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  • La Moschea di Karbala

    La “Moschea di Karbala” fa riferimento soprattutto al magnifico Santuario dell’Imam Hussein, cuore spirituale e meta di pellegrinaggio della città, ma Karbala offre anche altri importanti luoghi di culto e attrazioni religiose.

    Moschea e Mausoleo dell’Imam Hussein (Shrine of Imam Hussein)

    Considerata uno dei luoghi più sacri per i musulmani sciiti, questa moschea custodisce il mausoleo di Imam Hussein, nipote del Profeta Maometto, martire centrale della Battaglia di Karbala; la sua sontuosa architettura dorata, i raffinati mosaici a specchio e la forte carica spirituale ne fanno il cuore pulsante della città e una meta imprescindibile durante i pellegrinaggi annuali di Ashura e Arba’een.

    Moschea e Mausoleo dell’Imam Abbas (Al Abbas Holy Shrine)

    Situata a pochi passi dal Santuario di Imam Hussein, questa moschea gemella è dedicata ad Abbas, fratello di Hussein e figura eroica nel racconto della Battaglia di Karbala; altrettanto sfarzosa e venerata, rappresenta la seconda meta di pellegrinaggio più importante di Karbala, offrendo un’esperienza spirituale intensa e un suggestivo esempio di arte e devozione sciita.

    Moschea di Mukhayam al-Hussein

    Questa moschea, meno celebre ma significativa, sorge sul luogo tradizionalmente associato all’accampamento di Hussein e dei suoi seguaci prima della battaglia, permettendo ai visitatori di ripercorrere spiritualmente la storia e di meditare sulla resilienza, la fede e il sacrificio che caratterizzano il racconto di Karbala.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Kerbela?wprov=sfti1

    Fonti :
    [1] La Città Santa Di Karbala – Viaggiare con Passione https://www.viaggiareconpassione.it/la-citta-santa-di-karbala/
    [2] Moschea di al-Husayn – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Moschea_di_al-Husayn
    [3] Moschea dell’Imam ‘Ali – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Moschea_dell’Imam_’Ali
    [4] Al Abbas Holy Shrine (Karbala) – Tripadvisor https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g659513-d7939961-Reviews-Al_Abbas_Holy_Shrine-Karbala_Karbala_Province.html
    [5] Karbala: cosa vedere, quando andarci e tanti altri consigli – Iraq da scoprire https://www.wildtrips.net/citta/Karbala-Iraq-cosa-visitare.htm
    [6] Moscheea Imamului Hussein – Wikipedia https://ro.wikipedia.org/wiki/Moscheea_Imamului_Hussein
    [7] Karbala: 10 cose da vedere – Iraq da scoprire https://www.wildtrips.net/davedere/Karbala-Iraq-10-cose-da-vedere.htm
    [8] The Holy Shrine of Imam Hussain (Karbala) – Tripadvisor https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g659513-d6276848-Reviews-The_Holy_Shrine_of_Imam_Hussain-Karbala_Karbala_Province.html
    [9] Santuario Santo Di Husayn Ibn Ali, Karbala, Iraq Fotografia Stock https://it.dreamstime.com/santuario-santo-di-husayn-ibn-ali-karbala-iraq-il-dell-imam-husain-o-la-stazione-%C3%A8-moschea-e-luogo-sepoltura-terzo-islam-nella-image135094160
    [10] Karbala, Iraq – Storia, architettura e cultura islamica – IqraSense.com https://www.iqrasense.com/it/cultura-musulmana/karbala-iraq-storia-islamica-architettura-e-cultura.html

  • Donato Ciola

    è un barbiere storico di Bari, noto per aver tagliato i capelli ai baresi fin dagli anni ’70 nel suo negozio in corso Vittorio Emanuele .

    Nato in Basilicata, ha emigrato giovanissimo in Lussemburgo a 17 anni, dove ha lavorato come barbiere e vissuto esperienze difficili ma formative, inclusi episodi di razzismo etc .

    Dopo circa 18 anni trascorsi all’estero, è tornato a Bari dove ha continuato la sua attività di barbiere, diventando un punto di riferimento in città e anche il barbiere di personaggi pubblici come il governatore Michele Emiliano .

    Su Instagram, Donato Ciola ha un profilo con alcuni post che riflettono la sua personalità e il legame con la sua attività .

    La sua storia è raccontata anche attraverso fotografie nel negozio che testimoniano le sue origini e il lavoro svolto nel tempo, incluse immagini che lo ritraggono mentre riceveva la licenza ufficiale per lavorare in Lussemburgo .

    In sintesi, Donato Ciola è una figura ben conosciuta nella comunità barese sia per la sua attività artigianale di barbiere sia per la sua storia di emigrante di successo e di lungo corso a Bari .

    RED@ bari@ ciola@

  • Michelangelo Antonioni

    E’ stato uno dei più influenti registi del cinema moderno, noto per il suo stile visivo sofisticato, la riflessione sull’alienazione dell’individuo nella società contemporanea e la messa in discussione delle convenzioni narrative del cinema classico.

    Biografia essenziale

    Antonioni nasce a Ferrara il 29 settembre 1912. Dopo la laurea in economia a Bologna, si trasferisce a Roma dove frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Inizia la sua carriera nel cinema come critico e sceneggiatore, collaborando con registi come Roberto Rossellini e Enrico Fulchignoni.

    Le tematiche ricorrenti

    Antonioni si allontana presto dal neorealismo per esplorare un territorio più introspettivo, privilegiando il silenzio, l’incomunicabilità, la solitudine e il vuoto emotivo come elementi centrali. Nei suoi film, la trama tende a dissolversi: ciò che importa è il modo in cui i personaggi si muovono nel tempo e nello spazio, spesso immersi in paesaggi urbani o naturali che riflettono il loro stato interiore.

    Film principali

    “L’avventura” (1960) – Il film che lo consacra internazionalmente. Lento, enigmatico, costruito sull’assenza e sull’incomunicabilità. “La notte” (1961) – Una riflessione sulla crisi esistenziale e sentimentale nella borghesia intellettuale. “L’eclisse” (1962) – Ultimo della cosiddetta “trilogia dell’incomunicabilità”, girato con Monica Vitti e Alain Delon. “Deserto rosso” (1964) – Il suo primo film a colori, che usa cromie innaturali per sottolineare l’angoscia psicologica della protagonista. “Blow-Up” (1966) – Girato a Londra, è una meditazione sulla percezione e sulla realtà. Ha vinto la Palma d’Oro a Cannes. “Zabriskie Point” (1970) – Un film controverso sull’America e la controcultura. “Professione: reporter” (1975) – Con Jack Nicholson e Maria Schneider, è un film sull’identità e il desiderio di fuga.

    Stile e innovazioni

    Antonioni rompe le regole del montaggio classico, rallenta il ritmo, lascia che le inquadrature parlino più dei dialoghi. È un regista della sottrazione. Il vuoto, il silenzio, i gesti sospesi diventano protagonisti quanto gli attori. Le architetture, gli spazi vuoti, il paesaggio urbano o desertico non sono semplici sfondi ma parte integrante della narrazione.

    Eredità

    La sua influenza è enorme: registi come Wim Wenders, Andrei Tarkovskij, Sofia Coppola, Gus Van Sant e molti altri lo considerano un punto di riferimento. Antonioni ha ridefinito le possibilità espressive del linguaggio cinematografico, spostandolo verso la pittura, l’architettura e la filosofia.

  • Giorgio Armani . Eredi

    sono principalmente la sua famiglia più stretta e alcune persone di fiducia coinvolte nella governance dell’azienda. Armani non ha figli diretti, ma ha tre nipoti: Silvana Armani e Roberta Armani, figlie del fratello Sergio (deceduto) e Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna Armani. Tutti loro sono coinvolti nel consiglio di amministrazione dell’azienda, insieme al manager e amico di lunga data Pantaleo Dell’Orco e all’imprenditore Federico Marchetti, fondatore di Yoox [1][2][3][5][6]

    Giorgio Armani ha istituito una Fondazione Giorgio Armani con lo scopo di reinvestire capitali in beneficenza e garantire l’equilibrio gestionale dell’azienda nel tempo. Attraverso un testamento e un piano di successione approvato già dal 2016 e aggiornato recentemente, la proprietà e il controllo dell’azienda saranno distribuiti tra i nipoti, la sorella Rosanna, la fondazione e i collaboratori chiave. Lo statuto societario è stato modificato per suddividere il capitale in categorie con diversi diritti di voto, prevedendo meccanismi per la gestione delle quote e una governance strutturata per minimizzare i conflitti tra gli eredi [1][2][3][5][6][7][8][10]

    In particolare, Silvana Armani è considerata erede stilistica e figura chiave del futuro della maison, pur mantenendo Armani il pieno comando fino alla fine della sua vita [4] Non è prevista una immediata quotazione in borsa, ma è stata aperta la possibilità per il futuro, con regole precise per fusioni e acquisizioni [2][6]

    In sintesi, i principali eredi di Giorgio Armani sono dunque :

    • Nipoti: Silvana Armani, Roberta Armani, Andrea Camerana

    • Sorella: Rosanna Armani

    • Collaboratori chiave in azienda : Pantaleo Dell’Orco, Federico Marchetti

    • Fondazione Giorgio Armani (parte della proprietà e beneficiaria di parte degli utili)

    Questa struttura garantisce che l’impero Armani rimanga sotto controllo familiare e con una forte governance interna coerente con i valori dello stilista.

    Fonti :
    [1] Giorgio Armani, cosa succederà alla successione: cambia lo statuto … https://www.corriere.it/economia/aziende/23_ottobre_12/armani-futuro-statuto-holding-azioni-senza-diritto-voto-e20e2922-6861-11ee-aaf2-f4091213009c_amp.html
    [2] L’eredita’ di giorgio armani e’ gia’ pronta: azioni ai tre nipoti, divieto … https://www.dagospia.com/business/l-eredita-giorgio-armani-e-gia-pronta-azioni-nipoti-divieto-quotazione-374648
    [3] Giorgio Armani ha già pensato alla sua eredità: a chi andrà il suo … https://www.quotidiano.net/economia/giorgio-armani-eredita-310388e3
    [4] Chi è Silvana, la nipote ed erede di Giorgio Armani – DiLei https://dilei.it/moda/silvana-armani-chi/1421894/
    [5] Giorgio Armani: rivelati gli eredi? – nss magazine https://www.nssmag.com/it/fashion/34892/armani-eredi-successione
    [6] Giorgio Armani rivede il suo testamento: come sarà organizzata la società dopo la sua morte https://www.fanpage.it/stile-e-trend/moda/giorgio-armani-rivede-il-suo-testamento-come-sara-organizzata-la-societa-dopo-la-sua-morte/
    [7] Giorgio Armani crea la sua eredità con un piano di successione https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/LVMH-4669/attualita/Giorgio-Armani-crea-la-sua-eredita-con-un-piano-di-successione-45355935/
    [8] Giorgio Armani modella il proprio lascito con un piano di successione https://it.fashionnetwork.com/news/Giorgio-armani-modella-il-proprio-lascito-con-un-piano-di-successione,1577789.html
    [9] Armani dopo Giorgio Armani: “Per la successione un gruppo di … https://forbes.it/2024/04/19/armani-dopo-giorgio-armani-per-la-successione-un-gruppo-di-persone-scelte-da-me/
    [10] L’eredità di Armani nel futuro statuto – Yahoo Finanza https://it.finance.yahoo.com/notizie/leredit%C3%A0-di-armani-nel-futuro-145903395.html

  • Pragmatismo . Movimento filosofico

    è un movimento filosofico sorto negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo, che si è poi diffuso anche in Europa [1] Il termine deriva dal greco antico prâgma, che significa “fatto concreto”

    Questa corrente di pensiero pone l’accento sull’attività concreta, intesa come comportamento mirato al raggiungimento di un fine pratico in ambito sociale, politico o scientifico, attribuendole un primato rispetto alla teoria astratta o etico-morale .

    I pragmatisti considerano la filosofia come uno strumento per “migliorare” la condizione umana, aiutando a condurre una “buona vita” .

    Punti chiave del pragmatismo

    Centralità di utilità e prassi

    Le nozioni fondamentali del pragmatismo sono l’utilità e la prassi. I suoi sostenitori affermano che le percezioni e le rappresentazioni condivise dagli esseri umani offrono una base oggettiva per l’azione, benché questa oggettività sia “debole” e basata su criteri intersoggettivi .

    Verità e conseguenze

    Il pragmatismo riduce il concetto di vero a ciò che è utile e ritiene che la verità della conoscenza risieda nel suo valore pratico per la vita . Esso valuta la verità o il significato delle cose in base alle loro conseguenze pratiche . Una teoria è considerata migliore di un’altra se permette di organizzare in modo più adeguato le percezioni sensoriali, anche se provvisoriamente . I giudizi sono formulati a posteriori, basandosi sui risultati delle azioni .

    Rifiuto delle verità assolute

    Il pragmatismo rifiuta l’esistenza di verità assolute, considerando le idee come provvisorie e suscettibili di cambiamento alla luce di future ricerche .

    Legame tra pratica e teoria

    Questa corrente filosofica si concentra sul legame tra pratica e teoria, descrivendo un processo in cui la teoria viene estratta dalla pratica e riapplicata ad essa per generare una “pratica intelligente” .

    Origini e sviluppo

    Sebbene Ralph Waldo Emerson sia considerato un ispiratore o precursore del pragmatismo, i suoi fondatori furono Charles Sanders Peirce e William James John Dewey, filosofo e pedagogista americano, ha sviluppato il pragmatismo in una nuova filosofia denominata Strumentalismo . Il termine pragmatism fu coniato da Peirce, rifacendosi alla distinzione kantiana tra “ragion pratica” (morale) e “ragion pragmatica” (razionalità orientata a un fine concreto) .

    Il pragmatismo si contrappone al formalismo e al razionalismo, sostenendo che teorie e dati acquistano significato solo nel confronto tra organismi intelligenti e il loro ambiente .

  • Forte dei Marmi

    Forte dei Marmi è una rinomata località balneare situata sulla costa toscana, nella provincia di Lucca.

