere”, determinato dalla propria natura, età, professione e posizione nella vita.

    Esempio: per un guerriero (kṣatriya) il dharma è combattere con giustizia; per un maestro spirituale, insegnare la verità.

    Nel Buddhismo

    Il Dhamma (Pāli) o Dharma (Sanskrit) è l’insegnamento del Buddha: la verità delle cose come realmente sono, la via che conduce alla liberazione dal dolore.

    È una delle Tre Gemme (Buddha, Dharma, Sangha).

    Qui “seguire il Dharma” significa praticare il sentiero verso l’illuminazione, fondato su saggezza, etica e meditazione.

    Nel Giainismo

    Il Dharma è una delle sostanze eterne che compongono l’universo; non è legge morale ma principio del movimento: ciò che permette alle anime e alla materia di muoversi.

    Nel Sikhismo

    Il Dharma è la condotta giusta, la vita etica e spirituale che riflette la volontà divina.

    In senso più ampio

    Nel linguaggio contemporaneo, “seguire il proprio dharma” è spesso inteso come vivere in armonia con la propria natura più autentica, svolgere il proprio compito nel mondo con integrità e consapevolezza.

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  • FIUME VISTOLA

    E’ il fiume più lungo e importante della Polonia, considerato il suo vero asse geografico e simbolico.

    Nasce nei Monti Beschidi

    parte della catena dei Carpazi, nel sud del paese, con la Repubblica Ceca, e scorre verso nord per circa 1.047 chilometri, attraversando la Polonia centrale fino a sfociare nel Mar Baltico, presso la città di Gdańsk.

    Il corso della Vistola

    attraversa o lambisce alcune delle principali città polacche : Cracovia, Varsavia, Toruń e Gdańsk, rendendola una via naturale di collegamento tra il sud e il nord del paese.

    Il suo bacino idrografico

    copre oltre 194.000 km², pari a più della metà del territorio nazionale.

    Nel tratto superiore

    la Vistola è un fiume di montagna, impetuoso e ricco di rapide; man mano che scende nella pianura, assume un corso più ampio e lento, caratterizzato da numerosi meandri, isole fluviali e argini sabbiosi.

    In primavera

    con lo scioglimento delle nevi, può ingrossarsi notevolmente, provocando talvolta piene spettacolari.

    Il fiume

    ha avuto un ruolo centrale nella storia, nell’economia e nella cultura polacca.

    In passato costituiva una fondamentale via di trasporto e commercio, soprattutto per il grano diretto ai porti baltici.

    Ancora oggi rappresenta un simbolo nazionale, celebrato in molte opere letterarie, musicali e pittoriche.

    Dal punto di vista ecologico

    la Vistola conserva tratti di natura selvaggia poco alterati dall’uomo : lungo le sue sponde si estendono zone umide, foreste ripariali e riserve naturali che ospitano una ricca fauna di uccelli acquatici.

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  • Palline in gomma o “hand exercise balls” per la fisioterapia della mano

    Soprattutto per riabilitazione post-trauma, artrite o rinforzo muscolare.

    Panoramica completa su come usarle in sicurezza ed efficacia :

    Obiettivi principali

    Rinforzo della muscolatura : dita, mano, polso e avambraccio. Miglioramento della mobilità : favorisce l’elasticità delle articolazioni e il movimento delle dita.

    Recupero funzionale : dopo traumi, interventi chirurgici o in caso di malattie come artrite reumatoide.

    Riduzione dello stress: stringere e rilasciare può avere anche un effetto rilassante.

    Tipi di palline

    Morbide : ideali per chi ha dolore o debolezza marcata.

    Medie : per rinforzo graduale.

    Dure : per utenti più avanzati o in fase di mantenimento muscolare.

    Esercizi base

    Stringere e rilasciare Stringi la pallina con tutta la mano, mantieni 2-3 secondi, poi rilassa. Ripeti 10-15 volte per 2-3 serie.

    Esercizio delle dita singole Premi la pallina tra pollice e ogni dito, uno alla volta. Ottimo per articolazioni più deboli o artritiche.

    Presa a pinza Tieni la pallina tra pollice e indice o pollice e medio, stringi e rilascia. Rafforza la presa fine.

    Rotazioni della pallina Avvolgi la pallina tra le dita facendo piccoli movimenti circolari.

    Migliora coordinazione e mobilità articolare.

    Consigli pratici

    Inizia con palline morbide, specialmente se senti dolore.

    Esegui 2-3 serie al giorno, con pause tra le serie.

    Evita movimenti bruschi o forzati se hai dolore acuto o recente intervento.

    Mantieni mano e polso rilassati, concentrati sul movimento fluido. Se compaiono dolore intenso, gonfiore o formicolio persistente, fermati e consulta un fisioterapista.

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  • Panegirico

    La parola “panegirico” deriva dal greco panēgyrikós, cioè “relativo a un’assemblea pubblica” (panēgyris, “raduno di tutto il popolo”).

    Nel tempo, il termine ha assunto il significato di discorso solenne di lode, spesso in onore di una persona, di un’istituzione o di un avvenimento.

    Ecco alcune sfumature del termine

    In senso classico era un discorso celebrativo pronunciato in occasioni pubbliche (ad esempio, gli epitafi o i discorsi in onore di eroi e sovrani).

    Esempio: Il “Panegirico a Traiano” di Plinio il Giovane.

    In senso letterario indica un testo encomiastico, cioè che esalta virtù e meriti con toni solenni e talvolta retorici.

    Esempio : Un panegirico per un poeta scomparso. In senso figurato o ironico può anche essere usato con valore critico, per indicare una lode eccessiva o artificiosa.

    Esempio : Non fare un panegirico di quella decisione: è stata solo fortuna!

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  • Tony Effe a casa con Giulia De Lellis

    Tony Effe a casa con Giulia De Lellis

    Primi giorni da papà

    14 Ottobre 2025

    Tony Effe e Giulia De Lellis sono da poco diventati genitori della piccola Priscilla. Dopo alcuni giorni in ospedale, la coppia è tornata a casa e il rapper ha pubblicato un breve filmato sui social in cui, a petto nudo, tiene in braccio la bambina. Nel video Tony Effe ripete più volte alla figlia “Basta”. Il motivo non è chiaro, tanto che la stessa De Lellis chiede : «Ma perché basta amo’?»

  • Vanessa Incontrada annuncia : Mi sposo con Rossano Laurini

    Dopo 16 anni insieme e un lungo periodo di separazione la coppia sta organizzando il matrimonio in Toscana. 

    29 ottobre 2025

    I dettagli sulle nozze

    È la prima volta che mi sposo nella vita e mi diverte molto spiega Vanessa Incontrada, riguardo alla decisione. 

    Non organizzo un matrimonio perché c’è un tempo in cui bisogna farlo, o perché abbiamo un figlio, che ormai è grande, o per la religione. Non c’è una regola nell’amore, nelle decisioni di una coppia .

    A proposito della cerimonia :

    Sarà in Toscana, dopo l’estate. Con La Iaia, la wedding planner, abbiamo pensato a qualcosa di riservato e semplice, con amici e parenti.

    Sul vestito non ha ancora deciso; è già stabilito che il figlio Isal porterà gli anelli, insieme alla sorella del compagno. 

    La storia d’amore di Vanessa Incontrada e Rossano Laurini

    La loro storia è iniziata 16 anni fa e ha attraversato un lungo periodo di separazione : Era arrivato il momento di capire tante cose che non funzionavano.

    Mi sono resa conto che mi mancava quella condivisione con lui, quell’intesa che avevamo. C’è stato un re-innamoramento. Sai la prima volta che ti incontri con una persona e hai voglia di conoscerla? Ecco, è stato così : la voglia di riconoscerci, di riscoprire cose nostre. Un rinascimento fortissimo che nessuno dei due si aspettava.

    C’è la complicità che avevamo perso, e che secondo me in una coppia è importantissima. Abbiamo scoperto un nuovo modo di giocare tra di noi.

    Le aspettative per le nozze

    Non penso che cambierà il nostro modo di vivere, però mi emoziona molto pensare che quel giorno ci guarderemo negli occhi e ci diremo di sì spiega Vanessa. 

    È un momento che condividi con gli altri, ma mi immagino anche che in quell’istante fai sparire tutto quello che ti circonda.

    Suo figlio Isal ha accolto la notizia con serenità : La prima cosa che ci ha detto è stata: Ma io cosa devo fare? . Gli ho risposto che prima di tutto si deve divertire.

