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  • BARI/RIAPERTURA HOTEL LEON D’ORO

    BARI/RIAPERTURA HOTEL LEON D’ORO

    Piazza Aldo Moro a Bari.

    Inaugurazione

    sabato 20 dicembre 2025 (dalle ore 12:00 alle 20:00)

    con giornata a porte aperte per cittadini, istituzioni e ospiti. 

    Fine lavori e ritorno alla vita urbana

    Dopo circa sei anni di chiusura, l’Hotel Leon d’Oro, simbolo storico dell’ospitalità barese, riapre i battenti al termine di un ristorante progetto di ristrutturazione e riqualificazione curato dalla proprietà.

    L’intervento ha mantenuto l’identità storica dell’edificio, integrando al contempo spazi moderni e funzionali per l’accoglienza. 

    Cosa offre oggi il Leon d’Oro

    74 camere completamente rinnovate, dotate di comfort contemporaneo e design curato. 

    Spazi comuni ripensati e più accoglienti. 

    Ristorante interno con proposte gastronomiche aperto anche a chi non soggiorna in hotel. 

    Roof garden panoramico, nuovo punto di riferimento per aperitivi, eventi e momenti di socialità con vista sulla città. 

    Valore per la città

    La riapertura dell’hotel rappresenta non solo il ritorno di una struttura ricettiva nel cuore di Bari, ma anche un elemento di rigenerazione urbana nell’area intorno alla Stazione Centrale, spesso considerata strategica per il tessuto cittadino. 

    Sintesi

    ✔️ Hotel storico riapre il 20 dicembre 2025 dopo anni di chiusura;

    ✔️ Restyling completo con 74 camere, ristorante e roof garden;

    ✔️ Evento di inaugurazione aperto a tutti dalle 12:00 alle 20:00;

    ✔️ Importante operazione per il rilancio dell’offerta alberghiera barese. 

    Pvl

  • TORINO/ASKATASUNA

    Nella mattinata di oggi, la Digos della Polizia di Stato ha attuato un’operazione di sgombero e sequestro del centro sociale Askatasuna a Torino, situato in corso Regina Margherita 47.

    L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sugli assalti compiuti durante le manifestazioni pro-Palestina nei mesi scorsi, tra cui quello alla sede del quotidiano La Stampa. 

    Dettagli dell’operazione.

    Le forze dell’ordine hanno trovato sei attivisti all’interno dell’edificio, alcuni dei quali dormivano nei piani superiori dello stabile occupato dal 1996. 

    Dopo la perquisizione, l’immobile è stato sigillato e dichiarato sequestrato. 

    L’operazione coinvolge anche perquisizioni nelle abitazioni di alcuni militanti riconducibili al centro sociale. 

    Cause e motivazioni ufficiali. Secondo quanto riportato dalle autorità :

    L’intervento è collegato all’inchiesta sugli assalti alle sedi della stampa e di altri luoghi simbolici avvenuti durante manifestazioni pro-Palestina nelle settimane e nei mesi precedenti. 

    La presenza di persone nei piani superiori dello stabile ritenuti inagibili avrebbe violato le condizioni di un patto di collaborazione stipulato tra il Comune di Torino e un comitato di garanti, con conseguente cessazione immediata dell’accordo. 

    Dichiarazioni delle istituzioni. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato su X che l’azione rappresenta un “segnale chiaro dallo Stato”: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese. 

    Il Sindaco di Torino ha sottolineato che le violazioni al patto di collaborazione hanno portato alla sospensione del progetto di gestione condivisa degli spazi sociali. 

    Situazione sul posto. Le vie attorno al centro sociale sono state interrotte, con deviazioni del traffico e modifiche al servizio di trasporto pubblico. 

    Un presidio di attivisti si è formato davanti all’edificio durante l’operazione. 

    Contesto precedente. L’azione segue l’assalto alla redazione de La Stampa da parte di manifestanti pro-Palestina, episodio che aveva acceso il dibattito politico e sulla sicurezza in città. 

    18 dicembre 2025 . TGcom24 (Mediaset) 

    Pvl

  • GRECIA/LAGUNA DI PREVEZA

    GRECIA/LAGUNA DI PREVEZA

    NON E’ UN SINGOLO LAGO DISTINTO

    ma fa parte di un sistema molto più ampio di lagune e zone umide situate nel Golfo di Amvrakikos (chiamato anche Golfo di Preveza o Golfo di Arta) sulla costa ionica della Grecia, vicino alla città di Preveza. 

    Cos’è e dove si trova

    Questo territorio è costituito da un complesso di lagune costiere, paludi, estuari e zone di marsh collegate tra loro e al Golfo di Amvrakikos attraverso canali e aperture verso il mare. 

    Le lagune si trovano nella parte settentrionale del golfo, soprattutto dove i fiumi Louros e Arachthos sfociano nella baia, creando un mosaico di acque poco profonde e habitat umidi. 

    Importanza ecologica

    L’intero sistema delle lagune è parte del Parco nazionale delle zone umide di Amvrakikos, un’area protetta istituita per tutelare la biodiversità, inclusi habitat costieri, letti di piante acquatiche, canneti e paludi. 

    È riconosciuto a livello internazionale (tra cui sito Ramsar e rete Natura 2000) per la sua importanza come zona umida e come punto di sosta per moltissime specie di uccelli migratori e per specie rare come il pellicano e altre specie di aironi. 

    Le acque poco profonde e le lagune sono anche aree vitali per delfini, tartarughe marine e numerose specie ittiche. 

    Cosa aspettarsi

    Le lagune sono caratterizzate da acque salmastre/povere di profondità, canneti, sedimenti e isole naturali che emergono durante bassa marea. 

    Sono luoghi ideali per birdwatching, escursioni in barca, fotografia naturalistica e osservazione della fauna (specie acquatiche e migratorie). 

    La presenza di strumenti tradizionali di pesca e di ecosistemi ricchi rende l’area anche rilevante per la pesca sostenibile e l’economia locale. 

    In sintesi

    La “laguna di Preveza” è parte di un complesso sistema di lagune e zone umide nel golfo di Amvrakikos, una delle aree naturali più importanti del Mediterraneo orientale dal punto di vista ecologico, biologico e della conservazione delle specie. 

    Pvl

  • Nevo di Miescher

    È un tipo di nevo melanocitico benigno (un “neo”), appartenente alla famiglia dei nevi intradermici.

    Caratteristiche principali

    Aspetto cupoliforme, simmetrico Colore carne, rosato o marrone chiaro Superficie liscia, talvolta con peli Dimensioni di solito piccole (pochi millimetri)

    Localizzazione frequente : viso e capo

    Dal punto di vista clinico

    È benigno e stabile nel tempo Non è un melanoma Il rischio di trasformazione maligna è molto basso

    Quando va controllato o rimosso

    Se cambia rapidamente forma, colore o dimensioni Se sanguina, prude o si ulcera Per motivi estetici o se soggetto a traumi continui

    La diagnosi definitiva, se c’è dubbio, avviene con esame istologico dopo rimozione.

  • Animali del deserto

    Animali del deserto

    Quando il sole cala oltre le dune, il deserto cambia volto.

    La sabbia rossa e dorata si raffredda lentamente, e dal suo silenzio emergono creature minute e straordinarie.

    Tra i granelli caldi e le ombre lunghe, il gerboa salta agilmente, spostandosi su lunghe zampe posteriori come un piccolo acrobata, cercando semi nascosti e rifugi freschi.

    Non lontano, il topo canguro si muove silenzioso, bevendo appena e nutrendosi dei semi che il vento ha portato lontano.

    Sotto le rocce calde, occhi lucidi osservano: il gecko del deserto si arrampica veloce, mentre lo scinco scivola come un filo di sabbia tra le crepe.

    Di notte, piccoli scorpioni e insetti corrono senza sosta, scavando, cacciando, sopravvivendo.

    Anche lo scarabeo ha il suo trucco: raccoglie l’umidità della rugiada con movimenti precisi e misteriosi.

    In cielo, le allodole del deserto cantano appena, planando tra le correnti calde che si alzano dalle dune, mentre i passeri cercano insetti nascosti tra le pietre.

    Tutti questi piccoli abitanti, invisibili al visitatore distratto, conoscono ogni angolo di sabbia, ogni ombra, ogni piccolo rifugio : il deserto non è mai vuoto, basta sapere dove guardare.

    Pvl

  • STEFANO BONACCINI

    E’ un politico italiano di primo piano, attualmente europarlamentare e presidente del Partito Democratico (PD). Stefano Bonaccini è nato il 1° gennaio 1967 a Campogalliano (provincia di Modena). 

    E’ del Partito Democratico (PD).E’ presidente del Partito Democratico dal marzo 2023, dopo aver gareggiato per la segreteria del partito e ottenuto un forte sostegno interno. 

    Carriera Politica

    Presidente del PD

    Europarlamentare nel luglio 2024 è entrato ufficialmente come membro del Parlamento Europeo, eletto per la circoscrizione Nord-Est. 

    Presidente dell’Emilia-Romagna

    ha guidato questa importante regione dal novembre 2014 fino a luglio 2024, quando si è dimesso per assumere il mandato europeo. 

    Profilo e attività

    Bonaccini è considerato un politico moderato e pragmatico nell’area di centrosinistra italiana, con radici nel passato del PCI e della sua evoluzione fino al PD attuale.

    Durante la sua lunga esperienza di amministratore regionale è stato spesso percepito come un leader capace di dialogare tra istituzioni e territori e di gestire sfide complesse come la pandemia.

    All’interno del PD ha lanciato una corrente chiamata “Energia Popolare” (People’s Energy), che propone un approccio riformista e sociale-liberale nel centrosinistra. 

    Attività nel Parlamento Europeo

    Nel Parlamento Europeo, Bonaccini siede nei gruppi dei Socialisti e Democratici e lavora su temi quali agricoltura e sviluppo rurale, oltre ad occuparsi di relazioni internazionali e commercio. 

    Pvl

  • Giovanni Donzelli

    nato il 28 novembre 1975 a Firenze è un politico italiano, deputato della Camera dei Deputati eletto con Fratelli d’Italia (FdI). 

    Carriera politica

    Deputato alla Camera dal 2018, rieletto nel 2022 come capolista nella circoscrizione Toscana. 

    È parte dell’ufficio di presidenza della Camera: prima segretario dell’Aula e attualmente vicepresidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). 

    Responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ruolo chiave nella struttura interna del partito guidato da Giorgia Meloni. 

    In passato è stato consigliere comunale a Firenze (2004–2010) e consigliere regionale in Toscana (2010–2018). 

    Percorso e formazione

    Inizia la militanza politica giovanissimo, entrando nel Fronte Universitario d’Azione Nazionale (FUAN) del Movimento Sociale Italiano a 19 anni. 

    Ha proseguito fino a diventare presidente di Azione Universitaria e portavoce nazionale della Giovane Italia. 

    Ha frequentato l’Università di Firenze nelle facoltà di Lettere e poi Agraria, senza però completare gli studi. 

    Attività e posizioni politiche

    È noto per un ruolo molto operativo nell’organizzazione delle attività di FdI e nelle campagne elettorali. 

    In Parlamento è stato membro di diverse commissioni (Affari costituzionali, Unione Europea e altre). 

    Ha attirato l’attenzione mediatica in alcune occasioni per interventi polemici in Aula (ad es., accuse contro parlamentari di altri partiti su vicende istituzionali) ma è stato poi assolto dalle contestazioni formali. 

    Vita personale

    Vive nella zona di Prato; è sposato e ha figli. 

    Pvl

  • ANDREA BIAVARDI

    ANDREA BIAVARDI

    E’ un giornalista e manager dell’editoria italiana

    con una lunga carriera nel mondo dei quotidiani, delle riviste e dei media. 

    Profilo professionale

    Direttore di riviste importanti: Ha diretto e dirige tuttora diverse testate, tra cui Giallo, un settimanale di cronaca del gruppo Cairo Editore. 

    Nuovo ruolo a Oggi : Nel luglio 2024 è stato nominato direttore del settimanale Oggi, una delle riviste più conosciute e diffuse in Italia, succedendo a Carlo Verdelli e con incarico a partire dal 9 luglio. 

    Carriera giornalistica pluridecennale

    Ha iniziato nel 1977 a Il Giornale e in seguito ha diretto quotidiani come La Nazione e Il Giorno, oltre a mensili e riviste come Vera, Men’s Health, For Men Magazine, In Viaggio, Natural Style e Airone. 

    Consigliere di amministrazione: Ricopre anche ruoli di vertice manageriale all’interno della Cairo Editore. 

    Attività editoriali e scrittura

    Andrea Biavardi è anche autore di libri, tra cui saggi e romanzi. Alcuni titoli includono Sbuccia il maschio e Fuori dal coro; ha anche scritto opere che raccontano storie e ritratti sociali. 

    Personale

    Origini e vita privata : Nato a Varese il 12 agosto 1958 e cresciuto professionalmente in Emilia; è sposato e ha due figli. 

    Presenza mediatica : Oltre alla attività editoriale, è stato spesso ospite in programmi televisivi come commentatore e opinionista. 

    In sintesi

    Andrea Biavardi è una figura di spicco del giornalismo italiano, noto per la direzione di testate giornalistiche e riviste, la sua esperienza decennale nei media e il ruolo di leadership in importanti gruppi editoriali come Cairo Editore. 

    Pvl

  • Oscar Pozzobon

    E’ un imprenditore italiano, ingegnere e innovatore nel campo dell’aerospazio, GNSS (sistemi di navigazione satellitare) e cybersecurity. 

    Ruolo e carriera

    Co-fondatore, Presidente e CEO di Qascom, un’azienda italiana con sede a Bassano del Grappa (Vicenza) che sviluppa tecnologie avanzate per la navigazione satellitare e applicazioni spaziali. 

    Ha una formazione accademica solida: laurea in Ingegneria Informatica (Università di Padova), master in Telecomunicazioni (University of Queensland) e dottorato in Applicazioni Aerospaziali e Satellitari (Università di Padova). 

    Vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nel settore spaziale, con collaborazioni e progetti con ESA, ASI, NASA, EUSPA e la Commissione Europea. 

    È stato pionieristico nei servizi di autenticazione per i sistemi GNSS e ha contribuito alla validazione dei primi satelliti Galileo. 

    Attività imprenditoriali e riconoscimenti

    Sotto la sua guida, Qascom è coinvolta in importanti progetti spaziali, inclusi strumenti tecnologici sulla Luna e contratti collaborativi con aziende come Telespazio ed ESA per sistemi satellitari avanzati. 

    Oscar Pozzobon è considerato un leader nel settore spaziale europeo ed è stato inserito in liste di “leader da tenere d’occhio” (es. 50 Leaders to Watch). 

    Pvl

  • Torroncini Condorelli

    I torroncini Condorelli non sono solo dolci : sono piccoli gesti d’affetto incartati.

    Morbidi al morso, come parole dette piano, custodiscono mandorle di Sicilia e miele che sanno di sole antico. Il cioccolato li avvolge come una promessa mantenuta, sottile ma decisiva. Ogni incarto blu si apre con la lentezza dei riti familiari, quando il tempo sembra concedersi una pausa.

    Nascono ai piedi dell’Etna, dove la terra è scura e fertile, e forse per questo hanno qualcosa di intimo e profondo: non cercano l’eccesso, ma la memoria. Sono dolci che non si divorano, si ricordano. Passano di mano in mano, tra sguardi complici, come se dicessero : ti ho pensato.

    Un torroncino Condorelli è un frammento di festa che resiste, una carezza zuccherina che resta anche dopo, quando la carta è già stata piegata e il silenzio torna a sedersi a tavola.

  • LA VOCE DI MIA MARTINI

    LA VOCE DI MIA MARTINI

    Non è mai stata solo suono; è una geografia dell’anima, un territorio fatto di crepe luminose e abissi di tenerezza.

    Oggi, quella voce ritorna come un’eco gentile, portando con sé “Di tanto amore”, una perla scritta da Ivano Fossati e rimasta a lungo chiusa in una dimensione intima, quasi segreta, protetta dal tempo come un messaggio in una bottiglia.

    Un’estetica dell’essenziale

    Nel video lyric che accompagna il brano, le parole scorrono lente, quasi a voler rispettare il peso di ogni singola sillaba.

    Le immagini sono essenziali, scarne, e questa scelta non è casuale: serve a lasciare spazio a ciò che conta davvero.

    È il timbro di Mimì fragile e potentissimo al tempo stesso a farsi carico della narrazione, trasformando l’astrazione del sentimento in una presenza fisica, tangibile.

    Tra passato e presente: una confessione senza tempo

    Il brano, concepito alla fine degli anni Settanta, riaffiora oggi non come un reperto archeologico, ma come una confessione di sconcertante attualità.

    In queste note non c’è spazio per la nostalgia sterile, quella che guarda indietro con rimpianto.

    C’è invece una “presenza” vibrante.

    “Di tanto amore” ci parla di un sentimento detto sottovoce, un amore che non ha bisogno di gridare per dimostrare la propria forza.

    È un invito alla resistenza emotiva: un legame che sfida il passare dei decenni e continua a vibrare nelle corde di chi ascolta, ricordandoci che la vera arte non scade mai.

    La riscoperta come atto d’ascolto

    Ascoltare oggi questo inedito non è una semplice operazione di recupero discografico; è un atto di giustizia poetica.

    In un’epoca dominata dal rumore e dalla velocità, fermarsi davanti alla voce di Mia Martini diventa un esercizio di introspezione.

    Non è una riscoperta, ma un ritorno necessario.

    Un incontro che rinnova quel legame indissolubile tra un’interprete unica e un pubblico che, nonostante tutto, sa ancora riconoscere la verità dietro il canto.

    Mimì non canta la canzone : la abita, ci vive dentro, e ci invita a fare lo stesso.

    Pvl

  • Homeschooling

    è l’educazione dei figli svolta principalmente in ambito familiare, invece che in una scuola tradizionale.

    In breve

    Chi insegna : di solito i genitori (talvolta tutor esterni).

    Curricolo : può seguire i programmi nazionali oppure essere personalizzato.

    Metodo : flessibile (lezioni strutturate, apprendimento per progetti, online, esperienziale).

    Valutazioni : variano per paese; spesso sono previsti esami o verifiche periodiche.

    Socializzazione: attività sportive, gruppi di homeschooling, laboratori, volontariato.

    Pro

    Personalizzazione dei tempi e dei contenuti Ritmo su misura dello studente Ambiente di apprendimento più flessibile

    Contro

    Richiede tempo e competenze ai genitori Meno interazione quotidiana con coetanei (se non pianificata) Aspetti legali e burocratici da gestire.

    Pvl

  • Bruno Cassinari

    Bruno Cassinari

    NASCE A PIACENZA NEL 1912

    In un contesto ancora lontano dai fermenti artistici che avrebbero segnato la sua vita.

    Fin da giovanissimo manifesta una naturale inclinazione per l’arte : prima ancora di dedicarsi alla pittura, modella ritratti in creta, esercitando lo sguardo e la mano su ciò che gli è più vicino, come il volto della madre. La svolta avviene negli anni Trenta, quando si trasferisce a Milano per studiare all’Accademia di Belle Arti di Brera. Qui si forma sotto la guida di Aldo Carpi e viene a contatto con un ambiente culturale vivace, attraversato da tensioni etiche e artistiche che rifiutano l’arte ufficiale del regime. È in questo clima che Cassinari matura una pittura intensa, inquieta, già orientata verso una personale interpretazione dell’espressionismo. Alla fine degli anni Trenta entra nel gruppo di Corrente, condividendo il percorso con artisti come Guttuso, Birolli, Morlotti e Vedova. Non si tratta solo di una scelta stilistica, ma anche di una presa di posizione morale: la pittura diventa strumento di testimonianza, carica di partecipazione umana e tensione civile. Nel 1941 la sua prima mostra personale, presentata da Elio Vittorini, segna un riconoscimento importante, confermato dalla vittoria del Premio Bergamo. Il dopoguerra apre per Cassinari una fase di espansione e di confronto internazionale. Nel 1949 si stabilisce ad Antibes, sulla costa francese, dove entra in contatto diretto con alcuni dei protagonisti dell’arte europea del Novecento. L’incontro con Picasso, che lo invita a esporre al Museo di Antibes, rappresenta un passaggio decisivo, così come la vicinanza a figure come Chagall, Matisse e Braque. In questi anni la sua pittura si arricchisce di nuove soluzioni formali, mantenendo però una forte tensione espressiva. Il riconoscimento ufficiale arriva con la Biennale di Venezia : dopo la partecipazione del 1950, nel 1952 Cassinari ottiene il Gran Premio per la pittura italiana. È il momento della piena maturità, che lo porta a esporre in numerose città europee, negli Stati Uniti e in Sud America, consolidando una reputazione ormai internazionale. Il suo linguaggio pittorico si distingue per l’uso intenso del colore, per le deformazioni delle figure e per una costruzione dello spazio che dialoga con il cubismo senza mai rinunciare alla forza emotiva dell’immagine. Cassinari non ricerca l’astrazione pura, ma una figurazione tesa, vibrante, capace di restituire la complessità del reale. Muore a Milano nel 1992. Oggi le sue opere sono conservate in importanti musei e collezioni pubbliche, in Italia e all’estero. La sua figura resta centrale nel panorama dell’arte italiana del secondo Novecento:un artista che ha saputo coniugare rigore formale, libertà espressiva e una profonda attenzione alla dimensione umana.

    Pvl

  • La “carta Maurillo” più correttamente Murillo

    spesso chiamata così dai pittori) è un tipo di cartoncino artistico di alta qualità prodotto da Fabriano, molto apprezzato da pittori, illustratori e artisti grafici per le sue caratteristiche tecniche e la sua versatilità. 

    Che cos’è Fabriano Murillo?

    È un cartoncino spesso e resistente, fabbricato con pura cellulosa ECF (Elemental Chlorine Free) e conforme alla norma ISO 9706 “Long Life”, il che significa che è acid‑free (senza acidi) e quindi ideale per lavori artistici duraturi che non ingialliscono o si deteriorano nel tempo.  È disponibile in molti colori vivaci e in varie grammature (da ~190 g/m² fino a 360 g/m² e oltre), quindi può adattarsi a tecniche diverse. 

    Perché piace ai pittori?

    Proprio per le sue qualità tecniche, questa carta viene definita “quella che fa impazzire i pittori” — non perché sia esagerata, ma perché :

    Peso e rigidità ottimali

    la struttura pesante la rende ottima per disegno, collage, gouache o tecniche miste senza che si arricci facilmente. 

    Surface versatile

    la grana superficiale accoglie bene sia colori a secco (pastelli, grafite, inchiostri) sia a umido leggero (acquerello leggero, gouache), pur non essendo carta specifica per acquerello. 

    Acid‑free e durabilità

    le opere su Murillo resistono nel tempo senza ingiallire, il che la rende perfetta anche per stampe d’arte e progetti destinati a durare.

    Usi tipici

    Disegno e collage Edizioni pregiate e stampe d’arte Passe‑partout e inserti per album Tecniche miste leggere (gouache, inchiostro, pastello) Tutti questi usi derivano proprio dalla miscela di texture, colore, grammatura e superficie lavorabile. 