    Prende il nome da un antico fortino costruito nel XVIII secolo (ancora visibile in piazza Garibaldi) e dai marmi delle Alpi Apuane, che venivano imbarcati qui per essere esportati, spesso dopo essere stati trasportati da Carrara attraverso una rete di canali.

    Cosa rende Forte dei Marmi speciale?

    Spiagge eleganti e attrezzate

    Stabilimenti balneari storici, molti dei quali frequentati da celebrità e famiglie dell’alta borghesia italiana ed europea.

    Atmosfera chic e rilassata

    Boutique di lusso, ristoranti raffinati, locali esclusivi, ma anche biciclette ovunque, silenzio e verde.

    Mercato del mercoledì e della domenica

    Famoso per l’abbigliamento firmato a prezzi scontati, richiama visitatori da tutta la Versilia.

    Vita culturale discreta ma intensa

    Mostre, incontri letterari, concerti, spesso ospitati in ville storiche o al Fortino stesso.

    Curiosità

    Il Pontile: Una lunga passerella sul mare da cui si può godere di una splendida vista sulle Alpi Apuane.

    Negli anni ’50 e ’60 era un ritrovo dell’aristocrazia industriale del nord Italia.

    Personaggi come Thomas Mann, Luchino Visconti, Agnelli, e più tardi Armani e Versace, hanno soggiornato o posseduto ville a Forte.

    L’architettura è caratterizzata da ville immerse nel verde, spesso in stile razionalista o liberty.

  • Qualità del cotone cinese

    E’ complessa e varia significativamente a causa di diversi fattori.

    La Cina è tra i maggiori produttori mondiali di cotone e produce fibre con caratteristiche apprezzate nell’industria tessile, come traspirabilità e comfort, con una quota notevole nel mercato tessile Asia-Pacifico.

    Esiste anche una produzione di Better Cotton in Cina, coltivato in regioni come Hubei e Shandong, che segue standard sostenibili volti a migliorare qualità e condizioni di produzione, nonché a ridurre l’impatto ambientale e adattarsi ai cambiamenti climatici crescenti nella regione.

    Tuttavia, le condizioni di coltivazione possono essere sfidanti, con caldo estremo, siccità, inondazioni e attacchi di parassiti che possono influire sulla qualità della fibra.

    Dal punto di vista tecnologico e di innovazione, l’industria tessile cinese punta su tessuti di alta qualità, con attenzione a comfort, traspirabilità e sostenibilità, utilizzando fibre naturali organiche, filati di cotone di vario tipo e lavorazioni che valorizzano consistenza e stile innovativo.

    Parallelamente, ci sono forti controversie etiche legate al cotone proveniente dalla regione dello Xinjiang, che rappresenta circa un quinto della produzione mondiale di cotone cinese.

    Sono emersi gravi sospetti e accuse di lavoro forzato legato a minoranze etniche, in particolare gli uiguri, con forti ripercussioni nel mercato globale e boicottaggi da parte di alcuni grandi marchi internazionali.

    Questo non riguarda direttamente la qualità intrinseca della fibra, ma pesa significativamente sull’immagine e sull’etica di approvvigionamento legata al cotone cinese.

    In sintesi, la qualità tecnica del cotone prodotto in Cina è generalmente buona, con iniziative per una coltivazione più sostenibile e innovativa, ma è al contempo compromessa da problematiche etiche e ambientali che influenzano la reputazione e la trasparenza della filiera.

    Chi cerca cotone cinese deve considerare questi aspetti e spesso preferisce cotone certificato o proveniente da programmi sostenibili per assicurare anche l’etica della produzione.

  • Giorgio Armani,presenza immobiliare e alberghiera a dubai

    Giorgio Armani ha sviluppato una significativa presenza immobiliare e alberghiera a Dubai attraverso una partnership con la società Emaar Properties, una delle più grandi compagnie immobiliari al mondo.

    Questa collaborazione ha portato alla creazione della catena Armani Hotels & Resorts, che unisce il lusso dello stile Armani con l’alta qualità dello sviluppo immobiliare di Emaar.

    Le proprietà di Armani a Dubai includono

    Armani Hotel Dubai

    situato all’interno del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo.

    L’hotel occupa 11 piani, con 160 camere e suite di lusso, 9 ristoranti e una spa, coprendo oltre 40.000 metri quadrati.

    L’arredamento e gli interni sono curati personalmente da Giorgio Armani, riflettendo un design elegante e minimalista e utilizzando prodotti specifici della collezione Armani/Casa.

    Armani Residences

    nello stesso Burj Khalifa, che occupano 9 piani dell’edificio, offrendo appartamenti di lusso anch’essi firmati dallo stilista.

    Un progetto di lusso di residenze chiamato Armani Beach Residences sulla Palm Jumeirah, sviluppato in partnership con il gruppo Armani, l’architetto Tadao Ando e Arada, disponibile per l’acquisto dal 2024 circa.

    L’accordo tra Armani e Emaar, firmato nel 2005, prevede lo sviluppo, la proprietà e la gestione di hotel, resort e residenze esclusivi in varie città di prestigio a livello mondiale, con Dubai come prima e più iconica sede.

    In sintesi, le proprietà Armani a Dubai rappresentano un polo di lusso che combina l’ospitalità esclusiva con un design raffinato, posizionate in uno dei luoghi simbolo del lusso e dell’architettura moderna globale, il Burj Khalifa.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Linguine al taleggio

    Sono un primo piatto cremoso e gustoso, perfetto per chi ama i formaggi a pasta molle dal sapore dolce e aromatico come il taleggio, un formaggio italiano DOP tipico della Valle Taleggio in Bergamasca.

    Una versione classica prevede una crema semplicissima a base di taleggio sciolto con panna o latte, scalogno, noci tritate e, a piacere, speck per un tocco saporito.

    La preparazione è veloce: mentre la pasta cuoce, si fa rosolare lo scalogno con lo speck e la salvia, si uniscono le noci, poi il taleggio e la panna, diluendo con un po’ d’acqua di cottura per ottenere una crema vellutata.

    Si scolano le linguine al dente e si mantecano nella crema di taleggio calda, servendo subito per mantenere la cremosità.

    Un’alternativa raffinata elimina lo speck sostituendolo con un ragù di prosciutto cotto croccante e aggiunge una crema di zafferano al taleggio, latte e parmigiano per un piatto più speziato e profumato.

    In sintesi, la linguine al taleggio sono :

    • Linguine condite con crema di taleggio fuso e panna o latte

    • Aggiunta di scalogno, noci tritate, salvia e pepe

    • Varianti con speck o prosciutto cotto croccante

    • Possibilità di arricchire la crema con zafferano per un gusto speziato

    • Piatto da servire caldo per mantenere la morbidezza e cremosità del formaggio

    È una ricetta semplice, pronta in circa 15 minuti, che esalta il sapore caratteristico del taleggio mantenendolo protagonista.

  • Nicola Fratoianni

    viene votato principalmente da un elettorato di sinistra progressista e ambientalista, che si riconosce in proposte di svolta sociale e politica alternative alla destra e al centrodestra italiano. Il suo consenso si concentra tra giovani, amministratori locali e militanti di sinistra impegnati a costruire un’alternativa progressista anche nei territori, come evidenziato dalle numerose iniziative di sostegno elettorale in diverse città italiane (Nuoro, Ravenna) e dalla promozione di liste civiche o coalizioni che uniscono Sinistra Italiana e i Verdi.
    I suoi sostenitori tipicamente condividono obiettivi di:
    • contrasto alla destra e alle politiche conservatrici;
    • rafforzamento dei diritti sociali, pubblici e civili (sanità, scuola, lavoro, diritto all’abitare);
    • centralità delle tematiche ambientaliste e socialiste.
    Fratoianni si pone inoltre come punto di riferimento per chi rifiuta il modo tradizionale di fare politica, puntando sull’unità delle forze di opposizione di sinistra e sull’organizzazione di primarie di coalizione, in particolare nel centrosinistra, per proporre candidature alternative a quelle dell’attuale centrosinistra moderato (Pd, M5S).

  • I giganti del web

    I giganti del web sono le grandi aziende tecnologiche che dominano internet a livello globale, principalmente statunitensi e cinesi. Nel 2022, le 25 maggiori WebSoft (aziende di software e servizi web) hanno fatturato complessivamente 1.792 miliardi di euro, pari al 90% del PIL italiano, con la prevalenza di Stati Uniti (70% del fatturato) e Cina (26%) [1] Tra queste, Amazon è il colosso indiscusso col 27% dei ricavi totali, seguita da Alphabet (Google) e Microsoft [1]

    Queste aziende controllano una fetta enorme del mercato digitale :

    • Il 90% delle ricerche su internet passa da Google,

    • Il 95% dei sistemi operativi mondiali è Apple (iOS) o Google (Android),

    • Amazon detiene metà delle vendite online negli Stati Uniti,

    • Facebook (Meta) raggiunge il 95% degli under 30 con i suoi social[6].

    Il loro impatto è anche sociale e politico: possono silenziare figure pubbliche e influenzare la comunicazione globale, andando oltre il controllo degli Stati [6] La pandemia ha evidenziato la loro pervasività, con servizi che gestiscono chat, acquisti, cloud e intelligenza artificiale sempre più integrati nella vita quotidiana [6]

    Sul fronte fiscale, però, nonostante i giganteschi fatturati, queste multinazionali pagano tasse molto contenute in Italia: solo 162 milioni nel 2022, con una presunta elusione fiscale di quasi 100 miliardi tra il 2014 e il 2022, grazie a trasferimenti di utili in paesi a bassa tassazione [2]

    Nel traffico web, Google, Facebook e le loro piattaforme rappresentano circa i tre quarti del traffico online globale, mentre OpenAI (ChatGPT) ha visto un aumento esplosivo della sua popolarità nel 2023 [7]

    In sintesi, i giganti del web rappresentano un settore giovane, dinamico, con enormi ricavi e potere economico, sociale e persino politico, ma presentano anche criticità legate a concentrazione, controllo di dati personali e fiscalità [1][2][6][7]

    Fonti :
    [1] Nel 2022 i giganti del web hanno fatturato il 90% del Pil italiano. Ma … https://forbes.it/2023/12/14/il-fatturato-delle-web-soft-pari-al-90-del-pil-italiano-ma-mancano-50-miliardi-al-fisco/
    [2] I GIGANTI DEL WEB PAGANO SOLO 162 MLN DI TASSE https://www.cgiamestre.com/i-giganti-del-web-pagano-solo-162-mln-di-tasse/
    [3] I giganti del WebSoft – Gruppo Mediobanca https://www.mediobanca.com/it/hp-media/eventi-iniziative/le-principali-software-e-webcompanies.html
    [4] Le nostre vite in vendita. Il lato oscuro dei giganti del web https://www.terrelibere.org/vite-vendita-giganti-web/
    [5] I giganti del futuro?Le software&web companies https://www.corriere.it/economia/15_luglio_22/i-giganti-futuro-softwareweb-companies-9fb460b2-308b-11e5-8ebc-a14255a4c77f.shtml
    [6] Dalle riunioni online “obbligate” al caso Trump: così i 5 colossi del web hanno aumentato ricchezza e potere. “Ormai contano più degli Stati”. Ecco scenari ed effetti – Il Fatto Quotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/10/colossi-del-web-oltre-le-capacita-di-controllo-di-stati-e-regolatori-la-rete-e-ormai-cosa-loro-lesperto-ad-alcuni-stati-fa-comodo-cosi/6045286/
    [7] Blog | I giganti del web, il traffico e l’avvento dell’Ai generativo. In un grafico – Info Data https://www.infodata.ilsole24ore.com/2023/06/03/i-giganti-del-web-il-traffico-e-lavvento-dellai-generativo-in-un-grafico/
    [8] Blog | 2023: i giganti del web, il traffico e l’avvento dell’Ai generativo. In un grafico – Info Data https://www.infodata.ilsole24ore.com/2023/05/30/2023-i-gigante-del-web-il-traffico-e-lavvento-dellai-generativo-in-un-grafico/
    [9] I giganti del web – XXI Secolo 26/02/2024 – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=eDa4wfIc9ao
    [10] Giganti del Web e Tassazione Globale: Le Sfide del Futuro Fiscale https://www.gebpartners.it/giganti-del-web-e-tassazione-globale-le-sfide-del-futuro-fiscale/

  • Via Krupp a Capri

    E’ una delle strade più famose e spettacolari dell’isola.

    Fu costruita nei primi anni del 1900 per volere dell’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp, che soggiornava a Capri e desiderava un collegamento rapido tra il centro storico dell’isola e la zona balneare di Marina Piccola, dove teneva ormeggiato il suo panfilo.

    La strada collega i Giardini di Augusto a Marina Piccola, snodandosi con stretti tornanti e curve molto ravvicinate tagliate direttamente nella roccia calcarea, in un dislivello di circa 100 metri.

    Via Krupp è famosa non solo per la sua funzione pratica, ma per il suo valore paesaggistico e ingegneristico: è considerata un’opera d’arte che offre un panorama mozzafiato sul mare e sulla natura mediterranea circostante, con flora tipica come mirto, agavi e pini.

    Lungo il percorso si trovano anche alcuni accessi a grotte storiche, come quella di Fra’ Felice e la Grotta dell’Arsenale.

    La strada ha conosciuto periodi di chiusura per motivi di sicurezza dovuti al rischio di caduta massi, essendo costruita su rocce di natura calcarea, ma è stata recentemente restaurata per garantirne la riapertura in sicurezza.

    Per raggiungere Via Krupp dai centri principali di Capri, come la Piazzetta, si possono percorrere a piedi alcune vie del centro storico in pochi minuti, rendendo la passeggiata facilmente accessibile ai visitatori.

    In sintesi, Via Krupp è una via pedonale storica e panoramica, ingegnosamente costruita a picco sul mare, simbolo di bellezza naturalistica, ingegneria e storia dell’isola di Capri.

  • Le “Crisalidi” di Cesare Peverelli

    sono un celebre ciclo di opere realizzate tra il 1964 e il 1969, caratterizzate da un uso di olio su tela e rappresentano un momento significativo nella sua ricerca artistica matura [2][3][6] Questi dipinti mostrano filamentosi grafismi e un approccio visionario tipico dell’artista, che ha esplorato temi tra realtà e sogno, con influenze surrealiste e biomorfe.