  • Kasia Smutniak

    Nel mirino dei cattolici polacchi.

    È pro aborto, non può interpretare la Madonna.

    27 ottobre 2025

    Il regista Mel Gibson l’ha scelta per interpretare Maria nella nuova pellicola La Resurrezione, sequel del film culto del 2004 La Passione di Cristo. 

    Le riprese del film sono già iniziate in Italia, a Cinecittà, a Matera e in Puglia. 

    Nel cast figura anche Riccardo Scamarcio nel ruolo di Ponzio Pilato. 

    La polemica nasce in Polonia: secondo il sito Polski Radio PL, “non è un mistero che Smutniak abbia pubblicamente sostenuto il diritto all’aborto, criticando in più occasioni le leggi polacche e ritenendole un pericolo per i diritti delle donne”.  Il partito di destra Prawo i Sprawiedliwość (PiS), al quale appartiene il presidente Andrzej Duda, ha scritto alla produzione del film per protestare. 

    Finora, Smutniak non ha replicato alla polemica. 

    Pvl

  • La festa di Chhath

    28 Ott 2025 I devoti indù si sono riuniti sulle rive del fiume Yamuna, a Nuova Delhi, in India, per pregare il dio del sole nell’ambito del festival Chhath Puja.

    Il fiume Yamuna

    è uno dei fiumi più sacri per gli indù.

    È anche uno dei più inquinati al mondo. 

    I devoti, nell’acqua alta fino alle ginocchia, hanno portato noci di cocco e altri frutti come offerta per ringraziare il dio Surya, il dio del sole, per aver sostenuto la vita sulla terra. 

    Il festival Chhath

    celebrato dopo la festa indù di Diwali, ha avuto origine negli stati orientali del Paese, con grandi festeggiamenti in Bihar e Jharkhand.

    I rituali, che si protraggono per quattro giorni, includono un bagno sacro nel fiume e un periodo di digiuno e astensione dal bere acqua.

    Negli ultimi due giorni, i devoti stanno in piedi nell’acqua per pregare il sole mentre sorge e tramonta. 

    Pvl

  • JAMES SENESE

    James Senese

    Il musicista aveva 80 anni e si è spento a causa di un’infezione polmonare.

    Dettagli

    È morto a 80 anni il sassofonista James Senese, a causa di un’infezione polmonare. 

    Nato a Napoli da madre italiana e padre afroamericano, Senese è stato componente degli Showmen, fondatore del gruppo Napoli Centrale e musicista storico del super-gruppo di Pino Daniele. 

    A dare l’annuncio della scomparsa è stato l’amico fraterno di palco e di vita Enzo Avitabile. 

    Senese era malato da tempo

    Il sassofonista soffriva da anni di problemi di salute: nella notte del 24 settembre è stato ricoverato nell’ospedale Ospedale Cardarelli di Napoli nel reparto di rianimazione per una grave infezione polmonare.

    Le condizioni pregresse, inclusa la dialisi periodica cui si sottoponeva, avevano aggravato la situazione. 

    L’annuncio di Avitabile

    Enzo Avitabile ha così commentato

    «Non bastano parole per un dolore così grande, ma solo un grazie!

    Per il tuo talento, la dedizione, la passione e la ricerca.

    Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico». 

    La carriera del sassofonista

    James Senese, figlio di una napoletana e di un soldato americano sbarcato in Italia durante la Seconda guerra mondiale, è cresciuto nel quartiere Miano (zona nord di Napoli). 

    Innovatore musicale, ha calcato i palchi di teatri, festival e club per oltre cinquant’anni, diventando un punto di riferimento per generazioni di musicisti nell’ambito della cosiddetta Neapolitan Power. 

    Esordi

    Negli anni ’60 è entrato negli Showmen (con Mario Musella) e nei ’70 ha fondato i Napoli Centrale.

    Successivamente ha collaborato a lungo con Pino Daniele, partecipando ai primi album del cantautore napoletano. 

    È noto anche per alcune apparizioni cinematografiche, ad esempio nel film No grazie, il caffè mi rende nervoso con Massimo Troisi e Lello Arena. 

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  • ELON MUSK

    Elon Musk

    Ha lanciato Grokipedia una nuova enciclopedia online gestita interamente dall’intelligenza artificiale, sviluppata dalla sua società xAI.

    Il progetto si propone come alternativa a Wikipedia, offrendo una visione più controllata e conservatrice dei contenuti online.

    Cos’è Grokipedia?

    Grokipedia è una piattaforma enciclopedica digitale in cui i contenuti non sono scritti o modificati direttamente dagli utenti.

    A differenza del modello collaborativo di Wikipedia, Grokipedia affida la redazione e la verifica delle informazioni al chatbot Grok, sviluppato da xAI.

    Gli utenti possono suggerire correzioni tramite un modulo pop-up, ma non possono intervenire direttamente sui testi pubblicati.

    Stato attuale e obiettivi futuri

    Attualmente, Grokipedia offre circa 885.000 articoli nella sua versione 0.1, un numero ancora lontano dai 7,1 milioni di voci in lingua inglese di Wikipedia.

    Tuttavia, Musk ha annunciato futuri aggiornamenti e ampliamenti, lasciando intendere che la piattaforma potrebbe espandersi rapidamente grazie alle capacità di generazione automatica dell’intelligenza artificiale.

    L’obiettivo dichiarato è rendere Grokipedia un punto di riferimento globale per l’informazione automatizzata, integrando l’ecosistema digitale di Musk che comprende già X, xAI e le infrastrutture tecnologiche delle sue aziende.

    Il ruolo di Grok

    Il cuore della piattaforma è Grok, il chatbot lanciato da xAI e integrato nella rete sociale X (ex Twitter).

    Grok è stato addestrato per comprendere e generare risposte in linguaggio naturale e ora assume il ruolo di “curatore” dei contenuti di Grokipedia.

    Secondo Musk, questo approccio garantisce un maggiore controllo sulla qualità e l’accuratezza delle informazioni, riducendo il rischio di distorsioni o manipolazioni ideologiche tipiche delle piattaforme aperte.

    Differenze con Wikipedia

    La principale differenza tra Grokipedia e Wikipedia riguarda la governance dei contenuti. Mentre Wikipedia si fonda su contributi volontari e un modello di revisione comunitario, Grokipedia elimina la partecipazione diretta degli utenti in favore di un sistema automatizzato.

    Non ci sono autori umani visibili: i testi vengono generati e verificati da Grok, che decide cosa pubblicare sulla base delle fonti a disposizione.

    Origini e sviluppatori

    L’idea di Grokipedia sarebbe nata da un suggerimento di David Sacks, investitore tecnologico vicino a Musk e figura di riferimento per la futura politica americana in materia di intelligenza artificiale e criptovalute.

    Sacks, noto per le sue posizioni conservatrici, avrebbe spinto per la creazione di uno strumento informativo capace di offrire una prospettiva alternativa al pensiero dominante diffuso sul web.

    Il progetto è stato sviluppato interamente da xAI, la stessa società che ha realizzato Grok e che collabora strettamente con le attività tecnologiche del gruppo Musk.

    Conclusione

    Grokipedia rappresenta un tentativo di Elon Musk di creare un’alternativa a Wikipedia, puntando su un sistema automatizzato e controllato dall’intelligenza artificiale per la gestione dei contenuti.

    Se il progetto avrà successo, potrebbe segnare un cambiamento significativo nel modo in cui l’informazione viene curata e distribuita online.

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  • GIORGIO CALABRESE

    GIORGIO CALABRESE

    E’ un medico e nutrizionista italiano

    noto per la sua attività di divulgazione scientifica sull’alimentazione e la nutrizione. 

    Ecco alcuni punti salienti della sua carriera

    Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso l’Università degli Studi di Catania; specializzato in Scienza dell’Alimentazione nel 1987 all’Università degli Studi di Pavia. 

    Docente universitario

    tra gli incarichi, docente di Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università del Piemonte Orientale (Alessandria) e presso l’Università di Torino. 

    Membro dell’European Food Safety Authority (EFSA) a Bruxelles dal 2002 al 2008. 

    Consulente scientifico

    per il Ministero della Salute e per commissioni ministeriali italiane (ad esempio “La frutta nelle scuole”, “Expo 2015”). 

    Giornalista pubblicista e divulgatore: collabora con testate giornalistiche nazionali, appare in trasmissioni televisive e radiofoniche di ambito medico‑nutrizionale. 