    In pratica, Murillo non è una carta “magica” ma è uno dei cartoncini artistici più amati per qualità e affidabilità, e per molti creativi diventa la superficie su cui sperimentare e creare lavori che durano. 

  • Cravatte

    LA COLLEZIONE STORICA DELLE CRAVATTE FUMAGALLI

    affonda le radici in oltre 130 anni di storia dell’eleganza italiana, facendo di questa maison di Como (nata ufficialmente nel 1891) una delle più antiche e raffinate realtà nella produzione artigianale di cravatte in seta e accessori sartoriali. 

    Origini e tradizione

    La storia comincia a Milano nel 1850 con una tessitura di seta artigianale, e nel 1891 Attilio Fumagalli dà vita alla produzione di cravatte in garza serica, leggere e preziose.

    Ogni cravatta veniva scelta nei volumi campione d’epoca, realizzata a mano e personalizzata con cura sartoriale, una testimonianza perfetta dell’eleganza della Belle Époque. 

    Le collezioni storiche

    La collezione storica di cravatte di Fumagalli comprende modelli e edizioni nate nel corso di decenni, molte delle quali oggi considerate oggetti da collezione :

    Edizioni storiche (1925–1981)

    Nell’archivio storico di Fumagalli sono conservati libri di prove colore e disegni originali che documentano la produzione di cravatte, fazzoletti e accessori fin dai primi del Novecento. 

    Queste edizioni limitate includono serie iconiche dove ogni modello rappresenta un “momento stilistico” specifico della moda maschile del secolo scorso. 

    Cravatte in serie limitata

    Alcune creazioni sono realizzate oggi solo in numero molto limitato, basandosi su disegni originali dell’archivio.

    Ogni pezzo è unico, fatto a mano in seta purissima e porta con sé la storia del design che lo ha ispirato. 

    Stile e innovazione nel tempo

    Fumagalli ha saputo evolversi con i decenni.

    Dagli anni ’20 e ’30 con motivi razionalisti, passando per gli anni ’50 con il celebre Gold Twill una seta tecnicamente innovativa e dai colori vividi fino alla campagna iconica del 1967 “Il Cobra” che trasformava la cravatta in simbolo di fascino. 

    Negli anni ’70 e poi nei decenni successivi, le collezioni storiche includono reinterpretazioni di motivi classici, tartan rivisitati e disegni ispirati all’arte e alla natura. 

    Archivio storico e collezionismo

    Oggi l’Archivio Storico Fumagalli 1891, aperto su appuntamento, custodisce tessuti originali, schizzi, fotografie e campionari che raccontano oltre un secolo di gusto e artigianato.

    È una sorta di museo vivente della cravatta italiana, accessibile a studiosi, appassionati e collezionisti. 

    In breve

    Periodo Stile e innovazione

    1891–1900 Prime cravatte in garza serica, artigianato puro 

    1906 Expo Milano. Cravatta commemorativa evento 

    1920–1930 Collezioni razionaliste 

    1950 Gold Twill brevetto distintivo 

    1967 Campagna Il Cobra 

    1970–oggi. Archivi, edizioni limitate e collezione storica 

    Pvl

  • Paolo Virzi’

    Nel cinema di Paolo Virzì il talento si riconosce proprio lì dove la cronaca si scioglie in racconto.

    Non parte dai fatti nudi, ma da ciò che resta addosso alle persone : desideri mal riposti, illusioni tenaci, piccole vigliaccherie e improvvisi slanci. Anche quando lo sfondo è chiaramente sociale o politico, Virzì non osserva da lontano : entra nelle vite, le segue nei dettagli minimi, nei silenzi, nelle battute dette per difesa.

    La realtà non viene registrata, viene trasformata. Diventa memoria, deriva emotiva, percorso umano. I suoi personaggi non sono “casi”, ma compagni di viaggio: si muovono in un’Italia riconoscibile, sì, ma filtrata da uno sguardo partecipe, ironico, spesso indulgente.

    È qui che il racconto prende il posto della cronaca fredda :

    non nel giudizio, ma nella comprensione;

    non nella tesi, ma nella storia;

    non nel documento, ma nella vita che scorre, disordinata e vera.

    Virzì racconta perché sa che solo il racconto, e non la cronaca, riesce a restituire la complessità dell’umano.

    Pvl

  • DANIEL ROTH

    DANIEL ROTH

    Storia e carattere del marchio

    Daniel Roth è stato un maestro orologiaio indipendente che ha fondato il suo marchio nel 1988 dopo una carriera prestigiosa presso grandi nomi dell’orologeria, tra cui Breguet (dove contribuì alla rinascita del marchio) e altri atelier svizzeri. 

    Cosa rende speciali questi orologi

    Forma iconica “double ellipse” una cassa a doppia ellisse che è riconoscibile al primo sguardo e diversissima dalle casse rotonde tradizionali. 

    Alta orologeria e complicazioni

    tourbillon, cronografi, calendari retrogradi, riserve di carica e molto altro. 

    Produzione limitata e artigianale

    pezzi spesso numerati e realizzati in piccole serie, apprezzati dai collezionisti. 

    Design ispirati alla tradizione

    quadranti con guilloché, lancette in acciaio blu, dettagli finemente rifiniti. 

    La maison è stata più volte acquisita da gruppi più grandi (negli anni ’90 e poi da Bulgari) e oggi sta vivendo una nuova rinascita sotto LVMH con la supervisione di La Fabrique du Temps Louis Vuitton, con produzioni limitate in alta gamma. 

    Alta Orologeria / Modelli Iconici

    Daniel Roth DR001 Oro Rosa 2024 – Esemplare contemporaneo tourbillon di alta gamma, perfetto esempio dell’attuale rilancio e della tradizione meccanica.

    Daniel Roth dbbd01a1 Oro rosa – Classico in oro rosa: eleganza e finitura da collezione.

    Daniel Roth Extra Plat Rose Gold – Versione extra–plat per chi cerca sottigliezza e raffinatezza.

    Modelli classici e da collezione

    Daniel Roth Le Sentier S177 Acciaio – Referenza in acciaio con estetica distintiva.

    Daniel Roth 177.L.311.012.B3.BD Oro/Acciaio – Oro e acciaio — perfetto equilibrio tra prestigio e portabilità.

    Daniel Roth Academie Skeleton Chronograph – Cronografo scheletrato con finiture di pregio.

    Daniel Roth 197.X.40 Oro Rosa – Grande classico in oro.

    Daniel Roth S177 Acciaio Argento – Versione in acciaio con quadrante elegante.

    Consigli per collezionisti

    Ricerche su vintage e riferimenti storici

    i modelli anni ’90, come il Tourbillon originale o cronografi storici, sono molto ricercati e apprezzati alle aste. 

    Mercato raro e specializzato

    trattandosi di haute horlogerie, molti esemplari sono difficili da trovare e possono avere quotazioni stabili o in crescita.

    Stile unico

    la forma “double ellipse” non è per tutti, ma è spesso citata come uno dei migliori esempi di design originale nell’orologeria moderna. 

    Pvl

  • PIERO VILLANI A NEW YORK/SETTEMBRE 2024/INTENZIONI E PROMESSE

    PIERO VILLANI A NEW YORK/SETTEMBRE 2024/INTENZIONI E PROMESSE

    Piero Villani sbuca dall’aeroporto con una valigia.

    Dentro, tele arrotolate strette come segreti, pennelli che odorano ancora di colori freschi, e una visione forte, affilata come una lama.

    Si ritrova rapidamente in un micro-mondo pulsante : un appartamento modesto ma pieno di luce, nel cuore di Brooklyn, dove i rumori della città non solo si sentono, ma ti abbracciano. 

    Le strade non sono solo strade : sono vene che pulsano, piene di passi, storie e voci che sembrano sempre portare tre nuovi stimoli.

    Piero Villani sente subito che qui l’arte non è una cosa da museo, ma un fatto vivo, caotico, in continuo divenire. 

    Chelsea, il primo tuffo nella scena artistica

    Non passa molto tempo che si trova a camminare tra gallerie ed eventi di Chelsea, il quartiere che ogni artista sogna di esplorare.

    Non è soltanto un vernissage: è una specie di rito di passaggio.

    I quadri viaggiano come onde di energia, i curatori parlano di idee e di linguaggi e qualcuno, più curioso, guarda dritto negli occhi quegli strati di colore così intensi, così inusuali. 

    Leo Maxwell il gallerista che vede oltre

    In una sala illuminata da luci calde, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera su tecniche e materiali, Piero incrocia lo sguardo di Leo Maxwell.

    Maxwell non è un semplice gallerista : ha quell’aria di chi sa sentire il lavoro di un artista prima ancora di vederlo davvero.

    Parlano a lungo di colore, di stratificazione, di visione.

    È come se Maxwell riuscisse a leggere le emozioni nascoste sotto ogni pennellata di Piero Villani. 

    Alla fine della conversazione, con un sorriso che sembra un invito più che una proposta, Leo gli parla di una collettiva chiamata “New Voices” un’esposizione che celebra nuove voci, potenze creative emergenti.

    È la prima volta che qualcuno a New York non guarda solo l’opera, ma legge la persona che la fa. 

    Eleanor Vance lo sguardo critico che fa parlare

    Qualche giorno dopo, alla lunga coda del MoMA, Piero Villani incontra Eleanor Vance, una critica di arte contemporanea la cui fama si estende tra le colonne delle riviste più autorevoli.

    Non è un incontro casuale : è come se il ritmo di New York, che non lascia nulla al caso, la mettesse sulla sua strada.

    Eleanor, con la sua intelligenza acuta e curiosa, non si limita ad ammirare : interroga, chiede, solleva interrogativi che portano subito la conversazione oltre la superficie.

    Il risultato? Un’intervista informale ma intensa, che finisce su un blog internazionale, aprendo a Piero Villani porte e occhi nuovi. 

    Quell’intervista diventa più di un post online : diventa un primo eco lontano, che raggiunge collezionisti e appassionati oltre oceano.

    Jax l’arte come dialogo notturno

    Ma New York non è soltanto grandi gallerie e riflettori chiari : è fatta anche di vicoli, luci basse, suoni improvvisati. In uno di questi spazi dell’East Village, tra poesie recitate e risate che si fondono con il jazz, Piero incontra Javier “Jax” Ramirez un artista concettuale che sembra portare in borsa non tele, ma idee incandescenti. Jax non parla di regole.

    Jax non pensa di dover insegnare.

    Jax propone dialoghi lunghi, accesi, dove pittura e oggetto diventano un unico gesto poetico.

    Le loro discussioni sono animate, profonde, fino alle luci dell’alba. 

    Da questi scambi nascono piccole esplosioni creative : insieme danno vita a un’installazione che combina segno pittorico gestuale e oggetti trovati, presentata in uno spazio indipendente di Bushwick il quartiere dove ogni idea può diventare sperimentazione. 

    L’addio e la promessa

    Dopo tre mesi che sembrano tre stagioni vissute in un battito, Piero Villani è pronto a ripartire.

    Ma non parte “vuoto”. Nel suo zaino, oltre alle tele e ai materiali, ci sono : contatti nuovi, ricchi di potenziale, possibilità di collaborazioni che superano confini geografici, e una scintilla di fiducia che non aveva mai sentito così viva prima.

    New York non lo ha cambiato solo come artista, ma lo ha fatto sentire parte di una grande comunità creativa che non dorme mai. 

    Quando cala la scaletta dell’aereo, Piero Villani non pensa alla fine di un viaggio, ma al primo movimento di una sinfonia ancora tutta da comporre.

    Un epilogo che va oltre l’esperienza

    Questo soggiorno a New York rappresenta per Piero Villani più di una mostra o di una sfilza di eventi : è stato uno specchio in cui il suo linguaggio artistico si è riflesso in mille nuove prospettive, in mille voci e in mille possibilità di dialogo internazionale. 

    Pvl

  • Piero Villani

    I SUDEI NON SONO SEMPLICI PORZIONI DI COLORE

    Nei quadri di Piero Villani, pittore italiano di profonda esperienza e visione espressionista-astratta, i Sudei non sono semplici porzioni di colore stese sulla superficie della tela: diventano territori emotivi, spazi di accoglienza dove l’occhio e il cuore dell’osservatore trovano rifugio e introspezione.

    Anche senza definizioni formali di figura o narrazione, questi ampi campi di colore – i Sudei – respirano come fossero organismi viventi.

    Essi non raccontano storie predefinite, ma offrono spazio, detengono tensioni affettive ampie e inesprimibili, e accolgono un’energia interiore che dialoga con chi guarda. 

    Il colore come gesto e respiro

    Il colore nei lavori di Villani non è mero ornamento o elemento decorativo: è la struttura primaria del suo linguaggio pittorico, la materia prima di una espressione che attraversa sogno, memoria e interiorità.

    Il colore pulsa, vibra, e si pone come un linguaggio emotivo puro, capace di tradurre sensazioni sottili prima ancora di forme definite.

    In questi Sudei, il colore si espande “come respiro”, invadendo lo spazio visivo con la stessa naturalezza di un soffio che entra ed esce.I pieni di colore – grandi campiture pigmentate generano una plasticità visiva che innalza il quadro dallo statuto di oggetto a quello di esperienza sensoriale e intuitiva. 

    Campiture cromatiche,spazi di emozioni accese

    Queste superfici non sono piatte o neutre : esse si animano di sfumature cangianti, di sfoci di tonalità che suggeriscono profondità e movimento interno. Il colore interagisce con la luce e con lo spazio circostante, creando campiture che danzano, si stratificano e si mescolano, richiamando sensazioni profonde piuttosto che descrivere oggetti riconoscibili.

    Ed è proprio questa stratigrafia di colori – vibranti e sensibili – che fa sì che i Sudei non rappresentino, ma accarezzino, non narrino, ma accolgano.

    Ogni campo cromatico diventa allora testimonianza del bisogno umano di spazio, di silenzio, di accoglienza emotiva. 

    Il sogno e la fantasia come architetti del colore

    La pittura di Villani spesso procede come un atto di sogno : i Sudei nascono dall’incontro tra un’urgenza espressiva interiore e la ricerca visiva di una forma che non sia mera figura.

    In questo senso, il colore è fantasia pura, un linguaggio che precede il pensiero logico e si stabilisce nel regno intuitivo delle emozioni.

    Ed è nelle zone di sovrapposizione cromatica, nelle transizioni impreviste di tono, che il colore cattura lo spettatore : come un sogno che si svela, progressivamente rivelando nuove profondità, nuove risonanze e nuove domande sul proprio mondo interiore. 

    La plastica bellezza dei Sudei

    Questa estetica non è mai fredda o concettuale; è corpo, potenza e vibrazione. Il colore si organizza in campiture piene, dense eppure dinamiche, che non si limitano a “essere” superficie, ma si trasformano in forme animate da tensioni cromatiche.

    È questa plasticità del colore che invita chi osserva a entrare, a smarrirsi e ritrovarsi dentro i quadri.

    Il colore non si limita qui a “riempire” spazi: li plasma, li articola, li carica di significato emotivo.Qui la tela stessa diventa paesaggio interiore, la superficie diventa architettura del sentimento, e i Sudei sono stanze senza soglia – luoghi dell’anima dove il vissuto e il desiderio trovano un proprio eco visivo. 

    Conclusione,il colore come accoglienza

    Nei lavori di Piero Villani, allora, i Sudei non sono mai solo colore steso su tela : essi incarnano spazi di introspezione, campiture che non guardano ma accolgono, territori del cuore che si dispiegano oltre ogni forma narrativa.

    In questa dialettica tra colore e spettatore, il quadro vive non solo come oggetto d’arte, ma come esperienza viscerale di sogno, emozione e contemplazione. 

    Pvl

  • Artisti “Complessati”

    Ecco alcuni artisti moderni notoriamente “complessati”, nel senso di profonda inquietudine psicologica, ossessioni, conflitti identitari e tensione interiore che hanno inciso direttamente sulla loro opera (non in senso clinico, ma esistenziale):

    Edvard Munch

    Ossessionato da malattia, morte, sesso e colpa.

    Vita segnata da lutti familiari e depressione.

    L’arte come diario psichico continuo (L’urlo non è un’eccezione, è la regola).

    Egon Schiele

    Complesso rapporto con corpo, erotismo e auto-immagine.

    Autoritratti deformati, quasi punitivi.

    Processo per oscenità che amplificò il suo senso di persecuzione.

    Alberto Giacometti

    Ossessionato dall’impossibilità di “vedere davvero”.

    Distruggeva continuamente le proprie opere.

    Complesso di inadeguatezza cronico nonostante il successo.

    Francis Bacon

    Pittura come violenza contro se stessi.

    Relazioni autodistruttive, senso di colpa, attrazione per il caos.

    Il volto umano come campo di tortura psicologica.

    Mark Rothko

    Profondo conflitto tra spiritualità e nichilismo.

    Depressione crescente, culminata nel suicidio.

    Le sue tele come spazi mentali claustrofobici, non “astrazione decorativa”.

    Louise Bourgeois

    Trauma infantile mai risolto (tradimento del padre).

    Ossessioni ripetitive: madre, casa, corpo, sessualità.

    L’arte come psicoanalisi permanente.

    Amedeo Modigliani

    Complesso di esclusione e fragilità fisica.

    Autodistruzione lenta, alcool e droghe.

    Ricerca ossessiva di una purezza formale mai pacificata.

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  • Paolo Bertolucci

    Paolo Bertolucci

    è un ex tennista italiano e noto commentatore sportivo.

    Nascita : 3 agosto 1951, Forte dei Marmi

    Carriera da giocatore : anni ’70–inizio ’80

    Specialità : soprattutto doppio

    Risultato più celebre : vittoria della Coppa Davis 1976 con l’Italia, insieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli

    Titoli ATP : diversi in doppio; in singolare raggiunse buoni piazzamenti ma senza titoli di grande rilievo .

    Stile di gioco : solido, tattico, molto efficace a rete

    Dopo il ritiro è diventato una delle voci più riconoscibili del tennis in TV, apprezzato per il tono diretto, l’ironia e la competenza tecnica, in particolare come commentatore su Sky Sport.

    Pvl

  • COSA SONO I SUDARI

    I sudari sono teli di stoffa usati tradizionalmente per avvolgere un corpo dopo la morte, prima o al posto della sepoltura in una bara.

    Il termine viene dal latino sudarium (“panno per asciugare il sudore”), ma nel tempo ha assunto soprattutto un significato funerario e simbolico.

    Significati principali

    Funerario Stoffa (lino, cotone) che avvolge il defunto.

    Presente in molte culture e religioni.

    Simbolo di passaggio, protezione, ritorno alla terra Religioso.

    Il più noto è la Sindone di Torino, considerata da molti il sudario di Cristo.

    In ambito cristiano richiama morte, attesa, resurrezione Metaforico e letterario “Sudario” come velo, copertura, silenzio, oblio Es.: “un sudario di nebbia”, “il sudario della notte”

    In senso più ampio

    Può indicare qualunque tessuto che copre o nasconde, spesso con un’aura di solennità, fine, sospensione.

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  • Vestirsi come in Peaky Blinders

    Vestirsi come in Peaky Blinders

    Afghanistan. Quattro giovani ammoniti dai talebani per essersi vestiti come in Peaky Blinders

    Quattro giovani afgani della città di Jebrael, nella provincia occidentale di Herat, sono stati richiamati dalle autorità talebane per aver pubblicato sui social video in cui indossavano abiti che richiamano quelli della famosa serie televisiva Peaky Blinders completi scuri, cappotti e coppole come i personaggi dello show britannico. 

    Secondo il portavoce del Ministero per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizìo dell’emirato talebano, questi giovani promuovevano una “cultura cinematografica straniera” e imitavano attori, cosa ritenuta contraria ai valori afghani e islamici.

    Per questo motivo è stato avviato un programma per “rieducarli”. 

    Il ministero ha poi precisato che i giovani non sono stati arrestati in senso stretto, ma solo convocati, consigliati e liberati una volta ammoniti.

    Pvl

  • Matteo Pandini

    E’ un giornalista italiano e figura di spicco nel mondo della comunicazione politica. 

    Ruolo professionale. È stato portavoce e capo dell’ufficio stampa di Matteo Salvini, ex ministro e leader della Lega. 

    Dopo anni nel ruolo di capo ufficio stampa, nel 2025 ha cambiato funzione restando portavoce “politico”, con un lavoro diviso tra Milano e Roma. 

    Carriera giornalistica. La sua carriera è iniziata nel mondo dell’informazione: ha lavorato come giornalista e redattore per diverse testate, collaborando anche come firma e commentatore. 

    Passioni personali. Pandini ama il calcio, in particolare l’Inter, e in diverse occasioni ha scritto o commentato di sport, dimostrando questo interesse anche nella vita privata. 

    Nel privato. La sua storia con Elenoire Casalegno è nata, secondo la showgirl, da uno scambio di messaggi sul calcio, la loro passione comune, e si è poi trasformata in una relazione seria. 

    Casalegno ha parlato di lui come di una persona positiva, semplice e trasparente, qualità che l’hanno colpita. 

    In sintesi, Matteo Pandini è un giornalista e comunicatore politico italiano molto attivo nella comunicazione istituzionale, conosciuto soprattutto per il suo ruolo accanto a Matteo Salvini, e oggi partner di Elenoire Casalegno. 

    Pvl

  • La parola “sparanzare” esiste ?

    La parola “sparanzare” esiste ?

    Sì, può essere ma dipende dal dialetto.

    In diversi parlari dell’Italia meridionale (soprattutto napoletano, lucano, calabrese e zone limitrofe) il verbo sparanzare / sparanzarsi esiste ed è usato con vari significati, tra cui :

    Significato attestato in molti dialetti

    Allontanarsi rapidamente Darsi alla fuga Sparire dalla vista Scappare / svignarsela

    Quindi l’interpretazione “sparire, andare via” è coerente e plausibile.

    Altri significati locali

    In alcune aree può anche significare :

    scuotere con forza, sbattere stendere o distendere (meno comune)

    Ma il senso di “andarsene di colpo” è quello più riconosciuto, specie nel Meridione.

    In italiano standard?

    Non è un verbo dell’italiano standard : è dialettale o regionalismo.

  • ANNA VAGLI

    è nata nel 1989 a Forte dei Marmi (Versilia), in Toscana. 

    Ha studiato Giurisprudenza presso Università di Pisa. 

    Successivamente si è specializzata con master in criminologia e psicologia investigativa, e ha ottenuto certificazioni in sopralluogo tecnico sulla scena del crimine, criminal profiling e neuroscienze applicate. 

    Dal 2020 è iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come pubblicista: unisce quindi formazione giuridica e criminologica a capacità giornalistiche. 

    Carriera e attività professionali

    Vagli si è affermata come criminologa forense: collabora come consulente in casi di cronaca nera e come analista investigativa. 

    È anche autrice e giornalista : scrive articoli e approfondimenti su casi giudiziari e fatti di cronaca. 

    Spesso è ospite in programmi televisivi e radiofonici sulla cronaca nera: in questo modo porta le sue analisi al grande pubblico. 

    Dal 2024-2025 ha ottenuto riconoscimenti ufficiali per il suo lavoro: per esempio, un premio dell’associazione Il Guiscardo per “eccellenza del territorio” in Versilia. 

    Opere e casi mediatici segnati

    Una delle sue opere più note è il libro Al di là di ogni ragionevole dubbio, in cui analizza in profondità il caso Yara Gambirasio uno dei più noti casi di cronaca nera italiana. 