    L’opera è stata esposta, tra l’altro, alla IX Quadriennale di Roma del 1965. Sono considerati uno degli elementi chiave della sua produzione, accanto ad altri cicli come “Le stanze” e “Labirinti” [6][7] Inoltre, esistono anche litografie come “La crisalide gialla”, firmate dall’artista su carta giapponese, che testimoniano la sua ricerca anche su supporti differenti dalla tela [1][5]

    In sintesi, “Le crisalidi” rappresentano un ciclo pittorico fondamentale nella produzione di Cesare Peverelli, con forme organiche e simboliche che riflettono la sua approfondita immaginazione e la sua attenzione al mondo biomorfico e surrealista[6]

    Fonti :
    [1] Cesare PEVERELLI – La crisalide gialla – litografia firmata e numerata https://www.plazzart.com/it_IT/acquisto/arte-moderna/cesare-peverelli-la-crisalide-gialla-litografia-firmata-e-numerata-365153
    [2] Cesare Peverelli – Società per la Belle Arti ed Esposizione … https://www.lapermanente.it/la-collezione-darte/cesare-peverelli/
    [3] Le crisalidi, opera di, Cesare Peverelli | Artsupp https://artsupp.com/it/artisti/cesare-peverelli/le-crisalidi
    [4] CESARE PEVERELLI – 151/451 – Sant’Agostino Casa d’Aste https://www.santagostinoaste.it/opere/peverelli-cesare-le-crisalidi-1966-151-451.asp
    [5] Cesare PEVERELLI (1922-2000) – La crisalide gialla, Litografia … https://www.plazzart.com/it_IT/acquisto/arte-contemporanea/cesare-peverelli-1922-2000-la-crisalide-gialla-litografia-firmata-a-matita-e-numerata-509056
    [6] PEVERELLI, Cesare – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/cesare-peverelli_(Dizionario-Biografico)/
    [7] Cesare Peverelli – Galleria del Laocoonte https://www.laocoontegalleria.it/cesare-peverelli/
    [8] Cesare Peverelli”Crisalidi”Olio su tela cm 114×83.Firma e anno in … https://www.arsvalue.com/it/lotti/212570/cesare-peverelli-crisalidi-olio-su-tela-cm-114×83-firma-e-anno-in-basso-al
    [9] CESARE PEVERELLI – Sant’Agostino Casa d’Aste https://www.santagostinoaste.it/autori/peverelli-cesare.asp
    [10] Cesare Peverelli | MoMA https://www.moma.org/artists/4590-cesare-peverelli

  • Piero Villani artista e blogger di fama

    Nato a Bari nel 1947 è riconosciuto principalmente come pittore espressionista-astratto. La sua carriera artistica inizia da giovanissimo e si distingue per uno stile molto personale, fatto di segni, colori e suggestioni che traducono visioni interiori e riflessioni sulla realtà. Piero Villani ha esposto in Italia e all’estero, partecipando a mostre, eventi e incontri culturali, e gode di stima all’interno del panorama dell’arte contemporanea italiana.

    Negli ultimi anni Piero Villani ha affiancato la sua attività artistica con quella di blogger. Sul suo sito personale, aggiorna frequentemente con riflessioni, racconti, ricordi, storie di viaggi e incontri con artisti e amici, mostrando anche una grande apertura umana e un impegno filantropico. Il blog raccoglie una varietà di contenuti, dal breve “stuzzichino intellettuale” ad articoli più articolati, e viene apprezzato per l’autenticità e la varietà tematica.

    La fama maggiore di Piero Villani rimane legata al mondo dell’arte contemporanea, dove è considerato figura di rilievo e dove la sua attività artistica viene ancora oggi valorizzata e riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

    Il blog è una parte importante e aggiornata della sua identità pubblica apprezzato da una nicchia di lettori attenti per l’approccio versatile e personale, ma non risulta allo stato attuale che abbia raggiunto la stessa diffusione o autorevolezza della sua produzione artistica.

    Conclusione

    Oggi, Piero Villani è conosciuto prevalentemente come artista, mentre la sua attività da blogger rappresenta un’estensione moderna della sua personalità poliedrica, più conosciuta tra il suo pubblico online che presso il grande pubblico.

  • Nani Razetti

    Nato e formatosi a Genova nel 1924, ha studiato a Napoli e si è formato in uno stile figurativo, con influenze dall’Impressionismo e dalla scuola siciliana di Renato Guttuso.

    Ha sviluppato un linguaggio artistico personale, caratterizzato da espressionismo minimale : composizioni con pochi segni e ampie superfici bianche, spesso dominate da uno o due colori principali.

    Ha realizzato sia paesaggi che opere esistenziali e simboliche, con cromatismi intensi ed emozionali, come nel dipinto “Odio il cemento” (1972, acrilico su tela, 70×50 cm)  .

    La Città dei Murales : Trasformare Diamante

    Nel 1981 Razetti propose e promosse il progetto murales a Diamante (CS), coinvolgendo 85 artisti italiani ed europei per dipingere i muri del borgo, trasformandolo in una “museo a cielo aperto”.

    L’iniziativa fu sostenuta dal sindaco Evasio Pascale e divenne una riconosciuta attrazione turistica : Diamante è ora celebre come la città più dipinta d’Italia, con oltre 300 murales tra centro storico e località circostanti.

    Il suo lascito oggi

    Dal 2021 è attivo il festival “Diamante Murales 40”, in occasione del quarantennale dell’Operazione Murales, con restauri e nuove opere realizzate da artisti contemporanei (Jorit, Kraser, SteReal, Tony Gallo).

    Nel 2025 è previsto il Premio Nani Razetti, concorso nazionale di pittura en plein air dedicato alla sua memoria : artisti dipingeranno direttamente a Diamante ispirandosi ai murales e ai vicoli del borgo, con opere permanentemente esposte e un premio in denaro per il vincitore  .

    Opere note e mercato

    Nani Razetti ha realizzato anche serigrafie e oli su cartone/tela, spesso di formato piccolo (intorno a 20 × 25 cm), con rappresentazioni come “Donna con bambino”, “Donna velata”, “Paesaggio con agave”, “Casa in montagna”, “Autunno” (anni ’70), con stime all’asta tra circa €150–300. Un’opera venduta o offerta in galleria è “Siamo travolti dalle acque” (1968), tecnica mista su tela, caratterizzata da energiche pennellate blu‑verdi e arancioni, con una mano stilizzata al centro : prezzo di listino circa € 1.500.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Aligi Sassu

    I cavalli sono uno dei soggetti iconici e ricorrenti nell’arte di Aligi Sassu, rappresentando per lui simboli di libertà, potenza, bellezza e vitalità [1][2] Sassu li dipinge spesso con colori vivaci, soprattutto con il rosso, che li collega agli elementi simbolici di fuoco (distruzione e rigenerazione) e acqua (fertilità e rinascita), esprimendo visioni mitologiche e spirituali profonde [5]

    Le sue rappresentazioni spaziano da scene dinamiche di cavalli al galoppo, cariche di energia ed espressionismo influenzato dal futurismo, a immagini più statiche e maestose, inserite nel contesto di paesaggi mediterranei, battaglie o scene agresti [1][5] Sassu attribuisce al cavallo un forte valore emotivo e spirituale, trattandolo non solo come figura animale ma come espressione poetica dell’anima e della forza vitale.

    L’artista ha anche realizzato opere su questo tema con tecniche diverse, dalla pittura all’acquaforte, fino alla ceramica e al bronzo, creando una presenza costante e variegata del cavallo nel suo percorso artistico[5][3]. Le serie più famose, come gli “Uomini rossi” e i “Cavalli del sole”, sono diventate simboli della sua poetica caratterizzata da movimento, energia e colori intensi [8][9]

    Per Sassu il cavallo è una “materia pittorica e plastica” che prende vita tra ardore e delicatezza, incarnando suggestioni che vanno dal mondo naturale alle sue radici più profonde e mitiche [5]

    In sintesi, i cavalli nell’arte di Aligi Sassu sono molto più che animali raffigurati: sono simboli dinamici di vita, forza e trasformazione, resi con una tecnica vibrante e una carica espressiva unica nel Novecento italiano [1][5][8]

    Fonti :
    [1] Aligi Sassu – Galleria Raffaello https://www.raffaellogalleria.com/aligi-sassu
    [2] Aligi Sassu – I cavalli del sole – VENDERE QUADRI https://www.venderequadri.it/catalogo/aligi-sassu-i-cavalli-del-sole/
    [3] Cavalli in riva al fiume | Aligi Sassu – Arte Focus https://artefocus.it/products/cavalli-in-riva-al-fiume-aligi-sassu
    [4] Cavalli nel Sorrenti | Aligi Sassu – Arte Pentagono https://arte-pentagono.com/products/cavalli-aligi-sassu
    [5] Il cavallo nell’arte: i lavori del Maestro Aligi Sassu https://www.horseshowjumping.tv/il-cavallo-nellarte-i-lavori-del-maestro-aligi-sassu/
    [6] Il carrettiere, Sassu, Aligi – Opere e oggetti d’arte https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/MN120-00110/
    [7] Due Cavalli in un paesaggio – Stampa https://www.maremagnum.com/it/stampe/due-cavalli-in-un-paesaggio/169138303/
    [8] “I cavalli di Sassu tra le più belle invenzioni dell’arte del Novecento” https://www.vaccarinews.it/news/I_cavalli_di_Sassu_tra_le_pi___belle_invenzioni_dell___arte_del_Novecento/12574
    [9] Aligi Sassu, grande artista del XX secolo. La vita, lo stile, le opere https://www.finestresullarte.info/arte-base/aligi-sassu-vita-stile-opere
    [10] Centenario della nascita di Aligi Sassu – ArtsLife https://artslife.com/2012/07/13/centenario-della-nascita-di-aligi-sassu/

  • Il postribolo pompeiano, noto come Lupanare di Pompei

    Era un edificio specificamente progettato per l’esercizio della prostituzione nell’antica città romana.

    Si tratta di un bordello a due piani situato in una posizione strategica tra il Foro e l’importante asse stradale nord-sud della città.

    Il suo funzionamento si basava sull’offerta di prestazioni sessuali a pagamento da parte di prostitute, per lo più schiave o donne di condizione sociale bassa, spesso importate o vendute.

    Le prostitute erano disponibili in piccole stanze e il luogo era decorato con dipinti erotici che indicavano i servizi offerti.

    Nel postribolo operava anche un servo specializzato, che stava vicino alla porta per rispondere alle esigenze dei clienti e gestire le entrate delle prostitute.

    Inoltre, il Lupanare non era un luogo riservato solo ai ricchi, ma frequentato soprattutto da uomini di ceto modesto, mentre i più abbienti potevano scegliere etere private.

    L’accesso era rivolto principalmente alla popolazione maschile, con possibilità di scegliere la prostituta in base a caratteristiche fisiche visibili mentre si esponevano al sole, come indicano testimonianze letterarie.

    L’edificio, restaurato di recente, rappresenta un unicum per la sua conservazione e la quantità di reperti archeologici (murales, graffiti, oggetti) che hanno permesso di studiare in dettaglio aspetti della sessualità, della prostituzione e delle dinamiche sociali romane.

    In sintesi, il postribolo pompeiano funzionava come un bordello pubblico dove si esercitava la prostituzione in piccoli ambienti privati, con una organizzazione interna curata e segni visivi molto espliciti destinati alla clientela maschile di varia estrazione sociale.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Milano . Galleria Schubert

    GALLERIA SCHUBERT

    Tel : 339.1295763

    Attiva da oltre cinquant’anni la Galleria Schubert si distingue per l’ampiezza e la varietà delle proposte espositive. Si è passati con disinvoltura dai grandi maestri ai giovani esordienti. La filosofia è quella di creare un luogo aperto alla sperimentazione e riflessione. La galleria viene vista come il luogo di riproduzione dell’arte, il luogo cioè dove l’arte si rinnova e si confronta con la tradizione del grande passato.
    La nostra missione si esplica nel cercare nuovi cultori della materia, stimolare il senso critico e la partecipazione del pubblico.
    La nostra ambizione risiede nell’aumentare la complessità del panorama artistico lasciando traccia tangibile nel caos evolutivo dell’espressione artistica. 

  • Petali di bougainvillea

    Per fare un profumo artigianale con petali di bougainvillea, puoi seguire un procedimento simile a quello usato per altri fiori, anche se non ci sono ricette specifiche molto diffuse per la bougainvillea, perché i petali si usano più spesso per liquori o infusi [2]

    Ecco una guida ragionata e semplice, adattando le tecniche generali provenienti dalle fonti:

    Raccogli petali freschi di bougainvillea

    (solo la parte colorata, non i piccoli fiori interni), preferibilmente raccolti da poco[2]

    Metti i petali in un contenitore di vetro pulito

    e coprili con acqua distillata, lasciandoli macerare per 24 ore circa in un luogo fresco[9]

    Filtra il liquido e strizza bene i petali,

    raccogliendo tutta l’essenza possibile [9]

    Metti il liquido in una pentola e falla sobbollire leggermente

    per ridurlo a circa 1 cm di liquido concentrato, facendo attenzione a non bruciarlo [9]

    Raffredda il liquido e aggiungi dell’alcol etilico al 95%

    in una quantità pari a circa la metà del volume del liquido estratto [1][5][11]

    Trasferisci il composto in una bottiglietta di vetro scuro,

    ben tappata, e conserva in luogo fresco e al buio per almeno una settimana, agitando ogni giorno la boccetta per migliorare l’estrazione e la miscelazione[1][11]

    Dopo circa 7-10 giorni, il profumo sarà pronto per l’uso.

    Questa procedura sfrutta un’infusione a freddo seguita da una leggera riduzione a caldo, garantendo che le molecole odorose delicate della bougainvillea vengano estratte in modo naturale senza perdere la fragranza [1][9]

    Ricorda che la bougainvillea è più utilizzata in liquori e infusi, ma può dare un aroma floreale molto fresco e leggero al profumo [2]

    In alternativa, per un estratto ancora più puro, puoi utilizzare la tecnica dell’enfleurage (estrazione con grasso vegetale, come burro di karitè) e poi “lavare” il grasso con alcol per ottenere un’essenza, ma è un procedimento più complesso [3]

    Riassumendo, il metodo più semplice e pratico per fare un profumo artigianale con petali di bougainvillea è :

    • macerazione petali in acqua distillata

    • filtraggio e riduzione

    • aggiunta di alcol

    maturazione in bottiglia scura con agitazione.