    Aree di intervento e contributi

    Promozione della corretta alimentazione, della prevenzione nelle patologie metaboliche e cardiovascolari, della cultura della dieta mediterranea e del buon rapporto con il cibo. 

    Interventi in ambito pubblico e educativo: conferenze, seminari, partecipazione a iniziative sulla salute, obesità e nutrizione. 

    Pubblicazioni

    numerosi libri rivolti sia al pubblico generale che agli specialisti della nutrizione. 

    Un tema recente, uso non autorizzato della sua immagine

    Nel maggio 2025 è stato riportato che Calabrese è coinvolto come parte offesa in un procedimento presso il Tribunale di Catania, in cui la sua immagine sarebbe stata utilizzata abusivamente in video e post pubblicitari che promuovevano prodotti dimagranti, senza il suo consenso. 

    Questo caso evidenzia l’importanza della verifica dell’identità e delle credenziali nei messaggi di marketing relativi all’alimentazione e salute.

    Perché può essere rilevante

    Se ti interessa il tema dell’alimentazione, nutrizione umana, prevenzione, o anche il rapporto tra salute pubblica e divulgazione scientifica, Calabrese è una figura significativa in Italia.

    Potrebbe essere utile considerarlo come punto di riferimento per

    approfondire i principi della dieta mediterranea e stili alimentari sani; capire come la nutrizione viene comunicata al grande pubblico attraverso i media; esplorare come le istituzioni (ministeri, università, enti regolatori) coinvolgono esperti del settore alimentare.

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  • Saliva

    La saliva è fondamentale per neutralizzare batteri e odori in bocca

    Persone molto belle possono avere alito cattivo più spesso di quanto ci si aspetterebbe

    Stress e vita frenetica

    Le persone molto curate o che puntano molto sull’aspetto fisico spesso hanno ritmi intensi.

    Lo stress e la mancanza di sonno possono ridurre la produzione di saliva, e la saliva è fondamentale per neutralizzare batteri e odori in bocca.

    Diete particolari o restrittive Alcune persone bellissime seguono diete ricche di proteine o povere di carboidrati (come la keto).

    Questo può portare a chetoni nel sangue, che conferiscono un alito pungente tipo “fruttato” o “acetone”.

    Uso di prodotti cosmetici e collutori troppo aggressivi Paradossalmente, prodotti che promettono freschezza immediata possono seccare la bocca, riducendo la saliva e peggiorando l’alito a lungo termine.

    Fumo o alcol Alcune persone molto attente al look estetico trascurano il fatto che fumo e alcol seccano la bocca e lasciano odori persistenti, che non si percepiscono subito ma sono evidenti agli altri.

    Condizioni mediche nascoste Bellezza e salute orale non sempre coincidono.

    Problemi come reflusso, sinusiti croniche o infezioni gengivali possono provocare alito cattivo, anche in chi sembra perfetto all’esterno.

    In sostanza, la bellezza esteriore e l’alito fresco non sono sincronizzati : ci sono molte bellissime persone che inconsapevolmente possono avere l’alito meno gradevole.

    Pvl

  • OBESITA’

    OBESITA’

    E’ una condizione medica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo che può avere effetti negativi sulla salute.

    Non è semplicemente una questione estetica : aumenta il rischio di molte malattie croniche, come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, apnea notturna e alcune forme di tumore.

    Ecco alcuni punti chiave

    Cause principali

    Squilibrio energetico

    assumere più calorie di quante se ne bruciano.

    Genetica

    alcuni geni influenzano il metabolismo, l’appetito e l’accumulo di grasso.

    Stile di vita

    sedentarietà, alimentazione ricca di zuccheri e grassi saturi.

    Fattori psicologici

    stress, ansia, depressione possono portare a mangiare emotivamente.

    Altri fattori

    disturbi ormonali (es. ipotiroidismo), farmaci (alcuni antidepressivi o corticosteroidi).

    Conseguenze sulla salute

    Cardiopatie e ictus Diabete di tipo 2 Problemi articolari (es. osteoartrite) Apnea notturna Problemi psicologici (depressione, bassa autostima)

    Prevenzione e trattamento

    Alimentazione equilibrata

    ridurre zuccheri semplici e grassi saturi, aumentare frutta, verdura e fibre.

    Attività fisica regolare

    almeno 150 minuti/settimana di esercizio moderato.

    Supporto psicologico

    terapia cognitivo-comportamentale per modificare abitudini alimentari.

    Farmaci o chirurgia

    in casi selezionati e sotto controllo medico.

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  • Teologia

    Teologia

    E’ lo studio sistematico e razionale di Dio, del divino e della relazione tra il sacro e il mondo.

    Il termine deriva dal greco antico theós (θεός, “dio”) e lógos (λόγος, “discorso”, “studio”, “ragione”), e può quindi essere tradotto come “discorso su Dio”.

    Ecco una panoramica sintetica ma completa

    Origine e significato

    Nata nell’antichità come riflessione filosofica sul divino (già in Platone e Aristotele), la teologia diventa disciplina propria nelle religioni rivelate in particolare nel cristianesimo, nell’ebraismo e nell’islam dove si fonda sulla rivelazione divina e sui testi sacri.

    Nel cristianesimo, la teologia è la “fides quaerens intellectum” la “fede che cerca l’intelligenza”, secondo la celebre formula di Sant’Anselmo d’Aosta.

    Principali rami della teologia cristiana

    Teologia fondamentale, studia i fondamenti della fede e il rapporto tra ragione e rivelazione.

    Teologia dogmatica, analizza i contenuti della fede (Trinità, creazione, incarnazione, salvezza). Teologia morale riflette sul comportamento umano alla luce del Vangelo.

    Teologia biblica, interpreta e contestualizza i testi sacri.

    Teologia spirituale, approfondisce l’esperienza mistica e la vita interiore.

    Teologia pastorale, applica i principi teologici alla vita della comunità ecclesiale.

    Teologia ecumenica e interreligiosa, esplora il dialogo tra le varie confessioni e religioni.

    Teologia e filosofia

    La teologia si differenzia dalla filosofia della religione:

    La filosofia della religione usa solo la ragione per analizzare il fenomeno religioso.

    La teologia parte invece dalla fede come dato di partenza, cercando di comprenderla con la ragione.

    Teologie contemporanee

    Nel XX e XXI secolo sono nate molte correnti:

    Teologia della liberazione (America Latina)

    Teologia femminista Teologia ecologica

    Teologia postcoloniale

    Teologia interreligiosa e del pluralismo

    Pvl

  • CONCITA BORRELLI

    Figura poliedrica della televisione e della comunicazione italiana.

    Biografia e background

    È nata ad Avellino il 13 maggio 1966. 

    Ha svolto inizialmente la professione di avvocato. 

    Successivamente ha intrapreso una carriera nel giornalismo e nella televisione, diventando autrice televisiva per la RAI di programmi come Porta a Porta, Cinque Minuti e Unomattina in Famiglia. 

    Nel 2022 ha sposato Fulco Ruffo di Calabria, appartenente ad una antica famiglia napoletana. 

    Pur avendo acquisito il titolo di “principessa” per via del matrimonio, ha dichiarato di non gradire che le venga chiamato tale, affermando “viviamo in una repubblica”. 

    Attività professionale

    Dopo anni dietro le quinte come autrice e opinionista, ha fatto il salto alla conduzione con il programma La mia metà su Rai2, in cui si parla di coppie, relazioni e amori, confrontando storie di persone comuni con quelle di celebrità. 

    È nota per la sua forte presenza sui social media, dove condivide opinioni su attualità, politica e costume.

    Ad esempio, ha pubblicamente commentato l’aspetto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un’apparizione televisiva. 

    Stile e personalità

    Borrelli viene descritta come una persona con forte presenza scenica, opinioni decise e buona capacità di comunicazione, sia dietro le quinte che davanti alle telecamere. 

    Nel suo programma “La mia metà” ha dichiarato che l’intento è “parlare delle relazioni” con leggerezza, ma senza banalizzare: «L’amore non è mai normale, ma è fatto di sacrifici, colpe, tentazioni». 

    Alcuni libri

    “Interno 11” (Mondadori) – scritto da lei.  “Ricordo quasi tutto” – scritto a quattro mani con Fulco Ruffo di Calabria. 

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  • Marina Elvira Calderone

    Marina Elvira Calderone

    Profilo essenziale

    Nata: 30 luglio 1965 a Bonorva (provincia di Sassari, Sardegna)  Carriera professionale: iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro nel 1994; dal 2005 è stata presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.  Attuale incarico: dal 22 ottobre 2022 è ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo guidato da Giorgia Meloni. 