    Grazie a questa pubblicazione e alle sue analisi sul caso, Vagli è diventata un nome di riferimento quando si discute di cronaca nera, giustizia e criminologia. 

    Approccio e visione personale

    Vagli dichiara che la sua passione per i noir/gialli sin da bambina l’ha spinta ad approfondire il crimine non come pura morbosità, ma come fenomeno sociale e psicologico da comprendere. 

    Per lei la criminologia non è solo analisi tecnica: è ricerca di verità, giustizia e comprensione dei traumi umani, con una forte componente empatica. 

    Nonostante la giovane età, ha scelto di affrontare critiche e scetticismi con determinazione: secondo lei, il merito è solo delle sue capacità («non sono mai stata raccomandata»). 

    Pvl

  • SUSAN SONTAG

    SUSAN SONTAG

    1933 è stata una delle più influenti intellettuali statunitensi del XX secolo : scrittrice, saggista, regista, attivista politica e figura centrale nel dibattito culturale internazionale.

    Infanzia e formazione

    Nata Susan Rosenblatt da una famiglia ebrea, trascorse parte dell’infanzia tra Arizona e California.

    Dimostrò un precoce talento intellettuale : entrò all’università a soli 16 anni, studiando filosofia, letteratura e teologia tra l’Università di Chicago, Harvard e Oxford.

    Questi anni di studio plasmarono la sua visione interdisciplinare e la sua apertura verso la cultura europea.

    Gli esordi e la scena culturale newyorkese

    Negli anni Sessanta si affermò come una delle voci più originali della critica culturale americana.

    Il saggio “Notes on ‘Camp’” (1964) la rese famosa: con uno stile brillante e provocatorio, definì il “camp” come sensibilità estetica consapevolmente artificiosa, aprendo nuovi percorsi negli studi culturali e queer.

    Temi e opere principali

    La sua attività spaziò tra critica d’arte, riflessioni filosofiche, politica internazionale e narrativa.

    Fra i suoi contributi più importanti: “Against Interpretation” (1966) una critica radicale alla tradizione esegetica, in favore di un’esperienza estetica immediata. “On Photography” (1977) un testo seminale sull’impatto culturale e politico dell’immagine fotografica. “Illness as Metaphor” (1978) e “AIDS and Its Metaphors” (1989) analisi fondamentali sul linguaggio con cui le società raccontano la malattia.

    Romanzi come The Benefactor (1963), Death Kit (1967) e In America (2000), con cui vinse il National Book Award.

    Impegno civile e politico

    Sontag fu una voce critica e spesso controcorrente sulle questioni globali: condannò la guerra del Vietnam, sostenne i dissidenti dell’Europa dell’Est e nel 1993 si recò a Sarajevo durante l’assedio per mettere in scena Aspettando Godot, gesto simbolico di solidarietà culturale in tempo di guerra.

    Cinema e regia

    Si dedicò anche alla regia cinematografica, realizzando film sperimentali come Duet for Cannibals (1969) e Brother Carl (1971), caratterizzati da un’estetica europea e da una marcata ricerca psicologica.

    Ultimi anni e eredità

    Colpita da un cancro, Sontag continuò a scrivere e partecipare al dibattito pubblico fino alla fine.

    Morì nel 2004 a 71 anni. La sua influenza è tuttora enorme : il suo pensiero ha ridefinito la critica culturale contemporanea, il rapporto tra estetica e politica e la riflessione sul potere delle immagini.

    Sontag rimane una figura faro dell’intellettualismo moderno, amata per la sua lucidità, la sua ribellione contro i cliché e la sua inesauribile curiosità.

    Pvl

  • GERMANIA/BERLINO/SONY CENTER

    GERMANIA/BERLINO/SONY CENTER

    E’ un complesso architettonico moderno progettato dall’architetto Helmut Jahn (studio Murphy/Jahn), realizzato su vetro e acciaio.

    Inaugurato ufficialmente nel 2000, l’area ha lo scopo di essere un luogo “ibrido”: un insieme di uffici, abitazioni, negozi, ristoranti, cinema e spazi di intrattenimento.

    Al centro del complesso c’è una grande piazza coperta da una struttura a cupola una tenda in vetro/acciaio, che si illumina con giochi di luce la sera.

    In pratica, si potrebbe dire che il Sony Center sia “una piccola città sotto una cupola”: tutto quello che serve vivere, lavorare, mangiare, divertirsi è contenuto in un unico spazio. 

    Perché è speciale e cosa offre

    Architettura e atmosfera:la struttura futuristica, il vetro e l’acciaio, il gioco di luci:tutto crea un effetto scenografico molto suggestivo, soprattutto la sera. 

    Vita sociale, ristoranti e divertimento: al suo interno ci sono ristoranti, bar, negozi, e almeno fino a poco tempo fa cinema ed eventi. 

    Cultura e cinema

    all’interno del complesso si trovavano un cinema multiplo, idealmente il luogo di riferimento per visioni in lingua originale e grandi proiezioni, e per un periodo anche sede di festival cinematografici.

    Simbolo della rinascita di Berlino: il Sony Center si trova nella zona di Potsdamer Platz, un’area che dopo la caduta del Muro e la riqualificazione degli anni ’90 è diventata il centro nevralgico della Berlino contemporanea un mix di modernità, memoria e vitalità urbana. 

    Cambiamenti recenti e stato attuale

    Dal 2023 il complesso ha cambiato nome ufficiale: da “Sony Center” a “Center am Potsdamer Platz”, perché è scaduto l’accordo di denominazione.

    È in corso una ristrutturazione importante un investimento da circa 200 milioni di euro per ammodernare gli spazi: uffici, aree commerciali, ristorazione, spazi verdi, e ridefinire l’area centrale come una piazza più vivibile, con panchine, alberi, illuminazione, nuovi pavimenti e aree per eventi.

    Il cinema multiplo che un tempo era un punto forte sembra avere perso parte della sua importanza originaria (o almeno la struttura è cambiata), con l’idea di puntare su esperienze meno “multiplex” e più “boutique/esperienziali”. 

    Per chi è consigliata la visita

    Se ami architettura contemporanea e urbanistica moderna, il Sony Center è un esempio riuscito di rigenerazione urbana post-Muro.

    Per chi cerca un’esperienza mista

    passeggiata, cena, relax, shopping, atmosfera da grande città europea.Per chi cerca una Berlino “viva” e cosmopolita, un luogo che rispecchia la città oggi dinamica, elegante, moderna.

    E anche per chi è interessato a storia + modernità: tutto intorno al Sony Center, a Potsdamer Platz, si può riflettere sul passato e vedere la rinascita della capitale tedesca.

    Pvl

  • Bruno Cassinari

    I COLORI DI BRUNO CASSINARI

    Sono come voci che si intrecciano, melodie visive che raccontano emozioni più che forme.

    Non si limitano a descrivere ciò che vediamo, ma trasformano il mondo in un paesaggio interiore, fatto di luce, calore, respiro.

    Il rosso delle sue nature morte non è semplicemente il rosso di un frutto, ma il rosso pulsante della vita stessa, un’energia che sembra vibrare sulla tela.

    Gli aranci e i gialli brillano come raggi di sole mediterraneo che cadono obliqui, accarezzando superfici e oggetti con una luce intensa, quasi tattile, mentre i blu profondi e i verdi smeraldo evocano il mare e i boschi, lo spazio infinito e l’intimità segreta insieme.

    Nei suoi paesaggi marini e rurali, il colore diventa atmosfera

    I cieli non sono mai semplici sfondi

    sono campiture emotive, onda dopo onda di emozione, dove il vento sembra muovere ogni cosa e l’aria stessa vibra di vita.

    Gli oggetti delle sue nature morte, frutti, piatti, bottiglie, diventano corpi pieni, solidi e al tempo stesso luminosi, capaci di trasmettere un senso di calore domestico e di eternità sospesa.

    Ogni colore è una scelta emotiva, mai casuale: ogni ombra, ogni luce, ogni contrasto ha un respiro interiore, un ritmo che richiama la poesia e il canto.

    Con il passare degli anni, la tavolozza di Cassinari evolve

    le campiture si fanno più fluide, trasparenti, e i toni più delicati rosa, lilla, azzurro tenue sembrano sussurrare melodie sottili e intime.

    È un colore che non urla, ma parla con voce piena e vibrante, una voce che penetra lo sguardo e l’anima, capace di trasformare un semplice oggetto o un paesaggio in esperienza sensoriale e emotiva totale.

    Cassinari non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente

    il suo colore è gesto, respiro, ritmo, canto silenzioso.

    Ogni tela diventa così un invito a fermarsi, a guardare con gli occhi dell’anima, a sentire il calore e la forza della luce mediterranea, a percepire il ritmo segreto che muove la vita.

    In questo universo cromatico, ogni tonalità è poesia, ogni contrasto è musica, e il colore stesso diventa protagonista, in grado di evocare gioia, malinconia, energia e contemplazione in un unico, potente respiro.

    Pvl

  • CARMELO LOPAPA

    CARMELO LOPAPA

    E’ un giornalista che collabora da tempo con La Repubblica.  Secondo fonti del 2022, ha circa 50 anni. 

    Nel corso della sua carriera ha coperto inchieste e cronache politiche di rilievo, seguendo eventi parlamentari, modifiche istituzionali, crisi di governo e temi chiave della politica nazionale. 

    Carriera e incarichi principali. In passato si è occupato come cronista di politica, seguendo da vicino partiti, istituzioni, figure politiche e i loro cambiamenti. 

    Nel maggio 2021 ha lasciato Roma (dove secondo “da Montecitorio operava) per tornare a Palermo, assumendo la guida della redazione siciliana di La Repubblica. 

    Poco dopo, nel 2022, è stato nominato “capo della redazione Interni / Politico” del giornale.

    In pratica, ha assunto una posizione di responsabilità sul desk politico-nazionale. 

    Questa promozione è stata vista dalla direzione come un “investimento su una nuova generazione di quadri”, segnale di fiducia nel suo lavoro e nelle sue capacità. 

    Il suo stile e cosa lo distingue. Lopapa viene descritto da colleghi e osservatori come un “esempio di buon giornalismo”: nei suoi articoli anche come capo redazione non ha esitato a denunciare “vizi, inconcludenze o arroganze” di amministratori e politici, mantenendo al tempo stesso rigore, correttezza, professionalità ed eleganza. 

    In Sicilia, durante la sua direzione della redazione di Palermo, è stato particolarmente attivo nel raccontare temi di cronaca, legalità, questioni sociali e inchieste, valorizzando un giornalismo d’inchiesta e di denuncia. 

    Anche dopo il passaggio al desk nazionale politico, ha mantenuto uno stile diretto e impegnato: i suoi articoli spesso affrontano temi sensibili come diritti, equilibri di governo, crisi politiche, proposte di legge, dinamiche di partiti e rapporti di potere. 

    Alcuni esempi di lavori e momenti significativi. In un’intervista nel 2019, durante un dibattito con il politico Matteo Salvini, Lopapa ha posto domande incisive che hanno portato Salvini ad accusarlo pubblicamente, dicendo che “ogni mattina vi svegliate pensando a come insultarmi”.

    L’episodio mostra come Lopapa non abbia paura di mettere in crisi interlocutori anche forti e mediatici. 

    Ha seguito da vicino le trasformazioni del centro-destra, gli spostamenti politici e lo scenario parlamentare in più momenti chiave della politica italiana. 

    Nel periodo alla guida della redazione siciliana, ha contribuito a dare alla testata un profilo attento alle questioni di giustizia, legalità e memoria come nel ricordo degli anniversari delle stragi di mafia, affrontando tematiche delicate con rigore e impegno. 

    Il suo ruolo oggi e l’importanza per il giornalismo italiano. Oggi, in veste di capo della redazione Interni/Politico di La Repubblica, Carmelo Lopapa rappresenta una voce autorevole non solo come firma nel panorama dell’informazione nazionale.

    La sua carriera testimonia un equilibrio tra attenzione locale (soprattutto in Sicilia) e capacità di analisi politica nazionale.

    Molti lo considerano un professionista “di razza”: non un giornalista “da titolo facile”, ma uno che tiene alla profondità, alla denuncia quando serve, e al giornalismo come strumento di controllo democratico.

    L’approccio scrupoloso, onesto, e spesso critico verso il potere rende il suo nome spesso associato a reportage seri e articoli politici di peso.

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  • Maura Gancitano

    Origini e formazione

    Maura Gancitano è nata a Mazara del Vallo nel 1985.  È filosofa, saggista e divulgatrice. 

    Carriera e progetti principali

    Fondazione di Tlon Maura Gancitano è co-fondatrice di Tlon, una “factory culturale” che promuove divulgazione filosofica, editoria, eventi culturali e progetti di immaginazione collettiva.  Con Tlon contribuisce a rendere la filosofia accessibile fuori dalle aule accademiche, portandola nel dibattito pubblico, sui media e nella cultura contemporanea. 

    Attività di divulgazione e media Collabora con testate e media come Vanity Fair, La Repubblica e linus.  È attiva anche con conferenze, eventi pubblici e incontri culturali, spesso sul tema della bellezza, del corpo, dell’identità e della società contemporanea. 

    Alcuni titoli

    Alcuni dei libri pubblicati da Maura Gancitano I lacci bianchi (2007) – raccolta di poesie.  Igiene e cosmesi naturali (2013)  Malefica. Trasformare la rabbia femminile (2015, Tlon)  Tu non sei Dio (2016, con Andrea Colamedici)  Lezioni di Meraviglia (2017)  La società della performance (2018) — critica dei modelli sociali contemporanei Legata ai temi di Tlon.  Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire (2019, HarperCollins)  Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (2021, con Colamedici)  L’alba dei nuovi dèi. Da Platone ai big data (2021)  Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (2022, Einaudi)  Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo (2023)  Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentale (2024, Einaudi) 

    Temi ricorrenti e orientamento intellettuale Spesso affronta questioni legate a femminilità, corpo, identità e genere: con attenzione particolare a come le pressioni estetiche e sociali influenzino la soggettività. 

    Critica la società contemporanea, con il suo culto della performance, dell’immagine e della produttività, proponendo riflessioni su bellezza, autenticità, lavoro, desiderio, emancipazione. 

    Propone una filosofia applicata alla vita quotidiana, intesa come strumento per la crescita personale, l’autoconsapevolezza, la libertà interiore. 

    Ruolo nella cultura contemporanea Con Tlon e le sue attività di editoria e divulgazione, Maura Gancitano contribuisce a rendere la filosofia accessibile e popolare, al di fuori dei circuiti accademici. 

    È spesso ospite di eventi culturali, dibattiti, conferenze: il suo approccio “filosofia + attualità” è apprezzato da un pubblico vasto, non solo specialistico. 

  • L’anno d’oro dei super-ricchi

    196 nuovi miliardari e patrimonio globale record.

    Nel 2025 il patrimonio globale detenuto dai super-ricchi raggiunge 15.800 miliardi di dollari: livello più alto mai registrato.  Secondo il rapporto UBS, quest’anno si contano 196 nuovi miliardari “self-made”: il numero più alto dal 2021.  Gli Stati Uniti restano il paese con più miliardari: 924 individuali, ovvero circa un terzo di tutti i super-ricchi del mondo.  Di questi nuovi “self-made”, molti in particolare 89 provengono dal mondo delle start-up e da investimenti in grandi aziende tecnologiche (ad esempio nel settore dell’IA e del software come Nvidia, Oracle, etc.). 

    Scenario europeo : la ricchezza grazie alle eredità

    In Europa occidentale la nascita di nuovi miliardari è più spesso legata a eredità di patrimoni consolidati, non da imprese create ex novo.  Nel 2025, 91 persone sono diventate miliardarie grazie a eredità per un totale stimato di 297,8 miliardi di dollari, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente.  Di questi trasferimenti di patrimonio, quasi due terzi si concentrano in Europa occidentale; gli Stati Uniti registrano circa 86,5 miliardi in eredità. 

    Guardando al futuro : eredità, mobilità e nuovi stili di vita

    Secondo UBS, entro il 2040 si prevede che circa 6.900 miliardi di dollari passeranno agli eredi dei miliardari attuali.  La mobilità dei super-ricchi è in aumento : il 36% si è trasferito almeno una volta, e un ulteriore 10% sta valutando un trasferimento spesso per motivi di qualità della vita, stabilità geopolitica o ottimizzazione fiscale.  Inoltre, con l’aumento dell’aspettativa di vita, molti miliardari stanno rivedendo testamenti e piani di successione : circa 4 su 10 prevedono di vivere molto più a lungo rispetto a qualche anno fa.  Si nota anche una evoluzione nei criteri di investimento : sempre più ricchi puntano su tecnologia, sostenibilità e investimenti a impatto sociale, oltre che sul classico patrimonio da conservare. 

    Conclusione

    Il 2025 segna un punto di svolta nella distribuzione globale della ricchezza : da un lato 196 nuovi miliardari “self-made”, soprattutto grazie al boom dell’hi-tech e dell’IA; dall’altro, una crescente rilevanza delle eredità e un’ereditocrazia soprattutto in Europa che consolida fortune esistenti. Il passaggio generazionale atteso nei prossimi decenni rischia di amplificare ulteriormente la concentrazione di ricchezza globale.

  • Il panettone diventa un lusso

    Il panettone diventa un lusso

    Natale 2025 : il panettone diventa un lusso prezzi alle stelle e caccia ai pezzi artigianali

    Negli ultimi quattro anni si è registrato un aumento costante dei prezzi, dovuto soprattutto ai rincari delle materie prime : cacao, burro e uova in particolare. 

    Quanto costa oggi

    Un panettone o pandoro “da scaffale” (industriale) oggi costa tra 5,5 € (versioni più economiche da grande distribuzione) e 17 € (per prodotti più curati).  Rispetto al 2021, è un aumento medio del +42%.  Le versioni al cioccolato (con creme cacao, gocce fondenti, glasse e farciture) hanno subito rincari ancora più drastici: in media +89%, in alcuni casi addirittura il prezzo è raddoppiato. 

    Anche pandori, torroni e decorazioni subiscono rincari

    Anche il torrone è schizzato al rialzo: le versioni classiche con mandorle/nocciole/pistacchi segnano aumenti intorno al +20%, quelle al cioccolato arrivano a +56,5%.  Molti pasticceri artigianali afflitti da costi elevati per materie prime, uova, burro, packaging segnalano prenotazioni già chiuse in anticipo. 

    Il panettone artigianale sempre più “di nicchia”

    Se nel 2020 un panettone artigianale costava circa 30 €, nel 2024 il prezzo base si era assestato su 40 €. Ora, nel 2025, il prezzo parte generalmente da 42-45 €.  Alcune pasticcerie cercano di contenere gli aumenti offrendo degustazioni scontate o varianti personalizzabili : dolci con creme da aggiungere al momento (zabaione, abbinamenti esotici), gusti alternativi come lamponi e fondente, pere, limone e zenzero, cantucci al Vinsanto oltre al classico uvetta e canditi. 

    Perché questi rincari

    Il prezzo del cacao ha superato quota 10.000 dollari a tonnellata nel 2025, triplicando rispetto al 2021.  Anche il burro e le uova hanno subito aumenti molto consistenti, aggravati da costi maggiori per imballaggi e materie prime generiche.  Di conseguenza, i produttori industriali e artigianali hanno dovuto adeguare i prezzi : un fenomeno accentuato dalla domanda, che rimane forte nonostante il caro prezzi. 

    Cosa significa per il consumatore

    Il panettone simbolo immancabile delle tavole natalizie è oggi un “lusso” per molti : conviene valutare bene se puntare su prodotti industriali (più economici, ma spesso di qualità inferiore) o su artigianali (costosi, ma più curati). Per chi cerca il giusto equilibrio, può avere senso aspettare offerte o puntare su versioni meno “blasonate” di artigianali. Inoltre, la diversificazione di gusti e formati (mini, varianti al cioccolato, dolci “speciali”) può dare un po’ di flessibilità rispetto al budget.

    Pvl

  • Gerold Miller

    E’ un artista nato nel 1961 ad Altshausen (Germania). 

    Ha studiato scultura presso la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda.  Vive e lavora tra Berlino e Pistoia. 

    Il suo linguaggio artistico

    Miller opera sul confine tra scultura, pittura e installazione : la sua ricerca indaga la natura dell’immagine, della forma e dello spazio. 

    All’inizio lavorava con strutture in acciaio (e talvolta pietra)

    alcune anche installate all’aperto; con la serie del 1990 intitolata “Anlagen” ha dato forma a una prima sintesi tra scultura e pittura. 

    Nelle sue opere recenti

    Miller sperimenta materiali industriali alluminio laccato, metallo lucidato e superfici visive precise, cercando di decostruire la tradizionale distinzione tra “cornice” e “immagine”. 

    Esposizioni e rilevanza oggi

    Nel 2025 la Dep Art Gallery di Milano ospita la prima mostra personale italiana di Gerold Miller : “Gerold Miller. Opere”, con 20 lavori appositamente realizzati per l’occasione. 

    Le opere esposte fanno parte

    delle serie “set”, “instant vision”, “Profil” e “Verstärker”. Alcune sono collocate a parete, altre liberamente nello spazio : in tutti i casi l’allestimento mira a coinvolgere lo spettatore in un dialogo spaziale e percettivo. 

    Il lavoro di Miller viene oggi considerato

    tra i più significativi nell’ambito dell’arte contemporanea europea, proprio per la sua capacità di mettere in discussione le tradizionali categorie artistiche e stimolare una riflessione su immagine, spazio e percezione. 

    Pvl

  • DANIELA MECENATE

    è una giornalista italiana, attualmente lavora per TG2 il telegiornale della seconda rete del servizio pubblico radiotelevisivo. 

    In passato ha collaborato o lavorato per la radio: tra le sue esperienze c’è la partecipazione al programma Zapping su RAI Radio 1. 

    Dal suo profilo LinkedIn emerge che ha un master in Giornalismo e Comunicazione di Massa conseguito presso LUISS Guido Carli. 

    Cosa fa / Alcune sue attività

    Come giornalista e conduttrice radio, Mecenate ha realizzato interviste di rilievo: ad esempio, durante la pandemia ha intervistato persone colpite da COVID-19 raccontandone esperienze e criticità. 

    Ha anche intervistato ricercatori (es. una puntata con una ricercatrice dell’Istituto Demopolis), figure coinvolte in attualità sociale, culturale e di cronaca. 

    Continua oggi a operare in ambito giornalistico, tramite TG2 e probabilmente altri media, occupandosi di temi di attualità, società, magari anche politica o cultura come spesso accade a giornaliste della Rai. 

    Perché è nota / rilevanza

    Daniela Mecenate rappresenta un esempio di professionista che dal mondo radiofonico ha raggiunto un ruolo importante nella televisione nazionale, segno di una carriera consolidata.

    Le sue interviste affrontano temi spesso delicati salute, crisi, attualità contribuendo ad informare su questioni sociali significative.

    Il fatto di lavorare per TG2 le conferisce visibilità su scala nazionale, quindi la sua voce ha un impatto ampio nel dibattito pubblico.

    Pvl

  • Francisca De Candia

    Profilo e formazione

    Francisca De Candia è originaria di Cagliari. 