    Questo ti permetterà di ottenere un profumo naturale, leggero e delicato, da personalizzare a piacere.

    Fonti :
    [1] Preparazione di un profumo con ingredienti naturali – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=7Pl7gkDkcMQ
    [2] Liquore di Bougainvillea – Menta e Cannella https://blog.giallozafferano.it/mentaecannella/liquore-di-bougainvillea/
    [3] Enfleurage: Antica Tecnica per Ottenere le Essenze Floreali – InHerba https://www.inherba.it/enfleurage-antica-tecnica-per-ottenere-le-essenze-floreali/
    [4] come si fa un profumo con piante e frutta – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=BYJ_BZR9-5o
    [5] Consigli per fragranza fatte in casa – ELLE https://www.elle.com/it/salute/benessere/news/a855467/profumo-fatto-in-casa/
    [6] PROFUMO PRIMAVERA. Preparo con Voi un “profumo … – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=3MfHr90vmkU
    [7] Ricette profumi fai da te con oli essenziali – Blog ZenStore https://blog.zenstore.it/Ricette-profumi-fai-da-te-con-oli-essenziali-/
    [8] Profumo Bouganville – L’Erborista https://www.lerboristalucca.it/prodotto/profumo-bouganville/
    [9] Come Realizzare un Profumo con i Fiori – Homify https://www.homify.it/librodelleidee/4255306/come-realizzare-un-profumo-con-i-fiori
    [10] Acqua di profumo bouganville 15ml Florinda – Legame Naturale Shop https://www.legamenaturaleshop.it/cosmesi/florinda/acqua-di-profumo-bouganville-15ml-8054608435155.html
    [11] Come (ri)creare un profumo solido e naturale – Marie Claire https://www.marieclaire.it/bellezza/profumi/a38609282/come-creare-un-profumo/

  • Roberto Giacobbo

    è un noto conduttore televisivo, autore televisivo, scrittore e giornalista italiano, nato a Roma il 12 ottobre 1961. Laureato in Economia e Commercio, ha iniziato la sua carriera nel 1984 come autore radiofonico per Radio Dimensione Suono (RDS), debuttando in televisione agli inizi degli anni ’90 con programmi come Ciao Italia e Ciao Italia Estate su Rai 1 [1][2][3][6]

    È particolarmente noto per i suoi programmi dedicati ai misteri, alla storia e all’archeologia, come Stargate – Linea di confine (2000-2002 su Telemontecarlo e La7), che è stato il primo magazine italiano sui misteri dell’archeologia, e Voyager – Ai confini della conoscenza (dal 2003 su Rai 2), entrambi da lui condotti e scritti[1][5][9]. Dal 2018 ha poi condotto Freedom – Oltre il confine su Mediaset (Italia 1 e Rete 4) [6][9]

    Giacobbo è anche docente universitario di “Teoria e Tecnica dei nuovi Media” all’Università di Ferrara e ha pubblicato numerosi libri, tra cui titoli di divulgazione scientifica e storica come 2012. La fine del mondo?, Città segrete e Le carezze cambiano il DNA. È sposato con Irene Bellini, autrice televisiva[2][5][6][7][9]

    Tra i riconoscimenti, ha vinto il Premio Internazionale della TV città di Trieste per la categoria Ricerca e Cultura per due anni consecutivi con Stargate e ha ricevuto il Telegatto per il programma Big! su Raiuno[1][2][3][6].

    In sintesi, Roberto Giacobbo è una figura di riferimento in Italia per la divulgazione televisiva di temi legati al mistero, alla storia e alla scienza, noto per i suoi format innovativi e per l’attività di scrittore e docente.

    Fonti :
    [1] Roberto Giacobbo – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Giacobbo
    [2] Curriculum — GIACOBBO ROBERTO – Docenti Unife https://docente.unife.it/roberto.giacobbo/curr
    [3] Roberto Giacobbo – Rai.it https://www.rai.it/dl/PortaliRai/Personaggi/ContentItem-2bf4a38f-3ec1-4486-bc70-109426c1480b.html
    [4] Roberto Giacobbo (@robertogiacobbo_official) – Instagram https://www.instagram.com/robertogiacobbo_official/
    [5] Roberto Giacobbo https://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_roberto-giacobbo.php
    [6] Giacobbo Roberto https://www.meetingrimini.org/personaggi/giacobbo-roberto/
    [7] Roberto Giacobbo – RDEditore https://www.rdeditore.it/it/100ecc7personaggi/roberto-giacobbo/
    [8] Roberto Giacobbo – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Giacobbo
    [9] Roberto Giacobbo – Scheda autore e Libri | Libri Mondadori https://www.mondadori.it/autori/roberto-giacobbo/
    [10] [PDF] CV Roberto Giacobbo – Consiglio regionale della Toscana https://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/beneficiari/4/33/cv_8161.pdf

  • Roberto Bolle

    è un celebre ballerino italiano nato a Casale Monferrato il 26 marzo 1975. È considerato uno dei più grandi danzatori della storia e il primo nella storia a diventare contemporaneamente Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York [1][5][9]

    Ha iniziato gli studi di danza da bambino, entrando a 11 anni nella scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, dove ha proseguito la sua formazione[1][9]. Nel corso della sua carriera ha danzato in tutti i maggiori teatri e con le compagnie più prestigiose al mondo, come il Royal Ballet di Londra, il Balletto del Bolshoi e del Mariinskij, oltre al Metropolitan Opera House e il Balletto nazionale canadese[1][5][7][8]

    Roberto Bolle è noto per aver portato in scena ruoli iconici in balletto classico, come Romeo in Romeo e Giulietta, interpretato nel 1995, che gli valse la nomina a primo ballerino della Scala[1][8]. Ha collaborato con grandi étoile italiane come Carla Fracci e Alessandra Ferri e ha partecipato a eventi internazionali di rilievo, tra cui il Golden Jubilee della Regina Elisabetta nel 2002 e le cerimonie di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006[5].

    Nel 2009 è stato nominato Principal Dancer all’American Ballet Theatre, un riconoscimento storico per un ballerino italiano[5][8][10]. È anche ambasciatore di buona volontà per l’UNICEF dal 1999 e ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2012[5].

    Oltre alla sua prestigiosa carriera di ballerino, Roberto Bolle organizza eventi come il gala “Roberto Bolle and Friends”, che nel 2025 celebrerà il suo 25° anniversario con esibizioni all’Arena di Verona[2].

    Per approfondimenti o acquistare oggetti autografati legati a Roberto Bolle, è disponibile il suo sito ufficiale[4].

    In sintesi, Roberto Bolle è una figura di riferimento mondiale nel balletto classico e contemporaneo, noto per la tecnica impeccabile, la presenza scenica e il ruolo di ambasciatore della danza italiana nel mondo.

    Fonti :
    [1] Roberto Bolle – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bolle
    [2] Annunciato il cast e programma della doppia serata evento Roberto … https://www.arena.it/magazine/news/annunciato-il-cast-e-programma-della-doppia-serata-evento-roberto-bolle-and-friends-il-22-e-23-luglio-2025/
    [3] Roberto Bolle (@robertobolle) • Instagram photos and videos https://www.instagram.com/robertobolle/
    [4] Roberto Bolle – Official Website https://robertobolle.com/it/
    [5] Roberto Bolle – Teatro alla Scala https://www.teatroallascala.org/it/artisti/roberto-bolle.html
    [6] Roberto Bolle chi è, età, dove è nato, vita privata, compagno, carriera https://www.blitzquotidiano.it/tv/roberto-bolle-chi-e-eta-dove-nato-vita-privata-compagno-carriera-3592969/
    [7] Roberto Bolle – Wikipedia, la enciclopedia libre https://es.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bolle
    [8] Roberto Bolle: carriera e vita privata del ballerino e conduttore https://www.libero.it/magazine/personaggi/roberto-bolle-76589
    [9] Roberto Bolle – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bolle
    [10] Bio – Roberto Bolle https://robertobolle.com/it/bio/

  • Bobby Solo

    pseudonimo di Roberto Satti, nato a Roma il 18 marzo 1945, è un famoso cantautore, chitarrista e attore italiano, noto soprattutto per i suoi successi negli anni ’60 .

    Il nome d’arte “Bobby Solo” nacque da un malinteso: suo padre gli aveva vietato di usare il cognome di famiglia per fare rock’n’roll, così Roberto propose “Bobby” (diminutivo inglese di Roberto) e quando disse “Bobby solo” alla segretaria della casa discografica, questa lo intese come un unico nome d’arte .

    Tra i suoi brani più celebri vi sono “Una lacrima sul viso” (1964), che ebbe un enorme successo nonostante venne cantata in playback a causa di un improvviso abbassamento di voce che gli impedì di esibirsi dal vivo durante il Festival di Sanremo; la canzone fu il primo disco in Italia a vendere oltre un milione di copie e vinse un disco d’oro. Nel 1965 vinse il Festival di Sanremo con “Se piangi, se ridi”, che portò anche all’Eurovision Song Contest ottenendo un quinto posto, e nel 1969 tornò a Sanremo con “Zingara” insieme a Iva Zanicchi .

    Oltre alla musica, negli anni ’60 Bobby Solo ha avviato una carriera nel cinema, recitando in diversi film musicali italiani come Una lacrima sul viso (1964) e Viale della canzone (1965) .

    Negli anni successivi ha continuato a pubblicare dischi, fondando anche un gruppo musicale e mantenendo una presenza nel panorama musicale italiano fino ai giorni nostri, celebrando nel 2015 i 50 anni di carriera e pubblicando album recenti come Get back nel 2023 .

    Bobby Solo è considerato una figura storica della musica italiana, influenzata soprattutto dal rock’n’roll e da icone come Elvis Presley .

    RED@

  • Bianca Guaccero

    E’ un’attrice e conduttrice televisiva italiana, nata il 15 gennaio 1981 a Bitonto.

    È nota sia per i suoi ruoli in varie fiction televisive, come Assunta Spina e Capri, che per la conduzione di programmi TV.

    Recentemente ha condotto Techeteche Top Ten, un programma musicale su Rai 1 che celebra le hit parade del passato.

    Il programma ha terminato la sua ultima puntata il 20 luglio 2025, suscitando rumors di una chiusura anticipata a causa di ascolti non eccezionali e di un’esperienza sperimentale non completamente riuscita.

    Tuttavia, Bianca Guaccero ha chiarito tramite un video sui social di non avere molto da aggiungere alle polemiche sulla presunta chiusura e ha ringraziato il pubblico per l’affetto, lasciando intendere che lavorano a nuovi progetti e che presto tornerà con nuovi contenuti.

    Anche la Rai, tramite il direttore dell’intrattenimento Williams Di Liberatore, ha smentito la chiusura definitiva, spiegando che il programma ha semplicemente concluso il ciclo previsto dopo aver trasmesso le puntate accumulate in anticipo, a seguito di una modifica nel palinsesto con messa in onda quotidiana.

    L’intenzione è di produrre altre edizioni, dato che il format ha soddisfatto le aspettative di ascolto.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Jennifer Lopez

    nata a New York il 24 luglio 1969, è una cantante, attrice, ballerina, produttrice e imprenditrice statunitense di origini portoricane.

    È una delle maggiori esponenti del pop latino e una delle artiste hispaniche più influenti e ricche di Hollywood, con circa 80 milioni di dischi venduti e un patrimonio stimato intorno ai 400 milioni di dollari .

    Ha iniziato la sua carriera come ballerina e attrice, ottenendo grande successo con il film Selena (1997) che le ha aperto le porte del mondo della musica, dove ha debuttato con l’album On the 6 (1999) e il singolo “If You Had My Love” numero uno nelle classifiche Billboard .

    Tra i suoi successi più noti ci sono anche brani come “Jenny from the Block”, “Get Right”, e “On the Floor”, quest’ultimo tra i video più visti su YouTube con oltre 2,6 miliardi di visualizzazioni .

    Nel 2025 sta portando in tour mondiale il suo spettacolo “Up All Night”, con un’unica data italiana a Lucca il 21 luglio 2025, nella cornice del Lucca Summer Festival.

    Il concerto ha riscosso un enorme successo, con circa 18 mila spettatori attesi e biglietti richiesti fino a 500 euro per i posti più vicini al palco. Jennifer Lopez ha deciso di concedere solo 30 selfie ai fan, venduti a 1.400 euro ciascuno, per evitare di passare l’intera giornata tra foto e richieste .

    Il concerto presenta i suoi più grandi successi, spaziando tra sonorità latin pop, dance, hip hop e funk, mantenendo una carica energica e una forma fisica ammirata.

    Dopo la tappa italiana, proseguirà il tour verso la Turchia .

    Jennifer Lopez è inoltre molto attiva sui social, dove conta oltre 248 milioni di follower su Instagram, e continua a rilasciare nuova musica, con il suo singolo “BIRTHDAY” annunciato per il 24 luglio 2024 .

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Severino Gazzelloni

    Roccasecca, 5 gennaio 1919 – Cassino, 21 novembre 1992)

    il cui cognome originale era Gazzellone, è stato un flautista italiano di fama internazionale e un pioniere nella riscoperta del flauto in Italia nel XX secolo.

    Ha iniziato a studiare il flauto all’età di sette anni, inizialmente da autodidatta e poi sotto la guida di Giambattista Creati, direttore della banda del suo paese natale.

    Si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma nel 1942.

    Carriera e influenze

    Carriera orchestrale e solistica

    Dal 1944 è stato primo flauto dell’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma per trent’anni.

    La sua carriera solistica è iniziata ufficialmente nel 1945, debuttando in Italia nel 1947 all’Eliseo di Roma.

    Innovatore e “Flauto d’oro”

    Gazzelloni è stato soprannominato il “flauto d’oro” ed è stato fondamentale per la diffusione della musica contemporanea, pur essendo anche un interprete ineguagliabile del repertorio classico.

    Il suo impegno ha contribuito a dare al flauto una considerazione ampia per le sue capacità virtuosistiche e le possibilità nel repertorio solistico.