    Percorso e competenze

    Ha fondato, insieme al marito Rosario De Luca, uno studio professionale di consulenza del lavoro con sedi in Sardegna, Roma e Reggio Calabria.  Nel 2014-2020 è stata nel consiglio di amministrazione di Leonardo S.p.A. (allora “Finmeccanica”), esperienza che le ha permesso di acquisire conoscenze anche nei settori della governance aziendale e del lavoro.  Ha dichiarato che, nel suo incarico ministeriale, la priorità è promuovere un dialogo sociale rinnovato tra imprese, lavoratori dipendenti e autonomi, e combattere forme di disuguaglianza e povertà. 

    Temi, iniziative e criticità

    In un intervento del luglio 2025, Calderone ha sottolineato che INPS deve diventare “parte attiva di un sistema di attivazione delle comunità”, andando oltre la semplice erogazione di prestazioni.  Ha un forte legame con il mondo delle professioni (lavoro autonomo, consulenza del lavoro), tema che fa parte del suo background professionale e quindi della visione che porta al ministero.

    Criticità

    Sono emersi dubbi circa il percorso universitario : ad esempio, un’inchiesta ha rilevato che alcuni esami risultavano sostenuti di domenica presso la Link Campus University, università privata in cui ha conseguito la laurea in Gestione Aziendale nel 2016.  Anche sindacati e osservatori hanno segnalato potenziali conflitti di interesse, vista la sua lunga carriera da consulente del lavoro, le relazioni con imprese e il ruolo politico-istituzionale. 

    Perché è rilevante

    Marina Elvira Calderone rappresenta un esempio di professionalità tecnica che entra in un ruolo politico-istituzionale di alto livello.

    Il suo profilo combina :

    competenze nella consulenza del lavoro e nel dialogo sociale; esperienza nei pro­fili di governance aziendale e delle professioni; responsabilità diretta nella definizione delle politiche del lavoro e sociali in Italia.

    In sintesi

    Calderone nasce come professionista del mondo del lavoro (consulente, dirigente di ordine professionale) e oggi guida un dicastero chiave per il futuro del mercato del lavoro e delle politiche sociali in Italia. Pur con un profilo tecnico, la sua nomina e il suo operato sono sotto osservazione per le questioni relative a titolo di studio e relazioni professionali pregresse.

  • Riformisti

    LA DEFINIZIONE DI “RIFORMISTI” dipende molto dal contesto politico, ma in generale indica persone o gruppi che cercano di cambiare o migliorare le istituzioni e le leggi esistenti gradualmente, senza rivoluzioni radicali o rotture complete con l’ordine stabilito.

    Oggi, i riformisti si trovano in diversi ambiti :

    Politico

    Partiti o movimenti che puntano a modifiche progressive della società, ad esempio riforme del sistema fiscale, del welfare, dell’istruzione o del lavoro.

    Non cercano il cambiamento radicale (come farebbe un rivoluzionario), ma miglioramenti graduali.

    Esempi recenti possono includere alcune correnti dei partiti socialdemocratici in Europa o dei democratici centristi negli USA, anche se il termine varia molto a seconda del Paese.

    Economico

    Coloro che propongono riforme di mercato per renderlo più efficiente o equo, senza abolire il capitalismo.

    Pensiamo a chi vuole una tassazione più progressiva o politiche di sostegno ai più deboli pur mantenendo l’economia di mercato.

    Sociale e culturale

    Attivisti che cercano cambiamenti graduali nelle norme sociali, ad esempio sui diritti civili, l’inclusione o la sostenibilità ambientale, senza stravolgere l’intera struttura sociale.

    In pratica

    oggi i riformisti sono chi cerca il progresso attraverso modifiche graduali e pragmatiche, piuttosto che attraverso rivoluzioni o rotture radicali.

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  • PASQUALE DANIELE

    Pasquale Daniele

    Il Silenzio dorato di Conversano

    C’è un momento in cui la luce non chiede di essere ammirata, ma semplicemente accolta con discrezione e giusto incanto.

    Il sole si ritira piano, come chi conosce il valore supremo del silenzio, e la torre si staglia contro il cielo con la dignità di una parola antica che non accetta repliche.

    Gli uccelli attraversano l’aria con la grazia di chi sa dove sia il ritorno, e tutto sembra trattenere il respiro: il tempo, la pietra, persino il vento.

    È un istante che non cerca attenzione, ma la esige. Un equilibrio perfetto tra ciò che resta e ciò che scivola via.

    Siamo nel cuore di Conversano, e la città non è sullo sfondo : è già qui, intorno a noi. Non si impone, non si mostra con clamore, ma si lascia sentire.

    È una presenza discreta, rassicurante, come un pensiero che accompagna, come un nome che non serve pronunciare per sentirne il peso dolce.

    Conversano è una città che sa custodire il tempo, che sa essere pietra e carezza, un luogo che sa restare anche quando tutto passa.

    Camminando tra le sue vie, si ha la sensazione che ogni angolo abbia qualcosa da raccontare, anche quando tace.

    Questa fotografia non è solo un’immagine. È un varco. Un invito a tenere presente che la bellezza non ha confini, che ogni tramonto è un ritorno, e che anche ciò che sfioriamo può appartenerci per sempre.

    È il rimpianto lieve delle cose più belle, quelle che non spariscono mai dentro di noi.

    Di quegli istanti che non chiedono di essere ricordati, perché non se ne vanno mai.

    Come la luce tra le pietre, come il volo inciso nel cielo, come la voce di chi ci ha amato senza clamore.

    E nel silenzio che finalmente avvolge tutto, si scopre che non serve nulla di più per essere completi.

    Pvl

  • CONVERSANO/LUCIO GIORDANO

    è un regista, sceneggiatore e imprenditore originario di Conversano, in provincia di Bari. Conosciuto per il suo impegno nel raccontare storie di denuncia sociale e cronaca, ha diretto diversi film e documentari ambientati in Puglia.

    Carriera cinematografica

    Il suo lavoro più noto è Le bande (2005), un film che affronta il problema del contrabbando in Puglia e la risposta delle forze dell’ordine con l’Operazione Primavera.

    Il film ha ricevuto la collaborazione del Comando regionale della Guardia di Finanza di Bari ed è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. 

    Linea Pelle

    Oltre alla sua carriera cinematografica, Giordano è anche titolare di Linea Pelle, un negozio storico di pelletteria a Conversano, attivo dal 1983.

    Recentemente, ha partecipato a una puntata della rubrica “Cosa bolle in passerella” su Oggiconversano.it, dove ha discusso del connubio tra moda e gastronomia, insieme a Margherita Ripa. 

    Presenza sui social

    Giordano è attivo sui social media, dove condivide video e riflessioni su temi di attualità e politica.

    I suoi contenuti hanno raggiunto un ampio pubblico, con alcuni video che hanno registrato oltre 700.000 visualizzazioni. 

    Pvl

  • Pasquale Daniele (Pas Dan)

    Pasquale Daniele (Pas Dan)

    noto anche come “Pas Dan”, è un giornalista e scrittore originario di Conversano, in provincia di Bari.

    È attivo su Facebook con il profilo @pasquale.daniele2, dove condivide riflessioni e racconti sulla sua città, spesso con uno stile poetico e nostalgico.

    Alcuni dei suoi post più significativi includono :

    “Conversano. Il Castello che non dorme mai”: un omaggio al Castello di Conversano, simbolo della città, descritto come un “custode che non ha mai smesso di narrare”. 

    “La mia Conversano”: una riflessione personale sulla città, descritta come un “gesto d’amore inciso nel tempo”. 

    “Conversano: tra vino DOC e memoria resettata”: un’analisi critica sulla politica locale, paragonata alla scelta di un vino in base all’etichetta piuttosto che al gusto. 

    Oltre a Facebook, Pasquale Daniele è presente su Instagram con il profilo @pasdan68, dove condivide ulteriori riflessioni e contenuti visivi legati alla sua città e alla sua vita.

    Pvl

  • FRANCO ANGIONI

    Guidò la prima missione militare italiana all’estero dopo la Seconda Guerra Mondiale.

    È morto a 92 anni il generale Franco Angioni, paracadutista della brigata Folgore, noto per aver guidato la missione Italcon in Libano dal 1982 al 1984.

    Italcon è stato il primo impegno militare italiano all’estero dopo la Seconda Guerra Mondiale.