    Si è laureata in Giurisprudenza nel 2008 all’Università Bocconi. 

    Durante gli studi, nel 2007, ha partecipato a un campus abroad presso la New York University, dove si avvicinò al mondo dei media un’esperienza che le indicò la strada del giornalismo. 

    Carriera nel giornalismo

    Dopo aver lavorato come stagista come «producer» per l’RAI a New York (nel periodo dell’elezione di Obama), ha iniziato la sua carriera giornalistica negli Stati Uniti, collaborando per la redazione di un quotidiano italo-americano. 

    Tornata in Italia nel 2011 e superato l’esame da giornalista professionista, ha maturato esperienze in web radio, editoria tecnica e media company. 

    Nel 2014 è tornata in RAI, entrando nello staff del programma Ballarò grazie alla sua esperienza internazionale. 

    Oggi è reporter e autrice televisiva per RAI, spesso impegnata come inviata su temi internazionali e in particolare sugli Stati Uniti un Paese che, come lei stessa ha dichiarato, sente molto vicino. 

    Il suo “sguardo” e tematiche di interesse

    De Candia racconta spesso l’“America vera”: non la versione stereotipata che molti conoscono dall’Italia, ma la parte profonda, le aree meno mediatizzate, che si scoprono vivendo e andando sul campo. 

    In più, affronta spesso il tema dell’esperienza delle donne nel giornalismo : è consapevole delle difficoltà, ma sostiene che l’esperienza internazionale e la tenacia possano fare la differenza. 

    Pvl

  • SCROCCONI SERIALI

    SCROCCONI SERIALI

    Che sfruttano la generosita’

    Sono persone che, in modo abituale e ripetuto, sfruttano la generosità o le risorse degli altri senza dare nulla in cambio, spesso senza nemmeno riconoscere il favore ricevuto.

    Non si tratta di un termine tecnico, ma di un’espressione comune usata in vari contesti.

    Caratteristiche tipiche di uno “scroccone seriale”

    Chiede spesso piccoli favori (passaggi in auto, sigarette, cene, prestiti) ma non ricambia mai. Si approfitta della disponibilità altrui come se fosse dovuta.

    Trova scuse

    Quando arriva il momento di contribuire o restituire.

    Si muove dove c’è convenienza : amici generosi, eventi gratuiti, situazioni in cui può ottenere senza pagare.

    Minimizza il proprio comportamento, dicendo che “non è un problema” oppure che “tanto a te non costa niente”.

    Non tutti gli “scrocconi” sono uguali

    Alcune persone scroccano per abitudine o pigrizia, altre per difficoltà economiche che faticano ad ammettere.

    Ci sono anche scrocconi “sociali”, che usano il gruppo come una risorsa permanente.

    Pvl

  • PISCINA IN VETRORESINA

    PISCINA IN VETRORESINA

    è una vasca prefabbricata realizzata in un unico blocco di materiale composito (vetroresina + resine speciali). È una delle alternative più rapide e pratiche alle piscine in cemento armato.

    Ecco una panoramica chiara e utile :

    Vantaggi delle piscine in vetroresina

    Installazione molto rapida

    La vasca arriva già pronta: serve solo preparare lo scavo, il letto di appoggio e collegare gli impianti. In genere si installa in pochi giorni.

    Superficie liscia e confortevole

    La finitura interna (gelcoat) è piacevole al tatto, non abrasiva e riduce il deposito di alghe.

    Manutenzione ridotta

    Il gelcoat è impermeabile e richiede meno interventi rispetto a intonaci o liner.

    Durata elevata

    Le buone piscine in vetroresina hanno un’ottima resistenza meccanica e chimica.

    Costo inferiore rispetto al cemento

    Di solito più economica di una piscina tradizionale in muratura.

    Svantaggi da considerare

    Forme e dimensioni limitate

    Essendo prefabbricate, non possono essere personalizzate liberamente come quelle in cemento.

    Trasporto Difficoltoso

    Le vasche più grandi richiedono trasporti eccezionali e accessi ampi al luogo di installazione.

    Espansione/contrazione termica

    Se non installata bene può deformarsi leggermente o creare microcrepe nella finitura.

    Riparazioni estetiche non sempre invisibili

    Una riparazione del gelcoat può risultare visibile.

    Costo indicativo (in Italia)

    Piscina in vetroresina base: 10.000 – 18.000 € Piscina con accessori (luci, filtro, pompe, robot, pannelli): 18.000 – 28.000 € Installazione completa e scavo: +5.000 – 10.000 €

    (Le cifre variano in base a marca, dimensioni e complessità del terreno.)

    Manutenzione

    Controllo pH e cloro regolare Pulizia con robot aspiratore Lavaggio dei filtri Rinnovo del gelcoat dopo molti anni (opzionale)

    Consiglio finale

    È una soluzione ottima se cerchi rapidità, costi contenuti e facilità di manutenzione.

    Se invece vuoi una piscina totalmente su misura, meglio il cemento.

    Pvl

  • Tove Villfor

    TOVE VILLFOR

    Tove è nata il 19 dicembre 1996 a Stoccolma in Svezia. 

    Nazionalità

    Svedese

    Diploma

    Si è diplomata nel 2015 al Thorildsplans Gymnasium. 

    Carriera, danza, televisione e modella

    Fin da bambina ha studiato danza : la famiglia l’ha sempre supportata e incoraggiata nel seguire la sua passione. 

    Prima di trasferirsi in Italia ha gareggiato come ballerina : tra i suoi partner nelle competizioni ci sono stati il connazionale Oscar Widén, poi un italiano (tra il 2016 e il 2020) e infine un francese, con cui nel 2022 avrebbe vinto i Campionati nazionali svedesi. 

    Dal 2020 è entrata a far parte del cast di professionisti del talent show italiano Ballando con le Stelle, su Rai 1. 

    Nel corso delle stagioni del programma ha avuto vari partner: nel 2020 con Antonio Catalani (detto Holaf), poi con Alvise Rigo, e più recentemente con Ricky Tognazzi. 

    Oltre alla danza, Tove lavora come modella e — in passato ha recitato in una puntata della fiction italiana Che Dio ci Aiuti. 

    Social e presenza mediatica

    Sul suo profilo Instagram (@tove_villfor) condivide immagini legate alla danza, ai suoi viaggi e al suo lavoro come modella. 

    Sebbene appaia spesso sui media, Tove è piuttosto riservata sulla sua vita privata. 

    Vita privata & rumors

    Non ci sono conferme ufficiali su relazioni recenti. In passato le è stato attribuito un flirt con un altro ballerino del programma, Stefano Oradei, ma non è mai stato confermato. 

    Nel 2022, durante l’edizione di Ballando con le Stelle in cui ha ballato con Alessandro Egger, molti hanno ipotizzato una possibile relazione tra loro a causa dell’intesa in pista.

    Tuttavia, fonti attendibili specificano che Egger era già fidanzato con un’altra persona perciò la loro è stata definita solo un’amicizia e un’ottima collaborazione artistica. 

    Pvl

  • Luigi Pirandello

    Parlare delle tensioni interiori di Luigi Pirandello significa esplorare il labirinto di un uomo.

    che ha vissuto sulla propria pelle il crollo delle certezze dell’Ottocento, diventando il più lucido testimone della crisi dell’io moderno.

    Le sue tensioni non erano solo speculazioni filosofiche, ma scaturivano da un vissuto profondamente tormentato.

    Il Dramma Familiare : La Pazzia come Specchio

    La tensione più lacerante fu quella legata alla moglie, Maria Antonietta Portulano.

    Dopo il tracollo finanziario della famiglia (l’allagamento della zolfara del padre), la donna sprofondò in una forma gravissima di paranoia e gelosia ossessiva.

    La convivenza con il delirio : Pirandello visse anni prigioniero delle accuse infondate della moglie, che vedeva amanti ovunque.

    La “Forma” e la “Vita”: Questa esperienza lo portò a concludere che la pazzia non è che un modo per rompere la “forma” (la maschera sociale) e liberare il flusso caotico della “vita”. Come scrisse lui stesso: “La pazzia di mia moglie sono io”, intendendo che era la sua stessa presenza a scatenare il corto circuito nella mente di lei.

    Uno, Nessuno e Centomila : La Frammentazione dell’Identità .

    Pirandello avvertiva con angoscia che l’identità non è un monolite, ma un mosaico frantumato.

    La tensione interiore nasceva dalla scoperta che :

    Siamo “centomila” : Esistiamo in modo diverso nella testa di ogni persona che incontriamo.

    Siamo “nessuno” : Se siamo così tanti, chi siamo veramente? Sotto le maschere che la società ci impone (padre, impiegato, marito), non c’è un volto definito, ma un vuoto fluido.

    La Filosofia del “Lanternino”

    Ne Il fu Mattia Pascal, Pirandello espone la “lanterninosofia”.

    Ogni uomo porta con sé un lanternino acceso (la coscienza) che illumina un piccolo cerchio intorno a sé e gli fa credere che quella sia la “verità”.

    L’angoscia del buio : La tensione nasce quando ci accorgiamo che fuori da quel cerchio c’è il mistero assoluto e che i “lanternoni” (le grandi ideologie, la religione, la scienza) a volte si spengono, lasciandoci smarriti nell’oscurità più fitta.

    L’Umorismo : Il “Sentimento del Contrario”

    Per Pirandello, l’unico modo per sopravvivere a queste tensioni era l’umorismo. A differenza del comico (che ride di ciò che è strano), l’umorista riflette.

    Se vedo una vecchia signora eccessivamente truccata, rido (avvertimento del contrario).

    Ma se rifletto sul fatto che lo fa per pietà verso se stessa, per non perdere l’amore di un marito più giovane, allora non rido più : provo un sentimento misto di riso e pianto (sentimento del contrario).

    Conclusione : L’Oltre
    Pirandello ha vissuto in un perenne stato di “esilio” dalla vita stessa.

    Scriveva perché non poteva vivere, o meglio, viveva solo attraverso la scomposizione dei suoi personaggi.

    La sua tensione interiore è il grido di chi ha capito che la realtà è una costruzione soggettiva e che siamo tutti, inevitabilmente, soli dietro la nostra maschera.

    Pvl

  • LE COLLINE DEL GENOVESATO

    LE COLLINE DEL GENOVESATO

    Sono l’insieme dei rilievi che circondano Genova e il suo entroterra, formando una fascia verde e ondulata che separa la costa dal versante padano dell’Appennino ligure.

    Sono un tratto distintivo del paesaggio genovese : pendii ripidi, crinali panoramici, borghi antichi e vallate profonde che scendono verso il mare.

    Ecco i principali elementi che caratterizzano queste colline :

    Aspetti geografici

    Fanno parte dell’Appennino Ligure, subito alle spalle della città. Le vallate più note che le attraversano sono Val Bisagno, Val Polcevera, Val Varenna, Val Cerusa, Val Gargassa e, più a levante, la Val Fontanabuona.

    I rilievi raggiungono quote moderate (600–1000 m), ma la loro vicinanza al mare crea forti dislivelli e paesaggi molto scenografici.

    Paesaggi e paesi

    Sono disseminate di borghi medievali e nuclei rurali (come Campomorone, Ceranesi, Davagna, Sori Superiore, Crevari Alto, Lumarzo, ecc.).

    Qua e là emergono forti ottocenteschi, parte del sistema difensivo di Genova : Forte Diamante, Forte Ratti, Forte Sperone, e molti altri.

    Natura e sentieri

    Le colline ospitano boschi misti di castagni, querce, pini marittimi e macchia mediterranea.

    Ricchissima la rete di sentieri, tra cui alcuni celebri : l’Alta Via dei Monti Liguri, i percorsi attorno ai forti di Genova, le passeggiate panoramiche sopra Voltri, Pegli, Rivarolo e Staglieno.

    Perché sono speciali

    Sono un paesaggio di confine : a pochi chilometri dalla costa si passa immediatamente a una natura aspra, silenziosa e antica, dove l’entroterra genovese custodisce tradizioni gastronomiche e rurali che sopravvivono ancora oggi.

    Pvl

  • COSTA EST AFRICANA

    nota anche come costa swahili الساحل السواحلي, è una regione costiera dell’Oceano Indiano in Africa orientale, abitata principalmente dal popolo swahili e caratterizzata da influenze arabe, persiane e africane.

    Si estende lungo le coste di paesi come Kenya, Tanzania e Mozambico, includendo città storiche come Mombasa, Lamu, Dar es Salaam e l’isola di Zanzibar.

    Geografia e Storia

    La costa presenta spiagge bianche, barriere coralline e arcipelaghi, con un patrimonio culturale legato a commerci antichi portoghesi e arabi dal XV secolo.

    Siti come Fort Jesus a Mombasa, patrimonio UNESCO, testimoniano secoli di scambi tra Africa, Arabia e India.

    Importanza Culturale

    Questa zona è un mosaico etnico e linguistico, con il swahili come lingua franca, e attrae turisti per savane vicine, città antiche e ritmi locali.

    Influenze si riflettono in architetture in pietra corallina e tradizioni come il muezzin e il profumo di cocco.

    Pvl

  • Maurizio Caprara

    Maurizio Caprara

    Nato nel 1961. Attualmente è editorialista di Corriere della Sera, con un focus sulla politica internazionale. 

    Ha iniziato a scrivere per il Corriere già nel 1979, ed è stato assunto come cronista nel 1982. 

    Ha lavorato prima nella redazione centrale di Milano, poi a Roma nel servizio Politico e per oltre 14 anni come corrispondente diplomatico, con reportage da più di 60 Paesi. 

    Esperienze professionali e istituzionali

    È stato Consigliere del Presidente della Repubblica (all’epoca Giorgio Napolitano) e Direttore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Quirinale. 

    Ha collaborato con grandi emittenti come RAI, Mediaset e Sky Italia come conduttore, curatore o consulente per programmi radio/TV. 

    Ha coperto anche ruoli nel settore comunicazione-politica : ad esempio, è stato scelto come Capo della Comunicazione del Dipartimento per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione. 

    È stato nominato Capo Ufficio Stampa della Presidenza del Senato. 

    Opere e contributi

    È autore del libro Lavoro riservato.

    I cassetti segreti del Pci (Feltrinelli, 1997) un’indagine sulle dinamiche interne del Partito Comunista Italiano. 

    Un’altra sua pubblicazione è Il caso Lockheed in Parlamento (2001), inserita nella collana “Storia d’Italia” della casa editrice Einaudi. 

    Ha curato per varie edizioni sezioni di storia del Novecento, politica italiana e internazionale nella Enciclopedia Universale Garzanti. 

    Altri incarichi e riconoscimenti

    Fa parte di varie istituzioni e comitati : il comitato scientifico del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), del comitato di indirizzo della Fondazione Ugo La Malfa, e ha avuto incarichi nell’Istituto Affari Internazionali (IAI). 

    È stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 

    Pvl

  • MARIA GRAZIA SARROCCO

    MARIA GRAZIA SARROCCO

    è una giornalista italiana che lavora come inviata per la televisione, in particolare nella redazione di programmi del servizio pubblico. 

    È nota soprattutto per il suo ruolo come inviata del programma Storie Italiane su Rai 1, condotto da Eleonora Daniele. 

    Il suo lavoro

    In “Storie Italiane” svolge reportage e inchieste su temi di attualità, spesso contribuendo con collegamenti dal campo. 

    In altre occasioni è intervenuta anche per altri programmi televisivi di attualità, documentando fatti di cronaca, emergenze e vicende che coinvolgono le comunità.  

    Pvl

  • FEDERICO FACCHINETTI

    FEDERICO FACCHINETTI

    Di seguito quello che si sa pubblicamente riguardo Federico Facchinetti.

    Purtroppo le informazioni su di lui sono molto scarse e spesso confuse (anche nei media), quindi quello che segue va preso con cautela.

    Chi è Federico Facchinetti

    Federico Facchinetti è noto soprattutto per essere stato il secondo marito della celebre attrice Ornella Muti. 

    Dal loro matrimonio (che è durato dal 1988 al 1996) sono nati due figli : Carolina Fachinetti e Andrea Fachinetti. 

    Inoltre, Federico ha svolto il ruolo di “padre affettivo” per Naike Rivelli, primogenita di Ornella Muti da una precedente relazione. 

    Perché è noto anche per uno scandalo

    Federico Facchinetti è comparso sulle cronache a causa di un procedimento giudiziario :

    Nel 1994 fu arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere. 

    Secondo gli inquirenti all’epoca, l’accusa era che avesse rilevato delle società in stato di fallimento con la promessa di risanarle, per poi svuotarle e dichiarare bancarotta in sostanza un presunto schema fraudolento. 

    La vicenda del processo ebbe grande risonanza proprio per il coinvolgimento di una figura pubblica come Ornella Muti. 

    Cosa non si sa con certezza

    Non sono note pubblicamente data di nascita, origini, carriera professionale affidabile o biografia dettagliata di Federico Facchinetti : molti articoli affermano che “si hanno pochissime informazioni”. 

    Alcune fonti sottolineano che non sarebbe parente di altre persone famose con lo stesso cognome (es. il musicista Roby Facchinetti). 

    Conclusione

    Federico Facchinetti è una figura largamente nota al pubblico per il legame con Ornella Muti e per lo scandalo giudiziario degli anni ’90, ma a dispetto della notorietà rimane un personaggio con pochissime informazioni certe disponibili.

    Molti aspetti della sua vita (origine, lavoro, attuale situazione) non sono documentati in modo affidabile.

    Pvl

  • CERVELLO

    Cervello

    Come il cervello decide quali ricordi tenere e quali lasciare andare

    Non tutti i ricordi hanno la stessa sorte : alcuni rimangono vividi per anni, altri svaniscono nel giro di poche ore.

    Ma cosa determina questa selezione? Un nuovo studio della Rockefeller University fa luce su un meccanismo sorprendente, capace di ridefinire ciò che sappiamo sulla memoria.

    I ricercatori hanno scoperto che il cervello non consolida subito un ricordo, ma lo passa attraverso una serie di “timer molecolari” che si attivano in momenti diversi.

    Ogni attivazione rappresenta una sorta di verifica : questo ricordo merita davvero di essere conservato?

    Le proteine coinvolte sono tre Camta1, Tcf4 e Ash1l e ognuna interviene in una fase specifica del processo, dal primo immagazzinamento nell’ippocampo alla stabilizzazione definitiva nella memoria a lungo termine.

    È un lavoro di squadra che coinvolge diverse regioni cerebrali, tra cui il talamo e la corteccia cingolata anteriore.

    La parte più affascinante è che queste “revisioni” avvengono anche molto tempo dopo l’esperienza iniziale.

    Ciò spiega perché alcuni ricordi riemergono più forti col passare del tempo, mentre altri si affievoliscono : è il cervello stesso che li valuta e decide.

    Comprendere questo sistema potrebbe aprire la strada a nuove soluzioni per i disturbi della memoria, specialmente nelle malattie neurodegenerative. Intervenire su questi timer molecolari potrebbe un giorno aiutare a preservare ricordi che altrimenti andrebbero perduti.

    Un promemoria eloquente : il nostro cervello non è un archivio statico, ma un costante lavoro di editing.

    E i ricordi che rimangono non sono solo quelli che abbiamo vissuto, ma quelli che il cervello ha scelto di tenere.

    Pvl

  • Thomas Raggi

    Thomas Raggi è il chitarrista della band italiana Måneskin, nota per il successo internazionale con hit rock come “Zitti e buoni” vincitrice all’Eurovision 2021. Sta per lanciare il suo primo album solista, Masquerade, in uscita il 5 dicembre 2025 e già disponibile in pre-order [1][2][8]

    Album Masquerade

    L’album, composto da otto tracce rock è prodotto da Tom Morello dei Rage Against the Machine e include collaborazioni con artisti come Beck, Chad Smith, Sergio Pizzorno, Alex Kapranos, Nic Cester e Upsahl. Raggi descrive il progetto come un’espressione libera della sua visione musicale, nata da un rapporto consolidato con Morello attraverso concerti e festival condivisi. Morello elogia Raggi per il suo spirito rock autentico, vedendo l’album come un ponte per avvicinare le nuove generazioni al rock’n’roll .

    Carriera e Presenza Online

    Raggi ha oltre 2 milioni di follower su Instagram (@thomasraggi__) dove annuncia il nuovo album e condivide contenuti musicali. È apparso in programmi TV come Schlag den Star e performance live epiche, come un assolo di chitarra a San Francisco nel 2022. Merch esclusivo, inclusi CD e vinili autografati, è disponibile sullo store Sony Music .

  • MAROCCO/AGADIR

    MAROCCO/AGADIR

    Si trova sulla costa atlantica del Marocco, ed è capitale della regione Souss‑Massa.

    La città sorge vicino all’imbocco della valle del Sous e tra la costa e le montagne (alto Atlante / Anti-Atlante), in una regione che combina pianura fertile e mare. 

    Storia e ricostruzione

    Le origini sono antiche : la zona fu occupata dai portoghesi intorno al 1500, poi passò sotto il dominio saadita e, nel XX secolo, sotto il protettorato francese.

    Nel 1960 Agadir fu devastata da un terremoto seguito da tsunami e incendi:la vecchia città fu distrutta e persero la vita migliaia di persone.

    Dopo il disastro, Agadir fu quasi interamente ricostruita : oggi è una città moderna, con ampi viali, palazzi bianchi, hotel, caffè in stile europeo molto diversa dalla “classica” città marocchina tradizionale. 

    Perché visitarla:mare, clima, spiagge e relax

    Agadir è famosa per la sua lunga costa,circa 10 km di spiagge sabbiose, con clima mite, acque dell’Atlantico, ideali per chi cerca sole, mare e relax. 

    Il clima è uno dei punti forti: molti giorni di sole all’anno (spesso si legge “300+ giorni di sole”), clima piacevole anche in inverno ciò la rende meta perfetta anche nei mesi freddi in Europa. 

    Oltre al mare,surf, sport acquatici, passeggiate sul lungomare e un’atmosfera rilassata e “resort-style”. 

    Cultura, passeggiate e cosa vedere

    Una tappa consigliata è la collina/hilltop Kasbah Agadir Oufella : da lì si gode un bel panorama sulla baia e sulla città.Anche se la Kasbah è stata danneggiata dal terremoto del 1960, le sue rovine sono ancora tappa interessante.

    Per un’esperienza “marocchina” moderna : conviene visitare Souk El Had, il mercato principale : un grande souk con botteghe, artigianato, prodotti locali, spezie tipico per immergersi nella vita quotidiana locale. 

    Se ami arte e cultura contemporanea/tradizionale: dal 2023 è attivo Agadir Museum of Art, con collezioni di arte contemporanea e patrimonio culturale berbero.

    Ci sono anche spazi “verdi / natura”: parchi cittadini, aree vicine per esplorare la natura, oltre alla vicinanza della costa + entroterra che rendono possibile combinare mare e natura. 

    Economia e società

    L’economia di Agadir si basa su turismo, pesca e agricoltura : il porto peschereccio è importante (la città è famosa per le sardine), e la vicina valle del Sous sostiene agrumi, olive e altri prodotti agricoli.

    Turismo “moderno”: grazie a spiagge, resort, hotel e infrastrutture, la città attira molti visitatori, in particolare da Europa, grazie a voli economici e collegamenti. 

