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  • Parafilie olfattive

    Parafilie olfattive

    Sono interessi sessuali atipici in cui l’odore (corporeo o di oggetti) costituisce una fonte primaria di eccitazione erotica. Rientrano nel più ampio ambito delle parafilie, ma non tutte implicano necessariamente disagio clinico o comportamenti dannosi.

    Principali forme di parafilie olfattive

    Olfactofilia

    Eccitazione sessuale legata a odori specifici, spesso naturali del corpo (sudore, pelle, capelli), ma anche profumi o ambienti.

    Osmolagnia

    Termine talvolta usato come sinonimo di olfactofilia; in altri contesti indica una forma più marcata e selettiva di attrazione per determinati odori.

    Fetish olfattivo

    Interesse erotico per oggetti impregnati di odori corporei (vestiti, biancheria, scarpe), dove l’odore è l’elemento centrale dell’eccitazione.

    Aspetti psicologici e clinici

    Dal punto di vista clinico, si parla di disturbo parafilico solo se: l’interesse causa sofferenza significativa alla persona, oppure comporta comportamenti non consensuali o dannosi per sé o per altri.

    In assenza di questi criteri, l’interesse olfattivo può essere considerato una variante della sessualità umana.

    Perché l’olfatto è così potente?

    L’olfatto è direttamente connesso al sistema limbico, area cerebrale coinvolta in : emozioni memoria desiderio Questo spiega perché gli odori possano evocare risposte erotiche intense e spesso inconsce.

    Pvl

  • TARTINE GELATINATE

    Sono un antipasto classico della cucina italiana “d’antan”, eleganti e scenografiche, tipiche di buffet e pranzi di festa.

    La gelatina serve a proteggere e lucidare la superficie, mantenendo freschi gli ingredienti.

    Ingredienti base

    Pane in cassetta (bianco o integrale) Burro morbido oppure formaggio spalmabile

    Ingredienti per la guarnizione

    Prosciutto cotto o crudo Salmone affumicato Uova sode Tonno, gamberetti, verdure cotte

    Gelatina alimentare

    Gelatina in fogli oppure gelatina pronta per aspic Brodo leggero (di carne, pesce o vegetale, a seconda della farcitura)

    Seguimi passo passo

    Preparare la gelatina Ammolla i fogli di gelatina in acqua fredda.

    Scalda il brodo senza farlo bollire.

    Sciogli la gelatina ben strizzata nel brodo caldo.

    Fai intiepidire: deve essere fluida ma non calda.

    Preparare il pane Elimina la crosta dal pane.

    Taglia a rettangoli, triangoli o forme decorative.

    Spalma un velo sottile di burro o formaggio (serve da “collante”).

    Guarnire Disponi gli ingredienti scelti in modo ordinato e armonioso.

    Taglia tutto con precisione : la geometria è parte del fascino.

    Gelatinare Con un pennello da cucina, spennella delicatamente la gelatina tiepida sulla superficie.

    Lascia rapprendere in frigorifero. Ripeti l’operazione 2–3 volte per un effetto lucido e protettivo.

    Riposo Conserva in frigorifero per almeno 1 ora prima di servire.

    Consigli importanti

    Usa gelatina chiara per non alterare i colori.

    Per il pesce, preferisci gelatina di fumetto di pesce.

    Non eccedere con la gelatina : deve lucidare, non “inglobare”.

    Servi le tartine ben fredde, ma non ghiacciate.

    Pvl

  • Attacco USA in Venezuela

    CATTURATI MADURO E LA MOGLIE

    Portati fuori dal Paese.

    Secondo le autorità statunitensi, l’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine americane e ha visto l’intervento di unità d’élite come la Delta Force.

    Durante il raid, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati e portati fuori dal territorio venezuelano. 

    Gli Stati Uniti hanno lanciato un massiccio attacco militare sul Venezuela nelle prime ore di sabato 3 gennaio 2026, con bombardamenti aerei che hanno colpito la capitale Caracas e diverse installazioni strategiche.

    Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tramite un post sulla sua piattaforma Truth Social, definendo l’operazione un “attacco su larga scala” e un successo militare. 

    Cosa è successo durante l’operazione

    Le esplosioni sono state avvertite poco prima delle 2:00 della notte locale (le 7:00 in Italia), scuotendo vari quartieri di Caracas e provocando blackout in alcune zone.

    Oltre alle basi militari, sarebbero stati colpiti anche obiettivi simbolici come la sede del Parlamento e il mausoleo di Hugo Chávez. 

    Reazioni internazionali e situazione sul campo

    Il governo venezuelano ha denunciato l’azione come una “gravissima aggressione militare”, denunciando l’attacco alle Nazioni Unite e chiedendo una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

    La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto prove di vita per Maduro e sua moglie, la cui posizione al momento non è stata confermata da fonti indipendenti. 

    Il presidente colombiano Gustavo Petro ha definito l’azione un colpo agli “obiettivi istituzionali” e ha schierato l’esercito alla frontiera per gestire eventuali flussi di rifugiati.

    Anche la Russia e l’Iran hanno criticato l’operazione, parlando di violazione del diritto internazionale. 

    Risposta italiana

    Il governo italiano, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha dichiarato di seguire con “massima attenzione” l’evolversi della situazione, sottolineando l’importanza della sicurezza dei cittadini italiani presenti in Venezuela (circa 160 mila, tra espatriati, lavoratori e familiari) e mantenendo un canale diretto con la Farnesina e l’ambasciata a Caracas.

    L’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha invitato gli italiani nel Paese a restare nelle proprie abitazioni e limitare gli spostamenti per motivi di sicurezza. 

    Le accuse e le conseguenze giudiziarie

    Secondo fonti statunitensi, Maduro e sua moglie sono incriminati negli Stati Uniti per una serie di reati legati a narcotraffico e terrorismo.

    Il Dipartimento di Giustizia di Washington sostiene che i due saranno presto chiamati a rispondere davanti alla giustizia americana. 

  • PIERO VILLANI

    FILANTROPO DI NUOVA GENERAZIONE

    Piero Villani è un artista contemporaneo la cui ricerca si sviluppa lungo una traiettoria autonoma, fondata su un dialogo costante tra pensiero visivo, responsabilità culturale e attenzione alle trasformazioni del presente.

    La sua pratica artistica non si esaurisce nella produzione di opere, ma si estende a una riflessione più ampia sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

    Il lavoro di Villani si distingue per un approccio che privilegia il processo rispetto al risultato, interrogando il concetto di forma come spazio di relazione piuttosto che come oggetto concluso.

    In questa prospettiva, l’opera diventa un dispositivo di pensiero, capace di attivare domande e generare consapevolezza, più che fornire risposte definitive.

    Parallelamente alla ricerca artistica, Piero Villani sviluppa un impegno filantropico che si discosta dai modelli tradizionali.

    La sua è una filantropia di nuova generazione, intesa non come gesto compensativo o puramente economico, ma come assunzione di responsabilità nei confronti dei contesti culturali, educativi e sociali.

    L’azione filantropica viene concepita come un’estensione naturale del pensiero creativo: un ambito in cui l’arte incontra l’etica dell’agire concreto.

    All’interno di questa visione, la filantropia non è mai separata dalla cultura. Villani sostiene iniziative che favoriscono l’accesso al sapere, la formazione critica e la crescita di ecosistemi culturali indipendenti, convinto che il valore dell’arte risieda anche nella sua capacità di incidere sul tessuto sociale e di generare processi duraturi.

    Il suo percorso si colloca in una dimensione che rifiuta l’autonarrazione spettacolare e la retorica dell’impegno.

    Al contrario, privilegia un linguaggio misurato, una presenza discreta e un’azione coerente nel tempo. In questo senso, la figura dell’artista-filantropo si configura come una posizione di ascolto e di responsabilità, più che di protagonismo.

    Attraverso la sua attività artistica e filantropica, Piero Villani propone una visione in cui creatività e impegno civile non sono ambiti separati, ma parti di un’unica pratica.

    Una pratica orientata alla trasformazione, alla cura dei processi e alla costruzione di significato nel lungo periodo.

    PvlH

  • GIUSEPPE SCAGLIONE

    SCRITTORE E CRITICO LETTERARIO

    Attivo nell’ambito della narrativa contemporanea, con una particolare attenzione al noir e al giallo.

    La sua produzione si colloca in un filone narrativo che unisce indagine, analisi psicologica e riflessione sociale, spesso ambientata nella provincia italiana.

    Oltre all’attività narrativa, Scaglione si occupa di critica letteraria e culturale.

    Dal 2016 cura il blog Correlazioni – Arte & Cultura, spazio dedicato a recensioni, approfondimenti e interventi su letteratura e scrittura contemporanea. Partecipa inoltre a presentazioni di libri, incontri culturali e commissioni di valutazione per premi letterari.

    Tra le sue opere narrative si segnalano :

    La figlia (2017)

    Romanzo noir incentrato su un’indagine che si sviluppa in un contesto provinciale segnato da ambiguità morali.

    La verità del mare (2019)

    Testo più introspettivo, in cui il tema della formazione personale si intreccia alla memoria e al paesaggio.

    L’ultima notte (2021)

    Giallo che affronta questioni sociali attraverso una struttura investigativa classica.

    La stanza di Osvaldo (2023)

    Romanzo noir costruito attorno a un caso irrisolto e a una fitta rete di relazioni umane.

    La linea del pudore (2024)

    Opera che prosegue l’esplorazione dei territori del noir, con particolare attenzione ai meccanismi del potere e del malaffare.

    Nel complesso, la scrittura di Giuseppe Scaglione si caratterizza per un equilibrio tra trama e riflessione, con un interesse costante per le zone d’ombra della realtà contemporanea e per le tensioni etiche che attraversano i rapporti umani.

    Pvl

  • MIMMO VENTRELLA

    E’ stato un pittore originario di Modugno (in provincia di Bari), ricordato soprattutto a livello locale e regionale per la sua produzione artistica. 

    Alcuni punti salienti sulla sua figura :

    Autodidatta e versatile

    Nella sua carriera ha sperimentato diverse tecniche e generi pittorici, mantenendo sempre un approccio personale e originale rispetto alle correnti artistiche di respiro internazionale. 

    Temi e stile

    la sua produzione esplora vari temi, dalle riflessioni sul consumismo alla rappresentazione dei rapporti umani.

    Molte opere presentano un intreccio tra realtà e finzione, con collage, immagini iperrealistiche e figure maschera. 

    Alcune sue opere (come serigrafie su carta ritoccate a mano) sono apparse anche in aste d’arte, indicando una certa presenza del suo lavoro nel mercato dell’arte moderna e contemporanea. 

    Mostre e riconoscimenti

    Mimmo Ventrella è stato protagonista di mostre, tra cui una significativa esposizione intitolata Contrasti Dal mondo classico alla modernità organizzata dalla Pro Loco di Modugno. 

    Impegno e personalità

    oltre all’attività pittorica, era noto per il suo impegno sociale ad esempio nella difesa degli animali e per essere una figura aperta al confronto critico sulla realtà della sua città. 

    Vita e memoria

    Ventrella è morto il 16 maggio 2001, nel suo studio, e la sua opera continua ad attirare interesse. 

    #ventrella

    #modugno

  • VITO VENTRELLA

    E’ uno scrittore italiano nato a Modugno (provincia di Bari) nel 1942. 

    Formazione e vita

    Autodidatta, non ha seguito un percorso accademico letterario formale ma ha coltivato da sé la passione per la scrittura. 

    Nel 1964 ha iniziato a lavorare presso le Ferrovie, un’esperienza professionale lontana dal mondo letterario ma che non gli ha impedito di dedicarsi alla narrativa. 

    Carriera letteraria

    Il suo primo libro di narrativa è stato Il gatto Pik, pubblicato nel 1971 nella prestigiosa collana “I Coralli” dell’editore Einaudi. 

    Ha continuato a pubblicare con Einaudi altri romanzi, tra cui :

    Affabilità (1979) — un romanzo che esplora tematiche di adolescenza, sogno e ribellione con un tono metaforico e poetico. 

    Il pudore di Ares (1995) — un titolo che conferma la sua collaborazione continuativa con Einaudi e il suo radicamento nella narrativa italiana di fine Novecento. 

    Altri lavori

    Nel corso degli anni Ventrella ha pubblicato anche opere meno note o con editori diversi da Einaudi, tra cui titoli come Terminal (2003), edito da Besa muci (Lune nuove), che testimoniano una produzione letteraria lunga e varia. 

    Stile e temi

    Lo scrittore è conosciuto per uno stile narrativo che spesso intreccia elementi realistici con riflessioni metafisiche o metaforiche.

    I suoi romanzi affrontano :

    la psicologia dei personaggi, dinamiche sociali, esperienze esistenziali e soggettive, tutti elementi che emergono anche nella sua opera più celebre Il gatto Pik. 

    Impatto

    Pur non essendo un nome di grande diffusione internazionale, Vito Ventrella è riconosciuto nella scena della narrativa italiana del Novecento, in particolare grazie alla pubblicazione dei suoi primi romanzi con Einaudi, una delle case editrici più autorevoli in Italia. 

    #vitoventrella

    #modugno

    #scrittore

    #einaudi

    #gattopik

  • MARK ROTHKO

    Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze.

    Piazza degli Strozzi 14 marzo – 23 agosto 2026

    Alcune fonti indicano fino al 26 luglio, ma la programmazione ufficiale di Palazzo Strozzi segnala fino al 23 agosto 2026

    Si tratta di una delle più grandi retrospettive su Mark Rothko realizzate in Italia. 

    Curatori Christopher Rothko (figlio dell’artista) ed Elena Geuna.L’esposizione è stata ideata specificamente per gli spazi di Palazzo Strozzi e per instaurare un dialogo tra l’arte moderna di Rothko e il patrimonio rinascimentale di Firenze.Cosa aspettarsi nel percorso espositivo:oltre 70 opere del maestro dell’astrattismo americano, da diverse fasi della sua carriera.Dipinti provenienti da istituzioni internazionali di primo piano, come :

    • The Museum of Modern Art (MoMA), New York

    • The Metropolitan Museum of Art, New York

    • Tate, Londra

    • Centre Pompidou, Parigi

    • National Gallery of Art, Washington D.C. 

    Una mostra “diffusa” nella città

    La mostra non resta confinata a Palazzo Strozzi.Alcune opere saranno presentate in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco.Una sezione sarà allestita nel vestibolo michelangiolesco della Biblioteca Medicea Laurenziana.Questo format punta a mettere in luce quanto il contesto storico-artistico di Firenze abbia influenzato Rothko, che visitò la città nel 1950 e da allora mantenne un forte legame con l’arte rinascimentale italiana un elemento che, secondo i curatori, ha segnato profondamente la sua visione del colore e della spiritualità pittorica. 

  • QUITO IN ECUADOR

    Ecco una panoramica storica e culturale di Quito, con alcuni approfondimenti essenziali.

    Storia di Quito

    Epoca precolombiana

    Prima dell’arrivo degli europei, l’area era abitata da popolazioni indigene (Quitu, Caras).

    Nel XV secolo Quito divenne un importante centro dell’Impero Inca, seconda solo a Cusco per importanza nel nord dell’impero.

    Conquista spagnola

    Nel 1534 la città fu conquistata da Sebastián de Benalcázar.

    Gli spagnoli fondarono Quito sulle rovine dell’insediamento incaico, impostandola secondo il modello urbano coloniale.

    Periodo coloniale

    Tra XVI e XVIII secolo Quito divenne un grande centro religioso e culturale.

    Nacque la celebre Scuola Quiteña, corrente artistica che univa barocco europeo e sensibilità indigena, visibile soprattutto nelle sculture lignee policrome e nell’architettura sacra.

    Indipendenza

    Quito ebbe un ruolo centrale nei moti indipendentisti sudamericani.

    Il 10 agosto 1809 è ricordato come il “Primo grido d’indipendenza” dell’America Latina.

    L’indipendenza definitiva arrivò nel 1822, dopo la battaglia di Pichincha guidata da Antonio José de Sucre.

    Età moderna

    Nel XX secolo Quito si è espansa rapidamente, mantenendo però intatto il centro storico.

    Oggi è una città in equilibrio tra tradizione, istituzioni politiche e modernità.

    Centro storico

    È uno dei più estesi e meglio conservati del continente

    Plaza Grande (Independencia)

    Cuore politico e simbolico.

    Chiesa della Compañía de Jesús

    Capolavoro barocco ricoperto d’oro.

    San Francisco

    Complesso monumentale tra i più grandi dell’America Latina.

    La Ronda:strada storica di artigiani e musicisti.

    Cultura e identità

    Quito conserva una forte identità

    Tradizioni indigene ancora vive (feste, tessuti, mercati).Grande importanza della religiosità popolare.

    Musei di alto livello (Casa del Alabado, Museo del Carmen Alto).

    Festa cittadina principale

    Fiestas de Quito (dicembre).

    Natura e simboli

    Vulcano Pichincha

    Domina la città, accessibile anche in funivia.

    Panecillo

    Collina con la statua della Vergine alata, simbolo urbano.

    Mitad del Mundo

    Monumento sull’equatore, poco fuori città.

    Curiosità

    Quito fu, insieme a Cracovia, una delle prime città dichiarate Patrimonio UNESCO.

    L’altitudine influenza il ritmo di vita:tutto è un po’ più lento.

    È una delle capitali più vicine all’equatore al mondo.

    Pvl

  • La bellezza travolgente delle Cicladi

    si rivela poco a poco, come un respiro profondo che accompagna chi arriva senza mai abbandonarlo.

    È una bellezza arcaica e luminosa, nata dall’incontro continuo tra la roccia e il mare, tra il sole implacabile e il vento che non conosce tregua.

    Le isole emergono dall’Egeo come frammenti di luce, scolpite da millenni di intemperie e di silenzi, e conservano un fascino che non ha bisogno di artifici.

    Il bianco delle case, quasi accecante nelle ore centrali del giorno, non è solo una scelta estetica, ma una risposta naturale al paesaggio : riflette il sole, dialoga con il cielo, amplifica la sensazione di essenzialità.

    Le strade strette e tortuose sembrano pensate per rallentare il passo, per invitare a perdersi senza fretta.

    Ogni angolo offre una variazione sullo stesso tema : una scala che conduce al nulla, una porta azzurra consumata dal sale, un’ombra netta che si ritaglia sul muro come un disegno spontaneo.

    Il mare, nelle Cicladi, non è mai uno sfondo.

    È una presenza viva, mutevole, che cambia colore a seconda dell’ora e dell’umore del vento.

    Dal blu profondo al turchese più chiaro, accompagna le giornate e le stagioni, scandendo il ritmo dell’esistenza.

    Le spiagge, spesso nude e selvagge, raccontano un rapporto diretto con la natura, privo di mediazioni superflue.

    Anche dove l’uomo è intervenuto, lo ha fatto con misura, accettando di non dominare del tutto il paesaggio.

    C’è infine una dimensione più intima, quasi invisibile, che rende le Cicladi travolgenti : il silenzio.

    Un silenzio interrotto dal fruscio del vento, dal rumore lontano delle onde, dal passo lento di chi abita questi luoghi da generazioni.

    È un silenzio che invita all’ascolto, che lascia spazio al pensiero e alla memoria.

    In questo equilibrio fragile e potente, le Cicladi non si limitano a mostrarsi : entrano dentro, e restano.

    Pvl

  • VANITY GALLERIES

    Spesso definite in Italia “gallerie affitta-pareti” rappresentano un modello di business nel mondo dell’arte basato sul principio del “pay-to-play”.

    A differenza delle gallerie d’arte tradizionali, che scommettono sull’artista e traggono profitto dalla vendita delle opere, queste strutture ribaltano il rischio economico : il loro guadagno non deriva dai collezionisti, ma direttamente dall’artista stesso.

    Come operano concretamente

    In una Vanity Gallery, l’artista paga una somma prestabilita per poter esporre le proprie opere per un periodo limitato.

    I costi possono variare in base ai metri lineari di parete occupati, alla partecipazione a una mostra collettiva o a servizi aggiuntivi come l’impaginazione di un catalogo, l’organizzazione del vernissage o l’invio di comunicati stampa.

    Il limite principale di questo sistema è la mancanza di una reale selezione curatoriale.

    Poiché l’obiettivo primario della galleria è coprire le spese e generare profitto tramite le quote degli espositori, il criterio del merito artistico passa spesso in secondo piano rispetto alla disponibilità economica dell’autore.

    Le criticità per la carriera artistica

    Il termine “vanità” suggerisce che queste gallerie facciano leva sul bisogno di gratificazione immediata dell’artista. Tuttavia, nel sistema dell’arte contemporanea, questo approccio presenta diversi svantaggi :

    Scarso valore nel CV

    Curatori e galleristi esperti riconoscono facilmente i nomi delle Vanity Galleries.

    Inserirle nel proprio curriculum spesso non aggiunge prestigio e, in certi casi, può persino danneggiare la reputazione professionale.

    Assenza di vendita assistita

    Dato che la galleria ha già incassato il suo profitto dall’artista, raramente ha un reale incentivo commerciale a cercare collezionisti o a promuovere le opere presso gli acquirenti che contano.

    Isolamento critico

    Poiché queste mostre mancano di una linea intellettuale o di una ricerca estetica coerente, vengono generalmente ignorate dalla critica specializzata e dalle riviste di settore.

    Perché alcuni artisti le scelgono

    Nonostante i rischi di immagine, queste realtà continuano a esistere perché offrono un servizio immediato.

    Possono essere utili per chi dipinge per passione e desidera semplicemente uno spazio fisico dove invitare amici e conoscenti, o per chi ha bisogno di documentazione fotografica professionale del proprio lavoro allestito in un contesto espositivo reale, senza dover attendere i lunghi tempi di scouting delle gallerie di ricerca.
    In definitiva, rappresentano una scorciatoia logistica che però raramente si traduce in un avanzamento concreto nella gerarchia del mercato dell’arte .

  • LA NONNA CONTEMPORANEA

    LA NONNA CONTEMPORANEA

    Il Conflitto tra Ruoli : “Nonna-Chioccia” vs “Donna-Individuo”

    Siamo di fronte a una transizione identitaria

    La nonna non accetta più il solo ruolo di “custode del focolare”, ma rivendica il diritto alla propria narrazione.

    La Funzione Sociale

    Accudire i nipoti le fornisce un senso di generatività (secondo Erik Erikson), ovvero la sensazione di contribuire al futuro, combattendo il senso di inutilità che può derivare dall’età avanzata.

    La Funzione Individuale

    Gli “appuntamenti privati per divagarsi” (teatro, amiche, corsi, mostre) sono atti di resistenza psicologica.

    Servono a mantenere viva l’identità adulta, separata da quella familiare, evitando che il “Sé” venga totalmente assorbito dai bisogni dei nipoti.

    La Gestione delle Energie

    L’Entusiasmo e il Limite

    Dal punto di vista della psicologia cognitiva e fisica, questa figura opera in un regime di multitasking generazionale :

    Stimolazione Cognitiva

    Seguire i nipoti mantiene la mente elastica (attenzione divisa, risoluzione di problemi immediati).

    Il Rischio di “Burnout del Caregiver”: Sebbene la definizione sembri eccessiva per una nonna, l’impegno costante può portare a una stanchezza cronica mascherata dal senso del dovere.

    Gli appuntamenti privati fungono da valvola di scarico indispensabile per ricaricare le batterie emotive.