    Sotto la sua guida, il contingente italiano arrivò a impiegare fino a 2.500 uomini.

    L’ex ministro Valdo Spini ha ricordato Angioni come un “grande militare e persona di umanità eccezionale”, sottolineando il suo ruolo nel gettare un ponte tra le forze armate e le istituzioni italiane.

    Una foto iconica ritrae Angioni accanto al presidente della Repubblica Sandro Pertini durante una visita al contingente in Libano.

    La missione Italcon, inizialmente sotto l’egida dell’ONU, divenne un’iniziativa principalmente nazionale dopo il veto dell’URSS.

    In collaborazione con Francia e Stati Uniti, l’Italia riuscì a mantenere ottimi rapporti con la popolazione locale e le diverse fazioni in conflitto, promuovendo la costruzione di ospedali e la distribuzione di libri per favorire la comprensione reciproca.

    Al termine della missione, Angioni continuò a ricoprire ruoli di vertice nelle forze armate italiane.

    Nel 2001 entrò in politica, venendo eletto alla Camera dei deputati come indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra.

    Fino al 2006, fu segretario della Commissione Difesa della Camera.

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  • Cenerentola

    Cenerentola

    è una giovane ragazza gentile e buona, ma rimasta orfana della madre, vive con la matrigna crudele e le sue due sorellastre, che la trattano come una serva.

    Un giorno, il re organizza un ballo per far scegliere al principe una moglie.

    La matrigna impedisce a Cenerentola di partecipare, ma grazie all’aiuto della sua fata madrina, che trasforma una zucca in carrozza e gli abiti stracciati in un bellissimo vestito, Cenerentola può andare al ballo, con l’unico avvertimento di tornare prima della mezzanotte, perché l’incantesimo svanirà.

    Al ballo, il principe si innamora subito di lei, ma Cenerentola, al suono della mezzanotte, fugge lasciando dietro di sé una scarpetta di cristallo.

    Il principe, deciso a trovarla, fa provare la scarpetta a tutte le ragazze del regno: alla fine, Cenerentola è l’unica a calzarla perfettamente.

    Così il principe la riconosce e la sposa, e Cenerentola vive felice e contenta.

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  • CISTERNINO/BHOLE BABA

    CISTERNINO/BHOLE BABA

    CISTERNINO/BHOLE BABA

    Sorge come un autentico ashram spirituale interamente dedicato a Mahavatar Babaji, l’immortale yogi indiano che l’Occidente ha imparato a conoscere attraverso le pagine della celebre opera “Autobiografia di uno Yogi” di Yogananda.

    Riconosciuto come il primo ashram di Babaji nel mondo occidentale, la sua nascita risale al 1979 proprio su precisa indicazione del maestro spirituale.

    La struttura si trova a Cisternino, in provincia di Brindisi, immersa nel suggestivo scenario della Valle d’Itria tra trulli secolari e distese di uliveti, configurandosi come un luogo di profonda pace, meditazione e pratica del karma yoga, ovvero il lavoro devozionale.

    La storia di questo spazio affonda le sue radici nell’incontro di tre donne, tra le quali figura l’artista genovese Lisetta Carmi, avvenuto in India presso Herakhan, sulle pendici dell’Himalaya.

    In quella circostanza Babaji le incaricò personalmente di fondare un centro in Puglia, una terra scelta non a caso per la sua forte energia tellurica e per il profondo legame storico con gli antichi culti neolitici della Grande Madre.

    Da quel momento lo sviluppo del centro è stato costante e ha visto nel 1986 la costruzione di un tempio identico a quello indiano, seguito nel 1990 dall’accensione del Dhuni, il fuoco sacro che arde costantemente ventiquattr’ore su ventiquattro per simboleggiare un ponte spirituale tra il Cielo e la Terra.

    Oggi l’intera struttura è gestita dalla Fondazione Bhole Baba, un ente morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica fin dal 1997, ed è strettamente inserita nella rete del Samaj Herakhandi Italiano, che collega questa realtà ad altri centri della penisola, come quello di Haidakhan situato ad Asti.

    La vita quotidiana all’interno dell’ashram è scandita da ritmi precisi che favoriscono il raccoglimento e la crescita interiore.

    Le giornate iniziano e si concludono con le meditazioni all’alba e al tramonto, accompagnate dall’havan, la suggestiva cerimonia del fuoco sacrificale finalizzata alla purificazione e al rinnovamento spirituale.

    Il resto della giornata è dedicato alle attività di karma yoga, che impegnano gli ospiti nella preparazione della cucina vegetariana, nella cura dell’orto, nel giardinaggio e nella manutenzione generale degli spazi.

    Il centro si propone come una vera e propria scuola per l’anima mirata alla scoperta del Divino interiore, rimanendo sempre aperto a chiunque, senza dogmi e nel pieno rispetto di ogni fede religiosa.

    Oltre alla routine quotidiana l’ashram organizza regolarmente sessioni di yoga, kirtan con canti devozionali, ritiri spirituali e concerti di musica classica indiana e nepalese.

    Gli spazi dedicati all’ospitalità comprendono strutture ricavate da trulli sapientemente restaurati che ospitano i dormitori, il refettorio e l’area del tempio.

    I visitatori giungono da ogni parte del mondo e l’intera gestione economica si sostiene in modo autonomo attraverso le libere donazioni degli ospiti.

    Per chi desidera visitare il centro l’indirizzo di riferimento è Contrada Portarino 10 a Cisternino, in provincia di Brindisi, raggiungibile facilmente in auto in circa un’ora da Bari o in quindici minuti da Ostuni, con la presenza anche di suggestivi percorsi in mountain bike per esplorare la natura circostante.

    La segreteria risponde al numero telefonico +39 080 4448735, mentre i canali digitali ufficiali sono il sito bholebabaji.it e la pagina Facebook Ashram Bhole Baba Cisternino.

    Tra i momenti di maggiore richiamo internazionale spicca la celebrazione del Guru Purnima, prevista dal 6 al 10 luglio, un evento che richiama fedeli da tutto il mondo per cerimonie e meditazioni collettive, con informazioni dettagliate reperibili sul sito gurupurnima.it.

    L’accesso all’ashram è sempre gratuito, ma per il pernottamento è necessaria la prenotazione anticipata ed è richiesta una donazione suggerita.

    Il Centro Bhole Baba rappresenta un’oasi di silenzio ideale per chiunque cerchi un ritiro spirituale, una ricarica energetica o sia mosso da una semplice curiosità culturale nel cuore della Puglia.

    In questo luogo sospeso nel tempo, dove il mantra di Babaji “Om Namah Shivaya” risuona costantemente, l’esperienza della pace tra trulli e fuochi sacri diventa un percorso imperdibile.

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  • Mimmo Jodice

    Mimmo Jodice

    Napoli, 28 ottobre 2025

    È scomparso all’età di 91 anni Mimmo Jodice, uno dei più grandi fotografi italiani, noto per le sue immagini in bianco e nero che hanno raccontato con poesia e profondità la bellezza e la complessità del nostro Paese.

    Una carriera di insegnamento e ricerca

    Nato a Napoli nel 1934, Jodice ha insegnato fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1970 al 1996.

    Le sue opere, esposte in musei di tutto il mondo, tra cui il Museo d’Arte Contemporanea di Torino, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e il Philadelphia Museum of Art, sono caratterizzate da un linguaggio fotografico che unisce rigore tecnico e sensibilità poetica.

    La sua ricerca visiva si è concentrata sulla relazione tra luce, memoria e paesaggio, con un particolare interesse per la stratificazione storica e culturale delle città italiane.

    Un linguaggio visivo unico

    Jodice ha saputo trasformare la realtà in visione, sospendendo il tempo e creando immagini che parlano direttamente all’anima.

    Riconoscimenti e mostre

    Nel 2003 ha ricevuto il Premio Feltrinelli per la fotografia.

    Recentemente, le sue opere sono state protagoniste della mostra “Mimmo Jodice.

    Senza tempo” alle Gallerie d’Italia di Torino, un omaggio alla sua capacità di raccontare la realtà attraverso un filtro di luce e memoria.

    La sua morte rappresenta una grande perdita per il mondo della fotografia e della cultura italiana.

    Il suo sguardo unico continuerà a ispirare generazioni di artisti e appassionati.

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  • Antisemita

    Il termine antisemita indica chi nutre ostilità, pregiudizio o discriminazione verso gli ebrei come gruppo etnico, religioso o culturale.

    Storicamente, il fenomeno dell’antisemitismo ha radici antiche, ma alcuni periodi sono particolarmente significativi.