    Pvl

  • Bordalo II

    Nome d’arte di Artur Bordalo, è un artista portoghese nato a Lisbona nel 1987.

    Noto per le sue imponenti opere di street art e sculture realizzate interamente con materiali di scarto.

    Ha una forte connessione con l’arte grazie alla famiglia di artisti da cui proviene, in particolare il nonno, a cui deve il nome d’arte “II” come omaggio.

    La sua carriera

    e’ iniziata come graffitista, ma è diventato famoso a livello internazionale per il suo impegno nell’arte del riciclo, utilizzando rifiuti come plastica, pneumatici e vecchi elettrodomestici per creare grandi sculture di animali e installazioni.

    L’arte di Bordalo II

    combina un’estetica vibrante con un messaggio ecologico potente, puntando a sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità, l’inquinamento e la lotta contro la distruzione ambientale.

    Le sue opere

    spesso raffigurano animali e sono realizzate con materiali di scarto raccolti nelle città, trasformando quello che sarebbe spazzatura in vere e proprie icone visive di denuncia ecologica.

    Bordalo II è considerato

    un “artivista” perché con la sua arte denuncia gli effetti del consumismo e dello spreco, invitando a una maggiore consapevolezza ambientale.

    Tra le sue opere più iconiche si trovano

    sculture esposte in molte città del mondo, compresa l’Italia, dove ha portato il suo messaggio attraverso installazioni di street art ecologica.

    Bordalo II ha creato

    centinaia di opere usando tonnellate di materiali riciclati, rendendolo una figura di spicco nel panorama dell’arte contemporanea e dell’arte sostenibile.

    Pvl

  • Danilo Gallinari

    Danilo Gallinari

    Nato l’8 agosto 1988 a Sant’Angelo Lodigiano, Italia. 

    Alto 2,08 m (6′10″), giocava come small forward / power forward. 

    Ha iniziato la carriera professionistica in Italia (con squadre come Olimpia Milano e Casalpusterlengo) prima di debuttare in NBA. 

    Carriera NBA e numeri

    È stato selezionato al 6º posto nel Draft NBA 2008 da New York Knicks. 

    Ha giocato 16 stagioni in NBA, con diverse squadre: Knicks, Denver Nuggets, Los Angeles Clippers, Oklahoma City Thunder, Atlanta Hawks, Washington Wizards, Detroit Pistons e Milwaukee Bucks. 

    In carriera NBA ha totalizzato 11.607 punti, 3.618 rimbalzi, 1.469 assist. Media per partita: circa 14,9 punti e 4,7 rimbalzi. 

    È il giocatore italiano

    che ha segnato più punti in NBA. 

    Il suo massimo in una singola partita NBA: 47 punti record per un italiano in NBA. 

    Anche con la Nazionale e l’Europa

    Prima di andare in NBA, ha giocato in squadre italiane di alto livello : con Olimpia Milano e in Serie A. 

    Con le nazionali giovanili ha vinto una medaglia di bronzo al Campionato europeo Under-18 del 2005. 

    Con la nazionale maggiore italiana ha partecipato a Europei, Mondiali e qualificazioni olimpiche, diventando uno dei punti fermi del basket azzurro. 

    Fine della carriera

    Nel dicembre 2025, Gallinari ha annunciato il suo ritiro dal basket professionistico. 

    L’ultima sua stagione l’ha giocata nel 2025 con la squadra portoricana Vaqueros de Bayamón, dove ha vinto un campionato e ricevuto il premio di Finals MVP. 

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  • Peripatetico e Peripatetica

    PERIPATETICO E PERIPATETICA. DIFFERENZE

    Il significato di questa parola deriva dalla scuola filosofica di Aristotele, il quale era solito tenere le sue lezioni e discussioni passeggiando nel viale del liceo di Atene, detto Peripato.

    Dunque, il termine si riferisce a ciò che si fa o accade mentre si passeggia.

    Attenzione però!!!

    Il termine PERIPATETICA, al femminile, indica invece una passeggiatrice, una donna che quindi passeggia molto, e si riferisce in particolare a una prostituta, che appunto va avanti e indietro sul marciapiede.

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  • GRAZIA DI MAGGIO

    E’ nata nel 1994 ed è originaria di Pisticci, in provincia di Matera, ma si è trasferita a Milano per motivi di studio. 

    Ha conseguito due lauree in “Linguaggi dei Media” e in “Politiche Europee e Internazionali” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con il massimo dei voti. 

    Dal 2019 è iscritta come giornalista pubblicista, grazie a collaborazioni con testate giornalistiche e agenzie di stampa. 

    Carriera politica e ruolo in Fratelli d’Italia

    Alle elezioni politiche del 2022 è stata eletta alla Camera dei Deputati come rappresentante del collegio plurinominale Lombardia 1 – P02, diventando la deputata più giovane del suo partito. 

    In Parlamento fa parte di : la VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), la XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea), la Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza (dal luglio 2023). 

    Dal 2024 è anche responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia per la Lombardia e membro dell’esecutivo regionale del partito. 

    Le sue principali linee politiche

    Secondo gli atti e le sue dichiarazioni : Ha assunto posizioni tradizionaliste : difende la “famiglia tradizionale”, la “sacralità della vita” e si schiera per la tutela di donne e minori. 

    Si occupa di tematiche “valoriali”, spesso definendo la propria attività parlamentare come tutela dei diritti dell’infanzia, della famiglia e della “vita”. 

    Sui temi dell’istruzione, sostiene una visione basata sul merito e sull’uguaglianza delle opportunità scolastiche. 

    Altre informazioni rilevanti

    Prima di essere eletta alla Camera, nel 2021 si era candidata per il Comune di Milano nelle liste di Fratelli d’Italia; non risultò eletta per pochi voti. 

    Nel 2025 è convolata a nozze con un assessore locale anch’egli di Fratelli d’Italia evento che ha avuto risalto mediatico, anche per l’età giovane della deputata. 

    Spesso è attiva con dichiarazioni pubbliche e interviste su temi d’attualità, specialmente riguardanti famiglia, femminismo, diritti e identità, con posizione chiara su una linea conservatrice. 

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  • CLAUDIO GIAMBENE

    CLAUDIO GIAMBENE

    Origini e formazione

    Claudio Giambene è nato a Pistoia il 13 gennaio 1982. 

    Studio

    Si è laureato in Scienze Politiche presso l’università LUISS di Roma. 

    Passioni giovanili

    In gioventù ha giocato a basket per qualche anno anche da capitano nella sua squadra prima di dedicarsi definitivamente al giornalismo. 

    Carriera professionale

    Gli inizi

    Dopo la laurea, Giambene ha svolto uno stage a Sky TG24, poi si è iscritto alla scuola di giornalismo “Massimo Baldini” della LUISS. 

    Prime esperienze nel calcio

    Ha lavorato come redattore per il programma Calciomercato L’Originale su Sky. 

    Televisione

    Forum Nel 2015 entra a far parte della squadra giornalistica del programma Forum (Mediaset), contribuendo come giornalista-commentatore delle cause legali trattate. 

    Evoluzione verso lo sport e DAZN Nel 2018 è scelto come commentatore per le partite di Serie B per DAZN. 

    Nel 2022 lascia Forum e, secondo fonti, continua la collaborazione con DAZN come commentatore sportivo e autore di reportage sulla Serie B. 

    Vita privata & curiosità

    Fin da piccolo ha avuto la passione per la scrittura

    a 10 anni scrisse un suo “giornaletto” dal titolo “Ieri, oggi e domani”, in cui il protagonista era il magistrato Giovanni Falcone. 

    Tra le sue passioni

    politica, musica, cinema (dice di amare il cinema, il festival di Sanremo e di aver avuto un passato anche come critico di festival). 

    Circa la sua vita sentimentale: in passato è stato legato alla collega del programma Forum, Giulia Lea Giorgi; la relazione è finita. 

    Secondo alcuni articoli, in tempi più recenti è stato accostato a una donna di nome Micol Russo. 

    Come si definisce

    Sulla propria pagina personale, Giambene racconta che la voglia di fare il giornalista gli viene da molto lontano la scrittura e la curiosità gli sono sempre appartenute.

    Da piccolo voleva solo “stare al centro dell’attenzione” per raccontare, con passione e sincerità, le storie che lo circondavano. 

    Pvl

  • Artisti che non vendono o vendono poco

    Artisti che non vendono o vendono poco.

    Sì, esistono moltissimi pittori anche molto produttivi che non vendono o vendono poco.

    Non è affatto raro

    La gestione della produzione varia molto da artista ad artista, ma ci sono diversi modi realistici e diffusi per “smaltire” o comunque gestire grandi quantità di opere.

    Ecco le strategie più comuni

    1. Conservazione personale (studio, deposito, casa di famiglia)

    Molti artisti tengono tutto :

    scaffali, archivi verticali, cassettiere depositi presi in affitto garages o stanze dedicate La maggior parte degli artisti emergenti o non commerciali vive così: un grande archivio personale che rappresenta anche la storia del proprio percorso.

    2. Donazioni

    Un modo molto più diffuso di quanto si pensi:

    a biblioteche, scuole, ospedali, associazioni a musei locali (soprattutto se l’artista ha un legame col territorio) a enti pubblici o fondazioni

    A volte gli enti accettano solo opere selezionate, ma succede spesso che gli artisti donino grandi quantità per liberare spazio.

    3. Regali a persone vicine

    Molti pittori regalano opere a :

    amici e parenti collezionisti affezionati persone che hanno aiutato nella carriera

    È uno dei metodi principali di “circolazione” dell’opera quando non c’è un mercato.

    4. Distruzione o riciclo

    Anche se può sembrare drastico, è una pratica abbastanza comune :

    distruzione fisica delle opere non riuscite o datate riutilizzo delle tele (molti artisti dipingono sopra opere precedenti) riciclo dei materiali

    Questo permette di liberare spazio e mantenere solo ciò che si ritiene davvero rappresentativo.

    5. Mostre autofinanziate o collettive locali

    Anche senza vendere, alcuni fanno :

    mostre in spazi alternativi esposizioni in bar, uffici, associazioni da cui a volte viene smaltita qualche opera tramite donazione o prezzi simbolici.

    6. Vendita a prezzi bassi o simbolici

    Quando la necessità di spazio diventa urgente, qualcuno :

    vende “a stock” propone prezzi ridotti partecipa a mercatini dell’arte o iniziative locali

    Non è vendita “commerciale” in senso professionale, ma aiuta a far circolare l’opera.

    7. Archivi digitali o fondi postumi

    In alcuni casi l’artista conserva tutto con l’idea di :

    creare un archivio per futuri studi lasciare un fondo ai discendenti Molti artisti storici oggi noti avevano accumuli enormi di opere mai vendute.

    In sintesi

    Sì, è normalissimo produrre molto e vendere poco.

    E nella pratica :

    una parte si archivia, una parte si regala o si dona, una parte si distrugge o si ricicla.

    La produzione non venduta non è un problema insolubile : è semplicemente parte del percorso artistico di moltissime persone.

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  • SANDOKAN

    SANDOKAN

    Il “fenomeno” con Can Yaman

    Il boom d’ascolti

    La prima puntata della nuova serie ha ottenuto un ascolto record: circa 5,7 milioni di spettatori e 33,9% di share.  Il dato equivale a circa “un italiano su tre” incollato davanti alla tv. 

    Chi è Can Yaman

    Nato a Istanbul l’8 novembre 1989.  Laureato in Giurisprudenza, ha cambiato vita scegliendo la recitazione.  Ha iniziato a recitare nel 2014; il grande successo è arrivato nel 2017 con la serie “Bitter Sweet”.  In Italia il suo volto è diventato noto soprattutto dal 2022 in poi, con varie serie TV; ora interpreta Sandokan. 

    Il progetto “Sandokan”

    Si tratta di un nuovo adattamento per la televisione dei romanzi di Emilio Salgari, rivisitati dopo 50 anni dalla storica versione degli anni ’70.  Nel cast, oltre a Can Yaman (Sandokan), anche Alessandro Preziosi, Alanah Bloor, Ed Westwick, e altri.  La storia è ambientata nel Borneo dell’Ottocento, e racconta l’avventura, l’amore e la lotta per la libertà di Sandokan : da pirata solitario a “Tigre della Malesia”. 

    Un’eredità importante

    La prima serie con lo stesso nome, andata in onda nel 1976 con Kabir Bedi, fu un enorme successo : 27 milioni di spettatori su 55 milioni di italiani.  Il remake 2025 quindi riprende una storia che ha una forte memoria televisiva e culturale per l’Italia. 

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  • GROSSETO/LUCA PAPPAGALLO

    Il cuciniere italiano è nato a Grosseto nel 1964 e’ noto per le sue ricette semplici e genuine diffuse via web e TV.

    Pioniere della cucina online, ha fondato nel 1999 Cookaround, uno dei primi siti italiani dedicati alle ricette, e dal 2019 gestisce Casa Pappagallo su YouTube, Facebook e Instagram, canale con milioni di follower.

    Preferisce definirsi “cuciniere curioso” piuttosto che chef, trasmette dal programma “In Cucina con Luca Pappagallo” su Food Network e ha pubblicato libri come “Cookaround… La cucina degli italiani”.

    Iniziò condividendo ricette casalinghe e rustiche online, collaborando poi con Antonella Clerici ne “La Prova del Cuoco”.

    Oggi propone piatti economici e territoriali dalla sua cucina ad Arcidosso, in Toscana, enfatizzando ingredienti genuini e divertimento in cucina.

    Il suo approccio ha reso Casa Pappagallo un punto di riferimento per ricette veloci come spaghetti con cipollotti (“spunzali”)

    Ama la natura, condivide foto di piante e fiori su Instagram, ha un gatto di nome Briciolo e i suoi piatti preferiti includono le zuppe.

    È attivo nel volontariato, come cucinare per la Caritas a Mesagne nel 2022, e mantiene riservata la vita privata.

    I follower lo paragonano spesso a Benedetta Rossi per il suo stile accessibile e appassionato.

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  • Contorno raffinato

    Un contorno raffinato nella sua semplicità.

    Finocchi in agrodolce

    un equilibrio croccante tra dolcezza e carattere
    I finocchi in agrodolce rappresentano un contorno raffinato nella sua semplicità, capace di trasformare un ortaggio spesso considerato “povero” in un’esperienza gustativa sorprendente.

    In questa preparazione, la naturale freschezza del finocchio incontra la nota decisa dell’aceto balsamico e la dolcezza dello zucchero di canna, creando un contrasto di sapori e consistenze esaltato dalla nota tostata del sesamo.

    È un piatto versatile, ideale da gustare a temperatura ambiente, perfetto per accompagnare secondi di carne o per arricchire un antipasto vegetariano con un tocco gourmet.

    Scheda tecnica

    Difficoltà : Molto facile

    Costo : Economico

    Tempo di preparazione : 10 minuti

    Tempo di cottura : 25 minuti

    Dosi : per 4 persone

    Metodo di cottura : Fornello
    Ingredienti

    2-3 Finocchi freschi (tagliati a fettine sottili)

    1 spicchio d’Aglio (schiacciato)

    Olio extravergine d’oliva q.b.

    Peperoncino secco (secondo i gusti)

    Sale fino

    1 cucchiaio di Zucchero di canna

    2 cucchiai di Aceto balsamico

    Semi di sesamo tostati

    Barba di finocchio (per la decorazione)
    Procedimento

    La base aromatica

    Iniziate mondando i finocchi : privateli della base e delle parti esterne più dure, quindi tagliateli a fettine sottili. In un’ampia padella antiaderente, fate scaldare un giro d’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato e il peperoncino, lasciando che sprigionino i loro profumi.

    La cottura

    Unite i finocchi, regolate di sale e mescolate bene. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti. I finocchi dovranno ammorbidirsi senza sfaldarsi, mantenendo una leggera resistenza al morso.

    L’agrodolce

    Togliete il coperchio e alzate leggermente la fiamma per far evaporare l’eventuale liquido in eccesso.

    Spolverate uniformemente con lo zucchero di canna e sfumate con l’aceto balsamico.

    Fate saltare a fiamma vivace per un paio di minuti, finché i finocchi non risulteranno lucidi e piacevolmente glassati.

    Il tocco finale

    In un padellino a parte, tostate brevemente i semi di sesamo finché non diventeranno dorati e fragranti.

    Unite i semi ai finocchi, aggiungete la barba del finocchio sminuzzata finemente per un tocco di colore e freschezza, e spegnete il fuoco.

    Consiglio dello chef

    Lasciate riposare i finocchi per qualche minuto prima di servirli. L’agrodolce dà il meglio di sé quando i sapori hanno il tempo di stabilizzarsi, rendendo il piatto perfetto anche se preparato con qualche ora di anticipo.

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  • Torretta

    MATTEO TORRETTA. CHEF ITALIANO

    Nato nel 1980 a Rho, vicino a Milano, noto per la sua esperienza in cucine prestigiose e per il suo stile culinario influenzato dalle origini miste : fantasia mediterranea dalla madre pugliese e pragmatismo dal padre milanese fotografo .

    Ha lavorato in ristoranti di alto livello.

    Come quelli di Marchesi e Cracco, per poi diventare executive chef a El Porteño Gourmet in Argentina, un ruolo scelto per la sua abilità come cuoco.

    Attualmente è executive chef presso Villa La Bollina a Serravalle Scrivia, offrendo anche consulenze ristorative .

    Gestisce profili attivi su Instagram. (@matteotorrettachef) con oltre 150.000 follower, condividendo contenuti sulla sua attività di chef executive e resident a El Porteño, e su Facebook con una pagina ufficiale seguita da migliaia di persone.

    È presente anche su LinkedIn e in interviste su Milano come hub gourmet .

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  • LE SPEZIE CAJUN

    LE SPEZIE CAJUN

    sono una miscela piccante tipica della cucina della Louisiana, negli Stati Uniti, nata da diverse culture culinarie e oggi molto diffusa soprattutto nel sud degli USA.

    Questa miscela unisce il calore del peperoncino e del pepe con l’aroma di erbe come timo e origano, insieme ad aglio, cipolla e altre spezie come pepe nero, pepe bianco, paprika, zenzero e talvolta anche peperoncini come cayenna, ancho e habanero.

    Questa combinazione speziata è usata principalmente per insaporire carni (pollo, manzo, selvaggina), pesce e piatti tipici come il gumbo o il jambalaya.

    Viene spesso impiegata per marinare o condire alla griglia, dando ai piatti un caratteristico sapore piccante e aromatico con un retrogusto leggermente tostato, molto amato nelle cucine barbecue e creole.

    Le spezie Cajun richiamano un gusto caldo e solare, equilibrato dalla dolcezza caramellata di alcune note, che si sposa bene con ingredienti come ananas, zenzero, coriandolo fresco e agrumi, ampliandone l’uso anche a zuppe, riso o piatti di verdure.

    Si presenta come una polvere fine che si può usare pure per insaporire semplici patatine o grigliate, oppure per preparare intingoli e salse.

    In sintesi

    le spezie Cajun sono un mix versatile e ricco di aromi intensi, che regala un tocco deciso, piccante e aromatico tipico della tradizione culinaria di New Orleans e del sud degli Stati Uniti.

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  • Krapfen

    La ricetta classica dei Krapfen

    si fonda su un impasto lievitato estremamente soffice, che trova la sua massima espressione nella frittura e nella successiva farcitura con confettura di albicocche, completata da un velo di zucchero.

    Questa preparazione, radicata nella tradizione austro-tedesca e spesso identificata come Berliner, richiede l’impiego di farine Manitoba e 00, lievito di birra fresco, uova, burro, latte, zucchero, scorza di limone e semi di vaniglia per ottenere circa venticinque pezzi dalla consistenza impalpabile.

    L’equilibrio degli ingredienti prevede l’uso di farina Manitoba e 00 in parti uguali per garantire una struttura elastica, supportata da lievito fresco, tuorli, un uovo intero, burro ammorbidito, latte intero, zucchero, miele e aromi naturali.

    Per la cottura è necessario circa un litro di olio di arachidi, mentre la finitura richiede esclusivamente marmellata di albicocche e zucchero a velo.

    Il procedimento inizia con l’unione degli ingredienti secchi al lievito sciolto nel latte tiepido, seguita dall’aggiunta graduale di uova e burro in planetaria fino a ottenere un composto elastico che si stacca perfettamente dalle pareti.

    Dopo una lievitazione di circa due ore a 24°C, necessaria per triplicare il volume, l’impasto viene steso a uno spessore di un centimetro e ritagliato in dischi da otto centimetri, lasciati poi riposare per altri sessanta minuti.

    La frittura deve avvenire in olio a 170-180°C per un paio di minuti per lato, garantendo una doratura uniforme prima della farcitura con siringa e della spolverata finale.

    Esistono varianti che prevedono l’uso di patate per accentuare la morbidezza o versioni più strutturate, come quella di Iginio Massari che include il Rum e una doppia lievitazione.

    Sebbene la tradizione esiga l’albicocca, l’impasto si presta a essere accompagnato da Nutella o crema pasticcera, a patto di mantenere il rigore tecnico nelle temperature per evitare che i dolci perdano la loro forma caratteristica.

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  • IMAN SABBAH

    Biografia e origini

    Iman Sabbah è nata a Nazareth nel 1977. 

    Di origine arabo-israeliana e di religione cristiana. 

    Nel 1997 si trasferisce a Roma grazie a una borsa di studio. 

    Studia all’università, conseguendo una laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo giornalismo presso LUMSA. 

    Carriera giornalistica

    Dal 2002 si iscrive all’albo dei giornalisti nella sezione “elenco stranieri”. 

    Dal 2003 inizia a collaborare con Rai Med il canale bilingue per Europa/Medio Oriente in concomitanza con lo scoppio della guerra in Iraq. 

    In seguito partecipa a programmi come Il Caffè su Rai News 24; precedentemente aveva collaborato con programmi incentrati sul mondo arabo e medio-orientale (tra cui Il Chiosco sguardo sulla stampa euro-araba). 

    Iman Sabbah si è spesso descritta come “il volto arabo della Rai”, capace di raccontare il Medio Oriente con esperienza personale e linguistica, grazie alla sua conoscenza dell’arabo, dell’ebraico e delle lingue europee. 

    Il suo background un mix di culture e identità (araba, israeliana, italiana) lo considera non come un peso, ma come una risorsa che le permette di offrire una prospettiva più ricca e sfumata. 

    In anni più recenti è stata corrispondente Rai da Parigi. 

    Identità, percezione e ruolo mediatico

    Controversie / criticità

    Nel 2019 un comitato di giornalisti professionisti contestò alla RAI l’affidamento a Sabbah di ruoli di alto profilo (tra cui l’eventuale nomina a vicedirettrice di una testata) in quanto risultava iscritta solo all’ “elenco stranieri” e non all’albo nazionale dei giornalisti professionisti condizione prevista dalla legge per esercitare certe cariche. 

    Nonostante questo, la sua attività come giornalista è proseguita : la vicenda ha evidenziato limiti normativi e dibattiti sul ruolo di giornalisti “stranieri naturalizzati” nelle grandi testate italiane. 

    In un’altra occasione, durante una diretta televisiva su Rai, commise una gaffe traducendo un’espressione inglese in modo inappropriato: definì un attore come “the coolest man, il più cu*o…”, correggendosi subito dopo ma attirando ampia attenzione. 