    Dinamiche Relazionali

    Potere e Affetto

    La “dolce vecchietta” esercita una forma di soft power all’interno della famiglia :

    Il Ponte Emotivo

    È l’elemento di stabilità tra i genitori (spesso stressati o assenti per lavoro) e i bambini.

    La Negoziazione dei Confini

    Curare i propri appuntamenti privati è un messaggio indiretto ai figli (i genitori dei nipoti): “Io ci sono, ma sono ancora un’entità autonoma”.

    Questo previene la dinamica del “nonno-baby sitter a chiamata” e ristabilisce un equilibrio di rispetto reciproco.

    La Psicologia del “Tempo Ritrovato”

    Per questa donna, il tempo ha un valore diverso :

    I Nipoti rappresentano il tempo circolare (il ritorno all’infanzia, il gioco).

    Gli Appuntamenti Privati rappresentano il tempo lineare (il godimento del presente, la cultura, la socialità).

    Questa alternanza crea una psiche equilibrata che riduce drasticamente il rischio di depressione senile o solitudine, poiché la donna si sente amata (dai nipoti) e stimata (nella sua cerchia sociale).

    Sintesi dello Stato Mentale

    La situazione descritta è l’archetipo dell’invecchiamento di successo.

    La “dolcezza” non è debolezza, ma una scelta relazionale supportata da una struttura mentale solida che non rinuncia ai propri desideri.

    È una persona che ha integrato il passato (l’esperienza), il presente (il servizio alla famiglia) e il futuro (i propri interessi personali).

    Pvl

  • CARLA ACCARDI

    La mostra monografica dedicata a Carla Accardi rappresenta un’occasione preziosa per immergersi nell’universo di un’artista che ha saputo ridefinire i confini del segno e del colore.

    Attraverso le due sedi della Galleria Lombardi, il percorso espositivo delinea un’evoluzione creativa che muove dalle astrazioni geometriche del dopoguerra fino alla leggerezza trasparente del sicofoil, materiale che ha reso il suo stile immediatamente riconoscibile.

    Questa seconda tappa del progetto curatoriale approfondisce la capacità dell’artista di far vibrare la superficie pittorica, trasformando la tela in un campo di forze dove l’ordine del segno dialoga costantemente con l’emozione cromatica.

    La scelta di sdoppiare l’esposizione tra via di Monte Giordano e via di Panico permette una narrazione più ampia, capace di accogliere opere che testimoniano la sua incessante ricerca formale.

    Visitare una rassegna di tale respiro nel cuore di Roma significa confrontarsi con l’eredità di una delle figure centrali dell’avanguardia italiana del Novecento.

    Il lavoro della Accardi continua a suggerire una modernità intatta, dove la purezza dei tratti non è mai freddo esercizio stilistico, ma un’espressione profonda e vitale dell’anima stessa del quadro.

    L’esposizione dedicata a Carla Accardi

    rimane un appuntamento di rilievo per chiunque voglia comprendere la portata rivoluzionaria della sua ricerca artistica nel panorama contemporaneo.

    Il progetto curato da Lorenzo ed Enrico Lombardi riesce a restituire la complessità di una produzione che ha attraversato decenni di sperimentazione, mantenendo sempre un’identità visiva coerente e potente.

    Le opere selezionate per questa monografica mettono in luce la transizione dai primi esperimenti con il Gruppo Forma 1 verso una maturità segnica che esplora lo spazio come dimensione dinamica e aperta.

    La doppia sede espositiva favorisce un dialogo serrato tra le diverse fasi della sua carriera, offrendo al visitatore una prospettiva privilegiata sulla sua capacità di innovare i linguaggi della pittura.

    La mostra monografica Carla Accardi.

    Segni dell’anima #2 resterà aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2026.

    Tale data segna la conclusione di un percorso espositivo che ha saputo celebrare l’eleganza cromatica e la forza strutturale di una protagonista indiscussa dell’arte astratta internazionale.

    Pvl

  • Il 2026 non arriva come una promessa, ma come una domanda aperta

    Il 2026 non arriva come una promessa, ma come una domanda aperta.

    Non porta con sé l’illusione di un nuovo inizio netto

    né l’entusiasmo ingenuo delle svolte epocali.

    È piuttosto un tempo che si deposita lentamente, chiedendo conto di ciò che è rimasto dopo l’usura degli anni precedenti.

    Un anno che non grida, ma osserva.

    Ciò che emerge è una stanchezza diffusa

    stanchezza delle parole troppo grandi, dei valori proclamati e poco praticati, delle appartenenze gridate più che vissute.

    Il mondo sembra aver perso fiducia nei racconti totali, in quelle narrazioni capaci di spiegare tutto e salvare tutti.

    Eppure, proprio in questa perdita, si apre uno spazio nuovo : quello della scelta consapevole.

    Nel 2026 non sarà tanto importante credere

    quanto decidere.

    Decidere come stare nelle relazioni, come attraversare il conflitto, come esercitare la propria libertà senza trasformarla in indifferenza.

    Le relazioni tenderanno a ridursi di numero, ma non necessariamente di intensità.

    Ci sarà meno tolleranza per ciò che è fittizio, più bisogno di autenticità anche a costo di qualche solitudine.

    Non per cinismo, ma per sopravvivenza interiore.

    E allora la domanda sull’amore universale diventa inevitabile.

    Ha ancora senso parlarne

    dopo le delusioni collettive, dopo la violenza normalizzata, dopo la semplificazione dell’altro in etichetta, nemico o bersaglio?

    Forse no, se per amore universale intendiamo uno stato emotivo costante, una benevolenza ininterrotta, una fusione senza attriti.

    Quell’idea appartiene a un tempo in cui si poteva ancora permettere una certa ingenuità morale.

    Ma se l’amore universale viene inteso non come sentimento

    bensì come principio operativo, allora non solo ha senso: diventa essenziale.

    Amare universalmente, nel 2026

    non significherà provare affetto per chiunque. Significherà qualcosa di più sobrio e più difficile: rifiutare la disumanizzazione.

    Non ridurre l’altro a funzione, a colpa, a caricatura.

    Non cedere alla tentazione di semplificare ciò che è complesso solo per poterlo odiare meglio.

    Significherà scegliere, ogni volta che è possibile, di non chiudere del tutto lo sguardo.

    Questo tipo di amore non consola

    non pacifica, non risolve. Non promette salvezza collettiva.

    È un amore senza enfasi, spesso silenzioso, talvolta scomodo.

    Vive nei gesti minimi: nel modo in cui si ascolta, nel modo in cui si interrompe una catena di reazioni automatiche, nel modo in cui si accetta che l’altro resti irriducibile.

    Il 2026 non chiederà di essere buoni. Chiederà di essere presenti.

    Presenti a se stessi, alle proprie contraddizioni, ai propri limiti.

    Presenti all’altro, senza la pretesa di capirlo fino in fondo.

    In questo senso

    credere ancora nell’amore universale non sarà un atto di fede cieca, ma una forma di resistenza lucida.

    Una scelta contro la semplificazione, contro il cinismo elevato a intelligenza, contro l’idea che indurirsi sia l’unico modo per non soffrire.

    Forse il compito del 2026 non sarà cambiare il mondo.

    Ma non diventare peggiori vivendo in esso.

    E questo, oggi, è già una forma alta di amore.

    Pvl

  • PIERO VILLANI

    IL RESPIRO CROMATICO

    Quando mi avvicino a un’opera di Piero Villani, non vedo semplici aree di colore vedo spazi che respirano, che accolgono e che sembrano pulsare con una vita propria.

    I Sudei non sono superfici piane : sono territori emotivi in cui lo sguardo trova riposo, un luogo dove fermarsi e sentire, più che guardare.

    Per Villani il colore non è un elemento secondario o decorativo : è una presenza viva, capace di trasformare la percezione di chi osserva.

    Ogni Sudeo si espande con vigore, intrecciando luce, superficie e spazio in un dialogo continuo tra memoria e sensazione.

    Qui non si cercano forme precise : si lascia spazio all’intimità del colore, come se esso stesso invitasse a un’esperienza più profonda del semplice vedere.

    I Sudei aprono una soglia fluida tra interno ed esterno, tra sentimento e riflessione.

    In essi il colore pulsa, vibra e diventa simbolo di introspezione, accompagnando lo spettatore in un viaggio che è al tempo stesso visivo e interiore.

    Ogni campitura cromatica sembra suggerire un respiro : calmo, intenso, personale.

    Chi guarda non osserva più un oggetto, ma entra in uno spazio da abitare con gli occhi e con il cuore.

    Piero Villani considera la pittura come un modo di vivere un impegno totale in cui colore e segno diventano strumenti per tradurre le sensazioni in vibrazioni visive.

    Così, la tela non è più qualcosa da leggere, ma da sentire, come un paesaggio di emozioni.

    C’è nei Sudei una sorta di ritualità cromatica : un gesto contemplativo che trascende la semplice percezione e si allarga fino a evocare un dialogo con sé stessi.

    Il colore, in questo linguaggio visivo, diventa esperienza, risvegliando nello spettatore un senso di contemplazione che va oltre il visivo per trasformarsi in esperienza umana.

    Così, ogni Sudeo diventa un luogo da abitare con lo sguardo e con il respiro, uno spazio in cui fermarsi per un istante e accogliere le proprie emozioni.

    Non è solo colore : è esperienza, è presenza, è territorio interiore.

    Pvl

  • La stregoneria della tecnologia

    E’ l’arte invisibile che fa sembrare naturale ciò che non comprendiamo.

    Un tempo erano formule e talismani, oggi sono algoritmi e interfacce : cambiano i simboli, non l’incanto.

    Premiamo un gesto minimo e accadono cose lontane : voci appaiono, immagini viaggiano, decisioni si anticipano.

    La magia sta nell’opacità non nel mistero assoluto, ma nella distanza tra causa e effetto.

    Quando il funzionamento si nasconde, il potere sembra soprannaturale.

    Ogni tecnologia abbastanza avanzata chiede fiducia come un rito : credere che funzioni, accettare le regole, ignorare il fuoco sotto il calderone.

    La differenza, forse, è etica : la stregoneria antica prometteva trasformazione; quella moderna promette efficienza.

    Eppure l’incanto resta lo stesso : delegare il possibile a qualcosa che non vediamo, sperando che ci restituisca più tempo, più ordine, o almeno l’illusione di controllo.

    Pvl

  • Vivere come un devoto di Krishna (bhakta) in Italia

    Vivere come un devoto di Krishna (bhakta) in Italia

    E’ un percorso affascinante che richiede di bilanciare una millenaria tradizione orientale con la vita quotidiana occidentale.

    La sfida non è “diventare indiani”, ma spiritualizzare la propria esistenza ovunque ci si trovi.

    Ecco una guida pratica su come integrare i principi della Bhakti nella tua vita, rispettando i testi sacri e i principi regolatori .

    I Quattro Principi Regolatori

    Per un Vaisnava, questi pilastri sono fondamentali per mantenere la mente pulita e focalizzata sul servizio a Krishna.

    Rappresentano la base della libertà spirituale :

    Ahimsa (Non violenza)

    Dieta rigorosamente vegetariana (o meglio, latto-vegetariana), evitando carne, pesce e uova.

    L’ideale è consumare solo Prasadam (cibo offerto a Krishna).

    Assenza di intossicanti

    Evitare fumo, alcol, droghe e anche caffeina o teina (che alterano lo stato di coscienza).

    Niente sesso illecito

    La sessualità è vissuta all’interno del matrimonio e idealmente finalizzata alla procreazione in coscienza di Krishna.

    Niente gioco d’azzardo

    Evitare scommesse o speculazioni finanziarie rischiose, che alimentano l’avidità e l’illusione.

    La Sadhana

    La Tua Routine Spirituale. La vita spirituale si fonda sulla disciplina quotidiana (Sadhana). Anche se vivi in Italia e lavori, puoi adattare questi momenti :

    Japa Meditation

    Il cuore della pratica è il canto del Maha-mantra :

    Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

    Cerca di dedicare un numero fisso di “giri” di corona (mala) ogni mattina .

    Studio dei Testi

    Dedica almeno 15-30 minuti al giorno alla lettura della Bhagavad-gita o dello Srimad Bhagavatam. Questo “nutre” l’intelligenza.

    Mangiare in Coscienza

    Impara a cucinare piatti italiani (pasta, verdure, legumi) e offrili a Krishna mentalmente o con un piccolo altare domestico prima di mangiare .

    La cucina italiana si presta benissimo alla dieta Vaisnava!

    Comportamento e Attitudine, Etica Vaisnava

    Essere un devoto non significa isolarsi, ma agire nel mondo con una nuova consapevolezza.

    Umiltà e Rispetto

    La Siksastaka di Chaitanya Mahaprabhu insegna a essere “più umili di un filo d’erba”. Rispetta i tuoi genitori, i colleghi e la cultura in cui vivi, vedendo la presenza di Dio nel cuore di ogni essere .

    Dovere (Dharma)

    Svolgi il tuo lavoro o i tuoi studi con eccellenza, offrendo i risultati a Krishna.

    Non essere pigro

    un devoto dovrebbe essere un cittadino esemplare.

    Satsanga (Associazione)

    Cerca la compagnia di altri devoti.

    Se non hai un tempio vicino, partecipa a incontri online o gruppi di studio.

    L’associazione è il “carburante” della devozione.

    Sfide Specifiche in Italia

    Vivere in un paese con forti radici cattoliche e una cultura gastronomica centrata sulla carne richiede tatto:

    Vita Sociale

    Non c’è bisogno di essere fanatici.

    Se vai a cena fuori, scegli opzioni vegetariane semplici (pizza marinara, pasta al pomodoro) senza fare troppe pressioni agli altri, ma rimanendo fermo nei tuoi principi.

    Famiglia

    Spiega la tua scelta con dolcezza.

    Spesso, il modo migliore per convincere i propri cari della validità del tuo percorso non sono le prediche, ma vederti più felice, calmo e responsabile.

    Un consiglio per iniziare

    Non cercare di essere perfetto dal primo giorno.

    La vita spirituale è una maratona, non uno sprint.

    Focalizzati sulla qualità del tuo canto e sulla sincerità del tuo desiderio di servire.

    Pvl

  • GRACE HARTIGAN

    1922–2008 è stata una pittrice statunitense, figura centrale dell’Espressionismo Astratto e, in particolare, della New York School.

    Alcuni punti chiave

    Inizia come astrattista pura negli anni ’50, accanto a artisti come Pollock, de Kooning e Rothko.

    A differenza di molti colleghi, reintrodusse presto figure, oggetti e riferimenti narrativi, anticipando una svolta che la rese atipica nel movimento.

    Fu profondamente influenzata da poesia, miti, storia dell’arte e vita urbana.

    Negli anni ’50 firmava talvolta le opere con il nome “George Hartigan”, per aggirare i pregiudizi di genere del sistema artistico.

    Importante il suo ruolo anche come insegnante : per decenni ha diretto la Hoffberger School of Painting a Baltimora.

    Il suo lavoro è spesso descritto come un equilibrio teso tra gesto emotivo e struttura figurativa, tra caos e memoria.

    https://www.guggenheim-venice.it/it/arte/artisti/grace-hartigan/

  • CAPAREZZA

    E’ il nome d’arte di Michele Salvemini rapper, cantautore e produttore italiano nato a Molfetta (1973).

    È noto per testi ironici, satirici e politicamente consapevoli uso ricchissimo della lingua italiana (giochi di parole, citazioni storiche, letterarie e pop) un suono che mescola rap, rock, elettronica e funk

    In breve

    Esordi anni ’90 (inizialmente come Mikimix)

    Svolta artistica con Verità supposte (2003)

    Temi ricorrenti identità, potere, informazione, cultura di massa, libertà individuale

    Stile live concerti molto curati, teatrali ed energici

    Album principali Verità supposte (2003) Habemus Capa (2006) Le dimensioni del mio caos (2008) Il sogno eretico (2011) Museica (2014) Prisoner 709 (2017) Exuvia (2021)

  • BENEDETTA ROSSI

    E’ una delle food blogger

    e personalità della cucina italiana più amate e seguite del momento, famosa soprattutto per le sue ricette casalinghe semplici, genuine e alla portata di tutti. 

    Benedetta Rossi è nata a Porto San Giorgio (Fermo) nelle Marche e ha iniziato a cucinare fin da giovane, seguendo gli insegnamenti di sua nonna e delle zie.

    Dopo la laurea in biologia marina ha lavorato per più di quindici anni nella cucina dell’agriturismo di famiglia, prima di lanciarsi nel mondo online. 

    Dal Web alla TV

    Ha debuttato su YouTube nel 2011 con il canale Fatto in casa da Benedetta, dove pubblicava video di ricette semplici senza parlare all’inizio, solo mostrando le preparazioni.

    Con il tempo è diventata una vera e propria celebrità del web, accumulando milioni di follower su Instagram, YouTube e Facebook. 

    Il suo successo l’ha portata anche in televisione : ha condotto programmi come Fatto in casa per voi e più recentemente Ricette d’Italia, un format che esplora tradizioni culinarie italiane e coinvolge persone comuni nella preparazione dei loro piatti del cuore. 

    Stile di cucina

    La cucina di Benedetta è focalizzata su : Ricette casalinghe, facili da replicare con ingredienti comuni. 

    Piatti della tradizione italiana, spesso della cucina marchigiana. 

    Preparazioni che spaziano da antipasti, primi, secondi e contorni fino a dolci, conserve e marmellate. 

    Le sue ricette sono pensate per chi ama cucinare con semplicità e gusto, anche se non si è esperti. 

    Libri di cucina

    Benedetta ha pubblicato numerosi libri di ricette di grande successo in Italia, tutti improntati alla cucina di casa, con spiegazioni dettagliate e consigli pratici.

    Alcuni titoli recenti includono: Fatto in casa da Benedetta In cucina con la friggitrice ad aria Il libro d’oro.

    Tutte le mie ricette più amate La mia cucina per tutti (con ricette anche per esigenze specifiche come senza glutine o senza lattosio) 

    Dove trovare le sue ricette

    La sua piattaforma principale è il sito “Fatto in casa da Benedetta”, dove puoi trovare tantissime ricette con indicazioni su tempi, ingredienti e preparazione. 

    Pvl

  • GIOVANNI SYLOS LABINI

    Fisico e ricercatore nel settore spaziale

    Giovanni Sylos Labini è un fisico italiano, attivo soprattutto nell’ambito di :

    satelliti space debris (detriti spaziali) sicurezza orbitale sistemi di sorveglianza dello spazio (Space Situational Awareness)

    Lavora come ricercatore e divulgatore scientifico, con particolare attenzione ai problemi legati a :

    congestione delle orbite terrestri rischio di collisioni tra satelliti sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali implicazioni politiche e strategiche dell’uso dello spazio

    È spesso coinvolto in

    progetti di ricerca europei analisi tecnico-scientifiche su satelliti e infrastrutture spaziali divulgazione su temi spaziali in contesti pubblici e mediatici

    Il suo profilo è quindi più vicino a:

    fisica applicata / ingegneria spaziale / geopolitica dello spazio.

  • Cova da Iria nei pressi di Fatima

    Cova da Iria nei pressi di Fatima

    Ecco i punti essenziali

    Luogo :

    una conca naturale (in portoghese cova = avvallamento) situata nella parrocchia di Fátima, comune di Ourém.

    Eventi :

    tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 vi si verificarono le presunte apparizioni mariane a tre pastorelli : Lucia dos Santos, Francisco e Jacinta Marto.

    Evento culminante :

    il 13 ottobre 1917, davanti a migliaia di persone, avvenne il cosiddetto “miracolo del sole”.

    Oggi :

    sul sito sorge il Santuario di Nostra Signora di Fátima, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio cattolico al mondo.

    Significato :

    Cova da Iria è diventata simbolo di devozione mariana, preghiera, penitenza e riflessione sul Novecento (guerre, ideologie, sofferenza umana).

    Pvl

  • BRIGITTE BARDOT

    MORTE

    VITA CARRIERA IMPEGNO

    CHI ERA

    Brigitte Anne-Marie Bardot (Paris, 28 settembre 1934 – 28 dicembre 2025) è stata un’attrice, cantante, modella e attivista francese.

    Conosciuta universalmente come “BB”, è stata una delle figure più influenti del cinema europeo e mondiale del XX secolo. 

    Carriera cinematografica

    Bardot esordì nel cinema all’inizio degli anni ’50, ma fu il film E Dio creò la donna (And God Created Woman, 1956), diretto dal suo primo marito Roger Vadim, a lanciare la sua carriera e a consacrarla come icona di bellezza e sex symbol internazionale. 

    Negli anni successivi, recitò in numerosi film di rilievo, tra cui opere con registi come Henri-Georges Clouzot e Jean-Luc Godard, diventando una delle figure più riconoscibili del cinema francese degli anni ’50 e ’60. 

    Nel corso della sua carriera da attrice partecipò a 47 film e registrò oltre 60 canzoni, facendo anche incursioni nella musica e nella moda. 

    Ritiro dal cinema

    All’apice della fama, Bardot decise di ritirarsi dalle scene nel 1973, appena 39enne, scelta che colse di sorpresa il mondo del cinema ma segnò l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita. 

    Impegno per i diritti degli animali

    Dopo il ritiro dalle scene, Bardot dedicò gran parte della sua vita alla causa per i diritti degli animali :

    Nel 1986 fondò la Fondation Brigitte Bardot, impegnata nella protezione degli animali in Francia e nel mondo.  La sua attività ha incluso campagne contro la caccia, il maltrattamento degli animali e la tutela di specie vulnerabili, facendo della sua fondazione una delle principali organizzazioni animaliste.  Il suo impegno le è valso riconoscimenti e apprezzamento da parte di molti enti ambientalisti e animalisti. 

    Aspetti controversi

    Bardot è stata anche una figura divisiva :

    Nel corso degli anni, la sua franchezza e posizioni politiche hanno attirato critiche e causato condanne giudiziarie per istigazione all’odio razziale in Francia, legate alle sue dichiarazioni su immigrazione e Islam.  Questi aspetti hanno caratterizzato parte della sua vita post-cinematografica e contribuito a un’immagine pubblica complessa e controversa. 

    Eredità culturale

    Brigitte Bardot ha lasciato un’impronta durevole :

    È considerata una delle più grandi icone del cinema del XX secolo, simbolo di emancipazione, bellezza e ribellione ai costumi tradizionali. 

    La sua immagine ha influenzato non solo il cinema ma anche moda, musica e cultura pop in generale. 

    La sua fondazione continua l’opera di tutela degli animali, mantenendo vivo un elemento centrale della sua vita negli ultimi decenni. 

    Morte

    Brigitte Bardot si è spenta il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.

    La sua morte è stata confermata dalla Fondazione Brigitte Bardot. 

    La sua scomparsa chiude un capitolo importante della storia del cinema e del costume mondiale, ma la sua influenza attraverso i film che ha interpretato e l’impegno che ha portato avanti resterà parte della memoria collettiva. 

    La vita amorosa di Brigitte Bardot : passioni, matrimoni e relazioni iconiche

    Brigitte Bardot, recentemente al centro delle cronache per la sua scomparsa a 91 anni, non è stata soltanto una delle attrici più celebri del cinema francese : la sua vita sentimentale intensa e ribelle ha accompagnato la sua carriera, contribuendo a creare l’immagine leggendaria di un’icona di stile e di libertà femminile. 