    Medioevo europeo

    Gli ebrei spesso erano accusati di crimini rituali o di diffondere malattie. Venivano isolati nei ghetti, esclusi da alcune professioni, e soggetti a tasse speciali. Periodi di persecuzione massiccia, come durante le crociate (XI-XIII secolo) e le pesti nere (XIV secolo), portarono a massacri di comunità ebraiche.

    XIX secolo : antisemitismo moderno

    Con l’affermarsi del nazionalismo e delle ideologie razziste, l’antisemitismo divenne più “politico”. Gli ebrei erano accusati di controllare finanza e politica, stereotipo noto come teoria della cospirazione ebraica. In Francia, l’Affare Dreyfus (1894–1906) fu emblematico: un ufficiale ebreo fu ingiustamente accusato di tradimento, mostrando quanto fosse diffuso il pregiudizio anche negli ambienti intellettuali e istituzionali.

    XX secolo: antisemitismo nazista

    In Germania e nei territori occupati dai nazisti (1933–1945), l’antisemitismo divenne stato-politico. Leggi come le Leggi di Norimberga (1935) privarono gli ebrei di diritti civili. Culminò nella Shoah, il genocidio di circa 6 milioni di ebrei, insieme ad altre persecuzioni mirate a gruppi definiti “indesiderabili”.

  • FEMMINICIDIO/UNA TRAGEDIA SOCIALE E CULTURALE

    FEMMINICIDIO/UNA TRAGEDIA SOCIALE E CULTURALE

    Il termine femminicidio indica l’uccisione di una donna o di una ragazza in quanto donna, spesso a causa di motivi legati al genere, al controllo, alla violenza domestica o alla discriminazione sistemica.

    A differenza dell’omicidio comune, il femminicidio porta con sé una dimensione culturale e sociale : non si tratta solo di un crimine isolato, ma del frutto di stereotipi di genere radicati, disuguaglianze di potere tra uomini e donne e della normalizzazione della violenza contro le donne.

    Il concetto è stato reso popolare negli anni ’70 e ’80 dal movimento femminista, che denunciava come la violenza maschile sulle donne fosse spesso sottovalutata o ignorata dalla società e dalle istituzioni.

    In Messico, per esempio, il termine è entrato nel linguaggio legale negli anni ’90, per identificare quei casi in cui l’omicidio di donne era chiaramente legato alla loro condizione di genere. In Italia e in molti altri Paesi, il femminicidio è oggi riconosciuto come un crimine aggravato, con pene specifiche e campagne di prevenzione dedicate.

    Cause del femminicidio

    Il femminicidio non nasce dal nulla, ma è spesso l’epilogo di una catena di violenze e discriminazioni.

    Tra le cause più comuni troviamo

    Violenza domestica e di coppia

    Molte donne uccise conoscono il loro aggressore.

    I casi spesso derivano da rapporti caratterizzati da controllo, gelosia patologica o abusi fisici e psicologici.

    Disuguaglianza di genere : in società dove il maschilismo è radicato, la donna può essere vista come “oggetto” o come “proprietà” dell’uomo, aumentando il rischio di violenza estrema.

    Norme culturali e sociali : stereotipi che giustificano o minimizzano la violenza contro le donne contribuiscono a rendere accettabile l’aggressione, spesso portando a una mancata denuncia o a un intervento tardivo delle autorità.

    Fattori psicologici dell’aggressore : alcune teorie suggeriscono che l’omicidio nasca da sentimenti di possesso, rabbia o incapacità di gestire il rifiuto.

    Conseguenze del femminicidio

    Le conseguenze del femminicidio vanno ben oltre la morte della vittima.

    Colpiscono

    Familiari e figli : i bambini che assistono alla violenza o perdono la madre spesso sviluppano traumi psicologici profondi.

    Società : il femminicidio aumenta la percezione di insicurezza delle donne, limita la loro libertà di movimento e perpetua un clima di paura.

    Istituzioni : la gestione di questi casi mette in luce lacune legislative, mancanza di formazione e scarsa attenzione alla prevenzione.

    Prevenzione e contrasto

    Contrastare il femminicidio richiede un approccio multidimensionale

    Educazione e sensibilizzazione

    Promuovere l’uguaglianza di genere e combattere gli stereotipi fin dall’infanzia.

    Leggi efficaci e applicazione rigorosa : pene più severe per gli autori di violenza di genere, supporto alle vittime e protezione legale.

    Centri antiviolenza e supporto psicologico : offrire rifugi sicuri, consulenza legale e psicologica alle donne a rischio.

    Cultura del rispetto: campagne sociali e mediatiche per trasformare la percezione della donna nella società, da oggetto a soggetto di diritti e dignità.

    Conclusione

    Il femminicidio non è un fenomeno casuale o isolato : è un indicatore delle disuguaglianze profonde tra uomini e donne. Combatterlo significa cambiare la cultura, educare al rispetto reciproco, rafforzare le leggi e garantire protezione alle vittime.

    Solo attraverso un impegno collettivo personale, sociale e istituzionale si può sperare di ridurre questa tragedia che colpisce quotidianamente migliaia di donne nel mondo.

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  • Annamaria Colao

    Annamaria Colao

    Ci sono storie che raccontano la forza del talento, e altre che raccontano la forza della scelta.

    Quella di Annamaria Colao, endocrinologa di fama mondiale e prima donna a guidare la Società Italiana di Endocrinologia, appartiene a entrambe.

    In un mondo scientifico spesso attratto da centri esteri e laboratori ultrafinanziati, Colao ha deciso di rimanere nella sua Napoli, dove insegna all’Università Federico II e dirige un dipartimento d’eccellenza dedicato all’endocrinologia, alla diabetologia e alla nutrizione.

    Il suo nome è noto a livello internazionale: i riconoscimenti accademici, i premi e l’altissimo impatto delle sue pubblicazioni la collocano stabilmente ai vertici mondiali nel campo dell’endocrinologia e del metabolismo.

    Eppure, dietro i numeri e i titoli, emerge una donna che ha scelto di coniugare la scienza con la cura, la ricerca con l’ascolto, la competenza con l’empatia.

    Colao è anche fondatrice di Campus Salute Onlus, un’associazione che porta la prevenzione sanitaria tra le persone, nelle piazze e nei quartieri.

    Non solo visite e controlli gratuiti, ma un messaggio: la salute è un diritto che nasce dalla conoscenza e dalla consapevolezza.

    In questo spirito, la sua voce è diventata una delle più autorevoli nel dibattito sulla nutrizione e sugli stili di vita.

    “Non esiste un digiuno valido per tutti”, ricorda spesso, “ma un percorso di equilibrio personale che deve partire dal rispetto del proprio corpo”.

    Nel 2025 è entrata nel Consiglio Superiore di Sanità, segno di un riconoscimento istituzionale che va oltre i confini accademici.

    La sua presenza in quell’ambito testimonia una fiducia nella competenza e nell’etica, in un tempo in cui la salute pubblica ha bisogno di voci solide, indipendenti, capaci di tenere insieme scienza e umanità.

    Annamaria Colao rappresenta così una figura rara : una scienziata che non ha smesso di essere anche una cittadina attenta, una donna che non ha ceduto alla fuga dei cervelli ma ha trasformato la propria città in un laboratorio di idee e di speranza.

    Il suo percorso racconta che l’eccellenza non nasce solo dal talento, ma dalla scelta di restare, di costruire, di credere che anche in Italia si possa fare scienza ai massimi livelli, senza rinunciare al valore umano del proprio lavoro.

    Pvl

  • ANGELO DEL BON

    Angelo Del Bon

    1898–1952

    E’ stato un pittore italiano legato al movimento Novecento Italiano, ma con un linguaggio pittorico personale che si distingue per la sua poetica di intimità e malinconia.

    Nato a Milano, frequentò l’Accademia di Brera e fu amico di artisti come Carlo Carrà, Arturo Tosi e Achille Funi.

    Pur aderendo inizialmente agli ideali del Novecento, la sua pittura si allontanò presto dai toni monumentali e celebrativi tipici del movimento, per orientarsi verso una visione più lirica e introspettiva, fatta di paesaggi silenziosi, nature morte e figure immerse in un’atmosfera sospesa.

    I suoi soggetti — borghi lombardi, colline, interni domestici, ritratti familiari — sono spesso resi con una tavolozza smorzata, dove prevalgono i grigi, gli azzurri e i bruni, in una luce diffusa che suggerisce quiete e meditazione.