    Perché è significativa

    Iman Sabbah rappresenta una figura-emblema di come la complessità delle identità radici mediorientali, formazione europea, cittadinanza e carriera nel giornalismo italiano possa offrire una chiave particolare per raccontare fatti di attualità e contesti internazionali.

    La sua esperienza personale le consente di affrontare temi delicati (immigrazione, Medio Oriente, dialogo interculturale) con una sensibilità e competenza che non sempre si trovano nei profili tradizionali.

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  • Rosa Louise McCauley (poi Parks)

    è nata il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, Alabama (USA) e morta il 24 ottobre 2005 a Detroit, Michigan. 

    Cresciuta in un contesto segnato dalle leggi di segregazione razziale (il regime del “Jim Crow”), la sua famiglia era di origini afroamericane ed ebbe esperienza precoce delle difficoltà e delle disuguaglianze razziali. 

    Nel 1932 sposò Raymond Parks, un barbiere e attivista per i diritti civili, e lavorò come sarta.  Nel 1943 divenne segretaria della sezione di NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) a Montgomery un ruolo che la fece entrare in prima linea nelle lotte contro le ingiustizie razziali. 

    L’atto che la rese famosa

    Il 1º dicembre 1955 a Montgomery, Alabama, chiedendo solo di tornare a casa dopo il lavoro, salì su un autobus segregato. Le persone di colore potevano sedersi solo in certe aree, e dovevano cedere il posto a bianchi se necessario. 

    Quando l’autista (James F. Blake) le ordinò di cedere il posto a un passeggero bianco salito dopo di lei, Rosa Parks pur essendo esausta — rifiutò con calma e dignità. Non è vero che lo fece “perché stanca” nel senso fisico: «l’unica cosa di cui ero stanca era subire». 

    Fu arrestata e condannata per “condotta impropria”, ma la sua resistenza diventò simbolo di dignità e rifiuto dell’ingiustizia. 

    Conseguenze e (R)esultati. Il boicottaggio di Montgomery

    L’arresto di Rosa Parks diede il via al Montgomery bus boycott (boicottaggio dei bus di Montgomery), una protesta da parte della comunità afro-americana che durò 381 giorni. 

    La campagna, guidata da comunità locali ed attivisti emergenti tra cui Martin Luther King Jr., ottenne forte sostegno: la riduzione dei passeggeri afro-americani fece vacillare le entrate della compagnia di trasporti. 

    Il 13 novembre 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la segregazione sugli autobus di Montgomery.

    Il giorno dopo (20 dicembre) fu ordinata l’integrazione e il boicottaggio terminò.  Grazie a ciò, Rosa Parks fu riconosciuta come “madre del movimento per i diritti civili“. 

    Vita successiva e impegno continuo

    Dopo il boicottaggio, si trasferì a Detroit, continuò a essere attiva nella NAACP e, dal 1965 al 1988, lavorò per un deputato del Michigan, impegnandosi su temi di giustizia sociale. 

    Nel 1987 contribuì a fondare il Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development, per offrire formazione e opportunità ai giovani, insegnando loro la storia dei diritti civili. 

    Ricevette molti riconoscimenti: medaglie civili, lauree honoris causa, e il rispetto di generazioni — affermando sempre che la lotta per l’uguaglianza era tutt’altro che conclusa. 

    Eredità e importanza storica

    Con la sua protesta pacifica e il ruolo da protagonista nel boicottaggio, Rosa Parks ha dato inizio a un movimento nazionale per i diritti civili e contribuito a demolire le istituzioni della segregazione. 

    La sua storia è diventata simbolo universale di resistenza, dignità e fermezza contro l’oppressione, ispirando generazioni in tutto il mondo.

    Ancora oggi, il suo nome è ricordato quando si parla di diritti civili, libertà, giustizia e uguaglianza.

    Pvl

  • PASSAPORTO

    PASSAPORTO

    Addio al bollettino postale.

    Ecco cosa cambia dal 1° dicembre

    A partire dal 1° dicembre 2025 entra in vigore la nuova modalità di pagamento per il rilascio del passaporto ordinario.

    Non sarà più possibile utilizzare il bollettino postale per versare il contributo richiesto. 

    Invece, il pagamento dovrà essere effettuato tramite i canali abilitati a PagoPA oppure con i servizi messi a disposizione da Poste Italiane.

    I pagamenti effettuati tramite bollettino prima del 1° dicembre 2025 resteranno comunque validi. 

    Nuovo importo

    Il contributo per ottenere il passaporto passa da € 42,50 a € 42,70. 

    Nessun costo aggiuntivo, salvo per chi sceglie la consegna a domicilio opzione con costo extra di € 9,53, da pagare in contrassegno al personale di Poste Italiane. 

    Modalità di pagamento

    Il cittadino potrà pagare comodamente da casa oppure allo sportello.

    È possibile effettuare il pagamento presso un Ufficio Postale, presso sportelli bancari, nelle tabaccherie, nelle ricevitorie oppure tramite le piattaforme online di Poste Italiane, banche e prestatori di servizio. 

    Nel caso di domanda per un minore, anche per lui/restano obbligatori: nome, cognome e codice fiscale. 

    Come e dove presentare la domanda

    La richiesta di rilascio va fatta presso gli uffici Passaporto del luogo di residenza, domicilio o dimora.

    Se il richiedente si trova all’estero : la domanda va presentata presso ambasciate o consolati italiani. 

    Perché il cambiamento

    L’introduzione di PagoPA e delle piattaforme online rappresenta un ulteriore passo verso la semplificazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici. 

    L’obiettivo è rendere la procedura più rapida, tracciabile e accessibile tramite molteplici canali, sia fisici che digitali. 

    Pvl

  • Piero Villani

    I SUDEI

    non sono semplici campiture cromatiche : diventano spazi di accoglienza e introspezione, territori dove l’osservatore può trovare un rifugio emotivo.

    Qui il colore si espande come respiro, come gesto di cura verso chi osserva

    Ogni SUDEI nelle opere di Villani assume una funzione quasi filantropica : trattiene emozioni troppo vaste per essere raccontate, le rende presenti senza imporre narrazioni.

    Non rappresenta, ma accoglie. Non giudica, ma offre spazio

    Il gesto pittorico di Villani si fonde con i SUDEI : larghe porzioni di colore che respirano, si sovrappongono, dialogano con la luce e con lo spazio circostante.

    Chi osserva un SUDEI in un’opera di Villani avverte subito la soglia tra dentro e fuori, tra pensiero e sentimento, tra memoria e presente.

    Così i SUDEI diventano una presenza viva nelle opere di Villani : territori interiori resi visibili, silenzi abitati dal colore, dove qualcosa di essenziale può finalmente trovare dimora.

    Pvl

  • ZELIG

    Origini e storia

    Il programma nasce dal locale cabaret milanese Zelig Cabaret, luogo-cult per la stand-up e la comicità italiana.

    Il debutto televisivo avviene il 29 ottobre 1996 su Italia 1 con uno speciale per il decennale del locale. 

    La prima edizione “regolare”, intitolata Zelig – Facciamo cabaret, parte nel maggio 1997, con conduzione di Claudio Bisio e Antonella Elia.

    A partire dal 2000 il titolo viene semplificato in Zelig e lo show guadagna ampia popolarità.

    Negli anni Zelig si conferma fucina di talenti della comicità italiana : alcuni tra i comici diventati celebri grazie allo show in teatro o in altri media sono passati proprio per il palco di Zelig. 

    Evoluzioni, spin-off e momenti chiave Nel 2003 Zelig si trasforma in prima serata con la versione Zelig Circus : lo show lascia il locale milanese e si trasferisce in un tendone circense a Sesto San Giovanni, segno di un salto di scala molto importante. 

    Tra gli spin-off c’è anche Zelig Off, che in vari anni ha dato spazio a comici emergenti e a nuovi format.

    Con il passare del tempo Zelig ha attraversato fasi alterne: grandi successi, cambi di rete e periodo di inferiore visibilità, grazie anche a cambiamenti nei gusti del pubblico e nella televisione italiana. 

    Le edizioni recenti e l’attualità Dopo un periodo di assenza, Zelig è tornato nel 2025 : la nuova edizione annunciata come ricca di novità va in onda a partire dal 15 gennaio 2025 su Canale 5, con la storica coppia di conduttori Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. 

    L’edizione 2025 è registrata al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

    Nel novembre 2025 prende il via anche un nuovo spin-off : Zelig On, in onda su Italia 1.

    Lo show vuole essere una “fucina di nuovi talenti comici”: la conduzione è affidata a Paolo Ruffini e Lodovica Comello, con la partecipazione fissa del duo Ale & Franz.Zelig On sottolinea l’idea di “laboratorio della risata”: mix di nuovi comici, stili diversi, sketch, monologhi, con un cast ampio e vario. 

    Il lascito di Zelig Zelig ha rappresentato e continua a rappresentare una vera e propria “scuola” per la comicità in Italia : molti comici oggi famosi sono passati per il suo palco.

    Il formato tra cabaret, varietà, satira di costume, stand-up ha contribuito a cambiare la televisione italiana, portando in prima serata un tipo di comicità popolare, accessibile e spesso irriverente.

    Anche oggi, con le sue nuove incarnazioni (Zelig 2025, Zelig On), il brand mantiene l’idea di “fucina di talenti” e di sperimentazione comica, combinando volti storici e nuove generazioni.

  • 🇲🇦🇩🇿🇹🇳🇱🇾🇪🇬 Uso dello smalto rosso nel Nord Africa

    Diffusione

    Lo smalto rosso è molto diffuso in tutto il Nord Africa, soprattutto: tra le giovani generazioni urbane; in contesti festivi, cerimonie e matrimoni; tra le donne che seguono mode globali, influencer, estetica occidentale e mediorientale.

    È particolarmente popolare nei saloni di bellezza (molto presenti in Marocco, Tunisia ed Egitto).

    Simbolismo e percezione sociale

    La percezione dello smalto rosso può variare in base al contesto.

    In generale

    è associato a femminilità, eleganza e sensualità; è a volte considerato “forte”, “audace” o “vistoso”. In contesti più conservatori (aree rurali, ambienti religiosi tradizionalisti): il rosso può essere percepito come troppo appariscente; spesso si preferiscono colori più neutri o naturali.

    Aspetti religiosi

    L’Islam non vieta lo smalto, ma : per la preghiera, l’acqua deve toccare l’unghia durante l’abluzione (wudu).

    Lo smalto classico impedisce questo, quindi alcune donne: lo rimuovono prima di pregare, usano “smalti traspiranti halal” diventati popolari negli ultimi anni, lo mettono solo in occasioni specifiche.

    Tradizioni locali

    Accanto allo smalto moderno, esiste una forte tradizione di colorazione delle unghie con henne (ḥinnāʾ): colore rossastro naturale, molto legata a feste, matrimoni e femminilità tradizionale, ancora molto praticata in Marocco, Algeria e Tunisia.

    Lo smalto rosso si inserisce oggi tra queste pratiche come variante moderna.

    Moda e tendenze

    Le città nordafricane grandi (Casablanca, Rabat, Algeri, Tunisi, Il Cairo) sono molto aperte ai trend : smalti rossi classici, toni ciliegia, bordeaux, lampone, combinazioni con nail art in stile europeo o coreano. Influencers marocchine e tunisine spesso promuovono look con smalto rosso.

    Pvl

  • DARIA BIGNARDI

    Daria Bignardi

    E’ nata a Ferrara il 14 febbraio 1961

    Ha frequentato il Liceo Classico

    “Ludovico Ariosto” a Ferrara e successivamente si è iscritta al corso DAMS dell’Università di Bologna, anche se non ha completato gli studi universitari. 

    Nel 1984 si è trasferita a Milano

    lì ha iniziato la sua carriera giornalistica, collaborando con testate come Panorama, Chorus, La Stampa, Vanity Fair e altre riviste. 

    Carriera nella televisione, radio e giornalismo

    Il suo esordio in televisione risale ai primi anni ’90 con il programma Milano, Italia su Rai 3.  Successivamente è passata a reti come Canale 5 e Italia.

    Uno fra i suoi programmi principali : A tutto volume (rubrica letteraria), Tempi moderni, Corto circuito. 

    Celebre anche per essere stata la conduttrice della prima edizione italiana di Grande Fratello (2000-2001). 

    Dal 2005 al 2015 (con una pausa) ha condotto su La7 il talk-show Le Invasioni Barbariche, divenuto per anni un punto di riferimento per interviste e approfondimenti culturali. 

    Tra il 2016 e il 2017

    è stata nominata direttrice di Rai 3 è stata una delle prime donne a ricoprire tale ruolo. 

    Ha anche una lunga carriera radiofonica : per anni ha curato trasmissioni legate ai libri (come su Radio Deejay). 

    Carriera da scrittrice

    Parallelamente al giornalismo e alla televisione, Bignardi ha sviluppato una intensa attività di autrice. 

    Tra i suoi libri

    Non vi lascerò orfani (2009) memoir autobiografico uscito poco dopo la morte di sua madre; libro che le ha conferito riconoscimenti importanti. 

    Altri titoli : Un karma pesante (2010), L’acustica perfetta (2012), L’amore che ti meriti (2014), Santa degli impossibili (2015), Storia della mia ansia (2018), Oggi faccio azzurro (2020), Libri che mi hanno rovinato la vita (2022), Ogni prigione è un’isola (2024) e Nostra solitudine (2025). 

    I suoi testi esplorano memorie familiari, relazioni, emozioni intime e temi esistenziali: generano riflessioni personali attraverso una prosa accessibile e spesso empatica. 

    Stile e impatto

    La Bignardi è riconoscibile per la sua capacità di “far parlare” le persone sia nelle interviste televisive sia nella scrittura.

    In televisione ha spesso condotto con stile colloquiale e diretto, affrontando temi socioculturali e personali. 

    Nei suoi romanzi e memoir tende a scavare dentro le dinamiche familiari, le ansie, i traumi, offrendo racconti che risuonano con molti lettori per autenticità e introspezione.

    Ha avuto il coraggio di affrontare momenti personali difficili pubblicamente : tra questi, una malattia un tumore che ha dichiarato con sincerità.

    Questo ha reso la sua figura anche simbolo di resilienza e autenticità. 

    Pvl

  • Saint Barthelemy

    Saint Barthelemy

    E’ un’isola delle Antille, zona caraibica, appartenente alla Francia come collettività d’oltremare. 

    Si trova nel Mar dei Caraibi, a sud-est di Saint Martin.  La superficie è molto ridotta attorno a ~21–25 km² secondo le fonti. 

    La popolazione è relativamente contenuta : nell’ultimo censimento risultano poche migliaia di abitanti. 

    Storia & Status politico

    L’isola fu visitata per la prima volta da europei con Cristoforo Colombo nel 1493. 

    Per lungo tempo Saint Barthélemy fu parte di diversi domini coloniali; dal 1648 passò sotto la Francia. 

    Fino al 2007 l’isola era amministrativamente legata a Guadalupa. Dal 2007 ha acquisito lo status di collettività d’oltremare autonoma. 

    Natura, clima e ambiente

    Saint Barth è di origine vulcanica, con coste rocciose alternate a spiagge di sabbia bianca e mare cristallino. 

    Il clima è tropicale-marittimo : temperature calde tutto l’anno, con una stagione secca da dicembre a maggio e una più umida da giugno a novembre. 

    Le acque intorno all’isola offrono ottime opportunità per snorkeling, immersioni e vela. 

    Turismo e stile di vita, un’isola esclusiva

    Saint Barth è considerata una meta di lusso: villa eleganti, resort esclusivi, boutique di alta moda, ristoranti raffinati. 

    Non è un’isola di massa : dimensioni ridotte, poca popolazione e infrastrutture su piccola scala rendono l’esperienza piuttosto intima. 

    Il turismo è il pilastro dell’economia locale in prevalenza turismo di élite, ma l’isola conserva anche una natura ricca e paesaggi mozzafiato. 

    Perché potrebbe interessarti

    Saint Barthélemy è ideale se cerchi un’esperienza che unisca : Natura caraibica incontaminata (spiagge, acque turchesi, fondali marini), Relax e tranquillità, lontano dal turismo di massa, Comfort, eleganza e lusso, con un tocco di lifestyle europeo grazie al suo status di territorio francese.

  • Di Cosmo

    Ester Di Cosmo

    E’ una giovane flautista nata a Bari nel 2000. 

    Ha iniziato a suonare il flauto traverso all’età di 11 anni, all’interno di una scuola media ad indirizzo musicale. 

    Dal 2014 ha studiato presso il Conservatorio di Musica Niccolò Piccinni di Bari, prima con il M° Francesco Girardi e poi con il M° Michele Bozzi. 

    Nel 2021 ha conseguito il “Diploma Accademico di I livello” in flauto con il massimo dei voti e la Lode. 

    Successivamente ha proseguito con un biennio di II livello al Conservatorio di Bari. 

    Attività e carriera

    Ester ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali come solista e in ensemble, ottenendo buoni risultati. 

    Ha seguito masterclass e seminari con flautisti internazionali famosi come il M° Peter‑Lukas Graf, il M° Lello Narcisi e il M° Paolo Taballione. 

    Lavora come strumentista in varie orchestre: ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, coprendo ruoli che includono Primo e Secondo flauto, ottavino, flauto in sol e flauto solista in diverse produzioni. 

    Nel 2024 (stagione concertistica 2024) risulta nella lista dei flautisti attivi del Conservatorio di Bari/Orchestra Metropolitana. 

    Nel 2025 è ancora attiva: a fine agosto 2025 ha suonato in un “concerto al tramonto” in duo con arpa a Rutigliano (BA). 

    Perché è interessante

    Ester rappresenta una nuova generazione di musicisti classici italiani : giovane, ben formata, con esperienze concertistiche già attive e con una solida preparazione accademica.

    La sua formazione è avvenuta in un conservatorio pugliese il che la rende un buon esempio di talento emergente anche al di fuori dei centri tradizionalmente “centrali” (Milano, Roma).

    Il fatto che abbia già alle spalle esibizioni con orchestre e concerti di musica da camera rende la sua carriera degna di attenzione per chi studia o segue musica classica.

    Pvl

  • LAGO DI NEMI

    Lago di Nemi

    E’ un piccolo lago vulcanico situato nei Castelli Romani, nel Lazio, a pochi chilometri da Roma.

    È noto anche come “lo specchio di Diana” perché nell’antichità era dedicato al culto della dea Diana Nemorense.

    Caratteristiche principali

    Origine: vulcanica, formatosi nel cratere di un antico vulcano.

    Dimensioni: circa 1,7 km², molto più piccolo rispetto al vicino Lago Albano.

    Paesi vicini: Nemi e Genzano di Roma, che offrono splendide viste dall’alto.

    Prodotti tipici: le celebri fragoline di Nemi, che crescono spontaneamente sulle pendici intorno al lago.

    Curiosità storiche

    L’imperatore Caligola fece costruire due enormi navi cerimoniali sul lago.

    I loro resti erano conservati nel Museo delle Navi Romane (parzialmente danneggiato da un incendio e poi ricostruito).

    L’area era un importante centro religioso nell’epoca romana, con il Santuario di Diana Aricina immerso nei boschi circostanti.

    Perché è speciale

    Il Lago di Nemi ha un’atmosfera intima e quasi fiabesca: uno specchio d’acqua placido circondato da boschi fitti, lontano dal traffico, con un microclima particolare e un patrimonio storico raro.

    Pvl

  • GIADA BOCELLARI/DIRITTO PENALE

    GIADA BOCELLARI/DIRITTO PENALE

    è nata a Milano il 2 novembre 1984. 

    Si è laureata con lode in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2009.Dal 2014 è iscritta all’albo degli avvocati di Milano.

    Opera principalmente nel diritto penale e nella responsabilità amministrativa degli enti (ex d.lgs. 231/2001). 

    Ha collaborato

    come “cultore della materia” in diritto processuale penale presso la sua Università.

    È co-fondatrice, insieme a un collega, dello BS Studio Legale con sede a Milano. 

    Il ruolo nel caso Alberto Stasi / Chiara Poggi il delitto di Garlasco

    Bocellari è nota al grande pubblico soprattutto per essere la difensore di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. 

    Nel 2016 lei, insieme a un collega, fece emergere già in sede di difesa la presenza di un DNA maschile “ignoto” sotto le unghie della vittima, come elemento da non trascurare. 

    Recentemente (2025) Bocellari ha rivendicato l’esistenza di un “DNA completo, leggibile, nucleare e Y” fra le tracce un dato che, secondo lei, potrebbe essere decisivo nel far riaprire o rivalutare il caso.

    Nel corso delle nuove indagini, ha denunciato pubblicamente sospetti di “pedinamenti”, presunte pressioni e contatti da parte di persone che avrebbero evocato pericolose teorie ad esempio riferimenti al satanismo come possibili piste alternative.

    In un’intervista recente ha spiegato che per il suo assistito parlare dell’omicidio oggi “è pericoloso”, data la pressione mediatica e l’esposizione pubblica, pur ribadendo che lui sarebbe “lucido, consapevole e con forte interiorità”. 

    Impegno professionale e attività extra-processuali

    Oltre all’attività in tribunale, Bocellari è autrice di pubblicazioni in materia di diritto penale e responsabilità degli enti (ex d.lgs. 231/2001).

    Ha partecipato come relatrice in convegni giuridici e in programmi di formazione.

    È considerata parte della generazione di penalisti più giovani in Italia che affrontano casi mediatici complessi con approccio tecnico-giuridico e determinazione. 

    Nelle cronache recenti (2025)

    A giugno 2025, durante l’incidente probatorio sugli ultimi reperti del caso Poggi, Bocellari ha dichiarato che la difesa vuole verificare la catena di custodia e che la “spazzatura” e altri oggetti sequestrati tra cui utensili da cucina saranno analizzati per rilevare eventuali DNA aggiuntivi.

    A luglio 2025 ha sostenuto che l’impronta “33” trovata in casa Poggi secondo la difesa sarebbe compatibile con il tocco dell’altro indagato, il Andrea Sempio, e non con Stasi.

    A novembre 2025, in un’intervista televisiva, ha ribadito che secondo lei l’impianto investigativo che ha portato alla condanna era monolitico e ha accusato le indagini di aver trascurato piste potenziali alternative che il suo team difensivo aveva individuato. 

    Pvl

  • Sadurska

    Kateryna Sadurska

    E’ un’atleta ucraina

    Ex nuotatrice sincronizzata, nata il 19 luglio 1992 a Mykolaiv. 

    Dopo la carriera nel nuoto sincronizzato, si è dedicata all’apnea e al freediving, distinguendosi rapidamente nel panorama internazionale. 

    Il record più recente : 86 metri in apnea senza pinne (CNF)

    Il 24 novembre 2025

    Durante la competizione Blue Element Competition 2025 in Dominica, Sadurska ha stabilito un nuovo record mondiale nella disciplina Constant weight without fins (CNF), raggiungendo la profondità di 86 metri (282 piedi). 

    L’immersione è durata 3 minuti e 32 secondi; Sadurska ha iniziato la discesa con 10 bracciate, poi entrata in caduta libera, ed è risalita con 31 bracciate tutto con un solo respiro. 

    Questo risultato segna il suo ottavo record mondiale in apnea. 