    Roger Vadim

    il grande amore che la fece diventare star

    L’inizio della vita sentimentale di Bardot fu con Roger Vadim, regista francese molto più grande di lei, che la lanciò nel cinema e la portò alla fama con il capolavoro E Dio… Creò la donna del 1956.

    La loro unione, iniziata quando lei era appena adolescente, fu intensa ma travagliata e si concluse poco dopo il successo internazionale della pellicola. 

    Jean-Louis Trintignant

    amore sul set

    Durante le riprese di Piace a troppi, Bardot si innamorò dell’attore Jean-Louis Trintignant.

    La relazione fu passionale ma breve, interrotta da circostanze esterne come il servizio militare di lui, lasciando comunque un segno indelebile nella sua storia personale. 

    Jacques Charrier

    matrimonio e paternità

    Nel 1959 Brigitte sposò l’attore Jacques Charrier.

    Dal loro matrimonio nacque l’unico figlio, Nicolas-Jacques, ma le difficoltà nel conciliare la fama con la vita familiare portarono alla separazione e al divorzio nel 1962. 

    Gunter Sachs

    lusso, celebrità e scandali

    Nel 1966 Bardot si unì in matrimonio al miliardario tedesco Gunter Sachs.

    La loro fu un’unione molto fotografata e simbolo della “dolce vita” europea, ma ricca di alti e bassi e terminata pochi anni dopo. 

    Relazioni con artisti, musicisti e attori

    Oltre ai matrimoni, Bardot visse numerose relazioni con figure di spicco del mondo artistico e mondano:

    Serge Gainsbourg, con cui condivise anche collaborazioni artistiche e una celebre canzone ispirata a lei (Initials B.B.).  Sacha Distel, noto musicista francese. 

    Altre relazioni inclusero figure come Gigi Rizzi, Patrick Gilles, Bob Zagury e altri personaggi del panorama culturale europeo dell’epoca. 

    Bernard d’Ormale

    l’equilibrio nella vita adulta

    Dopo anni di passioni sotto i riflettori, Brigitte trovò stabilità e riservatezza accanto a Bernard d’Ormale, con cui si sposò nel 1992 e con cui visse gli ultimi decenni dedicandosi alle sue attività filantropiche e alla protezione degli animali. 

    In sintesi

    un cuore libero e iconico

    La vita amorosa di Brigitte Bardot è stata specchio della sua personalità ribelle, anticonformista e sensuale.

    Dai primi amori giovanili ai matrimoni scintillanti, fino alle relazioni con artisti e musicisti, ogni legame racconta una fase della sua esistenza vissuta al massimo della libertà e dell’intensità emotiva. 

    Pvl

  • PIERO VILLANI

    LIRISMO ASTRATTO NEI SUDEI

    I sudei di Piero Villani intrecciano colore e pseudo-forma in un rapporto amoroso che approda a un autentico lirismo astratto.

    In queste opere, nulla è lasciato alla semplice gestualità o al decorativismo cromatico : ogni superficie appare come il risultato di una tensione interna, di un dialogo costante tra ciò che tende a definirsi e ciò che, deliberatamente, sfugge alla forma.

    Il colore non agisce come riempimento né come elemento accessorio, ma come forza primaria, capace di generare spazio e ritmo.

    Le pseudo-forme che emergono mai completamente risolte, mai del tutto riconoscibili non cercano una stabilità iconica, bensì una condizione di sospensione.

    È in questa instabilità che si manifesta il carattere più intimo dei sudei: una pittura che non descrive, ma allude; che non afferma, ma invita.

    Piero Villani sembra operare in una zona di confine, dove la forma non è negata ma costantemente rimessa in discussione.

    La pseudo-forma diventa così il luogo dell’incontro, il punto di contatto tra impulso emotivo e controllo compositivo.

    Il rapporto amoroso tra colore e struttura non è pacificato: è un confronto, talvolta un attrito, che produce vibrazione visiva e densità poetica.

    Il lirismo astratto che ne deriva non è sentimentale né evasivo. Al contrario, è un lirismo consapevole, costruito attraverso stratificazioni, scarti e pause.

    La superficie pittorica si offre come campo di esperienza, dove lo sguardo è chiamato a muoversi lentamente, ad accettare l’ambiguità come valore e non come mancanza.

    Nei sudei, l’astrazione non coincide con l’allontanamento dal reale, ma con un suo ripensamento profondo.

    Il colore diventa linguaggio emotivo, la pseudo-forma memoria di un ordine possibile ma mai definitivo.

    In questo equilibrio fragile e intenso risiede la forza del lavoro di Piero Villani : una pittura che sceglie la via della poesia senza rinunciare al rigore, e che trova nel lirismo astratto la propria voce più autentica.

    Pvl

  • GIORGIA ROMBOLA’

    E’ una giornalista e conduttrice italiana che lavora in Rai, in particolare legata al TG3 e ad alcune trasmissioni di approfondimento e informazione. 

    Carriera professionale

    Fa parte della redazione di TG3 come giornalista e talvolta conduttrice/inviata. 

    Ha condotto “Agorà Estate” su Rai3, programma di attualità e politica in onda in fascia mattutina, soprattutto durante l’estate. 

    È stata anche coinvolta nella conduzione del programma di approfondimento TG3 Linea Notte, alternandosi con un’altra giornalista nella gestione dell’edizione serale/notturna. 

    In passato ha lavorato anche a Rai News24 e ha esordito in tv conducendo altri programmi di informazione. 

    Origini e vita personale

    Originaria di Soverato (in Calabria), vive a Roma. 

    Ha una formazione giornalistica classica e ha frequentato la scuola di giornalismo. 

    È sposata e madre di quattro figli. 

    Curiosità

    Nel corso della sua attività a RaiNews24 è stata al centro di una polemica nel 2018 dopo aver denunciato un episodio di violenza e aver ricevuto insulti e minacce sui social, con solidarietà espressa dalla Rai e dai sindacati giornalistici. 

  • PESCE MARTELLO

    Pesce Martello

    Sì, il pesce martello è commestibile, ma ci sono alcune considerazioni importanti.

    Sapore e uso in cucina : La carne del pesce martello è simile a quella di altri squali : soda e leggermente fibrosa. Viene consumata in alcune regioni, spesso grigliata, al forno o utilizzata per fare carpaccio o sashimi (dove è consentito).

    Rischi per la salute

    Come molti squali, può accumulare mercurio e altre tossine. Per questo motivo, il consumo frequente non è consigliato, soprattutto per donne in gravidanza, bambini e persone sensibili al mercurio.

    Conservazione e legalità

    In alcune zone, la pesca del pesce martello è regolamentata perché alcune specie sono minacciate. Quindi bisogna assicurarsi che sia pescato legalmente.

    •••

    Ecco una panoramica delle specie di pesce martello e della loro commestibilità/sicurezza

    Specie più comuni di pesce martello

    Sphyrna lewini (Martello comune o scalloped hammerhead)

    Stato :

    In pericolo secondo la IUCN.

    Consumo :

    Sconsigliato, sia per rischio di estinzione sia per possibile alta concentrazione di mercurio. Sphyrna mokarran (Martello grande o great hammerhead)

    Stato :

    Vulnerabile/In pericolo.

    Consumo :

    Sconsigliato, simili motivi di conservazione e mercurio. Sphyrna tiburo (Bonnethead o martello piccolo)

    Stato :

    Non minacciato in molte aree.

    Consumo :

    Più sicuro, carne simile ad altri squali di piccola taglia, ma va comunque consumato con moderazione. Sphyrna zygaena (Smooth hammerhead)

    Stato :

    Vulnerabile.

    Consumo :

    Meglio evitarlo, principalmente per motivi di conservazione.

    Raccomandazioni generali

    Prediligere le specie piccole e locali, non minacciate. Limitare il consumo a causa del mercurio, anche se si sceglie una specie “sicura”. Verificare sempre che il pesce sia stato pescato legalmente.

    In pratica :

    i martelli piccoli come il Bonnethead sono i più sicuri da mangiare, mentre i grandi martelli sono meglio evitarli sia per salute che per conservazione.

  • Essere e comportarsi da vero Vaisnava

    Essere e comportarsi da vero Vaisnava

    Significa riferirsi a chi segue sinceramente la via del bhakti-yoga, la devozione verso Dio (Vishnu o Krishna) secondo la tradizione vaiṣṇava.

    La vita di un vero Vaiṣṇava non è solo una questione di etichetta o di rituali esteriori, ma soprattutto di atteggiamento interiore e comportamento etico coerente.

    Ecco una panoramica chiara e pratica

    Amore e devozione a Dio

    La priorità assoluta di un Vaiṣṇava è servire e amare Krishna (o Vishnu) in ogni aspetto della vita.

    La devozione si manifesta attraverso la preghiera, il canto dei nomi divini (japa o kirtana) e lo studio delle scritture sacre come Bhagavad-gītā e Śrīmad Bhāgavatam.

    Rispetto e cura per tutti gli esseri viventi

    Un vero Vaiṣṇava pratica ahimsa (non violenza) e compassione verso tutti gli esseri.

    Non fa male intenzionalmente agli altri, sia umani che animali, e cerca di servire il prossimo come manifestazione del divino.

    Condotta morale elevata

    Evita comportamenti considerati immorali o contaminanti spiritualmente, come :

    Menzogna o inganno Furto o corruzione

    Uso eccessivo di sostanze che alterano la mente

    Relazioni sessuali illecite o egoistiche

    Coltiva qualità come :

    veridicità

    umilta’

    pazienza e autocontrollo.

    Sincerità e umiltà

    Un vero Vaiṣṇava non ostenta la propria devozione né cerca approvazione mondana.

    È pronto a accettare correzioni e a imparare dai più esperti senza arroganza.

    Disciplina spirituale

    Mantiene una pratica regolare di :

    Japa (ripetizione del mantra)

    Puja (adorazione)

    Studio dei testi sacri

    Partecipazione a satsang (compagnia spirituale)

    La disciplina è vista come mezzo per purificare il cuore e mantenere la mente concentrata su Dio.

    Comportamento sociale

    Si astiene da critiche e pettegolezzi.

    Aiuta gli altri senza secondi fini, con un cuore generoso e sincero.

    È onesto nel lavoro e nella vita quotidiana, e cerca di guadagnarsi da vivere in modo lecito (artha).

    Atteggiamento interiore

    Il vero Vaiṣṇava vede Dio in ogni cosa e tutto ciò che accade come parte del piano divino.

    Coltiva :

    pazienza

    gratitudine

    distacco dagli attaccamenti materiali senza essere indifferente al mondo.

    Sintesi pratica

    Un vero Vaiṣṇava ama Dio e gli altri, vive con integrità, disciplina e umiltà, e cerca di purificare la mente e il cuore attraverso la devozione.

    Non è il titolo o il vestito religioso a renderlo tale, ma l’attitudine interna e la coerenza tra pensiero, parola e azione.

    COSA FARE SISTEMATICAMENTE :

    Iniziare e chiudere la giornata con preghiera o mantra

    Ripetere il maṅtra di Krishna (come il Maha Mantra) al mattino e alla sera aiuta a mantenere la mente centrata su Dio.

    Anche 5-10 minuti costanti producono un grande cambiamento interiore nel tempo.

    Coltivare la veridicità

    Parlare sempre con onestà e sincerità, evitando bugie o esagerazioni.

    Se qualcosa non può essere detta gentilmente, meglio tacere.

    Evitare pettegolezzi e critiche

    Non parlare male degli altri né diffondere voci.

    Se necessario, offrire consigli costruttivi con umiltà e amore.

    Servire e aiutare il prossimo

    Offrire aiuto a chi ne ha bisogno, senza aspettarsi riconoscimenti. Anche piccoli gesti quotidiani (un sorriso, una parola gentile) sono parte del servizio.

    Evitare sostanze e attività nocive

    Limitare o evitare alcol, droghe, e comportamenti che disturbano la mente o portano a perdita di autocontrollo.

    Questo aiuta la mente a rimanere chiara per la devozione.

    Mangiare in modo consapevole

    Preferire cibo sattvico, pulito e vegetariano.

    Offrire il cibo a Dio prima di mangiare è un modo per trasformare l’azione quotidiana in devozione.

    Studiare testi sacri

    Dedicare ogni giorno anche pochi minuti allo studio di Bhagavad-gītā o Śrīmad Bhāgavatam. Serve a nutrire la mente con insegnamenti spirituali e migliorare la condotta.

    Coltivare l’umiltà

    Non vantarsi delle proprie conoscenze o pratiche spirituali.

    Accettare suggerimenti e critiche senza offesa, vedendole come opportunità di crescita.

    Controllare la mente e le emozioni

    Evitare reazioni impulsive di rabbia, gelosia o egoismo.

    Praticare pazienza, tolleranza e gratitudine anche nelle difficoltà.

    Condividere la devozione

    Partecipare a kirtan, satsang o attività di comunità.

    La compagnia spirituale rinforza la pratica personale e ispira gli altri.

    Suggerimento pratico

    puoi segnarti questi 10 punti su un foglio e spuntarne uno al giorno come “obiettivo pratico”.

    In un mese vedrai già un cambiamento significativo nella mente e nel comportamento.

    Pvl

  • FIUME YAMUNA / uno dei principali affluenti del Gange

    E’ uno dei fiumi più inquinati dell’India, nonostante la sua importanza culturale, religiosa ed economica.

    La situazione del fiume è allarmante e deriva da una combinazione di cause antropiche e naturali.

    Ecco un’analisi dettagliata :

    Cause principali dell’inquinamento

    Scarichi domestici e urbani Le città lungo il fiume, in particolare Delhi, contribuiscono con enormi quantità di acque reflue non trattate.

    Si stima che ogni giorno milioni di litri di acque reflue vengano riversati nel fiume senza alcun trattamento adeguato.

    Industria Industrie chimiche, tessili e conciarie scaricano rifiuti tossici, metalli pesanti e sostanze chimiche pericolose.

    Questi scarichi rendono l’acqua tossica e dannosa per la fauna e per le persone che la utilizzano.

    Rifiuti solidi Plastica, immondizia domestica e rifiuti industriali vengono spesso gettati direttamente nel fiume o nelle sue sponde.

    Pratiche agricole L’uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi nelle zone agricole lungo il fiume contribuisce a un fenomeno di eutrofizzazione, con crescita eccessiva di alghe che impoverisce l’ossigeno dell’acqua.

    Attività religiose Bagni rituali, immersione di statue e offerta di fiori contribuiscono all’inquinamento organico e chimico.

    Effetti dell’inquinamento

    Ambientali Diminuzione drastica della biodiversità acquatica.

    Crescita di alghe tossiche e cattivo odore.

    Contaminazione dei suoli lungo le sponde.

    Sanitari Malattie trasmissibili dall’acqua (come colera, dissenteria, epatite A).

    Metalli pesanti nell’acqua possono accumularsi nella catena alimentare.

    Socio-economici Limitazione delle attività di pesca.

    Riduzione dell’uso dell’acqua per irrigazione e consumo umano.

    Interventi e sfide

    Progetti governativi :

    Il governo indiano ha avviato progetti come il “Yamuna Action Plan” per costruire impianti di trattamento delle acque e ridurre gli scarichi industriali.

    Ostacoli

    Inadeguata manutenzione degli impianti di trattamento.

    Crescita urbana rapida e incontrollata.

    Mancanza di consapevolezza tra la popolazione locale.

    Conclusione

    Il Yamuna è ormai un simbolo della crisi dei fiumi urbani in India : pur essendo sacro e centrale nella vita di milioni di persone, è gravemente compromesso dalla contaminazione umana.

    La sua bonifica richiede non solo interventi tecnologici, ma anche un cambiamento culturale e comportamentale nella gestione dei rifiuti e nell’uso delle risorse idriche.

    Pvl

  • Stalking online

    Stalking online

    Il social cyberstalking è una forma di stalking online

    che avviene soprattutto tramite social network, app di messaggistica e piattaforme digitali.

    Consiste in comportamenti ripetuti, indesiderati e invasivi che causano ansia, paura o disagio nella vittima.

    Come si manifesta

    Può includere una o più di queste azioni :

    Messaggi insistenti o minacciosi (DM, commenti, email)

    Controllo ossessivo dei profili social (like sistematici, visualizzazioni continue)

    Creazione di account falsi per contattare o sorvegliare la vittima.

    Diffusione di informazioni personali (doxxing)

    Manipolazione, ricatto emotivo o intimidazioni pubbliche

    Monitoraggio delle attività online e offline (“so dove sei”, “ho visto con chi eri”)

    Caratteristiche chiave

    Ripetitività (non è un singolo episodio)

    Non consensualità (la vittima ha espresso o dimostrato rifiuto)

    Impatto psicologico (stress, paura, senso di controllo)

    Conseguenze per la vittima

    Ansia, insonnia, depressione

    Isolamento sociale

    Cambiamenti nelle abitudini quotidiane Sensazione di perdita di controllo e sicurezza

    Cosa fare

    Non rispondere e non alimentare il contatto

    Bloccare e segnalare l’account sulla piattaforma

    Raccogliere prove (screenshot, link, date, orari)

    Rafforzare la privacy dei profili social

    Parlarne con qualcuno di fiducia

    Rivolgersi alle autorità: in molti paesi (Italia inclusa) il cyberstalking è perseguibile per legge

    In Italia

    Il cyberstalking rientra nel reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.), anche se commesso esclusivamente online.

    Pvl

  • SINGAPORE

    è spesso citata come modello globale di città giardino

    e questa definizione non è casuale : riflette una combinazione unica di urbanistica, sostenibilità e qualità della vita.

    Posso spiegarti in dettaglio perché viene considerata così.

    Origine del concetto L’idea di “città giardino” nasce dal movimento urbanistico britannico di inizio ‘900, che puntava a combinare i benefici del verde con quelli della vita urbana, evitando sovraffollamento e degrado ambientale.

    Singapore ha adattato questo concetto al contesto moderno e tropicale, diventando un esempio di città “verde” contemporanea.

    Strategie di Singapore come città giardino

    Verde diffuso e integrato parchi, giardini verticali, tetti verdi, corsi d’acqua naturali e artificiali, e alberi lungo strade e marciapiedi.

    Urbanistica pianificata ogni quartiere è progettato con spazi verdi, centri ricreativi, scuole e infrastrutture, riducendo la dipendenza dall’auto e aumentando la vivibilità.

    Sostenibilità e biodiversità Singapore ha creato riserve naturali, corridoi ecologici e progetti per proteggere la fauna urbana.

    Esempi celebri Gardens by the Bay e il Singapore Botanic Gardens, patrimonio UNESCO.

    Edilizia verde edifici con facciate vegetali, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, pannelli solari, e norme di certificazione ambientale (Green Mark).

    Politiche pubbliche incentivi per spazi verdi privati, educazione ambientale e piani di mobilità sostenibile.

    Risultati Singapore è spesso definita la città più verde dell’Asia.

    Ha un’alta qualità dell’aria e ottima gestione delle risorse idriche e ambientali. Il verde urbano contribuisce al benessere psicologico, alla riduzione del calore urbano e alla mitigazione dell’inquinamento.

    Rilevanza globale

    È un modello replicabile in città ad alta densità grazie alla pianificazione integrata. Organizzazioni internazionali citano Singapore come esempio di sviluppo urbano sostenibile e resiliente.

  • FBI e CIA

    L’FBI (Federal Bureau of Investigation) e la CIA (Central Intelligence Agency) sono due agenzie degli Stati Uniti, ma hanno ruoli e compiti diversi.

    L’FBI è la polizia federale americana. Si occupa di investigare e far rispettare le leggi federali all’interno degli Stati Uniti. Tra i suoi compiti ci sono : combattere la criminalità organizzata, il terrorismo interno, le frodi, la corruzione e i crimini informatici. Lavora principalmente sul territorio nazionale e può arrestare persone.

    La CIA, invece, è un’agenzia di intelligence. Il suo compito principale è raccogliere e analizzare informazioni dall’estero per proteggere la sicurezza nazionale. Si occupa di spionaggio, operazioni segrete e analisi dei rischi internazionali, ma non ha poteri di polizia negli Stati Uniti.

    In sintesi

    FBI : opera negli USA, fa indagini e arresta criminali.

    CIA : opera fuori dagli USA, raccoglie informazioni e fa spionaggio.

    Un modo semplice per ricordarlo

    FBI = dentro, polizia.

    CIA = fuori, spionaggio.

  • L’arte di riciclare i regali non è solo una soluzione pratica

    Può diventare un gesto creativo, elegante e persino affettivo.

    Ecco alcune chiavi di lettura e idee, tra etica e immaginazione .

    Riciclare con stile

    Riciclare un regalo non significa “sbarazzarsene”, ma ridargli un destino migliore :

    Riconversione

    un oggetto diventa altro (una sciarpa, copricuscino, una scatola, contenitore prezioso).

    Ricontestualizzazione

    lo stesso oggetto, in un nuovo ambiente o con un nuovo uso, cambia valore.

    Assemblaggio

    più regali inutilizzati possono fondersi in qualcosa di nuovo e unico.

    Un gesto etico, senza moralismi

    Il riciclo dei regali

    riduce sprechi e accumuli, combatte il consumo automatico, invita a un rapporto più consapevole con gli oggetti. Se fatto con attenzione, è più rispettoso del donatore che lasciare un regalo dimenticato in un cassetto.

    Creatività invisibile

    L’aspetto più interessante è che questa arte è spesso silenziosa non ha bisogno di essere dichiarata, vive nel dettaglio, premia chi sa guardare oltre la funzione originaria.

    Un buon riciclo non si nota si intuisce.

    Una piccola regola d’oro

    Non riciclare mai un regalo così com’è trasformalo almeno un po’.

    Basta un gesto minimo per renderlo “altro” e farlo tuo.

    Pvl

  • CLANISMO

    CLANISMO

    È un termine che indica la tendenza di individui o gruppi a organizzarsi e agire secondo logiche di appartenenza ristretta (il “clan”), privilegiando i membri interni e discriminando o escludendo gli esterni.

    Caratteristiche principali

    Lealtà interna forte :

    fiducia e protezione reciproca tra i membri.

    Confini rigidi :

    “noi” contro “loro”.

    Nepotismo e favoritismi :

    accesso a risorse e opportunità basato sull’appartenenza.

    Conformismo :

    pressione a seguire norme e decisioni del gruppo.

    Ambiti in cui si manifesta

    Politica (fazioni, clientelismo).

    Economia e lavoro (reti chiuse, assunzioni per appartenenza). Società e cultura (tribalismo identitario, gruppi esclusivi). Criminalità organizzata (clan in senso stretto).

    Effetti

    Positivi a breve termine per i membri (cohesione, mutuo aiuto).

    Negativi a livello collettivo : inefficienza, ingiustizia, conflitti, erosione della fiducia pubblica.

    Differenze utili

    Clanismo ≠ comunità : la comunità può essere aperta e inclusiva; il clanismo è chiuso ed escludente. Clanismo ≠ corporativismo : quest’ultimo tutela interessi di categoria in modo formale; il clanismo opera spesso in modo informale e opaco.

    Se vuoi, posso approfondire il termine in un contesto specifico (storico, politico, sociologico).

    Pvl

  • SOMALILAND

    è una regione del Corno d’Africa

    che si è autoproclamata indipendente dalla Somalia nel 1991, ma non è riconosciuta ufficialmente dalla comunità internazionale come Stato sovrano.