    Dopo la guerra, Del Bon visse momenti di crisi e isolamento, ma continuò a dipingere con coerenza e sensibilità, fino alla morte prematura nel 1952.

    La critica successiva lo ha riscoperto come un artista schivo e profondo, rappresentante autentico di una dimensione poetica del quotidiano nella pittura italiana del Novecento.

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  • EMILIO TADINI

    EMILIO TADINI

    pittore

    Milano, 5 giugno 1927 – Milano, 25 settembre 2002

    è stato uno dei protagonisti più eclettici e incisivi della cultura italiana del secondo Novecento.

    Pittore, scrittore, poeta, critico d’arte e intellettuale di grande raffinatezza, Tadini è ricordato per la sua capacità di intrecciare linguaggi e discipline in una visione complessa, ironica e profondamente umanistica del mondo contemporaneo.

    L’artista

    Tadini iniziò a esporre nel 1961 alla Galleria del Naviglio di Milano.

    La sua pittura, spesso associata al Nuovo Figurativo e alla Pop Art italiana, si distingue per un linguaggio narrativo che mescola immaginazione, allegoria e riflessione critica sulla realtà moderna.

    Le sue serie pittoriche più note – come Città invisibili, Atlante, Viaggio, Taccuino d’estate, L’uomo dell’Europa – rappresentano un universo abitato da figure sospese, manichini e oggetti quotidiani disposti in spazi teatrali e surreali, quasi come fossero pagine di un racconto visivo.

    Lo scrittore

    Parallelamente alla pittura, Tadini sviluppò una carriera letteraria di rilievo.

    Tra le sue opere principali:

    L’armi, l’amore (1963) Il giorno della festa (1962) La lunga notte (1987) L’opera (1989) La tempesta (1993) Luca (1994) La sua prosa è ironica, lucida e visionaria, segnata da un continuo dialogo tra realtà e immaginazione, tra cultura alta e quotidianità.

    Il critico e l’intellettuale

    Tadini fu anche un importante critico d’arte (collaborò con il Corriere della Sera) e membro dell’Accademia di Brera.

    Scrisse saggi e riflessioni sull’arte contemporanea, tra cui L’occhio della pittura (1974), un testo fondamentale per comprendere la sua idea di pittura come linguaggio della conoscenza.

    Visione e stile

    L’opera di Tadini si caratterizza per una costante tensione etica e intellettuale.

    Nei suoi quadri e nei suoi scritti emerge sempre la domanda sull’uomo moderno, sulla perdita di senso e sull’immaginazione come risorsa per ricostruire un ordine poetico nel caos della contemporaneità.

    Pvl

  • HANS HARTUNG

    1904-1989

    E’ stato un pittore e grafico tedesco considerato uno dei protagonisti dell’Espressionismo Astratto europeo e uno dei principali esponenti dell’informale.

    La sua arte si caratterizza per l’uso di gesti rapidi, segni incisivi e una forte energia ritmica, che trasformano la pittura in un atto quasi performativo.

    Ecco alcuni punti chiave sulla sua carriera e stile

    Origini e formazione

    Nato a Lipsia, Hartung studiò inizialmente architettura e poi pittura.

    Negli anni ’20 entrò in contatto con il movimento Neue Sachlichkeit e l’arte astratta europea.

    Influenze

    Oltre all’Espressionismo tedesco, fu influenzato da Kandinsky, dal cubismo e dal surrealismo.

    Periodo parigino

    Nel 1935 si trasferì a Parigi, dove rimase fino alla morte.

    Qui entrò in contatto con artisti come Jean Dubuffet e partecipò al fermento dell’arte d’avanguardia.

    Stile e tecnica

    Hartung è noto per i “gesti grafici”: segni rapidi e gestuali sulla tela, spesso con pennelli sottili o strumenti insoliti, che creano un senso di movimento e tensione.

    Prediligeva il bianco e nero o palette ridotte per esaltare il dinamismo del tratto.

    Riconoscimenti

    Nel 1960 ricevette il prestigioso Premio internazionale per la pittura alla Biennale di Venezia.

    Contributo all’informale

    Hartung è considerato uno dei principali innovatori dell’arte informale europea, anticipando molte ricerche sulla gestualità e sull’astrazione lirica.

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  • CANALE D’OTRANTO

    CANALE D’OTRANTO

    E’ lo stretto di mare che separa l’Italia dall’Albania, collegando il Mar Adriatico al Mar Ionio.

    Ha un’importanza geografica, storica e strategica significativa.

    Posizione e dimensioni

    Larghezza massima

    circa 72 km tra Punta Palascìa (Puglia) e Cape Linguetta (Albania).

    Profondità media

    circa 60–80 metri, con zone più profonde fino a 100 metri.

    Rilevanza storica

    Fu teatro di battaglie navali, specialmente durante la Prima Guerra Mondiale.

    Nell’antichità, veniva considerato un passaggio cruciale tra il mondo romano e la Grecia.

    Aspetti naturali e ambientali

    Le correnti del canale sono forti e variabili, influenzando la navigazione.

    È un’area ricca di biodiversità marina, con specie endemiche del Mediterraneo orientale.

    Cultura e collegamenti

    Collegava storicamente le popolazioni italiane e albanesi, con traffici commerciali e scambi culturali.

    Oggi è percorso da rotte navali commerciali e turistiche.

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  • FIUME DRINA

    FIUME DRINA

    è un corso d’acqua molto noto nei Balcani, caratterizzato da una forte rilevanza geografica, storica e culturale.

    Ecco alcune informazioni principali :

    Geografia

    La Drina nasce dalla confluenza di due fiumi : la Piva e la Tara, nel territorio del Montenegro vicino al confine con la Bosnia ed Erzegovina.

    Scorre principalmente lungo il confine tra Bosnia ed Erzegovina e Serbia, per circa 346 km totali.

    Sfocia nel fiume Sava, che a sua volta confluisce nel Danubio, rendendo la Drina parte del bacino idrografico del Danubio.

    È famosa per le sue acque limpide, rapide e le gole profonde, soprattutto nel tratto tra Višegrad e il confine serbo.

    Aspetti storici e culturali

    La Drina ha rappresentato per secoli un confine naturale tra diversi imperi e stati, tra cui l’Impero Ottomano e l’Impero Austro-Ungarico.

    È protagonista di opere letterarie importanti, come il romanzo “Il ponte sulla Drina” di Ivo Andrić, vincitore del Premio Nobel per la letteratura.

    Il ponte Mehmed Paša Sokolović a Višegrad è un esempio di architettura ottomana del XVI secolo e simbolo della città.

    Caratteristiche naturali

    È nota per le attività di rafting e pesca sportiva, grazie alla sua acqua pulita e ai paesaggi spettacolari.

    La valle della Drina ospita una biodiversità significativa, con specie endemiche di flora e fauna.

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  • Antonino Virduzzo

    1926–1982

    è stato un artista poliedrico di origine italoamericana, noto per la sua attività di pittore, incisore e scultore.

    Nato a New York da genitori siciliani, si trasferì con la famiglia a Comiso, in Sicilia, nel 1932.

    Dopo aver studiato in diverse istituzioni artistiche italiane, tra cui l’Accademia Albertina di Torino e l’Accademia di Belle Arti di Roma, Virduzzo intraprese una carriera internazionale che lo portò a esporre in numerosi paesi  .

    Carriera e stile

    Virduzzo ha iniziato la sua carriera artistica come pittore e incisore, ma è noto anche per le sue sculture astratte.

    Le sue opere si caratterizzano per l’uso di forme geometriche e l’esplorazione della luce e della materia.

    A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, ha iniziato a realizzare sculture in bronzo, spesso caratterizzate da contrasti tra superfici lucide e opache, pieni e vuoti, e una particolare attenzione ai riflessi della luce  .

    Attività internazionale

    Virduzzo ha avuto una carriera internazionale, con esposizioni in Italia, Francia, Stati Uniti e Giappone.

    Nel 1958, ha partecipato alla XXIX Biennale di Venezia e, nel 1962, ha ricevuto il Gran Premio Internazionale della Grafica alla XXI Biennale di Venezia.

    Ha anche realizzato una grande affresco intitolato “Hiroshima” tra il 1961 e il 1964  .

    Opere in vendita

    Le opere di Antonino Virduzzo sono disponibili in diverse gallerie e piattaforme online.

    Ad esempio, su 1stDibs Italia è possibile trovare acqueforti e litografie degli anni ’50 e ‘70, come la serie “Roma” e “Composizione”  .