    Evoluzione dei suoi record

    Nel corso degli anni, Sadurska ha progressivamente migliorato i propri limiti : dal 2023 (all’inizio della sua carriera in apnea) a oggi ha aumentato la profondità raggiunta di ben 10 metri. 

    La progressione comprende diversi record intermedi: 74 m, 76 m, 78 m, 80 m, poi 82 m, 84 m e ora 86 m. 

    Perché è importante la disciplina CNF è tra le più dure

    CNF (without fins) significa che l’atleta si immerge senza pinne, scendendo e risalendo “a forza di gambe/braccia + apnea”, senza aiutarsi con attrezzi né cambi di zavorra : per molti freediver, è la disciplina più impegnativa. 

    Raggiungere 86 metri senza alcun equipaggiamento accessorio rappresenta un limite estremo per il corpo umano per questo il record di Sadurska è considerato notevole anche rispetto ai top internazionali.

    Pvl

  • BASTIA UMBRA

    BASTIA UMBRA

    Tra Storia, Tradizione e Dinamismo Umbro .

    Situata strategicamente nella Valle Umbra, tra Perugia e Assisi, Bastia Umbra non è solo un importante polo economico e fieristico, ma un centro con un’identità storica e culturale profonda, le cui radici affondano nell’epoca romana e medievale.

    Cenni Storici

    Dall’Antica “Insula” al Borgo Fortificato .

    In origine il territorio era occupato dal cosiddetto Lacus Umber, una vasta zona paludosa.

    Con la bonifica delle terre, sorse l’abitato che in epoca medievale prese il nome di “Insula Romana”, proprio per la sua posizione elevata rispetto alle zone circostanti ancora acquitrinose.

    Il nome attuale, “Bastia”, compare intorno al XIV secolo e deriva dalle fortificazioni (le “bastie”) erette per difendere il borgo durante le aspre contese tra le città di Perugia e Assisi.

    Il centro storico conserva ancora oggi l’andamento circolare tipico del castello medievale, un tempo cinto da solide mura e bastioni.

    Il Patrimonio Artistico e Monumentale

    Pur essendo una città moderna e dinamica, Bastia custodisce tesori artistici di grande rilievo :

    Chiesa di Santa Croce

    Affacciata sulla piazza principale (Piazza Mazzini), è il cuore spirituale della città.

    Di origine trecentesca ma rifatta in stile gotico-moderno, conserva al suo interno opere preziose, tra cui un polittico di Niccolò Alunno (1499), capolavoro del Rinascimento umbro che raffigura la Madonna con Bambino e Santi.

    Chiesa di San Rocco

    Una struttura raccolta che ospita affreschi di scuola umbra, testimonianza della devozione popolare locale.

    Rocca Sant’Angelo

    Un piccolo borgo fortificato poco distante dal centro, che offre uno sguardo suggestivo sull’architettura militare medievale e sulla valle circostante.

    Cultura e Tradizioni

    Il Palio di San Michele .
    L’evento che definisce l’anima di Bastia Umbra è senza dubbio il Palio di San Michele, che si svolge a settembre.

    Non è una semplice rievocazione, ma una competizione accesa tra i quattro rioni (Monciocca, Portella, San Rocco e Sant’Angelo) che si sfidano in tre prove:

    Le Sfilate

    Vere e proprie rappresentazioni teatrali itineranti con scenografie imponenti.

    I Giochi

    Gare di abilità in piazza.

    La Lizza

    Una spettacolare staffetta 4×400 metri corsa su strada, che culmina con la proclamazione del rione vincitore.

    Eccellenze del Territorio

    Costano e la Porchetta .
    Menzione d’onore va alla frazione di Costano, un antico borgo legato storicamente all’abbazia di San Lorenzo.

    Costano è celebre a livello nazionale per la Sagra della Porchetta, un’arte norcina che qui si tramanda di generazione in generazione e che rappresenta un pilastro della cultura gastronomica locale.

    Bastia Oggi

    Centro di Scambio e Modernità . Oggi Bastia Umbra è sede di Umbriafiere, il principale centro espositivo della regione, che ospita manifestazioni di rilievo nazionale come Agriumbria e Eurochocolate.

    La sua posizione la rende il punto di partenza ideale per esplorare l’Umbria mistica di Assisi e quella colta di Perugia, pur mantenendo un’autonomia industriale e commerciale che la distingue nel panorama regionale.

    Pvl

  • Peruzzi

    Angelo Peruzzi

    è stato uno dei portieri italiani più forti e riconosciuti degli anni ’90 e 2000.

    Ecco un breve profilo :

    Chi è

    Nato a Blera (VT) il 16 febbraio 1970. Ex portiere di Juventus, Inter, Roma e soprattutto Lazio. Soprannominato “il cinghialone” per la sua struttura fisica potente e la grande esplosività.

    Carriera

    Juventus (1991–1999): il periodo di maggior successo. 3 Scudetti 2 Supercoppe italiane 1 Coppa Italia 1 Champions League (1996) 1 Supercoppa UEFA 1 Coppa Intercontinentale Inter (1999–2000): una sola stagione. Lazio (2000–2007): lunga seconda fase di carriera, con cui ha vinto una Coppa Italia.

    Nazionale

    31 presenze.

    Convocato per diverse competizioni, tra cui Europei e Mondiali.

    Campione del mondo 2006 come membro della rosa (non giocò a causa di un infortunio).

    Dopo il ritiro

    Ha ricoperto ruoli dirigenziali, tra cui team manager della Nazionale italiana.

    Pvl

  • Funghi prataioli

    Funghi prataioli

    (genere Agaricus, in particolare Agaricus campestris) sono tra i funghi spontanei più conosciuti e apprezzati.

    Ecco una panoramica chiara e utile :

    Caratteristiche principali

    Cappello :

    bianco, liscio, inizialmente emisferico e poi più aperto; diametro 5–10 cm.

    Lamelle :

    rosa da giovani, poi brune e infine color cioccolato.

    Gambo :

    bianco, cilindrico, spesso con un anello sottile.

    Carne :

    bianca, tende a diventare leggermente rosata al taglio.

    Habitat

    Cresce :

    in prati, pascoli, giardini, campi aperti; spesso in gruppo, dalla primavera all’autunno.

    È uno dei funghi spontanei più simili ai comuni “champignon” coltivati.

    Commestibilità

    Il prataiolo è commestibile e molto buono, ma va raccolto con attenzione, perché può essere confuso con specie tossiche.

    Attenzione alle possibili confusioni

    Amanita phalloides (velenosa mortale) :

    cappello verde/olivastro ma da giovane può trarre in inganno; lamelle bianche (dettaglio decisivo!).

    Agaricus xanthodermus (tossico) :

    odore sgradevole di inchiostro/fenolo e ingiallimento marcato alla base del gambo quando strofinato.

    Amanita verna/virosa (velenose) :

    cappello e lamelle bianchi.

    Regola d’oro : i veri prataioli hanno sempre lamelle che diventano scure con la maturazione.

    In cucina

    Si prestano bene a :

    trifolatura risotti creme e vellutate grigliate o cotture alla piastra frittate

    Hanno un sapore delicato, simile ai classici champignon ma più intenso.

    Pvl

  • SPAGHETTI AL LIMONE

    Ricetta semplice e buonissima

    degli spaghetti al limone, nella versione classica italiana: fresca, cremosa e pronta in 15 minuti.

    Spaghetti al limone – Ricetta

    Ingredienti (per 2 persone) 180–200 g di spaghetti 1 limone non trattato (succo + scorza grattugiata) 40 g di burro 50 ml di panna fresca oppure 40 g di parmigiano grattugiato (versione senza panna) Sale q.b. Pepe nero (facoltativo) Basilico o prezzemolo tritato (facoltativo)

    Preparazione

    Cuoci gli spaghetti in abbondante acqua salata.

    Nel frattempo, in una padella capiente sciogli il burro a fiamma dolce.

    Aggiungi scorza di limone (solo la parte gialla!) e fai insaporire 1 minuto.

    Versa il succo di limone filtrato.

    Scegli la tua base cremosa : Con panna : aggiungi la panna e mescola pochi secondi.

    Senza panna : spegni il fuoco e aggiungi il parmigiano con un mestolino d’acqua di cottura per creare la crema.

    Scola la pasta al dente, trasferiscila in padella e manteca per 1 minuto con un po’ di acqua di cottura.

    Aggiusta di sale e pepe.

    Servi con altra scorza di limone e, se vuoi, basilico o prezzemolo.

    Consigli

    Usa un limone fresco e profumato : la qualità cambia tutto.

    Non eccedere con il succo per non coprire gli altri sapori (mezzo limone grande di solito basta).

    Per un tocco in più : aggiungi un cucchiaino di limoncello durante la mantecatura.

    Pvl

  • Maria Latella

    Maria Latella

    E’ una nota giornalista e conduttrice italiana.

    È nata a Reggio Calabria il 13 giugno 1957.

    Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Genova.

    Giornalista professionista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio dal 1983 .

    Ha iniziato la sua carriera come cronista giudiziaria

    al quotidiano Il Secolo XIX . Dal 1990 al 2005 è stata inviata politica per il Corriere della Sera.

    Ha diretto il settimanale “A” (gruppo Rizzoli) per diversi anni .

    Ha condotto vari programmi televisivi

    su Rai 3 (“Dalle venti alle venti” e “Salomone”) e su Sky TG24, dove conduce “L’Intervista”.

    Ha scritto diversi libri, tra cui :

    Tendenza Veronica, biografia di Veronica Berlusconi.

    Come si conquista un paese.

    I sei mesi in cui Berlusconi ha cambiato l’Italia.

    Il potere delle donne, su lavoro, carriera e femminismo.

    Fatti privati e pubbliche tribù in cui racconta anche la sua vita privata .

    Collabora con il quotidiano Il Messaggero

    come editorialista.

    Ha un forte impegno

    nelle tematiche di parità di genere e formazione .

    Dal 2024 è tornata in Rai

    con il programma “A casa di Maria Latella”, talk show conviviale con ospiti.

    Su Radio24 conduce (o ha condotto)

    programmi come Nessuna è perfetta, sul tema delle donne e del lavoro .

    È membro del consiglio del Centro Studi Americani

    e ha fatto ricerca anche all’Università di Chicago.

    Ha ricevuto il Premio Ischia

    per il suo programma su Sky TG24 .

    Pvl

  • GUERRIGLIA URBANA

    E’ un’espressione che indica forme di conflitto armato o violento che avvengono all’interno di aree urbane, condotte tipicamente da gruppi piccoli, mobili e spesso non riconducibili a eserciti regolari.

    Ecco i punti chiave del concetto

    Caratteristiche principali

    Ambiente cittadino vie strette, edifici, sottopassi, infrastrutture che diventano parte del “campo di battaglia”.

    Tattiche mordi e fuggi imboscate, sabotaggi, attacchi improvvisi.

    Gruppi ridotti cellule autonome, spesso clandestine, difficili da localizzare.

    Obiettivi simbolici o logistici trasporti, comunicazioni, forze dell’ordine, luoghi ad alta visibilità.

    Asimmetria chi pratica la guerriglia è in netto svantaggio militare e si affida a mobilità, sorpresa e conoscenza del territorio.

    Contesti in cui si parla di guerriglia urbana

    Movimenti rivoluzionari nelle città. Conflitti civili o insurrezioni. Attività terroristiche con struttura “cellulare”. Rivolte che degenerano in scontri organizzati.

    Perché il tema è rilevante oggi

    L’urbanizzazione crescente fa sì che molti conflitti moderni si spostino in aree urbane, rendendo la guerriglia urbana un elemento centrale delle guerre contemporanee.

    Pvl

  • CROAZIA

    SPALATO

    CONSIGLI PER VISITARE LA FIERA DI NATALE

    Periodo dell’Avvento L’Avvento a Spalato si tiene generalmente dal 30 novembre al 6 gennaio.

    Secondo il sito del Comune / dell’ufficio turistico, ci sono manifestazioni in vari punti della città : Pjaca (piazza della Repubblica), Riva (lungomare), Prokurative, Mertojak, Zvončac .

    Mercatini di Natale Sul lungomare “Riva”

    ci sono casette di legno (stalli) con artigianato, decorazioni, cibo natalizio. In Piazza della Repubblica (Pjaca) si svolgono eventi e bancarelle.

    Si possono trovare prodotti artigianali croati, oggetti fatti a mano, regali tipici e dolci natalizi .

    Cibo & bevande tipiche

    Durante il mercatino puoi gustare specialità locali, come le fritule, che sono piccole ciambelle dolci tipiche della tradizione croata natalizia. 

    Anche vin brulé e altre bevande calde sono spesso presenti nei chioschi.

    Attività & intrattenimento Musica dal vivo concerti

    DJ set sul lungomare.

    Presepi viventi o rappresentazioni

    la città ha tradizioni natalizie culturali. 

    Pista di pattinaggio su ghiaccio

    durante le festività natalizie viene allestita una pista, almeno secondo alcune fonti.

    Laboratori per bambini

    artigianato natalizio nei workshop (per decorazioni, ornamenti, ecc.).

    Eventi religiosi Messe di mezzanotte nella Cattedrale di San Duje (Cattedrale di Spalato) durante la Vigilia di Natale .

    Celebrazioni nelle chiese storiche della città

    Atmosfera

    Le vie del centro storico vengono decorate con luci natalizie, e l’illuminazione rende suggestivo camminare tra le pietre antiche del Palazzo di Diocleziano.

    Il lungomare Riva diventa un punto centrale per la festa

    bancarelle, musica, decorazioni.

    Capodanno Il 31 dicembre

    ci sono celebrazioni in Riva con concerti e fuochi d’artificio. 

    I mercatini e l’Avvento continuano anche fino all’Epifania (6 gennaio) secondo alcune fonti. 

    Periodo

    Se puoi, vai fra inizio e metà dicembre per vivere l’Avvento al pieno della sua atmosfera.

    Abbigliamento

    Anche se è costa, in inverno può fare freddo e esserci vento : porta un giubbotto caldo.

    Esplora più zone

    Non restare solo sulla Riva

    passeggia anche nelle piazze interne come Pjaca e nei quartieri storici.

    Fotografia

    Le luci natalizie combinate con l’architettura antica rendono la città perfetta per foto.

    Cibo

    Approfitta dei chioschi per provare specialità locali, ma anche fai una cena in una konoba (trattoria croata) per un’esperienza più autentica.

    Eventi

    Controlla il calendario ufficiale (sito VisitSplit o ufficio turistico) perché durante l’Avvento ci sono concerti, spettacoli e workshop.

    https://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

    Pvl

  • Body scan

    Body scan

    Ecco un breve body scan guidato, semplice e pratico. Puoi leggerlo lentamente oppure registrarlo con la tua voce.

    Body Scan (5–7 minuti)

    Preparazione Trova una posizione comoda: sdraiato oppure seduto con la schiena sostenuta. Chiudi gli occhi, se ti è facile farlo.

    Respiro Inspira profondamente dal naso…ed espira lentamente dalla bocca. Fai due o tre respiri lenti, lasciando che il corpo inizi a sciogliersi.

    Scansione del corpo Testa e volto. Porta l’attenzione alla fronte. Rilassa i muscoli degli occhi, le guance, la mascella. Nota qualsiasi tensione… e lascia andare.

    Collo e spalle Senti il peso delle spalle scendere. Rilascia il collo, come se diventasse un po’ più morbido.

    Braccia e mani Percepisci le braccia lungo il corpo, o appoggiate sulle gambe. Senti le mani, la temperatura, il lieve contatto con ciò che toccano.

    Petto e respiro Osserva il movimento naturale del respiro nel petto. Non modificarlo. Solo sentilo.

    Addome Porta l’attenzione alla pancia. Nota se è tesa o rilassata. Con l’espirazione, permettile di ammorbidirsi.

    Schiena Senti il contatto della schiena con il supporto. Percepisci i punti in cui sostiene e quelli in cui si lascia sostenere.

    Bacino Riconosci il peso del bacino. Lascia che diventi pesante, ancorato.

    Gambe Scendi lentamente lungo le cosce, le ginocchia, i polpacci. Senti le gambe come due colonne che si rilassano.

    Piedi Arriva infine ai piedi. Nota la loro forma, la loro presenza. Lascia che si distendano completamente.

    Conclusione Fai un ultimo respiro profondo. E quando te la senti, riapri lentamente gli occhi.

  • PAOLO FRESU

    Paolo Fresu

    E’ uno dei più importanti trombettisti jazz italiani e una figura di rilievo internazionale.

    Chi è Paolo Fresu

    Nato il 10 febbraio 1961 a Berchidda (Sardegna)

    Strumento

    Tromba e flicorno Stile.

    Unisce jazz, world music, mediterraneità, lirismo e sperimentazione elettronica.

    Carriera

    Attivo dagli anni ’80, ha collaborato con musicisti come Ralph Towner, Uri Caine, Omar Sosa, Richard Galliano, Daniele di Bonaventura, e molti altri.

    Progetti noti

    Paolo Fresu Quintet (uno dei gruppi italiani più longevi del jazz) Devil Quartet Collaborazione con il bandoneonista Daniele di Bonaventura e il coro sardo A Filetta (splendido il progetto Mistico Mediterraneo) Duo con Omar Sosa.

    Stile distintivo

    Suono morbido, introspettivo, poetico; spesso paragonato a Chet Baker per lirismo, pur mantenendo una propria identità molto forte.

    Curiosità

    È fondatore del Time in Jazz, un festival internazionale che si svolge ogni agosto nel suo paese natale, Berchidda.

    È attivo anche come produttore e promotore culturale.

    Pvl

  • ESTETICA DELL’INFORME

    ESTETICA DELL’INFORME

    L’Estetica dell’Informe e il Disordine Visivo

    Il contributo di Fratti-Longo alla sociologia dell’arte si concentra sulla rottura degli schemi classici. Nel suo lavoro L’arte e l’informe (2003), egli non analizza il “disordine” come assenza di forma, ma come una nuova categoria estetica propria della contemporaneità.

    Per Fratti-Longo

    l’immagine contemporanea è spesso un flusso caotico che riflette la frammentazione della società post-globale.

    Urban Phenomenology

    La Città come Corpo Vivo. Un tema centrale della sua riflessione è il rapporto tra lo spazio pubblico e l’individuo.

    In Corpi e città (2011), Fratti-Longo esplora come l’architettura e l’urbanistica influenzino la percezione sensoriale.

    Egli sostiene che la città non sia solo un contenitore di cemento, ma un “teatro della presenza” dove il corpo umano cerca di riappropriarsi di spazi spesso alienanti e mediati dalla tecnologia.

    La Dialettica del Silenzio

    Con Il silenzio delle immagini (2019), l’autore introduce una nota di resistenza critica. In un’epoca dominata dal rumore visivo e dall’iper-comunicazione, Fratti-Longo individua nel “silenzio” dell’opera d’arte una forma di pausa necessaria.

    La sua è una fenomenologia che invita l’osservatore a fermarsi, a guardare oltre la superficie digitale per ritrovare un contatto autentico con il significato dell’opera.

    La Collaborazione con Piero Villani

    Oltre alla sua attività saggistica, Fratti-Longo mantiene un legame intellettuale profondo con l’artista Piero Villani.

    Questo sodalizio rappresenta l’unione tra la teoria sociologica e la pratica artistica. Il dialogo tra i due si configura come una ricerca comune sulle dinamiche culturali contemporanee, dove la critica d’arte di Fratti-Longo diventa lo specchio e il supporto teorico per la produzione visiva di Villani.

    Sintesi delle Opere Principali

    2003 : L’arte e l’informe : sociologia del disordine visivo. Un’analisi sul superamento del concetto di forma nell’arte del XXI secolo. 2011 : Corpi e città: estetiche della presenza nello spazio pubblico.

    Studio sul vissuto corporeo all’interno delle metropoli moderne. 2019 : Il silenzio delle immagini : Note per una fenomenologia critica. Riflessione sulla necessità di un ritorno alla contemplazione e alla profondità visiva.

    Questa scheda evidenzia come Enzo Fratti-Longo non sia solo un osservatore dei fenomeni artistici, ma un teorico che cerca di decodificare lo smarrimento dell’uomo moderno attraverso la lente dell’estetica e della sociologia urbana.

    Pvl

  • Dika

    Bernard Dika

    E’ una figura politica italiana molto giovane e attiva, con un ruolo significativo nella Regione Toscana :

    Nato in Albania nel 1998

    si è trasferito in Toscana quando era ancora piccolo. 

    Laureato in Scienze dei servizi giuridici all’Università di Firenze. 

    È stato nominato Alfiere della Repubblica da Sergio Mattarella per il suo impegno civile da studente. 

    Ha ricoperto il ruolo di portavoce del Presidente della Regione Toscana (Eugenio Giani), con deleghe su politiche giovanili, innovazione e il progetto “Giovanisì”. 

    Ideatore del Next Generation Fest, una manifestazione che coinvolge i giovani su temi di futuro, innovazione e impegno civico. 

    Alle elezioni regionali del 2025 è stato eletto Consigliere regionale della Toscana con oltre 14.000 preferenze. 

    Dopo le elezioni, è diventato sottosegretario alla Presidenza nella giunta Giani bis. 

    È attivo come oratore motivazionale sulle questioni giovanili e sociali, invitando i giovani ad essere “sognatori ma concreti” e a partecipare per cambiare la società. 

    Ha subito anche attacchi razzisti per le sue origini, ma ha ricevuto sostegno pubblico da parte del Pd e delle istituzioni. 

    Perché è rilevante

    Rappresenta una nuova generazione in politica : giovane, attivo, con esperienza istituzionale nonostante la giovane età. 

    Il suo impegno è centrato sul tema dei giovani: non solo come interlocutori, ma come attori di cambiamento (Giovanisì, Next Generation Fest).

    È un esempio di integrazione : figlio di migranti, ma radicato nella comunità toscana.

    Pvl

  • CHIARA BARZINI

    Chiara Barzini

    E’ una scrittrice e sceneggiatrice italiana, nota per la sua voce narrativa intensa e per i temi legati all’identità, al mito americano e alla trasformazione dei luoghi.

    Ecco una panoramica della sua biografia e delle sue opere principali

    È nata nel 1979 a Roma, in una famiglia legata al mondo del giornalismo e della cultura (suo padre è il regista Andrea Barzini). 

    Ha vissuto per molti anni negli Stati Uniti : ha studiato all’Università della California, Santa Cruz, e poi a New York.  Scrive sia in italiano che in inglese. 

    Collabora con testate internazionali e italiane come Vogue, Rolling Stone, Vice, e altre. 

    Ha una rubrica su “d – la Repubblica”, chiamata “Zona di Sconforto” .

    È sceneggiatrice : ha scritto per il cinema, ad esempio ha lavorato sul film Arianna (2015). 

    Opere principali

    “Things That Happened Before the Earthquake” / “Terremoto”

    È il suo primo romanzo. Ambientato nella San Fernando Valley di Los Angeles nei primi anni ’90. 

    Il titolo italiano è Terremoto.  Il romanzo è semi-autobiografico: riflette il suo vissuto tra Italia e USA. Ha avuto riscontri positivi su riviste internazionali. 

    È in progetto un film basato su questo libro.  “Sister Stop Breathing” Una raccolta di racconti. 