    In breve

    Capitale : Hargeisa

    Popolazione: ~4–5 milioni

    Lingue : somalo (ufficiale), arabo; inglese diffuso

    Moneta : scellino del Somaliland

    Sistema politico : repubblica con elezioni relativamente stabili rispetto al resto della Somalia

    Status politico

    Funziona de facto come uno Stato (governo, parlamento, elezioni, forze di sicurezza).

    De jure è considerato parte della Somalia.

    Ha relazioni informali con vari Paesi, ma nessun riconoscimento formale ONU.

    Economia

    Basata su allevamento, rimesse della diaspora e porto di Berbera (strategico sul Golfo di Aden).

    Interesse crescente per risorse minerarie (inclusi rame, oro e terre rare), ancora in gran parte inesplorate o in fase iniziale.

    Sicurezza e stabilità

    Molto più stabile della Somalia meridionale.

    Ha evitato in larga parte l’influenza diretta di Al-Shabaab.

    Persistono però tensioni di confine (es. regione di Sool).

    Cultura e identità

    Forte senso di identità nazionale distinto dalla Somalia. Tradizione orale, poesia e clanismo ancora centrali nella vita sociale.

    Pvl

  • Miniere cuprifere

    Miniere cuprifere

    sono siti di estrazione del rame (Cu), un metallo fondamentale per elettricità, edilizia, elettronica e transizione energetica.

    Principali tipi di giacimenti

    Porfirici : i più diffusi; grandi volumi, basse concentrazioni (es. Cile, Perù). Sedimentari (stratiformi) : rame associato a sedimenti (es. Copperbelt africano). Vulcanogenici (VMS): legati ad antica attività vulcanica sottomarina. Skarn : al contatto tra intrusioni magmatiche e rocce carbonatiche.

    Metodi di estrazione

    A cielo aperto: per giacimenti estesi e superficiali. In sotterraneo: per corpi mineralizzati profondi. Lisciviazione (heap leaching): soprattutto per minerali ossidati; spesso con elettroestrazione (SX-EW).

    Principali aree produttive

    Cile (leader mondiale) Perù Repubblica Democratica del Congo – Zambia Cina Stati Uniti Australia

    Minerali di rame comuni

    Calcopirite (CuFeS₂) Bornite Malachite e azzurrite (ossidati) Cuprite

    Aspetti ambientali

    Grande consumo di acqua ed energia Produzione di sterili e tailings Rischio di drenaggio acido Crescente attenzione a riciclo, riduzione impatti e miniere “green” .

  • CHIESA GALLICANA

    indica l’insieme delle tradizioni, delle posizioni teologiche e soprattutto giuridico-istituzionali della Chiesa cattolica in Francia che, per secoli, rivendicarono una notevole autonomia dal papa, pur restando formalmente cattoliche.

    Origine del gallicanesimo

    Il gallicanesimo si sviluppa nel Medioevo e si consolida tra XIV e XVII secolo, in un contesto di tensione costante tra:

    autorità papale potere del re di Francia episcopato francese

    L’idea centrale era che il papa avesse un primato spirituale, ma non un potere assoluto sugli affari temporali e disciplinari della Chiesa francese.

    I principi fondamentali

    La formulazione classica è quella dei Quattro Articoli del 1682, promulgati sotto Luigi XIV :

    Il papa non ha autorità sulle questioni temporali del re. I concili generali sono superiori al papa.

    Le consuetudini della Chiesa di Francia vanno rispettate.

    Le decisioni papali sono irreformabili solo con il consenso della Chiesa universale.

    Caratteri distintivi

    Forte nazionalizzazione della Chiesa Centralità del re nella nomina dei vescovi Diffidenza verso l’ultramontanismo (supremazia papale assoluta) Influenza del conciliarismo

    Declino e fine

    Il gallicanesimo entra in crisi con :

    la Rivoluzione francese il Concordato del 1801 (Napoleone–Pio VII) soprattutto il Concilio Vaticano I (1870), che definisce il dogma dell’infallibilità papale, rendendo incompatibile il gallicanesimo classico con la dottrina cattolica ufficiale.

    Eredità

    Oggi la Chiesa gallicana non esiste più come realtà istituzionale, ma il suo spirito sopravvive :

    nel dibattito su sinodalità e collegialità in alcune Chiese cattoliche “nazionali” e in movimenti cattolici indipendenti che si definiscono “gallicani” (non riconosciuti da Roma)

    Pvl

  • STINCO DI MAIALE

    E’ un taglio di carne ricavato dalla parte inferiore della zampa del maiale, caratterizzato da carne saporita attorno all’osso e ricco di tessuto connettivo che, se cotto lentamente, diventa tenero e succulento. 

    Descrizione

    È un taglio robusto e gustoso, usato spesso come secondo piatto nelle cucine tradizionali italiane e mitteleuropee. 

    La carne è molto saporita grazie alla presenza di tessuto connettivo che si scioglie con la cottura lenta, rendendo il piatto morbido e ricco di sapore. 

    Valori nutrizionali (indicativi)

    Per 100 g di stinco di maiale crudo:

    • Calorie ~213 kcal

    • Proteine ~23 g

    • Grassi ~13 g

    • Carboidrati ~0 g 

    Come si cucina

    Lo stinco di maiale richiede una cottura lunga per rendere la carne tenera. Ecco i modi più diffusi:

    Stinco di maiale al forno (classico)

    Massaggia gli stinchi con sale, pepe e erbe aromatiche (rosmarino, salvia, alloro).

    Rosola in padella con un po’ d’olio e sfuma con vino bianco o rosso. Trasferisci in forno basso e cuoci lentamente (anche 3–4 ore) con brodo o vino finché la carne è tenera.

    Servi con patate al forno o verdure. 

    In umido

    Un’altra versione prevede la cottura in una pentola coperta con verdure, vino rosso e brodo, per ottenere un piatto ricco e succulento. 

    Abbinamenti tipici

    Patate al forno o purè Crauti o verdure brasate Birra scura o vino rosso corposo.

    Consigli

    È un piatto ideale nei mesi freddi o per pranzi domenicali importanti, perché richiede tempo ma regala grande soddisfazione a tavola.

    La carne può essere servita anche con salse aromatiche o accompagnata da polenta, per un tocco più tradizionale. 

    Pvl

  • BEEF CLUB

    MILANO

    Ristorante di carne

    Un locale elegante e molto apprezzato nel cuore di Milano, perfetto per gli amanti della carne di alta qualità e per chi cerca un’esperienza gastronomica raffinata senza rinunciare a un ambiente accogliente e curato. 

    Informazioni principali

    Indirizzo

    Via Giovanni Boccaccio 15, 20123 Milano (zona centro/Conciliazione) 

    Telefono +39 02 5182 3951 

    Orari tipici aperto tutti i giorni a pranzo e cena es.

    • 12:00–15:00

    • 19:00–23:30

    con varianti nei weekend

    Prezzo medio 40 € a persona 

    Cucina

    Steakhouse, carne alla griglia, piatti contemporanei con selezione di tagli pregiati. 

    Cosa aspettarsi

    Beef Club Milano è noto per la selezione di carni di alta qualità, con tagli che provengono dalle migliori fattorie, frollati in loco e cucinati con grande attenzione alla tecnica.

    L’atmosfera richiama quella delle steakhouse contemporanee, con un design caldo e sofisticato, ideale per cene romantiche, serate con amici o cene di lavoro. 

    Il menu include antipasti come carpaccio di Black Angus o piatti come beef sashimi con tartufo nero, oltre a tagli classici come filetto e bistecche alla griglia. 

    Atmosfera e recensioni

    Valutazione alta circa 9,3/10 su TheFork basata su centinaia di recensioni. 

    Punti di forza cibo di alta qualità, servizio professionale e ambiente elegante. 

    I clienti lodano spesso la carne e il servizio, sebbene qualche recensione menzioni variazioni nella cottura di alcune pietanze. 

    Ideale per

    • Amanti della carne di qualità e steakhouse moderne

    • Occasioni speciali, cene romantiche o incontri di lavoro

    • Chi vuole un ambiente curato e servizio attento

    Pvl

  • Alfredo Tomaselli

    E’ un ristoratore italiano meglio conosciuto come il patron dei ristoranti “Dal Bolognese”, locali storici e molto frequentati a Roma e Milano.

    È noto soprattutto per avere gestito per decenni il celebre ristorante “Il Bolognese” in Piazza del Popolo a Roma, diventato un punto di riferimento per personaggi famosi, celebrità internazionali, capi di stato e figure della cultura e dello spettacolo che vi si sono seduti nel corso degli anni. 

    Il Bolognese sotto la guida di Alfredo Tomaselli, questo ristorante ha ospitato star globali come Bruce Springsteen, Bono degli U2, George Clooney, Brad Pitt e molte altre personalità, diventando celebre quanto la sua cucina e la sua atmosfera unica. 

    Nel 2024 Alfredo e suo figlio Ettore hanno venduto la storica sede romana dopo oltre 60 anni di attività, sebbene il marchio e la tradizione del ristorante siano proseguiti con i nuovi proprietari.

    Tomaselli rimane fortemente legato alla sede di Milano e alla fama accumulata in decenni di vita nel mondo della ristorazione. 

    In sintesi, Alfredo Tomaselli è una figura significativa della ristorazione italiana, associata a una delle tavole più iconiche di Roma e Milano e conosciuta per il suo legame con la cultura popolare e l’alta società. 

    Pvl

  • Lourdes Monteiro

    Attiva nel campo della pittura, anche se non è una figura ampiamente documentata su fonti ufficiali come Wikipedia.

    Alcune tracce della sua attività artistica emergono soprattutto da social media e gruppi di arte online, dove vengono condivise opere con questo nome : ad esempio dipinti in acrilico, lavori astratti e figurativi pubblicati su Instagram e in gruppi Facebook dedicati all’arte. 

    Chi è Lourdes Monteiro (artista)

    Appare come pittrice attiva, con opere condivise sui social, soprattutto Instagram sotto l’account @lurdesmonteiro50, dove pubblica immagini dei suoi quadri e brevi video reel legati alla pittura contemporanea. 

    Alcune delle sue opere compaiono anche in gruppi Facebook tematici sull’arte, sotto il nome Lourdes Monteiro, con dipinti di soggetti come A Menina da Praça (acrilico su tela) e altri lavori d’arte. 

    Non è possibile trovare una biografia formale o dettagliata (come data di nascita, museo di riferimento o profilo espositivo ufficiale) nelle principali banche dati artistiche pubbliche, quindi sembra trattarsi di un’artista non di grande fama istituzionale ma attiva come creatrice visiva e condividente delle proprie opere sulle piattaforme social. 

    Stile e presenza artistica

    Dalle immagini e dai post disponibili sui social, lo stile di Lourdes Monteiro sembra variare dagli astratti ai figurativi, con lavori in acrilico e tecniche miste. 

    L’attività principale è espressa tramite social media piuttosto che attraverso reti ufficiali di musei o gallerie online.

    Pvl

  • SAINT MALO

    E’ una storica e affascinante città costiera nel nord-ovest della Francia, situata nella regione della Bretagna sulle sponde della Manica.

    Nota per la sua atmosfera marinara e corsara, combina storica architettura fortificata, spiagge suggestive e paesaggi marini spettacolari. 

    Storia e identità

    Saint-Malo ha origini antiche (VI secolo) e divenne famosa fra il XVII e XVIII secolo come città di corsari: marinai autorizzati dalla corona francese a attaccare navi nemiche.

    Grazie alla pirateria “ufficiale” la città prosperò e sviluppò un forte spirito indipendente. 

    Cosa vedere

    La città murata – Intra-Muros

    Il centro storico fortificato è uno dei cuori di Saint-Malo.

    Le imponenti mura antiche circondano strade strette, piazzette e case di granito tipico locale.

    Puoi camminare lungo le mura per splendidi panorami sul mare e sulle spiagge. 

    Château de Saint-Malo

    Castello medievale che ospita il Museo di Storia di Saint-Malo, con esposizioni sulla vita marittima, la pesca e personaggi famosi come esploratori e corsari. 

    Cattedrale di Saint-Malo

    La Cathédrale Saint-Vincent-de-Saragosse è un edificio romanico-gotico risalente al XII secolo.

    Al suo interno si trova la tomba dell’esploratore Jacques Cartier. 

    Fort National

    Fortezza costruita su un isolotto raggiungibile a piedi con la bassa marea; pensata per difendere il porto. 

    Great Aquarium

    Uno degli acquari più visitati della Francia, con migliaia di animali marini e mostre sensoriali. 

    Natura e mare

    Spiagge: come Grand Plage du Sillon e Plage de Bon Secours, perfette per passeggiate e bagni, attenzione alle maree!

    Isolotti e forti come Le Grand Bé (dove è sepolto lo scrittore Chateaubriand) e Petit Bé sono raggiungibili con la bassa marea. 

    La zona gode delle maree più alte d’Europa, con variazioni fino a oltre 10 m, che creano scenari naturali spettacolari. 

    Cultura e gastronomia

    Saint-Malo offre ottima cucina bretone: frutti di mare freschissimi (ostriche, cozze), galettes di grano saraceno, crepes, burro salato e caramello salato. 

    In sintesi

    Saint-Malo è una gemma costiera che unisce storia, mare e cultura :

    città fortificata con mura medievali e fortezze; ricca eredità di corsari e naviganti; spiagge e paesaggi marini unici; musei, castelli, acquario e gastronomia locale. 

    Pvl

  • BRIONI

    sono un celebre arcipelago di isole situato nel Mar Adriatico al largo della costa occidentale dell’Istria, vicino alla città di Pula (Pola) e alla località costiera di Fažana. 

    Cos’è e dove si trova

    È un gruppo di 14 isole e isolotti (tra cui le principali Veliki Brijun e Mali Brijun), caratterizzato da una natura mediterranea rigogliosa, paesaggi verdi e coste frastagliate.

    La superficie complessiva del Parco nazionale di Brioni comprende sia le isole che le acque marine circostanti, rendendolo un’area protetta di grande valore ambientale. 

    Storia e patrimonio

    Le isole sono state abitare sin dall’antichità, con tracce umane risalenti anche all’età del Bronzo e numerosi siti archeologici romani, bizantini e veneziani sparsi su varie isole. 

    Nel XIX secolo l’imprenditore austro-ungarico Paul Kupelwieser trasformò Brioni da zona paludosa in un elegante resort di lusso frequentato dall’aristocrazia europea. Nel XX secolo divenne la residenza estiva di Josip Broz Tito, leader della Jugoslavia socialista, e sede di incontri politici internazionali, come la conferenza dei Paesi non allineati (Brioni Meeting). 

    Natura, fauna e attrazioni

    Il parco è un mix unico di flora mediterranea e specie animali, sia autoctone (come cervi, mufloni e uccelli) sia esotiche (come zebre e struzzi), retaggio del passato come parco safari.

    È possibile esplorare spiagge, sentieri, un giardino mediterraneo, siti archeologici, musei e un campo da golf storico. 

    Visitare Brioni

    L’arcipelago è raggiungibile in battello o traghetto da Fažana (vicino a Pula) con brevi traversate di mare.

    Il Parco nazionale di Brioni è un’importante meta turistica e naturale: molte attività includono tour guidati, escursioni nella natura, visite ai resti storici e possibilità di osservare gli animali.

    In sintesi, Brioni/Brijuni sono una delle destinazioni più affascinanti della Croazia : un luogo dove natura, storia e cultura si intrecciano, perfetto per chi ama paesaggi marini, reperti storici e atmosfere rilassanti. 

    Pvl

  • Derapare

    Il verbo derapare è un termine ricco di sfumature, interessante proprio perché nasce in un ambito tecnico ma si è progressivamente esteso al linguaggio figurato e giornalistico.

    Di seguito trovi una trattazione ampia e articolata, adatta alla stesura di un articolo.

    Significato letterale

    Derapare significa, in senso proprio, scivolare lateralmente perdendo aderenza, soprattutto in riferimento a un veicolo su ruote.

    Il termine indica una perdita di controllo parziale o totale della traiettoria, dovuta al fatto che le ruote non aderiscono più correttamente alla superficie stradale.

    Esempi

    L’auto ha derapato in curva a causa dell’asfalto bagnato.

    La moto ha derapato frenando bruscamente.

    Le cause più comuni della derapata sono

    fondo stradale scivoloso (pioggia, ghiaccio, sabbia, olio); velocità eccessiva; manovre improvvise (frenate o sterzate brusche); pneumatici usurati.

    Dal punto di vista fisico, la derapata è il momento in cui l’attrito statico lascia il posto all’attrito dinamico, rendendo il movimento meno controllabile.

    Etimologia

    Il verbo deriva dal francese déraper, composto da :

    dé- (prefisso con valore di allontanamento o deviazione), rape / rap (radice legata all’idea di strisciamento).

    In origine il termine indicava lo slittamento di una slitta o di un oggetto trascinato, e solo in seguito è stato applicato ai veicoli moderni.

    L’italiano lo adotta nel Novecento, soprattutto con la diffusione dell’automobile.

    Uso figurato e metaforico

    Col tempo, derapare ha acquisito una forte valenza metaforica.

    Oggi è spesso usato per indicare una deviazione improvvisa, incontrollata o pericolosa rispetto a un percorso previsto, logico o accettabile.

    In senso figurato significa

    uscire dai limiti; perdere il controllo di una situazione; deviare da un’intenzione iniziale.

    Esempi

    Il dibattito è derapato in uno scontro personale.

    Il discorso politico ha derapato verso toni estremisti.

    La conversazione, nata in modo pacato, è derapata rapidamente.

    Qui l’elemento centrale non è solo la deviazione, ma l’improvvisazione e la perdita di equilibrio: qualcosa che scappa di mano.

    Valore semantico e suggestione simbolica

    “Derapare” è una parola fortemente dinamica e visiva.

    Evoca :

    velocità, instabilità, rischio, assenza di controllo.

    A differenza di verbi come deviare o allontanarsi, derapare suggerisce sempre una componente di pericolo e di urgenza. Non è una scelta ponderata: è un evento che accade, spesso all’improvviso.

    Per questo è molto usato

    nel linguaggio giornalistico; nella critica sociale e politica; nella narrazione psicologica (un pensiero che “derapa”, un comportamento che “scivola”).

    Differenze con termini affini

    Deviare, indica uno spostamento, anche volontario e controllato.

    Scivolare è più generico, meno legato alla perdita di direzione.

    Sbandare, simile a derapare, ma più colloquiale e meno tecnico.

    Derapare, unisce deviazione, movimento e perdita di controllo.

    Conclusione

    Derapare è una parola che nasce dalla meccanica ma si presta magnificamente alla descrizione dell’esperienza umana.

    Che si tratti di un’auto, di un discorso o di una scelta di vita, derapare significa oltrepassare un limite senza volerlo, scivolando fuori dalla traiettoria prevista.

    È proprio questa miscela di concretezza tecnica e potenza metaforica a renderla un termine efficace, evocativo e molto contemporaneo per un articolo di approfondimento.

    Pvl

  • TORINO

    PORTA PALATINA

    è uno dei monumenti romani meglio conservati d’Italia e uno dei simboli storici di Torino.

    Costruita nel I secolo d.C., faceva parte delle mura di Augusta Taurinorum, la città romana da cui deriva Torino.

    Era la porta settentrionale della città e consentiva l’accesso dal cardo maximus (l’attuale asse di via Porta Palatina–via Garibaldi).

    Caratteristiche principali

    Struttura in mattoni e pietra Due torri poligonali ai lati (alte circa 30 metri) Corpo centrale con quattro fornici : due per i carri e due per i pedoni Resti della cinta muraria romana visibili nell’area circostante

    Contesto attuale

    Si trova accanto al Duomo di San Giovanni Battista Inserita nel Parco Archeologico della Porta Palatina Restaurata più volte, in particolare nel Novecento, per valorizzarne l’aspetto romano originario

    È una testimonianza fondamentale della continuità storica di Torino, che conserva nel suo tessuto urbano l’impianto della città romana.

    Pvl

  • VENEZIA/Trumpizzazione della Biennale

    Viene usata in senso critico e metaforico per indicare una possibile deriva spettacolare, ideologica e polarizzante di una delle istituzioni culturali più autorevoli al mondo.

    Non allude tanto a Donald Trump come individuo, quanto a un modello culturale associato al trumpismo.

    In genere il termine richiama alcuni fenomeni intrecciati :

    Spettacolarizzazione e semplificazione

    La Biennale, storicamente luogo di complessità, ambiguità e ricerca, rischierebbe di trasformarsi in un grande evento mediatico dove contano più lo slogan, l’immagine virale e la provocazione immediata che la stratificazione concettuale.

    Un’arte “a colpo d’occhio”, facilmente condivisibile e rapidamente consumabile.

    Polarizzazione ideologica

    La “trumpizzazione” implica una logica amico/nemico : opere e curatele che non aprono domande ma prendono posizione in modo frontale, spesso moralistico.

    L’arte diventa strumento di conferma identitaria più che spazio di dubbio, contraddizione o pensiero critico.

    Retorica del potere e del brand

    Come nel trumpismo politico, il brand conta più del contenuto.Curatori-star, artisti-brandizzati, padiglioni concepiti come operazioni di marketing culturale o geopolitico.

    La Biennale come vetrina di soft power più che come laboratorio di senso.

    Populismo culturale “alto

    Paradossalmente, non si tratta di abbassare il livello, ma di usare un linguaggio apparentemente sofisticato per veicolare messaggi semplificati e prevedibili, che rassicurano un pubblico già convinto e allineato.

    Perdita di ambiguità

    Uno degli effetti più gravi:la riduzione dell’ambiguità, che è sempre stata una forza dell’arte contemporanea.

    Nella “trumpizzazione” tutto deve essere leggibile, dichiarativo, posizionato.

    L’opera che non si capisce subito diventa sospetta o irrilevante.In sintesi, parlare di “trumpizzazione della Biennale” significa denunciare il rischio che una grande istituzione culturale adotti le stesse logiche della politica-spettacolo:consenso rapido, narrazioni forti, identità rigide, conflitto simbolico permanente.

    Non è una questione di destra o sinistra, ma di impoverimento del pensiero critico e di trasformazione dell’arte in strumento di comunicazione anziché di conoscenza.

    Pvl

  • Sapore di mare,musical

    Il Musical è l’adattamento teatrale del celebre film dei fratelli Vanzina (1983), trasformato in uno spettacolo musicale che celebra l’immaginario dell’estate italiana degli anni ’60.

    In breve

    • Genere: commedia musicale

    • Ambientazione: una località balneare della Versilia, primi anni ’60

    • Tema centrale: amori estivi, amicizia, leggerezza e nostalgia

    • Tono: brillante, romantico, malinconico al punto giusto

    Musica

    Lo spettacolo è costruito attorno ai grandi successi italiani dell’epoca (rock’n’roll, twist, canzoni da jukebox), usati non solo come accompagnamento ma come vera struttura narrativa.

    Storia

    Un gruppo di ragazzi e ragazze vive un’estate fatta di flirt, gelosie, sogni e promesse.

    Come nel film, la spensieratezza iniziale lascia spazio al passaggio all’età adulta, con un finale che guarda al futuro con dolce nostalgia.

    Messa in scena

    • Scene che evocano stabilimenti balneari

    • spiagge

    • cabine

    • dancing

    • Costumi iconici anni ’60

    • Coreografie energiche, stile twist e balli da spiaggia

    Perché funziona a teatro

    Il musical amplifica l’effetto nostalgico del film: la musica dal vivo e il canto corale trasformano i ricordi collettivi in un’esperienza emotiva condivisa.