    Collaborazioni con compositori

    La sua bravura e il suo stile unico hanno ispirato grandi compositori del Novecento a scrivere opere per flauto appositamente per lui, tra cui Luciano Berio, Pierre Boulez, Bruno Maderna e Igor Stravinsky, che lo ha citato nelle sue memorie.

    Didattica

    Ha avuto un ruolo importante nell’insegnamento, tenendo corsi di perfezionamento in prestigiose istituzioni come l’Accademia Chigiana di Siena, i Ferienkurse di Darmstadt, l’Accademia Sibelius di Helsinki e il Conservatorio G. Rossini di Pesaro.

    Tra i suoi allievi figurano il flautista jazz Eric Dolphy e le flautiste classiche Abbie de Quant e Carol Wincenc.

    Composizioni e registrazioni

    Oltre a interpretare un repertorio vastissimo, da Bach al jazz, ha composto melodie originali e colonne sonore, come quella per il film del 1971 Scipione detto l’Africano, dove ha creato temi per flauto accompagnati dalla chitarra.

    Tra le sue registrazioni, spicca un’interpretazione dei Concerti op. 10 di Vivaldi.

    In suo onore, la città di Roccasecca, dove è nato, gli dedica ininterrottamente dal 1994 un Festival Internazionale e a Napoli si tiene un concorso per flautisti, il Concorso Gazzelloni.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Bulgaria

    E’ un paese situato nel Sud-est dell’Europa, nella parte orientale dei Balcani.

    Confina a nord con la Romania, a ovest con la Serbia e la Macedonia del Nord, a sud con la Grecia e la Turchia, e a est si affaccia sul Mar Nero.

    Ha una superficie di circa 110.994 km² ed è uno degli stati più grandi della regione.

    La capitale e città più grande è Sofia.

    Storicamente, il territorio bulgaro è stato abitato dai Traci, poi dai Slavi e dai Bulgari che fondarono il Primo Impero Bulgaro nel 681 d.C. La Bulgaria ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della cultura slava e nella creazione dell’alfabeto cirillico.

    Dopo periodi di dominazione bizantina e ottomana, ottenne l’indipendenza nel XIX secolo.

    La Bulgaria è una repubblica parlamentare, con un parlamento unicamerale e un primo ministro come capo del governo; il presidente ha principalmente funzioni cerimoniali.

    Il paese è suddiviso in 28 regioni amministrative.

    La popolazione è circa 6,4 milioni di abitanti, prevalgono i bulgari etnici (circa l’84%), con minoranze turca e rom.

    La religione maggioritaria è l’ortodossia cristiana.

    La Bulgaria è membro della NATO dal 2000 e dell’Unione Europea dal 2007.

    Dal marzo 2024 fa parte dello spazio Schengen.

    Attualmente la moneta ufficiale è il lev bulgaro (BGN), ma è prevista l’adozione dell’euro entro il 2026.

    L’economia si basa principalmente su agricoltura, servizi, turismo, energia e industria leggera.

  • Orient Express

    è un nome associato a diversi servizi ferroviari passeggeri di lusso a lunga percorrenza, il più famoso dei quali collegava Parigi Gare de l’Est a Costantinopoli (oggi Istanbul) [1] Il servizio originale, gestito dalla Compagnie Internationale des Wagons-Lits, iniziò nel 1883 .

    Storia e Percorsi Originali

    Il viaggio inaugurale dell’Orient Express partì il 4 ottobre 1883 . Inizialmente, il percorso prevedeva un viaggio in treno dalla Francia alla Romania, passando per Vienna. Da Giurgiu, i passeggeri attraversavano il Danubio in nave fino in Bulgaria, prendendo poi un altro treno per Varna, da dove completavano il viaggio per Costantinopoli in traghetto .

    Nel 1885, fu introdotto un percorso che raggiungeva Istanbul via ferrovia da Vienna a Belgrado e Niš, poi in carrozza fino a Filippopoli e di nuovo in treno fino a Istanbul . La linea ferroviaria diretta per Istanbul fu completata nel 1889, rendendo la città direttamente raggiungibile in treno . Istanbul rimase il capolinea orientale del servizio fino alla sua interruzione definitiva il 22 maggio 1977 .

    L’Orient Express interruppe il servizio durante le due guerre mondiali (1914-1921 e 1939-1945) . Negli anni ’20, il suo stile raggiunse l’apice, con artisti-decoratori come René Prou e René Lalique che contribuirono al suo prestigio . Dopo vari cambiamenti di itinerario e il calo di prestigio durante la Guerra Fredda, il servizio quotidiano Direct-Orient-Express per Istanbul e Atene cessò nel 1977, a causa della sua bassa velocità commerciale (circa 55 km/h verso la fine) dovuta a lunghi arresti doganali nei paesi comunisti attraversati, alla scarsa condizione delle loro reti e alla crescente concorrenza del trasporto aereo di massa .

    Al suo apogeo, l’Orient Express era una vera e propria rete ferroviaria che collegava le principali città europee, con tre percorsi principali che funzionavano contemporaneamente .

    Orient-Express (1883-2009)

    collegava Londra e Parigi a Istanbul e Bucarest, passando per la Germania .

    Simplon-Orient-Express (1919-1962), poi Direct-Orient-Express (1962-1977)

    collegava Londra e Parigi a Istanbul, Atene e Bucarest, passando per l’Italia .

    Arlberg-Orient-Express (1932-1991)

    collegava Londra e Parigi ad Atene e Bucarest, passando per la Svizzera .

    L’Orient Express Oggi

    Nonostante la cessazione del servizio originale nel 1977, il concetto dell’Orient Express è stato ripreso .

    Venice Simplon-Orient-Express

    Di proprietà della Belmond Management Limited (ex Orient-Express Hotels), questo treno di lusso offre viaggi che richiamano l’eleganza del passato . Collega regolarmente Londra, Parigi e Venezia, e occasionalmente altre città come Berlino, Vienna, Praga e Budapest . Una volta all’anno, ripercorre anche il tragitto originale fino a Istanbul . Un viaggio di due giorni da Venezia a Parigi a bordo del Venice Simplon-Orient-Express può costare a partire da €4.800,00 a persona .

    La Dolce Vita Orient Express

    Questo treno di lusso, nato dalla visione di Georges Nagelmackers 150 anni fa, è stato riportato sui binari italiani . Offre viaggi attraverso l’Italia, celebrando il glamour e il fervore artistico degli anni ’60 italiani .

    L’Orient Express è diventato celebre anche grazie al romanzo di Agatha Christie .

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Giovane efebo

    deriva dalla parola greca antica che indicava il giovane nella fase della giovinezza tra l’adolescenza e l’età adulta, solitamente intorno ai 18-20 anni. In Grecia antica, l’efebia era la condizione legale e sociale in cui i giovani venivano addestrati militarmente e civicamente, segnando il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Gli efebi prestavano giuramento di difesa della città e delle sue leggi, facendo parte di un sistema di addestramento sotto il controllo dello Stato, e rappresentavano la recluta militare di base [1][5]

    In ambito artistico, “efebo” indica spesso la rappresentazione scultorea di un giovane maschio, caratterizzata da una figura snella e delicata, simbolo di bellezza giovanile e ideale estetico nell’arte greca classica. Tra le più famose troviamo statue note come efebi, come il “Giovane di Mozia” o “Efebo di Mozia”, una scultura in marmo del 450-440 a.C. ritrovata a Mozia (isola di Trapani) e conservata nel Museo Whitaker. Questa statua rappresenta un efebo panneggiato, forse un auriga di scuola greca, ed è un esempio significativo di efebo nell’arte classica [2][3][5]

    In sintesi, il giovane efebo è sia una figura storica e sociale dell’antica Grecia, giovane tra i 18 e i 20 anni impegnato in un percorso di formazione militare e civica, sia un soggetto ricorrente nella scultura greca, simbolo della giovinezza idealizzata [1][5]

    Fonti :
    [1] Efebo – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Efebo
    [2] Il Giovane o Giovinetto di Mozia – IL PENSIERO MEDITERRANEO https://www.ilpensieromediterraneo.it/il-giovane-o-giovinetto-di-mozia/
    [3] Giovane di Mozia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giovane_di_Mozia
    [4] Efebo – Significato ed etimologia – Ricerca – Treccani https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/efebo/
    [5] efèbo su Enciclopedia | Sapere.it https://www.sapere.it/enciclopedia/ef%C3%A8bo.html
    [6] Full text of “Ortoepia e ortografia italiana moderna” http://archive.org/stream/ortoepiaeortogra00malauoft/ortoepiaeortogra00malauoft_djvu.txt
    [7] Ortopedia – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/ortopedia_(Enciclopedia-Italiana)/
    [8] Giovane Efebo – Dizionario d’Arte Sartori https://dizionariodartesartori.it/opere/giovane-efebo
    [9] E | – Archeologia Viva https://www.archeologiaviva.it/6513/e/
    [10] Il giovane efebo di Agrigento https://www.agrigentoierieoggi.it/il-giovane-efebo-di-agrigento/

  • Amore perverso

    è una distorsione patologica dell’amore autentico, caratterizzata dall’assenza di empatia, rispetto e riconoscimento dell’altro come persona[1] Mentre l’amore genuino è generoso, orientato al benessere dell’altro e regolato da confini chiari, l’amore perverso si manifesta come desiderio egoista e possessivo, senza limiti morali o sociali, trasformando l’altro in oggetto da possedere e controllare [1][2]

    Dal punto di vista psicologico, l’amore perverso nasce da una mancata elaborazione di fasi fondamentali dello sviluppo, come la comprensione dei confini tra sé e l’altro, portando a un mondo interno privo di regole e differenze sessuali [1] In queste dinamiche l’amore si trasforma in violenza psicologica o manipolazione, distruggendo la relazione d’amore genuina e sostituendola con rapporti dominati dal potere e dal controllo [5]

    La sessualità in questo contesto non è più un’espressione condivisa di affetto, ma un mezzo di possesso e annientamento dell’altro, negandone totalmente la soggettività [1][2] Questo tipo di amore perverso può anche prendere forme complesse, come nelle relazioni sadomasochistiche dove si intrecciano dolore e amore in una dinamica distruttiva e circolare [6]

    In sintesi, l’amore diventa perverso quando il rispetto cessa di esistere, i limiti si dissolvono e il desiderio di possesso e distruzione prende il sopravvento, portando la relazione sull’orlo tra vita e morte, giustizia e ingiustizia [1]

    Fonti :
    [1] Quando l’amore diventa perversione – State of Mind https://www.stateofmind.it/2019/09/amore-perversione/
    [2] Perversione: l’inverso dell’amore | Dott. Marco Canciani https://www.marcocanciani.it/news/perversione-linverso-dellamore
    [3] Attenzione “amore” perverso | Kad-Esh MAP Ministries https://kad-esh.org/it/attenzione-amore-perverso/
    [4] Amore perverso – musica e testo di Valentino Roby Rosso – Spotify https://open.spotify.com/intl-it/track/77tgOatx39AA9A4e7689jo
    [5] La violenza psicologica: il legame tra il perverso e la vittima – Anapp https://www.anapp.it/la-violenza-psicologica-il-legame-tra-il-perverso-e-la-vittima
    [6] Riccardo Dalle Luche – LÕamore perverso. Eros melanconico e … https://www.psychomedia.it/pm/modpsy/psypat/dalleluche.htm
    [7] “Pazzo per lei”, il binomio amore-malattia mentale s’illumina di leggerezza https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/pazzo-lei-binomio-amore-malattia-mentale-s-illumina-1928414.html
    [8] Amore perverso – Brigitte Blobel – Libro – EL – Frontiere – IBS https://www.ibs.it/amore-perverso-libro-brigitte-blobel/e/9788870688115
    [9] Amor de Perversão (1982) ⭐ 6.3 | Drama https://www.imdb.com/title/tt0203293/?language=hi-in
    [10] AMOR PERVERSO. https://www.poemas-del-alma.com/blog/mostrar-poema-612725

  • Confessionalismo

    è un sistema politico e sociale in cui uno Stato riconosce ufficialmente una determinata religione, uniformando le proprie istituzioni e normative ai suoi principi e spesso subordinandosi alle autorità ecclesiastiche. Questo modello si contrappone esplicitamente al laicismo, poiché l’appartenenza religiosa degli individui può determinare diritti, doveri e ruoli nella società [1][2][5]

    In termini più generali, il confessionalismo indica anche un atteggiamento di faziosità ristretta nelle questioni religiose, o nelle controversie in cui una parte si considera depositaria della verità assoluta [1][2] Può manifestarsi in modo “manifesto”, cioè ufficiale e istituzionalizzato, oppure in modo “implicito” o “mascherato”, quando invece l’influenza religiosa sul potere è meno evidente ma comunque presente [5]

    Un esempio emblematico di confessionalismo manifesto è il Libano, dove, in base al Patto Nazionale del 1943 e gli Accordi di Ta’if del 1989, le cariche politiche sono distribuite tra gruppi religiosi diversi: il primo ministro è sunnita, il presidente della Repubblica è un cristiano maronita e il presidente del parlamento è sciita. Inoltre, la Costituzione libanese riserva posti nei parlamenti e autonomie educative in proporzione alla rappresentanza religiosa [5][7]

    Va inoltre distinto dal concetto di confessionalizzazione, processo storico che nella Riforma e in età moderna europea designa la formazione delle chiese confessionali e il disciplinamento sociale basato su norme di comportamento religiose [3][6]

    In sintesi, il confessionalismo è una forma di governo o atteggiamento politico che lega strettamente religione e potere civile, influenzando la struttura sociale in base all’appartenenza religiosa [1][5]

    Fonti :
    [1] Confessionalismo – Significato ed etimologia – Vocabolario – Treccani https://www.treccani.it/vocabolario/confessionalismo/
    [2] Confessionalismo – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/confessionalismo_(Dizionario-di-Storia)/
    [3] Confessionalismo – Historisches Lexikon der Schweiz https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/043511/
    [4] Definizione e significato di confessionalismo – Garzanti Linguistica https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=confessionalismo&idl=57266604c2c546ac854aeda8aac7d19a&v=IT
    [5] Confessionalismo – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Confessionalismo
    [6] Confessionalização – Wikipédia, a enciclopédia livre https://pt.wikipedia.org/wiki/Confessionaliza%C3%A7%C3%A3o
    [7] Confessionalismo – Wikipédia, a enciclopédia livre https://pt.wikipedia.org/wiki/Confessionalismo
    [8] La confesionalidad y sus dilemas morales y legales – Honestamente 093) https://www.youtube.com/watch?v=HJ7l1n-93KM
    [9] Confessionalismo > significato – Dizionario italiano De Mauro https://dizionario.internazionale.it/parola/confessionalismo
    [10] Poesia confessionale – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_confessionale

  • Algeria

    conta : 32 isole e 208 isolotti distribuiti lungo la sua costa sul Mar Mediterraneo [5] La maggior parte di queste isole è costituita da massicci scogli aridi, spesso privi di vegetazione, utilizzati talvolta come basi per jetée o fari. Solo circa un quarto di esse presenta suoli superficiali e alcune sono “peninsulari”, cioè simili alla terraferma, mentre un’altra parte è disabitata, ad eccezione di alcune specie di uccelli [5]

    Le isole algerine sono tutte di piccole dimensioni, con le dimensioni massime che non superano generalmente i 1.200 metri di lunghezza e un’altezza massima di circa 150 metri [5]

    Alcune isole note includono :

    • Île de La Calle (Wilaya di El Tarf)

    • Îlots du Cap Falcon (Wilaya di Oran)

    • Îles Habibas (Wilaya di Oran), con una lunghezza fino a 1.200 m e un’altitudine massima di 103 m

    • Île Srigina (Wilaya di Skikda), 400 m

    • Île de Mansouriah (Wilaya di Jijel), 800 m di lunghezza e 20 m di altitudine

    • Île de Rachgoun (Wilaya di Aïn-Témouchent), 800 m e 60 m di altezza [5]

    Queste isole sono sparse lungo diverse regioni costiere algerine, da Est a Ovest, includendo Wilayas come Annaba, Skikda, Jijel, Bejaia, Alger, Tipaza, Oran, tra le altre.