    “L’ultima acqua” (in inglese “Aqua: A Story of Water and Lost Dreams”) Pubblicato da Einaudi in italiano. 

    Racconta la storia dell’acquedotto di Los Angeles e riflette sul mito americano, ma anche sul collasso: un viaggio geografico, storico e simbolico. 

    Tema centrale : l’acqua come risorsa, simbolo di vita e potere e come segno del declino dell’impero americano. Graphic novel / sceneggiatura “Corpo libero”

    Ha collaborato alla graphic novel (edita da Hop!) riguardante il mondo della ginnastica e gli abusi. 

    Temi ricorrenti e stile

    È molto legata ai luoghi : nella sua scrittura, la geografia (città, spazi naturali) ha un ruolo emotivo ed esistenziale. 

    I suoi racconti oscillano tra nostalgia e critica: il sogno americano, la libertà, ma anche la decadenza. 

    Ha un approccio saggistico-narrativo quando affronta temi reali (es. il cambiamento ambientale, la crisi dell’acqua) nel suo ultimo libro.

    Riconoscimenti

    È stata nominata tra le 100 donne più influenti nel 2020 da Forbes Italia. 

    Ha vinto premi letterari, ad esempio il San Fernando Valley Award per la narrativa. 

    Pvl

  • JOSEPH BEUYS

    1921/1986, l’Uomo come Scultura Sociale

    Il Trauma e la Genesi del Mito

    La figura di Joseph Beuys non può essere compresa senza partire dal suo “mito d’origine”: l’abbattimento del suo aereo in Crimea nel 1943.

    Soccorso dai nomadi tartari che ne curarono le ferite avvolgendolo nel grasso e nel feltro, Beuys trasforma l’evento biografico in fondamento estetico.

    Questi materiali il feltro (isolante termico e spirituale) e il grasso (energia pura, mutevolezza dallo stato solido a quello liquido) diventeranno i pilastri della sua grammatica visiva.

    La Scultura Sociale

    “Ogni uomo è un artista” Il contributo più radicale di Beuys alla sociologia dell’arte (tema centrale anche nelle tue riflessioni, Enzo) è il concetto di Soziale Plastik (Scultura Sociale).

    Per Beuys, l’arte non è più la produzione di un oggetto statico, ma un processo dinamico che mira a plasmare la società stessa.

    Il concetto

    Se il pensiero è una forma di scultura, allora ogni essere umano, attraverso l’esercizio della creatività e della partecipazione politica, contribuisce a modellare l’organismo sociale.

    Lo Sciamanesimo e la Natura

    A differenza delle correnti razionaliste del dopoguerra, Beuys agisce come uno sciamano moderno.

    La sua arte è un rito di guarigione per una Germania ferita dal nazismo e per un Occidente inaridito dal materialismo.

    L’Azione iconica

    In I Like America and America Likes Me (1974), l’artista si chiuse per tre giorni in una galleria di New York con un coyote, simbolo della natura ancestrale americana calpestata dall’uomo bianco, cercando una riconciliazione rituale attraverso il silenzio e il bastone da pastore.

    L’Impegno Ecologico e Politico

    Le 7.000 Querce. Beuys non si limitò alla teoria. Fu tra i fondatori dei Verdi in Germania.

    La sua opera più monumentale, presentata a Documenta 7 (1982), fu l’installazione delle 7.000 Querce.

    Il dato

    Accanto a ogni quercia piantata a Kassel, veniva posto un blocco di basalto.

    Un’operazione di “urbanistica ecologica” che trasforma il paesaggio urbano in un’opera d’arte vivente e collettiva, perfettamente in linea con le tue ricerche sulla fenomenologia dello spazio pubblico.

    Conclusione

    L’Eredità Critica. Beuys ci lascia l’idea di un’arte che è “scienza della libertà”.

    Non si tratta di produrre “forme” per il mercato, ma di generare “energia” per la trasformazione del mondo.

    Come hai sottolineato spesso nei tuoi saggi, l’immagine in Beuys non è mai silenziosa, ma grida la necessità di un nuovo disordine visivo che sia, in realtà, un ordine etico superiore.

    Pvl

  • SANDRO TROTTI

    SANDRO TROTTI

    E’ un pittore italiano contemporaneo, molto significativo.

    Ecco una panoramica sulla sua vita e la sua arte

    Biografia

    Nato nel 1934 a Monte Urano (nelle Marche, Italia). 

    Si trasferisce a Roma.  Nel 1972 diventa professore di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, incarico che ricopre fino al 2000. 

    Ha avuto un forte legame con la Cina : è stato invitato lì, ha insegnato e ha ricoperto ruoli accademici in diverse accademie cinesi. 

    Nel 2016 ha donato oltre 100 sue opere (dipinti e disegni) alla città di Fermo, che gestisce una sezione permanente dedicata a lui. 

    Stile e Temi Artistici

    Negli anni ’60 : ricerca astratta, con sperimentazione su vetro e materiali plastici (cellophane, forme geometriche, …). 

    Negli anni ’70 : torna a una figurazione più riconoscibile, pur mantenendo elementi geometrici.

    In questo periodo realizza serie di “nudi bianchi” e ritratti, tra cui donne orientali (es. “Yoko”). 

    Temi ricorrenti nella sua arte: nudi femminili, paesaggi (di Roma, delle Marche), figure orientali, spiritualità orientale (Buddha).

    Parallelamente alla pittura, ha un’importante produzione grafica : litografie, incisioni, acqueforti. 

    La sua tecnica è “molto materica”: usa il segno, il colore e sperimenta passaggi dall’astratto all’informale. 

    Riconoscimenti e Mostre

    Ha esposto già negli anni ‘50 (prima mostra personale nel 1954 a Porto San Giorgio). 

    Mostre importanti :

    antologica al Palazzo dei Diamanti (Ferrara) nel 1985; anche all’estero (USA, Russia, Cina, Sud America). 

    A Fermo (nell’ex filanda) c’è un dipinto di 30 metri quadrati di sua “Marcia dell’umanità,” parte della donazione alla città. 

    Nel 2024 :

    gli è stata dedicata una mostra che esplora il tema dell’erotismo nella sua pittura. 

    Significato Culturale

    Trotti è considerato uno dei principali ambasciatori dell’arte italiana in Cina. 

    Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche e private; la donazione a Fermo ne sottolinea l’importanza per il patrimonio culturale italiano. 

    Pvl

  • ORNELLA VANONI/ADDIO

    ORNELLA VANONI/ADDIO

    L’icona della canzone italiana

    si è spenta a 91 anni, lasciando un vuoto profondo nel panorama musicale.

    Milano, 22 novembre 2025

    È morta nella tarda serata di venerdì 21 novembre Ornella Vanoni, a 91 anni.

    La leggenda della musica italiana si è spenta nella sua casa di Milano a causa di un arresto cardiocircolatorio. 

    Una vita dedicata all’arte

    Nata a Milano il 22 settembre 1934, Ornella Vanoni ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attrice al Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. 

    La sua voce si fece presto notare, e già alla fine degli anni ’50 iniziò a incidere canzoni che avrebbero segnato la storia della musica italiana. 

    Nel corso di oltre sette decenni di carriera, ha pubblicato più di cento album, EP e raccolte. 

    Il suo timbro vocale, elegante e al tempo stesso profondo, le ha permesso di spaziare tra generi diversi da ballate malinconiche, alla bossa nova, al jazz. 

    Canzoni che restano nel cuore

    Tra i suoi brani più celebri, emergono titoli che hanno fatto la storia della musica italiana: “Senza fine”, “L’appuntamento”, “La musica è finita”, “Domani è un altro giorno” e molti altri. 

    Ha collaborato con artisti del calibro di Gino Paoli (con cui ebbe anche una relazione sentimentale), Paolo Conte, Fabrizio De André, Dario Fo e molti altri. 

    Carattere, ironia, libertà

    Vanoni era nota non solo per la sua voce, ma anche per la sua personalità schietta, ironica e indipendente. 

    Negli ultimi anni è riapparsa con forza in tv, partecipando a programmi come Che tempo che fa, dove mostrava una lucidità e un’ironia mai perdute. 

    In un’intervista recente aveva detto: «Non ho paura della morte. Credo che capirò quando sarà il momento di andarmene, quando io sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me». 

    Il cordoglio

    La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione in Italia. Il Ministro della Cultura l’ha definita “una delle artiste più originali e raffinate”, capaci di scrivere “pagine importanti nella storia della canzone e dello spettacolo”. 

    Personalità del mondo dello spettacolo come Luciana Littizzetto la ricordano come “tesora adorata” e la chiamano “regina”. 

    Altri, come Enrico Mentana, si limitano a un “addio regina”, a testimonianza dell’importanza che aveva nella cultura italiana. 

    Un’eredità destinata a durare

    Con la scomparsa di Ornella Vanoni se ne va una delle voci più autentiche e longeve della musica italiana.

    Il suo repertorio, ricco e sfaccettato, continuerà a vivere nel cuore di milioni di persone.

    La sua capacità di emozionare, di interpretare la malinconia ma anche la forza, il suo stile elegante, l’ironia e la sincerità resteranno parte del patrimonio artistico del Paese.

    Pvl

  • Dalle Palle

    ILARIA DALLE PALLE

    E’ una giornalista. inviata di Mediaset. 

    Lavora come inviata, ad esempio per Pomeriggio 5. 

    Ha una lunga carriera

    ha iniziato in tv locali in Veneto, poi ha lavorato per Class Editor e Intesa Sanpaolo, e infine è arrivata in Mediaset. 

    Ha scritto anche articoli per TGCom24. 

    In un’intervista ha detto che le piace il suo lavoro da inviata anche se è “duro, senza orari” ma le dà soddisfazione. 

  • NERO DI TROIA

    E’ un vitigno a bacca rossa tipico della Puglia, considerato uno dei tre grandi rossi regionali insieme a Primitivo e Negroamaro.

    Ecco le caratteristiche principali :

    Origini

    Le sue radici sono avvolte nel mito : si racconta che il nome derivi da Troia, città fondata da Diomede dopo la guerra di Troia.

    In realtà, è un vitigno autoctono probabilmente diffuso tra il Gargano e la Daunia.

    Profilo aromatico

    I vini da Nero di Troia sono noti per :

    Colore

    rosso rubino intenso.

    Aromi

    frutti rossi maturi, prugna, more, spesso note di violetta; con l’affinamento emergono spezie, tabacco e liquirizia.

    Tannini

    presenti e ben strutturati, a volte vigorosi.

    Acidità

    moderata, che dona freschezza.

    Abbinamenti

    Perfetto con :

    carni rosse selvaggina formaggi stagionati piatti ricchi e speziati della tradizione pugliese

    Tipologie

    Si trova come :

    Nero di Troia in purezza Blend con altre uve pugliesi Riserva con affinamento in legno

    Se vuoi, posso suggerire bottiglie specifiche, raccontarti qualche cantina notevole oppure confrontarlo con Primitivo o Negroamaro.

    Pvl

  • BARI/GALLERIA D’ARTE IL SOTTANO 2

    BARI/GALLERIA D’ARTE IL SOTTANO

    Cenacolo d’arte nel cuore di Bari, in quegli anni intensi del secondo dopoguerra, il caffè “Il Sottano” non era solo un locale : era un laboratorio d’idee, una minuscola galleria d’arte, un crocevia di intellettuali.

    Pur essendo

    un posto fisicamente molto piccolo “non ci entrava nessuno”, come ricordava Vittore Fiore esso esercitava una forza magnetica straordinaria.

    Lì, seduti su sedie modeste, tra gradini e scalini, si riunivano le menti creative più fertili della città : pittori, poeti, scrittori, drammaturghi, con la voglia di discutere, cambiare, sognare.

    Il Sottano era gestito

    da Armando Scaturchio, arrivato a Bari dalla Campania come pasticcere, insieme alla moglie Rosa Di Napoli.

    Il loro era un progetto

    che univa la convivialità gastronomica all’aspirazione culturale : la bottega-pasticceria diurno forniva dolci come le famose sfogliatelle, mentre il retro del locale, dopo pochi scalini, si trasformava in uno spazio di fermento artistico.

    La coppia Scaturchio incarnava un’intuizione meridionale

    Creare un luogo in cui l’arte potesse essere parte della vita quotidiana, dove il confronto non fosse élitista, ma autenticamente “dal basso”.

    Negli anni ’40 e ’50, il Sottano divenne un punto di riferimento per figure di grande rilievo

    artisti locali come :

    Franco Pucciarelli

    Michele Lomaglio

    Vittore Fiore

    ma anche scrittori e intellettuali nazionali.

    Era un luogo in cui

    la cultura meridionale si miscelava con stimoli più cosmopoliti si parlava di pittura astratta contro la tradizione vedutista, si dibatteva sul neorealismo, sulla modernizzazione dell’arte, e su che cosa significasse essere meridionali in un’Italia che si stava ricostruendo. 

    Il critico Gustavo D’Arpe

    fu uno dei “severi osservatori” di quegli incontri al Sottano si respirava un’aspirazione alla bellezza, ma anche la consapevolezza del ruolo sociale dell’artista: discutere, mostrare, confrontarsi. 

    Secondo alcuni, le due salette nel retro, cui si accedeva con pochi gradini, rappresentavano una “galleria d’arte ante litteram” : lo spazio era umile, ma le idee erano grandi.

    Qui si tenevano vernissage per pittori locali

    ma anche incontri con voci letterarie come Oronzo Valentini, Ernesto De Martino, Carlo Bernari, Rocco Scotellaro, e poeti come Alfonso Gatto e Vittorio Bodini. 

    Non è un caso che questo luogo sia entrato nella memoria storica di Bari grazie anche al lavoro di Rino Bizzarro, che gli dedicò un libro dal titolo Il Sottano : un caffè e una cultura sparita. 

    In quel volume, viene ricostruita la vita di quel salotto culturale, le sue voci, le conversazioni, le tensioni artistiche e sociali dell’epoca.

    Il testo è accompagnato anche da un’ “epistola” di Vittore Fiore, a testimonianza di quanto quel locale fosse sentito come casa dell’intelletto e del sentimento artistico. 

    Il significato storico e culturale del Sottano

    Incubatrice culturale Il Sottano non era solo un punto di ritrovo ma un incubatore : per giovani pittori, per intellettuali emergenti, per scrittori che non avevano ancora la ribalta.

    Era un “laboratorio”, dove anche la semplice discussione era produttiva : idee che nascevano tra una tazza di caffè e un vassoio di sfogliatelle, ma che potevano tradursi in mostre, testi, spettacoli.

    Tradizione e innovazione

    Nel Sottano si è vissuto il contrasto tra l’eredità artistica locale e le nuove correnti d’avanguardia.

    Da una parte, artisti più legati alla tradizione meridionale; dall’altra, chi guardava a una pittura moderna, astratta, sperimentale.

    Questo dialogo fu fondamentale per “aggiornare” la scena artistica pugliese, senza cancellare le radici, ma con il desiderio di proiettarsi verso il nuovo.

    Riflessione sul Mezzogiorno Non era un ritrovo elitario ma profondamente radicato in una cultura meridionalista : non solo arte fine a sé stessa, ma arte come impegno, come specchio di una società.

    Intellettuali come Vittore Fiore

    riflettevano sul ruolo del Sud e della sua identità, discutendo dell’importanza del patrimonio culturale meridionale in un’Italia che stava cambiando.

    Memoria collettiva

    Sebbene il locale fisico non esista più nei fasti di un tempo, il Sottano sopravvive nella memoria, nei libri (come quello di Bizzarro), nelle testimonianze di chi lo frequentò.

    È un simbolo di “cultura sparita”, ma non dimenticata, un punto di riferimento di ciò che Bari fu e di ciò che poteva essere.

    Altri aspetti interessanti

    Il Sottano era in Via Putignani

    via centrale, ma il locale aveva una struttura nascosta, con un ingresso che richiedeva di scendere alcuni scalini questo gli dava un’aura di “segreto”, di luogo sotterraneo non solo fisicamente ma anche simbolicamente. 

    Nella microstoria barese il Sottano ha dato un contributo anche all’arte contemporanea regionale : secondo lo storico Pietro Marino, dopo la chiusura del locale, Armando Scaturchio continuò il suo impegno culturale con una galleria d’arte (“La Vernice”), confermando che il Sottano non fu solo un momento, ma l’inizio di una tradizione. 

    Il ruolo di Rino Bizzarro è centrale : scrittore, regista, figura teatrale pugliese, ha saputo raccogliere e dare forma narrativa a questa memoria, rendendo il Sottano non solo oggetto di nostalgia, ma anche fonte di ispirazione culturale per generazioni successive. 

    Conclusione evocativa

    Il Sottano non era un luogo grandioso era troppo piccolo per apparire potente, ma dentro quei pochi metri quadrati la cultura respirava forte.

    Era una “galleria con tavolini”, un teatro di conversazioni, un cantiere di futuro.

    E in questa semplicità risiedeva la sua forza : un centro propulsore di creatività che ha contribuito, silenziosamente ma in modo decisivo, a plasmare l’identità artistica e intellettuale di Bari, della Puglia e del Mezzogiorno.

    Pvl

  • Vincenzo Ciardo

    Vincenzo Ciardo

    Uno dei più importanti pittori pugliesi del Novecento.

    Vincenzo Ciardo (1894–1970)

    Pittore pugliese. Gagliano del Capo (LE). Esponente del Novecento italiano, molto legato alla sua terra e ai paesaggi del Salento.

    Biografia essenziale

    Nascita: 30 settembre 1894, Gagliano del Capo (Lecce).

    Formazione : Accademia di Belle Arti di Napoli, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico meridionale e con maestri del realismo e del simbolismo.

    Carriera : Nel 1920 si trasferisce a Roma, dove partecipa alle Esposizioni internazionali e alle Quadriennali.

    Dal 1930 aderisce, con una sua personale sensibilità, al clima del Novecento italiano, pur mantenendo una forte autonomia poetica.

    Successivamente fu docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

    Morte : Firenze, 1970.

    Stile : Il suo linguaggio pittorico è noto per :

    Paesaggi salentini essenziali e luminosi

    Masserie Ulivi secolari Scogliere e marine del Capo di Leuca Atmosfere sospese, quasi metafisiche.

    Sintesi formale

    Le sue composizioni uniscono : Influenze del Novecento (linearità, composizioni solide) Echi post-impressionisti Un forte senso della luce mediterranea.

    Colori caldi e asciutti

    Ocre, verdi polverosi, azzurri essenziali: una tavolozza che restituisce la Puglia profonda senza idealizzarla.

    Temi principali

    Paesaggi pugliesi (il suo tratto distintivo) Scene di vita rurale Ritratti Nudi Interni essenziali.

    Dove si possono vedere le sue opere

    Pinacoteca Provinciale di Lecce Museo Sigismondo Castromediano (Lecce) Collezioni private in Puglia e Toscana Presente in molte Quadriennali di Roma e in mostre storiche del Novecento.

    Perché è importante

    Vincenzo Ciardo è considerato : Uno dei massimi interpreti pittorici del Salento.

    Un artista capace di fondere la modernità del Novecento con il radicamento nella cultura contadina pugliese.

    Un autore riconosciuto e apprezzato nel mercato dell’arte, soprattutto per i paesaggi.

    Pvl

  • STREET FOOD

    STREET FOOD

    Si riferisce al cibo preparato e venduto per strada, spesso in bancarelle, chioschi, food truck o mercati all’aperto.

    È caratterizzato da alcuni elementi chiave :

    Velocità e praticità

    È pensato per essere consumato rapidamente, spesso senza bisogno di sedersi a un tavolo.

    Prezzo accessibile. In genere è economico, adatto a chi vuole uno spuntino o un pasto veloce.

    Varietà culturale

    Ogni paese ha le sue specialità :

    In Italia

    arancini, panini con lampredotto, pizza al taglio.

    In Messico

    tacos, elotes (mais arrostito), tamales.

    In Thailandia

    pad thai, satay, mango sticky rice.

    In USA

    hot dog, burger, pretzel. Ingredienti freschi e locali. Molti venditori si basano su prodotti del territorio.

    Esperienza sociale

    Oltre al cibo, lo street food crea spesso un ambiente conviviale, mercati animati o festival gastronomici.

    Negli ultimi anni, lo street food è diventato anche un fenomeno gourmet, con chef che sperimentano piatti creativi in chiave veloce e accessibile.

    Pvl

  • BARBARA SERRA

    E’ una giornalista italiana‑britannica con una carriera internazionale.

    Ecco alcuni punti chiave sulla sua vita e sul suo lavoro

    Biografia

    Nata a Milano nel 1974. 

    Cresciuta a Copenaghen (in Danimarca) per gran parte dell’infanzia. 

    Si trasferisce a Londra nel 1993 per studiare : laurea in Relazioni Internazionali presso la London School of Economics; poi un master in giornalismo alla City University di Londra. 

    Parla più lingue: italiano, inglese, danese, francese. 

    Carriera professionale

    Ha iniziato la carriera alla BBC (radio / TV) a Londra. 

    Ha lavorato per Sky News e per il TG di Channel 5 nel Regno Unito; per Channel 5 è diventata la prima conduttrice non madrelingua inglese a guidare un telegiornale serale UK. 

    Dal 2006 al 2022 è stata conduttrice e corrispondente per Al Jazeera English, con reportage da Medio Oriente, Europa, USA. 

    Dal 2023 è tornata a Sky News UK, dove presenta programmi serali. 

    Attività editoriali e documentaristiche

    Ha scritto il libro “Gli italiani non sono pigri” (Garzanti), per smontare stereotipi legati agli italiani e al Sud Europa. 

    Ha realizzato un documentario intitolato “Fascism in the Family”, basato sulla storia del suo nonno, Vitale Piga, che fu podestà fascista. 

    Nel 2025 ha pubblicato il libro “Fascismo in famiglia”, edito da Garzanti, che esplora le sue radici familiari e il passato fascista. 

    Riconoscimenti

    Nel 2019 è stata insignita del titolo Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per la sua attività giornalistica. 

    Ha ricevuto premi letterari, tra cui il Premio Caccuri per “Gli italiani non sono pigri”. 

    Temi di interesse

    Si occupa molto di politica internazionale e dinamiche culturali. 

    È particolarmente attiva nella riflessione sul ruolo della lingua inglese nel giornalismo globale ha una newsletter chiamata “News with a Foreign Accent”. 

    Affronta anche questioni di memoria storica, fascismo, identità familiare.

    Pvl

  • GOFFREDO BUCCINI

    è un giornalista e editorialista italiano nato a Roma nel 1961, con origini napoletane.

    È inviato speciale e editorialista del quotidiano “Corriere della Sera,” dove lavora da circa vent’anni.

    In passato ha ricoperto il ruolo di capo dell’edizione romana del giornale dal 2004 al 2009.

    È noto per aver seguito importanti inchieste giornalistiche come Mani pulite a Milano e per le sue analisi approfondite sulla politica e la giustizia italiana.

    Buccini ha anche pubblicato romanzi e si è impegnato in commenti e reportage su temi di attualità politica, giuridica e sociale.

    Tra le sue attività più recenti c’è la trattazione delle tematiche riguardanti la disinformazione europea e questioni politiche italiane.

    È sposato e ha una figlia, ed è diplomato al Liceo classico Tasso di Roma, seguito dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo.

    Pvl