    Pvl

  • FATIMA TROTTA

    E’ una attrice, comica e conduttrice televisiva italiana, nota soprattutto per il suo ruolo di presentatrice nello show comico Made in Sud e per varie apparizioni in tv e cinema. 

    Chi è ?

    Nome : Fatima Trotta

    Data di nascita : 2 luglio 1986

    Luogo di nascita : Napoli, Italia

    Professione : Attrice, comica, conduttrice televisiva e personaggio televisivo italiano. 

    Carriera

    Inizia nel 2005 partecipando al programma televisivo I raccomandati su Rai 1, condotto da Carlo Conti. 

    Subito dopo recita nella soap Un posto al sole d’estate. 

    Lavora anche in teatro con la compagnia napoletana del Teatro Tam Tunnel. 

    La svolta arriva con Made in Sud : Fatima diventa conduttrice dello show comico a partire dal 2008, prima su Comedy Central e poi su Rai 2, guadagnando grande popolarità grazie al suo stile brillante. 

    Nel corso della sua carriera ha anche recitato in diversi film italiani, tra cui 10 regole per fare innamorare, Colpi di fortuna e Matrimonio al Sud. 

    Ha lavorato anche in altri programmi TV e nel 2021 ha condotto Honolulu insieme a Francesco Mandelli. 

    Cinema e TV

    Fatima è apparsa sia al cinema che nel piccolo schermo, con ruoli in diverse commedie italiane e partecipazioni televisive che ne hanno consolidato la fama. 

    Vita privata

    Fatima Trotta è sposata dal 1° luglio 2016 con Luigi De Falco, comico del duo I Gemelli De Falco, con cui si è conosciuta sul set di Made in Sud. 

    In sintesi, Fatima Trotta è una figura molto nota del panorama televisivo italiano, apprezzata per la sua simpatia, la versatilità e la capacità di intrattenere il pubblico sia in programmi comici sia in altri ruoli artistici. 

    Pvl

  • Come artista scrivo questo

    Posso davvero stupire solo quando smetto di cercare di stupire.

    L’astrazione non sorprende più per la forma in sé

    lo ha già fatto.

    Oggi può farlo soltanto attraverso l’intensità, la necessità, il rischio.

    Ciò che mi interessa è la radicalità interiore

    quando ciò che arriva sulla tela non è progettato per funzionare, ma è inevitabile.

    Quando l’opera non nasce come decorazione, ma come necessità

    Credo nella coerenza portata all’estremo. Non nella varietà, ma nell’ossessione.

    Tornare sullo stesso problema per anni, consumarlo, abitarlo.

    Un’ossessione riconoscibile vale più della semplice bravura.

    Accetto l’errore come linguaggio

    L’astrazione vive quando l’errore non viene corretto, ma accolto.

    È lì che il rischio diventa reale e la superficie smette di essere controllata.

    Cerco di rendere visibile il tempo

    stratificazioni, ripensamenti, cancellazioni. Non l’istante, ma la durata.

    Non il gesto, ma la sua persistenza.

    Scelgo il silenzio, non il rumore

    In un mondo saturo di immagini, mi interessa ciò che resiste allo sguardo rapido, ciò che non si concede subito e chiede permanenza.

    Rivendico una certa inattualità consapevole

    non seguire le tendenze, né opporvisi per posa.

    Essere fuori tempo in modo naturale.

    In fondo, per me, stupire significa questo

    non voler comunicare, ma testimoniare.

    Non dire guardami, ma sono qui perché non potevo essere altrove.

  • CURTIS YARVIN

    Noto anche con lo pseudonimo Mencius Moldbug

    è uno scrittore e teorico politico statunitense, figura centrale del cosiddetto movimento neoreazionario (NRx).

    In sintesi

    Idee principali Yarvin critica duramente la democrazia liberale, sostenendo che sia inefficiente e instabile. Propone modelli alternativi di governo ispirati alla monarchia, alla corporatocrazia o a sistemi in cui lo Stato funzioni come un’azienda (CEO-style governance). “The Cathedral”

    Un suo concetto chiave

    indica l’insieme informale di università, media, burocrazia e istituzioni culturali che, secondo lui, impongono un’ideologia progressista dominante senza un vero controllo democratico.

    Influenza

    Anche se resta una figura marginale e controversa, le sue idee hanno influenzato parte della destra tecnologica e alcuni ambienti della Silicon Valley, oltre a essere discusse (spesso criticamente) nel dibattito su populismo, autoritarismo e crisi della democrazia.

    Attività

    Ha scritto per anni sul blog Unqualified Reservations e più recentemente su Gray Mirror. È anche un programmatore : ha fondato una startup legata a sistemi di computing decentralizzati.

    Controversie

    Le sue posizioni sono spesso accusate di essere antidemocratiche, elitiste e di fornire una cornice teorica a derive autoritarie.

  • Gli individui sovrani

    Sono persone che esercitano un alto grado di autodeterminazione : pensano, decidono e agiscono assumendosi pienamente la responsabilità delle proprie scelte.

    In senso filosofico e civile, la sovranità individuale non coincide con l’isolamento né con l’onnipotenza.

    È piuttosto la capacità di :

    governare se stessi (autonomia morale e intellettuale), non delegare ciecamente il giudizio ad autorità, ideologie o consuetudini, riconoscere limiti e doveri, oltre ai diritti, partecipare alla vita collettiva senza rinunciare alla propria coscienza critica.

    L’individuo sovrano non rifiuta le regole in quanto tali, ma distingue tra obbedienza passiva e consenso consapevole.

    Sa che la libertà non è assenza di vincoli, bensì scelta informata dentro vincoli riconosciuti.

    In epoca contemporanea il concetto assume nuove tensioni :

    la dipendenza da sistemi tecnologici e informativi, la delega decisionale ad algoritmi o apparati burocratici, la confusione tra espressione di sé e reazione emotiva.

    Per questo, oggi, essere individui sovrani significa soprattutto coltivare attenzione, memoria, discernimento e responsabilità, qualità lente in un mondo veloce.

    Pvl

  • ERRE MOSCIA

    TECNICAMENTE CHIAMATA ROTACISMO

    è un fenomeno che da secoli oscilla tra l’essere considerato un vezzo aristocratico, un difetto fonetico o una semplice variante regionale .

    Ecco un’analisi dei tuoi dubbi, tra linguistica e psicologia sociale

    Provocazione o ostentazione?

    Nella stragrande maggioranza dei casi, no.

    Il rotacismo è quasi sempre involontario.

    Si tratta di una “dislalia”, ovvero una difficoltà nell’articolare il suono /r/ facendo vibrare la punta della lingua contro gli alveoli (la zona dietro i denti).

    Chi ha l’erre moscia fa vibrare l’ugola o il velo palatino.

    Tuttavia, esiste una sfumatura storica e sociale

    Vezzo aristocratico

    In passato, soprattutto tra la fine del ‘700 e l’800, l’influenza della cultura francese (dove la “r” è naturalmente uvulare) portò le classi elevate a emulare questo suono.

    In questo senso, poteva essere una forma di ostentazione dello status sociale.

    Oggi

    È percepita come una caratteristica della personalità.

    Sebbene alcuni possano usarla per darsi un tono “sofisticato” (raro), per la maggior parte delle persone è semplicemente il modo naturale in cui hanno imparato a parlare.

    Difetto grave?

    Dal punto di vista clinico-logopedico, non è un difetto grave.

    Non compromette quasi mai la comprensibilità del discorso (a differenza di altre dislalie).

    Percezione soggettiva

    Diventa un “difetto” solo se la persona che lo possiede lo vive con disagio o se impedisce carriere specifiche (come il doppiaggio o la recitazione classica, anche se oggi c’è molta più apertura).

    Origine

    Può dipendere da un frenulo linguale corto, da una scarsa mobilità della lingua o semplicemente da un’abitudine appresa nell’infanzia per imitazione di un genitore o per pigrizia articolatoria.

    È contagiosa?

    In termini medici, ovviamente no. Tuttavia, esiste un fenomeno psicologico chiamato “accomodamento linguistico” :

    Negli adulti

    Se passi molto tempo con una persona che ha l’erre moscia, potresti inconsciamente iniziare a imitare alcune sue inflessioni o ritmi, ma è difficilissimo che tu “prenda” l’erre moscia in modo permanente. Il tuo cervello ha già consolidato il movimento motorio per produrre la “r” standard.

    Nei bambini

    Qui il rischio è reale.

    Se un bambino in fase di apprendimento del linguaggio è esposto costantemente solo a modelli con rotacismo, potrebbe imparare a produrre il suono in quel modo per imitazione.

    In sintesi

    l’erre moscia è spesso più un tratto distintivo che un limite.

    Se ti capita di notarla in qualcuno, solitamente è solo una “firma” vocale senza alcuna intenzione polemica o esibizionista.

    Pvl

  • ENNIO CALABRIA

    Nato sotto il sole di Tripoli nel ’37, dipingeva sogni e ombre fino al marzo ’24, quando Roma lo accolse nel silenzio eterno. Dalle dune libiche al Tevere, il suo spirito si accese nel ’58 alla Galleria La Feluca, dove pennelli danzarono la prima personale. Nel ’59, la Quadriennale di Roma lo abbracciò, eco di mostre future nel ’72, ’86 e ’99, come stelle in un cielo figurativo. Nel ’61, con Vespignani, Attardi e i loro fili di pro e contro, tessé il gruppo che sfidava l’astratto, radicando l’uomo nella tela viva. Opere volarono in Australia nel ’63, in Medio Oriente e Nordafrica, sino alla Biennale veneziana del ’64, dove la forma si fece luce interiore. L’antologica del ’85 a Milano, Besana rotonda, e l’87 a Castel Sant’Angelo, Roma, cantarono monografie di Carandente e De Micheli. Nel 2008 Livorno sussurrò “La luce e la forma”, Milano e Viareggio “La forma da dentro” nel ’09; il Guatemala lo chiamò nel 2015 per “Sweet Death”. Palazzo Cipolla nel 2018 narrò “Verso il tempo dell’essere”, da ’58 a ’18, curata da Simongini. Pittore e illustratore, esponente del figurativismo, svanì sei giorni prima degli 87, lasciando tele che pulsano vita sociale e esistenziale .

    ENNIO CALABRIA


  • Cremona e il Torrazzo

    è una città che si riconosce da lontano grazie alla sua torre unica : il Torrazzo, simbolo identitario e punto di riferimento visivo e storico.

    Con i suoi oltre 110 metri, è una delle torri medievali in muratura più alte d’Europa e domina con sobrietà la piazza del Duomo, creando un insieme architettonico di rara armonia.

    Il Torrazzo non è solo altezza: è misura del tempo e dello spazio.

    Il grande orologio astronomico sulla facciata racconta la visione medievale dell’universo, mentre l’interno custodisce secoli di vita civile e religiosa.

    Salire fino in cima significa attraversare la storia della città passo dopo passo, fino ad aprirsi su una pianura che sembra non avere confini.

    Cremona, come la sua torre, non ostenta: si afferma.

    Il Torrazzo è verticale, essenziale, inconfondibile un segno che rende la città immediatamente riconoscibile e che continua, da secoli, a indicare il centro.

    Pvl

  • NICOL DI GIULIO

    E’ una giornalista e cronista italiana attiva nel giornalismo televisivo, conosciuta soprattutto come inviata della Rai (Radiotelevisione Italiana), dove lavora per i servizi di informazione e cronaca, incluso il programma Ore 14 su Rai 2. 

    Ruolo e attività

    È inviata Rai, con esperienze sul campo per servizi giornalistici e cronache in diretta da luoghi di attualità e inchieste. 

    Su Instagram si presenta come professionista impegnata nei reportage, compresi collegamenti e live da luoghi di cronaca (ad esempio da via del Ciclamino a Rimini, collegata alle indagini sull’omicidio di Pierina Paganelli). 

    La sua presenza sui social mostra interventi e aggiornamenti da tribunali e scene di cronaca. 

    Collegamento al Caso Pierina Paganelli

    Laureata, con esperienza nel giornalismo televisivo di cronaca e inchieste. 

    Attiva nei servizi di informazione e collegamenti per la Rai, con competenze nel raccontare vicende giudiziarie e sociali. 

    Nicole Di Giulio ha seguito e raccontato, nei panni di cronista/inviata, la vicenda dell’omicidio di Pierina Paganelli (la donna di 78 anni uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023), facendo reportage e colloqui con la telecamera sui fatti e sugli sviluppi giudiziari del caso. 

    Pvl

  • LUCA FAZZO

    E’ un giornalista italiano

    Noto principalmente per il suo lavoro di cronista giudiziario e opinionista. 

    È nato a Milano nel 1959 e ha una lunga carriera nel giornalismo di cronaca giudiziaria. Attualmente è inviato di cronaca giudiziaria per il quotidiano Il Giornale, dove lavora dal 2007. 

    In passato ha collaborato come cronista anche con altre testate come La Repubblica. 

    Nel corso della sua carriera ha seguito numerosi casi di criminalità e processi, e ha scritto anche libri su vicende giudiziarie. 

    Negli ultimi mesi Luca Fazzo è apparso come opinionista nella trasmissione Ore 14 Sera, il talk di approfondimento condotto da Milo Infante su Rai 2, soprattutto nelle puntate dedicate a casi di cronaca nera come quello di Garlasco. 

    Opinionista a Ore 14 Sera

    In studio interviene commentando sviluppi e interpretazioni legali o giornalistiche delle vicende trattate, offrendo spesso un punto di vista basato sulla sua esperienza come giornalista giudiziario. 

  • ALESSANDRO POGGI

    ALESSANDRO POGGI

    E’ un giornalista e inviato televisivo italiano, noto per il suo lavoro nei media e nella divulgazione giornalistica in Italia. 

    Profilo professionale

    Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1982 sulla rivista L’Astronomia, diretta da Margherita Hack. 

    Negli anni ’80 e ’90 ha scritto per numerosi quotidiani (tra cui La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Piccolo e altri) e riviste di divulgazione scientifica e culturale. 

    Nel 1996 entra nell’Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani (UGAI) e nel 1997 fonda la TASTI, la prima agenzia italiana di informazione scientifica online. 

    Ha lavorato in Rai: è stato inviato per programmi come La vita in diretta e Ballarò, dove si occupava di politica ed esteri per molti anni. 

    Nel corso della sua carriera ha anche realizzato format, rubriche e documentari per la televisione italiana. 

    Vita privata e premi

    Originario di Montignoso (provincia di Massa-Carrara), vive a Roma. 

    Ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Ilaria Alpi e il Premio Carlo Sforza. 

    Opere

    Tra i suoi libri : Il tempo illustrato (1998) e Bocca coperta (2020). 

    Pvl

  • ZARA (ZADAR)

    UN PIATTO TIPICO

    Sulla costa dalmata, è il brudet (o brodet).

    Si tratta di uno stufato di pesce preparato con diverse varietà pescate nell’Adriatico, cotte lentamente con cipolla, aglio, pomodoro, vino e aceto, e servito tradizionalmente con polenta.

    Altri piatti molto rappresentativi della zona sono :

    Crni rižot – risotto nero al nero di seppia

    Paški sir – formaggio di pecora dell’isola di Pag (vicinissima a Zadar)

    Il Brudet di Zara

    Non è semplicemente una zuppa di pesce, ma il racconto liquido di una costa che ha saputo mescolare la sapidità dell’Adriatico con la precisione veneziana e il carattere dalmata.

    Questa variante si distingue per una stratificazione di sapori dove la freschezza della materia prima deve necessariamente incontrare la nota acida e persistente dell’aceto e del vino bianco.

    La preparazione richiede una selezione di pesci di scoglio, come lo scorfano, la gallinella o il grongo, che devono essere lasciati interi o in grossi tranci per non disperdersi nel calore della cottura.

    A differenza di altre versioni mediterranee, a Zara la cipolla viene soffritta dolcemente in abbondante olio d’oliva fino a diventare quasi una crema invisibile che sostiene il corpo del brodo senza mai sovrastarlo.

    Il segreto della sua riuscita risiede nel divieto assoluto di mescolare il pesce con il cucchiaio, poiché l’integrità delle carni è sacra e si ottiene soltanto scuotendo ritmicamente la pentola di coccio.

    L’aggiunta della polenta bianca, spesso servita come accompagnamento imprescindibile, serve a bilanciare la forza del pomodoro e delle spezie, trasformando il piatto in un’esperienza sensoriale completa.

    È un rito che celebra il ritorno della flotta e la pazienza del fuoco, dove ogni ingrediente sembra voler testimoniare la storia complessa di un porto che è sempre stato un incrocio di culture.

    Il Brudet di Zara rimane così una testimonianza gastronomica di resistenza e identità, un ponte tra il mare profondo e la terraferma.

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  • L’impronta vocale o voiceprint

    è l’insieme delle caratteristiche uniche della voce di una persona che permettono di riconoscerla, in modo simile a come le impronte digitali identificano un individuo.

    In parole semplici

    Quando parli, produci suoni che dipendono da :

    forma e dimensioni delle corde vocali conformazione di bocca, naso e gola modo personale di articolare, intonare e ritmare le parole

    Tutti questi elementi creano una sorta di “firma sonora”.

    Come funziona

    La voce viene registrata Un sistema analizza parametri come: frequenza fondamentale timbro armoniche ritmo e inflessione Questi dati vengono trasformati in un modello matematico Il modello può essere confrontato con altre registrazioni per verificare l’identità

    A cosa serve

    Sicurezza : accesso a servizi bancari o dispositivi Indagini forensi: confronto di voci in ambito giudiziario Assistenti vocali: riconoscimento dell’utente Archiviazione e analisi audio

    È infallibile?

    No. L’impronta vocale può variare con:

    età emozioni malattia qualità della registrazione

    Per questo oggi è spesso usata insieme ad altri sistemi di autenticazione.

    Pvl

  • RADICAL CHIC

    Il termine “radical chic” indica una contraddizione sociale e culturale, più che un vero gruppo organizzato.

    Origine del termine

    L’espressione nasce nel 1970 da un saggio ironico del giornalista americano Tom Wolfe, Radical Chic & Mau-Mauing the Flak Catchers.

    Wolfe descriveva l’alta borghesia newyorkese che sosteneva cause rivoluzionarie (come i Black Panthers) nei salotti di lusso, trasformando l’impegno politico in un fatto mondano.

    Chi sono, in sostanza

    I radical chic sono generalmente :

    persone benestanti, colte, spesso élite culturali che abbracciano idee radicali, rivoluzionarie o anti-sistema senza però rinunciare ai propri privilegi economici e sociali

    La critica implicita è che

    l’impegno è estetico, simbolico, identitario più che concreto o rischioso la radicalità diventa uno stile, non una pratica

    Perché il termine è spesso dispregiativo

    “Radical chic” viene usato per accusare qualcuno di :

    ipocrisia (predicare uguaglianza vivendo nel privilegio) opportunismo morale militanza a costo zero uso delle cause sociali come capitale culturale o di prestigio

    Non è una categoria politica precisa

    Non indica :

    un’ideologia coerente un partito un movimento

    È piuttosto una etichetta polemica, spesso usata :

    da avversari politici per delegittimare intellettuali, artisti, giornalisti, celebrità

    Un punto importante

    Il termine può essere :

    strumento critico legittimo quando smaschera l’ipocrisia ma anche arma retorica per zittire qualunque posizione progressista proveniente da ambienti colti o agiati

    In breve :

    Il radical chic non è “chi ha idee radicali”, ma chi le consuma come un bene di lusso.

    • radical chic

  • BARI / RIAPERTURA HOTEL LEON D’ORO

    Piazza Aldo Moro a Bari.

    Inaugurazione

    sabato 20 dicembre 2025 (dalle ore 12:00 alle 20:00)

    con giornata a porte aperte per cittadini, istituzioni e ospiti. 

    Fine lavori e ritorno alla vita urbana

    Dopo circa sei anni di chiusura, l’Hotel Leon d’Oro, simbolo storico dell’ospitalità barese, riapre i battenti al termine di un ristorante progetto di ristrutturazione e riqualificazione curato dalla proprietà.

    L’intervento ha mantenuto l’identità storica dell’edificio, integrando al contempo spazi moderni e funzionali per l’accoglienza. 

    Cosa offre oggi il Leon d’Oro

    74 camere completamente rinnovate, dotate di comfort contemporaneo e design curato. 

    Spazi comuni ripensati e più accoglienti. 

    Ristorante interno con proposte gastronomiche aperto anche a chi non soggiorna in hotel. 

    Roof garden panoramico, nuovo punto di riferimento per aperitivi, eventi e momenti di socialità con vista sulla città. 

    Valore per la città

    La riapertura dell’hotel rappresenta non solo il ritorno di una struttura ricettiva nel cuore di Bari, ma anche un elemento di rigenerazione urbana nell’area intorno alla Stazione Centrale, spesso considerata strategica per il tessuto cittadino. 

    Sintesi

    ✔️ Hotel storico riapre il 20 dicembre 2025 dopo anni di chiusura;

    ✔️ Restyling completo con 74 camere, ristorante e roof garden;

    ✔️ Evento di inaugurazione aperto a tutti dalle 12:00 alle 20:00;

    ✔️ Importante operazione per il rilancio dell’offerta alberghiera barese. 

    Pvl

  • ASKATASUNA

    TORINO

    Nella mattinata di oggi, la Digos della Polizia di Stato ha attuato un’operazione di sgombero e sequestro del centro sociale Askatasuna a Torino, situato in corso Regina Margherita 47. L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sugli assalti compiuti durante le manifestazioni pro-Palestina nei mesi scorsi, tra cui quello alla sede del quotidiano La Stampa. Dettagli dell’operazione. Le forze dell’ordine hanno trovato sei attivisti all’interno dell’edificio, alcuni dei quali dormivano nei piani superiori dello stabile occupato dal 1996. Dopo la perquisizione, l’immobile è stato sigillato e dichiarato sequestrato. L’operazione coinvolge anche perquisizioni nelle abitazioni di alcuni militanti riconducibili al centro sociale. Cause e motivazioni ufficiali. Secondo quanto riportato dalle autorità : L’intervento è collegato all’inchiesta sugli assalti alle sedi della stampa e di altri luoghi simbolici avvenuti durante manifestazioni pro-Palestina nelle settimane e nei mesi precedenti. La presenza di persone nei piani superiori dello stabile ritenuti inagibili avrebbe violato le condizioni di un patto di collaborazione stipulato tra il Comune di Torino e un comitato di garanti, con conseguente cessazione immediata dell’accordo. Dichiarazioni delle istituzioni. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato su X che l’azione rappresenta un “segnale chiaro dallo Stato”: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese. Il Sindaco di Torino ha sottolineato che le violazioni al patto di collaborazione hanno portato alla sospensione del progetto di gestione condivisa degli spazi sociali. Situazione sul posto. Le vie attorno al centro sociale sono state interrotte, con deviazioni del traffico e modifiche al servizio di trasporto pubblico. Un presidio di attivisti si è formato davanti all’edificio durante l’operazione. Contesto precedente. L’azione segue l’assalto alla redazione de La Stampa da parte di manifestanti pro-Palestina, episodio che aveva acceso il dibattito politico e sulla sicurezza in città. 18 dicembre 2025 . TGcom24 (Mediaset) 

  • LAGUNA DI PREVEZA

    NON E’ UN SINGOLO LAGO DISTINTO

    ma fa parte di un sistema molto più ampio di lagune e zone umide situate nel Golfo di Amvrakikos (chiamato anche Golfo di Preveza o Golfo di Arta) sulla costa ionica della Grecia, vicino alla città di Preveza. 