    In sintesi, le isole dell’Algeria sono numerose ma generalmente piccole e in gran parte aride o rocciose, con solo alcune che presentano condizioni più favorevoli alla vegetazione o alla colonizzazione faunistica [5]

    Fonti :
    [1] Algeria – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Algeria
    [2] I MIGLIORI Isole in Algeria (Aggiornato 2025) – Tripadvisor https://www.tripadvisor.it/Attractions-g293717-Activities-c57-t20-Algeria.html
    [3] Categoria:Geografia dell’Algeria – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Geografia_dell’Algeria
    [4] Categoria:Isole dell’Algeria – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Isole_dell’Algeria
    [5] Liste des îles d’Algérie — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Liste_des_%C3%AEles_d’Alg%C3%A9rie
    [6] Algeri – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/algeri/
    [7] L’Algeria: geografia, storia e cultura di una nazione nordafricana https://www.skuola.net/geografia/algeria.html
    [8] Algeri https://www.marcovasta.net/viaggi/atlantesahariano/Algeri.asp
    [9] Guida per visitare l’Algeria per la prima volta – Lonely Planet https://www.lonelyplanetitalia.it/articoli/consigli-di-viaggio/guida-per-visitare-l-algeria-per-la-prima-volta
    [10] 7 curiosità sull’Algeria, il cuore del Sahara – Viaggi Tribali https://www.viaggitribali.it/blog/7-curiosita-sull-algeria

  • Isole principali della Turchia

    Le isole principali della Turchia si trovano soprattutto nel Mar di Marmara e nel Mar Egeo e sono mete di grande interesse turistico per la loro bellezza naturale, storia e atmosfera rilassata.

    Le più conosciute sono :

    Isole dei Principi (Adalar)

    un arcipelago di 9 isole nel Mar di Marmara vicino a Istanbul, un tempo luogo d’esilio bizantino e rifugio ottomano.

    Tra queste, le più grandi e visitate sono:

    Büyükada

    la più grande, senza automobili, con palazzi ottomani e foreste.

    Heybeliada

    nota per pinete e l’antico Seminario di Halki.

    Burgazada

    famosa per il suo fascino artistico.

    Kınalıada

    ideale per picnic e nuotate. Queste isole sono facilmente raggiungibili da Istanbul con traghetti e sono perfette per escursioni giornaliere o weekend.

    Gökçeada

    la più grande isola della Turchia, situata nel Mar Egeo, famosa per i suoi paesaggi montuosi e villaggi dai tratti greci, menzionata anche nell’Iliade.

    Ospita baie tranquille e specialità culinarie tipiche.

    Bozcaada

    un’altra grande isola nel Mar Egeo, rinomata per le sue spiagge e la cultura locale, spesso paragonata alle isole greche.

    È un’altra destinazione estiva molto apprezzata.

    Altre isole degne di nota includono :

    Kekova

    (famosa per la città sommersa)

    Suluada

    Cunda

    e alcune più piccole nel Mar di Marmara e Egeo.

    Queste isole offrono un mix di natura, storia, cultura e sono particolarmente apprezzate per una vacanza rilassante lontano dal caos urbano, con trasporti in traghetto regolari dalla terraferma principale.

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  • I diamanti sintetici o coltivati in laboratorio

    I diamanti sintetici (o coltivati in laboratorio) sono pietre preziose create artificialmente in laboratorio, replicando i processi naturali che formano i diamanti nel corso di migliaia di anni, ma in tempi molto più brevi grazie alla tecnologia moderna.

    Come vengono prodotti

    Ci sono due metodi principali :

    • Alta Pressione Alta Temperatura (HPHT) simula l’ambiente di pressione e calore intenso all’interno della Terra per trasformare un seme di diamante e il carbonio in un diamante.

    • Deposizione da Vapore Chimico (CVD): utilizza un gas ricco di carbonio in una camera controllata, facendo depositare atomo dopo atomo sul seme di diamante, formando il cristallo.

    Caratteristiche

    • Sono composti da carbonio puro disposto in una struttura cristallina identica a quella dei diamanti naturali.

    • Hanno le stesse proprietà fisiche, chimiche e ottiche di un diamante naturale, inclusa la durezza e il modo in cui brillano.

    • Vengono valutati con gli stessi parametri dei diamanti naturali: i 4C (caratura, chiarezza, colore, taglio) e sono certificati da laboratori gemmologici.

    Vantaggi

    Sostenibilità ambientale non serve estrarre dal terreno, evitando danni ecologici.

    Eticità privi di problemi legati a conflitti, lavoro forzato o violazioni dei diritti umani.

    Costo inferiore di solito sono meno costosi rispetto ai diamanti naturali di qualità e dimensioni simili.

    Disponibilità prodotti rapidamente e in quantità controllate.

    Impiego

    I diamanti in laboratorio sono usati ormai comunemente in gioielleria, con certificazioni e design simili a quelli dei diamanti naturali.

    In sintesi, i diamanti coltivati in laboratorio sono diamanti veri, creati con tecnologie che imitano la natura, rappresentando un’opzione più sostenibile, etica ed economica, senza differenze nella qualità o bellezza rispetto ai diamanti estratti in miniera.

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    ALTRA PAGINA SUI DIAMANTI SINTETICI

    Diamante Sintetico

    Un diamante sintetico (chiamato anche diamante creato in laboratorio o diamante artificiale) è un diamante prodotto mediante un processo tecnologico controllato, anziché formato naturalmente attraverso processi geologici e l’estrazione mineraria. I diamanti sintetici hanno la stessa composizione chimica e le stesse proprietà fisiche dei diamanti naturali carbonio puro cristallizzato in una forma isotropica tridimensionale.

    Storia e Sviluppo

    I primi tentativi di sintesi di diamanti risalgono tra il 1879 e il 1928, ma non furono confermati in modo affidabile.

    La sintesi sistematica e riproducibile iniziò negli anni ’40, con successi significativi nel 1953.

    Il primo diamante sintetico commercialmente valido fu prodotto dalla General Electric (GE) nel 1954 tramite il metodo di alta pressione e alta temperatura (HPHT), annunciato pubblicamente nel 1955.

    Negli anni ’70, furono prodotti diamanti sintetici di qualità gemma, inizialmente gialli o marroni a causa di contaminazioni di azoto. Successivamente furono realizzati diamanti incolori o blu.

    Metodi di Produzione

    Alta Pressione Alta Temperatura (HPHT) Metodo originale e più diffuso. Consiste nell’applicare pressioni superiori a 5 GPa e temperature oltre 1.400 °C al carbonio, in presenza di metalli solventi come nichel o cobalto, che sciolgono il carbonio e fanno precipitare il diamante su cristalli seme. I tipi di pressa includono:

    • Pressa a cintura

    • Pressa cubica

    • Pressa split-sfera (BARS)

    • Deposizione Chimica da Vapore (CVD) Metodo a bassa pressione in cui gas contenenti carbonio sono decomposti in plasma, e gli atomi di carbonio si depositano su un substrato formando il diamante. La CVD può creare film o diamanti sintetici in blocco.

    Sintesi da Detonazione Ottiene granuli di diamante a nanoscala tramite la detonazione di esplosivi contenenti carbonio.

    Proprietà e Usi

    I diamanti sintetici possono avere durezza, conducibilità termica e mobilità elettronica anche superiori a quelli naturali.

    Circa il 98% dei diamanti di grado industriale sono sintetici, usati come abrasivi, utensili per taglio e lucidatura, dissipatori di calore e finestre ottiche per laser ad alta potenza.

    Applicazioni elettroniche includono rivelatori UV e di particelle, interruttori ad alta potenza e LED.

    Sia i diamanti sintetici HPHT che CVD sono impiegati come gemme, disponibili in varie colorazioni.

    Dimensioni e Qualità

    Le dimensioni massime dei diamanti sintetici sono cresciute notevolmente, con pietre fino a 125 carati previste entro il 2025.

    I primi diamanti sintetici erano piccoli e destinati in gran parte all’uso industriale; i miglioramenti tecnologici hanno portato a pietre di qualità gemma comparabili a quelle naturali.

    Impatto sul Mercato

    La disponibilità di diamanti sintetici ha influenzato il commercio tradizionale dei diamanti, stimolando lo sviluppo di metodi spettroscopici per distinguere i diamanti sintetici da quelli naturali.

    I diamanti melee sintetici (piccole pietre) sono diventati comuni, creando sfide di identificazione nel settore della gioielleria.

    Questa panoramica illustra la creazione tecnologica controllata dei diamanti sintetici, la loro storia, i metodi di fabbricazione HPHT e CVD, le applicazioni industriali e gemmologiche, nonché l’effetto sul mercato dei diamanti.

  • Foresta Mercadante

    La Foresta Mercadante è una foresta artificiale di circa 1300 ettari situata principalmente nel territorio di Cassano delle Murge (Provincia di Bari) e in parte nel comune di Altamura, ed è parte integrante del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

    È stata creata a seguito di una grave emergenza ambientale: alla fine dell’Ottocento la deforestazione e la ripresa demografica provocarono un peggioramento della situazione idrogeologica con numerose alluvioni che colpirono la città di Bari, causando vittime e danni significativi (1905, 1915, 1926)

    Dopo l’alluvione del 1926, con un regio decreto si espropriarono vaste aree, fra cui la tenuta Mercadante, per destinarle a zona boschiva con l’obiettivo di contenere le acque e proteggere il territorio.

    La foresta fu quindi realizzata principalmente con conifere come il pino d’Aleppo, per favorire il rapido insediamento vegetale e stabilizzare il suolo, successivamente accompagnate da specie autoctone latifoglie, quali roverelle, lecci, fragni e querce spinose.

    Nel tempo sono state piantate anche cedri, cipressi e altre specie, alcune datate da 40 a 60 anni, sebbene i numerosi incendi abbiano spesso danneggiato le aree boschive.

    Oggi la Foresta Mercadante è un polmone verde fondamentale per la provincia di Bari, riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), con biodiversità animale e vegetale di rilievo.

    È luogo frequentato da famiglie e amanti della natura, dotato di percorsi naturalistici e aree attrezzate per picnic, ideale per passeggiate e attività all’aperto.

    In sintesi, la Foresta Mercadante è una grande opera di riforestazione programmata del XX secolo, nata per contrastare le alluvioni, ora ambiente naturale di grande valore ecologico e ricreativo nel cuore della Puglia.

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  • Zurek

    E’ una zuppa tradizionale polacca a base di farina di segale fermentata (chiamata zakwas), che conferisce al piatto il suo caratteristico sapore acidulo. È una pietanza sostanziosa e tipica soprattutto del periodo pasquale, ma ormai diffusa durante tutto l’anno.

    Gli ingredienti principali sono

    • Farina di segale fermentata (zakwas), preparata mescolando farina di segale con acqua e lasciandola fermentare alcuni giorni con aglio e pepe.

    • Salsiccia bianca polacca (di maiale), spesso tagliata a fette.

    • Pancetta o lardo

    • Uova sode, servite intere o tagliate a metà

    • Patate e talvolta carote o rape

    • Aglio, cipolla, maggiorana e cumino per insaporire

    • Panna acida da aggiungere al momento del servizio per ammorbidire il gusto.

    La zuppa viene tradizionalmente servita in una pagnotta di segale svuotata, che funge da ciotola commestibile. La preparazione richiede tempo perché è necessario far fermentare la farina di segale per ottenere il zakwas (almeno 3 giorni).

    La base fermentata è ciò che dà allo Zurek il suo sapore acidulo unico, simile ad un brodo leggermente aspro ma molto aromatico. La salsiccia bianca e la pancetta apportano sapidità e corpo, mentre le uova e le verdure completano la ricetta rendendola nutriente e sostanziosa.

    In sintesi, lo Zurek è una zuppa acida di farina di segale fermentata con salsiccia bianca, uova e verdure, piatto emblematico della cucina polacca tradizionale, in particolare legato alla Pasqua.