    Su Artsper, un’altra piattaforma online, sono disponibili opere originali di Virduzzo  .

    Presenza nei musei

    Una delle sue opere, una scultura intitolata “Senza Titolo”, è conservata presso i Musei Civici di Macerata.

    Questa scultura in bronzo riflette la sua ricerca sulla compenetrazione della materia con lo spazio e l’interazione della luce sulle superfici  .

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  • VITO CIMMARUSTI

    è stato un giornalista di spicco di Bari noto per il suo stile incisivo e il contributo significativo al panorama giornalistico pugliese.

    Carriera giornalistica

    Cimmarusti ha iniziato la sua carriera come inviato per La Gazzetta del Mezzogiorno, dove ha coperto eventi internazionali di rilievo, tra cui la Guerra dei Sei Giorni in Israele.

    Successivamente, è diventato capocronista del quotidiano negli anni ’80, consolidando la sua reputazione come uno dei principali cronisti della città.

    È celebre per aver coniato il termine “saracinesca” per descrivere i palazzi costruiti a Punta Perotti, un’espressione che ha avuto un impatto significativo nel dibattito pubblico e nelle battaglie legali relative all’abbattimento degli edifici sul lungomare di Bari  .

    È scomparso oggi, martedì 28 ottobre 2025, all’età di 92 anni.

    Vita privata e ricordi familiari

    Il figlio di Vito, Ivan Cimmarusti, giornalista al Sole 24 Ore, ha condiviso ricordi personali su Facebook, descrivendo il padre come un uomo moderno, elegante e sorprendente.

    Ha ricordato momenti significativi della loro vita insieme, come gli anni dell’infanzia trascorsi sotto le bombe nel rifugio antiaereo di Bologna nel 1943, e la sua esperienza come inviato in Israele.

    Ivan ha anche menzionato la loro passione condivisa per il giornalismo e le passeggiate pomeridiane a Bari  .

    Eredità culturale

    Oltre alla sua carriera giornalistica, Cimmarusti ha contribuito alla cultura locale come autore teatrale.

    Nel 1975, insieme al professor Nunzio Ingrosso, ha scritto il testo “U’ cazzarizze”, rappresentato al Teatro Purgatorio di Bari, segnando un’importante tappa nella scena teatrale cittadina.

    La sua morte segna la fine di un’era per il giornalismo barese, ma il suo impatto e il suo spirito continueranno a vivere attraverso i suoi scritti e i ricordi di chi lo ha conosciuto.

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  • Gengive

    GENGIVE

    sane hanno caratteristiche ben precise, e il colore è uno dei principali indicatori :

    Colore

    Rosa pallido o rosa chiaro è il colore normale della gengiva in adulti con buona salute orale.

    Leggermente più scuro può essere normale in persone con carnagione scura o maggiore pigmentazione naturale.

    Aspetto e consistenza

    Compatte e aderenti ai denti, non gonfie. Superficie leggermente a buccia d’arancia (aspetto punteggiato).

    Non sanguinano facilmente durante lo spazzolamento o il filo interdentale.

    Segnali di allarme

    Gengive che non sono rosa pallido potrebbero indicare problemi:

    Rosse, gonfie o lucide → possibile infiammazione o gengivite.

    Viola o bluastre → cattiva circolazione, accumulo di sangue o patologie sistemiche. Pallide o bianche → anemia o problemi di nutrizione. Sanguinamento frequente → segnale di gengivite o parodontite.

    Suggerimento pratico

    Mantieni gengive sane con spazzolamento regolare, uso del filo interdentale, visite dentistiche periodiche, dieta equilibrata ricca di vitamina C e limitando zuccheri e fumo.

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  • MACETE

    La storia del machete è antica e affascinante, intrecciata con agricoltura, esplorazione e guerra.

    Ecco una panoramica chiara e sintetica :

    Origini

    Il termine machete deriva dallo spagnolo “macho” (martello o colpo forte) e si afferma nel XVI secolo, ma strumenti simili esistevano già molto prima.

    Nelle civiltà antiche dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina si usavano grandi lame da taglio per lavori agricoli e difesa personale.

    Strumento di lavoro

    Con la colonizzazione europea, il machete divenne fondamentale nelle piantagioni tropicali : serviva a tagliare canna da zucchero, banani e sterpaglie.

    Ogni regione sviluppò una variante locale :

    Parang (Malesia e Indonesia) Bolo (Filippine) Cutlass (Caraibi e Africa occidentale) Coutelas (versione francese, usata anche in Europa coloniale)

    Arma dei popoli

    Durante le rivoluzioni e le guerre di liberazione, il machete assunse un valore simbolico e pratico :

    Nella rivoluzione haitiana (1791-1804) fu l’arma dei ribelli schiavi contro l’esercito francese.

    Nelle guerre d’indipendenza cubane, i contadini (i “macheteros”) lo usarono come principale strumento di combattimento.

    In Africa e in America Latina rimase per secoli un’arma “del popolo”, legata alla resistenza e alla sopravvivenza.

    Attrezzo agricolo e da foresta; Strumento militare e di sopravvivenza (alcuni eserciti ne hanno versioni da campo); Oggetto simbolico o culturale, legato all’identità rurale o ribelle di molti popoli.

    Epoca moderna

    Oggi il machete è ancora ampiamente usato come :

    Nel linguaggio contemporaneo, “machete” è anche una metafora: “farsi strada col machete” significa affrontare difficoltà o burocrazie intricate con determinazione.

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  • de Mello

    Anthony de Mello

    1931/1987

    E’ stato un gesuita, psicoterapeuta e scrittore indiano molto noto per i suoi libri e ritiri spirituali che uniscono saggezza cristiana, spiritualità orientale e psicologia contemporanea.

    Ecco alcuni punti essenziali su di lui:

    Origini e formazione

    nato a Bombay (oggi Mumbai), entrò nella Compagnia di Gesù e fu ordinato sacerdote nel 1961.

    Studiò anche psicologia negli Stati Uniti.

    Approccio spirituale

    de Mello cercava di aiutare le persone a “risvegliarsi” alla realtà, a una consapevolezza libera da condizionamenti religiosi o culturali.

    Nei suoi insegnamenti, influenze cristiane si fondono con elementi buddhisti, taoisti e zen.

    Temi centrali

    la libertà interiore, la consapevolezza, l’illusione dell’ego, la spontaneità e la gioia che nasce dal “vedere le cose come sono”.

    Opere più note

    Messaggio per un’aquila che si crede un pollo Il canto degli uccelli La preghiera della rana (vol. 1 e 2) Il punto d’incontro Messaggio per un’aquila che si crede un pollo Risveglio (Awareness) – probabilmente il suo testo più celebre, trascrizione di un seminario.

    Dopo la sua morte, la Congregazione per la Dottrina della Fede della Chiesa cattolica pubblicò una nota (nel 1998) mettendo in guardia i lettori: pur riconoscendo la profondità dei suoi spunti spirituali, segnalava che alcune sue idee si discostavano dalla dottrina cristiana tradizionale, specialmente sul tema di Dio e della salvezza.

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  • Fast fashion

    E’ un termine che indica un modello di produzione e distribuzione nel settore dell’abbigliamento caratterizzato da :

    Velocità estrema

    i capi vengono ideati, prodotti e messi in vendita in tempi molto brevi, spesso seguendo le ultime tendenze viste sulle passerelle o sui social.

    Prezzi bassi

    per attrarre un vasto pubblico, i capi sono generalmente economici, ma questo spesso comporta scarsa qualità dei materiali e delle lavorazioni.

    Elevata rotazione

    le collezioni cambiano continuamente, incoraggiando i consumatori ad acquistare frequentemente e a considerare i vestiti come usa e getta.

    Impatti principali :

    Ambientali

    Consumo enorme di risorse naturali (acqua, energia, cotone, plastica per fibre sintetiche). Produzione di grandi quantità di rifiuti tessili, molti dei quali non biodegradabili. Inquinamento da coloranti chimici e microplastiche rilasciate dai tessuti sintetici.

    Sociali

    Spesso sfrutta manodopera a basso costo in paesi in via di sviluppo. Condizioni di lavoro precarie e salari bassissimi.

    Economici

    Promuove il consumismo rapido e insostenibile. Può danneggiare le piccole aziende locali e il mercato di moda più sostenibile.

    In sintesi

    il fast fashion rende la moda accessibile e veloce, ma ha costi nascosti significativi per l’ambiente e le persone.

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