    Cos’è e dove si trova

    Questo territorio è costituito da un complesso di lagune costiere, paludi, estuari e zone di marsh collegate tra loro e al Golfo di Amvrakikos attraverso canali e aperture verso il mare. 

    Le lagune si trovano nella parte settentrionale del golfo, soprattutto dove i fiumi Louros e Arachthos sfociano nella baia, creando un mosaico di acque poco profonde e habitat umidi. 

    Importanza ecologica

    L’intero sistema delle lagune è parte del Parco nazionale delle zone umide di Amvrakikos, un’area protetta istituita per tutelare la biodiversità, inclusi habitat costieri, letti di piante acquatiche, canneti e paludi. 

    È riconosciuto a livello internazionale (tra cui sito Ramsar e rete Natura 2000) per la sua importanza come zona umida e come punto di sosta per moltissime specie di uccelli migratori e per specie rare come il pellicano e altre specie di aironi. 

    Le acque poco profonde e le lagune sono anche aree vitali per delfini, tartarughe marine e numerose specie ittiche. 

    Cosa aspettarsi

    Le lagune sono caratterizzate da acque salmastre/povere di profondità, canneti, sedimenti e isole naturali che emergono durante bassa marea. 

    Sono luoghi ideali per birdwatching, escursioni in barca, fotografia naturalistica e osservazione della fauna (specie acquatiche e migratorie). 

    La presenza di strumenti tradizionali di pesca e di ecosistemi ricchi rende l’area anche rilevante per la pesca sostenibile e l’economia locale. 

    In sintesi

    La “laguna di Preveza” è parte di un complesso sistema di lagune e zone umide nel golfo di Amvrakikos, una delle aree naturali più importanti del Mediterraneo orientale dal punto di vista ecologico, biologico e della conservazione delle specie. 

    Pvl

  • Nevo di Miescher

    È un tipo di nevo melanocitico benigno (un “neo”), appartenente alla famiglia dei nevi intradermici.

    Caratteristiche principali

    Aspetto cupoliforme, simmetrico Colore carne, rosato o marrone chiaro Superficie liscia, talvolta con peli Dimensioni di solito piccole (pochi millimetri)

    Localizzazione frequente : viso e capo

    Dal punto di vista clinico

    È benigno e stabile nel tempo Non è un melanoma Il rischio di trasformazione maligna è molto basso

    Quando va controllato o rimosso

    Se cambia rapidamente forma, colore o dimensioni Se sanguina, prude o si ulcera Per motivi estetici o se soggetto a traumi continui

    La diagnosi definitiva, se c’è dubbio, avviene con esame istologico dopo rimozione.

  • ANIMALI DEL DESERTO

    Quando il sole cala oltre le dune, il deserto cambia volto.

    La sabbia rossa e dorata si raffredda lentamente, e dal suo silenzio emergono creature minute e straordinarie.

    Tra i granelli caldi e le ombre lunghe, il gerboa salta agilmente, spostandosi su lunghe zampe posteriori come un piccolo acrobata, cercando semi nascosti e rifugi freschi.

    Non lontano, il topo canguro si muove silenzioso, bevendo appena e nutrendosi dei semi che il vento ha portato lontano.

    Sotto le rocce calde, occhi lucidi osservano: il gecko del deserto si arrampica veloce, mentre lo scinco scivola come un filo di sabbia tra le crepe.

    Di notte, piccoli scorpioni e insetti corrono senza sosta, scavando, cacciando, sopravvivendo.

    Anche lo scarabeo ha il suo trucco: raccoglie l’umidità della rugiada con movimenti precisi e misteriosi.

    In cielo, le allodole del deserto cantano appena, planando tra le correnti calde che si alzano dalle dune, mentre i passeri cercano insetti nascosti tra le pietre.

    Tutti questi piccoli abitanti, invisibili al visitatore distratto, conoscono ogni angolo di sabbia, ogni ombra, ogni piccolo rifugio : il deserto non è mai vuoto, basta sapere dove guardare.

    Pvl

  • STEFANO BONACCINI

    E’ un politico italiano di primo piano, attualmente europarlamentare e presidente del Partito Democratico (PD). Stefano Bonaccini è nato il 1° gennaio 1967 a Campogalliano (provincia di Modena). 

    E’ del Partito Democratico (PD).E’ presidente del Partito Democratico dal marzo 2023, dopo aver gareggiato per la segreteria del partito e ottenuto un forte sostegno interno. 

    Carriera Politica

    Presidente del PD

    Europarlamentare nel luglio 2024 è entrato ufficialmente come membro del Parlamento Europeo, eletto per la circoscrizione Nord-Est. 

    Presidente dell’Emilia-Romagna

    ha guidato questa importante regione dal novembre 2014 fino a luglio 2024, quando si è dimesso per assumere il mandato europeo. 

    Profilo e attività

    Bonaccini è considerato un politico moderato e pragmatico nell’area di centrosinistra italiana, con radici nel passato del PCI e della sua evoluzione fino al PD attuale.

    Durante la sua lunga esperienza di amministratore regionale è stato spesso percepito come un leader capace di dialogare tra istituzioni e territori e di gestire sfide complesse come la pandemia.

    All’interno del PD ha lanciato una corrente chiamata “Energia Popolare” (People’s Energy), che propone un approccio riformista e sociale-liberale nel centrosinistra. 

    Attività nel Parlamento Europeo

    Nel Parlamento Europeo, Bonaccini siede nei gruppi dei Socialisti e Democratici e lavora su temi quali agricoltura e sviluppo rurale, oltre ad occuparsi di relazioni internazionali e commercio. 

    Pvl

  • GIOVANNI DONZELLI

    POLITICO ITALIANO

    Nato il 28 novembre 1975 a Firenze è un politico italiano, deputato della Camera dei Deputati eletto con Fratelli d’Italia (FdI). 

    Carriera politica

    Deputato alla Camera dal 2018, rieletto nel 2022 come capolista nella circoscrizione Toscana. È parte dell’ufficio di presidenza della Camera: prima segretario dell’Aula e attualmente vicepresidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). Responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ruolo chiave nella struttura interna del partito guidato da Giorgia Meloni. In passato è stato consigliere comunale a Firenze (2004–2010) e consigliere regionale in Toscana (2010–2018). 

    Percorso e formazione

    Inizia la militanza politica giovanissimo, entrando nel Fronte Universitario d’Azione Nazionale (FUAN) del Movimento Sociale Italiano a 19 anni. Ha proseguito fino a diventare presidente di Azione Universitaria e portavoce nazionale della Giovane Italia. Ha frequentato l’Università di Firenze nelle facoltà di Lettere e poi Agraria, senza però completare gli studi. 

    Attività e posizioni politiche

    È noto per un ruolo molto operativo nell’organizzazione delle attività di FdI e nelle campagne elettorali. In Parlamento è stato membro di diverse commissioni (Affari costituzionali, Unione Europea e altre). Ha attirato l’attenzione mediatica in alcune occasioni per interventi polemici in Aula (ad es., accuse contro parlamentari di altri partiti su vicende istituzionali) ma è stato poi assolto dalle contestazioni formali. 

    Vita personale

    Vive nella zona di Prato; è sposato e ha figli. 

  • ANDREA BIAVARDI

    E’ un giornalista e manager dell’editoria italiana con una lunga carriera nel mondo dei quotidiani, delle riviste e dei media. 

    Profilo professionale

    Direttore di riviste importanti

    Ha diretto e dirige tuttora diverse testate, tra cui Giallo, un settimanale di cronaca del gruppo Cairo Editore. 

    Nuovo ruolo a Oggi

    Nel luglio 2024 è stato nominato direttore del settimanale Oggi, una delle riviste più conosciute e diffuse in Italia, succedendo a Carlo Verdelli e con incarico a partire dal 9 luglio. 

    Carriera giornalistica pluridecennale

    Ha iniziato nel 1977 a Il Giornale e in seguito ha diretto quotidiani come La Nazione e Il Giorno, oltre a mensili e riviste come Vera, Men’s Health, For Men Magazine, In Viaggio, Natural Style e Airone. 

    Consigliere di amministrazione

    Ricopre anche ruoli di vertice manageriale all’interno della Cairo Editore. 

    Attività editoriali e scrittura

    Andrea Biavardi è anche autore di libri, tra cui saggi e romanzi.

    Alcuni titoli includono Sbuccia il maschio e Fuori dal coro; ha anche scritto opere che raccontano storie e ritratti sociali. 

    Personale

    Origini e vita privata

    Nato a Varese il 12 agosto 1958 e cresciuto professionalmente in Emilia; è sposato e ha due figli. 

    Presenza mediatica

    Oltre alla attività editoriale, è stato spesso ospite in programmi televisivi come commentatore e opinionista. 

    In sintesi

    Andrea Biavardi è una figura di spicco del giornalismo italiano, noto per la direzione di testate giornalistiche e riviste, la sua esperienza decennale nei media e il ruolo di leadership in importanti gruppi editoriali come Cairo Editore. 

    Pvl

  • OSCAR POZZOBON

    E’ un imprenditore italiano, ingegnere e innovatore nel campo dell’aerospazio, GNSS (sistemi di navigazione satellitare) e cybersecurity. 

    Ruolo e carriera

    Co-fondatore, Presidente e CEO di Qascom, un’azienda italiana con sede a Bassano del Grappa (Vicenza) che sviluppa tecnologie avanzate per la navigazione satellitare e applicazioni spaziali. 

    Ha una formazione accademica solida: laurea in Ingegneria Informatica (Università di Padova), master in Telecomunicazioni (University of Queensland) e dottorato in Applicazioni Aerospaziali e Satellitari (Università di Padova). 

    Vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nel settore spaziale, con collaborazioni e progetti con ESA, ASI, NASA, EUSPA e la Commissione Europea. 

    È stato pionieristico nei servizi di autenticazione per i sistemi GNSS e ha contribuito alla validazione dei primi satelliti Galileo. 

    Attività imprenditoriali e riconoscimenti

    Sotto la sua guida, Qascom è coinvolta in importanti progetti spaziali, inclusi strumenti tecnologici sulla Luna e contratti collaborativi con aziende come Telespazio ed ESA per sistemi satellitari avanzati. 

    Oscar Pozzobon è considerato un leader nel settore spaziale europeo ed è stato inserito in liste di “leader da tenere d’occhio” (es. 50 Leaders to Watch). 

    Pvl

  • Torroncini Condorelli

    I torroncini Condorelli non sono solo dolci : sono piccoli gesti d’affetto incartati.

    Morbidi al morso, come parole dette piano, custodiscono mandorle di Sicilia e miele che sanno di sole antico. Il cioccolato li avvolge come una promessa mantenuta, sottile ma decisiva. Ogni incarto blu si apre con la lentezza dei riti familiari, quando il tempo sembra concedersi una pausa.

    Nascono ai piedi dell’Etna, dove la terra è scura e fertile, e forse per questo hanno qualcosa di intimo e profondo: non cercano l’eccesso, ma la memoria. Sono dolci che non si divorano, si ricordano. Passano di mano in mano, tra sguardi complici, come se dicessero : ti ho pensato.

    Un torroncino Condorelli è un frammento di festa che resiste, una carezza zuccherina che resta anche dopo, quando la carta è già stata piegata e il silenzio torna a sedersi a tavola.

  • MIA MARTINI

    LA VOCE

    Non è mai stata solo suono; è una geografia dell’anima, un territorio fatto di crepe luminose e abissi di tenerezza.

    Oggi, quella voce ritorna come un’eco gentile, portando con sé “Di tanto amore”, una perla scritta da Ivano Fossati e rimasta a lungo chiusa in una dimensione intima, quasi segreta, protetta dal tempo come un messaggio in una bottiglia.

    Un’estetica dell’essenziale

    Nel video lyric che accompagna il brano, le parole scorrono lente, quasi a voler rispettare il peso di ogni singola sillaba.

    Le immagini sono essenziali, scarne, e questa scelta non è casuale: serve a lasciare spazio a ciò che conta davvero.

    È il timbro di Mimì fragile e potentissimo al tempo stesso a farsi carico della narrazione, trasformando l’astrazione del sentimento in una presenza fisica, tangibile.

    Tra passato e presente: una confessione senza tempo

    Il brano, concepito alla fine degli anni Settanta, riaffiora oggi non come un reperto archeologico, ma come una confessione di sconcertante attualità.

    In queste note non c’è spazio per la nostalgia sterile, quella che guarda indietro con rimpianto.

    C’è invece una “presenza” vibrante.

    “Di tanto amore” ci parla di un sentimento detto sottovoce, un amore che non ha bisogno di gridare per dimostrare la propria forza.

    È un invito alla resistenza emotiva: un legame che sfida il passare dei decenni e continua a vibrare nelle corde di chi ascolta, ricordandoci che la vera arte non scade mai.

    La riscoperta come atto d’ascolto

    Ascoltare oggi questo inedito non è una semplice operazione di recupero discografico; è un atto di giustizia poetica.

    In un’epoca dominata dal rumore e dalla velocità, fermarsi davanti alla voce di Mia Martini diventa un esercizio di introspezione.

    Non è una riscoperta, ma un ritorno necessario.

    Un incontro che rinnova quel legame indissolubile tra un’interprete unica e un pubblico che, nonostante tutto, sa ancora riconoscere la verità dietro il canto.

    Mimì non canta la canzone : la abita, ci vive dentro, e ci invita a fare lo stesso.

    Pvl

  • Homeschooling

    è l’educazione dei figli svolta principalmente in ambito familiare, invece che in una scuola tradizionale.

    In breve

    Chi insegna : di solito i genitori (talvolta tutor esterni).

    Curricolo : può seguire i programmi nazionali oppure essere personalizzato.

    Metodo : flessibile (lezioni strutturate, apprendimento per progetti, online, esperienziale).

    Valutazioni : variano per paese; spesso sono previsti esami o verifiche periodiche.

    Socializzazione: attività sportive, gruppi di homeschooling, laboratori, volontariato.

    Pro

    Personalizzazione dei tempi e dei contenuti Ritmo su misura dello studente Ambiente di apprendimento più flessibile

    Contro

    Richiede tempo e competenze ai genitori Meno interazione quotidiana con coetanei (se non pianificata) Aspetti legali e burocratici da gestire.

    Pvl

  • BRUNO CASSINARI

    NASCE A PIACENZA NEL 1912

    In un contesto ancora lontano dai fermenti artistici che avrebbero segnato la sua vita.

    Fin da giovanissimo manifesta una naturale inclinazione per l’arte : prima ancora di dedicarsi alla pittura, modella ritratti in creta, esercitando lo sguardo e la mano su ciò che gli è più vicino, come il volto della madre. La svolta avviene negli anni Trenta, quando si trasferisce a Milano per studiare all’Accademia di Belle Arti di Brera. Qui si forma sotto la guida di Aldo Carpi e viene a contatto con un ambiente culturale vivace, attraversato da tensioni etiche e artistiche che rifiutano l’arte ufficiale del regime. È in questo clima che Cassinari matura una pittura intensa, inquieta, già orientata verso una personale interpretazione dell’espressionismo. Alla fine degli anni Trenta entra nel gruppo di Corrente, condividendo il percorso con artisti come Guttuso, Birolli, Morlotti e Vedova. Non si tratta solo di una scelta stilistica, ma anche di una presa di posizione morale: la pittura diventa strumento di testimonianza, carica di partecipazione umana e tensione civile. Nel 1941 la sua prima mostra personale, presentata da Elio Vittorini, segna un riconoscimento importante, confermato dalla vittoria del Premio Bergamo. Il dopoguerra apre per Cassinari una fase di espansione e di confronto internazionale. Nel 1949 si stabilisce ad Antibes, sulla costa francese, dove entra in contatto diretto con alcuni dei protagonisti dell’arte europea del Novecento. L’incontro con Picasso, che lo invita a esporre al Museo di Antibes, rappresenta un passaggio decisivo, così come la vicinanza a figure come Chagall, Matisse e Braque. In questi anni la sua pittura si arricchisce di nuove soluzioni formali, mantenendo però una forte tensione espressiva. Il riconoscimento ufficiale arriva con la Biennale di Venezia : dopo la partecipazione del 1950, nel 1952 Cassinari ottiene il Gran Premio per la pittura italiana. È il momento della piena maturità, che lo porta a esporre in numerose città europee, negli Stati Uniti e in Sud America, consolidando una reputazione ormai internazionale. Il suo linguaggio pittorico si distingue per l’uso intenso del colore, per le deformazioni delle figure e per una costruzione dello spazio che dialoga con il cubismo senza mai rinunciare alla forza emotiva dell’immagine. Cassinari non ricerca l’astrazione pura, ma una figurazione tesa, vibrante, capace di restituire la complessità del reale. Muore a Milano nel 1992. Oggi le sue opere sono conservate in importanti musei e collezioni pubbliche, in Italia e all’estero. La sua figura resta centrale nel panorama dell’arte italiana del secondo Novecento:un artista che ha saputo coniugare rigore formale, libertà espressiva e una profonda attenzione alla dimensione umana.

    Pvl

  • La “carta Maurillo” più correttamente Murillo

    spesso chiamata così dai pittori) è un tipo di cartoncino artistico di alta qualità prodotto da Fabriano, molto apprezzato da pittori, illustratori e artisti grafici per le sue caratteristiche tecniche e la sua versatilità. 

    Che cos’è Fabriano Murillo?

    È un cartoncino spesso e resistente, fabbricato con pura cellulosa ECF (Elemental Chlorine Free) e conforme alla norma ISO 9706 “Long Life”, il che significa che è acid‑free (senza acidi) e quindi ideale per lavori artistici duraturi che non ingialliscono o si deteriorano nel tempo.  È disponibile in molti colori vivaci e in varie grammature (da ~190 g/m² fino a 360 g/m² e oltre), quindi può adattarsi a tecniche diverse. 

    Perché piace ai pittori?

    Proprio per le sue qualità tecniche, questa carta viene definita “quella che fa impazzire i pittori” — non perché sia esagerata, ma perché :

    Peso e rigidità ottimali

    la struttura pesante la rende ottima per disegno, collage, gouache o tecniche miste senza che si arricci facilmente. 

    Surface versatile

    la grana superficiale accoglie bene sia colori a secco (pastelli, grafite, inchiostri) sia a umido leggero (acquerello leggero, gouache), pur non essendo carta specifica per acquerello. 

    Acid‑free e durabilità

    le opere su Murillo resistono nel tempo senza ingiallire, il che la rende perfetta anche per stampe d’arte e progetti destinati a durare.

    Usi tipici

    Disegno e collage Edizioni pregiate e stampe d’arte Passe‑partout e inserti per album Tecniche miste leggere (gouache, inchiostro, pastello) Tutti questi usi derivano proprio dalla miscela di texture, colore, grammatura e superficie lavorabile. 

    In pratica, Murillo non è una carta “magica” ma è uno dei cartoncini artistici più amati per qualità e affidabilità, e per molti creativi diventa la superficie su cui sperimentare e creare lavori che durano. 

  • Cravatte

    LA COLLEZIONE STORICA DELLE CRAVATTE FUMAGALLI

    affonda le radici in oltre 130 anni di storia dell’eleganza italiana, facendo di questa maison di Como (nata ufficialmente nel 1891) una delle più antiche e raffinate realtà nella produzione artigianale di cravatte in seta e accessori sartoriali. 

    Origini e tradizione

    La storia comincia a Milano nel 1850 con una tessitura di seta artigianale, e nel 1891 Attilio Fumagalli dà vita alla produzione di cravatte in garza serica, leggere e preziose.

    Ogni cravatta veniva scelta nei volumi campione d’epoca, realizzata a mano e personalizzata con cura sartoriale, una testimonianza perfetta dell’eleganza della Belle Époque. 

    Le collezioni storiche

    La collezione storica di cravatte di Fumagalli comprende modelli e edizioni nate nel corso di decenni, molte delle quali oggi considerate oggetti da collezione :

    Edizioni storiche (1925–1981)

    Nell’archivio storico di Fumagalli sono conservati libri di prove colore e disegni originali che documentano la produzione di cravatte, fazzoletti e accessori fin dai primi del Novecento. 

    Queste edizioni limitate includono serie iconiche dove ogni modello rappresenta un “momento stilistico” specifico della moda maschile del secolo scorso. 

    Cravatte in serie limitata

    Alcune creazioni sono realizzate oggi solo in numero molto limitato, basandosi su disegni originali dell’archivio.

    Ogni pezzo è unico, fatto a mano in seta purissima e porta con sé la storia del design che lo ha ispirato. 

    Stile e innovazione nel tempo

    Fumagalli ha saputo evolversi con i decenni.

    Dagli anni ’20 e ’30 con motivi razionalisti, passando per gli anni ’50 con il celebre Gold Twill una seta tecnicamente innovativa e dai colori vividi fino alla campagna iconica del 1967 “Il Cobra” che trasformava la cravatta in simbolo di fascino. 

    Negli anni ’70 e poi nei decenni successivi, le collezioni storiche includono reinterpretazioni di motivi classici, tartan rivisitati e disegni ispirati all’arte e alla natura. 

    Archivio storico e collezionismo

    Oggi l’Archivio Storico Fumagalli 1891, aperto su appuntamento, custodisce tessuti originali, schizzi, fotografie e campionari che raccontano oltre un secolo di gusto e artigianato.

    È una sorta di museo vivente della cravatta italiana, accessibile a studiosi, appassionati e collezionisti. 

    In breve

    Periodo Stile e innovazione

    1891–1900 Prime cravatte in garza serica, artigianato puro 

    1906 Expo Milano. Cravatta commemorativa evento 

    1920–1930 Collezioni razionaliste 

    1950 Gold Twill brevetto distintivo 

    1967 Campagna Il Cobra 

    1970–oggi. Archivi, edizioni limitate e collezione storica 

    Pvl

  • Paolo Virzi’

    Nel cinema di Paolo Virzì il talento si riconosce proprio lì dove la cronaca si scioglie in racconto.

    Non parte dai fatti nudi, ma da ciò che resta addosso alle persone : desideri mal riposti, illusioni tenaci, piccole vigliaccherie e improvvisi slanci. Anche quando lo sfondo è chiaramente sociale o politico, Virzì non osserva da lontano : entra nelle vite, le segue nei dettagli minimi, nei silenzi, nelle battute dette per difesa.

    La realtà non viene registrata, viene trasformata. Diventa memoria, deriva emotiva, percorso umano. I suoi personaggi non sono “casi”, ma compagni di viaggio: si muovono in un’Italia riconoscibile, sì, ma filtrata da uno sguardo partecipe, ironico, spesso indulgente.

    È qui che il racconto prende il posto della cronaca fredda :

    non nel giudizio, ma nella comprensione;

    non nella tesi, ma nella storia;

    non nel documento, ma nella vita che scorre, disordinata e vera.

    Virzì racconta perché sa che solo il racconto, e non la cronaca, riesce a restituire la complessità dell’umano.

    Pvl

  • DANIEL ROTH

    DANIEL ROTH

    Storia e carattere del marchio

    Daniel Roth è stato un maestro orologiaio indipendente che ha fondato il suo marchio nel 1988 dopo una carriera prestigiosa presso grandi nomi dell’orologeria, tra cui Breguet (dove contribuì alla rinascita del marchio) e altri atelier svizzeri. 