  • Il consumo della carne di pollo

    in quantità tra i 100 ed i 200 grammi alla settimana aumenta del 35% il rischio di morte per tumori gastrointestinali. È questo il sorprendete risultato di uno studio condotto dall’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte che ha come prima firmataria la dott.ssa Caterina Bonfiglio. La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), suggerisce elabora il consumo di carne bianca fino a 200 grammi alla settimana. “Lo studio condotto su oltre 4.800 soggetti dimostra che il consumo di carne di pollo, anche se al di sotto di quello raccomandato dalla SINU, aumenta del 35% il rischio di morte per tumori gastrointestinali e del 100% se il consumo è oltre i 200 grammi alla settimana”, riferisce il direttore scientifico prof. Gianluigi Giannelli che sottolinea come “i nostri dati siano perfettamente in linea con la nuova edizione della piramide alimentare recentemente proposta dalla SINU che vede il consumo di pollame avanzare di un gradino verso il vertice. Questi dati sembrerebbero un po’ sfatare il mito della carne di pollo come scelta salutistica rispetto alla carne rossa. Nello stesso studio abbiamo anche dimostrato che la carne rossa aumenta il rischio di morte per tumori gastrointestinali del 23% soltanto se consumata oltre i 350 grammi la settimana, confermandosi un alimento sano se consumato entro i limiti raccomandati”, conclude Giannelli.
    Grazie ai ricercatori del “de Bellis” ancora una volta arriva un utile messaggio che impatta nella vita quotidiana dei cittadini. “Questo è il modello virtuoso di sanità che proponiamo dove la ricerca scientifica esplora nuovi orizzonti, li valida metodologicamente ponendoli al vaglio della comunità scientifica internazionale per poi diffonderli nella pratica comune e migliorare la nostra vita”, dichiara il presidente del Civ Enzo Delvecchio. Buone pratiche e prevenzione ancora coniugate, come riporta il commissario straordinario dell’istituto Luigi Fruscio: “il de Bellis ha sviluppato negli anni una consolidata e riconosciuta competenza anche a livello internazionale nell’ambito della prevenzione e della promozione della dieta mediterranea come corretto stile di vita per combattere l’insorgenza di patologie croniche ed oncologiche”.
    Castellana Grotte, 21 luglio 2025

  • Veglie

    E’ un comune italiano della provincia di Lecce, in Puglia, con circa 14.000 abitanti (tra 13.000 e 14.300 secondo le fonti recenti).

    Si trova nella parte nord-occidentale della pianura salentina, a circa 20 km da Lecce e a 10-12 km dalla costa ionica.

    Il territorio è di circa 61,35 km², con un’altitudine media di 47 metri sul livello del mare. Confina con i comuni di Salice Salentino, Campi Salentina, Novoli, Carmiano, Leverano e Nardò.

    Veglie ha origini antiche, risalenti al periodo messapico con successive influenze romane, testimoniata dal reticolo stradale tipico romano nel centro storico e da tombe con corredi funerari.

    Un dato storico caratteristico è la vendita nel 1557 della cittadina alla famiglia genovese Squarciafico, conti di Copertino.

    Il comune è noto per la produzione agricola, in particolare di vino e olio d’oliva, e per l’artigianato.

    Veglie è inserita nella zona geografica detta Terra d’Arneo, il lembo salentino verso il versante ionico.

    Il centro storico presenta una struttura medievale con un impianto urbano a circuito murario ovale e strade ortogonali.

    Tra i luoghi di interesse c’è il Castello di Veglie e la Piazza del Popolo, fulcro della vita cittadina.

    Il patrono è San Giovanni Battista, la cui festa patronale si celebra il 24 giugno.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Fiume Ebro

    è il più grande fiume interamente spagnolo e il secondo per lunghezza nella Penisola Iberica dopo il Tago, con una lunghezza di circa 910 km e un bacino di circa 85.000 km².

    Nasce nella Cordigliera Cantabrica, precisamente ai piedi della Peña Labra nella località chiamata Fontibre, e scorre verso sud-est attraversando regioni come La Rioja, Navarra, Aragona e Catalogna prima di sfociare nel Mar Mediterraneo con un ampio e caratteristico delta presso Tortosa.

    Il bacino del fiume ha una forma triangolare delimitata dai Pirenei a nord, la Meseta a sud e i rilievi della Catalogna a est.

    L’Ebro attraversa importanti città come Logroño, Tudela, Saragozza e sfocia in un delta notevole, ormai in gran parte bonificato ma ancora ricco di zone umide e risaie, riconosciuto come Parco Naturale dal 1983.

    L’Ebro è fondamentale in Spagna sia per l’irrigazione agricola (specialmente nelle zone pianeggianti come la Rioja e intorno a Saragozza) sia per la produzione di energia idroelettrica, che rappresenta una quota significativa della produzione elettrica spagnola.

    Il fiume ha un regime idrologico irregolare, con portate massime in primavera dovute allo scioglimento delle nevi pirenaiche e magre estive.

    Storicamente, le sponde dell’Ebro furono teatro di una battaglia decisiva durante la guerra civile spagnola nel 1938, conosciuta come la Battaglia dell’Ebro, che segnò una fase cruciale del conflitto.

    In sintesi, l’Ebro è un fiume di grande importanza geografica, economica e storica in Spagna, simbolo del paesaggio nord-orientale della Penisola Iberica e vitalmente legato all’agricoltura, all’energia e alla storia del paese.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Manduria

    E’ una città della provincia di Taranto, in Puglia, con origini antichissime risalenti al popolo dei Messapi, popolazione illirica stanziata nel Salento dal VIII secolo a.C. circa.

    Le vestigia più significative della sua storia sono le imponenti mura megalitiche di epoca messapica e un vasto parco archeologico comprendente la necropoli e il Fonte Pliniano, una sorgente naturale citata anche da Plinio il Vecchio.

    La città fu storicamente rivale di Taranto, con cui combatté diverse guerre; durante un assedio, nel 338 a.C., morì Archidamo III, re di Sparta, alleato dei Tarantini.

    Nel 266-260 a.C. Manduria entrò nel dominio romano ma appoggiò Annibale nella seconda guerra punica, subendo poi dure repressioni e deportazioni.

    Nel Medioevo fu distrutta più volte, anche dai Saraceni e da Totila nel 547 d.C., e fu rifondata nell’XI secolo con il nome di Casalnuovo.

    Nel 1789 Ferdinando I di Borbone le restituì il nome antico di Manduria.

    La città è nota anche per essere la patria del vino Primitivo di Manduria, famoso in Italia e all’estero.

    I vigneti rigogliosi coltivati fin dai tempi antichi testimoniano la tradizione agricola locale, raccontata anche nel Museo della Civiltà del Vino Primitivo.

    Nel centro storico si possono ammirare scorci caratteristici con vicoli tortuosi, la chiesa matrice della SS. Trinità, la chiesa di Santa Lucia, la torre dell’Orologio, il ghetto ebraico medievale e palazzi storici come il Palazzo Imperiali-Filotico.

    In sintesi, Manduria è una città con un ricco patrimonio archeologico, storico e culturale, simbolo della civiltà messapica e della tradizione vitivinicola pugliese.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

    è un’area protetta geomarina istituita nel 1994 che si estende nel territorio del Comune di La Maddalena, nel nord-est della Sardegna, vicino alle Bocche di Bonifacio.

    È l’unico parco nazionale italiano costituito esclusivamente dall’intero territorio di un solo comune.

    Caratteristiche principali

    Superficie

    Circa 20.000 ettari totali, di cui circa 5.000 ettari terrestri e 15.000 ettari marini, con un fronte costiero di circa 180 km.

    Isole

    Comprende oltre 60 isole e isolotti di varia grandezza, tra cui le principali sono La Maddalena (l’unico centro abitato), Caprera, Budelli, Santo Stefano, Spargi, Razzoli e Santa Maria.

    Biodiversità

    Il parco ospita oltre 700 entità vegetali con più di 50 specie endemiche, oltre a numerose specie animali protette tra cui il delfino tursiope, la tartaruga marina caretta caretta e la rara pinna nobilis.

    Presenta habitat marini e terrestri di importante valore comunitario.

    Norme e gestione

    Le aree sono suddivise in zone a diversa protezione, con accessi regolamentati, in particolare in zone di nidificazione di uccelli marini o habitat sensibili dove è vietato il campeggio e l’accesso è controllato.

    L’ente gestore è l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, con sede nel Comune di La Maddalena.

    L’accesso alle aree del parco è soggetto al pagamento di pedaggi per imbarcazioni e traghetti.

    Come raggiungerlo

    Si può raggiungere La Maddalena via traghetto da Palau, da cui si può poi accedere anche alle altre isole tramite imbarcazioni private, fatto salvo il divieto di sbarco su alcune isole private come Budelli.

    Rilevanza storica e naturalistica

    L’arcipelago è ricco di siti preistorici e storici, con tracce di passaggi di personaggi come Napoleone e Garibaldi.

    La “Casa Bianca” a Caprera è un museo nazionale e testimonia l’importanza storica dell’isola.

    Il paesaggio marino e terrestre, modellato dal vento maestrale e dalle correnti, offre scenari unici di rocce granitiche scolpite, acque turchesi e una natura intatta, rendendo il parco una meta privilegiata per escursioni, snorkeling e diving.

    In sintesi, il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena rappresenta un’eccellenza ambientale e culturale europea, tutelando un patrimonio naturale e storico di grande valore in Sardegna.

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  • Bauxite

    è una roccia sedimentaria ricca di alluminio ed è la principale fonte mondiale per l’estrazione dell’alluminio [1][2][3] Contiene principalmente minerali di alluminio come gibbsite (Al(OH)₃), boehmite (γ-AlO(OH)) e diaspore (α-AlO(OH)), insieme a ossidi di ferro come goethite e ematite, e altri minerali accessori come caolinite, anatase e ilmenite[3][5][6] Il colore varia dal rosso-bruno al bianco o beige, dovuto soprattutto alle impurità di ossidi di ferro[1][3]

    Il nome deriva dal villaggio di Les Baux-de-Provence in Francia, dove fu scoperta per la prima volta nel 1821 dal geologo Pierre Berthier[1][2][3][6]

    La bauxite si forma principalmente tramite processi di alterazione chimica e idrolisi (lateritizzazione) di rocce ricche di alluminio in regioni tropicali e subtropicali con forte esposizione agli agenti atmosferici, producendo depositi lateritici o in alcune zone come riempimenti di cavità in rocce calcaree (bauxite carbonatica)[1][5] I giacimenti principali si trovano in Australia, Brasile, Africa occidentale, Indie occidentali, Europa centro-meridionale e America Latina [1][9]

    La bauxite è fondamentale per la produzione dell’alluminio mediante processi di raffinazione (es. processo Bayer) e viene inoltre utilizzata nella produzione di cementi fusi e materiali refrattari [1][7][10]

    Fonti :
    [1] Bauxite – Chimica-online https://www.chimica-online.it/materiali/bauxite.htm
    [2] Bauxite – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Bauxite
    [3] Bauxite – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Bauxite
    [4] Bauxite – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/bauxite_(Enciclopedia-Italiana)/
    [5] Bauxite – Wikiwand https://www.wikiwand.com/en/articles/Bauxite
    [6] Bauxite | Properties, Formation, Uses » geologyscience https://geologyscience.com/rocks/bauxite/
    [7] Bauxite – Hydro https://www.hydro.com/it/global/Alluminio/products/bauxite-e-allumina/bauxite/
    [8] Bauxite – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/bauxite/
    [9] L’estrazione mineraria – Alluminio – CentroAl https://www.centroal.it/capitolo.php?idSEZ=2&id=31
    [10] Bauxite e allumina – Hydro https://www.hydro.com/it-CH/global/aluminium/products/bauxite–alumina/

  • Molfetta . Porto

    è uno dei porti marittimi più importanti della Puglia, con origini antiche e un ruolo centrale nello sviluppo storico, economico e culturale della città. La sua posizione sul mare Adriatico ha favorito fin dall’epoca romana una forte vocazione commerciale e peschereccia, facendo di Molfetta un punto di riferimento per i traffici marittimi con le Repubbliche marinare, la Grecia e la Dalmazia, nonché per i movimenti legati alle crociate in Terra Santa.
    La costruzione del porto moderno iniziò nel 1844 su progetto di Francesco Sponsilli, con l’appoggio del re Ferdinando II, che pose la prima pietra; i lavori si conclusero nel 1846. Fu progettato per proteggere le imbarcazioni dalla Tramontana e dal vento Greco-Levante attraverso la realizzazione dei moli di San Corrado e San Michele, un faro e successivamente il molo foraneo, ampliato nel 1882 per far fronte all’aumento degli scambi commerciali. Nel 1890 fu costruito il molo Pennello, mentre a metà Novecento fu realizzata la diga Salvucci tra Cala San Giacomo e il Santuario della Madonna dei Martiri.
    Il porto, oggi protetto da un lungo molo di sopraflutto banchinato e dal molo Pennello (molo di sottoflutto), è ancora molto attivo, soprattutto nel settore della pesca e dei cantieri navali, oltre ad avere una parte dedicata alla nautica da diporto con oltre 300 posti barca.
    Sul porto si affaccia il centro storico che si sviluppa su una penisola, con il caratteristico borgo antico di pianta ellittica e numerosi monumenti come il Duomo vecchio di San Corrado, esempio significativo di arte romanica con le sue cupole piramidali. Questo contesto evidenzia come il porto sia sempre stato il fulcro vitale attorno a cui si è sviluppata la città.

    red@ molfetta@

  • Marmo di Trani

    più correttamente chiamato Pietra di Trani, è una roccia carbonatica estratta in Puglia, nelle cave situate nella zona murgiana attorno alla città di Trani.

    È principalmente composta da carbonato di calcio (CaCO3) dolomitizzato con cristalli romboedrici e inclusioni fossili, che le conferiscono una texture compatta e resistente.

    Questa pietra si distingue per le sue tonalità chiare che variano dal bianco avorio, al beige fino al rosa chiaro, ed è caratterizzata da differenti varianti tra cui:

    Biancone

    tonalità molto chiara quasi bianca

    Serpeggiante

    con venature sinuose

    Bronzetto

    beige chiaro con poche venature

    Filetto Rosso

    con venature rosso-arancio marcate.

    Il Marmo di Trani è da secoli apprezzato per la sua durevolezza, resistenza agli agenti atmosferici e al gelo, e per la sua estetica elegante e luminosa, caratteristiche che lo rendono ideale per costruzioni sia storiche che moderne.

    Tra le opere di rilievo realizzate con questa pietra spicca la celebre Cattedrale di Trani, ma è stato impiegato anche in monumenti pubblici nazionali come il monumento ai Caduti di Cesare Bazzani a Forlì e la Casa del Fascio a Como.