    Cosa rende speciali questi orologi

    Forma iconica “double ellipse” una cassa a doppia ellisse che è riconoscibile al primo sguardo e diversissima dalle casse rotonde tradizionali. 

    Alta orologeria e complicazioni

    tourbillon, cronografi, calendari retrogradi, riserve di carica e molto altro. 

    Produzione limitata e artigianale

    pezzi spesso numerati e realizzati in piccole serie, apprezzati dai collezionisti. 

    Design ispirati alla tradizione

    quadranti con guilloché, lancette in acciaio blu, dettagli finemente rifiniti. 

    La maison è stata più volte acquisita da gruppi più grandi (negli anni ’90 e poi da Bulgari) e oggi sta vivendo una nuova rinascita sotto LVMH con la supervisione di La Fabrique du Temps Louis Vuitton, con produzioni limitate in alta gamma. 

    Alta Orologeria / Modelli Iconici

    Daniel Roth DR001 Oro Rosa 2024 – Esemplare contemporaneo tourbillon di alta gamma, perfetto esempio dell’attuale rilancio e della tradizione meccanica.

    Daniel Roth dbbd01a1 Oro rosa – Classico in oro rosa: eleganza e finitura da collezione.

    Daniel Roth Extra Plat Rose Gold – Versione extra–plat per chi cerca sottigliezza e raffinatezza.

    Modelli classici e da collezione

    Daniel Roth Le Sentier S177 Acciaio – Referenza in acciaio con estetica distintiva.

    Daniel Roth 177.L.311.012.B3.BD Oro/Acciaio – Oro e acciaio — perfetto equilibrio tra prestigio e portabilità.

    Daniel Roth Academie Skeleton Chronograph – Cronografo scheletrato con finiture di pregio.

    Daniel Roth 197.X.40 Oro Rosa – Grande classico in oro.

    Daniel Roth S177 Acciaio Argento – Versione in acciaio con quadrante elegante.

    Consigli per collezionisti

    Ricerche su vintage e riferimenti storici

    i modelli anni ’90, come il Tourbillon originale o cronografi storici, sono molto ricercati e apprezzati alle aste. 

    Mercato raro e specializzato

    trattandosi di haute horlogerie, molti esemplari sono difficili da trovare e possono avere quotazioni stabili o in crescita.

    Stile unico

    la forma “double ellipse” non è per tutti, ma è spesso citata come uno dei migliori esempi di design originale nell’orologeria moderna. 

    Pvl

  • PIERO VILLANI

    A NEW YORK

    SETTEMBRE 2024

    INTENZIONI E PROMESSE

    Piero Villani sbuca dall’aeroporto con una valigia.

    Dentro, tele arrotolate strette come segreti, pennelli che odorano ancora di colori freschi, e una visione forte, affilata come una lama.

    Si ritrova rapidamente in un micro-mondo pulsante : un appartamento modesto ma pieno di luce, nel cuore di Brooklyn, dove i rumori della città non solo si sentono, ma ti abbracciano. 

    Le strade non sono solo strade : sono vene che pulsano, piene di passi, storie e voci che sembrano sempre portare tre nuovi stimoli.

    Piero Villani sente subito che qui l’arte non è una cosa da museo, ma un fatto vivo, caotico, in continuo divenire. 

    Chelsea, il primo tuffo nella scena artistica

    Non passa molto tempo che si trova a camminare tra gallerie ed eventi di Chelsea, il quartiere che ogni artista sogna di esplorare.

    Non è soltanto un vernissage: è una specie di rito di passaggio.

    I quadri viaggiano come onde di energia, i curatori parlano di idee e di linguaggi e qualcuno, più curioso, guarda dritto negli occhi quegli strati di colore così intensi, così inusuali. 

    Leo Maxwell il gallerista che vede oltre

    In una sala illuminata da luci calde, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera su tecniche e materiali, Piero incrocia lo sguardo di Leo Maxwell.

    Maxwell non è un semplice gallerista : ha quell’aria di chi sa sentire il lavoro di un artista prima ancora di vederlo davvero.

    Parlano a lungo di colore, di stratificazione, di visione.

    È come se Maxwell riuscisse a leggere le emozioni nascoste sotto ogni pennellata di Piero Villani. 

    Alla fine della conversazione, con un sorriso che sembra un invito più che una proposta, Leo gli parla di una collettiva chiamata “New Voices” un’esposizione che celebra nuove voci, potenze creative emergenti.

    È la prima volta che qualcuno a New York non guarda solo l’opera, ma legge la persona che la fa. 

    Eleanor Vance lo sguardo critico che fa parlare

    Qualche giorno dopo, alla lunga coda del MoMA, Piero Villani incontra Eleanor Vance, una critica di arte contemporanea la cui fama si estende tra le colonne delle riviste più autorevoli.

    Non è un incontro casuale : è come se il ritmo di New York, che non lascia nulla al caso, la mettesse sulla sua strada.

    Eleanor, con la sua intelligenza acuta e curiosa, non si limita ad ammirare : interroga, chiede, solleva interrogativi che portano subito la conversazione oltre la superficie.

    Il risultato? Un’intervista informale ma intensa, che finisce su un blog internazionale, aprendo a Piero Villani porte e occhi nuovi. 

    Quell’intervista diventa più di un post online : diventa un primo eco lontano, che raggiunge collezionisti e appassionati oltre oceano.

    Jax l’arte come dialogo notturno

    Ma New York non è soltanto grandi gallerie e riflettori chiari : è fatta anche di vicoli, luci basse, suoni improvvisati. In uno di questi spazi dell’East Village, tra poesie recitate e risate che si fondono con il jazz, Piero incontra Javier “Jax” Ramirez un artista concettuale che sembra portare in borsa non tele, ma idee incandescenti. Jax non parla di regole.

    Jax non pensa di dover insegnare.

    Jax propone dialoghi lunghi, accesi, dove pittura e oggetto diventano un unico gesto poetico.

    Le loro discussioni sono animate, profonde, fino alle luci dell’alba. 

    Da questi scambi nascono piccole esplosioni creative : insieme danno vita a un’installazione che combina segno pittorico gestuale e oggetti trovati, presentata in uno spazio indipendente di Bushwick il quartiere dove ogni idea può diventare sperimentazione. 

    L’addio e la promessa

    Dopo tre mesi che sembrano tre stagioni vissute in un battito, Piero Villani è pronto a ripartire.

    Ma non parte “vuoto”. Nel suo zaino, oltre alle tele e ai materiali, ci sono : contatti nuovi, ricchi di potenziale, possibilità di collaborazioni che superano confini geografici, e una scintilla di fiducia che non aveva mai sentito così viva prima.

    New York non lo ha cambiato solo come artista, ma lo ha fatto sentire parte di una grande comunità creativa che non dorme mai. 

    Quando cala la scaletta dell’aereo, Piero Villani non pensa alla fine di un viaggio, ma al primo movimento di una sinfonia ancora tutta da comporre.

    Un epilogo che va oltre l’esperienza

    Questo soggiorno a New York rappresenta per Piero Villani più di una mostra o di una sfilza di eventi : è stato uno specchio in cui il suo linguaggio artistico si è riflesso in mille nuove prospettive, in mille voci e in mille possibilità di dialogo internazionale. 

    PvlH

  • PIERO VILLANI

    I SUDEI NON SONO SEMPLICI PORZIONI DI COLORE

    Nei quadri di Piero Villani, pittore italiano di profonda esperienza e visione espressionista-astratta, i Sudei non sono semplici porzioni di colore stese sulla superficie della tela: diventano territori emotivi, spazi di accoglienza dove l’occhio e il cuore dell’osservatore trovano rifugio e introspezione.

    Anche senza definizioni formali di figura o narrazione, questi ampi campi di colore – i Sudei – respirano come fossero organismi viventi.

    Essi non raccontano storie predefinite, ma offrono spazio, detengono tensioni affettive ampie e inesprimibili, e accolgono un’energia interiore che dialoga con chi guarda. 

    Il colore come gesto e respiro

    Il colore nei lavori di Villani non è mero ornamento o elemento decorativo: è la struttura primaria del suo linguaggio pittorico, la materia prima di una espressione che attraversa sogno, memoria e interiorità.

    Il colore pulsa, vibra, e si pone come un linguaggio emotivo puro, capace di tradurre sensazioni sottili prima ancora di forme definite.

    In questi Sudei, il colore si espande “come respiro”, invadendo lo spazio visivo con la stessa naturalezza di un soffio che entra ed esce.I pieni di colore – grandi campiture pigmentate generano una plasticità visiva che innalza il quadro dallo statuto di oggetto a quello di esperienza sensoriale e intuitiva. 

    Campiture cromatiche,spazi di emozioni accese

    Queste superfici non sono piatte o neutre : esse si animano di sfumature cangianti, di sfoci di tonalità che suggeriscono profondità e movimento interno. Il colore interagisce con la luce e con lo spazio circostante, creando campiture che danzano, si stratificano e si mescolano, richiamando sensazioni profonde piuttosto che descrivere oggetti riconoscibili.

    Ed è proprio questa stratigrafia di colori – vibranti e sensibili – che fa sì che i Sudei non rappresentino, ma accarezzino, non narrino, ma accolgano.

    Ogni campo cromatico diventa allora testimonianza del bisogno umano di spazio, di silenzio, di accoglienza emotiva. 

    Il sogno e la fantasia come architetti del colore

    La pittura di Villani spesso procede come un atto di sogno : i Sudei nascono dall’incontro tra un’urgenza espressiva interiore e la ricerca visiva di una forma che non sia mera figura.

    In questo senso, il colore è fantasia pura, un linguaggio che precede il pensiero logico e si stabilisce nel regno intuitivo delle emozioni.

    Ed è nelle zone di sovrapposizione cromatica, nelle transizioni impreviste di tono, che il colore cattura lo spettatore : come un sogno che si svela, progressivamente rivelando nuove profondità, nuove risonanze e nuove domande sul proprio mondo interiore. 

    La plastica bellezza dei Sudei

    Questa estetica non è mai fredda o concettuale; è corpo, potenza e vibrazione. Il colore si organizza in campiture piene, dense eppure dinamiche, che non si limitano a “essere” superficie, ma si trasformano in forme animate da tensioni cromatiche.

    È questa plasticità del colore che invita chi osserva a entrare, a smarrirsi e ritrovarsi dentro i quadri.

    Il colore non si limita qui a “riempire” spazi: li plasma, li articola, li carica di significato emotivo.Qui la tela stessa diventa paesaggio interiore, la superficie diventa architettura del sentimento, e i Sudei sono stanze senza soglia – luoghi dell’anima dove il vissuto e il desiderio trovano un proprio eco visivo. 

    Conclusione,il colore come accoglienza

    Nei lavori di Piero Villani, allora, i Sudei non sono mai solo colore steso su tela : essi incarnano spazi di introspezione, campiture che non guardano ma accolgono, territori del cuore che si dispiegano oltre ogni forma narrativa.

    In questa dialettica tra colore e spettatore, il quadro vive non solo come oggetto d’arte, ma come esperienza viscerale di sogno, emozione e contemplazione. 

    Pvl

  • Artisti “Complessati”

    Ecco alcuni artisti moderni notoriamente “complessati”, nel senso di profonda inquietudine psicologica, ossessioni, conflitti identitari e tensione interiore che hanno inciso direttamente sulla loro opera (non in senso clinico, ma esistenziale):

    Edvard Munch

    Ossessionato da malattia, morte, sesso e colpa.

    Vita segnata da lutti familiari e depressione.

    L’arte come diario psichico continuo (L’urlo non è un’eccezione, è la regola).

    Egon Schiele

    Complesso rapporto con corpo, erotismo e auto-immagine.

    Autoritratti deformati, quasi punitivi.

    Processo per oscenità che amplificò il suo senso di persecuzione.

    Alberto Giacometti

    Ossessionato dall’impossibilità di “vedere davvero”.

    Distruggeva continuamente le proprie opere.

    Complesso di inadeguatezza cronico nonostante il successo.

    Francis Bacon

    Pittura come violenza contro se stessi.

    Relazioni autodistruttive, senso di colpa, attrazione per il caos.

    Il volto umano come campo di tortura psicologica.

    Mark Rothko

    Profondo conflitto tra spiritualità e nichilismo.

    Depressione crescente, culminata nel suicidio.

    Le sue tele come spazi mentali claustrofobici, non “astrazione decorativa”.

    Louise Bourgeois

    Trauma infantile mai risolto (tradimento del padre).

    Ossessioni ripetitive: madre, casa, corpo, sessualità.

    L’arte come psicoanalisi permanente.

    Amedeo Modigliani

    Complesso di esclusione e fragilità fisica.

    Autodistruzione lenta, alcool e droghe.

    Ricerca ossessiva di una purezza formale mai pacificata.

    Pvl

  • Paolo Bertolucci

    è un ex tennista italiano e noto commentatore sportivo.

    Nascita : 3 agosto 1951, Forte dei Marmi

    Carriera da giocatore : anni ’70–inizio ’80

    Specialità : soprattutto doppio

    Risultato più celebre : vittoria della Coppa Davis 1976 con l’Italia, insieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli

    Titoli ATP : diversi in doppio; in singolare raggiunse buoni piazzamenti ma senza titoli di grande rilievo .

    Stile di gioco : solido, tattico, molto efficace a rete

    Dopo il ritiro è diventato una delle voci più riconoscibili del tennis in TV, apprezzato per il tono diretto, l’ironia e la competenza tecnica, in particolare come commentatore su Sky Sport.

    Pvl

  • COSA SONO I SUDARI

    I sudari sono teli di stoffa usati tradizionalmente per avvolgere un corpo dopo la morte, prima o al posto della sepoltura in una bara.

    Il termine viene dal latino sudarium (“panno per asciugare il sudore”), ma nel tempo ha assunto soprattutto un significato funerario e simbolico.

    Significati principali

    Funerario Stoffa (lino, cotone) che avvolge il defunto.

    Presente in molte culture e religioni.

    Simbolo di passaggio, protezione, ritorno alla terra Religioso.

    Il più noto è la Sindone di Torino, considerata da molti il sudario di Cristo.

    In ambito cristiano richiama morte, attesa, resurrezione Metaforico e letterario “Sudario” come velo, copertura, silenzio, oblio Es.: “un sudario di nebbia”, “il sudario della notte”

    In senso più ampio

    Può indicare qualunque tessuto che copre o nasconde, spesso con un’aura di solennità, fine, sospensione.

    Pvl

  • Vestirsi come in Peaky Blinders

    Vestirsi come in Peaky Blinders

    Afghanistan. Quattro giovani ammoniti dai talebani per essersi vestiti come in Peaky Blinders

    Quattro giovani afgani della città di Jebrael, nella provincia occidentale di Herat, sono stati richiamati dalle autorità talebane per aver pubblicato sui social video in cui indossavano abiti che richiamano quelli della famosa serie televisiva Peaky Blinders completi scuri, cappotti e coppole come i personaggi dello show britannico. 

    Secondo il portavoce del Ministero per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizìo dell’emirato talebano, questi giovani promuovevano una “cultura cinematografica straniera” e imitavano attori, cosa ritenuta contraria ai valori afghani e islamici.

    Per questo motivo è stato avviato un programma per “rieducarli”. 

    Il ministero ha poi precisato che i giovani non sono stati arrestati in senso stretto, ma solo convocati, consigliati e liberati una volta ammoniti.

    Pvl

  • MATTEO PANDINI

    E’ un giornalista italiano e figura di spicco nel mondo della comunicazione politica. 

    Ruolo professionale. È stato portavoce e capo dell’ufficio stampa di Matteo Salvini, ex ministro e leader della Lega. 

    Dopo anni nel ruolo di capo ufficio stampa, nel 2025 ha cambiato funzione restando portavoce “politico”, con un lavoro diviso tra Milano e Roma. 

    Carriera giornalistica. La sua carriera è iniziata nel mondo dell’informazione: ha lavorato come giornalista e redattore per diverse testate, collaborando anche come firma e commentatore. 

    Passioni personali. Pandini ama il calcio, in particolare l’Inter, e in diverse occasioni ha scritto o commentato di sport, dimostrando questo interesse anche nella vita privata. 

    Nel privato. La sua storia con Elenoire Casalegno è nata, secondo la showgirl, da uno scambio di messaggi sul calcio, la loro passione comune, e si è poi trasformata in una relazione seria. 

    Casalegno ha parlato di lui come di una persona positiva, semplice e trasparente, qualità che l’hanno colpita. 

    In sintesi, Matteo Pandini è un giornalista e comunicatore politico italiano molto attivo nella comunicazione istituzionale, conosciuto soprattutto per il suo ruolo accanto a Matteo Salvini, e oggi partner di Elenoire Casalegno. 

    Pvl

  • La parola “sparanzare” esiste ?

    La parola “sparanzare” esiste ?

    Sì, può essere ma dipende dal dialetto.

    In diversi parlari dell’Italia meridionale (soprattutto napoletano, lucano, calabrese e zone limitrofe) il verbo sparanzare / sparanzarsi esiste ed è usato con vari significati, tra cui :

    Significato attestato in molti dialetti

    Allontanarsi rapidamente Darsi alla fuga Sparire dalla vista Scappare / svignarsela

    Quindi l’interpretazione “sparire, andare via” è coerente e plausibile.

    Altri significati locali

    In alcune aree può anche significare :

    scuotere con forza, sbattere stendere o distendere (meno comune)

    Ma il senso di “andarsene di colpo” è quello più riconosciuto, specie nel Meridione.

    In italiano standard?

    Non è un verbo dell’italiano standard : è dialettale o regionalismo.

  • ANNA VAGLI

    è nata nel 1989 a Forte dei Marmi (Versilia), in Toscana. 

    Ha studiato Giurisprudenza presso Università di Pisa. 

    Successivamente si è specializzata con master in criminologia e psicologia investigativa, e ha ottenuto certificazioni in sopralluogo tecnico sulla scena del crimine, criminal profiling e neuroscienze applicate. 

    Dal 2020 è iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come pubblicista: unisce quindi formazione giuridica e criminologica a capacità giornalistiche. 

    Carriera e attività professionali

    Vagli si è affermata come criminologa forense: collabora come consulente in casi di cronaca nera e come analista investigativa. 

    È anche autrice e giornalista : scrive articoli e approfondimenti su casi giudiziari e fatti di cronaca. 

    Spesso è ospite in programmi televisivi e radiofonici sulla cronaca nera: in questo modo porta le sue analisi al grande pubblico. 

    Dal 2024-2025 ha ottenuto riconoscimenti ufficiali per il suo lavoro: per esempio, un premio dell’associazione Il Guiscardo per “eccellenza del territorio” in Versilia. 

    Opere e casi mediatici segnati

    Una delle sue opere più note è il libro Al di là di ogni ragionevole dubbio, in cui analizza in profondità il caso Yara Gambirasio uno dei più noti casi di cronaca nera italiana. 

    Grazie a questa pubblicazione e alle sue analisi sul caso, Vagli è diventata un nome di riferimento quando si discute di cronaca nera, giustizia e criminologia. 

    Approccio e visione personale

    Vagli dichiara che la sua passione per i noir/gialli sin da bambina l’ha spinta ad approfondire il crimine non come pura morbosità, ma come fenomeno sociale e psicologico da comprendere. 

    Per lei la criminologia non è solo analisi tecnica: è ricerca di verità, giustizia e comprensione dei traumi umani, con una forte componente empatica. 

    Nonostante la giovane età, ha scelto di affrontare critiche e scetticismi con determinazione: secondo lei, il merito è solo delle sue capacità («non sono mai stata raccomandata»). 

    Pvl

  • SUSAN SONTAG

    1933 è stata una delle più influenti intellettuali statunitensi del XX secolo : scrittrice, saggista, regista, attivista politica e figura centrale nel dibattito culturale internazionale.

    Infanzia e formazione

    Nata Susan Rosenblatt da una famiglia ebrea, trascorse parte dell’infanzia tra Arizona e California.

    Dimostrò un precoce talento intellettuale : entrò all’università a soli 16 anni, studiando filosofia, letteratura e teologia tra l’Università di Chicago, Harvard e Oxford.

    Questi anni di studio plasmarono la sua visione interdisciplinare e la sua apertura verso la cultura europea.

    Gli esordi e la scena culturale newyorkese

    Negli anni Sessanta si affermò come una delle voci più originali della critica culturale americana.

    Il saggio “Notes on ‘Camp’” (1964) la rese famosa: con uno stile brillante e provocatorio, definì il “camp” come sensibilità estetica consapevolmente artificiosa, aprendo nuovi percorsi negli studi culturali e queer.

    Temi e opere principali

    La sua attività spaziò tra critica d’arte, riflessioni filosofiche, politica internazionale e narrativa.

    Fra i suoi contributi più importanti: “Against Interpretation” (1966) una critica radicale alla tradizione esegetica, in favore di un’esperienza estetica immediata. “On Photography” (1977) un testo seminale sull’impatto culturale e politico dell’immagine fotografica. “Illness as Metaphor” (1978) e “AIDS and Its Metaphors” (1989) analisi fondamentali sul linguaggio con cui le società raccontano la malattia.

    Romanzi come The Benefactor (1963), Death Kit (1967) e In America (2000), con cui vinse il National Book Award.

    Impegno civile e politico

    Sontag fu una voce critica e spesso controcorrente sulle questioni globali: condannò la guerra del Vietnam, sostenne i dissidenti dell’Europa dell’Est e nel 1993 si recò a Sarajevo durante l’assedio per mettere in scena Aspettando Godot, gesto simbolico di solidarietà culturale in tempo di guerra.

    Cinema e regia

    Si dedicò anche alla regia cinematografica, realizzando film sperimentali come Duet for Cannibals (1969) e Brother Carl (1971), caratterizzati da un’estetica europea e da una marcata ricerca psicologica.

    Ultimi anni e eredità

    Colpita da un cancro, Sontag continuò a scrivere e partecipare al dibattito pubblico fino alla fine.

    Morì nel 2004 a 71 anni. La sua influenza è tuttora enorme : il suo pensiero ha ridefinito la critica culturale contemporanea, il rapporto tra estetica e politica e la riflessione sul potere delle immagini.

    Sontag rimane una figura faro dell’intellettualismo moderno, amata per la sua lucidità, la sua ribellione contro i cliché e la sua inesauribile curiosità.

    Pvl

  • BERLINO

    SONY CENTER

    E’ un complesso architettonico moderno progettato dall’architetto Helmut Jahn (studio Murphy/Jahn), realizzato su vetro e acciaio.

    Inaugurato ufficialmente nel 2000, l’area ha lo scopo di essere un luogo “ibrido”: un insieme di uffici, abitazioni, negozi, ristoranti, cinema e spazi di intrattenimento.

    Al centro del complesso c’è una grande piazza coperta da una struttura a cupola una tenda in vetro/acciaio, che si illumina con giochi di luce la sera.

    In pratica, si potrebbe dire che il Sony Center sia “una piccola città sotto una cupola”: tutto quello che serve vivere, lavorare, mangiare, divertirsi è contenuto in un unico spazio. 

    Perché è speciale e cosa offre

    Architettura e atmosfera:la struttura futuristica, il vetro e l’acciaio, il gioco di luci:tutto crea un effetto scenografico molto suggestivo, soprattutto la sera. 