    Le sue applicazioni spaziano dall’edilizia (pavimenti, rivestimenti interni ed esterni, scale, battiscopa) all’arredo urbano e alle opere d’arte e scultoree, grazie anche a diverse finiture quali lucida, bocciardata, spazzolata o anticate.

    Negli ultimi anni è stata valorizzata anche la cosiddetta Scorza di Trani, pietra grezza a spacco montata a mosaico per pavimentazioni esterne dallo stile rustico.

    In sintesi, il Marmo di Trani è una pietra naturale, durevole e versatile, simbolo del patrimonio lapideo pugliese, apprezzata anche a livello internazionale per la qualità e la varietà delle sue tipologie e finiture.

  • Trani . Lido Colonna

    è una spiaggia lunga circa 800 metri situata sul lungomare della città, caratterizzata da sabbia sottile e da un mix di tratti liberi e lidi attrezzati con vari servizi per i bagnanti[2] È apprezzata per la sua posizione affacciata sul mare, ma secondo alcune recensioni online può risultare piccola e offrire un servizio non sempre all’altezza delle aspettative[4]

    Il nome “Colonna” richiama anche il Monastero di Santa Maria di Colonna, un antico complesso monumentale del XII secolo situato su una penisola a circa 2 km dal centro di Trani. Il monastero è stato abitato da benedettini e francescani, abbandonato per molto tempo e poi restaurato dal Comune [3] Questo luogo è centrale nella tradizione religiosa locale, legata alla festa del Crocifisso di Colonna, che ricorda un episodio del 1480 quando un Crocifisso ligneo, trafugato dai Saraceni, “iniziò a sanguinare” e fu gettato in mare, evento commemorato ogni 3 maggio con una processione via mare dal lido al porto [5][6][7]

    In sintesi: Elemento Descrizione Lido Colonna Spiaggia di 800 metri con tratti liberi e lidi attrezzati sul lungomare di Trani [2][4] Monastero di Colonna Complesso storico del 1100, legato a festività religiose e tradizioni locali [3][5][7] Festa del Crocifisso Celebrazione annuale il 3 maggio, con processione via mare e memoria di un evento storico del 1480 [5][6][7]

    Il Lido Colonna quindi non è solo una località balneare, ma anche parte del patrimonio culturale e religioso di Trani.

    Fonti :
    [1] MONASTERO DI SANTA MARIA DI COLONNA: Tutto quello che c’è … https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g608901-d10454739-Reviews-Monastero_di_Santa_Maria_di_Colonna-Trani_Province_of_Barletta_Andria_Trani_Pugl.html
    [2] Lido Colonna – Viaggiare in Puglia https://viaggiareinpuglia.it/it/dettaglio-attrattore/lido-colonna
    [3] Monastero di Colonna – Comune di Trani https://www.comune.trani.bt.it/Vivere-il-comune/Luoghi/Monastero-di-Colonna
    [4] LIDO COLONNA: Tutto quello che c’è da sapere (AGGIORNATO 2025) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g608901-d12087432-Reviews-Lido_Colonna-Trani_Province_of_Barletta_Andria_Trani_Puglia.html
    [5] Trani festeggia la “Croce di Colonna”. Una storia nata nel 1480. Tutte le foto – TraniLive.it https://tranilive.it/2013/05/03/trani-festeggia-la-croce-di-colonna-una-storia-nata-nel-1480-tutte-le-foto/
    [6] Trani celebra il Crocifisso di Colonna che sconfisse i Saraceni https://www.youtube.com/watch?v=OB8fxwKx4Go
    [7] Oggi Trani festeggia il Crocifisso di Colonna https://www.traniviva.it/notizie/oggi-trani-festeggia-il-crocifisso-di-colonna-2/
    [8] Trani, un gioiello d’arte sul mare pugliese https://travel.fanpage.it/cosa-vedere-in-una-visita-a-trani/
    [9] Monumento ai Caduti – Vivi Romagna Eventi https://www.viviromagna.it/monumento_dettaglio.php?id=28
    [10] Riconsegnato alla città di Trani il monumento lapideo in piazza … https://www.traniviva.it/notizie/riconsegnato-alla-citta-di-trani-il-monumento-lapideo-in-piazza-longobardi/

  • Monumenti di Chieti

    E’ una città ricca di monumenti che intrecciano storia antica, arte e panorami suggestivi, offrendo un percorso affascinante tra archeologia, musei e architetture religiose.

    Cattedrale di San Giustino

    Simbolo stesso di Chieti, la cattedrale maestosa domina il centro storico: la lunga storia, i diversi stili (dal neogotico della facciata al barocco degli interni) e la cripta arricchita da affreschi medievali la rendono tappa imprescindibile per comprendere il cuore spirituale e artistico della città.

    Museo Archeologico Nazionale ‘La Civitella’ e Anfiteatro Romano

    In una posizione panoramica, il museo sorge su un’area archeologica che include l’anfiteatro romano: qui si può vivere un viaggio attraverso la storia romana di Chieti grazie a reperti, mostre e spettacoli dal vivo in uno dei contesti archeologici meglio valorizzati d’Abruzzo.

    Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo ‘Villa Frigerj’

    La raffinata villa ottocentesca ospita una delle collezioni archeologiche più importanti d’Italia, tra cui il celebre Guerriero di Capestrano: un museo che racconta non solo Chieti, ma l’antica storia abruzzese, con servizi inclusivi e un’atmosfera elegante.

    Teatro Marrucino

    Gioiello architettonico dell’Ottocento, è il teatro storico cittadino: elegante, ricco di decorazioni e protagonista della vita culturale, è visitabile anche senza assistere a uno spettacolo e regala uno spaccato della vivacità civica di Chieti.

    Templi Romani di Chieti

    Situati nei pressi dell’anfiteatro, questi resti raccontano l’antico ruolo religioso di Chieti, già nota come Teate: anche se parzialmente visibili, sono fondamentali per comprendere il passato precristiano e il tessuto archeologico della città.

    Monumento ai Caduti e Sacrario di Guerra

    Questa imponente opera, realizzata dallo scultore Pasquale Di Renzo, commemora i caduti di guerra e riflette un tragico ma essenziale capitolo della storia cittadina, con un’architettura solenne e simbolica immersa nel verde del cimitero monumentale.

    Museo d’Arte ‘Costantino Barbella’

    Questo museo dedica le sue sale al celebre scultore teatino e offre collezioni permanenti e mostre temporanee: perfetto per chi vuole approfondire la ricca tradizione artistica cittadina, in un ambiente raccolto e a misura di famiglia.

    avviso “Il testo e le riflessioni contenuti in queste pagine sono parte esclusiva dell’archivio di pierovillani.com. La riproduzione non autorizzata ne altera l’integrità concettuale ed è vietata.”

  • Cala Maka

    è una suggestiva spiaggia e beach club situata nella splendida regione della Puglia, Italia, precisamente nella Valle d’Itria[2][4] È nota per il suo ambiente casual e rilassato, completamente immerso nella natura circostante, con acque turchesi e cristalline che offrono un’esperienza di puro relax e benessere[1][2]

    Il club offre diverse comodità, come lettini e ombrelloni, ristorante (Matsu Sushi Fusion), docce, spogliatoi, parcheggio e connessione Wi-Fi, rendendola ideale per trascorrere lunghe giornate in riva al mare o per gustare piatti e bevande tra amici[3][4]

    L’atmosfera di Cala Maka è in stile “boho”, con zone di comfort in cui rilassarsi a pranzo o cena sotto pergolati di legno, unendo natura, buona cucina e musica in un luogo di svago esclusivo e tranquillo[2][4]

    In sintesi, Cala Maka è un beach club raffinato e informale nella splendida cornice della Puglia, perfetto per chi cerca una pausa rilassante in una delle aree più belle d’Italia[2][4]

    Fonti
    [1] Cala Maka – Terre di Fasano https://www.terredifasano.it/es/ospitalita/calamaka/
    [2] Cala Maka: HOME https://calamaka.it
    [3] Il lido – Cala Maka https://calamaka.it/il-lido/
    [4] THE BEACH – Cala Maka https://calamaka.it/the-beach/
    [5] Cala Macarella y Cala Macarelleta en Ciutadella | Turismo en Menorca https://saposyprincesas.elmundo.es/actividades-ninos/illes-balears/aire-libre/playas/cala-macarella-y-cala-macarelleta
    [6] La playa de España con el agua más cristalina, un paraíso escondido en la costa de Menorca https://www.eldebate.com/estilo-vida/viajar/20250706/playa-espana-agua-cristalina-paraiso-escondido-costa-menorca_313952.html
    [7] Cala Macarella: guía para descubrir y disfrutar de la playa más icónica de Menorca https://viajes.nationalgeographic.com.es/a/razones-para-zambullirse-cala-mas-iconica-menorca_20650
    [8] Descubre la playa más ‘instagrameable’ de España para disfrutar del verano https://okdiario.com/curiosidades/descubre-playa-mas-instagrameable-espana-disfrutar-del-verano-9331234
    [9] Las calas mas escondidas de Mallorca – Barceló Experiences https://www.barcelo.com/guia-turismo/es/espana/mallorca/que-ver/calas-mas-escondidas-mallorca/
    [10] CALA MAKA (@cala_maka) • Instagram photos and videos https://www.instagram.com/cala_maka/

  • Donne somale

    La passione nelle donne somale si inserisce in un contesto culturale complesso che include tradizioni radicate come la poesia, ma anche sfide significative legate a violenze, matrimoni precoci e tradizioni come la circoncisione femminile che influenzano la sessualità e l’espressione emotiva.

    In Somalia, la poesia è una forma d’arte molto importante e rappresenta un mezzo con cui molte donne come la giovane poetessa Hawa Jama Abdi esprimono emozioni, passioni e diritti, mostrando una passione non solo amorosa ma anche culturale e sociale.

    Tuttavia, la realtà di molte donne somale è segnata da difficoltà che incidono profondamente sulla loro esperienza di passione e desiderio.

    La violenza sessuale è diffusa, specialmente tra donne sfollate, e il loro desiderio e autonomia sono spesso compromessi da matrimoni precoci e forzati, condizioni di povertà e instabilità sociale.

    La paura dello stigma e di ritorsioni limita inoltre la possibilità di denuncia e accesso alla giustizia, creando un ambiente difficile per vivere liberamente la propria passione.

    Dal punto di vista della sessualità, studi mostrano che in comunità simili c’è spesso un riserbo nel parlare del piacere sessuale e che pratiche come la circoncisione femminile possono influire negativamente sulla capacità di provare piacere, pur non sempre riconosciuto apertamente dalle donne stesse.

    In termini più generali, la passione femminile, anche oltre il contesto specifico somalo, si attiva attraverso una combinazione complessa di fattori biologici, psicologici e sensoriali; per esempio, nelle donne il desiderio è fortemente influenzato dalle fantasie e da stimoli multisensoriali che vanno oltre il solo aspetto visivo, che invece è dominante negli uomini.

    La passione coinvolge inoltre impulsi emotivi profondi come il desiderio di appartenenza e il richiamo sessuale intenso, elementi universali nell’esperienza amorosa.

    Quindi, la passione nelle donne somale è una realtà vissuta tra espressioni culturali profonde e sfide personali e sociali gravose, che ne condizionano l’esperienza sia privata sia pubblica.

  • Piedino sotto il tavolo

    Fare il piedino sotto il tavolo è un gesto di seduzione e complicità non verbale che consiste nello sfiorare intenzionalmente con il proprio piede o scarpa il piede o la gamba della persona che si vuole sedurre .

    Generalmente avviene da seduti e sotto un tavolo, in modo discreto e segreto, per creare un’intesa maliziosa senza farsi notare dagli altri presenti. È una tecnica che gioca sul dubbio che il contatto sia casuale, amplificando così la complicità tra le due persone .

    Il piedino viene spesso fatto in contesti come una cena o un incontro intimo, e la posizione ideale è sedersi uno di fronte all’altro per facilitare il contatto discreto [5][6]. La persona che fa il piedino può anche togliersi una scarpa senza lacci per sfiorare più liberamente la gamba o la caviglia dell’altro .

    Dal punto di vista legale, in Italia non è considerato un atto di molestia sessuale tant’è che la Cassazione ha stabilito che fare piedino non è reato, purché non vi sia un comportamento molesto o non consensuale .

    Riassumendo :

    Gesto di seduzione non verbale e segreto

    Consiste nello sfiorare con il piede/scarpa sotto il tavolo

    Usato per creare complicità e intesa tra due persone

    Avviene principalmente da seduti, spesso uno di fronte all’altro

    Legalmente non è considerato molestia se c’è consenso implicito o non esplicito

    È un espediente discreto e leggero che affonda le radici nella cultura del corteggiamento, anche nei tempi in cui il sesso era un tabù sociale .

    RED@

  • La Tomba dell’Ureo

    La Tomba dell’Ureo è una sepoltura punico-romana situata nella necropoli di Tuvixeddu a Cagliari, in Sardegna.

    Si distingue per una decorazione parietale raffinata, in particolare per l’immagine del serpente sacro Ureo, un cobra alato tipico della religione egizia, raffigurato su una delle pareti della camera funeraria, come simbolo di protezione e accoglienza per il defunto.

    Caratteristiche principali

    Si tratta

    di una tomba a camera di forma rettangolare, lunga circa 2,55 metri e larga 2,34 metri.

    La decorazione

    include il serpente Ureo rappresentato con il globo solare tra le corna, con fiori di loto, palmette e Gorgoni, simbolismi che richiamano l’influenza culturale orientale e punica.

    La tomba

    è orientata verso nord-est e fa parte di una delle necropoli più importanti di Sardegna, utilizzata dalla fine del VI secolo a.C. in poi.

    La presenza del serpente Ureo denota un forte legame culturale e religioso con simboli egizi adottati nel contesto punico, in cui il serpente svolgeva una funzione apotropaica, cioè di protezione contro il male e custodia del defunto nell’aldilà.

    In sintesi, la Tomba dell’Ureo è uno degli esempi più importanti di arte funeraria punico-romana in Sardegna, conosciuta soprattutto per l’iconografia del serpente sacro che connota la fusione di culture mediterranee nel periodo antico.

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