    Vita sociale, ristoranti e divertimento: al suo interno ci sono ristoranti, bar, negozi, e almeno fino a poco tempo fa cinema ed eventi. 

    Cultura e cinema

    all’interno del complesso si trovavano un cinema multiplo, idealmente il luogo di riferimento per visioni in lingua originale e grandi proiezioni, e per un periodo anche sede di festival cinematografici.

    Simbolo della rinascita di Berlino: il Sony Center si trova nella zona di Potsdamer Platz, un’area che dopo la caduta del Muro e la riqualificazione degli anni ’90 è diventata il centro nevralgico della Berlino contemporanea un mix di modernità, memoria e vitalità urbana. 

    Cambiamenti recenti e stato attuale

    Dal 2023 il complesso ha cambiato nome ufficiale: da “Sony Center” a “Center am Potsdamer Platz”, perché è scaduto l’accordo di denominazione.

    È in corso una ristrutturazione importante un investimento da circa 200 milioni di euro per ammodernare gli spazi: uffici, aree commerciali, ristorazione, spazi verdi, e ridefinire l’area centrale come una piazza più vivibile, con panchine, alberi, illuminazione, nuovi pavimenti e aree per eventi.

    Il cinema multiplo che un tempo era un punto forte sembra avere perso parte della sua importanza originaria (o almeno la struttura è cambiata), con l’idea di puntare su esperienze meno “multiplex” e più “boutique/esperienziali”. 

    Per chi è consigliata la visita

    Se ami architettura contemporanea e urbanistica moderna, il Sony Center è un esempio riuscito di rigenerazione urbana post-Muro.

    Per chi cerca un’esperienza mista

    passeggiata, cena, relax, shopping, atmosfera da grande città europea.Per chi cerca una Berlino “viva” e cosmopolita, un luogo che rispecchia la città oggi dinamica, elegante, moderna.

    E anche per chi è interessato a storia + modernità: tutto intorno al Sony Center, a Potsdamer Platz, si può riflettere sul passato e vedere la rinascita della capitale tedesca.

    Pvl

  • Bruno Cassinari

    I COLORI DI BRUNO CASSINARI

    Sono come voci che si intrecciano, melodie visive che raccontano emozioni più che forme.

    Non si limitano a descrivere ciò che vediamo, ma trasformano il mondo in un paesaggio interiore, fatto di luce, calore, respiro.

    Il rosso delle sue nature morte non è semplicemente il rosso di un frutto, ma il rosso pulsante della vita stessa, un’energia che sembra vibrare sulla tela.

    Gli aranci e i gialli brillano come raggi di sole mediterraneo che cadono obliqui, accarezzando superfici e oggetti con una luce intensa, quasi tattile, mentre i blu profondi e i verdi smeraldo evocano il mare e i boschi, lo spazio infinito e l’intimità segreta insieme.

    Nei suoi paesaggi marini e rurali, il colore diventa atmosfera

    I cieli non sono mai semplici sfondi

    sono campiture emotive, onda dopo onda di emozione, dove il vento sembra muovere ogni cosa e l’aria stessa vibra di vita.

    Gli oggetti delle sue nature morte, frutti, piatti, bottiglie, diventano corpi pieni, solidi e al tempo stesso luminosi, capaci di trasmettere un senso di calore domestico e di eternità sospesa.

    Ogni colore è una scelta emotiva, mai casuale: ogni ombra, ogni luce, ogni contrasto ha un respiro interiore, un ritmo che richiama la poesia e il canto.

    Con il passare degli anni, la tavolozza di Cassinari evolve

    le campiture si fanno più fluide, trasparenti, e i toni più delicati rosa, lilla, azzurro tenue sembrano sussurrare melodie sottili e intime.

    È un colore che non urla, ma parla con voce piena e vibrante, una voce che penetra lo sguardo e l’anima, capace di trasformare un semplice oggetto o un paesaggio in esperienza sensoriale e emotiva totale.

    Cassinari non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente

    il suo colore è gesto, respiro, ritmo, canto silenzioso.

    Ogni tela diventa così un invito a fermarsi, a guardare con gli occhi dell’anima, a sentire il calore e la forza della luce mediterranea, a percepire il ritmo segreto che muove la vita.

    In questo universo cromatico, ogni tonalità è poesia, ogni contrasto è musica, e il colore stesso diventa protagonista, in grado di evocare gioia, malinconia, energia e contemplazione in un unico, potente respiro.

    Pvl

  • CARMELO LOPAPA

    E’ un giornalista che collabora da tempo con La Repubblica.  Secondo fonti del 2022, ha circa 50 anni. 

    Nel corso della sua carriera ha coperto inchieste e cronache politiche di rilievo, seguendo eventi parlamentari, modifiche istituzionali, crisi di governo e temi chiave della politica nazionale. 

    Carriera e incarichi principali. In passato si è occupato come cronista di politica, seguendo da vicino partiti, istituzioni, figure politiche e i loro cambiamenti. 

    Nel maggio 2021 ha lasciato Roma (dove secondo “da Montecitorio operava) per tornare a Palermo, assumendo la guida della redazione siciliana di La Repubblica. 

    Poco dopo, nel 2022, è stato nominato “capo della redazione Interni / Politico” del giornale.

    In pratica, ha assunto una posizione di responsabilità sul desk politico-nazionale. 

    Questa promozione è stata vista dalla direzione come un “investimento su una nuova generazione di quadri”, segnale di fiducia nel suo lavoro e nelle sue capacità. 

    Il suo stile e cosa lo distingue. Lopapa viene descritto da colleghi e osservatori come un “esempio di buon giornalismo”: nei suoi articoli anche come capo redazione non ha esitato a denunciare “vizi, inconcludenze o arroganze” di amministratori e politici, mantenendo al tempo stesso rigore, correttezza, professionalità ed eleganza. 

    In Sicilia, durante la sua direzione della redazione di Palermo, è stato particolarmente attivo nel raccontare temi di cronaca, legalità, questioni sociali e inchieste, valorizzando un giornalismo d’inchiesta e di denuncia. 

    Anche dopo il passaggio al desk nazionale politico, ha mantenuto uno stile diretto e impegnato: i suoi articoli spesso affrontano temi sensibili come diritti, equilibri di governo, crisi politiche, proposte di legge, dinamiche di partiti e rapporti di potere. 

    Alcuni esempi di lavori e momenti significativi. In un’intervista nel 2019, durante un dibattito con il politico Matteo Salvini, Lopapa ha posto domande incisive che hanno portato Salvini ad accusarlo pubblicamente, dicendo che “ogni mattina vi svegliate pensando a come insultarmi”.

    L’episodio mostra come Lopapa non abbia paura di mettere in crisi interlocutori anche forti e mediatici. 

    Ha seguito da vicino le trasformazioni del centro-destra, gli spostamenti politici e lo scenario parlamentare in più momenti chiave della politica italiana. 

    Nel periodo alla guida della redazione siciliana, ha contribuito a dare alla testata un profilo attento alle questioni di giustizia, legalità e memoria come nel ricordo degli anniversari delle stragi di mafia, affrontando tematiche delicate con rigore e impegno. 

    Il suo ruolo oggi e l’importanza per il giornalismo italiano. Oggi, in veste di capo della redazione Interni/Politico di La Repubblica, Carmelo Lopapa rappresenta una voce autorevole non solo come firma nel panorama dell’informazione nazionale.

    La sua carriera testimonia un equilibrio tra attenzione locale (soprattutto in Sicilia) e capacità di analisi politica nazionale.

    Molti lo considerano un professionista “di razza”: non un giornalista “da titolo facile”, ma uno che tiene alla profondità, alla denuncia quando serve, e al giornalismo come strumento di controllo democratico.

    L’approccio scrupoloso, onesto, e spesso critico verso il potere rende il suo nome spesso associato a reportage seri e articoli politici di peso.

    Pvl

  • MAURA GANCITANO

    Origini e formazione

    Maura Gancitano è nata a Mazara del Vallo nel 1985.  È filosofa, saggista e divulgatrice. 

    Carriera e progetti principali

    Fondazione di Tlon Maura Gancitano è co-fondatrice di Tlon, una “factory culturale” che promuove divulgazione filosofica, editoria, eventi culturali e progetti di immaginazione collettiva.  Con Tlon contribuisce a rendere la filosofia accessibile fuori dalle aule accademiche, portandola nel dibattito pubblico, sui media e nella cultura contemporanea. 

    Attività di divulgazione e media Collabora con testate e media come Vanity Fair, La Repubblica e linus.  È attiva anche con conferenze, eventi pubblici e incontri culturali, spesso sul tema della bellezza, del corpo, dell’identità e della società contemporanea. 

    Alcuni titoli

    Alcuni dei libri pubblicati da Maura Gancitano I lacci bianchi (2007) – raccolta di poesie.  Igiene e cosmesi naturali (2013)  Malefica. Trasformare la rabbia femminile (2015, Tlon)  Tu non sei Dio (2016, con Andrea Colamedici)  Lezioni di Meraviglia (2017)  La società della performance (2018) — critica dei modelli sociali contemporanei Legata ai temi di Tlon.  Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire (2019, HarperCollins)  Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (2021, con Colamedici)  L’alba dei nuovi dèi. Da Platone ai big data (2021)  Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (2022, Einaudi)  Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo (2023)  Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentale (2024, Einaudi) 

    Temi ricorrenti e orientamento intellettuale Spesso affronta questioni legate a femminilità, corpo, identità e genere: con attenzione particolare a come le pressioni estetiche e sociali influenzino la soggettività. 

    Critica la società contemporanea, con il suo culto della performance, dell’immagine e della produttività, proponendo riflessioni su bellezza, autenticità, lavoro, desiderio, emancipazione. 

    Propone una filosofia applicata alla vita quotidiana, intesa come strumento per la crescita personale, l’autoconsapevolezza, la libertà interiore. 

    Ruolo nella cultura contemporanea Con Tlon e le sue attività di editoria e divulgazione, Maura Gancitano contribuisce a rendere la filosofia accessibile e popolare, al di fuori dei circuiti accademici. 

    È spesso ospite di eventi culturali, dibattiti, conferenze: il suo approccio “filosofia + attualità” è apprezzato da un pubblico vasto, non solo specialistico. 

  • L’anno d’oro dei super-ricchi

    196 nuovi miliardari e patrimonio globale record.

    Nel 2025 il patrimonio globale detenuto dai super-ricchi raggiunge 15.800 miliardi di dollari: livello più alto mai registrato.  Secondo il rapporto UBS, quest’anno si contano 196 nuovi miliardari “self-made”: il numero più alto dal 2021.  Gli Stati Uniti restano il paese con più miliardari: 924 individuali, ovvero circa un terzo di tutti i super-ricchi del mondo.  Di questi nuovi “self-made”, molti in particolare 89 provengono dal mondo delle start-up e da investimenti in grandi aziende tecnologiche (ad esempio nel settore dell’IA e del software come Nvidia, Oracle, etc.). 

    Scenario europeo : la ricchezza grazie alle eredità

    In Europa occidentale la nascita di nuovi miliardari è più spesso legata a eredità di patrimoni consolidati, non da imprese create ex novo.  Nel 2025, 91 persone sono diventate miliardarie grazie a eredità per un totale stimato di 297,8 miliardi di dollari, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente.  Di questi trasferimenti di patrimonio, quasi due terzi si concentrano in Europa occidentale; gli Stati Uniti registrano circa 86,5 miliardi in eredità. 

    Guardando al futuro : eredità, mobilità e nuovi stili di vita

    Secondo UBS, entro il 2040 si prevede che circa 6.900 miliardi di dollari passeranno agli eredi dei miliardari attuali.  La mobilità dei super-ricchi è in aumento : il 36% si è trasferito almeno una volta, e un ulteriore 10% sta valutando un trasferimento spesso per motivi di qualità della vita, stabilità geopolitica o ottimizzazione fiscale.  Inoltre, con l’aumento dell’aspettativa di vita, molti miliardari stanno rivedendo testamenti e piani di successione : circa 4 su 10 prevedono di vivere molto più a lungo rispetto a qualche anno fa.  Si nota anche una evoluzione nei criteri di investimento : sempre più ricchi puntano su tecnologia, sostenibilità e investimenti a impatto sociale, oltre che sul classico patrimonio da conservare. 

    Conclusione

    Il 2025 segna un punto di svolta nella distribuzione globale della ricchezza : da un lato 196 nuovi miliardari “self-made”, soprattutto grazie al boom dell’hi-tech e dell’IA; dall’altro, una crescente rilevanza delle eredità e un’ereditocrazia soprattutto in Europa che consolida fortune esistenti. Il passaggio generazionale atteso nei prossimi decenni rischia di amplificare ulteriormente la concentrazione di ricchezza globale.

  • Il panettone diventa un lusso

    Il panettone diventa un lusso

    Natale 2025 : il panettone diventa un lusso prezzi alle stelle e caccia ai pezzi artigianali

    Negli ultimi quattro anni si è registrato un aumento costante dei prezzi, dovuto soprattutto ai rincari delle materie prime : cacao, burro e uova in particolare. 

    Quanto costa oggi

    Un panettone o pandoro “da scaffale” (industriale) oggi costa tra 5,5 € (versioni più economiche da grande distribuzione) e 17 € (per prodotti più curati).  Rispetto al 2021, è un aumento medio del +42%.  Le versioni al cioccolato (con creme cacao, gocce fondenti, glasse e farciture) hanno subito rincari ancora più drastici: in media +89%, in alcuni casi addirittura il prezzo è raddoppiato. 

    Anche pandori, torroni e decorazioni subiscono rincari

    Anche il torrone è schizzato al rialzo: le versioni classiche con mandorle/nocciole/pistacchi segnano aumenti intorno al +20%, quelle al cioccolato arrivano a +56,5%.  Molti pasticceri artigianali afflitti da costi elevati per materie prime, uova, burro, packaging segnalano prenotazioni già chiuse in anticipo. 

    Il panettone artigianale sempre più “di nicchia”

    Se nel 2020 un panettone artigianale costava circa 30 €, nel 2024 il prezzo base si era assestato su 40 €. Ora, nel 2025, il prezzo parte generalmente da 42-45 €.  Alcune pasticcerie cercano di contenere gli aumenti offrendo degustazioni scontate o varianti personalizzabili : dolci con creme da aggiungere al momento (zabaione, abbinamenti esotici), gusti alternativi come lamponi e fondente, pere, limone e zenzero, cantucci al Vinsanto oltre al classico uvetta e canditi. 

    Perché questi rincari

    Il prezzo del cacao ha superato quota 10.000 dollari a tonnellata nel 2025, triplicando rispetto al 2021.  Anche il burro e le uova hanno subito aumenti molto consistenti, aggravati da costi maggiori per imballaggi e materie prime generiche.  Di conseguenza, i produttori industriali e artigianali hanno dovuto adeguare i prezzi : un fenomeno accentuato dalla domanda, che rimane forte nonostante il caro prezzi. 

    Cosa significa per il consumatore

    Il panettone simbolo immancabile delle tavole natalizie è oggi un “lusso” per molti : conviene valutare bene se puntare su prodotti industriali (più economici, ma spesso di qualità inferiore) o su artigianali (costosi, ma più curati). Per chi cerca il giusto equilibrio, può avere senso aspettare offerte o puntare su versioni meno “blasonate” di artigianali. Inoltre, la diversificazione di gusti e formati (mini, varianti al cioccolato, dolci “speciali”) può dare un po’ di flessibilità rispetto al budget.

    Pvl

  • GEROLD MILLER

    E’ un artista nato nel 1961 ad Altshausen (Germania). 

    Ha studiato scultura presso la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda.  Vive e lavora tra Berlino e Pistoia. 

    Il suo linguaggio artistico

    Miller opera sul confine tra scultura, pittura e installazione : la sua ricerca indaga la natura dell’immagine, della forma e dello spazio. 

    All’inizio lavorava con strutture in acciaio (e talvolta pietra)

    alcune anche installate all’aperto; con la serie del 1990 intitolata “Anlagen” ha dato forma a una prima sintesi tra scultura e pittura. 

    Nelle sue opere recenti

    Miller sperimenta materiali industriali alluminio laccato, metallo lucidato e superfici visive precise, cercando di decostruire la tradizionale distinzione tra “cornice” e “immagine”. 

    Esposizioni e rilevanza oggi

    Nel 2025 la Dep Art Gallery di Milano ospita la prima mostra personale italiana di Gerold Miller : “Gerold Miller. Opere”, con 20 lavori appositamente realizzati per l’occasione. 

    Le opere esposte fanno parte

    delle serie “set”, “instant vision”, “Profil” e “Verstärker”. Alcune sono collocate a parete, altre liberamente nello spazio : in tutti i casi l’allestimento mira a coinvolgere lo spettatore in un dialogo spaziale e percettivo. 

    Il lavoro di Miller viene oggi considerato

    tra i più significativi nell’ambito dell’arte contemporanea europea, proprio per la sua capacità di mettere in discussione le tradizionali categorie artistiche e stimolare una riflessione su immagine, spazio e percezione. 

  • DANIELA MECENATE

    è una giornalista italiana, attualmente lavora per TG2 il telegiornale della seconda rete del servizio pubblico radiotelevisivo. 

    In passato ha collaborato o lavorato per la radio: tra le sue esperienze c’è la partecipazione al programma Zapping su RAI Radio 1. 

    Dal suo profilo LinkedIn emerge che ha un master in Giornalismo e Comunicazione di Massa conseguito presso LUISS Guido Carli. 

    Cosa fa / Alcune sue attività

    Come giornalista e conduttrice radio, Mecenate ha realizzato interviste di rilievo: ad esempio, durante la pandemia ha intervistato persone colpite da COVID-19 raccontandone esperienze e criticità. 

    Ha anche intervistato ricercatori (es. una puntata con una ricercatrice dell’Istituto Demopolis), figure coinvolte in attualità sociale, culturale e di cronaca. 

    Continua oggi a operare in ambito giornalistico, tramite TG2 e probabilmente altri media, occupandosi di temi di attualità, società, magari anche politica o cultura come spesso accade a giornaliste della Rai. 

    Perché è nota / rilevanza

    Daniela Mecenate rappresenta un esempio di professionista che dal mondo radiofonico ha raggiunto un ruolo importante nella televisione nazionale, segno di una carriera consolidata.

    Le sue interviste affrontano temi spesso delicati salute, crisi, attualità contribuendo ad informare su questioni sociali significative.

    Il fatto di lavorare per TG2 le conferisce visibilità su scala nazionale, quindi la sua voce ha un impatto ampio nel dibattito pubblico.

    Pvl

  • Francisca De Candia

    Profilo e formazione

    Francisca De Candia è originaria di Cagliari. 

    Si è laureata in Giurisprudenza nel 2008 all’Università Bocconi. 

    Durante gli studi, nel 2007, ha partecipato a un campus abroad presso la New York University, dove si avvicinò al mondo dei media un’esperienza che le indicò la strada del giornalismo. 

    Carriera nel giornalismo

    Dopo aver lavorato come stagista come «producer» per l’RAI a New York (nel periodo dell’elezione di Obama), ha iniziato la sua carriera giornalistica negli Stati Uniti, collaborando per la redazione di un quotidiano italo-americano. 

    Tornata in Italia nel 2011 e superato l’esame da giornalista professionista, ha maturato esperienze in web radio, editoria tecnica e media company. 

    Nel 2014 è tornata in RAI, entrando nello staff del programma Ballarò grazie alla sua esperienza internazionale. 

    Oggi è reporter e autrice televisiva per RAI, spesso impegnata come inviata su temi internazionali e in particolare sugli Stati Uniti un Paese che, come lei stessa ha dichiarato, sente molto vicino. 

    Il suo “sguardo” e tematiche di interesse

    De Candia racconta spesso l’“America vera”: non la versione stereotipata che molti conoscono dall’Italia, ma la parte profonda, le aree meno mediatizzate, che si scoprono vivendo e andando sul campo. 

    In più, affronta spesso il tema dell’esperienza delle donne nel giornalismo : è consapevole delle difficoltà, ma sostiene che l’esperienza internazionale e la tenacia possano fare la differenza. 

    Pvl

  • SCROCCONI SERIALI

    SCROCCONI SERIALI

    Che sfruttano la generosita’

    Sono persone che, in modo abituale e ripetuto, sfruttano la generosità o le risorse degli altri senza dare nulla in cambio, spesso senza nemmeno riconoscere il favore ricevuto.

    Non si tratta di un termine tecnico, ma di un’espressione comune usata in vari contesti.

    Caratteristiche tipiche di uno “scroccone seriale”

    Chiede spesso piccoli favori (passaggi in auto, sigarette, cene, prestiti) ma non ricambia mai. Si approfitta della disponibilità altrui come se fosse dovuta.

    Trova scuse

    Quando arriva il momento di contribuire o restituire.

    Si muove dove c’è convenienza : amici generosi, eventi gratuiti, situazioni in cui può ottenere senza pagare.

    Minimizza il proprio comportamento, dicendo che “non è un problema” oppure che “tanto a te non costa niente”.

    Non tutti gli “scrocconi” sono uguali

    Alcune persone scroccano per abitudine o pigrizia, altre per difficoltà economiche che faticano ad ammettere.

    Ci sono anche scrocconi “sociali”, che usano il gruppo come una risorsa permanente.

    Pvl

  • PISCINA IN VETRORESINA

    PISCINA IN VETRORESINA

    è una vasca prefabbricata realizzata in un unico blocco di materiale composito (vetroresina + resine speciali). È una delle alternative più rapide e pratiche alle piscine in cemento armato.

    Ecco una panoramica chiara e utile :

    Vantaggi delle piscine in vetroresina

    Installazione molto rapida

    La vasca arriva già pronta: serve solo preparare lo scavo, il letto di appoggio e collegare gli impianti. In genere si installa in pochi giorni.

    Superficie liscia e confortevole

    La finitura interna (gelcoat) è piacevole al tatto, non abrasiva e riduce il deposito di alghe.

    Manutenzione ridotta

    Il gelcoat è impermeabile e richiede meno interventi rispetto a intonaci o liner.

    Durata elevata

    Le buone piscine in vetroresina hanno un’ottima resistenza meccanica e chimica.

    Costo inferiore rispetto al cemento

    Di solito più economica di una piscina tradizionale in muratura.

    Svantaggi da considerare

    Forme e dimensioni limitate

    Essendo prefabbricate, non possono essere personalizzate liberamente come quelle in cemento.

    Trasporto Difficoltoso

    Le vasche più grandi richiedono trasporti eccezionali e accessi ampi al luogo di installazione.

    Espansione/contrazione termica

    Se non installata bene può deformarsi leggermente o creare microcrepe nella finitura.

    Riparazioni estetiche non sempre invisibili

    Una riparazione del gelcoat può risultare visibile.

    Costo indicativo (in Italia)

    Piscina in vetroresina base: 10.000 – 18.000 € Piscina con accessori (luci, filtro, pompe, robot, pannelli): 18.000 – 28.000 € Installazione completa e scavo: +5.000 – 10.000 €

    (Le cifre variano in base a marca, dimensioni e complessità del terreno.)

    Manutenzione

    Controllo pH e cloro regolare Pulizia con robot aspiratore Lavaggio dei filtri Rinnovo del gelcoat dopo molti anni (opzionale)

    Consiglio finale

    È una soluzione ottima se cerchi rapidità, costi contenuti e facilità di manutenzione.

    Se invece vuoi una piscina totalmente su misura, meglio il cemento.

    Pvl